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Modulo A

• Evoluzione Storico-normativa
• Disposizioni generali in materia di sicurezza Titolo I
D.Lgs 81/2008;
• La sorveglianza sanitaria;
• La
L segnaletica
l ti di sicurezza;
i
• I fattori di rischio nell’attività lavorativa;
• La prevenzione degli incendi e la gestione delle
emergenze;
• Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Aggiornato a settembre 2011 1


Evoluzione Storico
Normativa

Aggiornato a settembre 2011 2


Evoluzione Storica

1800 - rivoluzione industriale:

Il primo regolamento generale in materia di prevenzione


infortuni fu emanato nel 1899 a beneficio di:

“coloro che, a macchine mosse da agenti inanimati, prestano la


loro opera”

Sviluppo di una legislazione sociale incentrata su aspetti


organizzativi (orario massimo di lavoro, riposo giornaliero,
regolamentazione
g del lavoro a cottimo))
Aggiornato a settembre 2011 3
Il diritto alla salute e l’articolo 2087
del codice civile (1942)

Art.
A t 2087 c.c. T
Tutela
t l delle
d ll condizioni
di i i di lavoro
l
L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure
che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono
necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei
prestatori di lavoro.

L’art.2087, in particolare, rappresenta principio generale e norma


della legislazione prevenzionistica

Da questo articolo la giurisprudenza ha fatto derivare il fondamento


dell’obbligo della sicurezza

Aggiornato a settembre 2011 4


Codice civile

Art. 2043 - Risarcimento per fatto illecito

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona


ad altri danno ingiusto, obbliga colui che ha
commesso il fatto a risarcire il danno

Aggiornato a settembre 2011 5


1948: Costituzione della Repubblica Italiana
Articoli che richiamano il concetto della sicurezza sul lavoro

Aggiornato a settembre 2011 6


Codice penale (1930)
Art. 43 - Elemento psicologico del reato

Il delitto è doloso, o secondo l’intenzione, quando


ll’evento
evento dannoso o pericoloso,
pericoloso che è il risultato
dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere
l’esistenza del delitto,, è dall’agente
g p
provveduto e
voluto come conseguenza della propria azione od
omissione;

È colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento,


anche se preveduto
preveduto, non è voluto dall’agente
dall agente e si
verifica a causa di negligenza o imprudenza o
imperizia
p di leggi,
gg , regolamenti,
g , ordini o discipline.
p
Aggiornato a settembre 2011 7
Articoli del Codice Penale applicabili alla materia
della sicurezza

Art. 437 (c
Art p ) - Rimozione od omissione dolosa di cautele
(c.p.)
contro infortuni sul lavoro - Chiunque omette di collocare
impianti,
p apparecchiature
pp o segnali
g destinati a p
prevenire
disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia,
è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Aggiornato a settembre 2011 8


Articoli del Codice Penale applicabili alla
materia della sicurezza

Art. 451 (c.p.) - Omissione colposa di cautele o difese contro


disastri o infortuni sul lavoro - Chiunque, per colpa, omette di
collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri
mezzi destinati all
all'estinzione
estinzione di un incendio
incendio, o al salvataggio o
al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la
reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a
un milione.

Aggiornato a settembre 2011 9


Articoli del Codice Penale applicabili alla materia
della sicurezza

Art. 589 (c.p.) - Omicidio colposo - Chiunque cagiona per


colpa
p la morte di una p persona è p
punito con la reclusione da sei
mesi a cinque anni.
Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla
disciplina della circolazione stradale o di quelle della
prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione
da uno a cinque anni
anni.
(...)

Aggiornato a settembre 2011 10


Evoluzione Storica

Negli anni ’70: si concretizza l’attenzione del sindacato ai temi della


sicurezza con l’introduzione dello Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio
1970, n.300).

Art.9
Art 9 Tutela della salute e dell
dell’integrità
integrità fisica
I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare
l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle
malattie professionali e di promuovere la ricerca
ricerca, l’elaborazione
l elaborazione e
l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro
integrità fisica

Aggiornato a settembre 2011 11


Evoluzione Storica

Legge 833/78: Servizio Sanitario Nazionale


Interpretazione all
all’art
art. 32 della costituzione: La Repubblica tutela la salute come
diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività.

-complesso di funzioni, strutture e servizi destinati alla


promozione al mantenimento ed al recupero della salute
promozione,
fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di
condizioni individuali o sociali e assicurando l'eguaglianza dei
cittadini nei confronti del servizio
servizio.

Aggiornato a settembre 2011 12


Evoluzione Storica

Legge 833/78: Servizio Sanitario Nazionale

-L’igiene
g e la sicurezza del lavoro vengono
g inquadrate
q
nell’ambito della tutela della salute e dell’incolumità di tutti i
cittadini;

-Assicurare il tempestivo e costante aggiornamento della


normativa a i progressi tecnologici e alle conoscenze
derivanti dall’esperienza diretta dei lavoratori

Il datore di lavoro deve adeguare i propri strumenti alle


evoluzione tecnologica

Aggiornato a settembre 2011 13


Evoluzione Storica

Legge 833/78: Servizio Sanitario Nazionale

-Concentrazione sotto un solo organo territorialmente


d
decentrato,
t t di ttutti
tti i compiti
iti di vigilanza
i il prevenzionale
i l

ASL: gli ispettori dell’ASL hanno potere di polizia giudiziaria.

Aggiornato a settembre 2011 14


Evoluzione Storica : entrata in vigore del
D.lgs 81/2008 TESTO UNICO
• IIn attuazione
i dell’art.
d ll’ 1ddella
ll llegge 03/08/2007 n. 123 “MISURE IN
TEMA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUL
LAVORO e DELEGA AL GOVERNO PER IL RIASSETTO E LA
RIFORMA DELLA NORMATIVA IN MATERIA”:
• ART. 1: “Il governo è delegato ad adottare , entro 9 mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge
legge, uno o più decreti per il
RIASSETTO e la RIFORMA delle disposizioni vigenti in materia di
salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro…”
• ART 2:
ART. 2 il riordino
i di ed d il coordinamento
di t d
devono avvenire
i ““…nell
rispetto delle NORMATIVE COMUNITARIE e delle CONVENZIONI
INTERNAZIONALI in materia…”

Aggiornato a settembre 2011 15


Evoluzione Storica

NORME ABROGATE DAL T


T.U
U D
D.lgs
lgs n
n.81/2008
81/2008
D.P.R. 547/55: Norme per la prevenzione degli infortuni
sul lavoro

D.P.R. 303/56: Norme generali per l’igiene del


Lavoro (fatta eccezione per l’art. 64)

D.P.R.
D P R 164/56
164/56: nella
ll costruzione
t i e nelle
ll operazioni
i i di
manutenzione

Aggiornato a settembre 2011 16


Evoluzione storica: norme abrogate
g dal TU 81/2008

• D.lgs 15/08/1991 n. 277: attuazione direttive CEE in materia di


protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad
agenti
• D. lgs 19/09/1994 n. 626: attuazione delle direttive CEE riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di
lavoro
• D.lgs 14/08/1996 n. 493: attuazione direttiva CEE concernente le
prescrizioni
i i i minime
i i per lla segnaletica
l ti di sicurezza
i e/o
/ di salute
l t sull
luogo di lavoro
• D. lgs 14/08/1996 n. 494: attuazione direttiva CEE in materia di
prescrizioni
i i i minime
i i di sicurezza
i e di salute
l t dda osservare neii cantieri
ti i
temporanei o mobili
• D. lgs 19/08/2005 n. 187: attuazione direttiva CEE in materia di
prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione
dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche

Aggiornato a settembre 2011 17


Evoluzione storica: norme abrogate dal TU
81/2008

• ART. 36-bis, commi 1 e 2 del decreto-legge 4


luglio 2006, N. 223, convertito, con
modificazioni, dalla l. 4 agosto 2006, N. 248
gg 3 agosto
• Artt. 2,3,5,6 E 7 della legge g 2007, n.
123
• Ogni altra disposizione legislativa e
regolamentare nella materia disciplinata dal
decreto legislativo medesimo incompatibili con
la stesso

Aggiornato a settembre 2011 18


Aggiornamenti normativi
D.Lgs 3 agosto 2009 n. 106: disposizioni
g
integrative e correttive del D.Lgs
g 9 aprile
p
2008 n. 81 in materia della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro

Aggiornato a settembre 2011 19


FONTI NORMATIVE E SINERGIE LEGISLATIVE
NORME INTERNE NORME ESTERNE
(Produzione normativa (Produzione normativa
Italiana) Europea e Internazionale)
•Costituzione
Costituzione della Repubblica Direttive europee: per essere
•Codice civile giuridicamente operative in Italia,
•Codice penale necessitano di recepimento tramite
•Decreti circolari…
•Decreti, circolari legge
•Leggi speciali: TU sulla sicurezza
Norme tecniche europee (EN): per
D.lgs 81/2008 essere operative in Italia, necessitano di
•Norme
Norme tecniche nazionali (UNI
(UNI, recepimento obbligatorio da parte
CEI..) dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di
Unificazione)
Norme ttecniche
N i h iinternazionali
t i li (ISO)
diventano operative a discrezione
dell’UNI (non vi è obbligo di
recepimento)
Aggiornato a settembre 2011 20
D.Lgs.81/2008: principi

La sicurezza nei luoghi di lavoro si consegue con la


partecipazione di tutti, dallo stesso datore di lavoro, ai
dipendenti, ai loro rappresentanti

La sicurezza dipende dalla caratteristica degli impianti e


delle macchine
macchine, ma anche dall’adozione
dall adozione di corretti
procedimenti di lavoro.

La sicurezza è garantita se viene curata la formazione e


sensibilizzazione del personale In materia di sicurezza.

Aggiornato a settembre 2011 21


D.Lgs.81/2008: Responsabilità coinvolte nella
gestione
ti della
d ll sicurezza
i
Responsabilità OPERATIVE Responsabilità CONSULTIVE

Datore di lavoro
Responsabile
(Imprenditore e organizzatore)

Addetti
Dirigente
g
(Facoltativi)
(Organizza il lavoro di altre persone)

Preposto
p Servizio di Prevenzione e
Protezione (SPP)
(Vigila e sorveglia la corretta esecuzione
dei lavori in sicurezza) (Ausilio Tecnico)

L
Lavoratore
t M di C
Medico Competente
t t
(esegue correttamente le
procedure lavorative e Rappresentanti dei Lavoratori
le procedure di sicurezza)
per la Sicurezza
Aggiornato a settembre 2011 22
Disposizioni generali in materia
di sicurezza
Titolo I D.Lgs
D Lgs 81/2008

Aggiornato a settembre 2011 23


Art. 15 D.Lgs 81/2008: Misure generali di tutela
a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni
tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro;
c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base
al progresso tecnico;
d) il rispetto dei principi ergonomici nell
nell'organizzazione
organizzazione del lavoro,
lavoro nella concezione dei posti di lavoro
lavoro, nella scelta delle
attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del
lavoro monotono e di quello ripetitivo;
e) la riduzione dei rischi alla fonte;
f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono sono, o che possono essere,
essere esposti al rischio;
h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
l) il controllo sanitario dei lavoratori;
m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove
possibile ad altra mansione;
possibile,
n) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
o) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
p) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
q) le istruzioni adeguate ai lavoratori;
r)) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;
s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche
attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi;
u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo
grave e immediato;
i di t
v) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità
alla indicazione dei fabbricanti.
2. Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare
oneri finanziari per i lavoratori.
lavoratori

Aggiornato a settembre 2011 24


D.Lgs.81/2008, art. 2 Definizioni: lavoratore

- Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale,


svolge
l un’attività
’ tti ità lavorativa
l ti nell’ambito
ll’ bit d dell’organizzazione
ll’ i i di un
datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione,
anche al solo fine di apprendere
pp un mestiere,, un’arte o una
professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari
- Socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che
presta la sua attività per conto della società o dell’ente
dell ente stesso
- Associato in partecipazione
- Beneficiario di attività di tirocinio o di orientamento
- Allievo di corsi di istruzione ed universitari; partecipante a
corsi di formazione professionale in cui si faccia uso di
laboratori attrezzature di lavoro in genere
laboratori, genere, agenti chimici,
chimici
fisici o biologici, videoterminali

Aggiornato a settembre 2011 25


D.Lgs. 81/2008

N.B.: Secondo il D.Lgs. 81/2008 gli Studenti sono


equiparati ai Lavoratori

Il Campo di applicazione riguarda

TUTTI
U IS
SETTORI
O PUBBLICI
U C E PRIVATI
Aggiornato a settembre 2011 26
D.Lgs.81/2008: I principali obblighi dei lavoratori
(Art 20)
(Art.
I lavoratori si prendono cura della propria salute e sicurezza e di quella delle
altre persone presenti sul luogo di lavoro
lavoro.
Ed inoltre:
1. osservano le disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro, dirigenti
preposti in merito alla protezione collettiva ed individuale;
2. utilizzano correttamente macchinari, attrezzature, sostanze, preparati pericolosi,
mezzi di trasporto e dispositivi di sicurezza;
3 utilizzano in modo appropriato i D
3. D.P.I.
P I (cuffie
(cuffie, guanti
guanti, maschere
maschere, scarpe
scarpe, ecc
ecc.);
);
4. segnalano immediatamente al datore di lavoro, dirigente o preposto e al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza le deficienze delle
apparecchiature,
appa ecc atu e, dedei D.P.I. e co
condizioni
d o d di pe
pericolo;
co o;
5. non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza;
6. non compiono di propria iniziativa operazioni non di loro competenza che
possono compromettere
p p la sicurezza;
7. Partecipano ai programmi di formazione e addestramento
8. si sottopongono ai controlli sanitari se sono previsti;
9. contribuiscono all’adempimento di tutti gli obblighi necessari per realizzare la
sicurezza
Aggiornato a settembre 2011 27
DIRITTI DEI LAVORATORI

1. ASTENERSI, salvo casi eccezionali, dal riprendere l’attività lavorativa


nelle situazioni in cui persista un pericolo grave e immediato.
2. ALLONTANARSI in caso di pericolo grave ed immediato dal posto di
lavoro o da una zona pericolosa, senza subire pregiudizi o conseguenze
per il loro comportamento.
3. PRENDERE in caso di pericolo grave ed immediato, nell’impossibilità di
contattare un superiore gerarchico, misure atte a scongiurare le
conseguenze senza subire pregiudizi o conseguenze per tale
comportamento
4. ESSERE SOTTOPOSTI a visite mediche personali, qualora la relativa
richiesta sia g
giustificata da una connessione documentabile con rischi
professionali
5. RICEVERE una adeguata formazione in materia di sicurezza e salute,
con pparticolare riferimento al p
proprio
p ambiente di lavoro e alle mansioni
svolte
6. RICEVERE una adeguata informazione sui rischi connessi all’attività
lavorativa e sulle pprocedure stabilite p
per eliminarli o ridurli al minimo

Aggiornato a settembre 2011 28


D.Lgs.81/2008 art 2 Definizioni: Datore di lavoro

Art. 2. lett.b “Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il


lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e
l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore
presta la propria attività,
attività ha la responsabilità dell’
dell
organizzazione stessa o dell’unità produttiva, in quanto
esercita i ppoteri decisionali e di spesa”.
p
Nelle P.A. per datore di lavoro si intende il Dirigente, al
quale spettano i poteri di gestione.

Aggiornato a settembre 2011 29


D.Lgs.81/2008: Datore di lavoro
Il DATORE DI LAVORO NON PUO’ DELEGARE
I seguenti OBBLIGHI:
Obblighi stabiliti dall
dall’art
art. 17
comma 1; lett. A, b

1. VALUTAZIONE DEL RISCHIO con conseguente

2. ELABORAZIONE DEL DOCUMENTO PREVISTO art. 28

3. Designazione del: RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI


PREVENZIONE E PROTEZIONE

Aggiornato a settembre 2011 30


D Lgs 81/2008: Art
D.Lgs.81/2008: Art. 16 DELEGA DI FUNZIONI

Ove non espressamente esclusa


esclusa, è ammessa con i
seguenti limiti:

1) Che risulti da atto scritto recante data certa


2) Che il delegato possegga i requisiti necessari di
professionalità ed esperienza richiesti dalla natura
delle funzioni delegate
3) Che attribuisca al delegato tutti i poteri di
organizzazione,
i i gestione
ti e controllo
t ll richiesti
i hi ti d
dalla
ll
natura delle funzioni delegate
4)) Che attribuisca l’autonomia di spesa
p necessaria
5) Che sia accettata dal delegato per iscritto

Aggiornato a settembre 2011 31


D.Lgs.81/2008:
Obblighi DELEGABILI a dirigenti e/o preposti
a) nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla
legge;
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e
l tt antincendio,
lotta ti di di evacuazione
i d i lluoghi
dei hi di llavoro iin caso di pericolo
i l grave e iimmediato,
di t di
salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;

c) nell'affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in
rapportot alla
ll lloro salute
l t e alla
ll sicurezza;
i
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del
servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;

e)) sincerarsi
i i affinché
ffi hé soltanto
lt t i llavoratori
t i che
h hhanno ricevuto
i t adeguate
d t istruzioni
i t i i e specifico
ifi
addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti;
g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria;

h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché
i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la
zona pericolosa;
i) informare
i f il più
iù presto
t possibile
ibil i lavoratori
l t i esposti
ti all rischio
i hi di un pericolo di t circa
i l grave e immediato
i i il
rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento in materia di sicurezza nei


l
luoghi
hi di llavoro;
m) astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui
Aggiornato a settembre 2011
persiste un pericolo grave e immediato; 32
D.Lgs.81/2008:
Obblighi
g DELEGABILI a dirigenti
g e/o p
preposti
p
n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
o)) consegnare tempestivamente
t ti t all rappresentante
t t dei
d i lavoratori
l t i per la
l sicurezza,
i anche
h su
supporto informatico, il Documento di Valutazione dei Rischi specificando che tale
documento è consultabile solo in azienda;
…omissis…
s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in tutti i casi previsti dal D.Lgs
81/08
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei
l
luoghi
hi di llavoro, nonché
hé per il caso di pericolo
i l grave e iimmediato;
di t
…omissis…

Obblighi di comunicazione al SPP e al Medico Competente in merito a:


-Natura dei rischi;
-Organizzazione del lavoro, programma e attuazione delle misure preventive e protettive;
-Caratteristiche degli impianti e dei processi produttivi
-Dati
D ti relativi
l ti i aglili iinfortuni
f t i e quelli
lli relativi
l ti i alle
ll malattie
l tti professionali;
f i li
-Provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.

Obblighi di vigilanza di competenza specifica del Datore di Lavoro o del Dirigente


riguardanti l’operato di: preposti, lavoratori, progettisti, fornitori, installatori, medico
competente Aggiornato a settembre 2011 33
D.Lgs.81/2008: Datore di lavoro

Il Datore di lavoro è sempre responsabile


della sicurezza in azienda;; egli
g si può
p
avvalere di un Servizio di Prevenzione e
Protezione formato da soggetti competenti
in materia

Aggiornato a settembre 2011 34


D Lgs 81/2008 art 2 Definizioni Preposto
D.Lgs.81/2008

“Persona che, in ragione delle competenze


professionali e nei limiti di poteri gerarchici
g
e funzionali adeguati alla natura
g , sovrintende alla
dell’incarico conferitogli
attività lavorativa e garantisce l’attuazione
delle direttive ricevute,, controllandone la
corretta esecuzione da parte dei lavoratori
ed esercitando un funzionale p potere di
iniziativa”

Aggiornato a settembre 2011 35


D Lgs 81/2008 art 19 Obblighi del Preposto
D.Lgs.81/2008

• Sovrintendere
S i t d e vigilare
i il sulla
ll osservanza d da parte
t ddeii singoli
i li llavoratori
t iddeii
loro obblighi di legge nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute
e sicurezza e di uso di mezzi di prevenzione e di protezione collettivi e dei
dispositi i di prote
dispositivi protezione
ione indi
individuale
id ale messi a loro disposi
disposizioneione e e, in caso di
persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti
• Verificare che solamente i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni
accedano
d alle
ll zone che h li espongono ad d un rischio
i hi grave e specifico ifi
• Nelle situazioni di emergenza: richiedere l’osservanza delle misure per il
controllo delle situazioni di rischio; informare il più presto possibile i
l
lavoratori i espostii all rischio
i hi di un pericoloi l grave ed d iimmediato;
di astenersi,i
salvo eccezioni, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività
laddove persista un pericolo grave ed immediato; segnalare
t
tempestivamente
ti t all datore
d t o all dirigente
di i t ognii condizione
di i di pericolo
i l che
h sii
verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della
formazione ricevuta; frequentare appositi corsi di formazione

Aggiornato a settembre 2011 36


D.Lgs.81/2008: Il Servizio di prevenzione e
protezione dai rischi

Definizione art. 2 comma 1 lett. l : insieme delle persone.


sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda
all azienda finalizzati
all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali
per i lavoratori
pe a o ato
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
(RSPP) art
art. 2 comma 1 lett
lett. f: persona in possesso delle
capacità e dei requisiti professionali di cui all’art 32,
designata
g dal datore di lavoro,, a cui risponde
p p
per
coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi

Aggiornato a settembre 2011 37


D.Lgs.81/2008 art. 31: Il Servizio di prevenzione e
protezione dai rischi
Può essere interno o esterno all’azienda
all azienda

Il Servizio è obbligatorio Interno ed il Responsabile del servizio deve


essere interno all’azienda per:
a) Aziende industriali (art
(art. 2 DD.lgs
lgs 334/1999) soggette all’obbligo
all obbligo di notifica
o rapporto
b) Centrali termoelettriche
c) Impianti di installazione (artt
(artt. 7
7, 28
28, 33 D
D.lgs.
lgs 230/1995)
d) Aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri
o munizioni
e)) Aziende
A i d iindustriali
d t i li con oltre
lt 200 llavoratori
t i
f) Industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
g) Strutture di ricovero, pubbliche o private con oltre 50 lavoratori

Aggiornato a settembre 2011 38


D.Lgs.81/2008: Compiti del Servizio di prevenzione e
protezione (art
(art. 33)
•Individuare e valutare i rischi
•Individuare
Individuare le misure di prevenzione e protezione;
•Scegliere i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adeguati;
•Elaborare le procedure di sicurezza;
•Proporre programmi di informazione e formazione;
•Partecipare alla riunione periodica;
•Fornire ai lavoratori informazioni sui rischi potenziali e le misure di
prevenzione.
prevenzione

(Art. 18. co. 2) Il datore di lavoro informa il servizio di prevenzione riguardo:


-la
la natura dei rischi;
-l’organizzazione del lavoro, la programmazione e l’attuazione delle misure
preventive e protettive;
-la
la descrizione degli impianti e dei processi;
-I dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali
-le prescrizioni degli organi di vigilanza.

Aggiornato a settembre 2011 39


D.Lgs.81/2008: Definizione: Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (Art.
(Art 2,
2 co.
co 1 lett.
lett i)

Persona eletta o designata per rappresentare i


lavoratori per quanto concerne gli aspetti della
salute e della sicurezza durante il lavoro.
lavoro

Aggiornato a settembre 2011 40


D.Lgs.81/2008: Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
RLS (Art
(Art. 47)

IIstituito
tit it a lilivello
ll tterritoriale,
it i l aziendale
i d l e di sito
it produttivo
d tti
In tutte le aziende o unità produttive, è eletto o designato l’ RLS
Sino a 15 dipendenti: i lavoratori eleggono al proprio interno il rappresentante per
la sicurezza oppure può essere designato o eletto per più aziende nell’ambito
territoriale o dello stesso comparto produttivo; può essere eletto nell’ambito delle
rappresentanze sindacali.
Oltre 15 dipendenti: i lavoratori eleggono il RLS nell’ambito
nell ambito delle rappresentanze
sindacali, in assenza di tali rappresentanze, l’ RLS è eletto dai lavoratori dell’azienda
al loro interno.
Sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva:
-il tempo retribuito,
- la formazione necessaria,
-gli
g st strumenti
u e t pe per ese
esercitare
c ta e i p
propri
op cocompiti,
pt,
-il numero e la modalità di designazione o di elezione.
In ogni caso il numero minimo è: 1 rappresentante fino a 200 lavoratori, 3
rappresentanti
pp da 201 a 1000 lavoratori, 6 rappresentanti
pp oltre i 1000 lavoratori.

Aggiornato a settembre 2011 41


D.Lgs.81/2008: Attribuzioni del Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (Art
(Art. 50)
- accede ai luoghi in cui si svolgono le attività,

- E’ consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione


dei rischi, individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della
prevenzione.
i

- E’ consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti a: Servizio


di prevenzione e protezione
protezione, prevenzione incendi
incendi, pronto soccorso ed
evacuazione dei lavoratori e del medico competente

- E consultato in merito alla organizzazione della formazione dei lavoratori


E’
incaricati all’attività di lotta antincendio, pronto soccorso ed evacuazione;

- Riceve le informazioni e la documentazione inerente la valutazione dei rischi e


le relative misure di prevenzione nonché quelle inerenti le sostanze e preparati
pericolosi, le macchine, gli impianti, l’organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli
infortuni
o u e le e malattie
aa ep professionali
o ess o a

Aggiornato a settembre 2011 42


D.Lgs.81/2008: Attribuzioni del Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (Art
(Art. 50)
- Riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

- Riceve una formazione adeguata;

- Promuove l’elaborazione,, individuazione e attuazione delle misure di


prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

- Formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità


competenti, dalle quali è, di norma, sentito

- Partecipa alla riunione periodica;

- Avverte il responsabile d’azienda dei rischi individuati nel corso della sua
attività;

- Può far ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di
prevenzione e protezione adottate non siano non sono idonei a garantire la
sicurezza
i e lla e lla salute
l t ddurante
t il llavoro.
Aggiornato a settembre 2011 43
La sorveglianza sanitaria

Aggiornato a settembre 2011 44


D.Lgs.81/2008: Medico Competente – Definizione
(Art 2
(Art. 2, co
co. 1 lett
lett. h)
Medico in possesso dei seguenti titoli:

- Specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei


lavoratori e psicotecnica
- Docenza in medicina del lavoro o in medicina p preventiva dei lavoratori e
psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in
fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del lavoro
- Specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale

Collabora secondo quanto previsto dall’art. 29, co. 1, con il datore di lavoro ai
fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la
sorveglianza sanitaria

I medici in possesso dei titoli e dei requisiti sopra indicati sono ISCRITTI
nell’elenco dei MEDICI COMPETENTI istituito preso il Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Aggiornato a settembre 2011 45


D.Lgs.81/2008: Compiti del Medico Competente
artt 39
artt. 39, 40 e 41

1 Collabora con l’organizzazione


1. l organizzazione per l’attuazione
l attuazione delle misure per la
tutela della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori;
2. Esegue Sorveglianza sanitaria (visite mediche)
3 Esprime giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro;
3.
4. Istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria e di rischio per ogni
lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria;
5 Fornisce
5. F i iinformazioni
f i i aii llavoratori
t i sull significato
i ifi t d deglili accertamenti
t ti
sanitari;
6. consegna, su richiesta del lavoratore sottoposto ad accertamenti
sanitari copia della documentazione.
7. collabora con il datore di lavoro all’organizzazione del pronto
soccorso;;
8. visita, congiuntamente al responsabile del Servizio di Prevenzione
gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno

Aggiornato a settembre 2011 46


D.Lgs.81/2008: La sorveglianza sanitaria (Art. 41)

La sorveglianza sanitaria, effettuata dal medico competente nei


casi p
previsti dalla legge
gg e su richiesta del lavoratore
comprende:
•Accertamenti preventivi intesi a constatare l’assenza di
controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati
destinati, ai fini
della valutazione della loro idoneità alla mansione specifica;
•Accertamenti periodici per controllare lo stato di salute dei
la oratori ed esprimere giudizio
lavoratori gi di io di idoneità alla mansione
specifica; su richiesta; al cambio di mansione; a cessazione del
rapporto di lavoro

La sorveglianza sanitaria viene attuata


solamente per i lavoratori esposti a rischi
specifici individuati dalla normativa vigente
Aggiornato a settembre 2011 47
La segnaletica di
Sicurezza

Aggiornato a settembre 2011 48


La segnaletica di sicurezza

Il sistema
i t i f
informativo
ti d
deve essere standardizzato,
t d di t allo
ll
scopo di ovviare alla eventuale presenza di persone prive di
un linguaggio comune,
comune oppure affette da menomazioni
sensoriali ( deficit visivi e/o uditivi).

La segnaletica di sicurezza ha lo scopo di fornire ai lavoratori


le informazioni essenziali sulle caratteristiche dei pericoli
p
presenti in un dato contesto di lavoro anche se deve essere
intesa come “punto di arrivo” sia pure obbligatorio, di una più
complessa
l attività
tti ità di informazione
i f i d i lavoratori.
dei l t i

Aggiornato a settembre 2011 49


La segnaletica di sicurezza
La norma UNI 7543 fornisce una definizione dei segnali di sicurezza e
li suddivide in quattro categorie:

Segnale di sicurezza Un segnale che esprime un messaggio generale


di sicurezza ottenuto dalla combinazione di una figura geometrica e di un colore che
che,
con l’aggiunta di un segno grafico o di testo, esprime un messaggio di sicurezza particolare

SEGNALE DI SEGNALE DI
DIVIETO
PRESCRIZIONE EMERGENZA
AVVERTIMENTO

SEGNALE DI
ANTINCENDIO

Aggiornato a settembre 2011 50


La segnaletica
g di sicurezza
La superficie del cartello deve essere opportunamente
dimensionata in relazione alla distanza dalla quale il
cartello deve risultare riconoscibile.

A ≥ L2/ 2000

A = superficie del cartello espressa in m2

L = distanza in metri alla quale il segnale deve essere


riconoscibile

La formula è applicabile fino ad una distanza di circa 50 m


Aggiornato a settembre 2011 51
Segnali di avvertimento

Carrelli in movimentazione Materiale infiammabile

Sostanze corrosive

Aggiornato a settembre 2011 Raggi laser 52


Materiali radioattivi o radiazioni ionizzanti
Segnali di divieto

Divieto di transito carrelli Divieto di transito pedoni

Divieto di accesso Non toccare

Aggiornato a settembre 2011 53


Segnali antincendio e di emergenza

Segnali
antincendio

Segnalili
S
Emergenza

Aggiornato a settembre 2011 54


Segnali di prescrizione

Aggiornato a settembre 2011 55


I fattori di rischio
nell’attività lavorativa

Aggiornato a settembre 2011 56


Fattori di rischio nell’attività lavorativa

Il rischio è connaturato in tutte le attività umane ed è


inscindibile da esse
Art.2 D.lgs.81/08
gs 8 /08 lett.
e r Definizione
e o eddi Pericolo:
e co o
proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (processo
lavorativo, sostanza, apparecchiatura …) avente il potenziale di causare
danni

Art.
A t 2 D.lgs
D l 81/08 llett.
tt S D
Definizione
fi i i di Rischio
Ri hi :
“probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni
di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla
loro combinazione”
PROBABILITA’ x GRAVITA’

Aggiornato a settembre 2011 57


Esempio

Viaggiare in automobile a 150 Km/h

• strada
stretta, trafficata e con condizioni meteo
avverse

• in autostrada
autostrada, con traffico regolare e condizioni
meteo e dell’asfalto ottimali

Aggiornato a settembre 2011 58


Curve Isorischio

probabilità
100
% Rischio non accettabile

protezione
50%
r1
prevenzione
Rischio accettabile
r2
r3
3
0%
magnitudo morte
Aggiornato a settembre 2011 59
Misure di prevenzione e protezione
La limitazione dei rischi prevede l’applicazione di misure
di prevenzione quali:

• Limitare al minimo il numero di persone esposte ai


rischi

• Organizzare il processo produttivo in modo da


generare una rotazione del personale che limiti
l’esposizione di ciascuno al rischio

• Utilizzare dispositivi di protezione prima collettiva e


poi individuale

Aggiornato a settembre 2011 60


Classificazione dei rischi:

Classificazione dei rischi

Eliminabili o eludibili Riducibili Ritenibili Trasferibili


Es. rinuncia ad utilizzare Es. delimitazione L’ente rinuncia a Ricorso a coperture
determinare sostanze delle aree di qualsiasi intervento assicurative
pericolose, o loro accesso a zone assumendosi l’onere
sostituzione con sostanze pericolose, delle eventuali
che lo sono meno confinamento di conseguenze del
processi chimici verificarsi dell
dell’evento
evento
dannoso

Aggiornato a settembre 2011 61


LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Tappe logiche che consentono di esaminare in modo sistematico i pericoli associati


Ad una qualsiasi
l i i attività
tti ità llavorativa
ti
Analisi dei rischi:
-Identificazione dei pericoli
-determinazione dei limiti di processo
-Stima dei rischi
-Informazioni reperibili su processi analoghi;
-Casistica
C i ti d deglili iinfortuni
f t ied deglili iincidenti
id ti relativi
l ti i a quell d
dato
t processo;
-Qualsiasi informazione relativa ai danni alla salute riscontrati per quel dato
processo

Dalla valutazione del Rischio e relativa individuazione


e attuazione delle misure di prevenzione e
protezione, segue necessariamente una riduzione dei
rischi.
Aggiornato a settembre 2011 62
Valutazione dei rischi
Probabilità (P)
Probabilità:
1- Bassa 1 2 3 4
2- Media

G)
tudo (G
3- Alta 1 1 2 3 4
4- Altissima
2 2 4 6 8

Magnit
Gravità (magnitudo):
1- Bassa 3 3 6 9 12

M
2 Media
2-
3- Alta 4 4 8 12 16
4- Altissima

ESEMPIO
Ri hi = (PxG)
Rischio (P G) > 6 intervento immediato
Aggiornato a settembre 2011 63
Valutazione del rischio: processo
iterativo
Analisi del rischio

Misure di prevenzione e protezione

Valutazione del rischio residuo

Aggiornato a settembre 2011 64


La prevenzione degli
incendi e la gestione delle
emergenze.

Aggiornato a settembre 2011 65


Prevenzione Incendi
La sicurezza antincendio è finalizzata alla salvaguardia
d ll’i
dell’incolumità
l ità d delle
ll persone e alla
ll ttutela
t l ddeii b
benii e
dell’ambiente, mediante il conseguimento dei seguenti
obiettivi primari:
p
- Riduzione al minimo delle occasioni di incendio;
- Stabilità delle strutture portanti per un tempo utile ad
assicurare il soccorso degli occupanti;
- Limitata produzione di fuoco e fumi all’interno degli
edifici e limitata propagazione del fuoco agli edifici vicini;
- Possibilità che gli occupanti lascino gli edifici indenni;
- Possibilità per le squadre di soccorso di operare in
sicurezza;

Aggiornato a settembre 2011 66


Prevenzione Incendi
Principali misure di prevenzione incendi, finalizzate alla
riduzione
id i d
della
ll probabilità
b bilità di accadimento
di t di un
incendio:
- Realizzazione di impianti elettrici a Regola d’Arte;
d Arte;
- Collegamento elettrico a terra di impianti, strutture,
serbatoi, etc.
- Installazione di impianti parafulmine;
- Dispositivi di sicurezza degli impianti di distribuzione e di
utilizzazione
tili i d
delle
ll sostanze
t iinfiammabili;
fi bili
- Ventilazione dei locali;
- Utilizzo di materiali incombustibili;
- Adozione di pavimenti ed attrezzi antiscintilla;
- Mantenere separati i combustibili dai comburenti;
Aggiornato a settembre 2011 67
La protezione passiva
L’insieme delle misure di protezione che non richiedono
l’azione dell’uomo o l’azionamento di un impianto sono
quelle che hanno l’obiettivo di limitare gli effetti
dell’incendio nello spazio e nel tempo.
Esempi:
1. Barriere antincendio;
2. Isolamento dell’edificio;;
3. Muri tagliafuoco, schermi;
4. Strutture con caratteristiche di resistenza al fuoco,
commisurati ai carichi d’incendio;
5. Sistemi di ventilazione;
6 Sistema
6. Si t di vie
i d’
d’uscita
it commisurate
i t all massimo
i
affollamento ipotizzabile dell’ambiente di lavoro e alla
pericolosità delle lavorazioni.
Aggiornato a settembre 2011 68
La p
protezione attiva
L’insieme della misure di protezione che richiedono
l’azione dell’uomo o l’azionamento di un
impianto sono finalizzate alla precoce
rilevazione dell’incendio, alla segnalazione e
all’azione
ll’ i di spegnimento
i t ddello
ll stesso.
t
Esempi:
1. Estintori;
2. Rete idrica antincendi;
3. Impianti di rilevazione automatica d’incendio;
pa d
4. Impianti di speg
spegnimento
e o au
automatici;
o a c;
5. Dispositivi di segnalazione e d’allarme;
6 Evacuatori di fumo e di calore
6.
Aggiornato a settembre 2011 69
Il Piano di Emergenza
Contiene quelle informazioni che servono per
mettere in atto i primi comportamenti e le prime
manovre permettendo di ottenere nel più breve
tempo possibile i seguenti obiettivi:
g
- Salvaguardia ed evacuazione delle p persone;
- Messa in sicurezza degli impianti di processo;
- Compartimentazione e confinamento
dell’incendio;
- Protezione
P t i dei
d ibbenii e d
delle
ll attrezzature
tt t
- Estinzione completa dell’incendio
Aggiornato a settembre 2011 70
Scopo del piano di emergenza

Consentire la migliore gestione possibile degli


incidenti ipotizzati
ipotizzati, determinando delle
sequenze di azioni che sono ritenute le
più idonee al fine di controllare le
conseguenze dell’incidente stesso

Aggiornato a settembre 2011 71


Normativa di riferimento
-D.P.R. 547/1955 - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: Impone di
tutelare la sicurezza dei lavoratori mediante presidi antincendio che devono
essere controllati semestralmente da personale esperto
esperto.

-D.P.R. 686/1959: Stabilisce aziende soggette ai fini della prevenzione incendi ai


controlli da parte del Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco
Fuoco.

-Legge 469/1961: Impone una squadra fissa antincendio all’interno delle aziende
ben determinate per pericolosità di impianti e di lavorazioni;

-D.M. 16/2/1982: Elenco di 97 attività soggette ai controlli di prevenzione incendi


ai fini del rilascio del certificato di p
prevenzione incendi;

-D.M. 10/03/1998 – Sicurezza Antincendio: Criteri generali di sicurezza


antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro;

-D.M. 04/05/1998- Procedimenti di prevenzione incendi: Disposizioni relative alle


modalità di presentazione ed la contenuto delle domande per l’avvio dei
procedimenti di prevenzione incendi
incendi, nonché all’uniformità
all uniformità dei connessi servizi
resi dai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco.
Aggiornato a settembre 2011 72
In Particolare
Le scuole
L l di ognii ordine,
di grado
d e titipo, collegi
ll i
accademie e simili per oltre 100 persone
presenti ricadono nella disciplina del DM 16
presenti,
febbraio 1982

Sono soggette alle visite ed ai controlli di


prevenzione incendi da parte dei Comandi
Provinciali dei vigili del fuoco e debbono
rispettare le norme tecniche di prevenzione
incendi nell’edilizia scolastica

Aggiornato a settembre 2011 73


D Lgs 81/08
D.Lgs
Art. 18 Obblighi del Datore di lavoro
Art
Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per la
sicurezza e la salute dei lavoratori e in particolare:
p

Lett. f Adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione


incendi e dell’evacuazione
dell evacuazione dei luoghi di lavoro
lavoro, nonché
per il caso di pericolo grave ed immediato, secondo le
disposizioni dell’art. 43 (disposizioni generali). Tali
misure devono essere adeguate alla natura dell’attività
dell attività,
alle dimensioni dell’azienda/unità produttiva e al numero
delle persone presenti

Aggiornato a settembre 2011 74


D Lgs 81/08
D.Lgs
Art. 46 – Prevenzione incendi
Fermo restando quanto previsto dal D. lgs. 139/2006
1. (…) I ministri dell’interno, del lavoro e della previdenza sociale, in
relazione ai fattori di rischio,
rischio adottano uno o più decreti (DM 10/3/98) nei
quali sono definiti i criteri diretti ad individuare:
a: Misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le
conseguenze qualora esso si verifichi; f
- Misure precauzionali di esercizio;
- Metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature
antincendio;
ti di
- Criteri per la gestione delle emergenze;
b: le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione
antincendio,
ti di compresii i requisiti
i iti d
dell personale
l addetto
dd tt e lla sua
formazione

Aggiornato a settembre 2011 75


DPR 37 12/01/99
Art. 5 – Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività
- Obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i
dispositivi, le attrezzature e le misure di sicurezza e
antincendio e di effettuarne manutenzione periodica;
- Assicurare adeguata formazione, informazione
personale dipendente sui rischi antincendio connessi
con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e
protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per
evitare l’insorgere
l insorgere di un incendio e sulle procedure da
attuare in caso di incendio

Aggiornato a settembre 2011 76


DM 10/03/98
Stabilisce i criteri per la valutazione dei rischi di
incendio nei luoghi di lavoro e indica le misure di
prevenzione e di p
p protezione antincendio da
adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un
incendio e di limitare le conseguenze qualora
esso sii verifichi.
ifi hi
Art. 6: Designazione degli addetti al Servizio
antincendio
i di
Art. 7: Formazione degli addetti alla prevenzione
i
incendi,
di llotta
tt antincendio
ti di e gestione
ti
dell’emergenza
Aggiornato a settembre 2011 77
Teoria della combustione
Combustione: reazione chimica sufficientemente
rapida,
id ttra una sostanza
t combustibile
b tibil ed
d un
comburente, che da luogo allo sviluppo di
calore fiamma
calore, fiamma, fumi e luce
luce.

La condizione
L di i necessaria
i per avere una
combustione, è la contemporanea presenza del
COMBUSTIBILE del COMBURENTE e di una
COMBUSTIBILE,
sorgente di calore (INNESCO).
Al mancare di uno di questi elementi l’incendio
l incendio non
si origina, oppure si spegne se è in atto.

Aggiornato a settembre 2011 78


Il Triangolo del fuoco

Innesco

Comburente Combustibile

Aggiornato a settembre 2011 79


Classificazione dei fuochi
La scelta dell’estinguente va fatta in base al tipo di incendio
ipotizzabile nel locale da proteggere:

Classe A: fuochi di solidi con formazione di ceneri;


Classe B: fuochi di liquidi infiammabili;
Classe C: fuochi di g
gas infiammabili;;
Classe D: fuochi di metalli

Su ciascun estintore sono indicate le classi dei fuochi che è


in grado di estinguere (esempio: 21A -89B – C).
I numerii di cuii all’esempio
ll’ i iindicano
di lla capacità
ità estinguente
ti t di
quel determinato estintore, pertanto più elevati saranno i
numeri,, maggiore
gg sarà la capacità
p estinguente
g
Aggiornato a settembre 2011 80
Processo della combustione
Le possibili fonti di calore
calore:
1. Accensione diretta: quando una fiamma o una scintilla o altro
materiale incandescente, entra in contatto con un
combustibile in presenza di ossigeno.

2. Accensione indiretta: quando il calore necessario all’innesco


perviene al combustibile sotto forma di convenzione e/o
conduzione del calore
calore, irraggiamento termico;

3 Attrito: quando il calore necessario viene prodotto dallo


3.
sfregamento di due materiali;

4. Autocombustione: quando il calore necessario viene prodotto


dallo stesso combustibile (ad es. reazioni chimiche, processi
ossidativi
id ti i ecc.).
)
Aggiornato a settembre 2011 81
Azioni Estinguenti
Per ottenere
P tt lo
l spegnimento
i t dell’incendio
d ll’i di sii
può ricorrere a tre sistemi:
p
1. SEPARAZIONE: allontanamento del
combustibile non ancora in combustione
da quello in combustione;
2 SOFFOCAMENTO: Eliminazione del
2.
contatto fra combustibile e comburente;
3. RAFFREDDAMENTO: Riduzione
dell’incendio
Aggiornato a settembre 2011 82
Agenti estinguenti
Estinguente A B C D
(Combustibile (Combustibile (Combustibile (Combustibile
solido) liquido)
qu do) Gas) metallo)
Acqua
Schiuma
Anidride
Carbonica
Polvere
Halon
Sabbia

BUONO
MEDIOCRE

PERICOLOSO

Aggiornato a settembre 2011 83


I dispositivi di protezione
individuale
(DPI)

Aggiornato a settembre 2011 84


Riduzione del Rischio

Dispositivi di protezione

™ individuale
i di id l DPI

™ collettiva DPC
Aggiornato a settembre 2011 85
Cosa sono …

Come sceglierli …

?
Quali acquistare …

Quando usarli …

Come usarli …

Come tenerli …

Aggiornato a settembre 2011 86


Dispositivi di protezione individuale

D.Lgs 81/08 art. 74 comma 1

“Si intende per dispositivo di protezione individuale


(DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere
indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di
proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di
minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro,
nonché ogni complemento o accessorio destinato a
tale scopo.”

Aggiornato a settembre 2011 87


Dispositivi di protezione
individuale

D.Lgs 81/08 art. 75 Obbligo


O di uso

I DPI devono
d essere impiegati
i i i quando
d i rischi
i hi non
possono essere evitati o sufficientemente ridotti da
misure
i t
tecniche
i h di prevenzione,i d mezzii di
da
protezione collettiva, da misure, metodi o
procedimenti
di ti di riorganizzazione
i i i d l lavoro.
del l

Aggiornato a settembre 2011 88


D. lgs. 81/08 art.76
Requisiti essenziali di un DPI

•essere adeguato al rischio da prevenire, senza che possa


comportare di per sé un rischio maggiore;

•essere adeguato alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

•tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;

•poter essere adatti all’utilizzatore, secondo le sue necessità;

•In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI,
questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche
nell’uso
ll’ simultaneo,
i l lla propria
i efficacia
ffi i neii confronti
f iddell rischio
i hi e d
deii
rischi corrispondenti.

Aggiornato a settembre 2011 89


Decreto Legislativo 4 dicembre 1992 n. 475
DPI – I Categoria
Hanno la funzione di salvaguardare da:
a) azioni lesive con effetti superficiali prodotte da strumenti
meccanici;
b) azioni lesive di lieve entità e facilmente reversibili causate da
prodotti per la pulizia;
c) rischi derivanti dal contatto o da urti con oggetti caldi, che non
espongano ad una temperatura superiore a 50° 50 C;
d) ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attività professionali;
e) urti lievi e vibrazioni inidonei a raggiungere organi vitali ed a
provocare lesioni
l i i a carattere
tt permanente;t
f) azione lesiva dei raggi solari.

Aggiornato a settembre 2011 90


DPI – III Categoria
DPI salvavita

Rientrano esclusivamente nella terza categoria:

a) gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli


aerosol solidi,
solidi liquidi o contro i gas irritanti
irritanti, pericolosi
pericolosi, tossici o
radiotossici;
b) gli apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli
destinati all'immersione subacquea;
c) i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo
contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti;

Aggiornato a settembre 2011 91


DPI – III Categoria
DPI salvavita

d) i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad


una temperatura d'aria non inferiore a 100° C, con o senza
radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione;
e) i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad
una temperatura d'aria non superiore a -50° C;
f) i DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto;
g) i DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad
attività che espongano a tensioni elettriche pericolose o
utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche.

Aggiornato a settembre 2011 92


DPI – II Categoria

DPI che non rientrano nelle categorie precedenti

Per la II e III i requisiti essenziali per la salute e la sicurezza


vengono riveritati da un “organismo
organismo notificato
notificato” che ha il
compito di valutare e giudicare il modo con cui il fabbricante
ha soddisfatto i requisiti
q

Aggiornato a settembre 2011 93


Tipologie di dispositivi di
protezione individuale

Aggiornato a settembre 2011 94


Protezione del capo
Gli “elmetti “ e i “caschi” sono destinati a proteggere le zone
parietali, la sommità del capo e la nuca.
S
Sono generalmente
l t realizzati
li ti con materiale
t i l plastico
l ti
resistente (policarbonato) e nel contempo leggero.

Servono a proteggere da:


•Rischi da agenti meccanici (cadute di oggetti, urti,
impigliamento dei capelli…)
•Rischi elettrici (contatto con parti in tensione…)
•Rischi
Ri hi chimici
hi i i (gocciolamenti
( i l ti o spruzzii di prodotti
d tti chimici…)
hi i i )

Aggiornato a settembre 2011 95


Protezione del capo

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Protezione del viso e degli occhi
Gli occhiali insieme agli schermi e alle visiere sono
finalizzati a proteggere viso e occhi e sono i più
importanti DPI, utilizzabili in molteplici situazioni.
Devono essere conformati in modo da garantire un
ampio campo visivo; ottima trasparenza
trasparenza, assenza di
effetti sferici, astigmatici o prismatici.
Devono proteggere da:
•Rischi da agenti meccanici (urti, schegge…)
•Rischi da esposizione a radiazioni (laser, fiamme
ossiacetileniche…)
•Rischi chimici (polveri, liquidi corrosivi, sostanze
tossiche )
tossiche…)
Aggiornato a settembre 2011 97
Protezione del viso e degli occhi

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Protezione arti superiori
I guanti si differenziano in funzione del rischio da cui
devono proteggere.
• Guanti in cotone per lavori leggeri
• Guanti in cuoio per manipolazione oggetti taglienti
• Guanti in gomma per manipolazione sostanze tossiche o
corrosive
I rischi possono quindi essere di:
•natura chimica ( manipolazione acidi, basi, solventi,
detergenti)
•natura biologica ( virus, batteri, agenti patogeni…)
•termici
•Meccanici ( taglio,
taglio impatto,
impatto perforazione…)
perforazione )
•Elettrici ( scariche elettriche, masse metalliche in
tensione…))
Aggiornato a settembre 2011 99
Protezione arti superiori
p

Aggiornato a settembre 2011 100


Protezione arti inferiori
La protezione interessa tuta la parte della gamba,
gamba dal
ginocchio al piede compreso e viene effettuata con
l’ausilio di dispositivi
p diversi.
Le calzature antinfortunistiche si differenziano in
funzione del pericolo da cui devono preservare.
Caratteristiche:
•Puntale in acciaio ( rischi meccanici)
•Lamina metallica antiperforazione
•Impermeabilizzazione ( rischi chimici)
•Resistenza al calore ((rischi termici))
•Sistema a sfilamento rapido

Aggiornato a settembre 2011 101


Protezione arti inferiori

Aggiornato a settembre 2011 102


Protettori auricolari
I mezzi di protezione auricolare rappresentano una
soluzione efficace per la protezione dei lavoratori dal
d
danno provocato
t da
d rumore (ipoacusia),
(i i ) quando
d i mezzii
tecnici di abbattimento delle sorgenti di rumore si
rivelano insufficienti o non praticabili.
praticabili
I protettori auricolari interrompono la pressione a livello
dell’orecchio esterno, generando una riduzione
dell’intensità rumorosa che non è totale perché una
restante componente energetica viene trasmessa per via
ossea.

Aggiornato a settembre 2011 103


Protettori auricolari

Aggiornato a settembre 2011 104