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IL RATTO DELLE SABINE

Romolo, divenuto unico re di Roma, decise per prima cosa di fortificare la nuova città, offrendo
sacrifici in onore di Ercole. Con il tempo Roma andò ingrandendosi, tanto da apparire "così potente
da poter rivaleggiare militarmente con qualunque popolo dei dintorni". Erano le donne che
scarseggiavano. Questa grandezza era destinata a durare una sola generazione se i Romani non
avessero trovato sufficienti mogli con cui procreare nuovi figli per la città.
Romolo programmò il ratto per costituire in qualche modo l'inizio della fusione tra il popolo
dei Romani e quello dei Sabini.
La gioventù romana non la prese di buon grado, tanto che la soluzione che andò prospettandosi fu
quella di usare la forza. Romolo, invece, decise di allestire dei giochi solenni, chiamati Consualia,
Quindi ordinò ai suoi di invitare allo spettacolo i popoli vicini: dai Ceninensi,
agli Antemnati, Crustumini e Sabini. L'obiettivo era quello di compiere un gigantesco rapimento
delle loro donne proprio nel mezzo dello spettacolo. Arrivò moltissima gente, con figli e consorti.
Romolo prese posto tra la folla ed al segnale convenuto, insieme ai suoi uomini, estrassero le
spade e catturarono le figlie, lasciando fuggire i loro padri, che abbandonarono la città
promettendo vendetta. Alcuni raccontano che furono rapite solo trenta fanciulle, altri 527, altri 633.
Non venne rapita nessuna donna maritata. Il ratto fu un atto di necessità, al fine di mescolare i due
popoli. Il ratto avvenne il 21 agosto.
Livio sostiene chiaramente che non vi fu violenza sessuale. Al contrario, Romolo offrì alle fanciulle
libera scelta e promise loro pieni diritti civili e di proprietà. Egli stesso trovò moglie tra queste
fanciulle, il cui nome era Ersilia. I popoli che avevano subito l'affronto chiesero la liberazione delle
fanciulle, ma il nuovo re di Roma, non solo si rifiutò di rilasciarle, al contrario chiese loro di
accettare i legami di parentela con i Romani. Questo significava solo una cosa: la guerra.
Dei popoli che avevano subito l'affronto, furono sconfitti prima i Ceninensi, poi gli Antemnati, ed
i Crustumini, la cui resistenza durò ancora meno dei loro alleati. Portate a termine le operazioni
militari, il nuovo re di Roma dispose che venissero inviati nei nuovi territori conquistati
alcuni coloni.

L'ultimo attacco portato a Roma fu quello dei Sabini, che prima presero il Campidoglio, poi
impegnarono i romani in un durissimo scontro nella Battaglia del lago Curzio.
Fu in questo momento che le donne sabine, che erano state rapite in precedenza dai Romani, si
lanciarono sotto una pioggia di proiettili tra le opposte fazioni per dividere i contendenti e placarne
la collera.
Con questo gesto entrambi gli schieramenti si fermarono e decisero di collaborare, stipulando un
trattato di pace.

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