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RAYMOND E.

BROWN

INTRODUZIONE
AL NUOVO TESTAMENTO
Edizione italiana
a mm di GASTONE BOSCOLO

quarta edizione

QUERINIANA
Informazioni utili sulla Bibbia
nel suo insieme

Il NT non esiste per conto proprio, bensi unito ad altri libri che i cri-
stiani chiamano AT. Insieme, l’AT e il NT formano la Bibbia cristiana.
La Bibbia dunque è una collezione. In effetti, possiamo parlare di una
biblioteca, in cui l’AT è costituito da una selezione di libri sacri del-
l’antico Israele e il NT da una selezione di libri sacri della chiesa delle
origini. La raccolta ha una sua unità, ma occorre stare attenti ad affer-
mazioni del tipo: «La Bibbia dice. ..»; sarebbe come chi, volendo citare
Jane Austen o Shakespeare. affermasse: «La biblioteca dice. . .». Il modo
più corretto di esprimersi è citare il nome di un libro o di un autore spe-
cifico: «Isaia afferma», «Marco dice». In tal modo si riconosce che a scri-
vere i singoli libri della Bibbia sono state persone diverse, vissute in pe-
riodi differenti e ciascuna con idee proprie. E vero che i singoli libri bi-
blici acquistano un significato aggiuntivo proprio perché fanno parte
della Bibbia nel suo insieme, ma non per questo la loro individualità
può essere ignorata.
Parlare dei libri sacri dell’antico ‘Israele’ è una generalizzazione. L’ar-
co di tempo che va da Abramo a Gesù copre almeno 1700 anni (e for-
se più di 2000), e per indicare i raggruppamenti principali della produ-
zione letteraria di questi secoli vengono utilizzate terminologie diverse‘.
Non di rado, il termine ‘ebrei’ descrive i patriarchi vissuti prima di Mo-
sè e del Sinai. ‘Israele’ è voce adeguata per indicare la federazione delle
tribù emerse dopo il Sinai e che finirono col formare uno stato nella ter-
ra di Canaan (Palestina). (Dopo la morte di Salomone, nel 920 a.C. cir-

' Il periodo prima del 1000 a.C. è estremamente complesso;


per una breve panoramica,
cfr, NGC/BQ75,26-63.
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LA REGIONE DEL MEDITERRANEO AI TEMPI DEL NUOVO TESTAMENTO

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I Natura e origine del Nuovo Testamento
Cesarea
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Scitopoh Come leggere il Nuovo Testamento
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-Enon° ‘\_* Il testo del Nuovo Testamento
Il mondo politico e sociale dei tempi neotestamentari

SAMARIA Il mondo religioso e filosofico dei tempi neotestamentari




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1.
Natura e origine .

del Nuovo Testamento

Anche se l’espressione ‘Nuovo Testamento’ a noi richiama un insie»


me di scritti che costituiscono la letteratura cristiana delle origini, l’idea
che essa implica è il prodotto di una lunga evoluzione…

A. La natura del Nuovo ‘Testamento’

Prima che il termine ‘testamento’ fosse applicato a un complesso di


scritti, esso si riferiva all’azione speciale svolta da Dio a beneficio degli
esseri umani. Nella storia degli ebrei e di Israele vediamo che si parla di
una ‘alleanza’ (accordo o patto)‘ tramite la quale Dio assunse un impe—
gno con Noè, Abramo, e Davide, promettendo aiuto e benedizioni par—
ticolari. Nella tradizione, tuttavia, il patto più importante fu quello sti—
pulato da Dio con Mosè e Israele (E: 19,5; 34,10.27), grazie al quale
Israele divenne popolo speciale di Dio.
Quasi seicento anni prima della nascita di Gesù, mentre la monar-
chia di Giuda e la stessa capitale, Gerusalemme, stavano crollando di-
nanzi agli eserciti stranieri, Geremia pronunciò un oracolo del Signore:
«Ecco, verranno giorni nei quali con la casa di Israele e con la casa di


Il ren-nine ebraico bérît è stato reso in greco con diathE/ee', che nel greco profano si riferì»
va ad un tipo particolare di parto :) accordo rapportato alla morte, e quindi a un testamento
o volontà ultima.
42 Preliminari per la camprm.tione del Num/a Termmenta Tettammla 43
Natura : nrigim’ del NMDVO

Dobbiamo guardare dunque ad altri criteri in grado di spiegare perche' che una comunità nei pressi di Rhossus leggeva il Vangelo di Pietro,
sono stati conservati e accettati i libri sacri. un’opera a lui non familiare. A una prima lettura, Sempione trovò l’o-
Secondo, l’importanza delle comunità destinatarie. I destinatari dei
pera un po’ strana, ma era propenso a tollerarla. Quando, più tardi,
vari scritti hanno ricoperto un loro ruolo nella loro conservazione e ac- venne a sapere che questo vangelo era usato per sostenere il docetistno
coglienza. È certo che non sono sopravvissuti scritti destinati alle co— (secondo cui Gesù non era vero uomo)”, Sempione ne vietò l’uso in al-
munità di Gerusalemme o della Palestina, anche se è possibile che alcu- tre chiese. Alcuni scritti gnostici riflettevano la tesi che Gesù non era ve-
ne tra le fonti dei Vangeli o degli Atti degli Apostoli siano palestinesi. ramente morto in croce, un’idea che conduceva allo svilirnento del
Tale vuoto ‘e dovuto anche, verosimilmente, al disordine in cui è piom— martirio cristiano. Rispetto a questa posizione, i quattro Vangeli e le
bata questa regione in seguito alla rivolta giudaica contro Roma, negli lettere paoline, che sottolineano la centralità della croce e della morte di
anni che vanno dal 66 al 70 d.C. È plausibile che in Antiochia di Siria Gesù, insieme agli Atti degli Apostoli, con la loro descrizione della
sia stato accolto Matteo“, un Vangelo destinato ad esercitare un’in— morte di Stefano, non potevano non essere preferiti dalle comunità cri-
fluenza enorme. A quanto pare, le chiese dell’Asia Minore (ad es., Efe- stiane, nelle quali il sangue dei martiri era diventato seme della chiesa.
so) e della Grecia hanno conservato moltissima parte del Nuovo Testa— La ragione delle perplessità nutrite da Dionigi di Alessandria nei con-
mento, vale a dire gli scritti paolini e giovannei, e forse anche Luca-At— fronti dell’Apocalisse era che in essa si parla di Cristo destinato a regna—
ti. Quanto alla chiesa di Roma, si ritiene che abbia conservato la lettera re sulla terra per mille anni (A]) 20,46), una dottrina millenaristica o'
ai Romani e forse la lettera agli Ebrei e il Vangelo di Marco. Roma inol— chiliastica che Dionigi rifiutava.
tre è un’altra candidata come ambiente in cui sarebbero sorti Luca-At- Di questi tre fattori si può dire senz’altro che abbiano contribuito al-
ti. Quando, nel 170 ca., Ireneo contesta le pretese degli gnostici di at- la conservazione di determinati scritti e alla loro importanza. Ma da so-
tribuire un’origine apostolica ai propri scritti (AH 3,3), la possibilità li essi non bastano a rendere giustizia pienamente a un altro elemento:
concreta di stabilire connessioni tra gli apostoli e le chiese più impor- l’intuizione della chiesa nell’individuare gli scritti che potevano essere
tanti in Asia Minore, Grecia e, soprattutto, Roma, costituisce argo- ‘ispirati’.
menti impottanti per includere opere che egli considera parte del NT
canonico. Questo fattore delle chiese che accolgono i vari scritti neore-
stamentari (subendo a volte in maniera tutta particolare l’influenza di
alcuni personaggi menzionati nel libro neotestarnentario che più tardi LA RACCOLTA DEI PRIMI SCRITTI CRISTIANI

occuperà una posizione privilegiata all’interno di una chiesa specifica)


può spiegare la conservazione di documenti come la lettera a Filemone I diversi generi letterari che abbiamo appena preso in considerazione
o la lettera di Giuda. Infatti, tenendo presente soltanto l’ampiezza o i hanno ciascuno una propria storia di raccolte preliminari, e queste loro
contenuti di questi scritti, non sarebbe facile spiegare perché siano sta- vicende gettano luce sugli atteggiamenti che hanno spinto alla compi—
ti conservati anch’essi come parte del canone neotestamentario. lazione definitiva del NT.
Terzo, la confirmità con la norma dellafede. È possibile che il termi—
ne ‘cauone’, o norma, si riferisse inizialmente alle credenze più comuni
delle comunità cristiane, prima di indicare la collezione degli scritti che Le lettere pauline
divennero quindi normativi. L’importanza della conformità con la fede
può essere illustrata con un episodio raccontato da Eusebio (EH Il nome di Paolo figura in tredici lettere indirizzate a diverse comu-
6,12,2—6) su Sempione, vescovo di Antiochia (190 ca.), il quale scoprì nità o persone singole e scritte entro un periodo di cinquant’anni circa,

" Antiochia e la Siria entrano in questione anche come possibili ambienti


per Marco, Gio- " È possibile che i docetisti si richiamasseroal passo del VgPt 4,10, secondo cui Gesù du-
vanni e Luca-Atti.
rante la crocifissione stette in silenzio perché non soffriva alcun dolore.
108 Preliminari per la comprensione delNum/a Terramento [! mondo pa!itira : sociale da tempi neaterttzmmttzri 109

Grande (4 a.C.)”. Dopo la morte di Erode, Augusto suddivise il regno caratterizzato da rivoluzione violenta”. Lo Storico romano Tacito (Sto—
fra i suoi tre figli. Nelle due aree più interessate alla vita di Gesù, Ar- r195,9) riferisce che in Giudea, sotto l’imperatore Tiberio (14—37 d.C.),
chelao divenne etnarca della Giudea, della Samaria e dell’1dumea, men- «la situazione era tranquilla».
tre Erode Antipa divenne tetrarca della Galilea e in parte della Trans- Era questa, dunque, la Palestina della maturità di Gesù. Un ‘re’ ero—
giordania“. Il dominio di Arcbelao fu dispotico e provocò l’odio dei diano, scaltro e vanitoso, che governava la patria di Gesù, la Galilea, e
suoi sudditi, al punto che questi inviarono a Roma una delegazione per un prefetto romano, che controllava Gerusalemme e la Giudea, dove
chiedere che fosse rimosso (una situazione che qualcuno pensa sia ri— Gesù trascorse i suoi ultimi giorni e fu crocifisso. Sia Filone (Ad Gaium
flessa nella parabola di Lt 19,14). Augusto rispose nell’anno 6 d.C. tra- 38; $ 300) che il NT (1.6 13,1; 23,12), ci diCOno che i rapporti tra Ero—
sformando il territorio di Archelao in provincia imperiale della Giudea. de (o i principi erodiani) e Pilato non sempre erano privi di screzi. Al-
Quirinio, il legato romano di Siria (una provincia più antica), ordinò cuni anni dopo la morte di Gesù, l’uso pesante della forza, da parte di
un censimento per motivi fiscali come conseguenza dell’assunzione del Pilato, per sopprimere un movimento religioso samaritano, condusse
la all’intervento del legato romano in Siria, il quale nell’anno 36 spedì Pi—
potere direttamente da parte di Roma, un censimento che provocò
ribellione di Giuda il Galileo. Di tale censimento si fa menzione in A;: lato a Roma“. Il regno dell’imperatore Caligola, durato quattro anni
5,37 ed è ad esso che si pensa verosimilmente anche in Le 2,1—2“. La ri- (37-41), inquietò gli abitanti di Gemsalemrne, poiché questo impera-
bellione di Giuda, che ebbe luogo quando Gesù aveva dodici anni al— . tore cercò di far erigere nel Tempio una statua che fosse espressione del-
l’incirca, e circa 25 anni prima della sua crocifissione, fu l’unica rivolta la sua divinizzazione.
giudaica seria e di cui si abbia un resoconto, avvenuta in Palestina du:
rante il periodo della giovinezza e maturità di Gesù. Inevitabilmente,
durante tale periodo — come accade sempre sotto il dominio straniero — IL SECONDO TERZO DEL SEC. I D.C.
ci sono state turbolenze e momenti di tensione. Ma due dei prefetti di
questo tempo, Valerio Grato e Ponzio Pilato, durarono dieci anni
cia-
Il primo periodo di dominio romano diretto in Giudea, da parte di
scuno, un segno questo che indica come non si sia trattato di un tempo
prefetti, terminò nell’anno 39/40. Erode Agrippa I, che in precedenza
era succeduto ai suoi zii Filippo ed Erode Antipa, ottenendo il dominio
" La datazione della nascita di Gesù nell’era di Erode il Grande e uno dei pochi tratti co- sui loro territori, era amico sia di Caligola che del nuovo imperatore
muni ad entrambi i racconti dei Vangeli dell’infanzia (Mt 2,1; La 1,5). Partendo dal presup- Claudio (41—54), cosi che fil fatto re di tutta la Palestina (41-44), re-
di
posto 'd1e il riferimento sia accurato, l’anomalia costituita dal fatto che Gesù nato ‘prima
è
Crisro’ risulta da un antico errore nel calcolare la sua nascita. Nel sec. VT Dionigi il Piccolo
staurando in tal modo il regno che era stato di suo nonno Erode il
(Dionysius Exiguus) propose di calcolare gli anni non più a partire dalla fondazione di Roma Grande. Agrippa si conquistò le simpatie dei capi religiosi giudei e fece
(Ab Urbe Cnna'ita), bensi dalla nascita del Signore. Dionigi scelse come data di nascita di
Ge— sforzi per apparire pio. At 12 gli attribuisce la persecuzione che uccise
sù l’anno 754 A…U.C., una data troppa tardiva, poiché secondo il mlm/a più plausibile Erode Giacomo, il fratello di Giovanni, figlio di Zebedeo. Dopo la morte di
morì nell’anno 750 A.U.C.
'3 Per il
complicato albero genealogico della famiglia di Erode, cfr. NGCBQ, p. 1638;
oppure AED 3,175… Il terzo figlio regnante era Filippo, che regno dal a.C. 34,
4 al nella ree
" Filone, il filosofo giudeo, presenta un quadro estremamente osrile di Pilato, denuncian«
gione a est e a nord del lago di Galilea (Le 5,1)… Città come Betsaida e Cesarea di Filippo,
menzionate nei racconti evangelici, erano nel suo territorio. ‘Etnarca’ (governatore di una do i suoi «ricatti, insulti, ruberie, oltraggi, ingiurie arbitrarie, esecuzioni capitali ripetute co-
etnia 0 comunità di minoranza) e ‘terrarca’ (principe di un’area ridotta) sono titoli inferio— stantemente senza processo, crudeltà incessantementee sommamente atroci» (Ad Gaium 38,
ri a quello di ‘re’. $ 302, scritta negli anni 59-40 d.C. circa). Molti oggi sono propensi a ritenere che si tratti di
" L’etrata sequenza temporale nel riferimento diAt fa pensare che l’autore di Lt—At non un quadro dettato da pregiudizi, destinare a creare, con la forza della retorica, un caso tale da
precisione quando ebbe luogo questo censimento * di fatto avvenne dopo la de- indurre a sostituire i prefetti romani con Erode Agrippa 1. 1 Vangeli presentano un quadro
sapesse con
posizione di Archelao —, così che può darsi che lo abbia confuso con i tempi tribolari Suc»
molto meno ostile di Pilato, ma è difficile dire che lo dipingono come un modello della giu—
eessivi alla morte del padre di Archelao, Erode il Grande, dieci anni prima. Ma si veda set» stizia romana.
'“ GIUSEPPE Fumo, Ant, 18.4.1»23 85 85-89.
to, il cap. 10, nota 33,
1 12 Preliminari per la [amprlmione del Num/a Tettamanto Il mondo politico e sociale dei {empi neammmemari ] 13

terminate comunità cristiane Sorse una forte antipatia contro i capi del— tere piede in Gerusalemme sotto pena di morte. Sul luogo dell’antica
le sinagoghe giudaiclie, un fenomeno che è riflesso in una serie di passi città di Gerusalemme fu costruita una nuova città pagana, Aelia Capi-
di Matteo (6,25; 23,6); venne formulata l’accusa che le sinagoghe per- tolina. Si ipotizza che i familiari di Gesù siano stati influenti nelle chie—
seguitavano i cristiani (Mt 10,17; 23,54) e li bandivano dalla sinagoga se della Palestina durante il tempo di Domiziano (EH 5,20), ma questa
(Gv 9,22; 12,42; 16,2). Un’affermazione come quella di Gv 9,28 fa una situazione finì in ogni caso col tempo di Traiano (EH 332,6); e sotto
distinzione netta frai discepoli di Gesù e i discepoli di Mosè; e in alcu- Adriano la guida della chiesa in Palestina passò nelle mani dei cristiani
ni passi del NT ‘i Giudei’ (e la loro Legge) sono considerati realtà estrae di origine pagana (EH 4,6,5—5).
nee (Mt 28,15; G010,34; 15,25).
Poco dopo l’assassinio di Domiziano sorse un’altra dinastia di impe—
ratori. E l’ultimo periodo del quale ci interessiarno in questo libro è sta-
to vissuto sotto Traiano (98-117) e il suo successore, Adriano (117— B. Il mondo sociale dei tempi neotestamentari
138). Efficiente mministratore propenso a intervenire nelle province,
Traiano emanò leggi che portarono a una persecuzione dei cristiani in
Asia Minore, com’è attestato nella corrispondenza tra l’imperatore e
Nella sezione precedente abbiamo dato uno sguardo d’insieme alla
Plinio (il Giovane), il governatore di quella regione. Nella sua ricerca di
storia politica dell’impero romano in generale e della Palestina in parti-
cristiani, Plinio s’aspettava di trovarli tra gli schiavi, in particolare tra le
colare, durante il periodo che ci interessa. Il NT tuttavia ci informa sul-
donne schiave. Egli menziona cristiani che si radunano per cantare in-.-
'la diffusione del cristianesimo al di fuori della Palestina, in particolare
ni a Cristo «come a un dio». Il bisogno di un ordine bene articolato nel-
le chiese cristiane, quasi fossero costrette a organizzarsi per sopravvive
nelle città dell’Asia Minore e della GreCia. Cercare di proporre una sto—
ria di questa area analogamente a quanto abbiamo fatto per la Palestina
re, è attestato da Ignazio, vescovo di Antiochia, il quale — mentre veni-
sarebbe poco conveniente, poiche' ciascuna regione, avolte ciascuna cit-
va portato a Roma come prigioniero per subirvi il martirio (nell’anno
110 ca.) — inviò lettere alle chiese insistendo sull’importanza di rimane- tà, ha una sua storia particolare. Quando prenderemo in considerazio-
re uniti al vescovo”. Alla fine del regno di Traiano (115—117) e nei pri- ne le lettere paoline, tratteremo anche di questo aspetto, analizzando
mi anni di Adriano ci furono sommosse giudaiche in tutta la parte brevemente la situazione di ognuna delle città destinatarie degli scritti
orientale dell’impero. L’insistenza di Adriano nel volere a Gerusalem— dell’apostolo. In questo capitolo di carattere generale possiamo fare
me un santuario dedicato a Giove Capitolino sul sito del Tempio che qualcosa di più utile, e cioè prendere in considerazione alcuni dei prin-
era stato distrutto nel 70 e il suo divieto della circoncisione contribui- cipali aspetti della vita mediterranea agli inizi dell’impero, che siano
rono alla seconda rivolta giudaica, guidata da Simone ben Koshiba, no— utili alla comprensione del NT.
to come Bar Cochba o Kochba”. Quest’ultima designazione significa I primi credenti in Gesù erano ebrei. Forse, tutti gli autori degli scrit-
‘figlio della stella’ (si veda la stella davidica in Nm 24,17), e secondo la ti neotestamentari erano ebrei. Le memorie di Gesù e gli scritti dei suoi
tradizione successiva egli fu riconosciuto come Messia dal famoso Rab- seguaci sono densi di riferimenti alle Scritture giudaiche, alle festività,
bi Akiba (Aqiba). I Romani repressero spietatamente la rivolta. Aldba alle tradizioni e alle istituzioni dei Giudei. Perciò non c’è dubbio alcu-
morì martire. E da allora in poi a nessun giudeo fu più concesso di met» no sull’influenza esercitata dal giudaismo sul NT. Tuttavia, come ab-
biamo visro, dal tempo di Alessandro Magno in avanti i Giudei erano
vissuti in un mondo ellenistico. Per un secolo prima della nascita di Ge—
" Se in un periodo precedente in molte chiese c’era un duplice ordinamento, consistente
di presbiteri-vescovi(al plurale) e diaconi, al tempo di ignazio in alcune chiese dell’Asia Mi— sù la maggior parte di loro erano vissuti in aree dominate dagli eserciti
nare il vescovo s’era affermato come l’autorità più alta, con i presbiteri e i diaconi sotto di lui. romani. E al tempo della nascita di Gesù una buona percentuale del
E il famoso ordine tripartito che si affermò in pratica universalmente attorno al 200. mondo dei Giudei, forse la maggioranza, parlava greco. 1 libri biblici
’" Lettere scritte da lui
e ai suoi seguaci sono state rinvenute nella regione del Mar Morto,
a Mutabba‘at (NGCBQ 67,119). composti in ebraico e in aramaico erano stati tradotti in greco, e alcuni
1 18 Preliminari ]… la iompremiiiii it.—mu… Termmento [! manda politim ! Jatiule dei tempi neare.rmmenmi ; 19

Vangeli invece — che in parte riflettono la situazione di vita dello stesso settore degli affari, dell’agricoltura e domestico, gli schiavi potevano
Gesù in Galilea — i poveri sono piccoli agricoltori con appezzamenti di svolgere anche funzioni di amministratore, di medico, di insegnante, e
terreno troppo ridotti o aridi, oppure servi della gleba nei grandi lati— tra essi non mancavano studiosi e poeti e chi riusciva ad accumulare ric-
fondi. Nelle città, senza il sostegno dei prodotti dei campi, i poveri era- chezze notevoli. Inoltre, nobili pagani denunciavano la schiavitù e al-
no in condizioni ancora peggiori. Ciò nonostante, la situazione di en— cune religioni orientali accettavano tra i loro adepti anche gli schiavi,
trambi questi gruppi che riguardano il NT era economicamente meno senza pregiudizi.
disperata di quella dei disperatamente poveri del mondo moderno. I predicatori cristiani fecero conversioni trai poveri e gli schiavi dei
Quanto allo stesso Gesù, di cui si dice che mostrava la propria affezio- centri urbani, ma conquistarono alla fede cristiana anche non pochi
ne per i poveri, egli era personalmente un te'kta'n (secondo Mc 6,3), va- appartenenti al ceto medio. I cristiani benestanti non dovevano essere
le a dire un ‘artigiano del legno’, un falegname che costruiva
porte e molti, è vero, ma è indubbio che un certo numero di convertiti appar-
mobili per le case in pietra o in mattoni di fango, e atatri e gioghi peri teneva a questa classe sociales anche all’aristocrazia. In 1 Car 1,26
contadini. In quanto artigiano di un villaggio, potrebbe essere accosta- Paolo verosimilmente non fa solo dell’oratoria quando parla di «non
to a un «colletto blu, che è espressione dell’impiegato appartenente al molti sapienti,... non molti potenti, non molti di nobili natali». Un
ceto medio inferiore americano»“. motivo particolare di tensione sociale trai cristiani sembra essere stato
Quanto agli schiavi, le traduzioni del NT rendono il greco rifila; sia il banchetto eucaristico. Per dare la possibilità a un certo numero di
con ‘servo’ che con ‘schiavo’z’; ma le persone così designate non posso« cristiani di incontrarsi, occorrevano ambienti spaziosi. In queste sale,
no essere immaginate secondo i modelli ne' dei domestici nelle case brii situate spesso al secondo piano di un’abitazione privata di credenti
tanniche, ne’ degli schiavi africani in America. La schiavitù esisteva da agiati, avevano accesso in tali casi anche cristiani di ceti inferiori che al-
secoli, anche se nei tempi neotestamentari iniziava a diminuire. Antiche trimenti non avrebbero mai avuto contatti con il proprietario. Un’in-
fonti di schiavi erano le scorrerie dei pirati e le terpretazione di ] Car 11,20-2235—34 è che alcuni proprietari aveva-
guerre frequenti che ave-
vano preceduto l’inizio dell’impero romano, poiche' i prigionieri e a no trovato il modo di evitare siffatte situazioni socialmente imbaraz-
volte l’intera popolazione di una città conquistata venivano venduti in zanti invitando soltanto gli amici per consumare dapprima un pasto
schiavitù. La pace instaurata da Augusto prosciugò in insieme; poi — dopo che essi avevano mangiato e bevuto — potevano es-
parte questa fon-
te. E la penuria di schiavi si aggravò perche’ nello stesso tempo molti sere accolti anche gli altri per l’eucaristia. Paolo condanna questo mo-
schiavi furono liberati. Ciò nonostante, gli enormi latifondi romani do di fare, dichiarandolo non cristiano, perche' mette in situazione di
avevano bisogno, per la loro gestione, di un grande numero di schiavi. disagio i poveri. La breve lettera a Filemone mostra Paolo che prende
La condizione dello schiavo variava. Gli schiavi costretti a remare nelle a cuore la causa di uno schiavo fuggiasco che si era fatto cristiano. Al
galere o a lavorare nelle miniere conducevano un’esistenza bestiale. E a proprietario Paolo chiede di riprendere il fuggitivo come un fratello e,
volte (specialmente in Italia, prima dell’instaurazione dell’impero) gli implicitamente, di non punirlo con eccessiva severità. Così per Paolo
schiavi diventavano socialmente e politicamente ribelli, come mostra la l’emancipazione è auspicabile. Tuttavia, il fatto che Paolo, che ritene—
rivolta di Spartaco (73-71 a.C.). Tuttavia, agli schiavi erano ricono- va prossima la fine del mondo, non abbia condannato le strutture so—
sciuti anche diritti legali, e sotto l’impero romano il maltrattamento o ciali del suo tempo con il loro massiccio numero di schiavi, per secoli
l’uccisione di uno schiavo costituiva un crimine punibile. Oltre che nel è stato tragicamente frainteso come giustificazione cristiana dell’esi—
stenza della schiavitù, e di una schiavitù non di rado più dura di quel—
" Mi rifaccio qui all’eccellente trattazione in MHER, Marginal 1,280-285, che mostra la la dei tempi neotestarnentari.
fragilità di altre interpretazioni. Riflettendo sul NT occorre prendere in esame anche il problema
” Una questione interessante riguarda la forma femminile del sostantivo, che ricorre nel
della formazione culturale, sia di Gesù e dei predicatori cristiani, che
Magnjîrzzt (Lc 1,48); gli studiosi si chiedono se intende descrivereMaria come ‘serva’ (anch
la), del Signore, o come sua rschiava’; il secondo significato offre la possibilità di identificarla dei loro destinatari. Gli studiosi discutono non poco sulla natura ed
con elementi che erano parte dei destinatari cristiani dello scritto lucano. estensione della prassi educativa giudaica al tempo di Gesù. Alcuni di
172 Vangeli : ppm [allegate Vangeli in generale . Vangeli rinomìi in particolare 173

fatto che i lettori del Vangelo lo rimuovono dal suo spazio e dal suo ri missionari si allargò oltre gli originari compagni di Gesù e le espe—
tempo ed immaginano che egli abbia trattato questioni che mai ha af- rienza di fede di nuovi venuti, come Paolo, arricchirono ciò che fu ri-
frontato”. Può anche esserci una forma sofisticata di rappresentare cevuto e proclamato.
scorrettamente Gesù, imponendo su di lui categorie che in realtà non Un altro fattore operante in questo stadio di sviluppo fu il neces-
gli si adattano, per es., contadino“ o combattente per la libertà. sario adattamento della predicazione ad un nuovo uditorio. Se Gesù
fu un galileo giudeo del primo terzo del sec. 1, che parlò in aramaico,
dalla metà del secolo il suo vangelo fu predicato nella diaspora a cit—
tadini giudei e gentili in greco, una lingua che egli normalmente non
(2) LA PREDICAZIONE (A.POSTOLICA) su GESÙ
parlò (se pure la parlò mai), Questo cambio di lingua richiese una
(il secondo terzo del sec. 1 d.C.)
traduzione nel senso più ampio di questo termine, cioè, una rifor-
mulazione nel vocabolario e nei modelli che potesse rendere il mes-
Quelli che videro e udirono Gesù ebbero una conferma alla loro saggio intellegibile e vivo per i nuovi uditori. Talvolta la riformula-
sequela mediante le apparizioni post—pasquali (] Cor 15,5-7) e per- zione (che ha lasciato tracce visibili nei Vangeli scritti) riguardò fatti
vennero ad una piena fede in Gesù risorto come colui attraverso il accessori, per es., un tipo di tetto a regole familiare ad un uditorio
quale Dio aveva manifestato il definitivo amore salvifico per Israele greco in Lc 5,19, in contrasto con il tetto in stile palestinese attra-
e, alla fine, per tutto il mondo — una fede che espressero mediante ti- verso il quale fu aperto un buco in M: 2,4. Ma altre riformulazioni
toli che esprimevano la confessione di fede (Messia/ Cristo, Signore, ebbero ripercussioni teologiche, per es., la scelta di so‘mrz, ‘corpo’ per
Salvatore, Figlio di Dio, ecc.). Questa fede post-pasquale illuminò le l’elemento eucaristico nei sinottici e in ] Cor 11,24 (come termine
memorie di ciò che avevano visto e udito durante il periodo prece— distinto dalla traduzione più letterale m’rx, ‘carne’ in GV 6,51 e in
dente la risurrezione e, cosi, proclamarono le sue parole e azioni con Ignazio, Romani 7,3). Questa scelta può aver facilitato l’uso figurato
un significato arricchito. (I lettori moderni, abituati dai mezzi di co- di corpo nella teologia del corpo di Cristo, di cui i cristiani sono
municazione ad una cronaca distaccata, basata sui fatti, devono rico- membra (1 Car 12,12-27). Così, gli sviluppi della tradizione su Ge»
noscere l’atrnosfera nettamente differente della primitiva predicazio- sù promossero la crescita della teologia cristiana.
ne cristiana). Parliamo di questi predicatori come ‘apostolici', poiché Molto spesso il termine ‘predicazione’ ingloba tutto questo secondo
si consideravano inviati (apostéllein) da Gesù risorto e la loro predi— stadio di sviluppo del Vangelo, benché anche altri elementi abbiano
cazione è spesso descritta come proclamazione kerygmatica (kÉ‘ryg- contribuito alla formazione dei Vangeli. Per es., la liturgia o il culto di—
ma), intesa a portare altri alla fede. Alla fine il cerchio dei predicato- vennero parte della vita cristiana, come si vede in testi evangelici batte
simali e nelle formule eucaristiche. ln Mt si può percepire il prendere
forma del materiale dalla catechesi. Le controversie della comunità for-
" Liberali () conservatori, i cristiani fanno quest’enorc, Possono chiedersi se Gesù avrebbe nirono colore, per es., lotte con i capi giudei della sinagoga (in Mt e Gv)
servito come un soldato in una guerra moderna (per es., in Vietnam) :) quanti sacramenti pro—
gettò, Le risposte esatte .; tali domande sono che un galileo giudeo non deve aver saputo del— e, internamente, con alcuni che gridano «Signore, Signore» in Mt 7,21
l’esistenza del Vietnam 0 di una guerra meccanizzata,e che non esisteva ancora una parola per (contro entusiasti spirituali?)
‘sacramento’ in questo periodo, Ciò che Gesù fece e disse ha implicazioni per questi proble—
mi più recenti; ma nella fede cristiana lo Spirito Santo chiarifica tale implicazione con un pro»
cesso di traduzione dal tempo di Gesù al nostro tempo. Quando i documenti confessionali
dellachiesa parlano delle azioni di ‘Gesù Cristo’, non parlano semplicemente del Gesù del mi- (5) l VANGELI SCR1’ITI (l’ultimo terzo del sec. 1, approssimativamente)
nistero pubblico ma del Gesù rappresentato nella predicazione apostolica e nella susseguente
tradizione.
“ Criticato da MHI—ZR, Malgimtl 1,278—282: Gesù visse in una società agraria, ma lavorò oo-
Benché nel mezzo del periodo precedente, quando il materiale su
me falegname (Mc 6,5). Come parallelo moderno, Meier sostiene che Gesù sarebbe stato più
vicino ad «un operaio della classe medio-bassa d’America» che ad un contadino. Cfr. p. 118.
Gesù veniva predicato, dovettero apparire alcune primitive collezioni
186 Vangeli : vpere [allegate Vangzlz’ in gmerale - Vangeli rinam'n’ in panicobr: 187

11,29-32 la generazione cerca un segno; il segno


15,14;10,24—25a 6,39-40 può un cieco guidare un cieco; un 12,38—42 .
di Giona; giudizio del popolo di Nini—
discepolo non e più del maestro
ve, la regina del sud
7,3-5 64142 la pagliuzza nell’occhio del fratello, la '

5,15; 6,22-23 11,33-35 non mettere una lampada sotto il mog-


trave nel proprio 1,
gio; occhio lampada del corpo, se cat—
. ,

7,16-20 6,43-45 nessun albero buono porta frutti cattivi; tivo, tenebra
(12,33-55) dagli Spini non vengono fichi 25,25«26.23.6»7a.27 11,39-44 i farisei purificano l’esterno della coppa;
7,21.24-27 6,46-49 mi chiamate Signore e non fate; ascolta- guai a Chi paga le decime incoerente-
te le mie parole e non le mettete in pra- mente, e cerca il primo posto
tica 23,4.29—51 11,46—48 guai ai dottori della legge che caricano
8,5a-10.13 7,1-2.6b-10 grande fede di un centurione a Ca- pest insopportabili, costruiscono tom—
farnao che chiede aiuto per un servo be per 1 profeti
malato 23,34-56.13 11,49-52 io dico/la sapienza di Dio dice: man-
derò profeti che saranno perseguitati;
11,2—11 7,18-28 i discepoli di Giovanni Battista; mes—
ai ai dottori della legge
saggio per lui; lode di Giovanni Batti—
sta che è più di un profeta 10,26-33; 12,32 12,2-10 ciò che e nascosto sarà rivelato; non
è soddisfatta temere chr uccide il corpo; riconoscer—
11,16—19 7,31—35 questa generazione non mi davanti a Dio
né da Giovanni Battisra né dal Figlio
10,19-20 12,11-12 di fronte alle sinagoghe; lo Spirito San-
dell’uomo
to aiuterà
8,19-22 9,57-60 il Figlio dell’uomo non ha dove posare 6,25-33 12,22«31 non preoccupatevi per il corpo; consi-
il capo; per seguirlo lasciare i morti a derate i gigli del campo; il Padre sa di
seppellire i morti che avete bisogno
9,37—38; 10,7-16 10,2-12 messe abbondante, pochi operai; isrru- 6,19-21 12,33-34 tesori non sulla terra ma in cielo
zioni missionarie 24,43-44.45»51 12,39-40/1246 il padrone di casa e il ladro; il servo fe—
11,21—23;10,40 10,13—16 guai a Corazin, guai a Betsaida; chi dele che si prepara per la venuta del
ascolta voi, ascolta ine padrone
11,25-27;13,16-17 10,21—24 ringraziamento al Padre per la rivela— 1034-36 1251-53 non sono venuto a portare la pace ma
zione ai piccoli; tutto è stato dato al Fi- la spada; divisioni in famiglia
glio che solo conosce'il Padre; beati gli 16,2—3 12,54-56 l’abilità a interpretare i segni del tem-
occhi che vedono ciò che voi vedete po rende capaci di interpretare i tempi
63-13 1 1 ,2-4 il Padre Nostro (forme varianti — la presenti
forma di Matteo e più lunga) 5,25-26 12,58»59 accordarsi prima di andare davanti al
chiedete e vi sarà dato; se voi date cose giudice
7,7-1 1 11,9-13
13,31-33 1118-21 il regno dei cieli/di Dio: come la cre-
buone, quanto più il Padre
scita di un seme di senape; come il lie—
12.22—30 1144.151743 demoni scacciati da Beelzebul; l’uomo v1to che una donna mette nella pasta
fune fa la guardia al suo palazzo; chi
7, 1 5-14.22-25; 13,23—29 la porta stretta attraverso la quale pochi
non è con me è contro di me 8 ,11-12 entreranno; il padrone, di casa che te—
12,43«45 11,24—26 lo spirito impuro uscito da uno vi ri- spinge quelli che bussano; viene gente
torna e ne porta altri sette, facendo da tutte le direzioni per entrare nel re-
Peggio gno dei cieli/di Dio