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I SEGRETI DI TWIN PEAKS

L'autobiografia

dell'agente speciale Dale Cooper:

la mia vita, i miei nastri


Ascoltata da Scott Frost

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Parte Prima

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«Mi pare che Dale ricevette il suo primo registratore per Natale nel 1967.
Avevamo tredici anni. Papà mi aveva regalato uno di quei modellini di
aereo a benzina che si fanno volare tramite un filo con un comando a
distanza. Ero in strada a farlo girare nell'aria e a tentare il mio primo
cerchio della morte, quando vidi Dale uscire di casa con lo zaino di lupetto
in spalla con dentro il suo grosso registratore e un microfono in mano. Era
una di quelle macchine a bobine che faceva funzionare con una lunga
prolunga gialla infilata in una presa dentro casa. Venne da me e, sulla
base della mia esperienza di aeronautica, mi chiese se, secondo me,
saremmo riusciti a far sbarcare degli uomini sulla luna entro l'anno
seguente. Proprio in quel momento il mio aeroplano si imballò e andò a
sbattere contro un cartello stradale. Dale registrò tutto.»
Lewis Nordine
Amico d'infanzia
Uff. USAF, a riposo

25 dicembre 1967

Prova, prova.
Qui Dale Cooper, tredici anni, attualmente residente al 1127 di Hillcrest
Avenue, Filadelfia, Pennsylvania. È una casa verde con grandi teloni
riflettenti gialli che papà ha comperato da Sears perché non si scolorisca il
tessuto del divano. Sono alto un metro e sessanta, capelli bruni, nel salto in
alto raggiungo l'uno e trentasette. Sono in attesa da un momento all'altro di
una fase di crescita improvvisa che mi porti alla mia statura ideale di un
metro e ottantacinque. Non ho sorelle e ho un solo fratello maggiore che
frequenta il college. La mia stanza è di tre metri e mezzo per quattro con due
finestre. Ho un tavolo, un letto, un comò e un tappetino a uncinetto con una
testa di cervo confezionato da mia madre. In camera mia possono entrare
solo le persone che conoscono la parola d'ordine. La parola d'ordine cambia

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ogni settimana. Questa settimana è Valico al Buio. Sopra il letto ho appeso al
muro l'oggetto più importante fra quelli di mia proprietà, un manifesto di
Jimmy Stewart nel film Sono un agente FBI che posso toccare solo io. Sto
parlando in un magnetofono a bobine Norelco B2000 che ho ricevuto come
regalo di Natale. Io ho regalato a papà una bottiglia di dopobarba e un paio
di Totes e alla mamma un set di spatole da cucina antiaderenti.
Frequento la prima ginnasio alla Germantown Friends School che è gestita
dai quaccheri. Papà dice che noi non siamo quaccheri, ma che se si dovesse
scegliere una religione, li terrebbe nella massima considerazione insieme con
gli unitariani per via di quello che fanno della loro mente. Papà è quello che
si definisce un libero pensatore. Ieri sera ci ha fatti camminare intorno
all'abete davanti a casa con delle candele accese perché dice che le chiese si
sono impossessate del Natale. Mamma dice che è pigro nei suoi rapporti con
Dio perché da ragazzo ha avuto una brutta esperienza in chiesa. È titolare
della Offset Printing Cooper in Germantown Road. Sopra la porta della
tipografia c'è una foto di Benjamin Franklin, che è uno degli eroi di papà.
Ieri sera, quando mi ha regalato il registratore, mi ha messo in mano il
microfono e mi ha guardato con un'espressione molto seria e mi ha detto che
questo è il futuro e che lui è un dinosauro con tutto ciò che rappresenta. Ho
chiesto alla mamma che cosa voleva dire e lei mi ha risposto che era
l'aperitivo. Poi papà ha letto una pagina da Furore e il Natale è finito.
L'apparecchio si sta surriscaldando. Credo che sospenderò.

25 dicembre, ore 14.00

Papà ha preso la prolunga in cantina e mi ha collegato con la presa vicino


all'acquario e adesso io faccio la mia prima uscita con il registratore nello
zaino. Mamma sta aprendo la porta, esco, ora sono in veranda... Ora puoi
chiudere la porta!... La porta è chiusa, sono solo. Solo io, il registratore e la
prolunga, che potrei definire la catena della vita. Un passo di troppo e tutto
finisce.
Guardandomi intorno dal punto in cui mi trovo, vedo quasi tutta la via. La
casa dei Nordine, quella degli Schlurman. Ora scendo dalla veranda. In
strada c'è Lewis Nordine che fa volare un aeroplano teleguidato. Non si è
accorto che suo fratello maggiore Jim sta sparando all'aereo con un fucile
dall'abbaino di casa loro. Cercherò di raggiungere Lewis per avvertirlo di

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suo fratello, ma devo stare attento a non farmi notare. Ho già avuto a che
fare con il fratello di Lewis e... oddio, credo che abbia visto la catena della
vita. Cercherò di riguadagnare la veranda. Credo che il rumore che ho
appena sentito sia stato l'aereo di Lewis che andava a sbattere contro un
cartello. Un proiettile ad aria compressa ha appena colpito la nostra cassetta
per le lettere. Sono quasi alla veranda... Papà!

25 dicembre, ore 21.00

Credo che il cavo di prolunga abbia gravi limitazioni. Primo, mi


impedisce di allontanarmi da casa per più di quindici metri, il che circoscrive
molto il mio raggio di indagini. Secondo, è vistoso in una maniera che può
essere pericolosa. Penso che la soluzione possa essere una batteria
trasportabile e domani andrò al Simms' Hardware a sentire che cosa mi
dicono. Papà dice che le parole sono utensili e che degli utensili bisogna
prendersi cura, altrimenti non si riesce a piantare un chiodo diritto. Papà dice
un mucchio di cose che io non capisco.
Così finisce questo Natale. I regali che ho ricevuto quest'anno sono i
seguenti: biancheria intima, calze, un paio di calzoni di velluto a coste, guida
agli insetti, cinque dollari dalla nonna e un magnetofono Norelco B2000, che
non è un giocattolo. Qui Dale Cooper, fine registrazione.

26 dicembre, ore 15.00

Sono stato al Simms' Hardware a comperare le batterie. Secondo il signor


Simms, che è radioamatore e di notte parla con la Germania perché ci è stato
durante la guerra e ci ha lasciato un piede, ciascuna batteria durerà tre ore.
Ne ho comperate tre con i soldi della nonna, che crede che io li metta via per
il college.
Tornando a casa, ho fatto le seguenti scoperte: il padre di Lewis ha trovato
fori di carabina ad aria compressa nelle ali dell'aereo precipitato e ha messo
il fratello di Lewis agli arresti domiciliari. Bradley Schlurman ha ricevuto
una bici nuova, una Stingray dorata con sellino costolato a barchetta e
copertone posteriore bitorzoluto. E sua sorella ha ricevuto un paio di scarpe
nuove con le quali si presume che possa ballare meglio.

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26 dicembre, ore 22.00

Ho riflettuto per tutta la sera che devo assolutamente fare un piano per la
mia vita, ora che ho il registratore. Non mi viene in mente niente.

27 dicembre, ore 3.00

La mamma ha appena lasciato la mia stanza perché ho avuto un attacco di


asma. Quando non riesco a respirare certe volte me ne sto sdraiato a pensare
che sono morto e vago nell'aria mentre lei mi spalma VapoRub sul petto. Se
domani fa freddo forse non potrò uscire per via dei miei polmoni.
Mamma mi ha raccontato un altro dei suoi sogni. Ha detto che era da sola
in un campo sotto un cielo pieno di migliaia di uccelli che bloccavano tutta
la luce. È sempre a questo punto che si sveglia. Mamma dice che nei sogni
vediamo cose che non riusciamo a vedere da svegli. Le ho chiesto che cosa
significava secondo lei quel sogno, ma ha sorriso e non mi ha detto niente...
Sono contento di avere il registratore e qualcuno con cui posso parlare in
ogni momento.
Non ho mai visto un morto. Credo che mi piacerebbe, ma non proprio
adesso perché voglio chiudere gli occhi e non pensare alla morte.

1° gennaio 1968, ore 10.00

Ieri la Stingray di Bradley Schlurman è stata rubata da alcuni dei


componenti della banda della Ventiquattresima Strada. Due indizi li
accusano. Uno, Bradley li ha visti quando lo hanno buttato giù dalla sua bici.
Due, hanno dichiarato che da questo momento la bici appartiene alla banda
della Ventiquattresima Strada. È stata chiamata la polizia, ma finora non ha
concluso niente. Ho deciso di occuparmi personalmente del caso con l'aiuto
del mio registratore. Se riesco a pedinarli e a registrare uno di loro che parla
della bici, credo che il caso sarà risolto. Non l'ho detto a Bradley, perché si è
chiuso a chiave in camera sua e non ne vuol sapere di uscire.

1° gennaio, ore 13.00

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Ho dato inizio all'operazione. In questo momento sono in vista due
indiziati. Sono bianchi tutt'e due e grandi e grossi. Uno monta una bici con
cambio a dieci marce che è senz'altro rubata. L'altro è a piedi. Cercherò di
seguirli a una distanza sufficiente a registrare su nastro le loro confessioni.
Se necessario, cercherò di spingerli a parlare della bici dicendo loro che
voglio entrare nella banda. Ho nascosto il registratore infilandolo bene in
fondo allo zaino e coprendolo di patate. Il microfono è nascosto in un
guanto che mi sporge dalla tasca. Passo all'azione.

Seguono tre minuti di registrazione incomprensibile.

3 gennaio, ore 20.00

La banda della Ventiquattresima Strada mi ha rubato il registratore. Il mio


piano funzionava come avevo sperato. Ho seguito gli indiziati per un isolato
senza riuscire a registrare una confessione. Allora ho cercato di attirarli nella
trappola, dicendo che volevo entrare a far parte della loro banda. È stato a
questo punto che hanno notato le patate nello zaino e hanno cominciato a
prendersele. Quando hanno visto il registratore, hanno preso anche quello e
mi hanno tirato addosso le patate mentre scappavo in cerca di un riparo. Per
due giorni è rimasto nelle mani della banda, ma oggi è stato recuperato dalla
polizia che li ha arrestati per aver rubato un'auto davanti al Band Box
Theater.
Ho concluso che se vorrò combattere di nuovo contro il crimine, dovrò
prepararmi meglio. Il registratore non ha subito danni. Papà ha controllato e
mi ha detto che è in perfetto stato. Ha anche detto che era molto fiero di me
per aver combattuto contro la banda, ma che come mascheramento farei
bene a usare qualcosa di meglio delle patate. Ho scoperto anche che non si
riesce a registrare attraverso un guanto. Ancora nessuna traccia della bici di
Bradley.

10 gennaio, ore 19.00

Ho deciso di scrivere una lettera a Efrem Zimbalist nella speranza che

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abbia qualche buon suggerimento da darmi per il mio futuro. Ecco che cosa
ho scritto:

Caro signor Zimbalist,


Mi piace molto il suo programma, come anche Hawaii Squadra 5-0 e
Il selvaggio West. Siccome ho la pelle delicata e mi scotto facilmente,
non credo che sarebbe una buona idea se facessi il poliziotto alle
Hawaii. Potendo fare di testa mia, mi piacerebbe diventare agente dei
Servizi Segreti, ma credo che non sia più previsto dalla procedura
operativa standard. Penso che l'FBI farebbe al caso mio. Che
suggerimenti avrebbe per una persona intenzionata a intraprendere una
carriera come questa? Grazie per il tempo che vorrà dedicarmi.
Dale Cooper

Ho in mente di scrivere anche al signor Hoover, ma credo che sia molto


occupato, perciò non voglio disturbarlo se non sarà strettamente necessario.

12 gennaio, ore 7.00

Ho sentito questa mattina che la mia pipì ha l'odore degli asparagi che
abbiamo mangiato ieri sera a cena. Strano che non succeda quando mangio
un hamburger. Inoltre questa mattina la mamma non ha quasi parlato a
colazione. Credo che abbia fatto un altro di quei sogni degli uccelli in cielo.
Mi pare che questo sogno la spaventi e non so perché.

12 gennaio, ore 13.00

A scuola, in biblioteca. Oggi il preside ha avvertito la scolaresca che a


scuola è arrivato un uomo che ha chiesto asilo contro la chiamata alle armi e
si trova attualmente in aula magna. Sono venuto in biblioteca a cercare la
parola sul vocabolario ed ecco che cosa dice: asilo, «luogo di rifugio,
protezione, immunità». L'ho visto. È bianco, sui vent'anni, magro. Mi è
sembrato spaventato e teneva le braccia strette lungo i fianchi. Durante
l'assemblea quotidiana i ragazzi più grandi gli si sono seduti intorno come
per proteggerlo. Nessuno ha detto una parola, ma una delle ragazze più

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grandi gli ha tenuto la mano per quasi tutto il tempo. Poi il preside si è alzato
e ha ringraziato e siamo usciti tutti eccetto lui, che non può andare fuori. Mi
sa che gli andrà molto male. Sta violando la legge, che mi sembra sia sempre
giusta. Non capisco.

14 gennaio, ore 19.30

Stavo per riprendere a spiare le attività della banda della Ventiquattresima


Strada quando ho notato movimenti strani in casa Schlurman. Marie, la
sorella maggiore di Bradley, che ha quattordici anni, era davanti alla finestra
della sua camera a ballare in una maniera molto strana con in testa la
parrucca rossa di sua madre. Era come se avesse le braccia e i polsi slegati e
muoveva le gambe molto lentamente, come una pattinatrice sul ghiaccio in
«Sport da tutto il mondo». Tutto questo mi fa sentire molto strano e non so
perché. Il pattinaggio sul ghiaccio non mi è mai piaciuto. Ho anche
l'impressione che sapesse che la stavo osservando. Ogni tanto guardava dalla
mia parte, si prendeva le ginocchia e sorrideva. Un'esperienza davvero
paurosa.

14 gennaio, ore 20.15

Ho seguito la banda della Ventiquattresima Strada fino a un vicolo vicino


al Fairmount Park, dove hanno incendiato un bidone delle immondizie e ci
stanno ballando intorno, picchiando mazze da baseball e bastoni. Mi
domando se questo ballo è da collegarsi con quello che faceva poco fa
Marie. Sembra lo stesso, eppure ci deve essere qualcosa di diverso perché
non mi sudano le mani. Forse Marie è segretamente affiliata alla banda.
Questo spiegherebbe la bici.

20 gennaio, ore 16.00

Ho completato il mio studio doposcolastico degli asparagi e del loro


effetto sulla pipì. Il risultato è:

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Broccoli - nessun odore.
Patate - nessun odore, eccetto quelle del Duva's Café su cui mettono il chili.
Carne - nessun odore.
Pesce - poco odore, se sono bastoncini.
Pollo - nessun odore.
Conclusione: c'è qualcosa negli asparagi cucinati da mia madre che non si
riscontra in nessun altro cibo.

24 gennaio, ore 17.00

Oggi è venuta l'FBI e ha arrestato l'uomo che si nascondeva nell'aula


magna. Sono venuti due agenti, uno vestito di grigio e uno di blu. Hanno
parlato per qualche minuto con il preside, poi hanno fatto il loro dovere di
agenti speciali. Il renitente alla leva è stato baciato da quasi tutte le ragazze
dell'ultima classe, prima che lo portassero via, perciò non gli è andata poi
troppo male.
Ho concluso che Marie non fa parte della banda. Oggi durante l'assemblea
ho notato che mi ha guardato ripetutamente. Le sue ginocchia non sono
ginocchia da gangster.

30 gennaio, ore 21.30

Biblioteca scolastica. Testosterone: «Ormone maschile prodotto dai


testicoli o organi sessuali maschili secondari. È un chetone idrossisteroide».
Mi sembra una spiegazione molto poco esauriente per quanto mi è successo
ieri sera in camera mia. Stavo guardando Marie che ballava nella sua stanza.
Quando si è tolta la camicia ed è rimasta in reggiseno ho cominciato ad
avvertire cose nella zona del basso ventre. È stato interessante. Dovrò
dedicare molto tempo a indagini specifiche nel futuro.
Domani ho il giuramento per diventare Scout Novizio a pieno titolo. Mi
domando se quanto sopra possa essere considerato un titolo di demerito.

31 gennaio, ore 20.00

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Alle 19.05 in punto di oggi sono diventato un boy scout d'America e ho
cominciato immediatamente gli studi per guadagnarmi il mio primo
distintivo al merito. Calcolo che lavorando sodo dovrei arrivare al livello di
Aquila in due anni, in grande anticipo sul tempo medio impiegato
generalmente dagli altri scout.

8 febbraio, ore 21.05

Oggi la mamma di Marie è tornata a casa con il suo fratellino nuovo. Suo
padre ha messo in fila tutti i ragazzi della via davanti a casa perché potessero
dare un'occhiata al nuovo vicino. Mentre mi mettevo al mio posto, Marie mi
ha bisbigliato di seguirla in camera sua, in fondo al corridoio del primo
piano. Non ero mai stato nella camera di una ragazza e non ci sono rimasto a
lungo quando Marie mi ha chiesto se sapevo niente dell'allattamento al seno.
Non so perché Marie si interessi tanto a me, a parte che è più grande e più
forte di me e probabilmente se facessimo la lotta mi metterebbe sotto, perciò
non ha paura.

16 febbraio, ore 17.10

Ieri in Vietnam è morto Will, il fratello maggiore di Tom Johnson. Quando


i militari sono andati a casa sua a portare la notizia, si sono sentite per tutta la
strada le urla della madre di Tom. Hanno dovuto chiamare un medico che le
praticasse un'iniezione per calmarla. Tom è scappato di casa ed è sceso al
Fairmount Park. L'ho trovato seduto sotto la quercia dove si andava da
piccoli a giocare a bandiera. Aveva una mano tutta insanguinata per essersela
colpita un paio di volte con un sasso perché ha detto di essere furibondo con
suo fratello. Poi si è messo a piangere ed è scappato via, tirando botte a
cespugli e alberi con un bastone come si faceva da piccoli quando
ammazzavamo i giapponesi. Ho continuato a sentire il rumore del bastone
ancora molto tempo dopo che Tom non si vedeva più. Non so se ne parlerò
all'assemblea oggi a scuola, forse sì, forse no.

24 febbraio, ore 14.30

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Oggi mi è arrivata una foto autografata di Efrem Zimbalist da Hollywood.
C'è scritto: «A Dale, buona fortuna». Ora è appesa vicino al manifesto di
Sono un agente FBI. Si è formata una fila di ragazzi fin giù in strada, per
venire a vedere la foto. Ho fissato il prezzo a dieci centesimi e stavo tirando
su un bel gruzzolo finché papà ha detto che il signor Zimbalist sarebbe stato
molto deluso di sapere che sfruttavo la sua foto per far soldi.

25 febbraio, ore 13.00

Il fratello di Tom è stato seppellito questa mattina. Due soldati in guanti


bianchi hanno ripiegato la bandiera in un triangolo e l'hanno consegnata a
sua madre. C'era anche un picchetto d'onore che ha sparato nell'aria con i
fucili dopo la consegna della bandiera. Una ragazza che deve essere stata la
fidanzata del fratello di Tom si è messa a strillare e ha colpito al volto uno
dei soldati, facendogli volare via il berretto. Il soldato non ha reagito. Si è
chinato, ha raccolto il berretto e se lo è rimesso in testa. Tom ha detto di aver
chiesto a suo padre di vedere il fratello, ma l'esercito aveva sigillato la bara
perché nessuno potesse aprirla per via di quello che gli è successo. Due
giorni fa Tom ha ricevuto una lettera che suo fratello gli aveva spedito prima
di essere ucciso. Dentro la busta c'era una foglia di non so che pianta della
giungla con centinaia di nervature in rilievo che la fanno somigliare a una
carta geografica. Era ancora verde.

2 marzo, ore 14.00

Oggi ho ricevuto il mio primo distintivo al merito per la confezione dei


nodi. Non lo avrei conquistato così velocemente se non fosse stato per
l'aiuto di Marie, che mi ha permesso di esercitarmi legandola in camera sua.
Quando ho finito di far pratica con il doppio mezzo collo, Marie ha detto che
toccava a lei e ha cercato di legarmi a un montante del letto con un nodo
piano che era in realtà un incrociato che si è sciolto, così ho potuto
liberarmi. È stata una lezione importante sul valore di un nodo eseguito
correttamente.

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8 marzo, ore 22.00

Oggi nonna Cooper ha avuto un colpo ed è morta. Questa settimana era in


visita da noi. Mamma ha detto di aver sognato che stava per succedere
qualcosa di brutto e stamattina quando nonna stava preparando un dolce in
cucina ha avuto un colpo ed è caduta per terra con la torta.
Non avevo mai visto una persona morta. Quando l'ho trovata, era sdraiata
diritta come un'asse davanti ai mobiletti. La torta le si era rovesciata addosso
e aveva delle ciliegie sulla guancia e una macchia rosso intenso, come se si
fosse messa troppo trucco. Aveva gli occhi aperti e stringeva nella sinistra il
grembiule, che aveva dei fiori gialli.
Poi mamma ha chiamato papà e il medico. Poi mi ha preso per mano e per
qualche momento abbiamo guardato la nonna. Mi ha fatto appoggiare la
mano sulla fronte della nonna perché sapessi che la morte non è una cosa di
cui avere paura. Io non avevo paura. La sensazione mi è parsa simile a
quella di una vecchia borsetta di pelle.
È arrivato il dottore che l'ha coperta con un lenzuolo nuovo di zecca e l'ha
portata via. Ha detto che era morta subito e che non aveva sentito alcun
dolore.
Ho letto su un libro di scienze che è l'elettricità a tenerci in vita. Non
capisco da dove venga e dove vada quando moriamo. Papà ha detto che
questo è un grande interrogativo e che non sa la risposta. Nemmeno io.

20 marzo, ore 1.30

Il signor Botnick, che abita davanti a noi, è uscito di casa di corsa poco fa,
tutto nudo, ed è sceso giù per la strada urlando che gli stavano camminando
addosso per tutto il corpo. Non so a che cosa alludesse. Da quando ha
svoltato l'angolo dieci minuti fa non l'ho più rivisto.

30 marzo, ore 19.00

Ho appena finito di leggere di Sherlock Holmes in Il mastino dei


Baskerville. Secondo me Holmes è il detective più brillante che sia mai
esistito e mi piacerebbe molto fare una vita come la sua. I quaccheri

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sostengono che la miglior cosa nella vita è fare del bene più che far bene. Io
credo di vedere nell'operato di Holmes un modo per riuscirci.

2 aprile, ore 8.00

Il mestiere di ogni detective è risolvere enigmi. Ho pertanto deciso quale


deve essere il mio primo caso. Alle otto e mezzo tutte le ragazze della
seconda superiore partecipano all'ora di igiene nell'aula undici. Che cosa
succede dietro quella porta chiusa è un segreto assoluto che tutte le ragazze
hanno giurato di difendere. Intendo svelare il mistero infilandomi nel
condotto dell'aria condizionata per registrare la lezione con il mio
registratore. Ho confidato il mio piano solo a Bradley, che ha detto che è
l'impresa più grandiosa che si potesse mai architettare. Se mi prendono, le
mie prospettive di una seconda superiore intera e normale sono molto
scarse. Ormai però non posso più tornare indietro.

2 aprile, ore 8.25

Sono entrato nel condotto dell'aria condizionata partendo dal ripostiglio


del custode e sto passando ora sopra l'aula di storia del professor Barstow.
Ho idea che questi condotti non siano mai stati spolverati dai tempi in cui
hanno costruito la scuola e non mi sembra che siano stati progettati per
lasciar passare agevolmente un magnetofono a bobine in uno zaino. Devo
prepararmi qualche spiegazione per la mia comparsa quando avrò portato a
termine la missione.

2 aprile, ore 8.30

(Bisbigli) Sotto di me c'è una scena che ben pochi studenti delle superiori
viventi devono aver mai visto. La professoressa Winslow è vicino alla
lavagna. Sulla lavagna c'è la figura in grandezza naturale di una donna nuda
con tutti gli organi interni in vista. Sul tavolo c'è una forma in plastica
trasparente che deve essere una mammella. Mi sembra più grande di quanto
abbia mai immaginato che possa diventare, con tutto un reticolo di canali

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che la percorre. Deve essere dove si accumula tutto il latte. La professoressa
Winslow ha impugnato la bacchetta. È un grande momento.

I venti minuti di registrazione seguente sono stati cancellati nel 1968.

3 aprile, ore 17.30

Credo che i sospetti siano cominciati quando non sono stato in grado di
spiegare al signor Brumley, il custode, la mia presenza nel condotto dell'aria,
di ritorno nel suo ripostiglio. Ho cercato di dirgli che stavo studiando il
flusso dell'aria negli spazi ristretti, ma è molto difficile mentire a un
quacchero, così ho preferito battermela. Stamattina sono stato convocato in
presidenza, appena arrivato a scuola. Con lui c'erano la professoressa
Winslow e il signor Brumley, il quale aveva seguito le tracce che avevo
lasciato nella polvere nel condotto. Il nastro è scomparso. L'ho consegnato al
preside e adesso devo scrivere un tema di cinquecento parole sul rispetto
dell'intimità altrui. Il mio registratore è stato bandito dalla scuola per il resto
dell'anno scolastico, salvo permesso scritto e firmato da un insegnante.

4 aprile, ore 20.00

Oggi hanno assassinato Martin Luther King a Memphis, nel Tennessee. È


stato colpito da un proiettile al collo mentre si trovava sul balcone di un
motel. Quando la radio ha trasmesso la notizia mi trovavo in macchina con
papà. Ha detto merda. È stata la prima volta che gli ho sentito pronunciare
quella parola. Poi siamo tornati a casa e abbiamo guardato il telegiornale con
la mamma. Ci sono stati disordini in molti posti. Credo che l'FBI sia sulle
tracce dell'uomo che l'ha ucciso e lo prenderanno. Vorrei essere più grande.
Allora ne saprei di più.

19 aprile, ore 16.00

Oggi ho compiuto quattordici anni. Papà e mamma mi hanno regalato un

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orologio Timex. L'ho immerso nella vasca da bagno per un quarto d'ora e
funziona ancora.
Mio fratello si è trasferito in Canada per diventare boscaiolo. Almeno così
dice la mamma. Dice che non lo rivedremo prima che siano stati tagliati tutti
gli alberi. Io credo invece che sia partito per via della leva.

20 aprile, ore 21.00

Oggi ho identificato tutte le piante velenose locali e sono diventato scout


di seconda classe. Ho quindi eseguito la manovra Heimlich sul signor
Tooley, il nostro capo, quando gli è andato di traverso un dente di leone
durante una dimostrazione di «tecniche di sostentamento».

2 maggio, ore 23.00

Oggi Marie mi ha detto che non può più parlare con me finché non sarò
più grande. Le ho risposto che ho appena compiuto gli anni, ma non mi ha
creduto, così l'ho seguita dopo la scuola e l'ho vista che baciava Daren
Seedler davanti al Duva's Café. Ritengo che tra questi fatti ci sia un legame.

12 maggio, ore 19.30

Oggi pomeriggio ho invitato Marie a una festa ma non ha voluto venire.


Adesso le imposte della sua finestra sono sempre chiuse. Mi sento stupido a
parlare in questo apparecchio.

6 giugno, ore 3.30

Papà mi ha svegliato per dirmi che Bobby Kennedy è stato vittima di un


attentato a Los Angeles. Papà è ancora da basso davanti al televisore ad
aspettare di sapere se Bobby è vivo. Alla radio hanno trasmesso la
registrazione della sparatoria effettuata da un reporter. Si sentono i colpi
degli spari, poi la gente che grida: «Prendetegli la pistola, prendetegli la

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pistola».
Abbiamo ascoltato tutti e tre la trasmissione, poi la mamma ha preparato a
papà un sandwich con del pollo ed è andata a letto. Ho visto che c'è la luce
accesa nella stanza di Marie. A scuola viene sempre con un distintivo di
Kennedy.

6 giugno, ore 5.00

Bobby Kennedy è morto per una ferita d'arma da fuoco alla testa. Papà è
andato in tipografia. Mamma dorme. La luce nella stanza di Marie si è spenta
pochi minuti fa. Poi si sono aperte le imposte e ho intravisto Marie nel buio,
nuda, che guardava verso la mia finestra. Aveva le braccia abbandonate
lungo il corpo ed è rimasta così per quasi un minuto prima di scomparire
nell'oscurità. Perché ha fatto così? Sapeva che ero lì? Sono molto confuso
per moltissime cose.

8 giugno, ore 21.00

Il treno che trasporta Bobby Kennedy è passato per Filadelfia. Le vetture


erano precedute da due motrici nere che procedevano molto lentamente.
Lungo i binari c'era molta gente venuta a guardarlo passare. Molti uomini
hanno fatto il saluto militare. Dopo che il treno è passato, ho visto Marie da
sola, con il suo distintivo di Kennedy nella mano. Mi sono avvicinato per
salutarla. Mi ha preso per mano e mi ha portato all'angolo. Lì mi ha baciato
sulle labbra, muovendomi la lingua nella bocca in un senso che mi pare di
poter definire orario. Poi le si sono riempiti gli occhi di lacrime e si è girata
ed è scappata via.

14 giugno, ore 18.00

La scuola è finita. Bradley è partito per un campo estivo nel Maine, dove
dovrebbe imparare a parlare francese. Non capisco perché debba andare nel
Maine per il francese.
Stamattina Marie è partita con i suoi genitori per un giro dei parchi

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nazionali. Papà li ha fotografati davanti alla loro station wagon carica di
bagagli, con in mano una grande carta geografica degli Stati Uniti. Marie non
era felice. Non ho più parlato con Marie dal giorno che è passato il treno. Ho
telefonato a casa sua una volta, ma ha risposto sua madre e ho riappeso. Ho
pensato molto a lei e mi sono chiesto che cosa sarebbe successo quest'estate
se suo padre non si fosse messo in testa di andare a visitare il Grand
Canyon.

20 giugno, ore 13.00

Oggi ho deciso che diventerò agente dell'FBI e che devo cominciare a


lavorare duramente al mio progetto se vorrò realizzarlo. Ho scritto al signor
Hoover una lunga lettera per spiegargli i miei piani e gli ho detto che avrei
accolto con gratitudine qualunque consiglio. La lettera fa così:

Caro signor Hoover,


oggi ho preso la decisione di diventare agente dell'FBI al più presto
possibile. Attualmente ho quattordici anni e sono in procinto di ottenere
la qualifica di Scout Aquila entro i quindici. Non ho mai violato la
legge, anche se esaminando il mio curriculum scoprirebbe che sono
stato recentemente sorpreso a registrare su un magnetofono una lezione
di educazione sessuale femminile, nascosto in un condotto d'aria della
scuola. Non credo però che sarebbe giusto farmene una colpa perché i
miei scopi erano puramente scientifici e non cercavo di trarre alcun
vantaggio personale. Mi piacerebbe molto essere ricevuto da lei per
conoscerla e discutere con lei eventuali sue esperienze personali di
audioregistrazione.
Distinti saluti,
Dale Cooper

19
2

«Ricordo perfettamente quando Dale ricevette la lettera di Hoover. Era il 3


luglio 1968. Dale era scout di seconda classe e io di prima. Portò la
lettera alla riunione degli scout avvolta in una camicia di seta presa a
prestito da sua madre. Il nostro capo, il signor Tooley, ci fece sfilare in
maniera che ciascuno di noi potesse vederla da vicino, poi gli ha stretto la
mano. Era chiaro già allora che Dale sapeva esattamente che cos'avrebbe
fatto per il resto della vita. Lo ricordo perché proprio quel giorno io e altri
due scout di prima classe fabbricammo un razzo con dei fiammiferi che
facemmo partire dopo la riunione. Passò da parte a parte la zanzariera del
signor Nordstrom e aprì un buco grosso così nell'Ultima Cena che aveva
dipinto sua moglie durante una gita ai Pocono.»
Newt Cummings
boy scout
Idraulico

3 luglio, ore 20.00

Ho ricevuto una lettera del signor Hoover, che si congratula con me per il
mio spirito di corpo nell'aver registrato la lezione di educazione sessuale e mi
incoraggia a non lasciare che l'essere stato colto sul fatto interferisca con i
miei progetti per il futuro. Mi assicura che certamente non si fanno problemi
all'FBI. Dice anche che sono di quella stoffa che desidererebbe vedere più
spesso al Bureau e mi ha invitato a recarmi a Washington per un giro
speciale degli uffici e un incontro con un autentico agente speciale.

15 luglio, ore 11.30

In viaggio per Washington sull'espresso delle dieci e venti per recarmi


all'FBI con papà e con una torta che la mamma ha cucinato per il signor

20
Hoover. Sono in giacca e cravatta, con scarpe tirate a lucido, e mi sono
appuntato al bavero il mio distintivo di scout di prima classe. Saremo
ricevuti da un agente speciale che ci accompagnerà nella visita, poi se
troverà un momento, conosceremo il signor Hoover.

15 luglio, ore 19.00

Di ritorno a Filadelfia. Il signor Hoover ha molto gradito la torta. Papà mi


ha fotografato al suo fianco, mentre tenevo un fucile mitragliatore
Thompson che dice di aver usato per combattere i gangster ai bei vecchi
tempi. Poi abbiamo fatto un giro degli uffici accompagnati da un agente
speciale e ho sparato con una pistola di ordinanza al loro poligono. L'agente
speciale ha tirato bene, mandando a bersaglio cinque dei suoi sei colpi. Io
l'ho superato con l'ultimo colpo che ho piazzato al centro del bersaglio. Gli
ho suggerito di spingere un po' di più sulla pistola per compensare il rinculo.
Mi ha ringraziato e mi ha chiesto di non farne parola con i suoi colleghi.
Abbiamo finito il nostro giro dopo aver visto gli occhiali che portava John
Dillinger quando fu abbattuto a Chicago. Nel complesso, una giornata
fantastica.

15 luglio, ore 23.30

Sono a casa. Sul treno papà non ha parlato per molto tempo, poi mi ha
raccontato una storia della guerra. Si trovava con degli altri soldati in un
paese in Francia. Tutti gli abitanti gli avevano detto che uno dei contadini era
un collaborazionista e che avrebbe denunciato ai tedeschi la loro presenza.
Così i soldati andarono alla fattoria e lo trovarono con la moglie e le due
figlie. Il contadino diede loro del vino e del formaggio, poi li portò a vedere
il suo fienile e lì uno dei soldati lo uccise con un colpo di pistola. Poi papà
mi ha detto di essere molto fiero di me, ma che è importante che mi faccia le
mie idee su come gira il mondo. Non so bene che cosa intendesse, ma ha
detto che un giorno avrei capito. Gli ho chiesto di raccontarmi di più di
quello che aveva visto in guerra, ma lui si è messo a guardare dal finestrino
le luci che passavano e non ha più aperto bocca fino a casa.

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10 agosto, ore 18.00

Oggi Marie è tornata dalle vacanze e ho notato alcuni cambiamenti. Per


cominciare mi sembra che non faccia che sorridere. L'ho attribuito alla sua
contentezza di essere a casa, ma quando gliel'ho chiesto, si è messa a ridere e
ha cominciato a disegnarsi un grande fiore giallo sulla fronte. Allora le ho
raccontato di aver conosciuto il signor Hoover e lei mi ha detto che sono un
porco del regime e che ho un cuore marcio e che non avrei mai raggiunto il
nirvana. Le ho risposto che non è vero, ma che avrei controllato sul mio
manuale da scout per vedere se uno Scout Aquila è tenuto o no ad avere il
nirvana. Lei ha riso di nuovo e ha cominciato a dipingersi un altro fiore sulla
faccia. Ho cercato sul dizionario la parola nirvana ed ecco che cosa dice: «Un
luogo o stato di oblio e sublimazione dalle sofferenze spirituali e fisiche e
dalla realtà esterna: un'aspirazione apparentemente irrealizzabile». Non so
che cosa possa aver visto Marie ai Grand Teton, ma credo che debba aver
fatto un'esperienza molto significativa.

1° settembre, ore 16.00

Il fatto che sto per descrivere è avvenuto verso le tre pomeridiane di oggi.
Mi trovavo al Simms' Hardware quando dalla porta è entrato un grosso
uccello variopinto che è andato a posarsi vicino ai contenitori dei chiodi e
delle viti. Allora il signor Simms ha cercato di scacciarlo con una scopa e
l'uccello si è spaventato e mi è finito addosso. Allora io mi sono messo a
correre per il reparto di idraulica con l'uccello aggrappato ai capelli e il
signor Simms mi ha raggiunto e mi ha picchiato in faccia con la scopa,
facendomi finire per terra e spedendo l'uccello in un condotto d'aria, dove è
finito affettato dalle pale di un ventilatore. Gli uccelli non mi piacciono. Il
signor Simms mi ha regalato un martello a granchio per essere stato in
gamba.

9 settembre, ore 20,00

Primo giorno di scuola. Mi sono iscritto a scienze, mitologia, matematica e


inglese. Ho dovuto anche scegliere fra recitare nella commedia o entrare nel

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personale di scena. Ho scelto il personale di scena. Marie è attrice e non
credo che sia una buona idea starle vicino finché andrà in giro con i fiori in
faccia.

20 settembre, ore 18.00

Alle quattro e mezzo di oggi, mentre attraversavo il Fairmount Park di


ritorno a casa, ho trovato: un paio di sandali del tipo che si ricavano da
vecchi copertoni d'automobile; tre fiammiferi di legno usati; un mucchietto
di ceneri e carta di sigarette; uno stuzzicadenti; alcuni bottoni di camicia; un
orecchino; alcuni solchi profondi scavati nel terreno; i resti di un sandwich
di carne e formaggio. Dopo un attento esame della scena, ritengo di poter
concludere che non è stato commesso alcun reato e che la seguente
ricostruzione possa spiegare l'accaduto. Un uomo e una donna hanno
condiviso un sandwich e mentre mangiavano è cascato per terra un
orecchino. Nel cercare l'orecchino, alcuni bottoni sono saltati via da una
camicia. I sandali sono andati persi con il cadere dell'oscurità e la coppia ha
abbandonato la scena in cerca di una torcia, ma non è stata in grado di
ritrovare il luogo esatto. Ancora non sono riuscito a spiegare i solchi.

30 settembre, ore 23.00

Per questo fine settimana abbiamo ricevuto la visita di zio Al, il mago.
L'ultima volta che l'avevamo visto era stato in occasione della visita ai
Pocono, dove si era esibito come Riccardo il Grande durante lo spettacolo
che seguiva il pranzo, che includeva un numero con un cane. Non credo che
papà abbia voglia di vederlo troppo spesso. Penso che lo consideri una
persona irresponsabile di cui diffidare. Per i maghi è un momento di fiacca,
perciò zio Al è in viaggio per la Florida dove va a vendere Bibbie. Sabato mi
ha insegnato come contare tutte le carte che passano quando giochi al
ventuno in maniera da essere sicuro che nessuno sta barando. Poi siamo
andati a un circolo dove non sono ammesse le donne e c'erano molti uomini
che giocavano a carte e, presumo, a soldi. Zio Al aveva ragione, si possono
tenere a mente tutte le carte che escono, e non ho trovato alcun indizio che
qualcuno dei giocatori stesse barando. Ci stava andando piuttosto bene

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quando un uomo più che robusto e senza un orecchio è venuto a dirci che
per me era ora di andare a letto e che ci conveniva uscire. Io non avevo
affatto sonno, ma zio Al gli ha dato ragione. Poi l'abbiamo fatta di corsa fino
a casa. L'indomani mattina, quando mi sono svegliato, non c'era più. Aveva
lasciato un biglietto con scritto che era arrivata un'importante ordinazione di
libri di preghiere e che perciò era stato costretto a partire nel cuore della
notte.

6 ottobre, ore 22.30

In questo momento sto osservando la finestra di Marie dalla mia. Sono


convinto che ci siano due persone nella sua stanza e che una delle due sia un
ragazzo di nome Howard. Non credo che stiano facendo i compiti, poiché i
genitori di Marie sono usciti a cena e ho visto Howard entrare di nascosto
dalla porta di servizio senza libri. Credo che si esaurisca a questo punto ogni
speranza di entrare nelle simpatie di Marie.

7 ottobre, ore 19.00

Oggi Marie è stata trovata priva di sensi nell'aula magna ed è stata


trasportata all'ospedale. Quando l'hanno caricata a bordo dell'ambulanza le
ho visto la faccia. Roteava gli occhi e credo che avesse vomitato. Il preside
ha riunito la scolaresca e ci ha informati che a suo parere aveva assunto
qualche farmaco sbagliando la dose. Ha invitato cortesemente chiunque
abbia informazioni sull'accaduto a rivolgersi a lui. I genitori di Marie dicono
che le sue condizioni sono stabili ma che dovrà restare ricoverata in
osservazione per qualche giorno.

10 ottobre, ore 21.00

Oggi sono stato in ospedale a trovare Marie dicendo all'infermiera di


essere suo fratello. Quando sono entrato nella sua stanza, l'ho trovata molto
bene, felice, e con i polsi legati al letto. Mi ha chiesto della commedia
scolastica, del mio corso di matematica, del mio programma televisivo

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preferito e se voglio ancora diventare agente dell'FBI. Poi mi ha detto di aver
cercato di uccidersi prendendo troppe pillole e che se l'avessi aiutata a
fuggire mi avrebbe permesso di toccarla dove volevo e che me lo avrebbe
succhiato.
Il regolamento degli scout è molto chiaro su questioni di questo genere.
«Uno scout si rende utile. Uno scout si preoccupa del prossimo. Uno scout si
offre volontario per aiutare gli altri senza aspettarsi ricompense di alcun
genere.» Avrei evidentemente violato il regolamento se avessi accettato le
offerte di Marie. Le ho risposto che mi dispiaceva ma che non potevo. Lei ha
cominciato a sbattere la testa contro il letto e a gridare: «Voglio le mie
pillole!» Quando ho cercato di calmarla mi ha morsicato il braccio. Allora è
arrivata un'infermiera che mi ha chiesto di andarmene. Non è la stessa Marie
che qualche mese fa avevo legato al letto.

2 novembre, ore 21.30

Oggi ho ricevuto una lettera di Marie dall'ospedale in cui l'hanno


rinchiusa. Dice così:

Caro Dale,
sono mortificata per come mi sono comportata quando sei venuto a
trovarmi in ospedale. Avevo avuto una giornataccia. Ora sto molto
meglio e ho bisogno delle pillole solo una o due volte al giorno. Ho
fatto amicizia con un uomo che è un poeta e insegna in un'università.
Dice che il mondo è una profumata montagna di letame e che ci siamo
invischiati tutti quanti. Credo che sia un concetto bellissimo. L'anno
scorso si è gettato da un ponte e si è spezzato le gambe in undici punti
diversi. Spero che tu stia bene. Io mi sento meglio da quando mi sono
rasata la testa. Salutami tutti a scuola.
Marie

Credo che Marie ne abbia ancora per un pezzo.

6 novembre, ore 1.00

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Hanno eletto presidente Nixon. Non so bene che cosa vuol dire.

28 novembre, ore 18.00

Festa del Ringraziamento. Papà ha invitato a cena un indiano americano


che ha conosciuto sull'autobus. Si chiama Michael Bishop Tree. Non ha
spiccicato una parola per tutto il pasto, anche se qualche volta ha ridacchiato
per non so che cosa. Se n'è andato con le tasche piene di torta appena
abbiamo finito.

18 dicembre, ore 7.00

Questa notte ho avuto un attacco di asma peggiore del solito. Mamma è


rimasta alzata quasi tutta la notte con me e adesso mi sento molto debole.
Oggi non vado a scuola. Ho fatto un sogno che mi ha spaventato parecchio.
Uno sconosciuto stava cercando di introdursi in camera mia. Continuava a
chiamarmi per nome e diceva che mi voleva. Poi si è messo a urlare e dopo
un momento l'urlo si è trasformato in un ruggito che aveva qualcosa di
animalesco. L'ho raccontato alla mamma che mi ha detto che sa di questo
sconosciuto e che ha fatto lo stesso sogno e che non devo mai permettergli
di entrare in camera mia. Non so che cosa vuol dire. Ho un gran male al
petto. Credo che adesso dormirò. Sono molto stanco.

Non ci sono nastri per il mese seguente.

20 gennaio 1969, ore 20.00

Sono stato malato per un po' e non avevo molta voglia di parlare. Mi ha
preso un'infezione ai polmoni che mi ha molto indebolito. Ho sognato altre
volte l'Uomo, ma non gli ho permesso di entrare in camera mia.
Ieri è venuta a trovarmi Marie in tenuta da pompon. Credo che stia
meglio. Dice che si sta riprendendo e che starà bene per sempre. Era molto
carina e sarà ancora più bella quando le saranno ricresciuti i capelli. Poi mi

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ha baciato sulla guancia e mi ha detto che il poeta si è impiccato e che adesso
il suo salvatore personale è Gesù e che mi aiuterà a vedere la luce se glielo
concederò. Poi mi ha fatto vedere una coreografia che secondo lei mi farà
tornare in buona salute.
Penso che ci siano certi elementi della «vecchia» Marie che preferisco a
quelli della Marie «nuova». Però sta molto bene nella sua tenuta da pompon.
Praticamente non ho più pensato ad altro da quando se n'è andata. Mi
piacerebbe molto toglierle i calzettoni. Non so se quest'idea è una
conseguenza della mia malattia, ma sono sicuro che le sue gambe sono la
cosa più bella che abbia mai visto.

10 febbraio, ore 15.00

Sono all'angolo di Chelton e Greene. Pioviggina. In strada, a qualche


metro dal bordo del marciapiede, c'è un cadavere. La polizia ha circondato la
zona con un nastro. È bianco, bruno, sul metro e ottanta di statura. Indossa
giacca verde, calzoni nocciola e scarpe marrone. È a faccia in giù. Il sangue
gli sta formando una pozza intorno al collo e ai piedi. Non ho mai visto
niente del genere e ho paura di star male.
Un testimone ha detto che è stato accoltellato a un isolato da qui e che è
arrivato di corsa gridando: «No!» Qualcun altro ha detto che è stato
accoltellato al collo. Ho osservato attentamente gli agenti della squadra
investigativa. Si sono inginocchiati e hanno ispezionato le tasche della
vittima senza spostarla minimamente. Gli hanno preso il portafogli,
un'agendina, dei soldi tenuti da un fermaglio e un mazzo di chiavi appese a
una zampetta di coniglio. Sto cercando di pensare come penserebbe Holmes,
ma soprattutto ho voglia di vomitare. Ora stanno per ribaltare il cadavere...

10 febbraio, ore 20.00

Ho appena finito di pulire il microfono. Quando hanno rovesciato il


cadavere ho riconosciuto uno dei giocatori del club dove sono stato con zio
Al. Allora mi sono sentito male. Dopo qualche minuto ho informato la
polizia della partita a carte e dell'uomo senza l'orecchio. Mi hanno ringraziato
e mi hanno detto di tornare a casa, cambiarmi la camicia e sprangare porte e

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finestre, cosa che ho fatto. Penso che lascerò che sia la polizia a chiudere il
caso e che io mi dedicherò invece ai miei compiti di matematica.

14 febbraio, ore 16.00

Oggi ho ricevuto un regalo per San Valentino. Un grande disegno di Marie


in tenuta da cheer girl con Gesù Bambino tra le braccia. Non so bene che
cosa pensare.

28 febbraio, ore 7.00

Ho notato che mi capita con notevole frequenza di svegliarmi con


un'erezione. Mi risulta che faccia parte del processo onirico in tutti i
mammiferi. Trovo interessante che ci sia una parte del mio corpo sul quale
pare che non abbia alcun controllo e che può diventare imbarazzante quando
il fenomeno succede a scuola. Ho scoperto tuttavia che pensando
intensamente a Disneyland riesco a reprimere l'erezione con qualche
successo. Non so perché sia così. Mi pare di ricordare che il giro
sottomarino fosse molto stimolante per parecchi versi.

11 marzo, ore 16.00

Oggi a scuola è arrivata una nuova ragazza. Ha lunghi capelli biondi e si è


appena trasferita da non so dove nel Midwest, dove ci sono un mucchio di
mandrie e campi di grano. All'assemblea oggi mi sono trovato seduto
accanto a lei. Alla fine si è alzata, mi ha guardato e ha detto: «Ciao, io mi
chiamo Anne». Mi ha stretto la mano e io mi sono presentato come Ale,
perché mi si è annodata la lingua. Ha occhi azzurri e lunghe dita perfette, a
parte una piccola cicatrice al mignolo.
Per tutto il giorno non sono riuscito a pensare ad altro che a lei e non ho
mai conosciuto una come lei, nemmeno Marie prima che si rapasse a zero.

28
3

«La prima volta che Dale si è innamorato sul serio, senza contare quando
ha legato mia sorella, cosa che riguardava più i distintivi che il vero
amore, è stato alla fine delle superiori. La chiamavamo la Dea delle
Pianure perché si era appena trasferita dal Minnesota. Anne Sweeny
sembrava un angelo caduto dal cielo. A Dale è bastata un 'occhiata per
convincersi immediatamente di aver visto la ragazza con cui avrebbe
trascorso il resto della vita.
«Il problema è che lo stesso hanno pensato anche tutti gli altri a scuola,
inclusa Nancy Nordstrom, una studentessa dell'ultimo anno che girava
piena di distintivi pacifisti e giocava in porta nella squadra di hockey su
prato. Lasciava sempre che la squadra avversaria segnasse perché secondo
lei impedirglielo sarebbe stato un atto aggressivo. Dale l'ha presa molto
male. Ha cominciato a girare con un distintivo di Nixon.»
Bradley Schlurman
Migliore amico
Ministro di culto

19 aprile, ore 17.00

Compiuti quindici anni... Perché?... Ha importanza?... Pace con onore...


Detesto l'hockey su prato... I sintomi di un attacco cardiaco sono... pressione
fastidiosa, contrazione, gonfiore, o dolore al petto dietro lo sterno. La
sensazione può diffondersi a spalle, braccia, collo, mascella e schiena...

12 maggio, ore 19.00

Festa della Mamma. Papà ha fatto da mangiare, ha comperato alla mamma


un frullatore e un profumo. Io le ho regalato sottobicchieri per il tavolino.
Mi ha detto che da qualche giorno mi comporto in modo strano e che è

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preoccupata per me. Ho concluso che ha ragione e che devo prendere delle
contromisure per stare meglio. Ho meditato alcuni piani:

Piano A. Mangiare un fungo semivelenoso e scrivere dal letto di morte una


lettera ad Anne. Allora lei viene al mio capezzale. La sua presenza mi salva la
vita, dopodiché si innamora di me.
Piano B. Faccio saltare in aria casa sua mentre è a scuola e poi li ospitiamo a
casa nostra come atto di solidarietà.
Piano C. Faccio saltare in aria la casa di Nancy Nordstrom quando c'è dentro
anche lei.
Piano D. Lascio perdere Anne e dedico tutte le mie energie a migliorare
come scout e membro della comunità.

Ciascuno di questi progetti presenta dei lati positivi e dei rischi. Tutti però
credo che sarebbero molto soddisfacenti alla fine.

20 maggio, ore 21.00

Ho fatto esplodere la cassetta delle lettere di Nancy e adesso sto molto


meglio. Credo di essere pronto per la lunga scalata alla qualifica di Scout
Aquila e a un ruolo di responsabilità nella comunità.

10 giugno, ore 18.00

Per quest'anno la scuola è finita. Anne torna alle Grandi Pianure, dove suo
padre ha comperato un grosso negozio di mangimi. L'ho vista in libreria
dove era andata a comperare un libro di Willa Cather per Nancy. Credo che
non la rivedrò mai più, ma ricorderò per sempre la prima volta che l'ho vista
e il rumore della cassetta per le lettere che saltava in aria.

30 giugno, ore 19.00

Oggi George, uno degli stampatori giù alla tipografia di papà, ha lasciato
la mano in una delle presse. Staccata appena sotto il polso. La mano è caduta

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per terra schiacciata come un foglio di carta con un paragrafo di un'agenzia
immobiliare stampato sul palmo. George si è messo a imprecare e a prendere
a calci la mano tranciata facendola volare di qua e di là per la rabbia.
Ho fatto immediatamente pressione per fermare l'emorragia arteriosa che
gli schizzava dal polso come una fontana. Poi l'abbiamo fatto sdraiare e
l'abbiamo coperto e in quel momento ha cominciato a entrare in stato di
choc. Ci sono voluti dei minuti per ritrovare la mano, che era scivolata sotto
uno dei banchi da lavoro. Poi è scoppiato un litigio su chi dovesse
raccoglierla. Ho risolto tutto raccogliendola da me e avvolgendola in un
asciugamano. George e la sua mano sono stati trasportati in ospedale da
un'ambulanza.
Nel complesso, una giornata molto emozionante. Mi sento ancora tutto il
corpo vibrante come per aver ricevuto una scarica elettrica. Immagino che
sia il tipo di sensazione che deve provare un agente dell'FBI alla fine di quasi
tutte le sue giornate lavorative.

16 luglio, ore 10.50

È cominciato il viaggio dell'Apollo 11 verso la luna. Fra un'ora


accenderanno il terzo stadio portando la loro velocità a 39.000 chilometri
orari e abbandoneranno la terra avventurandosi verso la luna. Pare che tutti i
sistemi funzionino alla perfezione. Non riesco a immaginare la sensazione
che devono provare in quel momento gli uomini a bordo di quel razzo.

16 luglio, ore 13.00

Sono in viaggio. È venuta Marie da noi e ha detto che si aspetta che sulla
luna incontrino Dio, il quale dirà loro di tornarsene da dove sono venuti. È
molto bella, le sono ricresciuti tutti i capelli dove ce li aveva prima e dice che
sono quasi sei mesi che non tocca più l'anfetamina. È interessante che Marie
sia l'unica ragazza che abbia mai visto nuda e non riesco a ricordarne quasi
niente. Le nostre famiglie si sono date appuntamento per assistere insieme
allo sbarco lunare. Bradley porterà le sue sedie a trapunta così potremo
simulare la superficie della luna. Mi domando se Marie prova ancora
qualche sentimento per me, a parte quelli religiosi.

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20 luglio, ore 15.08

È arrivato Bradley con le sedie. L'Eagle ha le ali e sta scendendo verso il


Mare della Tranquillità. Marie non verrà prima della passeggiata lunare.

20 luglio, ore 16.17

L'Eagle è allunato.

20 luglio, ore 22.56

La voce di Neil Armstrong.

«Questo è un piccolo passo per l'uomo, un balzo gigantesco per


l'umanità.»

Non è chiaro a chi appartengano le voci che si odono adesso.

Siamo sulla luna! Siamo sulla luna!... Zitto, silenzio, guarda, guarda...
laggiù, laggiù... non lo vedo... è il suo piede. Sei sicuro?... È l'unico che c'è
lassù. Per forza è il suo piede... Oh, eccolo... guarda... guarda... sssht...
sssht... Dio non ci perdonerà...

21 luglio, ore 2.00

Armstrong e Aldrin sono tornati a bordo del modulo lunare. Papà è


ancora seduto davanti alla tele e mangia noccioline. Mamma è andata a letto.
Bradley e i suoi sono tornati a casa loro un'ora fa. Non so come descrivere
quello che è successo con Marie. Ho guardato sul manuale da scout sotto
avventure all'aperto ma non ho trovato niente che somigli a quello che è
avvenuto. Quanto segue è il resoconto il più fedele possibile di quanto

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accaduto in giardino.
Aldrin era sceso da poco sulla superficie lunare con Armstrong, quando
Marie ha preso una delle sedie a trapunta e mi ha fatto segno di seguirla in
giardino. Quando l'ho raggiunta, era dietro i lillà, sulla sedia a sdraio, a
contemplare la luna. Mi ha detto di mettermi accanto a lei e l'ho accontentata.
Per un po' siamo rimasti a guardare la luna senza dire niente. Poi Marie ha
affrontato l'argomento.
«Dale, ti capita mai di pensare a me... sai?»
Ho deglutito a vuoto e ho cercato di esaminare la maniera in cui aveva
formulato la domanda. Era quel «sai» che non riuscivo a inquadrare bene.
Le ho risposto: «Credo di sì».
Marie ha riflettuto per un momento e poi ha detto: «Io penso a te».
Ho annuito e ho risposto: «Bene».
Marie ha sorriso. «Non l'ho capito finché non ho visto gli uomini che
camminavano sulla luna, ma credo che Dio abbia un progetto per ciascuno
di noi e noi ne facciamo parte. Capisci, Dale?»
Le ho risposto che mi sembrava di sì.
«Sei sicuro, Dale?»
Le ho risposto di sì.
«Anch'io», ha detto Marie. Poi mi ha preso la mano nella sua ed è andata
diritta al sodo.
«Prega con me, Dale.»
Ci sono momenti della vita di cui una persona sogna e in cui ripone le sue
speranze. Quello non è stato uno di quei momenti. Per due ore siamo stati lì
a tenerci per mano. Marie teneva gli occhi chiusi in preghiera. Io avevo i
miei spalancati per lo smarrimento. Gli astronauti sono tornati a bordo della
loro nave spaziale. La luna è finita dietro alle nuvole. Marie mi ha ringraziato
per essere stato in compagnia di Dio insieme con lei e se n'è tornata a casa
con la sedia a sdraio.
Domani parto per il raduno degli scout, dove cercherò di dimenticare.

21 luglio, ore 13.00

Credo che l'allunaggio abbia avuto un profondo effetto su mio padre.


Mentre partivo per il raduno stamattina, mi ha dato una bussola nuova e mi
ha detto di riportare la nave a casa sana e salva.

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21 luglio, ore 17.00

Sono arrivato al raduno. Il campo è stato allestito, i fagioli stanno


cuocendo sul fuoco. Credo che ci sia una squadra di Pittsburgh costituita da
soli nazisti. Sono tutti molto alti e molto puliti.
Ho ripensato più di una volta a quanto è accaduto ieri sera. Avrei dovuto
cercare di baciare Marie quando aveva gli occhi chiusi e stava pregando. Mi
domando se sono condannato a restare vergine per sempre. Questa
situazione deve ottenere massima priorità subito dopo l'ottenimento della
qualifica di Scout Aquila.

23 luglio, ore 23.00

I nazisti hanno attaccato il nostro campo poco dopo il tramonto. La nostra


bandiera è scomparsa. Siamo tutti pieni di lividi e ammaccature. Un membro
della nostra squadra è finito in ospedale, due hanno telefonato ai genitori. Io
ci ho rimesso un frammento di dente e ho lividi un po' dappertutto. Scopro
che i miei pensieri se ne vanno a Marie sdraiata sulla sedia a trapunta, la luna
che le illumina le scarpe bianche da tennis. Gli astronauti che raccolgono
sassi sopra di noi. I nazisti pagheranno.

25 luglio, ore 15.00

Oggi ho ucciso un animale. Un corvo. Un colpo preciso mentre girava


sopra di me in cerca di una vittima. Non avevo mai ucciso un essere vivente,
senza contare gli insetti. Quando è stato colpito ha cominciato a rotolare
come se avesse inciampato. Poi ha smesso di rotolare ed è venuto giù diritto
come un fuso. La sensazione dapprincipio è stata molto simile a quando ho
bloccato l'emorragia dal polso mutilato in tipografia. Sono corso a vedere
dov'era caduto nell'erba alta e l'ho raccolto. In quel momento la sensazione è
scomparsa. Non so perché abbia sparato al corvo. Nel momento in cui ho
premuto il grilletto, mi sembrava che al mondo ci fossimo soltanto lui e io.
Adesso ci sono solo io.

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30 luglio, ore 8.00

Ho deciso di rinunciare all'autobus per tornare a casa e di viaggiare con i


miei mezzi. Ho chiamato questa mia iniziativa la mia prima Grande
Avventura. Ora che sarò arrivato, mi aspetto di aver fatto esperienze che
considero vitali per un'educazione completa.
Ultima nota sul raduno. I nazisti sono stati vittime di un misterioso caso di
avvelenamento da cibo. Per tutta la notte si è sentito un gran vomitare. Mai
dormito così bene.

30 luglio, ore 10.00

Per ora ho compiuto sei miglia a piedi. Me ne restano 170. Non ho fatto
ancora esperienze di cui valga la pena parlare. Credo che stia per piovere.

30 luglio, ore 12.00

Avevo ragione sulla pioggia. Sto ancora aspettando la prima esperienza.

30 luglio, ore 14.30

Sono a un ristorante che si chiama Post and Beam sulla Route 487. Non
so descrivere il sapore di una torta di ciliegie calda di forno nella bocca di un
viandante fradicio e stanco. Ho anche bevuto la mia prima tazza di caffè e la
mia seconda. Sento un formicolio nei piedi, sono molto agitati. Ho voglia di
mettermi a correre forte urlando come un indiano. Credo che considererò
questa la mia prima esperienza.

30 luglio, ore 16.00

Ho conosciuto una coppia di poco più di vent'anni in viaggio su un


furgoncino VW. Si chiamano Star e April. Sono seduto di dietro sotto una
piccola piramide di cristallo incollata al soffitto, che secondo April

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intensifica il campo elettrico quando fanno l'amore. Non ricordo alcun
cenno in tal senso durante le lezioni di igiene.
Star e April sono in viaggio per Washington dove si incateneranno
all'ingresso del Pentagono. Credo che viaggerò con loro finché mi
accetteranno, cosa che sembrano fare volentieri visto che nessuno dei due
aveva mai conosciuto un vero boy scout. Gli ho spiegato perché viaggio da
solo e April mi ha promesso che faranno del loro meglio per procurarmi il
maggior numero di nuove esperienze. Poi si sono messi a ridere e hanno
mandato giù delle pilloline bianche.

30 luglio, ore 18.00

Guido io. Non ho la patente, non ho mai guidato in vita mia e sono a
bordo di un veicolo che credo che potrebbe fare degna concorrenza a una
farmacia. April ha detto che me la sarei cavata benissimo e mi ha baciato a
lungo, con entusiasmo. Se mi beccano, probabilmente mi schiaffano in
galera a vita. Non so perché, ma non mi importa niente. Ha smesso di
piovere. April e Star sono sotto la piramide a fare l'amore in un sacco a pelo.
Fra poche ore ci fermeremo e monteremo la tenda per la notte.

30 luglio, ore 23.00

Siamo accampati in un grande campo ai bordi di un bosco. Io sono in una


tenda. Star è fuori a dormire su un masso. Volevo dire ad April che sono
vergine e che qualunque consulenza in questo campo sarebbe stata accolta
con grande favore, ma prima che potessi aprir bocca, si è tolta tutti i vestiti
ed è uscita a dare la caccia alle lucciole. Ho cercato di seguirla ma ho messo
il piede su un ramoscello e mi sono tagliato a pochi passi dalla tenda. Non
ho potuto far altro che guardare il suo corpo nudo che correva nel campo
dietro agli insetti. L'ho persa di vista quando ha catturato la sua prima
lucciola. Ho ripulito e medicato la ferita al piede. Prevedo un recupero
completo. Non so quando o se April tornerà. Ho trovato sul furgone una
bottiglia di brandy al lampone e mi sono riempito la tazza. Credo che Star sia
appena caduto dal masso.

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31 luglio, ore 9.00

Ho salutato Star e April quando hanno deviato in direzione sud verso il


Pentagono e non credo che incatenarmi alla porta d'ingresso contribuirebbe
alle mie probabilità di diventare agente speciale.
Ho un mal di testa con i fiocchi. Ieri sera è andata a finire che ho bevuto
tre tazze piene di brandy e ho vomitato quando April è entrata nella tenda
con una lucciola. Non riuscivo a muovermi, sdraiato a guardare il lumicino
che mi volava sopra la testa. Volevo dire ad April che sono vergine ma non
riuscivo a muovere la bocca. Poi tutto ha cominciato a girare vorticosamente
e credo di essermi messo a piangere. Non ne sono sicuro, ma mi pare che
April mi abbia tenuto la testa in grembo. Mi sembra di ricordare di aver
aperto gli occhi e di aver visto i suoi seni che giravano vorticosamente per la
tenda. Quando mi sono svegliato stamattina Star e April erano sul furgone a
mangiare riso soffiato, incatenati alla maniglia della portiera. Gli ho detto che
era ora che prendessi la via di casa e April ha detto che voleva regalarmi
qualcosa prima che partissi e mi ha preso per mano e mi ha portato nella
tenda. Poi mi ha dato una minuscola piramide e mi ha raccomandato di
tenerla accanto a me ogni volta che farò l'amore. Poi ci siamo baciati e lei mi
ha schiacciato la faccia sul suo seno, dove sarei rimasto tutto il giorno se non
mi avesse lasciato andare. È solo un sospetto, ma penso che April abbia
capito che non ho mai fatto l'amore.

31 luglio, ore 15.00

Quella che segue è una conversazione con un certo Allen K. Boyle, che ha
dato un passaggio a Dale vicino a Bloomsburg, in Pennsylvania.

DALE: Parla qui dentro.


ALLEN: Il sole sta morendo. Vado in giro per tutto questo stato e non c'è
uno che si renda conto che il sole sta morendo e che il tempo come noi
lo conosciamo sta giungendo al termine, tutto quello che facciamo non
ha importanza e non una persona che abbia voglia di farci niente. Arte,
letteratura, televisione, religione... sono cose che non contano niente.
Quello che dobbiamo cominciare a fare è prepararci a vivere privati del

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nostro corpo quando il sole ci pianterà in asso. Ma nessuno che ne voglia
parlare. Io ho un piano, ma nessuno mi ascolta. Preferiscono andarsene
tranquillamente in giro e far finta che domani mattina il sole sorgerà
come oggi. E dove pensi che andrà a finire tutta quella gente quando il
signor Sole non sorgerà affatto? Nei guai, ecco dove andrà a finire, ma ci
andranno loro, non io. Non Allen K. Boyle. Io ho un piano...
DALE: Che mestiere fai?
ALLEN: Vendo toupet da uomo. Nota che non ho usato la parola
parrucchini.

31 luglio, ore 20.00

Accampato vicino a Reading, in Pennsylvania, Dale ha conosciuto un uomo


di nome Sparks.

DALE: Parla qui dentro.


SPARKS: Stai preparando una specie di servizio, giusto? Cavoli, cavoli. Lo
sai che sono stato boy scout? Cavoli, se lo sono stato. Ne è passata di
acqua sotto i ponti... Ho quarantanove anni, presto ne farò cinquanta,
proprio così, cavoli, se non mi fa fuori qualche cavolo di treno o un
ladro... Che cosa vuoi che dica? Sono stato affondato su due navi
diverse durante la guerra. Una volta dopo l'altra. Mai trovato un cavolo
di lavoro decente da allora. Neanche a piangere in ginocchio.
Ho avuto una moglie finché si è scocciata di me e mi ha buttato fuori.
Non la biasimo. Sono stato una merda per quasi tutta la vita. Ha avuto un
figlio. Non so nemmeno come si chiama, ma una volta l'ho visto quando
sono andato da lei perché avevo bisogno di soldi. Girava su una
bicicletta rossa. Non ricordo se era maschio o femmina. Mai spillato
neanche un centesimo. Credo che fosse femmina. Sempre in giro, io,
sempre in giro. Non ce l'ho con nessuno, nossignore. E non ho
nient'altro da dire.

1° agosto, ore 21.00

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Arrivato a casa oggi pomeriggio. Sono contento di essere di nuovo nella
mia stanza. La mamma mi ha preparato pollo in padella e purè di patate e ha
detto che se mi salta in mente di nuovo una bravata così stupida, me le
suona fino a ridurmi in fin di vita. Papà se n'è rimasto seduto a guardarmi,
all'ora di cena, poi mi ha chiesto se ho visto niente di interessante. Gli ho
risposto che mi sembra di sì. Lui ha detto bene, poi mi ha messo agli arresti
domiciliari per una settimana. Mi sembra che il viaggio sulla luna abbia
avuto su di lui un notevole effetto, ha un'idea che secondo lui gli farà fare
un sacco di soldi, cioè stampare mappe della luna. È bello essere di nuovo a
casa. Al telegiornale non hanno detto niente del Pentagono. Il sorgere del
sole è previsto per le 6.55. Ho incollato la piramide sul soffitto, sopra il letto.
Addio, April.

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4

«Ricordo che Dale aveva una pietra incollata al soffitto sopra il letto.
Aveva a che fare con il sesso o i campi magnetici o che so io. Non credo che
sia servito in nessun caso. Una volta si è staccata e si è ritrovato con un
bernoccolo sulla fronte grosso così. Poi per una settimana è andato in giro
con un cappello.
«È stato nell'autunno del '69 che sua madre ha cominciato a fare sogni
terribili. Me lo ricordo perché eravamo accampati dietro casa sua una sera
e siamo stati svegliati dalle grida di sua madre. Dale ha capito al volo che
c'era qualcosa nell'aria. Non so come, ma ricordo che una notte mi disse
che stava per succedere qualcosa. E aveva ragione.»
Cari Engler
Amico
Elettricista

1° novembre, ore 19.00

È da qualche tempo che sento qualcosa nell'aria. Non so che cosa. Ieri
notte la mamma ha fatto un altro sogno. Ha detto che è quasi riuscito a
varcare la soglia. Papà è molto occupato con la stampa delle mappe della
luna. Gli ho chiesto dei sogni e mi ha risposto che è un argomento che
probabilmente io capisco meglio di lui. Non è così e sono preoccupato.
Mamma dice che va tutto bene, ma so che non è la verità.

15 novembre, ore 5.00

St. Joseph Hospital. Ieri sera la mamma si è coricata presto subito dopo
cena. Sembrava che stesse bene, mi ha detto di finire i miei compiti di
educazione civica ed è salita in camera sua. A mezzanotte papà mi ha
svegliato e mi ha detto che dovevamo andare all'ospedale, che la mamma era

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svenuta. I dottori dicono che è un aneurisma cerebrale. L'hanno operata per
alleviare la pressione e adesso siamo in attesa di sapere che cosa succederà.
Papà ha detto che si è alzata verso le undici e mezzo per prendere un
bicchier d'acqua e un'aspirina. Le ha chiesto se si sentiva bene e lei ha
risposto: «Oh, sai...» Non ha detto altro, solo quelle poche parole. «Oh, sai.»
Io non capisco e detesto gli ospedali.

15 novembre, ore 6.00

Un aneurisma è una dilatazione anormale permanente di un vaso


sanguigno pieno di sangue in conseguenza di uno stato morboso della parete
del vaso. Non è molto grave.

15 novembre, ore 8.20

Verso le sette la mamma ha cominciato a sanguinare nel cervello. I dottori


l'hanno operata di nuovo ma ha smesso di respirare verso le 7.30... L'hanno
riportata nella sua stanza e l'abbiamo vista. Aveva la testa tutta bendata...
Papà le ha preso la mano e le ha bisbigliato qualcosa all'orecchio, poi ha
messo la mia mano fra la sua e quella di lei... Ho ancora bisogno di lei e non
so che cosa fare. Era qui.

16 novembre, ore 15.00

È venuto zio Al a dare una mano. Ce la danno anche gli Schlurman. Il


frigorifero è pieno di prosciutti e polli che ci sono stati regalati. Papà la farà
cremare. Io non ho mai finito i miei compiti di educazione civica. È venuta
Marie. Ha cominciato a dirmi qualcosa della mamma che è con Dio e io le ho
detto che se aggiungeva anche una sola parola le avrei fatto saltare i denti
dalla bocca. Voglio andarmene da qui.

17 novembre, ore 22.00

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Oggi c'è stata la funzione. Tutti le hanno reso l'ultimo saluto. Un ministro
unitariano ha detto qualcosa sulla sopravvivenza dello spirito. Non credo
che avesse idea di che cosa stava dicendo. Sono venuti molti a casa nostra,
dopo, a bere punch e a mangiare insalata e prosciutto. Domani io e papà
porteremo le sue ceneri a un piccolo corso d'acqua a nord di Filadelfia dove
erano stati prima che io nascessi.
Mi piacerebbe che potesse venire mio fratello Emmet, ma se attraversa la
frontiera lo arrestano. Papà ha parlato a Emmet per telefono e gli ha detto
che capisce i motivi che gli impediscono di tornare. Vorrei capire anch'io.
Bradley ha detto che Emmet è un vigliacco e che è per questo che si è
rifugiato in Canada. Io ho tirato un pugno a Bradley. Però mi chiedo se ha
ragione.

18 novembre, ore 18.00

La mamma sta scendendo verso l'oceano. Sassolini grigiastri. Ne abbiamo


presa una manciata a testa e l'abbiamo gettata nell'acqua. Sono colati sul
fondo, poi la corrente ha cominciato a trasportarli. Ho visto una piccola
perca mangiarne uno e sputarlo subito dopo. Un gambero ne ha afferrato un
altro con le chele e se l'è portato via in un punto dove l'acqua era più
profonda.
Per un po' siamo rimasti lì a guardare e ascoltare l'acqua. Poi papà ha
detto che di qui a poche settimane comincerà a formarsi il ghiaccio sulle
sponde e che fra un mese o giù di lì tutto il fiume gelerà e che se torniamo in
quello stesso punto a quell'epoca, non sentiremo il minimo rumore.

Non esistono altri nastri relativi al 1969.

25 febbraio 1970, ore 20.00

È da molto che non registro più niente. Non ne vedevo la ragione. Ormai
sono tre mesi che mamma non c'è più. Non so che cos'avrebbe fatto papà se
non avesse avuto da occuparsi delle mappe lunari. Ora non parla
praticamente d'altro che della luna. Prima di andare a letto sale tutte le sere

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sul tetto con un telescopio a scrutare il cielo, a fare disegni di crateri.
Ora mi sento diverso. Niente mi sembra più com'era prima che morisse.
Né gli amici, né il vicinato o la scuola, niente. Mi piacerebbe molto
andarmene via in qualche posto dove nessuno sa chi sono e sa niente di me.

19 aprile, ore 19.00

Ho compiuto i sedici. Papà mi ha regalato del dopobarba. È venuta a


trovarmi Marie che mi ha dato un biglietto d'auguri con sopra un cane. O
succede qualcosa alla svelta o esco pazzo.

20 aprile, ore 21.00

Papà ha trovato un nuovo cratere sulla luna e gli ha dato un nome.


Sembra molto contento.

21 aprile, ore 16.00

Oggi alla lezione di inglese la professoressa Peale ci ha presentato la


nostra nuova insegnante in periodo di tirocinio, la signorina Larken. Era
April. Aveva raccolto i capelli in una coda di cavallo. I seni ce li aveva nello
stesso posto dove li avevo lasciati io l'ultima volta. Ci siamo visti dopo la
lezione e le ho chiesto di Star e mi ha risposto che hanno litigato al
Pentagono e che da allora non si sono più rivisti. Ha aggiunto che ritiene
opportuno che i quaccheri non scoprano che ci conoscevamo già e mi ha
chiesto se ho avuto successo con la piramide. Non volendole dare
l'impressione sbagliata, ho risposto: «Abbastanza».
Poi ha detto che era contenta di avermi rivisto e che mi conviene stare
molto attento alle sue lezioni perché è un'insegnante molto severa. Come
primo compito dobbiamo scrivere un sonetto. Le ho detto che la poesia non
mi è mai piaciuta e non l'ho mai capita. Ha risposto che avrebbe fatto del suo
meglio per indurmi a cambiare atteggiamento, dopo di che se n'è andata.
Credo di aver girato un angolo nella mia vita.

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23 aprile, ore 20.00

Oggi alla lezione di inglese April ha detto che la poesia è molto di più di
quello che ci è stato insegnato. Poi ha letto una composizione di D. H.
Lawrence, «Gioire de Dijon», tenendo sempre gli occhi fissi su di me mentre
si rivolgeva alla classe. Sfortunatamente, ricordo solo gli ultimi pochi versi:

Si china sulla spugna e i suoi liberi seni


Oscillano come rose gialle
Gioire de Dijon sbocciate appieno.

Ho avuto un'erezione che è durata per tutta la lezione di storia americana


del professor Hord.

2 maggio, ore 23.00

Ho finito la mia prima creazione poetica. Sono alla ricerca di un equilibrio


fra l'erotico e il lirico.

Solo in una tenda piena di seni


librati su di lui come angeli
sogna di lucciole e piramidi
e di star dormendo sui massi.

Credo di esserci riuscito.

3 maggio, ore 16.00

April ha espresso qualche dubbio sul mio talento poetico.

17 maggio, ore 18.00

La fine dell'anno si avvicina velocemente. Credo che si stiano esaurendo


le mie possibilità di ritrovarmi di nuovo solo con April. Mi ha dato
un'insufficienza nell'esame di metà anno. Comincio a credere che le interessi

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andare a letto solo con poeti defunti.

25 maggio, ore 3.00

Mi sono appena svegliato da un sogno in cui mi veniva a trovare la


mamma. Non era come la ricordo. Mi è sembrata più giovane, quasi ancora
bambina. Il suo viso era liscio e pallido, i suoi capelli erano lunghi e le
scendevano oltre le spalle. Stava cercando di dirmi qualcosa, ma non
riuscivo a sentirla. Ha allungato la mano, ha toccato la mia ed è scomparsa.
Mi sono risvegliato con un anellino d'oro stretto nella mano. Non so da
dove venga e sono sicuro che non c'era quando mi sono addormentato.
Credo che sia stata qui e contemporaneamente non ci posso credere. Queste
sono cose che non succedono, c'è una spiegazione per quanto è successo
come ce n'è una per qualsiasi altro fatto. Ora l'anello è chiuso a chiave nel
cassetto della mia scrivania. Mamma è morta ed è stato solo un sogno. Non
ci crederò.

25 maggio, ore 7.00

L'anello mi va perfettamente al mignolo come se fosse stato costruito su


misura. Tuttavia resterà nel cassetto finché non avrò ricordato da dove
arriva.

26 maggio, ore 21.00

Trovata in un album una vecchia foto di mamma da ragazza. Al dito porta


l'anello che mi sono ritrovato nella mano l'altra notte. Ho interrogato papà e
mi ha risposto che ricorda che la mamma lo portava le prime volte che
uscivano insieme. Era stato di suo padre e sua madre lo aveva regalato a lei
quando lui era morto.
Ho chiesto a papà che fine avesse fatto l'anello e mi ha risposto che erano
anni che non lo vedeva più, che aveva smesso di portarlo quando si erano
sposati. Non so che cosa pensare.

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3 giugno, ore 17.00

Oggi ho detto ad April che devo parlarle di qualcosa che mi turba. Mi ha


invitato ad andare a casa sua. Ci sarò tra un'ora. Ho bevuto sette tazze di
caffè. Sento qualcosa che non mi funziona nello stomaco. Sto cercando
disperatamente di non pensare al brandy al lampone.

3 giugno, ore 17.30

Ho un attacco di sbadigli, non riesco più a smettere. Ho bevuto altre tre


tazze di caffè per tenermi su. Mi sento come se i piedi volessero venirmi
fuori dalle orecchie.

3 giugno, ore 23.30

Sono arrivato a casa di April con parecchi minuti di anticipo, così mi sono
messo a contare le crepe nel marciapiede. Ero arrivato a 207 quando April si
è sporta dalla finestra e mi ha chiesto che cosa stavo facendo. Ho risposto
che contavo le crepe nel marciapiede. Mi ha chiesto perché. Ho risposto che
non ne ero sicuro, che non ero più sicuro di niente. Poi prima che avessi
tempo di trattenermi mi è scappato detto che se preferiva che restassi fuori e
che le parlassi alla finestra, mi stava bene. Allora è scesa ad aprire la porta e
mi ha invitato a entrare. Le ho detto che pensavo che nel suo marciapiede ci
fossero più di 207 crepe, che ero arrivato a contare fin lì, ma che se voleva
un inventario completo, sarei stato lieto di concluderlo. Mi ha ringraziato,
ma ha detto che non era necessario. Io ho detto bene e lei ha detto bene. Poi
siamo entrati e ha chiuso la porta.
Il suo appartamento è piccolo: soggiorno, camera da letto, bagno e una
cucina con una zona ristretta dove si può mangiare. Ci siamo seduti in
soggiorno intorno a un piccolo tavolo e lei mi ha guardato diritto negli occhi
e mi ha chiesto che cosa volevo. Le ho raccontato del sogno e dell'anello. Ho
aggiunto che pensavo che fosse l'unica persona che potesse aiutarmi, a
trovare una risposta. Lei mi ha guardato per un lungo momento, poi si è
alzata, è andata in cucina ed è tornata con una bottiglia di vino e il professor
Hord, l'insegnante di storia americana, che era di là a tagliare formaggio. «Il

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tuo è un problema molto interessante», ha detto il professor Hord.
Ho raccontato ad April della signora Laudner, inciampata in una crepa nel
marciapiede davanti a casa sua. Si è trovata con il naso completamente
schiacciato contro la guancia e adesso dà sempre l'impressione di camminare
di traverso. Qualche minuto più tardi me ne sono andato dopo che il
professor Hord ha raccontato della scomparsa dei denti di legno di George
Washington dopo la sua morte e del loro misterioso ritrovamento trent'anni
dopo, sotto il suo letto, da parte di una cameriera chinatasi a raccogliere
spiccioli caduti.
Continuo a non avere risposte e, a quanto pare, scarse possibilità con
April, che ritiene che possa essermi di maggior aiuto qualcuno di età più
vicina alla mia.

10 giugno, ore 17.00

L'anno scolastico è finito. Ora tocca all'estate. Papà è sempre


occupatissimo con le mappe della luna. Ho visto April per un'ultima volta
prima che partisse con il professor Hord per una comune nel Colorado. Mi
ha augurato buona fortuna e mi ha dato una sufficienza in inglese. Credo che
accelererò i miei studi per potermi diplomare in anticipo e togliere le tende
da questo posto.

1° luglio, ore 11.00

Ho appena saputo che papà ha accettato un'escursione ai Pocono con gli


Schlurman. Ho valutato vari modi per tirarmene fuori, ma mi sembrano tutti
scadenti. Ha messo nei bagagli anche la scatola dello Scarabeo. Marie ci ha
messo la sua Bibbia. Sono fritto.

4 luglio, ore 15.00

Siamo arrivati al lago della Terra Promessa. Gli Schlurman stanno girando
lentamente nelle acque del lago a bordo di una barca a remi. Papà dorme sul
divano in veranda. Credo che Marie sia in giro a cercare di convertire al

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cristianesimo le creature della foresta. In programma per questa sera ci sono
un barbecue, corsa nei sacchi e fuochi artificiali. È più di quanto abbia mai
sognato.

4 luglio, ore 16.00

Marie è sdraiata sulla piattaforma in costume da bagno a leggere una


Bibbia impermeabile. Prima, mentre nuotava, l'ho osservata per un po' da
sott'acqua con la maschera. Ho avuto una gran voglia di afferrarla per le
gambe da sotto e tirarla giù nel fango.

4 luglio, ore 19.00

Abbiamo finito di mangiare e adesso aspettiamo i fuochi artificiali. Ho


notato che, mentre si preparava un hot dog, Marie continuava a lanciarmi
occhiate infilando lentamente lo spiedo nel wurstel. Sarà probabilmente la
mia immaginazione. Sono rimasto per troppo tempo lontano dalla civiltà.

5 luglio, ore 1.00

Quanto segue è la ricostruzione più fedele di cui sia capace in questo


momento.
Verso le nove di sera gli Schlurman e papà si sono imbarcati su una barca
a remi e sono scesi verso il mare per guardare i fuochi artificiali. Mi stavo
preparando a calare in acqua un'altra barca quando ho sentito Marie che
diceva: «Noi ragazzi restiamo a riva». Mi sono guardato intorno e mi sono
reso conto subito che questo «noi» includeva solo me e lei. I genitori ci
hanno salutato e sono scomparsi in lontananza. Io ho guardato Marie, lei ha
guardato me e poi siamo corsi nel bosco.
Nel mondo degli scout ci sono quelli che sostengono che l'abilità di
leggere le tracce ha fatto il suo tempo. Non sono d'accordo. L'abilità di
seguire una pista è fondamentale nella comprensione del mondo.
La pista di Marie era esplicita per direzione e intenzione. Inoltratomi per
cinquanta metri nel bosco ho trovato la prima traccia. Era la sua camicia

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appesa a un ramo. Intanto a sud esplodeva il primo razzo. Venticinque metri
più avanti un altro segno: i suoi bermuda. Ho accelerato l'andatura. Poi una
scarpa, poi l'altra. Dal lago arrivarono gli oh e gli ah che salutavano
l'esplosione di un razzo multiplo. A un ramo davanti a me era appeso un
calzino bianco con delle margheritine. L'ho raccolto e ho girato lentamente
intorno al tronco di un grande albero. Passato sotto un grosso ramo caduto
sono arrivato a una piccola radura. Marie si è alzata dall'erba, si è sganciata il
fermaglio del reggiseno e se l'è fatto scivolare dalle braccia. Anche se non mi
ricordo di averlo fatto, a quanto pare in quel momento mi sono sbarazzato
dei vestiti. Quando ci siamo trovati a pochi centimetri di distanza, i suoi seni
mi hanno sfiorato il petto.
«Credi in Dio?» mi ha chiesto.
Le ho risposto che ci credo senza riserve. Ha sorriso, mi ha baciato il
petto, poi mi ha passato la lingua su tutto il corpo fino al pene e me l'ha
preso in bocca.
L'esplosione che è seguita non ha paragoni con tutto quello che ho
sperimentato in passato. Il razzo è caduto a una trentina di metri ed è esploso
provocando uno spostamento d'aria che mi ha fatto finire a gambe levate.
Poi si è scatenata una costellazione di altre piccole esplosioni e fuochi
sfreccianti nell'aria. Credo che a questo punto Marie abbia smesso di
succhiare e abbia cominciato a strillare. L'ho tirata giù e le ho fatto scudo
come meglio ho potuto contro i missili che piovevano da tutte le parti. Posso
solo ringraziare la fortuna se nessuno dei due è stato colpito direttamente. Ci
cadevano a sinistra e a destra, cadevano nelle fronde degli alberi sopra di
noi. Poi tutto è cessato. Ho detto a Marie che era tutto a posto, che eravamo
sani e salvi. Si è alzata a sedere, mi ha guardato, si è asciugata una lacrima,
poi ha mandato un grido così acuto da superare quasi la percezione
dell'udito ed è scappata nella notte.
Poche forze della natura sono spaventevoli quanto il fuoco.
Particolarmente quando si è nudi. La battaglia che è seguita è durata quasi
un'ora. Da quanto resta dei miei calzoni si faticherebbe a ricavarne un
fazzoletto. La speranza che Marie fosse corsa in cerca di aiuto era infondata.
Avendo per armi solo i miei indumenti, ho ingaggiato una battaglia in corsa
contro le fiamme avanti e indietro per quella radura, da un focolaio all'altro.
Ho ceduto la mia camicia a un piccolo abete, quella di Marie a un cespuglio
di mirtilli e la gran parte dei calzoni a un ciuffo di erba alta. Credo che fra le
vittime si debbano annoverare anche i calzini e il reggiseno di Marie, perché

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dopo aver spento le fiamme non mi è stato possibile localizzarli.
Ho lasciato le scarpe da tennis semicarbonizzate di Marie davanti allo
chalet degli Schlurman. Quando sono entrato in casa papà mi ha dato una
sola occhiata e mi ha chiesto che fine avessero fatto i miei calzoni.
«Incendio», ho risposto.
Ha annuito, ha riflettuto, poi abbiamo convenuto che il fuoco è un
elemento molto pericoloso che non va preso alla leggera.

5 luglio, ore 11.00

Stamane ho visto Marie. Mi ha ringraziato per aver salvato le sue scarpe


da tennis e ha detto che era dispiaciuta che tornassi in città. Poi ha raggiunto
a nuoto la piattaforma dove si è messa a leggere la sua Bibbia.
Ieri sera ho mentito. Io non credo in Dio. Almeno non in un dio che non
stia lavorando attivamente contro di me.

12 luglio, ore 21.00

Ho concluso le prove da sostenere per ottenere la qualifica di Scout


Aquila con un'esposizione verbale di cinque minuti su prevenzione e
sicurezza antincendio. Il capo ha detto che raramente ha sentito
un'illustrazione così carica di realismo e drammaticità.

14 luglio, ore 23.00

Oggi ho saputo che Marie è annegata stamattina nella acque del lago della
Terra Promessa. Pare che abbia battuto la testa tuffandosi dalla piattaforma
galleggiante. Al momento era sola, perciò nessuno si è accorto che era in
pericolo. Quando l'hanno trovata era già troppo tardi.
Non credo più nell'esistenza della bontà in questo mondo. Tutto ciò che è
buono o muore o finisce ucciso. So che se ci fossi stato io avrei potuto
salvarla. So anche che non conta e che volere che qualcosa sia diverso non
basta a cambiare la situazione. Marie è morta e io mi sento vuoto e triste.
«Grazie di avermi salvato le scarpe», sono le ultime parole che le avrò

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sentito dire.
«Non c'è di che», le avevo risposto.
Voglio ricordare che sia stato molto meglio di così. Voglio ricordare di
aver detto tutte le cose che non ho mai detto e che desideravo dire a tutte le
persone che ho conosciuto.
«Non dimenticare il tuo compito di educazione civica.»
«Grazie di avermi salvato le scarpe.»

Momenti di silenzio.

Non c'è di che.

17 luglio, ore 22.00

Oggi hanno seppellito Marie in una scintillante bara d'argento. C'erano


grandi nuvole bianche nel cielo. Le sarebbero piaciute.

20 luglio, ore 1.00

Non ne vedo il senso.

2 agosto, ore 4.00

Non riesco a dormire, non riesco a dormire, non riesco a dormire.

15 agosto, ore 3.00

Ho parlato con papà per quasi tutta la notte. Siamo d'accordo tutti e due
che bisogna cambiare qualcosa, altrimenti perdo il lume della ragione. Papà
riesce sempre a trovare le parole giuste. Gli ho detto che sono pieno di
rimorsi perché non ero innamorato di Marie e che se lo fossi stato forse

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adesso sarebbe ancora viva. Ha risposto che l'unico modo in cui l'amore ha
mai avuto effetto sulla morte è rendendola ancora più dolorosa. Poi mi ha
detto che il contadino francese che hanno ucciso durante la guerra non era
un collaborazionista e che gli abitanti del paese che lo avevano denunciato
gli dovevano dei soldi. Siamo rimasti in silenzio per molto tempo tutti e due.
Poi mi ha detto che tutti sbagliamo e che sbaglieremo ancora spesso e
sovente e che il mondo va così.

11 settembre, ore 9.00

Ho ottenuto tutte le sufficienze necessarie per avere il diploma. Papà mi ha


regalato mille dollari. Ha detto che mi aiuteranno a cominciare. Non so dove
andrò, né per quanto tempo. So solo che non credo più in niente e che devo
trovare qualcosa in cui credere o cesserò di essere. So che ci sono delle
persone, ci devono essere delle persone in questo mondo che hanno le
risposte.
Papà ha detto che non importa dove andrò, ma che dovrò sempre stare
attento a due cose in particolare: l'acqua cattiva e i serpenti. Gli ho promesso
che sarò molto prudente. Poi ci siamo abbracciati e siamo rimasti stretti per
molto tempo, dopo di che è uscito per andare a stampare altre mappe della
luna. Spero che starà bene quando io non ci sarò.
Ho deciso di non portare con me il registratore, mi sarebbe di impiccio e
non sento il bisogno della sua compagnia, se a questo mi è servito in tutti
questi anni. Uscendo di città passerò al cimitero per lasciare sulla tomba di
Marie un messaggio e la piccola piramide di vetro che mi ha regalato April.
Ho anche fatto qualche calcolo. Ritengo che quando attraverserò il mio
primo oceano, le ceneri più leggere di mia madre saranno già scese al mare.
Ieri notte è successo un fatto strano. Quando mi sono svegliato avevo il
suo anello al dito. E lì resterà.

Alcuni secondi di silenzio.

Sono io, Dale Cooper.

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Parte Seconda

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Il 10 settembre 1970 Dale sostenne gli ultimi esami per il conseguimento del
diploma. L'11 fece un'ultima registrazione, poi montò su un autobus in
Germantown Road e non fu più rivisto per tre anni. Le lettere che seguono
sono gli unici indizi su dove possa essere stato in quegli anni.

1° gennaio 1971

Caro papà,
acqua cattiva, non ho visto serpenti. Salute solida. Luna molto
brillante. Darei non so che cosa per mangiare della buona cioccolata.
Spero che tu stia bene.
Con affetto,
Dale

1° gennaio 1972

Caro papà,
serpenti molto cattivi. Acqua buona. Viste belle scogliere. Ho bisogno
di una buona nave.
Con affetto,
Dale

1° gennaio 1973

Ho smesso di cercare.
Dale

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Parte Terza

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1

«Ho rivisto Dale che era la primavera del '73. Avevo appena comprato una
Dodge Charger, blu notte con una fascia d'argento, mi sono fermato a un
semaforo rosso e lui era lì, fermo sull'angolo di Gennantown Road, vestito
di nero. Ho capito al volo che non era lo stesso Dale che conoscevo tre
anni prima. Era più maturo, più robusto, e aveva negli occhi un'intensità
che non gli avevo mai visto prima. Ricordo di avergli chiesto com'era
andato il viaggio e tutto quello che mi rispose fu: 'Fortissimo'. Non so che
cosa possa aver visto o fatto laggiù, ma deve essere stata sicuramente
un'esperienza di quelle che lasciano il segno. Posso solo immaginare che
debba essere stato per lui come l'incidente d'auto che mi avviò alla
carriera di pastore.»
Bradley Schlurman
Migliore amico
Ministro di culto

19 aprile 1973, ore 21.00

L'affare delle mappe lunari è in fase di pesante recessione. Per il resto


papà sta bene. Non cercherò di registrare tutto quello che è accaduto in
questi ultimi tre anni e mi limiterò a dire che l'universo intero è una perla
lucente e che non c'è bisogno di capirlo.
Mi sono accorto che durante la mia assenza ci sono stati alcuni
cambiamenti. I tacchi delle scarpe sono più larghi. Modi più bruschi. I
tendoni stanno andando fuori moda. La fiducia e gli olmi sono in via di
estinzione. E J. Edgar Hoover è morto. Non so dire se alcuni o tutti questi
fatti sono da mettere in correlazione fra loro.
Non sono sicuro della direzione che prenderà da questo momento in
avanti la mia vita. Non sono sicuro di niente eccetto che credere di sapere
dove si sta andando non significa capire dove ci si trova attualmente. Detto
questo, ci sono alcune cose che suscitano il mio interesse: il circo, i

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rompicapi e il sesso.

7 maggio, ore 19.00

Ho sostenuto l'esame attitudinale per il college, dovessi ritrovarmi là


invece che al circo. Credo che entrambi offrano grandi occasioni per
esplorare gli interessi suddetti. Ho notato alcune imprecisioni nella
formulazione di alcuni dei quesiti e l'ho fatto rilevare a chi di dovere.
So che per molti anni ho avuto l'intenzione di entrare all'FBI. Devo
ammettere che quanto ho appurato negli anni scorsi non mi induce a ritenere
che il bene possa sconfiggere il male. Il mio non è pessimismo, ma semplice
osservazione dei fatti così come li ho vissuti.

20 maggio, ore 19.00

Ho ricevuto gli esiti dell'esame. Mi pare che le tecniche di concentrazione


che ho imparato durante i miei viaggi siano state utili. Ho ottenuto un buon
voto in inglese e in matematica. Trovo l'esame così impostato di scarsa utilità
per una reale valutazione dell'individuo. Una prova più indicativa sarebbe
secondo me la sfida a svuotare la mente. Un bel salto da una torre di bambù
con un rampicante legato alle caviglie riempirebbe le nostre università di
studenti di maggior calibro.

30 maggio, ore 23.00

Ho deciso di cercare un impiego per l'estate. Ho compilato una lista di


competenze che ritengo siano utili ad acquisire i fondi necessari.

1. Accensione fuochi
2. Lettura cartografica
3. Trekking
4. Lancio del coltello
5. Canto liturgico

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6. Controllo del respiro
7. Cottura del pane
8. Giochi di destrezza
9. Piantatura del riso
10. Star seduto in piccole stanze buie
Dovrebbe bastare a trovarmi un impiego stimolante.

10 giugno, ore 21.00

Ho trovato da scavare buche dove piantarci alberi. Non potrei essere più
felice. Oggi ho scavato diciotto ottime buche. Il mio compagno di lavoro è
un uomo sulla cinquantina che secondo me deve aver passato un periodo
chiuso in qualche carcere a giudicare dal tatuaggio che ha sull'avambraccio.
È nero, del Sud, e zoppica leggermente, ma ora come ora non so niente di
più sul suo conto. Abbiamo scavato insieme per otto ore e non abbiamo
scambiato una parola. Credo che ci sia molto da imparare da quest'uomo.

12 giugno, ore 20.00

Ho notato che nel lancio del coltello sono sceso a un livello di abilità
meno che soddisfacente. Ho perso qualche dollaro in una gara con il mio
compagno di scavi, che ora conosco con il nome di Jim. Lui ha fatto centro
dieci volte su dieci, mentre io ho mancato il mio decimo tiro, tagliandomi la
punta della scarpa. Jim ha detto che non vedevo il bersaglio. Gli ho
domandato se ha praticato lo Zen e mi ha risposto che l'unica cosa di cui ha
fatto pratica è restare vivo.

18 giugno, ore 1.00

Ho accompagnato Jim alla stanza in cui abita in un malandato quartiere del


centro. Ho visto tanti posti ma non sono mai entrato in un'unica stanza per
trovarmi davanti uno spettacolo simile. Il locale era piccolo, non più di tre

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metri per quattro. C'erano un letto e una sedia, ma nessun altro mobile.
Un'unica lampadina senza paralume alla parete. Per il resto era pieno, e dico
dal pavimento fino al soffitto, di scatole di carta su cui Jim ha detto di aver
scritto per vent'anni. Le chiama le sue memorie. Nessuno le ha mai viste. Ha
detto che io sono il primo. «Così almeno qualcuno lo sa, qualcuno che
ricorderà.» Poi mi ha detto che sono forte a scavare e che era meglio che me
ne andassi subito prima che qualcuno cominciasse a pensare male.
Il significato della visita alla sua stanza mi si è rivelato sull'autobus,
mentre tornavo a casa. Con tutto il tempo che mi è stato necessario per
prendere un altro autobus e tornare indietro, ormai era troppo tardi. I vigili
del fuoco stavano recuperando l'acqua. Sono andate distrutte la stanza di Jim
e alcune di quelle attigue. I vigili del fuoco hanno detto che le fiamme hanno
divorato tutto in un lampo. Non hanno potuto far altro che impedire che si
propagasse all'intero stabile. Il corpo di Jim non è stato trovato nella sua
stanza e nessuno lo ha visto uscire dalla casa. Secondo i vigili del fuoco è
possibile che il calore fosse così intenso per la presenza di tutta quella carta
che solo un esame della Scientifica potrà rilevare la presenza di resti umani.
Io non credo che ne troveranno. Stavo osservando i vigili del fuoco che
avvolgevano le manichette, quando ho scorto per un istante l'ombra di un
uomo in un vicolo dall'altra parte della strada. Ho quindi registrato quello
che mi è parso un pianto sommesso. Mi sono fatto largo nella folla per
raggiungere il vicolo e nell'avvicinarmi mi sono reso conto che il suono non
era di pianto, bensì di risa. Quando sono arrivato al vicolo, non c'era
nessuno. L'ho chiamato, l'ho percorso tutto senza risultato. L'unica cosa che
ho trovato, là da dove avevo sentito giungere le risa, è una matita appena
temperata. Un messaggio, probabilmente.

1° luglio, ore 19.00

Sono stato rifiutato da un piccolo circo itinerante al quale avevo inviato


una lettera di presentazione. Il proprietario mi ha fatto notare che chiunque
scriva una lettera cercando impiego in un circo molto probabilmente non è la
persona adatta. Ha anche aggiunto che attualmente ha uno stuolo di
lanciatori di coltello e che ha bisogno solo di una donna barbuta. Ho
pertanto accettato l'iscrizione al- l'Haverford College, appena fuori Filadelfia.
Devo annotare che sono molto deluso dalla quantità di sesso che ho

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incontrato da quando sono tornato. Non mi pare che scavando buche ci sia
da conoscere molte donne. E la mia inclinazione alla meditazione non
promuove molti contatti con il sesso opposto. Mi domando se non sia un
errore iscrivermi a un college maschile.

6 luglio, ore 8.00

Stamattina appena sveglio, papà ha deciso che prima della mia partenza
per la scuola avremmo fatto una gita.
Gli ho ricordato che la scuola è a poche miglia da casa nostra. Siamo
partiti stamane per il monte Rushmore. La circostanza ha così concluso la
mia carriera di scavatore di buche. Un buon lavoro onesto. Tuttavia non è
stato più lo stesso da quando Jim è scomparso nella notte.

9 luglio, ore 13.00

Papà ha ripetutamente osservato che Lincoln non può aver desiderato di


essere ricordato come un roccione di granito appeso al fianco di una
montagna con gocce di pioggia che gli colano dal naso.

9 luglio, 22.00

Sono accampato nel Custer State Park. Papà è andato a coricarsi e lo sento
dormire profondamente in tenda. Ho scoperto la vera ragione per cui papà
ha voluto fare questa escursione. L'ho trovato davanti alla bacheca della
mappa delle teste dei presidenti con un cartello con la scritta
RESTITUITELO AI SIOUX. Stava litigando con una coppia di pensionati
dell'Indiana che minacciavano di dargli in testa le loro macchine
fotografiche. Dopo qualche minuto di discussione in certi momenti animata,
l'ho persuaso a tentare un'altra forma di protesta che presentasse meno rischi
di rappresaglie corporali. Ho sempre saputo che papà era una specie di libero
pensatore, ma questa era una nuova forma di espressione che ancora non
conoscevo.
Come compromesso abbiamo trovato un segnale di stop un po' appartato

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e l'abbiamo segato a metà. Dopo mi è sembrato più tranquillo e ce la siamo
goduta a starcene seduti davanti al fuoco ad arrostire marshmallow
chiacchierando di etica. Domani torniamo a casa e starò attento a non
passare vicino a nessun monumento importante. Non avevo mai violato la
legge con papà prima d'ora. Per ragioni che mi sfuggono è stato molto
gratificante. Sono però preoccupato che senza la mamma al suo fianco le sue
idee lo inducano a finire in qualche pasticcio.

15 luglio, ore 23.00

Siamo rientrati senza incidenti. Papà sembra contento di essere di nuovo


in bottega. Il fatto è che al suo ritorno ha trovato un'ordinazione di calendari
per il National Park Service. Il mondo è un posto molto strano.

21 agosto, ore 23.00

Oggi sono arrivato ad Haverford. Ho saltato il giro di visita al campus e


ho consegnato invece al rettore un elenco di modifiche al corso di studi che
secondo me tornerebbero a vantaggio dell'istituto. Mi è parso disponibile,
una persona con la quale potrò lavorare. Mi aspetto di instaurare con lui
rapporti molto produttivi.
Ho assistito a quella che qui chiamano adunata. Un gruppo numeroso di
studenti intonava «A morte, quaccheri, a morte, a morte, quaccheri, a
morte», mentre veniva presentata la squadra di football. Intanto un altro
gruppo di studenti intonava «A morte Nixon, a morte Nixon». Non ricordo
niente di simile nelle mie ore di religione. Ho accettato un alloggio in uno dei
dormitori al campus. Mi sembra di poter convenire con la direzione
dell'istituto che la mia esperienza mi proietta verso un ruolo di comando.
Presto avrò la responsabilità di un intero piano di diciottenni.

12 settembre, ore 10.00

Ho fatto i bagagli e sono partito alla volta della mia nuova residenza. Papà
mi ha regalato un registratore nuovo grande come un'agenda, che funziona

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con cassette invece che a bobine. Mi ha detto di lavorare sodo e di non
credere a un bel niente di quello che mi raccontano.

15 settembre, ore 6.00

Non credo che la maggioranza degli studenti del mio piano sia interessata
a un livello più alto di coscienza senza il contributo di sostanze chimiche di
vario genere. A giudicare dal silenzio nessuna ha preso il sopravvento e deve
essere stata finalmente consumata anche l'ultima lattina di birra. Sebbene
abbia personalmente sperimentato alcuni funghi e altre sostanze naturali
capaci di alterare la percezione in uso presso quelle che definiamo culture
primitive, non ho mai visto altro esempio di depravazione tribale che regga il
confronto con un nutrito gruppo di americani diciottenni lontani da casa per
la prima volta.
I miei appelli alla ragione e i miei sforzi di pacata diplomazia hanno
trovato orecchie da mercanti quando hanno cominciato ad avvolgersi in
carta igienica dalla testa ai piedi cantando in coro: «Vogliamo donne». Mi
sono rifugiato nella relativa pace della mia stanza a leggere gli scritti di un
monaco vissuto da solo in cima a una montagna per trentasette anni alla
ricerca di una comprensione più profonda del mondo. La sua conclusione
principale, quando ridiscese, fu che dalla cima di una montagna si riesce a
vedere molto lontano, a meno che sia nuvoloso. Imprigionato per le sue idee
radicali, morì alcuni anni dopo in galera. L'unico suo scritto di questo
periodo arrivato fino a noi è la frase seguente: «Non ci sono nuvole in una
prigione».
Credo che farò una puntata a piedi fino al college femminile di Bryn
Mawr nella speranza di prendere contatto con qualche essere umano
pensante.

16 settembre, ore 9.00

Sto soffrendo del peggior caso di postumi da overdose alcolica che mi sia
mai capitato. Preso contatto con un gruppo di studentesse di Bryn Mawr al
circolo universitario. Siamo entrati in una conversazione ad ampio raggio
che si è protratta attraverso alcune bottiglie di tequila, rum con coca, birra,

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bourbon e un miscuglio preparato da una delle ragazze con sostanze
chimiche di uso casalingo. Sebbene la compagnia fosse senza dubbio su un
livello intellettuale assai più alto di quello degli studenti del mio dormitorio,
non ero preparato alla scoperta che, come norma generale, le donne sono
tutte delle donne sfrenate. Almeno quelle che studiano filosofia. Mi sembra
anche di aver preso in simpatia una ragazza del terzo anno che non ricordo
bene se studia letteratura o giurisprudenza. Non ricordo come si chiama e
non so nemmeno se la riconoscerei rivedendola. Mi pare che avesse i capelli
biondi o rossi. Cercherò di tornare a Bryn Mawr quando riavrò l'uso delle
gambe.

25 settembre, ore 21.00

Ho saggiato i corsi ai quali mi sono iscritto e mi sono organizzato per


studiare indipendentemente su progetti interdisciplinari. Trovo che in
generale i professori siano di alta qualità, anche se molti sembrano patire un
malessere di natura indeterminata. Ancora non sono riuscito a trovare la
donna che potrei aver conosciuto durante la mia serata a Bryn Mawr. Sono
fermamente convinto che esista e che non sia un prodotto della mia
frustrazione sessuale.
Stamane ho telefonato a papà e mi sembra che vada tutto bene. Ha molto
lavoro per la produzione di manifesti con la scritta: «Nixon in galera».
Pranzerò con lui questo fine settimana.

26 settembre, ore 3.00

Mi sono svegliato da un sogno. Ero seduto in una stanza al buio. C'era una
porta con un filo di luce che filtrava da uno spiraglio. Sentivo voci
all'esterno. Una, mi pare, era quella di mia madre. L'altra era irriconoscibile.
Credo che fosse la morte. Cercava di aprire la porta ed entrare di nuovo
nella stanza. Il pomello ha cominciato a ruotare. L'ho sentita chiamarmi per
nome e mi sono accorto che non era la mamma ma Marie. Le ho sentito dire:
«Ti prego, non sono pronta», poi la sua voce si è indebolita sempre di più
finché si è spenta. Vorrei che Marie fosse in pace, ma non credo che lo sia in
questo momento e mi domando che cosa sa che coloro che si trovano nel

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mondo fisico non possono capire.

20 ottobre, ore 17.00

Oggi sono tornato a Bryn Mawr a cercare la donna che sono sicuro di aver
conosciuto. Sono rimasto per più di un'ora al circolo senza successo, stavo
tornando ad Haverford quando, trovandomi ai bordi di un campo sportivo,
sono stato colpito alla nuca da una palla da hockey su prato. Dopo di che o
ho perso conoscenza per un breve istante o sono diventato un pittore di
insegne in un piccolo villaggio messicano. Tornato in me mi sono ritrovato a
contemplare una visione di bellezza in sottana scozzese che teneva nella
mano un lungo bastone di legno. Credo di averle detto di essere innamorato
di lei oppure di essere ripiombato nel villaggio messicano e di essermi messo
a imprecare contro un cane che mi aveva rovesciato il barattolo della
vernice. Si chiama Andy, ha gli occhi azzurri, i capelli rossi, e a quanto pare
non le ho detto di amarla perché si è scusata di avermi versato il barattolo
della vernice. Abbiamo chiacchierato per qualche minuto dopo aver trovato
del ghiaccio per la mia testa e ci siamo dati appuntamento per domani sera al
falò del raduno degli ex studenti. È tornata quindi alla sua partita di hockey,
muovendosi con la grazia di una ballerina e l'ho vista vincere da fuoriclasse
un contrasto con un'attaccante avversaria.

21 ottobre, ore 20.00

Le fascine per il falò formano una catasta di qualcosa come cinque metri.
Tutt'attorno gli studenti guardano le torce pronte ad appiccare il fuoco. Molti
sono accoppiati e si tengono per mano. Mi pare che siano state prese tutte le
precauzioni del caso. Dati i miei precedenti, ammetto di essere un po'
nervoso all'idea di incontrarmi con una donna nelle vicinanze di un fuoco.
Sono entrate in azione le torce. Cominciano ad alzarsi fumo e fiamme.
Avverto distintamente un senso di urgenza nell'aria... no, diciamo pure
frenesia. Spero che lei...

22 ottobre, ore 5.30

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Il sole si alza nel cielo come una morbida e calda arancia. Anche se a
prima vista possa non sembrare diversa dalle innumerevoli albe che hanno
salutato ogni giorno da un millennio a questa parte, sono sicuro che nessuna
sia mai stata intensa come questa. Andy è apparsa nel cerchio di luce del falò
nel momento in cui le prime fiamme arrivavano in cima alla catasta. Ci
siamo scambiati solo poche parole. Le ho detto di aver camminato a piedi
scalzi sui carboni ardenti in una cultura lontanissima da noi. Lei mi ha detto
che suo padre è pompiere. Ci siamo baciati accanto al fuoco per molti
minuti. Poi come se fossimo mossi da un'unica mente, ci siamo alzati e
abbiamo lasciato la zona illuminata inoltrandoci nell'oscurità. Non so dov'è
stato che abbiamo fatto l'amore. Abbiamo corso nel buio lontano dalle
fiamme. Credo che si sentisse rumore di acqua corrente. Siamo arrivati in un
posto dove la luna era nascosta dalle fronde di alcuni grandi alberi. Ci siamo
baciati. I vestiti ci sono caduti di dosso come se nemmeno li avessimo
toccati. Ci siamo sdraiati nell'erba alta che sembrava avvilupparsi sopra di
noi, coprendo i nostri corpi come serpenti. Il suo corpo si muoveva e
dondolava accanto al mio come se fossimo insieme da più anni di quanti ne
abbiamo vissuti. Un ramoscello mi ha ferito alla natica destra, costringendoci
a un momento di sosta perché Andy potesse schiacciare con forza e arrestare
l'emorragia.
Abbiamo poi continuato esplorandoci dappertutto fino al momento in cui
sono entrato in lei. Mi sono messo a pensare ai delfini che si immergono e
riemergono tra le onde dell'oceano mentre dondolavamo insieme. A quel
punto mi sono accorto che eravamo scivolati per un piccolo argine ed
eravamo finiti in un piccolo specchio d'acqua. Poi Andy si è messa a gridare:
«Sì! Sì! Sì!» con un impeto e una convinzione che non avrei mai creduto. Di
quello che avvenne dopo non ricordo molto, salvo che ho avuto la certezza
di aver capito che effetto fa superare la barriera del suono.
Siamo rimasti per molti minuti avvinghiati l'uno all'altra nell'acqua bassa
prima che mi rendessi conto che le luci che vedevo riflesse non erano le
stelle, bensì i lampioncini che illuminavano il barbecue organizzato in
celebrazione dell'unione di Haverford e Bryn Mawr per questa serata così
speciale.
Siamo poi riusciti non senza difficoltà a eludere alcuni curiosi della facoltà
di educazione fisica che erano scesi al laghetto pensando che qualcuno stesse
affogando. Ci siamo rivestiti alla svelta, quindi Andy mi ha informato che
questa mattina stessa parte per un viaggio di scambio con una studentessa

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olandese e mi ha detto che si farà viva quando tornerà dall'Olanda dopo che
avrà studiato la costruzione delle dighe... fra sei mesi. Mi ha detto anche di
non seguirla perché ha appuntamento all'aeroporto con suo marito.
Non sostengo né ho la pretesa di capire il mondo. Il sole sorge. Il sole
tramonta. Tanto è quanto mi appare certo da dove mi trovo in questo
momento.

2 novembre, ore 19.00

Oggi in presidenza si è presentato uno studente di chimica che ha


dichiarato di aver costruito una bomba e di aver intenzione di far saltare in
aria «tutta quanta questa palazzina di merda, rettore incluso». Il caso vuole
che sia uno degli studenti del mio dormitorio con il quale sono entrato in
contatto quando ha cercato di ristrutturare il dormitorio in cellule comuniste
che avrebbero sconfitto l'imperialismo in tutto il campus. Il suo progetto non
è decollato per l'impossibilità di trovare adepti.
Nella speranza di risolvere il problema senza ricorrere alla polizia locale, il
rettore ha convocato alcuni membri della facoltà di psicologia, me e un
importante esponente della comunità quacchera.
Le richieste dello studente erano semplici. L'incriminazione di Nixon e un
voto di incompleto invece che di insufficienza nel compito di semantica di
metà semestre. Sono entrati per primi gli uomini della facoltà di psicologia.
Pochi istanti dopo è scoppiata la bomba. La relazione esatta tra i due fatti
resta in parte offuscata dalla gran confusione seguita all'esplosione. Sembra
che le cose siano andate così:
Appena entrati nell'ufficio del rettore, i due professori sono saltati
addosso allo studente inchiodandolo a terra. L'aggressione ha fatto esplodere
la bomba. Ora lo studente è ricoverato in ospedale insieme con i due membri
della facoltà di psicologia.
Questo è un esempio evidente a dimostrazione che l'uso della forza in un
conflitto deve essere tentato solo dopo che sono state esaurite tutte le
alternative disponibili. È anche un esempio di come una cultura eccessiva
possa essere pericolosa.

5 novembre, ore 23.00

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Ricevuta cartolina dall'Olanda di falla in una diga. Non avrei mai
sospettato che l'immagine di acqua sporca che scorre da un'apertura in un
possente argine artificiale potesse suscitare emozioni così forti. Ho una
grande nostalgia di Andy. Capisco che il suo matrimonio avrebbe reso
alquanto complicato avere ulteriori incontri, ma penso lo stesso a lei quasi
costantemente. Trovo che sto scivolando in una sensazione di solitudine che
non provavo dai tempi della morte di Marie. L'alcol mi dà qualche sollievo
da questa sensazione di abbandono, ma so che non è una risposta accettabile
al mio stato d'animo. Devo trovare una soluzione. Ammetto che non so
proprio da che parte cominciare. È terribile volere qualcosa che si sa di non
poter avere.

7 novembre, ore 20.00

Sono stato a casa a trovare papà nella speranza che mi risollevasse lo


spirito. L'ho trovato a pranzo con una donna molto più giovane che fa la
ceramista e aveva dell'argilla sotto le unghie. Ho anche notato che papà ha
cominciato a portare i sandali. È solo un sospetto, ma non escludo che
dormano insieme.
Invece che tirarmi su di morale, questo fatto mi ha sprofondato in una
buia depressione in cui mi trovo ancora adesso. So che dovrei essere felice
per papà e in fondo lo sono, ma gli eventi stanno solo a indicare con
maggior chiarezza che sono stato per quasi tutta la vita un solitario e che in
mancanza di drastici cambiamenti tale resterò.

7 novembre, ore 22.00

Vado al bar locale con Howard, uno studente di geologia del mio piano, in
cerca di formazioni mature e pienamente sviluppate. Dice che ha bisogno di
essere sbattuto alla peggio. Non so immaginare quale possa essere per lui il
modo peggiore di essere sbattuti, ma qualsiasi cosa è meglio che starmene
seduto in camera mia.

7 novembre, ore 23.30

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A giudicare dall'aspetto della donna con cui ho visto Howard, ho ogni
motivo di credere che farsi sbattere nel modo peggiore è esattamente quello
che sta per capitare a lui. Sto tornando al campus da solo, ma almeno ancora
fisicamente sano, una condizione che sospetto che Howard mi invidierà tra
non molto.
Già da qualche isolato sto osservando un uomo le cui azioni penso
abbiano intento criminoso. I suoi movimenti sono stati finora quelli di un
predatore. Al momento non ritengo che si sia accorto della mia presenza e
continuerò a tenerlo d'occhio finché lo giudicherò necessario.

Alcuni secondi di silenzio.

Dannazione, l'ho perso.

L'ora esatta della registrazione seguente non è specificata.

Oh, Dio... oh, Dio mio... no... no... no.

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2

«Non ero con Dale quando ha trovato il corpo. Eravamo andati a un bar
dove io mi ero trovato una donna. Da quel che mi ricordo, Dale si era
incamminato da solo verso il campus mettendosi a seguire un individuo che
secondo lui era sospetto. Dale ha sempre avuto una specie di sesto senso
per questo genere di cose. Non ho mai conosciuto nessun altro che sappia
leggere nella mente del prossimo come lui.
«Deve essere stato uno spettacolo tenibile. I giornali hanno parlato di
un accoltellamento. Una giovane donna. Ma dalla faccia che aveva Dale il
mattino dopo, credo che debba essere stato qualcosa di peggio. Il caso non
è mai stato risolto. Non furono mai effettuati arresti. È un particolare che
credo abbia avuto il suo peso per Dale.»
Howard Teller
Compagno di college

8 novembre, ore 5.00

Ho passato la notte in bianco. Non riesco a togliermi dagli occhi il volto di


quella giovane donna in un lago di sangue. La possibilità che ricordi
qualcosa di utile per le autorità mi costringe a riesaminare la scena come
meglio la ricordo, anche se lo faccio con grande riluttanza. Verso le undici e
mezzo ho perso di vista l'uomo che... attento, non c'è alcuna prova che fosse
un uomo, si tratta solo di una mia congettura.
Per un quarto d'ora ho proseguito nella direzione che mi sembrava fosse
quella presa dall'individuo. Ho cercato in alcuni vicoli e ho attraversato un
certo numero di strade senza ritrovarlo. Verso mezzanotte meno un quarto,
dando un'ora solo indicativa, mi sono arreso e ho preso la via di casa. Non
più di due minuti dopo mi sono imbattuto nel corpo della vittima. Giaceva
bocconi, parzialmente svestita. Numerose ferite da coltello visibili su gran
parte del busto. Il volto presentava i segni di brutali percosse.
Ciò che ho provato in quel momento capisco ora che è stato molto di più

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che terrore o orrore. Sono fermamente convinto che l'assassino fosse a
pochi metri da me e avrebbe potuto facilmente fare una seconda vittima.
Questa non è un'intuizione. La presenza dell'assassino era reale quanto il
tremito che ho nella mano in questo momento. Non capisco quali forze
perverse emergano in atti di tale brutalità, ma adesso so che questi fatti
appartengono alla realtà. E quell'individuo è ancora a piede libero. Devo
trovare qualcuno che mi aiuti a capire e a lottare, ma chi?
Ho cominciato la serata alla ricerca di quella compagnia e quel calore
umano di cui così spesso sento la mancanza e adesso mi ritrovo prigioniero
ancora più di prima di quel luogo solitario dal quale sto cercando di fuggire.

20 novembre, ore 1.00

Mi sono risvegliato da un sogno terribile e mi sono ritrovato a fissare


Marie seduta sull'angolo del mio letto. Non era un sogno, eppure non riesco
a costringermi a credere che fosse realtà, anche se in cuor mio lo so.
Non ha parlato ma ha mosso le labbra come per pronunciare la parola
fermo. Le ho chiesto di aiutarmi e mi sono avvicinato.
Lei ha scosso la testa ed è scomparsa.
La temperatura in camera mia mi sembra torrida. Mi sembra di perdere la
testa.

Mancano indicazioni cronologiche dei brani di registrazione che seguono.

Sono... no. Cado, cado, cado, no, no, non toccarla non toccarla... Marie?
No! Attenta! Cado, cado, no! No! Per terra! Per terra! Vengo, vengo vengo
vengo.

22 novembre, ore 15.00

Mi sono svegliato gridando da un sogno terrificante e ho trovato le mani


premurose di un'infermiera che mi accarezzava la fronte. Sono
nell'infermeria del campus e mi dicono che sono rimasto in preda al delirio

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per quasi due giorni. Mi ha trovato Howard a letto in camera mia. Urlavo
contro demoni che adesso posso solo immaginare. Sono molto stanco e ho
voglia di dormire... solo dormire.

22 novembre, ore 19.00

Il dolce volto di un'infermiera è sicuramente un buon rimedio contro le


infezioni al pari degli antibiotici più potenti. Non so come si chiama, ma se
esistono gli angeli, ne ho visto uno.

23 novembre, ore 17.00

Sono di nuovo nel mio alloggio. Se è vero che i sogni sono una finestra
sull'inconscio, allora ho paura che il mio sia un luogo di tribolazioni. Anche
se la lucidità di giudizio che si può avere con la febbre a 39 è discutibile, mi
ritrovo tuttavia a credere che il mio corpo non sia stato aggredito solo da
un'infezione, ma anche dal male che ha strappato la vita a quella giovane
donna e mi era abbastanza vicino da prendersi anche la mia.
Esiste forse questo male in una forma tangibile quale, per esempio, un
germe? Vola forse come una piuma sulle correnti d'aria che portano la vita in
questo mondo, entrando e uscendo da tutte le nostre esistenze e mettendo di
tanto in tanto radice nelle anime più sfortunate?
Se è vero, allora la battaglia che ha avuto luogo dentro il mio corpo non
era di origine virale, ma era una lotta in difesa della mia stessa anima. Per
questa volta credo di aver vinto io.
Un'annotazione sulla convalescenza. Nei momenti in cui ero abbastanza
lucido da poter osservare il mondo che mi circonda, ho trovato che il colore
bianco indossato dalle infermiere stimola un'erezione costante in tutti i
pazienti maschi. Il mio pene non fa eccezione, visto che reagisce senza
alcuna assistenza della parte del mio corpo che va dalla vita in su. Mi sembra
che le infermiere la prendano con filosofia e considerino il fenomeno un po'
come un'antenna che invia segnali di guarigione.

15 dicembre, ore 21.00

73
Ho trovato una persona che per la prima volta dal mio arrivo in questo
istituto posso definire mia insegnante. Non ho mai conosciuto nessuno con
una mente così aperta e libera. È poetessa, studiosa e arciere. Mi ha esortato
a cercare un equivalente fisico agli esercizi con cui tengo impegnata la mia
mente in modo che tutto il mio corpo lavori all'unisono. Mi ha anche
suggerito di passare meno tempo a pensare alla morte e più tempo a
concentrarmi sul vivere.

25 dicembre, ore 19.00

Tornato a casa per Natale. L'amica ceramista di papà, Charlotte, ha


cucinato l'oca e mi ha dato il caffè in una tazza fatta da lei a forma di
melanzana.

27 dicembre, ore 23.00

Ho deciso che per quanto resterò a casa con del tempo libero a
disposizione, userò di questo tempo con saggezza e verificherò certi limiti
del corpo umano che trovo seccanti.
Il primo è il sonno. Circa la metà della nostra vita viene spesa nella
silenziosa solitudine del sonno. Pur considerati gli evidenti benefici arrecati
dai sogni e dal riposo fisico, trovo lo stesso inaccettabile che altrettanto non
si possa ottenere senza un tale spreco di tempo.
Cercherò pertanto di stabilire due cose. Primo, per quanto tempo il mio
corpo può funzionare con efficienza senza dormire. Secondo, qual è il
minimo periodo di sonno richiesto a sostegno di un alto livello operativo.
Da questo momento in avanti darò aggiornamenti allo scadere dell'ora.

28 dicembre, ore 0.00

Mi sento bene. Facoltà mentali ad alto livello. Nessun impedimento alle


capacità motorie.

74
ore 1.00

Prevedo che il problema più delicato che dovrò affrontare sarà quello
della rinuncia all'assunzione di caffè. Stimolanti di qualsiasi genere
renderebbero inutile la prova, perciò ho deciso di rinunciare al caffè in
nome dell'accuratezza scientifica. Mai era stato fatto sacrificio più gravoso
nel nome della scienza. Annoto che mi sento bene e che sono in grado di
mescolare contemporaneamente un mazzo di carte in ciascuna mano senza
perdita di efficienza.

ore 2.00

Forte e vigile

ore 3.00

Che fine ha fatto Ronald Colman? E come si chiama il quinto fratello


Marx? Mi sento forte. Mente funzionante ad alto livello.

ore 4.00

Irto detto alla rovescia diventa otri. Credo che il monoscopio della
televisione sia analogo nella capacità di sgombrare la mente alla ripetizione
di una litania tibetana. Nell'ora appena trascorsa ho completato cinquanta
flessioni in sessanta secondi. A parte una lieve pesantezza alle palpebre, mi
sento in gran forma.

ore 5.00

I primi accenni azzurri dell'aurora cominciano a macchiare l'orizzonte


occidentale, o per meglio dire orientale. Alla televisione un quartetto locale
ha appena cantato l'inno nazionale. Non ho incontrato alcuna difficoltà a
cantare con loro senza dimenticare neppure una parola.

75
ora 6.00

L'alba. Tutto va bene.

ore 7.00

Ora che è sorto il sole mi sento più forte. Sono convinto che non abbiamo
bisogno di sprecare tanto tempo a dormire. Credo anche che il burro di
arachidi e la pancetta siano stati trascurati come categorie alimentari,
specialmente se mangiati insieme.

ore 8.00

Sono seduto al volante della macchina di famiglia. Non registro carenze


nella mia capacità di guida mentre mi sembra che molte delle persone che
guidano intorno a me abbiano problemi con la loro.

ore 9.00

La perfezione estetica della ciambella moderna è sfuggita al mondo


accademico. Un cerchio perfetto di pasta morbida in cui è iscritto un altro
cerchio perfetto di spazio vuoto. Poche realizzazioni di questo secolo hanno
uguagliato un tale abbinamento perfetto di forma e funzione. Vale anche la
pena di notare che sono maledettamente buone.

ore 10.00

Mi sento sveglio, forte e in forma. Comincio a pensare che il sonno è di


gran lunga sopravvalutato.

ore 11.00

76
Per un po' ho avuto il sospetto che ci fosse qualcuno nascosto nel mio
ripostiglio. Un'indagine in tal senso non ha dato alcun frutto. Credo che si
sia dileguato passando per la finestra mentre tentavo alcune verticali.

ore 12.00

Ancora nessun problema. Pare che la voce che sentivo nel ripostiglio non
fosse affatto una voce ma l'eco di quello che cantavo mentre facevo le
verticali.

ore 13.00

Ma che cos'è successo a Ronald Colman?

ore 14.00

Ho notato il primo segno inequivocabile che le mie capacità motorie si


stanno deteriorando. Ho tentato di annodare una cravatta a un'anguria per
appenderla al lampadario. Il nodo si è sciolto e l'anguria si è impalata su un
montante del letto. Noto comunque con piacere che non ci sono riduzioni
delle mie facoltà mentali.

ore 15.00

Notare che non sembra che l'impulso sessuale sia influenzato dalla
mancanza di sonno. Pene saldo ed eretto dopo solo diciassette secondi di
visione di Miss Dicembre.

ore 16.00

Credo di aver commesso un terribile errore iscrivendomi al college. Ho


decido di diventare pastore e passare le mie giornate ad accudire a greggi di

77
capre.

ore 17.00

Non sono sicuro, ma ho la strana sensazione che l'ultima ora della mia vita
sia stata presa a prestito da qualcuno che si occupa di allevamento ovino.

ore 18.00

Si sta facendo buio. Sento mente e corpo forti e allerta. Ho controllato


tutti gli armadi di casa per assicurarmi che non vi si nascondano nanerottoli.

ore 19.00

Ho trovato un'anguria impalata su un montante del mio letto. Papà dice


che è preoccupato per me. Gli ho detto che va tutto bene, che Dale sta
semplicemente conducendo un piccolo esperimento e che presto sarà finito.

ore 20.00

Il nome Dale non mi è mai piaciuto. Ho sempre rimpianto di non essere


nato apache e di non chiamarmi Dieci Bastoni. Perché, non lo so.

ore 21.00

Ho contato ottantatré stelle nel cielo prima che cominciassero a saltare da


tutte le parti e a nascondersi dietro la luna. Ancora tre ore e avrò dimostrato
che il sonno non è necessario a una vita completa ed equilibrata. Basta
chiudere a chiave tutti gli armadi.

ore 22.00

78
Mi sono fatto un autoritratto. Trovo che il mio tratto è sicuro e deciso. Il
mio disegno sfiora quell'io interiore che solo adesso comincio a capire.

ore 23.00

Novantanove oche andavano a bere nella baia del re, novantanove oche.
Tutto è pene... bene. Non mi piacciono gli insetti grossi con le ali.

29 dicembre, ore 0.00

Sono trascorse ora quarantott'ore senza sonno. La mia mente è lucida.


Sono convinto ora che Lee Harvey Oswald non ha agito da solo a Dallas.
Sono dell'opinione che un uomo sul marciapiede del dosso erboso con
l'ombrello nascondeva in realtà un fucile. Mi è anche chiaro a questa tarda
ora che la morte di Marilyn e quella del presidente non sono da mettere in
relazione. Nel condurre a termine questo esperimento trovo che ho ancora
pieno possesso delle mie facoltà. E che si dà esagerata importanza al bisogno
di dormire.
Sono io, Dieci Bastoni.

30 dicembre, ore 15.00

Ho appena riascoltato i miei nastri dei giorni precedenti. Mi sembra che la


prova parli da sé. Sono diventato una minaccia pubblica verso la
quarantaquattresima ora di privazione del sonno.
Bisogna anche notare che quando finalmente ho abbandonato il mondo
cosciente e sono sprofondato nel sonno, il mio inconscio è stato invaso dai
sogni più straordinari e vividi che abbia mai sperimentato. Non mi pare di
ricordarli, ma quando mi sono svegliato, l'anguria era stata mangiata e tutti i
semi erano dentro la federa del mio guanciale.

8 gennaio 1974, ore 1.00

79
È ricominciata la scuola. Nel continuo sforzo di comprendere meglio le
diverse funzioni della mente e del corpo, mi sono iscritto al fine settimana di
sport invernali ai Pocono. Lo vivo come un test. Servirà a sondare il
funzionamento della mente e i suoi effetti sull'attività fisica. Credo di aver
trovato il contesto giusto per il mio test.

10 gennaio, ore 11.00

Zona riservata agli sport invernali di Fernwood. Trampolino da dieci


metri. Per volare, anche se solo per un breve istante, come un falco. Ho
portato a termine tutti i necessari esercizi preliminari. Completata un'ora di
addestramento saltando da uno scatolone senza alcun incidente. Lars,
l'istruttore, mi assicura che la possibilità di invalidità gravi e permanenti
dipende esclusivamente da me. «Controllare la mente», mi ha detto, «è
l'elemento principale in ogni salto ben riuscito.» Comincio ora la lunga
scalata in cima al trampolino. Lotto per impedire alla parte razionale del mio
cervello di essere sopraffatta dal panico.

10 gennaio, ore 11.15

Guardando dall'alto il mio destino sottostante mi ha colto un senso di pace


come non ho mai provato. Ho visualizzato nella mente tutto il salto. La
lunga, elegante scivolata per il trampolino. Lo scatto delle gambe nel
momento in cui gli sci arrivano sull'orlo. La lunga, elegante discesa sul
declivio che sfugge sotto di me. E poi il dolce atterraggio come petali di
fiore.
Sono pronto. Mente e corpo sono tutt'uno.

10 gennaio, ore 15.00

L'uomo non è fatto per volare. Nulla nella struttura del nostro corpo
dovrebbe suggerire che abbiamo la benché minima possibilità di farlo.
Credo che la mia mente e il mio corpo abbiano cessato di funzionare
all'unisono un attimo dopo che i miei sci si sono staccati dal trampolino.

80
Tecnicamente si può affermare che abbia volato e in effetti ho sperimentato
un momento di libertà assoluta. Ma è meglio evitare di volare da un
trampolino di sci nello stesso modo in cui ci si tufferebbe in una piscina.
Non sono atterrato come petali di fiore. Anche se il modo in cui sono
atterrato non mi è ancora del tutto chiaro, ricordo distintamente il rumore di
almeno tre rimbalzi. Anche il mio registratore, che era dentro lo zaino, è
sopravvissuto alla caduta. Devo in ogni caso a Lars sessanta dollari per un
paio di sci nuovi.
In futuro limiterò le mie indagini ad attività su terraferma e lascerò l'aria
agli uccelli e ai norvegesi.

15 gennaio, ore 18.00

Andy è tornata dall'Olanda con un rinnovato interesse nel controllo dei


fluidi. Non è ancora chiaro al momento se le interessino anche i miei.

17 gennaio, ore 21.00

Ho appena finito di parlare con Andy. Suo marito si è innamorato


dell'Olanda e ha deciso di restare e dare una mano alla costruzione di altre
dighe. Andy calcola che non lo rivedrà prima che abbia strappato almeno
cento chilometri quadrati di terra al mare. Poi mi ha fatto dono di
un'edizione tascabile del Kamasutra. Credo che questo possa essere inteso
come un segno della direzione che prenderanno i miei fluidi.

20 gennaio, ore 19.00

Ho deciso di intraprendere un altro studio sui limiti del corpo e della


mente. Andy ha accettato di assistermi. Credo che le sue conoscenze e la sua
esperienza mi saranno di grande aiuto. Per condurre la ricerca abbiamo
affittato una piccola stanza di motel appena fuori città.

21 gennaio, ore 1.00

81
Prima fase della ricerca completata. Al momento non riscontro alcun
indizio a sostegno della teoria secondo cui troppo di una cosa bella può
essere pericoloso. Il punteggio totalizzato finora è di nove per Andy e cinque
per me. Abbiamo ordinato una cena al ristorante cinese allo scopo di
reintegrare le forze. Sono più che fiducioso di recuperare lo svantaggio con
il passare della nottata.

21 gennaio, ore 3.00

Punteggio: Andy dodici, Dale nove. Mente e corpo hanno cominciato a


lavorare molto bene insieme dopo il pollo al limone.

21 gennaio, ore 4.00

Punteggio finale: Andy quattordici, Dale tredici.

21 gennaio, ore 6.00

Ottenuto il pareggio verso le 5.01. Ora Standard Orientale. Avrei avuto


ben poche possibilità di recuperare lo svantaggio se non avessi conosciuto le
tecniche di concentrazione apprese durante i miei viaggi. Sospetto anche che
c'entri in qualche modo l'unguento al profumo di rosa che Andy ha tirato
fuori dalla borsetta.
Al momento non sono sicuro che sarò in grado di muovermi quando sarà
ora di andarsene.

30 gennaio, ore 19.00

Sono consapevole che il regolamento degli scout non approva il sesso


prima del matrimonio. Ritengo tuttavia che l'autore di quel regolamento non
abbia mai preso in considerazione la necessità di esplorare ed espandere i
confini della sessualità umana come si esplorerebbe un torrente pieno di
trote.

82
10 febbraio, ore 8.00

Credo di aver pescato una trota da primato ieri notte.

13 febbraio, ore 23.00

Andy ha ricevuto la notizia che il marito separato, Tim, è rimasto ferito nel
crollo di una diga e ha deciso di tornare in Olanda per occuparsi di lui. Mi
ha detto quindi che l'amore non era una variabile nei nostri rapporti. E che
mi augurava la miglior fortuna per i miei futuri immischiamenti.
La notizia che l'amore non era una variabile presente nei nostri rapporti mi
è giunta un po' a sorpresa, sul piano emotivo e su quello semantico. Credo
che corrisponda a quello che noi definiamo essere mollati.

15 febbraio, ore 1.00

Quello delle previsioni meteorologiche annuncia piogge abbondanti in


Olanda. Spero che sia molto difficile al marito di Andy nuotare con una
gamba ingessata.

17 febbraio, ore 22.00

Trovo che le attrattive della cultura accademica impallidiscono a


confronto del sesso, particolarmente quando uno non ne ha.

28 febbraio, ore·3.00

Ho deciso di laurearmi in antropologia, legge e psicologia. Può darsi


anche che segua alcune lezioni di arte a Bryn Mawr perché i quaccheri non
permettono l'utilizzo di modelle nude ad Haverford.

10 marzo, ore 11.00

83
Sto prendendo il treno per New York dove intraprendere uno studio degli
edifici alti sulla struttura tribale. Ho idea che una delle cause fondamentali
del disfacimento del tessuto sociale è che la gente non vive più su un piano
orizzontale ma su un piano verticale.

10 marzo, ore 15.00

New York. La città più grande del mondo. Comincerò al Central Park, il
polmone cittadino, un luogo del passato, quindi procederò fino alle fortezze
di vetro e cemento in cui i cittadini trovano riparo per la notte.

10 marzo, ore 17.00

Sta cominciando a venire buio. Il parco è tranquillo, silenzioso. Un'isola


dolce in mezzo a una tempesta.

10 marzo, ore 18.00

Sono stato scacciato dal parco da un gruppo di pazzi scalmanati che


brandivano clave e spranghe. Mi sono rifugiato nell'androne di una
scintillante torre di vetro. È stato uno sviluppo inaspettato. Vado verso una
rivalutazione degli alti edifici di vetro.

10 marzo, ore 19.00

Sto attraversando il cuore della città a sud del parco. Non mi sono più
sentito minacciato in alcun modo da quando ho lasciato il parco. È possibile
che il parco rappresenti l'animale primitivo che si annida dentro ciascuno di
noi? La mia esperienza di boy scout mi indica con certezza che l'uomo
moderno perde il controllo se lasciato libero in un ambiente primitivo.
Comincio a pensare che il caos che vedo intorno a me nelle strade sia molto
più ordinato di quanto avviene spontaneamente nella natura.

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10 marzo, ore 21.00

Mi è sparito il portafogli. Non so dove sono. Credo di essere braccato da


un numero indeterminato di fuorilegge intenzionati a recare grave danno al
mio corpo. Sono stato aggredito pochi momenti dopo aver acquistato un hot
dog da un venditore ambulante. Sono riuscito a salvare il registratore, ma
sono sicuro che siano ancora sulle mie tracce. Ho subito una ferita lieve alla
testa con modesta perdita di sangue e immensa nostalgia di casa. Perché non
si riesce mai a trovare un poliziotto quando ne hai bisogno? Non devo
fermarmi.

10 marzo, ore 23.00

Ho trovato rifugio nel loft di una donna che deve essere una specie di
artista. È tutto nero. Le pareti, i suoi quadri, i suoi vestiti, il frigorifero.

11 marzo, ore 0.00

Intendevo restare qui fino allo spuntare del giorno ma è arrivato l'uomo di
Lazer (la pittrice) e si è molto arrabbiato che abbia fatto amicizia con un altro
pittore. Ho cercato di spiegargli che io non sono un pittore e allora mi ha
accusato di essere un artista concettuale e mi ha aggredito con un telaio.
Sono riuscito a sfuggirgli senza gravi danni, ma mi è parso chiaro che fosse
venuta l'ora di andarmene. Ora sto cercando un poliziotto. Credo anche di
essermi perduto e che la civiltà come noi la conosciamo sia destinata al
peggio. Penso che riesaminerò l'opportunità di dedicarmi all'antropologia.

11 marzo, ore 1.30

Credo di essere finito nel mezzo di una vasta celebrazione urbana. Ci sono
centinaia di persone per la strada che cantano e agitano bandiere. Vedo un
poliziotto. I miei travagli sono finiti.

85
11 marzo, ore 2.00

Devo notare che la differenza che intercorre tra una celebrazione e una
manifestazione di protesta può apparire marginale in superficie. Nel caso
tuttavia che si voglia avvicinare un poliziotto a cavallo per chiedere aiuto,
consiglio al postulante di assicurarsi prima delle intenzioni del gruppo che lo
circonda.
Nel momento in cui mi uscivano di bocca le parole: «Sono stato
derubato», uno squadrone di poliziotti a cavallo mi ha caricato senza alcuna
intenzione di offrirmi assistenza.
Mi ritrovo ora seduto in una cella spaziosa circondato da decine di
manifestanti barbuti e con i sandali ai piedi che non hanno preso affatto
bene la carica della polizia a cavallo. Ho la netta impressione, a giudicare
dalla maniera in cui guardano il mio vestito nero, che non mi considerano
uno dei loro. Sono tuttavia incolume e quando sarà il mio turno prevedo di
essere in grado di spiegare la mia situazione al giudice.

11 marzo, ore 7.00

Il giudice mi ha consigliato di tornare a Filadelfia e di stare alla larga da


New York. Mi sembra un consiglio che vale la pena seguire. Ho concluso
che ogni tentativo di capire la condizione umana tramite le strade di questa
città è un'impresa disperata.
Qualche riflessione sulle ore trascorse dietro le sbarre. Non ho mai
sperimentato cameratismo pari a quello trovato con i miei compagni di cella
durante le ore di carcere. Mi ci è voluto un po' di tempo per convincere i
miei compagni che non ero un delatore, ma una volta sgombrati i sospetti
abbiamo trascorso insieme molte ore proficue cantando inni tradizionali di
protesta, praticando lo yoga e tramando il rovesciamento del nostro governo
costituzionale, iniziativa che, come mi sono permesso di obiettare, rischia di
rivelarsi velleitaria, visto che erano appena reduci dal tentativo fallito di
occupare un piccolo bar di Chelsea.

86
3

«Ho conosciuto Dale quando si è iscritto a un mio corso intitolato


'Elaborazione delle informazioni visive'. Trattava delle tecniche di
acquisizione, archiviazione ed elaborazione nella memoria di informazioni
visive. Non ho mai avuto uno studente con una capacità di visualizzazione
come la sua.
«Tempo dopo ha seguito i corsi intitolati 'Il pensiero', 'La mia mente, la
tua mente', 'Perché dimentichiamo'. È mia ferma convinzione che sarebbe
potuto diventare un brillante psicologo se non avesse preso quell'internato
all'ospedale della contea per studiare il comportamento alienato nelle
persone comuni.
«Da lì, dall'ospedale cioè, gli sarebbe bastato un piccolo passo per
intraprendere una lunga e soddisfacente carriera accademica. Ma la sua
attenzione fu attirata da qualcosa che cambiò per sempre la sua vita.»
Margaret Hastings
Docente

15 marzo, ore 19.00

Ho preso un incarico di internato all'ospedale della contea dove


parteciperò a una ricerca su individui comuni che hanno dato manifestazioni
di squilibrio. Credo che sia una grande occasione per guardare in profondità
nella mente degli individui in preda ai loro incubi peggiori. Domani è il
primo giorno.

16 marzo, ore 10.00

Davanti a questo ospedale mi sento titubante. Ho la mente invasa da


ricordi della morte di mia madre. Che cosa troverò là dentro? Che cosa sto
cercando? È vero che come specie siamo attirati da ciò che più ci spaventa e

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confonde? Sono molto emozionato. Ma se quello che ho appena detto è
vero, allora non sto guardando un ospedale. Sono sull'orlo di un abisso.

16 marzo, ore 12.00

Ho conosciuto la dottoressa Perkins, la professoressa a capo della ricerca.


Mi sembra una donna seria e molto impegnata, con un debole per le
caramelle di gomma. Il primo paziente che studieremo è un ex postino che,
nel consegnare la corrispondenza, ha cominciato a credere che la sua borsa
fosse piena di voci incorporee che invocavano il suo aiuto. L'hanno trovato
nascosto sotto un ponte, dove aveva cercato di zittire le voci ficcandosi
fango e pietrisco nelle orecchie. Lo chiamerò Allen, anche se per correttezza
tutti i nomi sono stati cambiati.

16 marzo, ore 14.00

Ho appena trascorso un'ora con Allen. Esteriormente sembra sano come


uno qualsiasi di noi. Si è molto agitato quando uno degli altri assistenti gli ha
chiesto dei codici di avviamento postale e ha cominciato a battere la testa
contro il tavolo per zittire le voci. Ha quarantatre anni, è sposato e ha due
figli. Non c'è niente nella sua vita da cui trapeli perché sia scattato il
meccanismo.

16 marzo, ore 16.00

Ho conosciuto il secondo paziente oggetto della ricerca. È una ragazza di


diciannove anni, studentessa. Da ogni punto di vista una giovane donna
molto bella. Crede di essere posseduta dal diavolo. Se è vero che il male che
io credo che esista è una forza reale e tangibile presente in questo mondo,
allora questa povera creatura che ho davanti a me ne è una vittima vivente.

17 marzo, ore 10.00

88
Cercherò di conquistarmi la fiducia della paziente che chiamerò Betty.

17 marzo, ore 12.00

Ho trascorso con Betty le ultime due ore. Mi ha mostrato le sue cicatrici e


mi ha parlato del mondo che sta per bruciare. Sembra che mi accetti, anche
se crede che io sia un angelo vendicatore inviato sulla terra per distruggerla.

17 marzo, ore 13.00

Ho appena consumato con Betty un tranquillo pranzetto a base di dolci.


Sembra che le piaccia molto lo zucchero.

17 marzo, ore 15.00

Finita la mia giornata con Betty. Sembra tutto tranquillo.

18 marzo, ore 1.00

Mi è arrivata una telefonata della dottoressa Perkins che mi chiede di


raggiungerla in ospedale. Appena arrivato sono stato informato che Betty si è
impossessata non si sa come di un coltello e che adesso minaccia alla gola
un'inserviente. Ha quindi chiesto divedermi e la dottoressa ritiene che io sia
la persona più adatta per un tentativo di ricondurla alla ragione. Mi appresto
ora a entrare nella stanza. Mi sudano le mani. Non sono affatto sicuro di
essere preparato per questa esperienza. Poliziotti armati sono pronti a
intervenire se necessario.

18 marzo, ore 1.10

Sono stati esplosi dei colpi, sono stati esplosi dei colpi. Ne ho contati
due... forse tre... due, credo.

89
18 marzo, ore 1.20

Non è ancora chiaro che cosa sia accaduto. Betty è stata ferita.
L'inserviente è illesa. Mentre veniva portata via ho sentito Betty mormorare:
«Sono libera». Che cosa significa? Non capisco.

18 marzo, ore 14.00

La mente è la frontiera più sconosciuta. Sembra strano che abbiamo


esplorato tali e tante meraviglie fisiche dentro e fuori questo mondo e ancora
non sappiamo penetrare la nostra mente.
Da quello che ho capito, Betty è morta in seguito alle ferite. Che cosa
stava provando quando ha detto: «Sono libera»? Era la stessa presenza che
ho avvertito io quando ho trovato la donna assassinata? C'è una bestia? Non
lo so e come si fa a combatterla?

29 marzo, ore 16.00

Ho cercato di concentrarmi sullo studio. Il rendimento scolastico è buono.


Il morale è alto. Sto ancora cercando di far luce sulla malattia di Betty. Non
ho ancora trovato risposte soddisfacenti. Può essere che questo sia il mistero
più grande che dovrò mai affrontare.
Howard mi ha proposto di uscire per andare con lui a un concerto rock.
Poiché non ci sono mai stato, ho deciso di accettare. Ho la netta impressione
che Howard abbia in progetto di alterare chimicamente le sue facoltà mentali.
Devo anche notare che ritengo che il presidente Nixon sia colpevole di un
tentativo di insabbiamento e che l'atteggiamento che ha assunto può solo
portarlo a un sollevamento dal suo incarico.

30 marzo, ore 2.00

Mentre parlo al microfono mi guardo allo specchio per assicurarmi che


sto muovendo la bocca perché sembra che abbia perso l'udito. Credo che
Howard abbia fatto un'esperienza extracorporale. Almeno questa è

90
l'impressione che ho avuto con lui alla guida tornando a casa.

4 aprile, ore 13.00

Credo che la mia vita stia cominciando a orientarsi su due punti di


riferimento. L'esistenza del bene. E quella del male. Sembra che siano i due
elementi fondamentali di influenza sulla vita quotidiana. L'interrogativo è
allora come impiegare queste due forze in antitesi? Non mi sembra di aver
avuto difficoltà nell'impiego del male, ma per quanto riguarda il bene, e la
forma che prende, l'ambito è molto meno definibile.

6 aprile, ore 14.00

Primavera... Non c'è tonico per lo spirito come le gemme sugli alberi. Una
sottana mossa da un venticello. La ricerca dell'amore. Trovo che ho addosso
una voglia pazzesca. La ricerca del bene, quando si combina il montare degli
ormoni, è una forza davvero incredibile. Mi piacerebbe moltissimo
camminare mano nella mano con una bella donna di cui sono
profondamente innamorato. Sdraiarmi nell'erba e parlare delle cose di tutti i
giorni come se succedessero solo a noi. Guardare seduto a un tavolino al
lume di candela occhi in cui si riflettono tutte le emozioni del vocabolario.
Penso ai momenti trascorsi con Andy e non posso fare a meno di pensare
che non siano stati come avrebbero potuto essere se fossimo stati
profondamente innamorati. D'altra parte la passione è stata intensa e ha
offerto una splendida occasione di apprendimento per una persona con
limitate esperienze tattiche. La domanda è ora come trovare la persona
giusta. È una domanda secolare alla quale sembra che nessuno sia mai
riuscito a dare una risposta.

15 aprile, ore 23.00

Sembra che Howard abbia trovato l'amore. Gli ho lasciato il mio alloggio
per quasi tutto il pomeriggio per un convegno con una laureanda in
economia e commercio di Biyn Mawr. Frattanto io bevo enormi quantitativi

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di caffè e leggo di persone normali uscite pazze.

1° maggio, ore 0.00

I riti pagani della primavera hanno una logica che nessuna religione
sembra abbia compreso. Oggi a Bryn Mawr si è festeggiato il primo di
maggio. Giovani donne in tunica e incoronate con ghirlande di fiori hanno
celebrato l'avvento di una nuova stagione di maturazione dei raccolti
danzando allegramente intorno ad alti pali decorati con variopinte stelle
filanti.
Ci si accoppia, mi pare, con la naturalezza delle creature della foresta. Il
ballo si è fatto più intenso. Qualcuno ha cominciato a battere su un tamburo
e a cantare. A gruppi hanno cominciato a liberarsi dei vestiti e a proclamare
la loro libertà. È subentrato il servizio d'ordine a fargli cambiare idea. Anche
se ho trovato le loro giustificazioni prive di fondamento logico altro che il
desiderio di trasgredire la legge, mi sono presto uniformato anch'io.
Non avevo mai ballato nudo in mezzo a tanti sconosciuti. Sarei in generale
favorevole all'introduzione di questa pratica per l'iniziazione dei timidi e
degli insicuri di questo mondo. Ho conosciuto alcune donne molto
simpatiche che mi hanno scritto il loro numero di telefono sulla coscia con
un pennarello. È strano però che non mi ricordi che aspetto avessero nude.
Mi domando, ma che cosa stavo guardando? Mi sembra di ricordare un seno
qui, un ginocchio là, un piede, una spalla, un collo. Non ho però ricordi che
si ricolleghino a quello di un corpo intero.

18 maggio, ore 9.00

Ho avuto l'occasione di assistere a un'autopsia alla scuola di medicina


locale. L'ho colta al volo. Parto fra pochi minuti.

18 maggio, ore 11.00

Sono seduto in una galleria affacciata su una sala operatoria. Con me ci


sono studenti di medicina. Osserviamo un cadavere di maschio di circa

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trent'anni di età, senza segni visibili che indichino la causa del decesso.
Il chirurgo sta ora operando una lunga incisione che comincia al di sopra
dello sterno e scende fino all'inguine. Ha preso uno strumento simile a cesoie
da giardino e sta tagliando lo sterno. Il rumore dell'osso che si spezza non è
molto diverso da quello di una chela di aragosta schiacciata. Uno studente è
svenuto... fai pressione sulla ferita... no, non sono un dottore... è
un'opinione del tutto personale, ma mi sembra che ci siano scarse speranze
che lo diventerai se quel laccio glielo leghi intorno al collo.

18 maggio, ore 11.32

L'autopsia continua. Il chirurgo ha aperto e ripiegato all'infuori il busto


mettendo in mostra uno spettacolo che, anche se un po' repellente, ha
qualcosa di magico. Il groviglio di variopinto tessuto molle è la macchina
che noi chiamiamo corpo umano.
Ora il chirurgo si sposta dietro la testa del cadavere. Una piccola sega
elettrica comincia a incidere il cranio, muovendosi circolarmente poco sopra
la linea delle orecchie. La lama della sega passa dietro la testa. Avverto un
lieve odore di osso. Ecco fatto. Il chirurgo ha sollevato la calotta del cranio
come il coperchio di un vaso. Dentro il cervello è nel mezzo come un tuorlo
d'uovo nel suo guscio. I due emisferi sono circondati da tessuto in pieghe
numerose. Chissà che segreti contengono. E che cosa dà a un cervello la
genialità, a un altro la follia, a uno la vita e all'altro la morte? Non ho mai
visto niente di simile.

20 maggio, ore 3.00

C'è uno sconosciuto davanti alla mia palazzina. Fissa la mia finestra. Mi
sembra dipinto di blu. Non capisco che cosa possa volere.

20 maggio, ore 3.30

Un'accurata ricerca all'esterno non ha portato né al ritrovamento dell'uomo


blu né a qualche prova che fosse stato davvero là fuori. Chissà che cosa

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voleva.

30 maggio, ore 16.00

Si avvicina la fine dell'anno, presto sarà estate. Papà ha deciso di sposare


la ceramista a Las Vegas e mi ha chiesto di fargli da testimone. Non me lo
perderei mai.
Oggi al campus era la giornata delle professioni. Ho preso dei pieghevoli
sui Corpi della Pace e sull'FBI.

12 giugno, ore 22.00

Las Vegas. Domani mattina si celebrerà il matrimonio in una piccola


cappella rossa. Papà e Charlotte sono andati a vedere uno spettacolo che si
chiama Nudi sul ghiaccio. Non so bene che cosa facciano le persone nude
sul ghiaccio, ma papà ricorda ancora con molto piacere di avermi portato
alle Ice Capades quando ero piccolo, perciò non ha potuto rinunciarvi.
Io credo che ne approfitterò per andare a giocare d'azzardo.
L'addestramento che ho ricevuto da zio Al quando ero ancora piccolo
dovrebbe tornarmi utile.

13 giugno, ore 1.00

Per qualche motivo la direzione della casa da gioco mi ha chiesto di non


ripresentarmi mai più ai loro tavoli. Mi pare di capire che considerino la
tecnica della conta delle carte una forma di slealtà e non hanno nemmeno
cercato di ascoltarmi quando ho spiegato che è un semplice calcolo
matematico.
Darò i duemila dollari che ho vinto a papà e Charlotte come regalo di
nozze.

13 giugno, ore 13.00

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La cappelletta rossa. Un piccolo edificio rosso circondato da sassi ed erba
finta. Prima di noi si sono sposati una giovane incinta e un marinaio con
entrambe le mani ingessate.
La cerimonia è stata celebrata dal giudice L. B. Johnson. È un uomo
anziano con una moglie enorme che prende cinquanta centesimi per ogni
foto Polaroid che scatta agli sposi. Papà ne ha comperate tre. Poi io ho
pagato per la cerimonia e ho dato una piccola mancia extra a L. B. per il
disco con la musica d'organo. Gli sposi sono partiti alla volta di Reno, dove
hanno in programma di trattenersi qualche giorno a raccogliere argilla rossa
e a giocare d'azzardo.
Io penso che passerò il resto della giornata alla Diga Hoover.

13 giugno, ore 10.00

J. Edgar sarebbe orgoglioso di essere paragonato a una costruzione così


imponente e inattaccabile come questa diga che sbarra un fiume maestoso.

15 giugno, ore 23.00

Haverford. Durate il resto dell'estate mi dedicherò ad alcuni progetti


indipendenti che mi permetteranno di laurearmi in anticipo. Annotazione
interessante. Ieri notte ho rivisto l'uomo blu davanti alla mia finestra.

1° luglio, ore 3.00

Mi sono svegliato nel cuore della notte con un terribile senso di perdita.
Non sono sicuro, ma mi domando se non sia da collegarsi al fatto che la mia
vecchia stanza a casa di papà è stata trasformata da Charlotte in un
laboratorio da vasaio.

5 luglio, ore 0.00

Nelle prime ore della sera il mio senso di isolamento è diventato

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insopportabile. Non posso fare a meno di ricordare che è lo stesso giorno in
cui io e Marie guardavamo i fuochi artificiali. L'esplosione dei razzi in cielo
non fa che accrescere in me la sensazione che un'anima sola non troverà mai
la pace. Nemmeno un bel pezzo di torta e una tazza di caffè giù al ristorante
ha diradato questa nebbia. Lo studio non mi è d'aiuto. Ho bisogno di un
cambiamento.

10 luglio, ore 5.00

Sono in una piccola grotta affacciata su un piccolo fiume nella zona più
settentrionale dello stato. Saranno qualcosa come dodici ore che me ne sto
seduto senza muovermi, immerso nelle mie tecniche di liberazione della
mente. In fondo alla grotta mi osservano da molte ore un paio di occhi color
rosso scuro. Non so che creatura sia. La mia mente è fresca di molte ore di
meditazione profonda. Ho la forte sensazione di essere già stato in questa
grotta, chino su un fuoco da bivacco, vestito di pelli di animale, intento a
cucinare un capretto. Credo che gli occhi rossi appartengano a un pipistrello
di notevoli dimensioni.

12 luglio, ore 7.00

Avevo ragione, era un grosso pipistrello. Anzi, un pipistrello enorme. Sto


tornando in città.

1° agosto, ore 14.00

Ho rispedito tutti i miei distintivi di Nixon alla Casa Bianca.

15 agosto, ore 9.00

Data la generale incapacità del governo di agire in modo esemplare e


onesto, sto meditando una carriera nel settore privato. Devo notare tuttavia
che non so bene con chi dovrei parlare e come si trova il settore privato.

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30 agosto, ore 14.00

Oggi ha telefonato papà e ha detto che avrò un fratellino o una sorellina.


Sono senza parole.

10 settembre, ore 21.00

Oggi ha chiamato papà e mi ha detto che non avrò un fratellino o una


sorellina. Ha detto di aver scoperto di essere diventato sterile. Dice che posso
riavere la mia vecchia stanza, ma che dovrò pulire da me i grumi di argilla
dal pavimento.
Charlotte è scappata con un fotografo. Ha detto che daranno al neonato il
nome di mio padre. Domani vado a vedere come se la sta cavando papà
dopo questa disavventura. Lui ha detto di stare bene e che io dovrei gettare
dalla finestra la tazza che mi ha fatto Charlotte. Mi sa che ha bisogno di un
po' di tempo.

11 settembre, ore 22.00

Sono con papà. Per quel poco che riesco a ricordare abbiamo cominciato
a bere verso mezzogiorno. Mi sembra molto più felice da quando ha perso i
sensi. Sono sicurissimo che sto per vomitare.

I nastri relativi ai nove mesi seguenti andarono distrutti in un incendio


provocato dal cattivo funzionamento di una coperta elettrica.

9 giugno 1975, ore 8.00

C'è stato un piccolo problema elettrico. Sono andati persi tutti i nastri dei
nove mesi precedenti, due paia di scarpe, un abito intero, quattro cravatte e
un pezzo di corda. Per il resto va tutto bene. Cercherò di dare un breve sunto

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di quanto è accaduto.
Papà sta molto meglio. Charlotte ha dato alla luce un maschietto il giorno
del divorzio. Io sono stato bene e di buon umore per quasi tutto quel
periodo fatta eccezione per un attacco di malinconia che mi è preso in marzo
ed è durato cinque giorni ed era dovuto in larga misura alla mia incapacità di
trovare quella persona giusta con la quale mi piacerebbe dividere la vita.
Mi mancherà molto il nastro che avevano inciso Howard e la sua ragazza
di se stessi che facevano l'amore mentre Nixon teneva il suo discorso di
dimissioni. È un momento storico che mi sarebbe piaciuto conservare nella
mia collezione.

20 giugno, ore 9.00

Sto tentando di scoprire per quanto tempo un individuo può agire


normalmente senza orinare pur consumando un quantitativo normale di
liquidi. Berrò ora diciotto centilitri di caffè caldo.

ore 10.00

Tutto normale. Sto bevendo altri diciotto centilitri di caffè.

ore 11.00

Nessun deterioramento funzionale. Ingeriti altri diciotto centilitri.

ore 12.00

Rilevato lieve senso di pienezza durante la lezione di epica medievale.


Bevuti di malavoglia altri diciotto centilitri.

ore 13.00

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Riscontrate serie difficoltà di concentrazione durante la lezione di
psicologia sul tema dello stress e suoi effetti sulle affezioni somatiche.
Rinuncio a ingerire liquidi per un'ora.

ore 14.00

Credo di aver raggiunto una fase di plateau

ore 15.00

Credo di aver visto la cima della montagna e ora sto sbandando giù per i
suoi pendii.

ore 17.00

Dovunque vado mi sembra di vedere fontanelle.

ore 18.00

Tenterò per un'altra ora.

ore 19.00

Mi sento stranamente molto meglio. Ho bevuto un bicchierone di latte.

ore 19.08

Credo di avere un problema.

ore 19.10

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Evacuazione durata due minuti. Posso affermare tranquillamente che sono
stati i due minuti più soddisfacenti della mia breve vita. Non fosse per il
dolore che è necessario infliggersi per raggiungere il traguardo delle dieci
ore, raccomanderei vivamente l'esperienza come sostituto di attività sessuali.

1° luglio, ore 18.00

Credo che la mia conclusione che la minzione sia un buon sostituto per le
attività sessuali possa essere prematura. Oggi ho conosciuto una studentessa
di Bryn Mawr che deve essere la massima autorità del mondo in fatto di
caffè. Ho bevuto due tazze di colombiano tostato mentre lei ne ha bevuta una
di miscela guatemalteca. Non mi ero mai reso conto che gli oli fossero una
componente così importante di un infuso di qualità veramente superiore. Ci
siamo accordati per bere di nuovo caffè domani dopo la sua lezione su
«Vergogna e madre». Ho molta fiducia che Lena possa essere la persona che
stavo cercando.

2 luglio, ore 21.00

Mi sono visto con Lena dopo la lezione per bere caffè. Abbiamo
assaggiato alcune nuove miscele, poi siamo usciti per una lunga passeggiata
che è finita quando mi ha detto che avrebbe molto piacere di vedermi di
nuovo, ma che devo capire che ha fatto voto di castità e che non può e non
vuole venire meno al suo giuramento finché non sarà giunta a patti con sua
madre.
Le ho detto che capisco, ma che penso anche che siano poche le persone
che riescono a venire a patti con la propria madre e che non ha idea di che
cosa può perdersi nel frattempo. Abbiamo quindi concluso il pomeriggio
con una tazza di forte caffè cubano, una discussione sulla sua lezione sulla
paura e l'ansia e un bacio molto appassionato che mi pare l'abbia fatta sentire
in colpa.
Non so che cosa fare.

19 luglio, ore 1.00

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Non riesco a dormire. Ho una gran voglia di fare l'amore con Lena. Sono
convinto di essere una bomba a orologeria che può scoppiare da un
momento all'altro. Non so di quali atrocità si sia macchiata sua madre ma ho
la forte sensazione che un processo per crimini di guerra sarebbe troppo
generoso per lei.

24 luglio, ore 23.00

Grande ottimismo mi aveva ispirato l'annuncio di Lena di aver compiuto


un decisivo passo avanti. Purtroppo era con suo padre e non con sua madre.

3 agosto, ore 21.00

Ero sicuro che io e Lena fossimo sulla buona strada quando ha fatto un
modellino di sua madre intenta ad appendere il bucato e ci è passata sopra
con la sua Volkswagen. C'è stato un momento di viva passione subito dopo
l'atto di pirateria stradale ma Lena si è fatta prendere di nuovo dalla
disperazione e ha rinnovato il suo voto di castità.

10 agosto, ore 17.00

Abbiamo finito la sessione estiva e ho poco saggiamente accettato di


accompagnare Lena in visita ai suoi genitori a Hershey. Partiamo all'alba.

16 agosto, ore 6.00

Ha inizio il calvario.

16 agosto, ore 23.00

Mi è stato assegnato un divano letto nella stanza di Todd, fratello di Lena.


A cena ho mangiato dell'ottimo prosciutto e ho parlato a lungo di pesca alla

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trota con suo padre Bill. Non avevo mai conosciuto una donna affascinante
come la madre di Lena. Si chiama Joan. Intelligente, bella, colta.
Stavo andando a dormire quando Lena mi ha confidato che sua madre è
stata a letto con l'unico ragazzo che ha avuto il coraggio di presentare ai suoi
e mi ha raccomandato di non alzarmi di notte per andare in bagno perché è
così che è cominciata l'altra volta.
Pare che il mio esperimento di trattenimento dell'orina mi tornerà utile. Mi
domando che cosa intendesse Joan quando mi ha detto che ci saremmo visti
più tardi.

17 agosto, ore 2.00

Sento passi in corridoio... vengono da questa parte... oh, no.

17 agosto, ore 4.00

Solo adesso comincio a prendere coscienza di quanto è avvenuto in


queste ultime ore. Dove corra la linea di demarcazione fra realtà e fantasia
non è oggi altrettanto chiaro quanto lo era ieri a quest'ora. Verso le due ho
udito un rumore di passi in corridoio davanti alla mia stanza. Per qualche
minuto qualcuno ha passeggiato avanti e indietro, dandomi l'impressione di
essere assorto in profonde meditazioni nel tentativo di giungere a una
decisione.
Alle due e due minuti la decisione è stata presa e qualcuno ha infilato una
chiave nella mia porta e l'ha aperta. Quello che segue è un breve brano del
dialogo successivo. La prima voce è la mia.

«Sì?»
«Sono io, Dale. Joan.»
«Joan?»
«Ho pensato che dobbiamo parlare.»
«Buona idea.»
«Posso sedermi?»

I vigili del fuoco stanno ancora cercando di stabilire quale possa essere

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stata la causa precisa dell'incendio che si è sviluppato nel box in quel preciso
istante. Mi pare di ricordare di aver udito un piccolo schiocco, ma può
essere stato provocato da una delle molle del letto quando Joan si è seduta e
mi ha sorriso.
Si può solo immaginare il disastro che si è evitato in quel momento. È un
peccato che non vengano installate anche in altre abitazioni le stesse misure
di prevenzione messe in atto dai Fraser. In soli tre minuti le fiamme erano
estinte, erano stati chiamati i vigili del fuoco e il mio letto era stato
abbandonato senza incidenti da me e Joan.
Alla luce della situazione ho ritenuto più saggio trascorrere le restanti ore
di buio chiuso in macchina lontano da possibili focolai di incendio.

17 agosto, ore 21.00

Siamo arrivati sani e salvi ad Haverford, sebbene non senza incidenti.


Dopo una colazione di pancetta bene abbrustolita e toast abbiamo salutato i
genitori di Lena. Lena ha espresso a Joan tutto il suo rammarico che fossero
andati distrutti nelle fiamme tanti dei suoi vestiti più eleganti.
È difficile descrivere la sensazione che ti prende quando scopri che la tua
ragazza è una piromane. Anche se ammetto di aver avuto qualche sospetto
durante la notte, non si è mai veramente preparati al colpo che si riceve
nell'apprendere una verità come questa. Mi pare che sia stato Holmes a dire
che alla verità si arriva spesso per due strade che viaggiano in direzioni
molto diverse.
Eravamo appena usciti da Hershey quando la macchina ha cominciato a
riempirsi di un forte odore di benzina. Temendo un'esplosione, ho accostato
per investigare. È stato in quel preciso istante che le vie alla piromania e alla
castità sono giunte alla loro destinazione.
«Sono pronta», ha dichiarato Lena.
Le ho domandato per che cosa fosse pronta e mi ha risposto dicendo che
era pronta a rientrare nel mondo della sessualità. Le ho chiesto allora se la
sua era una dichiarazione generica sulla sua visione del mondo o se si stava
riferendo specificamente a quel momento nel tempo.
«Ora», ha risposto. «In questo preciso istante.»
È stato allora che mi sono reso conto che l'odore di benzina veniva dai
suoi vestiti. Solo con una notevole dose di fortuna il frenetico precipitare

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degli eventi nei pochi minuti successivi non ci ha trasformati in torce umane.
Serbo ricordi solo frammentari. Mi pare di essermi ritrovato con un piede
incastrato sul clacson. Lo schienale del posto di guida si è rotto. Il freno a
mano ha ceduto e Lena ha avuto il suo primo orgasmo dopo molti anni
mentre la macchina scendeva a rotta di collo verso una mandria di animali
che ora posso identificare come bovini di razza Angus.
Né Lena né la macchina si sono fermati prima che un grosso toro miope
avesse conficcato un corno nel radiatore. La successiva discussione con il
proprietario del toro sulla nostra presenza nei suoi pascoli ha spaziato su
argomenti diversi quali la percentuale di grasso presente nell'hamburger, la
forza di gravità, la posa di paletti di recinzione e la qualità dell'industria
automobilistica americana che, secondo l'opinione di tutti i presenti, è andata
peggiorando nel corso degli ultimi anni. Il resto del viaggio di ritorno dopo
la riparazione del radiatore è avvenuto senza altre sorprese, salvo il desiderio
espresso da Lena di trovare un accogliente caminetto acceso davanti al quale
fare l'amore. È una prospettiva che trovo insieme eccitante e non poco
pericolosa.

20 agosto, ore 2.00

Oggi ho ricevuto una telefonata dalla madre di Lena che mi ha informato


che Lena si è rivolta spontaneamente a un ospedale per sottoporsi a esame
psichiatrico.

22 agosto, ore 16.00

Oggi sono stato a trovare Lena. Mi è sembrata allegra, felice e quasi del
tutto normale. Abbiamo parlato per una mezz'oretta di argomenti vari. Sarei
stato più soddisfatto della visita se avesse ricordato chi sono.

1° settembre, ore 17.00

Oggi Lena è stata dimessa dall'ospedale. L'ho vista per pochi istanti mentre
saliva sulla macchina dei suoi. Ora crede che io sia suo fratello Todd. Non

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capisco che cosa si cela nella mia scelta delle donne, ma mi sembra che gli
esiti siano sempre stati disastrosi. Ora posso solo pregare che Lena ritorni a
essere quella persona piena di vita che avevo conosciuto e che i miei
rapporti con l'altro sesso siano sostenuti da maggior fortuna di quanta ne
abbia avuta finora.

15 settembre, ore 3.00

Sono arrivato alla conclusione che soffro di una forma di maledizione che
ricordo di aver riscontrato in certi individui in pena incontrati nei miei viaggi
dopo il conseguimento del diploma. Sono ben consapevole che una mente
occidentale non concede a se stessa di credere a niente che sia al di fuori del
mondo dei fatti. Ma sono ora convinto che le numerose relazioni disastrose
che ho avuto non sono un risultato del caso. Devo assolutamente trovare un
guaritore.

1° ottobre, ore 20.00

Non credo che i cattolici abbiano intuizioni valide su quale possa essere il
mio problema. Ho trascorso qualche ora con un sacerdote secondo il quale
soffro di una forma estrema di senso di colpa derivatami da pensieri impuri.
La sua soluzione è che mi converta al cattolicesimo e mi abboni al giornale
della parrocchia per sedici dollari e mezzo al mese. Gli ho chiesto se non c'è
una soluzione meno costosa al mio problema e mi ha risposto che la
redenzione è un po' come il mercato immobiliare e che se sono interessato a
una proprietà economica che non conserverà il suo valore a lungo termine,
mi conviene rivolgermi ai protestanti.

9 ottobre, ore 19.00

Ho sentito i protestanti. Il loro giornale costa diciassette dollari al mese e


hanno accusato i cattolici di usare carta scadente. Non ho trovato risposte.

105
15 ottobre, ore 1.00

Ho trovato un sant'uomo musulmano che ha detto che avrei dovuto


rivolgermi subito a lui perché non può fare più niente per me dopo che sono
stato esposto ai cattolici e ai protestanti.

30 ottobre, ore 4.00

Ho trascorso quasi tutta la notte con un santone sioux. Quando gli ho


spiegato il mio problema, è scoppiato a ridere. Ha detto che erano settimane
che non sentiva una storiella così divertente e che gli ricordavo un cavallo
che aveva suo fratello da piccolo e che aveva una tale paura di spezzarsi una
zampa infilandola in qualche tana di talpa che camminava solo sulle strade
ed era stato investito da un camion. Credo di sentirmi molto meglio, anche
se non sono assolutamente sicuro del perché.

5 dicembre, ore 18.00

Stamane all'istituto di biologia sono state rinvenute tre dita tranciate.


Appartengono apparentemente a un uomo, dedito probabilmente a lavori
manuali a giudicare dai peli, i calli e il sudiciume sotto le unghie. Ho potuto
esaminarle per qualche minuto prima che arrivasse la polizia a occuparsi
dell'indagine.

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«Andai con Dale a una mostra di promozione professionale, giù in centro.


Penso che fosse un sabato perché mi ricordo di essermi risvegliato in una
chiesa l'indomani mattina. Per quel che mi ricordo io ho visitato quasi
esclusivamente stand di ditte di elettronica perché mi ero fatto di acido ed
ero incantato da quei fantastici apparecchi pieni di cavi e lucette.
Credo che fosse una di quelle volte in cui Dale si sforzava di trovare
qualcosa che lo prendesse sul serio. La scuola non lo stimolava più
abbastanza, con le donne gli andava sempre storta. Credo che vedendo lo
stand dell'FBI si sia riaccesa in lui una scintilla che da molto tempo
aspettava di incendiarsi.
Quello che non ho mai capito di quella sera è come mai mi sono
ritrovato arruolato nell'esercito.»
Howard Teller
Compagno di college
Capitano dell'esercito

18 dicembre, ore 2.00

Ho idea che Howard abbia commesso un grosso errore. Non credo che
abbia capito il reale motivo dell'esposizione di quegli schermi radar.
Seduto qui nella mia stanza, trovo che si è riacceso dentro di me un fuoco
rimasto assopito per anni. Ho trascorso più di un'ora in compagnia di un
agente speciale allo stand dell'FBI. Si chiama Windom Earle, un uomo di
intelligenza fuori del comune. Dopo aver parlato con lui credo ora di aver
forse cercato di comprendere il male sul piano intellettuale in sostituzione di
un confronto diretto.

20 dicembre, ore 19.00

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Howard è molto depresso. Ha informato i genitori di essersi arruolato
nell'esercito e che possono sospendere di pagargli le spese per l'istruzione.
Domani torno a casa per passare un Natale tranquillo con papà.

25 dicembre, ore 23.00

Ricevuto una lettera da Lena. Ha sposato il suo ragazzo dei tempi del liceo
a Hershey. Si scusa per il suo scarso equilibrio nei mesi in cui siamo stati
insieme ma dice di sentirsi molto meglio ora che i medici hanno individuato
il dosaggio giusto.
Cercherò di rintracciare alcuni membri della banda della Ventiquattresima
Strada che mi rubò il registratore quando avevo tredici anni per sapere quale
sviluppo ha avuto la loro esistenza. Ho localizzato il primo presso un'officina
meccanica non lontana dal loro ritrovo. Andrò a trovarlo domani.

26 dicembre, ore 16.00

Sono davanti alla carrozzeria di Don e Jim dove mi vedrò con Ted, ex
ladro di registratore. Per quel che ricordo di questa zona dei tempi di quando
ero ragazzo direi che è cambiata molto poco. Sembra che qui il tempo non
abbia avuto effetti. I negozi sono sempre gli stessi e anche i negozianti.
Trovo interessante che a me siano successe tante cose negli anni trascorsi. È
possibile che certe persone vivano una vita intera senza mai sperimentare un
cambiamento?
Mi pare di vedere Ted che viene verso di me.

26 dicembre, ore 18.00

Nella mia presunzione ritenevo che la geografia fosse necessaria perché


una vita umana percorra molte vie. Quanto mi sono sbagliato. Ted ha
trascorso molti di questi ultimi sette anni in una cella grande come una
piccola camera da letto. Eppure in tutta la mia cosiddetta esperienza, io non
ho mai dovuto affrontare di petto la nuda e cruda verità della vita come è
toccato a lui.

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In prigione a sedici anni per omicidio preterintenzionale è stato violentato,
brutalizzato, accoltellato. Ora è sposato, ha due lavori e studia contabilità. Gli
ho chiesto se c'è stato un momento decisivo che lo ha aiutato a dare una
svolta alla sua vita. Ha ricordato un giorno in cui se ne era rimasto a
contemplare una bufera di neve durante il suo primo anno di detenzione.
«C'erano fiocchi grandissimi», mi ha detto. «Di quelli che da bambini ci
facevamo cadere sulla lingua.»
Quello stesso giorno era stato già violentato tre volte. Domani vado a
trovare un altro membro della banda.

27 dicembre, ore 8.00

Fa freddo ed è tutto grigio. Devo incontrare l'altro membro della banda


all'angolo della strada dove mi trovo ora. C'è un gran... un momento... credo
di aver commesso un grave errore... Maledizione.

27 dicembre, ore 23.00

Il secondo membro della banda è ancora in attività. Parlo da un letto


d'ospedale dove mi sto riprendendo da un colpo ricevuto alla testa. I medici
dicono che non corro nessun pericolo ma preferiscono tenermi in
osservazione per questa notte. In base a quello che riesco a ricordare,
l'accaduto si è svolto così. Verso le otto del mattino l'oggetto della mia
inchiesta si è presentato all'appuntamento su una berlina di recente
fabbricazione in compagnia di due dei suoi. Intuendo di aver commesso un
grave errore di giudizio, ho cercato di abbandonare la scena prendendo per
un vicolo, ma mi sono trovato la strada sbarrata e sono stato invitato a
unirmi alla comitiva per un giro turistico della città. È a questo momento che
ho ricevuto il primo colpo alla testa.
Molto di quanto è avvenuto dopo è alquanto confuso nella mia mente.
Ricordo una donna di origine sudamericana che cantava e agitava una
campanella. Ricordo distintamente di essere stato percosso più di una volta.
Odore di limoni. Lo schianto di una bottiglia e la parola cazzo usata come
interiezione ricorrente.
Come sia riuscito a fuggire non mi è chiaro ancora adesso. Credo che sia

109
scoppiata una rissa fra due membri della banda e che siano apparsi dei
coltelli. Mi pare di ricordare che qualcuno gridasse di «affettarlo» e un altro
aggiungesse «come una bistecca». A questo punto la donna mi ha condotto
in un'altra stanza dove si è messa a ballare in tondo prendendomi a calci con
una scarpa dorata con il tacco a spillo.
Per quanto sia fermamente convinto che picchiare una donna sia un atto
altamente riprovevole, ci sono casi in cui bisogna fare un'eccezione. Credo
di averla stesa con un colpo al mento. A quel punto è entrato nella stanza un
altro membro della banda con uno straccio premuto su una ferita da coltello
alla guancia e io l'ho colpito all'orecchio con un pesante oggetto contundente
di forma sferica che non riesco a identificare. È strano come va la vita in
certi casi, ma nel preciso istante in cui il mio secondo sequestratore
stramazzava al suolo ho capito quanta gratificazione si potrebbe avere da una
carriera nelle forze dell'ordine. Per non guastare la festa, comunque, sono
saltato fuori dalla finestra e me la sono data a gambe.
Come esattamente sia arrivato in ospedale non so, ma mi restano impressi
nella mente l'immagine di una luce molto intensa e un rumore di vento. Mi
fischiano le orecchie e sono molto stanco.

28 dicembre, ore 23.00

Papà mi ha riportato a casa e mi ha fatto una sorpresa, una torta alla frutta.
Ho cercato l'agente speciale Earle per chiedergli di mandarmi un modulo di
domanda, ma è rientrato in servizio operativo e non sono riuscito a
contattarlo. Sono assolutamente convinto di essermi ormai incamminato
nella direzione giusta. La testa sta molto meglio.

1° gennaio 1976, ore 1.30

Papà è fallito. Ha considerato l'eventualità di stamparsi da sé i soldi che gli


servono ma sono riuscito a dissuaderlo. 1 creditori gli hanno dato
l'alternativa tra rinunciare alla tipografia o rinunciare alla casa. Dopo la
seconda bottiglia di champagne mi ha informato che ha deciso di sacrificare
la casa.
Al momento le mie emozioni sono contraddittorie. La sensazione di

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perdita è autentica come quella che ho provato alla morte della mamma.
Sembra che papà intenda trasferirsi in un appartamentino sopra la tipografia.
Mi ha chiesto di fare l'inventario dei miei effetti personali e di decidere che
cosa voglio conservare e che cosa eliminare.

1° gennaio, ore 15.00

Ho preso le seguenti decisioni sui miei beni terreni. Conserverò i seguenti


oggetti: martello, set di cacciaviti, foto e lettera di J. Edgar Hoover, foto di
Efrem Zimbalist, uno zaino, coltello a lama ripiegabile, scarponi, alcuni
piccoli sassi rotondi, foto di mamma e papà, manuale di scout, fiammiferi
impermeabili, figurina di Duke Snyder, bussola, bottiglia del latte, nastro
isolante, i miei vestiti, vari capi di abbigliamento per diverse condizioni
meteorologiche, carta geografica del mondo, copia di Moby Dick, piccola
foto di Marie e un cappello caldo.
Non mi sembra di aver tralasciato niente. Questi oggetti dovrebbero
soccorrermi praticamente in qualunque evenienza mi venga a trovare in
futuro, sul piano emotivo e su quello fisico.

30 gennaio, ore 13.00

Ho aiutato papà a traslocare sopra la tipografia. Ha smontato uno dei


tendoni metallizzati che c'erano davanti a casa nostra e se lo è appeso sopra il
letto. La banca si è portata via tutto il resto. La sensazione che provo è come
se fossi andato per mare senza un porto a cui tornare... Per un verso
singolare può avere un effetto molto liberatorio.

10 febbraio, ore 2.00

Sto completando gli ultimi esami per un diploma anticipato. La domanda


di impiego per il Bureau è già compilata e pronta a partire appena avrò in
pugno la mia pergamena. Mi sento totalmente focalizzato. Trovo che il sesso
occupa i miei pensieri solo tre o quattro volte al giorno e non è più una
preoccupazione costante.

111
A un anno dall'età minima per essere accettati al Bureau, Dale effettuò solo
due registrazioni nei mesi dell'attesa. Mancano specificazioni di luogo.

agosto

Non so bene che giorno è. Peccato che non abbia portato un paio di
scarpe con le suole di gomma.

febbraio 1977

Il male ha una faccia.

timbro

112
Parte Quarta

113
1

10 giugno 1977, ore 19.00

Filadelfia. Domani sosterrò l'esame scritto per entrare al Bureau.

11 giugno, ore 16.00

Terminato compito scritto a tempo di primato secondo i funzionari del


Bureau. Ora mi aspettano un colloquio con due agenti speciali e un controllo
sui miei trascorsi e la mia famiglia.

20 giugno, ore 17.00

Terminato colloquio. La discussione ha affrontato insieme aspetti pratici e


filosofici. Entrambi gli agenti mi sono sembrati molto colpiti dalla mia foto
autografata di Hoover.

10 luglio, ore 19.00

Tutto okay. A rapporto all'accademia dell'FBI a Quantico, Virginia, il


primo di settembre. Sfrutterò l'attesa recandomi ai Pocono a prepararmi nel
corpo e nello spirito.

20 luglio, ore 1.00

Ho passato la serata ad ascoltare un pessimo comico ebreo per fortificarmi


mentalmente per le prove che mi attendono. Domani abbandonerò la civiltà
con due fiammiferi, un coltello, un pezzo di corda e un fermaglio.

114
30 luglio, ore 21.00

Non ricordo di aver mai visto stelle così splendenti. Ho consumato


un'ottima cena a base di funghi selvatici, verdure e una trota catturata con il
fermaglio. Una coperta di aghi di pino mi terrà al caldo fino a domani
mattina.
Comincio ora a capire che la mia vita e tutti i suoi avvenimenti
apparentemente slegati mi hanno indirizzato nella direzione che ho ora
intrapreso. Non posso e non devo accettare niente di meno che il successo
completo nella missione alla quale sto per dedicarmi. Nelle prossime
ventiquattr'ore digiunerò, dopo di che comincerà il grande viaggio.

1° agosto, ore 21.00

Darei non so che cosa per una bella fetta di torta.

15 agosto, ore 15.00

Sto per qualche giorno con papà prima di partire per la Virginia. Sembra
che gli affari abbiano ripreso ad andargli meglio da quando ha venduto le
sue scorte di mappe lunari al National Geographic.
Ricevuta una lettera da mio fratello Emmet. Mi ha chiamato servo del
potere e ha detto che marcirò all'inferno... Mi ha fatto piacere avere sue
notizie.

1° settembre, ore 22.00

Quantico, Virginia. Appena arrivato ho giurato con gli altri del corso.
Domani mattina comincerò l'istruzione in procedure legali, formazione
atletica e uso di armi da fuoco.
Una parola sulla scuola. Non si potrebbe immaginare ambiente più sereno
e ordinato delle campagne della Virginia dove imparare a combattere contro
il male. Il mio compagno di stanza per le prossime quattordici settimane è
John Lewis, del Kentucky. Ho idea che debba essere un tiratore provetto.

115
Prevedo che aspirerà a essere il migliore del corso.

10 settembre, ore 23.00

Avevo visto giusto sul conto di John. Per poco lui e l'istruttore non mi
hanno stracciato al tiro con la pistola in posizione da combattimento eretta
prima che mi rendessi conto che l'arma che stavo usando era difettosa, nel
senso che il proiettile ruotava nella canna. Prese le dovute contromisure, ho
completato l'esercitazione con sei colpi al centro.

12 settembre, ore 21.00

Si possono dividere i reati in tre categorie: delitti passionali, delitti a scopo


di lucro e delitti dovuti a squilibrio mentale. Il primo passo nella soluzione
di un caso è determinare a quale di queste tre categorie appartenga il crimine
in questione. I delitti passionali e venali sono i più facili da identificare. Il
movente è chiaro. I crimini conseguenti a squilibrio mentale sono tutt'altro
paio di maniche. È possibile, e accade spesso, che si manifestino in una
forma corrispondente a una delle altre due categorie. Non esiste mente più
univoca di quella di una persona che si è creata una propria realtà. Per
questo motivo bisogna temere il criminale psicopatico più di chiunque altro.
Non ci sono zone grigie nella follia. È una forma assoluta di verità distorta.

14 settembre, ore 23.30

Abbiamo investigato sulla nostra prima scena del delitto simulata, che
cercherò di ricostruire qui.
La scena era situata in una stanza di motel dove si riteneva che fosse stata
nascosta la vittima di un sequestro di persona. Nella stanza non c'era
nessuno. Gli indizi facevano pensare che il letto fosse stato usato da una sola
persona, un uomo con capelli bruni tagliati corti. Fibre trovate sul tappeto mi
hanno suggerito che la vittima fosse stata legata a una sedia e nutrita con
patatine fritte... identificate da tracce di odore di grasso animale e alcune
macchie sul tappeto dove dovevano essere state posate. Ritengo che sia stato

116
il suo ultimo pasto, opinione non condivisa da alcuno dei miei compagni di
corso. Secondo me la prova del delitto è da trovarsi sul guanciale e sul letto.
A parte i capelli corti del sequestratore, sulla federa del guanciale ho
riscontrato alcuni piccoli strappi che possono essere stati provocati solo dai
denti di una persona che veniva soffocata. Ritengo anche che le analisi di
laboratorio rileveranno tracce di saliva sulla federa e tracce di orina sul
copriletto, dove la vittima ha perso il controllo della vescica al momento
dell'aggressione.
I risultati delle nostre analisi ci verranno notificati domani mattina.

15 settembre, ore 9.00

Ho fatto centro.

20 settembre, ore 21.00

Sparare con un fucile mitragliatore ti fa tornare con i piedi per terra.

22 settembre, ore 22.00

Ho studiato il caso di Eugene L. Motts, un ricattatore che sarebbe riuscito


a intascare tre milioni di dollari se non avesse commesso un errore. Comprò
dei fiori per sua moglie. Il fatto era così straordinario che la insospettì e
temendo che avesse una relazione extraconiugale, assunse un investigatore
privato che lo pedinasse. L'investigatore non trovò un'altra donna, ma solo
una montagna di soldi al deposito bagagli di una stazione di autobus. La
morale della storia è che nel condurre un'indagine non bisogna tralasciare
alcun mutamento nel comportamento dell'indiziato, per quanto insignificante
possa sembrare.

25 settembre, ore 19.00

Il pomeriggio è stato dedicato all'addestramento in tecniche di difesa. Sto

117
diventando bravissimo a farmi scaraventare contro il muro dall'istruttore.

25 settembre, ore 23.00

Nel nostro corso c'è una donna. Una persona di grande impegno e bellezza
e un'eccellente tiratrice. Domani sarà con me nella simulazione di un
intervento in una situazione in cui sono coinvolti degli ostaggi.

26 settembre, ore 11.00

Quanto è accaduto poco fa mi costringe a domandarmi se ho preso la


decisione giusta entrando in accademia. Non può esserci conseguenza più
grave in un'operazione di polizia che la perdita della vita del proprio partner.
Se non fosse stata un'esercitazione simulata, ora l'agente Robin sarebbe
morta e io ne sarei l'unico responsabile.

27 settembre, ore 0.00

Ho riesaminato più di una volta quanto è accaduto stamane e ogni volta


sono giunto sempre alla stessa conclusione.
La mia attrazione per Robin ha offuscato la mia lucidità operativa e la
situazione mi è sfuggita di controllo con conseguente ferimento mortale della
mia partner. Mai più mi permetterò di abbassare la guardia lasciandomi
influenzare da debolezze personali.
Ho trascorso alcune ore da solo nella sala d'onore, dove vengono ricordati
gli agenti uccisi in servizio. Mentre mi preparavo a uscire, mi sono accorto
che non ero del tutto solo. C'era anche Robin. L'attrazione che provo per lei
è corrisposta. Ma data la situazione attuale, ci rendiamo conto entrambi che
nessuno dei due può prendere un'iniziativa. Non sono né il momento né il
luogo adatti.

Esiste solo un'unica altra registrazione relativa al periodo di addestramento in


accademia.

118
25 novembre, ore 1.00

Il cenone era a base di tacchino con sugo, ripieno, purè di patate e una
vivanda verde che nemmeno le menti eccelse dell'FBI sono riuscite a
identificare. Particolarmente deludente è stata la torta di zucca.

119
2

11 dicembre, ore 15.00

Qui parla l'agente speciale Dale Cooper dell'FBl. L'orgoglio e la


soddisfazione che provo in questo momento sono insuperabili. Sto parlando
in un nuovo registratore tascabile che mi ha portato papà come regalo per il
conseguimento del diploma.
Robin mi ha soffiato l'onore del discorso di commiato. È la prima donna
agente ad averlo ottenuto. Mi ha battuto grazie alla sua abilità di tiratrice con
il fucile mitragliatore. Domani saprò dove sarò destinato.

12 dicembre, ore 10.00

Ho avuto la mia destinazione. Tra una settimana mi devo presentare


all'ufficio operativo di Pittsburgh, aggregato alla squadra che si occupa di
crimini violenti. Ho salutato i molti amici che mi sono fatto. Robin è in
partenza per San Francisco dove si occuperà di traffico di stupefacenti. Ci
siamo fatti una lunga passeggiata insieme al poligono e abbiamo sparato
alcuni colpi ciascuno ottenendo un pareggio. In altre circostanze sarebbe
potuta andare diversamente. Per il momento avremo da serbare nel ricordo
un bacio molto memorabile e sei colpi con la pistola d'ordinanza. Le auguro
buona fortuna e spero che i nostri destini abbiano a incrociarsi di nuovo.

18 dicembre, ore 20.00

Pittsburgh, Pennsylvania. Ho affittato un appartamentino sopra una


panetteria. Niente può uguagliare l'aroma di ciambelle appena sfornate che ti
saluta ogni mattina al risveglio. Domani mi presento in sede. Pistola pulita,
distintivo lucidato, vestito stirato.

120
121
Parte Quinta

122
1

«Ricordo quando ho conosciuto Cooper perché non avevo mai visto una
pistola così pulita come la sua.»
Aldo Smith
Agente speciale FBI

19 dicembre 1977, ore 21.00

Non avrei mai pensato che il crimine generasse tante scartoffie. Ho


trascorso la mia prima giornata lavorativa a una scrivania a passare in
rassegna montagne di carte lasciatemi in eredità dall'agente che mi ha
preceduto. Deluso di non aver assicurato nessuno alla giustizia il mio primo
giorno. Mi è stata assegnata una segretaria. Si chiama Diane. Credo che la
sua esperienza mi sarà di grande aiuto. Mi sembra un incrocio interessante
tra una santa e una cantante di cabaret.

Per motivi di sicurezza le registrazioni relative alla camera di Cooper come


agente dell'FBI sono state sottoposte a censura.

10 gennaio 1978, ore 11.00

Ho appena ricevuto la notizia di un sequestro di persona nella cittadina di


Perrysville. Credo che questa sia la volta buona, il mio primo caso.

10 gennaio, ore 13.00

Diane, sto osservando una piccola coperta gialla con sopra degli

123
elefantini. È per terra, fuori della casa, sotto la finestra dalla quale è stata
rapita la piccola Chris Roe di otto anni. Ancora non è stata ricevuta alcuna
richiesta di riscatto. E nessuno in casa ricorda di aver udito rumori sospetti
durante la notte.
Nella neve davanti alla finestra sono state trovate due serie di impronte.
Una corrisponde a scarponcini con suola a nervature e l'altra a mocassini
economici. Le impronte si allontanavano dalla casa per un miglio fino alla
strada dove incontravano le tracce di un veicolo con copertoni molto
consumati. Non ci sono impronte digitali. L'unico reperto appartenente ai
sequestratori è il mozzicone di una sigaretta che è stata fumata quando hanno
raggiunto il veicolo.
Questi sono i fatti. Quello che non ti dicono è che non c'è addestramento
che ti possa preparare alla realtà di questo tipo di crimine.

10 gennaio, ore 17.00

Diane, nella neve vicino a dove è stato trovato il mozzicone di sigaretta, è


stato rinvenuto un pelo nero di baffo. Non è molto, ma è meglio che niente.

10 gennaio, ore 23.00

Diane, spero che non ti dispiaccia che in questi nastri mi rivolgo a te


anche quando è evidente che sto parlando a me stesso. Sapere che alle mie
spalle c'è una persona della tua perspicacia mi è di conforto.
Per il momento a casa Roe tutto tace. Aspettiamo la telefonata che
sappiamo che deve arrivare.

11 gennaio, ore 9.30

Diane, è passata una lunga notte senza che si siano fatti vivi.

11 gennaio, ore 11.00

124
Diane, ho scoperto che il tabacco contenuto nel mozzicone trovato vicino
al punto dove ha sostato il veicolo della fuga è di origine insolita. Ho
individuato due negozi di articoli per fumatori nelle vicinanze e mi ci sto
recando ora. Ancora niente da parte dei rapitori.

11 gennaio, ore 13.00

Diane, mi trovo davanti a Petrini, una libreria con annessa tabaccheria. Ti


prego di cercare alla banca dati notizie sul proprietario del negozio, certo
Steven Petrini, per vedere se è attualmente in difficoltà economiche. L'istinto
e i suoi baffi neri mi inducono a pensare di sì. Invio anche un po' di tabacco
al laboratorio per vedere se corrisponde.

11 gennaio, ore 15.00

Senza dubbio il nostro libraio è uno dei rapitori, Diane. Il tabacco è lo


stesso. Ora gli ho fatto mettere sotto controllo il telefono e siamo in attesa
che facciano la loro mossa. Pare che il suo complice sia un apicoltore di
nome Tess con una passione per la lettura. È stato al negozio quattro volte
nell'ultima ora.

11 gennaio, ore 18.00

Hanno fatto la loro mossa, Diane, e chiedono centomila dollari.


Evidentemente i libri di poesia non si vendono più bene come in passato.
L'unico interrogativo che rimane a questo punto è se la bambina è ancora
viva e dove è nascosta. Il luogo dove il padre deve lasciare i soldi gli verrà
comunicato via radio. Poi gli verrà spiegato come raggiungere sua figlia.

11 gennaio, ore 19.00

Siamo in attesa.

125
11 gennaio, ore 19.15

Tutte le unità si sono mosse, c'è stata una sparatoria in tabaccheria. Vado a
prendere la bimba.

11 gennaio, ore 23.00

Diane, oggi ho visto cose che nessun uomo dovrebbe mai vedere. La
bambina è sana e salva, ma è giusto che a nessun bimbo tocchi un'esperienza
come la sua. Quali ricordi la perseguiteranno per il resto dei suoi giorni si
possono solo immaginare.
L'ho trovata incatenata a un albero, un animaletto infreddolito e
spaventato. A parte i disagi della prigionia, non le è stato fatto alcun male. Il
tempo ci dirà come si rimargineranno le altre sue ferite. I mostri responsabili
di quest'azione sono sotto chiave. Avranno entrambi tutto il tempo per
leggere, là dove trascorreranno i prossimi vent'anni.
Avevo sperato, Diane, che il buon esito del mio primo caso mi avrebbe
dato un senso di soddisfazione come non ho mai provato, salvo che per un
momento trascorso con una studentessa di Bryn Mawr vicino al barbecue di
facoltà. Purtroppo mi sento soprattutto svuotato. È ancora troppo viva nella
mia mente l'immagine di una bimba terrorizzala incatenata a un albero come
un animale. Forse domani mi concederò un attimo di compiacimento... Ma
forse no. Buonanotte, Diane.

20 gennaio, ore 15.00

Diane, ti prego di inoltrare all'ufficio approvvigionamenti una nota sul


caffè che acquistano per il Bureau. Fino a quando ho cominciato a lavorare
per l'FBI non mi ero mai imbattuto in una qualità di caffè che non mi
piacesse. Ho solo da domandarmi da quale tana infernale di residuati
governativi abbiano esumato questa miscela e a quale orribile guerra risalga.

4 febbraio, ore 10.00

126
Diane, mi trovo nella cantina di uno stabile abitativo abbandonato. Il
pavimento è in terra battuta. Ho motivo di ritenere che dove la terra è stata
evidentemente smossa di fresco sono state seppellite delle persone. Da una
delle tombe spunta una mano. Mi sembra femminile, con una fascetta
d'argento all'anulare. Sto aspettando gli uomini della Scientifica che si
occuperanno dello scavo.
Mi sto velocemente rendendo conto che la realtà sa annichilire quanto di
peggio riesca a inventare la mia immaginazione.

4 febbraio, ore 11.00

Diane, che cosa sai di un agente speciale di nome Albert Rosenfelt e


perché è così furioso?

4 febbraio, ore 20.00

Ci sono tre cadaveri, Diane. Sono tutte donne di età diversa tra i sedici e i
trent'anni. La causa della morte non è ancora stata stabilita. Chiunque sia ad
aver fatto una cosa simile, Diane, non riesco a immaginarlo interamente
umano.

5 febbraio, ore 1.00

Temo che la forza che ha operato qui sia la stessa che ho conosciuto ad
Haverford. È una cosa che non ho confidato a nessuno. L'atteggiamento
ufficiale del Bureau esclude l'ipotesi che il male esista come entità al di fuori
della nostra comprensione della vita.

Questo caso non è stato ancora archiviato. Tutti i nastri relativi sono
sottoposti a segreto istruttorio.

127
2

3 aprile, ore 22.00

Domani arriva un nuovo agente speciale ad assumere il comando della


sede di Pittsburgh. Si chiama Windom Earle. Credo che ci siamo già
conosciuti.

4 aprile, ore 14.00

Con mia sorpresa, l'agente Earle si ricorda il nostro incontro alla mostra di
avviamento professionale. Ha detto di essersi tenuto informato sui miei
progressi fin dal giorno in cui sono arrivato all'accademia e che non ne è
stato deluso. Sospetto di aver molto da imparare da quest'uomo.

16 aprile, ore 7.00

Il signor Baldini, proprietario della panetteria da basso, ha preso


l'abitudine di lasciarmi ogni mattina davanti alla porta una zampa d'orso.
Devo ricordarmi di comprare un bel salsiccione per sua moglie.

1° maggio, ore 14.00

Diane, sono appostato davanti all'Eastern Savings and Loan. All'interno si


sono asserragliati due malviventi con un numero imprecisato di ostaggi. Sul
marciapiede davanti all'ingresso giace un poliziotto morto. Siamo pronti ad
attaccare... C'è stato uno sparo! Maledizione!

1° maggio, ore 23.00

128
Diane, in questo momento preferirei non essere un tutore dell'ordine.
Vorrei essere in un prato in quota nell'Himalaya a vivere solo il presente,
senza né passato né futuro. Oggi ho spento una vita. I fatti sono come di
seguito. Due malviventi con sei ostaggi erano asserragliati in un ufficio
all'interno della banca. Noi presidiavamo l'ingresso principale, quello sul
retro e le uscite sul tetto dell'edificio. Per terra c'era un poliziotto morto. Per
motivi ancora non chiariti, uno dei malviventi ha freddato con un colpo alla
testa il direttore della banca, morto sul colpo. Allora abbiamo reagito. Io
facevo parte della squadra che ha fatto irruzione da dietro. Quella che ha
attaccato l'ingresso principale ha dovuto ritirarsi a causa di un pesante fuoco
di sbarramento. La squadra sul tetto ha avuto la strada sbarrata da una porta
antincendio all'interno dell'edificio e non è potuta intervenire.
Io e Windom siamo stati gli unici due agenti a entrare senza trovare
resistenza. Ho affrontato uno dei malviventi nel momento in cui usciva
dall'ufficio facendo fuoco con una pistola in direzione dell'ingresso
principale. Nel rapporto scritto ho riferito che gli è stato ordinato di fermarsi
e di gettare l'arma. Non l'ha fatto. Ho sparato due colpi con un fucile
d'ordinanza raggiungendolo entrambe le volte al petto. Il malvivente ha
esploso un colpo verso il pavimento ed è caduto. Poi il complice si è arreso.
Quando sono entrato al Bureau non ho mai avuto l'intenzione di togliere
la vita, bensì il mio intento era di proteggerla e salvarla. Oggi ho varcato un
confine per il quale nessun addestramento ti può preparare e non so dove mi
porterà questa nuova strada. Come si usa all'indomani di un ricorso alla
forza che ha provocato la morte, mi sono stati concessi alcuni giorni di
libertà per superare il trauma. Windom mi ha invitato a mangiare e a giocare
a scacchi a casa sua domani.
Ho telefonato a papà e gli ho raccontato l'accaduto. Ho sentito tristezza
nella sua voce. Sa che io ora faccio parte di un ambiente che nessuna
persona dotata di pensiero e sentimenti può mai desiderare di frequentare.
Non ha avuto parole per me, perché sa che non ne esistono capaci di
esprimere il mio stato d'animo attuale.

2 maggio, ore 9.00

Ho ricevuto fiori da Diane e una mezza dozzina di ciambelle assortite dal


signor Baldini. Ho dormito malissimo. Per tutta la notte ho continuato a

129
sentire il rinculo del calcio del fucile contro la spalla.

2 maggio, ore 23.00

Ho molto da imparare come giocatore di scacchi. Windom mi ha battuto in


sette mosse. Sua moglie Caroline è una donna notevole. Approfittando di un
momento in cui siamo rimasti soli mi ha parlato della prima volta in cui
Windom è stato costretto a usare la sua pistola e mi ha detto di sperare che
l'esperienza non abbia a influenzare la mia vita come è successo a lui. Chissà
che cosa voleva dire.

12 maggio, ore 15.00

Secondo la procedura standard in seguito a una sparatoria, oggi ho avuto


un colloquio di un'ora con uno psichiatra del Bureau con cui ho discusso
dell'accaduto. Sospetto fortemente che lo psichiatra abbia avuto un'infanzia
di isolamento emotivo e sia cresciuto in una caverna con degli animali.

15 maggio, ore 11.00

Mi trovo assegnato a un lavoro d'ufficio senza alcuna speranza di fuga per


l'immediato futuro. Può darsi che sia stato un errore l'aver suggerito allo
psichiatra di cercare di riconciliarsi con suo padre e di smetterla di incolpare
sua madre per l'attrazione che prova per gli altri uomini.

10 giugno, ore 13.00

Credo di essermi imbattuto nel primo autentico mistero irrisolvibile.


Come fanno a mettere i fiocchetti di neve dentro ai fermacarte?

2 luglio, ore 3.00

130
Diane, mi sono appena risvegliato da un sogno che temo sia qualcosa di
più che scariche nel mio inconscio di sinapsi casuali. Un uomo privo di
gambe è seduto davanti a me su una poltrona verde. Per un po' non dice
niente, poi comincia a ridere e mi dice che non posso scappare, che lui è alle
mie spalle e le sue intenzioni sono omicide. Poi mi sono svegliato con un
grido.
La domanda allora è: a chi si riferiva? E come faccio a bloccare
l'assassino?

15 luglio, ore 9.00

Sono stato liberato dalla tortura della scrivania. Mi informano che lo


psichiatra del Bureau riposa comodamente al reparto di cure intensive dopo
aver infilato la testa nel forno acceso. Ho scoperto che è per l'interessamento
di Windom se sono di nuovo in servizio operativo. Lavoreremo insieme.
L'immagine dell'uomo senza gambe e il ricordo delle sue parole non mi
abbandonano mai.

28 luglio, ore 17.00

Diane, sono davanti al corpo di un uomo di circa trentanni. Ha i polsi


legati dietro la schiena e sembra che sia stato ucciso con un unico colpo alla
nuca. Gli hanno tagliato le mani, ha i denti fracassati e il volto straziato.
Forse non sapremo mai chi era e che cosa faceva. Sembra l'operato della
malavita organizzata.

1° agosto, ore 21.00

Diane, ho appena ricevuto una telefonata di Windom. Sto andando a un


appuntamento con lui in una zona nota per essere frequentata da malavitosi.
Ho registrato qualcosa di totalmente nuovo nel tono della sua voce. Quanto
sto facendo non rientra assolutamente nella procedura normale, ma mi sento
tenuto a rispettare gli anni di esperienza di Windom.

131
1° agosto, ore 23.00

Diane, ho trovato la macchina di Windom. Lui non c'è. Sto entrando in un


edificio abbandonato... Le sensazioni che provo sono tutte negative... sto
entrando da uno squarcio sul lato dello stabile... procedo per quanto resta di
un corridoio verso una rampa di scale... Lassù c'è qualcosa... Diane, in cima
alle scale ho trovato il portafogli e la tessera di Windom... Proseguo...

2 agosto, ore 1.00

Diane, alle 23.10 circa sono arrivato davanti a una porta con una grande X
tracciata con il gesso. L'ho aperta e sono entrato in una stanza totalmente
vuota al centro della quale, sul pavimento illuminato da un fascio di luce
lunare che penetrava da un'apertura nella parete c'erano due mani.
Presumo che appartengano... da controllare. Una congettura non è un
fatto. Le analisi di laboratorio stabiliranno se appartengono al cadavere
rinvenuto nella Ventottesima. In tal caso, devono essere state tenute in
frigorifero, perché non presentano gli effetti degenerativi della
decomposizione.
Nessuna traccia di Windom.

2 agosto, ore 3.00

Diane, sono appena uscito dall'abitazione di Windom dopo una lunga


chiacchierata con Caroline. A suo dire, Windom ha ricevuto una telefonata
ieri sera verso le sette. Poco dopo è uscito dicendole di non aspettarlo alzata.
Non le ha confidato chi lo ha chiamato e perché.
Ho trovato che la mia capacità di dare conforto è molto carente. Non ho
saputo offrire parole d'aiuto a Caroline perché affronti l'ansia per la
scomparsa di suo marito. Ma è una donna forte, certamente straordinaria.

2 agosto, ore 8.00

Diane, è stato rinvenuto un altro cadavere. Le circostanze sono analoghe.

132
Polsi legati dietro la schiena, mani tranciate, volto straziato, denti fracassati e
un proiettile alla testa. Le analisi di laboratorio sul primo cadavere hanno
portato alla luce un fatto molto inquietante. Le ferite al volto e la mozzatura
delle mani, sono state inflitte alla vittima quando era ancora in vita. È stato
torturato. Le impronte digitali prelevate sulle mani mozzate hanno
identificato un certo Louis Dante, figura di secondo piano della criminalità
organizzata nella zona di Pittsburgh con precedenti per estorsione e tentato
omicidio. Sapremo nel giro di poche ore se le mani e il cadavere sono ex
compagni di sventura. Io scommetto di sì.
Windom doveva essere sulle tracce di qualcosa. Mi piacerebbe molto
sapere chi gli ha telefonato a casa ieri sera. Temo molto per la sua sorte.

2 agosto, ore 21.00

Windom è scomparso da ventiquattr'ore. Diane, con il passare dei minuti


cresce l'ansia per la sua sorte. Ho parlato a Caroline. Si difende bene (si
sente squillare un telefono), scusami... Mi è stato detto di recarmi a una
chiatta abbandonata sul fiume Ohio. Devo andarci da solo. Che cosa mi
aspetta non so.

2 agosto, ore 23.00

Sono all'ombra di una gru. Sotto c'è la chiatta, semisommersa nelle acque
del fiume. Nella debole luce lunare vedo due oggetti bianchi al centro... sono
mani mozzate all'altezza dei polsi come le altre. C'è però una differenza. Una
mano stringe un piccolo rettangolo di cartone nero e l'altra un rettangolo
bianco, il cui significato attualmente mi sfugge. Che razza di gioco è questo,
Diane?

3 agosto, ore 10.00

A occuparsi dell'indagine è arrivato il vicedirettore della divisione


investigativa criminale. Si chiama Gordon Cole. Pare che abbia problemi di
udito e corde vocali di una potenza che mi era sconosciuta. Ho riesaminato

133
con lui i dati raccolti sul caso e le direzioni nelle quali stiamo svolgendo le
indagini. Mi ha dato il nulla osta e se n'è ripartito per Washington, veloce e
assordante com'era arrivato.

3 agosto, ore 16.00

Caroline ha ricevuto una comunicazione da Windom. Ci sto andando


adesso.

3 agosto, ore 17.00

Diane, due minuti prima delle quattro di oggi pomeriggio Caroline ha


ricevuto una telefonata. La voce era appena percettibile, ma è sicura che si
trattasse di Windom. Ha pronunciato solo una parola, ripetuta due volte:
«Affondo, affondo». A questo punto la telefonata è stata interrotta. L'origine
della chiamata è incerta. All'insaputa di Caroline, ho fatto mettere sotto
controllo la sua linea, ma la telefonata è stata troppo breve e si è potuto
determinare solo che proveniva da questa stessa zona. Caroline è
comprensibilmente molto sconvolta. È tuttavia molto forte e la mia
ammirazione per lei cresce con il passare delle ore. Temo che se non lo
ritroviamo al più presto, è possibile che Windom non sopravviva.

3 agosto, ore 19.00

È stata identificata la seconda vittima. È Jimmy Lester, un ladruncolo con


una lunga lista di arresti a carico. Non si vedono nessi tra le due vittime. Non
c'è prova che siano mai entrati in contatto. Uno era un ladruncolo e l'altro
uno sgherro al servizio della malavita organizzata.

4 agosto, ore 22.00

Central Medical. Alle nove e mezzo di stamane Windom è entrato in


ufficio ed è stramazzato al suolo. Per sapere dov'è stato in questi tre giorni

134
dovremo aspettare che abbia ripreso le forze. Attualmente riposa sotto stretta
osservazione. Sapremo domani mattina se ha subito danni permanenti.
Caroline è al suo fianco in attesa, come tutto il Bureau.
So che c'è una risposta a questo enigma. Due delinquenti assassinati, mani
tranciate, un pezzetto di cartone nero e uno bianco, le parole di Windom a
Caroline: «Affondo, affondo». Mi sfuggono i collegamenti. Ho bisogno del
suo aiuto.

5 agosto, ore 7.30

Ho registrato la seguente conversazione con Windom un'ora fa:

WINDOM: Quello è il sole?


COOPER: Sì.
WINDOM: Bene.
COOPER: Che cos'è accaduto negli ultimi quattro giorni?
WINDOM: Sei un ottimo studente, Coop.
COOPER: Gli ultimi quattro giorni. Ricordi dov'eri?
WINDOM: (Risa) Crepe nella porta.
COOPER: Che cos'hai visto?
WINDOM: Visto?
COOPER: Sì, che cos'hai visto?
WINDOM: Dale Cooper.
COOPER: Che cos'hai visto?
WINDOM: L'abisso, Coop. L'abisso.
COOPER: Che cosa ci hai trovato?
WINDOM: Trovato?
COOPER: Sì.
WINDOM: Cose meravigliose.

A questo punto Windom ha perso conoscenza. Proverò di nuovo quando


si risveglierà. Se fossero pensieri lucidi o quelli di un uomo ancora sotto
choc non so.

5 agosto, ore 21.00

135
Forse non scopriremo mai che cosa è successo a Windom in questi ultimi
giorni. Lui non ricorda niente, almeno niente che possa contribuire a
risolvere l'enigma degli omicidi e della sua scomparsa.
Sono sicuro che interpretando il suo riferimento all'abisso e alle cose
meravigliose che vi avrebbe visto, avremmo la chiave di quanto gli è
accaduto, ma anche questo resterà un mistero. Non ricorda la nostra
conversazione.
È possibile che il mio sogno sia ricollegabile all'accaduto? Un uomo senza
gambe mi dice che non posso sfuggire all'assassino. Cadaveri con le mani
mozzate. L'abisso e le cose meravigliose. Sento una tenebra dietro a tutto
questo. Non riesco però a mettere insieme i pezzi. Quello che gli è accaduto
è un segreto per lui come per tutti noi. Saluto con gioia il suo ritorno. È
possibile che insieme riusciremo a chiarire il mistero. Per il momento dice di
desiderare solo una pacifica partita a scacchi.

Le indagini svolte nei quattro mesi successivi non approdarono a nulla. Non
fu effettuato mai alcun arresto.

136
3

20 gennaio 1979, ore 9.00

Diane, in contabilità mi dicono che ho accumulato abbastanza ore per una


vacanza. Dieci giorni di esilio forzato. Windom mi ha dato il nome di
un'isoletta a sud del confine dove mi sarebbe garantito un trattamento di
favore. Credo che accetterò l'offerta. Userò il tempo libero per studiare
tecniche di recupero ostaggi.

25 gennaio, ore 17.00

La casa del Corazon. La casa del cuore. È qui che Windom e Caroline
sono stati in luna di miele. Un passo nel passato. Dal balcone mi affaccio
sulle acque tiepide dei Caraibi. Un vecchio gioca a scacchi in cortile.
Windom mi ha raccontato di un vecchio che gli ha insegnato tutto quello che
sa del gioco degli scacchi. Se questo è lo stesso uomo, deve avere minimo
cento anni.

25 gennaio, ore 23.00

Questa sera c'è stato uno strano episodio. Dopo cena sono uscito in cortile
e mi sono seduto davanti al vecchio e gli ho detto che mi è stato
raccomandato come ottimo insegnante. Il vecchio ha risposto che è vero, poi
mi ha fissato negli occhi per un momento e ha pronunciato le parole: la
muerte. Quindi si è alzato e ha fatto per andarsene. L'ho seguito in cerca di
una spiegazione e l'ho ottenuta quando si è girato verso di me nel buio di
una viuzza.
«C'è morte nei tuoi occhi, non posso insegnarti niente.»
Gli ho chiesto come facesse a dirlo, ma lui ha scosso la testa e ha risposto:
«È la domanda sbagliata».

137
Poi il vecchio è scomparso nella notte.

26 gennaio, ore 8.00

Diane, quando mi sono svegliato stamattina ho trovato inchiodata alla


porta della mia stanza la carcassa sanguinolenta di una gallina. Ho intenzione
di rintracciare il vecchio.

26 gennaio, ore 19.00

Diane, sono davanti alla porta di una baracca. L'interno è illuminato da


una candela. Il vecchio è appeso a una corda legata a una trave. Giudico che
sia morto da dieci, dodici ore. Sull'asse di legno grezzo che gli serviva da
tavolo c'è un pezzo di carta con le parole: «Perdono. Ero solo un vecchio
stupido. Che Dio mi fermi».
A che cosa alludeva? A me? La gente del luogo dice che era solo un
vecchio pazzo. Può essere vero, ma è anche vero che la linea che divide il
genio dalla follia è spesso molto sottile. Qualunque cosa abbia visto quel
vecchio nei miei occhi, ne è stato abbastanza terrorizzato da togliersi la vita.
E perché chiedeva perdono?

Non è chiara l'ora della registrazione seguente.

Diane... buio... buio... Devo andarmene dall'isola... No... No... È una


mano di scimmia... Andarmene dall'isola... Oh...

27 gennaio, ore 21.00

Diane, credo di aver trascorso le ultime venti ore sotto l'effetto di un


potente narcotico. Come e perché mi sia stato somministrato, non lo so.
L'effetto che mi ha provocato è stato di un profondo senso di disturbo e
confusione. Le finestre che ha aperto sul mio inconscio erano di terrore.

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C'era il male dietro tutto questo e sono sicuro che in qualche modo il fatto
va collegato alla morte del vecchio e a episodi ignoti che stanno avvenendo a
casa. Chiamala premonizione, ma sono sicuro che a Pittsburgh sta avendo
luogo qualcosa di terribile e non c'è niente che io possa fare per evitarlo. Qui
non ci sono telefoni e la prossima nave arriverà solo domani mattina. Se
solo potessi comunicare con Windom.

28 gennaio, ore 10.00

Terra in vista. L'angoscia che mi è presa ieri è ancora molto forte. Credo
anche di cominciare ad avere mal di mare. Con un po' di fortuna e un vento
di coda costante dovrei fare in tempo per la coincidenza ed essere di ritorno
a Pittsburgh prima di notte.

28 gennaio, ore 23.00

Diane, non capisco come abbia potuto decidere di isolarmi in mezzo al


mare in un momento come questo. Hanno rapito Caroline Earle. Secondo i
miei calcoli, il sequestro ha avuto luogo nel momento in cui mi trovavo sotto
l'effetto del narcotico. Non ho idea di come ci possa essere un nesso tra fatti
che avvengono a duemila chilometri di distanza. Sono tuttavia certo che una
relazione ci sia. Forse dipende dalla filosofia tibetana secondo cui non
esistono accadimenti che non siano collegati tra loro.
La mia conoscenza dei fatti è molto lacunosa. Tre uomini hanno fatto
irruzione mentre Windom e Caroline sedevano a consumare un pasto a casa
loro. Erano ben armati e hanno agito in maniera assolutamente
professionale. Prima che potesse tentare di opporre resistenza, Windom è
stato tramortito. Al suo risveglio, Caroline non c'era più.
Non è stato ricevuto alcun messaggio da parte dei rapitori. Tutte le forze
dell'ordine sono state allertate. Attualmente tuttavia non ci sono elementi su
cui operare. Ciò di cui abbiamo più bisogno adesso è un po' di fortuna.

29 gennaio, ore 3.00

139
Ancora niente. Ho riferito a Windom che cos'è successo sull'isola. Mi è
sembrato particolarmente interessato a quello che mi ha detto il vecchio
prima di togliersi la vita.
È curioso, ma Windom non ha manifestato né tristezza né sorpresa alla
notizia della morte del vecchio. Immagino che dopo quanto è accaduto in
questi ultimi giorni, niente possa più sorprenderlo o rattristarlo.

29 gennaio, ore 7,00

Nessuna nuova, Diane. Sono rimasto sveglio per quasi tutta la notte con
Windom a giocare a scacchi mentre aspettavamo. Non si può certo dire che il
suo senso strategico abbia avuto a patire per la situazione corrente. Ha vinto
tre partite di fila. È opinione del Bureau che sia più che probabile un
attentato alla vita di Windom. Non mi allontanerò da lui finché la minaccia
non sarà passata.

29 gennaio, ore 9.00

Stamattina è stato fermato un vagabondo che indossava il pullover che


aveva Caroline quando è stata portata via da casa. Stiamo andando a
interrogarlo.

29 gennaio, ore 10.00

Diane, quella che segue è la conversazione che ho avuto con il


vagabondo.

COOPER: Dove hai preso il pullover?


VAGABONDO: Me l'ha regalato il Signore. Dio dà e Dio toglie.
COOPER: Ti ha detto niente Dio?
VAGABONDO: Ha riso.
COOPER: Che aspetto aveva?
VAGABONDO: Se guardi Dio, lui ti trasforma in pietra.
COOPER: C'era nessuno con lui?

140
VAGABONDO: Un angelo con la faccia rossa, come quella di Cristo.
COOPER: In che senso?
VAGABONDO: Sangue.
COOPER: Quest'angelo era uomo o donna?
VAGABONDO: Era un angelo senza pullover. Ha strillato come una donna
quando Dio le ha fatto male.
COOPER: Come fai a sapere che era Dio?
VAGABONDO: Perché mi ha detto di portare il suo messaggio.
COOPER: Qual è il messaggio?
VAGABONDO: Dio è dappertutto.

Il resto della conversazione non è pertinente. Il fatto che il vagabondo


abbia ricevuto il pullover non è casuale. I rapitori sapevano che lo avremmo
trovato e che ci avrebbe detto esattamente ciò che volevano che noi
udissimo.
Il messaggio è inquietante. Hanno fatto del male a Caroline e non hanno
paura di fargliene anche di più se è necessario. Ritengo che ci abbiano
parlato in codice, ma non afferro il senso completo delle loro parole. «Dio è
dappertutto». Credo che qui ci sia la chiave.
Stiamo conducendo ricerche a tappeto nella zona in cui è stato fermato il
vagabondo, ma non mi aspetto alcun risultato. Windom osserva in silenzio,
impotente come tutti noi.

31 gennaio, ore 23.00

Diane, passo un altro giorno senza notizie di Caroline. Con il trascorrere


di ogni ora temo che le probabilità di ritrovarla viva si riducano sempre di
più. Non sono state avanzate richieste, la logica del suo sequestro mi sfugge,
a meno che l'intenzione sia stata di difendere un segreto che lei già
conosceva. Ma che cosa poteva sapere Caroline che fosse una minaccia per
loro? O vogliono far stare zitto Windom? Lui non ha fatto intendere niente
in tal senso e io devo fidarmi.
Continuo a tornare a quelle parole: «Dio è dappertutto». La logica
conseguenza di questa affermazione, se si vuole, è che se Dio è dappertutto,
allora vede e sente tutto. C'è in questo un grave sottinteso che non ho
espresso a nessuno, nemmeno a Windom. C'è forse una talpa al Bureau,

141
qualcuno che osserva e ascolta tutto quello che facciamo? E se è così, perché
farcelo sapere? Sono alla deriva.

2 febbraio, ore 11.00

È arrivato un messaggio al quartier generale del Bureau a Washington. Il


testo è il seguente:

Lo ama, non lo ama. Non è morta, ma il suo amore sì.


Caroline, Carol, Ca, C. addio.

Il messaggio è stato ricevuto su una linea telefonica riservata. Come vi


abbiano avuto accesso, nessuno lo sa. Abbiamo chiaramente a che fare con
una mente di immensa complessità e astuzia. Crescono i miei timori che tutto
possa aver origine all'interno del Bureau. Non ne ho parlato con Windom,
ma dovrò farlo.

3 febbraio, ore 23.00

Ho confidato a Windom le mie preoccupazioni che la persona che


cerchiamo sia nel Bureau. Mi ha esortato alla massima prudenza,
raccomandandomi di non farne parola con nessuno. Ancora niente da parte
dei rapitori e nessun indizio su dove si possa trovare Caroline.

5 febbraio, ore 21.00

Diane, Windom mi ha permesso di interrogarlo sotto ipnosi. Siamo


entrambi dell'opinione che quello che è successo a lui durante il periodo
della sua scomparsa è in relazione con il sequestro di Caroline. Segue un
estratto della seduta ipnotica che è durata due ore.

COOPER: Dove ti trovi ora?


WINDOM: C'è molta luce e c'è un gran buio.
COOPER: Che cosa vedi?
WINDOM: La verità... ah ah ah.

142
COOPER: Perché ti hanno portato lì?
WINDOM: Non mi hanno portato, sono stato prescelto.
COOPER: Per che cosa sei stato prescelto?
WINDOM: Per diventare un buon scout. (Risa)
COOPER: Perché ti hanno rilasciato?
WINDOM: Per fare il mio lavoro.
COOPER: Che lavoro è?
WINDOM: Non lo vedi da te?
COOPER: No.
WINDOM: Caroline l'ha visto.
COOPER: Che cosa ha visto?
WINDOM: L'amore... e il male.
COOPER: Mi potresti accompagnare dove hanno portato te?
WINDOM: No.
COOPER: Perché?
WINDOM: Non ci si può arrivare da qui. (Risa)

Ho concluso la seduta poco dopo quello scambio, poi l'ho riascoltato con
Windom. Temo che offra scarso aiuto a tutt'e due.
Per i due mesi successivi il luogo in cui si trovava Caroline rimase un
mistero.

143
4

10 aprile, ore 11.00

Diane, sono all'aeroporto. C'è stato notificato che nel corso di una retata di
prostitute in Lower Manhattan, è stata arrestata una donna che risponde alla
descrizione di Caroline. Io e Windom siamo in partenza per andare a
identificarla.

10 aprile, ore 13.00

L'abbiamo mancata per un pelo, Diane. Nella fotografia che le hanno


scattato in seguito all'arresto possiamo azzardarci ad affermare che è lei,
tuttavia è uscita un'ora fa dietro cauzione.
La vista della moglie nelle condizioni in cui si trova ora è stato un trauma
terribile per Windom. Devo ammettere che a un primo sguardo non l'avrei
riconosciuta. Che genere di male indicibile può fare una cosa del genere a
una persona? La polizia metropolitana ha diramato una segnalazione
generale, come del resto hanno fatto i nostri. Scenderò a battere le strade
anch'io.

11 aprile, ore 3.00

Diane, per oggi chiudo qui. Nessun avvistamento.

11 aprile, ore 14.00

Caroline è stata ritrovata un'ora fa. Ora siede in una stanza da


interrogatorio ammanettata per impedire che arrechi danno a sé o ad altri.
Non ha riconosciuto Windom e sembra sotto l'influenza di stupefacenti,

144
forse eroina, ma la potenza della droga deve essere stata incredibile se ha
trasformato la donna che conoscevo nella creatura che ho davanti agli occhi
adesso.
Verrà trasferita al Bellevue Hospital in attesa che le sue condizioni si
stabilizzino prima che la accompagniamo a Pittsburgh. Windom è forte, ma
non parla. Non so immaginare quali orribili segreti siano chiusi nella mente
torturata di Caroline. Uno di noi le resterà sempre vicino. Resta la forte
possibilità che il responsabile di questo indicibile abuso ci riprovi se la
dovessero ritenere ancora una minaccia.

11 aprile, ore 21.00

Bellevue. Ho dato il cambio a Windom. Cominciano ad apparire i primi


segni di crisi di astinenza. Sarà una nottataccia.

11 aprile, ore 23.00

Le grida di Caroline echeggiano in tutti i corridoi dell'ospedale. Diane, che


razza di mostro può aver inflitto tanto male a un'innocente?

12 aprile, ore 6.00

Caroline ha smesso di gridare circa un'ora fa. Windom è rimasto fuori ad


ascoltare finché ha smesso. Ora sembra che riposi, anche se in evidenti
condizioni di grande sofferenza. Dall'analisi del sangue è risultato un alto
livello di eroina e minori quantitativi di un'altra droga che non è stata ancora
identificata. Sapremo di più sulle sue condizioni quando riacquisterà
coscienza.

12 aprile, ore 19.00

Nessun mutamento nelle sue condizioni. I medici non sono ancora riusciti
a identificare l'altra sostanza trovata nel sangue di Caroline. L'unica cosa che

145
hanno stabilito è che è di origine esotica, pericolosa e diversa da ogni altro
composto noto.

13 aprile, ore 5.00

Sono trascorse quasi ventiquattr'ore senza che ci siano stati cambiamenti. I


medici temono che se non riacquista conoscenza presto, non torni più in sé.

13 aprile, ore 8.00

Diane, poco fa Caroline ha aperto gli occhi. Le ho preso la mano e ho


cercato di comunicarle che è salva. Poi è entrato Windom e si è chinato su
sua moglie ad accarezzarle dolcemente la fronte. Le sono affiorate le lacrime
agli occhi. Credo che abbia compiuto il primo passo sulla via del ritorno.

13 aprile, ore 16.00

Caroline non ha ancora parlato, ma credo che sappia chi sono. I medici ci
hanno detto che possiamo riaccompagnarla a Pittsburgh domani. Dietro
richiesta di Windom, sono stato incaricato della sua protezione, perché è
ragionevole pensare che lo stato di emergenza non sia ancora cessato.
La mente, Diane, è la medicina più potente che si conosca. Esistono
tecniche incomprese nel mondo occidentale che potrebbero essere di
qualche utilità. Ne ho parlato a Windom, che ha acconsentito a lasciarmi
tentare qualsiasi cosa possa restituirci Caroline. Mai il dolore di un altro
essere umano mi ha toccato così nel profondo.

14 aprile, ore 15.00

Caroline mi ha chiamato Cooper. Domani la trasferiamo in una casa


sicura, perché in ospedale il rischio è troppo alto. Le sue reazioni nei
confronti di Windom sono confuse. Sa chi è, ma contemporaneamente c'è
qualcosa che la trattiene.

146
15 aprile, ore 2.00

Diane, c'è stato un attentato alla vita di Caroline. La stessa droga


misteriosa che le è stata riscontrata nel sangue era presente nella sua flebo.
La dose sarebbe stata sufficiente a uccidere venti persone. Mi sono accorto
di una lieve differenza nel colore del liquido quando l'infermiera le ha
inserito l'ago nuovo e ho fermato il flusso prima che raggiungesse il braccio
di Caroline. Windom sta interrogando tutto il personale che può aver avuto
accesso alla flebo di Caroline. La trasferiamo questa sera in una casa sicura
invece di aspettare fino a domani.

15 aprile, ore 4.00

Siamo nella casa sicura e Caroline riposa tranquilla. Non sa che hanno
nuovamente cercato di ucciderla. L'interrogatorio del personale dell'ospedale
non ha dato alcun frutto. Nessuno ha visto niente che fosse anche
minimamente fuori dell'ordinario. È stato solo per un colpo di fortuna se
l'assassino non è riuscito nel suo intento. Non mi sento nemmeno sicuro che
questa casa sia invulnerabile.

15 aprile, ore 18.00

Tutto è tranquillo. La casa è come una fortezza. Oggi Caroline ha sorriso e


mi ha tenuto la mano. Windom mi è parso molto contento.

16 aprile, ore 2.00

Caroline si è svegliata con un grido terribile. Sono corso in camera sua e


ho trovato Windom che le parlava dolcemente. Caroline ha detto di aver
visto la faccia di un uomo, che costui la perseguita ancora e che sa che dovrà
morire. Non è stata tuttavia capace di identificarlo. Poi Windom è riuscito a
farle riprendere sonno. Sembra che qualcosa nel suo inconscio la trattenga.
Forse domani Windom mi permetterà di fare un tentativo.

147
16 aprile, ore 15.00

Diane, scheda il nastro seguente come prima seduta ipnotica, soggetto


Caroline Earle. Non è facile da ascoltare.

COOPER: Mi capisci?
CAROLINE: Sì.
COOPER: Sai chi sono?
CAROLINE: Sì.
COOPER: Voglio che ritorni alla notte in cui sei stata rapita... stai cenando.
Che cos'è successo?
CAROLINE: Costolette di maiale... le luci si spengono... Windom grida:
«No!»
COOPER: Vedi qualche volto?
CAROLINE: No.
COOPER: Poi che cos'è successo?
CAROLINE: Una mano mi copre la faccia. Grido.
COOPER: E poi?
CAROLINE: Colpiscono... colpiscono e colpiscono e colpiscono. No...
Aiuto.
COOPER: È tutto a posto, qui sei al sicuro, non possono più farti del male.
Ricordi che cos'è successo dopo?
CAROLINE: Buio... mani mi toccano... di nuovo e di nuovo. Basta, basta...
Mi fa male al braccio, punge.
COOPER: Un ago?
CAROLINE: Sì.
COOPER: Ti hanno iniettato una droga.
CAROLINE: Brucia. Voglio lasciar uscire il cervello dalla testa.
Picchiarmela.
COOPER: Ricordi qualche volto?
CAROLINE: Sì.
COOPER: Chi è? È l'uomo che ti ha fatto questo?
CAROLINE: Soccorritore. È morto.
COOPER: Come fai a sapere che è morto?
CAROLINE: No...
COOPER: Va tutto bene, con me sei al sicuro. Dimmi che cos'è successo al
soccorritore.

148
CAROLINE: Ho la sua testa in grembo, mi guarda. Il suo corpo è per terra.
COOPER: Non capisco.
CAROLINE: Lo sento gridare... Gli tagliano la testa. Me la mettono in
grembo. No! No! No! No!
COOPER: Ricordi le altre facce?
CAROLINE: Non mi lasciano.

A questo punto, Diane, l'ho risvegliata dall'ipnosi. Controlla al


dipartimento di polizia locale e senti se negli ultimi due mesi è stato
rinvenuto qualche cadavere decapitato.
Mio Dio, che cos'ha dovuto vedere Caroline. L'ho tenuta fra le braccia
dopo l'ipnosi finché fortunatamente il sonno le ha permesso di riposare.
Voglio aiutarla come non ho mai desiderato altro in vita mia.

17 aprile, ore 21.00

Diane, l'identità del principale persecutore di Caroline resta ignota. La mia


è solo una sensazione, ma non riesco a togliermi dalla testa che Caroline stia
reprimendo qualcosa. È come se identificare il pazzo la porterebbe a rivivere
tutto il terribile dolore dell'esperienza reale. Continua tuttavia a fare
progressi, anche se non posso fare a meno di notare certe difficoltà nella
ripresa dei normali rapporti tra lei e Windom. Ciò mi mette in una posizione
delicata, dato che la mia attrazione per lei aumenta con il passare delle ore.
Non posso lasciare che i miei sentimenti personali interferiscano. Io qui
sono solo uno spettatore e tale devo rimanere. Ho un compito da svolgere e
niente altro.

20 aprile, ore 21.00

Windom ha deciso di non restare alla casa sicura. Ha l'impressione che la


sua presenza costante sia di impedimento al recupero di Caroline. Io sospetto
che si ritenga responsabile del rapimento e che creda che la sua presenza
serva solo a ricordarle la sua terribile avventura.
Abbiamo parlato per ore sulla natura del crimine che è stato commesso
contro sua moglie. Windom pensa che debba essere senza dubbio ricollegato

149
al rapimento subito da lui, ma non ha idea di quale sia il nesso.
Prima di tornare in città, Windom mi ha confidato di credere che il male
esista come una forza vitale indipendente e che alla lunga sconfiggerà il bene
con l'inganno. «Alla fine di tutte le battaglie solo il vincitore viene onorato»,
ha detto Windom, «e nessuno ricorda se era dalla parte del bene o del male.»
Questo viene dalla più fine mente che abbia incontrato nelle forze
dell'ordine.

21 aprile, ore 7.00

Arrivando in città ieri sera, Windom è stato aggredito mentre entrava in


casa sua. Ha subito ferite superficiali da coltello alla mano e al braccio. Gli
aggressori si sono dileguati.
A quanto pare gli hanno perquisito la casa. Non ho riferito a Caroline
dell'aggressione. Vorrebbe raggiungerlo e il rischio sarebbe eccessivo.
Chi è la persona che Caroline potrebbe identificare? E perché non riesce a
ricordare chi è? Windom è ora a sua volta sotto protezione e non può fare
ritorno alla casa almeno finché non ci saremo accertati che nessuno lo sta
spiando.

30 aprile, ore 19.00

Non so che cosa fare. Mi trovo nella difficile posizione di dover scegliere
tra venir meno alla lealtà verso un amico e maestro o negare l'amore.
I sentimenti che ho cominciato a provare per Caroline sono a quanto pare
corrisposti.
Oggi, durante una passeggiata, Caroline mi ha confessato di amarmi e di
avermi amato dal giorno in cui ci siamo conosciuti. All'inizio ho cercato di
resistere e di convincerla di non poter dire di provare lo stesso sentimento
per lei, ma Caroline ha letto senza fatica nella mia anima e abbiamo finito
per abbracciarci a lungo e appassionatamente.
Non sono mai stato capace di dirlo a proposito di nessun'altra, ma ora
affermo di amarla più della vita stessa. Voglio dedicare a lei ogni pensiero,
ogni impulso, ogni secondo della mia coscienza. Voglio aiutarla a guarire e
voglio proteggerla per il resto della mia vita. Abbiamo fatto l'amore sotto

150
uno sfolgorante sole primaverile. È stata la prima volta che l'ho vista felice
da quando si è conclusa la sua tragica avventura.
Non so che cosa racconterò a Windom quando arriverà qui domani
mattina. A parte il fatto che sarebbe inutile provare, non gli mentirei mai.
Per il momento abbiamo la notte. Domani mattina sarà un altro giorno.

Le poche parole che seguono sono pronunciate dalla voce di Caroline a


un'ora imprecisata di quella stessa sera.

Ti amo, Dale Cooper.

30 aprile, ore 23.30

Poco fa Caroline si è svegliata da un sogno gridando. Ha visto il volto


dell'uomo che l'ha rapita ed è sicura di conoscerlo. Credo che il muro che ha
costruito dentro di sé stia cominciando a cadere. Ha accettato di tentare
un'altra seduta ipnotica. Penso che forse su un punto Windom si sbaglia.
L'amore è più forte del male.

1° maggio, ore 1.00

C'è qualcosa di strano... Caroline!

L'ora della registrazione seguente non è precisata.

Mi hanno accoltellato... perdo conoscenza... Caroline è morta... Caroline è


morta... Perdono.

151
5

«Era una brutta scena, la più brutta che mi sia capitata, e lo dico dopo
una guerra e dieci anni al Bureau. I fatti si sono svolti così:
«Verso le nove del mattino alle chiamate urgenti del distretto è arrivata
una telefonata frenetica di qualcuno che chiamava aiuto dalla casa sicura.
La segnalazione è stata trasmessa alla polizia locale che a sua volta l'ha
notificata a noi. Si ritiene che a fare la telefonata sia stato l'agente Earle.
La polizia è arrivata alla casa un minuto circa prima di noi. Abbiamo
messo sotto sorveglianza l'intero perimetro e siamo entrati. In soggiorno,
per terra, c'era l'agente Cooper accasciato contro una poltrona. Era stato
ferito una volta al petto con un'arma da taglio. Aveva perso molto sangue
ed era privo di sensi. Tra le sue braccia c'era Caroline Earle. Anche lei era
stata accoltellala ed era deceduta. Le tracce di sangue stavano a indicare
che era stata uccisa in camera da letto e quindi trascinata nella posizione
in cui l'abbiamo ritrovata noi. L'agente Earle è stato rinvenuto in un
angolo della cucina con il ricevitore del telefono stretto nella mano. Era in
evidente stato di choc, impossibile comunicare con lui. Potrei dire che
sembrava privo della ragione. Non ci furono mai arresti.»
Bill Raum
Agente speciale FBI

15 maggio

Non ho l'orologio a portata di mano. Sono in un ospedale. Le pareti sono


celesti. Nella mia camera c'è un'altra persona, ma ancora non l'ho vista, l'ho
sentita solo tossire, perché non mi posso muovere dalla posizione in cui mi
trovo. Caroline è morta. Mi pare di aver capito che è stato Windom a
trovarci. Non so se ora come ora sono in grado di affrontarlo.
Ricordo poco della sera dell'aggressione. Ricordo però di aver ripreso
conoscenza e di aver trovato Caroline priva di vita tra le mie braccia... Aveva
gli occhi chiusi. Il dottore dice che sono molto fortunato a essere ancora

152
vivo... Gli ho risposto che se è così che crede, allora non capisce niente di
che cos'è in realtà la vita al di là del meccanico pompaggio del sangue. Mi
dicono che Caroline è stata seppellita dieci giorni fa... Avrei dovuto esserci
io... Avrei dovuto essere io.

20 maggio, ore 7.00

Diane, cercherò per quanto posso di ricostruire la notte dell'aggressione.


Verso l'una mi sono accorto di movimenti sospetti nei pressi della casa.
Caroline dormiva. Ho estratto la pistola e ho ispezionato l'interno della casa
senza trovare segni di scasso. Non ho notato niente di allarmante neanche
all'esterno. Tornato in camera per controllare Caroline, mi sono reso conto
della presenza di un estraneo. Prima che potessi reagire, mi è stata conficcata
una lama di coltello fra le costole, che mi è penetrata nel polmone sinistro.
Credo che a questo punto ho chiamato Caroline e poi ho perso conoscenza.
Ricordo quindi di essermi svegliato per qualche istante, ritrovandomi
Caroline fra le braccia. La lunga camicia bianca che indossava era inzuppata
di sangue.
Ora c'è qui papà con me e c'è anche Gordon Cole. Mi pare che abbiano
legato. Diane, credo di sapere per la prima volta in vita mia che cos'è
l'amore, perché l'ho perduto.

20 maggio, ore 15.00

Gordon mi ha detto che è stato Windom a trovarci. E che quello che ha


trovato è stato troppo per lui. A quanto pare da quel momento in poi la sua
mente è diventata irraggiungibile. Una ferita più grave di quella che si può
infliggere con un coltello. Si trova attualmente nel reparto psichiatrico di
questo stesso ospedale.
Mio Dio, che cos'ho fatto. Ho tradito il mio migliore amico e la follia me
lo ha strappato. E non sono stato capace di proteggere la vita della persona
che amavo più di ogni altra cosa al mondo.
Appena mi sarà possibile, devo andare da Windom. E da Caroline.

153
25 maggio, ore 16.00

Evidentemente avevo una lenta emorragia di cui nessuno si era accorto.


Ieri un'improvvisa rottura dei vasi sanguigni ha provocato una massiccia
perdita di sangue. Ricordo la sensazione di scendere trasportato dall'acqua di
un torrente in mezzo a un mucchio di gente che correva verso di me. Volevo
dire a tutti che non c'era alcun pericolo, che potevano lasciare che mi
portasse la corrente.
Oggi pomeriggio papà mi ha detto che il mio cuore ha cessato di battere
per due minuti. Che ero morto. Non ricordo di aver visto una luce come
hanno riferito alcuni. Solo la sensazione di essere trasportato dalla corrente e
un senso di pace... Avrei preferito che mi avessero lasciato andare.

1° giugno, ore 14.00

Diane, sono per la prima volta su una sedia a rotelle. Questa notte ho
sognato di essere disteso sul pavimento della casa sicura. Sanguinavo e
sentivo Windom ridere. C'era qualcosa in quel sogno che mi ha molto
turbato. I medici dicono che domani potrò vederlo, ma mi hanno avvertito
che non mi riconoscerà.

2 giugno, ore 16.00

Windom è seduto in un angolo della stanza, isolato, immobile. Mi hanno


portato a vederlo sulla mia carrozzella. Per non so quanto tempo, forse
qualche minuto, mi ha fissato senza batter ciglio, poi improvvisamente in lui
è cambiato qualcosa, si è alzato e ha cominciato a ridere. Ho cercato di
comunicare, ma è stato inutile. Ha pronunciato solo due parole: «Scacchi?
Nessuno?»
Mentre mi spingevano fuori, mi sono girato ancora una volta a guardarlo.
Aveva smesso di ridere e i suoi occhi si sono fissati nei miei. Poi ha parlato
di nuovo.
«Tocca a te.»
Ha riso di nuovo mentre me ne andavo. Windom è l'ultima persona al
mondo che mi sarei aspettato di veder ridotta in questo stato. Non posso

154
nascondermi di essere in parte o totalmente responsabile delle sue
condizioni.

7 giugno, ore 10.00

Anche se ci vorranno molte settimane prima che sia fisicamente in grado


di riprendere servizio, oggi mi dimettono dall'ospedale. Quando sarò pronto
mentalmente ed emotivamente a rimettermi al lavoro, non so dire.

10 giugno, ore 16.00

Sono alla tomba di Caroline. C'è una piccola lapide di granito rosso. Dice:
«In ricordo...» Chi può aver fatto una cosa simile?

14 luglio, ore 21.00

Le mie ferite sono quasi guarite. Il mio spirito invece è lungi dallo star
bene. Ho deciso di chiedere a Gordon una licenza supplementare quando
sarà scaduta quella di convalescenza.

20 luglio

Mi assumo tutta la responsabilità. Ho fallito.

Nei mesi seguenti Cooper fece solo due registrazioni. Non è chiaro dove
abbia trascorso questo periodo.

Non so chi sono. Cerchiamo e cerchiamo e finiamo sempre a guardare


nello stesso specchio, la stessa immagine riflessa, sperando un giorno o
l'altro di trovarci qualcosa di diverso.

155
Guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci...
guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci... guarisci...
guarisci... ti prego.

156
Parte Sesta

157
1

1° febbraio 1980, ore 12.00

Credo di essere pronto e ho chiesto a Gordon di rimettermi in servizio


attivo. Il mio corpo è forte, la mia mente lucida e senza rimorsi. Non sono
invece forse pronto a credere a ciò che sto per affermare.
Windom Earle aveva perso la ragione molto prima di quella terribile notte
ed è colpevole dell'aggressione ai miei danni e dell'omicidio di sua moglie.
Non sono in grado di provarlo, perché è un avversario troppo astuto, ma nel
mio cuore ne sono sicuro.
Come e perché Windom abbia varcato questo confine, non so dire. Ora
ritengo che il sequestro da lui subito riguardasse lo spirito e non il corpo.
Windom è stato sopraffatto dal male. Il Windom che avevo conosciuto io
prima di quel momento non esisteva più. Da quel momento in avanti ha
giocato con noi. Tutto quello che è accaduto è opera sua. È stato lui a rapire
Caroline. Le ha somministrato la droga che l'ha condotta sull'orlo della follia.
Ha lasciato che ci innamorassimo per avere il piacere di distruggere il nostro
amore. Devo fare tutto quello che posso per impedire a Windom di mettere
mai più piede fuori da quell'ospedale.

10 febbraio, ore 11.00

Mi sono accordato con Gordon e ho ottenuto il permesso di vedere


Windom. Non ho confidato a nessuno i miei sospetti. Forse dopo la mia
visita avrò qualche prova a sostegno.

11 febbraio, ore 15.00

Il colloquio che segue è stato registrato poco fa. Mentre parlavamo


Windom indossava una camicia di forza.

158
COOPER: Ciao.
WINDOM: Sei molto elegante. I miei guanti... non hanno dita.
COOPER: Sai chi sono?
WINDOM: Sì... vendi qualcosa.
COOPER: Dov'è Windom?
WINDOM: Se n'è andato.
COOPER: Dov'è andato?
WINDOM: In giro, qua e là, per monti e valli... vagherò per forre e colli.
COOPER: Perché hai ucciso Caroline?
WINDOM: Caroline?
COOPER: L'hai fatto perché mi amava?
WINDOM: Non credo, sai, di voler comprare quello che vendi.
COOPER: Sei stato tu ad accoltellarmi?
WINDOM: Definire accoltellare... trafiggere, pugnalare, impalare, stoccare,
infilzare, lama, lancia... ecco! Ho trovato.
COOPER: Perché?
WINDOM: Per guarire tutti i bambini malati del mondo.
COOPER: Dove sei stato portato quando sei scomparso?
WINDOM: Un luogo di riposo, con bagni grandi come piazze d'armi.
COOPER: Che aspetto ha il male, Windom?
WINDOM: Mi fai sempre le domande sbagliate. Credo che tu non abbia
imparato niente.
COOPER: Qual è la domanda giusta?
WINDOM: Che aspetto non ha il male? (Risa)
COOPER: Che cosa ti ha insegnato il vecchio?
WINDOM: Il vecchio?
COOPER: Il vecchio sull'isola che si è impiccato.
WINDOM: Impiccato?... Mi ha insegnato tutto.

Da questo momento in avanti Windom si è rifiutato di continuare a


parlare. Ho fatto ascoltare il nastro a Gordon Cole e gli ho rivelato in via
ufficiosa i miei sospetti. Pur concordando che non esiste un briciolo di
prova, è chiaro a entrambi che Windom Earle non deve più uscire da
quell'ospedale fino alla fine dei suoi giorni.

1° marzo, ore 23.00

159
Ho finito di sbrigare tutto il lavoro di ufficio che si è accumulato durante
la mia convalescenza. Domani dovrei ricevere la mia nuova destinazione.
Sono d'accordo con Gordon che rimanere a Pittsburgh non servirebbe né a
me né al Bureau. Gordon si è fatto veramente in quattro per me. Saprò
presto se il Bureau mi accorda la stessa fiducia.

12 marzo, ore 9.00

Diane, fai i bagagli, si parte per San Francisco.

1° maggio, ore 6.00

Fatto il pieno di benzina e provviste, equipaggiato caravan. Ho un


contenitore termico con sandwich, sottaceti, marshmallow, bustine solubili e
latte. Fra due ore vado a prelevare papà all'aeroporto e poi a ovest, il futuro.
Posso solo sperare che sia più promettente del passato recente.

1° maggio, ore 11.00

Terre Haute, Indiana. Decisamente la vescica di papà non è più forte come
in passato. Calcolo che le fermate più frequenti allungheranno il viaggio di
una giornata.
Mi spiace di non essere stato capace di esprimere i miei sentimenti mentre
lasciavamo Pittsburgh, ma non trovo le parole giuste. Domani, St. Louis.
Kansas City e le Grandi Pianure. Mi piacerebbe molto vedere un bisonte.

2 maggio, ore 14.00

Quarta fermata, oggi. Ho detto a papà che è opportuno che quando torna a
casa prenda in considerazione una visita medica. Abbiamo attraversato il
maestoso Mississippi e adesso faccio una rapida deviazione fino ad Hannibal
per vedere la casa di Samuel Clemens.

160
2 maggio, ore 22.00

Diane, credo di poter affermare con grande certezza che avrei dovuto
nascere cent'anni fa. È troppo tardi ormai per tutti i Tom e gli Huck.

3 maggio, ore 17.00

Se non sbaglio, quei grossi cumuli di terra che vedo all'orizzonte


dovrebbero essere le Montagne Rocciose.

3 maggio, ore 21.00

Diane, un consiglio per prossime avventure turistiche: non accamparsi


mai vicino a una famiglia del New Jersey in un grande caravan metallizzato.

5 maggio, ore 14.00

Il Grande Lago Salato. Mi pare di vedere navigare al largo un gran


numero di mormoni in formazione.

6 maggio, ore 23.00

Reno, Nevada. Ho lasciato papà a un tavolo di roulette in compagnia di


una donna alta e bionda con un vestito rosso grande come un francobollo.
Credo che le stesse dicendo che hanno battezzato con il suo nome un cratere
della luna.

7 maggio, ore 9.00

Compirò da solo il resto del viaggio fino a San Francisco. Non sono
riuscito a rintracciare papà prima dell'alba, quand'era ormai sposato da tre
ore. La mia nuova matrigna si chiama Shamrock. Caso vuole che sia una

161
laureata in lingue germaniche a Bryn Mawr. Hanno in programma di
trascorrere la luna di miele in una piccola capanna con sauna in cima a una
montagna.
Diane, hai mai avuto il dubbio di essere stata abbandonata dagli zingari
davanti alla porta dei tuoi genitori?

10 maggio, ore 16.00

San Francisco. Che città! Mi sono presentato al Bureau e sto ora andando
a cercarmi un alloggio adeguato.

11 maggio, ore 15.00

Diane, ho trovato un bell'appartamento affacciato sul Golden Gate e a


pochi passi da una panetteria cinese che fa le ciambelle più piccole che abbia
mai visto. Ho due giorni di libertà prima di cominciare, perciò credo che mi
concederò un giro turistico.

12 maggio, ore 11.00

Diane, non ci crederai, ma sono appena passato attraverso un buco in una


sequoia. Mai visto un albero simile nelle foreste orientali. Questi sono alberi
da cui sono nate leggende. Non so immaginare che cosa avrebbe fatto un
druido trovandosi davanti a questo mostro.

12 maggio, ore 14.00

Isola di Alcatraz. Diane, se questi sono i monumenti che lascerà dietro di


sé il genere umano, allora ho paura che il nostro futuro non sarà dei più
brillanti.

15 maggio, ore 7.00

162
Quattro ciambelle cinesi, una tazza di caffè, e via che si va, un nuovo
inizio e una fine. Sono pronto.

15 maggio, ore 23.00

Diane, i primi giorni di un viaggio sono sempre ardui. A quanto pare sono
stato preceduto dalla storia di quello che è successo a Pittsburgh. Credo che
sarò tenuto a dar prova del mio valore a questa gente. Ora ho bisogno di un
buon caso.

20 maggio, ore 22.00

Pare che almeno un sostenitore non mi manchi, qui a San Francisco. Ho


trovato l'agente Robin Masters, mia compagna di corso all'accademia.
L'ultima volta che ci siamo visti al poligono dell'accademia, la vita era così
semplice. Peccato che all'epoca non ce ne siamo accorti. Tante cose sono
successe da quel giorno. Robin è comunque ancora un'infallibile tiratrice.
Per celebrare i bei tempi andati siamo scesi al poligono a far fuori un
caricatore ciascuno. Ne siamo usciti alla pari. Poiché il suo settore operativo
è quello del ceto impiegatizio, è improbabile che le nostre strade si
incroceranno spesso. Meglio così. È giusto che il passato resti saldamente
alle spalle. Il presente ha già abbastanza ostacoli.

15 giugno, ore 14.00

Diane, ho avuto un caso.

10 giugno, ore 16.00

Davanti a me c'è il corpo di un giovane sui vent'anni, abbandonato ai


bordi di una strada statale. L'hanno legato e imbavagliato e crivellato di
proiettili. È nudo e presenta segni di violenza carnale. Le autorità locali
ritengono che al delitto si debba collegare un caso di sequestro di persona,

163
motivo per il quale siamo stati interpellati noi.
Diane, controllami tutti gli omicidi di giovani maschi più o meno della
stessa età avvenuti in quest'ultimo anno e ancora irrisolti. Controlla anche
tutti i decessi di prostituti maschi, anche quelli archiviati come accidentali.
Comincia dall'area di San Francisco e allarga la ricerca per quanto è
necessario a stabilire se questo delitto si inquadra in una situazione di
omicidi a catena. Mi pare che abbiamo tutte le caratteristiche di un killer
recidivo.

23 giugno, ore 16.00

È confermato che la nostra vittima si prostituiva. Aveva diciannove anni,


tossicodipendente, scappato di casa all'età di sedici. I genitori vivono nel
Minnesota. È mia opinione che sia stato violentato. Sono noti altri due casi
riguardanti prostituti, entrambi avvenuti nell'arco di questi ultimi otto mesi.
La morte violenta o per overdose non è fatto insolito in questo ambiente,
perciò le autorità locali non hanno mai collegato i delitti.
Ho ascoltato un giovane di nome Spider che sostiene di aver visto la
vittima la sera della sua scomparsa. Avrebbe visto il suo amico salire a bordo
di una berlina blu di fabbricazione recente. Non ricorda che aspetto avesse la
persona al volante. Risultano scomparsi almeno altri due prostituti nel
Mission District.
Diane, controlla a Washington tutti i casi insoluti di omicidio o scomparsa
di prostituti in tutto il paese. Elencami poi cronologicamente date e località.

28 giugno, ore 11.00

Diane, se ho visto giusto abbiamo un assassino che ha ucciso otto volte in


questi ultimi due anni secondo un itinerario che va direttamente dall'Illinois
a San Francisco. E se tiene fede ai suoi ritmi, ucciderà probabilmente di
nuovo nell'arco delle prossime settimane.
Non è risultato niente sul conto della berlina blu. Ho notificato a tutte le
autorità che in questa zona è all'opera un assassino maniacale, che
probabilmente ucciderà di nuovo fra non molto. Ben diverso è tuttavia
ottenere collaborazione nell'ambiente della prostituzione maschile. Sono rari

164
i casi in cui questi uomini hanno avuto motivo di accordare la loro fiducia a
rappresentanti delle forze dell'ordine.
Finora è stato accertato che sei delle otto vittime sono state viste per
l'ultima volta in locali gay. Sembrerebbe allora che l'unica strategia efficace
sia un'operazione da infiltrato. Ho preso contatti con un sergente gay della
polizia locale con mansioni d'ufficio... Lasciami riformulare la frase
diversamente. Diciamo che ho ottenuto l'assistenza di un altro agente che
desidera mantenere l'incognito. Mi ha prestato indumenti di pelle e mi ha
indicato il locale notturno dove è più probabile che si ripresenti l'assassino.
Si sa che lo stesso locale era frequentato dall'ultima vittima, anche se non
sono in grado di affermare con certezza che si trovava lì la sera della sua
morte.

28 giugno, ore 22.00

La sensazione del cuoio contro la pelle è sorprendentemente sensuale.

28 giugno, ore 22.10

Mi trovo davanti al Club Y. Credo che sia dai tempi dei Boy Scout che
non vedevo un tale assembramento di maschi. Mi sbaglierò, ma sono sicuro
che niente nel manuale di scout può avermi preparato per quello che mi
aspetta dietro quei battenti rossi.

29 giugno, ore 3.00

Sulla pista da ballo ho inaspettatamente conosciuto tre uomini che sono


stati Scout Aquila come me. Uno di loro mi sembra ancora particolarmente
appassionato di corde e nodi. Non ho conosciuto nessuno che presenti
caratteristiche analoghe a quelle dell'assassino che stiamo cercando. Sono
stato tuttavia invitato a trascorrere sei giorni a bordo di uno yacht in partenza
per le Hawaii. Proverò di nuovo domani.

165
29 giugno, ore 21.00

Gordon mi ha inviato un telegramma per consigliarmi di guardarmi alle


spalle. Ho ottenuto la collaborazione della polizia locale e del Bureau in
modo da mettere in campo una squadra di sei uomini per la prossima
settimana. Ora ci serve uno spiraglio.

29 giugno, ore 22.00

Club Y. Diane, in quest'ultima ora ho ricevuto cinque proposte. Nessuno


corrispondeva alle caratteristiche dell'assassino, ma alcuni erano ballerini
eccezionali. Sto evidentemente facendo qualcosa che non facevo quando ero
all'università, perché non ho mai avuto tanta fortuna.

30 giugno, ore 2.00

Hanno visto aggirarsi intorno al locale una berlina blu chiaro. Esco per
cercare di prendere contatto.

30 giugno, ore 2.15

Il veicolo è una Ford LTD azzurra con targa della California 203-CYH. Io
credo che stiamo in realtà cercando una macchina con targa di qualche altro
stato, ma questo resta lo stesso il pesce più interessante che abbiamo preso
all'amo finora. Sta venendo verso di me.

30 giugno, ore 2.30

Diane, non era il pesce che cerchiamo. Un piazzista di Mill Valley. Gli ho
suggerito di tornare da sua moglie e di parlare con lei se vuole impedire che
il suo matrimonio vada a rotoli. Sono di nuovo in strada... credo che sia
stato un grido.

166
30 giugno, ore 2.38

Diane, sto inseguendo una Dodge Dart blu di fabbricazione recente.


Ritengo che il guidatore sia armato e pericoloso. Ha cercato di travolgere un
gay dopo un diverbio sul compenso per i servizi resi. Voglio notare, già che
ci sono, mentre mi accingo a svoltare quest'angolo, che negli inseguimenti ad
alta velocità si registra la maggior percentuale di ferite ad agenti delle forze
dell'ordine... Temo di avere un problema... Ti prego di sentire quando questo
veicolo è stato sottoposto a manutenzione l'ultima volta.

30 giugno, ore 4.00

Diane, un consiglio per una guida più sicura in futuro: assicurarsi sempre
che i freni siano in buon ordine prima di affrontare una ripida discesa. Sono
illeso, ma sarà necessario rimpiazzare un tratto di siepe lungo mezzo isolato a
spese del Bureau. L'indiziato è stato arrestato, ma sospetto che sia colpevole
solo di aggressione semplice e che non abbia alcuna relazione con la serie di
delitti.

30 giugno, ore 10.00

Al laboratorio hanno appena identificato l'ultimo reperto trovato


sull'ultima vittima. Si tratta di una fibra estratta da sotto un'unghia del piede.
Proviene da un tappetino di automobile. Il colore è azzurro, può appartenere
a una Ford, ma sono molti i fabbricanti che si servono dello stesso fornitore.
Mi accingo a partire per Mill Valley dove vado a trovare il piazzista che mi ha
avvicinato ieri sera. Si chiama Bush, non è sposato e precedentemente
risiedeva a Chicago fino a un anno fa. Credo che possa essere la svolta che
aspettavamo. Mi sto procurando un mandato.

30 giugno, ore 13.00

Abbiamo piazzato tre macchine in punti strategici. Mi trovo nella casetta di


Bush. Ha uno steccato bianco, cespugli di rose, vasi alle finestre, moquette

167
nuova, un pene reciso in un vaso di vetro e quattro foto Polaroid di uomini
nudi che giacciono bocconi con le mani legate dietro la schiena. In uno mi
sembra di riconoscere l'ultima vittima. Senza entrare nei dettagli, appare
evidente che la fotografia è stata scattata quando era già morto. Tutto questo
materiale sarà sicuramente esaminato con molto scrupolo dai tecnici della
Scientifica. Ora aspettiamo che il signor Bush torni a casa.

30 giugno, ore 18.00

Diane, Bush sta parcheggiando davanti a casa. Lo prenderemo appena


avrà inserito la chiave nella serratura.

30 giugno, ore 19.00

Bush è stato arrestato. Ha rinunciato ai suoi diritti. Segue un brano della


sua confessione. Era calmo e in certi momenti è sembrato felice che gli
omicidi siano finiti mentre rendeva la sua deposizione.

COOPER: La sera del quattordici giugno ha fatto salire sulla sua automobile
un giovane di nome Randy?
BUSH: Sì, credo che si facesse chiamare così.
COOPER: Dove l'ha portato?
BUSH: Qui... a casa mia.
COOPER: Che cosa avete fatto quando siete arrivati qui?
BUSH: Abbiamo bevuto qualcosa, poi io l'ho accarezzato, quindi l'ho legato
e gli ho sparato.
COOPER. Ha ucciso altre persone?
BUSH: Sì. Uno strangolandolo, gli altri con la pistola.
COOPER: Perché?
BUSH: Me l'hanno chiesto loro.

Il tenore non cambia. Diane, credo di aver voglia di star lontano per un
po' dai delitti contro la persona. Un incarico nel settore dei delitti contro il
patrimonio o dello spionaggio penso risponda bene a quello che mi ha
raccomandato il medico. È stata una giornata molto lunga.

168
30 luglio, ore 11.00

Diane, ho dovuto manovrare un po', ma sono riuscito a farmi assegnare al


controspionaggio.

Cooper è rimasto al controspionaggio per sei anni. L'FBI non rende noto se
esistono nastri relativi a questo periodo. Le uniche incisioni disponibili sono
le seguenti «lettere» indirizzate a suo padre.

1983

Caro papà,
sono dispiaciuto dell'incidente capitato a Shamrock. I tecnici del
laboratorio, qui al Bureau, mi assicurano che si può solitamente
condurre una vita del tutto normale anche con un piede mancante di
due dita, perciò non dovrebbe avere difficoltà di sorta. Dovesse essere
necessario modificare le sue scarpe, conosco un calzolaio cinese che
anni fa fabbricava scarpe per donne che avevano avuto i piedi fasciati.
Io sto bene. Il lavoro va bene, anche se non mi rendo nemmeno
conto di lavorare. Ho conosciuto una ballerina russa molto simpatica.
Ironia vuole che anche lei abbia problemi ai piedi. Sta' tranquillo che
tutti i confini sono sicuri e la vita come noi la conosciamo dovrebbe
durare ancora un buon numero di anni. Sono contento per la notizia dei
calendari.
Dale

1986

Caro papà,
per quanto risulta a me e ai miei colleghi al Bureau non si può
contrarre la malattia dei legionari mangiando frutta non lavata. Da quel
che mi sembra di capire, il tuo è stato un comune caso di
avvelenamento da cibi guasti. Suggerisco a Shamrock di prestare
maggiore attenzione ai generi alimentari che acquistate. Non mi sembra

169
di ricordare che la messa al bando dei cibi refrigerati sia parte integrante
di una dieta macrobiotica.
Grazie per le calze nere che mi hai regalato per Natale, ne avevo
giusto bisogno. Ho pensato di informarti che ho chiesto un
trasferimento all'interno del Bureau. Gordon Cole vuole che smetta di
starmene nascosto nei vicoli bui e che esca di nuovo in strada. A
proposito, ti manda i suoi saluti e ti ringrazia per la dritta sulle gocce per
le orecchie.
Spero che ti rimetta presto. Ti terrò informato.
Dale

170
2

Nell'estate 1987 Cooper ha lasciato il controspionaggio per partecipare a


un'operazione congiunta antidroga con la DEA.

24 agosto, ore 9.00

Diane, da tre giorni ormai sono con quelli della DEA e ancora devo
vederne uno in giacca e cravatta. Ho anche notato che indossano tutti il
giubbetto antiproiettile anche quando se ne stanno seduti in ufficio a bere
caffè. Può darsi che siano le persone giuste a cui chiedere una valutazione di
una nuova tecnica investigativa alla quale sto lavorando, basata sugli scritti
di un monaco tibetano di nome Gumm.

26 agosto, ore 23.00

Secondo i risultati del mio primo esperimento di applicazione pratica delle


teorie di Gumm, Lee Harvey Oswald non agì da solo in quella fatale giornata
a Dallas e Jack Ruby è ancora vivo e abita in Perù... Forse devo lavorarci
sopra ancora un po'.

2 settembre, ore 10.00

Diane, le autorità messicane hanno avvertito la DEA che una grossa partita
di cocaina sta per essere trasferita in una cittadina di frontiera. Con la
collaborazione della polizia federale in Messico, la DEA si farà avanti come
acquirente della fornitura nella cittadina di frontiera di Tijuana. Gli
acquirenti si presenteranno come due agenti assicurativi del Midwest. Per
qualche ragione alla DEA ritengono che sia pane per i miei denti. Il mio

171
partner alla DEA è un agente di nome Dennis Biyson. Partiamo questa sera
per San Diego dove prenderemo una macchina e coordineremo l'operazione
con la nostra controparte messicana.

2 settembre, ore 23.30

San Diego. Diane, la prossima volta che mi reco a sud della frontiera
rammentami di portare con me compresse per la sterilizzazione dell'acqua,
una buona bussola e un cappello a tesa larga.

4 settembre, ore 9.00

Diane, quando attraversiamo la frontiera siamo in un altro paese. Ti


sembrerà lapalissiano, tuttavia l'atto in sé implica una realtà più complessa.
Saremo assolutamente soli. Non avremo nessuno a cui rivolgerci se
dovessimo aver bisogno di rinforzi. I distintivi, che per ogni uomo di legge
sono come una parte della sua stessa identità, verranno lasciati al di qua della
frontiera. Se qualcosa dovesse andar storto, nessuno saprà dove siamo
perché ufficialmente noi non ci siamo mai recati all'estero.
In pratica, dopo attraversata la frontiera, noi non esistiamo.

4 settembre, ore 10.00

Ho dato cinque dollari di mancia alla guardia perché ci agevoli il


passaggio. Sarà forse la mia immaginazione, ma sono sicuro che ci stanno
pedinando. Poiché ci sono solo due funzionari della polizia federale a
conoscenza della nostra missione, non lo reputo un buon segno.

4 settembre, ore 11.00

Il caos che scaturisce dall'incontro di due culture in un punto lungo la


frontiera è alimento per la fantasia. È anche materia da incubo. Ti si
presentano davanti agli occhi in colori vivaci ogni peccato, vizio,

172
perversione e degradazione immaginabili. È anche assolutamente accertato
che ci stanno pedinando. Dal momento in cui abbiamo attraversato la
frontiera ci segue un pick-up marrone con a bordo due messicani. Per ora si
accontentano di tenerci d'occhio a distanza. Dovessero esserci cambiamenti
nella situazione, è possibile che ci troviamo costretti a rivedere
opportunamente il nostro piano.
Prossima fermata al motel Casa de Vista. In programma un pasto caldo e
una telefonata da parte del fornitore per fissare l'appuntamento.

4 settembre, ore 12.30

Diane, una caratteristica che a quanto pare non cambia mai, quale che sia
il paese in cui si rechi un viaggiatore, è l'assoluta mancanza di panorama
intorno alle strutture alberghiere che lo pubblicizzano. L'unica vista di cui
godo in questo momento guardando fuori della finestra è quella di un grosso
cane dal pelo scuro che trascina per la strada un serpente morto. Da quel che
ho visto della sala da pranzo, non mi sorprenderebbe di scoprire che quel
serpente è il piatto forte del pranzo di oggi.

4 settembre, ore 13.30

Diane, non sottovalutare mai l'esperienza gastronomica assolutamente


eccezionale che sa offrire un rettile a un palato avventuroso. Fettine di tenera
carne bianca cucinate a fuoco lento in una salsa di chili e polpa di cactus. Gli
americani, intesi come gruppo etnico, ignorano non pochi elementi validi del
panorama alimentare solo perché trovano disgustoso consumarli.
Siamo ancora in attesa della telefonata dei fornitori e i nostri amici sul
camioncino sono parcheggiati qui di fronte.

4 settembre, ore 14.00

Abbiamo appena ricevuto la chiamata. Dobbiamo incontrarci con un


uomo al baracchino dello zucchero filato davanti all'arena. Non ci è stata
data alcuna descrizione, sarà lui a riconoscere noi. Questo particolare non è

173
piaciuto a nessuno dei due. Credo che sia ora di scrollarci di dosso gli amici
del pick-up.

4 settembre, ore 15.00

Abbiamo seminato i nostri angeli custodi. Li abbiamo persi al mercato.


Dennis è attualmente in attesa al baracchino dello zucchero filato. Io sono di
retroguardia nel caso dovessero sorgere problemi. Vedo un uomo alto, in
abito bianco, che si avvicina a Dennis... Abbiamo un problema.

4 settembre, ore 19.03

Diane, Dennis se n'è andato. Non so dove. Il venditore non ha voluto


trattare con tutti e due. Dennis ha preso la decisione di fare da solo. Sono
partiti a bordo di un furgone Mercedes grigio a trazione integrale. Io avevo
l'ordine di aspettare in camera nostra che si facessero vivi entro le prossime
quattro ore, che sono scadute da tre minuti. Sento odore di guai. Prima di
andarsene, Dennis mi ha detto che se si fossero presentati dei problemi,
avrei dovuto aprire il doppio fondo della sua valigia... È un mistero come la
DEA si procuri bombe a mano di fabbricazione israeliana. Sospetto che mi
tornerà utile anche il fucile mitragliatore. Credo che sia ora che vada a
trovare i miei amici sul camioncino.

9 settembre, ore 19.50

Diane, poche cose al mondo sono più persuasive di una bomba a mano
infilata nelle mutande. I miei due nuovi amici non solo mi hanno detto dove
si trova Dennis, ma mi hanno anche messo a disposizione il loro
camioncino. Il mio capo degli scout sarebbe fiero di me se sapesse che so
ancora stringere alla perfezione una buona gassa d'amante.
Dennis è tenuto prigioniero in un grande ranch fuori città. Credo di poter
azzardare che è inutile che speri nell'aiuto da parte degli agenti federali anche
se non è escluso che ne incontri alcuni al ranch.

174
9 settembre, ore 22.00

Diane, mentre esamino la situazione al ranch, noto alcuni elementi che


posso ritenere a mio favore. Uno, la notte è senza luna. Due, ho la sorpresa
dalla mia. Tre, ho contato solo una decina di guardie. Forse il numero tre va
messo nella colonna dei dati non valutabili.
Secondo i ragazzi del pick-up, Dennis è tenuto prigioniero nell'annesso
che c'è vicino al recinto dei cavalli. C'è una guardia alla porta. Da come lo
vedo, il problema appare semplice, liberare Dennis senza farci ammazzare.
Credo di aver bisogno di un grosso elastico.

10 settembre, ore 0.00

Sembra che il grosso delle guardie sia andato a riposare. Non sono
riuscito a trovare un elastico, ma ho confezionato lo stesso una frombola di
fortuna con un pezzo di canapa che ho trovato nel cassone del pick-up.
Il piano da come lo vedo io è composto di due fasi. Nella prima,
servendomi della frombola, lancio una granata alla porta del dormitorio e
subito dopo un candelotto fumogeno al centro dello spiazzo. Dovrei poter
approfittare della confusione per liquidare la guardia e liberare Dennis. Se la
prima ipotesi non dovesse funzionare, ricorrerò a un vecchio principio che
ispirava le azioni di Ulysses S. Grant: fuoco a volontà. Una riflessione
dell'ultim'ora, Diane. Non ho pratica di bombe a mano.

10 settembre, ore 2.00

Diane, quando lanci bombe a mano con una frombola non dimenticarti
mai che l'arco della spinta non è meno importante della velocità del gesto.
Vale anche la pena notare che l'impiego di bombe a mano dentro i confini di
una nazione sovrana può condurre alla deportazione e a un pesante fuoco di
rappresaglia.
Dennis sta bene. Ho trovato che un giusto equilibrio tra le norme di
combattimento di Grant e un solido intervento della buona sorte ha ottenuto
un esito positivo. Ho motivo di ritenere che per qualche tempo non saremo
invitati a far ritorno in questo affascinante paese.

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L'articolo che segue è apparso il giorno dopo sul San Diego Minor.

La polizia messicana riferisce che una sparatoria avvenuta ieri notte in


un ranch a dieci miglia da Tijuana ha causato il ferimento di sette
persone. Le vittime si erano raccolte in preghiera nella cappella del
ranch. A quanto risulta lo scontro a fuoco ha avuto inizio quando una
discussione sull'interpretazione del libro di Giobbe è degenerata in un
confronto con armi automatiche e lancio di bombe a mano.

Riguardo a questo episodio non ci sono mai state dichiarazioni ufficiali


dell'FBI o della DEA. Dopo aver partecipato a una seconda operazione
congiunta, Cooper è tornato ai suoi normali incarichi al Bureau.

9 novembre, ore 16.00

Diane, è arrivata al mio ufficio la segnalazione di uno spaccio di cocaina


in notevoli quantità tramite uno studio odontoiatrico di Oakland. Ci sono
momenti, Diane, in cui a tutti noi viene richiesto di fare un sacrificio e
spingerci oltre i limiti del dovere senza considerare il rischio personale a cui
ci si espone. Questo è uno di quei momenti. Dennis è stato dal dentista due
mesi fa. Temo pertanto che il peso di questa operazione ricadrà tutto sulle
mie spalle.
La paura, Diane, è un'emozione che si può dominare con mente e corpo
adeguatamente addestrati. Ci sono tuttavia due eccezioni per le quali trovo
non sia mai possibile essere sufficientemente preparati. Una è quella di un
piccolo insetto scavatore che mi entra nell'orecchio e si apre un passaggio
verso il cervello. L'altra è quella di un dentista che mi entra nella bocca con
un trapano elettrico ad alta velocità.
Sono sette anni che non vedo un dentista.

15 novembre, ore 10.00

176
Ho un appuntamento. Sono sicuro che è solo la mia immaginazione, ma
mi pare che tutti i miei denti dal primo all'ultimo soffrano di gravi forme
degenerative. Per tutta la notte ho fatto sogni vividi di mia madre che mi
imbottiva con tazze e tazze di cereali in fiocchi sotto montagne di zucchero.

18 novembre, ore 13.00

Diane, ho da riferire notizie buone e cattive. Credo di poter pattuire un


acquisto con il dentista. La brutta notizia è che il ragazzino di otto anni che
sedeva accanto a me in sala d'aspetto ha un futuro dentale più roseo del mio.
Sono il padre orgoglioso di sei carie. Ogni volta che me ne trovava una
nuova, l'assistente agitava l'indice in segno di rimprovero. Diane, se hai un
momento ti pregherei di controllare sul regolamento del Bureau se esistono
norme specifiche che vietano di sparare fra gli occhi agli odontoiatri.

23 novembre, ore 15.00

Diane, questo è un dentista che ha trapanato il suo ultimo dente.


Sfortunatamente era mio, ma mi sembra che abbia fatto un ottimo lavoro.

177
3

Il 15 dicembre 1987 Cooper ha concluso la sua collaborazione con la DEA.

20 dicembre, ore 23.00

Diane, non so dirti quanto sia bello ritornare in patria. Per quanto rispetti
e ammiri il lavoro svolto da quelli della DEA, non mi sento molto tagliato a
corrispondere allo spirito di corpo da cowboy che li unisce. Ammetto però
di essermi divertito e non posso dimenticare di aver ricevuto una completa
manutenzione dentale senza sovrapprezzo.

Il 7 gennaio 1988 Cooper ha ricevuto per posta il nastro che segue.

C'era una volta a Dover un agente,


Che amava camminare lentamente,
Ma proprio quando meno se lo aspetta,
Lo infilza all'improvviso una saetta.
Ora l'agente di Dover è morto.

So che l'ultimo verso non fa rima, ma rispecchia perfettamente lo


spirito della poesia, non trovi, Dale? Ne ho scritta anche un'altra. La
vuoi sentire?

Un brutto sogno in piena notte


Due agenti morti si presero a botte
Sparandosi schiena contro schiena
Incrociaron le lame di gran lena.
Un poliziotto sordo sentì tutto,

178
Ma Cooper è morto come la moglie di Windom.
Ho visto il futuro ed è adesso.

Ci vediamo presto, Dale.

Tuo amico fedele


e insegnante,
Windom di Earle

...C'è un certo fascino aristocratico, non trovi?

8 gennaio, ore 10.00

Diane, ho inoltrato una copia del nastro a Gordon a Washington. Non c'è
comunque niente da fare. Windom è completamente impazzito e non lascerà
mai l'ospedale.

17 gennaio, ore 9.00

Diane, sembra che resterò per qualche tempo fuori città. C'è stato un
omicidio in una cittadina nella zona sud-orientale dello stato di Washington.
In base alle condizioni del cadavere le autorità ritengono che al delitto sia
connesso un caso di sequestro di persona e hanno chiesto l'intervento del
Bureau.
Gordon ha voluto che me ne occupassi io perché ha la sensazione che ci
troviamo di fronte a omicidi ripetuti e nessuno dei nostri agenti in quel
distretto ha esperienza diretta di casi del genere. Prendo il volo delle undici
per Portland, dove prenderò un'automobile per recarmi a Deer Meadow.
Un'ora circa verso nord.
Lassù è inverno, perciò mi porto un paio di mutande lunghe, calze di lana,
cappello caldo e occhiali da neve nel caso dovessi imbattermi in qualche
bufera.

17 gennaio, ore 11.50

179
Diane, sono in volo. Per la prossima volta che prendo l'aereo, ricordami
per piacere di portare con me un thermos di caffè. L'intruglio che servono a
bordo deve essere a base di cicoria, corteccia di pino e un misterioso
ingrediente che non riesco a identificare. Ti consiglio anche, nel caso
dovessero offrirti un pasto a base di crèpe al salmone su un volo di linea, di
assicurarti che il salmone abbia risalito la corrente non prima di dieci anni fa.

17 gennaio, ore 13.20

Ho prelevato la macchina alla sede distrettuale di Portland e sono in


viaggio. Mi incontrerò con i funzionari locali all'obitorio della contea, dove
hanno trasferito il cadavere.

17 gennaio, ore 15.00

Diane, mi pare di capire che qui ci sia un'unica autorità locale nella
persona di un corpulento ex marine a nome Cable. Sul posto è conosciuto
come il Capo. Non è molto contento di avere fra i piedi un agente federale
anche se è evidente che l'ultimo crimine grave a cui ha assistito doveva
essere in un film di gangster.
Quello che so finora mi è stato riferito da Cable. Una stravaganza degna di
un Pulitzer. Riducendo tutto ai fatti puri e semplici, ecco che cosa abbiamo.
Teresa Banks, senza parenti conosciuti, domicilio sconosciuto, è stata
rinvenuta in un fosso di drenaggio alla periferia della città. Il suo corpo
nudo era avvolto in un foglio di plastica trasparente sigillato con nastro
isolante. Presentava numerose contusioni alla testa. Il coroner ha
determinato la causa della morte in un grave trauma cerebrale provocato da
un colpo inferto alla tempia destra che ha fratturato il cranio. Nessuno degli
altri colpi era abbastanza grave da provocare il decesso. Aveva avuto
rapporti sessuali nell'arco delle sue ultime dodici ore di vita.
Ora vado a vedere il corpo.

17 gennaio, ore 15.10

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Diane, ho davanti a me una femmina di razza bianca, di circa diciotto anni
di età, peso cinquantatré chilogrammi. Presenta un'evidente frattura sul lato
destro della volta cranica poco sopra e davanti all'orecchio. Lividi al collo
indicano almeno un tentativo di strangolamento. Ha graffi sulle ginocchia
con presenza di terra nelle ferite. Nessun elemento fa pensare che sia stata
legata né prima né durante il decesso... Questo è interessante. Mi passa le
pinzette per piacere? Diane, sembra che le sia stato infilato di forza qualcosa
sotto l'unghia dell'anulare. È in profondità. Sto cercando di recuperarlo...
Sembra che sia penetrato sotto l'unghia per almeno tre quarti... anche un po'
di più. Capo, credo che sarebbe meglio per lei se volesse aspettare fuori...
Ecco, l'ho preso.
Diane, quello che abbiamo è un rettangolino di carta bianca con sopra
stampata la lettera T. Un esame immediato del carattere mi fa dire che la
macchina usata dovrebbe essere meccanica, di fabbricazione americana. Il
laboratorio dovrebbe darci una risposta più precisa.
Non c'è niente sotto le altre unghie né delle mani né dei piedi. Dobbiamo
controllare tutti gli omicidi di donne di questa fascia di età, prendendo a
riferimento specifico lettere infilate sotto le unghie delle vittime, cadaveri
avvolti nella plastica, morte avvenuta per cause analoghe.
Diane, come pensava Gordon, tutto punta in direzione di un omicidio di
tipo maniacale. La domanda è, questo è l'inizio o la fine di una serie?

17 gennaio, ore 18.00

Diane, risulta che Teresa Banks lavorasse a una trattoria dieci miglia fuori
città in corrispondenza di una fermata ferroviaria facoltativa chiamata Cross
River. Un abitante del luogo ha riconosciuto in lei una cameriera di quel
locale. Mi ci sto recando adesso.
Secondo quanto si racconta in giro, Diane, la località è famosa per le torte
di frutta. È nel testo del giuramento che prestano tutti gli agenti del Bureau il
dovere di separare la realtà dalla fantasia nel valutare le testimonianze. Credo
che sia il minimo che possa fare a mia volta in difesa dell'integrità di una
cosa sacra come una torta.

17 gennaio, ore 19.30

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Cross River Café. Il proprietario è un certo Weller. Teresa Banks ha
lavorato qui per un periodo di non più di tre settimane abitando in uno degli
chalet che i turisti prendono in affitto lungo il fiume. Da cinque giorni non si
presentava più al lavoro e dallo chalet erano scomparsi tutti i suoi effetti
personali. Non ha lasciato un nuovo indirizzo e non è stata vista partire in
compagnia di qualcuno. Ho perquisito lo chalet e non ho trovato niente che
indichi che sia avvenuto qualcosa di fuori dell'ordinario. È semplicemente
scomparsa nel nulla. Sembra un vicolo cieco, ma posso tuttavia riferire che
la torta di mele e pesche che servono al ristorante merita la sua fama
leggendaria. Quella di ciliegie e pecan, però, è stata molto deludente.

17 gennaio, ore 23.00

Diane, alloggio alla Loggers Inn. Se domani non dovessero esserci novità,
non vedo motivo di trattenermi più a lungo. Mi dispiace ammetterlo, Diane,
ma questa pista non presenta sbocchi. Una lettera d'alfabeto è l'unico indizio
a nostra disposizione. Mi è impossibile scoprire chi può aver visto e che cosa
può aver fatto negli ultimi cinque giorni della sua vita. Per non lasciare nulla
di intentato, ho controllato tutti gli abitanti del luogo che avessero qualche
ombra di precedente, fosse anche una multa stradale, cavandone meno che
niente. Anche il proprietario e tutto il personale della trattoria sono puliti.
Diane, ogni pista ha un'origine. Non c'è niente in questo mondo che si
muova senza lasciare nemmeno un piccolo segno. Eppure in questo caso è
così. Non so come spiegarmi, ma qui c'è qualcosa di molto strano.
Sembrerebbe una banalità, ma qui c'è sotto qualcosa con cui sento di essere
già entrato in contatto in passato. Chiamalo una forza del male, qualcosa di
antico e molto pericoloso con cui ho avuto a che fare già tre volte. Una volta
in viaggio in un paesino di montagna. Una volta all'università e una volta
quando è stata uccisa Caroline. L'addestramento al Bureau non considera
nemmeno la possibile esistenza di forze che agiscono al di fuori del mondo
fisico. È un concetto che resta escluso dal pensiero occidentale eppure ci
sono, che viaggino nell'oscurità della notte o che soffino sull'ala del vento. O
forse si annidano nell'anima come un serpente, in attesa del momento buono
per colpire. So che sto parlando di una forza reale perché ho visto un buon
amico che ne è stato distrutto.
È stata qui, in questa cittadina fuori mano e ha fatto un'altra vittima. La

182
domanda è quando colpirà di nuovo, come so che farà, e dove?
Per questa sera, basta così, Diane.

18 gennaio, ore 9.00

Diane, questa notte c'è stata bufera. Ti riferisco gli ultimi dati che ho
raccolto sulla nostra vittima. Il suo nome per esteso era Teresa Mary Banks,
nata a Tacoma, stato di Washington, l'11 luglio 1970, da Ellen e Tony Banks.
Quando aveva dodici anni i genitori sono rimasti uccisi in un incidente
d'automobile, dopo di che si sono occupate di lei le strutture sociali. A
quindici anni è fuggita da un istituto statale e non è più stata rivista fino al
giorno in cui è stato ritrovato il suo cadavere. Non è molto per una vita
intera.
Il laboratorio dovrebbe concludere i suoi esami entro due giorni. Temo
che avrà poco da aggiungere a quello che già abbiamo.

20 gennaio, ore 11.00

Diane, ho sulla mia scrivania l'ultimo rapporto del laboratorio sul delitto
Banks. Due elementi sono interessanti. Uno, il frammento trovato sotto
l'unghia era di carta per scrivere costosa, trattata senza l'impiego di acidi. La
lettera sarebbe stata battuta su una vecchia Smith-Corona modello 99. Sono
entrambi dati che potrebbero avere una notevole rilevanza, ma che
attualmente non ci servono per progredire nelle indagini. Poiché nessuno si
è presentato a rivendicare le spoglie di Teresa Banks, l'hanno seppellita con
cerimonia economica a spese della contea. Alla funzione erano presenti un
pastore, un rappresentante della contea e due inservienti del cimitero. E c'ero
anch'io. Sto per rientrare a San Francisco. Qui non avrei altro da fare.
Il caso resterà comunque aperto, anche se avrò da occuparmi di un altro
incarico.

2 febbraio, ore 10.00

Arrestare rapinatori di banca è senz'altro un passatempo soddisfacente,

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tuttavia sto incontrando difficoltà di concentrazione sul lavoro. I miei
pensieri tornano ripetutamente alla tomba priva di lapide nell'anonima
cittadina dello stato di Washington.
Questa notte ho fatto un sogno molto strano. Ballavo con un uomo
minuscolo e una giovane donna bellissima.

Nel giugno 1988, Windom Earle ha tentato la fuga ed è stato catturato.


Qualche giorno più tardi Cooper ha ricevuto per posta un altro nastro.

È ora che cominci la partita. Io muoverò per primo. Ti arriverà


quando meno te l'aspetti e nel peggior momento possibile.
Adesso un bell'indovinello.
Se un aereo si schianta sul confine fra Stati Uniti e Canada, da che
parte verranno seppelliti i superstiti? Questo è facile.
Risposta: da nessuna parte. Prima bisogna ucciderli.
Eccotene un altro.
Perché secondo te Bobby Fisher si è rivolto a Dio e ha abbandonato
gli scacchi?
Risposta: per andare dall'altra parte.
Hai conosciuto qualche bella ragazza ultimamente?
Ci vediamo presto, Dale.
Windom Earle

10 giugno, ore 13.00

Se il male è una traccia che gira come un filo intorno al globo, allora temo
che quelle tracce portino tutte alla cella in cui è chiuso Windom. Le autorità
riferiscono che poco prima della sua breve fuga, due pazienti con cui
Windom aveva stretto amicizia, sono stati ritrovati impiccati nelle loro celle.
Risulta che fossero entrambi in ottime condizioni di spirito e ormai in
procinto di essere dimessi.
Diane, non te l'ho mai chiesto prima e come regola generale cerco di non
confondere mai la mia vita privata con quella professionale, ma lo
considererei un grande onore se tu volessi accettare di uscire a cena con me.
Se il mio invito va oltre i limiti che abbiamo imposto tempo fa alla nostra

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relazione, saprò capire. In caso contrario, ti va bene alle otto?

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4

«Agente speciale Cooper... Sono stata fuori a cena una volta con Dale.
Siamo andati a un ristorante cinese. Abbiamo mangiato zuppa wonton,
involtini e anatra alla pechinese. Per farla si gonfia l'anatra con l'aria
finché diventa due volte più grossa. Senza dubbio la pelle più squisita che
abbia mai assaggiato, croccante e allo stesso tempo delicata. Mentre la
carne acquista un sapore quando la metti in bocca... Be', da non riuscire a
saziarsene.»
Diane
Impiegata federale

11 giugno, ore 7.00

Ieri sera, mentre mangiavo un'ottima anatra, mi sono reso conto che non
so come si chiama Diane di cognome.

2 luglio, ore 21.00

Mi ritrovo a dover affrontare la terribile prospettiva di un periodo di


vacanza. Un tizio che occupa un piccolo ufficio in compagnia di un
computer insiste nel sostenere che ho bisogno di riposo.

20 luglio, ore 15.00

Medicine Hat, Alberta. Diane, mai giudicare una città dal nome quando
programmi un'escursione. Ho comprato un paio di ottimi scarponi da neve
fabbricati a mano, destinati a durare nel tempo. Prossima tappa Moose Jaw,
alla ricerca di una solida ascia.

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24 luglio, ore 16.00

Speravo di approfittare di trovarmi a nord della frontiera per rintracciare


mio fratello, ma era troppo tardi. Si trova attualmente in Sudamerica. Sono
più di vent'anni che non vedo Emmet, Diane. Temo che ormai siamo due
sconosciuti. Vorrei che così non fosse, ma abbiamo scelto strade diverse.

5 agosto, ore 21.00

Diane, non c'è niente di più gratificante che tornare a casa dopo
un'avventura. Non so se in questo vada rilevata una differenza culturale o se
i nostri vicini canadesi hanno semplicemente un debole per i dolci, ma ho
mangiato torte deliziose. Se mai dovessi capitare a Flin Flon, fermati al
Florida Café e assaggia la loro torta di ciliegie.

24 settembre, ore 16.00

Diane, mi sto recando a Filadelfia. Mio padre è malato. Mi farò vivo in


ufficio quando avrò verificato le sue condizioni.

26 settembre, ore 1.00

Diane, ho passato ore a vagabondare per le strade in cui sono cresciuto.


Sapessi quanto sono cambiate. Duva ha chiuso, il Band Box Theater è stato
distrutto da un incendio. Era il cinema dove avevo visto Gangster Story.
Credo di essere stato l'unico in tutto il pubblico ad aver fatto il tifo per la
polizia.
Non ci sono più neanche il vecchio Simms e il negozio di ferramenta.
Simms è morto anni fa e poco dopo suo figlio ha venduto l'esercizio.
Nemmeno quelli della Ventiquattresima Strada sono gli stessi. Adesso girano
armati di pistola.
La nostra vecchia casa è stata abbattuta per fare il parcheggio di un
ristorante specializzato in pollo arrosto. Restano solo i gradini di cemento
che portavano alla porta d'ingresso e qualche pezzo di tendone metallizzato.

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Gli Schlurman si sono trasferiti qualche anno dopo la morte di Marie.
Chissà che fine ha fatto la sua sedia a trapunta. La scuola è sempre la stessa.
Sono rimasto seduto per qualche tempo in aula magna, oggi pomeriggio. Un
luogo di silenzio eterno. Il preside mi ha detto che il signor Brumley, il
custode che mi sorprese a registrare la lezione di educazione sessuale, ha
vinto cinquantamila dollari ad Atlantic City e si è messo in pensione.
Tutto quello che rendeva questo posto mio, ora non c'è più. La gente, le
case, i rumori e gli odori. Quello che c'è adesso non mi appartiene. Sono un
viaggiatore nel tempo, che si ferma qua e là come un archeologo nella
speranza di trovare la chiave di segreti dimenticati o le indicazioni di future
destinazioni. Ma non trovo niente. Non si riesce a trattenere nella mano il
passato più di quanto si possa vedere il domani.
Solo il cimitero è rimasto come prima. Ci sarà qualche lapide in più.
L'erba è meno verde. I frequentatori più anziani. Tutto questo conta poco per
chi vi abita. La loro è l'unica verità. Ciò che noi facciamo quaggiù, i nostri
problemi e le nostre vittorie, gli amori e gli odi, le bugie e le verità e le
promesse, sono realtà solo effimere. Deve essere uno spettacolo notevole. La
piccola piramide di vetro è scomparsa dalla tomba di Marie. Spero che chi
ne è in possesso ora abbia miglior fortuna di quella che abbiamo avuto noi.
Mio padre si è ripreso, ma è stato pericolosamente vicino alla morte. Ha
una valvola cardiaca difettosa. Mi ha detto oggi pomeriggio che quando
verrà dimesso dall'ospedale, venderà la tipografia e lascerà Filadelfia con
Shamrock. Ha accennato a una barca. Spero che ne trovi una senza falle.
Domani andrò in visita al luogo dove abbiamo gettato nel torrente le
ceneri di mia madre. Dopo di che non credo che tornerò mai più in questa
regione. Per me qui non c'è più niente.
Credo di non avertelo mai detto, Diane, ma nel 1970 mio padre scoprì un
cratere sulla luna. Si chiama Cratere di Cooper ed è proprio sul limite della
faccia nascosta.

27 settembre, ore 15.00

Diane, il genio civile è una minaccia per la vita spirituale di questa


nazione. Mi trovo ora sulla sponda di un vasto acquitrino infestato di alghe
dove una volta scorreva il torrentello che ha portato al mare i resti di mia
madre. I bastardi hanno costruito una diga.

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11 novembre, ore 22.00

Diane, oggi ho avuto notizie di mio padre. È stato dimesso dall'ospedale.


La tipografia è stata messa in vendita. Mi manda la foto di un rimorchiatore
fuori esercizio attualmente in vendita in Florida. Non riesco a togliermi dalla
testa l'immagine di mio padre ingoiato da una balena.

20 novembre, ore 23.00

Settimana fiacca, una banca rapinata, un caso di estorsione e un sequestro


di persona fallito. Stasera ho tenuto una conferenza al Rotary sul crimine
impiegatizio nei luoghi di lavoro. Detto in parole povere, Diane, mi annoio e
non trovo armi con cui combattere questo malessere. Holmes ricorreva alla
cocaina, un'alternativa che trovo inaccettabile. Ciò di cui ho bisogno, ciò di
cui ha bisogno qualunque investigatore, è un bel caso a cui dedicarsi.
Qualcosa che metta alla prova le sue capacità ai limiti estremi. Camminare
sull'orlo del rasoio e rischiare tutto. Diane, ma non ci sono più casi eclatanti?
Non c'è un rapimento Lindbergh, una rapina Brinks, un John Dillinger, un
professor Moriarty? Se dovessi affermare che in cuor mio me lo augurerei,
allora farei bene a restituire distintivo e pistola e a cercarmi un altro lavoro.
Come si suol dire, attento a non desiderare qualcosa che è meglio che non si
avveri.

18 febbraio 1989, ore 21.00

Diane, oggi ho ricevuto la lettera che segue

Caro Coop,
sembra che per qualche anno non sia stato esattamente me stesso.
Vorrei ardentemente recuperare tutto il tempo che è andato perduto nei
nostri rapporti e credo di sapere come. Un gioco di abilità, un'ultima
partita. Da una parte io, il brillante insegnante riverito da tutti coloro
che si trovano dentro queste tristi mura celesti e dall'altra tu, suo
promettente se non del tutto prevedibile studente. Ci stai?... Bene. Farò
presto la prima mossa.

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Windom Earle

Sono le farneticazioni di uno squilibrato o qualcosa di molto più sinistro.


Temo che stia per levarsi un vento, Diane, e nessuno sa che cosa resterà
dopo il suo passaggio.

20 febbraio, ore 15.00

Insonnia. Me ne sono rimasto alzato tutta notte a contemplare la baia di


San Francisco. Diane, se, come sostiene una teoria, una persona viene
prescelta per vivere in un tempo particolare per un motivo specifico, allora
perché io adesso sono qui? Con quale momento della storia è destino che
s'incroci la mia vita? O è già successo e quando il momento è venuto, io non
me ne sono accorto?
Mia madre, Marie, Caroline. Questi sono i nomi sulle pietre miliari della
strada che ho percorso. Ma dov'è la prossima, e che nome ci troverò scritto
sopra? Il mio? Quello di Windom Earle? Un altro ancora? Diane, come disse
una volta Groucho Marx: «Harpo, tu parli troppo».
Buonanotte, Diane.

24 febbraio, ore 6.00

Diane, hanno trovato un cadavere nello stato di Washington. Una giovane


donna avvolta in un foglio di plastica. Sono in partenza per una cittadina che
si chiama Twin Peaks.

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