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Appunti per Gigi e Gilberto

con esempi ed esercizi


Preliminari
L’armonia musicale si da quando due o più note risuonano in contemporanea; gli accordi, invece,
secondo la tradizione occidentale (dalla musica classica al pop) sono insiemi di tre note o più,
frequentemente usati per accompagnare una melodia. Questi accordi si costruiscono sovrapponendo
sempre un intervallo armonico di 3a a un altro, laddove sovrapposizioni a intervalli diversi da quello
sono generalmente considerate “note di passaggio” (o talora “dissonanze”) e quindi indicate
grafcamente come tali (e.g. “suspended notes”, “added notes” ecc.).

Esempio 1, 1bis

N.B. La dicitura “SUS” sta per suspended, “ADD” sta per “added”; per le sigle accordali viene usata la grafa notazionale
anglosassone (DO = C, RE = D, MI = E, FA = F, SOL = G, LA = A, SI = B) e la simbologia comunemente usata nel Jazz.

Riguardo le added notes, ad esempio, va detto che un accordo con la 6 a aggiunta (sixte ajoutée, cfr. J.-P.
RAMEAU) contravviene al principio teorico sopra enunciato (i.e. formazione degli accordi per
sovrapposizioni di 3e) ed è – in pratica – “equivalente” a un accordo minore 7 a in primo rivolto –
essendo i “rivolti” tutte le possibili combinazioni di un accordo che si ottengono scambiando di volta in
volta la nota al basso con un altra dello stesso accordo (e.g. LA-DO-MI-SOL ≠ DO-MI-SOL-LA ≠ MI-
SOL-DO-LA ≠ SOL-LA-DO-MI).

Esempio 2

N.B. La nota dopo lo slash [/] rappresenta il basso dell’accordo stesso; in questo modo si delineano – usando questa
particolare simbologia accordale – i cosiddetti “rivolti”, ma si indicano pure note estranee all’accordo stesso che assumono
comunque il ruolo di basso (formando quindi altri accordi, defniti in alcune trattazioni “ compound chords”).
Sovrapposizioni che toccano intervalli superiori a quello di 8 va rispetto al basso (extensions) nella teoria
sottintendono sempre – anche in caso di efettive omissioni di note nella pratica – la presenza di tutte le
precedenti sovrapposizioni; ciò vuol dire che, per fare un esempio, un accordo di 13a minore non è
uguale a uno di 5a aumentata e 7a minore, anche se gli intervalli di 13a minore e 5a aumentata sono
equivalenti (i.e. omofoni ma non omograf, LAb ≈ SOL#), e ciò proprio perché – come detto prima –
un accordo di 13a presuppone sempre tutte le precedenti sovrapposizioni di 3 a…1

Esempio 3

N.B. Il “+” del secondo accordo in esempio sta per 5 a aumentata; va anche notato che questo accordo non risulta
interamente prodotto da sovrapposizioni di 3 e (SOL#-SIb è di fatto un intervallo di 2 a maggiore – o perlomeno è un
intervallo di 3a solo “sulla carta”), e che quindi la 5a aumentata è da considerare – in un certo senso – “nota di passaggio”…

1 In una teorizzazione di tipo jazzistico le extensions (che talora possono comprendere già le 7e) sottintendono di norma la
7a minore, la 9a maggiore, l’11a giusta e la 13a maggiore (e.g. DO-MI-SOL-SIb-RE-FA-LA).
Le triadi
Le triadi – accordi di 3 note ad intervallo di terza – possono essere di 4 tipi, ciascuna con due possibili
combinazioni di rivolto dello stato fondamentale (i.e. triadi: 2 rivolti; quadriadi: 3 rivolti ecc.):

- maggiore (e.g. DO-MI-SOL: una 3a maggiore più una 5a giusta dal basso);

- minore (e.g. DO-Mib-SOL: una 3a minore più una 5a giusta dal basso);

- aumentata (e.g. DO-MI-SOL#: una 3a maggiore più una 5a aumentata dal basso);

N.B. Va notato come i rivolti di questo accordo siano in un certo senso simmetrici all’ascolto (symmetrical chord, cfr. R.
GOROW), ossia con sovrapposizioni di 3 a maggiori in ogni combinazione (anche se non a livello teorico – e.g. SOL#-DO 4 a
dim. ≈ Lab-DO 3a magg.).

- diminuita (e.g. DO-MIb-SOLb: una 3a minore più una 5a diminuita dal basso).

Per quanto riguarda i rivolti, è opportuno considerare a questo punto la scrittura del cosiddetto “basso
continuo” – o “numerato” o “cifrato” ( fgured bass) – che può forse chiarire meglio il signifcato di stato
fondamentale di un accordo, a prescindere dalla posizione delle sue altre parti (i.e. il cosiddetto voicing:
a “parti strette” o a “parti late”, con raddoppi, con una particolare “posizione melodica” della parte
superiore ecc.). I rivolti delle triadi, ad esempio, si esprimono secondo la seguente modalità cifrata:
Esempio 4 (con chord symbol e fgured bass)

Esempio 4bis (con triadi aumentate e diminuite)

N.B. Gli esempi precedenti sono scritti in forma pianistica, e non – secondo l’armonia “classica” – per le canoniche quattro
voci miste.
Esercizi