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N. 4 - Anno 11- Dicembre 2018 - Autorizzazione del Tribunale di Lodi: n.

244 del 4/02/1994 - Pro Manuscripto

Gira
il tuo viso
verso il Sole
e le ombre
cadranno
dietro di te!
Proverbio Maori
1
Pietre d’inciampo...
Pietra d’inciampo sulle nostre strade.
Pietre d’inciampo davanti a un portone di casa.
Pietre d’inciampo dove prima c’era una libreria.
Pietre d’inciampo alla stazione.
Pietre d’inciampo come quella del Servo sofferente.
Pietre d’inciampo roccia che fa di una terra un Golgota.
Pietra d’inciampo che ti pesa come un macigno.
Pietra d’inciampo che non puoi ignorare.
Pietre d’inciampo perché tu non perda la memoria.
Pietre d’inciampo perché il nome continui a risuonare.
Pietre d’inciampo perché la luce rifletta nei nostri cuori.
Pietre d’inciampo per non darti quiete.
Pietre d’inciampo perché mai più Caino ammazzi Abele.
Pietre d’inciampo perché Abele abbracci Caino.
Pietre d’inciampo perché il cammino non torni indietro.
Pietre d’inciampo perché “è accaduto e può ancora accadere”.
Pietre d’inciampo perché la nostra libertà è a caro prezzo.
Pietro d’inciampo perché non soffochiamo la nostra coscienza
di uomini onesti e liberi.
Pietre d’inciampo perché non rimanga l’emozione di un giorno.
Pietre d’inciampo perché siano pietra angolare della civiltà dell’amore.
Pietre d’inciampo perché l’agonia di Dio nel mondo continua.
Vorrei proporre un brano di un’intervista di Risa Sodi a Primo Levi:
«Sono rimasta molto impressionata dalle lettere che furono scritte

dai lettori tedeschi di Se questo


è un uomo dopo che l’opera era
stata tradotta i tedesco. Molti di
loro menzionavano l’episodio del-
la guardia tedesca che si pulì le
mani sulla sua camicia».

Perché secondo lei, quell’epi-


sodio colpì in particolare i let-
tori tedeschi?
Fu un atto particolarmente sim-
bolico e per questo motivo col-
pì molte persone, me compreso.
Non si trattò di un atto che mi
inflisse una sofferenza fisica : un
colpo sul viso sarebbe stato mol-

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to più doloroso. La questione fu ta perché sia io che lui avem-
che quell’uomo mi usò come uno mo l’impressione di condividere
straccio. Allora, ma anche ades- un’avventura importante: cerca-
so, lo avvertii come una delle of- re di salvare delle vite umane. La
fese più gravi di cui fui vittima». malattia minacciava ancora le no-
stre vite, ma riuscimmo comun-
Quale peso ebbero le offese que a fabbricare alla bell’e meglio
come questa sulla sua digni- un fornello, cucinammo per dieci
tà? persone e cercammo di aiutarle a
«Al principio ebbero un certo sopravvivere un po’ più al lungo.
peso, poiché non erano ancora Aiutando gli altri, avemmo dav-
accadute cose più gravi. vero l’impressione di riacquistare
Si trattò di una sorta di prologo. la nostra dignità.
Poi, chiaramente, ci abituammo. Anche le altre persone provarono
Divenne routine». questo.
Quei poveri uomini malati, alcu-
Che cosa significa, moralmen- ni di loro sul punto di morire, ci
te e spiritualmente, “abituar- davano le fette di pane in più che
si”? non erano in grado di mangiare.
«Detto semplicemente, perdere Anche questo fu un atto di uma-
la propria umanità. nità, del tutto diverso da ciò che
L’assuefazione alla vita nel campo era accaduto in precedenza» (An
di concentramento è il solo modo interview with Primo Levi, «Parti-
per sopravvivere, ma è anche una san Review», vol. LIV,3,1987).
cosa che ti priva di parte della tua
umanità. Quella di Primo Levi è una delle
Colpisce tanto i prigionieri quanto voci della Shoa. ma insieme alle
le guardie. Nessun gruppo era più altre ricorda a noi, ancora capa-
umano degli altri». ci di innalzare muri e di chiudere
porti, che l’uomo non è mai uno
In quale modo si riacquista la straccio su cui pulirsi le mani e
propria umanità? che il nome della civiltà è solo
«Ricorda le ultime pagine di “Se prendersi cura dell’altro.
questo è un uomo?” In esse ricor- Don Davide
do come riacquistai il sentimento Stolpersteine nasce da un’idea
dell’umanità quando, insieme ad dell’artista tedesco Gunter Dem-
un compagno, riuscimmo ad aiu- nig, per contrastare l’oblio e le
tare malati e moribondi, benché cattive memorie sulla tragedia
noi fossimo malati. delle deportazioni naziste duran-
Ho mantenuto un solido rapporto te la Seconda Guerra Mondiale.
di amicizia con Charles, un fran- L’episodio decisivo avviene a Co-
cese che mi aiutò; ci scriviamo lonia nel 1990, quando un citta-
ancora. Sono andato a trovar- dino contesta la veridicità della
lo due volte, anche se lui vive deportazione nel 1940 di 1000
in una zona remota e difficile da sinti della città renana, in occa-
raggiungere della Francia. sione dell’installazione di un’ope-
La nostra amicizia è continua-

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stolpesteine
ra scultorea per ricordarne la Un semplice sampietrino quin-
persecuzione. Da quel momen- di, come i tanti che pavimenta-
to Demnig si dedica a costruire no le strade delle nostre città,
il più grande monumento diffu- ma dalla forza evocativa senza
so d’Europa, attraverso l’instal- precedenti, perché collocato
lazione di “Pietre d’Inciampo”, davanti all’abitazione dei de-
sampietrini di piccole dimensio- portati: da lì sono stati prele-
ni, sui marciapiedi davanti alle vati, strappati ai loro affetti e
abitazioni delle vittime delle alle loro occupazioni, per esse-
persecuzioni naziste, qualun- re uccisi senza ragione, finiti in
que ne fosse la ragione. cenere o in fosse comuni, pri-
L’incisione, sulla superficie su- vando così i famigliari e i loro
periore di ottone lucente, ne ri- discendenti persino di un luogo
corda nome e cognome, data di dove ricordarli. La piccola pietra
nascita, data e luogo di depor- di ottone chiama ciascuno di noi
tazione e data di morte, quando che, parafrasando Primo Levi,
conosciuta. Una iniziativa sen- “viviamo sicuri nelle nostre tie-
za precedenti, che ha superato pide case e tornando a casa a
presto i confini della Germania sera troviamo cibo caldo e visi
in virtù della sua originale fun- amici” a riflettere su quanto sia
zione di stimolo alla coscienza importante “ricordarsi di ricor-
collettiva in molti paesi euro- dare” e vigilare perché ciò che è
pei. La caratteristica distintiva accaduto non si ripeta.
di Stolpersteine, ri-
spetto a qualunque
altro monumento
dedicato all’Olocau-
sto, è quella di cre-
are - esattamente
nello stesso luogo
in cui abitò la vit-
tima dello stermi-
nio dei nazisti e dei
loro alleati - quella
che allo stesso tem-
po rappresenta una
commemorazione
personale e un in-
vito alla riflessione.

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accadeva
ottant’anni fa
Trieste, 18 settembre 1938. Da- italiana dopo quella di Roma, ed
vanti ad una folla oceanica, Be- era un centro dove tanti ebrei in-
nito Mussolini dichiara: “Occorre traprendenti avevano fatto fortu-
una chiara, severa, coscienza na (un esempio su tutti è la casa
razziale che stabilisca non sol- editrice dei fratelli Treves, che
tanto delle differenze, ma delle aveva pubblicato libri come Cuo-
superiorità nettissime”. re, poi dovuta essere inglobata
Un mese prima, in agosto, pro- dalla Garzanti per sfuggire alle
fessori universitari provenienti persecuzioni).
da tutto il paese avevano firmato Eppure, i provvedimenti durissi-
il Manifesto degli scienziati raz- mi presi nei confronti della comu-
zisti, un testo che sosteneva l’e- nità ebraica, come l’espulsione
sistenza delle razze umane e tra da qualsiasi istituzione pubblica,
esse la presenza di razze inferio- scuole e uffici, la confisca dei
ri e superiori. beni e la segregazione in par-
Forti di una base scientifica quan- ti della città separate dalle altre
to mai falsificata e strumentaliz- case, non colpivano nemmeno
zata, i capi del Fascismo avevano l’1 per mille della popolazione e
già cominciato le prime persecu- non avevano alcun risvolto eco-
zioni nei confronti di coloro che nomico o utilitaristico all’interno
erano ritenuti diversi e inferiori e del regime, ma non è nemmeno
come tali rischiavano di inquina- da pensare che tali azioni fosse-
re la presunta pura razza italica: ro state fatte soltanto per com-
uomini di colore, zingari, immi- piacere l’alleato Hitler; piuttosto
grati dell’est Europa e soprattut- si può credere che questa paz-
to coloro che erano già entrati zia sia sfociata da un sentimento
nel mirino della grande nazione razzista che già era presente in
alleata dell’Italia, la Germania di Italia ormai da tempo.
Hitler: gli ebrei. Gli anni dello sfrenato colonia-
Non c’è da stupirsi che il Duce lismo in Etiopia infatti, conclusi
avesse scelto la città di Trieste da poco, avevano visto una dura
per la prima pubblica proclama- e pressante campagna denigra-
zione delle leggi razziali o, come toria nei confronti dei nemici,
preferisce chiamarle Liliana Se- gli Abissini, rappresentati in un
gre, sopravvissuta ad Auschwi- modo che noi di oggi non esite-
tz, leggi razziste: Trieste aveva remmo a definire profondamente
la più grande comunità ebraica razzista; inoltre i metodi utiliz-

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zati con la popolazione civile di e quelli fondamentali, per arrivare
quel paese rasentavano gli orrori infine a privarli persino della vita.
perpetrati in Germania contro gli Ora come allora, il pericolo del raz-
ebrei: atti intimidatori, rastrella- zismo è sempre in agguato, forse
menti e violenze nei confronti di adesso più che mai, mentre torna-
donne e bambini. Si può perciò no alla ribalta sentimenti nazionali-
capire perché le leggi razziali, se stici e si chiudono le porte davanti a
non approvate di buon grado da chi è considerato diverso.
tutta la popolazione, erano quan- Il ricordo di ciò che è accaduto 80
tomeno accettate, dato che il razzi- anni fa è essenziale per prevenire
smo, insito nelle menti dei cittadini che certi sbagli si ripetano. Perché,
italiani con l’idea della superiorità come ha detto Liliana Segre “Colti-
della propria nazione nei confronti vare la memoria è ancora oggi un
delle altre, era ormai pensiero co- vaccino prezioso contro l’indifferen-
mune. E questa convinzione sba- za e ci aiuta, in un mondo così pie-
gliata fu esasperata in modo tale no di ingiustizie e di sofferenze, a
che ai cosiddetti inferiori fu privato ricordare che ciascuno di noi ha una
tutto, a cominciare dai diritti politi- coscienza e la può usare”.
ci, per poi passare a quelli giuridici Paolo Magnani

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a proposito
di diritti umani
Per diritti umani si intendono quei anni di distanza da quel momento,
diritti riconosciuti all’uomo sempli- la Dichiarazione universale rappre-
cemente in base alla sua apparte- senta ancora uno degli strumenti
nenza al genere umano. Nonostan- principali per la protezione interna-
te l’idea di diritti umani risalga a zionale dei diritti umani ed uno dei
tempi antichi, il concetto moderno traguardi più importanti nella storia
è emerso soltanto dopo la Seconda del diritto internazionale. Il Pream-
Guerra Mondiale con l’adozione del- bolo della Dichiarazione specifica
la Dichiarazione universale dei diritti infatti che «il disconoscimento ed
umani il 10 dicembre 1948 da parte il disprezzo dei diritti umani hanno
delle Nazioni Unite. Proprio per evi- portato ad atti di barbarie che of-
tare il ripetersi di conflitti e violen- fendono la coscienza dell’umanità»,
ze, la Dichiarazione sancisce i diritti e considera fondamentale che «i di-
inalienabili di ogni essere umano, ritti umani siano protetti da norme
senza distinzione di razza, sesso, giuridiche, se si vuole evitare che
religione, ideologia politica. A 70 l’uomo sia costretto a ricorrere,

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come ultima istanza, alla ribellione rapporto di Amnesty International
contro la tirannia e l’oppressione». relativo alla situazione dei diritti
Dopo il Preambolo essa è compo- umani nel 2017/2018 sottolinea
sta da trenta articoli, nei quali si come sia necessario un rinnovato
illustrano i vari diritti considerati impegno a favore della protezione
fondamentali, che sono numerosi internazionale dei diritti umani. La
e si reggono tutti su quattro pila- battaglia per i diritti umani non è
stri: dignità, libertà, uguaglianza e ancora stata vinta e spetta a tutti
fratellanza. La dignità protegge i noi continuare a difendere i princi-
valori condivisi da tutti gli individui pi enunciati nella Dichiarazione in
indipendentemente dalle differen- nome della dignità, eguaglianza e
ze di religione, etnia o sesso. La li- solidarietà tra gli uomini. Il valore
bertà si riferisce ai diritti legati alla dei diritti umani si estende oltre le
libertà individuale ed alla sicurezza tradizioni occidentali e la tutela di
personale. L’uguaglianza è intesa a tali diritti deve essere garantita a
garantire la partecipazione politica prescindere dal contesto in cui ci
e pubblica di tutti gli individui. si trovi, che sia esso culturale, re-
La fratellanza, infine, si riferisce ligioso o di qualunque altro tipo.
ai diritti economici, sociali e cul- Paradossale è la situazione per cui
turali. Sebbene la Dichiarazione dei diritti considerabili universali e
universale dei diritti umani non sia fondamentali non vengano ricono-
effettivamente uno strumento giu- sciuti automaticamente nell’altro,
ridicamente vincolante, essa svol- rendendo necessaria una sorve-
ge comunque un importante ruolo glianza continua, un’attenzione
morale. costante.
Ha costituito, infatti, il modello per In più sono ancora molte le perso-
l’adozione dei successivi trattati a ne che non sanno di essere porta-
livello nazionale, internazionale e trici di diritti, magari perché hanno
regionale. Nonostante i progressi sempre vissuto in una condizione
raggiunti negli ultimi decenni gra- tale per cui l’esercizio di questi
zie alla Dichiarazione universale, i diritti è stato impedito, negato. È
trenta articoli restano ancora obiet- quindi compito di coloro che cono-
tivi da raggiungere in molte occa- scono i diritti umani attivarsi affin-
sioni, anche nel nostro Occidente, ché essi siano sempre rispettati,
basta accendere la tv e gli esempi anche quando una violazione non
sono purtroppo innumerevoli. Il tocca nel personale, sia forti della

REDAZIONE
don Davide Chioda, Letizia Magnani, Paolo Magnani, Simone Longhi, Aurora Galloni,
Daniele Inglese, Matteo Cattaneo, Samuele Cattaneo.

Foto di Roberto, Ombretta, Gigi, Daniela, Sabrina, Eugenio.

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consapevolezza e della conoscen-
za dei diritti, sia con maggiore po-
tere di intervento nei confronti di
chi non ha voce. Nella stessa Eu-
ropa, a livello culturale, si vanno
sdoganando atteggiamenti in pa-
lese contrasto con i principi della
Dichiarazione.
La soglia di tolleranza rispetto ai
responsabili di gravi abusi si è ab-
bassata: si rischia di abituarsi ad
atteggiamenti in contrasto con i
diritti umani, alimentando una cer-
ta indifferenza in primo luogo per
le questioni che non ci toccano da
vicino e poi sviluppando una resi-
stenza anche davanti alle violazio-
ni più gravi, con una certa rasse-
gnazione: si alzano le spalle e si prime letture del 2019), ripassare
pensa “così va il mondo”. Sareb- e riflettere su ciò che vi è scritto, e
be quindi auspicabile riprendere attivarci tutti i giorni per metterlo
in mano questo importante docu- in pratica.
mento (perfetto da inserire tra le Letizia Magnan

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Considerato che i popoli delle Na-
zioni Unite hanno riaffermato nel-
lo Statuto la loro fede nei diritti
umani fondamentali, nella dignità
e nel valore della persona umana,
nell’uguaglianza dei diritti dell’uo-
mo e della donna, ed hanno de-
ciso di promuovere il progresso
sociale e un miglior tenore di vita
in una maggiore libertà. Conside-
Preambolo
rato che gli Stati membri si sono
della Dichiarazione impegnati a perseguire, in coo-
universale dei diritti umani perazione con le Nazioni Unite, il
rispetto e l’osservanza universa-
Considerato che il riconoscimen- le dei diritti umani e delle libertà
to della dignità inerente a tutti i fondamentali; Considerato che
membri della famiglia umana e una concezione comune di questi
dei loro diritti, uguali ed inalie- diritti e di questa libertà è della
nabili, costituisce il fondamento massima importanza per la piena
della libertà, della giustizia e del- realizzazione di questi impegni;
la pace nel mondo; Considerato
che il disconoscimento e il di- L’ASSEMBLEA GENERALE pro-
sprezzo dei diritti umani hanno clama la presente dichiarazione
portato ad atti di barbarie che universale dei diritti umani come
offendono la coscienza dell’uma- ideale comune da raggiungersi da
nità, e che l’avvento di un mon- tutti i popoli e da tutte le Nazio-
do in cui gli esseri umani godano ni, al fine che ogni individuo ed
della libertà di parola e di credo e ogni organo della società, avendo
della libertà dal timore e dal bi- costantemente presente questa
sogno è stato proclamato come Dichiarazione, si sforzi di pro-
la più alta aspirazione dell’uomo; muovere, con l’insegnamento e
Considerato che è indispensabile l’educazione, il rispetto di questi
che i diritti umani siano protetti diritti e di queste libertà e di ga-
da norme giuridiche, se si vuole rantirne, mediante misure pro-
evitare che l’uomo sia costretto gressive di carattere nazionale e
a ricorrere, come ultima istanza, internazionale, l’universale ed ef-
alla ribellione contro la tirannia e fettivo riconoscimento e rispetto
l’oppressione; Considerato che è tanto fra i popoli degli stessi Stati
indispensabile promuovere lo svi- membri, quanto fra quelli dei ter-
luppo di rapporti amichevoli tra le ritori sottoposti alla loro giurisdi-
Nazioni; zione.

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Essere liberi…ma non troppo
Il nuovo anno è iniziato con tutti i buoni propositi, le aspettative. Pro-
cediamo per la nostra strada, portando con noi novità e progetti, ma
ogni volta che arriva gennaio, insieme a rosee prospettive per il futuro,
celebriamo una ricorrenza che purtroppo ci fa voltare indietro per non
dimenticare quanto terribili possano essere state alcune pagine della
storia: mi riferisco alla Giornata della Memoria.
Questo giorno ci aiuta a non rimanere indifferenti davanti a quello che è
stato per l’umanità uno degli scenari più tremendi simbolo della cattive-
ria tra abitanti dello stesso pianeta. Numerose le teorie e correnti filoso-
fiche che si sovrappongono riguardo alla tragedia dell’Olocausto, ma a
una domanda non sono ancora riuscita a trovare risposta, consultando
libri o persone: dov’era Dio mentre tutte quelle persone morivano in un
modo così crudele?
Dov’era Colui che ci ha creati “a sua immagine e somiglianza”? Perché
ha lasciato che tutto questo accadesse? Questi sono gli interrogativi che
riporta anche Elie Wiesel nel libro “La notte”, mentre un bambino soffre
agonizzante durante la sua impiccagione, poiché il peso del corpo non è
bastato a ucciderlo, ed è costretto ad una morte lenta e straziante, sotto
gli sguardi vuoti di coloro che, intorno a lui, sono obbligati a guardare.
“Dov’è Dio? Dove si trova?”.
L’autore, dentro di sé, si dà una risposta: Dio è lì, che sta per morire, Dio
non è colui che uccide, o che resta impassibile a guardare, ma viene Egli
stesso ferito, ucciso dalla cattiveria dell’uomo. Credo che sia inopportuno
se non totalmente fuori luogo aspettarsi un aiuto da Dio se siamo noi
stessi a cacciarlo dal nostro cuore. Dov’è Dio, mentre tutta quella gente
viene uccisa?
Dio è lì, tra coloro che soffrono. Wiesel, che in prima persona ha vissuto
tanto orrore, non si lascia demoralizzare dalla convinzione che non esista
nessuno, lassù, ma percepisce Dio accanto a sé, lo contraddistingue in
quel bambino indifeso che soffre per la cattiveria dell’uomo. Dov’era Dio
mentre Suo Figlio moriva in croce? Dio era con Lui, così come è con noi
quando ne abbiamo bisogno. Forse a volte è più semplice condannare
chi non ci aiuta quando abbiamo bisogno, piuttosto che guardarsi intor-
no e rendersi conto della reale situazione. Forse a volte è più semplice
pensare che non esista nessun Dio, piuttosto che cercarlo accanto a noi
quando siamo in difficoltà.
Concludo con una citazione tratta da “La notte”: “Se con l’Olocausto Dio
ha scelto di interrogare l’uomo, spetta a questi rispondere con una ricer-
ca che ha Dio per oggetto”.
Aurora Galloni

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Edith Stein
S. Teresa Benedetta della Croce
Edith Stein, sapienza umana, filosofica, religiosa
un pugno di negli ambienti culturali dell’Univer-
terra sotto il sità: “ Più uno si sente attirato da
pavimento Dio e più deve uscire da se stesso,
della chiesa di nel senso di rivolgersi al mondo, per
San Michele, portare ivi una divina ragione di vive-
a nord di Breslavia (Polonia) sua re.” Nel 1933 entra come postulante
città d’origine a ricordo della sua al Carmelo di Colonia (Germania) e
fine in un campo di concentramen- assume il nome religioso di suor Tere-
to, perché di famiglia ebrea, seppur sa Benedetta della Croce. Il 2 agosto
convertita al Cattolicesimo; un pu- 1942 viene prelevata dalla Gestapo
gno di terra, in maniera simbolica dal convento di Echt Olanda, dove era
perché del suo corpo effettivamente stata trasferita dal suo Ordine Reli-
non c’è più nulla . Uno strano per- gioso per proteggerla dalla minaccia
corso spirituale quello di Edith, nata nazista e deportata nel campo di ster-
il 12 ottobre 1891 festa del Kippur, minio di Auschwitz (Polonia) dove il 9
dell’ espiazione per gli Ebrei, che agosto muore nella camera a gas, a
l’ha condotta dalla religione ebrai- cinquantuno anni. San Giovanni Pa-
ca, scelta per lei da una madre mol- olo II la proclama Beata nel 1987
to religiosa, all’ateismo, dopo i 14 onorandola con queste parole: “una
anni, fino alla scoperta della fede figlia d’Israele che durante le perse-
cattolica dopo i vent’anni e alla sua cuzioni dei nazisti è rimasta unita con
conversione. Edith Stein fin da ra- fede ed amore al Signore Crocifisso ,
gazza si appassiona alla Filosofia, Gesù Cristo, quale cattolica e al suo
intraprendendo all’Università gli stu- popolo quale ebrea. Viene canonizza-
di filosofici e diventando una brillante ta l’11 ottobre 1998; l’anno successi-
filosofa, ma fu a casa di amici che vo San Giovanni Paolo II la proclama
scopre la Verità leggendo l’autobio- compatrona dell’Europa affermando
grafia di Santa Teresa d’ Avila: aveva che “Santa Teresa Benedetta della
cercato a lungo la verità e finalmen- Croce, non solo trascorse la propria
te l’aveva trovata nel mistero della esistenza in diversi paesi d’ Europa,
Croce. Aveva scoperto che la Verità ma con tutta la sua vita di pensatri-
non è un concetto, un’idea, ma una ce , di mistica, di martire gettò come
Persona. Nel 1921 si converte al Cri- un ponte tra le sue radici ebraiche
stianesimo e l’anno successivo riceve e l’adesione a Cristo, gridando col
il battesimo. Vorrebbe darsi tutta al martirio le ragioni di Dio e dell’uomo
Signore, ma le sue guide spirituali la nell’immane vergogna della shoa”.
obbligheranno a profondere la sua Simone Longhi

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Giornata Mondiale della Gioventù 2019
dal 22 al 27 gennaio 2019
Tra il 22 e il 27 gennaio a Panama come mezzo per conoscere Gesù
prenderà luogo la 34° Giornata (rappresentato con una croce).
Mondiale della Gioventù. Inoltre nel logo sono presenti il
La Giornata Mondiale della Gio- canale, uno dei simboli del Paese,
ventù è un incontro internazionale e cinque puntini bianchi che sim-
di spiritualità e cultura dei giova- boleggiano i pellegrini provenienti
ni cattolici, promosso dalla Chie- dai cinque continenti.
sa cattolica su iniziativa del Papa. Vi lascio ora alle parole di Papa
Questa giornata fu istituita da Francesco in merito a questo
Papa Giovanni Paolo II nel 1985, evento:
il quale voleva creare per i giova-
ni un proprio spazio nel mondo e Cari giovani,
nella chiesa. ci stiamo avvicinando alla Gior-
Il tema di quest’anno è stato scel- nata Mondiale della Gioventù che
to da Papa Francesco da un passo si celebrerà a Panama il prossimo
del vangelo di Luca: “Ecco sono mese di gennaio e avrà come tema
la serva del Signore; avvenga per la risposta della Vergine Maria alla
me secondo la tua parola”; questo chiamata di Dio: «Ecco la serva
passo fa riferimento all’annuncia- del Signore: avvenga per me se-
zione (da parte dell’arcangelo Ga- condo la tua parola» (Lc1,38).
briele) con l’immediata accoglien-
za di Maria nei confronti di Dio. Le sue parole sono un “sì” corag-
Il logo scelto quest’anno, disegna- gioso e generoso. Il sì di chi ha
to da una studentessa di architet- capito il segreto della vocazione:
tura dell’Università di Panama di uscire da sé stessi e mettersi al
nome Ambar Calvo, rispecchia servizio degli altri.
appieno le idee del tema: Maria La nostra vita trova significato

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solo nel servizio a
Dio e al prossimo.

Ci sono molti gio-


vani, credenti o
non credenti, che
al termine di un
periodo di studi
mostrano il desi-
derio di aiutare gli
altri, di fare qual-
cosa per quelli che
soffrono. Questa
è la forza dei gio-
vani, la forza di
tutti voi, quella che può cambiare i sogni, ma per accendere desi-
il mondo; questa è la rivoluzione deri; per far sì che la nostra vita
che può sconfiggere i “poteri for- porti frutto, faccia sbocciare molti
ti” di questa terra: la “rivoluzione” sorrisi e rallegri molti cuori. Dare
del servizio. Mettersi al servizio una risposta affermativa a Dio è
del prossimo non significa soltan- il primo passo per essere felici e
to essere pronti all’azione; biso- rendere felici molte persone. Cari
gna anche mettersi in dialogo con giovani, abbiate il coraggio di en-
Dio, in atteggiamento di ascolto, trare ciascuno nel proprio intimo e
come ha fatto Maria. Lei ha ascol- chiedere a Dio: che cosa vuoi da
tato quello che le diceva l’angelo e me?
poi ha risposto. Da questo rappor- Lasciate che il Signore vi parli, e
to con Dio nel silenzio del cuore, vedrete la vostra vita trasformar-
scopriamo la nostra identità e la si e riempirsi di gioia. Prima della
vocazione a cui il Signore ci chia- Giornata Mondiale della Gioventù
ma, che si può esprimere in diver- di Panama, ormai vicina, vi invi-
se forme: nel matrimonio, nella to a prepararvi, seguendo e par-
vita consacrata, nel sacerdozio… tecipando a tutte le iniziative che
Tutti questi sono modi per seguire vengono realizzate. Vi aiuterà a
Gesù. L’importante è scoprire che camminare verso questa meta.
cosa il Signore si aspetta da noi e Che la Vergine Maria vi accompa-
avere il coraggio di dire “sì”. gni in questo pellegrinaggio e che
Maria è stata una donna felice, il suo esempio vi spinga a essere
perché è stata generosa davanti coraggiosi e generosi nella rispo-
a Dio e si è aperta al piano che sta. Buon cammino verso Pana-
aveva per lei. Le proposte di Dio ma! E per favore, non dimentica-
per noi, come quella che ha fatto tevi di pregare per me. A presto.’’
a Maria, non sono per spegnere Daniele Inglese

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Vita della Comunità
Sabato 22 dicembre:
la luce della Pace di Betlemme
arriva in tutte le case di Tribiano

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Auguri dalla Famiglia Scout
16 La Nostra Comunità - Dicembre 2018
Domenica 16 dicembre:
promessa del Reparto
alla Messa delle 18

La Nostra Comunità - Dicembre 2018 17


Domenica 16 dicembre:
promessa del Reparto
alla Messa delle 18

18 La Nostra Comunità - Dicembre 2018


campo
invernale
Reparto
sulle
Colline
di Borgo
Taro

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Il presepe Vivente 2018

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Concorso presepi

Federico Torresani

Anna Crotti

22 La Nostra Comunità - Dicembre 2018


Antonio Crotti

Antonio Crotti

La Nostra Comunità - Dicembre 2018 23


ANA JULIA E JASMIN

REnza

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cavalli andrea,
giorgia e tommaso

23 dicembre,
chiesa parrocchiale di Tribiano,
Concerto di Natale
della Schola Cantorum

La Nostra Comunità - Dicembre 2018 25


Lodi,
auditorium
Banca Popolare,
Spettacolo di
Natale a favore
delle popolazioni
colpite dal
terremoto.

26 La Nostra Comunità - Dicembre 2018


Sono ritornati
alla Casa del Padre

MARIA LAURA
MARCHIONI CORVINI MASCHERONI ANGELO
20 GENNAIO 2019 24 NOVEMBRE 2018

La Nostra Comunità - Dicembre 2018 27


L’ora più
importante
è sempre
l’ora presente;
la persona
più importante
è sempre
quella che
hai di fronte;
l’opera
più necessaria
è sempre
L’AMORE!
Meister Eckhart,
mistico tedesco

28 La Nostra Comunità - Dicembre 2018