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DISTILLAZIONE: PREMESSE

 PROCESSO DI ELEZIONE NELLA PREPARAZIONE DI ACQUA PER


PREPARAZIONI INIETTABILI
 PROCESSO GENERALMENTE APPLICATO COME STADIO FINALE
DI PURIFICAZIONE AD UN’ACQUA GIA’ TRATTATA
 IL TIPO DI ACQUA DI ALIMENTAZIONE DETERMINA LA
QUALITA’ FINALE DELL’ACQUA DISTILLATA: PARTENDO DA
ACQUA DEMINERALIZZATA SI OTTIENE UN’ACQUA DISTILLATA
CON UNA CONDUCIBILITA’ ELETTRICA INFERIORE (0.2 µS)
RISPETTO A QUANDO SI USA L’OSMOSI INVERSA (1.4 µS)
 I MIGLIORI RISULTATI SI OTTENGONO SOLO SE IMPIEGA IL
COSIDDETTO “APPROCCIO GLOBALE”, CHE TIENE CONTO NON
SOLO DELLE CARATTERISTICHE DEL DISTILLATORE, MA ANCHE
DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE, STOCCAGGIO, LE TUBAZIONI
(MATERIALI, SALDATURE), LE VALVOLE, LE PENDENZE, ETC.
DISTILLAZIONE: PRINCIPI
GENERALI
IL PROCESSO DI DISTILLAZIONE CONSISTE NELLA VAPORIZZAZIONE
DELL’ACQUA, SEGUITA DALLA CONDENSAZIONE DEL VAPORE
OTTENUTO, PER ELIMINARE LE IMPUREZZE PIU’ VOLATILI O NON
VOLATILI ALLA TEMPERATURA DI EBOLLIZIONE DELL’ACQUA.
LA DISTILLAZIONE RICHIEDE UNA CERTA QUANTITA’ DI CALORE PER
PRODURRE L’EVAPORAZIONE DELL’ACQUA, E QUESTO COSTITUISCE
UNO SVANTAGGIO DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO.
ECONOMICO
NELLA PRODUZIONE DI ACQUA PER USI FARMACEUTICI, LA
DISTILLAZIONE SI PONE COME STADIO FINALE DI PURIFICAZIONE,
PURIFICAZIONE
CIOE’ VIENE APPLICATA AD ACQUA PRETRATTATA,
PRETRATTATA CHE HA GIA’
SUBITO UN PROCESSO DI PURIFICAZIONE (ES.,
DEMINERALIZZAZIONE, OSMOSI INVERSA).
NELLA DISTILLAZIONE, L’ACQUA SOTTOPOSTA AL PROCESSO VIENE
EVAPORATA QUASI TUTTA, TRANNE UN PICCOLO RESIDUO NEL
QUALE SI CONCENTRANO LE IMPUREZZE NON VOLATILI.
DISTILLAZIONE: PRINCIPALI
METODI

GLI IMPIANTI DI DISTILLAZIONE ATTUALMENTE


UTILIZZATI NELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA
APPARTENGONO ESSENZIALMENTE A 2 TIPOLOGIE, CHE
SI DIFFERENZIANO PER LE MODALITA’ DI EROGAZIONE
DELL’ENERGIA NECESSARIA ALLA VAPORIZZAZIONE
DELL’ACQUA:
 IMPIANTI DI DISTILLAZIONE A TERMOCOMPRESSIONE

 IMPIANTI A SEMPLICE O A MULTIPLO EFFETTO


DISTILLAZIONE PER
TERMOCOMPRESSIONE:
GENERALITA’
LA DISTILLAZIONE PER TERMOCOMPRESSIONE E’
CARATTERIZZATA DA UN RISPARMIO ENERGETICO CHE
SI TRADUCE IN UN ABBATTIMENTO DEI COSTI DI
PRODUZIONE DI ACQUA DISTILLATA.

QUESTO SISTEMA SFRUTTA IL CALORE LATENTE DI


VAPORIZZAZIONE CHE SI LIBERA QUANDO IL VAPORE
CONDENSA. QUESTO CALORE VIENE SFRUTTATO PER
FARE EVAPORARE ALTRA ACQUA.
SCHEMA DI DISTILLATORE PER
TERMOCOMPRESSIONE
A = CALDAIA
B = ECONOMIZZATORE
C = COMPRESSORE
D = DISPOSITIVO
CONTROLLO LIVELLO
E = SEPARATORE DI GOCCE
F = RECIPIENTE DI RACCOLTA
R = MEZZO DI
RISCALDAMENTO

1 = ACQUA DI
ALIMENTAZIONE
2 = USCITA DISTILLATO
3 = SPURGO LIQUIDO
CONCENTRATO
Tratto da: L’acqua nell’industria farmaceutica,
Manuale tecnico AFI, OEMF, Milano, 1991
CICLO DI
TERMOCOMPRESSIONE
SCHEMATICAMENTE, L’ACQUA CONTENUTA
NELLA CALDAIA (A) VIENE PORTATA
ALL’EBOLLIZIONE DAL DISPOSITIVO DI
RISCALDAMENTO (R), SOLITAMENTE UNA
RESISTENZA ELETTRICA. IL VAPORE VIENE
ASPIRATO DAL COMPRESSORE C (CHE QUINDI
CREA UN CERTO GRADO DI DEPRESSIONE
NELLA CALDAIA, CON ABBASSAMENTO DEL
PUNTO DI EBOLLIZIONE DELL’ACQUA, 96°C),
QUINDI VIENE COMPRESSO, CON AUMENTO
DELLA TEMPERATURA (105°C). DATA LA
DIFFERENZA DI TEMPERATURA TRA VAPORE
COMPRESSO ED ACQUA NELLA CALDAIA, IL
VAPORE CONDENSA CEDENDO ALL’ACQUA IL
SUO CALORE LATENTE DI VAPORIZZAZIONE,
CHE FA EVAPORARE L’ACQUA NELLA CALDAIA.
SCENDENDO NELL’ECONOMIZZATORE, LA
CONDENSA CALDA CEDE ANCORA UNA PARTE
DEL SUO CALORE ALL’ACQUA.
IMPIANTI DI DISTILLAZIONE A
TERMOCOMPRESSIONE
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA
TERMOCOMPRESSIONE
VANTAGGI
 ECONOMICITA’ DI GESTIONE (RECUPERO QUASI TOTALE DELL’ENERGIA
TERMICA DI CONDENSAZIONE)
 NON E’ RICHIESTA ACQUA DI RAFFREDDAMENTO
 FUNZIONAMENTO ININTERROTTO
SVANTAGGI
 INFILTRAZIONI DI ARIA ESTERNA NELLE ZONE CHE OPERANO IN
DEPRESSIONE (ATTUALMENTE SI LAVORA CON LA CALDAIA IN
PRESSIONE POSITIVA, COSI’ CHE LE TEMPERATURE DI ESERCIZIO SONO
RISPETTIVAMENTE CIRCA 105°C e CIRCA 120°C)
 PARTI MECCANICHE IN MOVIMENTO (COMPRESSORE), CON RUMORE ED
USURA
 METALLI DIVERSI DALL’ACCIAIO INOX A CONTATTO COL VAPORE
 IMPIANTI INGOMBRANTI
DISTILLAZIONE A SEMPLICE
E MULTIPLO EFFETTO

IN QUESTI TIPI DI DISTILLAZIONE L’ACQUA VIENE


TRASFORMATA IN VAPORE PER RISCALDAMENTO, ED IL VAPORE
E’ SUCCESSIVAMENTE CONDENSATO PER RAFFREDDAMENTO IN
UN SISTEMA IN CUI CIRCOLA ACQUA.
NELLA DISTILLAZIONE A SEMPLICE EFFETTO SI UTILIZZA UN
DISTILLATORE COSTITUITO DA DUE PARTI: LA CALDAIA, DOVE
AVVIENE L’EVAPORAZIONE, ED IL CONDENSATORE, DOVE IL
VAPORE CONDENSA. I DISTILLATORI A SEMPLICE EFFETTO
SONO I PIU’ SEMPLICI E QUELLI PIU’ ANTICHI (ALAMBICCHI).
NELLA DISTILLAZIONE A MULTIPLO EFFETTO, SONO PRESENTI
PIU’ EFFETTI O STADI IN CIASCUNO DEI QUALI AVVIENE
CONTEMPORANEAMENTE L’EVAPORAZIONE E LA
CONDENSAZIONE
DISTILLAZIONE A SEMPLICE
EFFETTO
LA DISTILLAZIONE A
SEMPLICE EFFETTO E’
NORMALMENTE CONDOTTA A
PRESSIONE ATMOSFERICA,
E’ DISPENDIOSA (SIA IN
TERMINI DI ENERGIA CHE
DI ACQUA DI
RAFFREDDAMENTO) E NON
DA’ BUONE GARANZIE DI
STERILITA’ E
APIROGENICITA’.

1 = ACQUA ALIMENTAZIONE
2 = USCITA DISTILLATO
Tratto da: L’acqua nell’industria farmaceutica,
Manuale tecnico AFI, OEMF, Milano, 1991 3 = ENTRATA ACQUA RAFFREDDAMENTO

A = EVAPORATORE; B = SEPARATORE DI GOCCE; 4 = USCITA ACQUA RAFFREDDAMENTO


C = CONDENSATORE; D = RACCOLTA DISTILLATO 5 = SPURGO LIQUIDO CONCENTRATO

R = MEZZO RISCALDANTE 6 = SPURGO GAS INCONDENSABILI


DISTILLAZIONE A MULTIPLO
EFFETTO
NELLA DISTILLAZIONE A MULTIPLO EFFETTO IL PROCESSO VIENE
SUDDIVISO IN PIU’ STADI: L’ACQUA VIENE FATTA EVAPORARE IN
EVAPORATORI (DETTI APPUNTO “STADI” O “EFFETTI”) DISPOSTI IN
SERIE, A PRESSIONI – E QUINDI A TEMPERATURE – DECRESCENTI.
DECRESCENTI
IL PRIMO STADIO UTILIZZA PER L’EVAPORAZIONE DELL’ACQUA UNA
FONTE ENERGETICA ESTERNA,
ESTERNA MENTRE CIASCUNO DI QUELLI
SUCCESSIVI UTILIZZA COME FONTE DI CALORE IL VAPORE CHE SI E’
FORMATO NELL’EFFETTO PRECEDENTE, ED E’ QUINDI ENERGETICAMENTE
AUTOSUFFICIENTE.
AUTOSUFFICIENTE
COMUNEMENTE IL NUMERO DEGLI EFFETTI E’ COMPRESO TRA TRE E SEI.
SEI
UN MAGGIOR NUMERO DI EFFETTI COMPORTA UN MAGGIOR COSTO DI
INVESTIMENTO,
INVESTIMENTO MA ANCHE UN ABBASSAMENTO DEI COSTI OPERATIVI,
OPERATIVI
PERCHE’ DIVENTA MAGGIORE LA PERCENTUALE DI ENERGIA RECUPERATA
RISPETTO A QUELLA FORNITA NEL PRIMO STADIO.
RESE DI DISTILLATORI A
MULTIPLO EFFETTO
PRODUZIONE DI ACQUA
DISTILLATA DA ….

…DISTILLATORE A SINGOLO EFFETTO

…DISTILLATORE A DOPPIO EFFETTO

…DISTILLATORE A TRIPLO
EFFETTO

Tratto da: Pharmaceutical Engineering,


24, 1-7, 2004.
SCHEMA DI DISTILLATORE
A MULTIPLO EFFETTO
ESEMPI DI DISTILLATORI
INDUSTRIALI A MULTIPLO
EFFETTO-1

DISTILLATORE A DOPPIO
EFFETTO OLSA, RISCALDATO
DISTILLATORE A MULTIPLO EFFETTO ELETTRICAMENTE,
PRODUZIONE 50 LITRI/ORA
MULTITRON (DITTA CHRIST, SVIZZERA)
ESEMPI DI DISTILLATORI
INDUSTRIALI A MULTIPLO
EFFETTO-2

DISTILLATORE A DUE EFFETTI OLSA,


DISTILLATORE A CINQUE EFFETTI PRODUZIONE 200 LITRI/ORA,
OLSA, PRODUZIONE 3000 LITRI/ORA COLLEGATO CON UN TANK DI
STOCCAGGIO PER WFI
MATERIALI IMPIEGATI NEI
DISTILLATORI
RELATIVAMENTE AL TIPO DI MATERIALE IMPIEGATO PER TUTTE LE
PARTI A DIRETTO CONTATTO CON L’ACQUA ED IL VAPORE, I
DISTILLATORI A SEMPLICE EFFETTO POSSONO ESSERE COSTRUITI
IN VETRO BOROSILICATO O QUARZO,
QUARZO QUANDO LE LORO
DIMENSIONI NON SONO TROPPO GRANDI (PRODUZIONE MAX.FINO
A 50-100 LITRI/ORA).
IL MATERIALE GENERALMENTE PIU’ USATO E’ L’ACCIAIO
INOSSIDABILE,
INOSSIDABILE PARTICOLARMENTE I TIPI AISI 316 E AISI 316L,
316L
CHE OFFRONO LA MIGLIORE RESISTENZA ALLA CORROSIONE; IL
TIPO 316L (LOW CARBON) E’ USATO NORMALMENTE PER TUTTI I
COMPONENTI SOGGETTI A SALDATURA. TUTTE LE PARTI INTERNE
DEVONO ESSERE LUCIDATE A SPECCHIO, MEDIANTE LUCIDATURA
MECCANICA O ELETTROLUCIDATURA (RUGOSITA’ 0.4-0.6 µm Ra)
CONFRONTO TRA DISTILLAZIONE PER
TERMOCOMPRESSIONE E DISTILLAZIONE
A MULTIPLO EFFETTO-1
QUANDO SI CONFRONTANO TRA LORO I VARI TIPI DI DISTILLATORI, DI
SOLITO VENGONO PRESI IN CONSIDERAZIONE I SEGUENTI PARAMETRI:
 QUALITA’ DELL’ACQUA PRODOTTA
 COSTI DI GESTIONE
 COSTI DI INVESTIMENTO
 INGOMBRO DELL’IMPIANTO

SUCCESSIVAMENTE SI PRENDONO IN CONSIDERAZIONE ALTRI FATTORI:


 POTENZIALITA’ DELL’IMPIANTO
 TEMPO DI MESSA A REGIME
 TEMPERATURA DI PROCESSO e TEMPERATURA E PRESSIONE DI USCITA
 QUALITA’ DELL’ACQUA DI ALIMENTAZIONE
CONFRONTO TRA DISTILLAZIONE PER
TERMOCOMPRESSIONE E DISTILLAZIONE
A MULTIPLO EFFETTO-2

CONSUMO DI ENERGIA COSTI

IL TIPO DI DISTILLATORE PIU’ CONVENIENTE DAL PUNTO DI VISTA DEI COSTI E’


QUELLO A TERMOCOMPRESSIONE,
TERMOCOMPRESSIONE CHE PUO’ RISULTARE FINO A 20 VOLTE PIU’
ECONOMICO DEL DISTILLATORE A SINGOLO EFFETTO E DA 3 A 8 VOLTE DI QUELLO A
EFFETTI MULTIPLI (A SECONDA DEL NUMERO DI STADI). A QUESTO RISULTATO
CONTRIBUISCONO SIA I MINORI CONSUMI ENERGETICI CHE IL FATTO CHE NELA
TERMOCOMPRESSIONE NON E’ RICHIESTA ACQUA DI RAFFREDDAMENTO.
RAFFREDDAMENTO
CONFRONTO TRA DISTILLAZIONE PER
TERMOCOMPRESSIONE E DISTILLAZIONE
A MULTIPLO EFFETTO-3
DAL PUNTO DI VISTA DEI COSTI DI INVESTIMENTO E DELLO SPAZIO OCCUPATO
I DISTILLATORI A MULTIPLO EFFETTO RISULTANO PIU’ CONVENIENTI.
TUTTI I DISTILLATORI ESAMINATI SONO IN GRADO DI FORNIRE ACQUA
RISPONDENTE AI REQUISITI DI FARMACOPEA, ANCHE SE FORSE QUELLI A
MULTIPLO EFFETTO DANNO MAGGIORI GARANZIE RELATIVAMENTE AI REQUISITI
MICROBIOLOGICI.
LA SCELTA DI UN IMPIANTO DIPENDE POI DALLE ESIGENZE SPECIFICHE:
 QUANTA ACQUA SERVE OGNI GIORNO E QUANTE ORE AL GIORNO DEVE
FUNZIONARE L’IMPIANTO (ES., 8 h/giorno x 5 giorni, oppure 24/7)
 ESIGENZA DI UN IMPIANTO CHE PRODUCA ANCHE VAPORE PURO
 QUALITA’ DELL’ACQUA DI ALIMENTAZIONE
 TEMPERATURA DI PROCESSO; TEMPERATURA E PRESSIONE IN USCITA

IL PRINCIPIO GENERALE E’ CHE COL CRESCERE DELLE POTENZIALITA’ LA


SCELTA SI SPOSTA DAGLI IMPIANTI A TERMOCOMPRESSIONE A QUELLI A
MULTIPLO EFFETTO.