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n.

103 • settembre 2017 • 4,95 e

più
pagine
più
storia
cherokee,
una storia
di resistenza

- esce il 24/08/2017 - poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n° 46)
semiramide
la regina dello
straordinario

avventure

1 comma 1, ne/vr germania 11,50 € - svizzera c. ticino 10,20 chf - svizzera 10,50 chf - belgio 9,50 €
nello yucatán
le città perdute dei maya

gutenberg
l’invenZione che
cambiÒ il mondo

la schiavitù
in grecia
l’altra faccia della
culla della democraZia
periodicità mensile

annibale
art.
70103

772035 878008

l’uomo che quasi annientÒ roma


9
editoriale

permettetemi di esordire con una citazione tratta da un


romanzo che con la storia - quella passata, quella che viviamo al
presente e quella che potrebbe verificarsi - ha molto a che spartire.
Si tratta di tre, lapidarie, asserzioni: «La guerra è pace, la libertà
è schiavitù, l’ignoranza è forza».
Molti di voi le avranno riconosciute: sono gli slogan del Partito
Unico, stampati sulla facciata del Ministero della Verità descritto
nel celebre romanzo 1984 di George Orwell, pubblicato nel 1949.
Romanzo «distopico» per eccellenza, evocativo di un mondo
temibile e spaventevole: «Chi controlla il passato – recita un altro
enunciato del Partito – controlla il futuro, chi controlla il presente,
controlla il passato»…
Ma cambiamo (solo in apparenza!) argomento e veniamo a
noi: a partire da questo numero, infatti, STORICA si presenta
in una veste rinnovata, con una carta di qualità superiore e
con un maggior numero di pagine (da 116 siamo passati a 132).
Desideriamo, così, premiare la fedeltà e la passione di voi lettori,
che di quegli straordinari racconti della storia – di tutta la storia
- non potete (come noi stessi, del resto) fare a meno; perché,
ribaltando il proclama del Grande Fratello, ci sentiamo di affermare
che «chi conosce il passato, comprenderà meglio il presente, e chi
comprende il presente, potrà intuire il futuro».

AndreAs M. steiner
Direttore
10 8 Grandi invenzioni 118 Grandi eniGmi
Il telefono a disco La maschera di ferro
nel 1896 il disco per comporre i numeri l’identità del prigioniero celato per 30
permise di realizzare telefonate verso anni dietro una maschera, nella Francia
qualsiasi luogo senza la necessità di di luigi XiV, è ancora un mistero.
dover ricorrere a un centralino.
122 mappa del tempo
10 personaGGi straordinari Il beatus di Saint-Sever
Ovidio i beatus erano mappe che rivelavano
autore delle Metamorfosi, publio la visione del mondo della loro epoca.
ovidio nasone ricoprì incarici pubblici
a roma e morì in esilio per decisione
126 Grandi scoperte
dell’imperatore augusto. I marmi di Bassae
trafugati nel 1812, i resti
126 14 evento storico del tempio di apollo
oggi si trovano nel
Luddisti, la rivolta operaia British Museum.
Questi ribelli credevano che le
macchine fossero la causa della 8
perdita del lavoro e iniziarono
a distruggerle.

18 evento storico
Nobiltà contro gli zar
nel dicembre del 1825 un gruppo
di aristocratici russi con idee liberali,
i cosiddetti decabristi, cercò di porre
fine all’autocrazia degli zar.

4 storica national geographic


74 le città
perdute
dei Maya
nel 1840 una spedizione
guidata da John Lloyd
Stephens e Frederick
Catherwood scoprì la civiltà
maya, dimenticata e perduta
fino a quel momento. Le
maestose città di Palenque,
Copán, Uxmal, che erano
state inghiottite e nascoste
per secoli dalle foreste
dell’America centrale,
mostrarono una complessa
e misteriosa civiltà che i due
viaggiatori raccontarono al
mondo intero nei loro libri e
nei loro disegni. DI Isabel bueno
la grande acropoli di edzná,
dominata dalla piramide dei cinque
piani, nell’ovest dello yucatán.

22 Semiramide, regina dell’Assiria


Dietro la leggenda di questa sovrana si cela una figura in carne
e ossa molto diversa dal personaggio mitico. DI marcos such–gutIérrez
54 Schiavi
della Grecia
32 Amenofi, il grande architetto reale Nell’Atene classica, che
aveva circa 430mila
Figlio dello scriba Hapu, Amenofi divenne architetto reale abitanti, vivevano tra i 60
ed eresse grandi monumenti per il suo faraone. DI maIte mascort e i 150mila schiavi.
La società greca
44 Naucrati, una città greca in Egitto era schiavista e
Una colonia greca che conquistò il monopolio del commercio gli schiavi –privati
marittimo dell’Egitto faraonico. DI esther pons praticamente di
tutti i diritti –
realizzavano lavori
64 Annibale in Italia durissimi, come
Il generale cartaginese invase l’Italia e lottò contro Roma quello di estrarre argento
sul terreno della sua avversaria. DI javIer martínez y DIego peña dalle miniere di Laurion
per coniare le monete
ateniesi. Ma, anche se
92 L’invenzione di Gutenberg era difficile, in alcune
Verso il 145o un tedesco ideò la base della stampa: lettere particolari circostanze
metalliche con cui riprodurre migliaia di testi. DI peDro rueDa potevano progredire
e ottenere la libertà.
104 La sopravvivenza dei cherokee DI ana IrIarte

Un popolo che lottò per la propria indipendenza adottando Schiavo africano. bronzo,
museo deL Louvre, parigi.
al tempo stesso costumi occidentali. DI tIm alan garrIson

storica national geographic 5


n. 103 • settembre 2017 • 4,95 e licenciataria de
più
pagine NatiONal GEOGraPHiC sOCiEty,
più

cherokee,
storia
NatiONal GEOGraPHiC tElEVisiON
una storia
di resistenza Pubblicazione periodica mensile - Anno VII - n. 103 PRESIDEnTE
semiramide
la regina dello
riCarDO rODriGO
straordinario

avventure
ConSEJERo DElEGADo
nello yucatán
le città perdute dei maya
Editore: RBA ITALIA SRL ENriQUE iGlEsias
gutenberg
l’invenZione che
via Gustavo Fara, 35 DIRECToRAS GEnERAlES
cambiÒ il mondo

la schiavitù
20124 Milano aNa rODriGO,
Mari CarMEN COrONas
in grecia
l’altra faccia della
culla della democraZia
Direttore generale: AndReA FeRdeGHInI

annibale
l’uomo che quasi annientÒ roma Direttore responsabile: AndReAS M. STeIneR DIRECToR GEnERAl PlAnIfICACIÓn Y ConTRol
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annibale in italia. Responsabile editoriale: juLIuS puRceLL aUrEa DÍaz


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casella postale 1879, 20101 Milano lEiGH MitNiCk, rOsaNNa stElla

6 storica national geographic


grandI invenZiOni

1896Il primo
telefono con il disco
combinatore
per molto tempo, le telefonate avevano richiesto
l’intervento di un’operatrice. Finché il selettore a disco non

tpx / age fotostock


permise di chiamare direttamente in qualsiasi luogo

È
generalmente accettato che il Edison migliorò la qualità del se- TELEFONO
A PARETE
primo telefono fu inventato gnale, e nel 1878 fu creato il primo CON dISCO
nel 1876 dallo statunitense di centralino, che collegava le linee dei COMBINATORE ma era chiaro che
dELL’AzIENdA dI
origine scozzese Alexander primi 21 abbonati di New Haven. Il STROWGER. 1907. a un certo punto
Graham Bell. Ciononostante, l’in- numero di linee telefoniche e di ab- tutto ciò non sa-
venzione è stata al centro di una lun- bonati aumentò rapidamente (negli rebbe stato sufficien-
ga controversia conclusa nel 2002 Stati Uniti erano 150 mila nel 1887 e te: infatti ben presto fu
quando il Congresso degli Stati Uniti 18 milioni nel 1930), ma una cosa ri- necessario sviluppare un siste-
riconobbe come inventore l’italia- mase immutata: i centralini manuali. ma di comunicazione automatico. Si
no Antonio Meucci. Il meccanismo Quando un cliente alzava la cornetta fecero subito i primi tentativi. Negli
consisteva nel trasmettere le vibra- del suo apparecchio, un’operatrice (il anni‘80 del 1800 si registrarono negli
zioni vocali a una lamina o membrana lavoro fu subito riservato alle donne) Stati Uniti oltre 20 brevetti, ma solo
metallica collocata davanti a un elet- gli chiedeva: «Il suo numero, per favo- uno fu commercialmente realizzabile:
tromagnete, da cui partiva un cavo re?», e collegava un cavo alla linea cor- quello di Almon Strowger, fondatore
elettrico che riproduceva il segnale rispondente. L’aumento di centralini della compagnia Automatic Electric.
nel ricevitore. L’anno successivo, l’in- e operatrici permetteva di realizzare Nel 1892 Strowger creò un sistema
venzione del microfono a carbone di un gran numero di comunicazioni, per mezzo del quale chi chiamava pre-
meva tre pulsanti sul suo apparecchio
(uno per ciascuna delle tre cifre che
avevano i numeri di telefono), un altro
pulsante per parlare e un quinto per
“riagganciare”. Nel 1896 tre ingegneri
dell’azienda di Strowger, Keith e i fra-
telli Erickson, brevettarono il metodo
di selezione che si sarebbe imposto:
il disco combinatore. Il gesto di tra-
scinare e rilasciare il disco azionava
nella centrale una serie di commuta-
tori e di selettori che permettevano
di stabilire la comunicazione con il
destinatario.

Apparecchi da scrivania
CENTRALINO L’azienda di Strowger sperimentò vari
TELEFONICO dI FINE
OTTOCENTO. miglioramenti tecnici e, nel frattem-
po, installava il nuovo sistema in va-
bundespost museum frankfurt / aurimages

8 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


DONNA AL TELEFONO.

akg / album
OLIO SU TELA, HERMANN
FENNER-BEHMER. 1905.

VERSO LA
CHIAMATA
AUTOMATICA
1849
Antonio Meucci scopre la
trasmissione della voce per
via elettrica e inventa il primo
telefono della storia.

1892
Almon B. Strowger sviluppa
a Kansas City il primo sistema
di comunicazione telefonico
automatico.

1896
Tre ingegneri dell’impresa
di Strowger creano il primo
selettore a disco di numeri
telefonici.
um

1905
lb

a
g/
ak
Viene messo in vendita il primo
apparecchio telefonico a disco,
TELEFONO CANDELIERE con disco combinatore degli anni ‘20 del 1900. anche se si diffonderà solo
negli anni venti.

1951
rie località degli Stati Uniti. Venne cassa a parte). Nonostante queste in- Si realizza la
aumentata la capacità dei centralini novazioni, le operatrici continuarono prima chiamata
automatici e diminuito il numero di a essere necessarie ancora per anni. Le telefonica a
cavi di ciascun telefono (riducendoli chiamate automatiche erano disponi- lunga distanza
a due dai cinque del 1892). Nel 1905 si bili inizialmente solo su scala locale: negli USA.
iniziarono a vendere i primi telefoni per l’automatizzazione delle chiamate
da parete e da scrivania. Quest’ultimo a lunga distanza fu necessario atten- ANTONIO MEuCCI,
divenne il modello di riferimento a dere fino agli anni cinquanta. Ma il inventore del primo
telefono.
partire dal 1919, quando la AT&T, la selettore a disco non sarebbe durato leemage / getty images

società fondata da Bell, lanciò il suo a lungo. Negli anni sessanta arrivò il
primo apparecchio con selettore a sistema di selezione a toni, mentre
disco, puntando sulla telefonia auto- l’attuale generazione di cellulari – che
matica (fino ad allora si riteneva che cominciò a svilupparsi in Giappone nel
l’investimento non fosse convenien- 1979 – rischia di trasformare i telefoni
te). Presto si diffusero i modelli con fissi in un reperto archeologico.
ricevitore e microfono integrati e con
suoneria incorporata (prima era in una —Alfonso López
personaGGI sTRAORDINARI

Ovidio, il poeta libertino


esiliato da Augusto
Duemila anni fa uno dei più grandi poeti latini dell’antichità moriva a tomi, sulle rive
del mar nero, dove l’imperatore augusto l’aveva confinato per motivi non ancora chiari

Q
ui giaccio io, Ovidio allo scopo di costruirsi un futuro come

La caduta Nasone poeta, cantore


di delicati amori, che
poeta visto che l’Urbe, egli ne era si-
curo, «possiede tutto ciò che è esistito
di un poeta perii per il mio inge- nel mondo».

incoronato gno; non sia grave a te,


che passi e hai amato, mormorare: le
La sua prima opera fu Amores, una
raccolta di elegie amorose in cui il po-
43 a.C. ossa di Ovidio riposino infine dolce- eta cantava il suo amore per Corinna,
mente». Questi sono i versi che il poeta una donna verosimilmente inventata,
Nasce publio ovidio Publio Ovidio Nasone volle scolpiti e parlava di situazioni quotidiane e
nasone in abruzzo, a
Sulmona, in seno a una sulla sua tomba come epitaffio; tali semplici, senza magniloquenza, ma
ricca famiglia della erano le disposizioni che aveva lasciato attraverso uno stile agile ed elegante.
classe equestre. a sua moglie Fabia. Parole di un uomo L’opera piacque molto, al punto che
amareggiato e malinconico, scritte in venne pubblicata anche una secon-
14 a.C. una lettera spedita dal poeta durante da edizione, cosa non molto abituale
il suo esilio a Tomi, nella remota e nell’antichità.
A Roma si avvicina al
circolo del mecenate barbara regione della Scizia. Anche
Messalla e pubblica la sua allora Ovidio aspirava a essere ricor- Il poeta di moda
prima opera, Amores, di dato come «il poeta dei dolci carmi A partire da allora, Ovidio riportò un
grande successo.
d’amor» in allusione alle opere che successo dopo l’altro, grazie a una se-
aveva composto in gioventù e che gli rie di opere che trasudava originalità e
1 a.C.-2 d.C. avevano aperto le porte del successo. immaginazione e che poco aveva a che
In questi anni ovidio Se ci basiamo sulle sue stesse parole, fare con le rime dei suoi predecessori.
presenta alcune delle sue sin da quando era andato a scuola nella Nelle Eroidi (15 a.C.) il poeta scandagliò
opere più famose: L’arte sua città natale di Sulmona, Ovidio l’universo femminile, mettendosi nei
di amare, Rimedi contro
l’amore e I cosmetici. aveva sentito una forte inclinazione panni di celebri donne della mitologia,
per la poesia. «Tutto ciò che provavo a come Penelope, Didone o Arianna, che
scrivere sgorgava sotto forma di verso» nelle epistole indirizzate ai loro inna-
8 d.C. disse. Pertanto aveva abbandonato gli morati, lontani o infedeli, esprimevano
Ovidio pubblica le studi in legge, necessari per scalare i la propria sete di vendetta o la propria
Metamorfosi, il suo gradini della carriera follia amorosa. Più tardi compose tre
capolavoro. nello stesso
anno viene esiliato da politica, e si era opere grazie alle quali sarebbe stato
augusto a tomi. recato a Roma osannato da tutti i giovani di Roma:

17 d.C.
Dopo anni di
Per Ovidio, la Roma di
Augusto «possiede tutto ciò
LOREM IPSUM

infruttuosi tentativi
di ritorno a roma,
muore in esilio che è esistito nel mondo»
a tomi.
AUREO CON L’EFFIGE DELL’IMPERATORE AUGUSTO. I SECOLO. MUSEI STATALI, BERLINO.
BP
K/
SC
ALA
, FIR
10 Storica national geographic ENZE
AMORI DI
GIOVENTÙ E
DI MATURITÀ
In AMORES, composto quando
aveva poco più di vent’anni,
Ovidio narra le distinte fasi
del suo amore per Corinna:
l’accecamento iniziale, la pas-
sione, la gelosia, le recrimina-
zioni, l’odio… Si ritiene che Co-
rinna fosse una donna fittizia,
forse il prodotto di una somma
di differenti amori giovanili del
poeta. Più tardi Ovidio avrebbe
conosciuto un autentico amore
coniugale grazie alla sua terza
moglie, Fabia, che lo appoggiò
costantemente durante il suo
funesto castigo. «Non potrai es-
sermi tolto – dice a Ovidio nel
momento della partenza per
Tomi – con te sarò la sposa
esiliata di un esiliato».
PUBLIO OVIDIO NASONE. BUSTO
IN MARMO DEL POETA. I SECOLO.
GALLERIA DEGLI UFFIZI, FIRENZE.

WHITE IMAGES / SCALA, FIRENZE

L’arte di amare, i Rimedi contro l’amore tellettuali, e per far ciò doveva dedicar- colare, poiché impregnata della tecnica
e I cosmetici delle donne. In esse, Ovidio si a un altro tipo di letteratura. La sua ludica e amatoria tipica dell’autore. Si
insegnava come sedurre e non per- opera massima avrebbe dovuto essere tratta di una raccolta di racconti il cui
dere la persona amata, spiegava come epica, come l’Eneide, la storia dell’arri- denominatore comune è la trasforma-
dimenticare le delusioni amorose e vo in Italia del principe troiano Enea, zione dei suoi protagonisti in ogget-
dava consigli alle donne sulla miglior i cui discendenti avrebbero fondato ti, animali o piante, provocata quasi
maniera di truccarsi per risultare af- Roma. Era l’epopea nazionale romana sempre dall’amore in ciascuna delle
fascinanti agli occhi degli uomini. Il per eccellenza; l’imperatore Augusto sue manifestazioni. È sicuramente il
poeta aveva scoperto la formula del aveva affidato l’incarico al suo poeta capolavoro di Ovidio o, almeno, la sua
successo, ciò che il pubblico voleva: preferito, Virgilio, che Ovidio aspirava opera più letta, studiata e tradotta, e
intrattenimento, piacere e qualche a emulare e al quale non smetteva di quella che maggiormente ha ispirato
consiglio utile sull’amore. paragonarsi. pittori e scultori di tutte le epoche.
Tuttavia l’autore de L’arte di amare Finalmente, nell’8 d.C. Ovidio pub- Non a caso nelle ultime righe il poeta
voleva essere acclamato non solo dal blicò le Metamorfosi, un’epopea di lar- dice: «Sono giunto alla conclusione di
pubblico giovane, ma anche dagli in- go respiro ma dallo stile molto parti- un’opera che né l’ira di Giove, né il fuo-

Storica national geographic 11


personaGGI sTRAORDINARI

laMenti
Di Un eSiliato
nELLa SUa opEra Epistulae ex Pon-
to (Lettere dal Ponto) Ovidio si la-
menta con amarezza del paesag-
gio desolato del suo esilio (Tomi
corrisponde all’odierna Costanza,
in Romania): «Ma allontanato, mi
dico, dalla terra in cui nacqui, mi
è pur sempre tra uomini dato di
vivere. Abbandonato io giaccio
sull’ultimo lido del mondo, dove
neve eterna copre il terreno». Il
poeta, consapevole che forse non
riuscirà mai a ritornare in patria,
manifesta così la propria tristez-
za: «Corroso come nave da tarlo
segreto, come l’onda salata scava
gli scogli […] come al buio il ver-
me bruca il libro, così il mio petto
sente sempre l’angoscia morderlo
e i rimorsi non avranno mai fine».
EDIFICIO ROMANO CON MOSAICO DEL IV SECOLO

JOAQUÍN BÉRCHEZ
D.C. FU PROBABILMENTE UTILIZZATO COME DEPOSITO
ITTICO DEL PORTO DI COSTANZA.

co, né il ferro, né il tempo implacabile rive del mar Nero che Roma aveva che si riferisca al carattere immorale
potranno distruggere». Ovidio aveva conquistato recentemente. Le cause di una delle sue opere, L’arte di amare.
raggiunto il culmine della sua popo- dell’esilio di Ovidio restano un’in- In effetti, Augusto aveva approfittato
larità. Le sue opere, indubbiamente cognita. Lo stesso poeta fornisce, in della sua carica di pontefice massimo
innovative, ne avevano fatto uno dei modo piuttosto enigmatico, due ra- e di “addetto alle leggi e ai costumi”
maggiori poeti di Roma. gioni per spiegare la sua caduta in (curator legum et morum) per cercare di
E proprio allora Augusto, all’im- disgrazia: carmen et error, ovvero «una controllare tutte le questioni religio-
provviso, decise di esiliarlo a Tomi, poesia e un errore». Per quanto ri- se, sociali e morali della società. In tal
una città vicina al Danubio e sulle guarda la prima, è lecito immaginare modo si propose di ristabilire le anti-
che usanze romane, i mores maiorum,
che a suo parere avevano reso Roma
forte, potente e irreprensibile. In par-
ticolare, si preoccupò di rafforzare il
L’ARTE DI matrimonio, considerato fino al I se-
CORTEGGIARE colo a.C. come la pietra angolare della
morale romana. A tale scopo modificò
e promulgò nuove leggi sull’adulterio
nELL’ARTE DI AMARE, Ovidio suggerisce
e sulla castità e pose un limite ai di-
ai giovani: «Non ti rincresca dirle bello
vorzi. Fece inoltre ricostruire più di
il volto, belli i capelli, affusolato il dito,
ottanta templi e ripristinò i principali
piccolo il piede. Anche la donna casta
sente diletto a esser detta bella…». ordini sacerdotali.
Non deve perciò sorprendere la con-
UNA COPPIA SI BACIA IN UNA PITTURA POMPEIANA. danna delle opere amatorie di Ovidio,
poiché non era difficile riscontrarvi
DEA / SCALA, FIRENZE

12 Storica national geographic


OVIDIO TRA GLI SCITI. Quest’olio su
tela dipinto da Eugène Delacroix nel
1859 riproduce la desolazione del
poeta nel suo esilio lontano da Roma.
Galleria Nazionale, Londra.

NATIONAL GALLERY, LONDRES / SCALA, FIRENZE


una critica ai due pilastri basilari della a un rito misterico di Iside destinato rienza reale di esilio. Ciononostante,
società romana che Augusto intendeva unicamente alle donne. In ogni caso, la non è chiaro se quest’ultimo sia av-
rinsaldare: la religione e la famiglia. teoria che attualmente suscita maggio- venuto esattamente a Tomi. In ogni
Ovidio parlava dei templi come di re consenso è quella che collegherebbe caso, dato che i suoi componimenti
luoghi idonei per socializzare, degli il castigo di Ovidio con Giulia, la nipote sono innanzitutto opere artistiche, ha
adulteri fra gli dèi come di esempi da di Augusto, e con il senatore Decimo poca importanza verificare che si trat-
seguire e dava consigli su come con- Giunio Silano, entrambi esiliati nello ti o meno di testimonianze attendi-
quistare la donna di un altro. Tuttavia, stesso periodo di Ovidio e che potreb- bili delle sue vicende personali. Alla
stupisce che l’imperatore avesse deciso bero aver commesso adulterio con la fine, né le suppliche né le adulazioni
di esiliare il poeta a causa di una poesia complicità del poeta. dell’imperatore servirono a nulla, e
composta sette-otto anni prima. anche se dopo la morte di Augusto,
Per quanto riguarda l’“errore”, sono La morte, lontano da Roma nel 14 d.C., Ovidio provò a far sì che
state formulate innumerevoli ipotesi, Alcuni ricercatori hanno speculato Tiberio revocasse la sentenza, il nuo-
anche se nessuna del tutto risolutiva. Si sulla veridicità dell’esilio di Ovidio, vo imperatore non prestò ascolto agli
è detto che forse Ovidio potrebbe aver visto che ciò che si può supporre appelli del poeta e neppure a quelli di
avuto una relazione con Livia, la sposa sull’argomento deriva principalmen- sua moglie Fabia. In tal modo, «il più
dell’imperatore; che potrebbe esser te dalle parole dello stesso poeta. Tut- lascivo dei poeti romani» – come lo
stato testimone involontario dell’in- tavia non sappiamo fino a che punto definì Quintiliano, un influente ma-
cesto di Augusto con la sua stessa figlia sia attendibile l’informazione che estro di retorica nato in Spagna –,
Giulia; che potrebbe aver partecipato fornisce. Il contrasto tra i suoi scritti moriva nel 17 d.C. nel suo misero esi-
a una cospirazione contro Augusto e le diverse testimonianze sembra lio, lontano dalla città che lo aveva
capeggiata da Agrippa Postumo, ni- indicare, anche se in maniera non de- acclamato e che aveva tanto amato.
pote dell’imperatore, o addirittura che finitiva, che Ovidio abbia creato un
potrebbe aver assistito segretamente mondo poetico partendo da un’espe- —Esteban Bérchez Castaño

Storica national geographic 13


in QUEST’inCiSiOnE due operai si avventano
su un modello di telaio Jacquard posteriore
al movimento luddista. La stampa uscì sulla
rivista Penny Magazine nel 1844.
mary evans / age fotostock

Luddisti, la grande rivolta


contro le macchine
tra il 1811 e il 1816 migliaia di soldati britannici affrontarono i luddisti, che distruggevano le
macchine tessili per protestare contro il deterioramento delle loro condizioni di lavoro e di vita

L’
enorme aumento della pro- in poco tempo, riempiendosi di con- te. Cinque anni più tardi i Combina-
duttività agricola registrato tadini sfrattati, in cerca di lavoro come tion Acts proibirono le associazioni
dalla Gran Bretagna nel cor- garzoni e apprendisti nei laboratori e dei lavoratori, rendendo impossibile
so del XVIII secolo permise nelle botteghe cittadine. la negoziazione collettiva. In breve
ad alcune famiglie contadine In queste zone urbane si divoravano sarebbe scoppiato il conflitto tra gli
di dotarsi di un filatoio grazie al quale i libri di pensatori radicali come Tho- operai e gli imprenditori, questi ultimi
integrare le scarse entrate. Purtroppo mas Paine ed era diffusa la simpatia appoggiati da uno stato che temeva
però, le stesse innovazioni tecniche verso i giacobini che avevano preso il fortemente l’unione di radicalismo
che avevano permesso di aumentare controllo della Rivoluzione francese. politico e rivendicazioni lavorative.
la produzione generarono anche un Nel 1794 l’aumento della tensione
eccesso di forza lavoro nei campi. Chi politica e sociale indusse il governo Il ritmo delle macchine
si trovò senza mezzi di sussistenza fu a sospendere l’habeas corpus, il prin- Alcuni artigiani e contadini che ave-
costretto a migrare verso città in conti- cipio giuridico che garantiva i diritti vano potuto acquistare una macchi-
nua crescita. Le periferie si affollarono fondamentali delle persone detenu- na riuscirono ad accumulare piccoli

14 Storica national geographic


evento storico

neD lUDD,
il leaDer
LA DEnOMinAZiOnE del movimento
luddista viene dal generale ludd,
il presunto firmatario delle lettere
minatorie che i fabbricanti inizia-
rono a ricevere nel 1811. Sembra
che il suo nome rimandi a quello
di un apprendista tessitore di calze
di leicester, ned ludlam, che nel
1779 ruppe a martellate il telaio
del suo maestro. i leader anonimi
che organizzarono le prime pro-
teste nella regione di nottingham
adottarono il nome dell’apprendi-
sta per firmare le missive dirette
agli imprenditori. Volevano creare

fine art images / age fotostock


una figura emblematica, capace
di suscitare terrore nei loro ricchi
e potenti nemici.
IL CAPO DEI LUDDISTI. INCISIONE A COLORI
DI AUTORE IGNOTO, PUBBLICATA NEL 1812.

surplus di capitale che reinvestirono di manodopera. Già nel 1778 nel Lanca- lavoro: una condizione d’altro canto
nella nascente industria comprando shire si erano verificati alcuni episodi impossibile per gli operai ammassati
nuove attrezzature. La concorrenza tra in cui erano state distrutte le macchine in fabbrica alle dipendenze di un ca-
questi primi industriali esigeva miglio- per la filatura più grandi, quelle che posquadra aguzzino, sottoposti a duri
ramenti tecnici che permettessero di incidevano negativamente sugli sti- regolamenti, a multe severe in caso di
aumentare la rapidità della produzione pendi e svilivano le competenze degli violazioni, al controllo del tempo mar-
e di abbattere i costi. Questa domanda artigiani. Questi ultimi si rendevano cato dalla sirena della fabbrica e al rit-
provocò una cascata di innovazioni che conto che le loro conoscenze profes- mo rumoroso scandito dalle macchine.
moltiplicò la capacità produttiva. Parti- sionali, tanto faticosamente acquisite,
colare rilievo in quelle prime fabbriche non servivano a nulla quando si trat- La rivolta
assunse infatti l’uso della macchina a tava di competere con delle macchine Ai duri cambiamenti dell’ambiente
vapore, che suscitò l’ostilità di filatori e capaci di aumentare esponenzialmente lavorativo e alla restrizione delle libertà
tessitori perché riduceva il fabbisogno la produzione. I nuovi operai avevano politiche si aggiunse nel 1806 il blocco
ancora in mente la vecchia concezione del commercio tra i porti britannici e
del lavoro propria del mondo contadi- quelli europei ordinato da Napoleone,
no e delle corporazioni artigianali, che in guerra contro la Gran Bretagna. Ciò
manteneva il loro tranquillo ritmo di privò gli inglesi di vari mercati, lasciò
molti operai senza lavoro e obbligò gli
imprenditori – rimasti senza materie
Le nuove macchine prime a causa del blocco – a ridurre la
posero fine alla concezione qualità dei beni prodotti.
A quel punto la situazione precipitò.
tradizionale del lavoro I primi disordini si registrarono ad Ar-
nold, un villaggio nei pressi di Nottin-
MAESTRO TESSITORE. CARILLON DI METÀ DEL XIX SECOLO. gham, la principale città manifatturiera

Storica national geographic 15


akg / al
bu m
evento storico

CROMFORD MiLL, la prima


fabbrica tessile a energia
idraulica. Fondata da Richard

arco / age fotostock


Arkwright nel 1771, era
destinata al filato di cotone.

del centro dell’Inghilterra. L’11 marzo erenza. A novembre dello stesso anno, ulteriori rivolte nella zona, ma l’atmo-
1811, nella piazza del mercato, i solda- nel vicino villaggio di Bulwell, de- sfera era estremamente tesa.
ti del re dispersero un’assemblea di gli uomini a volto coperto, armati di Fu allora che i produttori iniziaro-
operai in sciopero. Quella stessa notte mazze, martelli e asce si introdussero no a ricevere delle misteriose lettere,
quasi un centinaio di macchine furono nelle fabbriche del produttore Edward firmate da un immaginario generale
distrutte a mazzate nelle fabbriche in Hollingsworth, distruggendo vari telai. Ludd. Il movimento di protesta che
cui erano stati ridotti gli stipendi. Durante l’incursione iniziò uno prese nome da questo personaggio non
Si trattava di reazioni collettive scontro a fuoco in cui rimase vittima aveva una guida centrale, eppure era il
spontanee e disperse, ma che non un tessitore. La presenza di forze mi- frutto di sforzi coordinati, forse pro-
tardarono ad assumere una certa co- litari sul territorio evitò lo scoppio di mossi da ex soldati che, oltre a inviare
lettere minatorie anonime e
volantini che chiamavano alla
rivolta, preparavano spedizioni
punitive notturne.
ViVere aL minimo Il 12 aprile del 1811 si verifi-
cò la prima distruzione di una
i TELAi MECCAniCi implicarono il peggioramento del- struttura industriale quando
le condizioni di vita degli ex tessitori manuali, che trecento operai attaccarono
videro il proprio reddito cadere dai 21 scellini del la fabbrica di filati di William
1802 ai 14 del 1809. Nel 1807 oltre 130mila lavora- Cartwright, nel Nottingham-
tori si unirono per firmare una petizione a favore shire, distruggendone i telai a
dell’istituzione di un salario minimo. colpi di mazza. La piccola guar-
CARTELLO CON RICOMPENSE PER INFORMAZIONI SUGLI ATTACCHI AI TELAI. 1808. nigione incaricata di difendere
l’edificio ferì due giovani as-
granger / album

16 Storica national geographic


Guerra tra
imprenditori
e operai
WiLLiAM HORSFALL, proprietario di una
fabbrica tessile con 400 lavoratori a
marsden, aveva promesso che il sangue
dei luddisti sarebbe arrivato fino alla sua
sella. in realtà, il sangue che macchiò la
sella fu il suo: nell’aprile del 1812 cadde da
cavallo, ferito in un agguato da un colpo
d’arma da fuoco. i luddisti, che gli rimpro-
veravano di essere stato “l’oppressore dei
poveri”, lo lasciarono a terra. Fu soccorso
da un altro imprenditore, ma morì nel giro
di 38 ore. nel gennaio del 1813 tre luddisti
furono accusati dell’omicidio di Horsfall
e vennero impiccati, senza aver mai am-
messo la loro partecipazione ai fatti.
OMICIDIO DI WILLIAM HORSFALL. INCISIONE DI “PHIZ” (HABLOT
KNIGHT BROWNE) PUBBLICATA IN THE CHRONICLES OF CRIME. 1887.
uig / album

saltanti, John Booth e Samuel Hartley, non è solamente indice del terrore degli imprenditori che producevano
che furono catturati e morirono, senza che i luddisti suscitavano tra le clas- oggetti di scarsa qualità, da vendere a
però rivelare i nomi dei compagni. si dominanti, ma dimostra anche le prezzi bassi e pagando stipendi mise-
dimensioni di quella specie di guerra ri ai loro operai. I luddisti, dunque,
Pena di morte! civile in cui si fronteggiavano da un lato potrebbero essere considerati degli
Nel febbraio del 1812 il Parlamento pro- il capitalismo prosperante – fondato attivisti di un movimento critico che
mulgò la Framebreaking Bill, una legge sulla fabbrica e la libera concorrenza – richiedeva un’applicazione della tec-
che puniva con la morte la distruzione e dall’altro i luddisti, che rivendicavano nologia in armonia con le necessità
di un telaio. L’opposizione fu minima. prezzi giusti, un salario adeguato e la umane. La repressione governativa
Lord Byron, nell’unico discorso che qualità del lavoro. culminò in un grande processo tenu-
tenne in tutta la sua vita alla Camera Denunciando l’aumento del ritmo tosi a York, che si concluse nel genna-
dei Lord, domandò pubblicamente: di produzione a cui erano costretti io del 1813 con l’esecuzione di 17 lud-
«Non c’è già forse sangue a sufficienza dalle macchine, i luddisti evidenzia- disti. Mesi prima, a Lancaster, una
nel vostro codice penale?». vano l’altra faccia della tecnologia. serie di processi era terminata con
Nonostante la posizione di Lord Mettevano in discussione il progresso otto impiccagioni e 17 deportazioni in
Byron, la repressione non si arrestò: tecnico da un punto di vista morale, Tasmania. Le pene durissime e la ri-
ci furono 14 esecuzioni e 13 perso- difendendo la cooperazione rispetto presa economica che arrivò con la fine
ne furono deportate in Australia. Ma alla concorrenza e l’etica rispetto al delle guerre napoleoniche misero fine
la mano dura non fermò i luddisti e, profitto. La loro intransigente resisten- al movimento luddista già nel 1816. Ma
nel tentativo di frenarli, fu creato un za alle innovazioni non rinnegava tut- la sua parabola tragica racchiude un
esercito di dodicimila uomini, in un te le tecnologie, ma solo quelle che inquietante interrogativo: fino a che
momento in cui solo diecimila soldati minacciavano la comunità. Per questo punto deve portarci il progresso?
inglesi erano schierati sul continente gli attacchi dei luddisti erano mirati:
contro Napoleone. Questo paradosso distruggevano solamente le macchine —Ferran Sánchez

Storica national geographic 17


TRUPPE FEDELI ALLO ZAR circondano
i soldati ammutinati nella piazza
del Senato di San Pietroburgo il 26
dicembre 1825. Acquerello di Karl
Kolmann. Museo Puškin, Mosca.

La rivoluzione
dei decabristi russi
Influenzati dalla rivoluzione francese, alcuni ufficiali dell’esercito zarista organizzarono
una rivolta a San pietroburgo per dare una costituzione liberale all’Impero russo

M
olto prima che il regime stato militare che aveva come obietti- tempo, l’invasione francese causò un
zarista fosse rovesciato vo quello di costringere la monarchia sentimento di profonda delusione
dalla rivoluzione d’ot- ad adottare una costituzione liberale. ideologica. I russi si resero conto che
tobre del 1917, a San L’origine di questo movimento era la Francia, il paese che avevano sem-
Pietroburgo scoppiò fortemente legata alla partecipazione pre provato a imitare e la cui lingua si
un’altra insurrezione contro le poli- della Russia alle guerre napoleoniche parlava nei salotti aristocratici, stava
tiche autoritarie degli zar. La mattina (1801-1815) e in particolare alla fallita cercando di occupare la terra dei lo-
del 26 dicembre 1825 (il 14 dicembre invasione francese nel 1812. Gli ufficiali ro antenati. D’altro canto i contadini
per il calendario tradizionale russo), che inseguirono l’esercito di Napoleo- russi, nonostante fossero sottoposti a
nella Piazza del Senato di San Pietro- ne fin dentro al cuore di Parigi, capitale un regime di servitù, svolsero un ruolo
burgo, diversi comandanti dell’esercito francese, entrarono in contatto con cruciale nel respingere l’invasore. Per
imperiale si rifiutarono di prestare giu- le idee liberali della rivoluzione e al questa ragione alcuni intellettuali si
ramento al nuovo zar, Nicola I. Il gesto loro ritorno in patria si sforzarono di convinsero del fatto che l’autentica
doveva segnare l’inizio di un colpo di introdurle nel loro paese. Allo stesso essenza dell’“anima russa”risiedesse

18 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


L’EVENTo storico

akg / album
SeRVI “SeMplICI e CORAggIOSI”
DOPO LA GUERRA contro napoleone i funzionari russi iniziarono a vedere
i contadini con nuovi occhi. Uno di loro scrisse: «Ogni giorno incontro
i soldati contadini, che sono coraggiosi e ragionevoli come qualsiasi
nobile. Questi uomini semplici ancora non sono stati corrotti». per
questo lo indignavano gli abusi che questi subivano per mano dei loro
signori, come illustrato nell’incisione riprodotta qui sopra.

akg / album

nella rassegnazione cristiana e nella Lega fu divisa in due correnti. La più divisioni interne continuarono e nel
profonda capacità di resistenza dei moderata sosteneva che fosse meglio 1821 i membri più moderati del movi-
contadini. aspettare la morte di Alessandro I, a mento formarono l’Associazione del
Così, dopo il 1815 una parte dell’ari- quel tempo zar, e poi rifiutarsi di giu- Nord. I più radicali, invece, si riunirono
stocrazia russa cominciò a organizzarsi rare fedeltà al nuovo imperatore fino attorno alla figura del colonnello Pavel
per esigere due importanti riforme a che questi non avesse accettato il Pestel nell’Associazione del Sud. Pestel
dello stato zarista: l’approvazione di loro programma. L’altra fazione, più era un ammiratore dei giacobini della
una costituzione e l’abolizione della radicale, voleva imporre direttamente Rivoluzione francese, sosteneva il regi-
servitù della gleba. Questo movimento un regime repubblicano. cidio e l’introduzione di una repubblica
era minoritario e di carattere cospira- rivoluzionaria; allo stesso tempo era
tivo. Nel 1816 sei agenti della Guardia Liberali e nazionalisti un ultranazionalista che difendeva la
crearono la Lega della Salvezza con Questa prima società si sciolse due anni russificazione forzata delle minoranze
l’obiettivo di stabilire una monarchia più tardi e venne sostituita dall’Unione nazionali e l’espulsione degli ebrei dal
costituzionale e della Prosperità, sotto la guida del conte Paese. Il colonnello ideò persino un
un parlamento Mikhail Orlov. Il conte chiese allo zar modo per arrestare lo zar: «Le mezze
nazionale. Fin l’abolizione della servitù della gleba, misure non servono a niente, bisogna
dall’inizio la ma la sua richiesta non fu accolta. Le fare tabula rasa», spiegava Pestel in una
lettera a uno dei leader del Nord.
Gli eventi precipitarono quando, l’1
Secondo il capo dei ribelli Pestel dicembre del 1825, lo zar Alessandro I
«le mezze misure non servono a morì in modo improvviso in Crimea.
Ci si aspettava che il suo successore
niente, bisogna fare tabula rasa» al trono di Russia fosse suo fratello, il
granduca Costantino, governatore della
pavel pestel. BIBLIOTECA NAZIONALE RUSSA, SAN PIETROBURGO. Polonia di spirito riformista. Tuttavia,

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 19


fai / album
L’EVENTO storico

LA STATUA di Pietro il Grande domina

iSTOck / gETTY imagES


la piazza del Senato di San Pietroburgo,
dove ebbe luogo la rivolta dei decabristi.

Costantino aveva rinunciato segreta- ben noto per il suo carattere reazio- fosse Costantino, che consideravano il
mente ai suoi diritti di successione an- nario e paranoico. legittimo successore, e richiedevano
ni prima e, alla morte di Alessandro I, La mattina del 26 dicembre i capi che fosse approvata una costituzione.
abdicò in favore del fratello, il granduca della congiura riunirono circa tremila Gli ammutinati rimasero nella piazza
Nicola. Ai decabristi però, la vicenda soldati nella Piazza del Senato a San sotto un freddo gelido, aspettando in-
non piacque affatto: sostenevano in- Pietroburgo e, sostenuti da un nume- vano l’arrivo di altre unità dell’esercito.
fatti che l’abdicazione di Costantino ro crescente di civili, si rifiutarono di Da parte sua, Nicola I riunì novemila
fosse assolutamente illegittima e si prestare giuramento soldati a lui fedeli che circondarono
opposero categoricamente al nuovo al nuovo zar. Vole- la piazza. La tensione era in aumento,
zar Nicola I, dal canto suo personaggio vano che il sovrano ma il nuovo zar voleva evitare uno
sgombero violento. Poco dopo mez-
zogiorno un mediatore dell’imperatore
cercò di convincere i ribelli a cambiare
atteggiamento ma questi lo uccisero,
AMAnTe Dell’ORDIne scatenando un assalto.

LA RIVOLTA decabrista andava contro la visione Battaglia sulle rive della Neva
che lo zar Nicola I aveva dell’esercito rus- All’inizio il comando militare decise di
so: «Qui c’è ordine, qui c’è una rigorosa e provare con una carica della cavalleria.
incondizionata legalità, nessuna pretesa Lo zar si rifiutò di usare l’artiglieria
impertinente di avere tutte le risposte, pesante per non causare un massacro
nessuna contraddizione». con spargimento di sangue proprio
lO ZaR NICOla I. muSEO D’aRTE kROSHiTSkY, SEbaSTOPOli. il giorno della sua proclamazione,
poco prima di Natale (secondo il
culTuRE-imagES / album

20 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


Coppie di
decabristi
in esilio
COME ALTRE MOGLI di decabristi,
Maria Volkonskaja volle rag-
giungere il marito Sergej nel
suo esilio siberiano, a 6mila
chilometri di distanza, anche se
avrebbe potuto divorziare. Per
far ciò, dovette abbandonare
il figlio ancora piccolo. Il ricon-
giungimento fu emotivo: «En-
trai nella minuscola cella di mio
marito. Sergej corse verso di me;
mi spaventò il rumore metallico
delle catene. Mi arrabbiai così
tanto vedendo i ceppi che mi
buttai a terra e gli baciai i piedi».

culTuRE-imagES / album
Il sOGNO DI vOlKONsKIj. COPIA DI PITTURA
A OLIO DI KARL BRJULLOV. MUSEO DI STORIA, MOSCA.

calendario ortodosso mancavano an- dannati a morte, tra cui l’infervorato precedenti il colpo di stato pensava:
cora dieci giorni alla vigilia). Tuttavia, Pestel. L’impiccagione pubblica fu ese- «Ero orgoglioso di sapere che stavo
con il freddo di dicembre e l’umidità guita nella fortezza di Pietro e Paolo a facendo qualcosa per il popolo; lo sta-
della Neva, il selciato della piazza era San Pietroburgo, dove oggi una lapide vo liberando dalla tirannia». Pur es-
diventato una pista di pattinaggio sulla e un monolite ricordano l’impresa dei sendo uno stretto collaboratore di
quale i cavalli scivolavano e, per questo, decabristi. La repressione dei ribelli Pestel, Volkonskij riuscì a evitare la
la carica fallì. Il sopraggiungere dell’o- non si fermò con la condanna a morte condanna a morte grazie ai suoi lega-
scurità convinse Nicola I ad autorizzare dei cinque mandanti del colpo di sta- mi familiari, che però non lo salvarono
in extremis l’uso dei cannoni. Questo to: altri 121 ufficiali furono spogliati dalla condanna a un duro esilio in Si-
causò la fuga caotica delle persone che dei loro titoli e delle loro proprietà e beria. Ricevette l’amnistia nel 1856,
erano concentrate in piazza: a decine condannati all’esilio nei campi di la- alla morte di Nicola I. Pochi anni dopo,
annegarono nelle acque della Neva. voro in Siberia. Le loro pene non fu- mentre era in viaggio verso Nizza con
La rivolta fu presto soffocata e, anche rono commutate fino all’ascesa al tro- la moglie, ricevette la notizia
se il governo di Nicola I confermò la no dello zar Alessandro II, solamente dell’abolizione della servitù della gle-
morte di 80 persone, si stima che i nel 1856. Tra di loro c’era il generale ba in Russia, che avvenne il 19 febbraio
morti furono 1.300, tra cui più di 900 Sergej Grigor’evic̆ Volkonskij , che 1861. Volkonskij aveva 72 anni. Quel
civili. Pochi giorni dopo fallì un altro ispirò uno dei personaggi principali di pomeriggio partecipò a un servizio di
tentativo di ribellione a Kiev. Guerra e pace, scritto dal suo lontano ringraziamento nella chiesa ortodos-
cugino Lev Tolstoj. Il percorso di Vo- sa della città francese e quando sentì
Repressione, morte ed esilio lkonskij fu quello tipico di un deca- il coro iniziò a piangere. Nelle sue me-
Il ministero dell’interno iniziò una brista. Fervente liberale, combatté morie scrisse: «È stato il momento più
ricerca approfondita che presto portò contro Napoleone e visitò Londra e felice della mia vita».
a individuare i mandanti del colpo di Parigi; al suo ritorno in Russia fu «co-
stato. Cinque decabristi furono con- me tornare alla preistoria». Nei mesi —Susana Torres

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 21


La leggendaria regina assira

SEMIRAMIDE
Sammu-ramat, l’unica donna della storia
della Mesopotamia che esercitò il potere regio,
ispirò un personaggio semi-mitico descritto
da diversi autori greci e romani: Semiramide,
regina guerriera e grande costruttrice
SEMIRAMIDE CONTEMPLA BABILONIA
Quest’olio su tela di Edgar Degas
riproduce una delle imprese attribuite
alla leggendaria regina Semiramide: la
costruzione della città di Babilonia. 1861.
Musée d’Orsay, Parigi.
BRIDGEMAN / ACI
AGENCE BULLOZ / RMN-GRAND PALAIS

A
SEMIRAMIDE bile regnante con doti di leader- Intorno alla sua figura fiorì un vero e proprio
CACCIATRICE ship e promotrice di costruzio- mito che ogni autore rielaborava a suo piaci-
In questo fantasioso ni straordinarie – come i giar- mento, fino ad arrivare alla tragedia di Vol-
olio su tela, Louis de
Caullery rappresenta dini pensili di Babilonia –, ma taire nel XVIII secolo e a diverse altre opere
la regina che caccia anche donna impulsiva e crude- fino al XIX secolo. Eppure Semiramide non è
un leone – simbolo di le che non esitava a sbarazzarsi dei suoi innu- un personaggio immaginario: è esistita real-
regalità – davanti alle merevoli amanti quando si stancava di loro. mente e si chiamava Sammu-ramat. Tuttavia
porte di Babilonia, la
Così venne descritta, sin dal Rinascimento, le informazioni disponibili sulla mitica so-
città che, secondo il
mito, aveva fondato. Semiramide, la regina più famosa della storia vrana sono piuttosto scarse.
XVI secolo. Musée dell’antica Mesopotamia. Grazie alle impre-
Fabre. Montpellier. se eccezionali che le attribuirono gli autori La vera Semiramide
greci e latini, quest’antica sovrana assira di- Finora sono stati confermati solo quattro
venne un personaggio ricorrente nel- testi in cui si parla di Semiramide:
la pittura, nella poesia e nel teatro. due stele (una proveniente da

823-811 a.C. 810-783 a.C.


c r o n o lo g I a
Shamsi-Adad V sale al Adad-Nirari III, figlio del re
TRA LA trono d’Assiria in seguito
alla morte di suo padre
Shamsi-Adad V e della regina
Sammu-ramat, ascende al trono
REALTÀ Salmanassar III, dopo aver d’Assiria dopo una reggenza
GES

sconfitto gli altri pretendenti. di cinque anni probabilmente


E IL MITO
IMA

Si sposa con Sammu-ramat, la esercitata da sua madre, l’abile


TY
ET
/G

O
Semiramide degli autori classici. MA
-RA
PH
Sammu-ramat.
GA M

BRACCIALETTO D’ORO TROVATO A NIMRUD. IX SECOLO A.C.


24 storica national geographic
Kizkapanli, un villaggio appartenente all’at- re Shamsi-Adad V (823-811 a.C.) e sia stata
tuale Turchia, e l’altra rinvenuta ad Assur, la madre del re Adad-Nirari III. I quattro te-
nell’odierno Iraq) e due statue dedicate a sti rinvenuti fino a oggi dimostrano inoltre
Nabu, il dio babilonico della saggezza e della che Sammu-ramat ricoprì un ruolo politi-
scrittura, ritrovate nella città di Nimrud, una co importante durante il regno di suo figlio
delle capitali assire. A questa scarsa docu- Adad-Nirari III; a questo proposito, spicca
mentazione su Sammu-ramat si aggiunge il la stele di Kizkapanli, in cui si afferma che la
fatto che non si conosce l’etimologia esatta regina accompagnò suo figlio perfino quando
del suo nome, per il quale è stato suggerito il quest’ultimo attraversò il fiume Eufrate per
significato di “alto cielo”. affrontare il re della città siriana di Arpad.
Tutte e quattro le iscrizioni che fanno ri- Quest’importante ruolo politico ha portato
ferimento a Sammu-ramat permettono di a ritenere che, dopo la morte del suo sposo
stabilire che la regina, vissuta in Assiria tra il e durante i primi cinque anni del regno di
IX e l’VIII secolo a.C., sia stata sposata con il Adad-Nirari III, Sammu-ramat abbia ri-

1 secolo a.C. 1304 1748


L’autore greco Diodoro Siculo Dante Alighieri scrive la Divina Voltaire scrive la tragedia
scrive la sua Biblioteca storica. Commedia. Semiramide viene Semiramide basata sulla vita
ZEV RADOVAN / BRIDGEMAN / ACI

Nel secondo libro offre la bio- collocata tra i lussuriosi nel dell’eroica regina. L’opera
grafia fino a oggi più detta- secondo cerchio dell’inferno. Tra servirà da modello per
gliata della leggendaria regina il XVI e il XVII secolo la mitica il libretto dell’omonimo
Semiramide, il nome greco di regina sarà la protagonista di melodramma composto da
Sammu-ramat. poesie e opere teatrali. Gioacchino Rossini nel 1823.
SHAMSI-ADAD V. STELE RINVENUTA NEL TEMPIO DI NABU A NIMRUD. IX SECOLO A.C.
la BEllEZZa conTro la VIolEnZa

i poteri Di
Una regina

t
ra le imprese che vengono attribuite a Semiramide
c’è quella della rivolta di Babilonia, che riuscì a
soffocare senza usare la violenza. Come racconta
Diodoro Siculo, a quanto pare, le ambiziose opere
che la regina aveva portato a termine – con la costruzione di
numerosi palazzi, templi e giardini – erano state finanziate da
tasse e donazioni che avevano impoverito considerevolmente
la popolazione. Una mattina lazzo. Semiramide, informata
Semiramide si trovava nelle dell’accaduto, non indugiò e
sue stanze, riverita dalla sue così com’era, con una leggera
domestiche, quando giun- camicia semitrasparente e
sero alle sue orecchie grida con i lunghi capelli sciolti sulle
provenienti dall’esterno del spalle, uscì sul balcone allo
palazzo. Il popolo di Babilonia scopo di calmare gli animi. E
si era riversato in strada per ci riuscì. I babilonesi, quando
esprimere il suo malcontento contemplarono la splendida
nei confronti della situazione bellezza della loro sovrana,
ed era arrivato fino alle porte che gli si rivolse con parole
del palazzo reale. Dopo aver di conciliazione, deposero le
aggredito le guardie, la folla armi e ritornarono alle loro
inferocita era riuscita a fare case, dando definitivamente
irruzione nel giardino del pa- per conclusa la protesta.

AKG / ALBUM

NOTIZIE DI coperto la carica di reggente. L’insufficiente di questa regina straordinaria, divenuta famosa
BABILONIA documentazione pervenutaci non permette con il nome greco di Semiramide.
Il quadro in alto purtroppo di stabilire con certezza se Sam-
riproduce il momento
mu-ramat abbia veramente assunto questo Regina d’Assiria
in cui Semiramide
viene a sapere che il ruolo. È tuttavia evidente che la regina eser- Tra i numerosi autori dell’antichità che par-
popolo di Babilonia, citò un potere politico straordinario, come lano di Semiramide spicca Diodoro Siculo,
scontento delle tasse nessun’altra donna riuscì a fare nel corso della uno scrittore greco del I secolo a.C., il quale,
onerose, si è riversato
storia della Mesopotamia. nel secondo libro della sua Biblioteca stori-
in strada in segno
di protesta. Anton Sembra inoltre che l’importanza del ruolo ca, ci tramanda una biografia estremamen-
Raphael Mengs. politico di Sammu-samat sia penetrata così te dettagliata della regina assira. Per lavorare
XVIII secolo. profondamente nell’antica Mesopotamia da su questo testo Diodoro si ispira a un autore
impregnarne la tradizione orale durante secoli. precedente: Ctesia di Cnido, un medico greco
Effettivamente, a partire dal V secolo a.C., gli che era vissuto circa quattrocento anni prima
autori e storici greco-latini, a cominciare da alla corte persiana e la cui opera, i Persiká, è
Erodoto, recuperarono nelle loro opere la figura purtroppo andata perduta. Secondo Diodoro,
Semiramide nacque ad Ascalone, una città si-
tuata nell’attuale Israele, e fu frutto della rela-
zione amorosa tra la dea Derceto e un giovane
siriano. L’unione fra dea e umano le conferì
La leggenda racconta che Semiramide, un carattere semidivino. Poiché si vergogna-
abbandonata alla nascita in un luogo va di questa relazione, la madre abbandonò la
roccioso, fu allevata dalle colombe bambina in un luogo desertico e roccioso. Lì
fu salvata dapprima da uno stormo di colom-
be, che la allevarono, e in seguito da Simma, il

26 storica national geographic


LA MAGNIFICA BABILONIA
Si attribuisce a Semiramide la
costruzione di fastosi palazzi e perfino
dei maestosi giardini pensili. La
fotografia mostra le mura ricostruite
della città e alcuni dei suoi edifici.

RASOOL ALI ABULAAMAH / AGE FOTOSTOCK

governatore delle mandrie del re d’Assiria, che IL DIO NABU se ne innamorò, perciò chiese a suo marito di
decise di adottarla e di chiamarla Semiramide. Un’iscrizione di concedergliela come sposa in cambio di una
Una volta cresciuta, Semiramide diventò questa statua, delle sue figlie. Menone rifiutò ma, di fronte
una ragazza di straordinaria bellezza. Quando trovata nel alle pressioni e alle minacce del re, scelse di
tempio di Nabu
Menone, il governatore reale della provincia a Nimrud, fa suicidarsi. In questo modo, Semiramide sposò
della Siria, la conobbe in occasione di un’ispe- riferimento a Nino e divenne regina d’Assiria. Poco tempo
zione delle mandrie del re, rimase incantato Adad-Nirari III e dopo il re Nino morì e Semiramide si occupò
dalla sua bellezza. Menone ottenne da Sim- a Sammu-ramat. personalmente del governo in attesa che Ninia,
British Museum.
ma il consenso per sposarla e dopo il matri- il figlio che aveva concepito con il re e che a
monio la portò con sé a Ninive. In seguito, quel tempo era solo un neonato, raggiungesse
il governatore siriano ricevette l’incarico di un’età adatta a farsi carico del trono.
assediare la città di Battra, capitale del regno
battriano, situato in Asia Centrale. Duran- Ascesa e tradimento
te la spedizione, Menone era affranto dalla Secondo gli storici greci la nuova regina si di-
nostalgia per la sua sposa, così le chiese di stinse per il suo fervore architettonico, con
raggiungerlo. Semiramide non si limitò a re- cui volle emulare la straordinaria attività
carsi in quella sperduta regione asiatica, ma del defunto Nino, e fece edificare una nuo-
escogitò un astuto stratagemma per ottenere va città sulle rive dell’Eufrate: Babilonia (in
la capitolazione della città assediata: riu- realtà, sappiamo che quest’ultima era già
scì a espugnare la cittadella capeggiando una grande capitale nel II millennio a.C.).
lei stessa un gruppo di soldati. Quando Diodoro Siculo sostiene che Semiramide
venne a conoscenza dell’impresa, il re non solo eresse la città, ma anche il palaz-
assiro Nino volle conoscere l’eroina di zo reale, il tempio di Marduk e le sue im-
persona. Naturalmente, quando la vide pressionanti mura. È importante sottoli-
GES
IMA
GETTY

storica national geographic 27


Da DanTE a VolTaIrE

il Mito Della
regina DepraVata

n
el corso dei secoli alcuni autori hanno descritto
Semiramide come una femme fatale, tentatrice
e pericolosa. Nella Divina Commedia il poeta
Dante Alighieri colloca la leggendaria regina
nel secondo cerchio dell’inferno, quello destinato ai lus-
suriosi, insieme a Cleopatra ed Elena di Troia. Quando
il poeta chiede alla sua guida chi siano le donne che si
trovano in quel girone, Virgilio una tragedia (fonte d’ispira-
risponde: «La prima di color zione per diverse opere) in
di cui novelle tu vuo’ saper fu cui la regina, colpevole della
imperadrice di molte favelle. morte del suo sposo Nino, si
A vizio di lussuria fu sì rotta, innamora del suo stesso figlio,
che libito fé licito in sua legge, Ninia. Quest’ultimo ignora la
per tòrre il biasmo in che era sua reale identità e ricopre la
condotta. Ell’è Semiramìs, di carica di generale con il falso
cui si legge che succedette a nome di Arsace, finché un
Nino e fu sua sposa: tenne la sacerdote gli svela finalmente
terra che ’l Soldan corregge». la verità. Ninia, venuto a co-
Il mito di Semiramide come noscenza dell’inganno, alla
donna perfida si è mantenuto fine della tragedia infligge la
GIARDInI IN uN RIlIEvo pRovENIENtE
DAl pAlAzzo DI AssuRBANIpAl A
intatto per molti secoli. Allo morte alla sua stessa madre,
NINIvE. BRItIsh MusEuM, loNDRA. stesso modo, Voltaire scrisse la sovrana traditrice.

BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

neare che Diodoro, a differenza di altri autori UNA PORTA colmo di straordinarie ricchezze, specialmente
greco-latini come Strabone, non attribuisce DEDICATA A metalli e pietre preziose. Consapevole delle
SEMIRAMIDE?
la costruzione dei giardini pensili – una delle difficoltà che il progetto avrebbe comportato,
Erodoto fa
Sette Meraviglie del mondo antico – alla re- riferimento a una Semiramide fece preparativi scrupolosi per
gina Semiramide, bensì al re Nabucodonosor porta di Semiramide due anni, arruolò soldati da tutti gli angoli del
II, il sovrano che portò Babilonia al suo mas- a Babilonia. Alcuni regno e ordinò ad artigiani fenici di costrui-
simo splendore. ricercatori credono re imbarcazioni con cui attraversare il fiume
Diodoro Siculo racconta inoltre che la riso- che potrebbe Indo. Tuttavia, nonostante i suoi minuziosi
trattarsi della
luta Semiramide, dopo la costruzione di Ba- celebre porta di piani, l’invasione dell’India fu un fallimento
bilonia, intraprese diverse spedizioni militari Ishtar. In basso, il e perfino la stessa regina rimase ferita.
contro la Persia, a est, e contro la Libia, nel nord toro su mosaico di In seguito a questa conquista mancata, la
Africa, regioni che si erano ribellate e che la vetro che decorava sovrana Semiramide venne a conoscenza del
la porta. Museo
regina assoggettò nuovamente. Durante il suo Archeologico,
fatto che suo figlio Ni-
viaggio verso la Libia, la sovrana sostò in Egitto Istanbul. nia stava preparando un
per consultare il famoso oracolo del dio Amon, complotto contro di lei per
il quale le preannunciò che suo figlio Ninia sottrarle il trono. Memore della
avrebbe congiurato contro di lei profezia dell’oracolo di Amon ri-
per poi ucciderla. Dopo aver salente a due anni prima, invece
eroicamente sottomesso la di punire il colpevole del com-
Libia, Semiramide organiz- plotto, decise di ritirarsi e cedergli
zò l’operazione militare più il potere. Circa la fine di Semiramide,
importante e difficile di Diodoro Siculo narra che, in seguito alla
tutte: l’invasione dell’In- sua abdicazione, la regina si trasformò
dia, paese che si credeva in una colomba così da potersi unire a
E. L

28 storica national geographic


ESS
ING
/A
LBU
M
BRIDGEMAN / ACI

coloro che l’avevano allevata quando era stata Semiramide leggendaria è la condizione di SEMIRAMIDE
abbandonata da sua madre. Lo storico romano donne straordinarie: stando ai dati disponi- ALL’INFERNO
Giustino (II-III secolo d.C.), invece, sostiene bili, Sammu-ramat fu la prima donna nella La tradizione
medievale
che fu assassinata da suo figlio Ninia, mentre storia della Mesopotamia a ricoprire un ruolo rappresentò la regina
Gaio Giulio Igino, autore latino del I secolo a.C., politico importante, forse come reggente du- Semiramide come
afferma che la leggendaria regina si suicidò rante l’infanzia di suo figlio Adad-Nirari III. una donna dissoluta
gettandosi sul rogo. La Semiramide che ci presentano gli autori e ammaliatrice, così
come la riproduce
greco-latini, invece, è la prima regina a portare
Nasce il mito Heinrich Wilhelm
a compimento imprese eccezionali. Truebner in quest’olio
La storia di Semiramide, così come viene nar- A partire dal Rinascimento, molte opere su tela che la raffigura
rata dagli autori greco-latini come Diodoro artistiche e letterarie hanno contribuito a dif- nell’inferno dantesco.
Siculo, presenta evidenti parallelismi con fondere il mito di Semiramide. Grazie a poeti, 1880. Neue Galerie,
Kassel.
altri racconti mitologici dell’antichità. Per scrittori e artisti, il grande pubblico è venuto
esempio, l’origine semidivina di Semiramide, a conoscenza della gloriosa esistenza di una
concepita da una dea e da un mortale, ricorda regina assira chiamata Semiramide. Esatta-
molto la storia del leggendario eroe Ercole. Il mente come Sammu-ramat, il personaggio
suo abbandono quando era appena nata ri- storico a cui si ispirò, la regina Semiramide
manda a un episodio simile dell’infanzia del raggiunse traguardi impensabili, che prima
re Sargon di Akkad. Allo stesso modo, la con- di lei erano imprese riservate unicamente
sultazione dell’oracolo di Amon e l’invasione agli uomini. Per questa ragione, Semiramide
dell’India sono imprese che secoli dopo rea- e Sammu-ramat possono essere considerate
lizzerà anche il conquistatore e re macedone “regine dello Straordinario”.
Alessandro Magno. L’unica cosa che hanno
MARCos suCh-GutIéRREz
in comune la Sammu-ramat della storia e la UNIVERSITà AUTONOMA DI MADRID

storica national geographic 29


LA TRAGICA
FINE DI
SEMIRAMIDE
nEl 1793 Un aUTorE SPagnolo, Gaspar Zavala,
compose Semiramide, tragedia in un atto, ispirata
al celebre dramma di Voltaire. L’opera narra
dell’accoglienza riservata dalla regina al giovane
Arsace, di cui si innamora ignara del fatto che si
tratti di suo figlio Ninia. Quest’ultimo, dal canto suo,
presta ascolto all’oracolo che lo esorta a vendicare la
morte di suo padre Nino, assassinato da Semiramide.
Quando la regina scende nel mausoleo di Nino, Ninia-
Arsace la trafigge con una spada scambiandola per il
sicario che aveva ucciso suo padre.
«Semiramide cade e si rialza, con il volto e il petto coperti
di sangue, i capelli spettinati, e come se stesse lottando
nel mausoleo con le angosce della morte: “Adesso, sposo,
sei stato / vendicato per mano di tuo figlio. / Io muoio.
Ninia, tu mi uccidi”. Muore».

SEMIRAMIDE MORTA DAVAnTI


ALLA TOMBA DI nInO. olIo su
tElA DI AuGusto vAllI. 1893.
MusEo CIvICo, MoDENA.
sCAlA, FIRENzE
STATUA DEL FIGLIO
DI HAPU
«Ho compiuto 80 anni
accanto al re, colmo
di favori, possa io
raggiungere i 110». Così
si esprime Amenofi, figlio
di Hapu, nell’iscrizione di
questa statua ritrovata
nel tempio di Karnak.
BRIDGEMAN / ACI

IL FARAONE E
L’ARCHITETTO
Amenofi, figlio di Hapu,
fu al servizio del faraone
Amenofi III durante i
quarant’anni del suo
regno. A destra, cartiglio
con il nome di Figlio di Ra
del monarca: «Amon
è in pace, sovrano di
Waset (Tebe)».
SANDRO VANNINI / CORBIS /
GEtty IMAGES
Il grande architetto del Nuovo Regno

AMENOFI
Figlio dello scriba Hapu, l’architetto Amenofi arrivò
ai vertici della corte grazie alle sue capacità: divenne il
braccio destro di Amenofi III, il faraone più importante
della XVIII dinastia, che segnò il Nuovo Regno egizio
IL POTENTE
SOVRANO
D’EGITTO
Amenofi III
compare in
questo rilievo
della tomba
dello scriba reale
Kheruef. Dietro
al re, protetto dal
dio falco Horus
con le ali spiegate,
c’è la regina Tiy,
la Grande
Sposa Reale.
ARALDO DE LUCA

L
e sette statue di quest’uomo, che fu di una vita beata nell’aldilà. Quando la scul-
uno dei maggiori architetti egizi e tura fu realizzata, quindi, Amenofi non era
successivamente venne divinizzato, ancora morto. È anche la più fedele di tutte,
furono ritrovate a Karnak, nel com- quella «degli ottant’anni», l’età menzionata
plesso sacro del dio Amon. Amenofi, dallo stesso architetto nell’iscrizione incisa
un nome che significa“Amon è soddisfatto”, è su di essa. Le fattezze sono quelle di un uomo
rappresentato come un saggio. Anche se tutte maturo, ma non vecchio: l’intento era che i
le iscrizioni presenti sulle statue sono in pri- posteri lo ricordassero come un saggio, non
ma persona, come se Amenofi fosse vivo al come un uomo consumato dall’età.
momento della loro creazione, si ritiene che
solo una delle sette sia stata scolpita prima Umili origini
della morte dell’architetto. Questa statua è In tutte le statue, tranne in una in cui viene
l’unica in cui non compare l’aggettivo“giusto”, rappresentato mentre cammina, l’architetto
che nell’antico Egitto veniva concesso sola- è seduto su un cuscino, con le gambe davan-
mente ai defunti che superavano il giudizio ti al petto, oppure per terra, inginocchiato
postumo del dio Osiride e godevano dunque nella posizione degli scribi. Avere una sta-

1450 1402 1403-1364


INTORNO a questa data nasce Il faRaONe Amenofi III sale al aMeNOfI fIGlIO DI HaPU co-
VITA DI UN Amenofi, figlio dello scriba Hapu, trono. Durante il suo regno conce- struisce vari edifici per il faraone a
ARCHITETTO nella città di Atribi (l’antica Hut- derà ad Amenofi, figlio di Hapu, Karnak e a Luxor; erige il tempio di
REALE heryib), situata sul delta del Nilo varie e importanti responsabilità Soleb in Nubia, il palazzo di Mal-
e capitale del X nomo o provincia amministrative e architettoniche, qata e il tempio funerario del re
del Basso Egitto. oltre a incarichi a corte. sulla sponda occidentale del Nilo.

34 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


1371
l’aRcHITeTTO muore nell’an-
no 31 del regno di Amenofi III.
COLONNATO MONUMENTALE
Sarà oggetto di culto nel suo
tempio funerario, un privilegio Amenofi, figlio di Hapu, costruì per il suo sovrano
il tempio di Luxor, sulla sponda orientale di
straordinario per qualcuno che
Tebe. L’ingresso è composto da un colonnato
non appartenesse alla nobiltà. processionale, di 52 metri di lunghezza, formato
da due file di sette colonne papiriformi.
IAN CUMMING / AGE FOtOStOCK
l’ARChITeTTO e lA
DOnnA MISTeRIOSA
NELLA TOMBA DEL VISIR RAMOSE, in un bassorilievo del banchetto
funebre, insieme all’iscrizione del visir dedicata ai suoi cari già de-
funti, compare Amenofi figlio di Hapu. La cosa non avrebbe niente di
particolare se non fosse che sotto l’architetto, in piccolo, si vede una
giovane che annusa un loto. Non si han-
no notizie sul fatto che Amenofi fosse
sposato né che avesse avuto figlie. Chi
è allora questa donna giovane e bella?
Si è pensato che potrebbe trattarsi del
frutto degli amori dell’architetto e una
IL TEMPIO
sua concubina. Ma sappiamo che l’ar-
DI SOLEB
chitetto, fino al momento della morte, fu
L’architetto
il precettore della principessa Sitamon , Amenofi costruì
la figlia di Amenofi III e della regina Tiy, in Nubia questo
che in seguito andò in sposa al faraone tempio per il

ORONOZ / ALBUM
suo padre. Che quella donna misteriosa faraone Amenofi

FERNANDO EStRADA
sia proprio la principessa? III. 15 km più a
nord, a Sedeinga,
AMENOFI FIGLIO DI HAPU INSIEME ALLA DONNA SCONOSCIUtA c’era un tempio
NELLA tOMBA DI RAMOSE. SHEIKH ABD EL-QURNA.
dedicato a Tiy,
sposa del faraone.

tua propria nelle aree sacre dei templi era un discipline, anche la difficile arte della scrittura.
privilegio riservato a pochissime persone, e Nella cosiddetta Statua biografica, Amenofi
Amenofi quel posto se l’era guadagnato: era dice: «Fui iniziato ai libri degli dèi e contem-
stato il braccio destro del suo signore, l’omo- plai le parole di Thot [i geroglifici]. Penetrai
nimo e potente faraone della XVIII dinastia, i suoi segreti e appresi tutti i suoi misteri».
Amenofi III. Nessuno come lui contribuì
tanto alla gloria del sovrano, facendo costru- Anche generale?
ire splendidi edifici e svolgendo incarichi di In Egitto, però, il talento apriva molte porte e
grande responsabilità a corte. ad Amenofi non doveva certo mancarne, per-
Inizialmente Amenofi non ché seppe farsi notare dal faraone Amenofi
sembrava destinato a entrare III quando questi salì al trono, attorno al 1402
nella cerchia del re. Non era fi- a.C. Il sovrano, all’epoca solo dodicenne, non
glio di un alto funzionario: suo ci mise molto ad accordare la sua fiducia allo
padre era Hapu, uno scriba del- scriba, che invece aveva circa 45 anni. I titoli
la città di Atribi, sul delta del che compaiono nelle iscrizioni dell’epoca te-
Nilo. E neppure sua madre, stimoniano la grande stima del faraone verso
Itu, apparteneva all’aristocra- il suo coscienzioso servitore.
NIGEL PAVITT / AWL IMAGES

zia. Probabilmente Amenofi È questo il caso della cosiddetta Statua del


frequentò la Casa della Vita, direttore degli arruolamenti, un ruolo che auto-
BPK / SCALA, FIRENZE

la scuola collegata al tempio rizzava l’architetto a reclutare giovani non solo


dove si insegnava, tra le varie per le spedizioni nelle cave egiziane o nubiane,

Ad Amenofi furono dedicate statue nelle aree


sacre dei templi, un privilegio riservato a pochi
LA REGINA TIY, GRANDE SPOSA REALE DI AMENOFI III. SCULTURA IN LEGNO. ÄGYPTISCHES MUSEUM, BERLINO.
LE COLONNE
DI KARNAK
Nelle due file
centrali di colonne
della sala ipostila
di Karnak la
circonferenza dei
capitelli è di 15
metri, uno spazio
che potrebbe
contenere fino
a 50 persone.
MUSTANG / GETTY IMAGES

ma anche per entrare nelle fila dell’esercito. il nome originale e sostituendolo con il loro.
Interessante in questo senso è anche l’inca- Per questo, il fatto che Amenofi non lasciasse
rico che gli attribuisce un’iscrizione sull’isola tracce della paternità delle sue opere è molto
di Biga, sul Nilo: «Governatore dei soldati del indicativo della fiducia che aveva in sé stesso e
signore delle Due Terre». Ciò farebbe di Ame- nella futura persistenza del suo nome, che sa-
nofi una specie di generale dell’esercito. Ma rebbe stato per sempre legato a quello del suo
fu senza dubbio l’attività di architetto a ren- signore, e dunque ricordato per molto tempo.
dere immortale il ricordo del figlio di Hapu. Ma ci sono delle eccezioni. Nel magnifico
tempio che Amenofi III fece costruire a Soleb,
Dai templi ai colossi in Nubia (una regione tra il sud dell’Egitto e il
In una delle statue di Amenofi si fa riferimen- nord del Sudan), l’architetto appare rappre-
to al suo incarico di «direttore di tutte le opere sentato accanto al sovrano, nell’atto di con-
del sovrano», ovvero di architetto reale. Forte sacrare una porta del santuario. E in un’altra
di questo titolo e della posizione sociale che statua, Amenofi cita la costruzione e il tra-
da esso derivava, Amenofi dovette pensare sporto di due gigantesche figure del sovrano
che non fosse necessario firmare i lavori: nella dalle cave di quarzite di Eliopoli fino al tem-
GÉRARD BLOT / RMN-GRAND PALAIS

maggior parte dei suoi edifici, infatti, non c’è pio funerario del faraone. I greci identifica-
menzione dell’autore. I fara- rono questi colossi di 15,60 metri di altezza
oni erano soliti usurpare le con Memnone, un eroe mitologico. Anche il
opere e le statue dei pre- tempio funerario dove furono collocate era
decessori cancellando opera di Amenofi. E se sono presenti statue

Amenofi svolse altri incarichi oltre a quello


I N ST I T U T F R

di architetto reale, anche di carattere militare ACQUERELLO DEL PIttORE E


ARCHItEttO FRANCESE VICtOR
ANçA

RUPRICH-ROBERt CON LE COLONNE


IS D

CENtRALI E LAtERALI DI KARNAK.


UC
AIR

AMENOFI FIGLIO DI HAPU NELLA TOMBA DEL CAPOSQUADRA INHERKHAU. XIX SECOLO. MUSÉE D’ORSAy, PARIGI.
E,
T. V

II
I

38 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


IL BOSCO Sala ipostila

DI PIETRA Colonne centrali

LA SALA IPOSTILA DI KARNAK è un favoloso


bosco di pietra formato da 134 colonne.
Le più grandi sono quelle centrali, che
raggiungono i 23 metri di altezza. La co-
struzione di questa sala è stata attribuita

WERNER FORMAN / AGE FOtOStOCK


al faraone Seti I e a suo figlio, Ramses II.
Bisogna però ricordare che, quasi due se-
coli prima, l’architetto Amenofi aveva già Terzo pilone
costruito il terzo pilone del tempio, la porta
monumentale che chiude la sala ipostila
sul lato orientale. È possibile che il fara-
one volesse qui riproporre il memorabile VISTA AEREA DELLA SALA IPOStILA DI KARNAK. CON OLtRE 100 MEtRI DI LARGHEZZA E 50 DI LUNGHEZZA
esperimento del suo architetto Amenofi E UNA SUPERFICIE DI CIRCA 5MILA MEtRI QUADRAtI, È IL MAGGIOR EDIFICIO DI QUEStO tIPO MAI COStRUItO.
nel tempio di Luxor: una doppia fila di co-
lonne davanti all’entrata. Il fatto che sia a
Luxor che a Karnak i capitelli delle colon-
ne centrali siano a forma di papiri aperti
ha dato adito a una teoria assolutamente
affascinante, secondo cui anche l’entrata
della grande sala ipostila sarebbe opera di
Amenofi. Per ora si tratta solo di un’ipotesi.
I DUe gRAnDI,
UnITI nel TeMpIO
MILLETRECENTO ANNI CIRCA SEPARANO i due più celebri architetti egizi: uno
è Imhotep (il creatore della piramide a gradini di Saqqara, la prima in Egitto),
l’altro è Amenofi, figlio dello scriba Hapu. Curiosamente, entrambi furono
venerati come dèi della medicina. Nonostante i tredici secoli intercorsi
fra le loro vite, oggi possiamo vederli insie-
me in un bassorilievo inciso sulla facciata
orientale del tempio di Ptah, a Karnak. L’i-
scrizione definisce Imhotep «figlio di Ptah»
– dio patrono degli artigiani – perché non si GUARDIANI
DEL RE
conosce il nome del padre dell’architetto.
I due architetti divinizzati hanno l’ankh, la Davanti al tempio
funerario di
chiave della vita o croce ansata, privilegio Amenofi III il suo
riservato esclusivamente agli dèi. E mentre architetto fece
Imhotep impugna uno scettro uas, Amenofi costruire queste
ha in mano una tavolozza da scriba che ren- colossali statue

ORONOZ / ALBUM
de onore all’iscrizione che l’accompagna: del faraone:

FERNANDO ESTRADA
«Amenofi, scriba reale». sulla base sono
rappresentate
IMHOTEP (A SINIStRA) E AMENOFI FIGLIO DI HAPU sua madre,
(A DEStRA). BASSORILIEVO DEL tEMPIO DI PtAH A KARNAK.
Mutemuia, e sua
moglie, Tiy.

dell’architetto nei santuari degli dèi Mut e guarigioni. Già allora la fama di saggio dell’ar-
Khonsu, a Karnak, è perché fu proprio il fara- chitetto era di dimensioni quasi divine. Circa
one Amenofi III a dare avvio alla costruzione duecento anni più tardi troviamo un esempio
del tempio di Khonsu, attribuito a Ramses III, della venerazione popolare nei confronti di
che visse invece quasi due secoli dopo. Amenofi nella tomba del caposquadra Inher-
Ma l’opera più nota e importante dell’ar- khau. Quest’ultimo e sua moglie fecero un’of-
chitetto fu senza dubbio il tempio di Luxor, ferta a venti re divinizzati del Nuovo Regno. In
che ne sancì la grandezza e stabilì definitiva- fondo alla rappresentazione dei sovrani, ingi-
mente il modello di tempio egizio. Lì, davanti nocchiato e con i lunghi capelli scompigliati,
al pilone, ovvero la porta monumentale che dà troviamo il saggio Amenofi intento a scrivere
accesso al tempio, costruì un enorme corri- con una tavoletta in mano. Ciò non significa
doio in pietra: una doppia fila di sette colonne forse che era già considerato un dio?
che rendeva l’ingresso ancor più grandioso. Milleduecento anni dopo la sua morte, du-
La somiglianza con le colonne centrali della rante il regno di Tolomeo VI (181-145 a.C.),
grande sala ipostila di Karnak ha suggerito Amenofi fu divinizzato ufficialmente. Ma
che anche quest’ultimo edificio sia stato av- sappiamo che al momento stesso della mor-
viato da Amenofi, che morì all’età di 81 anni, te egli era di fatto considerato un dio: già da
nell’anno 31 del regno del suo sovrano. allora, infatti, gli furono concessi onori ecce-
zionali, che dimostrano fino a che punto ar-
Il dio figlio di uno scriba rivasse la stima del suo sovrano. Nel British
Osservando le statue di Amenofi situate nel Museum si conserva il decreto di fondazio-
viale delle sfingi che conduceva al tempio di ne del tempio funerario che venne dedicato
Khonsu, a Karnak, si può notare che in alcu- all’architetto, alle spalle del tempio dove ri-
TRAVEL PIX COLLECTION / AWL IMAGES

ni punti la pietra è usurata. Questo si deve al posò successivamente il faraone che egli aveva
fatto che i fedeli toccavano le sculture invo- servito in vita. Proprio lì i sacerdoti venerava-
cando l’aiuto dell’architetto mentre percorre- no Amenofi, figlio di un umile scriba.
vano il viale, considerato anch’esso opera sua.
MAItE MASCORt, ARCHEOLOGA. MEMBRO DELLA SPEDIZIONE SPAGNOLA
Ad Amenofi vennero infatti attribuite molte A OSSIRINCO E VICEPRESIDENTE DELLA SOCIETÀ CATALANA DI EGITTOLOGIA

40 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


COLLINE ARTIFICIALI

IL GRANDIOSO
Furono create per i giubilei
reali con la terra degli scavi
del grande lago artificiale

PALAZZO DI
di Birket Habu.

AMENOFI
BACINO E PORTO
Amenofi, figlio di hapu, è anche autore Conosciuto oggi come Birket
Habu, questo enorme lago
del monumentale palazzo di Amenofi artificiale era largo due
III che era situato sulla chilometri e univa la residenza
reale con il Nilo. Era utilizzato
sponda occidentale di come riserva idrica nei periodi di
Tebe. Conosciuto come siccità, come luogo di svago per
la regina Tiy e come porto per gli
Malqata, l’edificio fu iniziato
DEA / GETTY IMAGES

spostamenti reali e per l’attracco


probabilmente nell’anno 8 delle imbarcazioni commerciali
che rifornivano il palazzo.
del regno del faraone. Con i
suoi 22,7 ettari il complesso
era una città-palazzo a sé
FRAMMENTI DI VASO DI CERAMICA dove il faraone si ritirò a
AZZURRO DECORATO CON LA TESTA
DI UNA CAPRA. MALQATA. vivere i suoi ultimi anni.
ERICH LESSING / ALBUM

AMENOFI III CONDUCE IL SUO


CARRO IN BAttAGLIA. RILIEVO
PROVENIENtE DA LUXOR.
MUSEO EGIZIO, IL CAIRO.
ACQUARELLO DI JEAN-CLAUDE GOLVIN. MUSÉE DÉPARTEMENTAL ARLES ANTIQUE. © ÉDITIONS ERRANCE

Artigiani qualificati
I materiali più usati a Malqata erano la terra
cruda per i muri e il legno per le colonne e i tetti.
Gli esterni erano dipinti di bianco, mentre gli
interni erano decorati con belle pitture murali
in cui risaltavano i motivi naturali, con piastrelle
smaltate a motivi geometrici e con ulteriori
magnifiche rappresentazioni di pesci, uccelli e
piante. I frammenti conservati ci consentono di
apprezzare le abilità degli artigiani che costruirono
questo meraviglioso palazzo.
RESIDENZA REALE TEMPIO DI AMON
Era formata da vari edifici: sul Il complesso residenziale comprendeva un
lato nord, le stanze del re, le sale grande tempio dedicato al dio Amon-Ra.
delle udienze, gli uffici, un gran Vicino al tempio c’era la Sala delle Feste,
salone per le feste, i magazzini, l’edificio in cui il Faraone celebrò i giubilei
un padiglione di caccia, l’harem reali negli anni 30, 34 e 37 del suo regno.
reale e, sul lato sud, gli alloggi della
regina Tiy. C’erano anche i locali
di funzionari, servi e cortigiani.

CANALE
Un lungo canale
collegava il gran
porto reale di
Malqata con il Nilo.

Uccelli e piante acquatiche Bovini stilizzati


Nelle decorazioni interne del Il soffitto di una delle stanze
palazzo e dell’harem rivestono private di Amenofi III era
grande importanza le scene decorato con un disegno di
naturali. A sinistra si può teste di toro stilizzate e spirali a
apprezzare un paesaggio del forma di ‘S’ in rosso, giallo e blu.
Nilo con uccelli e papiri in colori Alcuni studiosi vedono in questo
vivaci; sopra, invece, troviamo una modello una certa influenza
cornice decorativa a piccoli fiori. dell’arte minoica.
PARTICOLARI DI UN DIPINTO CON PIANtE FRAMMENTO DI UN DIPINTO CHE DECORAVA UN
ACQUAtICHE E ANAtRE. MUSEO EGIZIO, IL CAIRO. SOFFIttO. MEtROPOLItAN MUSEUM, NEW yORK.
VANNINI / CORBIS / GEtty IMAGES BRIDGEMAN / ACI
Una città greca in Egitto

NAUCRATI
Dal VI secolo a.C. fiorì sul delta del Nilo una colonia
greca che conquistò il monopolio del commercio
marittimo dell’Egitto faraonico. Naucrati,
“padrona delle navi”, attrasse mercanti, coloni
e viaggiatori da tutto il Mediterraneo
IL DECRETO DI NAUCRATI
Questa stele del faraone Nectanebo
I, del IV secolo a.C., stabilisce che
un decimo delle tasse pagate dai
mercanti di Naucrati deve essere
consegnato al tempio di Neith a Sais.
Museo Egizio, Il Cairo.
kenneth garrett

OFFERTA AD AFRODITE
La ciotola della pagina precedente,
datata 600 a.C., è originaria dell’isola
di Chio ed è stata ritrovata nel
tempio di Afrodite a Naucrati. È
decorata secondo lo “stile delle capre
selvatiche”. British Museum, Londra.
british museum / scala, firenze
Nilo

Lago Karun

Alessandria

NAUCRATI
Il Cairo

Sais

Rosetta

Grande Lago Amaro

Canale di Suez

Damietta

IL DELTA DEL NILO


Nella metà del VII secolo a.C. il delta diventò
la base del potere della nuova dinastia saitica,
che in seguito riuscì a riunificare l’Egitto.
La fondazione di Naucrati è stata attribuita
all’intervento di truppe mercenarie di origine
greca nelle campagne di Psammetico I.
spacephotos / age fotostock

46 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


S
i è soliti pensare che la storia dell’Egitto ellenisti-
co sia iniziata con la conquista del Paese da
parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. e la
successiva fondazione della sua nuova grande
capitale, Alessandria. Tuttavia, la presenza gre-
ca nelle terre del Nilo è ben più antica. Tre secoli prima era
emersa infatti sul delta orientale, in particolare sul braccio
di Canopo, a 72 chilometri a sud-est della lo storico descrive come «un grande amico dei
futura Alessandria, una città greca che con- greci», colui che migliorò la città e la trasformò LA MONETA
trollò a lungo il commercio internazionale in un emporio. Amasi consegnò la colonia DI NAUCRATI
dell’Egitto. Il nome stesso dell’emporio in- a una confederazione di città greche, tra cui La moneta
d’argento qui sopra,
dica il ruolo importante che svolse: Naucrati, Corinto, Rodi, Samo, Cnido, Egina e Mileto,
risalente al VI
“padrona delle navi”. e le concesse il monopolio del commercio secolo a.C. e forse
La fondazione di Naucrati avvenne sotto marittimo in Egitto. coniata a Cirene
il faraone Psammètico I (664-595 a.C.). Fu Il boom commerciale di Naucrati attirò un (nell’attuale Libia),
lo stesso monarca che, dopo aver ingaggia- gran numero di nuovi coloni dalle professioni è stata ritrovata
nel 1886 durante
to mercenari greci provenienti dalla fortezza più disparate: soldati, commercianti, ammini- gli scavi di Petrie
egiziana di Daphnae per combattere contro gli stratori, artigiani, marinai, scrittori, filosofi, a Naucrati.
etiopi, decise di ricompensarli permettendo eccetera, che provenivano sia dal resto dell’E- BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

ad alcuni di loro di stabilirsi sul delta orientale. gitto sia della Grecia, da Cipro, dalla Persia o
La colonia, che probabilmente venne costru- dalle città fenicie.
ita sopra un villaggio preesistente, Per-Meryt, Naucrati divenne così uno dei centri più
del quale oggi non si conserva che qualche ricchi e dinamici dell’antichità.
resto, crebbe in fretta.
Sotto Psammetico II, nipote di Psamme- Il porto commerciale dell’Egitto
tico I, Naucrati divenne famosa in tutto il La prosperità di Naucrati si basava sul mo-
Mediterraneo. In particolare era conosciuta nopolio commerciale che le era stato con-
nel mondo greco grazie a un laboratorio di cesso dai faraoni. Dato che era l’unico porto
scarabei (amuleti a forma di scarabeo) di ot- commerciale sul delta del Nilo, tutte le navi
tima fattura che si trovava vicino al piccolo che solcavano il Mediterraneo con l’inten-
tempio di Afrodite, anche se molti ricercatori to di stabilire relazioni commerciali con l’E-
ritengono che la fabbrica fosse già in funzione gitto dovevano necessariamente attraccare a
prima della fondazione della città. Secondo Naucrati, registrarsi e pagare le dovute tasse.
Erodoto fu il faraone Amasi (570-526 a.C.), che I tributi finivano nelle casse del tempio del-

c r o n o lo g i a
664 a.C. 570 a.C. 378 a.C. 1884
LA Psammetico I, Amasi II Il faraone Flinders,
GRECIA fondatore della
dinastia saitica,
concede ai greci
di Naucrati il
Nectanebo I
sanziona i privilegi
Gardner
e Hogarth
IN EGITTO promuove controllo del di Naucrati in un effettuano
l’edificazione di commercio decreto inciso scavi nel sito
Naucrati. marittimo. su una stele. di Naucrati.

AMASI II. TESTA DI UNA STATUA DEL FARAONE. VI SECOLO A.C. MUSEO EGIZIO, BERLINO.
BPK / SCALA, FIRENZE
LA STELE DI THONIS-HERACLEION
L’équipe dell’archeologo subacqueo
Frank Goddio rinvenne a Thonis-
Heracleion, sulla costa mediterranea
dell’Egitto, questa stele di 1,90 metri
di altezza, quasi identica a quella di
Nectanebo I ritrovata a Naucrati.
christoph gerigk ©franck goddio/hilti foundation
FRINE alla festa di
poseidone. henrYk
siemiradzki. XiX secolo.
museo statale russo,
san pietroburgo.

la dea Neith a Sais, che allora era la capitale


dell’Egitto e dalla quale dipendeva Naucrati.
Infatti, se una nave entrava accidentalmente
da un’altra foce del Nilo era costretta a tor-
nare indietro e ad andare al porto di Naucrati
alla foce del braccio canopico (che deve il suo
nome alla città di Canopo); se si scopriva che
il capitano aveva cercato di aggirare il tragitto
ufficiale, poteva essere punito. Inoltre, gli si
poteva persino vietare di ormeggiare in altri
porti del Mediterraneo.
Sui moli di Naucrati sbarcavano innume-
revoli casse cariche di qualsiasi tipo di oggetti
destinati a una clientela altamente selezionata:
BRIDGEMAN / ACI

anfore piene di vino del Levante, cedro del


Libano, olio d’oliva, tessuti esotici, oggetti di
metallo – soprattutto argento – , vetro, avorio,
ebano, ceramica greca e cipriota.
Inoltre, da Naucrati partivano navi cariche I pIACeRI DI nAUCRATI
di prodotti egiziani di grande valore destinati
alle classi ricche di altri Paesi, come papiri, lino, «a naUcraTi le cortigiane in genere sono tutte incantevoli», scriveva Ero-
maioliche, profumi, grano, sale o pesce del Nilo. doto, che conosceva in prima persona la città e forse anche i suoi bordelli.
Lo storico scriveva questo riferendosi a Rodopi, la più famosa cortigiana
Ascesa e declino di una colonia del mondo greco. Questa schiava nativa della Tracia era stata portata
dal suo padrone da Samo a Naucrati. Qui recuperò la libertà grazie a un
Naucrati era divisa in due zone: quella sud,
amante e «guadagnò molti soldi» con il suo lavoro.
più povera, dove a quanto pare si insediò la
popolazione egiziana, e quella nord, molto
più ricca e importante, dove si stabilì la colo-
nia greca. È in quest’ultima zona che si trova
il cosiddetto Grande Temenos, un enorme stabilità che regnava in Egitto e che portò al- UN GRECO
perimetro sacro con un santuario dedicato al la conquista del Paese da parte della Persia IN EGITTO
dio egizio Amon-Ra. nell’anno 525 a.C. Nel secondo
libro delle sue
Vicino al Grande Temenos c’erano numero- Durante la prima dominazione persiana e Storie Erodoto
si templi costruiti dalle varie comunità greche fino al 404 a.C. la città fu favorita dalla poli- fa riferimento
che si erano stabilite in città: quello di Apollo, tica di monarchi come Cambise e Dario I. all’importanza
eretto dai milesi; quello di Zeus, opera de- Quest’ultimo fece anche ricostruire commerciale
gli eginesi; quello di Era, costruito dai greci alcuni templi. di Naucrati.
Museo di
di Samo o quello di Afrodite, edificato dagli Naucrati rimase un porto molto Napoli.
abitanti di Chio. C’era anche un santuario attivo nel periodo successivo, come DEA / ALBUM

dedicato ai Dioscuri, Castore e Polluce, pro- illustra il Decreto di Naucrati, pro-


tettori dei marinai. mulgato dal faraone Nectanebo I nel
E, naturalmente, c’era il tempio di Helle- primo anno del suo regno (378 a.C.),
nion, il più grande e più famoso della città, in cui furono stabiliti i tributi che
finanziato da nove città greche. Veniva usato ciascun commerciante stranie-
come santuario, come deposito per le merci, ro doveva pagare al tempio di
come foro per le assemblee e come fortezza. Neith a Sais.
Purtroppo, oggi non rimane quasi nulla di La legge fu incisa su una ste-
questi edifici. Alla fine della dinastia saitica le che venne ritrovata nel 1899
il potere di Naucrati fu minacciato dall’in- dall’archeologo David G. Ho-
il granDE TEMEnoS
È il più grande
perimetro sacro della
città, forse dedicato
al dio Amon-Ra.

caSE

QUarTiErE DEi FaBBri


E DEgli oraFi

il TEMEnoS Di aPollo
A quanto pare, i
cittadini di Mileto
il TEMEnoS Di Era dedicarono questo
Complesso eretto complesso ad Apollo.
dagli abitanti di Samo
per il culto della moglie
del dio Zeus.

il TEMEnoS Di DioScUri
Questo tempio era
dedicato agli eroi gemelli,
figli di Zeus e protettori
della gente di mare.

ACQUERELLO DI JEAN-CLAUDE GOLVIN. MUSÉE DÉPARTEMENTAL ARLES ANTIQUE. © ÉDITIONS ERRANCE

UN PORTO
DISEGNO
DI NAUCRATI
Sopra, una

GRECO IN ricostruzione di
Naucrati di Jean-
Claude Golvin.
EGITTO Nell’illustrazione
si vedono i grandi
edifici, le case e le
nEl 1884, aPPEna TrEnTEnnE, sir William Matthew
botteghe della città.
Flinders Petrie iniziò i suoi scavi in Egitto con
una grande scoperta: la colonia greca di Nau-
crati. Durante le sue campagne trovò migliaia PIANTINA
di frammenti di ceramica greca e sviluppò il TRACCIATA
metodo stratigrafico, che segnò l’inizio dell’ar- DA PETRIE
cheologia moderna. L’egittologo inglese arrivò Questa piantina del
alla conclusione che il sito comprendeva una sito di Naucrati fu
superficie di 30 ettari e ne disegnò una piantina tracciata da Petrie
dopo i suoi scavi.
molto dettagliata. Scavi successivi dimostraro- Nella planimetria
no che in realtà la città occupava ben 60 ettari sono evidenziati
e probabilmente ospitava una popolazione di gli edifici più
oltre 16mila persone. importanti.
BRIDGEMAN / ACI
garth e che oggi è esposta al Museo egizio del
Cairo. La conquista dell’Egitto da parte di Ales-
sandro Magno e la fondazione di Alessandria
nel 332.C. segnarono la fine dell’egemonia e
di molti privilegi di Naucrati, che divenne un
porto secondario.
Ciononostante, la città non decadde del tut-
to. È significativo il fatto che Naucrati, che era
stata l’unica città egiziana del periodo faraoni-
co a coniare una moneta propria, continuasse
a farlo in età ellenistica.

SCIENCE PHOTO LIBRARY / AGE FOTOSTOCK


Inoltre, sorprende che l’imperatore Adria-
no, quando nel 130 d.C. fondò la città egiziana
di Antinopoli, avesse preso come modello le
leggi di Naucrati.
Nonostante ciò, il vecchio emporio già lan-
guiva e venne abbandonato e dimenticato del
tutto dopo l’invasione araba dell’Egitto nel
VII secolo. lA hOng KOng D’egITTO
Naucrati viene alla luce nEl noVEMBrE DEl 1885, di ritorno dalla prima campagna di scavi a Nau-
I riferimenti letterari alla brillante città del crati, Flinders Petrie spiegò in una conferenza l’importanza della città
delta del Nilo, in particolare quelli di Erodoto, scoperta: «Era insieme la Hong Kong greca e Birmingham: il porto com-
merciale dove i greci avevano i loro stabilimenti e imitavano il lavoro e le
verso la fine del settecento spinsero a cercare
arti dei maestri egiziani. È forse il luogo più importante per l’archeologia
di individuare Naucrati.
greca di questo periodo che abbiamo mai scoperto…».
Tuttavia, i primi scavi nella zona iniziarono
solo un secolo più tardi.
Tra il 1884 e il 1903 William Matthew Flin-
ders Petrie, Ernest Gardner e David George
Hogarth fecero numerosi ritrovamenti: templi autorità, iniziò un nuovo progetto sul terreno LO SCOPRITORE
in onore degli dèi greci, sculture e ceramiche promosso dal British Museum, che dal 2003 si DI NAUCRATI

di origine greca o di imitazione, stele e amu- occupa di studiare i materiali greci, in partico- William Flinders
Petrie in una
leti, molti dei quali con iscrizioni, graffiti o lare le ceramiche, rinvenuti da Petrie, Gardner fotografia scattata
sigilli incisi. Due blocchi di pietra all’ingresso e Hogarth. Questi reperti sono dispersi nelle nel 1880 circa. In quel
di una casa portavano la scritta «la città degli collezioni di più di venti musei. decennio l’egittologo
abitanti di Naucrati» e permisero a Petrie di Inoltre, il British Museum ha analizzato britannico scoprì la
città di Naucrati e
identificare il luogo come Naucrati: l’aspetto della città e il paesaggio circostante: stabilì un metodo
«Sono quasi saltato quando ho letto l’iscri- l’obiettivo è quello d’interpretare la funzione di datazione basato
zione – scrisse sul suo diario di scavi – Quindi dei canali e dei corsi d’acqua della regione. sulla ceramica.
questa è Naucrati!». Nonostante il tempo trascorso dal momento
In seguito il giacimento fu abbandonato e della sua scoperta, ci sono ancora questioni
iniziò a subire un crescente degrado: i contadini da risolvere, soprattutto sulla posizione e la
usavano l’argilla di alcune costruzioni come navigabilità del porto, così come sulla confi-
fertilizzante per i campi. gurazione del paesaggio del delta occidentale.
Tra il 1977 e il 1983 un’équipe statunitense, Non rimane che sperare che le recenti ri-
guidata da William Coulson e da Albert Le- cerche gettino nuova luce su quello che fu il
onard, scavò di nuovo in quel luogo per indi- grande emporio di Naucrati.
viduare l’antico braccio canopico del fiume.
esther pons
Nel 2012, dopo che la zona fu drenata dalle MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE (MADRID)

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 51


VESTIGIA Casa-torre
Questo modello

GRECHE
di casa ritrovata a
Naucrati mostra
l’aspetto che
dovevano avere le

SUL NILO
case della città, con
diversi piani e un
tetto accessibile.

Gli scavi archeologici effettuati alla


fine del XIX secolo dall’egittologo MODELLO DI
londinese Flinders Petrie a CASA in pietra
calcarea. dopo
Naucrati permisero di esumare il 600 a.c.

un gran numero di reperti che


illustrano tutti gli aspetti della
vita degli abitanti della colonia Anfora
greca. I reperti riprodotti in questa Questo recipiente,
decorato con teste
doppia pagina sono esposti al di ariete sulle anse,
British Museum di Londra. veniva usato nelle
cerimonie per l’anno
nuovo. Proviene
A SINISTRA, DEITÀ ELLENISTICA in terracotta troVata a naucrati, dalla tomba di Iside,
datata tra il iii e il ii secolo a.c. sotto, la notizia della scoperta
di naucrati pubblicata dal settimanale the illustrated london una ricca sepoltura
neWs il 21 noVembre del 1885. scoperta a Naucrati.

ANFORA PER L’ANNO


NUOVO DI MAIOLICA
CON ISCRIZIONI
GEROGLIFICHE.
625-550 A.C.

FOTO: BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE; TRANNE IL TESTO: BRIDGEMAN / ACI


LASTRA di
terracotta.
periodo tolemaico.
400-300 a.c.

Dea
Questa lastra in
terracotta a forma
di santuario mostra
l’immagine di una
dea nuda con ai lati
due divinità Bes
nane su due leoni
sdraiati.

TESTA LEKYTHOS
DI DONNA IN FUNERARIA BIANCA.
MAIOLICA. 500 A.C. CIRCA
III SECOLO A.C.

Regina Lekythos
Questa piccola testa Questo vaso
in maiolica potrebbe funerario in
rappresentare una ceramica fu
regina tolemaica. I prodotto a Naucrati
capelli sono raccolti ma ritrovato a
in un diadema Camiro, nell’isola
d’oro e la figura di Rodi. Raffigura
accenna un sorriso Castore e Polluce
enigmatico. a cavallo.
I paria dell’età antica

LA SCHIAVITÙ
IN GRECIA
Gli antichi greci consideravano gli schiavi
quasi come “bestiame umano”. Erano acquisiti
come bottino di guerra, venduti all’asta e
utilizzati nei lavori più duri, come nelle miniere.
Tuttavia, alcuni schiavi riuscivano a progredire
e a raggiungere la libertà
SCHIAVA A UN BANCHETTO
Contrariamente alla credenza popolare,
la maggior parte di servi, ballerini
e musicisti ai banchetti greci erano
maschi, anche se su questo vaso del
V secolo a.C. è raffigurata una ragazza.
British Museum, Londra.
british museum / scala, firenze
IL GRANDE TEMPIO DI ATENA
Alla costruzione del Partenone,
nell’Acropoli di Atene, parteciparono
uomini liberi, meteci (stranieri) e
schiavi. Il salario di questi ultimi era
riscosso dai loro padroni.
anna reinert / age fotostock

56 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


L’
antica Grecia, culla della democrazia, fu una società
schiavista, anche se molti storici si rifiutano di defi-
nirla come tale, sostenendo che il numero degli
schiavi non superò mai quello dei cittadini, a diffe-
renza di quanto avvenne in alcuni stati del sud degli
Stati Uniti all’inizio del XIX secolo. Ad esempio, nell’Atene

E
NZ
RE
classica, che aveva una popolazione di circa 430mila abitanti,

, fI
LA
cA
/S
UM
M USE
BR ITISh

c’erano probabilmente tra i 60mila e i 150mila chi è vittima di violenza debba essere schiavo
schiavi. In entrambi i casi si tratta di una cifra di chi la esercita [...] Su questo punto esistono DRACMA
enormemente rilevante. Alcuni di loro prove- opinioni diverse, anche tra i saggi». ATENIESE
nivano dalla stessa Grecia, dato che in determi- Un’altra fonte di questo tipo di manodopera L’argento estratto
da migliaia di
nate circostanze i cittadini potevano perdere era la pirateria. Ai pirati, infatti, era permes-
schiavi dalle
la libertà. Era il caso, per esempio, dei bambini so catturare schiavi, sia in mare aperto che miniere di Laurio
esposti (ovvero abbandonati) o di quelli ven- durante gli attacchi alle città costiere. I fenici serviva per coniare
duti dalle famiglie povere che non potevano erano particolarmente attivi in questo tipo monete come
permettersi di sfamarli, o ancora dei figli degli di operazioni, come testimonia l’Odissea di questa: una dracma
ateniese con la
schiavi stranieri, che ereditavano la condizio- Omero. In un passaggio dell’opera si racconta rappresentazione di
ne servile dei loro genitori. In genere gli schia- come una nave di «fenici rapaci, che indos- una civetta, simbolo
vi venivano da territori “barbari”, nel doppio savano mille ninnoli» raggiunge una piccola di Atena. British
senso che i greci dell’epoca classica davano a isola delle Cicladi, Siro o Arados, dove regnava Museum, Londra.
questo termine: quello di un paese“straniero” Ctesio. Uno dei pirati seduce una schiava del
e allo stesso tempo “selvaggio”. palazzo, anche questa fenicia. La giovane si
confida con il suo amante, narrandogli breve-
Origine e prezzo degli schiavi mente il suo triste destino: «Sono orgogliosa
A quel tempo molti schiavi diventavano ta- di essere di Sidone, ricca di bronzo. Sono la
li dopo esser stati prigionieri di guerra, una figlia del facoltoso Aribante. Ma un giorno, al
fonte di schiavitù considerata legale in epoca ritorno dalla campagna, i pirati tafi mi rapirono,
classica, nonostante gli scrupoli incipienti mi portarono qui via mare e mi vendettero al
di alcuni filosofi come Aristotele, che scris- proprietario del palazzo che vedi laggiù». I tafi
se nella Politica: «C’è una schiavitù stabilita erano gli antichi abitanti della regione greca
dalla legge [...] in base alla quale tutto ciò che è dell’Acarniana, che nei poemi omerici compe-
conquistato in guerra appartiene ai vincitori. tono con i fenici in atti crudeli di pirateria. Nel
Eppure molti esperti in legge confutano tale racconto di Omero, la schiava e il suo seduttore
diritto [...] poiché considerano terribile che tramano un piano di fuga nel quale la ragazza

c r o n o lo g i a
VIII Sec a.C. VII Sec. a.C. 594 a.C. V-IV Sec. a.C.
SCHIAVI Nei poemi L’espansione Il legislatore Nell’Atene
omerici (l’Iliade commerciale ateniese Solone democratica si fa
DELLA
h. LEwANDOwSkI / RMN-GRAND PALAIS

e l’Odissea) si degli elleni nel abroga la legge un’analisi etica


GRECIA riporta già la
presenza di
Mediterraneo
stimola il traffico
che permetteva
la schiavitù per
della schiavitù,
ma senza
schiavi. di schiavi. debiti. condannarla.

SCHIAVO AFRICANO. STATUA DI BRONZO. MUSEO DEL LOUVRE, PARIGI.


LA RACCOLTA DELLE OLIVE
Sia i ricchi proprietari terrieri che i
piccoli agricoltori usavano schiavi per
il duro lavoro agricolo, come quello
rappresentato su quest’anfora: la raccolta
delle olive. Musei Statali di Berlino.
bpk / scala, firenze
IL MERCATO DEGLI SCHIAVI.
Quest’illustrazione ricrea
la VenDita Di schiaVi nel
mercato Dell’isola Di Delo.

compie un rapimento simile a quello subìto


da lei stessa quando era solo una bambina. La
serva infatti rapisce il figlio più giovane del re,
Eumeo, che lei stessa accudiva. Questi viene
successivamente venduto al re di Itaca e ri-
mane al servizio di suo figlio Ulisse. Quando
Ulisse torna a casa dopo venti anni di assenza
(passati a combattere nella guerra di Troia e
in un lungo e difficile viaggio di ritorno), la
prima persona che incontra è proprio il suo
fedele servo Eumeo, che riconosce nonostante
il tempo trascorso.
Agli schiavi catturati dai pirati fenici si ag-
giungono inoltre quelli ottenuti dai greci nei
h. M. hERGET / NGS

frequenti saccheggi e nelle incursioni effettua-


te in prossimità delle città e degli insediamenti
coloniali. È per questo che tra la popolazione
schiava greca abbondavano frigi, lidi, lici e cari,
popoli vicini dell’Asia Minore; traci e sciti del SCHIAVI IN VENDITA
nord della Grecia o cirenaici dell’attuale Libia.
D’altro canto, era ritenuto indegno schiavizzare aD aTEnE a ogni luna nuova si organizzava un mercato di schiavi. Avveniva
i prigionieri frutto di conflitti militari con altre nell’agorà, dove gli schiavi erano messi su piattaforme rotonde o kykloi
popolazioni ellene. (“circoli”), forse in modo da poterli osservare bene. Il personaggio di una
commedia di Menandro (fr. 150) esclama: «Mi vedo già, giuro agli dei,
In ogni caso gli schiavi arrivavano a migliaia
svestito sui kykloi, senza soldi e venduto». E a un prezzo non troppo alto:
nei porti greci sulle coste del Mediterraneo e
in media, dice uno storico, lo stesso di una mula.
del mar Nero, come quelli del Pireo, di Corinto
ed Egina, o quelli della costa orientale del mar
Egeo, come Efeso e Chio. Tutti questi luoghi
divennero importanti centri per la compra-
vendita di schiavi, anche se l’isola centrale di vista giuridico, lo schiavo greco –uomo, I LAVORI
di Delo, nell’arcipelago delle Cicladi, finì per donna o bambino– era considerato alla stre- NELLE MINIERE
avere il sopravvento sugli altri. gua di un oggetto che faceva parte del patri- Gli schiavi
delle miniere
Il prezzo di vendita degli schiavi variava monio del suo padrone e non aveva nessuna sopravvivevano
notevolmente in base alla specializzazione di capacità giuridica o identità politica. Il lessi- circa due anni. In
ciascuno. Nella sua opera Memorabili Seno- co riflette questa espropriazione radicale. Lo basso, un minatore
fonte fa dire a Socrate: «Un servo può valere schiavo talvolta era chiamato andrópodon, un su un vaso del V
due miniere, un altro meno della metà di una termine che deriva da tetrápodon,“quadrupe- secolo a.C.
miniera, un altro cinque miniere, e un altro de, bestiame”. Altre volte, i greci si riferivano
ancora non meno di dieci». Nonostante ciò, si ai loro servi con il termine doûlos, paro-
calcola che orientativamente il prezzo medio la che designava invece lo “schiavo” in
di uno schiavo fosse equivalente allo stipendio quanto essere privo di quella “libertà”
annuale di un operaio edile. che definisce, meglio di qualsiasi al-
tro attributo, l’ideale elleno di uomo.
Privi di diritti Nonostante il severo principio
I greci non avevano dubbi sulla legittimità del- giuridico della mancanza di dirit-
la schiavitù come istituzione. Dal loro punto ti dello schiavo, nella pratica le sue
di vista, solo popoli che gli elleni considera- condizioni di vita dipendevano dalla
vano esotici e arretrati, come quelli dell’an- volontà del padrone, per cui esistevano
ck

tica India, potevano farne a meno. Dal punto situazioni molto diverse tra loro. L’esem-
TO
OS

OT
Ef
AG
EFESO, MERCATO DEGLI SCHIAVI
Questa colonia greca dell’Asia Minore
divenne un grande centro di vendita
di schiavi, così come Tana, Bisanzio o
Pagase. Nell’immagine, la facciata della
biblioteca di Celso, II secolo d.C.
i. gercelman / age fotostock
pio di Ulisse con il suo schiavo Eumeo indica
la benevolenza di un padrone intelligente. La
vicenda dell’eroe e del suo fedele servo è stata
senza dubbio esemplare nel mondo ellenistico.
Infatti, si pensava che trattare bene gli schiavi
convenisse agli interessi del padrone. Come
scrisse Senofonte nel libro Economico, il suo
trattato sul governo della casa: «Gli schiavi
cercano di scappare spesso se sono incate-
nati, mentre se sono sciolti lavorano di buon
grado e non fuggono». Eschilo, d’altro canto,
nel suo Agamennone, fa dire a un nobile che
accoglie la sua nuova schiava: «È vantaggioso BRITISh MUSEUM / ScALA, fIRENZE

avere padroni altolocati. Chi fa fortuna im-


provvisamente è più crudele del dovuto con
i suoi schiavi. Da noi ti puoi aspettare ciò che
è stabilito dalla norma».

Utili per qualsiasi lavoro PIù UOMINI CHE DONNE


Il destino degli schiavi era legato principal-
mente al tipo di lavoro cui erano destinati. I ancHE in aMBiTo DoMESTico la maggior parte degli schiavi erano uomini,
più sfortunati erano probabilmente i mina- che lavoravano come cuochi e servitori. Eppure le testimonianze letterarie
tori. Migliaia di uomini e bambini lavoravano greche che meglio descrivono la vulnerabilità della schiavitù sono messe
in bocca a personaggi femminili come Ecuba. In Le troiane, Euripide fa dire
incatenati nelle miniere del Laurio, a sud di
alla regina di Troia: «Avanti, mie membra tremanti! Marciate, misere, verso
Atene, in condizioni pessime e inumane. Da
la schiavitù per il resto dei miei giorni».
loro dipese per secoli l’estrazione del minera-
le emblema del potere ateniese: l’argento con
il quale si coniava la dracma, la moneta più
diffusa nel Mediterraneo nel V secolo a.C. In
guerra, gli opliti della fanteria e della marina Una categoria speciale di schiavi era poi quella LA MORTE DI
erano assistiti da numerosi schiavi, secondo dei demósioi o “schiavi pubblici.” È noto come PRIAMO

Pausania. Inoltre, fonti artistiche e letterarie il popolo gli delegasse una parte considerevole La scena di questo
vaso della fine
riportano la presenza di schiavi maschi e fem- dell’amministrazione civica: redigevano te- del VI secolo a.C.
mine nel campo del piacere carnale. sti, amministravano gli archivi, verificavano la mostra la morte
Nell’agricoltura gli schiavi si occupavano qualità delle monete circolanti nelle agorà e si del re Priamo,
delle coltivazioni e raccoglievano i frutti della occupavano della contabilità pubblica. C’erano ucciso dal greco
Neottolemo durante
terra, preservavano le foreste e abbattevano anche commissari schiavi, come quello descritto l’assalto finale di
gli alberi necessari a ottenere il legno per la da Aristofane nella sua commedia Lisistrata, e Troia, di fronte alla
costruzione e per le case. Anche il settore alcuni sapevano condurre un’asta pubblica, co- disperazione di sua
dell’artigianato dipendeva dalla loro mano- me riportato da Erodoto. Gli schiavi pubblici, a moglie Ecuba (a
dopera: nelle botteghe di fabbri, orafi e cera- differenza degli altri, avevano molte possibilità destra).
misti lavoravano uomini addestrati a questi di progredire e di emanciparsi, poiché il contratto
lavori. C’erano finanche schiavi poliziotti, con lo stato prevedeva per loro il diritto a per-
calzolai, barbieri e, in gran numero, dome- cepire uno stipendio e a possedere dei beni. In
stici. Tra questi ultimi, infine, gli educatori definitiva molti aspetti del“civilizzato”mondo
e le balie erano particolarmente rispettati e greco dipesero direttamente dallo sfruttamento
apprezzati, poiché erano i veri responsabili di manodopera“barbara”e forzata.
dell’istruzione e dell’alimentazione di bam-
ana iriarte
bini e ragazzi delle migliori famiglie. DOcENTE DI STORIA ANTIcA. UNIVERSITÀ DEI PAESI BASchI

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 61


ULISSE E IL
SUO SCHIAVO
EUMEO
Di riTorno VErSo l’iSola Di iTaca dopo due decenni di assen-
za passati nella guerra di Troia e nel viaggio accidentato per
il Mediterraneo narrato nell’Odissea, il primo essere umano
che Ulisse incontra è proprio Eumeo. L’eroe greco riconosce
immediatamente il suo antico servo, ma evita di rivelargli la
sua identità e si fa passare per uno straniero riuscendo a fare
in modo che Eumeo gli racconti la propria vita.
EUMEo SPiEga Di ESSErE il figlio del re dell’isola di Siro e che
appena nato era stato rapito da pirati che lo avevano venduto
a Laerte, padre di Ulisse e re di Itaca. Qui aveva trascorso
un’infanzia felice, giocando con i figli dei signori, fino a che,
in gioventù, i suoi amici nobili si erano sposati mentre lui, a
causa della sua condizione di schiavo, si era dovuto rimboccare
le maniche e aveva dovuto lavorare come sorvegliante in un
allevamento di maiali destinati alla mensa reale.
EUMEo iMProVViSa PEr UliSSE un banchetto che illustra la sua
vita di schiavo rurale. Ha al suo carico schiavi di rango inferiore
che pascolano i maiali. Uno di questi, Mesaulio, acquistato dai
pirati tafi, serve le pietanze (che appartengono ai padroni di
Eumeo). Contento per il trattamento ricevuto, Ulisse chiama il
suo schiavo «divin porcaro», gli rivela la sua identità e insieme
tramano l’assalto per allontanare i pretendenti che persegui-
tano Penelope, moglie di Ulisse (che tutti credevano morto),
affinché scelga uno di loro come nuovo marito.

VASO ATENIESE Del V secolo


a.c., Decorato con una scena
in cui i protagonisti sono
probabilmente ulisse eD eumeo,
il guarDiano Di porci. museo
RINCONTRO DI PENELOPE E ULISSE SOTTO LO SGUARDO, TRA GLI ALTRI, DEL GUARDIANO fitzWilliam, uniVersitÀ Di
DEI PORcI EUMEO, AccOVAccIATO. PIASTRA DI TERRAcOTTA. V SEcOLO A.c. cambriDge.
METROPOLITAN MUSEUM / ScALA, fIRENZE
briDgeman / aci
L’INVASIONE DELL’ITALIA

ANNIBALE
Il più grande condottiero cartaginese della storia
attraversò le Alpi con il suo esercito per sferrare il colpo
di grazia ai romani nel loro stesso Paese; anche se li sconfisse,
non riuscì mai a piegare la loro volontà di resistenza

64 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


LA TRAVERSATA DELLE ALPI
Uno spettacolare olio su tela di Benedict
Masson, dipinto nel 1881, riproduce il
passaggio delle Alpi delle truppe di Annibale
nel 218 a.C., con licenze storiche come
l’inserimento di macchine d’assedio. In
ogni caso si verificarono realmente decessi
dovuti a frane, come quelli qui raffigurati.
Museo delle Belle Arti, Chambéry.
youngtae / leemage / prisma archivo

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 65


c r o n o lo g I a

Annibale:
tredici anni
in Italia
219-218 a.C.
Inizia la seconda guerra punica
con la conquista di Sagunto
(alleata di Roma) da parte di
Annibale, su cui Cartagine
estende il dominio.

218 a.C.
Annibale decide di portare
la guerra a Roma e parte dalla
Spagna diretto verso l’Italia.
In autunno attraversa le Alpi
e raggiunge la pianura Padana.

217 a.C.
Alla fine del 218 a.C. Annibale
infligge ai romani le sconfitte
del Ticino e del Trebbia, e
nel giugno del 217 li annienta
sulle rive del Trasimeno.

216 a.C.

L
Il 2 agosto Annibale ottiene
il suo più grande trionfo con LA NEMICA e notizie che giungevano a Roma non
la distruzione di otto legioni DI CARTAGINE lasciavano spazio alla speranza […].
romane a Canne. I romani Dopo aver Era stato riferito che l’esercito, inclu-
evitano gli scontri frontali. attraversato le Alpi
Annibale sconfisse si i due consoli, fosse stato annien-
i romani e arrivò tato e che tutte le forze fossero state
211 a.C. perfino alle porte sbaragliate. Non c’era mai stato, entro le mura
Annibale, che si è consolidato della loro capitale romane, tanto sbigottimento e tanto tumulto
nel sud Italia, marcia verso (in alto), ma non […]. Visto che non si conoscevano con esat-
Roma, senza però alcun riuscì a occuparla.
risultato. I romani assediano tezza i fatti, in tutte le case si piangevano indi-
Capua, alleata dei cartaginesi. stintamente sia i vivi che i morti». Questo
scriveva Tito Livio due secoli dopo l’acca-
209 a.C. duto, rievocando la terribile sconfitta
I romani assediano Taranto, delle legioni a Canne del 216 a.C., un’au-
la base italiana di Annibale, tentica carneficina con decine di mi-
e nel 207 a.C. uccidono suo gliaia di morti.
fratello Asdrubale, che si
Quando le notizie della strage
voleva unire a lui.
giunsero in città, i romani non eb-
203 a.C. bero dubbi circa il destino oscuro che
Annibale lascia l’Italia senza
li attendeva. Sembrava che Annibale,
essersi assicurato una vittoria il temibile generale cartaginese, fosse
decisiva contro Roma. Nel 202 sul punto di valicare le mura dell’Urbe.
viene sconfitto a Zama. Finisce Per due anni Roma aveva schierato contro
la seconda guerra punica. di lui un esercito dopo l’altro, ma il generale
ANNIBALE, CON LA CORONA DI QUERCIA
E CON LA CLAVA DI ERCOLE. era riuscito ad annientarli causando la mor-
ORONOZ / ALBUM

66 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


ANDREAs stRAUss / gEtty IMAgEs

te di decine di migliaia di uomini. E adesso e nell’autunno del 218 a.C. valicò le Alpi in
sembrava aver sferrato il colpo decisivo all’e- ELEFANTI quella che viene ricordata come una delle più
DA GUERRA
gemonia romana. importanti imprese belliche della storia. Verso
Non sappiamo
se gli elefanti che la fine di ottobre giunse nella Gallia Cisalpina,
L’invasione dell’Italia Annibale portò situata a nord della penisola italiana, a capo
La guerra che Roma e Cartagine combat- in Italia fossero di 26mila soldati e di una trentina di elefanti.
tevano da due anni era il secondo conflitto africani o asiatici. Questo era tutto ciò che rimaneva dei 46mila
In basso, terracotta
che contrapponeva le due superpotenze del del II secolo a.C.
combattenti con cui era partito dalla Spagna e
Mediterraneo. Il primo, che si era concluso scoperta a Mirina che avevano dovuto affrontare la difficilissi-
più di vent’anni prima, si era risolto con la (Lemno). ma traversata alpina, subendo l’ostilità delle
clamorosa sconfitta di Cartagine e con il giu- tribù galliche, un freddo atroce e il passaggio
ramento di odio eterno verso i romani che per dirupi pericolosi.
uno dei suoi generali, Amilcare, aveva fatto Eppure la sofferenza degli uomini e la de-
prestare a suo figlio. terminazione di Annibale erano riuscite a
Quel bambino era Annibale, e il suo cogno- dare coesione alle diverse truppe, nelle
me era Barca, “folgore” in cartaginese. Fu quali militavano, tra gli altri, africani
proprio lui che nel 219 a.C. assediò Sagun- e guerrieri provenienti dalla Spagna
to, la città spagnola alleata di Roma, che (celtiberi, frombolieri delle Baleari,
poi conquistò nel 218 a.C. Con quest’at- lusitani). Di conseguenza, quella che
to ebbe inizio la seconda guerra punica, avrebbe potuto essere una molti-
la più grande carneficina dell’antichità. tudine incontrollabile e difficile
Eccellente stratega, quando i romani de- da gestire si era convertita in una
cisero di inviare le loro truppe in Spagna macchina da guerra agli ordini
e in Africa, Annibale prese l’iniziativa di un comandante carismatico e

DAgLI ORtI STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 67


/ AURIMAg
Es
Z A MA
19-X-202 a.C.
Itinerario di Annibale (218-202 a.C.)
Cartago
Battaglia
territorio sotto il controllo di Annibale
r M e d i t e r r a n e
M a o

8. Crotone è l’unico 6. Capua passa dalla parte


Siracusa
A d r
di Annibale dopo la vittoria
a r
porto che nel 203
a.C. resta nelle mani Reggio
Calabria M
di quest’ultimo nella stessa
città campana; i romani la M ai ra T i r r e n o
di Annibale in Italia;
Messina
t i
lì resiste agli attacchi
dei romani fino a che,
assedieranno nel 211 a.C.
annullandone totalmente c o
nello stesso anno, l’autonomia.
Ostia
parte verso l’Africa per
difendere Cartagine.
Locri Napoli Roma
Capua Casilinum Casinum

Te v e
Veio
Crotone

re
Canosa
Metaponto di Puglia
Taranto
CANN E
5. A Canne Annibale distrugge
Bari 2-VIII-216 a.C.
due eserciti consolari, causando
Brindisi la morte di circa 50mila o
70mila nemici; lui perde circa
settemila combattenti. Ancona
7. Taranto apre le sue porte
ad Annibale nel 212 a.C., ma il
A d r
a r
presidio romano si rifugia nella
fortezza e la difende fino a
M i a
riconquistare la città nel 209 a.C. t i
c o

DoPo la BaTTaglIa

MORIRE DI RABBIA intelligente, a cui i soldati obbedivano cieca-

n
mente. Una volta giunto nel nord Italia, An-
arra lo storico romano Tito Livio che il giorno dopo nibale ingrossò le fila del suo esercito grazie ai
lo scontro di Canne, al sorgere del sole, i cartagi-
rinforzi ricevuti dai galli scontenti del dominio
nesi tornarono sul campo di battaglia allo scopo
romano, sconfisse le legioni nelle battaglie del
di raccogliere le spoglie e «contemplare la strage,
spettacolo orribile persino per i nemici. Giacevano migliaia Ticino, del Trebbia e del Trasimeno e arrivò
e migliaia di romani, fanti e cavalieri disordinatamente qua e con il suo esercito nei pressi di un paesino della
Puglia, Canne. Correva l’estate del 216 a.C.
là, a seconda di come ciascu- scavata da loro stessi e che
no si fosse trovato unito a un si erano tolti la vita tappan- Il massacro
altro dal caso, dalla lotta o da- dosi la bocca con terra che si
lla fuga. Alcuni, alzandosi tutti erano gettati addosso. In par- Nel frattempo i romani erano riusciti a met-
insanguinati tra i cadaveri do- ticolare attirò l’attenzione di tere insieme due potenti eserciti guidati dai
po essere stati svegliati dalle tutti un numida vivo, con naso consoli Terenzio Varrone e Lucio Emilio
ferite rapprese dal freddo del e orecchie a brandelli, tratto Paolo. Il 2 agosto Varrone, contro il parere del
mattino, vennero uccisi dai fuori da sotto un romano che suo collega, decise di unire le due formazioni
nemici. Altri furono trovati a gli giaceva addosso morto. sulla sponda settentrionale dell’Ofanto, nei
terra, ancora vivi […] nell’atto Quest’ultimo, non potendo pressi di Canne. I suoi 86mila soldati – le for-
di scoprire il collo e la gola e di impugnare un’arma con le ze romane complessive – avrebbero affronta-
implorare [i nemici] di pros- mani e trasformata la pro- to il glorioso esercito cartaginese, composto
ciugargli il sangue che resta- pria ira in rabbia, era morto da 50mila guerrieri saldamente radunati at-
va. Alcuni furono trovati con nell’atto di dilaniare il ne-
torno al loro potente generale africano.
la testa immersa in una fossa mico con i denti». (Ab Urbe
ed era chiaro che era stata condita XXII, 51).
Annibale dispose le sue truppe in formazio-
ne convessa: le linee centrali, schierate a forma
di mezzaluna, cominciarono a indietreggiare

68 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


9. Publio Cornelio Scipione
l’africano (figlio del console battuto
da Annibale sul Ticino) sconfigge
Annibale a Zama e segna la fine
della seconda guerra punica.
1. Nella Gallia
Cisalpina Annibale
distrugge
Taurinia (Torino),
capitale dei taurini,
Marsiglia che si rifiutano di
unirsi ai cartaginesi
insieme ad altre tribù
galliche.

TAURINORUM
X-218 a.C.
TR ASIMENO Pisa
21-VI-217 a.C.
Siena TREBBIA
Firenze XI-218 a.C.
Arezzo i a
Treb b 2. Sul Ticino, alla
guida di circa
ro TICINO
au 20mila fanti e
Bologna XI-218 a.C. seimila cavalieri,
t
Me

Annibale sconfigge
Publio Cornelio
Rimini 3. Sul Trebbia Annibale Ticin
o Scipione, a capo di
Po

annienta un nuovo
esercito romano di 24mila fanti e circa
4. Annibale sorprende i romani nello 40mila uomini, le cui 2.300 cavalieri.
stretto passaggio vicino al lago Trasimeno. vittime ammontano a
Perdono la vita dai 10mila ai 15mila circa 30mila effettivi
uomini, mentre 15mila vengono catturati; contro le cinquemila dello
Annibale perde circa 2.500 uomini. schieramento cartaginese.

CARtOgRAFIA: EOsgIs.COM

sotto la spinta dei legionari fino a formare una città – protetta da difese imponenti – dipen-
tenaglia in grado di rinchiudere il grosso delle SCIPIONE desse dal fatto che Annibale non possedeva
L’A FRICANO
legioni in una trappola mortale. In questa rete, macchine d’assedio e che non era neanche
Il politico e
messa a punto dalla cavalleria e dalle truppe militare romano previsto che Cartagine gliele fornisse. La for-
d’élite cartaginesi, rimasero accerchiati più sferrò un colpo za di Annibale consisteva nella manovrabilità
di 70mila romani in attesa di essere trafitti decisivo contro delle sue truppe grazie a una cavalleria poten-
dalle spade nemiche e senza più possibilità Annibale a Zama. te che gli garantiva il vantaggio della sorpresa,
Busto. II sec. a.C.
di difendersi. Quella della battaglia di Canne come aveva dimostrato nelle grandi battaglie.
è la storia di un bagno di sangue che durò per Ma un grande assedio a lungo termine era
ore e in cui perirono la gioventù di Roma, i un’altra storia.
suoi difensori e parte della sua nobiltà. La In realtà Annibale stava aspettando che
Repubblica era indifesa. Nella grande capitale i popoli italici si ribellassero al dominio
si scatenò il panico e, per la prima volta romano; in tal modo non ci sarebbe vo-
dopo secoli, si fece ricorso ai sacrifici luto molto tempo prima che la capitale
umani per placare l’ira degli dèi. del Lazio, isolata, cadesse nelle sue mani.
Una città gli aprì le porte dopo la battaglia
Marcia indietro di Canne: Capua. Non era una città qual-
Tuttavia, Annibale decise di non approfittare siasi, bensì la più importante d’Italia dopo
della vittoria di Canne per assediare Roma. Roma, e Annibale la utilizzò come base nella
Sono stati versati fiumi d’inchiostro penisola. Tuttavia Capua fu la sola: eccet-
sul perché il condottiero abbia to qualche comunità minore, nessun altro
scelto di non impadronirsi del- popolo italico tradì Roma. Dal canto loro, i
la capitale. È probabile che la romani riuscirono a resistere nel modo
decisione di non occupare la più intelligente possibile: consapevoli
LOREM IpsUM
sCA

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 69


LA ,
FIRE
NZE
LA GRANDE BATTAGLIA
François-Nicolas Chifflart rievocò in questo
drammatico olio su tela la schiacciante vittoria
di Annibale sulle legioni romane a Canne.
XIX secolo. Museo delle Belle Arti. Parigi.

la MarcIa SU roMa

ANNIBALE ALLE PORTE! della loro inferiorità rispetto ad Annibale,

n
evitarono lo scontro diretto con i cartaginesi,
el marzo del 211 a.C. Annibale marciò su Roma nella senza però smettere di attaccarli. Nel frattem-
speranza di essere inseguito dalle legioni che assedia-
po, Annibale intraprese la sua marcia verso il
vano Capua, alleata dei cartaginesi, ed essere così in
sud puntando alla città strategica di Taranto,
grado di liberarla. I romani non rimossero l’assedio,
anche se inviarono squadre di soccorso nella capitale. Anniba- dove avrebbe potuto ricevere rinforzi dal suo
le giunse fino alle porte di Roma, come ricorda il famoso grido nuovo alleato, Filippo V di Macedonia, che a
sua volta aveva attaccato i romani nei Balcani.
Hannibal ad portas!, e il panico ta giunto al tempio di Ercole,
Solamente nel 212 a.C. riuscì nel suo intento
si diffuse in tutta la città. «Si «avvicinandosi a cavallo il più
con Taranto – una fazione filocartaginese gli
udivano pianti di donne – spie- possibile, esaminò le mura e la
ga Tito Livio. Sfidando tutti gli posizione della città». I roma- aprì le porte –, ma la fortezza, nella zona del
sguardi, le matrone correvano ni non si tirarono indietro, ma porto, rimase nelle mani di Roma.
in massa verso i templi degli per due giorni di fila i temporali
dèi; i capelli sciolti in disordine, resero impossibile dare inizio
La grande sconfitta
inginocchiate ai piedi degli al- alla battaglia. I cartaginesi Quello stesso anno si verificò un altro evento
tari, le mani tese verso il cielo e attribuirono un grande signifi- decisivo. Quattro legioni assediarono Capua,
verso gli dèi, li supplicavano di cato religioso a quest’episodio. che chiese aiuto ad Annibale. Quest’ultimo
strappare Roma dalle mani del Anche Annibale diede impor- fu costretto a scegliere se continuare a pun-
nemico». Annibale si accampò tanza a questo tipo di presagi tare su Taranto o radunare il suo esercito per
vicino all’Aniene, a circa cin- e, dubitando forse di poter con- poter prestare aiuto alla sua alleata. Per la pri-
que chilometri dalla capitale, quistare Roma, tornò sui propri
ma volta dal suo arrivo in Italia non sapeva
e mosse con duemila cavalieri passi senza cercare mai più di
verso la porta Collina. Una vol- avvicinarsi all’Urbe.
cosa fare e optò per una posizione interme-
dia: continuò l’assedio alla fortezza tarantina
mentre il suo vice, Annone, si recò a Capua,

70 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


ANFITEATRO CAPUANO. QuanDo
i romani asseDiarono capua,
alleata Di annibale, giustiZiarono
o schiaviZZarono i suoi Dirigenti.

pEtIt pALAIs / pHOtOAIsA

gEtty IMAgEs
dove fu sconfitto dai romani. La situazione giocava a favore di Annibale, che non riusciva
di Capua era disperata. Se si fosse arresa, il a procurarsi rifornimenti in una terra ostile. Il
prestigio di Annibale ne avrebbe risentito cartaginese non ebbe altra scelta che tornare
parecchio; numerose cittadine italiane, la cui sui propri passi e volgere le spalle a Capua, il
alleanza con i cartaginesi si faceva sempre cui destino era già ineluttabilmente scritto.
più precaria, avrebbero potuto propendere in La città si arrese quell’anno e le sue strade
favore di Roma. Pertanto il generale africano furono testimoni di uno dei bagni di sangue
decise di marciare fino a Capua per attirare più terrificanti di tutta la guerra. La stella di
gli assedianti romani in una battaglia cam- Annibale in Italia si eclissava e presto avrebbe
pale. Tuttavia questi non caddero nella trap- perso tutto il suo splendore. I romani strap-
pola. L’intenzione di Annibale non era tanto parono ai cartaginesi la Spagna che Asdrubale
quella di conquistare l’Urbe quanto quella abbandonò per attraversare le Alpi e riunirsi
di indurre gli assedianti romani di Capua a con suo fratello in Italia. Ma i romani lo scon-
marciare in difesa di Roma. Nella primavera fissero sulle rive del Metauro e inviarono la
del 211 a.C. il panico si impossessò nuova- sua testa ad Annibale che, resosi conto che
mente di Roma. Fabio Massimo – l’uomo non avrebbe ricevuto rinforzi da Cartagine,
che dopo Canne aveva consigliato ai romani si rifugiò nel sud Italia. Da lì marciò alla volta
di non muovere battaglia contro Annibale –, dell’Africa nel 203 a.C. per far fronte a Publio
risolse così il problema: «L’esercito che at- Cornelio Scipione, che era sbarcato nei pressi
tualmente si trova nella Città sarà sufficiente di Cartagine. Le carte in tavola erano cambia-
per la nostra difesa, poiché disporrà dell’aiu- te, e adesso erano i romani a ripagare Annibale
to di Giove e del resto degli dèi» (Tito Livio, con la sua stessa moneta.
XXVI, 8). I temporali impedirono che i nemi-
javier martíneZ-pinna e Diego peña DomíngueZ
ci iniziassero i combattimenti; il tempo non stORICI

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 71


w

1.600 cavalieri 1 l’iniziativa romana


romani, guidati
da Lucio Emilio I romani avanzano, mentre il centro cartaginese
CANNE, Paolo arretra lentamente e la cavalleria gallica e celtibera,
comandata dal generale Asdrubale,
sconfigge quella romana e inizia ad
affiancare le legioni.
LATRAPPOLA
4.800 cavalieri
6.000 cavalieri
DI ANNIBALE alleati, guidati da
galli e iberici
Gaio Terenzio
comandati da
Durante la seconda guerra punica Varrone
Asdrubale
ebbe luogo la battaglia di Canne, la
più terribile delle sconfitte di Roma. 4.000 cavalieri
Fanteria pesante
numidi, sotto
africana
Dopo esser stati battuti sul Ticino, sul la guida di
Maarbale
Trebbia e sul Trasimeno, e aver perso
La trappola
decine di migliaia di uomini, i romani di Annibale
misero insieme un formidabile A Canne Annibale lasciò
esercito composto da otto legioni libero il campo ai romani
che affrontarono Annibale nei pressi finché questi non rimasero
intrappolati in una tenaglia,
dell’Aufidus (l’attuale Ofanto) il 2 senza potersi più muovere,
agosto del 216 a.C. e furono massacrati.

Esercito romano
Esercito cartaginese
Celtiberi Frombolieri Cavalleria
delle Baleari
Forze diseguali 2 l’accerchiamento cartaginese
Gli effettivi romani ammontavano Con l’aiuto dei cavalieri di Asdrubale la cavalleria numida
approssimativamente a 86.000 uomini: circa sconfigge la cavalleria alleata e porta a termine il doppio
accerchiamento. La fanteria africana attacca le legioni alle
80.000 fanti e più o meno 6.000 cavalieri, spalle. Completamente circondati, i romani vengono annientati.
rispettivamente sotto la guida dei consoli Gaio
Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo. Dal canto
loro, i cartaginesi schierarono 60.000 effettivi: Attacco organizzato. La
cavalleria cartaginese sbucò
50.000 pedoni e 10.000 cavalieri; questi ultimi alle spalle, impedendo alle
svolsero un ruolo decisivo nello scontro. legioni di ritirarsi.

Galli
Cartaginesi

Falange mortale
Lo storico Hans Delbrück ha
Libici Numidi ipotizzato che il fronte della
fanteria romana misurasse dagli
I consoli romani 800 ai 900 metri di ampiezza e
Dei due consoli, Varrone riuscì a fuggire a cavallo avesse una profondità pari a 70
Un esercito multinazionale mentre Paolo, che all’inizio della battaglia era stato uomini. Quando quest’enorme
Annibale era partito dalla Spagna con un blocco fu assediato frontalmente
gravemente ferito da una fionda, non aveva le forze per e attaccato ai lati e alle spalle,
esercito composto da cartaginesi, libici, montare a cavallo e combatté a piedi (i soldati della migliaia di morti e feriti impedirono
celtiberi, frombolieri delle Baleari e cavalieri cavalleria smontarono di sella per combattere come lui qualunque altro movimento ai
numidi. Nel nord Italia reclutò guerrieri gallici. romani; l’ammassamento che ne
e al suo fianco), e si rifiutò di salire su un destriero che seguì gli rese impossibile usare
gli offrirono per scappare. Morì «trafitto dalle frecce». le armi per mancanza di spazio.

sOL 90 / ALBUM
Una civiltà svelata

VIAGGIO
NELLE CITTÀ
MAYA
Nel 1840 due intrepidi esploratori, lo
statunitense John Lloyd Stephens e
il britannico Frederick Catherwood,
intrapresero una spedizione nello Yucatán
che fece conoscere al mondo i favolosi
resti della civiltà maya
LA PIRAMIDE DELL’INDOVINO A UXMAL
Secondo la leggenda che narrarono a Stephens
a Uxmal, questa gigantesca piramide di 35 metri
di altezza fu costruita in una notte da un nano,
figlio di una maga, che in seguito divenne sovrano
della città. Accanto alla piramide c’è un portico
colonnato, noto come l’Edificio dell’Iguana.
dmitri alexander / getty images
N el XVI e XVII secolo i sacer-
doti e i conquistatori ave-
vano già descritto la vita e i
costumi dei maya ma, con il
passare del tempo, la storia e
i capolavori architettonici di questo popolo
mesoamericano erano caduti nell’oblio. Di
conseguenza, l’idea che si aveva dei maya a
metà del XIX secolo si basava sulle comunità
1836
Stephens conosce
Catherwood
durante uno scalo
a Londra.

1841
Esce il libro Incidents
of Travel in Central
America, Chiapas
aver pagato lo sceicco della regione, diresse i
suoi passi verso l’affascinante città di Petra.
In Egitto visitò i principali siti archeologici
grazie a un salvacondotto fornitogli dal go-
vernatore ottomano d’Egitto, Mehmet Ali.
Documentò le sue esperienze in due libri:
Incidents of Travel in Egypt, Arabia Petraea,
and the Holy Land (1837, Episodi di viaggio in
Egitto, Arabia Petrea e Terra Santa) e Incidents
indigene del sud del Messico, considerate and Yucatan. of Travel in Greece, Turkey, Russia and Poland
poco progredite. Alcuni autori arrivarono (1838, Episodi di viaggio in Grecia, Turchia,
addirittura ad affermare che i monumenti 1843 Russia e Polonia), che ricevettero un’ottima
scoperti in quelle zone erano opera di fenici, Dopo il loro secondo accoglienza da parte del pubblico.
viaggio, pubblicano
egizi o ebrei. Furono due intrepidi avven- Durante uno scalo a Londra, Stephens co-
Incidents of Travel in
turieri, un britannico e uno statunitense, a Yucatan. nobbe quello che sarebbe stato il suo com-
riportare alla luce gli straordinari edifici maya pagno di viaggio durante gli anni successivi,
nascosti nelle profondità della selva tropicale, 1852 / 1854 Frederick Catherwood, con cui entrò subito
rivelando così al mondo una civiltà di inso- Stephens muore in sintonia. Nato a Londra da una famiglia be-
spettato splendore. a New York e nestante, Catherwood parlava correntemente
John Lloyd Stephens era nato a Shrew- Catherwood in arabo, italiano e greco, leggeva perfettamente
un naufragio.
sbury, in New Jersey, ma prima che compis- l’ebraico ed era eclettico come il suo amico
se due anni la sua famiglia si era trasferita Stephens. Architetto, ingegnere e illustrato-
a New York. Dopo aver portato a termine i re, aveva preso parte a numerose spedizioni
suoi studi di diritto in Connecticut, entrò archeologiche.
nelle fila del Partito democratico e si dedicò
alla politica. Ma la sua vita ebbe una Avventura in America centrale
svolta radicale quando i medici gli Di ritorno a New York, Stephens sfruttò i suoi
raccomandarono di andare in Eu- contatti nel mondo politico per riuscire a ot-
ropa per riprendersi da una malattia tenere la nomina ad ambasciatore statuni-
respiratoria. Visitò Roma, Napoli, la tense nella Repubblica Federale del Centro
Sicilia e la Grecia, quindi prose- America. La sua vera intenzione era quella
guì per Smirne, Costantinopoli, di approfittare dell’incarico per studiare i
Odessa e Varsavia. Nel novembre resti archeologici della regione. A parti-
del 1835 raggiunse la Francia con re dalla fine del XVIII secolo erano stati
il proposito di imbarcarsi per gli esplorati alcuni siti, in particolare quel-
Stati Uniti, ma non riuscì a tro- lo di Palenque, di cui Stephens aveva let-
vare posto a causa dell’enorme to nelle opere di Antonio del Río (1787)
flusso di emigranti. e di Guillermo Dupaix (1805-1807).
Rassegnato, Stephens deci- Conosceva anche gli scritti dell’ambascia-
se di rimandare il ritorno e ne tore messicano a Parigi, Lorenzo de Zavala
approfittò per visitare il Vicino Sáenz. Stephens contattò il suo amico
Oriente. In quella che oggi è la Catherwood e lo ingaggiò per 1.500 dol-
Giordania adottò lo pseudo- lari in qualità di architetto, disegnatore
nimo di Abdel Hassis e, dopo tecnico, topografo e illustratore. La spe-
dizione fu finanziata con i proventi ot-
tenuti dalla prima opera di Stephens, nel
DIVINITÀ CELESTE IN TERRACOTTA PROVENIENTE DALL’ISOLA
DI JAINA, DI FRONTE ALLE COSTE DELLO YUCATÁN. FU RITROVATA frattempo diventata un bestseller. Il 3 ottobre
IN UNA NECROPOLI DI QUESTO PICCOLO INSEDIAMENTO MAYA. 1839 i due salparono finalmente in direzione
MUSEO NAZIONALE DI ANTROPOLOGIA, CITTÀ DEL MESSICO.
DAGLI ORTI / AURIMAGES del Belize a bordo della Mary Ann. La loro pri-

76 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


IL DIO ITZAMNÁ
raPPresentatO sU
Un ediFiCiO della
CittÀ maya di iZamal.
disegnO di FrederiCK
CatHerWOOd. 1841.
sUlla maPPa, itinerariO
segUitO da stePHens e
CatHerWOOd nei lOrO
Viaggi di esPlOraZiOne.
ma meta era Copán, nell’attuale Honduras. Per
accedervi, i due dovettero percorrere sentieri
fangosi pressoché impraticabili, sopportando
l’umidità, il calore e gli insetti, e farsi strada
nella selva a colpi di machete. Quando final-
mente poterono contemplare quelle pirami-
di, così diverse da quelle che avevano visto in
Egitto, restarono a bocca aperta. Studiarono
attentamente sculture, rilievi e incisioni, con-
vincendosi che erano opera di una civiltà in-
digena sviluppata.
Il proprietario dei terreni dov’erano situati i
resti, José María Acebedo, non voleva stranieri
in giro da quelle parti e così non gli facilitò le
cose. Stephen, lungi dal lasciarsi intimorire,
indossò il suo pomposo abito da ambasciato-
re e fece sfoggio delle sue doti diplomatiche,
convincendo Acebedo a vendergli la città per
«l’incredibile somma di cinquanta dollari».
Così, il 17 novembre 1839 ebbero inizio gli
scavi archeologici di Copán. Stephens dires-
se i lavori di sgombero mentre Catherwood,
armato di un teodolite, tracciò la pianta della
città e fece disegni di straordinaria precisio-
ne grazie all’uso di una camera lucida, un di-
spositivo ottico utilizzato dagli artisti come
DEA / ALbUM

ausilio per il disegno.

Sfida alle autorità


Mentre Stephens si recava in Guatemala per
ottenere i permessi necessari per iniziare l’e-
LA SCOPERTA DI UN
splorazione di Copán, Catherwood iniziò a MONDO DIMENTICATO
esplorare i dintorni del sito maya. Durante una
delle sue peregrinazioni scoprì Quiriguás, 50 SECONDO QUANTO racconta lo stesso statunitense nel
chilometri più a nord, dove trovò un’impres- suo libro Incidents of Travel in Central America, Chiapas and
sionante collezione di lapidi maya. Yucatan (1841), vedendo una stele di oltre quattro metri
In seguito i due ricercatori si diressero di altezza, Stephens intuì definitivamente il valore della
verso Palenque attraversando enclavi natu- cultura maya: «La visione di questo monumento inatteso
rali di grande bellezza, come il lago Atitlán, cancellò dalle nostre menti, per sempre, qualsiasi incer-
in Guatemala, per poi giungere finalmente tezza rispetto all’indole delle
a Comitán, al confine con lo stato del Chia- antichità americane. Ci diede
o l

la sicurezza che gli oggetti che


s de

pas. Lì vennero a sapere che il presidente del


ibi

Uxmal Tulum
ic

stavamo studiando non erano


e o

Messico, il generale López de Santa Anna,


M lf

interessanti solo come resti di o


ara
s

o
aveva proibito le visite alla città. Cionono- G c
un popolo sconosciuto. Quel- i
stante, proseguirono fino al villaggio di Pa-
i C

le opere d’arte dimostrava- s


lenque, nei pressi delle rovine. Al termine di no che le popolazioni che
de
s

un viaggio durissimo, dopo aver attraversato avevano abitato un tempo il


e

ar

Palenque
il fiume che divide il sito in due settori, zuppi continente americano non
M

d’acqua e divorati dalle zanzare, i due videro erano selvagge».


EOSGIS.COM

Copán
GRANDE ACROPOLI DI EDZNÁ
L’antica città maya di Edzná è situata nello stato messicano di Campeche,
nella parte occidentale della penisola dello Yucatán. Uno dei luoghi più
interessanti del sito è la Grande Acropoli, un ampio spiazzo circondato
da importanti edifici, tra cui si distingue una struttura composta da
cinque piattaforme, nota come la Piramide dei cinque piani. Stephens
e Catherwood visitarono Edzná nel corso del loro viaggio in Yucatán.
manUel COHen / aUrimages
PALAZZO DELLE MASCHERE
di KaBaH, magniFiCO
esemPiO di arCHitettUra
in stile PUUC. le masCHere
raPPresentanO CHaC, il diO
maya della PiOggia.

questi edifici venivano studiati da un punto


di vista scientifico. Dal canto suo, Stephens
individuò una serie di elementi comuni nelle
diverse città maya, affermando che molti dei
rilievi trovati contenevano complessi gero-
glifici che raccontavano una storia: questa fu
senza dubbio un’intuizione geniale se consi-
deriamo che la scrittura maya è stata decifrata
quasi completamente solo pochi decenni fa.
Stephens cercò di comprare Palenque, così
come aveva fatto con Copán, perché era inten-
zionato a trasportare i monumenti a New York
pietra per pietra per creare un grande museo
dedicato alla cultura maya. Per Palenque offrì
1.500 dollari, ma le leggi messicane non per-
mettevano agli stranieri di possedere terra a
meno che non fossero sposati con messicane.
Le solide convinzioni di Stephens riguardo al
celibato mandarono a monte l’acquisto. Così,
dopo quasi due mesi di lavoro, il primo giugno
1840 l’accampamento fu smantellato.
I due avventurieri si misero quindi in
marcia verso il Golfo del Messico, decisi a
esplorare l’antica città di Uxmal, che localiz-
zarono grazie alla rudimentale mappa che lo
stesso proprietario del terreno, il latifondi-
sta yucateco Simón Peón, aveva dato a Ste-
phens quando questi si trovava a New York.
Ma quando arrivarono a Uxmal, il 24 giugno
1840, Catherwood aveva la malaria ed era for-
bERTRAND GARDEL / GTRES
temente debilitato. I due documentarono ra-
pidamente il loro soggiorno nel sito e quindi
COPERTINA DEL LIbRO VIEwS comparire tra le cime degli alberi le splendide fecero rientro a New York.
OF ANCIENT MONUMENTS IN
CENTRAL AMERICA, CHIAPAS sommità degli edifici di Palenque, capolavori
AND YUCATAN DI CATHERwOOD.
dell’architettura maya. Nonostante il divie- Un successo letterario
CONTENENTE 25 LITOGRAFIE.
to, decisero di accamparsi lì, insediandosi in Nonostante le difficoltà, il viaggio era stato
quello che oggi conosciamo come il Palazzo. un successo. Stephens e Catherwood aveva-
La vegetazione aveva completamente rico- no riscoperto le antiche città maya di Copán,
perto gli edifici. I due ne ripulirono alcuni Kabah, Mérida, Palenque, Quiriguá, Utatlán,
tra i più interessanti, come lo stesso Palazzo, Sayil, Toniná, Topoxte e Uxmal. Inoltre, anche
di cui Catherwood immortalò i grandi bas- se non avevano visitato Tikal, nella guatemal-
sorilievi in pietra della corte principale. Nei teca foresta del Petén, avevano osservato le
suoi disegni l’inglese illustrò anche il Tem- sommità delle piramidi spuntare dalla bosca-
pio delle Iscrizioni, al cui interno si celava la glia, registrandone la posizione approssima-
tomba di Pakal il Grande, signore di Palenque tiva. A New York, Stephens ebbe finalmen-
– che sarebbe stata scoperta solo nel 1952 te stempo di ordinare il materiale raccolto e
dall’archeologo Alberto Ruz –, il Tempio del- poté pubblicare un nuovo libro, Incidents of
la Croce Fogliata e il Tempio del Sole, con le Travel in Central America, Chiapas and Yucatan
sue intricate incisioni. Era la prima volta che (Episodi di viaggio in America centrale, Chiapas
AKG / ALbUM

80 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


LA CITTÀ DI TULUM. la Piramide
el CastillO, a tUlUm, si erge sUlla
COsta CaraiBiCa. nel 1842 stePHens
e CatHerWOOd VisitarOnO QUeste
rOVine, CHe Oggi FannO Parte di
Un ParCO naZiOnale.

e Yucatán), che superò il successo ottenuto


dai precedenti. Con uno stile vivace e fre-
sco l’opera narrava le peripezie di un viag-
gio difficile ma affascinante, in un contesto
magico, popolato di città sconosciute e mi-
steriose. Stephens e Catherwood, inquieti,
decisero immediatamente di intraprende-
re un secondo viaggio in Yucatán, che pre-
pararono nei dettagli. Partirono il 9 ottobre
1841 ed esplorarono le città di Aké, Chichén
Itzá, Dzibilnocac, Itzamal, Labná, Mayapán,
Tulum e di nuovo Uxmal. Questa volta però
li accompagnava il naturalista Samuel Cabot,
che studiò la fauna locale. Il risultato fu il libro
Incidents of Travel in Yucatan (Episodi di viag-
gio in Yucatán), che conteneva 120 incisioni di
Frederick Catherwood e fu pubblicato a New
York nel 1843.

Separati dalla morte


Nel 1847 Stephens fu nominato vicepresiden-
te e direttore della Ocean Steam Navigating
Company. Nel 1850, mentre era in carica, gli
fu offerto di partecipare alla costruzione della
Panama Railway, la prima ferrovia transcon-
tinentale. Stephens chiamò Catherwood per-
ché lo sostituisse mentre era a Panamá. Fu
l’ultima volta che si videro. Stephens morì a
New York il 13 ottobre 1852. La sua morte fu
circondata da un’aura di leggenda. Si disse
che era morto sdraiato sotto un grande ceiba
(l’albero sacro dei maya) a Panamá. Sembra
che in realtà quando lo trovarono fosse solo
svenuto, e che fu trasportato a New York, do-
ve più tardi morì. Nel 1947 sulla sua lapide fu
posta una targa commemorativa con un glifo
maya in cui veniva riconosciuto come pio-
niere degli studi su questa civiltà. La morte di
Catherwood fu un evento più tragico: morì nel
naufragio dell’Arctic, la nave su cui viaggiava
da Liverpool a New York il 27 settembre 1854
e in cui perirono altri 385 passeggeri. A diffe-
renza della morte di Stephens, la scomparsa
del disegnatore che aveva immortalato le ro-
vine delle città maya ritrovate sotto il manto
KAY MAERITZ / AGE FOTOSTOCK

della selva passò praticamente inosservata


agli occhi dell’opinione pubblica dell’epoca.
isaBel BUenO
STORICA
IMMAGINI DI UN MONDO PERDUTO

vedute di
un viaggio
pionieristico
Oltre alle decine di incisioni che
realizzò come illustrazioni dei
vari libri di John Lloyd Stephens,
Frederick Catherwood pubblicò
nel 1844 Views of Ancient
Monuments in Central America,
Chiapas and Yucatan, un volume
con 25 litografie a colori, tra cui
quelle riprodotte in queste pagine.
I suoi meravigliosi disegni sono
caratterizzati dal fedele rispetto
delle proporzioni originali e dalla
precisione nei dettagli.
bRIDGEMAN / ACI

IN QUESTA LITOGRAFIA CatHerWOOd COlse il PartiCOlare


di Un FalsO arCO dell’ediFiCiO denOminatO la Casa del
gOVernatOre, nelle rOVine di Uxmal. stePHens e CatHerWOOd
VisitarOnO il sitO nel COrsO di entramBi i Viaggi in yUCatÁn.
BrOOKlyn mUseUm, neW yOrK.
LA PIRAMIDE DI KUKULKÁN,
a CHiCHÉn itZÁ, COPerta
da Una Fitta VegetaZiOne,
COsÌ COme la ViderO
stePHens e CatHerWOOd
nel 1842. litOgraFia di
FrederiCK CatHerWOOd.
AKG / ALbUM

UNA VISTA IMPONENTE

Chichén Itzá
Martedì 15 marzo 1842, nel corso del visitarono le rovine che «erano davvero
loro secondo emozionante viaggio in magnifiche […], in direzione sud-est si
Yucatán, John Lloyd Stephens e Frederick staglia “el Castillo”, il primo edificio che
Catherwood giunsero finalmente abbiamo scorto nonché il meglio visibile
alle impressionanti rovine di Chichén da qualsiasi punto della pianura […] Il
Itzá, situate all’interno della tenuta di tumulo, dall’aspetto solido, misura 75
Juan Sosa. L’ambasciatore Stephens piedi dalla base fino al vertice. Sul lato
scriveva: «Alle quattro di pomeriggio ovest c’è una scalinata di 37 piedi di
lasciammo Pisté e ben presto vedemmo larghezza; e a nord, un’altra di 45 piedi,
il castello di Chichén torreggiare sulla composta da 90 gradini. Alla base di
pianura. In mezz’ora raggiungemmo le questa […] ci sono due gigantesche
rovine di questa antica città […] uno teste di serpenti lunghe dieci piedi, con
spettacolo che suscitò la nostra più le fauci aperte e la lingua fuori. Dovevano
viva ammirazione». Essendo ormai sicuramente essere gli emblemi di
prossimo il tramonto, chiesero ospitalità qualche credenza religiosa, destinati a
presso la tenuta. Al mattino seguente suscitare un sacro sentimento di terrore».
IMMAGINI DI UN MONDO PERDUTO QUESTA LITOGRAFIA
di CatHerWOOd mOstra
la Parte POsteriOre
di Una mOnUmentale
stele sCOPerta a COPÁn.
neWBerry liBrary,
CHiCagO.
Uig / alBUm
ROVINE IN VENDITA

Copán
Il primo incontro di Stephens e
Catherwood con una città maya
avvenne a Copán, al termine di un
viaggio molto duro. Dopo essersi
fatti strada nella selva a colpi di
machete, i due videro i resti di un
antico insediamento, ormai ricoperto
di vegetazione. Subito notarono
quella che Stephens definì una
colonna di pietra, e che in realtà era
una bellissima stele con l’immagine
di quella che ritennero essere una
donna. Oggi possiamo leggere nei
glifi incisi sulla stele che l’effigie
rappresentava uno dei sovrani più
famosi di Copán: Waxaklajun Ub’aah
K’awiil, rappresentato come dio del
mais. Stephens seppe riconoscere che
quei disegni incisi nella pietra erano
glifi, che Catherwood illustrò con
grande precisione. Stephens negoziò
l’acquisto del sito con il proprietario
del terreno, José María de Acebedo.
«Ho pagato Copán 50 dollari. Non è
stato necessario trattare sul prezzo».
UNA PIRAMIDE riCOPerta di
VegetaZiOne e Frammenti
di sCUltUre a COPÁn.
CatHerWOOd. neWBerry
liBrary, CHiCagO.
Uig / alBUm
IMMAGINI DI UN MONDO PERDUTO

PANORAMICA DI PALENQUE.
litOgraFia realiZZata da
FrederiCK CatHerWOOd.
neWBerry liBrary, CHiCagO.
Uig / alBUm
UNA CITTÀ SEPOLTA DALLA SELVA

Palenque
Questa evocativa immagine, disegnata aveva appreso questo metodo
da Frederick Catherwood durante durante il suo soggiorno ad Atene
la sua permanenza a Palenque e pensava di esporre i calchi a New
nel 1840, mostra il Tempio delle York. Ma gli indigeni si opposero con
Iscrizioni e il Palazzo ricoperti dalla veemenza all’idea e Catherwood
fitta vegetazione che tanto rese dovette desistere. Passarono la notte
difficile il lavoro dell’illustratore. nel Palazzo, «un grande edificio
Come avevano fatto con Copán, i due riccamente decorato con eleganti
avventurieri cercarono di comprare stucchi». Attaccarono le amache in
Palenque per poter lavorare con calma, completa solitudine, dato che «gli
ma questa volta non ci riuscirono. indios superstiziosi avevano paura a
Così, per accelerare il processo, restare di notte tra le rovine». Furono
Catherwood assunse Henry Pawling letteralmente divorati dalle zanzare,
perché facesse dei calchi in gesso che non gli risparmiarono punture
dei pezzi di Palenque. Catherwood in nessuna zona del corpo.
IMMAGINI DI UN MONDO PERDUTO

PROBLEMI DI SALUTE

Uxmal
In un caldo giorno d’estate del 1840
arrivarono a Uxmal «a mezzogiorno
e mezzo sotto un sole cocente». Ciò
costrinse Catherwood, molto debilitato, a
«rientrare alla tenuta», mentre Stephens
proseguì: «Con mia grande sorpresa,
mi ritrovai davanti a un grande campo
aperto, ricoperto di cumuli di rovine,
vasti edifici su piattaforme e strutture
piramidali, grandi e ben conservati,
riccamente decorati, completamente
liberi dagli arbusti e davvero pittoreschi,
quasi quanto le rovine di Tebe [in
Egitto]. Al mio ritorno, ne feci un tale
resoconto al signor Catherwood che
questi, senza muoversi dall’amaca,
esausto e scoraggiato mi disse che
stavo esagerando. Al mattino seguente
vi ritornammo molto presto, ed egli
dichiarò che la realtà superava la mia
descrizione. Il luogo di cui parlo doveva
indubbiamente essere stato una grande
città, popolosa e altamente civilizzata,
ma il lettore non ne troverà menzione
in alcun libro di storia».
IL QUADRILATERO delle
mOnaCHe, a Uxmal, È Un grande
COmPlessO arCHitettOniCO
CHe CatHerWOOd illUstrÒ
ParZialmente in QUesta stamPa.
Uig / alBUm
IMMAGINI DI UN MONDO PERDUTO

UNO STILE SORPRENDENTE

Kabah
L’8 gennaio del 1841, tra Mérida e
Chichén Itzá, Stephens e Catherwood
trovarono «un ampio campo di rovine»
che oggi conosciamo come il percorso
puuc, un’area costellata di antichi
insediamenti caratterizzati dallo
stesso stile architettonico, un’intricata
decorazione di mascheroni e gelosie
di pietra. Tra questi si trovava la città di
Kabah, i cui edifici strapparono ai due
avventurieri «un’esclamazione di sorpresa
e ammirazione». Soprattutto gli interni,
che erano a compartimenti: «Ci si presentò
davanti una scena totalmente nuova. La
sala è costituita da due stanze parallele,
messe in comunicazione da una porta al
centro. Il pavimento di questo vano interno
è sopraelevato e lo si raggiunge tramite due
gradini intagliati in un’unica pietra, il primo
dei quali raffigura un rotolo di carta. Il primo
giorno abbiamo mangiato qui, in ricordo
del precedente proprietario di questo
edificio e, dato che nelle sue terre l’acqua
scarseggiava, la facemmo portare dai pozzi
di Nohcacab [una località nelle vicinanze]».

UN FALSO ARCO e altri


elementi deCOratiVi, COme
Una masCHera del diO CHaC,
in PrimO PianO, deCOranO
QUesta stanZa a KaBaH.
litOgraFia di CatHerWOOd.
UIG / ALbUM
LA BELLEZZA DI UN ARCO

Labná
Durante il loro secondo viaggio in
Yucatán, nel 1841, gli avventurieri
Stephens e Catherwood visitarono
anche Labná, un’enclave così nascosta
che neppure gli abitanti della zona
ne conoscevano l’esistenza. Scrive
Stephens: «Arrivammo al sito delle
rovine. Pur con tutto quello che
avevamo visto in precedenza, quel
luogo ci riempì di ammirazione e di
stupore […] Da quando eravamo in
Yucatán non avevamo ancora trovato
niente di più impressionante di quei
resti […]». Subito furono colpiti da «un
arco davvero notevole per la bellezza
delle sue proporzioni e la grazia
delle decorazioni […]. Sulla parete
posteriore si apriva una porta ben
proporzionata e ancor più riccamente
decorata di qualsiasi altra parte della
struttura». In soli tre giorni i braccianti
ripulirono la zona ricoperta dalla fitta
vegetazione accumulatasi nei secoli,
e Catherwood poté finalmente ritrarre
l’arco in tutto il suo splendore.

VISTA DELL’ARCO di laBnÁ,


riPUlitO Per OPera dei
BraCCianti di stePHens
e CatHerWOOd dalla
VegetaZiOne CHe lO
riCOPriVa.
Uig / alBUm
I CARATTERI MOBILI DI GUTENBERG
La grande innovazione della sua officina
furono questi piccoli blocchi metallici,
ciascuno con un carattere inciso in
rilievo, a rovescio. Erano al centro
del processo di stampa.
ferrantraite / getty images

La rivoluzione delle lettere metalliche

GUTENBERG
Verso il 1450 un artigiano tedesco inventò un metodo
per fabbricare lettere o tipi metallici con cui si potevano
stampare migliaia di testi identici. Un’invenzione geniale
che avrebbe cambiato il corso della storia dell’Occidente
bridGeman / aCi

L’
UNA LOCALITÀ Europa medievale si sviluppò grazie identici. Di Gutenberg non sappiamo mol-
SUL RENO alle armi, alle scoperte geografiche to. Sono rimasti solo 36 documenti della sua
Gutenberg e alla diffusione di ogni sorta di te- epoca in cui figura il suo nome.
apparteneva a sto stampato. La nascita della stam- Il suo primo ritratto conosciuto, imitato
un’importante
famiglia di Magonza, pa a caratteri mobili in Occidente fino ai nostri giorni, fu fatto più di cent’anni
un fiorente centro avvenne a metà del XV secolo, tra Magonza dopo la sua morte. In questa incisione, del
commerciale. Sopra, e Strasburgo. L’invenzione dei tipi metallici 1584, Gutenberg sfoggia una folta barba che
un’incisione di è attribuita a Johann Gensfleisch zur Laden, probabilmente non aveva. Sono giunte a noi
Franz Hogenberg
pubblicata nel 1572. meglio noto come Gutenberg, dal nome del- anche una serie di stampe del XV secolo at-
la casa di Magonza (“Höfe zum Gutenberg”) tribuite alla sua officina, tra cui si segnala la
dov’era nato attorno al 1394. Bibbia a 42 linee, l’opera per cui viene conside-
La novità di sostituire la penna per scrivere rato uno dei migliori tipografi della sua epoca.
con quei piccoli tipi o caratteri metallici riu- Sulla sua vita e la sua invenzione si sono
tilizzabili semplificò la riproduzione di testi fatte molte ipotesi. Ciò è dovuto in parte al

1394/1399 1434-1444 1455


c r o n o lo g I a
Johann Gutenberg nasce a Esiliato da Magonza per Nell’officina di Magonza si
LA Magonza, nel sud-ovest della
Germania, in una ricca famiglia
dispute politiche, si trasferisce
nel nord-est della Francia, a
stampa la Bibbia a 42 linee, la
sua opera principale. Dopo lo
GENIALITÀ di commercianti. Non si conosce Strasburgo, dove si associa scioglimento della sua società
DI UN l’anno esatto della sua nascita: con artigiani locali in varie attività con Fust, attraversa difficoltà
alcuni indicano come date più e sperimenta lo sviluppo delle economiche e si dedica alla
ARTIGIANO probabili il 1394 o il 1399. sue innovazioni. produzione di opere minori.
Prima edizione stampata in italia del de oratore di CiCerone. subiaCo. 1465.
94 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC
fatto che non ha lasciato quasi nulla di scritto l’oreficeria, che più tardi avrebbe ap-
in merito alla sua creazione, probabilmente per plicato alla sua invenzione.
proteggere le innovative tecniche di“scrittura Secondo un documento dell’e-
artificiale” da lui sviluppate. poca, fu uno dei cittadini espulsi
da Magonza nel 1429 a causa di
Tra Magonza e Strasburgo disordini politici.
Gutenberg faceva parte di una famiglia altolo- Le sue tracce si perdono finché Primo riTraTTo di
cata di Magonza che aveva proprietà terriere, non lo ritroviamo a Strasburgo GutenberG. eseGuito
da andrÉ tHeVet
attività tessili e incarichi nell’amministra- tra il 1434 e il 1444. Il suo no- nel 1584, per il suo
libro suGli uomini
zione municipale. Suo padre era stato un im- me appare in diversi testi: accordi illustri. È frutto
portante commerciante che aveva collaborato commerciali, debiti in sospeso, pro- dell’immaGinaZione
dell’autore.
alla gestione della zecca della città, ma poco cedimenti giudiziari e nella rottura bpK / sCala, firenZe

sappiamo dell’educazione e degli interessi di una promessa di matri-


del giovane Gutenberg e dei suoi legami con monio con Ennelin zu

1468
Muore il 26 febbraio, dopo aver
trascorso gli ultimi anni sotto la
protezione dell’arcivescovo di
Magonza. Viene sepolto nella
chiesa dei francescani di questa
città, distrutta solo pochi anni
dopo, nel 1472.
biblioteCa anGeliCa / ministry for arts
and Culture and tourism. roma.
la TIPograFIa cInESE

I pIOnIeRI DellA
STAMpA In ASIA

A
partire almeno dall’VIII secolo, una delle tec-
niche più comuni per produrre libri in Asia era
la xilografia. I testi e le immagini erano incisi in
rilievo su una tavoletta di legno (in greco, xylon),
che veniva cosparsa di inchiostro e quindi stampata su
fogli di carta o seta delle dimensioni della tavoletta stessa,
per sfregamento o tramite una pressa. Ciò permetteva di
ottenere molteplici copie. Il che contribuì alla diffusio-
Sutra del Diamante, dell’868 ne di questi libri. I coreani
d.C., è il libro stampato più sperimentarono i caratteri
antico che sia giunto fino a mobili metallici a partire dal
noi. A partire dal XII secolo XIII secolo. Nel 1377, quasi
si iniziarono a sperimentare 80 anni prima della Bibbia
stampe a caratteri mobili in di Gutenberg, nel tempio
ceramica e legno. Considera- di Heungdeok fu stampato
to il gran numero di caratteri il primo libro di questo tipo
della scrittura cinese, era ne- che sia sopravvissuto: il Jikji,
cessario fabbricare migliaia di una raccolta di insegnamenti
tipi, il che richiedeva enormi dei grandi sacerdoti. Tuttavia
PaGina di Un LiBro investimenti. Ma in Corea si la stampa a caratteri mobili
XiLOgrafiCO COn Una
PregHiera a BUDDa. sviluppò un sistema sem- non ebbe troppo successo
X seCOLO. plificato di scrittura cinese e finì per scomparire.

tHierry olliVier / rmn-Grand palais

STAMPA IN LEGNO der Iserin, una nobile locale. Grazie a questi e della fusione dei metalli. Ci è pervenuto un
Sotto, un carattere documenti sappiamo che aveva intrapreso interessante contratto in cui compare il suo
di stampa varie attività in associazione con altri artigiani, nome, dove si allude a una tecnica per la ripro-
proveniente da
Dunhuang, in Cina,
come il taglio di pietre preziose e la produzione duzione di libri, ma non sono rimaste tracce
che risale a un di specchietti che i pellegrini si fissavano sui di stampe da lui realizzate, né sembra che gli
periodo tra la fine del copricapi per osservare la benedizione delle artigiani che collaborarono con lui in quella
XIII secolo e l’inizio reliquie ad Aquisgrana. città si fossero dedicati in seguito alla stampa.
del XIV. Fa parte di un In quel periodo tra gli artigiani europei erano
insieme di novecento
in corso vari esperimenti paralleli per la scrit- Nell’officina di Magonza
blocchi per la stampa
in caratteri uiguri. tura meccanica di testi. I progressi di questi Attorno al 1448, dopo la morte di suo fratel-
Musée Guimet, primi stampatori erano generalmente avvolti lo Friele, Gutenberg tornò a Magonza, dove
Parigi. dal segreto: in un documento di Avignone è stabilì la sua officina. Tra il 1450 e 1452, il
specificato come un fabbro si fosse im- finanziere Johann Fust, proveniente da un’a-
pegnato per contratto a non rivelare il giata famiglia di orafi, gli concesse due pre-
procedimento di“scrittura mecca- stiti. Nel contratto relativo al secondo, Fust
nica” cui aveva collaborato. appare come socio dell’impresa comune re-
Anche Gutenberg cercò di tene- lativa alla “attività dei libri”. Gli esperti con-
matHieu raVauX / rmn-Grand palais

re nascoste le sue incipienti inizia- cordano sul fatto che si tratti del contratto per
tive, che fossero legate al processo di la stampa della cosiddetta Bibbia a 42 linee.
produzione dei tipi o a esperimenti A questa stampa avrebbe partecipato anche
di metallurgia. Peter Schoeffer, un ex copista riconvertito in
A Strasburgo Gutenberg entrò in stampatore, cui alcuni studiosi attribuiscono
contatto con degli orafi che padroneggia- il disegno dei tipi gotici utilizzati in questo li-
vano le tecniche di elaborazione dei punzoni bro. Nel 1455 il vescovo e umanista Enea Silvio

96 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


STRASBURGO
Gutenberg visse dieci anni in questa
città, dove avviò varie attività in
associazione con altri artigiani per
l’intaglio di pietre preziose o la vendita
di specchi ai pellegrini. Nell’immagine,
il quartiere Petite France.

traumliCHtfabriK / Getty imaGes

Piccolomini (futuro papa Pio II) dichiarò che LAVORI DI caratteri finanziati da Fust. Ma non si tratta
esistevano 180 esemplari di tale Bibbia. Ciò SOPRAVVIVENZA che di ipotesi, basate sugli scarsi frammenti
che aveva visto erano i quaderni di prove che Nell’officina di conservati di questi testi e sull’azione legale
Gutenberg furono
Gutenberg e Fust avevano presentato alla fiera intentata da Fust contro Gutenberg.
stampate varie
di Francoforte per trovare clienti, con note- opere minori, che
vole successo. La perfezione di queste prove furono all’origine
Espropriato dal socio
aveva generato grande aspettativa tra studiosi delle dispute con Nel 1455 scoppiò una disputa tra i due col-
e collezionisti dell’epoca. il suo socio. Sotto, leghi. Il socio accusò Gutenberg di usare
un calendario con
La Bibbia a 42 linee fu il testo più importante caratteri tipografici parte dei soldi della compagnia per finanzia-
prodotto a Magonza, ma non il primo. Tra il 1452 usati da Gutenberg. re altre iniziative, estranee al contratto che
e il 1458 furono stampati altri testi avevano firmato, come la stampa di
di minor qualità, come un calenda- quei libri minori. Fust chiese la re-
rio o la grammatica latina di Donato, stituzione del capitale prestato con
molto popolare tra gli studenti che gli interessi, 2.020 fiorini in totale,
volevano imparare quella lingua. una somma che Gutenberg non era
Si trattava di libretti facili da in grado di rimborsare.
vendere, stampati in una tipografia Questo consentì a Fust di appro-
gotica diversa da quella usata nella priarsi del materiale della tipografia
Bibbia a 42 linee. e degli esemplari appena stampati
Probabilmente, Gutenberg uti- della Bibbia, che avrebbe potuto poi
lizzò per questi lavori i tipi con vendere per proprio conto.
cui aveva testato la sua invenzio- Oltre ai libretti, alla base della rot-
ne, mentre per la Bibbia a 42 linee tura c’erano altre questioni, come i
riservava i nuovi e più eleganti formulari per le indulgenze – docu-
aKG / album

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 97


COME SI FABBRICA UNA LETTERA
Per creare i caratteri mobili, l’artigiano doveva conoscere le leghe metalliche e dominare

Un lavoro artigianale
1 La produzione dei caratteri mobili era
un compito di estrema precisione, simile
all’oreficeria, un mestiere che Gutenberg
conosceva molto bene. Il processo prendeva
Da sinistra a Destra: avvio con l’incisione di un carattere in rilievo
GUTenBerG COntemPLa i sUOi (lettera o segno di punteggiatura) a rovescio,
Caratteri mOBiLi. OLiO Di
Jean-antOine LaUrent. 1830. sull’estremità di un punzone d’acciaio.
mUsÉe De grenOBLe.
PUnzone deLLa LeTTera “m”.
tiPO CreatO neL XViii seCOLO 2 Successivamente il punzone veniva
DUrante iL regnO Di LUigi XV. battuto con un martello su un blocco di
maTriCi Per La fUsiOne Di metallo più morbido, generalmente rame,
Caratteri mOBiLi garamOnD,
tiPO CreatO neL XVi seCOLO. e si colpiva l’altro estremo con un martello
CaraTTeri moBiLi fUsi e PrOnti per incidere l’immagine della lettera. Questa
Per essere POrtati in tiPOgrafia. incisione prodotta nel rame costituiva lo
diSPoSizione Dei tiPi in stampo, detto matrice, che aveva la forma
COmPOsitOi. inCisiOne DeL
XViii seCOLO. della lettera, in questo caso dritta.
METALLICA
la tecnica di fabbricazione dei punzoni

2 3

DA SINISTRA A DESTRA: Josse / sCala, firenZe; aKG / album; aKG / album; desiGn piCs / aGe fotostoCK; GranGer / aurimaGes
3 La matrice si collocava sotto uno stampo
regolabile, detto forma, tramite cui si
introduceva il metallo fuso. Quando la lega
si raffreddava, si ritirava lo stampo e il tipo
metallico era pronto: un’immagine del segno Tipi
in rilievo, al rovescio, che poteva venire
trasferita su carta. Così si producevano
centinaia di caratteri mobili identici.

4 I tipi venivano disposti (combinando Compositoio


maiuscole, minuscole, corsivi, spazi, segni
di punteggiatura) nel compositoio, uno Testo composto
strumento per comporre le linee che venivano
poi deposte su uno stampo della pagina
scritto a rovescio. Le pagine erano inserite
nella pressa, inchiostrate e quindi stampate.

4
Materiale. Gutenberg utilizzava carta
di due qualità e metteva i fogli migliori
al principio e alla fine di ogni fascicolo.
Alcune Bibbie furono stampate su
pergamene in pelle di vitello.

linee. Il testo contiene due colonne


di 42 linee per pagina. Questo
numero permise d’identificare
l’edizione, anche se alcune pagine
erano di 40 oppure di 41 linee.

aKG / album

LA BIBBIA DI Inchiostro. Le analisi chimiche


hanno svelato 294 preparazioni. I tipi
sono neri con intestazioni in rosso.

GUTENBERG Alcuni esemplari sono adornati con


decorazioni multicolore.

Gutenberg stampò nella sua officina circa


180 esemplari della Bibbia a 42 linee, 49
dei quali sono arrivati fino a noi, spesso
incompleti. Un’analisi dettagliata di queste lavoro. Si calcola che servirono 390
copie ha permesso agli esperti di conoscere giorni per stampare tutti gli esemplari.
Nell’officina lavoravano almeno sei
la genesi e l’evoluzione del lavoro nella compositori che anni dopo sarebbero
tipografia di Magonza. diventati stampatori.

LA PRESSA menti con cui la Chiesa condonava i castighi legale comportò la rottura dell’accordo e la
DI MAGONZA da scontare per la remissione dei peccati in divisione dei materiali della tipografia.
Ricostruzione di cambio di una donazione in contanti – stam- Fust e Schoeffer, che nel 1462 aveva spo-
una pressa del XVI
secolo simile a quella pati tra la fine del 1454 e l’inizio del 1455 a sato la figlia del socio di Gutenberg, si asso-
di Gutenberg. Musée Magonza. Per alcune di queste stampe si uti- ciarono a loro volta e si tennero il materiale
de l’Imprimerie, lizzarono i caratteri gotici di migliore: pubblicarono a caro prezzo varie
Lione. libri minori, come l’opera opere in gran formato, con iniziali ornamen-
di Donato, mentre per altre tali e stampa a due colori.
quelli più elaborati della Bib-
bia a 42 linee. Continui problemi di liquidità
Tutto fa pensare che i li- Negli anni successivi al processo un’altra
bretti e le indulgenze – che officina di Magonza iniziò a usare i carat-
fruttavano lauti introiti – teri più semplici che erano stati utilizzati
fossero stati stampati da nel Donato.
Gutenberg nella sua Si ritiene che fu lo stesso Gutenberg ad
officina. Potrebbe aprire questo nuovo laboratorio, che conti-
essere stato questo nuò a pubblicare libretti popolari e stampe
il fattore scatenante di indulgenze.
della disputa tra i due Tuttavia, nel 1458 Gutenberg ebbe nuovi
soci, ma non è chiaro problemi di liquidità, un fatto molto comune
se in quel momento tra gli stampatori dell’epoca. A un certo punto
la separazione fos- smise di pagare gli interessi sui prestiti e fu
Josse / sCala, firenZe

se già avvenuta. In costretto a chiudere l’officina di Magonza.


ogni caso, l’azione Due anni dopo, uno stampatore di Bamberga
tHe morGan library / art resourCe / sCala, firenZe

di nome Albrecht Pfister pubblicò una Bibbia di Gutenberg, impedendogli probabilmente EDIZIONI
a 36 linee, con caratteri mobili chiaramente di finire in prigione per debiti. DI LUSSO
ispirati a quelli creati nell’officina di Guten- Le Bibbie in
berg. Quest’ultimo ebbe un ruolo di qualche Oltre i confini pergamena erano
riccamente decorate.
tipo nell’iniziativa? Ancora una volta, è dif- Alla sua morte, nel 1468, la stampa aveva la- Sopra, esemplare
ficile saperlo con certezza. sciato Magonza per diffondersi in Germania della Morgan Library
L’unica cosa sicura è che l’inventore della e nel resto d’Europa. Quasi mezzo secolo più & Museum, New
York. A sinistra,
stampa e Pfister si conoscevano. Il dato non tardi, in una tipografia dove si stampava il Don
un volume della
stupisce visto che la maggior parte degli stam- Chisciotte si ritroverà praticamente la stessa Staatsbibliothek,
patori professionisti dell’epoca si erano for- atmosfera che si respirava nel locale creato Berlino.
mati proprio nell’officina del pioniere della da Gutenberg nella sua città natale. La pressa
tipografia a Magonza. garantiva fama agli autori mentre l’odore di
I documenti di quel periodo presentano inchiostro e i fogli appesi ad asciugare erano i
Gutenberg come un personaggio con proble- segni identificativi dei centri dove si stampa-
mi di liquidità, che chiedeva prestiti a orafi, vano i libri. L’avventura di Gutenberg entrò a
commercianti e soci. far parte della modernità. Al punto che Francis
Ciononostante, poté sempre contare Bacon, nel suo capolavoro Novum Organum,
sull’appoggio della sua facoltosa famiglia, pubblicato nel 1620, dichiarò che la stampa
che gli fece ottenere i favori dell’arcivescovo era una delle invenzioni che, insieme alla pol-
di Magonza. vere da sparo e alla bussola, aveva cambiato
Il religioso lo ammise alla sua corte nel 1465, «l’apparenza e lo stato del mondo intero».
offrendogli una pensione annuale, cibo, vino
e vestiti, oltre all’esenzione da alcune tasse. PeDrO rUeDa ramÍreZ
professore de biblioteConomia e doCumentaZione.
Questo migliorò le condizioni economiche uniVersitÀ di barCellona

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 101


UNA TIPOGRAFIA DEL
La produzione di un libro richiedeva lavoratori specializzati, come compositori,

2
BianCHetti / Leemage / Prisma arCHiVO
RINASCIMENTO
correttori o torcolieri che azionavano la pressa

Dal manoscritto al libro stampato


Questa incisione di Jan van der Straet [detto Giovanni Stradano] mostra il
lavoro di una tipografia verso il 1600. Il maestro dell’officina 1 consegnava
il manoscritto al compositore 2, che lo copiava lettera per lettera mettendo
i tipi nel compositoio, con cui componeva le linee che poi deponeva nel
vantaggio, uno stampo della pagina scritto a rovescio che andava impresso da
sinistra a destra. Il battitore 3 preparava l’inchiostro e lo distribuiva in modo
omogeneo sulla forma, già inserita nella pressa, tramite dei tamponi di cuoio.
Il correttore 4 rivedeva la prima prova per trovare errori di stampa. Una volta
corretto il testo, il torcoliere 5 collocava la carta nella macchina e azionava la
barra per imprimere i fogli. Infine, l’apprendista 6, che collaborava a tutto il
processo, appendeva i fogli ad asciugare e li fascicolava una volta pronti.
CHEROKEE
La vita dei cherokee iniziò a cambiare dopo l’incontro con gli
europei. La loro è una storia di resistenza e adattamenti straordinari:
lottarono per preservare la propria cultura e indipendenza,
adottando allo stesso tempo i costumi occidentali
Intorno al 1540
l’esploratore spagnolo
Hernando de Soto penetrò
nelle terre dei cherokee. Fu il
primo europeo a incontrarli.
Si è pensato a lungo che
fossero stati questi nativi
americani a costruire i
grossi tumuli ritrovati
nel loro territorio, ma ora
quest’ipotesi è ritenuta
improbabile.
JOHN BERKEY / NGS

lla fine del XVII secolo i commercianti inglesi e scozzesi si


avventuravano ormai regolarmente nelle quasi inesplorate
zone interne del sud dell’America settentrionale. Alcuni
di loro iniziarono a commerciare con un particolare grup-
po di nativi americani che chiamavano cherokee. Non si trattava di
una nazione indiana politicamente centralizzata, ma di circa 20mila
persone che vivevano sparse in una settantina di villaggi tra le mon-
tagne e le valli degli Appalachi meridionali.
I cherokee non erano accomunati da un’identità nazionale, ma da
relazioni di parentela, una credenza nelle origini comuni, un insieme
di dialetti, un impegno verso istituzioni sociali e concetti specifici e
una particolare concezione spirituale dell’universo. I commercianti
che iniziavano a far sentire la loro presenza in terra cherokee lascia-
c r o n o lo g I a

Il Sentiero
delle
Lacrime
1540
La spedizione di Hernando
de Soto penetra in territorio
cherokee. È probabilmente il
primo incontro di questa tribù
con gli europei.

1700 CIRCA
Gli europei intraprendono
spedizioni in territorio
cherokee. Portano nuove
merci, una nuova religione
e nuove terribili malattie.

1721-1819
Con 35 cessioni, i cherokee
perdono quasi tutto il loro
territorio tradizionale in favore
della Gran Bretagna, delle sue
colonie e poi degli Stati Uniti.

1785
Con il trattato di Hopewell,
i cherokee si pongono sotto Un VIllaGGIo rono affascinanti descrizioni dei modi di vita
la protezione degli Stati Uniti. nato PEr di questa tribù e di come cercò di adattarsi al
DIFEnDErSI
Sono spinti ad adottare uno nuovo mondo portato dagli europei. Secondo
stile di vita anglo-americano. Un inglese descrisse
Chota come da un la loro cosmologia, l’Ani-Yun-wiya – o Popolo
lato circondata da Principale, espressione con cui si riferivano a
1808-28 un dirupo e, dagli sé stessi –, viveva al centro di un universo spi-
I cherokee adottano un altri, «da una bassa ritualmente attivo che consisteva in tre livelli.
sistema legislativo bicamerale, boscaglia in mezzo
alla quale svettano Il regno degli esseri umani era un disco piatto
uno giudiziario, un corpus
giuridico scritto e una strutture difensive che galleggiava sulla superficie di una grande
costituzione repubblicana. alte quattro metri». massa d’acqua. Sopra la terra c’era il mondo
superiore, dimora degli spiriti benevoli e luo-
go di armonia e purezza. Sotto terra si trovava
1835
Una fazione firma un trattato il mondo della fertilità, del cambiamento e
che condanna la nazione alla del pericolo. Da questo territorio sotterraneo
deportazione. Nel 1838-39 di sorgenti, laghi, fiumi e grotte potevano a
i cherokee emigrano nel volte emergere mostri ed esseri enigmatici.
territorio indiano..
Ogni cherokee doveva svolgere la sua parte
per mantenere la stabilità tra questi tre mondi
1840-50 tramite rituali e istituzioni pensati per preser-
I cherokee risolvono le vare o ripristinare l’equilibrio. Si riteneva che
divergenze politiche interne,
ripristinano le loro istituzioni la disarmonia potesse attirare terribili conse-
e ristabiliscono il loro status guenze dal mondo spirituale. Un simile senso
di nazione separata e sovrana. di responsabilità si estendeva anche all’am-
GENTILE CONCESSIONE DEL NORMAN B. LEVENTHAL MAP CENTER,
BOSTON PUBLIC LIBRARY / RICHARD H. BROWN COLLECTION. biente. Mentre gli europei consideravano il

106 storica national geographic


lE GrEat Smoky moUntaIn
fanno parte degli Appalachi e
sorgono sull’attuale confine tra
Tennessee e Carolina del Nord.
Nel XVI secolo si trovavano nel
cuore del territorio cherokee.

DAVE KUEBLER / GETTY IMAGES

territorio qualcosa da dominare e sfruttare, i sette clan esistenti. L’appartenenza al clan e LA CERIMONIA
cherokee applicavano la loro etica sociale di i diritti alla proprietà si trasmettevano ai di- ANNUALE DEL
MAIS VERDE
equilibrio e armonia anche alla natura. Que- scendenti per via materna. I cherokee erano
Al primo raccolto
sto non significa che non la modificassero, e esogami: gli individui dovevano sposarsi al di di mais si faceva
in alcuni casi distruggessero – abbattevano fuori del proprio clan per non violare il grave una grande festa.
e bruciavano alberi per fare spazio a nuovi tabù dell’incesto. Anche se gli uomini e le Prima del banchetto
campi di mais. Piuttosto, ritenevano di essere donne erano teoricamente liberi di sposare si accendeva un
fuoco sacro, gli spazi
parte del ciclo naturale del cambiamento e di chi volevano, raramente lo facevano senza pubblici venivano
avere un ruolo nel mantenere l’equilibrio. La consultarsi prima con il clan. Gli anziani re- puliti, gli errori
terra era proprietà comune: i campi del singolo golavano le controversie tra i familiari, men- perdonati e l’armonia
appartenevano alla comunità e quelli della co- tre il consiglio del villaggio si occupava dei sociale restaurata.
munità erano a disposizione di chi li volesse conflitti tra membri di clan diversi. Se una
utilizzare. Una famiglia poteva costruire una disputa provocava la morte di qualcuno, la
casa su qualsiasi terreno non usato da altri e, forma ricorrente di ripristinare la pace era la
da quel momento, aveva diritti su ciò che vi vendetta di sangue. Questa pratica conside-
si edificava. Una volta abbandonata, la terra rava l’uccisione di un individuo, intenzionale
RICHARD A. COOKE / CORBIS / GETTY IMAGES

tornava alla comunità, disponibile per la fa- o accidentale, un’offesa al clan della vittima,
miglia successiva. che aveva quindi il diritto legale di uccide-
La società era strutturata intorno a due for- re, per ritorsione, il responsabile o un altro
me base di organizzazione sociale: il clan e il membro del clan di questi. La vendetta di san-
sistema di discendenza matrilineare. Il clan gue aveva anche un valore spirituale: l’anima
era una relazione di parentela che traeva ori- del defunto, non potendo entrare nel mondo
gine da un antenato comune, in un passato degli spiriti, avrebbe continuato a persegui-
lontano. Ogni individuo era affiliato a uno dei tare i vivi fino a che non fosse stata vendicata.

storica national geographic 107


Le questioni che riguardavano tutta la co- LA GUERRA guerrieri veterani, il “consiglio rosso”. A dif-
munità ricadevano sotto la responsabilità del FA L’UOMO ferenza degli stati-nazione europei, i cherokee
consiglio del villaggio, che era composto da Le armi preferite erano non combattevano per l’espansione territo-
i tomahawk (sotto).
tutta la popolazione adulta, uomini e don- Nel 1761 un europeo riale, l’acquisizione di ricchezze o la risolu-
ne. Le riunioni del consiglio miravano a rag- scrisse: «La guerra zione delle dispute religiose. Spesso le loro
giungere un consenso al termine di un lungo è il principale officio guerre cominciavano quando i giovani erano
periodo di discussione. I gruppi con maggior e l’ambizione più alla ricerca di un segno di distinzione sociale;
influenza erano i capi spirituali della comuni- grande è distinguersi le vittime provocate generavano vendette di
militarmente. I giovani
tà, gli anziani del clan e i “beneamati”, ovvero non sono considerati sangue che conducevano a lunghissime guerre
uomini e donne che si erano distinti per le uomini finché non di ritorsione. Quando le tribù decidevano di
abilità, il carisma, i successi e la saggezza. Il uccidono o catturano fare la pace, i negoziati venivano condotti dal
consiglio era responsabile dell’amministra- un nemico». consiglio civile, o“consiglio bianco”, che quin-
zione in tempo di pace e gestiva la diplomazia, di riassumeva il consueto controllo sugli affari
le cerimonie e gli edifici pubblici. Stabiliva del villaggio, mentre i guerrieri e i rispettivi
le punizioni per le trasgressioni delle leggi capi ritornavano al loro normale stato sociale.
cherokee: il pubblico disonore per il fur- Questo sistema di governo subordinava la
to o la viltà in battaglia; l’incisione della classe guerriera alla società civile, ma ga-
pelle per un cattivo comportamento da rantiva che in tempo di conflitto la comu-
parte dei bambini e la violazione degli nità fosse protetta dai leader più efficaci.
ordini militari e la morte nei casi più gravi,
come per la stregoneria e l’incendio doloso. L’invasione dei coloni
Quando il consiglio del villaggio decideva di L’arrivo dei coloni europei cambiò la civiltà
andare in guerra, ad assumere il controllo cherokee praticamente da ogni punto di vi-
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sulla comunità era un gruppo speciale di sta. I microbi dei nuovi arrivati provocarono
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108 storica national geographic


EN
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MARILYN ANGEL WYNN / NATIVESTOCK / SCALA, FIRENzE
case e giarDini
lE abItazIonI erano disposte attorno a
lE FaMIglIE avevano di solito dei piccoli giardini accanto alle
una piazza centrale che ospitava la sede del
consiglio, le aree cerimoniali e un campo da abitazioni, dove si coltivavano verdure e c’era il granaio per il
gioco. D’estate le famiglie vivevano in fresche mais. Gli europei introdussero cavalli e bovini tra questi nativi,
case di legno dalla forma allungata. In inverno che però non si dedicarono realmente all’agricoltura fino alla fine
si trasferivano in più calde capanne circolari, del XVIII secolo, quando ormai la maggior parte di loro viveva in
costruite in fango impastato e legno. capanne di tronchi in stile occidentale (sopra).

MCCLUNG MUSEUM OF NATURAL HISTORY AND CULTURE, TN., KNOXVILLE, USA. OPERA DI CARLYLE URELLO

epidemie che sterminarono la popolazione di cotone e lana. Barattavano i recipienti di


nativa. Gli eserciti britannici e americani de- argilla e le ceste intrecciate con contenitori e
cimarono ulteriormente i cherokee, costrin- pentole in metallo. Se la nuova tecnologia
gendoli ad abbandonare il territorio. Le nuove semplificava sotto certi aspetti la vita, ave-
regole del commercio, l’approccio europeo alla va però tragiche conseguenze. Nel 1745 un
spiritualità e al modo di vivere e le innovazioni capo cherokee ammetteva: «Il mio popolo
tecnologiche costrinsero i nativi, nel XVIII non può vivere senza gli inglesi». Questa di-
secolo, a ripensare tutto il proprio universo. pendenza da beni stranieri provocò una sorta
Lo svilupparsi del commercio di pelli di cer- di amnesia sociale. James Adair, naturalista
vo con i mercanti britannici modificò pro- del XVIII secolo, scrisse: «L’invasione dei
fondamente l’economia e la cultura native. Le nostri prodotti a buon mercato ha fatto sì
comunità erano sempre state autosufficienti. che gli indiani abbiano dimenticato la
Ma a metà del XVIII secolo la maggior parte maggior parte delle loro anti-
dei villaggi cherokee era stata coinvolta dai che abilità meccaniche». La di-
commercianti stranieri in un’economia di pendenza dal commercio estero
mercato e creditizia di stampo europeo. Nei
dintorni di Charles Town i mercanti riforni-
vano i nativi di pistole e munizioni, utensili
in ferro, stoffe e whisky. Tutto si acquistava a
«Non possiamo vivere
credito e i cacciatori cherokee dovevano ripa- indipendentemente
gare i debiti con pelli di cervo e di altri animali. dagli inglesi»
Fu così che abbandonarono l’arco per il fucile.
BRIDGEMAN / ACI

Al contempo le donne smisero di fare vestiti CAPO CherOkee CUNNe ShOTe NEL 1780 CIRCA.
di pelle e cominciarono ad acquistare tessuti
RUOLI DI
GENERE tRa
I chEROkEE
onnE E UoMInI avevano responsabili-
tà distinte. Le prime raccoglievano legna,
acqua, noci e frutta, lavoravano le pelli,
facevano abiti, ceste e oggetti in terracotta, e si
occupavano della casa e dei bambini. La loro atti-
vità principale era la coltivazione di verdure, mais,
fagioli, zucche e meloni, che costituivano la base
della dieta cherokee. Il mais era considerato spiri-
tuale, perché era stato introdotto da Selu, la ma-
dre del mais. La coltivazione del mais definiva la
femminilità (le spose portavano in dono ai mariti
una pannocchia) e le donne lavoravano in genere
i campi collettivamente, facendo di questo duro
lavoro un’allegra attività sociale.

Se le donne erano associate all’agricoltura,


gli uomini lo erano alla caccia e alla guerra, at-
tività che prevedevano specifici rituali religio-
si. Gli uomini cacciavano cervi, orsi e piccoli
mammiferi con archi e frecce fino a che
non iniziarono ad acquistare armi da

DA SINISTRA A DESTRA, DALL’ALTO IN BASSO: GETTY IMAGES; NATURAL HISTORY MUSEUM / AGE FOTOSTOCK; BRIDGEMAN / ACI; MARILYN ANGEL WYNN / NATIVESTOCK PICTURES
fuoco. Usavano anche cerbottane
per gli animali di piccola taglia e per
insegnare ai giovani a cacciare. Per pe-
scare usavano pali, trappole, di-
ghe e arpioni. Alcuni erano
Ghiande
leader spirituali. I più abili
Come molti nativi
in politica diventavano capi
americani, i cherokee
e sedevano tra gli anziani del
raccoglievano le
clan. Gli uomini aiutavano anche
ghiande delle querce.
a preparare le terre da coltivare,
Naturalmente amare,
a costruire edifici e giocavano a
dopo un processo di
stickball, un gioco simile al lacrosse
lavorazione diventavano
e considerato una sorta di prepara-
simili alle noci e venivano
zione alla guerra.
utilizzate in stufati e pane.

Richiami
per i cervi
I cervi erano un elemento
essenziale della vita
cherokee e abbondavano
nei boschi degli
Appalachi. Durante la
caccia, per attirare i cervi
si usavano fischietti di
argilla come questo.
GRANGER COLLECTION / AGE FOTOSTOCK

I CHerokee
DIVeNTANo
AMerICANI

i
l coMMErcIo con gli europei trasfor-
mò l’abbigliamento cherokee. Il capo
Cunne Shote (a sinistra) rientra in questa
descrizione del XVIII secolo degli uomini
cherokee: «Di media statura, carnagione oli-
vastra, ancorché spesso dipinti, la pelle mar-
chiata di belle figure incise con la polvere da
sparo. I capelli rasati… tranne una zona sulla
parte posteriore… che è ornata di perline,
penne, wampum [una specie di tipica cintu-
ra o fascia cherokee], peli di cervi colorati e
chincaglierie simili». Alcuni «indossano un
collare di wampum… un’armatura pettorale
d’argento, braccialetti dello stesso materiale,
un po’ di tessuto a coprire le parti intime, una
camicia di fattura inglese, stivaletti e mocas-
sini… ornati di aculei di porcospino. Un lun-
go mantello o una cappa gettati sulle spalle
completa il loro abbigliamento domestico».

metteva a repentaglio anche la spiritualità struire chiese e scuole. Non è chiaro quanto UN PROGRAMMA
di cui era pervasa la società. Se un tempo i queste missioni avessero successo, ma è certo DI “CIVILIZZAZIONE”
cacciatori si scusavano con lo spirito di ogni che nel XIX secolo molti cherokee si erano Il governo esortava i
nativi ad abbandonare
cervo ucciso, senza sprecare nulla delle loro convertiti alla fede cristiana, pur conservando le loro attività (agli
prede, il commercio di pellame incoraggia- aspetti delle credenze tradizionali. A seguito uomini si chiedeva
va gli abbattimenti incontrollati. I debiti co- dei missionari arrivavano migliaia di colo- di lasciare la caccia
stringevano i cacciatori a uccidere quanti più ni che sconfinavano in territorio cherokee, per l’agricoltura;
animali possibile e così svaniva quel rapporto provocando disordini e conflitti. Le relazioni alle donne di stare
a casa a tessere), a
“speciale” tra cacciatore e preda. Quando le tra bianchi e nativi erano spesso deteriorate studiare inglese, a
famiglie contraevano debiti che non potevano dagli insediamenti abusivi, totalmente privi diventare cristiani
essere ripagati con le sole pelli, i membri veni- di titoli di proprietà, che dimostravano scarso e a partecipare
vano rapiti dai commercianti e venduti come rispetto per gli abitanti indigeni. all’economia.
schiavi. Questo accresceva l’ostilità verso gli
CORBIS / GETTY IMAGES

europei, portando talvolta a violenti scontri. Una tribù trasformata


Per saldare i debiti più consistenti, il governo Di fronte a questa invasione an-
coloniale della Carolina in alcuni casi richie- glo-europea, alcuni sfuggirono
deva alle comunità cherokee la cessione della ritirandosi sulle montagne, men-
terra; cedere le terre divenne una tattica abi- tre altri si batterono per un’intesa
tuale dei nativi per il mantenimento di buoni pacifica. Ma le idee dei coloni fa-
rapporti con i governi coloniali e statunitensi. vorirono anche lo sviluppo di mo-
Anche l’arrivo di missionari cristiani ebbe vimenti di rigenerazione in tutta la
un forte impatto sulla visione del mondo che- parte orientale del nord America.
rokee. Varie confessioni religiose mandavano Profeti come Tenskwatawa, uno
i propri inviati nei villaggi dei nativi per co- spiritualista appartenente al grup-

storica national geographic 111


po etnico degli shawnee, incitavano gli in- IL SILLABARIO di stabilire un controllo nazionale sui loro
diani a rinunciare alle influenze occidentali, DI SEQUOYAH guerrieri. Nel 1756 un’unità di guerra pro-
a tornare alla tradizione e a ricacciare i colo- Convinto che una pria, ironicamente alleata con gli inglesi, si
lingua scritta
ni verso est. All’inizio del XIX secolo, anche avrebbe contribuito mosse verso nord per attaccare i francesi e
tra i cherokee ci fu un’ondata di ribellione alla causa gli shawnee nella valle dell’Ohio; la maggior
nativista, che però poco poté contro la ma- dell’indipendenza, parte fu uccisa e scotennata dai coloni della
rea colonizzatrice. Forse la risposta più forte Sequoyah (sotto) Virginia. Per ritorsione, i guerrieri cherokee
all’invasione europea fu il movimento che creò un semplice assalirono gli insediamenti coloniali. Dopo
sistema di 86 simboli
portò a una forma di governo centralizzato. che rappresentavano svariate battaglie e qualche sforzo per nego-
A metà del XVIII secolo i villaggi iniziarono tutte le sillabe del ziare la pace, nel 1760-61 l’esercito britannico
a riunirsi in consigli regionali per la difesa linguaggio cherokee. invase e distrusse decine di villaggi indigeni.
reciproca. Mentre i conflitti con le comunità Queste demoralizzanti sconfitte militari e
di coloni diventavano più frequenti, guada- una successiva epidemia di vaiolo dimezza-
gnavano influenza i leader di guerra come rono la popolazione cherokee, mettendo così
Kanagatucko. Questi cercò di raggruppa- fine al predominio di questa tribù nell’area
re i consigli locali e regionali in un grande sudorientale.
consiglio per affrontare i problemi generati Fino al 1760 i Cherokee erano riu-
dai coloni. Col tempo i villaggi iniziarono a sciti a sfruttare le rivalità tra Fran-
cedere l’autorità politica a un emergen- cia, Gran Bretagna e colonie per
te consiglio nazionale a cui prendevano espandersi a livello economico e
parte i rappresentanti dei villaggi. politico. Ma con il trattato di Pari-
La guerra dei sette anni e la guer- gi del 1763 i francesi furono estro-
ra d’indipendenza americana fecero messi dal nord America, mentre i
emergere la necessità per i cherokee britannici rinsaldavano la propria po-
GES
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/ GE

112 storica national geographic


BIS
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ATLANTE DELLE NAzIONI INDIANE, NG BOOKS
Territori ceduti Ohio
dai Cherokee
Virginia

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0 60 miglia

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Illinois na O c c i d e n t a l e
La mappa mostra i confini odierni

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Indiana Trattato con

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Kentucky Trattato di
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Trattato di Sycamore Shoals 1770
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Virginia

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Hard Labour
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Trattato di Tellico olsto
Tellico 1798 H Trattato di Trattato di
T e n n e s s e e Trattato di Hopewell 1805
Trattato di
Holston Hopewell
1785 1791 1785
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Tellico Carolina
Trattato di Washington Consiglio Cherokee Trattato di del Nord

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1798 Trattato di

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1806 1817 Tellico Fort Henry

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Trattato del Hi Trattato di 1777
Consiglio Cherokee
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ssee Washington 1798
1817 Trattato di Trattato di 1819 Trattati di
Washington Washington 1819 Trattato di Washington 1816
1819 Georgia DeWitts’ Corner
Trrattato del Consiglio Trattato di 1777 Trattata con la Wat
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Trattato di New Echotaooc

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Trattato di Carolina del Sud

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1816 1835

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Washington h 1755
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Alabama 1819 1773 Carolina del Sud

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Trattato di Long Trattato con la
Trattato del Consiglio Cherokee 1817
Swamp Creek 1783 Carolina del Sud Sa

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a Trattato di Tellico 1804 isto

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s
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proMesse inFrante
Una VIgnETTa DEl 1886 (a sinistra) illustra come le promesse del
governo statunitense di rispettare la sovranità e il territorio cherokee
si rivelarono false. La popolazione dovette costantemente difendere
i propri diritti e la propria autonomia politica per molto tempo dopo
la serie di trattati formali che smembrarono il suo territorio (sopra).
LA MAPPA MOSTrA LA CeSSIONe DI TERRITORIO CHEROKEE AI GOVERNI COLONIALI E AMERICANI.

CORBIS / GETTY IMAGES

sizione al sud, dove ora potevano imporre ai cherokee per 40 anni, è il miglior esempio di
nativi le proprie condizioni. Proprio quando questa nuova classe. Come la maggior parte
iniziavano a riprendersi, i cherokee furono dei nativi, questi leader erano contrari a ulte-
coinvolti nella guerra d’indipendenza. Alleati riori cessioni territoriali e volevano che il loro
degli inglesi, attaccarono gli insediamenti sta- rimanesse un popolo indipendente e sovrano.
tunitensi, provocando la ritorsione di quattro L’emergere di questa classe politica coincise
milizie statali che nel 1776 distrussero oltre con lo sviluppo da parte degli Stati Uniti di
cinquanta villaggi cherokee. Nel 1785 i che- un “programma di civilizzazione” che prepa-
rokee si misero sotto la protezione degli Stati rasse i nativi all’assimilazione, spingendoli
Uniti con il trattato di Hopewell, che impo- ad adottare lo stile di vita anglo-americano.
neva ai nativi la cessione di altri 16.526 chilo- Questa idea fece molta presa tra i cherokee,
metri quadrati. In poco più di cinquant’anni che finirono spesso per essere identificati da-
avevano perso metà del loro territorio. gli altri come “la tribù civilizzata”. Tale per-
cezione fu rafforzata dall’opera di Sequoyah,
Dalla resistenza alla repubblica che creò un sillabario per permettere ai che-
Fortunatamente per loro, tra il XVIII e il XIX rokee di leggere, scrivere, registrare le leggi e
secolo iniziò a formarsi una nuova classe di stampare materiali nella propria lingua. Nel
leader: imprenditori a cavallo tra due culture, 1828 il governo cherokee iniziò a pubblicare
capaci di esprimersi in inglese e di comunicare il Cherokee Phoenix, un giornale che alternava
sia con i nativi che con i politici e i capitalisti articoli nella loro lingua e in inglese.
statunitensi. Questi capi sapevano muoversi a Nei decenni successivi si completò il pas-
livello di lobby politica e usavano agevolmente saggio della società politica cherokee dai pic-
il concetto di sovranità per proteggere gli in- coli villaggi autonomi di inizio settecento alla
teressi cherokee. John Ross, che fu a capo dei repubblica costituzionale. Il movimento verso

storica national geographic 113


la centralizzazione fu stimolato dagli sforzi IMPRENDITORE consigli di villaggio per creare otto distretti
degli Stati Uniti per costringerli a cedere le DI SUCCESSO elettorali, che inviavano i rispettivi delegati a
proprie terre e a trasferirsi a ovest del Missis- John Ross (sotto) un’assemblea legislativa bicamerale. Il gover-
fu il primo capo
sippi, un’idea proposta nel 1803 da Thomas eletto con la nuova no quindi istituì una magistratura indipen-
Jefferson dopo l’acquisizione della Louisiana. costituzione della dente, con un sistema supervisionato da giu-
Nel 1809 un migliaio di dissidenti cherokee nazione cherokee. dici eletti con il sostegno di sceriffi e agenti
abbandonò le proprie case e migrò in Arkan- Fu tra i pochi di polizia. Le parti non soddisfatte potevano
sas. Altri li raggiunsero tra il 1817 e il 1819. cherokee a diventare ricorrere alla Corte suprema cherokee, che
così ricco da
Ma coloro che erano disposti ad andarsene possedere piantagioni iniziò la sua attività nel 1825, nella capitale
rappresentavano un’infima minoranza. Il di cotone, vivere in di nuova fondazione, New Echota.
consiglio nazionale cherokee reagì ratifican- ville coloniali e Il governo cherokee, guidato dal cosiddet-
do il principio secondo cui la terra era una avere schiavi. to “capo principale”, oltre a estendere la sua
proprietà comune e la cessione del territorio autorità al campo della giustizia penale, ap-
nazionale un reato punibile con la morte; nel provava leggi per disciplinare l’alcol e il gioco
frattempo il governo proseguiva l’opera di d’azzardo; emetteva obbligazioni, riscuoteva
riforma delle sue istituzioni politiche e giu- le imposte e controllava i tassi di interesse;
diziarie. All’inizio del XIX secolo il consiglio regolava i trasporti; concedeva licenze di at-
nazionale abbandonò la controversa tività economica e regolamentava i diritti e
pratica della vendetta di sangue, che le responsabilità dei proprietari di schiavi.
fu sostituita da leggi scritte, da un Il governo statunitense sperava che la po-
sistema giudiziario e da una for- litica di civilizzazione avrebbe indotto
za di polizia a cavallo, la Cherokee i nativi anglicizzati ad abbandonare i
Lighthorse Guard. Nel 1820 la na- costumi tradizionali, rinunciando ai
zione eliminò la rappresentanza dei legami tribali e lasciandosi assi-
BRIDGEMAN / ACI

114 storica national geographic


M. JUÁREz LUGO / CORBIS / GETTY IMAGES
eSPONeNTI CherOkee
pARTecIpANO A ceRIMONIe
TRAdIzIONALI.

i cherokee Di oggi
I ChErokEE CErCarono di opporsi nei
oggI ESISTono TrE naZIonI chErokEE riconosciute a livello
tribunali alla deportazione, ma senza successo.
Nel 1838 l’esercito statunitense iniziò a federale. In oklahoma, la Nazione cherokee e la United ke-
espellerli sotto la minaccia delle armi. Durante etowah Band of Cherokee Indians discendono da coloro che
l’autunno e l’inverno successivi, si trasferirono migrarono a ovest nel XIX secolo. Alcuni si rifugiarono sulle
a ovest lungo vari Sentieri delle lacrime, un montagne della Carolina del Nord, dove costituirono la eastern
nome che rievoca la sofferenza patita.. Band of the Cherokee Nation.

UNIVERSAL IMAGES GROUP / ALBUM

milare, socialmente e politicamente, dalla guadagnò un prezioso e popolare alleato. Nel


società statunitense. Invece la leadership 1830 il congresso, su richiesta di Jackson, ap-
cherokee seppe sfruttare i concetti europei provò un disegno di legge che autorizzava il
di governo rappresentativo e sovranità na- presidente a negoziare i trattati di rimozione
zionale per mantenere la propria autonomia con le nazioni indiane.
e proteggere l’integrità territoriale. Questo Nel 1835 una piccola fazione dissidente
fece infuriare i leader espansionisti degli cherokee firmò un trattato di rimozione che
stati del sud, i cui elettori erano riluttan- prevedeva che l’intera popolazione si trasfe-
ti a convivere con i cherokee e aspiravano a risse a ovest entro due anni. Tra l’autunno
mettere le mani sulla loro terra per sostenere del ’38 e l’inverno del ’39 i cherokee furono
la fiorente economia del cotone. Le procla- deportati lungo vari “Sentieri delle lacrime”
mazioni di sovranità nazionale dei cherokee verso quello che oggi è l’Oklahoma nordo-
inasprirono in Georgia l’ostilità dei sosteni- rientale. Probabilmente oltre un quarto della
tori del trasferimento forzato. Alla fine de- popolazione morì nel cammino. Tuttavia,
gli anni venti lo stato tentò di estendere la una volta a ovest, i cherokee ripristinarono
propria giurisdizione sul popolo cherokee, le proprie istituzioni nazionali e rilanciaro-
abolendone leggi e istituzioni. In risposta, no l’economia. Avevano davanti a sé ancora
il 26 luglio 1827 la nazione cherokee adottò molte battaglie; ciononostante, erano riusciti
una costituzione repubblicana, la cui ratifica a superare una sfida cruciale per la loro civiltà
inviò un forte messaggio alla Georgia, al resto grazie alla loro resilienza, alla loro determi-
degli Stati Uniti e al mondo intero. La Georgia nazione e al loro coraggio.
aumentò la pressione sul governo affinché i
cherokee fossero deportati. Quando Andrew TIM ALAN GARRISON
GARRISON CONIUGA NOzIONI LEGALI E STORICHE PER ESPLORARE IL RUOLO DEL
Jackson fu eletto presidente, nel 1828, lo stato DIRITTO E DELLA LEGISLAzIONE NELLA STORIA DEI NATIVI AMERICANI.

storica national geographic 115


LEGGENDE, RACCONTI E
L’origine delle malattie e della
medicina secondo i cherokee

C’
era un’epoca in cui le bestie, gli uccelli, i pesci,
gli insetti e le piante potevano parlare e vive-
vano insieme agli uomini in pace e amicizia.
Ma, con il passare del tempo, gli uomini si espansero su
tutta la terra. I poveri animali si ritrovarono ben presto
senza spazio sufficiente. Le cose erano già dure così ma,
per peggiorarle, l’uomo inventò archi, coltelli, cerbot-
tane, lance e ami, e cominciò a uccidere gli animali per
la carne e le pelli mentre le creature più piccole, come
le rane e i vermi, venivano schiacciate come se niente
fosse, per pura disattenzione o per disprezzo. Gli ani-
mali decisero quindi di adottare delle misure difensive.

Gli orsi furono i primi a riunirsi in consiglio, nella loro


casa sotto il monte Kuwâ’hï, il “Giardino delle more”.
Presiedeva la seduta il vecchio capo Orso Bianco. Tutti
si lamentavano che l’uomo aveva ucciso i loro amici,
mangiato la loro carne e usato le loro pelli per i suoi
bisogni, così si decise subito di muovergli guerra (an-
che gli altri animali giunsero a simili conclusioni). Tutti
votarono unanimemente a favore della sua morte. Gli
animali iniziarono così a inventare e nominare una serie
di nuove malattie che non avrebbero lasciato in vita un
solo essere umano.

Quando le piante, bendisposte verso l’uo-


BRIdGeMAN / AcI

mo, scoprirono i piani malvagi degli animali,


decisero di opporvisi. Gli alberi, i cespu-
gli, le piante, le erbe e i muschi furono tutti
d’accordo nell’offrire una cura. «Quando
l’uomo avrà bisogno di noi, andremo in suo
aiuto», dissero. Fu così che nacque la medi-
cina. Le piante, ognuna delle quali ha il suo
uso, forniscono rimedi contro i mali creati
dagli animali. Persino le erbacce hanno un
loro scopo, che sta a noi scoprire. Quando
il medico non sa che medicina dare a un
malato, è lo spirito della pianta a rivelarglielo.

Le MOre, LE CUI PROPRIETÀ CURATIVE ERANO NOTE AI CHEROKEE,


VENIVANO USATE CONTRO LA DIARREA.
mITI CHEROKEE
Il racconto infantile per spiegare
la vendetta di sangue

N
ei tempi antichi, quando potevamo ancora
parlare con le altre creature, un giorno, men-
tre dei bambini stavano giocando vicino a ca-
sa, la madre li sentì urlare. Corse fuori e vide che un ser-
pente a sonagli era sbucato dall’erba. Prese un bastone
e lo uccise. Quando il padre, che era andato a caccia,
rientrò quella sera, sentì uno strano suono, una specie di
lamento. Si guardò intorno e vide una massa di serpenti
che sembrava stessero piangendo. Gli chiese la ragione
e quelli risposero che sua moglie aveva appena ucciso
il loro capo, Serpente Giallo, e stavano per mandare
Serpente Nero a vendicarlo.

Il cacciatore si disse molto dispiaciuto. I serpenti gli


risposero che, se era sincero, doveva offrire sua moglie
in sacrificio per compensarli della perdita. Non sapendo
come avrebbero reagito altrimenti, il cacciatore accon-
sentì. I serpenti gli dissero che Serpente Nero l’avrebbe
accompagnato a casa e sarebbe rimasto ad attendere
davanti alla porta. Lui sarebbe dovuto entrare e chiede-
re alla moglie di andare alla fonte a prendere dell’acqua
fresca. Nient’altro.

Era notte fonda quando l’uomo arrivò a casa, ma sua


moglie lo attendeva con la cena pronta. Lui le chiese
dell’acqua. Lei gli riempì una tazza dalla brocca, ma lui
disse che la voleva fresca di sorgente; lei
prese una ciotola e uscì dalla porta.
Un attimo dopo il cacciatore sentì un
BRIdGeMAN / AcI

grido, corse fuori e vide che Serpen-


te Nero l’aveva già morsa. Vegliò
sua moglie fino a che non
morì. A quel punto Ser-
pente Nero uscì di nuo-
vo dall’erba e dichiarò
JAY DICKMAN / CORBIS / GETTY IMAGES

che ora la sua tribù era


soddisfatta.

I SerPeNTI A SONAGLI COMPAIONO


IN VARIE STORIE CHEROKEE, SPESSO
COME SIMBOLO DEL TRADIMENTO.
grandI enigmi

Il mistero
dell’uomo dalla
maschera di ferro
l’identità del prigioniero politico più famoso dell’epoca del
Re Sole ha dato origine a innumerevoli leggende e supposizioni

n
egli anni ‘80 del fortezze di Pinerolo ed Exil- vestiti ed effetti personali
1600 iniziò a cir- les, sulle Alpi. Nel 1698 la furono bruciati e si inizia-
colare in Francia scena si ripeté quando Saint- rono a levigare e imbiancare
e nei Paesi limi- Mars fu nominato governa- le pareti tra le quali era stato
trofi la strana tore della Bastiglia. Un uffi- nascosto dal momento del
voce di un uomo che, già da ciale della prigione parigina suo arrivo alla torre, appena
molti anni, viveva rinchiuso ricordava nelle sue memorie cinque anni prima.
in un carcere di “massima la sorpresa nel vedere arri-
sicurezza” per ordine del vare il suo nuovo superiore Un parente del re?
sovrano Luigi XIV e che, accompagnato da un detenu- Le testimonianze di chi ave-
cosa più intrigante di tutte, to «che il governatore tiene va visto il prigioniero ali-
indossava sempre una ma- sempre mascherato, e il cui mentarono le speculazioni
VOLTO NASCOSTO. Questa
schera di ferro che gli copriva nome non pronuncia». sul nome del personaggio incisione del 1789 identifica
interamenente il volto. La storia di questo miste- che si celava dietro la ma- l’uomo dalla maschera
Nel 1687 una gazzetta rioso prigioniero ebbe fine schera e sul motivo della re- di ferro con il conte di
manoscritta raccontava il un pomeriggio di novem- clusione. In realtà non erano Vermandois, un figlio
suo trasferimento al carce- bre del 1703 nel cimitero di pettegolezzi innocenti, poi- illegittimo di Luigi XIV.
BRIDGEMAN / ACI

Museo Carnavalet, Parigi.


re dell’isola di Santa Mar- Saint-Paul a Parigi, con la se- ché nascondevano la volon-
gherita, di fronte a Cannes, poltura di un tale Marchiali, tà di criticare il re Luigi XIV
sotto la custodia di un ex nome dato al detenuto morto e in generale l’assolutismo
moschettiere, Benigne de poco prima nella Bastiglia, francese. Così, durante la
Saint-Mars. In precedenza dopo 34 anni di prigionia. guerra dei nove anni (1688- se tentò di sfruttare questa
entrambi erano stati nelle Alle prime luci dell’alba i suoi 1697) la propaganda olande- voce per minare la legittimi-
tà di Luigi XIV, affermando
che il prigioniero masche-
rato era un ex amante della
regina madre e, a sua volta,
pRIgIOne ISOlATA il vero padre del monarca.
In Francia i sospetti sull’i-
IL CARCERIERE di Pinerolo ricevette ordini precisi per il dentità del personaggio cad-
controllo del detenuto: «Dovrete portare voi stesso a dero su diversi membri della
quel miserabile, una volta al giorno, il cibo per tutta la numerosa famiglia reale. Si
giornata. Non ascoltate mai quello che vi vorrà dire e ipotizzò che fosse Luigi di
minacciatelo di ucciderlo se mai dovesse aprire bocca Borbone, conte di Verman-
per parlare di cose che non siano le sue esigenze». dois, figlio del Re Sole e di
LUIGI XIV. MEDAGLIA DI BRONZO CON L’EFFIGE DEL RE. Louise de la Vallière. Luigi
fu bandito dalla corte dopo
CULTURE-IMAGES / ALBUM

118 STORICA nATIOnAl geOgRAphIC


MASCHERE DA VIAGGIO
NEL XVI E XVII SECOLO erano di moda le ma-
schere di velluto che le donne indossavano
durante i viaggi per proteggere la
loro pelle dal sole e mantener-
essere stato scoperto men- della Fronda, che tra il 1648 la bianca. Alcune testimo-
tre praticava il “vizio italia- e il 1653 aveva congiurato nianze indicano che anche
no”, com’era a quel tempo contro il re, ancora minoren- il prigioniero di Luigi XIV
chiamata l’omosessualità. ne. Allontanato dal sovrano, indossava una maschera
In seguito cercò di ricon- partecipò alle campagne in di velluto, ma non sappia-
quistare il favore reale nelle aiuto dei veneziani contro mo se solo durante gli
campagne delle Fiandre, do- l’Impero ottomano e con- spostamenti. D’altro
ve si ammalò e morì durante dusse l’assedio di Creta nel canto, altre fonti,
l’assedio di Courtrai (1683), 1669. Morì in combattimen- ugualmente cre-
anche se alcuni credevano to, ma il suo corpo non fu mai dibili, affermano
che in realtà fosse stato im- ritrovato, dando adito alla che la maschera
prigionato da suo padre. tesi del suo rapimento e in- era di ferro.
Un altro candidato fu carcerazione da parte del re.
LoIREM LoREM LoREM

DONNA VENEZIANA
Francesco di Borbone, duca Nel XVIII secolo l’argo- CON UNA MASCHERA.
XVIII SECOLO.
di Beaufort. Questo cugino mento della maschera di fer-
del re era stato uno dei capi ro divenne incredibilmente
SCALA, fIRENzE
grandI enigmi

pINEROLO, la prima prigione


dell’uomo dalla maschera di ferro.
Questo dipinto a olio rappresenta
la conquista della fortezza nel 1630.
Palazzo di Versailles, Versailles.

GÉRARD BLoT / RMN-GRAND PALAIS


popolare tra i critici dell’as- maginarono che la maschera filosofo suppose che il pri- lare la sua identità, parlò di
solutismo e le speculazioni fosse la pena inflitta da Luigi gioniero della Bastiglia na- «un prigioniero di statura
sui candidati non fecero che XIV agli amanti della mo- scondesse il suo volto dietro più alta rispetto alla media,
aumentare. Si diceva che il glie, la bigotta Maria Teresa una maschera di ferro che giovane e dalla figura nobile
prigioniero fosse un figlio d’Austria. Per illuministi e sul mento «aveva molle di e bella». Era un uomo «sen-
bastardo che Anna d’Au- rivoluzionari, la maschera acciaio che gli permettevano za dubbio importante», dai
stria, madre di Luigi XIV, eb- era un esempio di oppres- di mangiare». Voltaire, rin- modi raffinati e che suonava
be da uno dei suoi amanti, tra sione e tirannia che generava chiuso nella torre nel 1717, la chitarra. «Gli era servito
i quali c’era anche il l’assolutismo del Re Sole. affermava di conoscere la dell’ottimo cibo», lo tene-
cardinale Maz- Voltaire, nel suo libro Il storia dell’uomo misterioso vano lontano da qualsiasi
zarino. Alcuni secolo di Luigi XIV (1751), grazie a ciò che gli avevano contatto con gli altri dete-
libellisti [dif- tramanda la versione più raccontato i detenuti di più nuti e riceveva visite solo
famatori], im- famosa di questa storia. Il lunga data. Senza mai rive- dall’ufficiale giudiziario.

Il mito romantico
Alexandre Dumas creò la versione Grazie alla descrizione di
Voltaire, lo scrittore fran-
più conosciuta della storia della cese Alexandre Dumas creò
maschera di ferro un personaggio secondario
del libro Il visconte di Bra-
ALEXANDrE DUMAS PADrE RESE UNIVERSALE IL MITo DELLA MASCHERA DI fERRo. gelonne (1848), che chiude
UIG / ALBUM
Da Dumas agli schermi cinematografici
NEL SUO ROMANZO Il visconte di Bragelonne, pubblicato a puntate tra il 1848 e il 1850, Alexandre Dumas
diffuse la storia secondo la quale l’uomo dalla maschera di ferro era un fratello gemello di Luigi XIV nato
qualche minuto prima di lui, e quindi legittimo erede al trono. In seguito molti romanzieri, drammaturghi e
registi hanno sviluppato la sceneggiatura di Dumas, spesso introducendo tutta una serie di varianti bizzarre.
Da sinistra a Destra: AKG / ALBUM. BRIDGEMAN / ACI. BRIDGEMAN / ACI

Romanzo. La terza parte della Teatro. Poster di un adattamento Cinema. Questo film del 1929,
storia di Dumas presenta un dell’opera di Dumas in un teatro diretto da Allan Dwan, è considerato
uomo misterioso rinchiuso nel di Londra nel 1899. In 3 mesi fu la migliore versione cinematografica
carcere di Santa Margherita. rappresentata 69 volte. della storia di Alexandre Dumas.

la trilogia su D’Artagnan e i to. Secondo un’invenzione guardia al misterioso pri- il re Luigi XIV ordinò di rin-
tre moschettieri. In questo romanzesca, l’uomo dalla gioniero mascherato. Nono- chiuderlo nella fortezza di
romanzo Dumas creò l’ico- maschera di ferro sarebbe stante il fatto che la morte di Pinerolo. Pochi anni dopo, il
nografia romantica del mi- Nabo, un famoso paggio pig- Fouquet fosse avvenuta in valletto entrò al servizio del
to che dura fino a oggi, oltre meo che avrebbe messo in- carcere nel 1680, alcuni au- detenuto più famoso della
alla versione più popolare cinta la regina Maria Teresa. tori hanno ipotizzato che le prigione, lo stesso Fouquet.
dell’identità del prigionie- autorità ne avessero simu- Alla morte di quest’ultimo,
ro: il fratello gemello di Luigi La pista di Pinerolo lato il decesso per poter pro- il governo ordinò di far cre-
XIV, nato pochi minuti pri- Gli storici più rigorosi, d’al- lungare la sua detenzione. dere che Dauger fosse stato
ma di lui e che quindi avreb- tro canto, hanno preso in Tuttavia, il candida- liberato, anche se in realtà il
be potuto compromettere la considerazione altri can- to indicato dagli ultimi ri- valletto era ancora prigio-
legittimità del Re Sole. didati. Uno di loro è Nicolas cercatori è un personaggio niero nella fortezza. In se-
Sono state formulate mol- Fouquet, il potente sovrin- molto più modesto: un tal guito, per evitare che fosse
te altre ipotesi sull’uomo tendente alle finanze che Eustache Dauger, servo o identificato, il suo volto fu
dalla maschera di ferro, per cadde in disgrazia nel 1661 valet de chambre alla corte del nascosto dietro la famosa
esempio che fosse il cavaliere e, dopo essere stato con- Re Sole. Si crede che Dauger maschera, di velluto o di fer-
di Rohan, capo di una cospi- dannato per tradimento e avesse avuto accesso a docu- ro, che indossava in modo
razione contro il re, anche se corruzione, fu imprigiona- menti segreti di certi nego- permanente o solo durante
le date della sua reclusione to nella fortezza di Pinerolo, ziati diplomatici tra Francia i trasferimenti.
o morte non coincidono con casualmente la stessa in cui e Inghilterra del 1669 e che,
quelle dell’uomo maschera- Saint-Mars iniziò a fare la quando iniziò a spifferarlo, —Carlos Blanco Fernández

STORICA nATIOnAl geOgRAphIC 121


mappe del tempo

il mondo visto
da un monaco
dell’Viii secolo
il mappamondo dei manoscritti dei Beatus mostra un
universo popolato da simboli cristiani ed elementi mitici

n
ell’VIII seco- Tuttavia, l’importanza di ne di spiegare graficamen-
lo Beato, un quest’opera va ben oltre i te l’evangelizzazione degli
monaco della limiti cronologici del Me- apostoli. Infatti a ognuno di
regione canta- dioevo. I diversi Beatus, co- loro, per ordine di Dio, era
brica di Liébana me vengono chiamati tutti stato assegnato un territorio
compose un’opera che i manoscritti che deriva- nel quale predicare. I map-
avrebbe avuto un impatto rono, direttamente o indi- pamondi dei Beatus offrono
straordinario sul Medioevo: rettamente, dall’originale una rappresentazione del
il Commentario dell’Apoca- di Liébana, sono decorati mondo tipica dell’epoca me-
lisse. Da quando l’umanista con illustrazioni di grande dievale. L’oceano abbraccia
e storico cinquecentesco espressività che permet- la terra come se fosse un
Ambrosio de Morales tro- tono di collocarli tra i più anello. All’interno appaio-
vò varie copie di quell’ope- importanti repertori di arte no i tre continenti conosciu-
ra, durante un viaggio nel figurativa del Medioevo. ti nel Medioevo – Europa,
nord-ovest della penisola Per questo motivo sono Asia e Africa – , che secon-
iberica compiuto per ordine stati inseriti nel Registro do il racconto biblico furo- LA MAPPA DEL Beatus de
del sovrano Filippo II, sono della Memoria del Mondo no ereditati dai figli di Noè Osma. Il codice fu realizzato
stati recuperati più di trenta dell’Unesco. dopo il diluvio universale. nel 1086, poco dopo che
Toledo (sulla mappa) fosse
codici e frammenti realizzati L’Asia copre la metà supe-
ORONOZ / ALBUM

I tre continenti riconquistata da Alfonso VI.


tra il IX e il XVI secolo. Ciò riore, poiché in tempi anti-
dimostra che il testo di Be- Tra queste illustrazioni c’e- chi era considerato il conti-
ato divenne un vero e pro- ra fin dall’inizio un mappa- nente più vasto. Inoltre, in
prio best seller medievale. mondo che aveva la funzio- Asia si trovava il Paradiso
Terrestre o Eden. L’Europa probabilmente a Sahagún
e l’Africa, invece, si divido- (León, Spagna) ma con una
no la parte inferiore. forte influenza proveniente
Anche se le mappe dei di- da Santiago di Composte-
versi Beatus sono copie di un la, il Cammino di Santiago è
originale dell’VIII secolo che tracciato con una linea rossa
è andato perduto, ognuna di che attraversa il nord della
esse presenta delle partico- penisola iberica. Tra tutti gli
larità. Per esempio, a volte apostoli viene poi messo in
vengono evidenziate le ca- risalto proprio Santiago (san
ratteristiche del territorio Giacomo) nella sua basilica.
in cui fu realizzato il codice. Le mappe dei Beatus han-
ORONOZ / ALBUM

Beato di San Millán de la Cogolla.


XI SECOLO. REaL aCadEmIa dE La HIStORIa. Così, nella mappa del Beatus no suscitato grande inte-
del Burgo de Osma, disegnata resse durante la loro storia,

122 storica national geographic


mappe del tempo

non solo per l’uso per cui secolo, anche se purtroppo bazia di Saint-Sever-sur- Parigi una mappa medieva-
furono concepite all’inter- solo parzialmente, visto che l’Adour, nella Guascogna le che fu identificata come
no dei manoscritti. Spesso, si è conservata solamente francese, e commissionato quella che mancava nel co-
infatti, sono state strappate una pagina. dall’abate Gregorio Monta- dice. La Biblioteca Naziona-
dai codici per dare loro un ner nell’XI secolo. Alla fine le di Francia l’acquistò per
uso diverso da quello che Un Beatus francese del XVIII secolo faceva par- 200 franchi e la rimise al
avevano originariamente, Lo stesso avvenne con il te dei fondi della Biblioteca suo posto nel manoscritto.
com’è successo con il Beatus mappamondo del Beatus di Nazionale di Francia ma già La mappa di Saint-Sever è
de Lorvão. Probabilmente, la Saint-Sever. Questo codice da prima la sua mappa aveva senza dubbio una delle più
mappa di questo manoscrit- è uno dei pochi Beatus non attirato l’attenzione tanto belle tra quelle realizzate
to fu estratta dal suo volume ispanici e uno dei migliori da essere stata strappata in dai miniatori dei Beatus. In
già in epoca medievale e non esempi dell’arte romani- un momento imprecisato questa mappa viene mante-
fu più rimessa nella sua po- ca francese. Fu realizzato della sua storia. Nel 1867 nuta la struttura gerarchica
sizione originale fino al XX probabilmente presso l’ab- apparve in un negozio di dei continenti circondati

storica national geographic 123


mappe del tempo

Nelle mappe
dei Beatus è
rappresentato
l’oceano che
abbraccia la
terra come
un anello

dall’acqua. L’Eden, che nel


Beatus del Burgo de Osma
è contrassegnato dai suoi
quattro fiumi, viene raffi-
gurato con la scena del pec-
cato originale commesso
dai progenitori del gene-
re umano 1. Eva stacca il
frutto proibito dall’albero,
sul cui tronco è attorcigliato
il serpente, mentre Adamo
copre la sua nudità. La scena
è circondata da montagne,
per indicare che il Paradiso è
nel mondo ma inaccessibile
agli uomini. Sulla mappa di
Saint-Sever sono presenti
altre montagne e cordiglie-
re, tra cui il Monte Sinai 2,
la cui straordinaria altezza
evoca l’ascesa di Mosè per
ricevere la Legge divina.

La terra degli antipodi


All’interno della cartografia
medievale le mappe dei Be-
atus hanno la peculiarità di MAPPAMONDO del Beatus di Saint-Sever,
includere una quarta terra, fogli 45v-46r. Misura 37 x 57 cm.
a sud, separata dal resto dei Biblioteca Nazionale di Francia, Parigi.
continenti dal mar Rosso,
rappresentato con il colo-
re dal quale prende il nome
3 . Un’annotazione sulla sta zona furono identificati nell’immagine che si aveva lantica africana 6. Questa
mappa, proveniente dalle con gli sciapodi, descritti del mondo nel Medioevo. sorprendente origine del
Etimologie di Isidoro di Si- da Isidoro come esseri mi- Secondo questo storico del Nilo è dovuta alla confusio-
viglia (VI-VII secolo), spiega tologici con un grande pie- V secolo, il mar Caspio 4 ne del suo letto con quello
che questa regione è brucia- de, usato per ripararsi dal sfocia nell’oceano e il Nilo del Niger. L’origine france-
ta dal sole e abitata dagli an- sole. Anche le Storie con- ha due corsi: uno che nasce se del Beatus di Saint-Sever
tipodi. Nel Beatus del Burgo tro i pagani di Paolo Orosio in prossimità del mar Rosso è particolarmente evidente
de Osma gli abitanti di que- penetrarono in profondità 5 e un altro sulla costa at- nel mappamondo, non so-

124 storica national geographic


mappe del tempo

3
9

8
5

AKG / ALBUM

lo perché il territorio della bazia supera in importanza Gerusalemme, l’unica città come fonti per conoscere
Francia occupa la maggior altri luoghi della cristianità dipinta di blu 9. Come nel l’immagine medievale del
parte dell’Europa ma anche che dovrebbero essere più Beatus del Burgo de Osma, mondo, quanto per le infor-
per il rilievo dato all’Ecclesia rilevanti, come per esempio la mappa di Saint-Sever mazioni che ci forniscono
Sancti Severi, culla del ma- Roma 8, identificata sola- evidenzia il territorio in cui riguardo ai codici in cui so-
noscritto. Per le sue dimen- mente dal Tevere che attra- nacque il manoscritto. no inseriti.
sioni e per l’emblema della versa la facciata dell’edifi- Questi dettagli mostrano
croce in alto 7, questa ab- cio e divide la città, oppure il valore dei Beatus tanto —Sandra Sáenz-López

storica national geographic 125


grandI SCOPERTE

I “marmi trafugati”
del tempio
di Bassae
Nel 1811 il britannico Robert Cockerell scoprì il tempio di Apollo
Epicurio a Bassae e portò i suoi splendidi rilievi con sé a Londra

N
el 1810, l’archi- giù, in un luogo chiamato
tetto britanni- Bassae, si trovavano i resti
co Charles Ro- di un tempio dedicato al
g
re

bert Cockerell dio Apollo che era stato già


ci
a

intraprese un descritto nel II secolo d.C.


Bassae
grande viaggio alla scoperta dal geografo greco Pausania
dei paesi del Mediterraneo Atene
nella sua Guida della Grecia.
orientale. All’epoca, infatti, mar
Secondo Pausania, il tempio
era molto di moda il Grand mediterraneo c r e ta di Bassae era uno dei monu-
tour, un percorso iniziatico menti più belli di tutto il Pe-
attraverso cui giovani aristo- aveva intenzione di scavare loponneso. Era stato consa-
cratici e artisti britannici si fra le rovine del recinto del crato al culto di Apollo, nella
IL TEMPIO DI BASSAE,
impregnavano delle magnifi- tempio della dea Afaia (la dea sua accezione di Epicurio o dedicato ad Apollo Epicurio,
che opere d’arte delle civiltà Atena locale), nell’isola greca “soccorritore”, dato che si così come poteva essere
greca e romana alla ricerca di Egina. La spedizione, oltre credeva che il dio avesse ri- ammirato prima del 1987,
BETTMANN / GETTY IMAGES

delle antiche radici della cul- al chiaro interesse culturale, sparmiato dalla pestilenza anno in cui lo si coprì con
tura occidentale. Una volta venne portata avanti anche gli abitanti di Figalia. Inoltre un tendone per garantirne
la conservazione.
giunto ad Atene, il giova- a fini economici, visto che era noto che l’artefice della
ne Cockerell si unì ad altri si concluse con la vendita di sua eccezionale struttura in
due architetti, John Foster e alcune statue appartenenti pietra era stato Ictino, uno
Kart Haller von Hallerstein, ai frontoni del tempio al so- degli architetti del più fa-
al pittore Jacob Linckh, a due vrano Ludovico I di Baviera. moso Partenone di Atene. arrivare al santuario di Bas-
antiquari danesi e a un ari- Il successo ottenuto spin- sae, dove poté contempla-
stocratico estone. Il gruppo se i giovani a estendere le A caccia dei marmi re i resti di questo tempio
ricerche alla zona dell’antica Qualche anno prima, nel grandioso del V secolo a.C.
città di Figalia, in Arcadia, la 1765, il francese Joaquim A quell’epoca, rimanevano
regione corrispondente al Bocher era diventato il pri- in piedi solamente 36 delle
Peloponneso centrale. Lag- mo turista occidentale ad 38 colonne originarie, nelle

II secolo d.C. 1765 1811 1812


Il geografo Pausania Il francese Joachim Charles Cockerell e I rilievi del tempio
descrive il tempio Bocher scopre i il suo team scavano di Bassae vengono
di Apollo Epicurio a resti di un tempio nel tempio di Bassae portati a Zante e
Bassae nella sua Guida dorico a Bassae, nel e dissotterrano lastre acquistati dal British
della Grecia. Peloponneso. appartenenti ai fregi. Museum.
BRIDGEMAN / ACI

CHARLES RICHARD COCKERELL. RITRATTO DI JEAN-AUGUSTE INGRES. 1817. ASHMOLEAN MUSEUM, OXFORD.
TElonE DI PRoTEZIonE
IL VISITATORE ODIERNO del tempio di Bassae
non potrà godere dello stesso panorama ro-
mantico delle rovine che affascinò Cockerell
e il suo team nel 1811. Dal 1987 il tempio è co-
quali si poteva osservare Guida di Pausania. «I fat- perto da un telo che lo protegge dall’erosione
una perfetta fusione degli ti interessanti narrati da causata dall’acqua, che potrebbe compro-
stili dorico (nelle colonne Pausania – scrisse l’inglese mettere le sue già fragili fondamenta.
esterne), ionico e corinzio Cockerell – erano un motivo
(nelle interne). Bocher aveva sufficiente per convincerci
addirittura rischiato la mor- dell’importanza di quella
te durante la sua avventura, spedizione». Così, nel lu-
a causa delle malattie pro- glio del 1811, gli esploratori
vocate dall’insalubrità della installarono la base delle
regione e che venivano pro- loro operazioni nei pressi
JUERGEN RITTERBACH / AGE FOTOSTOCK

pagate dai banditi. del tempio di Bassae, nel


Nonostante tutti questi moderno paese di Andrit-
pericoli, Cockerell e i suoi saina, dove cominciarono a
compagni non desistettero sondare il terreno insieme
e partirono per l’Arcadia ad alcuni abitanti del luogo.
seguendo la pista della Un evento imprevisto di-

stoRICA NAtIoNAL gEogRAPhIC 127


gRANdI SCOPERTE

1
4
2

I rilievi di Bassae Una lastra del lato sud del fregio raffigura una cruenta
battaglia tra greci e amazzoni 1, le mitiche donne guerriere.
LA SALA 16 DEL BRITISH MUSEUM custodisce i rilievi L’episodio illustrato è quello della nona fatica di Ercole 2,
che qui possiamo riconoscere grazie alla pelle del leone di
del fregio del tempio di Apollo a Bassae che furono
Nemea che l’eroe indossa. Il re Euristeo dell’Argolide incaricò
estratti dal team di Cockerell. In alto sono riprodotti due Ercole di incontrarsi con Ippolita, la regina delle amazzoni
rilievi che facevano parte del fregio continuo interno: 3, e di rubarle la cintura, che nel rilievo viene rappresentata
un’amazzonomachia e una centauromachia. come un drappo che le avvolge la vita 4.

mostrava che la spedizione i quali l’architetto non pro- loro malgrado, a rinviare gli
si trovava senza ombra di vava assolutamente nessuna scavi fino all’estate del 1812.
dubbio di fronte a un giaci- simpatia. Cockerell e il suo
mento archeologico ricco di team intavolarono anche Rilievi contesi
reperti di qualità: in una tana trattative con i notabili del Un anno dopo, il governato-
di volpe scavata al di sotto posto, i quali, senza un per- re turco della zona, Veli Pa-
del tempio, Cockerell aveva messo esplicito da parte del- sha, accordò il permesso per
intravisto un bassorilievo le autorità ottomane, vieta- le attività archeologiche in
di buona fattura. Lo aveva vano agli europei di estrarre i cambio della metà del botti-
immediatamente nascosto marmi dalle rovine. In attesa no, che immaginava sarebbe
sotto le pietre allo scopo di di entrare in possesso delle stato composto da metalli
preservarlo dalla curiosità appropriate licenze, i viag- preziosi. Mentre Cockerell
degli abitanti del luogo, per giatori si videro costretti, partiva alla volta della Sicilia
e di Malta, Haller e gli altri
cominciarono i lavori. As-
Per scavare nel tempio, gli europei sunsero circa 80 manovali
assunsero 80 manovali e una banda – e perfino una banda mu-
sicale che rallegrava le serate
musicale che rallegrasse le serate intorno al fuoco – e in soli
tre mesi dissotterrarono 23
BRIDGEMAN / ACI
DISEGNO DI COCKERELL CHE MOSTRA UNA PARTE DELLA STRUTTURA DEL TEMPIO DI BASSAE. lastre scolpite appartenenti

128 stoRICA NAtIoNAL gEogRAPhIC


4

1
3

FOTO: BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

Questo frammento del fregio proveniente dal lato nord raffigura I RILIEVI DI BASSAE SONO DI MARMO. ORIGINARIAMENTE
la battaglia tra lapiti (popolo della Tessaglia) e centauri, creature ERANO SITUATI SOTTO IL TETTO DEL TEMPIO,
A SETTE METRI DI ALTEZZA. QUANDO FURONO SCOPERTE,
metà uomo e metà cavallo 1, che scoppiò durante il matrimonio LE 23 LASTRE DEL FREGIO ERANO CADUTE ED ERANO SPARSE
tra Piritoo e Ippodamia, quando questi esseri mostruosi PER TERRA, PER CUI LA LORO DISPOSIZIONE ATTUALE NEL
provarono a rapire le donne 2. Al centro dell’immagine, il BRITISH MUSEUM È IPOTETICA.
valoroso lapita Ceneo 3, famoso per la sua invulnerabilità, si
difende con il suo scudo dall’attacco dei centauri, mentre questi
ultimi cercano di sotterrarlo con pietre e tronchi 4.

al fregio che ornava l’edifi- tinopoli per sostituire Veli pubblica a Zante per vende- dell’arte greca, come lord
cio. Undici di esse raffigu- non si dimostrò altrettanto re i rilievi di Bassae. Questa Byron. La loro acquisizione
ravano duelli fra uomini e convinto dell’accordo. Una volta, Ludovico I di Bavie- da parte del governo britan-
centauri – creature metà volta appreso l’accaduto, ra, a differenza dei francesi nico scatenò un coro di cri-
uomo e metà cavallo –, e le ordinò ai suoi giannizzeri di e dei britannici, non fece al- tiche e paragoni con il sac-
rimanenti rappresentava- imprigionare gli avventurieri cuna offerta. cheggio dei marmi del Par-
no battaglie fra i greci e le europei e di sequestrare il Alla fine, in nome del tenone a opera di lord Elgin,
amazzoni, le donne guer- carico di opere artistiche. Ma principe reggente Giorgio, risalente allo stesso periodo.
riere. Il bottino riesumato l’ordine arrivò tardi: quando il futuro Giorgio IV, il ge- Curiosamente, l’imbarca-
costituiva un successo per la i giannizzeri giunsero sulle nerale Campbell, coman- zione con cui il gruppo gui-
spedizione europea, ma non rive del mar Ionio, la spe- dante delle isole Ionie, pagò dato da Cockerell arrivò nel
per il governatore, anche se dizione era già salpata ver- 19.000 sterline alla squadra Peloponneso incrociò nel
in cambio di un centinaio so l’isola di Zante, protetta di Cockerell, assicurando- porto di Atene la nave che
di sterline diede il permes- dall’Armata britannica. si così il possesso di queste stava trasportando verso
so di imbarcare le pesanti opere, che attualmente sono l’Inghilterra la collezione di
sculture su una nave che si In rotta per l’Inghilterra esposte in una delle sale del statue e rilievi che Thomas
trovava sulla costa e che le Come avevano fatto con le British Museum. Bruce Elgin aveva sottratto
avrebbe trasportate nella statue di Egina, Cockerell – Il trafugamento dei mar- ai monumenti millenari
vicina Zante. che nel frattempo era tor- mi arcadici suscitò una gran- dell’Acropoli.
Tuttavia, il nuovo gover- nato dalla Sicilia – e il suo de indignazione tra i ferven-
natore designato da Costan- team organizzarono un’asta ti difensori del patrimonio e —Jorge García Sánchez

stoRICA NAtIoNAL gEogRAPhIC 129


Prossimo numero
titanic, il
naufragio di
un colosso
L’imbarcazione più
grande del mondo ebbe
una brevissima vita
commerciale. Erano
passati solo cinque
giorni dall’inizio del suo
primo viaggio quando
un iceberg speronò la
chiglia e causò, all’alba del
15 aprile del 1912, il suo
naufragio nell’atlantico
del nord. Morirono più di
1.500 persone: la tragedia
commosse il mondo e da
allora ha ispirato centinaia
GRANGER / ALBUM

di libri e di film.

Le pietre miliari dell’egittologia


Il culto deI GrandI dèI Dalla stele di Rosetta fino alla tomba di Tutankhamon,
della SamotracIa una decina di scoperte hanno segnato lo studio
dell’antico Egitto. Prossima sfida: il DNA.
La piccoLa isoLa di Samotracia, nel mar
Egeo, fu la dimora dell’impressionante
Nike di Samotracia, che oggi si può
Ville romane, il lusso rurale
Durante il Basso Impero gli aristocratici romani si
contemplare, mutilata, al Louvre di
circondarono di grandi lussi e comodità in residenze
Parigi. L’isola, da cui si
rurali che erano veri e propri palazzi.
narra che Poseidone
osservasse la guerra di
Troia, ospitò un santuario Robin Hood, il bandito buono
dedicato al culto dei misteriosi La tradizione popolare del Medioevo forgiò la leggenda
Grandi Dèi di Samotracia. Il del fuorilegge dei boschi di Sherwood. Un arciere
loro rituale era uno dei più formidabile che rubava ai ricchi per sfamare i poveri.
enigmatici della religione greca.
Gli iniziati erano obbligati a Alchimisti: scienza ed esoterismo
non rivelare nulla di ciò che vi L’inizio della rivoluzione scientifica del XVII secolo
succedeva; fra loro si annoverano è legato all’epoca dorata dell’alchimia, che interessò
anche il re Filippo II e sua moglie uomini illustri come Isaac Newton.
Olimpia, genitori di Alessandro
Magno, i quali, secondo la
leggenda, si innamorarono
Washington, il primo presidente
Il cittadino più famoso della storia statunitense,
durante il rito.
considerato il padre degli Stati Uniti d’America, dedicò
la sua vita alle impellenti esigenze della nuova nazione.
MUSÉE DU LOUVRE / RMN-GRAND PALAIS