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Poster · June 2016

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Sessione III - Storia dell’entomologia. Poster

Luigi Balzan, naturalista e aracnologo italiano della scuola di Canestrini

L.A. Guariento 1 , U. Devincenzo 1 , G. Gardini 2 , P. Nicolosi 3

1 Museo ESAPOLIS (Prov. di Padova); 2 Società Entomologica Italiana;

3 Museo di Zoologia dell'Università degli Studi di Padova

Su Luigi Balzan, naturalista ed esploratore italiano della seconda metà del XIX secolo, si è

scritto ampiamente dei viaggi nel Sud America, fonti di una vasta documentazione zoologica, botanica ed antropologica. Meno si è trattato, e riconosciuto, della formazione dello studioso e del suo impegno scientifico, maturato in diversi lavori in campo aracnologico che presto lo inserirono fra i massimi specialisti di quel periodo. Nato a Badia Polesine nel 1865, Balzan sviluppò sin da giovane interessi per l'entomologia e le attività naturalistiche che lo portarono al conseguimento della laurea in Scienze Naturali a Padova. È nel periodo universitario che ebbe l'occasione di frequentare il Gabinetto di Zoologia e Anatomia Comparata di cui era allora direttore Giovanni Canestrini (1835-

1900), titolare delle cattedre di Zoologia e di Antropologia. Accademico di fama internazionale e di interessi eclettici, Canestrini era un fervente promotore della teoria evoluzionistica darwiniana, facendosi traduttore nel 1864 della prima edizione italiana dell'Origine delle Specie. Come docente, si impegnò per un'istruzione ispirata a una visione positivista che fosse il fondamento per la partecipazione dei giovani scienziati a un'impresa scientifica collettiva la cui valenza doveva essere culturale, sociale ed anche economica. La scuola di Canestrini forgiò menti di spicco e contribuì concretamente a gettare le basi storiche dello studio nazionale degli artropodi con giovani quali Antonio Berlese, Filippo Fanzago, Giacinto Fedrizzi, Gustavo Leonardi e altri ancora. Fu in questo sostrato che Balzan si appassionò alla sistematica degli pseudoscorpioni, conducendo i suoi studi sulle collezioni del Canestrini, per il quale l'aracnologia era materia ambita e terreno dei primi consistenti studi italiani che il maestro operò assieme ai suoi allievi. Le ricerche di Balzan furono però interrotte con la laurea nel 1885, poiché, trovandosi la famiglia in difficoltà economiche, il giovane decise di partire per il Sud America in cerca

di fortuna. Si fece conoscere e venne assunto in Argentina come curatore al Museo di

Scienze Naturali di La Plata, fondato nel 1884, per poi accettare l'invito alla cattedra di Fisica e Scienze Naturali del Colegio Nacional di Asunción, in Paraguay. Non rinunciò però a proseguire le sue ricerche costituendo ampie raccolte naturalistiche e pubblicando presto i suoi studi sugli pseudoscorpioni sudamericani con il nome latinizzato Aloysius. Costruì, quindi, rapporti di collaborazione con aracnologi già affermati quali lo svedese Tamerlan Thorell e il francese Eugène Simon, crescendo come sistematico riconosciuto a livello internazionale. Nel 1890, dopo un breve ritorno in Italia, partì per un viaggio di esplorazione delle regioni centrali del Sud America, in particolar modo la Bolivia, con il supporto della Società Geografica Italiana, di cui era allora presidente l'amico Giacomo Doria. I due anni di viaggio, descritti da Balzan nei suoi diari, si rivelarono particolarmente difficili ma fruttosi per la quantità di collezioni e documentazione che il naturalista raccolse. I risultati vennero presentati al rientro nel 1893 a Roma e a Padova, col progetto di un imminente ritorno in Sud America. È in queste circostanze che all'età di ventotto anni la promettente carriera di Luigi Balzan fu stroncata, probabilmente, dalla malaria. Oggi la sua eredità scientifica consiste delle collezioni conservate principalmente a Firenze, Genova, Roma e Padova, mentre la sua opera è onorata dai numerosi taxa a lui dedicati. Vogliamo così commemorare i passati 150 anni dalla nascita del naturalista.

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