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La Monarchia assoluta in Europa

Nonostante in Inghilterra le due rivoluzioni portino ad un governo basato sulla divisione dei poteri
e sulla rappresentanza parlamentare nel resto d’Europa il sistema dominante è quello della
monarchia assoluta. Le migliori monarchie sono quelle in grado di sopprimere i ceti e le rivolte che
da oro potrebbero scaturire, quindi si tende ad integrare negli organi statali una elite nobiliare
capace di accrescere il consenso e i caratteri monarchici come la concezione patrimoniale dello
stato, l’idea del sovrano come signore sacro della guerra, l’esaltazione simbolica del potere
monarchico e la valorizzazione della corte.
In Francia Luigi XIV diviene re quand’è ancora bambino e rimane sotto la reggenza di sua madre e
del cardinal Mazzarino ma alla morte di quest’ultimo Luigi XIV si proclama primo ministro e si
circonda di ministri fidati appartenenti alla borghesia, in questo modo il re si procura collaboratori
fiduciosi e fedeli. Luigi XIV preferisce avvalersi di borghesi abili nel loro mestiere, non nobili dai
nomi altisonanti, questo, anche perché in dato modo accresce il consenso popolare.
In questo modo però il re sembrerebbe trascurare la nobiltà di spada ma crea un modello di corte
ove l’elite nobiliare possa avere l’idea di essere attiva nel sistema regio pur non avendo una parte
pratica. Luigi XIV fa costruire la reggia di Versailles per ospitare i nobili francesi e mette in scena il
grande teatro del potere che da lustro al re ed intimorisce la nobiltà ad esso partecipante. Per fare
questo Luigi XIV ha bisogno di un posto enormemente grande e qui entra in gioco la reggia, che
ospita stabilmente 5000 persone, dove si svolgono tutte le pratiche cerimoniali del caso come il
levere dove i nobili assistono al risveglio del re. Tutto ciò da un senso sacrale al re ma anche
paterno poiché il sovrano si occupa del proprio popolo come un padre farebbe con la propria
famiglia. Così il re riesce ad accaparrarsi anche la fedeltà dell’etile nobiliare che partecipa alla vita
nella reggia anche allo scopo di ottenere ‘’favori’’ dal sovrano. Non sorprende il fatto che Luigi XIV
fu chiamato il re sole poiché tutto gli ruotava intorno come pianeti in orbita.
Comincia anche a fondare accademie di tutti i tipi, da quelle scientifiche a quelle musicali però
tutto questo mecenatismo è controllato dal fatto che tutti i beni proposti dal re sono soggetti a
regole ceree, di fatto la libertà del tempo non è che una cortina di fumo. Luigi XIV provvede anche
ad un piano che renda ‘’reale’’ la sacralità del re in 3 punti:
-nel 1682 ottiene dall’assemblea del clero francese la dichiarazione della superiorità del sovrano
sul papa e la negazione della sua infallibilità.
-nel 1685 con l’editto di Fointainebleau sancisce l’espulsione del calvinistie la riconversione forzata
per gli ugonotti, questo per ottenere un’unitarietà religiosa. Questa mossa riesce in parte poiché
molti decidono di espatriare piuttosto che convertirsi.
-infine mette in atto una persecuzione per le correnti cattoliche eterodosse.
Si attua in Francia, per merito del generale delle finanze Jean-Baptist Colberte una politica
economica mercantilistica ossia viene favorita l’esportazione e ostacolata l’importazione
imponendo pesanti dazi protettivi. Questo al fine di accrescere la produzione interna francese e
accrescendo la fama dello stato con l’esportazione di materiali pregiati. SI instaurano anche rotte
commerciali che collegano la Francia con quasi la totalità mondiale e accrescono la potenza
mercantile statale. L’ultimo carattere del regno di Luigi XIV è l’ampliamento territoriale attraverso
lo strumento della guerra. In Russia Michele Romanov viene eletto zar e grazie alla formazione di
un’assemblea contenente i vari ceti sembra riuscire ad allentare la tensione tra i vari ceti, ma
anche usta è una cortina di fumo poiché grazie allo stivaggio del codice civile e penale si introduce
la servitù della gleba (poter coltivare un piccolo acro di terra in cambio della coltivazione delle
terre regie) e si stabiliscono pesanti limiti alle libertà di movimento dei mercanti, ne risulta quindi
un patto tra re e nobiltà a discapito della popolazione. Questi irrigidimenti fanno scoppiare una
ribellione di cosacchi (cavalieri nomadi) che però viene brutalmente sedata.
Con l’elezione di Pietro I il Grande si ha il vero rinnovamento russo; eletto in giovane età Pietro I
compie un viaggio nell’Europa occidentale ed al suo ritorno impone le tradizioni di quei paesi nel
proprio e modificherà sullo stampo occidentale la struttura dello stato russo. Come per le altre
monarchie una delle priorità di quella russa è di ampliare l’esercito e per fare questo è necessario
imporre nuove tasse che diventano 5 volte più alte. Pietro il Grande inoltre abbatte tutti gli organo
statali e crea un solo senato competo da 9 suoi fidati. Nel 1722 fa stilare la tavola dei ranghi dove
si definiscono le classi sociali ma, soprattutto, si sancisce che negli impieghi statali sia nobile che
borghese devono partire dal primo gradino e salire rispetto alla meritocrazia.