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Sassoferrato

mia Pubblicazione a cura dell’Associazione


“Sassoferratesi nel Mondo”
N°3 - 2009

• Padre Angelo da Sassoferrato, un apostolo in Brasile


IN QUESTO NUMERO:
• Cabernardi: i luoghi della memoria
• La parola al Direttore • I “segni” del passato nel territorio sassoferratese
• Premio Monte Strega 2008 (recensione) • 10 dicembre: una giornata particolare nelle Marche
• Premio Monte Strega 2009 (programma) • Un ricordo dell’inaugurazione
• La chimica, questa scienza maledetta dell’edificio scolastico a Sassoferrato
• Le prospettive dell’economia • Omelia funebre per il dr. Ruggero Rossi
• Quadrilatero e Pedemontana • Ricordo del dr. Adolfo Cantarelli
• Il Sassoferrato tra i tesori delle Marche • Tra Borgo e Castello... Sassoferrato “n’duello?”
• Donazione Mirella e Franco Pagliarini • Vento di poesia
• Vanno in rovina gli affreschi • La post@ dei Soci
del Chiostro de la Pace • Notizie in breve
• Inaugurazione Cinema Teatro del Sentino
• La Banda Musicale di Sassoferrato
• La chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano
• Il crocifisso di San Francesco
Sassoferrato Mia Sommario

Rivista annuale fondata nel 2006


Pubblicazione distribuita ai soci. 1 La parola al Direttore
La riproduzione degli articoli, 2 Premio Monte Strega 2008 (Rita Sacco Comodi Ballanti)
anche parziale, è consentita ci- 3 Immagini della cerimonia (foto Massimo Bardelli)
tando la fonte. Gli articoli pubbli-
cati, testimoniano soltanto il 4/7 I Premiati (curricula)
pensiero degli autori e non com- 8 Premio Monte Strega 2009 (programma)
portano responsabilità della Dire-
9/10 La chimica, questa scienza maledetta (Renzo Ruzziconi)
zione.
11/12 Le prospettive dell’economia (Giuseppe Vitaletti)
Direttore: 13/14 Quadrilatero e Pedemontana (Galliano Crinella)
Raniero Massoli-Novelli
Direzione: 15 Il Sassoferrato tra i tesori delle Marche (Giancarlo Galeazzi)
Palazzo Baldini, 16 Donazione Mirella e Franco Pagliarini (Vitaliano Angelini)
Corso Don Minzoni, 40
17/19 Vanno in rovina gli affreschi del Chiostro de la Pace (Stefano Troiani)
60041 Sassoferrato (An) - Italy
20 XXX Congresso Internazionale di Studi Umanistici
Redazione: 21 Inaugurazione del Cinema Teatro del Sentino (Gianni Pesciarelli)
Vittorio Toni
22 La banda musicale di Sassoferrato (Raniero Massoli-Novelli)
Rita Sacco Comodi Ballanti
Umberto Comodi Ballanti 23/24 La chiesa di Santa Maria del Piano (Tiziana Gubbiotti)
25 Il crocifisso di San Francesco - Sassoferrato (Franco Pagliarini)
Hanno collaborato:
Vitaliano Angelini 26/29 Padre Angelo da Sassoferrato: un apostolo in Brasile (Umberto Comodi Ballanti)
Massimo Bardelli 30 Cabernardi. I luoghi della memoria (Raniero Massoli-Novelli)
Augusto Cantarelli
31 Il chioppo nella Miniera di Cabernardi (Luigi Percivalli)
Umberto Comodi Ballanti
Galliano Crinella 32/33 Poeti dell’Eremo – Omaggio a L. Camilletti (riproposto da Mariagrazia Tiritiello)
Rita Ferri 34/35 I “segni” del passato nel territorio sassoferratese (Rita Ferri)
Giancarlo Galeazzi
Tiziana Gubbiotti 36 10 dicembre 2008. Una giornata “particolare” nelle Marche (Massimo Bardelli)
Raniero Massoli-Novelli 37/38 Un ricordo dell’inaugurazione dell’edificio scolastico a Sassoferrato (Claudio Paris)
Giovanni Mazzotta 39 Omelia funebre per il dr. Ruggero Rossi (Giuliano Nava)
Maura Misci
Giuliano Nava Ricordo di Dante Camilli (a cura dell’Associazione)
Franco Pagliarini 40 Ricordo del dott. Adolfo Cantarelli (Augusto Cantarelli)
Claudio Paris
41/42 Tra Borgo e Castello... Sassoferrato “n’duello”..? (Vittorio e Mario Toni)
Luigi Percivalli
Giovanni Pesciarelli 43 Correva l’anno...
Giuseppina Pesciarelli 44/46 Vento di poesia:
Rinaldo Porzio
Ruggero Rossi * Ai miei tempi -“ riproposto” da Marino Vitaletti
Donatella Rota Sperti * Abbandonata di Donatella Rosa Sperti
Renzo Ruzziconi
* Dalla finestra di casa mia di Ruggero Rossi
Rita Sacco Comodi Ballanti
Mariagrazia Tiritiello * Colori di stagione e Solitudine di Giovanni Mazzotta
Stefano Troiani * duemaggioduemilaotto, primoottobreduemilasei di Maura Misci
Vittorio e Mario Toni
47 La post@ dei soci:
Giuseppe Vitaletti
Marino Vitaletti * Ricordi di guerra di Giuseppina Pesciarelli
* Ultima analisi di Stefano Porzio
Edizioni Il Sanguerone
Tipografia Garofoli Sassoferrato 48 Notizie in breve
Sassoferrato
mia
La parola al direttore
che possano aiutare la nostra cittadina ad in- Ancora l’approfondimento sull’autore dell’im-
serirsi sempre di più nella realtà regionale. Su portante Crocifisso della chiesa di S. France-
questo tema vorrei fare una riflessione perso- sco, poi gli scritti d’epoca sulla inaugurazione
nale: una inchiesta di un importante quoti- dell’Edificio Scolastico nel 1912, ed uno sulla
diano di qualche tempo fa sul piccolo recente, affollata inaugurazione del Cinema-
artigianato nelle Marche, ha evidenziato che Teatro del Sentino ospitato in tale Edificio.
nella nostra regione esiste una delle maggiori Ecco altri articoli sulla importanza storica della
densità a livello nazionale di piccole imprese Banda Strumentale e Musicale di Sassoferrato,
artigiane, quelle con n° addetti inferiore a 15. sulla vita del non dimenticato medico condotto
Ebbene mi sembra che Sassoferrato sia ri- dott. Adolfo Cantarelli, sui segni che il tempo
masta in questo settore carente rispetto alla lascia sul nostro territorio, sulle talvolta amene
realtà regionale ed una delle ragioni princi- rivalità tra Borgo e Castello, sulla importante
pali potrebbe essere proprio la “marginalità” Giornata Fotografica svoltasi a dicembre 2008
geografica. in tutte le Marche e sul bel volume di imma-
Ancora di grande rilevanza sono gli scritti a ca- gini che ne è scaturito; ancora un toccante
rattere culturale e sul patrimonio storico-arti- scritto sul medico dott. Ruggero Rossi, da poco
stico: da quello sulla documentata denuncia scomparso. Poi vi sono ben tre scritti sulla mi-
del degrado degli affreschi del Chiostro de La niera di Cabernardi e su alcune particolarità
Pace a quello su Padre Angelo di Coldellanoce, della stessa, ed anche sul minatore-poeta Luigi
grande e forse finora trascurato personaggio, Camilletti. Ed infine vi sono bellissime poesie e
Due parole di introduzione al terzo numero di poi la dettagliata storia della bella chiesa di piacevoli, talvolta toccanti, scritti che ci arri-
“Sassoferrato Mia”: innanzitutto mi sembra un S. Maria in Borgo, quindi l’inaugurazione della vano da soci e da concittadini che oggi vivono
numero ricco di importanti contenuti. Vedo due nuova Pinacoteca e della Collezione Pagliarini in altre regioni d’Italia od in altri Paesi ma che
articoli di premiati al Premio Monte Strega a Palazzo Oliva, un evento molto importante sempre hanno Sassoferrato nel cuore.
dello scorso anno, due articoli ove illustri pro- per la cultura di Sassoferrato in generale ma Infine, anche a nome del Direttivo dell’Asso-
fessori universitari riescono a parlarci delle anche per la rivitalizzazione del Castello, in- ciazione, si ringraziano caldamente la Fonda-
loro materie, la Chimica e l’Economia, con non fine, ma non ultimo, un breve saggio su un im- zione Cassa di Risparmio di Fabriano e
comune chiarezza e sottolineando aspetti di ri- portante volume edito da poco in Ancona sui Cupramontana e gli altri enti e persone che
levante interesse per noi tutti. “Tesori artistico-religiosi delle Marche”, con con il loro contributo hanno consentito di pub-
Importante è anche lo scritto circa l’esigenza di particolare riferimento ad una notevole e poco blicare questa rivista.
un nuovo asse viario e comunque di iniziative conosciuta Madonna del Sassoferrato. Raniero Massoli-Novelli

Visita il nostro sito www.sassoferratomia.it e troverai tutte le informazioni utili sull’Associazione.


Segnalazioni, suggerimenti e iniziative da parte dei soci possono essere inviate a: info@sassoferratomia.it
Premio Monte Strega
Edizione 2008

Verso nuove frontiere...


di Rita Sacco Comodi Ballanti
Sabato 23 agosto 2008, nella sala del Consiglio Comunale di Sasso- accompagnati da Pierce Carson, capo redattore del quotidiano califor-
ferrato gremita da un foltissimo pubblico ha avuto luogo la terza edi- niano The Napa Valley Register, il quale ha pubblicato poi sul suo gior-
zione del Premio Monte Strega, alla presenza del Sindaco on. Luigi nale una dettagliata cronaca della premiazione. Momento di alta
Rinaldi, dell’Assessore alla Cultura prof. Denis Censi, del Presidente emozione è stato quello della consegna del premio alla memoria di
Onorario dell’Associazione Padre Stefano Troiani e di tutto il Consiglio Domenico Morbidelli, ritirato dal nipote Milton, giunto appositamente
Direttivo dell’Associazione. Le autorità hanno introdotto la cerimonia a Sassoferrato dal Brasile con altri suoi familiari.
di premiazione, sottolineando la validità degli scopi dell’Associazione, Su Robert Mondavi, i presenti hanno seguito con grande interesse la
la quale si prefigge di mantenere legami con coloro che per varie ra- proiezione di un breve filmato con una presentazione cronologica della
gioni hanno lasciato il luogo natio e che hanno dato lustro al nome di sua vita, della sua attività e della fama da tutti riconosciutagli non solo
Sassoferrato in Italia e nel mondo. negli Stati Uniti, ma nel mondo intero.
Nel suo saluto ai premiati ed ai loro familiari, il Presidente Timoteo Anche su Domenico Morbidelli è stato proiettata una carrellata, illustrante
Benedetti ha sottolineato i positivi risultati conseguiti dall’Associa- l’intensa attività svolta dai tanti discendenti della famiglia Morbidelli nella
zione nella propria attività ed il sempre maggiore prestigio raggiunto città di Santa Rita (ora città di Extrema nello stato di Minas Gerais), da
dal Premio Monte Strega; premio che viene assegnato ogni anno dal- loro praticamente fondata e dove è ancora viva l’impronta da essi lasciata
l’Associazione a Sassoferratesi o personaggi di origine sassoferratese nel processo di sviluppo della città stessa nel corso degli anni.
distintisi nei singoli settori di attività. L’esposizione delle bandiere italiana, americana e brasiliana e l’ascolto
I personaggi contemporanei prescelti per l’anno 2008 sono stati i pro- dell’aria dal Nabucco e degli inni brasiliano e californiano hanno ag-
fessori universitari Renzo Ruzziconi e Giuseppe Vitaletti. I premi alla giunto alla cerimonia una nota di solennità ed insieme di colore.
memoria sono stati conferiti a Pietro Camilli (ex-Sindaco di Sassofer- Come consuetudine, i premi consistevano in una pergamena con la
rato ), Albertino Castellucci (ex-Sindaco di Sassoferrato e Parlamentare motivazione del Premio e la consegna di una stupenda ceramica per-
della Repubblica ) Domenico Morbidelli (imprenditore - Brasile) e Ro- sonalizzata, realizzata con grande finezza dal noto artista di Urbania
bert Mondavi (imprenditore - California). Raimondo Rossi.
I profili dei premiati sono elencati nelle pagine che seguono. La bella voce di soprano della nostra concittadina Rosita Tassi ha in-
Le qualità dei premiati confermano, tra l’altro, il particolare significato tervallato i vari momenti della cerimonia, riscuotendo i convinti ap-
di questa terza edizione del Premio Monte Strega, che con i premi alla plausi del pubblico.
memoria ha inteso ampliare il proprio ambito per comprendere anche L’interesse della cerimonia è aumentato anche grazie a Biagio Marini,
quei sassoferratesi che lasciarono la loro terra in gioventù per paesi che ha condotto e coordinato con la consueta bravura ed agilità (ed a
lontani, o i loro figli, i quali grazie alla loro intelligenza e operosità volte, con leggere annotazioni ironiche) i vari momenti di una manife-
hanno conseguito grande successo nella loro attività e dato un impor- stazione così complessa, tenendo sempre viva l’attenzione dei presenti.
tante contributo alla sviluppo della loro nuova patria, fino a diventare Da parte della nostra Associazione va il sentito ringraziamento al Sin-
punto di riferimento e di esempio per i loro concittadini. daco on. Luigi Rinaldi, all’Assessore alla Cultura prof. Denis Censi, e al
Molto interessanti sono stati gli interventi dei premiati contemporanei, personale dell’Amministrazione Comunale che con professionalità, gen-
che dopo aver ricevuto il premio hanno illustrato aspetti della loro per- tilezza e spirito di collaborazione ha permesso di risolvere gli inevitabili
sonalità e della loro attività, integrando le sintetiche informazioni piccoli disguidi e problemi connessi con manifestazioni di tale genere.
elencate nei profili stessi. Particolarmente toccanti, per i presenti che Il nostro doveroso ringraziamento va anche alla Fondazione della Cassa
li avevano conosciuti personalmente, sono state le testimonianze dei di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, che ha contribuito alla rea-
familiari dei premiati alla memoria: per Pietro Camilli, da parte della lizzazione della manifestazione, alla Farroteca di Monterosso, nella
nipote Rita; per Albertino Castellucci, da parte della figlia Manuela. persona di Lea Luzi, sempre generosa nell’offrire uno squisito buffet.
Un capitolo a parte è stato dedicato alla memoria di Robert Mondavi, Inoltre alle ditte Fiori e Piante Primavera e Clorofilla e quelle alimen-
recentemente scomparso, del quale erano presenti la vedova Margrit, tari Valentini e Tre Valli Cooperlat-Jesi. Infine a Massimo Bardelli (De-
il figlio Tim e la nipote Chiara, giunti appositamente dalla California, legato FIAF) per il servizio fotografico.

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Tiziana Gubbiotti Il sindaco Rinaldi e Emanuela Castellucci Rita Ferri

Stefano Troiani premia Renzo Ruzziconi Giuseppe Vitaletti con Biagio Marini Raniero Massoli-Novelli e Giuseppe Vitaletti

Timoteo Benedetti e Timothy Mondavi Margrit e Timothy Mondavi Timothy Mondavi con Delia e sua figlia Chiara

Rita Camilli Rita Camilli e Vittorio Toni Rosita Tassi

Milton Morbidelli S. Troiani, G. Pesciarelli e M. Morbidelli Il pubblico intervenuto

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I premiati
liana – Sezione Basilicata.
Dal 1998. È Professore Ordinario di Chimica
Organica presso la Facoltà di Scienze Mate-
matiche, Fisiche e Naturali dell’Università di
Perugia.
Dal 1990 è membro del Collegio dei Docenti
per il Dottorato di Ricerca in Scienze Chimi-
che dell’Università di Perugia.
Attività di ricerca:
1994-97. È Responsabile scientifico italiano
nel progetto europeo COST D2 “Regio- and
Stereocontrolled Access to Trifluoromethyl
Containing Compounds”.
1998-02. È Responsabile scientifico italiano GIUSEPPE VITALETTI
del contratto europeo TMR (Training and Mo- Giuseppe Vitaletti (13/3/1950, Sassoferrato,
RENZO RUZZICONI bility of Researchers) “Fluorine as Unique Tool AN) si è laureato in Economia e Commercio
for Engineering Molecular Properties”. presso l’Università “la Sapienza” di Roma nel
Nasce a Sassoferrato il 31 Ottobre 1948 e si
1998-02. È Responsabile scientifico italiano 1974. Ha conseguito il Master of Science
laurea in Chimica (110/110) all’Università di
del progetto europeo COST D12 “Oxidation presso l’Università di York (Inghilterra) nel
Perugia nell’anno accademico 1971-72.
Retarding Molecular Manipulation”. 1978. E’ stato ricercatore presso l’Università
Posizioni accademiche ed Attività Didattiche: di Roma “la Sapienza” dal 1980 al 1988. E’
1975. Inizia la sua carriera con una la borsa 2003-06. È Responsabile scientifico di uno dei
stato Professore di seconda fascia di Scienza
di studio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, due gruppi italiani del progetto europeo COST delle finanze presso la Facoltà di Giurispru-
usufruita presso la Facoltà di Farmacia, Uni- D24 “Stereoselective Catalysis by Ruthenium denza dell’Università di Macerata dal 1989 al
versità di Perugia. Complexes”. 1999; professore di prima fascia presso la Fa-
1976. è nominato assistente incaricato Dal 1994. È Referee del “Journal of Organic coltà di Economia della medesima Università
presso la Facoltà di Farmacia dell’Università Chemistry” (ACS). dal 1999 al 2004. Dal 2004 è Professore con-
di Perugia. Dal 1980. È membro della Società Chimica fermato di prima fascia di Economia dei tri-
1977-80. È titolare un assegno di studio Mi- Italiana (SCI) buti presso la Facoltà di Economia
nisteriale di Formazione Didattica e Scienti- dell’Università Tuscia (Viterbo). Dal novembre
Dal 2006. È membro dell’ “American Chemical
fica, usufruito dapprima presso la Facoltà di 2002 a giugno 2006 è stato in comando
Society” (ACS)
Farmacia e poi presso il Dipartimento di Chi- presso la Scuola Superiore dell’economia e
mica dell’Università di Perugia. Principali Linee di Ricerca: delle finanze, dove ha svolto attività di inse-
1980-87. È ricercatore confermato presso il - Studio dei meccanismi delle reazioni orga- gnamento e formazione al Corso Superiore
Dipartimento di Chimica dell’Università di niche; Chimica dei composti organometallici della Scuola di Polizia Tributaria della Guar-
Perugia. polari; Chimica dei radicali. dia di Finanza.
1980-82. Svolge attività di ricerca post-dotto- - Sintesi di composti fluorurati biologica- Come cultore di Scienza delle finanze è spe-
rato presso l’istituto di Chimica Organica del- mente attivi. Sintesi stereoselettive cataliz- cialista nei temi previdenziali e fiscali, sui
l’Università di Losanna (CH). zate da metalli di transizione. quali è autore di numerose pubblicazioni.
Le più significative, tra quelle recenti, sono: Il
1986. È nominato dal Governo Svizzero pro- Pubblicazioni: federalismo fiscale, Laterza 1994, seconda
fessore di Chimica Organica presso l’École po-
71 articoli tutti su riviste a grande diffusione parte, coautore Giulio Tremonti; Ipotesi per un
lytechnique Fédérale de Lausanne.
internazionale; 67 comunicazioni a congressi sistema fiscale basato sul principio del bene-
1987-94. È Professore Associato presso il nazionali ed Internazionali tra cui “Plenary ficio, nel volume I nuovi sistemi tributari, a
Dipartimento di Chimica dell’Università di Lectures” (Marsiglia, 1982; Gerusalemme, cura di A. Fossati e S. Giannini, Franco Angeli
Perugia.
1987; Losanna, 1989, 1992, 1994, 1997; 1996; Problemi e potenzialità della riforma
1994-97. È Professore Ordinario di Chimica Lecce, 1998; Berlino, 1998; Alicante, 1998; pensionistica del 1995 in un confronto tra mo-
Organica presso la Facoltà di Agraria e presso Durham, 2000; Bordeaux, 2002; Firenze, 2002; delli stilizzati, in Economia Pubblica, n. 4,
la Facoltà di Scienze dell’Università degli Roma “La Sapienza”, 2005; Siena, 2005; Mi- 2000; Livelli di governo e principi fiscali, in Ri-
Studi della Basilicata. vista di diritto finanziario e scienza delle fi-
lano, 2005; Lisbona, 2006; Cairo 2008 e di-
1997. È Presidente della Società Chimica Ita- verse “Invited Lectures”. nanze, n.2, 2003; Federalismo fiscale. Principi

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di correlazione, trasparenza, efficienza, in Ri- medici condotti e veterinari e miglioramenti
vista della Scuola superiore dell’Economia e economici al personale comunale. Verranno
delle finanze, n.5, 2004; Einaudi e la giustizia istituiti i prezzi calmierati sui prodotti di largo
fiscale, in Atti dei Convegni Lincei Luigi Ei- consumo. Le famiglie saranno numerose e
naudi: istituzioni, mercato e riforma sociale, quindi molte scuole elementari verranno co-
Bardi Editore; Roma 2005; Nuove prospettive struite nelle nostre frazioni. Anche una scuola
per la teoria e l’attuazione del federalismo fi- serale di disegno verrà istituita per gli stu-
scale, in Economia Italiana, n. 2, 2005. denti lavoratori. Tra le opere più significative
Il filo conduttore di tali lavori è la proposizione portate avanti da Camilli e una Amministra-
teorica di una sintesi di nuovo tipo tra i due zione sempre attenta ai bisogni della popola-
principi ispiratori del prelievo fiscale, la ca- zione ricordiamo il Ponte sul fiume
pacità contributiva e il beneficio. Sanguerone, la strada di circonvallazione
Come teorico dell’economia politica, i lavori verso la stazione, nonché quella verso i Fel-
cioni. Queste opere svilupperanno notevol-
più significativi sono:
mente il versante ovest di Sassoferrato e si
- Nuovo disegno del welfare state ed aggiu-
creeranno molti posti di lavoro per la nume-
stamento macroeconomico, nel volume Risa-
rosa maestranza disoccupata. Il 17 giugno
namento e sviluppo, a cura di S. Giannini e F.
1951 la legislatura volgerà al termine e
Osculati, Franco Angeli 1998, coautore P. Paci, PIETRO CAMILLI (alla memoria) l’orientamento politico diverrà di centro de-
in cui si analizzano i nessi strutturali tra ri- Nasce nel 1897 a Felcioni di Sassoferrato da stra. Verrà eletto Sindato il Dott. Albertino Ca-
sparmio e investimento nei principali paesi, e famiglia umile di otto figli Sebastiano, Pietro, stellucci con 18 adesioni su 28 votanti. Il
la loro ripercussione sugli equilibri macroeco- Adalgisa, Dante, Guido, Aminto, Erina e Ca- sindaco uscente nella riunione consiliare di
nomici di breve periodo; terina, tre dei quali emigrati in America nei commiato, prenderà atto delle parole distese
- The Optimal Lifetime of Capital Goods: a Re- primi anni del secolo scorso) Suo padre Ca- del nuovo sindaco assicurando a questi che la
statement of Sraffa’s Analysis of Fixed Capi- millo era proprietario di una piccola fornace sua categoria sarà sempre a fianco della mag-
tal, in Review of Political Economy, n.1, 2008, di laterizi, situata in prossimità di Sassofer- gioranza sui problemi di vitale rilievo della co-
in cui viene affrontato teoricamente il contro- rato vicino al lungo viadotto della ferrovia. munità e anche l’eventuale critica sarà
verso tema del capitale. Pietro sposerà Maria Andreoli che perderà in sempre improntata ad un clima di serenità.
E’ stato consigliere di amministrazione del- età prematura. Da sempre appassionato della
l’Inps nel periodo 1989-93 e consigliere eco- vita politica cittadina, sarà sempre esponente
nomico del Ministro delle finanze a più di spicco della Sezione Comunisti di Sasso-
riprese, da ultimo nel periodo 2001-2004. Dal- ferrato. Lavorerà presso l’azienda paterna. La
l’aprile 2003 al giugno 2006 è stato Presi- sua grande passione per l’apicoltura lo farà
dente dell’Alta Commissione per la diventare produttore di miele che alienerà si-
definizione dei meccanismi strutturali del Fe- stematicamente alla Società Dolciaria Am-
deralismo Fiscale (ACoFF). brosoli di Ronago (Como).
E’ inserito dal 1997 nel volume Who’s Who in E’ il 13 aprile 1946 quando il Comune di Sas-
Finance and Industry (edizione 1998-1999 e soferrato inaugura la prima legislatura dopo
successive), che ha l’obiettivo di segnalare gli la guerra. Viene eletto Sindaco, nello schie-
operatori più significativi a livello mondiale ramento di sinistra, da una larga fascia della
nei campi teorici e applicati della finanza e popolazione, con 22 adesioni su 30, Pietro Ca-
dell’industria pubblica e privata. milli, una persona onesta e di buon senso . La
guerra ha lasciato l’Italia e la nostra città in
E’stato inserito nel 2000 nella pubblicazione
precarie condizioni e le risorse, anche in ter-
speciale Outstanding People of the 20th Cen-
mini di tributi, imposte e tasse sono alquanto ALBERTINO CASTELLUCCI (alla memoria)
tury (edita dall’International Biographical Cen-
modeste. La linea di ricostruzione sarà im- Nasce nel 1910 a Monterosso.Quella dei Ca-
tre, Cambridge, Inghilterra).
prontata su provvedimenti di primaria neces- stellucci è una stirpe solida; è lì la loro casa,
E’ inserito dal 2001 nel volume Who’sWho in
sità. Nei primi anni i bilanci, dati i tempi, cattolica per convinzione, ed è lì probabil-
the World. saranno modesti ma oculati per poi raggiun- mente la loro stessa radice. Compie il ciclo
E’ stato incluso nel 2002 nella pubblicazione gere cifre più significative verso la fine del medio degli studi presso i Collegi Salesiani di
speciale 500 Great Minds of the Early 21th mandato. I primi esercizi verranno improntati Gualdo Tadino e di Perugia, ricavandone
Century (edita da Bibliotheque: World Wide, maggiormente su provvedimenti di carattere un’impronta di grande significato da cui rice-
California, Usa), nella quale è l’unico econo- sociale come: l’assistenza sanitaria gratuita; verà sostegno nelle sue battaglie politiche. Lo
mista italiano a comparire. verrà istituita una Commissione E.C.A.; molti studio lo orienta prima verso un diploma in
Nel 2008 gli è stato conferito il Premio Monte saranno i lavori di riparazioni di strade; co- agrimensura e successivamente come com-
Strega dall’Associazione Sassoferratesi nel struzione di cimiteri e acquedotti nelle fra- mercialista dopo il conseguimento della Lau-
Mondo. zioni; indennità verranno riconosciute ai rea in Scienze Economiche. Albertino

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Castellucci trascorre i suoi primi anni di im- tieri di lavoro, rimboschimenti, scavi a Senti- di gran classe in California. Da allora la Robert
pegno pubblico inserendosi nelle ACLI, nella num, Colonia di Montelago. Il 6/11/60 viene Mondavi Winery è diventata nota come una
Coldiretti, nell’Azione Cattolica e nel Comi- riletto Sindaco. Saranno quattro anni di clima delle aziende più innovative nella produzione e
tato Civico, scelta difficile, ma alla quale non più disteso. Nel ’62 presiederà un vertice di vendita di grandi vini nel mondo.
vuole sottrarsi; seguiterà ad essere un catto- Sindaci nel circondario della fascia appenni- Robert nacque nel 1913 a Virginia nello stato del
lico d’azione. Nel 1944 sposa, Elisa Mel- nica per il recupero di aree montane depresse. Minnesota da genitori italiani, Cesare e Rosa,
chiorri, dalla quale avrà cinque figlie. Nel ’44 Dal ’60 al ’64 entrano in funzione 8 nuovi sta- emigrati da Sassoferrato (Regione Marche) nel
nasce in Italia la Coldiretti, e nel ’46 Castel- bilimenti tra i quali, due calzaturifici e lp sta- 1908, insieme ad altri sassoferratesi, tra cui Se-
lucci è il fondatore della Sezione di Ancona, bilimento Ariston dell’Amico Merloni. I bastiano Camilli – stabilitosi nel Michigan, dove
successivamente quella di Sassoferrato e via cittadini premieranno queste scelte e Castel- aprì un emporio di tessuti. La famiglia Mondavi
via sarà costantemente impegnato in questa lucci verrà rieletto 1° cittadino nel 1965 dove si trasferì durante gli anni del proibizionismo a
Confederazione. Saranno da ora in poi anni di formerà una Giunta Monocolore. Da qui agli Lodi, nello Stato della California, dove Robert
grandi battaglie e contrapposizioni sulle pro- anni ’70, avvalendosi anche di aiuti governa- frequentò le scuole. Nel 1936 Robert si laureò
blematiche agrarie specie con gli schiera- tivi Sassoferrato si afferma nodo propulsore all’Università di Stanford in economia e gestione
menti di sinistra. Saranno queste, soprattutto, di studi e idee. Nasce la Galleria d’Arte mo- aziendale, rendendosi subito conto che il mar-
le tematiche che lo porteranno (1958) da lì a derna, si crea il gemellaggio con Montegra- keting era uno dei fattori chiave - tanto quanto la
poco a confrontarsi in Parlamento dove verrà naro, si costruisce la nuova Pretura, il Liceo capacità di fare del buon vino - per raggiungere
rieletto per cinque legislature, ultima della Scientifico, si realizzano molte opere pubbli- il successo nel settore. Robert iniziò a lavorare
quale nel 1978. Farà parte del 2°governo che, il programma edilizio si espande. Si va- con suo padre Cesare alla Sunnyhill Winery di
Leone con la delega di Sottosegretario alla lorizzeranno le aree turistiche anche per St Helena e lo convinse ad acquistare la Charles
Cassa per il Mezzogiornol. Molti suoi colle- l’interessamento dell’Assessore Provinciale Krug Winery. Apportò miglioramenti e rinnovò la
ghi, politici lo definiranno, commemorandolo Gregorio Castellucci. Vengono istituiti il Parco tecnologia allo scopo di elevare la qualità - un
“L’uomo dalle mani pulite, fustigatore dei fa- dei Daini, la variante di Rotondo per il colle- impegno che non venne mai meno. I suoi figli
cili e dubbi profitti”. Morirà ad Ancona il 15 gamento al Santuario del Cerro, l’Istituto Pro- Michael, Marcia e Timothy sono cresciuti alla
maggio 1980. Le sue spoglie riposano nel ci- fessionale Artistico, la nuova Caserma dei Krug.All’età di 53 anni Robert fonda la Robert
mitero di Camporè, sotto lo Strega, in faccia Carabinieri, le Poste e la nuova Pretura. Al- Mondavi Winery, la prima grande azienda vitivi-
alla montagna sulla quale aveva combattuto. bertino Castellucci lascia definitivamente la nicola nella Napa Valley, dopo la crisi del 1933
Ora vediamo Castellucci nelle sue funzioni di guida del Comune nel 1975. Anche successi- dovuta al Proibizionismo.
Sindaco: viene eletto nel ’51 Sindaco di Sas- vamente, dal Parlamento e dal Governo testi- Lo scopo di Robert era quello di applicare le ca-
soferrato, carica che terrà fino al 1970 con monianze concrete affermeranno pacità e la tradizione europea alle moderne tec-
varie interruzioni, per poi riaverla dal 1972 al l’attaccamento alla sua Sassoferrato, un nologie americane, convinto anche
’1975. Molte sono le opere realizzate nel suo paese di cui, prima che amministratore, fu re- dell’importanza dei valori culturali per la promo-
primo mandato: la circonvallazione del Ca- sponsabilmente cittadino. zione della vendita del vino. Nella sua azienda
stello, correzione di tratti pericolosi sulle leader – che per Robert doveva rappresentare
strade di Montelago e Monterosso, copertura una pietra miliare nella storia della California ed
fiume sanguerone, realizzazione campo spor- esprimere questo concetto anche architettoni-
tivo, opere nell’acquedotto cittadino, edifici camente nel suo stile iconico e missionario – Ro-
scolastici nel circondario. Il bilancio chiude in bert sperimentò da pioniere in California le più
pareggio. Nel 1956 due eventi di elevato varie e raffinate tecniche vinicole, compresa la
spessore: crisi del Pastificio Giacani e con- fermentazione a freddo, l’uso di tini di acciaio
trapposizione all’interno della Giunta tra De- inossidabile e l’uso di botti di rovere francese.
mocristiani e Repubblicani. Castellucci si Nel settore del marketing, Robert introdusse
dimette. Dopo 9 mesi, già deputato della Re- nella Napa Valley la pratica di degustazione
pubblica, tornerà ad occupare la carica di Sin- cieca dei vini a confronto con altri vini di pregio
daco (2/09/58) creando un alleanza con i internazionale, per dare modo ai consumatori ed
socialdemocratici.Nel 1959 è tra i promotori ai venditori di valutarne le qualità ed il pregio.
delle imponenti celebrazioni di Bartolo da Già a partire dal 1970 i vini di Robert Mondavi
Sassoferrato. Nasce in questo stesso anno cominciarono ad essere apprezzati a livello in-
l’Istituto Internazionale degli Studi Piceni e ternazionale per la loro qualità e Robert fu an-
Castellucci assume la Vicepresidenza. Sarà cora una volta pioniere nell’esportazione dei vini
l’avvio di molte iniziative culturali (Premio di pregio della California.Egli si dedicò quindi a
Salvi/Piccola Europa; Strutture Museali), gra- gettare le basi della cultura del vino in America,
zie all’impulso di uno dei suoi più validi colla- ROBERT MONDAVI (alla memoria) iniziando ad organizzare tours e degustazioni di
boratori Padre Stefano Trojani. Tutte occasioni Robert Mondavi della Napa Valley è il simbolo vini. Per quattro decenni, l’Azienda ha celebrato
di crescita riflesse al Comune. Riesce ad ot- universale del vino e del cibo americani. Egli i piaceri del vino, del buon cibo e dell’arte, cre-
tenere oltre un miliardo di sovvenzionamenti fondò la Robert Mondavi Winery nel 1966, ispi- ando le condizioni per l’esecuzione di concerti di
per la realizzazioni di opere pubbliche: can- rato dalla sua convinzione di poter produrre vini musica jazz e di musica classica, mostre d’arte

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ed eventi culturali in abbinamento a programmi Nell’agosto del 2007 il Governatore della Cali- suoi figli Alessandro, Luigi, Palmira e Adele;
culinari; quali, ad esempio, il programma fornia, Arnold Schwarzenegger ha accolto Ro- la cognata Lucia e i suoi due figli Antonio e
“Grandi Chefs” che ha visto la presenza di Julia bert Mondavi nel “Pantheon” dei grandi della Maria avrebbero iniziato una nuova vita.
Child, Paul Bocuse, Alice Walters e Joel Robu- California presso il “Museo di Storia, Donne ed Dopo il loro arrivo, Domenico Morbidelli e la
chon. Robert non si è mai riposato sugli allori e Arti”. Robert Mondavi è stato fino all’ultimo am- sua numerosa famiglia si fermarono nel Sud
nel 1979 ha unito le forze con il Barone Philippe basciatore del Vino. del Paese, nella cittadina di Santa Rita di Ex-
de Rothschild creando la Opus One Winery ad Viveva con sua moglie Margrit nella Napa Valley, trema, ora denominata Extrema, nello Stato
Oakville, che ottenne subito un grande successo dove si è spento il 16 maggio 2008. di Minas Gerais, dove iniziarono una proficua
internazionale. La Opus One ha raggiunto il pri- attività agricola che si è sviluppata negli anni
mato nelle vendite per la California con un vo- sulla generosa terra che produceva abbon-
lume di incassi di 24,000 dollari alla prima asta danti raccolti di caffè, riso, fagioli, granturco.
del Vino tenuta nella Napa Valley. Con sua mo- Dopo anni di duro lavoro nei campi la famiglia
glie Margrit e con il sostegno locale fondò l’asta Morbidelli prosperava sempre più, i numerosi
dei vini, riconosciuta da tutti come la più impor- figli e nipoti iniziarono nuove attività distin-
tante negli Stati Uniti.. guendosi non solo nell’agricoltura, ma in varie
Robert ha anche allargato l’orizzonte con altre altre professioni, quali commercianti, inse-
partnership internazionali: con la famiglia dei gnanti, avvocati, impresari, funzionari pub-
Conti Frescobaldi in Italia e con Edouardo Chad- blici, politici, magistrati, ingegneri, ecc…
wick di Vina Errazuríz in Cile. I Morbidelli erano ormai inseriti perfetta-
Alla fine degli anni 80 Robert lanciò il pro- mente nella comunità, allo sviluppo e al be-
gramma “Mission” per contrastare le campagne nessere della quale hanno dato un contributo
anti-alcool che stavano prendendo piede in determinante, acquisendo una posizione di in-
molte parti del mondo. Sostenuto da centinaia di dubbio prestigio testimoniato anche dal fatto
altre marche, la Mission fece opera educativa che a Extrema è stato loro dedicato un intero
sui media, rivolta alla distribuzione e ai consu- DOMENICO MORBIDELLI (alla memoria) quartiere le cui vie portano i loro nomi: Do-
matori, per illustrare i benefici salutistici e cul- Con il suo coraggio, la sua determinazione e menico, Alessandro, Luigi, Antonio, Felicia,
turali di un uso moderato di vino. Il programma il suo lavoro è diventato un mito in Brasile, il Cesira Gabellini Morbidelli, Filomena Pierucci
fu di stimolo per il CBS “60 minuti” su vino e sa- paese che lo aveva accolto più di un secolo Morbidelli, Celeste Biondi Morbidelli.
lute; programma che ha cambiato l’ottica ame- fa. Chissà quanti pensieri, quante ansie, ma Il clan dei Morbidelli contribuisce tuttora allo
ricana sul vino. Negli anni più recenti Robert è anche speranze agitavano il suo cuore e sviluppo del Municipio di Extrema, ma non ha
diventato un grande benefattore di istituzioni edu- quello dei tanti emigranti che lasciavano con mai dimenticato le sue radici sassoferratesi,
cative e culturali. Nel 2001 è stato creato “Copia” lui l’Italia nel lontano 31 agosto 1901, quando continua a mantenere i contatti con la terra di
- Centro Americano del vino, del cibo e dell’arte, il vapore Minas salpava dal porto di Genova origine. La nostra città è giustamente orgo-
istituzione culturale pionieristica di importanza in- per la lunga e disagevole traversata del- gliosa del successo raggiunto da Domenico
ternazionale. Nella linea di straordinari contribu- l’Oceano Atlantico che sarebbe terminata il Morbidelli e da suoi discendenti e grata a
zioni all’industria vinicola californiana, Robert e sua 22 settembre al porto di Santos in Brasile; questo suo figlio per aver onorato il nome di
moglie Margrit hanno fatto nel 2001 una sostan- paese nel quale Domenico Morbidelli con i Sassoferrato nella nuova grande Patria.
ziosa donazione personale a favore dell’Università
della California, per la fondazione del Robert Mon-
davi Institute per le scienze enogastronomiche, Solo piatti nostrani!!!
dando il proprio nome al Centro per le arti figura-
tive, aperto nel 2002 nel Campus universitario. Ch
LU iuso
Perfezionista senza compromessi, Robert ha

NE il
sempre creduto che per avere successo occorre
“… conoscere se stessi, seguire ciò che ti detta
il cuore ed avere il coraggio di andare per la pro- DÌ
pria strada” Questa ed altre lezioni di vita sono
contenute nella sua autobiografia “Harvests of
Joy” (“Vendemmie di gioia”), pubblicata nel
1998 da Hancourt, Brace & Company. Robert ha
ottenuto innumerevoli riconoscimenti, anche in-
ternazionali, come la Legion d’Onore della Re-
pubblica Francese nel 2005, dal Governo Italiano
e da molte istituzioni americane. L’istituto di Alta Piazza Matteotti (CASTELLO) - 60041 Sassoferrato (AN)
Cucina d’America ha insignito Robert del titolo di PER INFO E PRENOTAZIONI:
primo “Pioniere” tra gli insigni “vitivinicoltori” tel.: 0732 958067 - cell.: 349 0595823 / 334 5620556
nel marzo 2007, anno della sua costituzione.

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Premio Monte Strega
2009

Il 22 agosto la quarta edizione


La premiazione del prossimo Premio Monte Strega 2009 si terrà SABATO 22 AGOSTO p.v. , alle ore 16,30 presso il nuovo Cinema Teatro del
Sentino di Sassoferrato.

I PREMIATI SARANNO: I PREMIATI “ALLA MEMORIA” SARANNO:


Prof. Sergio Belardinelli Mons. Giuseppe Franciolini
Ordinario di Sociologia all’Università di Bologna Vescovo di Cortona
Suor Maria Paola Rotati Dott. Ruggero Rossi
Missionaria Congregazione Suore Oblate del Bambin Gesù, Medico chirurgo di Sassoferrato
in America Latina Dott. Lorenzo Tomatis
Scienziato e medico di fama internazionale
Maestro Ferruccio Vignanelli
Compositore, organistica e cembalista
DOMENICA 23 AGOSTO
Ore 9.00 (Piazza Matteotti)
Visita gratuita ai Musei cittadini (Museo Civico, Museo Archeologico, Museo Arti e Tradizioni popolari, Museo della Miniera di Zolfo di Cabernardi).
Pomeriggio e sera
Concerto musicale del Duo Arcadia di Roma presso la restaurata Abbazia di Santa Croce (sec XII), con la partecipazione del M° Francesco Vi-
gnanelli ed altri musicisti. Seguirà cena sociale riservata non solo ai soci. Il programma dettagliato delle iniziative verrà reso noto prima della
manifestazione.
Tutti i cittadini sono invitati, sia alla cerimonia, sia alle manifestazioni gratuite.

Diretta web del Premio Monte Strega 2009


22 agosto 2009 dalle ore 16.30 al sito

www.sassoferrato.tv

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La chimica, questa scienza maledetta
di Renzo Ruzziconi

Quando fui invitato a scrivere tanti chimici illustri quali: J. L.Gay-Lussac (1778-1850), H. Cavendish
un articolo per “Sassoferrato (1731-1810), J. Dalton (1766-1844), S. Cannizzaro (1826-1910), solo per
mia” mi fu suggerito di ripro- citarne alcuni fra i più conosciuti anche dai liceali.
porre qualche passaggio par- Ma, ancora a quel tempo, la chimica conservava tutto il suo fascino mi-
ticolarmente rilevante della sterioso, come qualcosa di magico. C’è una domanda del tutto reto-
mia carriera il cui racconto rica che è diventata un motto e che inorgoglisce il chimico: -“what isn’t
orale era stato in precedenza chemistry in the world?” -“Cos’è che non è chimica nel mondo?” Lo
alquanto apprezzato. Accettai stesso nostro organismo è un laboratorio chimico. Si ipotizza che se si
di buon grado. Ma, quando mi volesse riprodurre tutte le reazioni chimiche che avvengono nel nostro
sono trovato davanti al foglio fegato non basterebbero i laboratori di un dipartimento di chimica di
bianco con in mano la penna, una grande università! Noi stessi, nelle nostra quotidianità, senza sa-
ho cambiato idea. Certe emo- perlo facciamo delle reazioni chimiche, apparentemente semplici, ma
zioni che si provano al mo- di grande utilità. Facendo ricorso alla mia cultura contadina, nello spie-
mento di una celebrazione o gare ai miei studenti la reazione di idrolisi degli esteri, racconto di
di un riconoscimento sono come i nostri nonni lavassero
difficili da tradurre sulla carta i panni facendo la famosa
e le parole che vengono dal cuore nella trascrizione perdono tutto il “boccata” (storpiamento tipi-
loro fascino e talvolta il loro significato. Tra l’altro, si rischia di diven- camente sassoferratese della
tare persino noiosi. Così ho deciso di attirare l’attenzione su alcune con- parola “bucato”) usando ce-
siderazioni che mi capita spesso di fare sulla disciplina che coltivo ormai nere ed acqua bollente, o di
da più di 40 anni e che ha appassionato tutta la mia vita: la chimica. come, facessero il sapone
Ho iniziato a studiare la chimica, incuriosito ed affascinato da quegli con il grasso del maiale, o del
strani personaggi che ancora alla fine del medioevo avevano la pretesa perché si utilizzasse il letame
di trasformare la materia in oro. Siamo nell’era dell’alchimia e del- per concimare i campi, op-
l’empirismo. Bisognerà attendere l’illuminismo per trasformare l’al- pure, spiegando le aldeidi,
chimia in chimica. Si deve ad Antoine Laurent Lavoisier, a ragione del perché si facesse il fa-
considerato il padre della chimica moderna, il grande merito di aver moso “solfarolo” nelle botti
fatto acquistare alla chimica la dignità di scienza. Siamo in pieno illu- prima di introdurvi il vino, o,
minismo, e ciò è estremamente significativo per quanto andrò a dire in ancora, del perché si usino
seguito. determinati prodotti naturali
per togliere certe macchie
Antoine Laurent Lavoisier dai tessuti. Si possono fare
molti altri esempi di questo tipo e vi assicuro, in questi casi, l’atten-
zione degli studenti sale alle stelle. La chimica è la scienza della tra-
sformazione della materia. Pertanto, un bravo chimico deve possedere
una spiccata fantasia e al tempo stesso una buona conoscenza del me-
stiere. Così come un artista trasforma le sue emozioni, il suo pensiero
in un’opera d’arte, vuoi con la penna, vuoi con il pennello, il chimico lo
fa con le provette e, cercando di imitare la natura, assembla gli atomi
in nuove molecole che talvolta possiedono proprietà inimmaginabili.
Già nella rivoluzione industriale della prima metà dell’800 si sono in-
tuite immediatamente le enormi potenzialità di questa scienza ancora
in fasce, tanto che ben presto fu anch’essa sottoposta alle leggi del
mercato. La chimica moderna, derivata dalle scoperta delle leggi fon-
damentali della natura e basata sulle nuove tecnologie di analisi e di
sintesi, ha perso quasi tutto quel fascino che la caratterizzava ai suoi
albori e, almeno nell’intento dei suoi cultori, è stata posta al servizio
La Tavola Periodica degli Elementi nel XVIII Secolo dell’uomo per soddisfarne i bisogni.
Purtroppo Lavoisier rimase vittima degli eccessi della rivoluzione fran- Purtroppo, soggiogata dalla protervia del profitto e sfruttata da qual-
cese, ma non la sua opera che fu degnamente continuata da altret- che personaggio senza scrupoli la chimica appare ai più una scienza

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arida, ostile e per certi versi odiosa. Nonostante l’immenso sviluppo che la chimica abbia inventato? Una tale affermazione potrebbe sem-
tecnologico che ha favorito l’evoluzione di sempre più sofisticati e si- brare una provocazione, ma provate a pensare cosa sarebbe accaduto
curi metodi di produzione, essa non è riuscita a scrollarsi di dosso quel se al posto della plastica fosse stato utilizzato il legno o qualche me-
marchio di scienza nociva, rimanendo vittima di luoghi comuni quasi tallo. Intere foreste sarebbero andate distrutte aggravando di gran
sempre dettati dall’ignoranza e non di rado dalla malafede. Basta lunga la già drammatica situazione attuale. Molte apparecchiature,
ascoltare le notizie di disastri ambientali riportate dai mezzi di comu- macchine, elettrodomestici avrebbero un costo esorbitante ed alcune
nicazione in modo impreciso e sommario, in cui molto spesso viene in- di esse non avrebbero potuto essere costruite. Provate a pensare ad un
filata maldestramente la parola “chimica” anche quando la chimica computer o ad altre sofisticate apparecchiature elettroniche fatte di
non ha niente a che fare con quanto accaduto. Si cerca di far passare acciaio o di legno. Si potrebbe a questo punto obiettare che la plastica
l’idea della chimica come una iattura. Essa è diventata ormai sinonimo è indistruttibile e che accumulandosi inquina. E’ vero, la plastica è in-
di veleno, tossicità o di cancro. Non ci si rende conto, invece, che se il distruttibile, se non a costi eccessivi, ma è riciclabile e proprio per que-
mondo ancora sopravvive ai disastri, alla fame, alle malattie lo si deve sto è ecologica. Basterebbe operare una adeguata raccolta
in gran parte a questa scienza e che, paradossalmente, sarà proprio lei differenziata e il problema sarebbe in gran parte risolto. Ancora una
a salvare questo nostro pianeta. Non sono queste parole in libertà, ma volta vengono tirati in ballo il nostro buon senso, la nostra maturità e
hanno un reale fondamento. Quanti, ad esempio, si rendono conto del la nostra educazione. E’ anche grazie alla chimica se la vita media degli
fatto che senza l’apporto dell’industria chimica con la produzione dei esseri umani, almeno nel mondo cosiddetto sviluppato, ha superato
fertilizzanti la fame nel mondo, già oggi a livelli drammatici, avrebbe gli 80 anni. Grazie ad essa, molte malattie che fino a poco più di mezzo
avuto effetti devastanti. Il pianeta non ce la farebbe a sostenere la do- secolo fa erano considerate mortali sono state definitivamente debel-
manda di cibo che viene da ogni angolo della terra, non solo a causa late. Cosa sono gli antibiotici se non molecole progettate e sintetiz-
del forte aumento demografico, ma soprattutto a causa dello sfrutta- zate nei laboratori chimici?
mento sconsiderato delle risorse e della loro peggiore distribuzione. Io credo che chiunque si occupi seriamente di scienza sia mosso da un
Molti non sanno che i tanto vituperati antiparassitari hanno riconqui- desiderio irrefrenabile di conoscenza e dal piacere della scoperta.
stato alla produzione agricola vastissime zone una volta acquitrinose Credo anche che sia impossibile inibire questo desiderio: ciò equivar-
e regno di insetti dannosi. rebbe a bloccare il progresso dell’umanità (qui si entrerebbe nell’an-
E’ curioso come l’ignoranza riesca a cambiare persino il significato nosa diatriba fra scienza ed etica che ci potrebbe troppo lontano). Lo
delle parole. La parola pesticida, che ha un significato del tutto posi- scienziato è ben cosciente dei rischi a cui sono esposti i potenziali frui-
tivo come “distruttore della peste”, nel senso comune è diventata si- tori delle sue scoperte, tanto che, ad esempio, presso l’Università di Pe-
nonimo di veleno e tossicità. Molti potrebbero obiettare, in questo rugia, ma, credo, anche in altre Sedi, è istituito un Comitato di Bioetica
contesto, che una sostanza tossica e altamente inquinante, quale il il cui statuto nella premessa recita: «L’Università degli Studi di Peru-
DDT, è stata trovata in tracce tra i ghiacci del polo nord e persino sull’ gia promuove il Comitato universitario di Bioetica (un chimico, due
Everest. E’ vero, ma, credetemi, i danni arrecati sono irrisori rispetto ai biologi e tre medici, ndr.), che si colloca nell’ambito delle proprie fi-
benefici; basti considerare che la malaria in gran parte del mondo è nalità istituzionali di ricerca, aventi come scopo preciso il costante e
stata debellata grazie a questo pesticida. E comunque, la chimica sa progressivo miglioramento della qualità della vita in un equilibrato
risolvere i problemi da lei creati. Resasi conto del danno arrecato dal- rapporto tra persona umana, natura e ambiente. Il comitato accoglie
l’uso, talvolta sconsiderato, di questo prodotto, è corsa ai ripari in- e ricomprende tutte le esperienze scientifiche e culturali ritenute utili
ventando nuove molecole di gran lunga più efficaci e molto meno alla completezza della riflessione e alla ricchezza dei programmi, in-
inquinanti, o iniziando la cosiddetta lotta biologica agli insetti con l’im- torno a tematiche per loro natura aperte ad un confronto interdisci-
piego di molecole naturali come, ad esempio, i “feromoni”. Ancora, plinare. Il Comitato nasce con un’ampiezza di interessi globalmente e
quanti sanno che la vituperata plastica è uno dei prodotti più ecologici unitariamente considerati, con l’intento di conciliare l’attenzione ai
dati empirici e il rispetto dei valori etici fondamentali, in un’ottica in-
teretnica ed interculturale potenzialmente ricca nell’epoca contem-
poranea. In questa prospettiva il Comitato intende contribuire a
tutelare, nel quadro dell’ordinamento giuridico italiano e comunitario
e dei pertinenti codici deontologici, l’integrità e i diritti della persona
umana e il bene comune».
Certamente, tutto questo non è sufficiente ad esimere lo scienziato
dal controllo costante sugli effetti delle sue ricerche, ma, pur nella con-
sapevolezza del drammatico problema dell’uso responsabile delle con-
quiste della scienza, sarebbe insensato imputare a quest’ultima il loro
sfruttamento per scopi tutt’altro che benefici. Le responsabilità delle
catastrofi vanno quasi sempre cercate altrove essendo frutto molto
spesso dell’ignoranza e non di rado della mancanza di scrupoli nella ri-
Via Mazzini, 7 - SASSOFERRATO (AN) cerca del profitto a basso costo. Solo in minima parte, per non dire
niente, possono essere attribuite a fatalità. In tutto questo la scienza
in generale e la chimica in particolare non c’entrano affatto.

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Le prospettive dell’economia
di Giuseppe Vitaletti
Fino a qualche tempo fa parlare e scrivere di hanno cercato di ispirarsi a criteri di giustizia. sembravano cavarsela meglio. Lì l’ottimismo
economia era tutto sommato piacevole. Pur in Contro l’inflazione i successi sono stati meno e la ricerca esasperata del profitto avevano
mezzo a molti problemi aperti, sembrava che sistematici. Tuttavia gli strumenti elaborati posto in essere una catena infernale. Il primo
la fama di “scienza tetra” attribuitale nel (strette monetarie, politiche dei redditi) hanno anello era costituito da massicci prestiti non
corso dell’ottocento fosse ormai da archiviare. consentito di evitare le cosiddette iperinfla- per comprare beni di nuova produzione, ma
zioni, ovvero gli iperbolici aumenti dei prezzi beni prodotti nel passato (immobili, imprese),
che avevano portato alla catastrofe alcune o che sarebbero stati prodotti nel futuro (ma-
nazioni. Infine, contro il sottosviluppo di larga terie prime, tramite contratti a termine). Il se-
parte del pianeta, sembrava funzionare senza condo anello consisteva nella concessione di
gravi contraccolpi l’accoglimento delle tecno- prestiti sui susseguenti aumenti di prezzo. Il
logie e dei metodi produttivi delle economie terzo si concretizzava nel tentativo di steriliz-
avanzate, generando tassi di crescita impres- zare i rischi di possibile insolvenza dei debi-
sionanti in aree di importanza decisiva (Cina, tori, prima confezionando pacchetti in cui le
India, Russia, Brasile). operazioni più rischiose erano legate a quelle
C’erano certamente grandi problemi, quali la meno rischiose, poi cedendoli e assicurandoli.
bassa crescita europea; l’eccessiva immigra- E’ bastato che l’ottimismo si attenuasse, in
zione in Europa e negli Usa, a causa del sot- primo luogo a causa degli aumenti di prezzo
tosviluppo residuo; il crescente inquinamento; dei prodotti energetici, perché la catena, an-
i disordini dei mercati delle materie prime e ziché propagare profitti, divenisse propaga-
dei mercati finanziari. Ma, tutto sommato, i trice di perdite, producendo una caduta dei
grandi progressi sopra elencati non sembra- valori finanziari che comincia a somigliare
vano in pericolo. La maggior parte dei com- nelle dimensioni a quella del 1929. Proprio
mentatori temeva al più la possibilità di crisi come allora, il clima di sfiducia si riverbera
“locali”, nonché di crisi settoriali a causa del sulle imprese, che comprano meno beni di in-
rapido mutamento della geografia economica. vestimento prodotti correntemente, e sulle fa-
L’Italia costituiva un caso negativo abbastanza miglie, che comprano meno beni di consumo
Infatti le emergenze negative di cui si occu- speciale, a causa dell’enormità del debito e cercano di risparmiare al massimo. Vengono
pava erano state ricondotte entro termini ac- pubblico, dell’arretratezza del Sud, dell’alta così poste le premesse per massicce cadute
cettabili, e c’era una speranza che questo dipendenza energetica, della struttura econo- della produzione e dell’occupazione, che per
accadesse sempre di più nel futuro. Contro le mica basata su settori tradizionali. loro natura tendono a moltiplicarsi, dato che
crisi congiunturali, il cui emblema terribile è il Il 2008 ha segnato invece l’inizio di un cam- aumentano progressivamente la sfiducia e i
crollo delle maggiori economie tra gli anni biamento di grandi proporzioni. Dapprima vi è timori per il futuro.
1929 e 1933, erano state inventate le ricette stata l’esplosione dei prezzi dell’energia e in Le politiche keynesiane del passato avevano
keynesiane, basate su manovre del bilancio generale delle materie prime, che ha da su- il principale obiettivo di scongiurare tale mol-
pubblico e di politica monetaria. Soprattutto bito mostrato inquietanti segni di diversità ri- tiplicazione, prescrivendo che lo Stato au-
per loro effetto, le crisi degli ultimi decenni spetto alle ondate di crescita del passato. Si mentasse le spese pubbliche a parziale
hanno mostrato dinamiche assai meno dram- è percepito che, accanto alla speculazione, compensazione della mancata domanda di
matiche, al punto da far pensare che gli spet- operavano tendenze di lungo periodo, legate beni di investimento e di consumo da parte di
tri del 1929 fossero seppelliti per sempre. ai bisogni delle nuove aree in forte sviluppo, imprese e famiglie, e cercando comunque di
Contro la povertà, dopo la seconda guerra per cui un semplice rallentamento delle “vec- stimolare tale domanda tramite sgravi fiscali
mondiale è stato costruito lo stato di benes- chie” economie avanzate non sarebbe bastato e la riduzione dei tassi di interesse.
sere: grazie ad esso la vecchiaia, la malattia, a contenere significativamente il fenomeno. Il dramma è che nel contesto attuale tali stru-
la disoccupazione, l’eccessiva numerosità fa- Infatti l’aumento dei prezzi è rientrato solo menti sono spuntati. La riduzione dei tassi mi-
miliare, la mancanza di risorse per lo studio quando si è profilata una crisi a livello mon- gliora la situazione dei soggetti indebitati, e
dei figli, almeno per la maggior parte delle diale, con prospettive di serio coinvolgimento dunque può evitare altri fallimenti: ma oggi
persone riguardate, hanno cessato di costi- anche dei paesi emergenti. non riesce a svolgere la sua funzione princi-
tuire situazioni distruttive. Il finanziamento L’innesco di tale crisi è notoriamente dovuto ai pale, che è quella di invogliare i privati a
dello stato di benessere è stato assicurato comportamenti del mondo finanziario, in par- spendere per l’acquisto di beni di produzione
dalla costruzione di complessi sistemi tribu- ticolare in Usa e in Gran Bretagna, cioè pro- corrente indebitandosi. Gli sgravi fiscali pro-
tari, che, anche se con qualche difficoltà, prio nei paesi del mondo avanzato che durrebbero un effetto positivo, trasformandosi

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in domanda per consumi, solo se la crisi fosse tense a favore delle fonti di energia rinnova- mondiale è potuto avvenire utilizzando le ri-
percepita come poco grave: il che non è. Inol- bili sia coronata in tempi brevi da successi si- sorse scarse di tutto il pianeta. Dall’altro lato
tre un tempo era facile promuovere sgravi fi- gnificativi, capaci di rendere effettivamente essa, dati gli squilibri di partenza e la quantità
scali e poi tornare ad aumentare il prelievo. credibile la prospettiva di riduzione del ruolo di interessi contrapposti, rende improbabili
Oggi questa flessibilità è in gran parte andata del petrolio e del gas. Resterebbe, specie in scelte di transizione ben coordinate (riduzione
perduta, perché la globalizzazione tende a for- Europa, il grande problema della tenuta del della popolazione; massiccia tassazione delle
zare strutturalmente verso il basso le aliquote sistema fiscale e dello stato di benessere a risorse scarse fino a che restano tali; perse-
di tassazione. Gli aumenti di spesa pubblica fronte dell’invecchiamento della popolazione. guimento di un disegno per cui nelle grandi
a debito per fare infrastutture possono essere Ma se non ci sono vincoli allo sviluppo sul lato aree valutarie agricoltura, industria e servizi de-
benefici, ma molto meno che nel passato: sia dell’energia si creano più facilmente opportu- vono essere presenti in maniera equilibrata).
perché incrementano un debito già alto, cosa nità di investimento e di lavoro, cui consegui- La piccola Italia in questo quadro si sta fa-
che dà preoccupazione; sia perché si può te- rebbero maggiori entrate e minori spese cendo forte di alcune sue caratteristiche, quali
mere che, ove riescano a risollevare la produ- sociali. Se la speranza non ha corso, l’alterna- la prudenza delle banche, la flessibilità delle
zione, si manifesti subito un’abnorme risalita tiva purtroppo non è una stagnazione un po’ imprese, la piccola cilindrata delle sue auto-
dei prezzi dell’energia e delle materie prime, più grave delle altre, cui segue comunque una mobili. Ciò le consente di non essere il fana-
cui seguirebbe inevitabilmente un nuovo ripresa. E’ l’aprirsi di un periodo di grave in- lino di coda, cosa che riduce i rischi del suo
crollo dell’attività economica. stabilità, in cui tutte le conquiste successive enorme debito pubblico. Se, navigando a
Il sentiero è strettissimo. La flebile speranza al 1929 possono entrare in discussione. E’ per- vista, scamperemo alla catastrofe perché sarà
è che, oltre agli Stati Uniti, si muovano sul ter- fino possibile che l’economia torni ad essere la lo scenario più ottimistico a prevalere, po-
reno delle spese pubbliche infrastrutturali scienza tetra che osserva impotente il “razio- tremo dirci fortunati. Ma il debito, la dipen-
anche altre grandi economie non gravate da namento” della popolazione in eccesso. Infatti denza energetica, l’arretratezza del Sud
enorme debito pubblico, come la Germania e la globalizzazione da un lato svela che lo svi- continueranno comunque a darci problemi per
la Cina. E, sopratutto, che la spinta statuni- luppo di una minoranza della popolazione decenni.

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Quadrilatero e Pedemontana
Infrastrutture vitali per lo sviluppo dell’entroterra montano
di Galliano Crinella

pedito, il costituirsi di comunità collaborative, destinate ad insediamenti produttivi, che al-


di aree territoriali interconnesse, e credo lora si diceva dovessero essere ampliate, il
abbia ostacolato la crescita stessa di Fabriano Censis sottolineava anche la centralità della
come centro, città capofila dell’entroterra an- Strada Pedemontana, nel tratto che da Ca-
conetano, nel territorio a confine con l’Umbria merino, attraverso Fabriano, collega a Sasso-
e con le province di Pesaro e di Macerata. Inu- ferrato. Dando vita, per quest’ultimo tratto, ad
tile continuare a dire, ma bisogna pur farlo, un’opera già ampiamente realizzata e di cui
che l’immobilismo in questo settore vitale è si continua a non voler parlare.
stato un errore, un limite nella progettazione Per quanto concerne la realizzazione della
dei territori dell’entroterra, di cui si scontano Quadrilatero, resa possibile dalla Società di
oggi le conseguenze. Perché, per decenni, lo scopo, non si può che apprezzare tutte le con-
straordinario sviluppo delle attività imprendi- seguenze positive che l’opera porta con sé,
toriali, quelle delle Industrie Merloni, del set- come è stato ampiamente sottolineato, sia sul
tore delle cappe, a partire dalla storica Faber, piano occupazionale, economico e sociale. E
insieme con le connesse attività artigianali ed dire che questa rappresenta indubbiamente,
industriali, delle Cartiere Miliani, hanno, sempre che la sua gestione trovi efficienza e
come dire, fatto passare in secondo piano il finalizzazioni chiare, un segnale di vitalità e
tema dell’isolamento viario del fabrianese. E di ripresa, soprattutto per un territorio che è
non si è neanche discusso di come quelle alle prese, come altri e forse più, con i gravi
stesse attività, pur fiorenti, avrebbero potuto problemi occupazionali e produttivi legati al-
L’annuncio dell’avvio dei lavori di costruzione giovarsene e magari svilupparsi ulterior- l’internazionalizzazione e alla crisi mondiale
di una infrastruttura viaria, e, ancor più, della mente. Anche se non sono mancate, ricorren- dell’economia. Colmare il divario infrastruttu-
sua conclusione con l’inaugurazione della temente, voci autorevoli che sottolineavano rale tra le Marche, il suo entroterra, e le altre
stessa, desta sempre un grande, legittimo en- tale carenza – ricordo molti anni or sono, tra Regioni del Centro Italia richiederà del tempo,
tusiasmo nella società e nelle istituzioni. Così gli altri, l’allora presidente di Confindustria ma si è imboccata una direzione positiva che
è avvenuto per la cosiddetta “Quadrilatero”, e Giorgio Fossa -, ma poi non molto è cambiato fa ben sperare. Rimane questo un obiettivo
credo ancor più per il contesto in cui essa sul piano operativo. importante, anche in presenza di possibili ri-
viene ad inserirsi. Il territorio fabrianese, di- Pure il Censis, nella ricerca commissionata conversioni produttive e l’apertura di nuove
ciamo pure l’entroterra marchigiano ed in par- circa dieci anni fa, nel 1998, dalla Carifac sul economie che potranno sicuramente essere
ticolare quello della provincia di Ancona, tema: Ripensare lo sviluppo locale. Posizio- favorite dal miglioramento delle viabilità re-
soffre di una storica arretratezza nei collega- namento di sistema e alleanze strategiche gionali ed interregionali. Qualcuno, intanto,
menti stradali. Non si è realizzata la Pede- per l’area di Fabriano, evidenziava come le di- potrebbe dire: Meglio tardi che mai.
montana delle Marche, pensata negli anni 50 namiche di sviluppo di Fabriano apparivano La Pedemontana delle Marche è l’altra infra-
e 60 come viabilità trasversale da Sud a Nord, condizionati dalla mancanza di un habitat in- struttura che, se realizzata, avrebbe ancora
non esiste quasi più la linea ferroviaria Civi- frastrutturale moderno, in grado di assecon- oggi una notevole importanza. Fu progettata
tanova-Urbino, altra utile direttrice trasver- dare il rafforzamento del sistema negli anni sessanta come un’arteria di circa
sale di allora. In presenza di un traffico e di manifatturiero e l’apertura del territorio ad in- 200 km., da Ascoli Piceno al confine con la Re-
esigenze di movimento centuplicati, ci tro- terscambi con le aree marchigiane ed interre- gione Emilia Romagna, e di questa il tratto Fa-
viamo oggi, paradossalmente, in una condi- gionali contigue. Per Giuseppe De Rita, la briano - Sassoferrato costituisce una parte
zione di maggiore arretratezza rispetto ad un creazione di un’area vasta nella quale poter importante del tronco Piane di Matelica –
secolo fa, quando almeno esisteva il collega- investire era vista come un investimento per Serra S.Abbondio. Iniziati nei primi anni set-
mento ferroviario. Territori e piccole città vi- il futuro, anche in vista di una graduale diver- tanta, i lavori di realizzazione saranno poi riav-
cine, che avrebbero potuto fare sinergia e sificazione del tessuto produttivo. E per que- viati ed abbandonati a più riprese, anche a
trovare maggiori occasioni di sviluppo, sono sta indicava ben dieci aree di intervento sulle causa di non positive vicende societarie delle
rimaste isolate e costrette molto spesso a ri- quali puntare, sostenendo nuove iniziative, ditte appaltatrici. L’ultima ripresa dei lavori,
volgersi alle città della costa per i movimenti progetti di formazione e di modernizzazione con successiva interruzione, è di qualche anno
economici, sociali ed abitativi. della struttura socioeconomica locale. Sul fa. Pensata come uno strumento fondamen-
L’inesistenza di collegamenti agibili ha reso punto del potenziamento della rete viaria, tale per riequilibrare la rete viaria marchi-
faticosissimo, se non lo ha propriamente im- pensata come rete di interscambio con le aree giana, storicamente caratterizzata da una

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mobilità interna trasversale “da” e “verso” il stata data notizia di un incontro fra il Gover- vale a dire politici e governi locali e nazionale,
mare (sistema “ a pettine”), con il potenzia- natore delle Marche Gian Mario Spacca e l’al- di fronte ad un annoso e irrisolto problema,
mento delle direttici longitudinali, appunto la lora Ministro delle Infrastrutture Antonio Di quello della strada Pedemontana, appunto,
Pedemontana e la riqualificazione della dor- Pietro (oggi il Ministro nel Governo Berlusconi con particolare riferimento al tratto Fabriano-
sale adriatica, che avrebbero dovuto trasfor- è il toscano Altero Matteoli) in cui era Sassoferrato, per gran parte già realizzato. Il
mare il sistema “a pettine” in un sistema “ a emersa, su sollecitazione del Presidente Comitato ha raccolto diverse migliaia di firme
maglie”. Spacca, la necessità del completamento dei e le ha inviate a tali soggetti, ad iniziare dai
Il progetto era fortemente sostenuto, in que- lavori della Pedemontana, relativamente al sindaci dell’area fabrianese e dell’entroterra
gli anni, dai parlamentari del territorio, il Sen. lotto Campo dell’Olmo di Fabriano-Berben- pesarese, chiedendo di assumere una posi-
Aristide Merloni e l’On. Albertino Castellucci. tina. Secondo la nota giornalistica, il Ministro zione in merito e di impegnarsi per una solu-
Nei convegni di presentazione del progetto, aveva assicurato che le risorse rimaste inuti- zione positiva. Allo stesso tempo ha
negli anni 1968 / 1969, a Fabriano e a Pergola, lizzate per il blocco dei lavori, 26 milioni di sollecitato l’interessamento di un programma
se ne sottolineavano caratteristiche e risul- euro, non sarebbero state dirottate altrove e televisivo che, tra le altre cose, porta l’atten-
tati attesi: 1. Rivitalizzazione delle zone più che per reperire la residua somma occorrente zione sulle ingiustizie e gli sprechi nel nostro
interna delle Marche; 2. Non si trattava di una per realizzare l’opera, circa 50 milioni di euro, paese, “Striscia la notizia”, che ne ha parlato
invenzione a freddo, essendovi già una serie si sarebbe dovuto concordare una soluzione come della “incompiuta” più incompiuta del
di strade con un ampio flusso longitudinale; insieme alla Regione. Il primo passo da fare, centro Italia, dal momento che ha potuto “fe-
3. Strumento necessario, non solo per la va- insieme alla ricerca delle risorse, è quello di steggiare” i quaranta anni di vita. La reazione
lorizzazione e il riscatto economiche delle definire uno studio di fattibilità dell’opera in del “mondo” politico ed istituzionale, per quel
aree interne, ma per il necessario riequilibrio base alle nuove normative e alla messa in si- che è dato sapere e che è apparso sugli or-
dell’intera Regione. Per il tratto Fabriano – lo- curezza del tracciato già realizzato. Quale sia gani della informazione, è stata “deludente”
calità Berbentina di Sassoferrato, i primi fi- poi la situazione attuale, quali le volontà e le rispetto alla urgenza del problema e alle le-
nanziamenti risalgono al dicembre 1968; dal strategie in ordine alle infrastrutture e alla gittime aspirazioni dei cittadini. Non si è an-
Ministero dei Lavori Pubblici, per le opere viabilità regionale ed interregionale, è que- dati al di là di qualche dichiarazione di
pubbliche nelle zone depresse del Centro- stione su cui dovrebbe “parlare” chi opera principio, ben poco dunque. La grave crisi del
Sud, un contributo di 2.100 milioni; successi- nelle istituzioni e deve operare le scelte. distretto fabrianese ha imposto poi, nell’ul-
vamente, nel 1970, sono stanziati dal A sostegno dell’opera era stato costituito timo anno, un’agenda politica differente, ma
Consorzio per il credito alle OO.PP. (Ministero tempo fa un Comitato di cittadini, con il com- noi riteniamo che anche questa problematica
del Tesoro) altri 30.000 milioni. Successiva- pito di sensibilizzare i soggetti istituzional- sia di vitale importanza in relazione alla crisi
mente sono state destinate all’opera altre mente preposti alle decisioni che riguardano della produzione industriale e alla ricerca di
consistenti risorse. Circa due anni or sono è la vita collettiva nei suoi molteplici aspetti, nuove “economie”.

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Il Sassoferrato
fra i tesori delle Marche
di Giancarlo Galeazzi

Un’antologia di Tesori artistico-religiosi delle Marche da “riproporre” in per entrambe il “pluralismo” costituisce la cifra più significativa in ter-
Italia e da “proporre” in Russia: a questo duplice scopo risponde il vo- mini non dispersivi bensì articolati. Il pluralismo si configura allora non
lume pubblicato dal Consolato onorario della Federazione Russa di An- come “mancanza di identità”, ma piuttosto come una “originale iden-
cona con il patrocinio della Conferenza Episcopale Marchigiana e con tità” in alternativa ad altre forme identitarie all’insegna della unifor-
la collaborazione di alcune istituzioni regionali e locali. Si tratta di mità. Dunque la diversità come ricchezza caratterizza le Marche che,
un’opera che risponde a molteplici per questo, oltre a definirsi “l’Italia in
motivazioni, tra le quali spiccano una regione” (così suona uno spot pub-
quelle culturali e religiose, nel senso blicitario) potrebbe pure definirsi “l’Eu-
che intende favorire i rapporti tra la ropa in una regione” per l’impegno a
Chiesa Cattolica e la Chiesa Orto- coniugare pluralismo e unità.
dossa, e valorizzare una terra, quella Tenendo poi presente che l’Europa,
marchigiana, non sempre adeguata- come la Chiesa non si stanca di ricor-
mente conosciuta e valutata. dare, deve respirare con tutti e due i
Il volume, che ho curato, offre una im- polmoni, quello occidentale e quello
magine dell’arte religiosa marchi- orientale, vanno salutate in modo posi-
giana che si distingue da altri volumi tivo le iniziative che favoriscono l’in-
simili, perché vuole documentare contro fra le due tradizioni culturali e
come la presenza dei tesori artistico- religiose. E rappresenta quindi un bel
religiosi sia diffusa su tutto il territo- gesto quello di aver redatto il volume in
rio, per cui, anche dal punto di vista edizione bilingue (italiano e russo) e di
delle opere pittoriche, scultoree e ar- aver riservato un congruo numero di
chitettoniche, le Marche appaiono copie per il Patriarcato di Mosca, al fine
una regione all’insegna di un ricco di incentivare i già buoni rapporti tra i
“policentrismo”, e la distinzione tra due Paesi e tra le due Chiese. La cosa è
centro e periferia non vale per que- stata da più parti sottolineato nella pre-
sta regione, che è al plurale fin nella sentazione del volume fatta a Loreto al-
denominazione. l’indomani della sua pubblicazione, e
Da qui l’invito non solo ad apprezzare certamente sarà ribadita nella presen-
le singole opere, ma anche l’insieme, tazione che si farà prossimamente a
che veramente configura le Marche Mosca. Per concludere, piace ricordare
come un “museo diffuso” e, per tanti che il volume presenta anche un’opera di
aspetti un “museo a cielo aperto”. In- Giovanni Battista Salvi (di cui ricorre que-
fatti le oltre centoquaranta opere - st’anno il quarto centenario della na-
che sono riprodotte in policromia, scita): la Madonna del Rosario con san
corredate da schede critiche redatte G. B. Salvi. Madonna del Rosario. Domenico e santa Caterina, un olio su
da due studiose (Marina Massa e Co- tela che si trova alla Galleria Nazionale
stanza Costanzi) e introdotte da alcuni saggi teologici ed estetici ad delle Marche a Urbino. Si tratta di una piccola pala, che si caratterizza
opera di alcuni docenti dell’Istituto teologico marchigiano della Ponti- -come ricorda Costanza Costanzi nella relativa scheda- per “lo splen-
ficia Università Lateranense (Cogoni, Carini e il sottoscritto)- sono state dore smaltato del colore, la pulitezza della forma, lo schema composi-
selezionate in modo tale da essere adeguatamente rappresentative tivo”. Il fatto che il dipinto sia caratterizzato “non finito” del volto di
delle cinque province e delle tredici diocesi marchigiane, nonché della santa Caterina fa pensare (come annota la stessa critica) che sia non
operosità di un elevato numero di artisti. Si è infatti preferito non li- tanto di una copia o di un bozzetto, quanto di “una replica autografa di
mitarsi agli artisti più famosi e alle opere più celebrate, ma scegliere un soggetto molto apprezzato dalla committenza”. Cosa non infre-
autori noti e meno noti, tutti degni di rappresentare l’ingente patrimo- quente nel Sassoferrato per le numerose richieste che doveva soddi-
nio artistico che caratterizza le Marche, un patrimonio di arte e di fede sfare, dato il valore che si riconosceva alle sue opere, contraddistinte
che ricorda una volta di più le radici cristiane dell’Europa. da una “inequivocabile impronta stilistica”, ispirata a “un ideale di
Il collegamento delle Marche con l’Europa risulta fecondo, in quanto semplicità che vagheggia una visione artistica quattrocentesca”.

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Donazione Mirella e Franco Pagliarini
di Vitaliano Angelini
Nel pomeriggio di sabato, 21 marzo 2009, si è questa terra, per la propria città e la gente che “Bartolo da Sassoferrato” e tantissime altre ini-
svolta nella sala delle conferenze di Palazzo vi abita. Richiederebbe troppo tempo nominare, ziative che a lui si devono.
Oliva, a Sassoferrato – restituito alla fruizione ora, tutti i maestri incisori presenti, ci basti solo Una successiva riflessione riguarda l’incisione,
culturale- la cerimonia per l’atto di donazione un nome per capire l’importanza di quest’ac- la sua funzione ed il ruolo che essa ha sempre
ufficiale della raccolta: Mirella e Franco avuto per lo sviluppo delle arti figurative
Pagliarini, alla città di Sassoferrato. Alla nella nostra regione. Al riguardo, seppur
presenza di un folto pubblico costituito da con qualche amarezza, si deve affermare
personalità del mondo civile, della cultura che sembra incredibile, ma tra le tante
e dell’arte, il Sindaco, On. Luigi Rinaldi, manifestazioni, pubblicazioni ed iniziative
ha dato inizio alla manifestazione che di ogni genere, l’incisione marchigiana,
proprio per l’intensa partecipazione può che, ripetiamolo, ha sicuramente un
ritenersi una delle più indicative tra quelle posto eminente nella produzione artistica
svoltesi quest’anno nella città sentinate. della regione, non ha ancora una sua re-
Dopo i sinceri e sentiti ringraziamenti ri- visione critica né si è sentito il bisogno di
volti a Mirella e Franco Pagliarini per la conoscerne le ragioni storiche, di se-
loro generosa donazione, che va ad arric- guirne il cammino, ed infine di identifi-
chire la gia corposa raccolta del museo carne la posizione nella cultura figurativa
d’arte contemporanea, il Sindaco ha ri- italiana moderna e contemporanea. Al-
cordato l’attenzione e l’amore per l’arte che la quisizione, quello di Federico Barocci, il grande lora, questa donazione può assumere il ruolo e
città di Sassoferrato ha sempre dimostrato e manierista urbinate inventore della morsura a l’aspetto di una prima ricerca su ciò che l’inci-
come, nel corso degli ultimi sessant’anni, sia più tempi. Artista che qui è presente attraverso sione marchigiana ha significato e significa per
riuscita a costituire la raccolta pubblica d’opere alcuni d’après incisi a bulino nella tarda se- la cultura italiana, a iniziare da quella scuola ur-
d’arte contemporanea più ricca delle Marche. conda metà del Cinquecento. Mi si conceda, a binate di cui io mi sono occupato.
Si tratta, infatti, di più di quattromila opere di questo punto di aprire una parentesi per fare al- Con questa finalità anche, questa nuova acqui-
scultura, pittura incisione, ecc. Giusta- sizione potrà essere messa a disposizione
mente poi rivolgendosi all’Assessore alla degli studiosi per le loro ricerche e analisi
Cultura della Provincia d’Ancona, pre- nonché di tutti gli amanti dell’arte incisa,
sente all’evento, il Sindaco ha proposto facendo divenire Sassoferrato sempre più
la candidatura di Sassoferrato a divenire centro di riferimento culturale rendendo
sede della Galleria Regionale d’Arte Mo- ancor più importante, nella sua totalità e
derna. Dopo l’intervento rigoroso e sti- complessità, questa realtà museale. In-
molante del Sindaco ha preso la parola fine, questa prima parte della cerimonia
l’Assessore alla Cultura della Provincia di si è conclusa con l’intervento commosso
Ancona per un breve saluto, e per ringra- di Franco Pagliarini che ha ripercorso i
ziare i signori Pagliarini per la loro gene- momenti in cui, nella successione degli
rosa donazione che, oltre ad arricchire la anni, la raccolta ha preso corpo e come
città di Sassoferrato, accresce anche il si è maturata, da parte della moglie Mi-
patrimonio di arte contemporanea della rella e sua, la decisione di contribuire, con
provincia di Ancona ed implicitamente della no- cune considerazioni sulla gente sentinate ma modestia ma con profonda e generosa convin-
stra regione. La parola è passata, quindi, a chi non solo. Queste possono (senza pretese di ana- zione, all’arricchimento del patrimonio artistico
sta stendendo queste note riassuntive del- lisi sociologiche) spiegare in parte, o almeno e culturale di Sassoferrato.
l’evento. Infatti, è toccato a me il compito d’in- consentire di comprendere, il generoso gesto È importante sottolineare, inoltre, come unita-
trodurre e relazionare sulla natura ed il corpo della famiglia Pagliarini come qualcosa di na- mente a questa cerimonia sia stata effettuata
della donazione sia per la giustificata assenza di turale e in qualche modo prevedibile, si po- anche quella di riapertura, dopo vari e metico-
Mauro Corradini, curatore del bel catalogo, sia trebbe dire quasi ineludibile. Tante personalità losi restauri di diverse opere, della Civica Rac-
per i miei contributi storici e tecnici relativi a: sassoferratesi, infatti, nel corso degli anni si colta d’Arte di Sassoferrato in cui è esposto un
Considerazioni sullo specifico urbinate nella sono prodigate per il bene di questa città, per il cospicuo nucleo di opere che vanno dal Quat-
raccolta Mirella e Franco Pagliarini – La Scuola suo sviluppo e la sua crescita ed anche con trocento al Settecento. Opere provenienti da di-
del Libro, sia per lo studio e le analisi delle tec- grande amore verso l’arte e la cultura in gene- verse chiese, conventi e confraternite, della
niche usate per la realizzazione delle singole rale, è d’obbligo qui citare p. Stefano Troiani, da città e del territorio. Nel merito ha relazionato la
opere costituenti l’intera donazione. Si tratta di oltre mezzo secolo animatore delle iniziative e dott.sa Caldari, della Soprintendenza per il pa-
un’eccezionale raccolta di opere incise e dise- della cultura d’alto livello che in questa città si trimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico
gnate costituita da quattrocento stampe origi- sono attuate, facendola divenire un luogo pres- delle Marche, che ha sede in Urbino. E la
nali e diciassette disegni che attestano il modo soché unico nella nostra regione. Ricordiamo il dott.ssa che ha curato le schede specifiche. Il
di essere e la conoscenza dello specifico set- Premio “G.B. Salvi” L’Istituto Internazionale di restauro delle opere in questione è stato possi-
tore, maturata nel tempo dai suoi donatori. Al Studi Piceni, il Congresso Internazionale di Studi bile grazie anche ai finanziamenti del Ministero
contempo essa attesta il loro grande amore per Umanistici, la Rassegna delle Edizioni numerate per i Beni e le Attività Culturali.

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Vanno in rovina a Sassoferrato
gli affreschi del Chiostro de La Pace
di Padre Stefano Troiani

Ripetiamo l’allarme dato nel Resto del Carlino già il 28 settembre 1960 da Ermete Grifoni. Il IV Centenario del grande pittore senti-
nate sia anche momento per un definitivo restauro degli affreschi del chiostro della Pace e la realizzazione di un monumento in onore
di Gian Battista Salvi detto “il Sassoferrato”

In quest’anno 2009 ricorre il IV centenario della nascita del grande arti- tualità, come ci è tramandata dai biografi e storici francescani, ma co-
sta Gian Battista Salvi. munque ognuna di esse ricorda un episodio o più episodi, con chiara
Il Salvi con Pietro Paolo Agabiti sono i grandi artisti che hanno coronato e fedele dipendenza alla narrazione storica e alla tradizione.
di gloria la nostra città di Sassoferrato perché tutti e due, pur vivendo in
secoli diversi, hanno dipinto opere di altissima ispirazione poetica e re-
ligiosa e di rigore formale che il tempo non solo non ricopre di dimenti-
canza ma piuttosto ne svela sempre meglio il valore ed i significati.
La ricorrenza centenaria che la Città di Sassoferrato assieme all’Isti-
tuto Internazionale di Studi Piceni si appresta a celebrare, con iniziative
di grande respiro culturale, storico artistico, dal prossimo luglio con la
Giornata Salviana, iscritta nel programma del 30° Congresso Interna-
zionale di Studi Umanistici, ci conduce a ripensare non solo la figura di
Gian Battista, ma anche di Tarquinio, che non è stato solo il padre di
Gian Battista, ma anche il suo maestro, almeno negli anni dell’infanzia
e della prima giovinezza. In seguito nell’arco delle Celebrazioni Salviane
si ricorderanno anche lo zio Francesco e alcuni figli del Sassoferrato.
Di Tarquinio Salvi non rimangono tante opere; disgraziatamente il Lunetta 1
tempo e l’incuria degli uomini e delle istituzioni hanno lasciato per-
dere tanta creatività, in questo caso non solo nell’ambito della pittura, La prima lunetta ricorda l’episodio del pellegrino che si presenta alla
ma anche della ceramica, sapendo dalle memorie storiche che la Fa- madre di S. Francesco e ne predice la nascita.
miglia Salvi era anche in possesso di una importante vaseria acqui-
sita dagli Agabiti, nella via omonima che fiancheggia il fiume Sentino.
Di questo pittore, Tarquinio Salvi, le memorie giunte fino a noi attestano
e garantiscono che sono opere del suo pennello due dipinti che si trovano
nella Chiesa di S. Maria del Piano e gli affreschi delle Storie della vita
di San Francesco conservate nel chiostro del convento francescano di S.
Maria della Pace. Di tali affreschi ne dà notizia l’erudito Amico Ricci nella
sua opera “Memorie Storiche delle Arti e degli Artisti della Marca di An-
cona” pubblicata nel 1834.
In detta opera, vol. II, pag. 250, leggiamo: “Nel claustro del PP. Minori di
Sassoferrato sono dipinte nelle lunette parecchie storie di S. France-
sco, le quali sentono moltissimo del gusto, e dello stile di Tarquinio. Fu-
rono queste pitture eseguite a spese di parecchi cittadini di Sassoferrato,
dei quali veggensi sottoposti gli stemmi.” Nel testamento di Pietro Am- Lunetta 2
brosini (rogito di Pompolio Arcangeli del 1596 Arch. Com. Repert. Car.
22) si legge di un lascito di cento scudi – pro faciendis et dipingendis La seconda ricorda il Santo, che seduto in un bello studiolo, ha una vi-
Divi Francisci, in lodiis Claustri dictae ecclesiae Sanctae Mariae Pacis. sione di una ordinata e linda stanza piena di armi; in uno spazio a sini-
Oggi si conservano nel chiostro francescano sassoferratese sedici lu- stra, si vede un cavaliere che parla con un contadino; e lo stesso santo
nette affrescate, ma in origine dovevano essere una ventina. La vita di vestito da cavaliere che si avvia per la Terra Santa, come crociato.
S. Francesco è narrata nei suoi momenti più importanti e, direi anche La terza lunetta ricorda l’incontro di S. Francesco con un lebbroso.
più impressionanti, per contenuto e valori degli episodi, ma soprat- La quarta rappresenta S. Francesco che prega in ginocchio davanti al
tutto per l’alta spiritualità che la pittura recepisce dalla intensa reli- Crocifisso di S. Damiano. A sinistra il Santo, con passo molto spedito,
giosità del Santo e che a sua volta questa ispira tutta la ingenuità e la alza un sacchetto di monete in segno di disprezzo, per riapparire sulla
vitalità del racconto. parte destra del dipinto, nell’atto di mettere il sacchetto nelle tasche
Le lunette nella successione topica non seguono la cronaca della at- di un sacerdote della Chiesa di S. Damiano.

17
Nella quinta lunetta il Santo è rincorso e deriso dai ragazzi di una via di
Assisi, il padre adirato sta per afferrarlo ad una spalla, mentre la madre
osserva impietosita la scena. Nella sesta lunetta il Santo dinanzi al Ve-
scovo di Assisi si spoglia dei suoi vestiti, presente sempre il padre adi-
rato per la decisione del figlio. Nella settima lunetta sono dipinti due
episodi della vita del Santo. In uno, il Santo veste degli abiti religiosi uno
dei primi compagni; nell’altro il Santo invita i compagni a predicare.

Lunetta 12

Sassoferrato”. Di particolare c’è da notare che il ritrattino di G.B. Salvi


bambino è stato affrescato qualche tempo dopo la pittura della lunetta.
Nella tredicesima lunetta ripartita idealmente in due sezioni sono ri-
conoscibili, nonostante il cattivo stato di conservazione, il Santo stig-
matizzato inginocchiato. Questa scena si sviluppa nella sezione di
sinistra, in quella di destra un frate richiama un confratello in preghiera
Lunetta 8 a voltarsi verso il centro, in alto, dove si vede il santo, simile al pro-
feta Elia, su un carro fiammeggiante in corsa nel cielo. Nella Leggenda
Nell’ottava lunetta S. Francesco malato, sorretto dai compagni, bene- maggiore, S. Bonaventura racconta: “Era prevenuto S. Francesco dap-
dice Assisi. Il santo benedicente è dipinto nello spazio a destra della prima dai doni della grazia celeste – come luminosamente appare dallo
lunetta; di fronte su un’alta collina s’intravede la città di Assisi. Il pae- svolgimento della sua vita – s’innalzò, poi, per i meriti di una virtù sem-
saggio abbellito poveramente di rari cespugli è attraversato da una pre vittoriosa. Fu ricolmo anche di spirito profetico e, deputato all’ufficio
stradicciola, lungo la quale s’incamminano in fretta verso il Santo delle degli angeli, venne richiamato dall’ardente amore dei Serafini, finchè, di-
figurine di assisani. venuto simile alle gerarchie angeliche, venne rapito in cielo da un carro di
La nona lunetta illustra l’incontro di S. Francesco e compagni dinnanzi fuoco”. Resta così razionalmente dimostrato che egli è stato inviato fra noi
al Papa Innocenzo III, assistito da due cardinali. In un piccolissimo spa- con lo spirito e la potenza di Elia.
zio sul lato destro è visibile il Papa, seduto su un letto, ha il sogno del- Nella quattordicesima lunetta è dipinto nella parte sinistra il Santo, in
l’albero e del Santo che sostiene la chiesa di S. Giovanni in Laterano. preghiera, ma poco distante un nobile e un frate lo osservano, nascosto
Questa visione del Papa s’intravede da una finestra, collocata nel di- da un tronco d’albero. Da un ramo dell’albero un corvo sembra volarsene
pinto vicino al Papa sognante. via. Il paesaggio visibile oltre il Santo in preghiera, s’intravede come ar-
Nella decima lunetta è descritto l’incontro di S. Francesco e di S. Do- rossato dall’aurora di un nuovo mattino.
menico. I Santi sono accompagnati dai confratelli. Storicamente l’in- Nella quindicesima lunetta è dipinto il Santo che abbraccia un uomo in
contro è avvenuto di fronte al card. Ugolino che qui, almeno da quanto ginocchio; potrebbe essere un cieco o comunque una persona che s’ac-
è visibile, non appare. In alto sopra le nuvole si intravedono tre figure costa al Santo per esprimergli una situazione difficile oppure di tanto af-
che a me paiono essere Enoch, Elia, Mosè. Tradizionale allusione del fetto, che peraltro il Santo accetta, come dimostrano le sue mani, che
Santo spagnolo con le tre figure bibliche. tremanti si appoggiano alle spalle dell’uomo, per avvicinare a se il viso
Nell’undicesima lunetta viene ricordato l’incontro di S. Francesco con per un bacio. Tenerissima scena collocata in un paesaggio pieno di liri-
il sultano Melek-el-Kamel. Il Santo è tra due mussulmani che lo pre- smo e d’ammirato stupore.
sentano al sultano, secondo il biografo dell’Assisiate, Tommaso da Ce- Nella sedicesima si racconta il mesto corteo funebre della salma del Pove-
lano, dopo averlo insultato e malmenato; anche nell’affresco appare il rello adagiato su un barrello viene portato a spalla da una teoria di frati e
santo con le mani legate e come trascinato. Con S. Francesco era il avviato verso il portone della Chiesa. L’affresco, bellissimo nell’ambienta-
suo confratello frate Illuminato. Nel lato sinistro dell’affresco appa- zione architettonica dell’ Assisi medievale, è intriso di tristezza, come av-
iono, in un paesaggio molto movimentato, gli accampamenti degli emi- venimento senza tempo, dove appunto la tristezza per la morte del Santo
rati e delle truppe mussulmane in movimento. coinvolge ogni luogo, ogni tempo, ogni cosa, ogni uomo e donna. I religiosi
La dodicesima lunetta è in gran parte danneggiata con la sparizione e poche altre figure al seguito del corteo si muovono in una atmosfera me-
della figura del Santo, per cui non si riesce a centrare il momento della tafisica, dove il senso religioso s’immedesima con l’immobilità della morte.
sua vita. Nella parte sinistra dello spazio dipinto si vede chiaramente Scriveva nel Resto del Carlino il 28.9.1960 il giornalista Ermete Grifoni:
un raggruppamento di giovani, che osservano in avanti qualcosa che ri- “l’unica sorpresa, assai spiacevole, che coglie il visitatore è di vedere que-
guarda S. Francesco, ma ormai non più individuabile per la caduta della ste opere – che un tempo dovevano contribuire a rendere il chiostro quanto
pellicola cromatica. Comunque questo affresco è certamente interes- mai suggestivo – gravemente lesionate dal tempo e dagli elementi. Ci si
sante perché in basso, nella parte centrale si conserva ben visibile il chiede subito, spontaneamente, perchè mai – se non possono farlo i religiosi
volto di un bambino che ha tutti i lineamenti del figlio di Tarquinio Salvi, francescani che occupano il convento – non intervenga la Sopraintendenza
quello che sarebbe diventato il grande pittore Gian Battista detto “il alle Gallerie delle Marche, a cui è devoluto il compito di tutelare il patri-

18
freschi francescani della Pace ci debbono far risalire al suo artista, che nel
caso è Tarquinio Salvi con l’aiuto del suo fratello Francesco. È vero che nella
metà del secolo passato, in due tempi, si tentò in qualche modo di riparare
il danno al corpus degli affreschi. Attorno agli anni ’60 il P. Francesco Tala-
monti fece restaurare alcuni di questi affreschi dal restauratore Cestellani
di Urbino; furono distaccati e fissati su supporto ligneo e ricollocati nelle
lunette. Nel dopo terremoto in una risistemazione del chiostro l’impresa che
aveva i lavori incaricò un restauratore di riparare gli affreschi non restaurati
in precedenza, ma i lavori ne peggiorarono la situazione. La Soprainten-
denza di Urbino è informata della situazione ma a tutt’oggi non si è prov-
veduto al loro restauro. Poiché nell’anno 2009 ricorre il quarto centenario
della nascita del grande Maestro sassoferratese Gian Battista Salvi si rende
Lunetta 16 quanto mai necessaria una programmazione di eventi che ne ricordino e va-
lorizzino solennemente la personalità, il ruolo da lui ricoperto nell’arte sei-
monio artistico della regione in questo settore, anche attraverso un inter- centesca, cosa ancora non pienamente attuata. Si ritiene pertanto opportuno,
vento immediato che ponga il chiostro sotto la sua diretta tutela. Sappiamo in primo luogo, procedere al recupero e al restauro degli affreschi conservati
che non sono pratiche facili, queste a cui accenniamo, ma non ci sembra che nel chiostro del Convento della Pace che per il perdurare dell’incuria in cui at-
eventuali intralci burocratici possano far perdere irrimediabilmente opere tualmente giacciono e per precedenti errori di restauro, rischiano di essere
che hanno un valore artistico non trascurabile. Occorrono cioè urgenti re- definitivamente perduti. Se ciò avvenisse la storia, il patrimonio artistico e la
stauri che valgano ad eliminare le cause della rovina (forse dovuta all’umi- cultura della città subirebbero una perdita gravissima e non più recupera-
dità) e che restituiscano, per quanto è possibile, agli affreschi attraverso bile; in secondo luogo la realizzazione di un monumento celebrativo del mae-
una sapiente opera di ritocco e di ripresa quel primitivo splendore che essi stro sentinate è quanto meno doveroso da parte di questa città, la quale
dovevano avere. Ci siamo resi conto – da una visita effettuata al Chiostro molto ancora oggi gli deve. La ricorrenza del quarto centenario della nascita
– che un intervento della Sopraintendenza in tal senso non sarebbe spre- può essere il giusto momento per cogliere l’occasione e saldare questo indi-
cato e che lo stesso centro di Sassoferrato – che ha notevoli opere d’arte scutibile quanto doveroso debito di riconoscenza. Il monumento potrebbe es-
da esibire al visitatore – e la stessa nostra provincia potrebbero arricchirsi sere eretto in piazza Caballini che si trova nel cuore del “Castello”, la parte alta
di un’altra bella attrattiva.” Le parole del critico sul decadimento degli af- della città, poco lontano dalla casa dove “il Sassoferrato” ebbe i natali.

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Manifestazioni culturali a Sassoferrato CITTÀ DI SASSOFERRATO (AN)
ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI PICENI
SASSOFERRATO, Palazzo Oliva, 1°- 4 luglio 2009

XXX CONGRESSO INTERNAZIONALE


DI STUDI UMANISTICI
“I CROCEVIA DELL’UMANESIMO E LE MARCHE”
PROGRAMMA
MERCOLEDÌ 1° LUGLIO VENERDÌ 3 LUGLIO
Ore 15,30 Ore 9,00 - Presidente: SANDRO BOLDRINI (Urbino)
Saluto delle autorità
Saluto del Presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Piceni, Prof. Ferruccio Bertini Claudia PANDOLFI (Ferrara)
(in occasione del trentesimo anniversario del Congresso) Il De cifris di L. B. Alberti e il suo Princeps maximis rebus agendis deditus (rel.)

Presidente: FERRUCCIO BERTINI (Genova) Angelo PIACENTINI (Brescia Cattolica)


Un Esopus del Quattrocento in distici: le favole di Cristoforo da Fano (rel.)
Ore 16,00 - Prolusione:
Hermann WALTER (Mannheim) Claudio BEVEGNI (Genova)
Boreas Senensis: playdoyer per un’emendazione umanistica snobbata dagli editori di Plinio il Poliziano lettore dei Moralia di Plutarco (com.)
Vecchio (nat. hist. II 115) Intervallo
Vitaliano ANGELINI Ore 11,00 - Presidente: EDOARDO FUMAGALLI (Friburgo, Svizzera)
Presentazione della XX Mostra delle Edizioni d’Arte numerate “Bartolo da Sassoferrato”
Ex-libris ispirati al Francescanesimo nell’occasione del VIII Centenario della visita di San Armando BISANTI (Palermo)
Francesco nelle Marche Divagazioni su alcune favole dell’Appendix Perottina (rel.)

In serata presso la Sala dell’Abbondanza di Pergola sarà proiettato il DVD da Aristofane Michael D. REEVE (Cambridge)
Uccelli, trad. L. Radif, regia F. Nenci - F. Farina Problemi nell’epistolario del Poliziano (com.)
Daniela MARRONE (Padova)
GIOVEDÌ 2 LUGLIO Il Panepistemon del Poliziano: questioni di proecdosis (com.)
Sessione dedicata al IV centenario della nascita di Giovan Battista Salvi Discussione
Ore 9,00 - Saluto delle autorità Ore 15,00 - Presidente: CRAIG KALLENDORF
(Texas A&M University)
Ore 9,10 - Claudia CALDARI (Urbino) Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici delle Marche) Jean-Louis CHARLET (Aix-en-Provence)
Introduzione al “Sassoferrato” (com.) Le distique élégiaque de Beccadelli, Piccolomini, Landino, Pontano, Marullo et Pacifico
Massimi d'Ascoli (rel.)
Ore 9,30 - Simonetta PROSPERI VALENTI RODINÒ (Roma, Tor Vergata)
“Sassoferrato” e il disegno (rel.) Katharina ENDERLE (Tübingen)
Storia e intertestualità nei Bucolica di Cantalicio (com.)
Ore 10,00 - Anna CERBONI BAIARDI (Urbino)
“Sassoferrato” e l’incisione (rel.) Geoffrey EATOUGH (Lampeter)
Peter Martyr: New World religion (com.)
Ore 10,30 - Coffee break
Intervallo
Ore 10,50 - Patrizia CAVAZZINI (Roma)
La devozione mariana nel collezionismo minore a Roma e la pittura del “Sassoferrato” (rel.) Ore 17,00 - Presidente: RENATA FABBRI (Venezia)
Ore 11,20 - Daniela MATTEUCCI (Roma) Titus HEYDENREICH (Erlangen)
La Madonna del Rosario di Santa Sabina a Roma: la committenza, la storia, l’iconografia (com.) Polidoro Virgilio e i suoi De rerum inventoribus libri (com.)
Ore 11,40 - Cecilia PRETE (Urbino) Paola MÜLLER (Milano Cattolica)
Le “notizie “ di Marcello Oretti per una biografia del Salvi (com.) L’ imago come medium conoscitivo nel De arte rhetorica (1569) di C. Soarez (com.)
Ore 12,00 - Discussione Edoardo FUMAGALLI (Friburgo, Svizzera)
Francesco Ciceri e Orazio: un maestro di scuola discute con umanisti europei (com.)
Ore 15,00 - Presidente: HERMANN WALTER (Mannheim)
Discussione
Fabio STOK (Roma, Tor Vergata)
La più antica traduzione latina dell’epistola dello ps. Aristea (rel.)
Frank T. COULSON (Ohio State University) SABATO 4 LUGLIO
Newly Discovered Ovidiana in the Ratsschulbibliothek of Zwickau (com.) Ore 09,00 - Presidente: JEAN-LOUIS CHARLET
Grazia DI GUIDA (Napoli) (Aix-en Provence)
Un inedito e anonimo commento umanistico a Valerio Flacco (com.) Florian SCHAFFENRATH (Innsbruck)
Intervallo Gli epigrammi su poeti epici del padre Ubertino Carrara S. J. (rel.)
Ore 17,00 - Presidente: ALESSANDRO GHISALBERTI (Milano, Cattolica) Massimo MARASSI (Milano Cattolica)
Giambattista Vico e la Sapienza degli antichi (rel.)
Jean-Frédéric CHEVALIER (Metz)
Albertino Mussato ou la figure du poète exilé: édition d’un centon autobiographique des Discussione e Intervallo
Tristes d’Ovide (com.) Ore 12,00 - Cerimonia di chiusura e consegna dei diplomi da parte del Presidente, del
Angelo MAZZOCCO (Mt. Holyoke College) Segretario e del Sindaco
Classicisme and Christianity in Biondo Flavio: A Reappraisal (rel.)
Discussione

Ministero per i Beni Regione Marche Provincia di Ancona Comune di Comunità Montana
e le Attività culturali Sassoferrato dell’Esino-Frasassi

Per informazioni: Istituto Internazionale di Studi Piceni: Via Don Minzoni, 40 – 60041 SASSOFERRATO (AN), Italia
Tel. 0732/959345 – Fax 0732/956234 - E-mail: info@studiumanisticipiceni.it

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Cinema Teatro del Sentino
Inaugurazione
di Giovanni Pesciarelli

Finalmente si è aperto il sipario sul palcoscenico del Cinema- Teatro del piacere. i momenti di svago trascorsi in quella sala. E cosi’ scorrono da-
Sentino di Sassoferrato per la Rappresentazione del “Lago dei Cigni”. vanti ai nostri occhi le immagini festose dei famosi veglioni di fine
E’ stato un momento davvero commovente soprattutto per i Sassofer- anno e di carnevale con le mamme assiepate lungo le pareti della pla-
ratesi che fino agli anni 70 avevano potuto godere momenti di incon- tea od asserragliate in galleria intente a tenere a bada le proprie figlie,
tro e di gioia nelle feste e mentre tenevano il carnet dei
negli spettacoli che si orga- loro balli. Sempre presenti le
nizzavano e si svolgevano con “Guluppe”dei dolci preparate
vero entusiasmo nel teatro di con ogni cura a casa e che
Sassoferrato. creavano un clima di vera di
La rappresentazione del fratellanza e di gioia di in-
“Lago dei Cigni”ha visto il contrarsi . Non è facile di-
tutto esaurito, quindi grande menticare gli ultimi.
partecipazione ! I cittadini di Veglioni di quei tempi e la
Sassoferrato si sono riappro- tanta gente che c’era. E
priati del loro teatro e hanno l’opera lirica “Madame But-
ritrovato un luogo di incontro terfly”, che avvenimento!
di cui giovani e meno giovani Quanti amori sono sbocciati
sentivano davvero la man- proprio durante le rappresen-
canza, lo dimostra la nume- tazioni teatrali o durante le
rosa partecipazione anche proiezioni cinematografiche!
alle proiezioni cinematografi- Personaggi famosi hanno cal-
che. Già poter osservare cato il nostro palcoscenico,
lungo le vie della cittadina cartelloni che pubblicano gli annunci di come Pino Donaggio, Jimmy Fontana , Alberto Talegalli. Carlo Croc-
spettacoli Teatrali o cinematografici a Sassoferrato, fa respirare un’at- colo, Alighiero Noschese.Da non dimenticare gli incontri di pugilato
mosfera di maggiore vitalità e di voglia di avvenimenti ricreativi anche sponsorizzati dalla famosa “Scuderia Scintilla” di Tonillo Radicioni,
nel nostro paese. erano una vera e propria festa dello Sport. Infine i vari teatrini dei
Certamente 35 anni di chiusura sono stati lunghi: in pratica quasi due ragazzi delle scuole scortati dall’indimenticabile bidello “Minicello”.
generazioni sono state private della possibilità di vivere questo luogo Ora all’uscita dal Cinema-Teatro ci si sofferma volentieri su questi
tanto caro a noi tutti. Oggi c’è grande soddisfazione per la realizza- ricordi del passato, escono vecchie foto dove con l’aiuto dei più an-
zione della sala, accogliente e luminosa e che invita veramente alla ziani si vanno ad individuare i vari personaggi e l’entusiasmo con
partecipazione; anche le persone meno giovani ora hanno la possibi- cui se ne parla fa capire chiaramente ai nostri figli che noi ci diver-
lità di trascorrere piacevolmente ore in compagnia godendo di buoni tivamo davvero.
spettacoli. Soprattutto ritrovarsi al Cinema Teatro del Sentino per i Ora è necessario un attento ed equilibrato progetto di gestione che
meno giovani significa rievocare con nostalgia, ma anche con grande programmi con saggezza le manifestazioni del nostro Cinema –Teatro.

Via Cavour, 32
Sassoferrato
Tel. 0732.95058

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La Banda Musicale di Sassoferrato:
una istituzione storica
di Raniero Massoli-Novelli

Negli archivi comunali di Sassoferrato si trova la documentazione relativa presso l’archivio storico del nostro Comune. Questi documenti hanno evi-
alla nascita di una Banda sassoferratese fin dal 1841! Nei 138 anni se- denziato come la vita, le mutazioni storiche, l’evoluzione sociale, i pro-
guenti, fino al 1979, la Banda funzionò con alterne vicende, addirittura scio- fondi cambiamenti, le tradizioni, le ricorrenze di Sassoferrato siano stati
gliendosi nel 1979 con la scomparsa del maestro Orlando Pesci. in questi 168 anni di attività cadenzati dalle note della nostra banda!
Poi, dopo soli tre anni, nel 1982 si ricostituì il Gruppo Musicale Stru- Il Gruppo Strumentale quindi ha rappresentato e rappresenta tuttora per
mentale “Città di Sassoferrato”, su iniziativa di “un ristretto gruppo di la comunità sassoferratese un vivo esempio di vita comunitaria, di vo-
musicisti non professionisti, accomunati lontariato ed uno strumento prezioso di cul-
dalla amicizia, dalla passione per le note e tura e socialità. Per questo, memori del
da una grande tenacia, decisi a ravvivare la nostro passato e soprattutto dei valori che
tradizione bandistica a Sassoferrato”, come umilmente cerchiamo di tramandare, con-
recita un recente pieghevole della stessa as- clude con giusta soddisfazione il presidente
sociazione. Pesciarelli, continuiamo a sfilare per le vie
Presidente del gruppo bandistico è l’ing. Ugo del nostro paese ricordando a tutti che nello
Pesciarelli, mentre l’odierno direttore musi- Stato Pontificio, nel Regno d’Italia, nella
cale risulta il maestro Francesco Picchi; sede Prima, Seconda o Terza Repubblica: Noi
della Banda è l’ex convento di S. Bartolo- c’eravamo!
meo, dove esiste anche una Scuola di mu- Le esibizioni si possono suddividere in Con-
sica bandistica, con due maestri, uno per i certi, che avvengono per particolari occa-
“legni” (flauto, sassofono, clarinetto) ed uno sioni come il Natale o la festa della Croce
per gli “ottoni” (tromba, trombone, basso). Il numero dei componenti la Rossa, ed in Sfilate, anche queste in occasione di date particolari sia ci-
Banda oscilla intorno ai quaranta elementi, anche se poi può accadere vili (ad esempio il 25 aprile anniversario della Liberazione, il 2 giugno
che nelle singole esibizioni vi siano degli assenti e suonino una trentina festa della Repubblica, l’8 novembre anniversario della Vittoria) che re-
di appassionati. ligiose (come il Cristo Risorto e la processione di S. Ugo patrono della no-
Come gentilmente ci sottolinea il Presidente Pesciarelli, questa qualifi- stra cittadina). Nel complesso si tratta di una Banda giovane, gli anziani
cata formazione si propone di dif- sono pochi, e questo appare un
fondere un repertorio musicale che segno buono per il futuro: spesso
spazia dalla musica classica alla nei concerti le antiche “arie” sono
canzone d’autore, dalla musica tra- oggi sostituite da musiche mo-
dizionale bandistica alle composi- derne, come le piacevoli ed apprez-
zioni originali per banda, dalle zate colonne sonore di film famosi,
colonne sonore di film e musical come prima accennato. Ma, visto
alla musica pop. La preparazione che la memoria storica di una qual-
tecnica e musicale maturata in que- siasi associazione ce l’hanno i meno
sti anni ha permesso al gruppo di giovani, sentiamo la voce dell’amico
partecipare a numerose manifesta- Edgardo Rossi, falegname del Ca-
zioni tenute nelle Marche, in Um- stello ma anche persona eclettica di
bria, in Toscana e nel Lazio, e nel notevole cultura. Edgardo, nato nel
1988 di esibirsi a Roma alla pre- 1941, probabilmente presenta una
senza di Papa Giovanni Paolo II. Dal imbattibile anzianità nella Banda,
1997 il Gruppo Musicale Strumen- avendo iniziato a suonare il clari-
tale “Città di Sassoferrato” organizza a Sassoferrato nel mese di luglio, netto all’età di 9 anni, quindi possiede oggi, nel 2009, quasi sessanta anni
con il patrocinio del comune e dell’ANBIMA regionale Marche, un Ra- di appassionata partecipazione alle attività bandistiche. Ha suonato prima
duno Bandistico Interregionale grazie al quale ha potuto instaurare rap- il clarinetto poi è diventato “cassista” suonando grancassa e piatti, uno
porti con altre realtà bandistiche per cui è stato invitato a partecipare ad strumento fondamentale nel “suono” di una Banda.
importanti rassegne musicali come nel 2000 in Austria, nel 2003 in Slo- Edgardo è pieno di ricordi, innanzitutto vuole rammentare i non pochi
venia e nel 2005 in Svizzera. La sensibilizzazione dei giovani nei con- scomparsi da lui conosciuti ed apprezzati quando era giovane e li am-
fronti dell’arte musicale di tipo bandistico è uno degli obbiettivi ritenuti mirava, come Emo Galeazzi, apprezzato cassista prima di lui, poi Italo
più importanti dal Gruppo Strumentale stesso, il quale ogni anno pro- Giuliani detto Lillo, specialista di sassofono tenore ma che compose
muove un corso gratuito di orientamento musicale che ha proprio come anche numerose “marcette” dedicate proprio a Sassoferrato. Ed anche
fine quello di introdurre i ragazzi nel mondo della musica ed in partico- Egisto Romiti che nel 1982 ebbe un ruolo importante nell’iniziativa di far
lare nel mondo della banda, spesso ignorato da molti. riprendere l’attività della Banda e della Scuola, dopo la breve parentesi
Nel 2002 in occasione del 20° anniversario della ricostituzione è stata al- negativa, come sopra ricordato. E tanti altri meritevoli scomparsi che
lestita una mostra con documenti ritrovati durante una ricerca condotta purtroppo qui non è possibile ricordare.

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La Chiesa di Santa Maria
del Ponte del Piano
di Tiziana Gubbiotti

Un vecchio adagio recita “fra Borgo e Castello Sassoferrato n’duello?”, trale e l’abside, porterà il numero delle cappelle da 12 a 14 e farà co-
alludendo scherzosamente all’impianto urbano del paese, che si struire la grande facciata barocca, in cotto e travertino, su cui ancora
estende su una collina occupando livelli diversi. Il Castello, con la sua oggi è inciso In honorem B. Virg. Mariae Victorius Merullius Abb(as)
Rocca medievale, domina il paesaggio dall’alto, mentre il Borgo è in Anno Salutis MDCXVIII D(icavit): “Vittorio Merolli Abate dedicò (que-
posizione per lo più pianeggiante, ed è attraversato da tre fiumi, il Sen- sta facciata) in onore della Beata Vergine Maria, nell’anno del Signore
tino, il Sanguerone e il Marena, che si uniscono a formare una bellis- 1618”. Vittorio Merolli fu archiatra pontificio durante il pontificato di
sima cascata di forma semicircolare. Il vecchio adagio farebbe pensare Paolo V, che lo onorò di una sua visita a Sassoferrato: per ricordare
che Sassoferrato sia formato da due rioni, il Borgo e il Castello, ma in l’evento, Merolli fece apporre sulla facciata della Chiesa lo stemma
realtà il Borgo è diviso a sua volta dal fiume in due parti, collegate fra in pietra del Papa con l’iscrizione Paulus V P.O.M.. Nel corso dei secoli
loro grazie alla presenza di alcuni ponti: una di queste due zone è detta la Chiesa ha subito numerose traversie, in parte dovute alle conse-
Santa Maria, dal nome della bella Chiesa che costituisce il punto fo- guenze dei devastanti terremoti che scossero varie parti d’Italia nel
cale del rione omonimo e della piazza S. Ugo, appunto la Chiesa di XVII secolo, in parte imposte dal regime napoleonico che espulse tutti
Santa Maria del Ponte del Piano. Non si conosce esattamente la data i religiosi da Sassoferrato, per cui gli Agostiniani dovettero abbando-
di costruzione della Chiesa, con certezza si sa soltanto che inizialmente nare Chiesa e Convento nel 1810, sostituiti una decina di anni dopo
aveva le dimensioni di una grande cappella, oggi diventata l’abside, ri- dai monaci Silvestrini che però, a causa di un altro decreto, stavolta del
servata alle celebrazioni religiose dei frati Agostiniani, di cui nel 1389 re Vittorio Emanuele II, furono costretti anch’essi a lasciare il paese: il
venne ultimato il Convento, che in quell’epoca si trovava fuori della Monastero fu incamerato dal demanio e in seguito venduto all’asta a
cerchia urbana. Non esistevano ancora la sacrestia, né il campanile, privati, nonostante la scomunica papale che colpiva gli acquirenti di
che verranno aggiunti nel corso degli anni successivi e fino al XVII se- beni degli ordini religiosi soppressi. A Sassoferrato rimase soltanto un
colo, insieme ad altri corpi di fabbrica. Quello che concorse ad am- monaco, Padre Bernardo Corsini, che per vivere e per continuare a svol-
pliare in modo consistente la Chiesa di Santa Maria fu la consuetudine gere il suo ufficio si costruì, con l’aiuto finanziario della sorella, una
delle famiglie nobili di Sassoferrato di farsi costruire al suo interno casa di fronte all’ingresso laterale della Chiesa, e per molti decenni
cappelle funerarie per seppellire i propri defunti, cappelle di cui le fa- questa rimase l’abitazione del parroco di Santa Maria. Dal punto di
miglie conserveranno lo ius patronatum per molto tempo. Soltanto nei vista architettonico la Chiesa presenta una sola navata, fiancheggiata
primi anni del XVII secolo fu terminata la costruzione, grazie all’opera ai lati da cappelle: delle quattordici volute dal Merolli oggi ne riman-
benefattrice di Monsignor Vittorio Merolli, che innalzerà la parte cen- gono soltanto undici, di cui cinque sul lato destro e sei sul lato sinistro.

A sinistra la pianta della Chiesa


nel 1700; a destra pianta della
Chiesa nel 1982, anno di pub-
blicazione del volume La
Chiesa di Santa Maria del
Ponte del Piano e i Monasteri
Silvestrini di Sassoferrato, di P.
Giuseppe Menghini, da cui
sono tratti i disegni.

23
Infatti l’antica cappella del SS. Crocifisso presso l’altare maggiore, la materiali. Nella ex cappella di S. Nicola da Tolentino sono presenti due
settima del lato sinistro, così chiamata per la presenza di un Crocifisso opere di Giovan Francesco Guerrieri da Fossombrone, dipinte nel 1614
ligneo del Quattrocento, fu sconsacrata e il suo nome fu assegnato quando l’artista aveva 26 anni, come egli stesso ha lasciato scritto su
alla quinta (oggi diventata quarta) cappella sulla destra; la settima cap- una delle tele (Franc. Guerrierus Forosempronensis Aetatis suae Anno
pella sul lato destro fu sacrificata per fare posto all’ingresso laterale R. XXVI faciebat), che rappresentano due miracoli di S. Nicola, rispet-
della Chiesa, che si apre su un piccolo giardino di forma irregolare, e tivamente “Il miracolo delle rose” e “Il miracolo della canna”; dello
così pure la prima cappella del lato destro, detta dello Spirito Santo, stesso autore è anche la “Madonna della cintura”, in cui oltre alla Ma-
anch’essa sostituita da un ingresso laterale. Nel corso del tempo le donna sono raffigurati S. Agostino, sua madre S. Monica ed altre fi-
cappelle si sono arricchite di pregevolissime opere d’arte di vari stili e gure, come il committente Nicolò Volponi e i suoi familiari.

Giovan Francesco Guerrieri: Il miracolo della rosa. Il miracolo della canna. Madonna della cintura (da sinistra a destra).

Pregevolissimo è anche un dipinto a olio su tavola, eseguito da Ercole pella di S. Ugo, patrono di Sassoferrato, la cui festa si celebra il 26 lu-
Ramazzani e raffigurante la presentazione di Gesù al Tempio, eseguito glio, con grande partecipazione di fedeli: qui è custodito il grande sar-
nel XVI secolo, come anche il “Martirio di cofago di marmo, risalente al 1698, che
S. Caterinad’Alessandria” dello stesso au- custodisce le spoglie del Santo. Le pareti
tore; al medesimo periodo appartiene una della cappella ospitano due quadri di
pala d’altare di scuola marchigiana che grandi dimensioni con episodi della vita e
rappresenta la Madonna del Soccorso, un dei miracoli di S. Ugo, il miracolo dell’ac-
dipinto molto suggestivo in cui la Ma- qua e la restituzione della vista ad un
donna impugna un bastone per scacciare cieco. Nel 1981 sono state poste nella
un diavolo nero che tenta di afferrare un cappella undici formelle a bassorilievo in
bambino, il quale si aggrappa alla Ma- legno argentato e dorato, dell’artista sas-
donna ai cui piedi è inginocchiata una gio- soferratese Ugo Gubbiotti, che raffigurano
vane donna bionda, forse la madre del avvenimenti legati alla vita e ai miracoli
bimbo. La cappella della Madonna della del Santo, fra cui quello della figlia del-
Bella è affrescata con l’immagine della l’autore che da bambina si salvò da un in-
Vergine Maria che tiene in braccio Gesù, cidente automobilistico per intercessione
opera quattrocentesca del pittore Antonio di S. Ugo. La Chiesa di Santa Maria è
Cimino; di poco posteriore (1518) è una molto cara ai cittadini di Sassoferrato,
stupenda pala d’altare di Pietro Paolo non solo per le memorie e le opere d’arte
Agabiti che rappresenta la “Madonna in che custodisce, ma anche perchè è la
trono col Bambino”, la cui sontuosa cor- “casa” del Santo protettore, il cui culto e
nice sembra sia stata realizzata dagli arti- la cui devozione non sono mai venute
giani Pietrofrancesco e Pietro del Borgo: meno nel corso di tanti secoli. Ora è
sotto la pala si trovano alcuni quadri di chiusa per lavori di consolidamento e re-
piccole dimensioni, attribuiti allo stesso stauro, ma tutti sperano che quanto prima
Agabiti. La balaustra in legno della cappella, di elaborata fattura, risale sia riaperta alle funzioni e che il giorno della festa patronale la sta-
al 1934 ed è opera dei fratelli Gubbiotti, la cui bottega all’epoca si tro- tua del Santo possa di nuovo avviarsi per la tradizionale processione
vava proprio di fronte alla Chiesa. Di particolare interesse è la cap- per le vie del paese.

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Il crocifisso di San Francesco a Sassoferrato
di Franco Pagliarini
Dal 14 marzo al 15 giugno 2008 si è svolta, figura) che presenta i segni dell’incisione a Bibliografia:
presso la Galleria Nazionale di Arte Antica di mano libera e che appare realizzato con un - Catalogo della mostra “Giovanni Baronzio e la
Roma in Palazzo Barberini, una interessante legno diverso, come nella tradizione duecen- pittura a Rimini nel Trecento”, Silvana edit.le,
Milano, 2008, a cura di Daniele Ferrara;
mostra su “Giovanni Baronzio e la pittura a Ri- tesca; il volto che rileva la tendenza dell’arti-
- Zampetti P., “Pittura nelle Marche….” Vol. I,
mini nel Trecento” sta a “geometrizzare” i tratti somatici, senza Nardini editore, Firenze 1991;
La mostra ha preso spunto dalla riunificazione tuttavia attenuare il “pathos della figura”; “Giotto e il Trecento – Le opere” Edizione Skira,
temporanea del Dossale Corvisieri, con le Sto- la testa che è realizzata per larghi piani; 2009
rie della Passione di Giovanni Baronzio; in par- gli occhi lunghi e sottili che appaiono ancora
ticolare sono stati esposti insieme il pannello aperti; la bocca aperta e la raffigurazione
di destra, appartenente alla Galleria Barbe- della barba, entrambi elementi, questi, pre-
rini, e, quello di sinistra, di proprietà della senti anche nella versione di Sassoferrato,
Cassa di Risparmio di Rimini. che sarebbero da collegare ad una “ricerca
Si è trattato di un’operazione tendente a por- espressiva” di Giotto posta in atto nella Croce
tare un contributo alla complessa storia della di S. Maria Novella in Firenze;
pittura riminese del Trecento, attraverso la datazione della tavola (intorno al 1320)
l’esposizione di una sola opera di straordina- come quella della Croce di Sassoferrato.
rio valore, contornata da poche altre (circa In merito a quest’ultima ci sono molte incer-
quindici), tutte, comunque, di alto significato tezze sull’attribuzione dell’autore; nel Conve-
e di pregevole fattura. gno di Mercatello (PU) del 1987, l’argomento
Il Dossale (o Dittico) proviene dai Francescani fu molto dibattuto.
di Verucchio e per la storia delle arti è note- Nel catalogo della mostra allestita in quella
vole il ruolo svolto dal grande Ordine dei Frati occasione (“La pittura tra Romagna e Mar-
Minori nella chiamata di Giotto a Rimini dopo che”, mostra fotografica a cura della Regione
la sua presenza ad Assisi e nello sviluppo Marche - 1987) la relativa scheda reca l’at-
della scuola giottesca riminese. tribuzione al “Maestro di Sassoferrato”,
Il Dossale rappresenta una pietra miliare per segno evidente di una esistente incertezza.
la storia della “più alta esperienza figurativa” Ma nel corso del Convegno, gli intervenuti
che sia mai apparsa nel territorio riminese. hanno manifestato due tendenze confer-
Le opere esposte nella mostra appartengono: mando ancora una volta che l’argomento che
fig. 1. Crocifisso della Chiesa di San Francesco in
a Neri da Rimini (notizie dal 1280 a dopo il divide maggiormente oggi “gli addetti ai la-
Sassoferrato
1338); a Giovanni da Rimini (notizie dal 1292 vori” è proprio la paternità delle opere rimi-
al 1309/1315); a Pietro da Rimini (notizie dal nesi nelle Marche ed in particolare quella di
1324 al 1338); al Maestro di Verucchio (Fran- Sassoferrato.
cesco da Rimini?), attivo nella prima metà del Per il Boskovits, ad esempio, il crocefisso ap-
XIV secolo; a Giuliano da Rimini (notizie dal partiene a Giovanni da Rimini, mentre la Tom-
1307 al 1323); al Maestro dell’Incoronazione bini Stracchi lo ritiene di Giuliano.
di Urbino, attivo nella prima metà del XIV se- Tale incerta attribuzione tra i due fratelli rimi-
colo; ed ovviamente a Giovanni Baronzio (no- nesi viene confermata anche dai curatori della
tizie dal 1343 al 1345). bella mostra “Giotto e il Trecento”, tenutasi a
Una delle opere esposte – e precisamente la Roma da marzo a fine giugno di quest’anno
Testa di Cristo (tempera su tavola di Giuliano (Catalogo Skira 2009).
da Rimini - fig. 2) fa parte di una Croce di Allo stato, una paternità precisa si impone per
medie dimensioni e manifesta molte analogie la Croce di San Francesco; sembra da esclu-
con un’altra Croce, quella della chiesa di San dere quella attribuita al “Maestro di Sasso-
Francesco in Sassoferrato - fig. 1 . ferrato” e la generica affermazione “pittore
Studi condotti da noti esperti (uno per tutti riminese del Trecento” dovrebbe essere final-
Andrea De Marchi) hanno esaminato a fondo mente risolta.
i diversi particolari della tavola ponendo in A quando una sicura paternità?
evidenza: il fondo oro del nimbo (sinonimo di Sembra giunto il momento di affidare l’esame
aureola, che però indica più propriamente il ad uno studioso perché possa risolvere l’in-
cerchio luminoso che circonda la testa della terrogativo una volta per sempre.
fig. 2. Testa di Cristo di Giuliano da Rimini

25
Padre Angelo da Sassoferrato,
un apostolo in Brasile
di Umberto Comodi Ballanti

Con l’Atto di Battesimo1 registrato nella grafia, datata 1915, non risulta che sia mai vere le relative offerte “a beneficio della
Chiesa di San Lorenzo Martire in Coldellanoce stata pubblicata. madre bisognosa”.
ha inizio la straordinaria vicenda umana e pa- Sia la “Itambacuri e sua Historia”, sia la “Si- Non abbiamo notizie sulla sua fanciullezza;
storale del grande apostolo padre Angelo da nossi” riportano in molti punti gli stessi avve- possiamo solo supporre che nella sua prima
Sassoferrato, personaggio ingiustamente e nimenti, quasi con le stesse parole, tanto da educazione esercitò un ruolo importante il
inspiegabilmente dimenticato, a conferma del dare l’impressione che entrambe facciano ri- parroco don Giuseppe Bartoletti5, dal quale il
detto che nessuno è profeta in patria. ferimento ad una stessa fonte; tuttavia, men- giovane Alfonso avrà certamente attinto -
Tutto quanto si ricordava finora nel suo paese tre Serafim Ângelo da Silva Pereira dichiara oltre ad una solida educazione, alla incrolla-
natale su di lui erano le poche righe che Al- espressamente nella sua introduzione di es- bile fede in Dio e all’amore verso il prossimo
berico Pagnani gli dedica nel suo bel volu- sersi ispirato alla lettura del “prezioso libro - quel carattere energico e la determinazione
metto “Storia del Castello di Coldellanoce”.2 ”Nas Selvas dos Vales do Mucuri e do Rio che il futuro missionario manifesterà in se-
Alcune pubblicazioni (Itambacuri e sua Histó- Doce, la “Sinossi” reca un curioso “avverti- guito nella sua eroica opera di evangelizza-
ria di Serafim Ângelo da Silva Pereira) e foto- mento”: “Scrivendo questa storia in forma zione degli Indios della foresta brasiliana.
grafie gentilmente inviatemi dal responsabile semplice, abbiamo dato l’impressione che E’ impossibile condensare in poche righe la
del Dipartimento per la Cultura di Itambacuri, fosse stesa da un terzo, almeno in alcuni vita di padre Angelo, tanto essa è stata in-
Sanders James dos Santos, aggiungono punti, ma in realtà fu scritta da me, p. Angelo, tensa e ricca di avvenimenti, anche dramma-
molto, almeno per ciò che mi riguarda, alla co- o da me dettata”. tici. Si può cercare comunque di sottolinearne
noscenza della figura di padre Angelo. Di tali La monografia “Sinossi” è completata da una almeno alcuni episodi fondamentali.6
notizie sono debitore al signor Milton Morbi- ricchissima serie di note a piè di pagina di Il momento determinante nella vita di padre
delli3, al quale sarò sempre grato per il cor- altro autore, contenenti interessanti chiari- Angelo è certamente l’incontro con padre Se-
tese e prezioso interessamento. menti e notizie storiche sui personaggi richia- rafino da Gorizia avvenuto, quasi per un dise-
Per una felice coincidenza, dall’archivio par- mati nella narrazione. Ma ritorniamo a padre gno divino, nel 1872 presso il Collegio per le
rocchiale di Coldellanoce è emerso ora, ina- Angelo. Missioni “San Fedele” a Roma.
spettatamente, un volumetto dattiloscritto Sappiamo con certezza che egli è nato in una Padre Serafino, di 17 anni più anziano di
pervenuto evidentemente in possesso del famiglia povera, unico figlio di Lorenzo Censi padre Angelo, apparteneva ad una famiglia
compianto parroco don Filippo Menghini.4 Il e Ubaldina Garofoli. Una lettera indirizzata nel nobile, suddita dell’Impero Austro-Ungarico;
frontespizio della monografia recita: 1883 da padre Angelo al Commissario gover- aveva egli stesso coltivato rapporti di amicizia
“Sinossi della Missione Cattolica degli indi- nativo, della quale dà notizia la “Sinossi”, con l’Imperatore Francesco II ed era destinato
geni del Mucuri a nord dello Stato di Minas apre uno spiraglio commovente a questo pro- quindi ad una brillante carriera, alla quale ri-
Gerais (Brasile del sud) – Questa Missione fu posito: lontano dalla sua patria e dalla sua fa- nunziò a vent’anni per essere ordinato sacer-
fondata nel 1873 dai reverendissimi Cappuc- miglia già da dieci anni, padre Angelo sa che dote e per vestire in seguito l’abito
cini Serafino da Gorizia e Angelo da Coldel- non rivedrà più la sua vecchia madre, ormai cappuccino. Viene descritto come una per-
lanoce di Sassoferrato nel cuore della foresta, vedova, e nella sua lettera chiede al Commis- sona di grande cultura (tra l’altro, con una
a 35 km di distanza verso sud dalla città di sario governativo di poter celebrare Sante specializzazione in ingegneria che si rivelerà
Teofilo Ottoni (antica Filadelfia)”. Tale mono- Messe di suffragio, con la preghiera di devol- poi molto utile)7, di alta statura e di grande fa-

26
scino; fascino, che sarà in seguito di grande
aiuto ai due missionari, permettendo loro di
uscire da molte situazioni difficili nei loro rap-
porti con gli indios.
Da questo momento padre Serafino e padre
Angelo decidono di unire i propri destini e
dopo aver ricevuto la benedizione apostolica
del Santo Padre Pio IX si imbarcano a Genova
sulla nave Poitou in partenza per Rio de Ja-
neiro.
Dopo una breve permanenza a Rio de Janeiro
per l’apprendimento dei primi rudimenti della
lingua, ottenute le necessarie direttive da
parte delle autorità e le istruzioni dei supe-
riori, i due missionari partono quasi subito per
Ouro Preto, capitale di Minas, e da qui rag-
giungono dopo venti giorni di viaggio a cavallo
Filadelfia8, dove viene loro affidato l’incarico
di cercare un luogo adatto per fondare una
missione nelle selve delle valli tra i fiumi Mu-
curi e San Matteo.

Il loro viaggio da Filadelfia viene descritto


nella “Sinossi” a tinte fosche, come si può fa- sato dall’incontro di padre Serafino e padre … Altre città nasceranno secondo un piano
Angelo a Roma e questo giorno segna il passo prestabilito… Niente di tuttociò è stato de-
senza ritorno nella loro vita, il loro “passaggio terminante per la nascita della nostra città:
del Rubicone”. Itambacuri è nata e cresciuta all’ombra di un
Appena il tempo di costruire una qualche par- ideale”. ….
venza di abitazione sulle rive di un fiumicello E più avanti: “Così furono tratte alla civiltà le
e appare all’improvviso un primo gruppo mi- tribù nomadi e ostili della nostra regione e
naccioso di indios con il loro capo. Soggio- non fu resa vana l’opera del grande statista
gati dall’aspetto austero e dal coraggio dei Teofilo Otoni; così fu creata una città: opera di
due frati inermi, i selvaggi rinunciano alle loro due eroi del Cristianesimo, di due santi, di
intenzioni bellicose; la notizia della loro pre- due apostoli del Bene, di due umili sacerdoti
senza si sparge subito tra le varie tribù. I primi che abbandonata la ricchezza e la civiltà della
approcci sono burrascosi: la vita dei due mis- vecchia Europa hanno attraversato l’Atlantico
sionari sembra appesa a un filo, ma presto co- per il Brasile, per fondare una nuova patria e
minciano ad affluire i primi indigeni che porre le fondamenta di una nuova civiltà tra
chiedono ospitalità nella missione. selvaggi ostili; due stranieri che possono es-
Non sono trascorsi due mesi dal loro arrivo e sere annoverati tra i grandi patrioti del nostro
cilmente immaginare: esso si svolge su sen- i due missionari celebrano la prima messa su paese”.10
tieri appena tracciati nella foresta, esposti a un altare improvvisato consacrato alla Nostra Sarebbe troppo lungo riferire gli enormi sa-
rischi di ogni genere per la presenza di ani- Signora degli Angeli. A questa data, il 13 crifici e l’eroico lavoro dei due missionari, de-
mali feroci, tigri (!), serpenti velenosi; e so- aprile 1873, si fa risalire la nascita della fu- scritti nella “Historia” e nella “Sinossi”, nel
prattutto, esposto agli attacchi delle tante tura città di Itambacuri.9 Il nucleo abitato cre- processo iniziale di rapida trasformazione del
tribù indios, una più terribile dell’altra, con sce sempre più, con i primi segni della civiltà: villaggio in una città. Il 29 giugno 1877, giorno
l’incubo di una pioggia di frecce ad ogni mo- l’apertura della scuola per gli indios, l’orga- di San Pietro e Paolo, avviene la posa della
mento. nizzazione della vita sociale, la coltivazione prima pietra della futura chiesa madre dedi-
Finalmente, la meta sognata da padre Sera- del terreno, favorita dalla fertilità del suolo e cata a Nostra Signora degli Angeli: il villag-
fino e padre Angelo fin dal momento del loro dal clima mite, l’allevamento del bestiame. gio contava già circa 500 indios e alcune
incontro a Roma (il loro “El Dorado”, la “Terra Ecco il commento dello storico: “Non esistono dozzine di case.
promessa”) è raggiunta: dalla cima di una al- nuclei abitati diventati città per caso: a volte Tra i tanti fatti riportati sia nella “Historia”
tura (la “Schiena del cane”), si stende ai loro le città sorgono grazie alla loro posizione stra- che nella “Sinossi”, citiamo quello, dramma-
occhi una grande pianura e padre Serafino tegica, alla presenza di miniere di pietre o tico, dell’agguato teso loro per vendetta da
pronuncia le parole fatidiche: “Da qui non ci metalli preziosi, oppure all’incrocio di vie di alcuni indios, dal quale padre Angelo e padre
muoveremo più!”. comunicazione o lungo il percorso di carovane Serafino scamparono per miracolo, ma grave-
E’ il 19 febbraio 1873, un anno appena è pas- o in luoghi adatti all’attraversamento di fiumi mente feriti: la prima notizia arrivata subito a

27
Rio de Janeiro e da lì trasmessa a Roma parlava della loro morte, tanto
che vennero celebrate messe in loro suffragio e da Roma arrivarono let-
tere di cordoglio….
Un altro evento descritto in toni epici nella “Historia” vede padre An-
gelo guidare la popolazione tutta nella erezione di una enorme Croce
sulla vetta della montagna.
Nel 1904 Itambacuri entra a far parte del distretto di Teofilo Otoni, nel Riportiamo alcuni brani del discorso pronunciato in quella occasione:
frattempo erano già state aperte due scuole ginnasiali, una maschile
e una femminile, per le quali nel 1907 arrivarono dall’Italia quattro frati “In questa data così importante, in cui la nostra città
francescani in qualità di insegnanti. Nel 1924 Itambacuri viene elevata commemora il suo 1˚ Centenario, non possiamo omettere
a comune, per acquisire poi essa stessa, nel 1948, lo status di distretto. di rendere omaggio ai nostri benemeriti Padri Cappuccini.
La popolazione di Itambacuri ammonta oggi a circa 24.000 abitanti, su A padre Angelo da Sassoferrato e a padre Serafim da
una superficie di 1.419 km2. Gorizia esprimiamo il nostro affetto e il nostro grazie,
Dopo la scomparsa di padre Serafino nel 1916, padre Angelo assume come doveroso omaggio in questa grandiosa ricorrenza
che diventa sempre più importante e indimenticabile col
passare del tempo.
Indelebili ricordi penetrano i nostri cuori, come un balsamo
vivificante che accompagna i nostri passi. Esaltare le loro
nobili qualità è superfluo; tutti sanno, infatti con quanta
energia essi lottarono e tutti conoscono gli ostacoli che essi
dovettero affrontare per fondare la nostra città…
Che cosa trovarono qui?
Immense foreste abitate dagli indios Botocudos.
Nessuno ad accoglierli, trattandosi di popolazioni selvagge.
e primitive. Fu così che essi intrapresero la loro epica lotta…
con l’arma più sublime e più potente, l’amore…
su di sé la doppia responsabilità connessa con le sue funzioni di pa- Frate Angelo da Sassoferrato e Frate Serafim da Gorizia vivono nei
store e amministratore, fino alla sua morte avvenuta il 2 giugno 1928. nostri cuori, così come in passato e come sempre sarà in futuro.” 11
I loro corpi riposano uno accanto all’altro nella Chiesa Madre di Nostra
Signora degli Angeli. A conclusione di queste brevi notizie mi sembra di dover fare una con-
Itambacuri è oggi una fiorente città immersa in un paesaggio siderazione; considerazione che viene suggerita da alcuni spunti,
splendido. anche polemici, che si avvertono qua e là nella “Sinossi”, soprattutto
Essa ha celebrato nel 1973 il 1˚ centenario della sua fondazione. Mo- nelle note a piè di pagina, e che introducono una nota amara nel qua-
mento centrale della ricorrenza è stata naturalmente la solenne ceri- dro lasciatoci dagli storici e descritto finora, che qualcuno forse giu-
monia di inaugurazione del monumento in onore dei due grandi dicherà apologetico.
fondatori. Quanta tristezza avranno provato i due missionari nel profondo del loro
animo nell’assistere ai frequenti epi-
sodi di repressione spietata nei con-
fronti degli indigeni? Quante volte si
saranno chiesti con sgomento se la
loro nobile opera evangelizzatrice non
potesse in qualche modo essere con-
siderata uno strumento della politica
di conquista perseguita dal Paese?
Questo dissidio affiora a volte nei
commenti ed allo storico non resta che
esprimere rimpianto e meditare sulla
umana debolezza. Certamente, al ter-
mine della loro vita padre Angelo e
padre Serafino, presentandosi davanti
all’Altissimo, hanno potuto affermare
a buon diritto con l’Apostolo: “Ho com-
battuto il buon combattimento, ho ter-
minato la corsa, ho conservato la
fede” ed hanno trovato ad attenderli
in cielo la corona che il Signore tiene
in serbo ai costruttori di pace.

28
Note noce dal 1826 al 1869, ha lasciato una traccia
1
Nell’anno del Signore 1846, addì 12 Aprile, io, molto importante nel paese. Proprio in quegli
Giuseppe Bartoletti, parroco di questa Chiesa anni, egli si accingeva agli imponenti lavori di
Parrocchiale ho battezzato il bambino nato ieri riparazione e sopraelevazione della Chiesa di
da Lorenzo Censi e da Ubaldina Garofoli, co- San Lorenzo Martire danneggiata dal terre-
niugi di questo castello, al quale ho imposto moto; lavori che termineranno nel 1853 e che
i nomi di Alfonso – Maria – Pasquale. Ma- conferiranno alla chiesa stessa la sua strut-
drina era Maddalena figlia di Francesco Vita- tura attuale.
6
letti di Regedano Nella esposizione seguente riassumo le notizie
2
Il libro è disponibile presso l’Ufficio Parroc- riportate sia nella “Sinossi”, sia in “Itamba-
chiale di Coldellanoce curi e sua Historia” ricevuta dal sig. S. J. dos
3
Santos
Come riferito in altre parte del nostro giornale, 7
il signor Morbidelli (Brasile, città di Extrema) Diresse i lavori per la costruzione della prima
ha ricevuto lo scorso anno il Premio Monte strada carrozzabile per il di collegamento di
Strega 2008 alla memoria di Domenico Mor- Itambacuri con Teofilo Otoni
8
bidelli Città sorta trent’anni prima ad opera di Teo-
4 filo Benedetto Otoni, dal quale essa prenderà
Don Filippo è stato parroco di Coldellanoce dal
in seguito il nome
1946 fino alla sua morte nel 1998. Si devono a
9
lui e agli enormi sforzi esercitati nel corso di Il nome deriva da due parole del linguaggio in-
tutta la sua lunghissima attività pastorale a digeno: “ita” (pietra) e “bacuri” (frutto di una
Coldellanoce il buon stato di conservazione e palma molto diffusa nel luogo)
10
lo stupendo aspetto interno della Chiesa. “Itambacuri e sua História”, già citata
5 11
Don Giuseppe Bartoletti, parroco di Coldella- Dalla Rivista “ITAMBACURI ANO 100”

29
Cabernardi:
i luoghi della memoria
di Raniero Massoli-Novelli

Nel lontano 1993 venne pubblicato su un importante periodico nazionale (“AMBIENTE”, n°


44, settembre 1993, Roma) un articolo del prof. Raniero Massoli Novelli sulla storia e
sulla geologia della miniera di Cabernardi, ma anche sulla positiva iniziativa di Giuseppe
Paroli e don Dario Marcucci di creare un museo, come base per un futuro “parco minera-
rio”, come poi è avvenuto. Riteniamo utile, anche come documento di quel fecondo pe-
riodo propositivo, pubblicarne qui una ampia sintesi. Tra l’altro il prof. Raniero ha insegnato
Giacimenti Minerari all’Università di Cagliari per molti anni, con numerose ricerche sugli
aspetti geo-ambientali delle miniere sarde ed è considerato un esperto del settore.
(Stefano Trojani).

Tra le verdi e ridenti colline dell’entroterra piedi unisce le Marche con la Romagna. i “calcheroni”, ed incendiato; il fuso che co-
marchigiano si trovano le case in tipici mat- L’estrazione dello zolfo a Cabernardi risultava lava veniva incanalato in stampi dove si for-
toni rossi di Cabernardi, frazione di Sassofer- ad alto rischio per numerosi motivi geologici: mavano i “pani” di zolfo pronti per la
rato in provincia di Ancona. Vicino alla piccola la profondità del minerale da estrarre; la frat- commercializzazione. In tutta la zona l’aria era
chiesa un cartello giallo su un portone chiuso turazione degli strati mineralizzati e la loro po- sempre fetida ed il paesaggio brullo e lunare
dice: “Museo della miniera” ed è una prima sizione verticale e quindi instabile, con perché nessun vegetale poteva crescere: le
traccia verso quel poco che rimane della mi- frequenti crolli entro le gallerie di lavoro; la malattie polmonari erano endemiche tra la
niera di zolfo di Cabernardi, fino al 1952 una presenza di gas con rischio di esplosioni. popolazione. Preoccuparsi dell’impatto am-
delle più importanti in Italia. Come oggi ricorda una lapide all’entrata del bientale delle attività industriali è una impor-
Negli anni venti e trenta si producevano fino museo, si ebbero in cinquanta anni di attività tante conquista sociale di oggi, una vera
a 100.000 tonnellate/anno di zolfo grezzo, con ben 130 morti per incidenti sul lavoro, un al- evoluzione culturale: cinquanta anni fa nes-
circa 2000 addetti. Lo zolfo veniva estratto a tissimo numero di vittime, un numero molto suno ne parlava e si moriva senza troppi pro-
notevole profondità, anche seicento metri superiore a quello che nello stesso periodo si blemi in questa ed in altre miniere.
dalla bocca dei pozzi, da strati marnosi del ebbe in Sardegna in ben quaranta miniere al- Poi venne il dramma: quando gli americani in-
Miocene superiore, entro una particolare for- lora attive. ventarono un nuovo, molto economico si-
mazione geologica chiamata “gessoso-solfi- Il minerale estratto, misto ad impurezze di ar- stema di estrazione dello zolfo (il metodo
fera”, che sotto i nostri monti e sotto i nostri gilla, veniva accumulato in grandissimi forni, “Frash”, con acqua caldissima iniettata a
pressione in profondità che scioglieva il mi-
nerale entro gli strati rocciosi e poi lo ripor-
tava in superficie, senza gli alti costi dei pozzi
e del lavoro di centinaia di operai) il prezzo
del minerale calò vistosamente. Le miniere
italiane di zolfo dovettero chiudere, una dopo
l’altra, dalla Sicilia alla Romagna: quando la
Montecatini decise la chiusura della miniera
di Cabernardi nell’estate del 1952 vi fu una
drammatica occupazione dei pozzi per 40 lun-
ghi giorni, con 150 minatori alla profondità di
500 metri. L’occupazione fu coraggiosa, anzi
eroica, poiché a quei tempi le società mine-
rarie non andavano per il sottile: ai minatori in
fondo ai pozzi, per obbligarli a desistere, tol-
sero addirittura la corrente elettrica ed il ri-
cambio dell’aria. Quando gli occupanti
dovettero uscire dai pozzi, esausti ed intossi-
cati, a riabbracciare le loro donne, dovettero
accettare la situazione, per alcuni ci du il rias-
Cabernardi oggi

30
sitato da migliaia di persone che ora finalmente hanno l’occasione per
“ricordare”.
Paroli e don Dario hanno anche pubblicato un prezioso volume “Ca-
bernardi: la miniera di zolfo”, con molte foto di quei tempi, soprattutto
dei giorni dell’occupazione dei pozzi, quando tutta la stampa nazionale
venne ad occuparsi, purtroppo inutilmente, di una delle prime e più
drammatiche lotte sindacali del dopoguerra.
Un piccolo Museo ed un libro non sono molto per cinquanta anni di in-
tense vicissitudini, eppure dimostrano ancora una volta come l’inizia-
tiva semplice, entusiasta ed onesta di poche persone possa poi riuscire
a realizzare iniziative maggiori. Di musei e parchi minerari oggi in Ita-
lia si fa un gran parlare ma di iniziative concrete nelle tante miniere ita-
liane abbandonate, se ne vedono ben poche.
Cabernardi ieri Anche a Cabernardi occorre fare qualcosa di più: la splendida torre del
sorbimento in altre società del gruppo, per altri la miniera lentamente pozzo Donegani sta andando in rovina, non diversamente dai forni Gill e
chiuse ed iniziò l’emigrazione per cercare lavoro in altre regioni. dal capannone prima citato. Un “parco minerario”, capace non solo di
Per non dimenticare ed anzi per mantenere la “memoria” di questo mantenere la memoria storica ma anche di promuovere un turismo spe-
passato si sono mosse due persone sensibili ed entusiaste, Giuseppe cifico, di far conoscere l’interessante geologia e la mineralogia della zona,
Paroli, già dipendente della miniera, e don Carlo Marcucci, parroco di di far toccare e capire le vecchie strutture minerarie, risulta senza dubbio
Cabernardi e figlio di minatori. I due hanno avuto l’iniziativa di racco- l’iniziativa più auspicabile per una gloriosa miniera oggi abbandonata,
gliere un gran numero do documenti, di foto dell’epoca, di oggetti d’uso sulla scia di consimili esperienze in Austria ed altri paesi europei.
dei minatori, di bei minerali, mettendoli in bell’ordine in un locale e Le due foto di questo articolo sono state gentilmente concesse dal-
creando così un piccolo ma significativo Museo della miniera, già vi- l’Associazione Culturale “La Miniera”.

“Il chioppo”
nella Miniera di Cabernardi
di Luigi Percivalli
Il “chioppo” è un fenomeno pericolosissimo che talora si verificava du- frantumato dalle mine. Poteva anche avvenire durante lo sparo in can-
rante l’attività nella Miniera di Cabernardi. Era dovuto all’assesta- tieri vicini e più raramente quando il cantiere e la zona che lo com-
mento dei terreni incassanti, disturbati dagli scavi che man mano si prende si trovavano in fase di calma.
eseguivano nella massa del minerale solfifero: tali terreni, premendo Onde evitare il pericolo di “chioppi” o quanto meno limitarne gli ef-
sullo zolfo lo portavano al limite della sua resistenza, provocandone fetti, il responsabile delle operazioni di scavo, in base alla sua espe-
la rottura. Data la natura del minerale tale rottura si manifestava con rienza, ricorreva a particolari iniziative, come:
un esplosione violenta, accompagnata da proiezioni di materiale, con eseguire il tracciamento o il gradino con sezione ridotta, in modo da di-
notevole pericolo per i minatori che lavoravano nel cantiere. sturbare il meno possibile la roccia ed il minerale;
Il pericolo era tanto maggiore in quanto il “chioppo” si manifestava eseguire un solo sparo di mine per turno, per diminuire le vibrazioni;
senza alcun preavviso: solitamente avveniva durante i lavori di trac- sparare le mine della volata una alla volta e successivamente, can-
ciamento e di coltivazione della prima “fetta” e cioè quando il cantiere tiere per cantiere, con il medesimo fine;
si trovava ad avere la roccia incassante da un lato, lo zolfo in corona riempire per quanto possibile lo scavo con la ripiena, ossia con il ma-
(in alto) e dall’altro lato, zolfo e ripiena al piede. In queste condizioni teriale di scarto delle lavorazioni;
la pressione della roccia incassante si scarica sullo zolfo il quale non portare il gradino il più verticale possibile in modo da avere una minor
potendo cedere è costretto, se la pressione supera un certo valore, a sezione scoperta. Il “chioppo” poteva manifestarsi anche dal basso
rompersi. all’alto, sebbene più di rado; ciò è avvenuto talvolta nei tracciamenti
Il pericoloso fenomeno del “chioppo” si manifestava di preferenza du- sollevando violentemente in qualche caso il binario.
rante il brillamento delle mine in quanto è in questa fase che viene di-
sturbato violentemente l’equilibrio tra rocce incassanti e strato di “A cura dell’Associazione Culturale la Miniera ONLUS. L’articolo è
minerale solfifero. Ma talvolta può verificarsi anche successivamente, stato scritto dall’ing. Luigi Percivalli prima della sua scomparsa e viene
specie durante il lavoro di “disgaggio”, ossia di rimozione del materiale pubblicato per gentile concessione della Famiglia”.

31
Poeti dell’eremo
di Luigi Camilletti

Minatore a Cabernardi, capostazione a Pergola e Sassoferrato, mediatore, cantastorie in ottava,


cacciatore. Quando ricordano Luigi Camilletti (1921- 2002) accostano la sua storia a quella di
Cabernardi: la storia di una miniera di zolfo dove per quaranta giorni insieme a Mario Marinelli,
Luigi Venarini e Luigi Dezi, Camilletti si fece portavoce di una vibrata protesta contro la deci-
sione assunta dalla Montecatini di mettere in mezzo ad una strada 1.400 operai. Per me era sem-
plicemente “nonno Gigi” che puntualmente nel mese di luglio da Roma venivo a trovare, per
trascorrere con lui quell’afose estati di Monterosso Stazione (Colcanino), ai piedi del monte
Strega, dove l’odore del grano si confondeva con quello degli incensi che venivano accessi ogni
pomeriggio nella chiesetta di Sant’Ugo durante le messe pomeridiane. Il mio ed unico nonno che
mi portava in macchina a “Sasso” per ascoltare le mie filastrocche, le poesie che le suore della
grande “metropoli” - come diceva lui - mi avevano fatto imparare a memoria. Un nonno intelli-
gente e moderno, che sapeva capire come il mondo sarebbe cambiato, sveglio ed attento ai cam-
biamenti, legato alla famiglia, alle radici, amante della politica. Il suo ottimismo, l’altruismo e la
positività……sono l’eredità che mi ha lasciato e che cerco di trasmettere ai miei figli, oltre ad
un infinito affetto che mi ha dimostrato sino all’ultimo dei suoi respiri. Grazie!!!!
(Mariagrazia Tiritiello)
Luigi Camilletti

“Continuazione di una polemica sorta tra me e il un’altra faccenda. nobile dottrina


mio amico e compagno Mariano Toccaceli in Tutti a chi più a chi meno è andata male, credi Così bisogna far per la finale vittoria conseguir
seguito alla lotta e occupazione della miniera di davvero che non lo comprenda? ormai vicina
convinciti non son ritardatario, ma spesse volte restare uniti e più che mai compatti, facendo
Cabernardi-Sassoferrato nel 1952” (dalla pubbli-
anticipo l’orario meno chiacchiere e più fatti.
cazione I poeti dell’eremo, n. 9, novembre 2003) Ma tu invece al contrario ti dibatti facendo il
Del tuo più lungo fu il mio itinerario, scappar gioco della reazione
Oh gran padre Alighier che l’alte muse compagne dovetti quattro mila miglia fra l’altre assurdità affermi difatti che la lotta
avesti nella tua ventura e venni qua per sbarcare il lunario ovvero per fatta fu per ambizione
esse ogni porta del saper ti schiuse sì che tua sfamar la mia famiglia Se per questa ragione fummo disfatti, sempre
fama ancor nel mondo dura se tu lo conoscessi il mio calvario inumidire ti secondo la tua convinzione
di quell’ingegno che in te lor trasfuse, fammene faria le ciglia perché alla lotta tu hai partecipato, se eri
dono di una sfumatura eppure della lotta non mi lagno, sebben le spese convinto d’esser ingannato.
che risposta devo dare a un romanziere, poeta, superò il guadagno. Ohi amico il tempo come ti ha cambiato, da
benestante e cavaliere Così dovrebbe fare ogni compagno, ma tu invece combattente tra le prime file
Convinto e fiducioso di ottenere una tale potente ti lagni a tutto spiano, quasi dall’altra parte sei passato e contro i
garanzia quale una mosca vittima del ragno, che in una compagni tuoi volgi il fucile.
prendo la sedia e mi metto a sedere e comincio a tela si dibatte invano. Certe parole mi han disorientato e il cuor
scriver versi in poesia. riempito d’amarezza e bile
Innanzi tutto io vorrei sapere, caro Mariano Sono spiacente e non ti accompagno e come tanto che quasi maledir mi fai l’ora e il momento
vecchio amico mio vecchio amico e compaesano che ti consigliai.
quale ragione in te ha spinto a rivangare l’intera mi duole che la mia parola sana, anziché
vita tua e a me raccontare. avvicinarti ti allontana. Lo so che tu la colpa a me non dai, ma dato
Io non ti chiesi alcun particolare riguardo alle Guarda un Toti Buratti alla Pantana, un Montesi, l’insuccesso della lotta
vicende della vita un Camilletti, un Saltarelli io che tra gli esponenti mi trovai, indirettamente
chi ce n’ha men mille da narrare in questa valle e dei compagni tutta la fiumana, compresi del me la dai la botta.
misera e contrita? Palazzo e Marinelli. Non dico di cantar sopra ai tuoi guai, ma io non
Comprendo che hai voluto dimostrare che per Questi nella battaglia ormai lontana lottarono vo d’accordo con chi fiotta.
aver noi “persa la partita” dentro e fuori dei cancelli Del resto volontario tu sei stato e a guerreggiar
fosti costretto per tal ragione a cercar lavoro fuor con fede, convinzione ed ardimento per evitar nessuno ti ha forzato
d’ogni prigione. quel licenziamento. Se tu come tant’altri bersagliato venisti dalle
Tra l’altro accenni alla persa pensione Se la loro speranza andette al vento e fu insieme schegge del cannone
Montecatini per lungo servizio alla mia delusa e rotta non sei rimasto in fondo mutilato, e grazie a dio te
e che in miniera in tutte l’occasione mostrasti a causa del Governo e il tradimento del la passi benone.
volontà impegno e giudizio. crumiraggio ed altra gente corrotta La ragione sempre fu dal nostro lato e sacrosanta
E seguitando la tua descrizione l’esodo tuo in dalla lor bocca non uscì un lamento e sono più fu l’occupazione.
Abruzzo ebbe l’inizio che mai sul piè di lotta Convinciti non c’era via d’uscita, fuori di quella
e poi da quella piccola Centrale girasti quasi tutto contro la tracotanza padronale sia a Pergola che che abbiamo seguita.
lo stivale. in senso nazionale. Se il carro si fermò in mezza salita e possibil non
D’accordo ma la storia personale senza tante Ammiro la costante leale e la lor coscienza e fu spingerlo avanti
parol ch’io dica e spenda disciplina fu sol perché la via venne ostruita dai traditori e
in riferimento alla lotta locale è tutto a parer mio e competenza in campo sindacale, seguaci d’una forze soverchianti.

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Ma se la massa fosse stata unita, decisa dalla dell’ambizione sol perché si batte e contro chi dal è più facile dir qualche fesseria a te non ti risulta
lotta, e più costante lavoro via la sbatte dal tuo scritto?
da più di un pezzo grosso si è saputo che la Se tu rileggi la tua poesia vedrai, ne converrai col
Montecatini avria ceduto Io invece approvo e ammiro chi combatte il sottoscritto,
e lavorare noi avremmo potuto tutti quanti per capitalismo ingrato e disumano se poi la rima il senso all’arte manca, tolti gli
sett’anni ancora reo di in giustizie e tante malefatte ai danni del error rimane carta bianca
perché lo zolfo come si è veduto tanto ce n’era popolo italiano, Questo è parlare da persona franca e che
ancor da tirar fora. ma tu vedi dovunque le disfatte e questo pur che riconosce la mancanza d’arte
La ditta intanto fare avria dovuto a mano o con falso e pure strano poiché la mente è poca e pure stanca sarebbe
dei mezzi che per forza perché il popolo ha vinto e conseguito con tante meglio non sporcar le carte
molte ricerche alla miniera e fuori occupando vittorie che a smentir ti invito. malgrado ciò se la musa mi affianca qui darò
manovali e minatori. Ti dissi che se vuoi star nel gran partito che si è inizio alla seconda parte
Uno fra i più valenti esploratori del vasto campo battuto e che si batte ognora con più attenzione e rinnovata lena dando
della geologia contro lo sfruttamento e l’aborrito capitalismo risposta alla tua lunga scena.
dopo d’aver finito i suoi lavori disse, e l’intesi con che il bene altrui divora. Tornando a te come hai accennato che
le orecchie mia, Devi aver più fiducia e esser ardito e se abbandonar lo vuoi il natio paese
affioramenti molto indicatori nella zona ce n’è necessario di lottare ancora e ti vuoi recar dove io ho fatto il soldato in quella
per ogni via per far più forte la falce e il martello non basta il grande città del ferrarese
ma quelli di risultato più concreto son a distintivo sull’occhiello. certo che incontrerai chi ha sabotato la nostra
Serrungarina e a Canneto. Io non ti ho detto che tu sei un uccello che va in lotta nel cabernardese
Questo il giudizio fu d’uomo quieto serio e nel aria volando all’impazzata ebbene quando incontri questa massa non ti curar
ramo molto competente come se fosse privo di cervello e che abbia preso di lei ma guarda e passa.
tali parole disse e lo ripeto pure in presenza di qualche sveccionata Ma dal pensiero tuo il rancore scassa, mostrati pi-
molt’altra gente. e ti dissi sol, non mi sembri più quello, e la tua uttosto indifferente
mentalità trovo cambiata. sebben la loro azion fu tanta bassa,
Ma la Montecatini non è un segreto disse al La critica fai solo a dismisura e non vuoi capire perdonare bisogna all’incosciente
contrario che non c’era niente che la lotta è dura. pagata hanno lo scotto a doppia tassa.
e con questo pretesto indegno e ingrato tante Dai denti non è facile ventura levar per così dire Del resto ognun può liberamente scegliere a
famiglie al lastrico ha mandato. l’osso al cane questo mondo la sua via
Se avesse veramente ricercato lo zolfo in zona o ma combatter bisogna addirittura a chi ci nega i secondo la sua propria ideologia.
in luoghi sopradetti diritti insieme al pane. Chi rispettar sa la democrazia deve capire e
probabilmente l’avrebbe trovato, come diceva il A me duol del partito la misura e disciplina mi non dimenticare
geologo Moretti lega le mani, qualunque idea bella o brutta che sia dell’avver-
ma se prendesse campo l’anarchia non l’osso al sario deve rispettare.
Ma no rispose lei da questo lato, no pure i turni can, la testa leveria. Se non fosse così si finiria per nella dittatura ri-
che gli fur prospetti tornare.
di licenziare s’era messa in testa e disse sempre Scrivere tanto a lungo non vorria perché E dittatura schiavittù vuol dire e senza la libertà
no ad ogni richiesta. passando il limite prescritto meglio morire.
La verità è soltanto e solo questa io testimonio fui
e posso giurare
questa fu a scatenare la tempesta e ai minatori
guerra dichiarare.
Prima che fosse ancora manifesta l’occupazione
che ci costrinse a fare
cartoline pronte di licenziamento ce n’eran già
all’ufficio settecento.
Di fronte dunque a un tal procedimento non c’era
nessun’ altra alternativa
o rinunciare a quel combattimento o prendere
posizione difensiva.
Se la massa si mise in movimento allo scopo di
fermare l’offensiva
mi spieghi per favore la ragione, che cosa c’entra
in questo l’ambizione?

Fioreria La Primavera
Secondo te quando la direzione di una miniera
fabbrica o cantiere
di licenziar prende la decisione i dipendenti allor
devono tacere
e sì perché se resistenza oppone per fare i suoi di Moroni Ersilia
diritti prevalere
tu dici l’ambizion che mi rovina, allora devi FLORAL DESIGNER
accettare a testa china.
Nella cinquantottesima quartina della tua
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I “segni” del passato
nel territorio sassoferratese
di Rita Ferri
espressioni della religiosità popolare di un verso si svolgeva lì, in quelle piccole realtà,
tempo e rappresentano una testimonianza im- con le sue nascite, le sue morti, le sue feste,
portante di fede e di arte che va valorizzata, le sue fatiche e a volte la sua fame, sotto lo
oltre ad essere espressione di una storia vis- stesso cielo circoscritto dai suoi monti: il
suta che “cattura” di sicuro anche il passante Cucco, lo Strega, il Catria, i monti del territo-
più distratto. La cultura contadina, spesso ca- rio arceviese!
rica di fatiche, ha trovato in questi “segni”, nel Lo spirito profondo di questo territorio e delle
secolo passato, sostegno e orientamento sia tante abitazioni ristrutturate o cadenti, verrà
nei momenti belli sia in quelli dolorosi. E lo spi- forse dimenticato, ma chi lo ha vissuto potrà
rito umano sembra ancora aleggiare sopra di ancora respirarlo e non potrà essere cancel-
essi! Questo aspetto di una fede semplice, ma lato da nessuno o dagli strumenti della mo-
convinta forse contribuiva a creare un’atmo- derna tecnologia. Bello sarebbe valorizzare i
sfera particolare di familiarità, di amicizia, di sentieri che collegano una frazione all’altra,
perdono! Sì, perché contese, gelosie, invidie, passando attraverso quelle tracce religiose
discordie e liti non mancavano nemmeno al- che spesso conducono al Santuario della Ma-
lora! La mietitura tuttavia, la trebbiatura, la donna del Cerro e che ereditiamo da chi ci ha
vendemmia, l’aratura, la semina, la “scartoc- preceduto! Oltre a lasciare una traccia signifi-
ciatura” del granoturco erano momenti parti- cativa del passato, potrebbe assicurare al ter-
colari di fatica e di festa, di condivisione e di ritorio un futuro migliore e “arricchire” sia i
Un campanile spunta sulla collina in lonta- mutuo sostegno, che si ripetevano annual- residenti sia gli ospiti per passeggiate a piedi
nanza! Una chiesetta, un’edicola o un’icona mente e che si somigliavano in tutti i paesetti, e in bicicletta. Invece purtroppo tra una fra-
sacra, un crocefisso si possono facilmente in- così come si riconosceva la gente di campa- zione e l’altra ci sono ancora troppe strade non
contrare, camminando per le stradine silen- gna da qualsiasi frazione provenisse. L’aiuto asfaltate, polverose per le numerose macchine
ziose di uno dei tanti paesetti del territorio scambievole di mano d’opera inoltre e di at- e disagevoli. Ciò che rallegra lo sguardo lungo
sassoferratese o per la campagna circostante. trezzi agricoli cancellava spesso i dissapori e le le diverse stradine sono spesso degli alberi se-
colari. Spesso una quercia maestosa che sem-
bra raccontarci lo scorrere del tempo e della
vita. Ed è motivo di serenità per il viandante
con il suo “stare” lì, piantata sulle sue radici.
Passano gli anni e tu sai di trovarla al suo
posto, ad aspettarti. Le sue “radici” sono
piantate nelle generazioni precedenti, nella
storia di chi ci ha preceduto e continuano a
vivere oggi. Stabilizzano l’albero dal vento,
dagli uragani e sono il canale del nutrimento
che gli permettono di svettare alto, di toccare
il cielo. E così è la tradizione generazionale
per la persona umana. E’ nutrimento e soste-
gno perché in essa troviamo storie, motivi e
risorse per leggere noi stessi e il presente e
guardare con fiducia e speranza lontano,
verso il futuro, “oltre”. E’ importante dunque
migliorare l’ambiente, perché ci permette di
ricordare e valorizzare la cultura di un tempo
e lasciare una traccia per chi verrà dopo di
Sono “segni” di un passato densi di significato rivalità. Canti popolari, stornelli e risate risuo- noi. Una cultura che sapeva avere rispetto nei
che invitano a fermarsi: un attimo di sosta, di navano per le campagne, così come improperi, confronti della natura, che aveva una capa-
ascolto silenzioso, di riflessione profonda e di bestemmie, parolacce…insieme a suppliche cità tutta particolare di sapersi “ri-creare”
voglia di lasciarsi incontrare e guardare da quando un improvviso e inatteso temporale o nelle giornate di festa e nelle ore libere, che
Colui che ha creato l’universo e che ci ha fatto una grandinata rovinava il raccolto di un’intera aveva i suoi momenti di silenzio e di rifles-
a sua immagine e somiglianza! Sono le annata! E la storia del cosmo, dell’intero uni- sione…non programmati da nessuno! Chi

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ché molti proverbi, che i più anziani ricordano storica. Testimoniano e raccontano un pas-
ancora, aveva come protagonista il tempo. sato che non c’è più, ci permettono di andare
Perché non ritrovarli, riscoprirli, tramandarli, a ritroso nel tempo e di ricordare le nostre ra-
sapendo che chi ci ha preceduto ne aveva af- dici. Prima o poi tuttavia anche essi spari-
ferrato concretamente tutta la loro saggezza? ranno per essere trasformati in belle e
Oggi i tanti servizi meteorologici offerti dai accoglienti abitazioni e così cancelleranno
mass media a che cosa servono, a chi sono ri- ogni traccia delle nostre radici e degli antichi
volti? Certamente ben diversa è la destina- mestieri. E che dire degli antichi sapori e pro-
zione e il senso! Fa parte dello sviluppo e fumi che si sprigionavano dai vecchi forni a
della evoluzione umana. Tutti sappiamo tut- legna, altri “segni” in via di estinzione, co-
tavia che la fretta e l’eccessiva accelerazione struiti accanto alle abitazioni e ancora visibili
che la nostra società ha attivato sono profon- o trasformati? Facevano vivere e gustare sa-
damente sbagliati! pori indimenticabili.
A portarci indietro nel tempo, attraversando I segni, che si incontrano sul territorio, ripor-
le frazioni del territorio sassoferratese, in- tano il pensiero alle immagini e ai ricordi ed
contriamo altri “segni” residui e tangibili del- invitano a tuffarsi con piacere nel passato con
l’anima della gente che ha reso produttivo i suoi volti e le sue voci, con i suoni e i rumori
questo territorio: le stalle e i fienili o “ca- scomparsi, con le speranze e le attese delle
non ricorda che si viveva senza fretta e senza panne” come venivano chiamate. Sono una persone di un tempo, soprattutto dei giovani.
l’ansia odierna un’esistenza più pienamente testimonianza materiale di un rapporto tra na- Erano grandi e belle e così la capacità e la vo-
umana, anche se la vita non era poi tanto fa- tura e cultura contadina costruito su antichi lontà di sentimenti forti e duraturi. Questa
cile? Il tempo veniva inoltre percepito con una equilibri, oggi sconvolto da nuovi modelli di continuità nella speranza e nella capacità di
connotazione particolare. Nel mondo conta- sviluppo. I pochi fienili ancora visibili nel no- amare e di migliorare il futuro è il legame più
dino il tempo era visto specialmente nel suo stro territorio, almeno fino a quando ne re- forte tra le generazioni e lo stimolo per cia-
aspetto meteorologico, perché la rovina di un sterà qualcuno e non subirà l’inevitabile scuno di noi a portare a conclusione il com-
raccolto significava grande miseria. Ecco per- trasformazione, rappresentano la memoria pito al quale siamo stati chiamati.

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10 dicembre 2008
Una giornata “particolare” nelle Marche
di Massimo Bardelli

Lo scorso dicembre 2008, esattamente mercoledi 10, si è svolto in tutta la Soci FIAF, singoli e affiliati a 22 Circoli Fotografici, distribuiti su tutto il ter-
Regione Marche un evento fotografico e culturale di notevole rilevanza. La ritorio regionale, hanno scattato un gran numero di immagini, in gran
FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) della Regione Mar- parte delle località marchigiane, realizzando così un archivio che resterà
che ha organizzato per la prima volta nella nostra Regione, il progetto fo- nella storia delle fotografia marchigiana. E che potrà servire, a chi vorrà
tografico “10/12/2008, Una giornata nelle Marche”. L’idea e la e saprà leggerlo, come un importante contributo culturale, storico, pae-
realizzazione di questo importante evento, e mi fa piacere sottolinearlo, saggistico, sociale. Siamo quindi onorati di poter ospitare una sintesi della
è tutta del nostro concittadino e personale amico MASSIMO BARDELLI, Giornata Fotografica su queste pagine e ci complimentiamo fortemente
da due anni delegato regionale della FIAF per le Marche. In pratica, come con l’innovativo autore Massimo Bardelli.
Massimo ci dettaglierà tra poco, nello stesso giorno circa 250 fotografi (Raniero Massoli-Novelli)

Con questo intervento desidero informare circa bre 2009. Il suo momento topico è stato il 10 lume fotografico per raccontare la nostra re-
un progetto fotografico che sta impegnando i dicembre 2008. gione. Un libro, un po’ diverso dai tanti e belli
fotoamatori marchigiani dalla primavera 2008 In vari incontri nei circoli fotografici marchi- già pubblicati, dove non si trovassero solo bei
e che avrà conclusione il prossimo 10 dicem- giani si parlava spesso di pubblicare un vo- paesaggi o affascinanti scorci dei nostri ca-
ratteristici borghi; volevamo che anche il per-
corso per trovare le immagini per comporlo
avesse una qualche novità. Desideravamo che
i fotografi marchigiani esprimessero la loro
arte in modo innovativo. L’idea è improvvisa-
mente nata, anche in modo casuale, dalla sco-
perta di progetti dove i fotografi sono stati
chiamati a raccontare, con le loro opere, una
singola giornata; in passato anche editori
americani hanno affidato ai fotografi il com-
pito di ritrarre un paese in una solo giorno. Il
secondo passo è stato quello di individuare la
giornata adatta per questa scommessa; un’al-
tra importante, significativa scoperta è stato
venire a conoscenza che la regione Marche ha
istituito, dal 2005, la “Giornata delle Marche”.
“Ricorrerà il 10 dicembre di ogni anno la Gior-
nata delle Marche, voluta dalla Regione per
invitare i marchigiani residenti sul territorio, in
Italia e all’estero a riflettere sui valori umani,
etici e culturali che caratterizzano la propria
storia per valorizzarla e aprirsi al futuro e al
mondo”. Prendendo spunto da queste poche
righe è stato semplice creare un progetto con
il fine di rappresentare la nostra regione nella
scorrere della sua vita quotidiana in un giorno
particolare, per l’appunto il 10 DICEMBRE, un
attento diario, un reportage di ampio respiro,
uno spaccato di vita dei marchigiani durante
la giornata dedicata alla nostra regione. Un
racconto a più voci, dove ogni fotografo ha po-
tuto portare il proprio contributo. L’obiettivo
primario è stato quello di riproporre la società
marchigiana attraverso la cronaca per imma-

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dovuto emergere con tutte le sue bellezze. Una ipotizzare che siano state scattate circa 45.000
ricerca composita che avrebbe interessato vari fotografie. Successivamente, nei vari circoli, è
settori della nostra società, puntando anche a iniziata la selezione delle opere, siamo quindi
far conoscere gli usi e costumi delle comunità arrivati ad un numero di circa 3.100 immagini,
marchigiane, analizzando lo scorrere di una dopo un’ulteriore cernita ne sono state indivi-
giornata tipica. Una festa istituzionale e nel duate 293, che hanno composto il libro “10 di-
contempo una giorno lavorativo. Non dimenti- cembre Una giornata particolare nelle
cando di evidenziare la bellezza del territorio, Marche”.
la varietà del paesaggio urbano, agricolo, in- In occasione del congresso nazionale della fe-
dustriale; la frenesia di una società operosa, derazione che si è tenuto a Recanati dal 6 al
ma legata alle proprie radici. 10 maggio 2009, è stato presentato il volume
Il tema avrebbe messo in difficoltà anche i fo- fotografico. La conclusione del progetto si avrà
tografi più esperti, poteva essere realizzato durante la prossima “Giornata delle Marche”
solo da una moltitudine di fotografi sparsi su il 10 dicembre 2009 con una mostra regionale,
Massimo Bardelli tutto il territorio. successiva a 5 mostre provinciali.
gini della realtà quotidiana grazie all’occhio Solo la FIAF, una federazione molto radicata Flaiano diceva che nella vita di ogni uomo quat-
attento e peculiare di noi fotoamatori marchi- nel territorio, era in grado di portare avanti un tro o cinque sono le giornate indimenticabili,
giani. Un’analisi approfondita, un racconto per progetto così ambizioso: 22 circoli, 247 fotoa- credo che per i fotoamatori marchigiani il 10
immagini dal quale la nostra regione avrebbe matori hanno partecipato all’iniziativa. Si può dicembre 2008 sia stato uno di quei giorni.

Un ricordo dell’inaugurazione
dell’edificio scolastico a Sassoferrato
di Claudio Paris
La scelta del luogo ove esiste oggi l’edificio scolastico di Sassoferrato, scessero insieme e d’accordo.
con la scuola elementare e media e, da pochi mesi, anche il “cine- Ed ora parliamo un poco della inaugurazione dell’edificio, avvenuta nel
teatro del Sentino”ottimamente restaurato, trae origini da epoche lontano 1912. Meglio di ogni parola di oggi, mi sembra che possa espri-
molto lontane. Infatti le continue discordie tra Castellani e Borghe- mere la situazione di allora il manifesto che era affisso sulle bache-
giani, di cui parlano anche Vittorio e Mario Toni in altro articolo di che e cartelloni di Sassoferrato il 28 ottobre 1912, manifesto
questo numero, hanno origini antichissime, già nel sec. XVI. conservato nel nostro archivio comunale:
Si dice che tali discordie sfociarono addirittura in una sfida in territo- “Cittadini, il concentramento delle scuole urbane, aspirazione e voto di
rio neutro, cioè sulle rive del Trasimeno, esattamente il 15 maggio più di un trentennio della nostra cittadinanza e dei suoi rappresentanti,
1567. Cinque cavalieri del Borgo e cinque del Castello si sfidarono fino è un fatto compiuto.
alla morte. Morirono tutti tranne tre, ma non si sa chi fossero: per colpa Concordi salutiamo la bella vittoria morale che attraverso vivaci lotte
di quel duello il Papa scomunicò Sassoferrato. amministrative, indice dell’interessamento e del culto di Sassoferrato
I disaccordi ed i dispetti seguitarono per secoli ed allora nel 1910, per l’istruzione e l’educazione del popolo, trova oggi la sua afferma-
anche con l’idea di porre fine alle liti, la Giunta Comunale decise di co- zione.
struire la scuola a metà strada in modo che i bambini dei due rioni cre-

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CITTADINI! hanno sospese le ostilità, ed anche i più difficili avversari hanno potuto
Nel porgere il saluto alle Autorità ed alle rappresentanze, che hanno fraternizzare con le autorità, senza che neppure la più piccola stonatura
voluto colla loro presenza onorare l’odierna festa scolastica, auguria- turbasse la lieta giornata, allietata da un magico sole ottobrino che in-
moci che la nuova casa della scuola segni la prima pietra miliare della fondeva in tutti il buonumore.
via che dobbiamo e vogliamo percorrere, il primo passo verso la defi- Presentazioni, incontri, saluti, congratulazioni, strette di mano tra gli in-
nitiva soluzione del più complesso problema odierno “l’educazione po- vitati al Palazzo Comunale. Intanto sulla Piazza Oliva si forma li corteo
polare” degli alunni, delle maestre e, dei maestri, delle associazioni con ban-
A sua volta il Corriere Marchigiano raccontava così la storica giornata diere e labari per recarsi all’edificio scolastico dove, giunti i fanciulli,
inaugurale: fanno cerchio alla banda musicale.
“Ieri a Sassoferrato, la piccola e ridente cittadina marchigiana che dal- Nell’ampia palestra coperta è disposto un bellissimo palco adorno di
l’alto della sua antica area scorge l’ampia valle del Sentino e l’antico fiori e bandiere sul quale prendono posto l’autorità e la stampa, men-
Catria, inaugurò con festa solenne il nuovo, grandioso edificio scolastico. tre l’aula si popola di pubblico e di bambini.
Badate, l’aggettivo grandioso è assolutamente a posto, trattandosi di Primo a parlare si leva il sindaco avvocato Stella salutando con alata
una costruzione imponente che ha imposto al suo esecutore la solu- parola gli intervenuti e spiegando il significato intimo della cerimonia
zione di ardui problemi di ingegneria ed è costata oltre 300.000 Lire odierna. Inneggia alla scuola e rivolge un commovente apostrofe ai
(n.d.r. riportando la cifra ai giorni nostri…6.000.000 € circa, conside- fanciulli per i quali con ingenti sacrifici il Comune la volle costruita, in-
rando che un quotidiano di allora costava 5 centesimi!) vitandoli a non dimenticare coloro che tanto faticarono per realizzare
L’architettura del palazzo è sobria e rispondente all’uso al quale deve questo grandioso progetto.
essere adibita. Non ricami, non frastagliature, né soverchio uso di co- Tocca ora a S.E. Vicini accolto da un unanime applauso. Incomincia rin-
lonne; ma semplici linee e armoniche, quali conobbe il trecento, e fi- graziando il sindaco delle sue cortesi parole e più ancora dell’insistenza
nestre ampissime per le quali la luce entra a fiotti nell’ampie aule, con la quale lo indusse ad accettare l’invito, dandogli così il modo di
sfogate, allegre. Così deve essere la scuola, infatti; la luce fisica deve partecipare personalmente a questa festa geniale e simpatica e di vi-
profondersi, così come deve profondersi quella morale. Oh! io ricordo sitare questa terra che ha tradizioni nobilissime d’arte di patriottismo.
le vecchie scuole della mia infanzia. Come erano tetre, come ripu- Conclude inneggiando al diritto sapientemente contemperato dal do-
gnavano a noi fanciulli! Ansiosi dell’aria e del sole, coi loro cortili vere, mezzo infallibile per ascendere a maggiori altezze di perfeziona-
umidi e cintati come dei claustri, e nei quali la ricreazione diventa mento morale e materiale”.
quasi un castigo. L’edificio scolastico è oggi intitolato al Tenente Brillarelli, medaglia di
La cerimonia della inaugurazione si è svolta in mezzo alla gioia di tutti bronzo al valor militare.
e meglio che una cerimonia mi è sembrata una festa gentile della quale Sandro Brillarelli nacque a Sassoferrato nel 1911. “Comandante di una
il ricordo durerà a lungo nella mente di coloro che vi hanno parteci- compagnia alpina, in una giornata di aspri combattimenti, dava ripetute
pato. Neanche l’intervento delle autorità con i loro austeri soprabiti e prove di perizia e di ardimento. Attaccato da forze preponderanti, af-
la rigidità burocratica, ha potuto togliere alla giornata di ieri il suo ca- frontava decisamente l’impari lotta. Mentre allo scoperto dirigeva lo
rattere di festività. Ed è accaduto quello che di rado si verifica in que- spostamento della mitragliatrice, cedeva colpito a morte. Quota 1392
ste occasioni e mai nelle grandi città, e cioè che ad una cert’ora quando di Mali Trabescines (fronte greco), 24 gennaio 1941”.
il ghiaccio dalle formalità ufficiali si è rotto e gli intervenuti si sono af-
fiatati tra loro, autorità e pubblico si sono frammischiati, fusi senza di-
stinzioni gerarchiche, senza etichetta. Primo a dare il buon esempio è La scienza è cosa che mal dà carico né fatica, né danno, né impe-
stato il rappresentante del governo, S. E. Vicini, al quale bisogna ren- dimento alcuno, ma per tutto si porta senza impiccio, senza af-
dere questa giustizia: riconoscendogli cioè una grande affabilità ed un fanno, senza spesa: accompagna l’uomo in villa, in campo, dà nelle
carattere gioviale che subito conquistano e mettono a son aise anche avversità consolazione e fortezza, nella prosperità ornamento e
il più ostinato avversario del governo. Ma ieri, se Dio vuole, la politica gloria, e fa l’uomo sopra lì altri quasi un semideo.
ha esulato completamente dalla festa. Per un giorno almeno i partiti (Pandolfo Collenuccio)

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Omelia funebre per il

dott. Ruggero Rossi


di Don Giuliano Nava

E’ con estrema, convinta fiducia che accom- che Dio è pronto a pagare per entrare nella portò a considerare le prove cui era sottopo-
pagniamo Ruggero davanti al Padre della vita storia, garantire la libertà dell’uomo e salvare sta la sua vita pur spesa per il bene degli altri.
perché possa partecipare all’eterno convito mondo e storia dell’assurdo. La fede ci inizia Mi colpì la risposta del dott. Rossi: “La prova
annunciato dal profeta Isaia dove il Signore allora, per così dire, ai segreti della morte, as- purifica il cuore!”
sicurandoci che essa non è la fine della E’ vero perché conduce l’uomo fuori dal desi-
strada, ma il passaggio verso il luogo delle derio vorace per aprirlo ad essere una libertà
nostre aspirazioni più alte, più nobili. Tutta la che si appassiona al bene e insegna ad affi-
vita umana è protesa verso un oltre, un al di darci a Dio: la prova rende sapiente il cuore e
là, è preludio ad una esistenza infinitamente buona la vita. E tutta la vita del dott. Rossi è
più bella, più ricca, più piena perché non si stata un’esistenza buona perché obbediente
impoverirà più. Se interpretiamo la morte all’amore, capace di mitezza e di fermezza ra-
come l’ultimo diaframma che ci separa dalla dicata sul terreno fecondo: di una professio-
casa del Padre, possiamo anche guardare in nalità precisa e accurata; di un’umanità ricca
faccia con serenità, come ha fatto Ruggero, di signorilità e di passione; di una fede forte
quella paura inevitabile che ci assale pen- e ispiratrice di scelte coraggiose, di dedizione,
sando alla nostra morte. E’ qui che la liturgia di abnegazione. Ci si fidava del dott. Rossi
dei defunti si trasforma in un canto di spe- perché sapeva unire tutte queste cose in un
ranza perché fiducia e gratitudine vengono su- equilibrio avvincente e prezioso. Destava fi-
scitate dalla Parola di Dio. ducia perché aveva cuore puro, trasparente
E nell’orizzonte della gratitudine si colloca che riempiva la sua parola di convinzione, di
pure la nostra preghiera per il dott. Rossi. Di positività. Totale era la fiducia, perché un
lui c’è il vivo ricordo, un volto sorridente, una uomo così non avrebbe mai fatto male a nes-
voce suasiva, una pronta intelligenza, una suno. Ruggero è entrato a pieno titolo nella
toglierà il velo che oggi copre i nostri occhi, acuta capacità diagnostica, un pensare bene storia di questo popolo, nel humus profondo di
asciugherà le nostre lacrime ed eliminerà la della vita, un impegno deciso per la positività questa città: questo signore garbato e gentile,
morte per sempre (Is. 25). Qui, davanti a noi, dell’esistenza, la pacatezza che dava rassicu- ricco di fulgida umanità e di competente pro-
c’è proprio il mistero del dolore e della morte razione e serenità al cuore. fessionalità impreziosisce per sempre la no-
che tanti interrogativi pone alla mente umana, Sono testimonianze incise nel cuore dei fami- stra esperienza di convivenza civile e
inutilità, insignificanza razionale. Solo la fede liari di Ruggero, fanno parte del prezioso ri- culturale. Grazie, dott. Rossi, non la logica
ci dà la risposta che la ragione non è in grado cordo di lui che appartiene ai suoi cari che della prestazione, ma quella della dedizione
di offrire, la fede cristiana che nell’Eucarestia, l’hanno conosciuto e amato, ma che insieme ti ha contraddistinto, penso che anche il Crea-
che stiamo celebrando, ci rivela il cuore di corrono pure ad illustrare l’orizzonte prezioso tore, accogliendoti nella patria celeste, avrà
Dio, l’abissale mistero dell’amore divino per della memoria cittadina di Sassoferrato. avuto un sussulto di orgoglio per quanto tu,
il mondo e che parla di quella follia che è la Lo scorso aprile, quando passai a salutarlo al- figlio suo, hai saputo fare di bello, di buono
croce, in cui si diventa consapevoli del prezzo l’Ospedale di Fabriano, il nostro dialogare ci nell’arco della tua esistenza.

Ricordo di Dante Camilli


In data 10 giugno u.s. a Plymouth, Winsconsin (USA) è venuto a mancare, all’età di
92 anni, Dante Camilli, nostro socio, particolarmente attaccato all’Associazione, fi-
glio di Sassoferratesi emigrati in America all’inizio del secolo scorso. L’Associazione
invia sincere condoglianze alla signora Phyllis, ai figli e nipoti tutti.

Dante Camilli, nella foto qui a lato, è il secondo da sinistra, con i due figli ed il nipote.

39
Ricordo del dott. Adolfo Cantarelli
di Augusto Cantarelli

Un medico condotto Nell’immediato dopoguerra, circa nel 1944, su generoso intervento di


Giuseppe Genangeli detto “l’americano”, si procedette alla vaccina-
zione antitifo con pasticche arrivate dagli USA; alla somministrazione
“….oggi siamo nel regno del motore provvide personalmente sia in ambulatorio che a domicilio per essere
e siamo nati sotto buona stella certo che la popolazione fosse tutta vaccinata. A Genangeli fece anche
ma in altri tempi, il cocchio del dottore richiesta, successivamente, di alcune scatole di fiale di penicillina, non
avea l’aspetto d’una timonella. ancora disponibili in Italia.
La vedevi passare a tutte l’ore Visse la fase finale della guerra privato della sua autovettura perché
per la strada ghiaiata o la strabella; requisita ma fornito di una bicicletta Bianchi, (acquistata da Giuseppe
trotterellava il “brocco” adagio, adagio Sadori, costo 970 lire) con la quale
mentre il dottor pensava a Peppe o Biagio. “ continuò la professione in con-
Dalla rivista ”Il Medico Condotto”, dotta. Fu epurato e privato del di-
febbraio 1964 (Mario Coin) ritto di voto, data la sua
appartenenza al disciolto P.N.F. ma
Il Dottor Adolfo Cantarelli, nato il 21 marzo 1901 e deceduto il 19 non aderì alla R.S.I. Dopo pochi
aprile 1964, iniziò la sua attività professionale di Medico condotto e mesi i provvedimenti furono revo-
Ufficiale sanitario nel Comune di Sassoferrato nel gennaio 1925, prima cati e gli fu giustamente ricono-
come sostituto temporaneo del Dr. Rudello Garofoli, poi, come titolare sciuta la correttezza del suo
di condotta, dal 1929 fino al 1964, con l’intervallo della guerra in A.O.I. comportamento civile e professio-
Adolfo Cantarelli fu per molti anni una figura importante ed amata da nale”.
tutta la popolazione della nostra cittadina. Ecco come lo ricorda il fi-
glio Augusto:
Adolfo Cantarelli nel 1963, anno pre-
cedente la sua scomparsa.
“Mio Padre fu per numerosi anni il medico condotto di Sassoferrato, lo
serviva, anche nelle numerose frazioni del Comune, e nei tanti sparsi
casolari collinari e montani; ed era anche Ufficiale sanitario e Medico
di reparto delle Ferrovie. Non ci sono leggende sulla figura del medico
condotto di tanti anni fa; era veramente una macchina di fatica, di de-
dizione, di tanta pazienza, di studio e aggiornamento, a volte di umi-
liazione; un uomo a totale, ininterrotta disposizione nei confronti della
collettività, mai padrone del suo tempo; il poco libero era dedicato alla
famiglia e, se possibile, alla caccia. Questa fu la sua grande passione,
che condivideva spesso con persone simpatiche, scomparse da tempo,
ma vive ancora oggi nei ricordi, figure caratteristiche del paese, uno per
tutti Gino Amori detto “Scatizza”, poi Rosello Rossi, Luminari, Barba-
resi, sicuramente anche altri che non ricordo. Molti anziani, allora gio-
vani, lo ricordano con espressioni di stima e di affetto, per la profonda
umanità alla quale era improntata la sua opera, anche se caratterial-
mente non era “largo” nel rilasciare i cosiddetti “buoni di malattia”,
certificati di dispensa dal servizio militare o false dichiarazioni per far
ottenere la licenza ad un soldato. Forte della esperienza africana era
particolarmente esigente sugli adempimenti in materia di igiene e sa-
nità: ad esempio organizzò un revisione dei regolamenti comunali, ap-
portando varie modifiche e innovazioni al cosiddetto “Regolamento di Il dott. Adolfo Cantarelli, fotografato a cavallo nel febbraio 1928 in via Roma,
Igiene”, deliberato dal consiglio comunale nel 1912. Per le medicine pronto per rispondere ad una chiamata in una frazione.
ricorreva frequentemente a quelle preparate con Dora Vianelli, le car-
tine con farmaci in polvere, le ostie, qualche sciroppo; la disponibilità Augusto Cantarelli è autore di due pregevoli pubblicazioni sui Sassoferra-
di prodotti farmaceutici era allora molto limitata, quindi bisognava pro- tesi: una curata con Vincenzo Renelli (edita 2006) dal titolo “Mancano al-
durli leggendo manuali e basandosi sul sapere, sul buon senso e su l’appello” con i nomi e le foto dei concittadini caduti nella II Guerra
un certo acume che sicuramente non mancava ad entrambi. Frequenti Mondiale, comprese le vittime civili (171 nominativi); l’altra (edita 2008) dal
i casi di piccoli interventi chirurgici in ambulatorio per ferite o infortuni titolo “Sassoferratesi in Africa 1935-1943”, riguarda militari e civili (in to-
tale 297 persone) con testimonianze, foto e documenti dell’epoca. Chi
sul lavoro; a volte estrazioni dentarie, magari in piena notte, assistenza,
fosse interessato ai volumetti può rivolgersi all’Autore.
su richiesta della ostetrica, a qualche parto che presentava problemi.

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Tra Borgo e Castello...
Sassoferrato “n’duello”
di Vittorio e Mario Toni
C’è sempre stato un esasperato campanilismo, tra Borgo e Castello e Ebbene, cosa successe? In un’altra seduta del Consiglio Comunale,
già in un documento antico del 1531 (agli atti del Comune) era scritto: venne, quasi all’unanimità deliberato l’avvio del fantomatico progetto.
“….. in la terra de saxiferrato……bataglie fra li homini de dicta terra L’allora Sindaco, soddisfatto di aver collocato la “prima pietra”, com-
cioè del Castello et del Borgo con saxi, bastoni, et certe armi, delle mentò all’unico consigliere castellano che aveva votato contro:
quale bataglie non prevedendosi facilmente ne potria nascere gran- “Achille...., ti capisco”!
dissimo scandalo……BANIMENTO/ORDINA …… non ardiscano ne A questo punto insorge l’orgoglio e la tenacia del popolo castellano:
presumano in alcun modo far decta bataglia, ne con saxi bastoni ne “questa volta troveranno pane per i loro denti!”
altra generatione de arme, o, cose et instrumenti apti da decte bata- Dopo qualche mese……. erano le 14,30 del 10 febbraio 1958 di un
glie….PENA……tre tracti de corda…..” pomeriggio piovigginoso, quando, dalla piazza principale del Comune,

“Restò celebre la sanguinosa disfida tra sei uomini del Castello e sei
uomini del Borgo, avvenuta presso il Lago Trasimento nel 1567. Solo
uno del Borgo sopravvisse”.

Sarà anche per la singolare conformazione del paese; in alto il me-


dioevale Castello, in basso il Borgo, a ridosso di una collina che già di
per se separava le due fazioni.
Nel succedersi degli anni molte sono state le discordie, le antipatie,
l’invidia e via dicendo. E’ vero, non diciamo niente di nuovo, già i Guelfi
e i Ghibellini ne subirono le conseguenze. Le sassaiole tra i giovani del
Borgo e quelli del Castello, che avvenivano su terreno neutro del Parco
della Rimembranza, sono ricordi recenti. Adesso l’antagonismo è di-
ventato solo un curioso ricordo. I tempi sono cambiati in fretta per via
dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione, di trasporto, di cultura ecc.
e così anche le distanze si sono ridotte e l’aggregazione è migliorata. (Bertini, Benedetti, Rosa, Maiolatesi, Riccardi, Renzaglia, Rossi e Lunardi)
All’inizio del secolo scorso, molto è stato fatto per attenuare questa
“naturale” separazione. Così a metà strada furono costruite le Scuole, un corteo di gente castellana, giovani, anziani, donne, bambini, con-
il Parco della Rimembranza e l’Asilo presso Palazzo Montanari. Sono tadini, si muove alla volta del Borgo. Su al Castello, quel fatìdico po-
state imprese notevoli, grossi sbancamenti di terreno e tutto per fa- meriggio, rimasero solo le suore di clausura. In testa al corteo un carro
vorire l’aggregazione tra le due fazioni. di buoi di rosso infiocchettati trasportano un bel Municipio, magi-
I risultati non sono mancati, ma l’invidia non è mai venuta meno tra i stralmente riprodotto in scala, frutto di tanto lavoro, portato avanti da
borghegiani e i castellani. I primi perché le Istituzioni, la parte storica, giovani castellani. Seguiva il carro, un valletto (Italo Rosa), ben vestito,
le famiglie notabili erano da sempre lassù, i secondi perché il com- con in braccio - adagiato su di un cuscino di velluto -, il batocco della
mercio, lo svago, i bar più alla moda, le attrezzature sportive, le indu- torre campanaria. Alle sue spalle, la “rappresentanza” delle più alte
strie erano laggiù. Allora pensa che ti ripensa un bel giorno di non tanti cariche del Comune con al centro il figurante Sindaco, munito della tra-
anni fa (1958) qualcuno dei borghegiani disse: “Ma perché, noi che sversale fascia tricolore, ai lati , il Segretario Comunale, i Consiglieri
oramai siamo la parte produttiva del paese, quella che occupa i pre- e, subito dopo, la Banda Musicale: la” Funeral Banda” che intonava
sidi più prestigiosi non decidiamo di portare quaggiù quelle strutture le musiche più funeree scelte per l’occasione. Seguiva una numerosa
istituzionali ?” Detto fatto, in poco tempo in Consiglio Comunale si folla. Tra i manifestanti non mancavano quelli tenevano alti i cartelli
approva il trasferimento della Pretura. Il primo raid va a segno: la Pre- degli slogan (1). Il corteo si snodava lungo Via della Pace (non poteva
tura dal Castello viene trasferita al Borgo, in un anonimo palazzetto la esserci via migliore) sempre più numeroso, fino ad arrivare alle prime
cui architettura non poteva certo reggere al fascino di Palazzo Oliva, co- case del Borgo. Qui si accodava il popolo del borghegiani; molti i cu-
struito nel Sec. XV. Siamo negli anni ’50 e considerato il momento fa- riosi, i sostenitori e alcuni simpatizzanti castellani. Il corteo quindi pro-
vorevole, sempre i borghegiani, mettono in moto un più ampio seguiva fino a raggiungere, dopo il Ponte Due Giugno, quello spiazzo
progetto, quello di trasferire, pensate, pensate, “nientepopòdimeno- destinato alla costruzione dell’ipotetico Comune. Sì, proprio lì, dove
che” IL MUNICIPIO in Borgo. Bèh, l’impresa non è certo cosa da poco. ora c’è il monumento dedicato all’Avis.

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Questo il discorso integrale pronunciato, a tutto volume, dal Sindaco, designato nella persona dell’eclet-
tico Nilo Antonio Radicioni (Tonillo):
“Dalla città di Sassoferrato ai frazionisti della contrada Borgo:
Cittadiniiiiiii……….!
Una vostra utopistica aspirazione sarà oggi soddisfatta.
I cittadini di Sassoferrato, mossi da spirito altruista e comprensivo, come per il passato li hanno sempre distinti, ad unanimità di
voti hanno deliberato di far dono a voi della Sede Comunale che dovrà essere posta al di là del fiume Sanguerone.
La decisione è stata maturata dopo una lunga ed approfondita discussione nel corso della quale è emersa la necessità di porre fine
alle secolari discordie che hanno sempre funestato i buoni rapporti fra città e frazione.
Non essendo però saggio e ne conveniente costruire un nuovo edificio, dato che comporterebbe una spesa ingentissima, e, non
essendo altresì possibile trasportare l’attuale Sede senza l’impegno dell’energia atomica, il Presidente del Comitato, certo di far
cosa gradita a tutti voi, vi invia in forma ufficiale la copia esatta della Sede attuale ed in attesa che giunga la campana civica vi
consegna il “badocco” onde venga posto nel luogo da voi ritenuto più idoneo.”
Il Presidente del Comitato, Napoleone

Questi gli slogan portati in corteo e pronunciati a conclusione della manifestazione:


“Noi veniamo da Sassoferrato e il Comune vi abbiamo portato.”
“Se il Comune lo volete il Sentino ci darete.”
“Però tanto si è parlato che un fiume in cambio sarà dato.”
“Non vogliamo il Sanguerone perché manda un triste odore.”
“Che pretese inutilmente hanno tutta questa gente.”
“Il Comune per noi è tanto la difesa resta un vanto.”
“Mille anni e più che è fabbricato resti lì dove è piantato!
“La campana da voi fatta non ci sembra troppo esatta perché il nostro campanone ha un “badocco” che è un campione.”
“Noi vogliamo riparare a quel vostro losco affare e il “badocco” vi portiamo ed in mano ve lo mettiamo.”
“Voi che comprendete presto provvedete per l’innesto così il nostro campanone suonerà per voi “ILLUSIONE!!!!”

Via Crocifisso, 43/A - SASSOFERRATO (AN)

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Correva l’anno...

Nilo Antonio Radicioni “Il Papa” a Sassoferrato. (Anno 1984) Passaggio della Madonna Pellegrina (Archivio Porfiri)

Lina e Nilo Antonio Radicioni Esploratori della Parrocchi di San Pietro (Archivio Porfiri)

Mallio ed Elio Toni, Nazareno Nubola, Pacino Amori, Giovanni Toni. 1954: Classe III Avviamento professionale.
Aldo Amori, Giacomo Fata e Manfredo Amori.

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Vento di poesia
Ai miei tempi di Amedeo Vitaletti
Bozzetto di vita valdolmese composto da Amedeo Vitaletti intorno agli anni dieci del secolo scorso.
I nomi e i personaggi citati sono veri

Angiolinella molta rabbia proa -“se fusse visto quel birbune mia?” Se taja su mandrendo. –“tu du arcacce” (13) (14)
Al giocar delle bocce al suo dintorno -“stea con Rigo e Madeo là ‘l<piscibetto> (6) -“io butto giù col filo, ciò ‘j uncine
-Maledetto quel dio che nun se troa -“i tre de l’oriente ce vorria: (7) Che me basta per cento fascinacce,
- Gite via o vò a pijà ‘l palo del forno quela pora somara sta a sticchetto” la rae è impicciata da Pippo de Bine” (13)

A sti pori muneje tocca fa le giostre Sta mattina ‘l curato era furente Uogge che s’armagna? Tu que fae commà?
Anche verso la fonte ci true chi comanda Si riferiva al ballo de iersera -“’n saprisce que te fa, ‘l mia è minchionato
- “via de qua, gite alle parte vostre” “Fratelli, la questione parimente, (8) J’ho fatto la pulenta e ‘l baccalà
Te sentirai uccà l’austera Veneranda (1) Dio è stufo de voi, fate preghiera”. ‘n te l’ha ‘saggiata, mango ‘j ha guardato.”

Le bocce si giocavano a “grottone” (2) “Compar Gioannì quante ‘olte ha sonato?” Miei buoni vecchi amici di Valdolmo
Da una cantina all’altra in allegria In vece sua risponderà Prassede: Cari quei tempi di reminiscenza
-“meneje a quella boccia ‘n fa ‘l cojone” -“sarà più de mezzora ch’ha cennato. Di quei ricordi ho l’animo ricolmo
-“boccate gente giamo a sentì ‘l mia” Vai a smorsà le candele o a spojà ‘l prete?” Oh gaia e spensierata adolescenza!

Mariucciona sdegnata al molinaro (3) -“compar Lorè… me prieste ‘l bigonzino? Dedico a te i miei versi o suol natio
“Senta, Marino, come devo fare? Sci ei fatto colazione viene a be’ Sogno dei sogni, meta delle mete
Hai fatto ‘na farina come ‘l faro. Sto tramutando quel goccio de vino” A te confido ogni pensiero mio
Il pane non si possono mangiare” -“Grazie compà nun me sento tanto be’ ” Fa chio torni a goder della tua quiete

“Guarda ‘n pu chi s’arvede, commo và, “Possa morì d’un colpo que la botte Contrade amiche, vocaboli del cuore
da du ne vienghe, a casa stanno bè? Pare ‘n caniestro nun vole stagnà Dalla montagna scender giù man mano
Mammeta de que n’è? Bocca compà Da stamattina che ce sto a combatte Chiara sorgente dello “scarcatore” (15)
Ch’arifrescamo – mo vò a caccià da be” Dopo dice uno nun te spazientà” Vernaccia dolce del mio “Foralpiano” (16) (9)

E’ venerdì di fiera a Sasferrato Bon giorno compar Pie’…du’ te ne vae? Il mio pensiero all’Aldilà si estende
Aria de festa molto brio e baldanza -“arrivo giù ‘l pianaccio che sci arpioe (9) Agli Avi di cui fummo le speranze
-“compà me fai vettura, vai al mercato?” nun ce s’arbocca, vorria mette du’ fae” (10) Dalle ciglia una lacrima mi scende
-“ Munta ‘nnanze, se stucca ‘l sottopanza” (4) -“O Fio’ …dije n‘pu a Sabatino sci se smoe” Nel rimembrar di Ogniuno le sembianze.

La cipollina voltegaa la piazza ‘l giorno de San Gijo davanti la chiesa (11) Madeo de la bionda
L’oa a tre soldi, “perché ‘n ve le magnate?” Sci avesce visto la gente che c’era! (Amedeo Vitaletti: la madre era soprannomi-
Dai bagarini quella brutta razza (5) Gazzose, angurie, ogniuno facìa spesa nata la Bionda per i capelli castano chiari,
‘n te ce poli accostà, gea a schioppettate. (5) Ugone uccava “Oee … che belle pera” (1) quasi biondi) (17)

Giù pe’ sti campi ‘n se po’ salvà gnente “Staje attenti a ‘ste pecora ‘n fa danno
“Ci ajo ‘na pianticella de brignune Avviele ‘n pezzo ‘n su che sci l’arcala (12)
Che possano morì de ‘n’accidente, Quann’è vero chi ‘l sa, te pijo te scanno
ce n’aesse lassato uno sti birbune. Preparate la fossa con la pala”
(1) “ucca”: uccare, urlare. troppo peso nel dietro del calessino tende a sollevare le stanghe e
(2) Giocare a “grottone” voleva dire che i perdenti dovevano poi invitare i quindi a forzare il sottopancia che potrebbe rompersi).
vincitori a bere il vino nelle proprie cantine che a volte si trovavano in (5) “bagarini” nel senso popolare antico di “venditore al minuto” e “gea a
grotte scavate nella roccia. schioppettate” : c’era una ressa che solo a schioppettate una persona
(3) “Mariucciona” era una donna che cercava di parlare forbito e diceva poteva farsi largo.
degli sfrondoni grammaticali per cui veniva presa in giro. (6) il “piscibetto” è una zona del torrente, che lambisce Valdolmo, vicino
(4) “Sali davanti, altrimenti si potrebbe rompere il sottopancia” (il sotto- alle sorgenti: è una specie di forra derivata da una cascatella: all’uscita
pancia è quella fascia di cuoio che passa sotto la pancia del cavallo e l’acqua veniva bloccata da una piccola diga costruita dai ragazzi del
regge le due stanghe del calessino, l’una a destra e l’altra a sinistra: il posto con pietre e pellicce di erba che venivano raccolte nelle vicinanze;

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si formava così come una enorme vasca dove in estate si nuotava e ci (15) Lo “scarcatore” era ed è una specie di canalone, non lontano da Val-
si faceva il bagno; d’inverno, il torrente in piena distruggeva la piccola dolmo, che scende da una delle propaggini del Monte Strega, formato
diga che però ogni estate veniva ricostruita. per lo più da breccia e che raccoglie le acque di una sorgente.
(7) “i tre de l’oriente ce vorria”: con riferimento ai Magi del presepio. Era (16) “vernaccia” vitigno locale che dà uva nera, piuttosto dolce di un sa-
una frase che le madri di famiglia spesso ripetevano per dire che ci vo- pore particolare gradevole; il vino che ne deriva è anche esso piuttosto
levano i magi per provvedere a tutto e per dire anche che solo i magi dolce molto apprezzato. Questo vitigno è diverso da quello dello stesso
sarebbero riusciti a far capire ai figli quali dovessero essere i loro do- nome che si coltiva in Toscana e in Sardegna: l’uva è di colore verde
veri. giallastro sul dorato, che da un vino bianco secco tra i più noti in Italia
(8) Il curato della parrocchia si chiamava Don Domenico e nelle prediche (credo che in Sardegna con l’uva appassita si faccia un vino semisecco
ripeteva come intercalare la frase “parimenti la questione”, che nes- da dessert).
suno sapeva cosa volesse dire, ma che era motivo di presa in giro. (17) Amedeo Vitaletti, (cugino di primo grado del prof. Guido Vitaletti), fi-
(9) Il “pianaccio” il “foralpiano” sono nomi di campi coltivati che si trovano glio di Marino mugnaio citato nella poesia, militava nell’Arma dei carabi-
nei dintorni di Valdolmo. nieri con il grado di maresciallo maggiore quando scrisse questa poesia. Si
dilettava a scrivere poesie su argomenti vari; faceva parte anche lui, in un
(10) “Arboccare” voleva dire che sul terreno non ci si può camminare in
certo senso, di quei poeti improvvisatori che, contadini e montanari della
quanto fangoso per le piogge recenti (boccare = entrare / arboccare =
zona di Valdolmo e frazioni vicine, si sfidavano nelle osterie, davanti a un fia-
uscire)
sco di vino, a suon di
(11) “San Gijo”: Sant’Egidio patrono della parrocchia della frazione così rime su argomenti pro-
chiamata e di cui faceva parte Valdolmo. posti dagli ascoltatori.
(12) “arcala”: arcalare, ricalare cioè scendere di nuovo dal pascolo senza fi- Tra essi ricordo Nicolò
nire di mangiare e senza che alcuno le controllasse con il rischio che si Rossi di Regedano che
potessero perdere e non tornare più all’ovile. si impiegò come usciere
(13) “Mandrendo”è una zona del Monte Strega ricca di boschi cedui, di al Comune di Roma e
proprietà della Comunanza, cioè di tutti i residenti nelle frazioni di Val- Giovanni Passari di Val-
dolmo, S. Egidio e Baruccio ai piedi del monte: gli alberi venivano ta- dolmo che fece a Roma
gliati a regola d’arte a rotazione ogni dieci anni; la legna veniva poi l’assistente edile: i loro
raccolta in fascine e tronchi, che venivano poi trasferiti a valle me- versi furono pubblicati
diante una specie di teleferica costruita da un enorme filo di acciaio in una antologia della
lungo centinaia di metri, che ogni anno gli abitanti delle frazioni inte- poesia dialettale del-
ressate stendevano dalla zona di raccolta della legna in montagna alla l’alta valle dell’Esino
zona di ricezione a valle. Le fascine e i tronchi venivano legati e ag- edita dalla CEF Fabriano
ganciati ad un uncino di ferro che, a sua volta, veniva posto sul filo nel 1979. Questi im-
della teleferica in un modo particolare per far si che scendesse piutto- provvisatori erano personaggi straordinari vissuti tra la seconda metà del-
sto lentamente e non si usurasse velocemente per l’attrito. Ad ogni fa- l’ottocento e la prima metà del Novecento nelle nostre zone in una situazione
miglia veniva assegnato un determinato appezzamento, che era più o che adesso sarebbe considerata di estrema povertà: abitavano in case senza
meno accessibile, più o meno lontano dal luogo dove la legna tagliata luce, senza servizi igienici, con l’acqua da attingere solo alla fonte o alle
veniva raccolta per essere poi portata a valle, nel luogo di ricezione, da sorgenti o talvolta in appositi vasconi dove veniva raccolta l’acqua piovana;
dove poi, caricata su birocci o carri trainati da buoi o imbastita su asini quasi analfabeti (i più avevano fatto si e no la terza elementare, qualcuno
o muli, era portata alle singole abitazioni. Dato che i vari appezzamenti poi, da autodidatta, aveva incrementato ed affinato la propria cultura). Pos-
erano in posizioni diversamente favorevoli e agevoli si assegnavano a sedevano questa dote di poetare (come dicevano coloro che andavano ad
sorte mediante una conta (così veniva chiamata) a cui partecipavano ascoltarli), di trattare cioè in rima argomenti vari improvvisati. Questa fa-
tutti gli aventi diritto che si mettevano in circolo: era uno spettacolo coltà particolare derivava loro anche dal fatto, ed anche qui c’è dello stra-
divertente per chi assisteva dall’esterno, ma molto preso sul serio da ordinario, che, nelle veglie durante le lunghe notti invernali al caldo delle
chi vi partecipava con discussioni accanite che degeneravano a volte in stalle, tra paesani interessati ad ascoltarli, leggevano versi in ottava rima,
liti furibonde per prendere un determinato posto o quando si sbagliava su libri logori e sgualciti, riguardanti le gesta del Guerrin Meschino, dei Reali
nel conteggio: ognuno, come se giocasse a morra, stendeva le dita di di Francia, dei crociati nella Gerusalemme liberata, dei Paladini: li legge-
una mano e si faceva il conto delle dita aperte, il numero del totale ve- vano con una cantilena che sembra derivasse dai trovatori trecenteschi; pro-
niva utilizzato per designare, partendo da uno dei partecipanti preso a babilmente non ci capivano gran che, ma venivano attratti dalla musicalità
caso, chi avrebbe dovuto tagliare quel particolare appezzamento. E così del verso e le relative parole si imprimevano in mente cosicchè da organiz-
via fino a che non venivano esauriti tutti gli appezzamenti da tagliare. zarle poi quando dovevano improvvisare.
Chi dirigeva il tutto era una specie di giudice che non doveva essere in-
teressato al taglio e doveva godere della fiducia di tutti. Chi ha compilato queste note, ormai oltre gli ottantaquattro anni, quando
La “rae” è una specie di canalone di breccia che dal monte scende a valle, li andava ad ascoltare da studente, prima liceale poi universitario, rimaneva
sul quale si trascinavano, a forza di braccia e di spalle quando non era sempre sbalordito per la precisione e la rispondenza all’argomento propo-
possibile avvalersi della teleferica, le fascine e i tronchi della legna le- sto: veniva a volte chiamato in causa perché, conoscendo i suoi studi, pen-
gati con corde: si formavano delle piccole cataste con una particolare savano che sarebbe stato in grado di contrastarli adeguatamente; egli,
tecnica in modo da tenerle unite e compatte. invece, si sottraeva alla sfida con scuse varie e con loro grande delusione
e con grande scorno per la cultura scolastica che egli rappresentava ai loro
(14) ”arcacce” da arcacciare , ricacciare cioè tirar fuori dal bosco la legna occhi: non era in grado di rispondere assolutamente in rima.
tagliata per portarla a valle
(Marino Vitaletti)

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Solitudine Abbandonata Colori di Stagione
Giovanni Mazzotta Donatella Rota Sperti Giovanni Mazzotta

Immerso Negli occhi della bestiola I rami delle querce


nel silenzio del mare profondo, scaraventata sulla strada ondeggian verdeggianti,
la dove sospiri ed urla un infinito stupore sospinti dalla brezza
s’annullano, e tutta la tristezza del mondo. al sol di primavera.
lo sciabordio dell’acqua, Sul mezzo che fugge
che frange la scogliera, se ne va l’uomo ch’essa credeva amico, Sul ciglio della strada,
è amico forte e tenace l’uomo per cui avrebbe dato la vita. inumidita da brina mattutina,
alla tua solitudine. Corre la bestiola sull’asfalto che scotta. fan mostra di sé
L’arsura le brucia la gola. i rossi papaveri.
I pensieri, Forse è solo un gioco…
cavalli ondosi e spumeggianti, Forse lui è là, dietro quella curva, Il fulgido colore
corrono nella tua mente, o dietro l’altra…o l’altra… e l’aspetta… ammalia la tua vista
inarrestabili. Essa ha tanto amore da dare ancora. e oscura ai sensi
Non sa che l’amore è merce senza mercato: l’umile primula
Il silenzio t’avvolge, non interessa a nessuno, o la campestre avena.
e sogni l’ignoto domani anche se regalato,
qual fragile sicurezza. o forse solo a qualche sprovveduto A giorni il giallo delle messi
che ancora non s’è accorto e la festa dei raccolti
E’ la tua vita! quanto è cambiato il mondo, ricoprirà gli spazi.
come s’è fatto brutto.
Scende la sera. Il cielo è tutto buio.. Poi il duro lavoro nei campi….
Passano rombando mostri
con grandi occhi gialli. Il rosso…
Lui non è qui. Lui non l’ha aspettata. Il giallo…
Fermati cagnolina! Il verde…
Dalla finestra di casa mia Sei troppo, troppo stanca.
E’ deserta la strada.
Il colore della paglia secca…
Ruggero Rossi Dormono le case. Apparire ed essere…
Dei cani alla catena abbaiano alla luna. Frammenti di colori e luce.
Le rondini nel cielo volteggiano Lo so: tu non puoi credere
soavi melodie echeggiano che t’abbia abbandonata. Nel ritmato muoversi delle stagioni
di uccelli il cinguettio un altro tassello
presso il nido natio. Il melograno fiorito al tempo della vita.
il colle imbiondito
da ginestre in fiore
con gradevole odore
trasportato dal vento
è un bello evento.
Il verde che circonda duemaggioduemilaotto primoottobreduemilasei
con sfumata intensità Maura Misci Maura Misci
investe come un‘onda
il pensiero che va all’aldilà. Se mi lasci il tempo, I piedi vanno avanti,
Il mio paradiso il tempo mi guarisce. siano nudi o chiusi in scarpe.
mi procura un sorriso, La luce della notte, Il sole sorge e tramonta,
un sollievo all’astenia in tante candele accese, la nostalgia del vissuto è
dalla finestra di casa mia. è stella su di me. una appartenenza che va e viene.
Amami, se vuoi, La meraviglia è trovare gioia
ma non dirmelo più nelle lacrime della pioggia
da distanze incolmabili e si va nel fluire
non dirlo come l’acqua di un fiume.
se non sei qui
a sussurrarlo sopra le dita
che sfiorano le labbra nell’udirlo.

46
Siamo nel 1943
, l’Italia è divis
i tedeschi indie a,
La post@ dei soci Giovani ragazzi re
nostri pa
tre g g ia no
pubblichini infatua
esi a caccia di ‘’v
In casa nostra ab
e g li alleati avanza
ti e desider
olontari ‘’.
no.
osi di allargare le
file, girano nei
biamo ricavato un
na scondiglio per mio
Due ricordi di guerra anni. E’ magro co
me un chiodo e m
ia madre impazzisc
fratello che ha dic
iassette
Un giorno, dalla fin e all’idea che lo po
Pubblichiamo con piacere questi due toccanti “ricordi di guerra’’ di estra che dà sulla rtino via.
pubblichini’’ un ra Piazza del Paese,
vita Sassoferratese nel periodo bellico, redatti da Giuseppina Pe- gazzo del nostro pa vediamo sfilare
ese amico di mio tra i ‘’re-
di et à. Grande spavento fra tello e di poco mag
sciarelli, che oggi vive a Peschiera Borromeo (MI) perché lui conosc giore
dei nostri giovani. e le date di nasc
Non trascorre ne ita
suonare il campa ppure un’ora che
nello. Mamma ed sentiamo
porta, ci troviamo io, terrorizzate, ap
davanti questo ra riamo la
Ultima analisi venuto a cercare
mio fratello per de
gazzo e pensiam
o che sia
di Rinaldo Porzio ticolare Invece si dimostra nunciarlo.
rico nos cer e a mia mo glie Maria Grazia un grande e par gn
molto depresso, è
stanco, è sporco,
Devo rche. o di fare un bagn
o conoscere e amare le Ma o e di bruciare i su ha biso-
merito: quello di avermi fatt ogn i ann o inin terr otta me nte , pie ni di pid oc ch i. Lo aiu
oi indumenti che
sono
trimonio, tiamo mettendogli
Dal 1971, data del nostro ma han no avu to luo go qui, a Sas- stra casa, non fa
do ma
a disposizione la no
-
anze est ive nd e, non si guarda in
gran parte delle nostre vac mo lto tem po, rimane per me in- se ne va a raggiun
ge re
giro, ci ringrazia e
è tras cor so i su oi camerati.
soferrato. Anche se ormai li amici e Non ha tradito l’a
dialità e simpatia con le qua micizia.
delebile il ricordo della cor ofe , Dar ia,
iano, Franco, Giannetto, Cle
conoscenti sassoferratesi, Luc
altr i fino al
Marcella, Gianni e tanti
, mi han no ac-
mitico Biagio Marini
ade sso , sep pur imm eri-
unità che Ottant’anni sono tanti ma
colto nella loro comunità (com
poc hin o anc he mia). Dapprincipio mi stupivo basta non pensarci per no
tatamente , sen to un
e di Ber gam o, quasi a ren- I ricordi brutti e belli sono tan
ti anc he loro
n sentirli.
Pie mo nte , forse sono più i brutti che
quando i miei colleghi del che hai sap uto inse - vissuti da ragazzina anche
se la gio ventù, credetemi, allora mi
i belli e i più tristi li ho
o: “Beato te
dermene merito, mi dicevan nero. Ci sono due episodi che faceva vedere rosa persino
l fort una to lem bo d’It alia ...”, ma ben presto ho capito Nel
non ho dimenticato. il
rirti in que oso : il ma re, col- 194 0 qua ndo l’Ita lia era ent rata
sag gio me rav igli in gue rra ave vo compiuto dodici anni.
che avevano ragione. Un pae ibili, Era iniziato per la mia famiglia
pennino così vicini e access , come per moltissime altre, un
line seducenti, i monti dell’Ap ria! ), ho nep pur e mo lto capito per via della mia giov periodo molto doloroso che fors
e lode a Rosaria e Anna Ma ane età. I fratelli erano partiti e non
una cucina prelibata (dieci i abi tan ti ...
sorelle maggiori, già sposate
, non si sap
per la guerra e delle
za dei suo eva nulla.
l’ottimismo e l’intraprenden la Ero la più piccola di una nidiata
ra piccoli, abbiamo raggiunto di tredici figli, in casa eravam
Un giorno, con i miei figli allo bel liss ima gio rna ta: la con i genitori ormai anziani. o rimasti soltanto mio fratello
ed io
ga. Una
croce in ferro del Monte Stre lì a tes tim oni are . Vive vam o in un pae sino dell ’ent rote rra ma
è tutt ora rchi gian o, Sassoferrato, e nei primi
foto ancor nitida nell’album più eravamo sempre riusciti più o anni del conflitto
i mi piace ricordare, in anni meno a mangiare ed il nostro
Fra le tante gite ed escursion re l’er em o di Mo nte bar dam ent i. paese era stato risparmiato dai
bom-
raggiunge
recenti, l’ardua scarpinata per Erano arrivati molti sfollati da
Anc ona , da
ro. Rom a e persino da Zara. Il desider
Cucco, allora in via di restau poter sapere qualcosa degli io più grande era di
ten za all’alb a. Tut to fac ile per la dozzina di valorosi fino Mia ma dre
altri componenti della nostra
grande famiglia..
Par acc ia, per poi vive va in uno stat o di ang
ta, il gruppo si sfil oscia continua e pregava mo
ai piedi del colle, poi la sali il meritato pranzo al
tire per Gualdo Tadino, dove
vivevano due delle mie sore
ltissimo. Un giorno decise par-
i, pun tua li e alle gri, per Par lle e mi portò con sé.
ritrovarci tutt timmo a piedi per Fabriano che
distava 18 km da nostro paese,
rniciare.
sacco. Altra giornata da inco ate pre sso l’ospi-
il treno per Gualdo o meglio
il carro bestiame. Ci incamm
da lì avremmo potuto prende
re
le cen e di fine est inam
E come dimenticare Pes ciar elli ? Cen e con l’inc osc ienz a dell a giov ent ù, incu rios
mo , mia madre con tanta ansia,
io
la e Gianni ita e quasi euforica per l’avventura
talissima abitazione di Pao velò più lungo del previsto e . Il viaggio a piedi si ri-
lari, dur ant e le qua li alle “signore” era tassativa- per cav
fummo sorprese dal coprifu
oco. Una pattuglia di soldati
partico pre par a- arce la inve nta mm o di ess ci fermò e
cucina, essendo la ere del posto. Bussammo, mo
mente vietato l’accesso in rva ta ai sol i che riuscimmo a raggiungere.
Imm agi nat
lto spaventate, alla prima por
ta
rogativa rise e la scena perché è lunga da
zione dei vari piatti pre que lle occ asio ni Questi signori, mai visti prim
a, ci acc olse
raccontare.
lo me no in ro in casa loro e si offrirono di osp
maschietti, riconosciuti - per Un’altra sorpresa ci attende itarci per la notte.
rezz atis sim i che f dal le commensali soddisfatte e am ici dell e
va. Poco prima di sederci a
tavola, arrivarono due ufficial
- app aiu tav a non loro giov ani figl ie, e pro prio i inglesi ,
tudine, che ci dai due ufficiali ottenemmo
plaudenti.Simpatica consue la fine del le va- treno. Grande stupore, il gior
no suc ces sivo
il lasciapassare per salire sul
onia per , da parte dei nostri compagni
poco ad attenuare la malinc scivano a capire come avessim di viaggio che non riu-
ze non chè la sot tile app ren sione per la ripresa delle cerc am mo
o mai potuto ottenere tale doc
umento. Arrivati a Gualdo Tad
can la casa della famiglia di mio ino
cognato per rivedere mia sore
imminenti attività autunnali. var ie iniz iati ve, masta sola con due bambini
, di tre ann i
lla. La trovammo ma era ri-
gradito le e di otto mesi. Suo marito era
Di Sassoferrato ho sempre Eravamo partite in due e torn morto da due mesi.
tico lar mo do le Sac re rap presentazioni nel pe- dell a vita
ammo al paese in cinque. Non
sono i numeri del lotto ma gli
in par sul la e dell a gue rra. scherzi
Cristo “veramente”
riodo pasquale (con Gesù sica li e poo e-
serate mu
croce), il Presepe diffuso, le
la Roc ca, l’im por tan te appuntamento an-
tiche sul tino
pre mio di pittura G.B. Salvi, il merca
nuale con la mostra e il
tti ... plimentarmi con tutti coloro
d’altri tempi in piazza Matteo
di que ste mie brevi riflessioni, desidero com atesi nel
Da ultimo , al term ine vole associazione “Sassoferr
, con lod evo le imp egn o, portano avanti questa merite “Sa sso ferr ato mia ”, ideale
che ve; e infine la bella rivista
lità e le sue iniz iati
mondo”, la sua fina o lontani da Sasso.
buona parte dell’anno, siam
trait d’union con noi che, per

47
Notizie in breve
L’Associazione Sassoferratesi nel agosto 2009 una gita giornaliera in pul- Con piacere comunichiamo ai lettori che
Mondo, visti i risultati delle recenti lman Gran Turismo a Cesena (Forlì) per vi- l’opera ammirevole del nostro concittadino e
elezioni comunali, esprime al Sindaco sitare la Mostra di Gian Battista Salvi “il socio-onorario della Associazione, Padre
e ai Consiglieri le più vive congratula- Sassoferrato” e la famosa Biblioteca Armando Pierucci, presidente della Scuola
zioni e gli auguri di buon lavoro. Nel- Malatestiana. L’iniziativa è aperta non solo di Musica “Magnificat” di Gerusalemme, ri-
l’intento di fare cosa gradita ai lettori ai soci. Le prenotazioni, le informazioni ed i scuote continui successi. Eccone soltanto al-
pubblica di seguito gli incarichi attri- contatti dovranno essere presi direttamente, cuni: in gennaio 2009 si è svolto il 10°
buiti. entro il 25 luglio p.v., presso l’Agenzia di Concerto Pianistico Tavasani, al quale con-
Maya Viaggi di Sassoferrato - Tel. 0732 corrono gran parte degli allievi, soprattutto
Sindaco Ugo Pesciarelli: Affari Generali e 96590 fax 0732 96127 cell. 393.9273209 – Israeliani e Palestinesi, che studiano e suo-
Istituz. – Rapporti con gli Enti Pubblici - Sa- 393.9410900. nano insieme, aspirando ad un futuro di pace.
nità - Personale – Polizia Municipale – Ur- ______________________________ Nel mese di marzo 2009 Padre Pierucci as-
banistica e Governo del Territorio. sieme a due cantanti della Scuola ha tenuto
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassofer-
Assessore Massimo Bardelli: Cultura, Turi- 4 importanti concerti in Italia: in particolare il
rato ha ottenuto un importante successo, nel-
smo, Comunicazione e Spettacolo. primo, tenutosi al Teatro Pergolesi di Jesi, ha
l’interesse della qualità della vita di tutti i
Assessore Andrea Fratini: Attività Produt- avuto enorme successo, con un servizio sulla
cittadini. Infatti in data 20 aprile 2009 la Con-
tive, Commercio e Innovazioni Tecnologiche. TV di Rai Uno ed eco sulla stampa nazionale,
ferenza dei Servizi presso la Provincia di An-
Assessore Marco Giulietti: Ambiente, Eco- ma concerti affollati anche a Fabriano, Seni-
cona, ha nuovamente votato all'unanimità il
logia, Trasporti. gallia e Roma. Ancora tre concerti a Gerusa-
diniego alla costruzione dell'inceneritore pro-
Assessore Corrado Panetti: Servizi demo- lemme in onore della visita di tre giorni del
gettato dall'azienda Ritrama spa, inceneritore
grafici ed Immigrazione, Servizi Cimiteriali, Santo Padre a maggio in quella città. Padre
che aveva preoccupato moltissimo la maggior
Lavori pubblici, Rapporti con le Associazioni Pierucci è stato recentemente insignito del
parte dei cittadini, provocando la nascita del
e Gemellaggi. Comitato, l’adesione di importanti esperti e
titolo di Cavaliere dal presidente della Re-
Assessore Paolo Stefanelli: Bilancio e Fi- docenti universitari e la redazione di un do- pubblica Giorgio Napolitano.
nanze, Patrimonio e Contenzioso. cumento contro l’inceneritore firmato da al- ______________________________
Assessore Lorena Varani: Servizi Sociali, cune migliaia di persone. Elogiata
Politiche giovanili e Scuola. pubblicamente dagli enti presenti alla Confe- L’inaugurazione ufficiale della restaurata
______________________________ renza l'azione svolta dal Comitato Tutela Am- Abbazia di Santa Croce (sec. XII), è pro-
biente che ha sempre portato avanti la propria grammata per sabato 12 settembre 2009
Dal 18 al 23 agosto p.v., presso la ex azione con costanza ed assiduo impegno. dove potranno essere riammirate le impor-
chiesa di S. Giuseppe (Piazza del Comune), ______________________________ tanti opere a suo tempo ritirate dalla Soprin-
ci sarà una Mostra d’arte (pittura, cer- tendenza ai Beni Culturali a seguito del
mica, fotografia) di artisti dell’Associa- In data 19 maggio u.s. il Corpo Forestale dello terremoto de 1997.
zione. Stato di Ancona coadiuvato dagli ingegneri ______________________________
______________________________ dell’Area Procedure Autorizzazioni e Valuta-
zioni Ambientali della Provincia di Ancona ha Si rivolge invito ai lettori di segnalare al-
Il dr. Giuseppe Bianchi, nostro socio, ha posto sotto sequestro un impianto di tratta- l’Associazione nominativi di persone di ori-
pubblicato “Frammenti”: trattasi di un sim- mento di rifiuti pericolosi ubicato nella fra- gine sassoferratese, residenti sia in Italia
patico diario di racconti autobiografici di av- zione Gaville del comune di Sassoferrato. Le che all’estero per eventuali contatti.
venimenti realmente accaduti nella nostra indagini avevano avuto inizio dalla segnala- ______________________________
Frazione di Valdolmo la prima metà del se- zione da parte del Comitato Tutela Am-
colo scorso. Gli interessati potranno richie- biente di Sassoferrato, il quale aveva Si possono inviare domande, riflessioni,
dere la pubblicazione direttamente rilevato l’installazione e il funzionamento di proposte. Pubblicheremo le vostre lettere,
all’autore, residente a Sigillo (PG): Tel. 075 un impianto industriale per il trattamento di inerenti la nostra attività. Scriveteci al-
9177193 / 075 9177406 materiale in microfibre di vetro senza che tale l’indirizzo di posta elettronica: info@sas-
L’Associazione organizza per mercoledì 12 impianto avesse gli adeguati permessi. soferratomia.it

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Sassoferrato: da visitare
AREA ARCHEOLOGICA DI SENTINUM La “Civica Raccolta d’Arte” comprende 29 pregevoli opere che vanno dal XV
(Loc. S. Lucia, a 2 km dal centro abitato) al XVIII secolo. Tra queste, tre tavole appartenenti a Pietro Paolo Agabiti
Orario visite: dal lunedì al sabato e la II e IV domenica del mese: ore 8.00-14.00. (1470-1540), eccellente pittore, architetto e ceramista e tre tele di Giovan
Primo e terzo venerdì del mese: ore 14.00-19.00 Battista Salvi (1609-1685), il grande pittore universalmente conosciuto come
Agosto: tutti i giorni, ore 16.30-19.30. “il Sassoferrato”. La raccolta “Incisori marchigiani”, trasferita al Comune
Tel. 0732.956218/9561 - 338.4033204 (agosto) dai coniugi Mirella e Franco Pagliarini, comprende invece oltre 400 grafiche
(tra cui 17 disegni), realizzate da 210 artisti marchigiani.Opere che vanno
Sono visibili le strade (cardo e decumano), ruderi delle mura, pavimenti a mo- dal 1550 ai giorni nostri.
saico, colonne di granito. Recenti campagne di scavo hanno consentito il rin-
venimento di un importante sito termale pubblico ed hanno permesso di RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTE “G.B.SALVI”
ricavare utilissime indicazioni sulla conformazione dell’impianto urbanistico Palazzo ex Pretura, Via Garibaldi
di Sentinum e portare alla luce strade, fondamenta, tracce di pavimenti e fo-
Orario visite: dal 18 luglio al 30 agosto, tutti i giorni dalle ore 17 alle 21.
gnature di alcuni edifici del centro urbano dell’antica città romana.
MUSEO DELLA MINIERA DI ZOLFO
MUSEO ARCHEOLOGICO (Loc. Cabernardi, a km.10 da Sassoferrato)
(Palazzo dei Priori - piazza Matteotti)
Orario visite: Sabato e domenica: ore 15-19. –Prenotazione, anche altri
Orario visite: dal martedì al sabato: ore 10-12 giorni, tel. 0732-975241, 975025,333-3239363,0732-956218.
Sabato pomeriggio. Ore 16.30-19.30 - da settembre 15.30-18.30
Festivi: ore 16.30-19.30-da settembre: 15.30-18.30 Il Museo raccoglie in 5 ampie sale e in un lungo corridoio, documenti, foto-
In occasione del mercatino (25/7,16/8,29/8): anche ore 21.15-23 grafie, attrezzi da lavoro dell’ex Miniera di Zolfo di Cabernardi. Ottanta anni
Altri giorni ed orari: previo prenotazione: 0732-956218/9561 - 338.4033204 di attività industriale a cavallo tra gli ultimi anni dell’800 e la metà del se-
colo scorso. La ricca documentazione presenta, in una sezione, la vita del
Ristrutturato di recente, vi figurano numerose sculture ed altri reperti che do- paese e di quello che fu il più grande ed esteso centro minerario solfifero
cumentano gli aspetti più importanti della vita degli antichi abitanti di Sen- d’Europa.
tinum: l’organizzazione della vita politica e sociale, la religione, gli strumenti
necessari per una civile convivenza, anfore, lucerne, oggetti decorativi, mo- Abbazia di S. Croce degli Atti
nete, ecc. Sul pavimento di due sale sono collocati mosaici rinvenuti a Sen-
Orario visite:Luglio-Agosto: sabato e festivi dalle ore 15 alle ore 19 oppure pre-
tinum. Al piano inferiore del Museo è possibile visitare il grande plastico
avviso al n. 333-4211899 o 0732-9375 anche per il restante periodo dell’anno.
raffigurante la “Battaglia delle Nazioni” (avvenuta nei pressi di Sentinum
nel 295 a.c.) e la Sala Perottiana in cui è custodita una preziosa raccolta di Costruita nel sec.XII con materiali provenienti dalla vicina città romana di
reliquari bizantini e fiamminghi, tra cui l’icona di San Demetrio di altissimo Sentinum e recentemente riaperta al pubblico. Al suo interno è custodito un
valore storico-artistico. Il museo comprende inoltre una sezione dedicata polittico di Antonio da Pesaro, una tavola di P.P.Agabiti e numerosi affreschi
alla preistoria. del sec. XIV.

MUSEO DELLE TRADIZIONI POPOLARI Chiesa di San Francesco


(Palazzo Montanari) Visite e prenotazioni: tel. 0732.9375 - 338.4033204
Orario visite: dal martedì al sabato: ore 10-12 Costruzione del 1245 di stile tardo romano o romano-gotico. Conserva di-
Sabato pomeriggio. Ore 16.30-19.30 - da settembre 15.30-18.30 pinti del Ramazzani e del Guerrieri. Notevole un Crocifisso del 1300 di scuola
Festivi: ore 16.30-19.30-da settembre: 15.30-18.30 riminese e cicli di affreschi grotteschi di scuola umbro-marchigiana.
In occasione del mercatino (25/7,16/8,29/8): anche ore 21.15-23
Altri giorni ed orari: previo prenotazione: 0732-956218/9561 - 338.4033204 Monastero e Chiesa di S. Chiara
Il Museo, il cui edificio è stato completamente ristrutturato dopo i danni ar- Visite e prenotazioni: ore 9.00-11.30/15.30-17.00. Tel. 0732.9375
recati dal sisma del 1997, è stato allestito secondo moderni criteri scienti- Costruito nel XIII sec., all’interno ospita opere d’arte di notevole pregio: una
fici. Gli ambienti, “ricostruiti” secondo tipici modelli abitativi del mondo Natività attribuita ad Antonio da Pesaro, un affresco di Scuola Umbra e due
rurale marchigiano, descrivono, attraverso gli oggetti e gli arredi una realtà tra le più belle Madonne del Salvi; inoltre, una Annunciazione del Salvi.
fatta di cose semplici, pratiche, essenziali, ma certamente autentiche, come
il duro lavoro e la quotidiana fatica di un’epoca ormai lontana. Il Museo è ar- Chiesa di San Pietro
ticolato in 6 sezioni. Al piano terra sono ubicate le prime 4 sezioni: 1) La- Visite e prenotazioni: tel. 0732.9375 - 338.4033204
vorazione della terra (aratura e semina); 2) Lavorazione dei prodotti (mietitura
Chiesa sorta con il primitivo castello feudale intorno al 1200. Acquistò
e trebbiatura); 3) Lavorazioni domestiche (filatura, tessitura); 4) Mezzi di tra-
grande importanza a partire dal 1580 quando il Vescovo di Nocera diede alla
sporto (birocci, carri). Nel piano seminterrato sono ubicate le due sezioni
Parrocchia di San Pietro il titolo di Collegiata. Rovinò nel 1688, ma nel 1717
che ricostruiscono, tramite gli arredi e gli oggetti dell’epoca, l’atmosfera che fu ricostruita e notevolmente ampliata così come si conserva tutt’ora. Vi
si respirava sia nella casa contadina che nelle botteghe degli artigiani; 5) sono conservati anche altri interessanti dipinti.
Ambienti domestici (forno, cantina, dispensa, camere, cucina); 6) Lavorazioni
artigiane (tornitore, falegname, arrotino, boscaiolo, ciabattino, bottaio, fab- Rocca di Albornoz
bro, maniscalco, muratore, cocciaro, cordaro, apicoltore). Massiccia costruzione militare risalente al XIV sec. Costruita per ordine del
Cardinale Egidio Albornoz nel 1365, fu un efficiente presidio difensivo.
CIVICA RACCOLTA D’ARTE E INCISORI MARCHIGIANI
(Palazzo Oliva,Piazza Matteotti) RIONE BORGO E DINTORNI:
Orario visite: dal martedì al sabato: ore 10-12 S. Maria del Ponte del Piano (Sec.XIV)
Sabato pomeriggio. Ore 16.30-19.30 - da settembre 15.30-18.30 S.Teresa d’Avila (1600) in stile neoclassico
Festivi: ore 16.30-19.30-da settembre: 15.30-18.30 Santuario della Madonna del Cerro (circa 10 Km. dal capoluogo)
In occasione del mercatino (25/7,16/8,29/8): anche ore 21.15-23 Chiesa di San Lorenzo Martire a Coldellanoce (a 5 km dal capoluogo). Con-
Altri giorni ed orari: previo prenotazione: 0732-956218/9561 - 338.4033204 serva lo stupendo Trittico di Matteo da Gualdo del XV secolo.