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Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliare e Generale

Humanitas Research Hospital


Direttore: Prof. Guido Torzilli

Linee guida sul corretto uso di albumina

Redazione a cura di:


Dr.ssa Franchi Eloisa
Dr. Donadon Matteo

Versione 1.0 del 18/01/2019 1


SOMMINISTRAZIONE IN SALA OPERATORIA

L’uso di albumina può essere indicato in soggetti sottoposti a interventi di chirurgia epatica
maggiore (resezione epatica  3 segmenti;  40% del volume; multiple resezioni epatiche
complesse; resezioni intestinali) qualora, dopo la normalizzazione della volemia, l’albuminemia sia
< 2 g/dL. 1–5

SOMMINISTRAZIONE IN ASCITE REFRATTARIA

L’ascite è una delle più frequenti complicanze della cirrosi di cui viene colpito più del 50% dei
pazienti entro 10 anni dalla diagnosi.
Lo studio ANSWER6 (Albumin for the treatmeNt of aScites in patients With hEpatic ciRrhosis) ha
dimostrato come la somministrazione di albumina in pazienti con ascite riduce i tassi di mortalità e
aumenta la sopravvivenza di 18 mesi, anche in pazienti sottoposti a procedure ad alto rischio come
la TIPS. Il trattamento a lungo termine con albumina si è dimostrato essere l’unico fattore protettivo
indipendente contro la mortalità. La somministrazione di albumina inoltre riduce la necessità di
paracentesi con il risultato di diminuire i rischi infettivi. Risultano diminuite anche le complicanze
della cirrosi, come la peritonite batterica spontanea e l’encefalopatia severa.

SOMMINISTRAZIONE POST- CHIRURGIA MAGGIORE

Nei pazienti sottoposti a chirurgia addominale maggiore, l’atto chirurgico induce un rapido calo dei
valori di albumina sierica, che si protrae per le prime 72 ore. Sebbene con modesti coefficienti di
correlazione, questo calo è correlato consistentemente con outcome negativi, in accordo con la
classificazione di Clavien, in particolar modo per quanto riguarda la corretta cicatrizzazione delle
ferite chirurgiche.784

L’associazione tra ipoalbuminemia e prognosi sfavorevole è riconosciuta da numerosi studi. E’


dimostrato9,10 che per ogni calo di 2.5 g/dl di albumina il rischio di ospedalizzazione prolungata
cresce del 16% e la mortalità del 39%.3

Poiché l’albumina è quasi totalmente sintetizzata dal fegato, le resezioni epatiche possono portare
a ulteriori disfunzioni nella sintesi dell’albumina, specialmente nei pazienti con funzionalità epatica
già debilitata. Questo calo potrebbe essere legato a un blocco temporaneo della sintesi di albumina
da parte del fegato. 11

Dopo resezioni epatiche, soprattutto se estese, si instaurano cambiamenti metabolici e funzionali


unici. E’ spesso presente uno squilibrio fluido ed elettrolitico, che va attentamente controllato.12

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Non ci sono al momento studi prospettici su larga scala che comparino l’efficacia dei vari tipi di
colloidi disponibili nelle epatectomie maggiori. E’ però presente letteratura che esamina l’utilizzo di
colloidi durante il trapianto di fegato. Lo studio di Hand et al confronta l’utilizzo di amido
idrossietilico ed albumina nel post trapianto epatico: i risultati riportano un incremento del rischio
di acute kidney injury (AKI) incrementato nel caso di utilizzo di amido idrossietilico rispetto ad
albumina 5% . 13,14

I vantaggi specifici dell’utilizzo di albumina nelle resezioni epatiche includono:

 il mantenimento della pressione colloido-osmotica,


 la preservazione della funzione renale,
 benefici pleiotropici sull’integrità endoteliale. 15

Ricordiamo inoltre che in contrasto con altri colloidi, l’albumina non è considerata nefrotossica. 16

Risulta quindi appropriata la somministrazione di albumina nelle prime 72h postoperatorie per la
chirurgia maggiore epatica ed addominale, in particolare quando l’albuminemia risulti < 3.5 g/dl.
Alcuni studi pongono indicazione alla somministrazione di albumina iperoncotica (dal 20 al 25%).17

La dose necessaria per ottenere un’albuminemia ≥ 2,5 g/dL viene calcolata applicando la seguente
formula: DOSE (g) = [albuminemia desiderata (2,5 g/dL) – albuminemia attuale (g/dL)] x volume
plasmatico (0,8 x kg).18

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critically ill patients. in Cochrane Database of Systematic Reviews (ed. Roberts, I.) CD001208
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3. G.R., H., R.J., N. & M.M., W. Albumin administration - What is the evidence of clinical
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5. Vincent, J.-L., Dubois, M.-J., Navickis, R. J. & Wilkes, M. M. Hypoalbuminemia in Acute
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doi:10.1177/0115426505020003314
9. Herrmann, F. R., Safran, C., Levkoff, S. E. & Minaker, K. L. Serum albumin level on admission
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11. Wrighton, L. J., O’Bosky, K. R., Namm, J. P. & Senthil, M. Postoperative management after
hepatic resection. J. Gastrointest. Oncol. 3, 41–7 (2012).
12. Yongliang Sun, Zhiying Yang, H. T. Perioperative nutritional support and fluid therapy in
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13. Gómez, H. & Kellum, J. A. Postoperative Albumin: Predictive Bystander or a Window Into
the Clockwork? Crit. Care Med. 43, 2680–1 (2015).
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16. Wiedermann, C. J. & Joannidis, M. Nephroprotective Potential of Human Albumin Infusion:
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17. Jacob, M. et al. Small-volume resuscitation with hyperoncotic albumin: a systematic review
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18. Liumbruno, G., Bennardello, F., Lattanzio, A., Piccoli, P. & Rossetti, G. Raccomandazioni
SIMTI sul corretto utilizzo degli emocomponenti e dei plasmaderivati.

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