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TECNARIA s.p.a.

Guida all'uso del programma per il calcolo dei solai misti legno-calcestruzzo
con connettori a piolo e ramponi TECNARIA
secondo il DM 17/01/2018, le indicazioni della Approvazione Tecnica di
Prodotto Avis Technique e la Valutazione Tecnica Europea ETA-18/06049

Tecnaria S.p.A.
Viale Pecori Giraldi, 55
36061 Bassano del Grappa (VI) Italia
tel. 0424 502029
Fax. 0424 502386
info@tecnaria.com
wwww.tecnaria.com

GUIDA ALL'USO DEL PROGRAMMA


Sommario
Sommario

GUIDA ALL'USO DEL PROGRAMMA ........................................................................................... 1

Sommario 1

AVVERTENZE PRELIMINARI 4

INTRODUZIONE ALLA VERSIONE 4.30 DEL PROGRAMMA 4

INTRODUZIONE ALLA versione 4.20 DEL PROGRAMMA 5

Utilizzo del programma in casi particolari 6

Comandi tasti viola (barra orizzontale) 7

Comandi tasti rosa (barra verticale) 7

Pulsante FILE 7

Pulsante DATI 8

Sezione RIEPILOGO DATI ................................................................................................................ 8


Sezione VERIFICHE PRIMA FASE .................................................................................................. 8

Sezione GEOMETRIA ........................................................................................................................ 9

Sezione CARICHI PORTATI ............................................................................................................. 9

RAPPORTO ADM. LUCE/FRECCIA ............................................................................................. 11

Sezione MATERIALI STRUTTURALI ........................................................................................... 12

Classe calcestruzzo strutturale ........................................................................................................... 12

Tipo di legno ...................................................................................................................................... 13

Umidità iniziale legno ....................................................................................................................... 13

Tipologia connettore .......................................................................................................................... 13

Tavolato ............................................................................................................................................. 13

Travicelli ............................................................................................................................................ 13

Spaziatura connettori ......................................................................................................................... 14

Sezione INSERIMENTO AVANZATO CARATTERISTICHE MECCANICHE .......................... 14

CLS .................................................................................................................................................... 14

Legno ................................................................................................................................................. 14

Altri.................................................................................................................................................... 15

Pulsante CALCOLA 16

Pulsante GUIDA 17

Finestra di presentazione dei RISULTATI DI CALCOLO 17

Sezione RIEPILOGO DATI 17

Sezione RISULTATI 17

RISULTATI DELLE VERIFICHE ................................................................................................... 17

Verifiche SLU a tempo ZERO .......................................................................................................... 18

Verifiche a tempo INFINITO ............................................................................................................ 19

Verifiche SLE .................................................................................................................................... 19


Armatura corrente per trave ............................................................................................................... 19

Armatura trasversale .......................................................................................................................... 20

Staffe.................................................................................................................................................. 21

IMPOSTA STAMPANTE................................................................................................................. 21

STAMPA ........................................................................................................................................... 21

IMPOSTA STAMPANTE (TASTO GRAFICO) ............................................................................. 21

SU FILE............................................................................................................................................. 21

STAMPA ........................................................................................................................................... 21

ANNULLA ........................................................................................................................................ 21

Avvertenze all'uso del software 21

Procedura di calcolo 22

Normativa di riferimento 22

Note di calcolo 26

Armatura inferiore. ............................................................................................................................ 28

Solai in zona sismica 28

GUIDA ALL'USO DEL PRODOTTO .............................................................................................. 30

Solai misti legno-calcestruzzo con connettori Tecnaria 30

Descrizione tecnica dei connettori Tecnaria 30

Connettore BASE 30

Connettore MAXI 31

Connettore OMEGA 31

Applicazione e messa in opera dei connettori Tecnaria 31

Caratteristiche tecniche - Sperimentazione 32

Posizionamento dei connettori 33

Interasse dei connettori 33


Altezza dei connettori34

Armatura 34

Telo impermeabile 34

RECUPERO delle strutture di legno 34

PRODOTTI TECNARIA .................................................................................................................. 37

Connettori tecnaria ctf a piolo per strutture metalliche 37

Connettori tecnaria diapason per strutture metalliche 38

Connettori tecnaria CTcem – VCEM - MINCEM per solai in laterocemento 39

AVVERTENZE PRELIMINARI
Il programma esegue il calcolo del dimensionamento di strutture in legno-calcestruzzo
calcolando la distanza fra i connettori a piolo e ramponi Tecnaria date la geometria, i materiali
ed i carichi; il sistema di calcolo e le caratteristiche meccaniche sono quelle indicate nella
Approvazione Tecnica di Prodotto Avis Technique. Tale certificazione è stata rilasciata da un
ente terzo, il CSTB, ente che fa parte della EOTA (vedasi www.eota.eu ).
Esegue le verifiche complete sul sistema misto: sul legno, sul calcestruzzo e sul connettore.
Nell'inserimento dei dati è necessario utilizzare il punto decimale e non la virgola.
Quando si variano i dati è necessario cliccare sul pulsante "calcola" per aggiornare i risultati.
Vengono proposte alcune scelte di default che si riferiscono a tipologie usuali.
Per il calcolo dei solai a semplice orditura basta applicare l'opzione relativa.
Nel caso dei solai a doppia orditura il programma esegue il calcolo della sola orditura principale
nel caso in cui l’orditura secondaria è posizionato sopra la principale; una volta verificata la
trave principale è necessario eseguire un nuovo calcolo per la orditura secondaria attivando
l'opzione "solaio a singola orditura" e utilizzando come luce di calcolo l'interasse delle travi
principali.
Il programma calcola automaticamente i carichi permanenti di tutto ciò che è al disotto della
soletta, soletta compresa, pertanto è necessario inserire solo i carichi permanenti ed accidentali
gravanti sopra la soletta.

INTRODUZIONE ALLA VERSIONE 4.30 DEL


PROGRAMMA
Ad ottobre 2018 è stato pubblicato sul sito www.tecnaria.com la versione 4.30 del programma.
Questa versione prevede alcune sostanziali differenze dal programma precedente.
- È ora possibile calcolare la trave senza puntelli in fase transitoria.
- Il calcolo della freccia iniziale risponde ai requisiti delle nuove norme tecniche italiane
NTC2018.
- Vengono differenziati i carichi permanenti tra quelli presenti prima e dopo la messa in
opera di finiture fragili. Solo quelle messe in opera dopo hanno una componente nella
freccia attiva.
- Si fa ora riferimento agli aggiornamenti della certificazione tecnica Avis Technique. Nel
2017 è stato chiarito che non è necessario fare la verifica a tempo zero per tutti i carichi e
sono indicati i valori di resistenza dei connettori Maxi se soggetti ad azione sismica sia
per edifici a bassa duttilità (DCL), che media (DCM), che alta (DCH). Tali valori non
sono implementati nel programma dato che si usano per i connettori che fanno da
collegamento tra muri in legno e soletta in calcestruzzo di un solaio misto.
Si fa inoltre riferimento alla certificazione Valutazione Tecnica Europea ETA-18/0649.
- Il database dei calcestruzzi fibrorinforzati ad alte prestazioni è stato incrementato.
- Nel caso di scelta di posizionare le staffe il programma sceglie connettori di altezza non
superiore a 105 mm.
- All’apertura del programma è possibile selezionare i coefficienti parziali per il legno,
scegliendoli tra la colonna A o la colonna B delle NTC2018 al punto 4.4.6.

INTRODUZIONE ALLA versione 4.20 DEL


PROGRAMMA
Nel 2015 il programma è stato interamente rivisto a seguito della decisione di Tecnaria di
utilizzare l’Approvazione Tecnica di prodotto specifica per i connettori per legno.
Tale certificazione di prodotto si è resa necessaria per la vendita dei connettori all’estero, in
particolare in Francia e Germania. L’Approvazione è stata redatta dall’Istituto Francese CSTB
Centre Scientifique et Technique du Batiment (equivalente francese del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici), membro dell EOTA - European Organisation for Technical assessment.
Per ottenere tale approvazione le prove effettuate sono state interpretate con criteri più
cautelativi e tutto il sistema di calcolo è stato ricontrollato ed approvato.
L’approvazione tecnica di prodotto è chiamata Avis Technique ed è scaricabile presso questi
siti:
https://www.tecnaria.com/solai-in-legno/download-software-di-calcolo-solai-legno/
http://www.cstb.fr/ (ricerca Tecnaria).

Inoltre i dati di default del programma sono stati cambiati e sono stati scelti valori più opportuni
per le situazioni di rinforzo di solai esistenti.
L’utilizzo del programma porta quindi a risultati differenti da quelli che si potevano ottenere nel
programma precedente.

Le principali differenze che fanno cambiare i risultati di calcolo sono le seguenti:


1) Parametri meccanici dei connettori. I connettori hanno ora i valori indicati
dall’Approvazione Tecnica. I connettori risultano leggermente meno resistenti, ma più rigidi.
2) Cambio di alcuni parametri di default con passaggio a valori meno restrittivi:
1. Coefficiente carichi permanenti non strutturali 1,3 (prima 1,5)
2. Coefficiente viscosità calcestruzzo 2,5 (prima 3,0)
3. Peso tavolato ora 4.2 (prima 6,0)
3) Calcolo freccia e effetti viscosità calcolati come indicato dall’Approvazione Tecnica di
prodotto e norma italiana.
4) Aggiornamento del calcolo della base efficace.
5) Calcolo a taglio aggiornato secondo l’Eurocodice UNI EN1995-1-1 versione 2009.
Il programma è stato anche potenziato nelle possibilità di effettuare un calcolo personalizzato.
La versione attuale comprende:
1) presenza legno latifoglia D18 e D24, e altri aggiornamenti classi legno;
2) opzione nell’input avanzato per inserire manualmente la base efficace;
3) opzione nell’input avanzato per inserire manualmente la larghezza tra isolante;
4) opzione nell’input avanzato per inserire manualmente la larghezza tra teste travetti nella
doppia orditura;
5) opzione nell’input avanzato per inserire manualmente la spaziatura tra i connettori;
6) calcolo rete;
7) inserimento connettore omega.

Conversione unità di misura


Nel seguito si riporta una tabella di equivalenza tra unità di misura adottate nel programma con
riferimento all'attuale normativa italiana ed internazionale e le unità di misura di tipo pratico
tradizionalmente usate nel campo della tecnologia civile.
10 N = 1 kg
1 kN = 100 kg
1 kN/m2 = 100 kg/m2
1 MPa = 1N/mm2 = 10 kg/cm2

Utilizzo del programma in casi particolari


La luce da indicare nel programma è quella di calcolo.
Il programma esegue il calcolo di una trave su due appoggi.
Nel caso di solai inclinati a travi parallele alla linea di gronda, pur essendo la sezione delle travi
disposta in maniera inclinata, il solaio funziona comunque in flessione retta in quanto la
notevole rigidezza nel piano della soletta consente la sola inflessione nel piano ortogonale ad
essa. Il sistema misto legno-cls prenderà la sola componente dei carichi ortogonale al piano. I
carichi portati potranno essere moltiplicati per il coseno dell’angolo di inclinazione; per fare
questa operazione anche sui i pesi propri calcolati automaticamente dal programma bisogna
definire i pesi specifici dei materiali moltiplicando i relativi valori per il coseno dell’angolo di
inclinazione. Ad esempio per una falda inclinata del 30% l’angolo di inclinazione è 16,7° ed il
coseno è 0,96, pertanto moltiplicare i carichi per 0,96 equivale a ridurli del 4%; a favore di
sicurezza è possibile non applicare affatto tale coefficiente ed eseguire il calcolo come per un
normale solaio orizzontale. Fanno eccezione i carichi accidentali (ad esempio il carico neve) che
sono definiti rispetto alla superficie in proiezione orizzontale, questi dovranno essere ridefiniti
rispetto alla unità di superficie inclinata e poi moltiplicati per il coseno dell’angolo; il risultato è
una doppia moltiplicazione per il coseno dell’angolo che, nel caso dell’esempio precedente,
porta ad una riduzione dell’8%; anche per questi è possibile, a favore di sicurezza, non applicare
affatto tale coefficiente. La componente dei carichi parallela al piano sarà assorbita dalla sola
soletta di cls che funzionerà come una trave-parete dando origine a sollecitazioni aggiuntive
trascurabili. Nel calcolo l’interasse è quello misurato nel piano inclinato.
Per solai inclinati a travi ortogonali alla linea di gronda e quindi disposte nel senso della
pendenza, vale quanto detto nel caso precedente. Nel calcolo la luce è quella misurata nel piano
inclinato, eventualmente aumentata del 5% per considerare la dimensione dell’appoggio.
Nel caso di solai con travi diverse fra loro (per sezione, luce, interasse, specie legnosa, qualità
meccanica, ecc.) è necessario ripetere il calcolo su ciascuna trave.
Comandi tasti viola (barra orizzontale)
Visita il sito: apre il browser internet ed accede alla home page del sito www.tecnaria.com.
Scarica i disegni: apre il browser internet ed accede alla pagina www.tecnaria.com/solai-in-
legno/download dalla quale si possono scaricare files in formato .dwg contenenti particolari
costruttivi.
Scarica certificati: apre il browser internet ed accede alla pagina www.tecnaria.com/solai-in-
legno/download dalla quale si può scaricare un opuscolo, in formato pdf, contenente le
certificazioni del prodotto.
Scrivi a Tecnaria: apre il programma di posta elettronica e predispone l’invio di un messaggio
a info@tecnaria.com.
Info.: apre una finestra informativa sulla versione del programma e sugli autori.

Comandi tasti rosa (barra verticale)

Pulsante FILE

Nel menu File troviamo i comandi connessi con creazione ed eliminazione dei set di dati,
apertura e salvataggio di set di dati su file, stampa e gestione delle opzioni di stampa e infine il
comando per uscire dal programma.
NUOVO: predispone l'ambiente per l'immissione di un nuovo set di dati, qualora vi sia in
memoria un set di dati non salvato richiede all'utente se vuole salvare gli stessi su di un file.
APRI: carica un set di dati precedentemente salvato su file tramite il comando SALVA, qualora
vi sia in memoria un set di dati non ancora salvato, richiede se si desidera procedere al
salvataggio su file degli stessi.
SALVA: salva il set di dati attualmente in memoria in un file, se il set di dati non era mai stato
salvato precedentemente su file visualizza all'utente la finestra di salvataggio con nome,
proponendo un nome standard che l'utente può modificare se lo desidera. Qualora al set di dati
risulti già assegnato un file dati, procede al salvataggio diretto dei dati sullo stesso,
riscrivendolo.
SALVA CON NOME: provoca la visualizzazione della finestra di salvataggio del set di dati su
file, se il set di dati attualmente in memoria risulta già associato a un file dati propone lo stesso
come scelta di default, se invece è il primo salvataggio del set di dati, propone un nome standard
come scelta di default.
IMPOSTA STAMPANTE: visualizza il pannello di controllo delle stampanti, da cui è
possibile scegliere tra le stampanti installate sul sistema, e eventualmente variare le impostazioni
delle stesse.
STAMPA: apre una nuova finestra in cui viene richiesto il nome del progetto ed il nome del
Progettista, poi ulteriori scelte:
SU FILE: permette di memorizzare i dati ed i risultati su un file di testo.
TESTO: manda in stampa in formato testo i dati ed i risultati con le attuali impostazioni della
stampante.
ESCI: provoca l'uscita dal programma stesso, qualora vi sia in memoria un set di dati che non è
stato modificato, il programma propone se si vuole salvare il set di dati stesso (caso in cui viene
visualizzata la finestra di salvataggio), non salvare e uscire, oppure annullare il comando di
uscita.

N.B. La stessa procedura a cui si assiste nel caso di comando ESCI e set di dati da salvare si ha
anche nel caso in cui sempre in presenza di un set di dati non salvato su file, si vengano a creare
condizioni per cui si richiede la chiusura dell'applicazione, quali la chiusura del sistema stesso
e/o comunque un comando di chiusura dato all'applicazione in uno dei vari modi possibili sotto
Windows.

Pulsante DATI

La finestra DATI serve per l'immissione in appositi campi di tutti i dati attinenti a geometria,
carichi e materiali utilizzati, utili ai fini delle procedure di calcolo.
All'interno della finestra sono presenti le sezioni:
RIEPIOLOGO DATI
GEOMETRIA
CARICHI PORTATI
RAPPPORTO ADM. L/FRECCIA
MATERIALI STRUTTURALI
INSERIMENTO AVANZATO CARATTERISTICHE MECCANICHE

Sezione RIEPILOGO DATI

In questa sezione vengono riepilogati i principali dati di ingresso:


Trave puntellata o non puntellata. Se la trave è puntellata significa che è sostenuta in maniera
attiva fino al raggiungimento da parte del calcestruzzo della resistenza caratteristica.
Calcestruzzo: classe del calcestruzzo della soletta.
Legno: tipo di legno.
Tipologia: tipo e modalità di posa del connettore (Base, Maxi o Omega; montato su trave o su
tavolato).
Carichi portati per metro quadrato
Perm. strutturali: peso proprio del solaio, composto da travi in legno, eventuali travetti in
legno, eventuale tavolato, eventuale isolante, soletta in calcestruzzo comprensiva di eventuale
raccordo.
Perm. non strutturali: carichi permanenti portati sopra soletta, non strutturali, indicati
dall’utente nei carichi portati
Accidentali: sovraccarico variabile.

Sezione VERIFICHE PRIMA FASE

In questa sezione è presente solo se l’utente ha scelto trave non puntellata né tirantata.
I risultati vengono riportati solo dopo aver cliccato “Calcola”.
SI tratta delle verifiche della fase transitoria del legno quando il calcestruzzo non ha ancora fatto
presa ma è già stato posizionato.
Si noti che i carichi sono i pesi propri, quelli che sono stati definiti come carichi permanenti
strutturali a cui vanno sommati i carichi inseriti dall’utente come “Altri di 1° fase”.
Questa non è la verifica di sicurezza della fase transitoria (che dovrebbe comprendere anche i
carichi variabili dei operatori e dei loro eventuali mezzi), è una verifica intermedia necessaria
per il calcolo della verifica finale mista.
Legno - flessione. Verifica adimensionale a flessione del legno.
Legno - taglio. Verifica taglio del legno.
Freccia prima fase. Deformata che assume la trave in legno sotto il carico indicato.

Sezione GEOMETRIA

Spessore assito: spessore del tavolato ligneo, delle pianelle di laterizio oppure delle tavelle; da
esprimere in cm, con spessori che generalmente variano tra i 2 e 3 cm. Nel caso si adotti il
connettore montato direttamente sul tavolato il programma non accetta valori superiori a 4cm.
Spessore isolante: spessore di un eventuale strato di materiale isolante posto fra assito e soletta,
da esprimere in cm, la presenza del materiale isolante fa aumentare l’altezza della sezione e
produce un aumento di resistenza e rigidezza del solaio.
Spessore CLS: altezza della soletta di calcestruzzo (esclusi eventuali strati e/o riporti non aventi
funzioni strutturali), da esprimere in cm, con un intervallo di spessori che generalmente varia tra
4 e 6 cm, dove il valore inferiore è da considerarsi un minimo sotto al quale la soletta non
garantisce la sua efficienza ai fini strutturali; spessori maggiori non portano a sostanziali
miglioramenti in quanto aumentano anche il peso. Per calcestruzzi fibrorinforzati ad alte
prestazioni è possibile anche scendere sotto i 4 cm di spessore.
Si fa presente che affinché un solaio misto legno-calcestruzzo possa essere considerato
infinitamente rigido nel piano orizzontale, la soletta deve avere spessore non inferiore a 5cm
(DM 17/01/2018 “Norme tecniche per le costruzioni” al 7.2.6)
Interasse travi: distanza tra gli assi delle travi di legno, da esprimere in cm.
Base travi: larghezza della sezione rettangolare delle travi, da esprimere in cm.
Altezza travi: altezza della sezione rettangolare delle travi, da esprimere in cm.
Luce travi: luce di calcolo del solaio nel senso delle travi, da esprimere in cm.
Interasse travetti: distanza tra gli assi dei travetti in legno in appoggio sulle travi principali, da
esprimere in cm.
Base travetti: larghezza della sezione rettangolare dei travetti, da esprimere in cm.
Altezza travetti: altezza della sezione rettangolare dei travetti, da esprimere in cm.

Sezione CARICHI PORTATI

Il programma calcola automaticamente i carichi permanenti di tutto ciò che è al disotto della
soletta, soletta compresa, pertanto è necessario inserire solo i carichi permanenti ed accidentali
gravanti sopra la soletta.
Valori da esprimere in kN/m²,
Caso di struttura puntellata:
Iniziali (ad es. sottofondo): valore di carico iniziale posizionato dopo la rimozione dei
puntelli. Ad esempio il peso del massetto interposto tra la soletta di calcestruzzo
collaborante e la pavimentazione con funzioni di riempimento (per permettere la posa di
impianti etc.) e/o livellamento; generalmente tale valore varia tra 0.3 e 1 kN/m² in
funzione dello spessore. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva solo per la
componente viscosa.
Iniziali (ad es. massetto): altro valore del carico iniziale. Il programma lo somma al
precedente. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva solo per la componente
viscosa.
1° di tipo fragile (ad es. tramezze): peso del primo elemento posizionato che abbia
natura fragile, quindi che se posato su un solaio deformabile rischia di danneggiarsi. Ad
esempio il peso di tramezza in tamponatura o di pareti in vetro. Il peso delle tramezze è
generalmente compreso fra 0.7 e 1.5 kN/m²; tale parametro è significativo solo ai fini del
carico complessivo che grava sul solaio, ma non salvaguarda da problemi locali che
vanno affrontati a parte e con soluzioni ad hoc. Se non ci sono tramezze potrebbe essere
il carico di pavimentazioni di tipo ceramico o in marmo, con piastrelle molto grandi. Se
ci sono sia tramezze fragili che pavimentazioni fragili in questa cella va messo solo uno
dei due dati, quello relativo alla struttura che viene installata per prima. Questo carico
entra nel calcolo della freccia attiva solo per la componente viscosa.
Successivi: eventuali carichi posizionati dopo il primo carico di tipo fragile, che con la
loro presenza possono far deformare il solaio al punto di danneggiare il primo carico di
tipo fragile. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva sia per la componente
iniziale che per la componente viscosa.
Se il 1° carico di tipo fragile è nullo (non ci sono finiture fragili) allora anche questo
carico come gli altri nel calcolo della freccia attiva ha solo una componente viscosa, non
essendoci nulla che si possa danneggiare.
Caso di struttura non puntellata né tirantata
Altri di 1° fase (ad es. controsoffitto): questo carico è un carico aggiuntivo che agisce
in prima fase, prima che il calcestruzzo abbia fatto presa. Può essere usato per
aggiungere ai carichi di prima fase che il programma si calcola da sé il peso di un
eventuale controsoffitto o di una altra struttura presente già in prima fase. Questo carico
non entra nel calcolo della freccia attiva.
Iniziali (ad es. massetto): valore di carico iniziale posizionato dopo la rimozione dei
puntelli. Ad esempio il peso del massetto interposto tra la soletta di calcestruzzo
collaborante e la pavimentazione con funzioni di riempimento (per permettere la posa di
impianti etc.) e/o livellamento; generalmente tale valore varia tra 0.3 e 1 kN/m² in
funzione dello spessore. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva solo per la
componente viscosa.
1° di tipo fragile (ad es. tramezze in laterizio): peso del primo elemento posizionato
che abbia natura fragile, quindi che se posato su un solaio deformabile rischia di
danneggiarsi. Ad esempio il peso di tramezza in tamponatura o di pareti in vetro. Il peso
delle tramezze è generalmente compreso fra 0.7 e 1.5 kN/m²; tale parametro è
significativo solo ai fini del carico complessivo che grava sul solaio, ma non salvaguarda
da problemi locali che vanno affrontati a parte e con soluzioni ad hoc. Se non ci sono
tramezze potrebbe essere il carico di pavimentazioni di tipo ceramico o in marmo, con
piastrelle molto grandi. Se ci sono sia tramezze fragili che pavimentazioni fragili in
questa cella va messo solo uno dei due dati, quello relativo alla struttura che viene
installata per prima. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva solo per la
componente viscosa.
Successivi (ad es. pavimento): eventuali carichi posizionati dopo il primo carico di tipo
fragile, che con la loro presenza possono far deformare il solaio al punto di danneggiare
il primo carico di tipo fragile. Questo carico entra nel calcolo della freccia attiva sia per
la componente iniziale che per la componente viscosa.
Se il 1° carico di tipo fragile è nullo (non ci sono finiture fragili) allora anche questo
carico come gli altri nel calcolo della freccia attiva ha solo una componente viscosa, non
essendoci nulla che si possa danneggiare.
Sovraccarichi variabili: sovraccarico accidentale come da normativa o da specifiche di
progetto, da esprimere in kN/m². Valori di riferimento sono espressi nella tendina di scelta. È
possibile inserire direttamente un valore nella casella al disotto della tendina se si seleziona
“utente …” nella precedente casella. In tale case è necessario anche indicare il relativo
coefficiente di combinazione ψ2. Per fare ciò cliccare su “Altri” ed inserire il valore su
Coefficiente di combinazione per carichi quasi permanenti ψ2. Per carico neve sotto i mille metri
di altezza tale valore è zero.

RAPPORTO ADM. LUCE/FRECCIA

In questa sezione viene richiesta la freccia massima ammissibile per le deformazioni; tale valore
indica l’abbassamento di progetto consentito in mezzeria, il valore è espresso in rapporto
luce/freccia.
Le verifiche riportate sono tre:
- La freccia istantanea per il solo carico variabile (nel programma Istantanea var.) è la
deformata relativa ai soli carichi variabili in combinazione di carico rara calcolata
utilizzando le rigidezze per carichi di breve durata degli elementi costitutivi della sezione
mista (legno, calcestruzzo e connettori).
Rigidezze: a tempo zero
Carico: Q
Le NTC2018 dicono che, se è il caso di limitarla, è raccomandato che sia inferiore a L /
300.
Si consiglia di limitarla se ci sono finiture di tipo fragile portate dal solaio.
E’ una deformata concettualmente simile a quella della freccia attiva, che è più completa.

- La freccia attiva è la deformata relativa a tutti le componenti di inflessione che possono


esserci dopo la posa di elementi portati fragili, cioè a rischio danneggiamento in caso la
struttura sulla quale si appoggiano dovesse deformarsi in maniera eccessiva. Rappresenta
i possibili movimenti che il solaio può avere dal momento in cui tali finiture sono state
completate.
Le componenti di deformata che la costituiscono sono le seguenti:
- Deformata differita dovuta ai carichi peso proprio e permanenti applicati prima del
primo carico fragile (che è compreso). Questa componente rappresenta l’aumento di
freccia che si genera nel tempo causato dalla viscosità dei materiali dopo che il solaio ha
subito la deformazione iniziale.
- Deformata totale (quindi sia quella iniziale che l’incremento dovuto alla viscosità) per
la componente quasi permanente dei carichi variabili e per i carichi applicati dopo la
prima finitura fragile.
Se non vengono utilizzate finiture fragili (quindi viene messo un carico 0 alla voce 1°
carico di tipo fragile) i carichi successivi non sono considerati tra quelli che generano
una deformata dannosa, dato che non c’è elemento da danneggiare, ma solo effetto
viscoso. Si fa notare che in questo caso ha senso anche indicare che il rapporto luce /
freccia limite sia quello per Finiture non fragili.

I limiti riportati nell’Approvazione Tecnica per questa deformazione sono


- caso di solaio che porti finiture (pavimenti, tramezze) di tipo fragile:
freccia attiva = L / 500 se L ≤ 5 metri
freccia attiva = 0.5 cm + L / 1000 se L> 5 metri.
- caso di solai che non porti finiture di tipo fragile:
freccia attiva = L / 350 se L ≤ 3.5 metri
freccia attiva = 0.5 cm + L / 700 se L > 3.5 metri.

- La freccia totale è data dalle seguenti componenti:


- deformata totale data dai carichi peso proprio e carichi permanenti
- deformata totale data dalla componente quasi permanente dei carichi variabili.
Carico: G+psi2 Q
In base alla normativa si trovano diversi limiti per la stessa deformata
 Il limite per tale deformazione secondo l’Approvazione Tecnica di prodotto è L /
250.
 La norma italiana, nei casi in cui si opportuno limitare la freccia finale,
raccomanda che tale freccia sia inferiore a L/200.
 Secondo l’Eurocodice 5 questa freccia deve essere inferiore a L / 350 – L / 250 a
seconda del caso.
Il dato di default è L / 250.

Sezione MATERIALI STRUTTURALI

Peso specifico assito: peso specifico dell'assito, pianelle o tavelle; valore da esprimere in kN/m³.
Peso specifico isolante: peso specifico dell’eventuale strato di isolante, da esprimere in kN/m³.
Classe calcestruzzo strutturale: si fa riferimento alle classi previste dal D.M. 17/01/2018. Il
programma, in base alla scelta fatta, assume le caratteristiche meccaniche (resistenza
caratteristica cilindrica, modulo di elasticità, peso specifico, resistenza a trazione caratteristica,
coefficiente di viscosità e coefficiente di sicurezza) .
Il programma contempla anche i calcestruzzi leggeri strutturali prodotti dalla Laterlite S.p.a.
“Leca CLS 1400”, Leca “CentroStorico”, Leca CLS 1600”, “Leca CLS 1800”; le relative
caratteristiche meccaniche implementate nel programma sono fornite dalla Laterlite S.p.a..
Sono inclusi anche nuovi calcestruzzi con rinforzo di fibre metalliche che permette di ottenere
elevate resistenza a compressione e a trazione. Utilizzando questi tipi di calcestruzzi è possibile
evitare di posare la rete metallica e conseguentemente utilizzare spessori di calcestruzzo anche
di soli 2 o 3 cm. Tecnaria produce appositamente per questi casi dei connettori ad altezza 20 mm
e 30 mm.

Tra i dati da indicare per i calcestruzzi è presente anche la resistenza a trazione. Tale dato viene
utilizzato nelle verifiche puntone tirante della soletta.

La resistenza a trazione dei calcestruzzi alleggeriti viene valutata secondo la formula [4.1.50]
delle NTC2018.
È possibile definire direttamente le caratteristiche meccaniche agendo sul pulsante CLS nella
sezione Inserimento avanzato
Tipo di legno: si fa riferimento ai tipi di legno previsti dalle norme di prodotto collegate alle
NTC2018. Il programma, in base alla scelta fatta, assume le caratteristiche meccaniche
(resistenza caratteristica a flessione, a trazione, a taglio, modulo di elasticità, peso specifico e
coefficiente di sicurezza sul materiale) così come definite dalle norme di prodotto. È possibile
definire direttamente le caratteristiche meccaniche agendo sul pulsante LEGNO nella sezione
Inserimento avanzato.
Si forniscono di seguito le equivalenze con le denominazioni commerciali:
Provenienze centro Europa:
abete, pino, larice, douglasia - 1a categoria C30
abete, pino, larice, douglasia - 2a categoria C24
abete, pino, larice, douglasia - 3a categoria C16
castagno, quercia, olmo, robinia - classe unica D30

Provenienza Italia:
fare riferimento alla classificazione UNI 11035; tuttavia per le querce caducifoglie cresciute in
Italia, a meno che non si proceda ad una corretta classificazione del materiale.
Si sottolinea l’importanza di eseguire una corretta classificazione del legno (sia antico che
nuovo) al fine di applicare la giusta classe.
Umidità iniziale legno: umidità del legno al momento della rimozione dei puntelli (messa in
carico della struttura). Nel caso di legno non sufficientemente stagionato si raccomanda di
riferirsi ad una umidità maggiore del 20%.
Tipologia connettore: scelta riferita al tipo di connettore. È possibile scegliere se posizionare il
connettore a diretto contatto della trave o sul tavolato, in quest’ultimo caso il connettore avrà
resistenza e rigidezza più basse proporzionalmente allo spessore del tavolato presente; nel caso
di applicazione sul tavolato si consiglia di utilizzare il connettore MAXI.
Nel caso di utilizzo su travetti con pianelle o tavelle è consigliato l’utilizzo del connettore
Omega.
I connettore Base e Maxi non sono applicabili su pianelle o tavelle.
Nei solai a doppia orditura la scelta è limitata ai connettori a contatto con la trave.
Il programma, in base alla scelta fatta, assume le caratteristiche meccaniche (resistenza
caratteristica e rigidezza) desunte dalle prove meccaniche eseguite sui connettori (vedere
paragrafo Normativa di riferimento).
Tavolato: scelta riferita al posizionamento dei connettori rispetto al tavolato nel caso di solaio a
singola orditura:
"Assito interrotto" si riferisce al caso in cui l'assito viene interrotto in corrispondenza della
trave in modo tale da formare un cordolo continuo tra estradosso della trave ed intradosso della
soletta;
"Assito carotato" si riferisce al caso in cui il cordolo non si forma perché i connettori vengono
alloggiati in fori praticati sull'assito e l'estradosso delle travi risulta in parte coperto dall'assito.
Travicelli: scelta riferita alla diversa modalità di appoggio dei travicelli nel caso di solaio a
doppia orditura:
"Travicelli interrotti" si riferisce al caso in cui i travicelli vengono interrotti in corrispondenza
della trave in modo tale da formare un cordolo continuo tra estradosso della trave ed intradosso
della soletta;
"Travicelli continui" si riferisce al caso in cui il cordolo non si forma perché i travicelli sono
passanti sulla trave ed i connettori vengono alloggiati negli spazi lasciati fra un travicello e
l’altro e l'estradosso delle travi risulta in parte coperto dai travicelli.
Spaziatura connettori: si riferisce alla modalità di spaziatura dei connettori lungo la trave:
"Costante" i connettori saranno distribuiti ad interasse costante lungo la trave;
"Variabile" l’interasse dei connettori varia in funzione dello sforzo di taglio, pertanto i
connettori saranno posizionati più fitti ai quarti estremi, pertanto la trave andrà suddivisa in 3
porzioni:
 1/4 + 1/4 della luce verso gli estremi = appoggi (interasse connettori minore)
 2/4 della luce nella porzione centrale = metà centrale (interasse connettori maggiore)

Sezione INSERIMENTO AVANZATO CARATTERISTICHE MECCANICHE

CLS: permette di accedere ad una finestra di inserimento avanzato delle caratteristiche


meccaniche del calcestruzzo, è possibile definire le seguenti caratteristiche:
Resistenza caratteristica cilindrica fck: la resistenza cilindrica è legata alla resistenza cubica
dalla seguente formula: fck = 0,83 x Rck
Modulo di elasticità Ecm
Peso specifico c: si ricorda che i calcestruzzi leggeri strutturali armati hanno peso specifico non
inferiore a 15kN/m³
Resistenza a trazione caratteristica (frattile 5%): tale chiesto per determinare la resistenza a
trazione di progetto.
Tale valore viene utilizzato per due verifiche:
- Verifica che non sia necessaria armatura trasversale nel sistema puntone tirante che si
deve generare nella soletta o nell’eventuale raccordo (EN1992-1-1 6.2.4 (6)). Il valore di
resistenza di progetto è fctd = fctk0.05 / gammac. Se lo spessore della soletta è inferiore a 5 cm
tale valore è ridotto del coefficiente 0.8 (NTC2018 4.1.2.1.1.2).
- Verifica che non sia necessaria armatura longitudinale nella zona bassa del calcestruzzo
soggetta generalmente a trazione. Se lo spessore della soletta è inferiore a 5 cm tale valore è
ridotto del coefficiente 0.8 (DM17/01/2018 4.1.2.1.1.2).
Coefficiente di Viscosità  : coefficiente di viscosità per il calcestruzzo correlato alla
maturazione del getto; il valore proposto pari a 2.5 si riferisce a calcestruzzi normali in
atmosfera secca e maturati a struttura puntellata per almeno 28 giorni, negli altri casi e per i
calcestruzzi leggeri si raccomanda di riferirsi a dati sperimentali o alla letteratura specifica.
Coefficiente di sicurezza m. per la normativa italiana 1.5.
N.B. Ogni volta che si in questa finestra modificando anche un solo valore, nel menu a tendina
“classe CLS strutturale” comparirà la scritta “user …”; per ripristinare i valori di default è
sufficiente effettuare una scelta diversa da “user …” nel menu a tendina.
Legno: permette di accedere ad una finestra di inserimento avanzato delle caratteristiche
meccaniche del legno, è possibile definire le seguenti caratteristiche:
Resistenza a flessione caratteristica fmk
Il valore kh a flessione : se il dato di input è 0 (zero) il programma calcola in automatico il
coeff. Per la definizione del coeff. vedasi NTC2018 11.7.1.1 o Eurocodice 5 EN 1995-1-1 3.2 –
3.3
Resistenza a trazione parallela alla fibratura caratteristica ft0k
Il valore kh a trazione: se il dato di input è 0 (zero) il programma calcola in automatico il
coeff. Per la definizione del coeff. vedasi DM 17/01/2018 11.7.1.1 o Eurocodice 5 EN 1995-1-1
3.2 – 3.3
Resistenza a taglio caratteristica fvk
Riduzione larghezza per calcolo resistenza a taglio. Come da indicazioni delle NTC2018
4.4.8.1.9 si tiene conto di una riduzione della larghezza della trave per la presenza di eventuali
fessurazioni. Il coeff. numerico è scelto in base alle indicazioni dell’Eurocodice 5.
Modulo di elasticità medio parallelo alla fibratura E0m
Peso specifico medio m
Coefficiente di modificazione per azioni accidentali Kmod: tale valore ha effetto sia sulle
resistenze del legno che del connettore. Il valore di default si riferisce alle classi di servizio 1 e 2
e alla combinazione di carico di media durata.
Fattore di deformazione Kdef: tale valore ha effetto nelle verifiche a tempo infinito sia sul
modulo di elasticità del legno che sulla rigidezza del connettore. Il valore di default si riferisce a
classe di servizio 1 per legno posto in opera in equilibrio igrometrico con l’ambiente.
Coefficiente di sicurezza m: tale valore ha effetto sulle resistenze del legno.
N.B. Ogni volta che si interviene in questa finestra modificando anche un solo valore, nel menù
a tendina “tipo di legno” comparirà la scritta “user …”; per ripristinare i valori di default è
sufficiente effettuare una scelta diversa da “user …” nel menù a tendina.
Fa eccezione il “fattore di deformazione” che è legato, con lo stesso criterio, al menù a tendina
“umidità del legno”.
Altri: permette di accedere ad una finestra di inserimento avanzato di alcuni parametri necessari
al calcolo e variare alcuni di essi:
Coefficiente parziale carichi permanenti strutturali G1
Coefficiente parziale carichi permanenti non strutturali G2
Coefficiente di combinazione per carichi quasi permanente 2
Spessore tavole di contenimento: nel caso dei solai a doppia orditura definisce lo spessore
delle tavole di contenimento del getto compreso fra la trave e la soletta; serve a definire la
larghezza del cordolo sopratrave ottenuto sottraendo alla base della trave due volte lo spessore
tavole di contenimento.
Appoggio del tavolato su trave: nei solai a singola orditura definisce la lunghezza di appoggio
del tavolato sulla trave; serve a definire la larghezza del cordolo sopratrave ottenuto sottraendo
alla base della trave due volte la misura dell’appoggio del tavolato su trave.
Spessore appoggio travetti: nel caso dei solai a doppia orditura definisce la misura
dell’appoggio dei travetti sulla trave. Serve a definire una riduzione locale alla larghezza del
cordolo sopratrave ottenuta sottraendo alla base della trave due volte lo spessore appoggio
travetti.
Copriferro connettore: indica la distanza minima fra la testa del connettore e l’estradosso della
soletta; di conseguenza il programma sceglierà un connettore di altezza tale da rispettare questo
limite. Si consiglia un valore vicino allo zero e comunque non superiore a metà spessore della
soletta.
NB: tale scelta può influenzare notevolmente la resistenza della connessione, vedere note di
calcolo.
Resistenza caratteristica connettore, rigidezza connettore in esercizio, rigidezza connettore
ultima: sono i valori ottenuti dalle prove meccaniche di caratterizzazione dei connettori
eventualmente interpolati sullo spessore del tavolato nel caso di tavolato interposto. Questi dati
non sono modificabili dall’Utente.
Coefficiente di sicurezza m: tale valore ha effetto sulla resistenza del connettore.
Larghezza collaborante imposta manualmente (0=auto): con tale cella l’utente ha la
possibilità di imporre manualmente la larghezza di calcestruzzo collaborante. Può essere utile
nel caso di calcolo di travi di bordo o di travi con soletta interrotta da un foro. Se il valore viene
lasciato a 0 (zero) il calcolo viene fatto in automatico secondo i criteri della documentazione
tecnica di prodotto.
Spaziatura connettore imposta (0=auto): con tale cella l’utente ha la possibilità di imporre
manualmente la spaziatura tra i connettori. Nel caso di spaziatura variabile questa cella si
riferisce alla spaziatura dei quarti esterni e la spaziatura centrale viene comunque calcolata come
il doppio di quella esterna. Se il valore viene lasciato a 0 (zero) il calcolo viene fatto in
automatico secondo i criteri della documentazione tecnica di prodotto.
Larghezza tra isolante imposta manualmente (0=auto): con tale cella l’utente ha la
possibilità di imporre manualmente lo spazio da riempire di calcestruzzo tra un pannello di
isolante e l’altro. Se il valore viene lasciato a 0 (zero) il calcolo viene fatto in automatico
secondo i criteri della documentazione tecnica di prodotto.
Resistenza di progetto armatura: con tale cella l’utente ha la possibilità di imporre
manualmente la tensione di progetto (caratteristica ridotta del coeff di sicurezza) dell’armatura
calcolata. Per acciaio tipo B450C il valore è 450/1.15 = 391.1 N/mm2.
Calcolo deformata come da Specifiche Tecniche di prodotto e DM 17/01/2018 / Calcolo
deformata come da UNI EN 1995-1-1. Nel caso l’utente scelga la prima possibilità il calcolo
viene fatto come indicato nell’Approvazione Tecnica di Prodotto e nel DM 17/01/2018.
Altrimenti viene fatto come da Eurocodice 5. Nel primo caso la freccia a tempo infinito viene
calcolata nella combinazione quasi permanente, nel secondo viene calcolata nella combinazione
quasi permanente per gli effetti viscosi e in combinazione rara per gli effetti istantanei. La
seconda modalità comporta una deformata maggiore. A seconda del sistema scelto è corretto
riferirsi ai limiti di freccia imposti dallo stesso sistema.

N.B. Per ripristinare i valori di default è sufficiente premere il tasto relativo.

Pulsante CALCOLA

Lancia la procedura di calcolo la quale procede prima ad una verifica elementare della coerenza
dei dati di input immessi e quindi al calcolo vero e proprio. Qualora la verifica di coerenza dei
dati di input dia esito negativo, la procedura viene interrotta e l'utente avvisato del problema e
invitato a prendere provvedimenti.
I controlli condotti riguardano la non nullità o negatività di una certa serie di valori nella fase
precedente il calcolo, la coerenza di quanto ottenuto nelle fasi intermedie e il non superamento
delle sollecitazioni massime nella fase finale.
Il pulsante rimanda alla finestra RISULTATI.

Pulsante GUIDA

Accede alla presente guida.


È possibile accedere alla guida anche cliccando il relativo tasto “?” presente in alcune sezioni, in
tal caso la guida si aprirà sulla pagina relativa all’argomento.

Finestra di presentazione dei RISULTATI DI CALCOLO

Sezione RIEPILOGO DATI

In questa sezione vengono riepilogati i principali dati di ingresso:


Trave puntellata o non puntellata. Se la trave è puntellata significa che è sostenuta in maniera
attiva fino al raggiungimento da parte del calcestruzzo della resistenza caratteristica.
Calcestruzzo: classe del calcestruzzo della soletta.
Legno: tipo di legno.
Tipologia: tipo e modalità di posa del connettore (base, maxi o omega, se montato sulla trave o
sul tavolato).
Carichi portati per metro quadrato
Perm. strutturali: il peso proprio del solaio.
Caso di solaio in semplice orditura: Trave in legno, peso assito, peso cls della soletta, eventuale
peso dell’isolante, eventuale peso del cls tra il tavolato e l’isolante.
Caso di solaio in doppia orditura: come caso precedente con l’aggiunta del peso dei travetti in
legno.
Permanenti non strutturali: carichi permanenti portati sopra soletta.
Sovraccarichi variabili: sovraccarico variabile.

Sezione RISULTATI

RISULTATI DELLE VERIFICHE

Connettore tipo: viene indicato il tipo di connettore utilizzando la sigla commerciale; l’ultimo
numero indica l’altezza totale del connettore espressa in millimetri.
Se è stata scelta l’opzione “spaziatura connettori costante”, comparirà:
Spaziatura costante: indica l'interasse a cui andranno posizionati i connettori, qualora si decida
di porli a distanza costante.
Se è stata scelta l’opzione “spaziatura connettori variabile”, la trave andrà suddivisa in 3
porzioni: [1/4 + 1/4 appoggi] e [2/4 metà centrale], comparirà:
Spaziatura variabile - ai quarti estremi della trave: indica l'interasse a cui andranno
posizionati i connettori ai quarti estremi della trave.
Spaziatura variabile - nella metà centrale: indica l'interasse a cui andranno posizionati i
connettori nella metà centrale della trave.
Numero connettori per trave: in base alla spaziatura proposta dal calcolo, il programma indica
il numero totale di connettori su ciascuna trave.
Numero connettori a metro quadro: in base alla spaziatura proposta dal calcolo, il programma
indica il numero totale di connettori riferito al metro quadro di solaio; se il solaio è a doppia
orditura allora il numero indicato si riferisce ai soli connettori sull’orditura principale.
Per motivi costruttivi l’interasse dei connettori non può essere superiore a 50 cm, pertanto il
programma non prevede interassi superiori.
Anche se i connettori possono essere posizionati anche a contatto fra loro, il programma utilizza
6 cm come interasse minimo per il connettore di tipo Base e di tipo Omega, e 7.2 cm per i
connettori di tipo Maxi. Qualora il programma suggerisca interassi inferiori i connettori
andranno posti in opera affiancati su più file, ad esempio se la spaziatura di calcolo è 5 cm i
connettori andranno disposti ad interasse 10 cm su due file.
Nel caso di solai a doppia orditura con travicelli continui, non essendo possibile posizionare i
connettori in corrispondenza degli appoggi dei travicelli, bisognerà distribuire i connettori che
risultano dal calcolo nello spazio fra un travicello e l’altro infittendoli in maniera tale da avere lo
stesso numero di connettori per unità di lunghezza; ad esempio se la spaziatura di calcolo è 8cm,
i travicelli hanno base 8cm e l’interasse di questi è 32cm, lo spazio lasciato fra i travicelli è 32-
8=24cm ed i 32/8=4 connettori da piazzare in un tratto di 32cm andranno posti ad interasse
24/4=6cm nello spazio lasciato fra i travicelli.
Beff: viene visualizzata la larghezza di calcestruzzo collaborante utilizzate nel calcolo
Biso: viene visualizzata la distanza da tenere tra un elemento di isolante e l’altro in
corrispondenza alla trave. Tale larghezza definisce la misura del cordolo di calcestruzzo
all’altezza dell’isolante.
Btav: nel caso di solaio a singola orditura con tavolato interrotto viene visualizzata la distanza
tra le tavole interrotte in corrispondenza alla trave. Tale larghezza definisce la misura del
cordolo di calcestruzzo all’altezza del tavolato.
Nel caso di solaio a singola orditura con tavolato carotato, definisce il diametro della carota.
Nel caso di solaio a doppia orditura, definisce la larghezza del cordolo di calcestruzzo di
collegamento tra le tavole di casseratura laterali.
Btr: nel caso di solaio a doppia orditura con travetti interrotti definisce la distanza tra le teste dei
travetti.
M: momento di calcolo allo stato limite ultimo, nella sezione di mezzeria
V: taglio di calcolo allo stato limite ultimo, nella sezione di appoggio
EJ t0: rigidezza equivalente della trave mista a tempo zero per le verifiche di esercizio.
EJ tinf: rigidezza equivalente della trave mista a tempo infinito per le verifiche di esercizio.
Verifiche SLU a tempo ZERO: sono forniti i risultati relativi alle verifiche a breve termine. Per
maggiori dettagli consultare il paragrafo Note di calcolo.
CLS – tensione sup. c, max: tensione nel calcestruzzo al lembo superiore, espressa in N/mm²;
confronto con la resistenza di progetto. Valori positivi indicano compressione.
CLS – tensione inf. c, min: tensione nel calcestruzzo al lembo inferiore, espressa in N/mm²; tale
valore può risultare negativo, in tal caso le tensioni di trazione saranno assorbite da apposita
armatura.
LEGNO - tensoflessione: risultato della verifica a tensoflessione nel legno, numero puro; la
verifica è soddisfatta se il risultato è minore di 1.
LEGNO - taglio l: tensione di taglio massima nel legno, espressa in N/mm²; confronto con la
resistenza a taglio di progetto.
CONNETTORE - taglio Fcon,max: Verifica connettore: sforzo di taglio massimo sul connettore,
espresso in N; confronto con la resistenza di progetto.
Verifiche a tempo INFINITO: sono forniti i risultati relativi alle verifiche a lungo termine, cioè
considerando il fenomeno della viscosità. Le verifiche di resistenza sono effettuate con la
combinazione di carico allo SLU (per maggiori dettagli consultare il paragrafo Note di calcolo).
Verifiche SLE
Nel caso di calcolo deformata come da Approvazione Tecnica di Prodotto e DM 17/01/2018
vengono riportate:
Freccia iniziale solo Q Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm;
confronto con il valore di progetto. Le componenti di tale valore sono: carico variabile. Tale
deformata rappresenta la massima deformata per carichi di breve durata.
Freccia attiva Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm; confronto
con il valore di progetto. Le componenti di tale valore sono: carico variabile per effetto iniziale,
carico variabile per effetto viscosità, carico peso proprio e permanenti per effetto viscosità. Tale
deformata rappresenta la massima deformata che si può avere oltre a quella che si manifesta
all’inizio sotto carichi permanenti.
Freccia totale Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm; confronto
con il valore di progetto. Le componenti di tale valore sono: carico variabile per effetto iniziale,
carico variabile per effetto viscosità, carico peso proprio e permanenti per effetto iniziale e per
effetto viscosità. Tale deformata rappresenta la massima deformata totale.

Nel caso di calcolo deformata come Eurocodice 5 vengono riportate:


Freccia iniziale solo Q Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm;
confronto con il valore di progetto. Le componenti di tale valore sono: carico variabile. Tale
deformata rappresenta la massima deformata per carichi di breve durata.
Freccia iniziale Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm;
confronto con il valore di progetto. Tale valore di freccia rappresenta la deformata con il carico
totale prima che si manifestino le viscosità degli elementi legno, calcestruzzo e connessione.
Freccia totale Frmax: valore dell’abbassamento massimo in mezzeria espresso in mm; confronto
con il valore di progetto. Tale valore di freccia rappresenta la deformata con il carico totale dopo
che si sono manifestate le viscosità degli elementi legno, calcestruzzo e connessione.

Armatura corrente per trave: viene proposta la quantità di armatura longitudinale minima per
trave, da disporre sull'estradosso delle travi; per ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo
Armatura.
L’armatura proposta è in cm²/trave, pertanto:
 utilizzando barre diametro 8 mm:
una barra: 0,50 cm²/trave;
due barre: 1,01 cm²/trave;
tre barre: 1,51 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 10mm:
una barra: 0,79 cm²/trave;
due barre: 1,57 cm²/trave;
tre barre: 2,36 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 12 mm:
una barra: 1,13 cm²/trave;
due barre: 2,26 cm²/trave;
tre barre: 3,39 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 14 mm:
una barra: 1,54 cm²/trave;
due barre: 3,08 cm²/trave;
tre barre: 4,62 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 16 mm:
una barra: 2,01 cm²/trave;
due barre: 4,02 cm²/trave;
tre barre: 6,03 cm²/trave;

N.B. L’eventuale insorgenza di tensioni di trazione nel calcestruzzo non deve destare
preoccupazione in quanto il programma calcola la risultante delle tensioni di trazione nel
cordolo e calcola l’area di armatura minima in grado di assorbire interamente tale forza. Per
ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo Note di calcolo.

Armatura trasversale: tale quantità di armatura va posizionata trasversalmente alla direzione


della trave. Questa è la quantità calcolata per permettere il corretto funzionamento del
meccanismo puntone tirante nella soletta.

Rete d5 maglia 20 x 20: 0.98 cm2/m

Rete d5 maglia 15 x 15: 1.31 cm2/m

Rete d5 maglia 10 x 10: 1.96 cm2/m

Rete d6 maglia 20 x 20: 1.42 cm2/m

Rete d6 maglia 15 x 15: 1.89 cm2/m

Rete d6 maglia 10 x 10: 2.83 cm2/m

Rete d8 maglia 20 x 20: 2.52 cm2/m

Rete d8 maglia 15 x 15: 3.35 cm2/m

Rete d8 maglia 10 x 10: 5.02 cm2/m

Rete d10 maglia 20 x 20: 3.93 cm2/m


Rete d12 maglia 20 x 20: 5.65 cm2/m

Inoltre è riportato l’esito della verifica del puntone di calcestruzzo.

Nota importante: il programma non esegue la verifica a flessione della soletta nella direzione
trasversale alla trave in legno. Quindi questa verifica va fatta a parte dal progettista e
conseguentemente la quantità di armatura va eventualmente integrata.

Staffe: viene proposta l’area delle staffe a metro lineare di trave, per ogni trave; la staffatura
proposta è in cm²/m, pertanto:
 utilizzando staffe a due braccia diametro 8 mm:
passo 10 cm: 10,05 cm²/m;
passo 15 cm: 6,70 cm²/m;
passo 20 cm: 5,03 cm²/m;
passo 30 cm: 3,05 cm²/m;
 utilizzando staffe a due braccia diametro 6 mm:
passo 10 cm: 5,65 cm²/m;
passo 15 cm: 3,77 cm²/m;
passo 20 cm: 2,83 cm²/m;
passo 30 cm: 1,71 cm²/m;
 utilizzando staffe a due braccia diametro 5 mm:
passo 10 cm: 3,93 cm²/m;
passo 15 cm: 2,62 cm²/m;
passo 20 cm: 1,96 cm²/m;
passo 30 cm: 1,19 cm²/m;
Per ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo Armatura. e Note di calcolo.
Inoltre è riportato l’esito della verifica del puntone di calcestruzzo che si genera in verticale nel
raccordo.

Alla fine della sezione vengono proposti due pulsanti:

IMPOSTA STAMPANTE: visualizza il pannello di controllo delle stampanti, da cui è possibile


scegliere tra le stampanti installate sul sistema, e eventualmente variare le impostazioni delle
stesse.
STAMPA: apre una nuova finestra in cui viene richiesto il nome del progetto ed il nome del
Progettista, poi ulteriori scelte:
IMPOSTA STAMPANTE (TASTO GRAFICO): per intervenire sulle impostazioni della
stampante.
SU FILE: permette di memorizzare i dati ed i risultati su un file di testo.
STAMPA: stampa diretta del file di stampa sulla stampante predefinita.
ANNULLA.

Avvertenze all'uso del software


Il presente software di calcolo è basato sulle seguenti ipotesi:
 il solaio è disposto in condizioni di semplice appoggio su un’unica campata;
 i carichi sono uniformemente distribuiti sul solaio;
 le caratteristiche di scorrimento dei connettori Tecnaria sono quelle rilevate
sperimentalmente e opportunamente corrette per definire i valori di calcolo;
 l'interasse tra i connettori è costante per tutta la lunghezza delle travi o variabile in
funzione dello sforzo di taglio.

Per l'applicabilità dei risultati del dimensionamento alle strutture risulta indispensabile:
 posizionare i connettori secondo le specifiche fornite dal produttore:
 eseguire la puntellazione del solaio prima del getto della soletta e mantenerla per tutto il
tempo previsto nella finestra “maturazione del getto”;
 disporre sempre un'armatura di ripartizione (rete elettrosaldata) nella soletta di
calcestruzzo in grado di assorbire le sollecitazioni di trazione.

È compito e responsabilità dell'utente garantire la bontà dei risultati, ponendo in atto le


idonee misure al fine di valutare e verificare la correttezza dei risultati forniti dal codice.
Gli Autori e il Distributore del software non forniscono alcuna garanzia esplicita o implicita sui
risultati ottenuti e sulle conseguenze derivanti dal loro impiego.

Il presente file di guida e il programma a cui fa riferimento sono stati realizzati nella versione
originale per conto della TECNARIA S.p.A. dall'Ing. Marco Lauriola e dall'Ing. Andrea Sorbi.
Gli aggiornamenti del programma e della guida sono stati realizzati dall’ing. Enrico Nespolo di
Tecnaria S.p.A. con la collaborazione dell’ing. Marco Lauriola.

Procedura di calcolo

Normativa di riferimento

Per quanto riguarda le procedure di calcolo e verifica degli elementi considerati si è fatto
riferimento alla normativa qui di seguito riportata:
 La larghezza di soletta collaborante con la trave di legno è definita secondo le seguenti
modalità.
Se è stato scelto il tipo di calcolo alla deformata come da specifiche tecniche di prodotto tale
larghezza è calcolata da specifiche indicazioni al punto 1.22 dell’Annesso 1.
Altrimenti in accordo alla UNI EN 1994 “Eurocodice 4 – Progettazione delle strutture composte
acciaio-calcestruzzo”, pari ad un quarto della luce.
In ogni caso tale dimensione non può superare l’interasse fra le travi.
 Le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo per le classi proposte dal programma, così
come i coefficienti di viscosità, si riferiscono alle NTC2018.”; l’equivalenza con le classi Rck
dalla UNI ENV 206 ”Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità”.
Per i calcestruzzi alleggeriti prodotti dalla Laterlite e per gli altri calcestruzzi fibrorinforzati le
caratteristiche sono state concordate con i produttori. In ogni caso il progettista dovrà controllare
tali dati e assumersene la responsabilità.
Classe Resistenza Modulo di Peso specifico Resistenza a
cilindrica elasticità trazione car
caratteristica (5%)
fck [N/mm²] Ecm [N/mm²] c [kN/m³] f ckt [N/mm²]
C20/25 - Rck25 20 29000 25 1.55
C25/30 - Rck30 25 30500 25 1.80
C28/35 - Rck35 28 31500 25 1.94
C30/37 - Rck37 30 32000 25 2.03
C32/40 - Rck40 32 32500 25 2.12
C35/45 - Rck45 35 33500 25 2.46
C40/50 - Rck50 40 35000 25 2.66
Leca CLS 1400 20 15000 15.5 1.32
Leca 25 17000 16.5 1.53
CentroStorico
Leca CLS 1600 31.5 20000 17.5 1.78
Leca CLS 1800 40.5 25000 19.5 2.11
MasterEmaco 70 29000 24
S445 FR 5,95
GeoLite Magma 58,1 28000 25 5,25
Betonfix CR 66,4 27300 25 7,58
Betonfix HCR 70 27300 24 5,60
Planitop HPC 70 38000 24
Floor 5,95
MonoTop 634 54,8 28000 24 5,89
Sika Grout 312 57,3 27000 23,5 6,10

I carichi (pesi propri e carichi accidentali) sono presi dal D.M. 17/01/2018 “Norme Tecniche per
le Costruzioni”
 Le caratteristiche meccaniche del legno sono prese da:

- per le conifere ed il pioppo (classi C) dalla UNI EN 338 “Legno strutturale - Classi di
resistenza”;

- per le latifoglie (classe D) dalla UNI EN 338 “Legno strutturale - Classi di resistenza”;

- per il legno lamellare incollato dalla EN 14080:2013 “Legno lamellare incollato e legno
massiccio incollato – Requisiti”, entrato in vigore in Italia da agosto 2015.

- per il legno massiccio cresciuto in Italia dalla UNI 11035; tuttavia per le querce
caducifoglie cresciute in Italia, a meno che non si proceda ad una corretta classificazione, nel
calcolo è prudente utilizzare non più che la classe D30.
- Il peso specifico è preso dal D.M. 17/01/2018 “Norme Tecniche per le Costruzioni”.

Si sottolinea l’importanza di eseguire una corretta classificazione del legno (sia antico che
nuovo) al fine di applicare la giusta classe.
Resistenza Resistenza Resistenza Modulo di Peso
Normativa Classe caratteristica caratteristica caratteristica elasticità specifico
a flessione a trazione a taglio caratteristico medio
fmk [N/mm²] ftk [N/mm²] fvk [N/mm²] E0k [N/mm²] m
[kN/m³]
EN 338 C16 16 10 3,2 8000 3,70
EN 338 C18 18 11 3,4 9000 3,80
EN 338 C22 22 13 3,8 10000 4,10
EN 338 C24 24 14 4,0 11000 4,20
EN 338 C27 27 16 4,0 11500 4,50
EN 338 C30 30 18 4,0 12000 4,60
EN 338 D18 18 11 3,4 9500 5,70
EN 338 D24 24 18 4,0 10000 5,80
EN 338 D30 30 18 4,0 11000 6,40
EN 14080- GL24h 24 19,2 3,5 11500 4,20
2013
EN 14080- GL28h 28 22,3 3,5 12600 4,60
2013
EN 14080- GL32h 32 25,6 3,5 14200 4,90
2013
UNI Abete Italia 25 15 4 11800 4,50
11035 S2
UNI Abete Italia 18 11 3,4 9500 4,50
11035 S3
UNI Pino laricio 40 24 4 15000 5,50
11035 Italia S1
UNI Pino laricio 22 13 3,8 12000 5,20
11035 Italia S2
UNI Pino laricio 15 9 3,0 11000 5,20
11035 Italia S3
UNI Larice nord 23 14 3,8 12500 6,1
11035 Italia S2
UNI Larice nord 18 11 3,4 11500 6,2
11035 Italia S3
UNI Douglasia 35 21 4,0 15800 5,4
11035 Italia S1
UNI Douglasia 22 13 3,8 13000 5,0
11035 Italia S2/S3
UNI Altre 33 20 4,0 12300 5,75
11035 conifere
Italia S1
UNI Altre 26 16 4,0 11400 5,75
11035 conifere
Italia S2
UNI Altre 22 13 3,8 10500 5,75
11035 conifere
Italia S3
UNI Castagno 28 17 4,0 12500 5,80
11035 Italia S
UNI Querce 42 25 4,0 12000 8,25
11035 caducifoglie
Italia S
UNI Pioppo e 26 16 2,7 8000 4,60
11035 ontano Italia
S
UNI Altre 27 16 4,0 11500 5,60
11035 latifoglie
Italia S

 Le caratteristiche meccaniche della connessione (intesa come insieme viti - ramponi -


piolo, considerando anche la resistenza e rigidezza di contatto connettore - legno e connettore -
calcestruzzo) sono quelle desumibili dalle prove meccaniche appositamente eseguite (vedi
paragrafo caratteristiche tecniche - sperimentazione) e precisamente (valori riferiti al singolo
connettore):
Resistenza Rigidezza Rigidezza
Tipo connettore caratteristica in esercizio ultima
Fk [N] Kser [N/mm] Ku [N/mm]
BASE sulla trave. Legno classe C16 o 17200 17900 9990
superiore, GL24 o superiore
BASE sulla trave. Legno classe D30 o 19500 16500 9870
superiore.
BASE su tavolato 2cm 8960 4000 2490
BASE su tavolato 4cm 5860 1430 1200
MAXI sulla trave. Legno classe C16 o 19300 18600 10400
superiore, GL24 o superiore
MAXI sulla trave. Legno classe D30 o 24500 21200 13600
superiore.
MAXI su tavolato 2cm 15000 7680 4350
MAXI su tavolato 4cm 11300 3060 2660
Vedere anche la sezione Note di calcolo per ulteriori dettagli.

 Quanto ai coefficienti di sicurezza, all’utente è demandata la scelta se:

- utilizzare i coefficienti proposti dal D.M. 17/01/2018 “Norme Tecniche per le Costruzioni”, in
particolare per il legno di default si fa riferimento alla colonna A del 4.4.6, quindi legno non per
produzioni continuative con coeff di variazione sotto 15%.

G1 = 1,30 coefficiente di sicurezza sui carichi permanenti strutturali


G2 = 1,30 coefficiente di sicurezza sui carichi permanenti non strutturali noti
Q = 1,50 coefficiente di sicurezza sui carichi variabili
m,c = 1,50 coefficiente di sicurezza sul calcestruzzo
m,l = 1,50 / 1,45 coefficiente di sicurezza sul legno massiccio / legno lamellare
m,conn = 1,50 coefficiente di sicurezza sulla connessione
- utilizzare i coefficienti proposti dal D.M. 17/01/2018 “Norme Tecniche per le Costruzioni”,
ma, a differenza del caso precedente, per il legno si fa riferimento alla colonna B del 4.4.6,
quindi legno per produzioni continuative con coeff. di variazione sotto 15%, come tipicamente
si riscontra per gli elementi marcati CE.

G = 1,30 coefficiente di sicurezza sui carichi permanenti


Q = 1,50 coefficiente di sicurezza sui carichi variabili
 m,c = 1,50 coefficiente di sicurezza sul calcestruzzo
 m,l = 1,45 / 1,35 coefficiente di sicurezza sul legno massiccio / legno lamellare
m,conn = 1,50 coefficiente di sicurezza sulla connessione
Tali coefficienti possono essere variati attraverso le finestre di inserimento avanzato
caratteristiche meccaniche
Note di calcolo

Per il significato dei simboli vedere anche il paragrafo inserimento avanzato caratteristiche
meccaniche.
Il calcolo dei solai misti legno-calcestruzzo proposto nel presente software si basa sulla teoria di
Möhler nella versione proposta nell'Eurocode 5 “Design of timber structures” (EN 1995-1-
1:2004) Annex B: Mechanically jointed beams.
Il metodo consiste nel considerare la deformabilità della connessione fra legno e calcestruzzo;
tale deformabilità consente lo scorrimento relativo per taglio fra legno e calcestruzzo pur
contrastandolo con la rigidezza a taglio propria della connessione.
Viene abbandonata l'ipotesi di conservazione delle sezioni piane per la sezione composta; tale
ipotesi resta valida per la sola sezione di legno e la sola sezione di calcestruzzo; di conseguenza
esiste un asse neutro per il legno ed uno per il calcestruzzo.
Ai fini della rigidezza, la sezione di calcestruzzo viene considerata interamente reagente;
qualora sia soggetta a tensioni di trazione è necessario disporre un'armatura in grado di assorbire
interamente tali sforzi (il programma esegue automaticamente il calcolo di questa armatura).
Le ipotesi di base sono:
 elasticità lineare;
 travi semplicemente appoggiate;
 carico ripartito uniformemente sulla luce.
Il programma esegue il calcolo utilizzando il metodo semiprobabilistico agli stati limite.
Le resistenze di calcolo Rd del legno sono ricavate dalle resistenze caratteristiche Rk
utilizzando la seguente relazione:
Rd = Kmod x Rk / m,l
Indicando con "m" la flessione e con "n" la trazione, con d le tensioni di progetto e fd le
resistenze di progetto, la verifica di resistenza a tensoflessione sul legno è soddisfatta se:
m,d / fm,d + n,d / fn,d ≤ 1

La resistenza di calcolo Fd della connessione è ricavata dalla resistenza caratteristica Fk


ricavata dalle prove sperimentali utilizzando la seguente relazione:
Fd = Kmod x Fk / m,con
Quando il connettore è montato sul tavolato di spessore compreso fra 0 e 4cm, la resistenza e le
rigidezze del connettore vengono calcolate dal programma interpolando i risultati delle prove
sperimentali riportati nel paragrafo Normativa di riferimento; per spessori superiori a 4 cm non
essendoci dati sperimentali disponibili il programma restituisce un messaggio di errore.
È opportuno precisare che, come prescritto dall'Eurocodice 5, la verifica della connessione è
soddisfatta se lo sforzo di taglio sul connettore è inferiore alla resistenza di progetto, pertanto
non bisogna fare ulteriori verifiche locali sul legno, sul calcestruzzo o sul piolo e suoi
componenti.
L’Eurocodice 4 prevede che la resistenza di progetto della connessione debba essere ridotta per
particolari geometrie; in particolare:
 se il cordolo sopra trave ha un rapporto altezza/base elevato anche in relazione all'altezza
del connettore (coefficiente kl, EC4 par.6.3.3.1);
 se il cordolo sopra trave è interrotto dalla presenza dei travicelli (coefficiente kt, EC4
par.6.3.3.2).
La resistenza della connessione diminuisce:
 all’aumentare dell’altezza del cordolo sopratrave;
 al diminuire della base del cordolo sopra trave;
 se il cordolo sopratrave è interrotto dai travicelli passanti sull’estradosso della trave
(travicelli continui);
 al diminuire dell’altezza del connettore, l’altezza del connettore può essere aumentata
diminuendo il copriferro del connettore dalla finestra Inserimento avanzato-Altri.
Il programma calcola la resistenza di progetto del connettore Prd (EC4 par. 6.3.2.1), nel caso di
doppia orditura e travicelli continui a Prd applica il coefficiente kt.
Se si sceglie di utilizzare le staffe nel cordolo sopra trave allora il programma non applica il
coefficiente kl , nel calcolo utilizza il minimo fra (Prd x kt) ed Fd.
Se si sceglie di non utilizzare le staffe nel cordolo sopra trave allora il programma applica il
coefficiente kl , nel calcolo utilizza il minimo fra (Prd x kt x kl) ed Fd.
Qualora dal procedimento anzi descritto risulti che la resistenza di progetto da utilizzare nel
calcolo sia Fd, il programma non propone la staffatura.
La staffatura proposta è in termini di cm²/m, pertanto:
 utilizzando staffe a due braccia diametro 8 mm:
passo 10 cm: 10,05 cm²/m;
passo 15 cm: 6,70 cm²/m;
passo 20 cm: 5,03 cm²/m;
passo 30 cm: 3,05 cm²/m;
 utilizzando staffe a due braccia diametro 6 mm:
passo 10 cm: 5,65 cm²/m;
passo 15 cm: 3,77 cm²/m;
passo 20 cm: 2,83 cm²/m;
passo 30 cm: 1,71 cm²/m;
 utilizzando staffe a due braccia diametro 5 mm:
passo 10 cm: 3,93 cm²/m;
passo 15 cm: 2,62 cm²/m;
passo 20 cm: 1,96 cm²/m;
passo 30 cm: 1,19 cm²/m;
La resistenza di calcolo del calcestruzzo è data dalla seguente relazione:
fcd = 0,85 x fck / m,c; se lo spessore della soletta è inferiore a 5cm si utilizza un ulteriore
coefficiente di riduzione pari a 0,80
Le verifiche a stato limite ultimo (SLU) sono le verifiche di resistenza sul calcestruzzo, sul
legno e sulla connessione, vengono svolte considerando la seguente combinazione di carico:
G x Gk + Q x Qk
dove Gk è il carico permanente totale e Qk è il sovraccarico variabile e considerando la rigidezza
(modulo di scorrimento) ultima della connessione Kser,u.
Le verifiche a stato limite di esercizio (SLE) sono le verifiche di deformabilità (freccia)
Sia le verifiche a SLU vengono ripetute a tempo zero e a tempo infinito, quest’ultima
condizione considera il fenomeno della viscosità.
Nelle verifiche a tempo zero si utilizzano i moduli di elasticità dei materiali (calcestruzzo e
legno) e le rigidezze della connessione.
Le verifiche a tempo infinito vengono svolte considerando i moduli di elasticità e le rigidezze
della connessione fittiziamente ridotti per tener conto delle deformazioni lente (viscosità); viene
pesato il coefficiente di viscosità ( per il calcestruzzo e Kdef per il legno e la connessione) in
funzione della durata del carico facendo l'ipotesi che la quota parte 2 degli accidentali siano
sempre presenti sulla struttura cioè agiscano in maniera quasi permanente e quindi
contribuiscano alla viscosità.

Armatura inferiore. Qualora sorgano tensioni di trazione all’intradosso dell’eventuale cordolo di


calcestruzzo compreso fra soletta e trave di legno (caso dei solai a doppia orditura con travicelli
interrotti e solai a singola orditura con tavolato interrotto), il programma calcola la risultante
delle tensioni di trazione nel cordolo e calcola l’area di armatura minima in grado di assorbire
interamente tale forza, limitando le tensioni di trazione nell’acciaio a 390N/mm² (fu/M
=450/1,15 per l’acciaio B450C).
L’armatura proposta è in cm²/trave, pertanto:
 utilizzando barre diametro 8 mm:
una barra: 0,50 cm²/trave;
due barre: 1,01 cm²/trave;
tre barre: 1,51 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 10mm:
una barra: 0,79 cm²/trave;
due barre: 1,57 cm²/trave;
tre barre: 2,36 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 12 mm:
una barra: 1,13 cm²/trave;
due barre: 2,26 cm²/trave;
tre barre: 3,39 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 14 mm:
una barra: 1,54 cm²/trave;
due barre: 3,08 cm²/trave;
tre barre: 4,62 cm²/trave;
 utilizzando barre diametro 16 mm:
una barra: 2,01 cm²/trave;
due barre: 4,02 cm²/trave;
tre barre: 6,03 cm²/trave;
Questo modo di procedere non è una vera e propria verifica a pressoflessione nel calcestruzzo
ma una approssimazione che funziona bene fin quanto la richiesta di armatura si limita a qualche
centimetro quadro; in certi casi, ad esempio nei solai a doppia orditura con travicelli interrotti di
altezza superiore alla metà dell’altezza delle travi principali, è prudente calcolare senza fare
affidamento alla trazione nel cordolo e quindi attivando l’opzione di travicelli continui, poi in
fase di realizzazione si disporrà comunque una gabbia di armatura del cordolo sopra trave.

Solai in zona sismica

I solai legno-calcestruzzo in zona sismica, dal punto di vista della resistenza e della rigidezza
orizzontale, si comportano sostanzialmente come i solai di laterocemento e i solai a travi di
acciaio con soletta di calcestruzzo.
Infatti il comportamento meccanico nei confronti delle azioni orizzontali è determinato
esclusivamente dalla soletta di calcestruzzo (che funziona come lastra) e dalla sua connessione
con gli elementi strutturali in elevazione (murature, telai o setti di c.a., telai metallici).
Dal punto di vista normativo citiamo alcuni punti del DM. 17/01/2018 “Norme tecniche per le
costruzioni”:
7.2.2 Criteri generali di progettazione dei sistemi strutturali
La componente verticale deve essere considerata, in aggiunta a quanto indicato al § 3.2.3.1,
anche in presenza di elementi pressoché orizzontali con luce superiore a 20 m, elementi
precompressi (con l’esclusione dei solai di luce inferiore a 8 m), elementi a mensola di luce
superiore a 4 m, strutture di tipo spingente, pilastri in falso, edifici con piani sospesi, ponti e
costruzioni con isolamento nei casi specificati in § 7.10.5.3.2.
Ciò significa che nei casi normali, cioè per solai di luce inferiore ai 20m, l’azione sismica
verticale non va presa in considerazione.
Gli orizzontamenti, ove presenti, devono essere dotati di rigidezza e resistenza tali da consentire
la ridistribuzione delle forze orizzontali tra i diversi sistemi resistenti a sviluppo verticale.

7.2.6 Criteri di modellazione della struttura e azione sismica


A meno di specifiche valutazioni e purché le aperture presenti non ne riducano
significativamente la rigidezza, gli orizzontamenti piani possono essere considerati
infinitamente rigidi nel loro piano medio a condizione che siano realizzati in calcestruzzo
armato, oppure in latero-cemento con soletta in calcestruzzo armato di almeno 40 mm di
spessore, o in struttura mista con soletta in calcestruzzo armato di almeno 50 mm di spessore
collegata agli elementi strutturali in acciaio o in legno da connettori a taglio opportunamente
dimensionati.
I diaframmi orizzontali (solai e coperture) per poter trasmettere e ripartire le azioni sismiche
orizzontali fra i diversi elementi in elevazione, devono funzionare come travi-parete nel piano
orizzontale; la normativa chiede di verificare tale funzionamento strutturale. Tale
funzionamento, come per le altre tipologie di solai con soletta di calcestruzzo, è assicurato dalla
soletta; generalmente è sufficiente disporre armature aggiuntive sul perimetro della soletta.
Ai fini del funzionamento della soletta come trave-parete, questa ha bisogno di essere
stabilizzata dalle nervature costituite dalle sottostanti travi di legno opportunamente collegate
alla soletta.
7.8.1.4 (murature) Criteri di progetto e requisiti geometrici
I solai devono assolvere funzione di ripartizione delle azioni orizzontali tra le pareti strutturali,
pertanto devono essere ben collegati ai muri e garantire un adeguato funzionamento a
diaframma.
Non viene definito come collegare il solaio alla soletta, generalmente se è presente un cordolo è
sufficiente collegare al cordolo la rete elettrosaldata presente nella soletta, mentre nel caso di
interventi su edifici esistenti di muratura è sufficiente fare delle perforazioni armate collegate
alla soletta (barre di armatura in fori praticati nel perimetro murario e fissate con malta,
prolungate convenientemente nella soletta).
Si rende utile citare un punto dell’Ordinanza P.C.M. 20 marzo 2003 n. 3274 e successive
integrazioni:
11.5.6.1 (Edifici esistenti - murature) Indicazioni generali
La trasformazione di solai flessibili in solai rigidi comporta una diversa distribuzione delle
azioni agenti sulle pareti, che può rivelarsi favorevole o sfavorevole in funzione della geometria
della struttura.
Questo fatto è da tener presente nella progettazione degli interventi su di un edificio esistente ed
è comune anche ad altre tipologie di solaio.
Si rileva che la tecnica della soletta collaborante è sempre utile in zona sismica in quanto
conduce all’auspicato comportamento scatolare dell’edificio.

GUIDA ALL'USO DEL PRODOTTO

Solai misti legno-calcestruzzo con connettori Tecnaria


La tecnica del collegamento dell'orditura delle travi in legno con soletta in calcestruzzo permette
di realizzare sia nuovi solai che il ripristino di quelli esistenti, migliorandone le caratteristiche
prestazionali.
La solidarizzazione delle travi in legno con una soletta in calcestruzzo, adeguatamente armata,
permette di ottenere una struttura mista in cui vengono meglio sfruttate le caratteristiche
meccaniche dei due materiali; il legno è sollecitato prevalentemente a trazione mentre il
calcestruzzo risulta soggetto essenzialmente a compressione.
I vantaggi che si ottengono, realizzando una collaborazione statica tra legno e calcestruzzo, sono
molteplici: viene migliorata la resistenza meccanica, diminuite la deformabilità e il
comportamento vibratorio, si incrementano sia l'isolamento termico che acustico e infine
migliora la resistenza al fuoco dell'impalcato.
Il connettore a piolo e ramponi TECNARIA collega ed arma strutture portanti in legno a gettate
in calcestruzzo, per la realizzazione di coperture e di solai; è idoneo per interventi di restauro
così come per opere di nuova costruzione.
Suo compito è quello di rendere collaboranti materiali eterogenei (legno, ferro, calcestruzzo,
etc.) che vengono impiegati per l'edificazione.
Il connettore è composto da una robusta piastrina di base, come supporto del piolo, modellata a
ramponi in modo tale da consentire il miglior aggrappo alla trave di legno, per una maggiore
resistenza e rigidezza al taglio.
Tale oggetto è una naturale conseguenza e sviluppo del precedente, già di brevetto e produzione
TECNARIA, che viene da anni utilizzato per le strutture portanti in acciaio.
È disponibile anche un connettore per il rinforzo di solai in laterocemento.
Il connettore per la realizzazione di strutture miste legno-calcestruzzo è un prodotto brevettato
da TECNARIA S.p.A.

Descrizione tecnica dei connettori Tecnaria

Connettore BASE

Il connettore viene fornito in varie misure per le altezze da 20, 30, 40, 60, 70, 80, 105, 125, 150,
175 e 200 mm.
È costituito da un piolo 12 mm di diametro con testa ribattuta e da una piastrina di base quadrata
(50x50 mm) con i quattro angoli ripiegati a rampone verso il basso: piolo e piastrina sono poi
collegati tra loro tramite stampaggio e ricalco a freddo. La piastrina, spessa 3.8 mm, è provvista
di due fori atti a permettere il passaggio delle viti.
I connettori sono forniti con 2 viti tirafondi 8x100mm o (8x70 o 8x120mm) (DIN 571) a testa
esagonale e stelo tronco-conico appositamente realizzate per questo tipo di applicazione.
Si suggerisce l'impiego di viti lunghe 70mm per travi con altezza inferiore ai 100mm, e viti da
120mm per le applicazioni sopra l’assito.

Connettore MAXI

Il connettore viene fornito in varie misure per le altezze da 20, 30, 40, 60, 70, 80, 105, 125, 150,
175 e 200 mm.
È costituito da un piolo 12 mm di diametro con testa ribattuta e da una piastrina di base quadrata
(50x75 mm) con i quattro angoli ripiegati a rampone verso il basso: piolo e piastrina sono poi
collegati tra loro tramite stampaggio e ricalco a freddo. La piastrina, spessa 3.8 mm, è provvista
di due fori atti a permettere il passaggio delle viti.
La zincatura a freddo di tutti gli elementi assicura una eccellente resistenza alla corrosione.
I connettori sono forniti con 2 viti tirafondi 10x120mm (o 10x100 o 10x140mm) (DIN 571) a
testa esagonale e stelo tronco-conico appositamente realizzate per questo tipo di applicazione.
Il connettore MAXI, avendo viti più robuste, è indicato anche per montaggio su tavolato.
Si suggerisce l'impiego di viti lunghe 100mm per applicazione del connettore a diretto contatto
della trave lignea e da 140mm per applicazioni sopra assito con spessore variabile da 30 a 40mm
La zincatura a freddo di tutti gli elementi assicura una eccellente resistenza alla corrosione.

Connettore OMEGA

Il connettore ha altezza 40 mm nella parte di calcestruzzo.


Il connettore OMEGA è utilizzato per connettere travicelli di sezione ridotta nei solai a doppia
orditura.
Il suo utilizzo risulta particolarmente facile nel caso in cui sopra i travetti siano presenti
mezzane o pianelle in laterizio. In questi casi la vite del connettore si potrà fissare anche
attraverso le mezzane affiancate essendo di dimensione ridotta. Sulle travi principali si userà il
connettore BASE o MAXI.

Applicazione e messa in opera dei connettori Tecnaria


Il connettore a piolo e ramponi TECNARIA viene utilizzato in diversi contesti costruttivi, ed in
questo dimostra una grande versatilità e praticità. Può essere utilizzato sia in strutture nuove, (su
legno massiccio, lamellare incollato, Bilam, KVH, Parallam, ecc.), sia in interventi di restauro
laddove le travi esistenti non risultino eccessivamente degradate.
Si utilizza sia per solai che per tetti, al fine di realizzare strutture con migliori caratteristiche
statiche.
La messa in opera non richiede maestranze specializzate né particolari condizioni ambientali; si
opera una minima intrusione nella trave di legno che risulta così minimamente manomessa e
l’intervento reversibile.
La posa è molto semplice e veloce e non lascia spazio a operazioni compiute impropriamente,
situazione purtroppo frequente nei cantieri: è sufficiente appoggiare la base del piolo alla trave o
al tavolato e con un avvitatore inserire le due viti tirafondi affinché anche i ramponi penetrino
nel legno.
È necessario preforare la trave prima di inserire le viti nel caso del connettore su legni duri.
In caso di specie legnose molto dure (quercia, legni tropicali) è opportuno utilizzare punte
apposite per legno duro o punte per acciaio.
Alla posa della rete elettrosaldata e dell'eventuale armatura aggiuntiva farà seguito il getto di
calcestruzzo che dovrà avvenire solo dopo avere adeguatamente puntellato le travi in legno.
In particolari circostanze potrà essere utile non disporre tutte le viti lungo la stessa fibra della
trave.
La posa dei connettori può essere preceduta dalla stesura di un film di nylon (o meglio ancora di
un tessuto traspirante impermeabile) per evitare l'assorbimento dell'acqua del calcestruzzo da
parte delle travi in legno e, nel tempo, per impedire alla polvere di cadere sul piano sottostante.
TECNARIA può fornire, insieme ai connettori, gli accessori idonei per la loro posa in opera
come l'inserto per le viti a testa esagonale da 13 mm ed inoltre il supporto a colonna per
l'avvitatore, la sega a tazza per eseguire velocemente fori di 65 mm di diametro sul tavolato.

Per i connettori tipo “Maxi” è disponibile anche a noleggio un doppio trapano che esegue
contemporaneamente i due prefori necessari per alloggiare le viti del connettore.

Per maggiori informazioni visita la pagina https://www.tecnaria.com/solai-in-legno/prodotti-


restauro-solai-legno/

Caratteristiche tecniche - Sperimentazione


Le caratteristiche meccaniche della connessione (intesa come insieme viti - ramponi - piolo,
considerando anche la resistenza e rigidezza di contatto connettore - legno e connettore -
calcestruzzo) sono state oggetto di prove meccaniche appositamente eseguite presso il CNR
Istituto per la Ricerca sul Legno (attualmente IVALSA) di Firenze nel 2001, in conformità alla
normativa europea (Eurocodice 5 e norme di supporto):
- UNI EN 338 “Legno strutturale. Classi di resistenza”
- UNI ISO 3131 “Legno. Determinazione della massa volumica per le prove fisiche e
meccaniche”
- UNI EN 28970 “Strutture di legno. Prova degli assemblaggi realizzati tramite elementi
meccanici di collegamento. Prescrizioni relative alla massa volumica del legno”
- UNI EN 26891 “Strutture di legno. Assemblaggi realizzati tramite elementi meccanici di
collegamento. Principi generali per la determinazione delle caratteristiche di resistenza e
deformabilità”
I connettori, fissati sul legno, sono stati sottoposti a prova sollecitandoli a taglio e rilevando lo
scorrimento in funzione del carico.
Successivamente sono state interpretate dall’istituto francese specializzato sulla ricerca sul legno
FC BA (vedere www.fcba.fr).
Infine l’intero sistema di calcolo, di interpretazione dei risultati e di progettazione è stato
approvato dall’istituto francese CSTB Centre Scientifique et Technique du Batiment
(equivalente francese del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), mentro dell EOTA.
Tale istituto ha rilasciato l’approvazione tecnica di prodotto chiamata Avis Technique.

Posizionamento dei connettori


Nei solai a singola orditura il connettore può essere montato sia direttamente sull'estradosso
della trave e sia includendo elementi di interposizione, quale il tavolato, qualora lo stesso non
superi i 40mm di spessore. Pertanto le tavole ordite tra le travi possono essere interrotte
(tavolato interrotto), o possono essere forate per consentire l'inserimento del connettore
(carotatura), oppure il connettore può essere posizionato direttamente sul tavolato.
Nel caso si tagli l’assito (o si posizionino pianelle o tavelle sopra trave) si dovrà lasciare libero
un corridoio di circa 6-7 cm di larghezza, nel caso in cui si esegua un foro questo dovrà essere di
diametro 65mm per il connettore tipo “BASE” e diametro 90mm per il connettore tipo “MAXI”.

Nei solai a doppia orditura i connettori andranno previsti (dove necessario) a diretto contatto
della trave principale, per cui sarà necessario metterne a nudo l’estradosso. Per l’orditura
secondaria generalmente non è necessario utilizzare i connettori se i travicelli sono di lunghezza
inferiore ai 160cm, la necessità o meno dei connettori sulla orditura secondaria deve essere
verificata con opportuno calcolo.

I connettori andranno posizionati per sezioni di travicelli superiori alla dimensione di 7 cm di


base per 8 cm di altezza.

Nel programma di calcolo pertanto l'opzione "assito interrotto" si riferisce al caso in cui l'assito
(e i travetti nei solai a doppia orditura) viene interrotto in corrispondenza della trave in modo
tale da formare un cordolo continuo tra estradosso della trave ed intradosso della soletta;
l'opzione "assito carotato" è nei casi in cui il cordolo non si forma perché i connettori vengono
alloggiati in fori praticati nell'assito e l'estradosso delle travi risulta in parte coperto dall'assito
(e/o dai travetti nel caso dei solai a doppia orditura). È preferibile l'interruzione del tavolato (e
dei travetti nei solai a doppia orditura).
Un eventuale foglio di materiale impermeabile andrà posizionato sopra il tavolato e sotto i
connettori.

Interasse dei connettori

Il programma propone due tipi di disposizione dei connettori: spaziatura costante e spaziatura
variabile; è preferibile utilizzare la spaziatura variabile anche perché porta ad un minor consumo
di connettori a parità di prestazioni.
In tal caso la trave andrà suddivisa in 3 porzioni:
 1/4 + 1/4 della luce verso la muratura = appoggi
 2/4 della luce nella porzione centrale = metà centrale
Quando la spaziatura proposta è inferiore a 50 mm, per ragioni di spazio, è necessario disporre i
connettori su due o più file parallele in modo da rispettare l'interasse di calcolo.
Si consiglia comunque di disporre i connettori sfalsati fra loro in modo che le viti non siano
allineate lungo una stessa fibra.
Altezza dei connettori

Il programma propone nell'output di calcolo l'altezza massima del connettore in funzione della
geometria e del copriferro impostato.
Le varie altezze disponibili sono: 20-30 - 40 - 60 - 70 - 80 - 105 - 125 - 150 - 175 e 200 mm

Armatura

Normalmente è necessario disporre nella soletta una rete elettrosaldata a maglia quadrata non
superiore a 20x20 cm e diametro non inferiore a 6 mm; bisogna aver cura di sovrapporre almeno
una maglia nel caso di giunzioni tra più fogli.
Negli edifici a struttura di cemento armato la rete elettrosaldata deve essere ancorata nelle travi
perimetrali; negli edifici di muratura la rete deve essere ancorata nel cordolo, qualora questo non
venga realizzato bisogna disporre su tutto il perimetro, all'altezza della soletta, ferri alloggiati in
fori praticati nella muratura preventivamente iniettati di malta fluida, tali armature di cucitura
devono essere di diametro non inferiore a 16 mm ad interasse non superiore a 50cm e di
lunghezza almeno 40 volte il diametro, ancorati per la metà nella muratura.
Nei solai a semplice orditura o nell'orditura secondaria dei solai a doppia orditura con tavolato
interrotto è opportuno disporre almeno un ferro 10mm per trave sull'estradosso della trave di
legno al lato dei connettori, possibilmente non a contatto per consentire il corretto ricoprimento
dei connettori da parte del calcestruzzo.
Sulle travi principali dei solai a doppia orditura, qualora si utilizzi l’opzione di travicelli
interrotti, si viene a formare un vero e proprio cordolo di calcestruzzo che deve essere confinato
da una gabbia formata da almeno 4 ferri 12 mm longitudinali e staffe almeno 6 mm ogni
20cm.
Nei casi in cui l'armatura qui proposta risulta insufficiente, il programma ne fornisce l'area della
sezione totale; tale area si riferisce a tutto il ferro quando non viene costruita la gabbia oppure al
solo ferro inferiore della gabbia.

Telo impermeabile

È consigliabile interporre tra tavolato e getto di calcestruzzo un telo di tessuto impermeabile, al


fine di evitare l'assorbimento di acqua da parte delle travi, la percolazione di boiacca ed il
formarsi, a medio-lungo periodo di fastidiosa polvere al piano sottostante.
I connettori vanno posizionati sempre sopra il telo nel caso di posizionamento di connettori
sopra assito e con assito interrotto. Nel caso di assito carotato si dovrà tagliare una piccola
porzione di telo con il cutter in corrispondenza dei fori per permettere al calcestruzzo di
avvolgere bene il connettore all’interno del foro.
È raccomandabile l’uso dell’apposito prodotto telo Tecnaria CENTURIA ®.

RECUPERO delle strutture di legno


Marco Pio Lauriola - Studio Tecnico Associato Timber Design - Firenze
http://www.timberdesign.it/
Nel secolo scorso c’è stato da un lato un progressivo abbandono del legno sia negli usi
tradizionali che per le nuove strutture a vantaggio di altri materiali come l'acciaio e il
calcestruzzo armato considerati innovativi e superiori per caratteristiche e possibilità di impiego,
dall'altro alla progressiva perdita delle nozioni specifiche da parte dei tecnici progettisti.

Attualmente la maggiore sensibilità per la conservazione del patrimonio architettonico e lo


sviluppo tecnico-scientifico hanno consentito la rivalutazione del legno come materiale
strutturale focalizzando una maggiore attenzione e considerazione da parte dei tecnici verso le
strutture lignee esistenti e la realizzazione di strutture nuove con il legno.

È bene sottolineare che non necessariamente una struttura di legno ha bisogno di


consolidamento, bisogna evitare di ricorrere al consolidamento per sopperire alla scarsa
conoscenza dei materiali e dello stato di conservazione. Il consolidamento ed adeguamento delle
strutture richiede uno sforzo in più rispetto alla progettazione ex novo in quanto necessita
dell'interpretazione del funzionamento strutturale attuale e di quello passato, l'attenta lettura del
degrado e delle cause, lo studio delle possibili soluzioni per eliminare le cause del degrado e
ripristinare la funzionalità della struttura e la ricerca di schemi di calcolo appropriati,
progettando interventi sicuri, efficaci ed efficienti nel tempo e limitando al minimo necessario
gli interventi per rispettare il valore storico e culturale dell'opera.

Come fra le persone sussistono forti differenze fra vari individui anche all’interno della stessa
famiglia, la natura biologica del materiale da costruzione “legno” fa sì che in una struttura ci sia
forte disomogeneità fra gli elementi lignei in termini di dimensioni, specie legnosa, classe di
qualità, gravità ed ubicazione di eventuale degrado biologico, comportamento in relazione alle
variazioni termoigrometriche, ecc. Questo però non deve scoraggiare il progettista a recuperare
le strutture di legno perché oggi sono disponibili tecniche di diagnosi in grado di fornire con
sufficiente precisione i dati necessari per affrontare una corretta progettazione. Inoltre negli
ultimi anni la maggiore sensibilità per le strutture antiche ha stimolato notevolmente le ricerche
e la sperimentazione delle tecniche di consolidamento, pertanto, allo stato attuale, abbiamo a
disposizione svariati materiali e tecniche collaudate e sicure per risolvere la maggior parte dei
problemi che si possono presentare.

Nel panorama edilizio italiano le strutture di legno sono rappresentate per lo più da solai e
coperture che, alla luce degli attuali criteri di sicurezza, generalmente rivelano una sostanziale
inadeguatezza ai carichi dettati dalle attuali normative.

Su queste strutture può presentarsi l’esigenza di intervenire essenzialmente nei seguenti due
casi:

 per migliorare il comportamento strutturale (aumento di carico utile in relazione alla mutata
destinazione d’uso, miglioramento del comportamento strutturale globale, irrigidimento,
aumento della sicurezza);
 per ripristinare la funzionalità statica a seguito di degrado biologico e/o strutturale.
Un corretto approccio mirato alla conservazione deve prevedere interventi che non siano
eccessivamente invasivi, pertanto in certi casi bisogna rinunciare all’obiettivo di adeguare le
strutture alle attuali esigenze ma adeguare le esigenze alla struttura oggetto di studio (ad
esempio imponendo limitazioni sui carichi).
Il problema della riabilitazione delle strutture di legno dovrebbe seguire i seguenti passi:
 analisi storica per acquisire elementi quali l’epoca di costruzione, la o le destinazioni d’uso,
gli eventuali interventi o rimaneggiamenti, ecc.;
 indagine diagnostica estesa a tutti gli elementi della struttura comprendente: identificazione
della specie legnosa, rilievo dimensionale essenziale, classificazione secondo la qualità
resistente, valutazione mediante ispezione visiva dello stato di degrado compresi eventuali
difetti strutturali (ad esempio carie, attacchi da insetti, rotture, sezioni di minima resistenza,
ecc.), valutazione strumentale in situ finalizzata a quantificare l’estensione e la gravità del
degrado nelle parti in vista e di quello eventualmente presente nelle parti non in vista o
inaccessibili, stima della sezione resistente residua, stima della efficienza dei collegamenti;
 rilievo delle parti non strutturali (pavimenti, riempimenti, rivestimenti, ecc.) che gravano
sulla struttura;
 valutazione del regime tensionale alle epoche in cui ci sono stati importanti cambiamenti
(variazioni di schemi statici, aggiunta, sostituzione o rimozione di elementi, variazione dei
carichi, ecc.);
 valutazione del regime tensionale allo stato attuale considerando la qualità e le sezioni
resistenti residue attuali;
 nel caso in cui la sicurezza attuale non venga giudicata sufficiente anche in considerazione
alle eventuali variazioni dei carchi previste, lo studio di più soluzioni di intervento;
 scelta dell’intervento privilegiando le soluzioni meno invasive ma comunque senza mai
prescindere dalla sicurezza.
Gli interventi generalmente prevedono la sostituzione, l’integrazione o il rinforzo di interi
elementi strutturali, la ricostruzione di parti degradate, il rinforzo dei giunti; fra gli interventi
devono essere compresi quelli atti ad eliminare o mitigare il pericolo di degrado, ad esempio la
protezione dall’umidità, la realizzazione di meccanismi di aerazione specialmente nelle zone di
contatto con le murature, l’eliminazione del contatto con il terreno, ecc.

In via generale sono da preferirsi gli interventi che si integrano con le strutture esistenti e
collaborano con esse, gli interventi che provocano importanti variazioni degli schemi statici
sono da valutare attentamente in quanto possono essere origine di altri problemi; solo nel caso in
cui il materiale esistente non sia più in grado di resistere alle sollecitazioni bisogna operare alla
sostituzione o integrazione con nuovo materiale che esoneri la vecchia struttura dalla funzione
statica.

Si può intervenire con legno o con materiali diversi dal legno (acciaio, calcestruzzo,
conglomerati epossidici, ecc.) giuntati al materiale preesistente mediante unioni di tipo
meccanico o incollaggio.

L’utilizzo del legno per la riparazione e il consolidamento delle strutture lignee costituisce la
soluzione più largamente applicata nel passato; non è raro ad esempio incontrare nelle vecchie
strutture elementi riparati o parzialmente ricostruiti mediante protesi di legno unite per mezzo di
giunzioni a dardo di Giove, tecnica questa che richiede una accurata esecuzione delle
lavorazioni.
A volte la protesi o l’elemento di rinforzo viene giuntato meccanicamente per mezzo di elementi
metallici quali chiodi, bulloni, viti, fasce e piastre metalliche, spinotti di ferro o di legno, ecc...
In alternativa è possibile utilizzare come protesi o rinforzo elementi metallici o calcestruzzo,
anziché legno, sempre giuntati con unioni meccaniche.
In generale le unioni meccaniche danno garanzia di efficienza e durata nel tempo perché
consentono leggeri movimenti delle varie parti e normalmente non sono soggette a fenomeni di
degrado.

Da qualche decina di anni, in luogo dei materiali tradizionali si è iniziato a far uso anche di
materiali di origine sintetica; tra questi le resine epossidiche, grazie ad alcune loro peculiari
caratteristiche, sono diventate di ampio utilizzo. Le resine epossidiche vengono generalmente
usate pure o caricate con inerte minerale fine (filler) per realizzare incollaggi in opera fra legno e
legno o fra legno e mezzi di unione metallici; se caricate con inerti di granulometria da fine a
grossa si realizzano dei conglomerati adatti a riempimenti e ricostruzioni.

Nelle strutture di legno i particolari costruttivi ben progettati conferiscono durabilità all’opera,
pertanto nella progettazione degli interventi di consolidamento bisogna tener presente le
seguenti regole di base:

 il degrado biologico del legno da parte dei funghi della carie avviene quando l’umidità del
legno supera il 20%; nelle strutture protette dalle intemperie e ben aerate normalmente non si
supera tale valore; bisogna quindi provvedere all’aerazione naturale dei locali con struttura
lignea, evitare le “trappole di umidità” ad esempio non rincalzando con malta le testate delle
travi inserite nei muri, evitare che gli elementi metallici a contatto con il legno finiscano
all’esterno e quindi siano oggetto di condense, evitare l’esposizione diretta alla pioggia
specialmente sulle sezioni trasversali, provvedere alla manutenzione dei manti di copertura,
evitare le guaine non traspiranti;
 esistono specie legnose più durabili di altre; è bene pertanto scegliere la specie legnosa più
idonea alle condizioni di esercizio;
 il legno, a causa della sua igroscopicità, scambia umidità con l’ambiente; per conseguenza
esso subisce dei movimenti che, se impediti, generano pericolose autotensioni; pertanto è
necessario lasciare la possibilità agli elementi lignei di “muoversi” piuttosto liberamente, evitare
le strutture iperstatiche, utilizzare sistemi di giunzione non troppo rigidi;
 i movimenti del legno dovuti alle variazioni di umidità sono molto maggiori in direzione
ortogonale alla fibratura rispetto a quelli in direzione parallela; bisogna pertanto fare attenzione
a non contrastarli.

PRODOTTI TECNARIA
Connettori tecnaria ctf a piolo per strutture metalliche
I connettori, tra i quali il più diffuso è il tipo a piolo saldato a scintillio, rappresentano un punto
critico nella progettazione di travi composte, soprattutto nel caso di solai dove tra la trave in
acciaio e la soletta in calcestruzzo è di sovente interposta la lamiera grecata protetta con
zincatura a caldo.
Nell'intento di superare le difficoltà applicative derivanti dai pioli saldati, TECNARIA ha ideato
un nuovo sistema che prevede l'infissione a freddo dei connettori a mezzo di chiodi speciali.
Il connettore è costituito da un piolo, con testa simile ai connettori tipo "Nelson", inserito in una
piastra di base opportunamente sagomata ed irrigidita. Due chiodi di fissaggio in materiale ad
altissima resistenza realizzano, attraverso la piastra, il collegamento del connettore con la trave
in acciaio. I chiodi sono infissi mediante una chiodatrice a sparo o pneumatica.

Staticamente il connettore proposto ha le stesse caratteristiche di prestazione del piolo saldato,


con in più una serie di vantaggi dal punto di vista applicativo, in quanto:
 il fissaggio alle travi in acciaio non è influenzato dalla presenza della lamiera grecata, la
quale viene a trovarsi tra la piastrina di base e la trave, sì da formare un tutt'uno strutturale
(connettore - lamiera grecata - trave)
 il fissaggio non è influenzato dal trattamento superficiale delle parti collegate (verniciatura
o zincatura) ed è indipendente dalle condizioni climatiche esistenti all'atto della sua
realizzazione (umidità e bassa temperatura che rendono invece difficile il collegamento
mediante saldatura)
 il connettore a piolo Tecnaria oltre ad essere unico nel suo genere, grazie alla sua
conformazione geometrica, può essere fissato con la piastrina di base comunque orientata.
 in fase di fissaggio è inoltre in grado di adattarsi alle più svariate configurazioni delle
lamiere grecate comunemente usate
 la manodopera richiesta non è del tipo specializzato
La capacità portante del connettore e l'efficacia del collegamento mediante chiodatura alla trave
in acciaio sono stati indagati sperimentalmente seguendo le procedure delle istruzioni CNR
10016 e quindi con conseguente possibilità di inquadrare questo nuovo tipo di connettore
nell'ambito della normativa vigente in materia. (Collaborazione tecnica dello studio Prof.
Romaro di Padova).

Per maggiori informazioni sui connettori per strutture in acciaio visitate il sito
www.tecnaria.com.

Connettori tecnaria diapason per strutture metalliche


I connettori, tra i quali il più diffuso è il tipo a piolo saldato a scintillio, rappresentano un punto
critico nella progettazione di travi composte, soprattutto nel caso di solai dove tra la trave in
acciaio e la soletta in calcestruzzo è di sovente interposta la lamiera grecata protetta con
zincatura a caldo.
Nell'intento di superare le difficoltà applicative derivanti dai pioli saldati, TECNARIA ha ideato
un nuovo sistema che prevede l'infissione a freddo dei connettori a mezzo di chiodi speciali.
Al fine di permettere una connessione veloce, affidabile e di elevate prestazioni meccaniche
TECNARIA ha realizzato l’innovativo connettore DIAPASON.
Si tratta di un connettore di seconda generazione perché supera il semplice concetto tradizionale
di piolo inserito nella soletta. L’accurata progettazione di tanti dettagli e la possibilità di
collegare barre trasversali al connettore aumenta la resistenza alla rottura a valori non ottenibili
altrimenti. Infatti il limite di resistenza a taglio dei connettori posati su travi con lamiera grecata
è la rottura del calcestruzzo, con una superficie di separazione tra le parti che scavalca la testa
del connettore. TECNARIA ha incrementato tale resistenza progettando un connettore che si
integra totalmente nella soletta continua tramite la posa di barre in acciaio. Il fissaggio sulla
trave metallica è della massima efficacia grazie all’infissione di quattro chiodi in acciaio ad alta
resistenza.
Il connettore DIAPASON è realizzato in lamiera zincata di spessore 3 mm, sagomata in modo
da ottenere una base da fissare alla trave in acciaio e due ali superiori per il collegamento con il
calcestruzzo.

Per maggiori informazioni sui connettori per strutture in acciaio visitate il sito
www.tecnaria.com

Connettori tecnaria CTcem – VCEM - MINCEM per solai


in laterocemento
Gli interventi di rinforzo e ripristino di strutture esistenti richiedono la messa a punto di idonee
metodologie. In analogia con quanto viene fatto per i solai in legno ed acciaio, la realizzazione
di una soletta di calcestruzzo, adeguatamente ancorata all'estradosso, fornisce un sufficiente
incremento della portanza dei solai in laterocemento.
L'efficacia di tale intervento dipende dalla capacità del collegamento - tra la parte esistente e la
soletta aggiuntiva - di trasferire le azioni di taglio al fine di realizzare una sezione composta a
completa interazione; nei casi in cui non è possibile valutare a priori l'apporto di resistenza
offerto dalla ruvidezza della superficie da collegare, l'intervento di un connettore diventa molto
importante. È noto, infatti, che lo scorrimento tra le parti che compongono l'elemento strutturale
ne riduce la portanza e ne aumenta la deformabilità.
Inoltre le proprietà resistenti e deformative del collegamento influiscono sul funzionamento
dell'elemento composto; in particolare la duttilità del collegamento si configura come
caratteristica importante perché, da un lato, permette il raggiungimento della massima capacità
portante flessionale della struttura composta prima che la rottura possa verificarsi in modo
fragile per crisi del collegamento, dall'altro influisce sui criteri di progettazione perché la
ripartizione dell'azione di taglio permessa dalla duttilità del collegamento consente una
distribuzione uniforme dei connettori lungo l'elemento strutturale. Tali considerazioni
testimoniano come la conoscenza delle caratteristiche prestazionali del collegamento sia
fondamentale per una corretta progettazione e valutazione dell'affidabilità dell'intervento di
adeguamento statico del solaio mediante soletta sovrastante.
Per la facilità di messa in opera, il collegamento viene generalmente realizzato mediante
connettori a piolo il cui ancoraggio agli elementi da collegare varia a seconda del materiale.
Per l'intervento di rinforzo in esame, la società Tecnaria propone un connettore da fissare a
secco formato da una piastra di base di 4 mm di spessore e di dimensioni 50 x 60 mm, su cui si
inserisce un piolo formato da una porzione autofilettante da inserire nella parte esistente e da un
gambo con una testa ribattuta che rimarrà annegata nella nuova soletta di calcestruzzo.

Per maggiori informazioni sui connettori per solai in calcestruzzo visitate il sito
www.tecnaria.com

TECNARIA s.p.a.
Guida all'uso del programma per il calcolo dei solai misti legno-calcestruzzo
con connettori a piolo e ramponi TECNARIA
secondo il metodo agli stati limite

Versione SL 3.01, luglio 2009


Aggiornamento SL 4.3 ottobre 2018
Autori:
Ing. Marco Lauriola
Email: studio@timberdesign.it
www.timberdesign.it
Ing. Andrea Sorbi
Aggiornamenti:
Ing. Enrico Nespolo
E-mail: e.nespolo@tecnaria.com)
Ing. Marco Lauriola
Email: studio@timberdesign.it