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Appunti, tutte le lezioni - Diritto commerciale - a.a. 2014/2015

Diritto commerciale (Università degli Studi di Trieste)

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DIRITTO COMMERCIALE
IMPRENDITORE (art 2082): è imprenditore chi esercita professionalmente (non occasionalmente)
un’attività economica (attività che mira tendenzialmente a coprire i costi con i ricavi) organizzata al
fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi (con terze economie).
Questa definizione non tiene in considerazione il profitto!
I criteri distintivi nella categoria degli imprenditori si basano:
-sul tipo di attività esercitata à imprenditore agricolo e commerciale
-sulla dimensione dell’attività à imprenditore piccolo o non piccolo

Tipo di attività esercitata:


IMPRENDITORE AGRICOLO (art 2135)
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività:
-coltivazione del fondo
-selvicoltura
-allevamento di animali
-attività connesse;
Per coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali s’intendono le attività dirette alla cura
e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o
animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
S’intendono attività connesse: attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla
manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad
oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di
animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzazione prevalente di
attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata ivi comprese
le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale , ovvero di ricezione ed
ospitalità come definite dalla legge.
Da quanto disposto da questo articolo l’attività connessa, che di per sé sarebbe qualificabile come
attività di impresa commerciale, non pregiudica lo stato di “imprenditore agricolo” a condizione che
tale attività connessa avvenga prevalentemente attraverso i suoi prodotti.
L’imprenditore agricolo non è soggetto all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese, non è
obbligato a tenere scritture contabili e non è soggetto al fallimento.

IMPRENDITORE COMMERCIALE (art 2195): coloro che esercitano:


-un’attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi
-un’attività intermediaria nella circolazione dei beni
-un’attività di trasporto per terra, per aria, per acqua
-un’attività bancaria o assicurativa
-altre attività ausiliarie delle precedenti
Gli imprenditori commerciali perciò sono:
-gli industriali
-i commercianti
-le società di trasporto
-le società bancarie e assicurative

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Poiché la legge non stabilisce esplicitamente quali siano gli imprenditori commerciali, deve essere
considerata commerciale ogni impresa che non sia qualificabile come agricola secondo l’articolo 2135.
L’imprenditore agricolo è soggetto all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese, è obbligato a
tenere scritture contabili, è soggetto al fallimento.

Dimensione dell’attività:
PICCOLO IMPRENDITORE (art. 2083): colui che:
-coltiva direttamente il fondo
-è artigiano
-è piccolo commerciante
-esercita un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti
della famiglia.
Il piccolo imprenditore è disciplinato dall’articolo 1 della legge fallimentare: sono soggetti alle
disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo di imprenditori che esercitano un’attività
commerciale, esclusi gli enti pubblici. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul
concordato preventivo gli imprenditori che dimostrano il possesso congiunto dei seguenti requisiti:
-aver avuto, nei 3 esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento, un attivo
patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a 300.000€
-aver realizzato nei 3 esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento ricavi lordi per
un ammontare complessivo annuo non superiore a 200.000€
-avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a 500.000€
Il piccolo imprenditore perciò non fallisce, non è obbligato all’iscrizione nel registro delle imprese e
alla tenuta dei libri contabili, anche se esercita un’attività commerciale.

CASO PARTICOLARE: l’artigiano


Fra i piccoli imprenditori rientra anche l’artigiano. La legge complementare sull’artigianato definisce
“artigiano” colui che è iscritto all’albo degli artigiani; l’iscrizione non comporta l’esclusione
automatica dalla categoria degli imprenditori non piccoli, perché l’artigiano può essere soggetto al
fallimento se non presenta tutti i requisiti imposti dalla legge fallimentare.

IMPRENDITORE NON PICCOLO: non è definito da nessuna precisa legge, perciò un imprenditore è
“non piccolo” quando non è compreso nell’articolo 2083. L’imprenditore non piccolo è soggetto alla
legge fallimentare.

IMPRESA FAMILIARE E SOCIETARIA


IMPRESA FAMILIARE: solitamente è un’impresa individuale perché a famiglia lavora sotto le
direttive di un familiare che si pone come imprenditore individuale.
La legge che regola il lavoro familiare nell’impresa è l’articolo 230 bis, che viene applicato solamente
nel caso in cui non sia configurabile un diverso rapporto giuridico.
Diritti riconosciuti ai familiari che lavorano in modo continuato nell’impresa:
-diritto al mantenimento
-diritto a partecipare agli utili dell’impresa
-diritto sugli incrementi dell’azienda
-diritto di prelazione in caso di divisione ereditaria o di trasferimento d’azienda.
-Le decisioni riguardanti la gestione straordinaria devono essere adottate a maggioranza dei familiari

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che partecipano all’impresa stessa.


IMPRESA SOCIETARIA: Può essere di 2 tipologie:
-società semplice: è utilizzabile solo per l’esercizio di un’attività non commerciale
-società commerciale: è utilizzabile sia per l’esercizio di attività agricole che commerciali
Parte della disciplina propria dell’imprenditore commerciale (obbligo di iscrizione nel registro delle
imprese e obbligo della tenuta delle scritture contabili) si applica alle socità commerciali qualunque sia
l’attività svolta.
Per le società commerciali che gestiscono un’impresa agricola, resta valido l’esonero al fallimento e
sono escluse dal fallimento anche le società commerciali che svolgono attività commerciali se non
superano i valori stabiliti dalla legge fallimentare.

INIZIO E FINE DELL’IMPRESA


Impresa: attività svolta dall’imprenditore
INIZIO: la qualità di imprenditore si acquista con l’effettivo esercizio dell’attività di impresa, cioè con
la fase preliminare di organizzare. Gli atti di organizzazione fanno acquisire la qualità di imprenditore
quando per il loro numero e per la loro significatività, manifestano in modo non equivoco
l’orientamento dell’attività verso un determinato fine produttivo.
FINE: l’estinzione dell’impresa avviene con l’effettiva cessazione dell’attività d’impresa, mediante la
disgregazione del complesso aziendale, accompagnata dalla cancellazione dal registro delle imprese.
Gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla
cancellazione dal registro delle imprese, ma il creditore o il pubblico ministero possono provare che
l’attività d’impresa sia stata proseguita anche dopo la cancellazione per ottenere la dichiarazione di
fallimento dopo l’anno della cancellazione.

IMPRENDITORE OCCULTO: è un imprenditore che non agisce direttamente nella propria attività, ma
tramite un prestanome: in tale modo compie l’attività d’impresa non apparendo come colui che la
esercita. Tra imprenditore occulto e imprenditore apparente, giuridicamente c’è un contratto di mandato
senza rappresentanza. L’imprenditore occulto non risponde dei depositi posti in essere
dall’imprenditore apparente, ma in caso di fallimento fallisce sia l’imprenditore occulto che quello
apparente e perciò l’imprenditore occulto è ritenuto obbligato in solido? con il prestanome.

LO STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE


Le norme dello statuto dell’imprenditore commerciale (non piccolo) riguardano:
1. l’iscrizione nel registro delle imprese
2. la tenuta dei libri e delle scritture contabili
3. la rappresentanza commerciale
4. il fallimento

1. Iscrizione nel registro delle imprese


Gli imprenditori commerciali sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese.
Il registro delle imprese è un registro pubblico tenuto dalle camere di commercio che rileva atti e fatti
relativi agli imprenditori. L’iscrizione ha un onere, ma non ha efficacia costitutiva. La qualità di
imprenditore si assume per il solo fatto di svolgere attività d’impresa e se l’imprenditore non si iscrive
rimane comunque tale. L’iscrizione nel registro consiste in una PUBBLICITA’ LEGALE (pubblicità
dichiarativa). Per le società di capitali ha efficacia costitutiva.

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I fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione, se non sono stati inseriti, non possono essere opposta dai
terzi dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta.
2. Tenuta dei libri e delle scritture contabili
Le scritture contabili sono dei documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi
e/o monetari dei sugoli? atti d’impresa, della situazione del patrimonio dell’imprenditore e del risultato
economico dell’attività svolta.
(art 2214) L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro
degli inventari; nonché tutte le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle
dimensioni dell’impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei
telegrammi, delle fatture ricevute, nonché le loro copie più quelle delle fatture spedite. Le disposizioni
di questo paragrafo non si applicano i piccoli imprenditori.
I libri obbligatori sono:
-il LIBRO GIORNALE: deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio
dell’impresa
-il LIBRO DEGLI INVENTARI: ha la funzione di fornire il quadro della situazione patrimoniale
dell’imprenditore à deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e passività
dell’imprenditore, anche estranee all’impresa (comprende anche il bilancio: stato patrimoniale e conto
economico).
Le scritture contabili devono essere conservate per 10 anni dalla data dell’ultima registrazione e hanno
EFFICACIA PROBATORIA:
(art 2709) I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro
l’imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto.
(art 2710) I libri contabili regolarmente tenuti possono far prova tra imprenditori per i rapporti inerenti
all’esercizio dell’impresa. Se gli imprenditori portano come prova scritture contabili tutte regolarmente
tenute, esse si annullano e bisogna perciò ricorrere ad ulteriori prove.

DECRETO INGIUNTIVO:
Le scritture contabili regolarmente tenute permettono di ottenere un decreto ingiuntivo, cioè un sistema
più veloce rispetto alla causa giudiziale che riconosce all’imprenditore un certo diritto. Il decreto con il
quale il giudice riconosce il diritto all’imprenditore è opponibile entro 40 giorni: se avviene
l’opposizione, inizia la normale causa, altrimenti l decreto diviene esecutivo.

3. Rappresentanza commerciale
Per la posizione rivestita nell’organizzazione aziendale: institori, procuratori e commessi sono
automaticamente investiti del potere di rappresentanza dell’imprenditore commisurato al tipo di
mansioni che la loro qualifica comporta. L’imprenditore può modificare il contenuto legale di questa
rappresentanza con uno specifico atto.
INSTITORE (art 2203): colui che è proposto del titolare all’esercizio dell’impresa o di una sede
secondaria o di un ramo particolare della stessa. L’institore può compiere tutti gli atti pertinenti
all’esercizio dell’impresa, tranne alienare o ipotecare i beni immobili. Egli è inoltre tenuto,
congiuntamente con l’imprenditore , all’adempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle
imprese e di tenuta delle scritture contabili dell’impresa cui è proposto. L’institore può anche stare in
giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell’esercizio
dell’impresa a cui è proposto. I poteri dell’institore possono essere ampliati o limitati dall’imprenditore
e le limitazioni sono opponibili ai terzi solo se la procura originaria o il successivo atto di limitazione
sono stati pubblicati nel registro delle imprese.
L’istitore è personalmente obbligato verso i terzi contraenti se egli omette di far conoscere al terzo che

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egli tratta per il preponente.


PROCURATORE (art 2209): in base ad un rapporto continuativo, il procuratore ha il potere di
compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa, pur non essendo proposti da
esso. Il procuratore è quindi un ausiliario di grado inferiore, rispetto all’institore, perché non è posto a
capo dell’impresa e il suo potere decisionale è circoscritto ad un determinato settore operativo
dell’impresa. Il procuratore non ha la rappresentanza professionale dell’imprenditore e non è soggetto
agli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili.
Il potere del procuratore può essere modificato con pubblicazione nel registro delle imprese.
COMMESSI (art 2210): sono ausiliari ai quali sono affidate mansioni esecutive o materiali. Essi
possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati.
L’imprenditore può ampliare o limitare i loro poteri e non è previsto un sistema di pubblicità legale, perciò le limitazioni
sono opponibili a terzi solo se portati a conoscenza con mezzi idonei o se si prova l’effettiva conoscenza.

4. Fallimento
I presupposti per la dichiarazione di fallimento sono:
-la qualità di IMPRENDITORE COMMERCIALE àpresupposto soggettivo
-lo STATO DI INSOLVENZA dell’imprenditore
-il superamento di almeno uno dei limiti dimensionali fissati dell’articolo 1 della legge fallimentare
-la presenza di inadempimenti complessivamente superiori all’importo fissato dalla legge

STATO DI INSOLVENZA: l’imprenditore è insolvente quando non è più in grado di soddisfare


regolarmente le proprie obbligazioni.
ENTITA’ DEGLI INADEMPIMENTI: non viene declinato il fallimento se l’ammontare dei debiti
scaduti e non pagati è inferiore di 30.000€
LIMITI DIMENSIONALI: limiti già visti per la definizione del piccolo imprenditore:
-attivo patrimoniale inferiore a 300.000€
-ricavi lordi inferiori a 200.000€
-debiti inferiori a 500.000€
Il fallimento può essere disciplinato entro un anno dalla cancellazione dell’imprenditore dal registro
delle imprese ed è necessario che lo stato di insolvenza si sia manifestato prima della cancellazione o
entro l’anno successivo. Il creditore e il pubblico ministero possono dimostrare il momento
dell’effettiva cessazione dell’attività da cui inizia a decorrere il termine di 1 anno.
Il fallimento può essere dichiarato:
-su ricorso di uno o più creditori
-su richiesta dell’imprenditore
-su istanza del pubblico ministero
Il fallimento è dichiarato con SENTENZA. La sentenza nomina il giudice delegato ed il curatore
preposti al fallimento ordina al fallito il deposito del bilancio, delle scritture contabili e fiscali
obbligatorie, dell’elenco dei creditori entro 3 giorni; fissa i termini relativi al procedimento di
accertamento dello stato passivo.
La procedura fallimentare comporta lo svolgimento di una complessa attività rivolta all’accertamento,
alla ricostruzione, alla liquidazione del patrimonio del fallito ed alla ripartizione del ricavato fra i
creditori.

ORGANI FALLIMENTARI:

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Il TRIBUNALE FALLIMENTARE che ha dichiarato il fallimento è investito dall’intera procedura


fallimentare e sovraintende al corretto svolgimento della stessa. Esso nomina gli altri organi
fallimentari:

Il GIUDICE DELEGATO: vigila sulle operazioni del fallimento e controlla la regolarità della
procedura. In particolare egli nomina i componenti del comitato dei creditori.

Il CURATORE amministra il patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura sotto
vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori. E’ necessaria l’autorizzazione del comitato
dei creditori per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione e l’autorizzazione del giudice
delegato affinchè il curatore stia in giudizio per conto dell’imprenditore.

Il COMITATO DEI CREDITORI è composto da 3 o 5 membri scelti fra i creditori e vigila sull’operato
del curatore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi previsti dalla legge.

Con la dichiarazione di fallimento il fallito perde l’amministrazione e la disponibilità dei suoi beni, ma
non la proprietà. Lo spossessamento si estende anche ai beni che pervengono al fallito durante il
fallimento. Tutti gli atti compiuti dal fallito relativi ai suoi beni sono validi, però sono inefficaci
rispetto ai creditori.
Con la dichiarazione di fallimento l’attività d’impresa si arresta ed i beni aziendali sono destinati ad
essere liquidati per soddisfare i creditori.
Si può avere tuttavia una continuazione dell’attività nel caso in cui ciò sia funzionale ad una migliore
liquidazione del complesso aziendale o se si spera di venderlo in blocco.

L’ACCERTAMENTO DEL PASSIVO: costituisce la fase centrale e più delicata della procedura
fallimentare, nella quale mergono i conflitti tra i creditori e tra essi e il fallito. In questa fase infatti si
accertano quali creditori hanno diritto di partecipare alle ripartizioni dell’attivo, l’ammontare dei loro
crediti e le eventuali cause di prelazione.
La procedura di fallimento si apre con la domanda di ammissione dei creditori, la quale viene
presentata almeno 30 giorni prima della data dell’udienza per l’esame dello stato passivo fissata dalla
sentenza di fallimento.
Sulla base delle domande presentate, il curatore predispone un progetto di stato passivo, nel quale
vengono indicati: i crediti ammessi, i crediti non ammessi e i crediti ammessi con riserva (es. sottoposti
a condizione).

Con l’udienza si apre la fase di esame dello stato passivo nella quale il giudice delegato esamina le
posizioni dei singoli creditori che risultano dal progetto di stato passivo del curatore. Esaurite le
operazioni di esame, il giudice delegato forma lo stato passivo definitivo, lo dichiara esecutivo con
proprio decreto e lo deposita in cancelleria. In mancanza di opposizioni o di impugnazioni dinnanzi al
tribunale, il decreto di esecutività esclude ogni ulteriore questione sui crediti verificati.

LA LIQUIDAZIONE DELL’ATTIVO è rivolta a convertire in denaro i beni del fallito per soddisfare i
creditori.

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Il curatore predispone un programma id liquidazione dove si pianificano le modalità e i termini previsti


per la realizzazione e lo sottopone all’approvazione del comitato dei creditori.
Il programma di liquidazione approvato è comunicato al giudice delegato che autorizza l’esecuzione
degli atti in esso previsti. Il curatore può così procedere alla liquidazione dei beni, senza attendere che
lo stato passivo sia reso esecutivo.

Nel caso di vendita dell’intera azienda l’acquirente non risponde delle obbligazioni pregresse. Inoltre si
può stabilire che solo una parte dei lavoratori si trasferisca alle dipendenze dell’acquirente. I creditori
ceduti insieme con l’azienda conservano tutti i privilegi e le garanzie.

Prima di procedere a qualsiasi ripartizione fra i creditori privilegiati e chirografari, si deve provvedere
al pagamento dei crediti prededucibili, cioè i crediti così qualificati da una specifica disposizione di
legge e le obbligazioni sorte in occasione o in funzione del fallimento (es. spese della procedura
fallimentare, le obbligazioni contratte dal curatore per l’amministrazione del fallimento e per la
continuazione dell’esercizio dell’impresa).
Dopo la soddisfazione dei crediti prededucibili vengono pagati i crediti privilegiati: il ricavato della
vendita dei beni oggetto di pegno ed ipoteca viene devoluto per il pagamento dei creditori a cui spetta
la relativa garanzia.
Quanto rimane dopo il pagamento dei crediti prededucibili o assistiti da garanzia reale è destinato
innanzitutto al pagamento degli altri creditori privilegiati.
Quanto residua, ulteriormente, è infine destinato al pagamento proporzionale dei creditori chirografari.

La CESSAZIONE DEL FALLIMENTO: avviene per una delle seguenti cause:


-mancata presentazione di domande di ammissione allo stato passivo nel termine stabilito dalla
sentenza dichiarativa di fallimento,
-pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo e di tutti i debiti e le spese da soddisfare in
prededuzione prima che sia compiuta la ripartizione integrale dell’attivo,
-ripartizione integrale dell’attivo
-impossibilità di continuare ulteriormente la procedura per insufficienza dell’attivo
-CONCORDATO FALLIMENTARE: istituto che consente all’imprenditorie di chiudere
definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o mediante altra
forma di estinzione dei debiti ottenendo la liberazione dei beni soggetti dalla procedura fallimentare.
La formazione del concordato fallimentare avviene mediante la proposta, preservata da uno o più
creditor, da un terzo o anche dal fallito, quale deve essere approvata dalla maggioranza dei creditori.
Una volta approvato, il concordato deve infine essere analogato dal tribunale fallimentare.
Il concordato analogato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al fallimento, compresi quelli che
non hanno presentato domanda di ammissione al passivo: anche ad essi è infatti dovuta la percentuale
concordataria. E’ preclusa ogni azione dei creditori verso il fallito per la parte non soddisfatta del loro
credito.

L’AZIENDA
L’azienda è il complesso dei beni organizzato dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa (art. 555).
Corrisponde all’appartato strumentale di cui l’imprenditore si avvale per lo svolgimento della propria
attività ed è considerato bene aziendale anche il bene di proprietà di terzi di un imprenditore può
disporre in base ad un valido titolo giuridico.

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Il complesso unitario dei beni che costituiscono l’azienda presenta solitamente il valore maggiore
rispetto alla somma dei valori dei beni considerati singolarmente, tale maggior valore si definisce
AVVIAMENTO e consiste nella capacità dell’azienda di realizzare profitti.

Trasferimento d’azienda
Si applica la disciplina del trasferimento d’azienda sia nel caso in cui l’atto di disposizione comprenda
l’intero complesso aziendale che nel caso riguardi solamente un ramo d’azienda (= complesso di beni
sufficiente da solo per svolgere un’attività aziendale).
I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o la concessione i godimento
dell’azienda sono validi solo se stipulati con l’osservanza delle forme stabilite dalla legge per il
trasferimento dei singoli beni aziendali o per la particolare natura del contratto.
Per le imprese soggette a registrazione ogni atto di disposizione dell’azienda deve essere provato per
iscritto. Inoltre l’atto deve essere iscritto nel registro dele imprese entro 30 giorni ed è necessario per
l’iscrizione che l’atto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Effetti:
-in caso di trasferimento d’azienda il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore
conserva tutti i diritti che ne derivano (i contratti di lavoro vengono ceduti con il trasferimento).
-Chi cede l’azienda deve astenersi per il periodo di 5 anni, dall’iniziare una nuova impresa che possa
far concorrenza all’azienda ceduta.
-Se non è pattuito diversamente l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio
dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale. Non è richiesto il consenso del contraente
ceduto, però egli può recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia di trasferimento se sussiste una
giusta causa.
-La cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta ha effetto nei confronti dei terzi anche in mancanza
di notifica al debitore dal momento in cui il trasferimento viene iscritto nel registro delle imprese
-L’alienante non è liberato dai debiti se i creditori non hanno acconsentito alla sua liberazione. Nel
trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti anche l’acquirente dell’azienda se essi
risultano dai libri contabili obbligatori.

USUFRUTTO DELL’AZIENDA:
L’usufruttuario deve gestire l’azienda senza modificarne la destinazione economica e in modo da
conservarne l’efficienza dell’organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. Egli ha il
potere di disporre dei beni aziendali e può acquistare nuovi beni, che diventano di proprietà del
proprietario dell’azienda e sui quali l’usufruttuario ha il diritto di godimento e il potere di disposizione.

AFFITTO DELL’AZIENDA:
La disciplina prevista per l’usufrutto si applica anche all’affitto di azienda.
Sia l’usufruttuario che l’affittuario subentrano automaticamente nei contratti aziendali per la durata
dell’usufrutto o dell’affitto.
Si applica solo all’usufrutto la disciplina del trasferimento dei crediti aziendali, mentre on si applica ne
all’usufrutto ne all’affitto la disciplina del trasferimento dei debiti aziendali.

SEGNI DISTINTIVI:
La ditta, l’insegna e il marchio sono i principali segni distintivi dell’imprenditore. Egli gode di ampia

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libertà nella formazione dei propri segni distintivi, rispettando però le regole di verità, novità e capacità
distintiva. L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo dei propri segni distintivi, ma non può impedire
che altri adottino lo stesso segno distintivo quando non c’è pericolo di confusione e di sviamento della
clientela.
-DITTA: deve contenere almeno il cognome o la sigla dell’imprenditore à corrisponde al nome
commerciale dell’imprenditore. In mancanza di diversa scelta, essa coincide con il nome civile
dell’imprenditore (principio di verità).
Se la ditta è uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e può creare confusione, deve essere
interpretata o modificata. Per le imprese commerciali l’obbligo dell’interpretazione o modificazione
spetta a chi ha scritto la propria ditta nel registro delle imprese in epoca posteriore. La ditta non può
essere trasferita separatamente dall’azienda.
-INSEGNA: individua i locali in cui l’attività d’impresa è esercitata. Non può essere uguale o simile a
quella già usata da un altro imprenditore concorrente.
-MARCHIO: individua e distingue i beni o i servizi prodotti dall’azienda. Il diritto sul marchio e la
relativa tutela sono diversi a seconda che il marchio sia stato o meno registrato presso l’ufficio italiano
brevetti e marchi. Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a
distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti e servizi per i quali
è stato registrato. Chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad usare
nonostante la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne è valso.
Marchi celebri: alcuni marchi famosi esercitano una notevole forza attrattiva sui clienti, i clienti di
questi marchi hanno interesse a contrastare l’uso degli stessi da parte di altri imprenditori, perché
l‘attuale disciplina impedisce l’uso di quei marchi anche per prodotti del tutto diversi.
Il rivenditore può opporre il proprio marchio ai prodotti che mette in vendita, ma non può sopprimere il marchio del
produttore. Il marchio può essere trasferito o concesso in licenza per la totalità o per parte dei prodotti o servizi per i quali è
stato registrato. È ammessa la licenza di marchio non esclusivo: è cioè consentito che lo stesso marchio sia utilizzato dal
titolare e da uno o più concessionari.

LA DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA:


L’articolo 41 della Costituzione italiana stabilisce che l’iniziativa economica privata (e la conseguente
libertà di concorrenza) è libera, ma non può svolgersi n contrasto con l’utilità sociale o in modo da
creare danno della sicurezza della libertà e della dignità umana.
Inoltre la concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi dell’economia nazionale e nei
limiti stabiliti dalla legge.
Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto, è valido se riguarda una determinata
zona o una determinata attività. Essa non può eccedere una durata di 5 anni.
Chi esercita un’impresa in una condizione di monopolio legale ha l’obbligo di contrarre con chiunque
richieda le prestazioni che formano oggetto dell’impresa, osservando la parità di trattamento.

CONCORRENZA SLEALE:
nello svolgimento della competizione fra imprenditori concorrenti ciascun imprenditore può adottare le
tecniche e le strategie che ritiene più proficue. La competizione può essere anche rude e pesante e il
danno che un imprenditore subisce a causa della sottrazione della clientela da parte dei concorrenti non
è danno ingiusto e risarcibile. L’articolo 2598 prevale però alcuni atti di concorrenza sleale:
-usare nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi
legittimamente usati da altri, imitare i prodotti di un concorrente o compiere con qualsiasi altro mezzo
atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di cui concorrente.
-Diffondere notizie e apprezzamenti sui prodotti e sulle attività di un concorrente, idonei a determinare
il discredito, o appropriarsi di pregi dei prodotti e dell’impresa di un concorrente.

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-Valersi direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza
professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda.
La sentenza che accerta atti di concorrenza sleale ne inibisce la continuazione e da gli opportuni
provvedimenti affinché ne vengano eliminati gli effetti.
Se gli atti di concorrenza sleale sono compiuti con dolo o colpa, l’autore è tenuto al risarcimento dei
danni. Accertati gli atti di concorrenza, la colpa si presume.

CONSORZI FRA IMPRENDITORI


Con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o
per lo volgimento di determinate fasi delle rispettive imprese.
Un consorzio può essere costituito al fine di disciplinare e limitare la reciproca concorrenza fra
imprenditori oppure esso può rappresentare uno strumento di cooperazione finalizzato alla riduzione
dei costi di gestione delle singole imprese consorziate.
Il contratto di consorzio deve essere fatto per iscritto sotto pena di nullità e in mancanza di
determinazione della durata del contratto questo è valido per 10 anni.
I consorziati devono consentire i controlli e le ispezioni da parte degli organi previsti dal contratto, al
fine di accertare l’esatto adempimento delle obbligazioni assunte.
Le deliberazioni relative all’attivazione dell’oggetto del consorzio devono essere prese con il voto
favorevole della maggioranza dei consorziati.
Salvo patto contrario, in caso di trasferimento dell’azienda l’acquirente subentra nel contratto di
consorzio.
Se il consorzio è destinato a svolgere attività con i terzi attraverso un ufficio a tal fine istituito, un
estratto del contratto di consorzio deve essere iscritto nel registro delle imprese entro 30 giorni dalla
stipulazione.
Può essere disposta anche per zone determinate, la costituzione di consorzi obbligatori.

LE SOCIETA’
(art. 2247) Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per il servizio in
comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.
Se non vi è scopo di lavoro si tratta di associazione non di società.
Se non vi è esercizio in comune di un’attività economica si tratta di comunione à essa non gode di
autonomia patrimoniale perciò i creditori personali possono aggredire la cosa oggetto della comunione.
Se c’è società essa è l’imprenditore ed è proprietario dell’azienda.

CONFERIMENTI: sono le prestazioni a cui le parti del contratto di società si obbligano e hanno la
funzione di dotare la società di un capitale di rischio per lo volgimento dell’attività d’impresa. Infatti
con il conferimento ciascun socio destina stabilmente parte della propria ricchezza personale
dell’attività comune, correndo il rischio di non ricevere nessuna remunerazione se la società non
consegue utili, e di perdere tutto o in parte il valore del conferimento se la società subisce perdite.

PATRIMONIO SOCIALE: è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla
società. L’attivo patrimoniale costituisce la garanzia principale dei creditori della società.

CAPITALE SOCIALE: è una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimento iniziali che
risultano dell’atto costitutivo della società. Esso può essere successivamente aumentato o ridotto con

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codifica dell’atto costitutivo. Il capitale sociale indica il valore delle attività patrimoniali che i soci si
sono impegnati a destinare all’attività d’impresa per tutta la durata della società (esso è quindi una
quota non distribuibile!). inoltre il capitale sociale garantisce che l’ammontare delle attività eccede le
passività almeno per un ammontare pari appunto al capitale sociale, per questo motivo è iscritto in
bilancio fra le passività.

Esistono 8 tipi di società, raggruppati in due grandi famiglie:


SOCIETA’ DI PERSONE:
-società semplice,
-società in nome collettivo
-società in accomandita semplice
SOCIETA’ DI PERSONE:
-società per azioni
-società in accomandita per azioni
-società a responsabilità limitata
-società cooperative
-mutue assicurative

SOCIETA’ DI PERSONE:
Nelle società di persone ogni socio a responsabilità illimitata ha il potere di amministrare la società. Per
le modificazioni dell’atto costitutivo è necessario il consenso di tutti i soci, salva diversa pattuizione.

SOCIETA’ SEMPLICE:
Nella società semplice il contratto non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura
dei beni conferiti.
Il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci se non è convenuto
diversamente.
La società semplice può esercitare solo attività non commerciale.
Non sono dettate disposizioni specifiche per quanto riguarda il contenuto dell’atto costitutivo. Anche
per le società semplici che (esercitano attività agricola) è prevista l’iscrizione nel registro delle imprese
(anche se non obbligatoria) con efficacia di pubblicità legale.
Con la costituzione della società il socio assume l’obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel
contratto sociale. Se i conferimenti non sono determinati si presume che i soci siano obbligati a
conferire, in parti uguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale.
Il socio non può servirsi, senza il consenso degli altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio sociale
per far estranei a quelli della società.

AMMINISTRATORE DELLA SOCIETA’: i soci illimitatamente responsabili sono amministratori.


L’atto costitutivo può riservare l’amministrazione solo ad alcuni di essi.
-Amministrazione disgiuntiva: salvo diversa pattuizione, l’amministrazione della società spetta a
ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri. Se l’amministrazione spetta disgiuntamente a più soci (tutti
o alcuni), ciascun socio amministratore ha diritto di opposti all’operazione che un altro voglia compiere
prima che sia compiuta. La maggioranza dei soci decide sull’opposizione.
-Amministrazione congiuntiva: se l’amministrazione spetta congiuntamente a più soci (perché è stato
così espressamente previsto nell’atto costitutivo), è necessario il consenso di tutti i soci amministratori

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per il compimento delle operazioni sociali.

La revoca dell’amministratore nominato con il contratto sociale (e non con atto separato) non ha effetto
se non ricorre una giusta causa e deve essere decisa all’unanimità. Gli amministratori sono
solidalmente responsabili verso la società per l’adempimento degli obblighi ad essi imposti dalle leggi
e dal contratto sociale. I soci non amministratori hanno diritto di avere notizia dello svolgimento degli
affari sociali.=

PARTECIPAZIONI DEI SOCI AGLI UTILI E ALLE PERDITE


Tutti i soci partecipano agli utili e alle perdite (risultano dal rendiconto, una specie di bilancio redatto
dai soci amministratori). Non è necessario che la ripartizione degli utili sia proporzionale ai
conferimenti, però l’articolo 2263 stabilisce che le parti spettanti ai soci guadagni e nelle perdite si
presumono proporzionali ai conferimenti.

(art 2265) Il solo limite posto dall’autonomia privata dei soci è rappresentato dal DIVIETO DEL
PATTO LEONINO à è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione
agli utili o alle perdite.

RESPONSABILITA’ DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI


Nella società semplice risponde delle obbligazioni sociali innanzitutto la società con il proprio
patrimonio, e poi anche personalmente i singoli soci à responsabilità solidale e illimitata dei soci.

I soci che non hanno la rappresentanza della società e che quindi non agiscono in nome e per conto
della stessa possono essere esclusi dalla responsabilità o possono rispondere limitatamente se ciò è
previsto da un patto sociale che deve essere iscritto nel registro delle imprese affinché la limitazione
della responsabilità sia opponibile ai terzi.

Il nuovo socio che entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le
obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio.

OBBLIGAZIONI DEL SINGOLO SOCIO


I creditori personali del socio non possono in nessun caso aggredire direttamente il patrimonio sociale
per soddisfarsi.

L’articolo 2270 stabilisce però che il creditore particolare del socio, finché dura la società, può far
valere il suo diritto sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a
quest’ultimo nella liquidazione. (es. sequestro della quota di partecipazione per evitare che il debitore
la venda).

Inoltre se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi creditori, il creditore
particolare del socio può inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore. La
quota deve essere liquidata entro 3 mesi dalla domanda, salvo che sia deliberato lo scioglimento della

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società.

SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’


Art. 2272 à la società si scioglie:
-per il decorso del termine
-per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo
-per la volontà di tutti i soci
-quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di 6 mesi questa non è ricostituita
-per le altre cause previste dal contratto sociale
La società è tacitamente prorogata a tempo indeterminato se i soci continuano a compiere le operazioni
sociali.
Verificatasi una causa di scioglimento, la società entra automaticamente in stato di liquidazione.
Avvenuto lo scioglimento della società, i soci amministratori, conservano il potere di amministrare,
limitatamente gli affari urgenti, fino a che siano presi provvedimenti necessari per la liquidazione.

LIQUIDAZIONE:
Se il contratto non prevede il modo di liquidare il patrimonio sociale e i soci non sono d’accordo nel
determinarlo, la liquidazione è fatta da uno o più liquidatori, nominati con il consenso di tutti i soci o,
in caso di disaccordo, dal presidente del tribunale.
I liquidatori possono compiere gli atti necessari per la liquidazione e, se i soci non hanno disposto
diversamente, possono vendere anche in blocco i beni sociali. Essi rappresentano la società anche in
giudizio.
I liquidatori non possono intraprendere nuove operazioni. Contravvenendo a tale divieto, essi
rispondono personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi. In realtà, per la liquidazione sono
indispensabili nuove operazioni, perciò s’intende che essi non possano compiere nuove operazioni che
non siano funzionali alla liquidazione.
I liquidatori non possono ripartire tra i soci i beni sociali finché non siano pagati i creditori della società
o non siano accantonate le somme necessarie per pagarli.
Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono
chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti sulle rispettive quote e, se occorre, le somme necessarie, nei
limiti della rispettiva responsabilità e in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite. Nella stessa
proporzione si ripartisce tra i soci il debito del socio insolvente.
I soci che hanno conferito beni in godimento hanno diritto di riprenderli nello stato in cui si trovano. Se
i beni sono periti o deteriorati per causa imputabile agli amministratori, i soci hanno diritto al
risarcimento del danno a carico del patrimonio sociale, salva l’azione contro gli amministratori.
Estinti i debiti sociali, l’attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti. L’eventuale eccedenza
è ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni.

SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIALE LIMITATAMENTE AD UN SOCIO


Il singolo socio può cessare di far parte della società per: morte, recesso, esclusione.
MORTE DEL SOCIO à nel caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la quota agli eredi,
a meno che preferiscano sciogliere la società, oppure continuarla con gli eredi stessi se questi vi
acconsentono.
RECESSO DEL SOCIO à ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo
indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci con preavviso di almeno 3 mesi. Può inoltre recedere
nei casi previsti nel contratto sociale oppure quando sussiste una giusta causa.

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ESCLUSIONE à l’esclusione d un socio può avvenire per gravi inadempienze delle obbligazioni che
derivano dalla legge o dal contratto sociale, nonché per l’interdizione, l’inabilitazione del socio o per la
sua condanna ad una pena che porta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici. Il socio che
ha conferito nella società la propria opera o il godimento di una cosa può altresì essere escluso per la
sopravvenuta inidoneità a svolgere l’opera conferita o per il perimento della cosa dovuta a causa non
imputabile agli amministratori. Altrimenti può essere escluso il socio che si è obbligato con il
conferimento a trasferire la proprietà di una cosa, se questo è perita prima che la proprietà sia acquistata
dalla società.

L’esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, senza contare il socio da escludere, ed ha effetto
dopo 30 giorni dalla data della comunicazione al socio escluso. Entro questo termine il socio escluso
può fare opposizione davanti al tribunale, il quale può sospendere l’esecuzione. Se la società si
compone di 2 soci, l’esclusione di uno di essi è rinunciata dal tribunale, su domanda dell’altro.

ESCLUSIONE DI DIRITTO: è escluso di diritto il socio he viene dichiarato fallito e il socio nei
confronti del quale un suo ceditore ottenga la liquidazione dalla sua quota.
Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto
soltanto a una somma di denaro che rappresenti il valore della quota. La liquidazione della quota è fatta
in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento à viene
redatto un bilancio straordinario. Se vi sono operazioni in corso, il socio o i suoi eredi partecipano agli
utili e alle perdite inerenti alle operazioni medesime.
Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi sono
responsabili verso i terzi per le obbligazioni sociali fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento. Lo
scioglimento deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza, non è
opponibile ai terzi che lo hanno ignorato senza colpa.

SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO (S.n.c.)


La società in nome collettivo è un tipo di società che può essere utilizzato sia per l’esercizio di attività
commerciale che non commerciale.
(art. 2291) come nella società semplice, ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore se
l’atto costitutivo non riserva l’amministrazione solo ad alcuni soci.
Nella società in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali. Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi.
La società in nome collettivo agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di uno o più soci con
l’indicazione del rapporto sociale (S.n.c.).
La società in nome collettivo è regolata dalle norme della società semplice (si applica la disciplina
sull’amministrazione disgiuntiva e congiuntiva), in quanto compatibili, e da nome proprio della Snc.

L’atto costitutivo della società deve indicare:


-le generalità dei soci
-la ragione sociale
-i soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società
-la sede della società e le eventuali sedi secondarie
-l’aspetto sociale
-i conferimenti di ciascun socio

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-le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera


-i criteri di ripartizione degli utili e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite
-la durata della società
A differenza della società semplice, l’iscrizione nel registro delle imprese è per la società in nome
collettivo condizione di regolarità, anche se comunque non di esistenza.
Ai fini della registrazione, l’atto costitutivo deve essere redatto per iscritto come atto pubblico o come
scrittura privata autenticata. L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dal compimento dell’atto.
La mancata registrazione: fino a quando la società non è iscritta nel registro delle imprese, i rapporti
tra la società e i terzi, ferma restando la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci, sono regolati
dalle disposizioni relative alla società semplice à S.n.c. irregolare.
I patti che attribuiscono la rappresentanza ad alcuno soltanto dei soci o che limitano i poteri di
rappresentanza non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza; si
presume altrimenti che ciascun socio abbia la rappresentanza della società.
L’amministratore che ha la rappresentanza della società può compiere tutti gli atti che rientrano
nell’oggetto sociale, salve le limitazioni che risultano dall’atto costitutivo o dalla procura. Le
limitazioni che sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si prova
che i terzi ne hanno avuto conoscenza.
La modificazione dell’atto costitutivo: è necessario il consenso di tutti i soci; gli amministratori
devono provvedere entro 30 giorni all’iscrizione delle modificazioni dell’atto costitutivo e degli altri
fatti relativi alla società, dei quali è obbligatoria l’iscrizione. Le modificazioni, finché non sono iscritte,
non sono opponibili ai terzi a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza.
Il divieto di concorrenza: il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto
proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, ne partecipare come socio
illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Il consenso si presume se l’esercizio
dell’attività o la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a
conoscenza.
Le scritture contabili: gli amministratori devono tenere i libri e le scritture contabili.
Limiti alla distribuzione degli utili: possono essere ripartiti solo utili realmente conseguiti. Se si
verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il capitale
non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
La responsabilità dei soci: i creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono
pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale. Nella società
semplice invece il creditore sociale può rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente
responsabile, ed è questo a dover chiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale.
Il bilancio: è redatto dai soci amministratori e approvato dalla maggioranza di tutti i soci.
Il creditore particolare del socio: finché dura la società non può chiedere la liquidazione della quota
del socio debitore.
La proroga della società: il creditore particolare del socio può fare opposizione entro 3 mesi
dall’iscrizione della deliberazione di proroga nel registro delle imprese. Se l’opposizione è accolta, la
società deve liquidare la quota del socio debitore dell’opponente. In caso di proroga tacita ciascun
socio può sempre recedere dalla società e il creditore particolare del socio può chiedere la liquidazione
della quota del socio debitore.
Lo scioglimento della società: la società si scioglie oltre che per cause previste per la società semplice,
per provvedimento dell’autorità governativa con cui viene disposta la liquidazione e per la
dichiarazione di fallimento, a meno che si tratti di un’attività non commerciale.
La liquidazione: verificatasi una causa di scioglimento, la società entra in stato di liquidazione, esso
deve essere indicato negli atti e nella corrispondenza. Valgono le regole dettate per la società semplice
e in più quelle che seguono: la deliberazione dei soci o la sentenza che nomina i liquidatori e ogni atto
successivo che importa cambiamento nelle persone dei liquidatori devono essere iscritti nel registro

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delle imprese. Dall’iscrizione della nomina dei liquidatori la rappresentanza della società, anche a
giudizio, spetta ai liquidatori. Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e
proporre ai soci il piano di riparto dell’attivo. Il bilancio sottoscritto dai liquidatori e il piano di riparto
devono essere comunicati mediante raccomandata ai soci e si intendono approvati se non sono stati
impugnati nel termie di 2 mesi dalla comunicazione. Con l’approvazione del bilancio i liquidatori sono
liberati di fronte ai soci. Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la
cancellazione della società nel registro delle imprese. Dalla cancellazione della società i creditori
sociali che non sono stati soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e, se il
mancato pagamento è dipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti di questi. Le scritture
contabili e i documenti devono essere conservati per 10 anni a decorrere dalla cancellazione della
società dal registro delle imprese.

SOCIETA’ IN ACCOMANDI TA SEMPLICE


(art. 2313) Nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e
illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandatari rispondono limitatamente alla quota
conferita. Le quota di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni.
Perciò:
-soci accomandatari: responsabilità illimitata, ad essi è conferita l’amministrazione della società, hanno
i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo;
-soci accomandanti: responsabilità limitata, sono esclusi dalla direzione dell’impresa
Non possono compiere atti di amministrazione, ne trattare o condividere affari in nome della società, se
non in forza di procura sociale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto
assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali. I soci
accomandanti hanno diritto di aver comunicazione annuale del bilancio, e del conto dei profitti e delle
perdite e di controllare l’esattezza consultando i libri e gli altri documenti della società.
La società agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari,
con l’indicazione di società in accomandita semplice. L’accomandante, il quale consente con il suo
nome sia compreso nella ragione sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i
soci accomandatari per le obbligazioni sociali alla società in accomandita semplice si applicano le
disposizioni relative alla società in nome collettivo, e in più le seguenti:
-l’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti
-la mancata registrazione: fino a quando la società non è iscritta nel registro delle imprese, si
applicano le disposizioni relative alla società in nome collettivo, che stabiliscono che i rapporti tra la
società e i terzi sono regolati dalle disposizioni relative alla società semplice, ferma restando la
responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci (in questo caso solo dei soci accomandatari perché gli
accomandanti rispondono comunque limitatamente alla loro quota) à società in accomandita semplice
irregolare.
-Se l’atto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revoca
sono necessari il consenso dei soci accomandatari e l’approvazione di tali soci accomandanti che
rappresentano la maggioranza del capitale da essi sottoscritto.
-I soci accomandanti non sono tenuti alla restituzione degli utili riscossi in buona fede secondo il
bilancio regolarmente approvato.
-Trasferimento della quota: la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per
causa di morte senza il consenso degli altri soci e pertanto tra vivi con il consenso dei soci che
rappresentano la maggioranza del capitale.
-Scioglimento della società: la società si scioglie per tutte le cause previste per lo scioglimento della
società in nome collettivo e inoltre quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci
accomandatari, se entro 6 mesi non è stato sostituito il socio che è venuto a meno. Se vengono a

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mancare tutti gli accomandatari, per questi sei mesi gli accomandanti nominano un amministratore
provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. Questo amministratore
provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario.
-Liquidazione: vengono applicate le disposizioni sulla società in nome collettivo. Dopo la
cancellazione della società dal registro delle imprese, i creditori sociali che non sono stati soddisfatti
possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti , limitatamente alla quota di
liquidazione.

SOCIETA’ DI FATTO: come già visto, per la costituzione di una società di persone non è necessario
l’atto scritto. Il contratto di società si può perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso
di società di fatto. L’atto pubblico o la scrittura privata autenticata sono necessari solo per l’iscrizione.
La società di fatto è regolata dalle norme della società semplice se l’attività esercitata non è
commerciale. È invece regolata dalle norme sulla società in nome collettivo irregolare se l’attività è
commerciale, con la conseguenza che tutti i soci rispondono personalmente e illimitatamente delle
obbligazioni sociali.
SOCIETA’ OCCULTA: società costituita con la volontà dei soci di non rivelarne l’esistenza
all’esterno. Nei rapporti esterni l’impresa si presenta come impresa individuale di uno dei soci o di un
terzo che operano spendendo il proprio nome. Lo scopo della società occulta è evitare che la società e
gli altri soci rispondano delle obbligazioni dell’impresa e siano esposti al fallimento. Nel caso però di
fallimento di un imprenditore individuale, se risulta che l’impresa sia riferibile ad una società occulta,
anche quest’ultima fallisce.
SOCIETA’ APPARENTE: una società, anche se non esiste nei rapporti tra i presunti soci, deve
considerarsi esistente quando due o più persone operano in modo da creare nei terzi l’opinione che essi
agiscano come soci. Perciò la società apparente è soggetta al fallimento come una società di fatto
realmente esistente, e quindi le conseguenze dell’apparenza sono di chi l’ha creata.

SOCIETA’ DI CAPITALI
Nelle società di capitali è prevista un’organizzazione basata su una pluralità di organi; il funzionamento
di questi organi si basa sul principio maggioritario e i soci non hanno alcun potere di amministrazione e
di controllo (tranne nella società di responsabilità limitata).

SOCIETA’ PER AZIONI


(art. 2325) Nella società per azioni per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo
patrimonio. La denominazione sociale (corrisponde alla ragione sociale), in qualunque modo formata,
deve contenere l’indicazione di società per azioni.
La società per azioni deve costruirsi con un capitale non inferiore a 180.000€. in quanto soggetto con
penalità giuridica, la società per azioni gode di una piena e perfetta autonomia patrimoniale.
COSTITUZIONE:
L’ATTO COSTITUTIVO: La società può essere costituita per contratto o per atto unilaterale. L’atto
costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e contiene: dati fondamentali della società
(denominazione, oggetto sociale,…).
Lo STATUTO: contiene le norme che regolano il funzionamento della società e degli organi sociali,
anche se forma oggetto di atto separato, costituisce parte integrante dell’atto costitutivo e quelle dello
statuto, prevalgono quelle dello statuto.
La società può essere costituita per stipulazione simultanea o per stipulazione per pubblica
sottoscrizione:

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-stipulazione simultanea: l’atto costitutivo è stipulato immediatamente da coloro che assumono


l’iniziativa per la costituzione della società (soci fondatori).
-stipulazione per pubblica sottoscrizione: l’atto costitutivo viene stipulato al termie di un complesso
procedimento che prevede la raccolta tra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma
predisposto da coloro che assumono l’iniziativa (promotori).
Non basta però la stipulazione dell’atto costitutivo per far nascere la società per azioni. La costituzione
della società si articola infatti in 2 fasi essenziali:
-stipulazione dell’atto costitutivo ,
-iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese. Solo con l’iscrizione nel registro delle
imprese la società per azioni acquista la personalità giuridica o viene ad esistenza.
Per le operazioni compiute in nome della società prima dell’iscrizione sono solidalmente e
illimitatamente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito. Sono solidalmente e illimitatamente il
socio unico fondatore e quelli tra i soci che nell’atto costitutivo o con atto separato hanno deciso,
autorizzato o consentito il compimento dell’operazione.

PATTI PARASOCIALI
I patti parasociali sono patti stipulati da alcuni soci che non vengono però contenuti nel contratto
sociale e che regolano i rapporti tra la società e i soci che li firmano.
Essi possono infatti avere per oggetto:
-l’esercizio del diritto di voto,
-limiti al trasferimento delle relative azioni,
-l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante sulla società.
Questi patti non possono durare più di 5 anni ma sono rinnovabili alla scadenza. Se il patto non prevede
un termine di durata, ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso di 180 giorni.
Solitamente i patti parasociali vengono resi vincolanti in maniera effettiva dalla clausola penale che
essi contengono: se il patto non viene rispettato, il socio che non lo rispetta deve pagare una penale per
il risarcimento del danno. L’azione contraria al patto resta comunque valida.

CONFERIMENTI:
Il valore in denaro del complesso dei conferimenti promessi dai soci, il quale risulta dalla valutazione
ad essi data nell’atto costitutivo, costituisce il capitale sociale nominale della società.
Se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento deve essere fatto i denaro. Alla
sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato presso una banca, almeno il 25% dei
conferimenti in denaro o nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare. Se viene
meno la pluralità dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere eseguiti entro 90 giorni. Non
possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi. Se il socio non esegue i
pagamenti dovuti, dopo 15 giorni dalla pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica, gli amministratori, se non ritengono utile promuovere un’azione per l’esecuzione, del
conferimento, offrono le azioni agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione. In mancanza di
offerta da parte dei soci, gli amministratori possono far vendere le azioni a rischio per conto del socio.
Se non ci sono compratori, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio e le azioni vengono
estinte con la corrispondente riduzione del capitale.
Il socio in mora con i versamenti non può esercitare il diritto di voto.
Oltre all'obbligo dei conferimenti, l'atto costitutivo può stabilire l'obbligo dei soci di eseguire
prestazioni accessorie non consistenti in denaro. Le azioni alle quali è connesso l'obbligo di tali
prestazioni devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.
Se non è diversamente disposto dall'atto costitutivo, gli obblighi inerenti alle prestazioni accessorie non

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possono essere modificati senza il consenso di tutti i soci; in questo caso si adotta quindi il criterio di
unanimità, nonostante le S.p.a. Si basino sul criterio della maggioranza.
Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazioni di un esperto disignato dal tribunale
che comprende il valore ad essi attribuito.

LE AZIONI:
La partecipazione sociale è rappresentata da azioni. Il valore nominale di ciasuna azione corrisponde ad
una frazione del capitale sociale. A ciascun socio è assegnato un numero di azioni proporzionale alla
parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non superiore aa quello del suo conferimento.
In nessun caso il valore dei conferimenti può essere complessivamente inferiore all'ammontare globale
del capitale sociale; si vuole così evitare che il capitale realmente conferito dai soci sia inferiore a
quello dichiarato.
Le azioni possono essere emesse per una somma superiore al valore nominale (emissione con
sovrapprezzo).
Le azioni sono liberamente trasferibili e di regola reppresentate da documenti (titoli azionari) che
circolano secondo la disciplina dei titoli di credito. Il proprietario dell'azione (o delle azioni) è
registrato nel libro dei soci.
Le azioni sono INDIVISIBILI. Nel caso di coproprietà di un'azione, i diritti dei comproprietari sono
esercitati da un rappresentante. I comproprietari dell'azione rispondono solidalmente delle obbligazioni
da essa derivanti.
Le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori eguali diritti. Ogni azione
attrbuisce il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto risultante dalla
liquidazione, il diritto di sottoscrivere un aumento del capitale sociale,... (diritti patrimoniali). Ogni
azioni attribuisce il diritto di voto, il diritto di intervenire nelle assemblee, il diritto di chiedere
l'intervento degli organi di controllo,... (diritti amministrativi).
I diritti conferiti dalle zioni ai soci sono caratterizzate da uguaglianza oggettiva e non soggettiva: uguali
sono i diritti che ogni azione attribuisce, ma non i diritti di cui ciascun azionista globalmente dispone,
perchè bisogna tener conto anche del numero di zioni di cui ciascuno è titolare. I diritti più significativi
spettano infatti in proporzione al numero di azioni possedute. Si crea perciò una diseguagliaza
soggettiva degli azionisti, perchè chi ha conferito di più è quindichi rischia di più, ha più potere e puà
imporre la propria volontà alla minoranza.
AZIONI SPECIALI: la legge stabilisce che le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti, ma
stabilisce anche che possono essere create delle categorie di azioni fornite di diritti diversi, anche per
quanto concerne la incidenza delle perdite. In tal caso la società può liberamente determinare il
contenuto delle azioni delle varie categorie, con l'unico limite del patto leonino (tutte le azioni
appartenenti ad una medesima categoria conferiscono uguali diritti).
Inoltre lo statuto può prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, con diritto di voto limitato a
particolari argomenti o con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni. Il valore
di tali azioni non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.
Ci possono poi essere azioni privilegiate che attribuiscono ai titolari un diritto di preferenza nella
distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società.
Infine, se lo statuto lo prevede, l'assemblea straordinaria può consentire l'assegnazione di utili ai
prestatori di lavoro dipendenti mediante l'emissione di speciali categorie di azioni da assegnare
individualmente ai prestatori di lavoro, con nome particolari sulla forma, sul modo di trasferimento e
sui diritti spettanti ai titolari.

CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI:

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Le azioni sono titoli di credito e in quanto tali liberamente trasferibili, con alcuni limiti:
-le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non possono essere alienate prima del controllo
della valutazione (azioni non liberate: azioni corrispondenti a porzioni di capitale non ancora versate),
-le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di
amministrazione.
Chi trasferisce azioni non liberate è obbligato in solido con l'acquirente per l'ammontare dei versamenti
ancora dovuti per i successivi 3 anni.
Il trasferimento delle azioni ha effetto nei confronti della società solo dal momento dell'iscrizione nel
libro dei soci.
I limiti della circolazione delle azioni possono essere rappresentati da patti parasociali, che vincolano
solo i soci che hanno sottoscritto il patto, oppure da clausole statutarie che vincolano tutti i soci e hanno
efficacia reale, se la clausola non viene rispettata, il trasferimento non è valido.
Le più diffuse clausole statutarie per limitare la circolazione delle azioni sono:
-le clausole di prelazione: impongono al socio che intende vendere le azioni di offrirle prima agli altri soci,
-le clausole di gradimento: richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dell'acquirente oppure il consenso di un
organo sociale, solitamente il consiglio di amministrazione (in questo secondo caso si parla di clausole di non gradimento).

ACQUISTO DELLE AZIONI PROPRIE


La società non po' acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti
dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. Possono essere acquistate soltanto azioni ulteriormente liberate. Inoltre
l'acquisto deve essere autorizzato dall'assemblea ordinaria e il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere il
10% del capitale sociale.
Le azioni acquistate in violazione di queste condizioni devono essere vendute antro 1 anno dal loro acquisto. In mancanza si
deve procedere al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale.
Finchè le azioni restano in proprietà della società, il diritto agli utili è attribuito proporzionalmente alle altre azioni e deve
essere costituita e mantenuta una riserva indisponibile pari all'importo delle azioni proprie iscritto nell'attivo del bilancio.
Infine in nessun caso la società può sottoscrivere azioni proprie. Se questo divieto viene violato, la sottoscrizione è valida
ma le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti che materialmente hanno violato il divieto.

L'ASSEMBLEA DEI SOCI


La funzione dell'assemblea dei soci è quella di formare la volontà della società, la quale vincola poi tutti i soci.
CONVOCAZIONE: l'assemblea è convocata dagli amministratori (o dal consiglio di gestione) mediante avviso contenente
l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo e l'elenco delle materie da trattare. L'avviso deve essere pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale almento 15 giorni prima del giorno fissato per l'assemblea.
L'assemblea ordinaria deve essere obbligatoriamente convocata una volta all'anno per l'approvazione del bilancio entro il
termine stabilito dallo statuto (massimo 120 giorni).
Inoltre gli amministratori devono convocare l'assemblea quando è richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10%
del capitale sociale e nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare.
COSTITUZIONE:
-quorum costitutivo = parte del capitale sociale che deve essere rappresentato in assemblea perchè questa sia regolarmente
costituita,
-quorum deliberativo = parte del cpitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perchè
questa venga approvata. Possono intervenire all'assemblea gli azionisti a cui spetta il diritto di voto.
PRESIDENZA: l'assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il voto
della maggioranza dei presenti. Il presidente è assistito da un segretario designato nello stesso modo. Il presidente
dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione, regola lo svolgimento dell'assemblea ed accerta i risultati delle
votazioni. L'assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell'assemblea è redatto da un notaio.
RAPPRESENTANZA NELL'ASSEMBLEA: i soci possono farsi rappresentare nell'assemblea e la rappresentanza deve
essere conferta per iscritto. La delega deve contenere il nome del rappresentante, il quale può farsi sostituire solo da chi è
espressamente indicatonella delega stessa. La delega è sempre revocabile.
RINVIO DELL'ASSEMBLEA: i soci intervenuti in assemblea, se rappresentano almeno 1/3 del capitale rappresentato in
assemblea e se dichiarano di non essere sufficientemente informati sugli oggetti posti in deliberazione, possono chedere che
l'assemblea sia rinviata a non oltre 5 giorni. Questo diritto può essere esercitato solo una volta per lo stesso oggetto.
VERBALIZZAZIONE: le deliberazioni dell'assemblea devono risultare da verbale sottoscritto dal presidente e dal

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segretario o dal notaio. Nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all'ordine
del giorno. Il verbale deve ssere poi trascritto nell'apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni dell'assemblea, tenuto
a cura degli amministratori. La responsabilità del verbale spetta al presidente.
ANNULLABILITA' DELLE DELIBERAZIONI: le deliberazioni non conformi alla legge o allo statuto possono essere
impugnate dai soci assenti, dissenzienti o astenuti, dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio
sindacale. L'impugnazione può essere proposta dai soci quando possiedono tante azioni aventi diritto di voto che
rappresentino, anche congiuntamente, il 5% del capitale sociale. I soci che non rappresentano la parte di capitale sufficiente
per impugnare la deliberazione e i soci che non sono legittimi a proporre l'impugnativa in quanto privi del diritto di voto
hanno diritto al risarcimento del danno loro cagionato. L'impugnazione o la domanda di risarcimento del danno devono
essere proposte entro 90 giorni dalla data di deliberazione oppure entro 90 giorni dall'iscrizione se la delibera è soggetta ad
iscrizione nel registro delle imprese. L'impugnazione è proposta con atto di citazione davanti al tribunae del luogo dove la
società ha sede. L'impugnante può chiedere la sospensione dell'esecuzione della deliberazione.
NULLITA' DELLE DELIBERAZIONI: la deliberazione può essere impugnata da chiunque ne abbia interesse entro 3 anni
in caso di:
-mancata convocazione dell'assemblea,
-mancanza del verbale,
-illiceità o impossibilità dell'oggetto;
queste sono le uniche 3 cause di nullità. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano
l'oggetto sociale prevedendo attività illecite o impossibili. L'invalidità può essere anche rilevata d'ufficio dal giudice.
L'impugnazione della deliberazione invalida per mancata covocazione non può essere esercitata da chi anche
successivamente abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dell'assemblea. L'invalidità della deliberazione per
mancanza del verbale può essere sanata mediante verbalizzazione eseguita prima dell'assemblea successiva.

ASSEMBLEA ORDINARIA (art. 2364):


-approva il bilancio,
-nomina e revoca gli amministratori,
-nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale,
-determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non è stabilito dallo statuto,
-delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci,
-delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell'assemblea e sulle autorizzazioni richieste dallo stauto
per il compimento di atti degli amministratori,
-approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari.
L'assemblea ordinaria è regolarmente costituita con l'intervento di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale
sociale con diritto di voto (quorum costitutivo). Essa delibera a maggioranza assoluta (=metà +1 dei presenti) (quorum
deliberativo).
Se i soci partecipanti all'assemblea non rappresentano complessivamente la parte di capitale richiesta, l'assemblea deve
essere di nuovo coinvocata. In seconda convocazione non è richiesto nessun quorum costitutivo e le delibere sono approvate
se riportano il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato (maggioranza assoluta).

ASSEMBLEA STRAORDINARIA (art. 2365):


-delibera sulle modificazioni dello statuto
-delibera sulla nomina, sulla costituzione e sui poteri dei liquidatori,
-delibera su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.
Il verbale dell'assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio.
In prima convocazione il quorum costitutivo e il quorum deliberativo coincidono e prevedono il voto favorevole di tanti soci
che rappresentano più della metà del capitale sociae. In seconda convocazione l'assemblea è regolarmente costituita con la
partecipazione di oltre 1/3 del capitale sociale (quorum costitutivo). Essa poi delibera con il voto favorevole di almeno i 2/3
del capitale rappresentato in assemblea (maggioranza qualificata) (quorum deiberativo).

AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA':


La gestione dell'impresa spetta esclusivamente agi amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per
l'attivazione dell'oggetto sociale. L'amministrazione della società può essere affidata anche a non soci. Quando
l'amministrazione è affidata a più persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione. Se lo statuto non stabilisce
il numero degli amministratori, la determinazione spetta all'assemblea. Il consiglio di amministrazione, sceglie tra i suoi
componenti il presidente, se questo non è nominato dall'assemblea.
Il presidente convoca il consiglio di amministrazione, ne fissa l'ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinchè

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tutti i consiglieri siano informati sulle materie all'ordine del giorno. Se lo statuto e l'assemblea lo consentono, il consiglio di
amministrazione può delegare alcune sue funzioni a un comitato esecutivo o agli amministratori delegati.
La nomina degli amministratori spetta all'assemblea, fatta eccezione per i prii amministratori, che sono nominati nell'atto
costitutivo. Gli amministratori non possono essere nominati per più di 3 esercizi, e scadono alla data dell'assemblea
convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica. Gli amministratori sono rieleggibili e
sono revocabili in qualsiasi momento. Se non susiste giusta causa hanno diritto al risarcimento. Entro 30 giorni dalla notizia
della loro nomina gli amministratori devono chiedere l'iscrizione nel registro delle imprese. Il potere di rappresentanza
attribuito agli amministratori è generale: essi hanno cioè il potere di realizzare tutti gli atti giuridici in cui si concretizza
l'attività sociale. La cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il consiglio di
amministrazione è stato ricostituito e cioè dall'accettazione della nomina da parte dei nuovi amministratori. La cessazione
degli amministratori dall'ufficio per qalsiasi causa deve essere iscritta entro 30 giorni nel registro delle imprese.
L'amministratore che rinuncia alla sua carica deve darne comunicazione scritta al consiglio di amministrazione e al
presidente del collegio sindacale e la rinuncia ha effetto immediato se rimane in carica la maggioranza del consiglio di
amministrazione.
SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI: se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più amministratori,
essi vengono sostituiti dagli amministratori rimanenti con deliberazione approvata dal collegio sindacale, ma solo se la
maggioranza rimane comunque costituita da amministratori nominati dall'assemblea, quelli rimasti in carica devono
convocare l'assemblea perchè provveda alla sostituzione dei mancanti. Se vengono a cessare l'amministratore unico o tutti
gli amministratori, l'assemblea deve essere convocata d'urgenza dal collegio sindacale, il quale può compiere nel frattempo
gli atti di ordinaria amministrazione.
POTERE GESTORIO: gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della società che non sono
riservati dalla legge all'assemblea. Per la validità delle deliberazioni del consiglio di amministrazione è necessaria la
presenza della maggioranza degli amministratori in carica. La deliberazione del consiglio di amministrazione sono prese a
maggioranza assoluta dei presenti. Le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto possono
esssere impugnate solo dal collegio sindacale e dagli amministraotir asssenti o dissenzienti entro 90 giorni dalla data della
deliberazione. Possono essere inoltre impugnate dai soci le deliberazioni lesive dei loro diritti. Le decisioni prese dal
consiglio risultano da verbale e devono essere iscritte nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di
amministrazione.
COMPENSO DEGLI AMMINISTRATORI: i compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione sono strabiliti
dall'atto della nomina o dall'assemblea e possono essere costituiti anche da partecipazioni agli utili o dall'attribuzione del
diritto di sottoscrivere azioni di futura emissione (stock options).
FUNZIONI DEGLI AMMINISTRATORI: oltre ad avere la rappresentanza generale della società e il potere gestorio, gli
amministratori convocano l'assemblea e ne fissano l'ordine del giorno, danno attivazione alle delibere e hanno il
potere/dovere di impugnare quelle che violano la legge o l'atto costitutivo. Inoltre gli amministratori devono tenere i libri e
le scritture contabili e devono redigere annualmente il bilancio. Infine essi devono prevenire il compimento di atti
pregiudizievoli per la società, o almeno eliminarne od attenuarne le conseguenze dannose.
RESPONSABILITA' VERSO LA SOCIETA': gli amministratori devono adempire i doveri ad essi imposti dalla legge e
dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze. Essi sono solidalmente
responsabili verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri. Essi sono inoltre solidalmente responsabili
se, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o
eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose. L'azione di responsabilità è promossa in seguito a deliberazione
dell'assemblea oppure a seguito di deliberazione del collegio sindacale assunta con la maggioranza dei 2/3 dei suoi
componenti. L'azione può essere infine esercitata anche dai soci che rappresentano almeno 1/5 del capitale sociale.
L'amminstratore può essere citato in giudizio entro 5 anni dalla cessazione della sua carica.
RESPONSABILITA' VERSO I CREDITORI SOCIALI: gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per
l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale. L'azione può essere proposta
dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. In caso di fallimento,
l'azione può essere proposta esclusivamente dal curatore.
RESPONSABILITA' VERSO I SOCI: i soci hanno diritto al risarcimento del danno se sono stati direttamente danneeggiati
da atti dolosi o colposi degli amministratori. L'azione può essere esercitata entro 5 anni dal compimento dell'atto che ha
pregiudicato il socio (analogamente verso i terzi).

COMITATO ESECUTIVO: come il consiglio di amministrazione, è un organo collegiale e le sue decisioni sono adottate in
riunioni alle quali devono assistere i sindaci. Le relative deliberazioni devono risultare da un apposito libro delle adunanze e
delle deliberazioni del comitato esecutivo. Il comitato esecutivo deve:
-provvedere che l'aspetto organizzativo, amministrativo e contabile della società sia adeguato alla natura e alle dimensioni
dell'impresa,
-riferire periodicamente al consigio di amministrazione a al collegio sindacale sul generale andamento della gestione.

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AMMINISTRATORI DELEGATI: sono organi unipersonali e se ci sono più amministratori delegati essi possono agire
disgiuntamente o congiuntamente. Ad essi è solitamente affidata la rappresentanza della società e devono riferire al
consiglio di amministrazione l'andamento della società. È possibile la consistenza di un comitato esecutivo e di uno o più
amministratori delegati con competenze ripartite. Con la concessione della delega, larga parte della gestione della società è
svolta dagli organi delegati, nei quali si concentra così il potere decisionale.

COLLEGIO SINDACALE: è l'organo di controllo interno della società, con funzioni di vigilanza sull'amministrazione.
Esso è composto da 3 o 5 membri, soci o non soci, e devono essere nominati due sindaci supplenti. Almeno un membro
effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Gli altri vengno scelti tra gli
iscritti negli albi professionali o fra i professori universitari. Il presidente del collegio sindacale è nominato dall'assemblea.
I sindaci sono nominati per la prima volta nell'atto costitutivo e successivamente dall'assemblea ordinaria. Essi restano in
carica per 3 esercizi e possono essere revocati solo per giusta causa. Essi sono inoltre rieleggibili e la loro nomina e
cessazione devono essere iscritte nel registro delle imprese entro 30 giorni. La retribuzione annuale dei sindaci, se non è
stabilito nello stauto, deve essere determinata dall'assemblea all'atto della nomina per l'intero periodo di durata del loro
ufficio. La cancellazione o la sospensione dal registro dei revisori contabili dagli albi professionali e la cessazione della
carica di professore universitario sono cause di decadenza dall'ufficio di sindaco.
In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco subentrano i supplenti in ordine di età e restano in carica fino alla
prossima assemblea. Se con i sindaci supplementi non si completa il collegio sindacale, deve essere convocata l'assemblea
perchè provveda all'integrazione del collegio.
DOVERI DEL COLLEGIO SINDACALE: vigila:
-sull'osservanza della legge e dello stauto,
-sul rispetto dei principi di corretta amministrazione,
-sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile.
Inoltre nelle società non quotate lo statuto può prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio
sindacale, e in questo caso il collegio sindacale deve essere costituito interamente da revisori contabili.
POTERI DEL COLLEGIO SINDACALE: i sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti
di ispezione e controllo. Il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni
sociali e su determinati affari.
Il collegio sindacale può inoltre convocare, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione,
l'assemblea in casi di fatti piuttosto gravi e promuovere il controllo giudiziario sulla gestione, se ha fondato sospetto che gli
amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione. Perciò la vigilanza del collegio sindacale è esercitata
innanzitutto nei confronti degli amministratori, ma non olo. I sindaci hanno infatti il potere di intervenire alle riunioni
dell'assemblea, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, nonché di impugnare le relative delibere.
FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE: deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. Il sindaco che, senza
giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio a due riunioni del collegio decade dall'ufficio. Delle riunioni del
collegio deve redigersi verbale, che deve essere iscritto nel libro delle ordinanze e delle deliberazioni del collegio sindacale.
Il collegio sindacale è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza
assoluta dei presenti. I sindaci che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o a 2 riunioni censecutive del
consiglio di amministrazione o del comitato esecutivo decadono dall'ufficio.
RESPONSABILITA' DEL COLLEGIO SINDACALE: i sindaci devono adempiere ai loro doveri con la profesisonalità e la
diligenza richieste dalla natura del'incarico. Essi sono inoltre responsabili della verità delle loro attestazioni e devono
conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza. Essi sono responsabili solidalmente con gli
amministratori per i fatti o le omissioni degli amministratori quando il danno non si sarebbe verificato se essi avessero
vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.
DENUNCIA AL COLLEGIO SINDACALE: ogni socio può denunciare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale,
il quale è obbligato solo a tenerne conto nella relazione annuale all'assemblea. Se però la denuncia è fatta da tanti soci che
rappresentano 1/20 del capitale sociale (5%), il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunciati e
presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea, che deve essere convocata dal collegio stesso.

CONTROLLO CONTABILE: è esercitato da un revisore contabile e da una società di revisione. Il revisore o la società
incaricata può chiedere agli amministratori documenti e notizie utili al controllo e può procedere ad ispezioni. L'incarico del
controllo contabile è conferito dall'assemblea, sentio il collegio sindacale, la quale determina il corrispettivo spettante al
revisore o alla società di revisione per l'intera durata dell'incarico. L'incarico ha la durata di 3 esercizi e può essere revocato
solo per giusta causa. I soggetti incaricati del controllo contabile sono responsabili nei confronti della societ, dei soci o dei
terzi per i danni derivanti dall'inadempimento ai loro doveri. Nel caso di società di revisione i soggetti che hanno effettuato

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il controllo contabile sono responsabili in solido con la società stessa.


SISTEMI ALTERNATIVI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO: esistono 2 sistemi:
* sistema dualistico: l'amministrazione ed il controllo sono esercitati da un consiglio di gestione
(svolge le funzioni proprie del consiglio di amministrazione) e da un consiglio di sorveglianza (svolge
le funzioni del collegio sindacale e le funzioni di indirizzo della gestione che sono proprie
dell'assemblea dei soci -nomina e revoca dei componenti del consiglio di gestione e approvazione del
bilancio-, riducendo così le competenze dell'assemblea ordinaria).
* Sistema monistico: l'amministrazione e il controllo, sono esercitati rispettivamente dal consiglio
di amministrazione e da un comitato costituito al suo interno; non prevede perciò l'esistenza del
collegio sindacale.
LIBRI SOCIALI OBBLIGATORI:
-libro dei soci,
-libro delle obbligazioni,
-libro delle ordinanze e delle deliberazioni (delle assemblee, del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale, del
comitato esecutivo -se esiste-, delle assemblee degli obbligazionisti).

IL BILANCIO
Gli amministratori devono redigere il bilancio d'esercizio costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla
nota integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione
patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio. Se, in crisi eccezionali, l'applicazione di una
disposizione relativa alle norme sul bilancio è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non
deve essere applicata. Il bilancio d'esercizio deve essere accompagnato dalla relazione sulla gestione degli amministratori e
delle relazioni del collegio sindacale e del revisore contabile. Il bilancio costituisce per i soci il solo strumento llegale di
informazione contabile sull'andamento degli affari sociali e per i creditori sociali il mezzo per conoscere la consistenza del
patrimonio della società, sola garanzia su cui essi possono fare affidamento.
Principi su cui si basa la redazione del bilancio:
-chiarezza, verità e correttezza;
-prudenza, la valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione
dell'attività;
-competenza, si deve tener conto delle entrate e delle uscite di competenza dell'esercizio e dei rischi e delle perdite di
competenza dell'esercizio;
-i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all'altro.
BILANCIO IN FORMA ABBREVIATA: alle società che non superano determinate dimensioni (attivo stato patrimoniale =
3.650.000€, fatturato = 9.300.000€ e 50 dipendenti) è consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata, nel quale è
ridotto il numero delle voci dello stato patrimoniale, del costo economico e delle indicazioni richieste nella nota integrativa.
STAO PATRIMONIALE: rappresenta in modo sintetico la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio della
società (attività e passività) e la sua situazione finanziaria nel giorno della chiusura dell'esercizio.
CONTO ECONOMICO: espone il risultato economico dell'esercizio attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri
sostenuti, nonché dai ricavi e dagli altri proventi conseguiti nell'esercizio.
NOTA INTEGRATIVA: illustra e a volte integra il contenuto del bilancio specificando le voci dello stato patrimoniale e del
conto economico, fornendo informazioni integrative.
RELAZIONE SULLA GESTIONE: è un allegato esterno al bilancio che assolve una funzione di resoconto sulla gestione
della società e sulle sue prospettive. Essa deve contenere infatti un'analisi fedele ed esauriente dell'andamento della gestione
nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato. Da essa devono poi risultare i fatti di rilievo avvenuti dopo la
chiusura dell'esercizio.
PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO: alla redazione del bilancio d'esercizio cooperano tutti gli organi
sociali: amministratori, collegio sindacale, assemblea e in più il soggetto incaricato al controllo contabile. Il progetto di
bilancio è redatto dagli amministratori e tale funzione non è derogabile al comitato esecutivo o agli amministratori delegati.
Almeno 30 giorni prima del giorno fissato per l'assemblea che deve discuterlo, il progetto di bilancio, con la relazione sulla
gestione, deve essere comunicato al collegio sindacale. Il collegio sindacale deve riferire all'assemblea i risultati
dell'esercizio sociale e dell'attività svolta nell'adempimento dei propri doveri e fare le osservazioni o le proposte riguardanti
il bilancio e la sua approvazione. Il progetto di bilancio e i relativi allegati devono restare depositati in copia nella sede della
società durante i 15 giorni che precedono l'assemblea e i soci e i soci ne possono prendere visione.
Per l'approvazione del bilancio l'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno entro il termine
stabilito dallo statuto e comunque non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Entro 30 giorni dall'approvazione,

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la copia del bilancio correlata con le relazioni e il verbale di approvazione dell'assemblea devono essere depositati dagli
amministratori per l'iscrizione nel registro delle imprese. Azioni di annulabilità e di nullità non possono essere più esercitate
dopo l'approvazione del bilancio dell'esercizio successivo. Inoltre se il soggetto incaricato della revisione contabile non ha
formulato rilievi, le azioni di impugnazione della delibera di approvazione del bilancio spettano ai soci che rappresentano
almeno il 5% del capitale sociale.
L'assemblea che approva il bilancio delibera inoltre sulla distribuzione degli utili ai soci.

MODIFICAZINI DELLO STATUTO: rietrano nella competenza dell'assemblea straordinaria. Costituisce modificazione,
dello statuto ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale. Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di
modifica dello statuto, verificato l'adempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne richiede entro 30 giorni l'iscrizione
nel registro delle imprese. La deliberazione non produce effetti se non dopo l'iscrizione e dopo ogni modifica dello statuto
deve esserne depositato nel registro delle imprese il testo integrale dello statuto nella sua redazione aggiornata.
DIRITTO DI RECESSO: l'applicazione del principio maggioritario fa sì che la minoranza non può impedire modifiche
dello stauto, perciò in presenza di delibera di particolare gravità è riconosciuto il diritto di recesso della società.
In particolare hanno diritto diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, soci che non hanno concorso (in quanto
dissenzienti, assenti o astenuti) alle deliberazioni riguardanti:
Cause di diritto di recesso:
-la modifica dell'oggetto sociale, se consiste in un cambiamento significativo dell'attività;
-il trasferimento della sede sociale all'estero;
-la trasformazione della società;
-la revoca dello stato di liquidazione;
-l'eleminazione di una o più cause di recesso derogabili oppure previste dallo stauto;
-la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso;
-le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o partecipazione.
Inoltre, salvo lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hano concorso all'approvazione delle
deliberazioni riguardanti:
-la proroga del termine di durata della società;
-l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.
Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate il socio può recedere
liberamente con un preavviso di almeno 180 giorni (lo statuto può prevedere una termine maggiore, ma
comunque non superiore ad 1 anno; lo statuto può prevedere inoltre ulteriori cause di recesso ed è nullo
ogni patto che esclude e rende più gravoso l'esercizio del diritto di recesso). Il diritto di recesso deve
essere esercitato mediante lettera raccomandata dalla società entro 15 giorni dall'iscrizione nel registro
delle imprese della delibera che lo legittima. Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non
possono essere cedute. Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, esso è privo di efficacia
se entro 90 giorni la società revoca la delibera che lo legittima oppure se è deliberato lo scioglimento
della società. Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso. Il valore di
liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e
del soggetto incaricato della revisione contabile, tenuto conto della consistenza patrimoniale della
società e delle sue prospettive reddituali. I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore
nei 15 giorni precedenti alla data fissata per l'assemblea. In caso di contestazione, il valore della
liquidazione è determinato entro 90 giorni dall'esercizio di recesso da un esperto nominato dal
tribunale.

PROCEDIMENTO DI LIQUIDAZIONE: gli amministratori offrono in opzione le azioni del socio


recedente agli altri soci in proporzione al numero delle azioni possedute. Per la parte non acquistata dai
soci, possono essere offerte a terzi. In caso di mancato collocamento presso i soci o presso i terzi, le
azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della società utilizzando riserve disponibili. In
assenza di utili e riserve disponibili deve essere convocata l'assemblea straordinaria per deliberare la
riduzione del capitale sociale oppure lo scioglimento della società.

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AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE:


-AUMENTO GRATUITO: operazione che non da luogo a nuovi conferimeti e perciò non c'è nessun
incremento del patrimonio sociale. Consiste infatti nell'imputare al capitale le riserve e gli altri fondi
disponibili, che diventano così indistribuibili.
L'aumento gratuito può essere realizzato mediante aumento del valore nominale delle azioni in
circolazione o mediante l'emissione di nuove azioni. Le nuove azioni vengono assegnate gratuitamente
agli azionisti in proporzione di quelle da essi già possedute.
-AUMENTO A PAGAMENTO: operazioni che comportano nuovi conferimenti e che avviene quindi
mediante l'emissione di nuove azioni che vengono sottoscritte dai soci o da terzi che così diventano
soci. Non può essere eseguito un aumento di capitale fino a che le azioni precedentemente emesse non
vengano interamente liberate (può essere però intanto deliberato). I sottoscrittori delle azioni di nuova
emissione devono, all'atto della sottoscrizione, versare alla società (non alla banca) almeno il 25% del
valore nominale delle azioni sottoscritte. Se è previsto un sovrapprezzo, questo deve essere interamente
versato all'atto della sottoscrizione.
La deliberazione di aumento deve fissare il termine, non inferiore a 30 giorni dalla pubblicazione
dell'offerta, entro il quale le sottoscrizioni per l'ammontare previsto: in tal caso il capitale è aumentato
di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte, ma solo se la deliberazione lo abbia espressamente
previsto. In mancanza, i sottoscrittori sono liberati dall'obbligo di conferimento ad hanno diritto alla
restituzione delle somme già versate.
Anche se competente a deliberare l'aumento di capitale è l'assemblea straordinaria, lo statuto può
attribuire agli amministratori questa facoltà. Deve essere però predeterminato l'ammontare massimo
entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale sociale e la delega può essere concessa per
un periodo massimo di 5 anni. La delega è però rinnovabile.
Diritto di opzione: consiste nel diritto dei soci di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione
dell'aumento del capitale sociale a pagamento. Le azioni di nuova emissione e le obbligazioni
convertibili in azioni devono infatti essere offerte in opzione ai soci in proporzione al numero delle
azioni possedute. L'offerta di opzione deve essere depositata presso l'ufficio del registro delle imprese.
Il diritto di opzione non spetta per le azioni di nuova emissione che secondo la deliberazione devono
essere deliberate mediante conferimento in natura. Il diritto di opzione può essere escluso o limitato
con la deliberazione di aumento di capitale approvato da tanti soci che rappresentino oltre la metà del
capitale sociale, anche se la deliberazione è presa in assemblea in seconda convocazione.
ISCRIZIONE: nei 30 giorni successivi all'avvenuta sottoscrizione delle azioni di nuova emissione gli
amministratori devono depositare per l'iscrizione nel registro delle imprese un'attestazione che
l'aumento del capitale è stato eseguito.

RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE:


-RIDUZIONE A PAGAMENTO: può aver luogo sia mediante liberazione dei soci dall'obbligo dei
versamenti ancora dovuti sia mediante rimborso del capitale ai soci. L'avviso di convocazione
dell'assemblea deve indicare le ragioni e le modalità della riduzione. La deliberazione può essere
eseguita soltanto dopo 90 giorni dal giorno dell'iscrizione nel registro delle imprese, perchè entro
questo termine nessun creditore sociale anteriore all'iscrizione abbia fatto opposizione.
-RIDUZIONE “GRATUITA” (PER PERDITE): il capitale netto della società può scendere per effetto
di perdite al di sotto del capitale sociale nominale. La riduzione del capitale sociale per perdite consiste
nell'adempiere la cifra del capitale sociale all'attuale minor valore del capitale netto, ma è obbligatoria
solo quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre 1/3. Consiste quindi in una riduzione
puramente nominale, dato che non comporta nessuna riduzione del patrimonio sociale perchè questa si
è già verificata per effetto delle perdite subite.
Se, per la perdita di oltre 1/3 del capitale sociale, questo si riduce al di sotto del minimo di 120.000€,

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gli amministratori devono convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale sociale e il
contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale, o la trasformazione della società.

LE OBBLIGAZIONI: la società per azioni può emettere obbligazioni, strumento per la raccolta di
capitale di prestito. Le obbligazioni sono infatti titoli di credito nominativi che rappresentano un credito
verso la società. L'emissione di obbligazioni è deliberata dagli amministratori e deve essere iscritta nel
registro delle imprese. Gli obbligazionisti hanno diritto alla restituzione del capitale ed agli interessi. La
società può emettere obbligazioni per somma non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva
legale e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato. Con i prestiti obbligazionari si
formano due organi che tutelano gli interessi degli obbligazionisti e il rappresentante comune.
Assemblea degli obbligazionisti: delibera:
-sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune;
-sulle modificazioni delle condizioni del prestito;
-sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi;
-sugli altri oggetti d'interesse comune degli obbligazionisti.
Rappresentante comune: prevede all'esecuzione delle deliberazioni dell'assemblea degli
obbligazionisti e alla tutela degli interessi comuni degli obbligazionisti nei rapporti con la società.

SOCIETA' IN ACCOMANDITA PER AZIONI:


-soci accomandatari: rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali;
-soci accomandanti: rispondono limitatamente alla quota di capitale sottoscritta.
Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni. La denominazione della società è
costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l'indicazione di società in accomandita
per azioni. A questo tipo di società si applicano le norme compatibili relative alla società per azioni. I
soci accomandatari sono di diritto amministratori e sono soggetti agli obblighi degli amministratori
della società per azioni. La revoca e la sostituzione degli amministratori devono essere deliberate con la
maggioranza prescritta per le deliberazioni dell'assemblea straordianria della società per azioni. In caso
di cessazione dall'Ufficio di tutti gli amministratori, la società si scioglie se non si è provveduto alla
loro sostituzione entro 180 giorni. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore
provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. Le modificazioni dell'atto
costitutivo devono essere approvate dall'assemblea con le maggioranze prescritte per l'assemblea
straordinaria della società per azioni, e devono inoltre essere approvate da tutti i soci accoamndatari. I
soci accomandatari rispondono solo dopo l'escussione del patrimonio sociale e non rispondo per le
obbligazioni della società sorte posteriormente all'iscrizione nel registro delle imprese della cessazione
dell'ufficio.

SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA:


Nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo
patrimonio. Il capitale sociale minimo richiesto per la società a responsabilità limitata è di 10.000€.
Come nella società per azioni, la denominazione sociale può essere liberamente formata e deve
contenere l'indicazione di S.r.l. Anche questa società può essere costituita a tempo indeterminato e può
essere costituita con contratto o con atto unilaterale. L'atto costitutivo deve essere redatto per atto
pubblico.
CONFERIMENTI: il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore
all'ammontare globale del capitale sociale. Possono essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo
suscettibili di valutazione economica (anche servizi) come nelle società di persone. In caso di

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conferimenti di beni in natura o di crediti non è necessario, a differenza delle società per azioni, che
questi vengano valutati da un esperto designato dal tribunale, ma è sufficiente che si tratti di un esperto
o di una società di revisione iscritti nell'apposito albo. Un'altra novità rispetto alle società per azioni
consiste in una specifica disciplina per i finanziamenti dei soci volta a frenare il fenomeno delle società
sottocapitalizzate che operano con ingenti finanziamenti a titolo di capitale di prestito da parte dei soci:
la legge stabilisce infatti che il rimborso dei finanziamenti dei soci deve avvenire successivamente alla
soddisfazione degli altri creditori e se è avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento
della società deve essere restituito.
QUOTE DI PARTECIPAZIONE: dei soci non possono essere rappresentate da azioni. I diritti sociali
spettano ai soci in misura proporzionale da ciascuna posseduta, la quale viene determinata in misura
proporzionale al conferimento, a meno che l'atto costitutivo non preveda diversamente. Le
partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo
contraria disposizione dell'atto costitutivo. L'atto costitutivo può non solo limitare ma anche escludere
del tutto il trasferimento delle quote, accentuando il carattere personale della partecipazione. Il
trasferimento delle partecipazioni ha effetto di fronte alla società dal momento dell'iscrizione nel libro
dei soci, la quale segue all'scrizione nel registro delle imprese. Nel caso di cessione della
partecipazione l'alienante è obbligato solidalmente con l'acquirente per 3 anni dall'iscrizione nel libro
dei soci per i versamenti ancora dovuti.
AMMINISTRAZIONE: salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'amministrazione è affidata a
uno o più soci nominati dai soci stessi. Quando l'amministrazione è affidata a più persone, queste
cosituiscono il consiglio di amministrazione. L'atto costitutivo può tuttavia disporre che
l'amministrazione sia ad esse affidata disgiuntamente oppure congiuntamente, salvo che per la
redazione del progetto di bilancio e per l'aumento del capitale, in ogni caso di competenza del consiglio
di amministrazione come tutt'uno. Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società
dei danni derivanti dall'inosservazione dei doveri da essi imposti per l'amministrazione della società. La
responsabilità non si estende per quelli che dimostrano di essere esenti da colpa. Sono solidalmente
responsabili con gli amministratori i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il
compimento di atti dannosi per la società soci o terzi. I soci che non partecipano all'amministrazione
hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare i
libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione. L'azione di responsabilità contro gli
amministratori può essere promossa anche dal singolo socio.
COLLEGIO SINDACALE: la struttura di governo formata dai diversi organi societari (corporate
governance) è meno rigida per le società a responsabilità limitata rispetto alle società per azioni. Infatti
l'atto costitutivo può prevedere (e non è quindi un obbligo) la nomina di un collegio sindacale o di un
revisore. La nomina del collegio sindacale è obbligatoria solo se il capitale sociale non è inferiore a
quello minimo stabilito per le società per azioni (120.000€) e se per 2 esercizi consecutivi sono stati
superiati 2 dei limiti previsti per poter redigere il bilancio in forma abbreviata. In questi casi il collegio
sindacale esercita il controllo contabile.
DECISIONI DEI SOCI: i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dal lato costitutivo
e sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno 1/3 del capitale
sociale sottopongono alla loro approvazione. In ogni caso sono riservate dalla legge alla competenza
dei soci:
-l'approvazone del bilancio e la distribuzione degli utili,
-la nomina degli amministratori,
-la nomina se necessaria dei sindaci e del presidente del collegio sindacale,
-le modificazioni dell'atto costitutivo,
-le decisioni di compiere operazioni che modificano l'oggetto sociale o i diritti dei soci.
In determinate situazioni i soci devono riunirsi in assemblea altrimenti, se previsto dall'atto costitutivo,
le decisioni dei soci possono essere adottate mediante una consultazione scritta o con senso espresso

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per iscritto. Se non è previsto nulla nell'atto costitutivo il sistema è quello assembleare. Devono essere
in ogni caso deliberate in assemblea le decisioni relative alla riduzione del capitale sociale per perdite,
alle modificazioni dell'atto costitutivo ed a operazioni che modificano l'oggetto sociale o i diritti dei
soci. In questi casi l'assemblea delibera con il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la
metà del capitale sociale, negli altri casi delibera a maggioranza assoluta. Il quorum costitutivo che
consiste in tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale. Le discipline riguardanti il recesso
del socio, la redazione del bilancio e le modificazioni dell'atto costitutivo sono sostanzialmente
analoghe a quelle dettate per la società per azioni.
SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DELLE SOCIETA' DI CAPITALI:
SCIOGLIMENTO: le società per azioni in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si
sciolgono:
-per il decorso del termine: può essere prorogato con deliberazione dell'assemblea (straordinaria in
caso di S.p.a. e S.a.p.a.) ed è necessario il voto favorevole di molti soci che rappresentino più di 1/3 del
capitale sociale, anche in seconda convocazione (è richiesto invece il voto favorevole dei soci che
rappresentano almeno la metà del capitale sociale in caso di S.r.l.).
-per il conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo: tale
causa di scioglimento non opera se l'assemblea delibera le opportune modifiche statutarie.
-per l'impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell'assemblea: nel caso in cui
non vengano adottate le delibere necessarie per il funzionamento della società.
-per la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale: a meno che l'assemblea non deliberi un
aumento del capitale sociale o la trasformazione della società.
-per la delibera dell'assemblea straordinaia di sciolglimento della società in caso di recesso di uno
o più soci o in caso di impossibilità di provvedere al rimborso delle loro azioni senza ridurre il
capitale sociale o se c'è l'opposizione dei creditori alla riduzione: non vale per le S.r.l.
-per deliberazione dell'assemblea: è richiesta la maggioranza di più di 1/3 del capitale sociale anche
in seconda convocazione e il voto favorevole della metà del capitale sociale in caso di S.r.l.
-per le altre cause previste dal lato costitutivo o dallo stauto: non è più causa di scioglimento la
dichiarazione di fallimento della società.
Verificatasi una causa di scioglimento, gli amministratori devono procedere al suo accertamento e
all'iscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della delibera assembleare che
dispone lo scioglimento. Alla denominazione della società deve essere così aggiunta l'indicazione che
si tratta di società in liquidazione. Gli effetti connessi al verificarsi di una causa di scioglimento hanno
inizio dal momento dell'iscrizione nel registro delle imprese dalla dichiarazione di accertamento. Gli
amministratori conservano il potere di gestire la società ai soli fini della conservazione dell'integrità e
del valore del patrimonio sociale fino alla nomina dei liquidatori e alla sua consegna per l'iscrizione nel
registro delle imprese.
STATO DI LIQUIDAZIONE: appena si verifica una causa di scioglimento, lo scopo della società
cambia: non è più quello di esericitare l'attività economica ma è quello della liquidazione in modo da
pagare i creditori sociali e ripartire tra i soci l'eventuale residuo attivo. Dopo l'accertamento della caus
di scioglimento, gli amministratori devono convocare l'assemblea dei soci perchè deliberi, con le
maggioranze previdte per le modificazioni dell'atto costitutivo, su:
-il numero dei liquidatori;
-la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli a cui spetta la rappresentanza della società;
-i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione.
La nomina dei liquidatori e la determinazione dei loro poteri sono iscritte poi nel registro delle imprese e da questo
momento gli amministratori cessano dalla loro carica e viene aggiunta alla denominazione sociale l'indicazione di società in
stato di liquidazione. La società può in ogni momento revocare lo stato di liquidazione con delibera dell'assemblea
straordinaria. Le diposizioni sulle decisioni dei soci, sulle assemblee e sugli organi amministrativi e di controllo si
applicano, in quanto compatibili, anche durante la liquidazione. I liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per
la liquidazione della società. I liquidatori devono inoltre redigere il bilancio e presentarlo per l'approvazione all'assemblea o,

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in caso di S.r.l. ai soci. L'attività dei liquidatori deve essere innanzitutto diretta al pagamento dei creditori sociali. Se i fondi
disponibili risultano insufficienti per il pagameto dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci
i versamenti ancora dovuti. I liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio e sottoporlo all'approvazione dell'assemblea.
Con la liquidazione vengono però modificati i criteri di valutazione del bilancio, che devono perciò essere indicati nel primo
bilancio successivo alla loro nomina. Compiuta la liquidazione i liquidatori devono redigere il bilancio finale, indicando la
parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo. Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori e accompagnato
dalla relazione del collegio sindacale e dal soggetto incaricato della revisione contabile, è depositato presso l'ufficio del
registro delle imprese. Nei 90 giorni successivi all'iscrizione ogni socio può proporre reclamo davanti al tribunale. Decorso l
termine di 90 giorni senza che siano stati proposti reclami, il bilancio finale di liquidazione s'intende approvato da ogni
singolo socio (e non dall'assemblea) e i liquidatori sono liberati di fronte ai soci. Approvato il bilancio finale di liquidazione
i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese, e in questo modo la società si
estingue. Dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci fino
alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori se il
mancato pagamento è dipeso dalla colpa di questi. Compiuta la liquidazione i libri della società devono essere depositati e
conservati per 10 anni presso l'ufficio del registro delle imprese.

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