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DUNS SCOTO Essere e Individuo

Gli estremi dell’universo concettuale di Duns Scoto sono l’essere, il concetto più
semplice e indeterminato, e l’individuo, il concetto più determinato e non più
divisibile.
Il concetto di essere, in quanto semplice, non è identificabile con nessun altro, in
quanto unico, è il contenuto minimo comune di ogni concetto.
Quella di essere è la prima e fondamentale nozione dell’intelletto, la più generica ed
astratta. Allude a tutto ciò che accomuna le cose. Si ottiene prescindendo da tutte le
differenze. E’ il minimo comune denominatore di tutte le cose: di ogni cosa, infatti,
prima che si sappia della sua natura, se sia finita o infinita, temporanea o eterna,
sostanza o accidente, si sa che è.
Il significato di essere è univoco. Anche di Dio si dice che è, con lo stesso unico
significato che si usa per dire di tutte le cose che sono delle cose.
Dire di una cosa che è significa dire che essa è fuori dal nulla.
Duns Scoto respinge la dottrina tomista dell’analogia dell’essere.
L’univocità dell’essere rende possibile pensare e parlare della sostanza e di Dio, che
non ci sono dati per esperienza. La sostanza, infatti, ci è nota solo attraverso i suoi
accidenti sensibili: se non ci fosse un concetto comune ad essa e ai suoi accidenti, che
è appunto il concetto di essere, noi non potremmo conoscere nulla della sostanza. Così
possiamo parlare di Dio proprio per il concetto di essere, comune a Dio e alle sue
creature. L’analogia dell’essere pregiudica questa possibilità perché interrompe la
continuità ontologica tra noi e Dio: se, ad esempio, partendo dalla sapienza che noi
riscontriamo nelle creature risaliamo a Dio, possiamo sì dire che Dio è causa di quella
sapienza, ma non ch’è sapiente; solo l’univocità dell’essere giustifica una somiglianza
fra un attributo delle creature e un attributo di Dio, che ci permette di dire che Dio è
sapiente, come le sue creature ma in modo infinito. Una causa, infatti, può produrre
un effetto senza assomigliare ad esso.
L’univocità dell’essere non riduce la sostanziale differenza tra Dio e le sue creature, ma
rende possibile arrivare a Dio, che non ci è noto per esperienza, a partire dal mondo
sensibile e per dimostrazione.
Quel che riusciamo a sapere di Dio per dimostrazione non basta per la salvezza
dell’anima: ci vuole la rivelazione che alimenta la fede e la teologia.
L’individuo è il concetto più ricco di determinazioni ed indica la realtà che non si può
più dividere, senza pregiudicarne l’essenza. Sull’individuo Duns Scoto ha elaborato
l’originale teoria dell’haecceitas.
L’haecceitas è ciò che fa di una cosa questa (haec in latino) cosa particolare, irriducibile
a tutte le altre della stessa specie, una realtà singolare. Si può rendere in italiano
con questità, un termine che non c’è nel vocabolario ma che rende bene il concetto.
Tutti gli asini sono asini, ma ogni asino è l’individuazione della comune asinità, che in
esso si determina in modo singolare e inconfondibile.
Tutti gli uomini esprimono la comune umanità, ma con singolarità irriducibile.
Il problema è capire il costituirsi dell’individualità a partire da una sostanza o natura
comune: come avviene che la comune umanità si determini come singolare umanità
inconfondibile in ogni uomo, che la comune asinità si determini come singolare asinità
inconfondibile in ogni asino?
Come si spiega il farsi individuale, singolare, particolare e inconfondibile di una natura
o sostanza comune?
Il problema, tipicamente medievale, trova la sua prima impostazione in Avicenna, per il
quale l’individuazione dipende dalla materia. Egli si basa su passi della Metafisica di
Aristotele.
La soluzione di Avicenna entra nel mondo latino medievale e trova in Tommaso
d’Aquino una variante: la materia va intesa come materia signata, “la materia
considerata sotto determinate dimensioni”. Ogni uomo, cioè, è individuo perché unito
a un determinato corpo, diverso per le dimensioni, per la sua collocazione nello spazio
e nel tempo, dai corpi di tutti gli altri uomini.
L’agostinismo tende, invece, a riconoscere il principio d’individuazione nella forma, più
che nella materia, delle cose. Bonaventura (1217–74) indica la comunicazione tra la
materia e la forma.
Duns Scoto pensa che né la materia né la forma possano valere come principio
d’individuazione: la materia è indistinta e non può quindi produrre distinzione e
diversità; la forma è la sostanza o natura comune anteriore e indifferente sia
all’universalità che all’individualità. L’individualità consiste invece in una “ultima realtà
dell’ente” la quale contrae la natura comune e la determina all’individualità, ad esse
hanc rem, determinazione ultima e compiuta della materia, della forma e del loro
composto. L’individualità costituisce l’attualità piena, la compiutezza finale della
sostanza.
L’umanità trova il suo compimento, la sua realizzazione compiuta, nei singoli uomini.
L’asinità ha il suo compimento nei singoli asini.
All’individuo, che si caratterizza per la complessità e ricchezza delle sue
determinazioni, Duns Scoto riconosce un valore metafisico nuovo.
La messa in discussione della sostanza o natura comune ad opera di Occam inizierà, di
lì a poco, la dissoluzione del problema dell’individuazione e l’individualità ne uscirà
ancor più accentuata. In Duns Scoto, però, la natura comune è ancora un solido
principio metafisico.
Se la natura comune s’individualizza nella realtà, portando a compimento il suo
processo di realizzazione, essa si universalizza nei concetti, attraverso il realizzarsi del
processo conoscitivo.
Duns Scoto distingue la conoscenza in intuitiva e astrattiva.
L’intuizione è sia dei sensi che dell’intelletto, ha per oggetto le cose nella loro esistenza
in atto e coglie la natura comune contratta in individualità.
La conoscenza astrattiva, propria dell’intelletto, prescinde dall’esistenza attuale delle
cose conosciute intuitivamente e coglie le specie intelligibili, le forme universali delle
cose, e costituisce la scienza.

Fonte: ANNO ACCADEMICO 2010-11 - UNIVERSITA’ POPOLARE DI TORINO


Giuseppe Bailone ha pubblicato Il Facchiotami, CRT Pistoia 1999.
Nel 2006 ha pubblicato Viaggio nella filosofia europea, ed. Alpina, Torino.
Nel 2009 ha pubblicato, nei Quaderni della Fondazione Università Popolare di
Torino, Viaggio nella filosofia, La Filosofia greca.
Due dialoghi. I panni di Dio – Socrate e il filosofo della caverna (pdf)
Plotino (pdf)
L'altare della Vittoria e il crocifisso (pdf)
Testi di Duns Scoto Giovanni
 Ordinatio. Commento alle sentenze. Distinzione prima e seconda. Testo latino a
fronte, 2010, Casa Mariana Editrice
 Trattato sul primo principio. Testo latino a fronte, 2008, Bompiani
 Prologo dell'Ordinatio. Testo latino a fronte, 2006, Casa Mariana Editrice
 Summula. Scelta di scritti coordinati in dottrina. Con testo latino, 1990, Libreria
Editrice Fiorentina
 Omelia sul prologo di Giovanni, Mondadori 1987
 Ioannis Duns Scoti opera omnia, Ordinatio. Liber quartus distinctiones 8-13,
2010
Testi su Duns Scoto
 «Pro statu isto»: l'appello dell'uomo all'infinito. Atti del Convegno nel 7º
centenario della morte di Giovanni Duns Scoto (Milano, 7-8 novembre 2008)
2010, Biblioteca Francescana
 Pica Girolamo, Il beato Giovanni Duns Scoto. Dottore dell'Immacolata, 2010,
Elledici
 Merino José A., Per conoscere Giovanni Duns Scoto, 2009, Porziuncola
 Gilson Étienne, Giovanni Duns Scoto, 2008, Jaca Book
 Incenso, Hegel e Duns Scoto, 2006, La Città del Sole
 Parisoli Luca, La contraddizione vera. Giovanni Duns Scoto tra le necessità della
metafisica e il discorso della filosofia pratica, 2005, Ist. Storico dei Cappuccini
 Iammarrone Luigi, Giovanni Duns Scoto metafisico e teologo. Le tematiche
fondamentali della sua filosofia e teologia, 2003, Miscellanea Francescana
 Boulnois Olivier, Giovanni Duns Scoto. Teologia «Critica» e rigore della carità,
1999, Jaca Book
 Razzotti Bernardo; Salidu Francesca; Coronato Rocco, Merope (21). Giovanni
Duns Scoto, Ben Jonson, 1997, Tracce
 Giovanni Duns Scoto. Filosofo della libertà. Testo latino a fronte, 1996, EMP
 Pannenberg Wolfhart, La dottrina della predestinazione di Duns Scoto nel
contesto dello sviluppo della dottrina scolastica, 1995, Biblioteca Francescana
 Giovanni Duns Scoto. Filosofia e teologia, 1995, Biblioteca Francescana
 Bonansea Bernardino, L'uomo e Dio nel pensiero di Duns Scoto, 1991, Jaca
Book