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EDOM-Aloe Polpa lug_ago.

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403 Erboristeria Domani Lug/Ago 2017


ERBORISTERIA
domani•
ISSN 1721-5676 Bimestrale

La rivista è online
403
Lug/Ago
2017

biocosmesi decennale Natrue • analitica biosensori • monografie Il gelso • etnobotanica storia dell’Aristolochia
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Quando la tradizione
d’uso non basta

COSMESI BIO MONOGRAFIA ANALITICA ANTROPOLOGIA


La fiducia conquistata: Nobiltà del Gelso: Biosensori per i botanicals: un Stramonio: diavolerie
dieci anni di Natrue non solo seta approccio alternativo ai test e novità etnobotaniche

p.20 p.37 p.53 p.76

CopertinaMontaggio.indd 1 20/06/17 11:12


Cultura
antropologia

Stramonio: diavolerie
e novità etnobotaniche
  di Giorgio Samorini           
etnobotanico - giorgio@samorini.it

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Le notizie riportate dalle fonti classiche riguardo questa pianta si confondono e si
sovrappongono a note e osservazioni riferite certamente ad altre droghe tropaniche,
con il risultato che la diatriba continua ancora oggi in ambito botanico: effetti, forse,
della loro azione “delirogena”.
Certamente, a fronte della sua elevata
tossicità, l’ erba del diavolo ha attività
biologiche e farmacologiche che meri-
tano ancora ampi studi, anche alla luce
della ricchezza e varietà delle indicazioni
offerte dalla moltitudine di dati etnobota-
nici rilevati nelle più varie tradizioni e dal-
le più diverse provenienze geografiche.

Da diversi secoli alcune specie l’occa sione


di dature sono soggette a una per esporre
confusa diatriba circa le loro origini un insieme di
geografiche, e il principale prota- notizie etnobo- Datura stramonium fiore
gonista di questa vicenda è lo stra- taniche nuove
monio, “erba del diavolo” per anto- o curiose su questa pianta “diabo- antiche del rapporto umano con
nomasia, botanicamente Datura lica” ben nota e presente nel terri- questo genere di piante si trovino
stramonium L. torio italiano. in Europa e non nelle Americhe (3).
In questi ultimi decenni la dia- Appartenenti alla grande famiglia Un ritrovamento di D. stramonium
triba si è ancor più esacerbata in delle Solanaceae, attualmente datato a più di 3000 anni prima
seguito alla recisa affermazione sono riconosciute 13 specie del di Colombo, proviene da un sito
di due botanici, secondo la quale genere Datura (2). Insieme con i archeologico localizzato nella
nessuna specie di datura era pre- generi Mandragora, Hyoscyamus, catena montuosa dei Pirenei, nello
sente al di fuori delle Americhe Atropa, Scopolia – per citare solo stato di Andorra. Il sito, in località
prima dell’avventura transocea- quelli autoctoni – le dature appar- Prats (Canillo), situato a un’altitu-
nica di Cristoforo Colombo, quindi tengono al folto insieme delle sola- dine di 1500 m, riguarda un ritro-
prima del Cinquecento (1). nacee tropaniche, producenti gli vamento insolito, costituito da una
In questo articolo espongo i dati alcaloidi tropanici scopolamina, piccola fossa dove erano contenuti
e le contraddizioni di tale diatriba, iosciamina, atropina, ecc., e riunite cinque recipienti di terracotta, e
mettendo in evidenza alcuni tas- nella classe psico-farmacologica venuto alla luce nel corso di lavori
selli totalmente ignorati, nella spe- delle piante “delirogene”, cioè stradali finalizzati al deposito di
ranza di apportare un decisivo con- induttrici di uno stato di delirio. tubature d’acqua. Le analisi hanno
tributo chiarificatore, e cogliendo evidenziato che uno di questi reci-
Lo stramonio pienti aveva contenuto della birra,
è specie autoctona mentre in altri due erano stati pro-
Gli studiosi che hanno parteci- babilmente depositati carpofori di
pato al discusso problema delle una specie di fungo appartenente
origini geografiche delle dature alla classe dei Basidiomiceti, e in
non sembrano essere a cono- un altro sono stati ritrovati 8 semi
scenza di alcuni dati archeologici di stramonio e resti del frutto che
europei, che non solo conferme- li conteneva. La datazione al 14C
rebbero come piante del genere è risultata del 1700 a.C., in piena
Datura fossero presenti al di fuori Età del Bronzo. Il sito non riguar-
delle Americhe molto tempo prima dava un’inumazione, questi reci-
di Colombo, ma che evidenziereb- pienti non facendo parte quindi di
bero come, allo stato attuale delle un corredo funebre, ed è stato sug-
Seme di stramonio del 1700 a.C. Trovato sui Pirenei
nostre conoscenze, le datazioni più gerito che si trattasse di materiale

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Cultura
antropologia

votivo associato al vicino santuario


Roc de les Bruixes (“roccia delle
streghe”) del medesimo periodo
del sito in questione (4).
La tipologia del ritrovamento mi
fa sorgere il sospetto che tutti i
cinque recipienti potessero conte-
nere materiale vegetale di natura
inebriante, data la presenza di un
prodotto alcolico (birra), di stramo-
nio e di funghi non meglio identi-
ficati.Altri resti di stramonio par-
rebbero essere venuti alla luce in
un orizzonte dell’Età del Bronzo
Antico nel sito di Pécs, localizzato
nell’Ungheria meridionale; pur- Seme di Datura trasportato da una formica in Romagna
troppo, la prematura scomparsa
dell’archeologo protagonista di
questo ritrovamento, Andrew La presenza Sappiamo che nella lingua greca
Sherratt, non ha permesso la rela- nei testi classici antica alcune solanacee veni-
tiva pubblicazione (5). Verificata la Accertata la presenza autoctona vano denominate strýchnon, cor-
facile identificazione dei frutti e dei dello stramonio in Europa e nel rispondente al termine medie-
semi di questa pianta, non reste- Mediterraneo, è più che probabile vale solatro e al termine moderno
rebbe molto margine all’ipotesi di che le popolazioni antiche quali solano. Definendo strýchnon come
un errore di identificazione di tali Greci, Etruschi e Romani fossero “un nome generico di piante molto
reperti, che dimostrerebbero, in a conoscenza di questa pianta e distinte”, Teofrasto (Hist.Pl., VII,
maniera quindi inconfutabile, la delle sue proprietà psicoattive e 15,4) distingueva uno strýchnon
presenza autoctona dello stramo- medicinali. Da tale considerazione kēpaîon, “solano ortense”, identi-
nio in Europa, e ciò a discapito sorge il problema di individuare il o ficato con l’erba morella (Solanum
di quanti hanno ritenuto questa i nomi con cui lo stramonio veniva nigrum), uno strýchnon hypnōtikón,
specie originaria delle Americhe, indicato nei testi classici; un pro- “solano ipnotico”, indicante vero-
oppure d’origine asiatica e impor- blema di difficile soluzione, per via similmente la Withania somnifera,
tata in Europa durante i tempi delle confuse e brevi descrizioni e uno strýchnon manikón, “solano
moderni. delle piante date da Teofrasto, che produce pazzia” o “solano
Una delle tesi addotte dai bota- Plinio e Dioscoride. furioso” (Hist.Pl., IX, 11, 5-6), in
nici che hanno negato la pre-
senza delle dature nel Vecchio
Mondo prima di Colombo riguarda
la constatazione che, solo negli
Stati Uniti, sarebbe stata osser-
vata la raccolta dei semi di datura
– nella fattispecie Datura disco-
lor – da parte delle formiche, e ciò
sarebbe indizio che “le specie di
Datura sono adatte alla disper-
sione da parte delle formiche” uni-
camente nelle Americhe (6). Ma
ciò non è vero, come ho personal-
mente osservato alcuni anni fa nel
mio orto, locato in Romagna, dove
ho potuto fotografare la fila di for-
miche che raccoglievano e porta-
vano nel formicaio semi di Datura
innoxia, come si può evincere
dall’immagine che qui riporto. Frutto di Datura innoxia

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cui la maggior parte degli studiosi sottolineare come il “sembra” con studi sui veleni saggiandone gli
moderni vuole vedere l’Atropa bel- cui il medico greco inizia la frase, antidoti sui condannati a morte.
ladonna, e alcuni altri lo stramonio. potrebbe indicare il fatto che pure Per quanto riguarda la letteratura
Dioscoride, nella sezione del De in questo caso l’Autore non abbia latina, Plinio, che scriveva nel I
Materia Medica dove riunisce e dimestichezza con la pianta che secolo d.C., usava il termine trycno,
descrive le proprietà di numerose sta trattando, e che le sue descri- una contrazione terminologica di
piante psicoattive – dal papa- zioni dell’aspetto di alcune piante strychno già riscontrata fra i Greci;
vero al giusquiamo alla mandra- potrebbero non essere attendibili, ad esempio negli Idilli di Teocrito
gora – offre una descrizione dello e ciò potrebbe riguardare proprio (X, 37), un testo del III secolo a.C.
strýchnon manikón che non corri- i casi dello strýchnon manikón in cui il poeta siceliota fa dire a un
sponde né alla belladonna, né allo e del dorýknion. Quest’ultimo uomo che sta decantando la bel-
stramonio: le foglie “simili a quelle nome è presente in altri passi lezza di una donna: “la tua voce è
dell’acanto” potrebbero ricordare della letteratura greca. Plutarco il trycno che inebria”. Plinio ricono-
le foglie sinuato-dentate dello (Vita di Demetrio, 20) – scrittore sceva anch’egli tre specie, di cui
stramonio, mentre il frutto “tondo, greco vissuto a cavallo del I e II una è il dorýknion greco, facendo
nero, tenero come un chicco d’uva” secolo d.C. – riportava che il re di etimologicamente derivare il nome
farebbe corrispondere maggior- Pergamo Attalo III “coltivava erbe da “lancia” (dóry), poiché vi si itin-
mente la pianta con la belladonna. velenose, e non soltanto il giu- gevano le lance per avvelenarle, e
Diversi studiosi sospettano che squiamo e l’elleboro, ma anche la aggiungeva che “il succo di questa
Dioscoride abbia confuso due dif- cicuta, l’aconito e il dorýknion, che pianta, anche in piccole quantità,
ferenti piante riunendone le carat- seminava e piantava con le proprie provoca la pazzia”. A differenza
teristiche in una medesima descri- mani nei giardini reali, curando di di Dioscoride, che dava per sino-
zione, e lascia ancor più perplessi riconoscere i loro succhi e frutti, e nimi il dorýknion e l’halikákka-
il colore nero del suo fiore, che di raccoglierli nel giusto tempo”. bon, Plinio riconosceva l’alicacabo
avvallerebbe l’ipotesi di una confu- Sempre Dioscoride, nel descrivere come una quarta specie di trychno,
sione, dovuta probabilmente a una il dorýknion, riportava che questa adducendogli proprietà profetiche:
mancanza di conoscenza diretta pianta veniva chiamata halikákka- “bevono la radice di alicacabo in
del “solano furioso” che il medico bon e kaléa da Crateva; quest’ul- pozione quelli che vogliono appa-
greco sta descrivendo. È comun- timo era il medico di corte di rire veramente invasati dal dio,
que indubbia la psicoattività e la Mitridate del Ponto, noto per il suo allo scopo di rafforzare la credu-
pericolosità di questa pianta, dato terrore di essere avvelenato, e che lità nei vaticini che pronunciano”,
che “la sua radice bevuta nel vino aveva dato il compito a Crateva sebbene poco prima avesse indi-
nella quantità di una dracma ha la di trovare un modo per renderlo cato con il medesimo termine ali-
virtù di creare fantasie non spiace- immune ai veleni, dando quindi cacabo la pianta oggi riconosciuta
voli. Se se ne bevono due dracme origine a quella pratica, nominata come Withania somnifera (Nat.
produce estasi per tre giorni; se se in suo ricordo mitridatismo, di Hist., XXI, 177-184). Va aggiunto
ne bevono quattro, uccide” (Mat. assunzione continuata di piccole che sia gli Autori greci sia quelli
Med., IV, 73). quantità di veleno, con lo scopo latini riportano diverse altre sino-
Subito dopo il “solano furioso” di diventarne immune. Crateva, nimie vernacolari per gli strýchnon
e prima della mandragora, che aveva ricevuto ampi poteri di e per il dorýknion, alcune delle
Dioscoride descrive un’altra ricerca da Mitridate, effettuava gli quali identiche e apparentemente
pianta, denominandola dorýknion,
pure questa di problematica iden-
tificazione, ma che potrebbe
riguardare anch’essa una solana-
cea tropanica, data la sua inclu-
sione fra l’insieme di piante che
il medico greco riunisce per affi-
nità delle proprietà psico-tossico-
logiche. Del dorýknion Dioscoride
riporta: “Sembra che anche questa
pianta sia sonnifera e, presa in
grande quantità, uccide. Alcuni
dicono che il suo seme si prende
come afrodisiaco”. È opportuno Frutti di diverse specie di Datura

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Cultura
antropologia

l’identificazione sino ad arrivare


ai nostri giorni, dove il termine è
impiegato per nominare un genere
botanico di piccole piante praticole
leguminose, Dorycnium Miller.

La datura del dio Shiva


Oltre al nostro stramonio, un’al-
tra specie di Datura è soggetta
alla diatriba circa la sua pre-
senza precolombiana nel Vecchio
Mondo: Datura metel L., la “datura
di Shiva”, nota agli Europei come
noce metella. E se da un lato i
botanici che negano la presenza
delle dature nel Vecchio Mondo
prima di Colombo non hanno preso
in esame la letteratura asiatica e
araba antica (9), con conseguente
riduzione della validità delle loro
tesi, dall’altro lato, studiosi indiani
e arabi riconoscono la presenza
di questa pianta nei testi antichi a
loro ben noti.
È un dato da tempo acquisito la
presenza di una pianta, nomi-
nata gawz mathil, nella lettera-
tura medica araba e persiana, con
datazioni che partono dal IX secolo
della nostra era. Il medico arabo
Datura metel andaluso Ahgmad ibn Muhammad,
in uno scritto del XII secolo, ci ha
contraddittorie, sulle quali non mi quest’ultima pianta, mentre il fornito una descrizione di questa
soffermo in questa sede per non “solano furioso” resti da identifi- pianta che ricorda molto da vicino
rischiare di annoiare il lettore su carsi con la belladonna, sia per la la noce metella: “è un arbusto
complesse disquisizioni etimolo- corrispondenza nella descrizione dell’altezza di un uomo seduto.
giche (7). Come si vede, sono gli delle sue bacche nere, sia perché Le sue foglie sono come piccole
Autori antichi a riportare dati così la belladonna era certamente nota foglie di melanzana ad eccezione
palesemente confusi e contraddit- nei tempi antichi e deve pur aver di essere più solide e molto più
tori, da rendere ardua la moderna avuto anch’essa un nome e un lisce. Ha un grande fiore bianco, a
identificazione botanica delle posto nei testi classici. Un det- forma di tromba. Ha un frutto come
piante di cui trattano; piante che in taglio riportato da Dioscoride e una noce con una scorza rugosa
diversi casi non hanno conosciuto a favore dell’identificazione dello e quasi spinosa. Al suo interno
o visto personalmente, ed è pro- stramonio con il dorýknion, è l’im- vi sono semi simili a quelli della
babile che non riusciremo mai a piego dei suoi semi come afrodi- mandragora”. Dai testi arabi risal-
venirne a capo con un sufficiente siaco, una pratica tutt’ora in voga tano le proprietà inebrianti e tos-
grado di certezza. in diverse parti del mondo. siche del gawz mathil, e le poso-
Recentemente è stata propo- Gli erbalisti del XVI e XVII secolo logie indicate corrispondono con
sta l’identificazione di entrambe svilupparono un’accesa discus- quelle di una datura: 0,2-0,5 g ine-
le piante strýchnon manikón e sione sull’identità del dorýknion, briano; 1,6 g inebriano, tranquilliz-
dorýknion con due specie o varietà sino a che il medico francese zano e possono uccidere un indi-
di datura, di cui una sarebbe il Guillaume Rondelet (Rondeletius) viduo debole; 3,2-4,6 g sono letali.
nostro stramonio (8); ma è più stabilì che con questo termine Inoltre, la pianta gawz mathil è
plausibile che solo una, presu- doveva essere nominata una riconosciuta essere la medesima
mibilmente il dorýknion, riguardi specie di trifoglio, e tale fu presente in India e nominata in

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sanscrito dhattUra, di cui le prime Dall’Asia meridionale, D. metel transoceanica di Colombo, in parti-
attestazioni scritte risalgono al giunse nei territori arabi e nel colare D. innoxia, simile a D. metel
II-IV secolo d.C. Questa pianta è bacino mediterraneo probabil- ma con i frutti densamente spinosi.
associata al dio induista Shiva, e mente per opera dell’uomo, e fu Con maggior precisione, i frutti di
sue raffigurazioni sarebbero state introdotta anche in Italia, dove D. metel sono rugosi e in alcune
riconosciute nella statuaria come nel Medioevo fu denominata nux varietà dotati di sparse corte spine,
ornamento al capo di questa divi- metel, da cui originò il nome popo- quelli di D. innoxia sono cosparsi
nità a partire dal IX secolo della lare di noce metella. di corte spine che tuttavia non
nostra era (10). Quindi, dati archeologici, letterari pungono, mentre quelli di D. stra-
Sempre per quel che riguarda e iconografici dimostrerebbero l’e- monium sono dotati di spine dure
l’area sud-asiatica, studiosi di bud- sistenza di almeno due specie di e pungenti.
dismo tantrico hanno evidenziato Datura nel Vecchio Mondo come Interessante notare come Leonhart
come una pianta che “rende folli”, specie autoctone: lo stramonio e Fuchs, nell’osservare una specie
nominata dha du ra, sia presente la noce metella. Inoltre, il mede- di datura introdotta dall’America,
nel Vajramahabhairava-tantra, un simo termine “datura”, che ha dato molto probabilmente D. innoxia,
testo rituale datato a prima del XIII i natali al moderno genere tasso- la riconobbe simile alla “nostrana”
secolo. Il termine dha du ra (o da nomico che include queste piante, D. metel (New Kreüterbuch, 1543:
dhu ra) è considerato una traslitte- origina dal sanscrito dhattūra, 396) (13); un’ulteriore considera-
razione del sanscrito dhattūra, con mentre il termine “metel” è d’ori- zione a favore dello stato autoc-
il quale viene sempre indicata la gine araba, diretta derivazione da tono della noce metella per il
D. metel e le cui varianti dialettali, mathil (gawz mathil). Vecchio Mondo.
distribuite in sei categorie foneti- La principale confusione rinasci-
che, sono presenti in almeno 21 Lo stramonia mentale riguarda l’identificazione
idiomi dell’area tibetana-indiana. rinascimentale dello stramonia con D. metel e
L’ampia distribuzione geografica Più problematica è l’etimologia di non con D. stramonium, presente
e linguistica di questo termine “stramonio”, un termine che non ad esempio nelle opere del mede-
depone a favore della sua origine è presente nella letteratura clas- simo Fuchs e di Dodoens (Cruydt-
indigena e dell’antichità della rela- sica e che fa la sua apparizione nei Boek, 1554: 472).
tiva identificazione botanica (11). periodi più tardi. Attestato come Matthioli, in una prima edizione dei
nome di pianta negli erbari rina- suoi Discorsi (1557: 499), riportava
scimentali, principalmente come dello stramonia: “Simile al Solatro
stramonia, diversi studiosi riferi- parmi anchora quella pianta già
scono della sua presenza già nei fatta volgare à tutti i giardini, la
testi medievali, addirittura alto- quale chiamano stramonia, che
medievali, sia latini che di deri- produce certi frutti verdi, tondi, in
vazione latina, ma senza mai mezzo alquanto concavi, e spinosi:
offrire più precise indicazioni a con frondi che tirano al solatro, con
riguardo, per lo meno stando un odore uguale à quello dell’opio.
agli studi di cui ho potuto pren- I fiori, i quali sono come campa-
dere visione. nelle, respirano di soave odore di
Quel che sappiamo è che è un gigli. Et è quasi comune credenza
termine tardo-latino, e l’ipotesi di ciascuno, che non sia la virtù di
più plausibile vedrebbe stra- questa pianta lontana da quella de i
monium/stramonia come una solatri”. In questa edizione Matthioli
combinazione e contrazione non riportò un disegno dello stra-
dei due termini greci strýchnon monia, ma i dettagli della spinosità
manikón, che come abbiamo e della concavità nella parte cen-
visto designa il “solano furioso” trale del frutto corrisponderebbero
(12). a quelli di D. stramonium. In suc-
Gli erbari rinascimentali ripro- cessive edizioni dei Discorsi (ad
pongono la confusione che es. 1603:300-1), il medico d’ori-
ruota attorno allo stramo- gine senese, nel trattare della noce
nio, accentuata dall’arrivo metella e riportandone un disegno
delle specie americane che corrispondente effettivamente a
Frutto di Datura stramonium fece seguito all’av ventura D. metel, giunse alla conclusione

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Cultura
antropologia

Terrestre biblico; il serpente tenta-


tore, avvoltosi attorno a quest’al-
bero, lo aveva fatto diventare nano
e brutto, con la mela spinosa e
velenosa (14).
Alcuni nomi popolari italiani asso-
ciano la pianta a degli animali. In
Piemonte i contadini piantavano lo
stramonio ai quattro lati dell’orto, in
modo tale che le talpe, rodendone
la radice, ne morissero. Di qui il
nome di “erba delle talpe” (Torino,
erba tërpunera, Monferrato, erba
tapisera, Vigevano, terponnera)
(15). Un altro zoonimo, “erba dei
ratti”, potrebbe essere dovuto a
un suo probabile impiego come
Disegni di stramonio negli erbari di Gerard (1633) e di Besler (1613)
veleno ratticida.
Alcuni nomi sono associati a parti-
che la noce metella e lo stramo- palesemente nel disegno rappre- colari impieghi della pianta, come
nia erano la medesima pianta, senta D. metel con il termine stra- è il caso di “erba dei ladri”, per via
basandosi sulla spinosità dei frutti monium peregrinum, considerando della criminale abitudine, diffusa
di entrambe. Ma, come già osser- anche questa pianta una “apple of ancor più ampiamente in altre
vato, la noce metella non ha i frutti Peru” (mela del Perù) e ritenendo regioni del globo quali l’Asia meri-
spinosi, essendone totalmente essere questa pianta il vero stra- dionale e il Magreb, di sommini-
privi o presenti al massimo scar- monia. Besler denomina lo stra- strare la datura a insaputa della
samente e molto corti, a differenza monio Datura turcarum (“datura vittima prescelta per derubarla
dello stramonio, ed è probabile che dei turchi”), mentre indica con stra- dei suoi beni. Castore Durante
a contribuire alla confusione ci sia monia ciò che dall’immagine è evi- citava questa pratica già nel XVIII
stato lo zampino della “nuova” dentemente la specie americana secolo: “Quando i ladri vogliono
specie americana D. innoxia. D. innoxia. robbare alcuno, mettono de quei
Christobal Acosta, nel Tractado Per non rischiare di annoiare il fiori ne i cibi, e glieli danno a man-
de las drogas y medicinas de las lettore in questa carrellata di confu- giare, perciò che tutti coloro, che
Indias Orientales del 1578 (cap. sioni che si protraggono dai Greci ne mangiano perdono il cervello, e
XI), riportò la presenza in India di fino al Rinascimento, concludo con vengono in grandissime risa, e in
una specie di datura che riconobbe Castore Durante il quale, nell’Her- gran libertà” (Herbario Novo, 1717:
molto simile allo stramonia, dotata bario Novo del 1717 (p. 298), con- 145). Un caso recente, risultato
di un frutto con le spine che, a dif- sidera stramonium uno dei nomi fatale, ha riguardato un uomo fran-
ferenza di quello, non pungono, e che ritiene dati alla noce metella. cese di 35 anni che, durante un’e-
la identificò con la noce metella; scursione a un vulcano del sud-est
ma il dettaglio delle spine che Lo stramonio in Italia asiatico, si accasciò a terra privo di
non pungono riporterebbe alla D. I termini popolari più diffusi in coscienza e fu derubato dalla sua
innoxia. Italia per lo stramonio sono quelli guida di tutti i beni. Le analisi post-
Per il momento, ho individuato che associano questa pianta al mortem rivelarono la presenza nei
corrette raffigurazioni della pianta diavolo, e il più comune è “erba tessuti di elevate quantità di alca-
dello stramonio solamente negli del diavolo”, con le varianti locali loidi tropanici (16).
erbari di Gerard (The Herbal, di “mela del diavolo” e “barba del I nomi “erba maga” e “erba da
1633: 348) e di Besler (Hortus diavolo”, quest’ultimo in ambito incantesimi” indicano il supposto
Eystettensis, 1613, tav. 343), friulano. L’associazione diabolica impiego dello stramonio nei riti
nonostante entrambi continuino ha evidenti reminiscenze di natura stregonici e divinatori dei tempi
nella tradizionale confusione dei stregonica-cristiana. Nell’area passati, mentre i nomi “endórmia”
nomi. Gerard lo denomina stra- tedesca di Brademburgo viene (bresciano) e “sdormia” (veronese)
monium spinosum, aggiungendo tramandata una leggenda che alludono alle sue proprietà narco-
che si tratta del “thorny apple of vede lo stramonio come l’Albero tiche e induttrici del sonno, che
Peru”, mentre denomina ciò che del Bene e del Male del Paradiso non di rado si tramuta nel sonno

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eterno. Il termine friulano tabách la pianta con i fiori a campana Nell’impiego etno-veterinario,
mat (tabacco matto) è un proba- matura le suppurazioni, fa fuoriu- nei territori di Teramo e Ascoli
bile riferimento al diffuso impiego scire il pus e ne accelera la guari- Piceno lo stramonio viene tuttora
delle foglie di stramonio fumate gione (19). impiegato come antiparassitario,
come antiasmatico, mentre il nome Nell’area di Marsica (Parco appeso nei pollai e ovili per repel-
sardo di “erba ‘e dente” riporta Nazionale d’Abruzzo), un decotto lere le pulci. In Calabria, le foglie e
all’impiego topico delle foglie o delle foglie è usato per bagnare i semi sono appesi nelle stalle, per
dei fiori di datura come anestetico mani e piedi sofferenti di geloni e gli animali che si sentono soli o che
per i denti, un impiego popolare lesioni causate dal freddo (20). Nel hanno paura del buio; una pratica
che lo stramonio condivide con il Sannio (provincia di Benevento) che sembrerebbe più di natura
giusquiamo. le foglie sono usate topicamente magica che medica (27).
Altri nomi fanno riferimento a nel trattamento dei piccoli ascessi Per quanto riguarda gli aspetti
caratteristiche della pianta, quale (21). Nell’area vesuviana il decotto tossicologici, cito qui solamente
l’odore intenso emanato dalle foglie del frutto è usato come cardioto- un curioso tipo di intossicazione
(piemontese erba carogna, napole- nico (22). In Sardegna, nell’area di presentatosi in Italia fra gli infanti,
tano fetienti), il frutto spinoso (pie- Urzulei un cataplasma delle foglie fortunatamente privo di conse-
montese spungiùn, veneto pomo fresche è impiegato nel mal di guenze concretamente preoccu-
spinoso, siciliano castagnazza sar- denti (23). panti. Si tratta di due casi di ani-
vaggia), o alla forma dei suoi fiori Nell’area di Trapani, lo stramo- socoria (una pupilla più dilatata
(piemontese campanin) (17). nio e la congenere D. innoxia dell’altra) causati dal semplice
Per quanto riguarda gli impieghi sono impiegati nella stimolazione contatto oculare con le foglie o i
nella medicina popolare, quello dell’eccitazione sessuale (24). I fiori di solanacee tropaniche. Nel
più diffuso ancora oggigiorno è rapporti etnografici sulle proprietà primo caso, una bambina di 11
l’aspirazione del fumo delle foglie afrodisiache dello stramonio sono anni dell’area di Padova aveva
seccate come formidabile anti- preponderanti rispetto a quelli che toccato un fiore di Brugmansia e
asmatico. Sino agli anni ‘80, le far- lo considerano un anafrodisiaco, e si era in seguito sfregata un occhio
macie vendevano per i sofferenti di la diversità di vedute rispecchia il con la mano, o forse più semplice-
asma sigarette già preparate costi- problema dell’ampia diversità d’o- mente aveva annusato il fiore met-
tuite da foglie di stramonio, ma un pinione su ciò che è da conside- tendo inavvertitamente a contatto
vero e proprio evento epidemico rare afrodisiaco, un concetto che si l’occhio con i suoi petali, che sono
riguardante giovani che acquista- lascia difficilmente inquadrare dai ricoperti da peli ghiandolari conte-
vano queste sigarette per farne un rigidi schemi e protocolli scientifici. nenti anch’essi gli alcaloidi tropa-
infuso con lo scopo di ottenerne Verso la metà dell’800 il medico nici. Ciò le aveva procurato un’e-
un’ebbrezza, con conseguenze francese De Groetz affermava che stensione della pupilla sinistra del
spesso nefaste, indusse le farma- “preso a dose tossica, lo stramonio diametro di 8 mm, senza la mani-
cie europee e statunitensi a pri- provoca una disposizione estrema festazione di alcun sintomo neu-
varsi di questo importante ed eco- ai piaceri dell’amore, ma a dosaggi rologico. L’anisocoria perdurò per
nomico antiasmatico. Nella peni- inferiori fa scomparire gli accadi- 48 ore e svanì senza alcun tratta-
sola sorrentina si ritiene che anche menti spasmodici più gravi dell’ec- mento medico (28). Più recente-
l’esalazione notturna della pianta citazione nervosa negli organi ses- mente, un altro caso di anisoco-
di stramonio abbia proprietà antia- suali”, e asseriva di “aver guarito ria si è presentato nelle Marche in
smatiche (18). in pochissimo tempo parecchi casi un bambino di 5 anni, che aveva
Accanto all’impiego come antia- di ninfomania, dando ogni due ore aiutato la nonna a estirpare alcune
smatico, lo stramonio e altre sola- cinque gocce della tintura alcolica erbacce, fra cui piante di stramo-
nacee tropaniche sono a tutt’oggi di stramonio” (25). Contrariamente nio. Anche in questo caso non si
impiegate in alcune altre affezioni, alle considerazioni di De Groetz, erano presentati sintomi neurolo-
soprattutto in applicazione topica. nell’impiego odierno come afro- gici né sistemici. Le pupille torna-
Si ha notizia che, durante gli anni disiaco – tradizionale e non – rono isocoriche (di uguali dimen-
1930, nella provincia di Palermo vengono generalmente impiegati sioni) dopo tre giorni, senza alcun
le foglie di Brugmansia venivano bassi dosaggi di semi di stramo- trattamento (29).
impiegate con successo nella cura nio, che offrono una stimolazione
dei grossi foruncoli e nelle suppu- psico-fisica senza raggiungere i Le amfetamine
razioni in genere. Un detto popo- livelli deliranti dei dosaggi “com- nello stramonio
lare diceva “ciuri di campana, pleti”, difficilmente gestibili e fisi- Lo stramonio è stato soggetto
tira e sana”, con il significato che camente pericolosi (26). a una lunga serie di analisi

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biochimiche nel corso dei decenni, che una sostanza viene scoperta raccogliere questa pianta e impor-
e le sostanze responsabili delle in natura dopo la sua sintesi in un tandola in Italia per gli usi medi-
sue proprietà psicoattive e tossi- laboratorio, come fu il caso di un’al- cinali. Nel corso degli studi sulla
che sono principalmente gli alca- tra molecola psicoattiva, il DMT sua presenza nel Corno d’Africa,
loidi iosciamina e scopolamina, (dimetiltriptamina). Sintetizzato in ricercatori italiani vennero a cono-
sebbene siano stati individuati nelle laboratorio nel 1931 dal chimico scenza della credenza etiope che
diverse parti della pianta ben 67 canadese Richard Manske, il DMT i semi di stramonio, messi sotto
alcaloidi tropanici (30). Anche l’a- fu in seguito ritrovato in molti vege- il cuscino, fanno dire in sogno la
tropina viene frequentemente ritro- tali, diversi dei quali impiegati tradi- verità ai dormienti. Un altro termine
vata nelle analisi, ma si è compreso zionalmente come fonte inebriante etiope dello stramonio è melatalef,
che viene formata dalla ioscia- – quale è il caso dell’ayahuasca – che significa “far parlare per forza,
mina per racemizzazione durante in alcune specie animali, e persino ottenere una confessione forzata”.
le procedure di estrazione. Le nell’uomo (33). Ciò riporta all’impiego delle droghe
foglie contengono mediamente lo Un altro caso riguarda la diidro- a mo’ di “siero della verità”, prati-
0,2-0,45% del peso secco di alca- ergotamina, un farmaco d’origine cato in diverse regioni geografiche.
loidi totali, mentre i semi maturi ne semisintetica derivato in labora- Nei territori etiopi di lingua tigré il
contengono mediamente lo 0,2%. torio dagli alcaloidi della segale nome dello stramonio è serrelrat,
L’analisi di piante raccolte in pro- cornuta (ergot), nello specifico dalla radice scerat, “senza denti”,
vincia di Grosseto ha evidenziato dall’ergotamina, e da tempo impie- e significa “parlare senza denti”,
come siano in realtà i giovani fusti gato nel trattamento delle emicra- cioè “parlare fuori dei denti”, evi-
a contenere le più elevate concen- nie. È notizia di quest’anno che dentemente per via dell’impossi-
trazioni di iosciamina e scopola- la natura ci aveva preceduti da bilità sotto effetto della datura nel
mina, potendo queste raggiungere chissà quanti millenni nell’elabo- trattenere ciò che realmente si
cumulativamente oltre l’1% del p.s., razione della diidroergotamina, pensa (36).
seguiti dalle giovani foglie di gran- facendola produrre negli sclerozi I Mapuche del Cile e dell’Argen-
dezza media (9 cm), con un conte- di una specie levantina di ergot che tina fanno un uso molto partico-
nuto dello 0,9%, mentre il frutto, sia infetta il sorgo, Claviceps africana lare dello stramonio, che chia-
immaturo che maturo è quasi total- (34). mano miyaya. In casi eccezionali
mente privo di questi alcaloidi (31). E che la natura, seguendo principi fanno assumere questa droga ai
Ma il dato biochimico più sorpren- di biosintesi olistica, si sbizzarrisca bambini a loro insaputa, per due
dente riguarda la recentissima nel produrre un medesimo alca- motivi: come correttivo del carat-
individuazione, accanto agli alca- loide da un capo all’altro del suo tere e per predire la futura perso-
loidi tropanici, dell’amfetamina e creato è evidenziato – prendendo nalità del giovane. Questa pratica
di alcuni suoi derivati (3-metos- un solo esempio – dalla scelta di ha interessanti rassomiglianze con
siamfetamina, 3-etossiamfeta- fare produrre a una specie di ergot, le pratiche di narco-analisi utiliz-
mina, 3-metilamfetamina), e della Claviceps sorghi, non i soliti deri- zate nella psichiatria moderna.
catina (d-norpseudoefedrina) (32), vati dell’acido lisergico, bensì pura Già nel 1936 era stata riportata fra
quest’ultima essendo una mole- caffeina (35). gli Araucani del Cile la somministra-
cola prodotta, insieme al più noto zione di semi di miyaya ai bambini
catinone, nella pianta del khat Spigolature disobbedienti e incorreggibili, i quali
(Catha edulis), una droga stimo- etnobotaniche sotto l’effetto della droga venivano
lante ampiamente usata nell’Africa Per via delle loro peculiari proprietà ammoniti e istruiti (37). Anche più
orientale e nello Yemen. inebrianti, le dature sono state e recentemente è stata registrata
La presenza dell’amfetamina nel continuano a essere impiegate questa pratica fra i Mapuche;
frutto dello stramonio rappresenta in tutto il mondo per i motivi più pratica che non viene delegata
il primo ritrovamento di questa disparati e anche fra i più curiosi. allo sciamano o altra figura di gua-
droga in natura. Sintetizzata in un Ne riporto qui solo alcuni, con par- ritore, ma è svolta nell’ambito fami-
laboratorio berlinese nel 1887 dal ticolare riferimento allo stramonio. liare, dove è tramandata dai nonni
chimico rumeno Lazăr Edeleanau, Ai tempi dell’Africa Orientale ai genitori. Una donna Mapuche
è sempre stata ritenuta un farmaco Italiana, in pieno periodo fasci- riportava che il miyaya viene dato
di sintesi, mentre ora deve essere sta, una ditta erboristica veneta, per moderare le attitudini e le ten-
riconsiderata come un alcaloide, accortasi dell’abbondanza con denze eccessive e irruenti del
data la sua presenza in una pianta. cui cresceva selvatico lo stramo- giovane (38).
L’inventiva della natura è davvero nio in Eritrea, aveva avviato un L’altro curioso utilizzo dello stra-
sorprendente, e non è la prima volta lucroso commercio, facendovi monio fra i Mapuche è di natura

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divinatoria. I suoi semi vengono a questo finale di serata apparten- raggiungono il momento in cui
somministrati al bambino per gono a una “élite” di individui con- non sono più in grado di trovare la
predire la sua futura personalità: temporaneamente maschi, relati- strada di casa, si dirigono ognuno
“I genitori lo osservano in quello vamente maturi, parlanti bretone e verso la propria casa. Ma la datura
stato per vedere cosa fa. Se rac- celibi. Quindi sono tassativamente tira degli scherzi, si sa e, chi a
coglie oggetti significa che sarà un esclusi gli stranieri, intesi fra questi piedi, chi a cavallo, si perdono
ladro; se si comporterà in maniera anche gli abitanti dei paesini vicini, tutti in lunghe girotopie (lo spazio
ostile con i suoi compagni, diven- e gli uomini di famiglia. È una fac- pare incurvarsi) e girodromie (lo
terà un guerriero; se si avvicina a cenda che riguarda esclusiva- spostamento pare arrotondarsi),
delle bambine, sarà un amante; se mente quei gruppi di uomini del in pratica girando su se stessi e
vuole bere qualunque cosa ci sia, luogo che possono ancora fare con la peculiarità di non essere in
diventerà un ubriacone; se prova tardi di notte, che possono ancora grado di superare le soglie, come
a suonare uno strumento, diven- perdersi nel tornare a casa. A un portone di casa, un guado, un
terà musicista”. Nel corso del “test” rendere più intimo l’incontro, il sidro incrocio di sentieri. Si perdereb-
i genitori evitano di parlare o inter- con lo stramonio viene versato in bero per tutta la notte – e a volte
ferire con il “viaggio” del bambino unico bicchiere da cui bevono tutti qualcuno ci riesce – se non fosse
(39). Questo impiego della datura gli “ultimi”, quelli “che possono”, per i loro amati animali dome-
nel mondo infantile mapuche mentre il sidro assunto in prece- stici che, conoscendo i rispet-
sarebbe da associare a un dato denza è bevuto da ciascuno con tivi padroni e i loro vizi, li aiutano
archeologico proveniente dalla il proprio bicchiere (41).La bevuta amabilmente a tornare a casa;
medesima regione del Cile cen- della dernière trasforma gli effetti quasi tutti hanno un cavallo o un
trale, riguardante il ritrovamento di alcolici introducendo nell’espe- furetto, animali considerati indi-
semi carbonizzati di D. stramonium rienza una forte componente allu- spensabili per tornare a casa
in urne funerarie datate fra il 300 cinatoria. Quando i partecipanti dopo la dernière (42).
e il 1000 d.C. e associate esclusi-
vamente a inumazioni infantili (40). Alcuni nomi popolari italiani dello stramonio
Concludo con un’altra curiosa
pratica riscontrata presso alcuni Carpeneto (Piemonte) erba torpiséra
gruppi bretoni dell’estremo nord- Mondovì (Piemonte) erba tarponèra, anticoer
occidentale della Francia e atte-
stata sino almeno al 1970, ma Piseing (Piemonte) spungiùn
forse segretamente ancora in Valli valdesi èrbo dà dërboun
voga. È una tradizione conserva-
Friuli arba ch’a spussa, tabàch mat
tasi presso piccoli gruppi di con-
tadini durante il periodo estivo, nel Veronese sdormia
momento dell’aggregazione della Mantovano erba mata
manovalanza locale attorno ai
lavori agricoli quali la raccolta della Milanese scarmòn, tossegh
segale. Nelle serate precedenti i Liguria turtaiu, erba ratta
giorni festivi, i braccianti si radu-
Bolognese tromba dal giudezz
nano nel fienile o nelle cave, cioè
le cantine, per bere la bevanda Toscana mezzetoni, erba dei ladri
alcolica tradizionale, il sidro. Abruzzo (Larino) catielloni
Quando gli ultimi avventori esterni
al gruppo locale se ne vanno e Benevento (Sannio) indormia
rimangono “coloro che sanno”, Avellinese fiet’ e lup’
il padrone del campo o l’oste si
assenta un momento per andare Ischia cacapuzza fetente
a prendere la dernière, “l’ultima”, Puglia calamone
che altro non è che una bottiglia di
Trapanese signorina n’cammisa, erva di marii
sidro in cui sono stati fatti mace-
rare dei semi di stramonio. L’oste Urzulei (Sardegna) erba ‘e dente
sa riconoscere questa bottiglia Nuoro ischizza-babbau
avendola preventivamente ador-
nata di un filo rosso. I partecipanti Cagliari meloneddu burdu

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