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Appunti di Algebra Lineare

Distanze

1
Indice
1 Distanze nel piano 2
1.1 Distanza punto-punto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.2 Distanza punto-retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.3 Distanza retta-retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

2 Distanze nello spazio 5


2.1 Distanza punto-piano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.2 Distanza punto-retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
2.3 Distanza retta-retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

1 Distanze nel piano


Mi sembra giusto dirlo subito: ciò che sta in questa sezione è inutile, nel senso che non verrà
trattato nelle esercitazioni. Potete passare alla sezione successiva, sullo spazio. Ciò che segue può
solo servire a capire analogie e differenze fra alcune delle domande che ha senso porsi sia nel piano
che nello spazio. Ad esempio, la distanza di un punto da una retta nel piano e di un punto da una
retta nello spazio...
Lavoriamo quindi, per il momento, nel piano affine E2 . In questo ambiente ha senso voler
calcolare:
1. la distanza fra due punti;
2. la distanza fra un punto e una retta;
3. la distanza fra due rette.

1.1 Distanza punto-punto


Per ogni intero n ě 1, la distanza fra due punti P = (a1 , . . . , an ) e Q = (b1 , . . . , bn ) di En è
definita come a
d(P, Q) := (a1 ´ b1 )2 + ¨ ¨ ¨ + (an ´ bn )2 . (1)
Notare che ciò che sta a destra non è altro che la norma (o modulo) del vettore
 
−Ñ a1 ´ b1
PQ =  . . .  P Rn .
a n ´ bn

Domanda: Quando n = 1, cos’è la distanza fra due punti?

Example 1.1. In E2 , siano P = (2, 1), Q = (´1, 3). Allora


−Ñ a ?
d(P, Q) = |PQ| = 32 + (´2)2 = 13.
? ?
Example 1.2. La distanza fra P = (0, 0) e Q = (1, 1) è d(P, Q) = 12 + 12 = 2, la famosa
diagonale del quadrato di lato 1.

2
Consiglio: disegnarsi la situazione e realizzare che si sta semplicemente applicando il Teorema
di Pitagora. Concludere che la definizione generale (1) è una sorta di Pitagora a n dimensioni.

1.2 Distanza punto-retta


Sia r : ax + by + c = 0 l’equazione cartesiana di una retta nel piano (scritta in questa forma,
significa che il vettore � �
Ñ a
n=
b
descrive una direzione ortogonale alla retta r. Dato un punto P0 = (x0 , y0 ) che non stia su r, la
sua distanza d(P0 , r) da r è definita come la sua distanza dal punto H P r, l’unico punto di r con la
Ñ
proprietà che il segmento P0 H è ortogonale ad r (quindi parallelo ad n).

Siccome la distanza fra due punti la sappiamo calcolare, in linea teorica siamo a posto. Ma
come si calcola d(P0 , H), concretamente? Scegliamo un punto Q = (x1 , y1 ) P r sulla retta, diverso
da P0 , e tracciamo P0 Q. La situazione è questa:

Sappiamo che
Ñ −Ñ Ñ −Ñ Ñ
n ¨ P0 Q = | n||P0 Q| cos α = | n|d(P0 , H).

3
Quindi
Ñ −Ñ
n ¨ P0 Q |a(x1 ´ x0 ) + b(y1 ´ y0 )|
d(P0 , r) := d(P0 , H) = Ñ = ?
| n| a2 + b2
|ax1 + by1 ´ ax0 ´ by0 | | ´ ax0 ´ by0 ´ c|
= ? = ? .
2
a +b 2 a2 + b2
Si noti che per l’ultima uguaglianza si è usato ax1 + by1 = ´c, che traduce il fatto che Q sta
su r. In conclusione,
|ax0 + by0 + c|
d(P0 , r) = ? .
a2 + b2
Si noti come il risultato finale non dipenda dalla scelta del punto Q.
?
Example 1.3. Sia r : 2x + 3y ´ 7 = 0 e P0 = (1, 2). Allora
? ? ?
|2 ¨ 1 + 3 ¨ 2 ´ 7| |2 + 2 3 ´ 7| 5´2 3
d(P0 , r) = b ? = ? = ? .
22 + ( 3)2 7 7

1.3 Distanza retta-retta


Date due rette parallele r1 , r2 Ă E2 , definiamo

d(r1 , r2 ) := d(P1 , r2 ),

dove P1 è un qualunque punto di r1 . Ciò che sta a destra dell’uguale lo sappiamo calcolare dal
paragrafo precedente.

Example 1.4. Siano r1 : 2x ´ y + 5 = 0 e r2 : ´2x + y ´ 8 = 0. (Sono parallele? sı̀!). Sia


P1 = (0, 5) P r1 . Allora
|5 ´ 8| 3
d(r1 , r2 ) = d(P1 , r2 ) = ? =? .
4+1 5

4
2 Distanze nello spazio
In questa sezione lavoriamo in E3 . Ora, ha senso voler calcolare:
1. la distanza fra due punti;
2. la distanza fra un punto e un piano;
3. la distanza fra un punto e una retta;

4. la distanza fra due rette;


5. la distanza fra due piani paralleli (preannuncio che questa non verrà trattata: dite voi cos’è
la distanza fra due piani paralleli! ovvero, l’esercizio è di darne una definizione ragionevole).

Sulla distanza fra due punti, non vi è nulla da dire che non sia già stato detto dalla formula (1).
Facciamo comunque un esempio:

Example 2.1. Se P = (0, ´1, 2), Q = (1, 3, ´1) P E3 , allora


a ? ?
d(P, Q) = (1 ´ 0)2 + (3 + 1)2 + (´1 ´ 2)2 = 1 + 16 + 9 = 26.

2.1 Distanza punto-piano


Ciò che segue dovrebbe ricordare la distanza punto-retta in E2 . Il concetto è sempre lo stesso:
se abbiamo un piano π, un punto P0 = (x0 , y0 , z0 ) e vogliamo d(P0 , π), ci scegliamo un punto Q P π
e tracciamo la retta per P0 e Q, che andrà a bucare
  il piano π in un punto (proprio Q, ovviamente).
a
Ñ
Questo ci determina un angolo α e, se n = b è il vettore ortogonale a π, allora come nel caso
c
del piano avremo
Ñ −Ñ Ñ −Ñ Ñ
n ¨ P0 Q = | n||P0 Q| cos α = | n|d(P0 , H).

Definendo, com’è naturale, d(P0 , π) := d(P0 , H), si trova, esattamente come prima,
Ñ −Ñ
n ¨ P0 Q
d(P0 , π) = Ñ ,
| n|

5
cioè1
|ax0 + by0 + cz0 + d|
d(P0 , π) = ? .
a2 + b2 + c2
Si noti che tale distanza vale 0 se e soltanto se P0 P π.
?
Example 2.2. Sia π : 2x + y ´ 3z + 17 = 0 e P0 = (1, 2, ´1). Allora
? ?
|2 + 2 + 3 + 17| 7 + 17
d(P0 , π) = ? = ? .
4+1+9 14

2.2 Distanza punto-retta


Supponiamo di avere una retta r e un punto P0 . Vorremmo ricondurci a una situazione simile
a quella nel piano, dove è facile calcolare la distanza di un punto da una retta - siccome dare
una retta nel piano è come dare un vettore, a due componenti, ortogonale alla retta. Dobbiamo
anzitutto metterci nella condizione in cui P0 stia su un piano ortogonale ad r. Quindi, ecco una
prima strategia per trovare d(P0 , r):
• trovare l’equazione del piano π per P0 ortogonale ad r;

• trovare il punto di intersezione r X π = t H u (cioè: trovare le coordinate di H risolvendo il


sistema! e notare che tale intersezione è davvero solo un punto, perché stiamo chiedendo che
la retta sia ortogonale al piano)
• applicare la distanza fra i due punti e calcolare d(P0 , H): questa sarà la distanza cercata.

Example 2.3. Sia dato il punto P0 = (2, 3, ´1) e la retta


"
x ´ 2z = 0
r:
y ´ z ´ 6 = 0.

Vogliamo d(P0 , r). Innanzitutto riscriviamo r tramite le sue equazioni parametriche:


$
&x = 2t
r: y=t+6
%
z=t
1 La formula seguente l’ho dimostrata in classe. E comunque è analoga a quella punto-retta nel piano, c’è solo

una coordinata in più. Ancora una volta: una retta nel piano assomiglia a un piano nello spazio, più che a una retta
nello spazio!

6
In questo modo ci ricaviamo il vettore direzionale di r, che risulta essere
 
2
Ñ
r = 1 .
1

Allora il piano π per P0 ortogonale ad r è dato da

2(x ´ 2) + (y ´ 3) + (z + 1) = 0,

cioè
2x + y + z ´ 6 = 0.
Questo termina il primo step. Ora calcoliamo le coordinate del punto H = r X π:
$
&2x + y + z ´ 6 = 0
r X π : x = 2z ñ 4z + z + 6 + z ´ 6 = 0,
%
y=z+6

da cui segue che z = 0, quindi anche x = 0 e y = 6. Questo dice che H = (0, 6, 0). Infine:
a ?
d(P0 , r) = d(P0 , H) = 22 + (´3)2 + (´1)2 = 14.

Esiste un secondo metodo per calcolare la distanza di un punto da una retta. Se è d(P0 , H) (co-
me prima) la distanza che vogliamo calcolare, la strategia adesso è quella di costruire un opportuno
parallelogramma di cui il segmento P0 H risulti essere l’altezza.
A tale scopo, consideriamo il versore
Ñ
Ñ r
er = Ñ .
|r|
Ñ
Applichiamolo (vedi disegno) in modo che termini su H. Se Q è il punto di r dove e r risulta
applicato, si vede che possiamo costruire il parallelogramma in figura, e P0 H ne è l’altezza. Notare
Ñ
che la base ha lunghezza | e r | = 1 per costruzione.

Quindi l’area A di questo parallelogramma è data da


Ñ −Ñ
| e r ˆ P0 Q| = A = Base ˆ Altezza = Altezza = d(P0 , r).

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Ora, si vede che la scelta di dove applicare il versore (cioè la scelta di Q) è davvero irrilevante, perché
scegliere un altro punto Q 1 ‰ Q e ripetere la costruzione semplicemente muove il parallelepipedo
sulla retta r! ma ciò che conta, cioè la sua altezza, continua ad essere uguale a ciò che vogliamo
determinare, cioè d(P0 , r). In conclusione:
Ñ −Ñ
d(P0 , r) = | e r ˆ P0 Q|, per ogni Q P r

Example 2.4. Riprendiamo l’Esempio 2.3. Con un confronto dei due metodi sullo stesso
esempio ciascuno potrà scegliere il suo preferito. Ebbene, col secondo metodo ci sono tre cose da
Ñ Ñ Ñ Ñ −Ñ
fare: calcolare e r (cioè r /| r |), scegliere (liberamente!)
  un punto Q su r, e calcolarsi | e r ˆ P0 Q|:
2 ?
Ñ Ñ
questo è il risultato. Per prima cosa, siccome r = 1 abbiamo | r | = 6, quindi
1
   ?  ? 
2 2/?6 ? 6/3
Ñ 1
e r = ? 1 = 1/?6 = ?6/6 .
6 1 1/ 6 6/6

Scegliendo t = 0 nelle equazioni parametriche di r si trova il punto Q = (0, 6, 0), quindi


 
−Ñ 2
P0 Q =  ´3 .
´1

Infine:
� Ñ Ñ Ñ �


� i j k �
Ñ −Ñ �? ? ? �
d(P0 , r) = | e r ˆ = modulo di � 6/3
P0 Q| 6/6 6/6�
� �
� 2 ´3 ´1 �
?  c
?6/3 6 4 ¨ 6 16 ¨ 6 a ?
= modulo di 2?6/3 = + + = 126/9 = 14.
9 9 9
4 6/3

Esercizio. Dare una motivazione del perché nello spazio la distanza fra un punto e una retta
non ammette una formula chiusa - o intrinseca, cioè dipendente solo dai dati in ingresso (il punto
e la retta).

2.3 Distanza retta-retta


Se abbiamo due rette complanari incidenti, la loro distanza (se proprio vogliamo definirla) è
nulla. Se sono parallele, la loro distanza è la distanza fra due punti uniti da un segmento ortogonale.
Supponiamo di avere due rette sghembe r1 , r2 Ă E3 . Vogliamo dire cos’è, ma soprattutto come
si calcola, la loro distanza d(r1 , r2 ).
La loro distanza, astrattamente (ma molto concretamente!), si può pensare cosı̀: supponiamo
di confrontare tutte le distanze d(P1 , P2 ) dove Pi P ri , e di dichiarare che d(r1 , r2 ) è la più piccola

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(l’inf, a essere precisi) fra tutte. Ebbene, questa è la definizione e come tale merita il nostro rispetto,
ma purtroppo è inutilizzabile a fini pratici siccome ci sono infinite distanze (fra punti) da calcolare.
Per fortuna, operare questi infiniti confronti è la stessa cosa che fare una cosa ben più semplice:
calcolarsi l’unica retta dello spazio s con la proprietà di essere ortogonale e incidente sia a r1 che a
r2 , e calcolarsi d(P1 , P2 ), dove Pi = s X ri . Questa è esattamente d(r1 , r2 ).
Concretamente, si agisce cosı̀: si scelgono due punti, diciamo P1 P r1 e P2 P r2 , e ci si calcola il
Ñ Ñ Ñ Ñ Ñ
versore e = ( r 1 ˆ r 2 )/| r 1 ˆ r 2 |. Infine:
−Ñ Ñ
d(r1 , r2 ) = |P1 P2 ¨ e |. (2)

Oppure, se preferite,
−Ñ Ñ Ñ
|P1 P2 ¨ r 1 ˆ r 2 |
d(r1 , r2 ) = Ñ Ñ . (3)
| r 1 ˆ r 2|
Remark 2.1. Date due rette sghembe r1 ed r2 , si può trovare il piano π contenente r1 e parallelo
a r2 . Ebbene, possiamo calcolare la distanza fra r1 ed r2 come la distanza fra π e un qualsiasi punto
dell’altra retta:
d(r1 , r2 ) = d(π, P2 ), per ogni P2 P r2 .
$ $
&x = t &x = �
Example 2.5. Prendiamo le rette r1 : y = 1 ´ t e r2 : y = � ´ 1 , cosı̀ che
% %
z = 1 + 2t z=�+1

  
1 1
Ñ Ñ
r 1 = ´1 , r 2 = 1 .
2 1

Scegliamoci già P1 = (0, 1, 1) P r1 e P2 = (0, ´1, 1) (scelti con t = 0 = �):


 
−Ñ 0
P1 P2 = 2 .
0

Siccome �Ñ Ñ �  
� �
�i j k �� ´3 ? ?
Ñ Ñ �  Ñ Ñ
r 1 ˆ r 2 = � 1 ´1 2 �� = 1  ñ | r 1 ˆ r 2 | = 9 + 1 + 4 = 14,

�1 1 1� 2

abbiamo che    ? 
Ñ Ñ ´3 ´3/ 14
Ñ r1 ˆ r2 1    ? 
e = Ñ Ñ =? 1 = 1/?14 .
|r1 ˆ r 2| 14 2 2/ 14
Quindi, usando (2) si ha
−Ñ Ñ 1 2
d(r1 , r2 ) = |P1 P2 ¨ e | = |2 ¨ ? | = ? .
14 14

9
Ma chiaramente veniva lo stesso usando (3):
� �
�0 2 0�
1 � � 1 2
? ��1 ´1 2�� = ? (´2(´1)) = ? .
14 �1 1 1� 14 14

Esercizio 2.1. Trovare la comune perpendicolare s a r1 e r2 (dell’esempio sopra), calcolare


Pi = s X ri e verificare che d(P1 , P2 ) = d(r1 , r2 ).
$
" &x = 2�
x ´ 2y ´ 1 = 0
Esercizio 2.2. Calcolare la distanza fra le rette r1 : e r2 : y = � + 1 in tre
2x + y ´ z = 0 %
z = ´�
modi:? quello dell’esempio svolto, quello dell’esercizio precedente, e quello della Nota 2.1. Il risultato
è 3/ 5.

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