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Mauro Giuliani

Mauro Giuliani nacque a Bisceglie, in provincia di Bari il 27 luglio 1781. Andò perfezionandosi nel
contrappunto, nel violoncello e nella chitarra, a Vienna. Illustrò l’invenzione della sesta corda fatta dal
Maestro, Gennaro Fabbricatore, liutaio napoletano.

Il "Paganini della chitarra", come fu ribattezzato, Riformò l’ortografia musicale inerente la chitarra,
riscrivendo e rivalutando gli accordi affinché potessero essere adatti a questo nuovo strumento.

Durante la sua carriera Giuliani, come altri colleghi chitarristi, non si limitò alla composizione e al
concertismo, ma fu anche uno dei più prestigiosi insegnanti.

Scrive metodi, sonate, concerti, e lavori da camera; degni di nota sono sicuramente il primo concerto op.30
e le sei Rossiniane.

Morì a Napoli l’ 8 maggio 1829

Opera prima
La prima edizione dell’opera prima di Giuliani, fu pubblicata a Vienna nel 1812, composta da 4 parti.

1. Parte prima: Arpeggi


2. Parte seconda: Esempi sugli intervalli
3. Parte terza: Studi sugli abbellimenti
4. Parte quarta: Lezioni

1; Arpeggi

Arpeggi basati sulla tonalità di Do M che toccano quasi sempre gli stessi accordi, Do e Sol 7.

Il Primo studio lo definiamo espositivo di quelli che saranno gli accordi su cui si baseranno gli arpeggi.

Quest’ultimi partono dal n°2 con diteggiatura p,i,m per poi invertire e variare.( in terzine semplici fino
al n°17)

Dal n°18 al 24 sempre presentati con terzine ma con accordi a 3 voci in simultanea, spostati sui vari
movimenti, quindi con cambio di accenti.

Dal n°25 troviamo le sestine, iniziando dalla più semplice (p,i,m) fino al 35 con diteggiature meno
semplici.

Dal n°36 iniziano le quartine di sedicesimi con sincrono pollice ed altre dita (n° 50 tutte simultanee).

Dal n° 66 riprendono gli ottavi in 4/4 con pollice che articola su più corde.
Dal n°81 tornano i sedicesimi con figurazione di arpeggio; 87. P,i,m,a. 88. Inverso

94. ribattuto stretto su 5 e 4 corda.

95. primo con valori e figurazioni diverse.

110. piccolo tremolo

I più impegnativi e riassuntivi delle varie tipologie di arpeggio presentate, sono i numeri dal 115 al 120.

2. esempi sugli intervalli

Sedici esempi su vari intervalli come quelli di 3°, 6°, 8° e 10° eseguiti non per scale semplici ma con
suoni in successione cronologica volti appunto al portamento della mano sinistra.

Questa seconda parte tocca principalmente le tonalità di Do, Sol, Re e La M.

3. Dodici studi

Possiamo dire che i primi 3 studi riguardano alcune tecniche particolari da utilizzare sulla chitarra; il
primo riguarda la tenuta del suono dove appunto richiede di tenere il basso per tutto il suo valore,
mentre le altre dita eseguono parti indipendenti. Il secondo inerente allo smorzato , e il terno lo
staccato.

Dal n° 4 al n° 12 finale, ci si occuperà degli abbellimenti, come le appoggiature, i gruppetti, le legature il


trillo e quant’altro.

4. 12 lezioni

Queste 12 lezioni sono dei piccoli brani riassuntivi di arpeggi, abbellimenti ed altre tecniche presentate
nel corso del metodo, affrontandone spesso più insieme, dunque simili a dei veri e propri brani.