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Capitolo 1

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

Possiamo rappresentare schematicamente una molecola come un insieme di punti materiali pesanti (i nuclei) tenuti assieme da molle pi`u o meno rigide senza peso (i legami).

I legami chimici tengono cio`e i nuclei in certe posizioni (posizioni di equili- brio) attorno alle quali i nuclei possono vibrare: ogni spostamento dalla posizio- ne di equilibrio causa una reazione da parte del resto della molecola che tende a riportare il nucleo nelle sua posizione originaria.

In sostanza una molecola `e un oggetto che vibra, apparentemente in modo del tutto scoordinato; in realt`a ogni molecola vibra secondo certe frequenze sue proprie, rilevabili sperimentalmente con tecniche spettroscopiche IR (infrarosso:

lunghezza d’onda da 25 a 0.8µ) o RAMAN. Queste frequenze, che ne rappresen- tano quasi l’impronta digitale, sono in numero di 3N 6 (dove N `e il numero di atomi della molecola) o di 3N 5 per le molecole lineari. Con una trasforma- zione di coordinate opportuna le 3N coordinate che servono per caratterizzare completamente la posizione degli atomi della molecola diventano le coordinate del baricentro (3), le coordinate che servono a descrivere la rotazione della mo- lecola (3 oppure 2 per molecole lineari) e le coordinate interne, che descrivono il moto relativo degli atomi, e quindi le vibrazioni (stiro o comprimo dei legani); queste ultime, come gi´a detto, sono in numero di 3N-6 o 3N-5. Il problema delle vibrazioni molecolari pu`o essere risolto interamente in termini classici (i nuclei sono abbastanza pesanti. In un secondo tempo si pu`o passare ad un trattamento quantistico.

Proviamo quindi a trattare con la meccanica classica il moto di un insieme di punti materiali (i nuclei) che si muovono in un campo conservativo di energia potenziale la quale dipende a sua volta dalla posizione dei punti stessi. abbiamo 3N coordinate:

x

1

x

2

x

3N

dobbiamo conoscere le 3N funzioni x i x i (t), cio`e scoprire come variano nel tempo le coordinate dei nuclei.

1

2

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

y 1 y 2 2 x 1 1 x 2 y 3 3 x 3
y 1
y
2
2
x 1
1
x 2
y 3
3
x 3

Figura 1.1:

Applichiamo naturalmente le leggi di Newton

m 1 x¨ 1

m 1 x¨ 2

m n x¨ 3N

=

=

=

F 1

F 2

F 3N

(1.1)

(1.2)

dove x¨ 1 d 2 x

dt 2 .

F 1 `e la componente 1 (cio`e lungo l’asse x) della forza agente sulla prima

particella: essa `e data da

1 , dove U `e il potenziale elettrostatico (in realt`a

ci sono anche altre forze in gioco) creato nella posizione r 1 = (x 1 , y 1 , z 1 ) da

tutti gli altri nuclei: ma allora F 1 dipende da x 4

differenziali in (2.1) sono interdipendenti: si tratterrebbe in sostanza di risolvere

un sistema di equazioni differenziali del secondo ordine, problema questo assai complesso, in generale insolubile. Si pu`o per`o tentare, attraverso una trasformazione opportuna, di rendere le 3N equazioni indipendenti: se ci si riuscisse, il problema si ridurrebbe alla

x 3N e quindi le 3N equazioni

∂U

∂x

soluzione di 3N equazioni indipendenti del secondo ordine, problema questo di gran lunga pi`u semplice di quello originario.

La forma Hamiltoniana delle equazioni del moto

`

E possibile usare delle equazioni diverse da quelle di Newton per descrivere il moto di un corpo. Queste equazioni, le equazioni di Hamilton, sono equivalenti

a quelle Newtoniane ma sono assai pi`u facili da risolvere; presentano inoltre il

vantaggio di poter essere espresse in termini di un set di coordinate diverso dalle

coordinate cartesiane. Per ottenere queste nuove equazioni si procede secondo

il seguente schema (consideriamo solo sistemi conservativi; V V (X)).

q m dove (m = 3N ) che descrivono il sistema,

naturalmente q i q i (x 1

m ). Con l’espressione precedente

intendiamo che le coordinate q i sono funzioni delle cordinate x i , e viceversa. La funzione potenziale U sar`a funzione delle q i : U (q).

1) Si scelgono le coordinate q 1

m

m ) e x i x i (q 1

q

3

) sar`a

in generale funzione delle q i e delle q˙ i .

Questo pu`o apparire strano a prima vista; ma basta trasformare l’energia ci-

netica di una particella che si muove nello spazio (faremo cos´ı per l’ atomo

di idrogeno) espressa in coordinate cartesiane nell’energia cinetica espressa in

coordinate polari (ρ, θ, ϕ), per convincersi. —————————————————- NOTA—————————————-

L’energia cinetica T (che in coordinate cartesiane vale T =

1

2

i m i v

2

i

2 =

2

2

2

∂x 2 + ∂y 2 + ∂z 2 =

=

r 2 ∂r r 2

1

r θ,φ

+

1

θ sin θ

r 2 sin θ

θ r,φ

+

2 r 2 sin 2 θ ∂φ

1

2 r,θ

———————————————————————————————————

-

T

T (q, q˙)

2) si definiscono le nuove quantit`a

p i = T ∂q˙ i

(1.3)

(1.4)

dette momenti coniugati alle q i . Usando i momenti coniugati, la (1.3) diventa:

T

T (q, p)

3) Si definisce la funzione Hamiltoniana

H(p, q) = T + U

(1.5)

(1.6)

dove H = T + U `e ovviamente l’energia totale. 4) abbiamo ora tutti gli elementi per scrivere le equazioni hamiltoniane del moto:

∂H

∂p i

∂H

∂q i

= q˙ i

= p˙ i

(1.7)

Confrontando la (2.1) con la (2.6) si vede che per ogni coordinata q i , nel caso delle equazioni di Newton si deve risolvere un equazione differenziale del 2 ordine, mentre se si usano le equazioni di Hamilton si devono risolvere due (invece di una) equazioni differenziali del primo ordine (invece che del secondo ordine).

ESEMPI I. Moto elastico unidimensionale

4

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

4 CAPITOLO 1. LE VIBRAZIONI MOLECOLARI Figura 1.2: Molla Soluzione di Newton T U F F

Figura 1.2: Molla

Soluzione di Newton

T

U

F

F

mx¨

x¨

x

=

=

=

=

=

=

=

mx˙ 2 kx 2 ma = mx¨

U = kx

1

2

1

2

∂x

kx

k

m x A cos(ωt + ϕ)

dove ω = m

Soluzioni Hamilton

k

; la frequenza `e ν =

2π m

1

k

q =

=

p

T

H

q˙

p˙

mx¨

=

=

=

=

=

che `e analoga alla (A).

x

T

∂x˙

p 2

2m

= mx˙

2

p

2m + kq 2

H

2

p

=

∂p

m

mx˙ = H ∂p

kx

= kx

A)

II. Vibrazione di una molecola biatomica Sia la molecola orientata lungo l’asse x.

5

m 1

m 2

y

5 m 1 m 2 y x Figura 1.3: vibrazione molecola biatomica Consideriamo solo il moto

x

Figura 1.3: vibrazione molecola biatomica

Consideriamo solo il moto lungo la coordinata x. Ho due variabili, x 1 , x 2

che coordinate scelgo?

sia

allora

q

q

1

2

=

=

T

U

=

1

2

k(x 1 x 2 ) 2

= 1 2 (m 1 x˙ 2 + m 2 x˙ 2 2 )

1

x 1 x 2 m 1 x 1 +

posizione relativa ai due membri m

2 x 2

coordinata del baricentro

m 1 + m 2

U

T

M

µ

=

=

=

=

1

2

1

2

m 1 + m 2

m 1 m 2 m 1 + m 2

kq

2

i

(Mq˙

2

2

+ µq˙

2

1

)

(1.8)

(1.9)

(1.10)

(1.11)

(1.12)

(1.13)

(1.14)

(1.15)

Infatti, sostituendo le definizioni di q 1 , q 2 , µ, ed M in T si ha

=

T

= 1 2 (m 1 + m 2 ) m 2

1

x˙ 2 + m 2 2 x˙ 2 2 + 2m 1 m 2 x˙ 1 x˙ 2 (m 1 + m 2 ) 2

1

+

+

m 1 m

2

2 (x˙ 2 + x˙ 2 2 2x˙ 1 x˙ 2 ) =

1

m 1 + m

1

m 2 m 1 + m 2

1

x˙ 2 + m 2 2 x˙ 2 + 2m 1 m 2 x˙ 1 x˙ 2

1

2

m 1 + m 2

2

+

m 1 m m 1 +

m 2 (x˙ 2 + x˙ 2

2

1

2 ) 2m 1 m 2 x˙ 1 x˙ 2

m 1 + m 2

=

(si noti che i due addendi in x˙ 1 x˙ 2 si annullano)

= 1

2

 

x˙ 2

1

m 1 ✟ ✟ ✟ ✟✟

(m 1 + m

2

)

(m

1

+

m 2 )

+x˙ 2

=

1

1

2 m 1 x˙ 2 +

1

2 m 2 ✟ ✟ ✟ ✟✟

(m 1 + m

2

)

(m

1

+

m 2 )

1

1

2 m 2 x˙ 2 2

 

=

(1.16)

6

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

Calcoliamo i momenti coniugati (vedi equazione 1.7):

da cui si ricava:

q¨ 1 =

p

p

1

2

H =

=

=

∂T

∂q

1

∂T

∂q

2

= µq˙ 1 = Mq˙ 2

1

p 2

µ

1

+ M p +

2

2

2

(B)

1

2 kq

2

1

p˙ 1 = µq¨ 1 = H ∂q 1

= kq 1

k

µ q 1 q 1 = A cos µ t + ϕ

k

(1.17)

(1.18)

(1.19)

Analogamente per la seconda coordinata si ha:

Mq¨ 2

Mq¨ 2

=

=

p˙ 2 = H

∂q 2 0 q˙ 2 = cost υt

= 0

(1.20)

(1.21)

dove υ `e il moto rettilineo uniforme del baricentro. Naturalmente risolto il problema in q 1 e q 2 , si pu`o tornare ad x 1 e x 2 . Se nelle equazioni 1.10 1.15 avessimo usato le coordinate:

Q

Q

λ

λ

1

2

1

2

=

µq 1

(1.22)

=

Mq 2 k

(1.23)

=

 

µ

=

0

si sarebbe ottenuto

˙

T

U

=

=

2 (

Q 2 + Q 2 2 ) P = Q T = 2 (λ 1 Q 2 + λ 2 Q 2 2 )

1

1

1

1

˙

˙

2 (P

1

1

2

2

+ P

2

)

(C)

e le analoghe di 1.10 e 1.14 sarebbero

¨

Q

¨

Q

1

2

=

=

λ 1 Q 1 λ 2 Q 2

Q 1 = A 1 cos(ω 1 t + ϕ)

Q 2 = Mυt

(D)

Si noti la simmetria della (C) e (D) (ottenuta aggiungendo formalmente a

U

Se si potesse generalizzare il risultato (D), se si potesse cio`e trovare un set di coordinate Q i (coordinate normali) tali che

il termine λ 2 Q 2

2 , con λ 2 = 0).

T

U

=

=

1

2

˙

1 2 i Q

i λ i Q

2

i

2

i

=

=

1

2

1

2

˙

˙

Q| Q >

< Q|Λ|Q

<

>

(E)

7

dove Λ= diagonale, allora il problema sarebbe risolto e per ogni Q i si avrebbe:

Q i (t) = A i cos( λ i t + ϕ)

e le vibrazioni della molecola potrebbero essere descritte come sovrapposizione

di 3N moti “vibrazionali” (la rotazione e la traslazione possiamo vederli come

“vibrazioni” con energia potenziale nulla) indipendenti, ciascuno di frequenza

2π 1 λ i ; queste sono le frequenze proprie della molecola. Nell’approssimazione delle piccole oscillazioni (o nell’ipotesi che il po- tenziale che agisce su ogni nucleo sia parabolico nell’intorno della posizione di equilibrio) questo `e effettivamente sempre possibile: si possono cio`e trovare 3N coordinate normali che portano il sistema nella forma (E).

`

QUALCHE PAROLA IN PI U SUL POTENZIALE U Il potenziale U in una molecola biatomica non ha la semplice forma parabo-

lica U = 1 2 k(r 1 r 2 ) 2 ipotizzata in precedenza, ma piuttosto la forma riportata

in figura 1.4

U U 0 r 0
U
U 0
r 0

r=| r 1 -

r 2

|

Figura 1.4: Grafico potenziale molecola biatomica

possiamo espandere U in serie di T aylor nell’intorno del minimo

U(r) = U(r 0 ) + dU dr r 0

(r r 0 ) +

2 1 (r r 0 ) 2 +

dr 2

d 2 U

r 0

(F )

trascurando gli addendi superiori al 3 e prendendo lo zero del potenziale in modo che U (r 0 ) = U 0 = 0, si ha

con

U(r) =

d 2 U dr 2

1

2

r 0 (r r 0 ) 2 = 1

2 k(r r 0 ) 2

k

=

d 2 U

dr 2

r 0

8

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

Naturalmente `e giustificato trascurare gli addendi dopo il 3 , solo se ci si muove nell’intorno del minimo, cio`e se le oscillazioni sono piccole, come gi`a detto. In una molecola poliatomica le cose vanno circa nello stesso modo; conside- riamo per esempio la molecola di H 2 O:

O α R 1
O
α
R 1

H

R 2 H
R 2
H

Figura 1.5: Molecola Acqua

Usando come coordinate R 1 , R 2 , α si pu`o scrivere

U(R 1 , R 2 , α) = U(R 10 , R 20 , α 0 ) +

1 d 2 U

2 dR 1

0

(R 1 R 10 ) 2 +

+

d 2 U dR 2

1

2

0

(R 2 R 20 ) 2 +

d 2 U dα

1

2

0

(α α 0 ) 2 +

(G)

nella (G), anche volendoci fermare alle derivate seconde, dobbiamo aggiun- gere tutte le derivate miste(sono 6); cos`ı, indicando sinteticamente con R le tre

coordinate R 1 , R 2 , α,

abbiamo

U(R) = U(R 0 ) +

1

2 ∂R i ∂R j

∂U

i,j

0

(R i R io )(R j R jo ) +

troncando al secondo ordine e ponendo

U(R 0 ) = 0

e

2 U

∂R i ∂R j = k ij

si ha

1

U(R) = 1 2 k i,j (R i R io )(R j R jo ) = 2 < R|K|R >

i,j

(H)

Facciamo qui alcune osservazioni:

1) U assume la forma semplice (h) solo nell’approssimazione armonica 2)Le coordinate su cui lavoriamo, e che indicheremo semplicemente con R, so- no in realt`a coordinate di spostamento (rispetto alla posizione di equilibrio) R R R 0

9

3) Risulta pi`u comodo scrivere il potenziale in termini delle coordinate

interne (p. es. R 1 , R 2 , α).

Le costanti di forza k i,j che troveremo sui libri o in letteratura faranno riferi-

mento sempre a coordinate interne; d’altra parte noi formuleremo il problema in coordinate cartesiane, perch`e sono pi`u semplici da usare e da leggere. Dovremo quindi trovare il modo di passare dalle coordinate interne a quelle cartesiane. 4) Dato che i gradi di libert`a vibrazionali sono solo 3N 6 (oppure 3N-5) abbiamo due possibili vie di approccio al problema:

A) risolviamo il problema nelle 3N coordinate, scoprendo poi che 6 (o 5)

vibrazioni hanno frequenze nulla, sono cio`e delle traslazioni e delle rotazioni. B)depuriamo a priori il problema della 6(o 5) coordinate di troppo con qualche manipolazione.

ESERCITAZIONE USANDO LA STRADA (A)

Possiamo sceglie-

re come coordinate gli spostamenti x i , y i , z i dei nuclei rispetto alle posizioni di equilibrio.

z y x z z x y x y
z
y
x
z
z
x y
x y

Figura 1.6:

Di quali dati iniziali(input) abbiamo bisogno? Dobbiamo conoscere le masse

degli atomi (non ci sono problemi per questo) e la matrice delle costanti di forza K ij (o F ij , come le chiameremo da qui in poi).

In coordinate cartesiane di spostamento il potenziale, nell’approssimazione

armonica, assume forma quadratica:

U =

2 1 < X|F |X >

la matrice F `e non diagonale, mentre T lo `e

T =

2 1 < x˙|M|x˙ >

Cerchiamo quindi un sistema di coordinate (se esiste) nel quale T e V as-

Si noti che F , matrice delle derivate seconde

sumono la forma semplice (E).

10

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

i =F ij = F ji )quindi sempre

diagonalizzabile con una trasformazione unitaria. NOTA: una matrice reale e simmetrica, `e sempre diagonalizzabile con una trasformazione unitaria. Cominciamo eliminando M :

del potenziale `e reale e simmetrica (

2 i j

2

j

=

Sia

 

|q >

U

F

T

Sia

=

=

=

=

M 2 |x >=⇒ |x >= M 1 2 |q >

1

1

2

< q|M 2 FM 2 |q >=

1

1

1

2

< q|F |q >

M 2 FM 1

< q˙|q˙ >

1

2

1

2

SF S

U

=

=

Λ

diagonale)

1 2 < q|S SF S S|q >=

1

2 < Q|Λ|Q >

dove |Q >= S|q > e < Q| =< q|S

T

H

=

=

1

Q| Q >

2

1 Q| Q > + 2 < Q|Λ|Q >

2 <

< q˙|S S|q˙ >=

˙

˙

1

1

˙

˙

2 <

che `e la forma cercata. Procedendo come al solito si avr`a

T

P

i

=

∂Q i

=

˙

Q

i

˙

P

i

=

Q i = H i = λ i Q i

¨

∂Q

Q i

T

=

=

cos( λ i t + ϕ)

1

2 < P|P >

Vediamo prima un esempio semplice: La molecola biatomica.

x 3 m 1 x 1 x 5
x
3
m 1
x 1
x
5
x 4 m 2 x 2 x 6
x
4
m 2
x 2
x
6

Figura 1.7: Molecola biatomica

Qui la costante di forza assume forma semplice anche in coordinate cartesia- ne: infatti chiamata R 1 la coordinata interna di spostamento “variazioni della

11

distanza tra l’atomo 1 e l’atomo 2” si ha

R 1 = δr 12 = x 2 x 1

=

U =

1

2 kR 2 = 1

2 k(x 2 x 1 ) 2 =

1

2 1 (kx 1 x 1 kx 1 x 2 kx 2 x 1 + kx 2 x 2 ) =

= 1

2 < x|F |x >

|x > ha 6 componenti (le 6 coordinate dei 2 atomi)

con

F =

1

1

0

0

0

0

M =

F = k

 

 

m 1

0

0

0

0

0

0

m

0

0

0

0

2

1

m

1

1

m 1 m 2

0

0

0

0

1

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

m 1

0

0

0

0

0

0

m 2

00

0

1

m

1

1 m 2

m

2

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

m 1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

m 2

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

0

0

0

0

0

0

ora bisognerebbe diagonalizzare F ; in realt`a in questo caso semplice non ce n’`e bisogno sapendo che (T r = Traccia):

i

λ i = T r (Λ) = T r F = k

1

m

1

+

1

µ

m 2 = k

c’`e un solo λ

= 0 (c’`e una sola vibrazione); quindi

k

λ 1 = µ ;

λ 2 = λ 3 =

= λ 6 = 0

12

CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

O

22

(3,764 x10 )

0.90 A

°
°
104, 45 °
104, 45 °

-1 g

H

H

23

(5,975 x10 )

-1 g

Figura 1.8: La geometria della molecola d’acqua

x 6 x 3 x 4 α x 5 α x x 2 1
x 6
x 3
x 4
α
x
5
α
x
x 2
1

Figura 1.9: Le coordinate cartesiane della molecola d’acqua

Il potenziale (e quindi F ) dipende

solo dalle tre coordinate interne (le 2 distanze OH e l’angolo α) e i dati di costanti di forza disponibili fanno riferimento a queste coordinate:

Come coordinata di spostamento associata alla variazione dell’angolo α ab- biamo scelto R 3 (spostamento di 1 e 2 per effetto di una variazione di α) perch`e in questo modo le tre coordinate hanno tutte le dimensioni di una lunghezza;

ESEMPIO 2-La molecola d’acqua

r 23 x 3 α 1 2 R 1 R 2 R 3 R 3
r
23
x
3
α
1
2
R 1
R
2
R 3
R 3
r
13

Figura 1.10: Molecola di acqua

13

(s = sin α ;

c = cos α)

R 1

R

2

R

3

=

=

=

= x 1 c x 2 c x 4 s x 5 s 2x 6 s

δr 13 = (x 1 x 3 )s + (x 4 x 6 )c

(x 2 x 3 )s + (x 5 x 6 )c

δr 23 =

r l = (x 1 x 3 )c + (x 6 x 4 )s + (x 3 x 2 )c + (x 6 x 5 )s =

Abbiamo cos`ı resa esplicita la relazione tra |R > ed |x >:

1

R = B|x >= 0

c

0

s

c

1

s

0

c

0

s

0

c

s

c

c

2s

0

0

0

0

0

0

0

0

0

x

.

.

.

.

x

1

9

Ci servono ora le masse di O e H (le abbiamo) e le costanti di forza. Queste

ultime possono essere ricavati da calcoli o dall’analisi degli spettri vibrazionali. Secondo uno schema di calcolo approssimato (campo di valenza) possiamo sup-

= j siano nulle (attenzione! F risulta

porre che le costanti di forza miste F ij , i

cos`ı diagonale in questa rappresentazione, ma non rispetto alla base cartesiana),

mentre quelle diagonali valgono, rispettivamente

quindi

F rr

F αα

U =

=

7.56 · 10 5 dine/cm

=

0.70 · 10 5 dine/cm

1

2 (R 2 + R

1

2

2

)

+ F αα R

2

3 =

=

2 1 < R|Ø|R >=

= 1 2 < X| BØB|X >=

= 1 2 < X|F|X >

F = BØB

Ø =

F rr

0

0

0

F rr

0

0

0

F αα

si noti che mentre Ø `e diagonale, F non lo `e pi`u. A questo punto:

F = M 1 2 FM 1

2

diagonalizziamo F

nate normali (vere; pi`u 6 false, di traslazione e di rotazione) che non coincidono

in generale con R 1 , R 2 , R 3 .

; si noti che diagonalizzando F si ottengono tre coordi-

Effettuati i conti si trovano tre moti di vibrazioni che schematizziamo cos`ı

(F ig11)

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CAPITOLO 1.

LE VIBRAZIONI MOLECOLARI

29 λ=5,20x10 sec
29
λ=5,20x10 sec

-2

CAPITOLO 1. LE VIBRAZIONI MOLECOLARI 29 λ=5,20x10 sec -2 29 0,96x10 sec -2 29 -2 5,51x10

29

0,96x10 sec

-2

29 -2 5,51x10 sec Figura 1.11: Molecola d’acqua
29
-2
5,51x10 sec
Figura 1.11: Molecola d’acqua

Trovati autovalori ed autovettori di F , si pu`o studiare ciascuno dei modi normali. Essendo

|Q >

=

|x >

=

=

1

UM 2 |x >,

risulta

M 2 U|Q >= M 2 U

1

1

1

M 2 U

A 1 cos

λ i t

.

.

.

A n cos λ n t

Se vogliamo analizzare per esempio il 1 moto normale, poniamo A 2 = A 3 = = A n = 0. Classicamente A 1 pu`o assumere qualsiasi valore (corrispondentemente va-

rier`a l’energia). Per ragioni quanto-meccaniche si usa porre A i = 2π λ i , dove

h `e la costante di Plank e vale: h = 6, 624 · 10 27 erg sec. Con questo valore di A i l’oscillatore `e nel suo stato fondamentale (energia residua). Si ha quindi, per il 1moto normale

h
h

X 1 (t)

X 2 (t)

X n (t)

=

=

=

m 1 U 11 A 1 cos λ 1 t

1

m 2 U 21 A 1 cos λ 1 t

1

1

m n

U n1 A 1 cos λ 1 t

Per vedere come vibra la molecola per effetto di questo primo modo normale,

si provi per esempio a far variare λ 1 t tra 0 e π con passi π : si hanno 4 istantanee del moto vibrazionale.

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