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Elisa Grassi

ATTIVITÀ PRODUTTIVE A MEDIOLANUM NELL’ETÀ DELLA ROMANIZZAZIONE:


LA METALLURGIA FRA TRADIZIONE CELTICA E ROMANITÀ

Come la maggioranza dei centri urbani presi in esame Con le trasformazioni dell’impianto cittadino avvenute
in occasione del presente convegno, anche Milano ha a partire dall’età cesariana5 gli impianti artigianali si al-
restituito, nelle fasi relative all’età della romanizzazione e lontanano progressivamente dal centro, distribuendosi
della costituzione dell’impianto urbano, un discreto nu- prevalentemente dapprima lungo i principali assi viari
mero di testimonianze relative ad attività artigianali. Tali (cardo e decumanus), sia all’interno che all’esterno del
rinvenimenti attestano come, già prima del suo definitivo perimetro delle mura. Solo in un secondo momento, che
assorbimento nel modo romano, Milano fosse un centro ha inizio approssimativamente con l’età tiberiana, sembra
produttivo e commerciale vivace ed importante dal punto aversi la definitiva dislocazione degli ateliers esclusivamente
di vista economico. al di fuori delle mura, in differenti aree del suburbium,
apparentemente sempre in prossimità di assi viari di un
certo rilievo.
EVOLUZIONE DELLE AREE ARTIGIANALI
IN RAPPORTO ALLO SVILUPPO URBANISTICO
COESISTENZA DI DIVERSE TRADIZIONI ARTIGIANALI
La forma artigianale meglio attestata a Milano è la me-
tallurgia: gli scavi hanno messo in evidenza almeno quat- Le testimonianze materiali milanesi parlano di tecnologie
tordici siti in cui si è registrata la presenza di indicatori di considerate tipicamente romane a fianco di altre di chiara
produzione metallurgica. Il rinvenimento di scorie, resti ascendenza transalpina.
di forni, frammenti di utensili, ha permesso di ricostruire Le evidenze archeologiche relative a officine di forgia e
l’esistenza di un’attività abbastanza intensa di forgia (pro- di fonderia attestano un uso prevalente di piccoli forni
duzione di oggetti finiti a partire dal metallo semi-lavorato) a fossa, del tipo diffuso soprattutto in area transalpina.
del ferro e di fusione delle leghe di rame (bronzo, ottone, Solo in via Puccini6 erano utilizzati forni più strutturati,
bronzo da cannoni1). con piano in laterizi, mentre non sembrano essere mai
A queste lavorazioni sembrano esserne collegate altre, attestati forni soprelevati di tradizione più spiccatamente
quali la lavorazione dell’osso e del vetro. Simili attività, mediterranea. Allo stesso modo, il rinvenimento di un
infatti, erano svolte per motivi di convenienza economica grande crogiolo per la fusione di leghe di rame scavato in
e di praticità in aree limitrofe a quelle della lavorazione un blocco di grafite7 rimanda ad usanze di matrice centro-
metallurgica, come confermano i dati archeologici non europea: confronti precisi provengono, infatti, da contesti
solo milanesi2. svizzeri ed austriaci8.
Già dagli inizi del I secolo a.C., prima dell’edificazione Al contrario, la condensazione dell’ossido di zinco,
della cinta muraria e della monumentalizzazione dell’area attestata in via Conca del Naviglio nel I secolo a.C.9 e
forense, il futuro centro della città romana è teatro di forse praticata anche nell’area dell’Università Cattoli-
attività artigianali condotte su scala abbastanza vasta. In ca10, dimostra la padronanza di una tecnica considerata
particolare in Via Moneta3, nei pressi della futura piazza appannaggio del mondo greco-romano, e sconosciuta
del Foro, oltre ad attività di forgia veniva anche praticata alle popolazioni celtiche. D’altra parte, è noto dalla
la riduzione dei minerali di ferro, fatto assai inconsueto nei testimonianza di Plinio come nella sua epoca il mine-
centri urbani: solitamente infatti tali attività erano svolte rale di zinco venisse estratto principalmente nelle valli
nei pressi dei centri minerari, che distano da Milano non bergamasche (Nat.Hist, 34.2): non sorprende, dunque,
meno di 60 chilometri. Attività di forgia dovevano essere il rinvenimento di indicatori di una simile attività in
svolte, nel medesimo periodo, anche nell’area di Piazza uno dei principali centri urbani più prossimi all’area
Duomo – Palazzo Reale4, situata anch’essa all’interno di provenienza del minerale.
dell’insediamento protostorico.
5
In età cesariana si ha la realizzazione della prima cinta muraria e la monu-
1
Lega ternaria di rame, stagno e piombo, molto diffusa nel mondo ro- mentalizzazione del Foro. Negli anni immediatamente successivi si assiste
mano. alla realizzazione dei principali edifici pubblici, in particolare il teatro (cfr.
2
A Milano sono state individuate attività di macellazione e lavorazione degli SACCHI in questo volume) e l’anfiteatro (L’anfiteatro di Milano 2004).
ossi animali in prossimità di impianti metallurgici nella zona di corso di 6
TIZZONI 1997.
Porta Romana, via Rugabella (CAPORUSSO 1991, pp. 243-244), ed officine di
lavorazione del vetro probabilmente associate ad attività di forgia e fonderia
7
Rinvenuto negli scavi nell’area dell’Università Cattolica: GRASSI, Tesi.
nell’area dell’Università Cattolica (CORTESE, Tesi). 8
PICON 1995, ID. 1999.
3
CERESA MORI et al. 1987, TIZZONI 1992-1993. 9
TIZZONI 2004.
4
PERRING 1984, ID. 1991. 10
GRASSI, Tesi.

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Fig. 1 – Carte di distribuzione


dei rinvenimenti divise
per fasi. Nella prima in
grigio è segnata l’estensione
dell’insediamento protostorico,
nelle altre viene indicato il
perimetro delle mura.

Fig. 4 – Crogiolo in grafite dagli scavi dell’Università Cattolica.

Fig. 2 – Forno da forgia sopraelevato di tipo “mediterraneo” (graffito Da quest’esame preliminare emerge con chiarezza come
dalle Catacombe di Domitilla). nel tempo le attività artigianali si siano trasformate paral-
lelamente alle modificazioni della realtà urbana. Dunque,
l’analisi degli indicatori produttivi e del disporsi degli ate-
lier nel tessuto cittadino aiuta a meglio definire il quadro
della realtà mediolanense in questo particolare momento
storico, non solo dal punto di vista dello sviluppo urbani-
stico ma anche, con una prospettiva più ampia, da quello
dei rapporti economici e delle interazioni culturali.

BIBLIOGRAFIA
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