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IL CONTRIBUTO ITALIANO
ALLA STORIA DEL PENSIERO

MMXV
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PROPRIETÀ ARTISTICA E LETTERARIA RISERVATA
ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA
FONDATA DA GIOVANNI TRECCANI S.p.A.
2018

ISBN 978-88-12-00089-0

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ABRAMO PRINTING & LOGISTICS S.p.A.
Catanzaro

Printed in Italy
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IL CONTRIBUTO ITALIANO
ALLA STORIA DEL PENSIERO

LETTERATURA

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IL CONTRIBUTO ITALIANO
ALLA STORIA DEL PENSIERO

Letteratura
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Alessandro Giammei

Surrealismo italiano

Quasi ogni ragionamento storico-critico intorno al offrire un precedente tutto italiano all’italiano magismo
tema del Surrealismo italiano si apre con la domanda e parasurrealismo del primo Novecento. Giuseppe
«esiste un Surrealismo italiano?» Qualunque sia la Ungaretti, che a Parigi aveva frequentato il cenacolo
risposta, è certo che il Surrealismo ‘ufficiale’ teoriz- protosurrealista di «Littérature», alla vigilia della pub-
zato a Parigi negli anni Venti deve molto a estetiche blicazione del primo Manifesto surrealista (1924) di
e poetiche radicate nello speciale equilibrio tra avan- André Breton, indicherà Burchiello come «il più antico
guardia e classicismo che ha caratterizzato l’Italia let- dei surrealisti» (Un poète du ‘Quattrocento’, «L’Italie
teraria e artistica del primo Novecento. In un com- nouvelle», 1923, 7, p. 2). Massimo Bontempelli, qual-
mercio di temi e tecniche tra epoche e nazioni, che che anno più tardi, affratellerà il suo realismo magico
include il gotico nordico, la mitologia greco-romana, allo stile dei pittori del Quattrocento, «per quel loro rea-
il nonsense vittoriano e il modernismo internazionale, lismo preciso, avvolto in una atmosfera di stupore lucido»
la narrativa italiana ha poi sviluppato linee che hanno (Opere scelte, a cura di L. Baldacci, 1978, 20045, p. 765).
variamente influenzato i realismi più insoddisfatti della Sarà poi Contini, cartografo di una Italia «magic[a] sen-
realtà tra gli anni Trenta e la fine della modernità, za magia» e «surreale senza surrealismo», a fare il nome
basandosi su una declinazione del fantastico e del mera- di Piero di Cosimo, accanto ai «narratori burleschi» e
viglioso corretta dall’ironia, dal controllo dell’intelli- ai poeti comici coevi, per evocare la «vena magica che
genza e dall’irrinunciabilità della tradizione. Con la percorre tutta l’Italia rinascimentale» e che raggiunge,
seconda ondata delle avanguardie poi, sullo scorcio del nella tarda modernità, «umoristi e balordi» del calibro
millennio, lo sperimentalismo italiano si rappacificherà di Aldo Palazzeschi, Cesare Zavattini e Tommaso Lan-
infine con la Francia surrealista, di cui l’Italia magica dolfi (L’Italie magique, 1946; trad. it. 1988, p. 5).
fotografata da Gianfranco Contini alla fine della guerra Aretino è invece il campione di Alberto Savinio,
era stata in fondo un’avversaria dichiarata. che nella Firenze avanguardista degli inizi del secolo
si rivolge ai Ragionamenti (1534-1536) per sviluppare
un linguaggio capace di sostenere le prime acrobazie
Le origini italiane (e greche, e tedesche) quasi dada del suo venturo pastiche narrativo Her-
di un movimento francese maphrodito (1918) e copia poi versi dal Morgante (1483)
di Pulci per riusarli in un perduto Poema fantastico di
A differenza del Surrealismo francese, che in quanto cui ci resta notizia solo grazie alle memorie del fra-
vero e proprio movimento d’avanguardia resiste alle tello Giorgio De Chirico.
genealogie, il modernismo surreale italiano si è asse- Sul Rinascimento estense, sui suoi pittori e sul suo
gnato delle radici autoctone. Queste radici affondano massimo poeta d’immaginazione, Ludovico Ariosto,
nelle più enigmatiche espressioni pittoriche e letterarie l’albero di appropriazioni e ascrizioni genetiche infit-
del Quattrocento toscano e padano, equidistanti dai tisce poi i suoi rami, includendo anche esperienze che
modelli tardomedievali e pienamente cinquecenteschi hanno attraversato solo in parte le possibilità del fan-
frequentati da classicisti e romantici. Dopo (e contro) tastico surreale: dal Filo meraviglioso di Lodovico Clò
Francesco Petrarca, prima di Caravaggio e Torquato (1911) di Riccardo Bacchelli al Michelaccio (1924) di
Tasso, sono l’apparente assurdità di Burchiello, le di- Antonio Baldini, passando per La città dalle 100 mera-
smisure della lingua e dell’immaginario di Luigi Pulci viglie (1921) di Filippo de Pisis.
e Pietro Aretino, le inquietudini dell’«officina ferrarese» Come si spiega tutto questo Quattrocento nei din-
indagata da Roberto Longhi e il luminoso incanto di torni del Surrealismo, che di là dalle Alpi aveva sem-
Andrea Mantegna, di Masaccio o di Piero di Cosimo a mai rilanciato l’anticlassica eversione di impresentabili

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ALESSANDRO GIAMMEI

maestri recenti come Arthur Rimbaud e Lautréamont? seguito noto con lo pseudonimo Alberto Savinio, preso
Com’è possibile che la maggior parte delle esperienze in prestito da un oscuro traduttore francese) studiava
italiane influenzate dalla reazione francese al ‘rappel à armonia e contrappunto, mentre Giorgio frequentava
l’ordre’ si possano iscrivere comodamente in un equi- l’Accademia di belle arti. Un simile bagaglio interna-
valente ‘ritorno all’ordine’, tendenzialmente diffidente zionale – che include Omero e Luciano di Samosata,
rispetto al Futurismo e per nulla stufo della tradizione? le idee sulla natura del genio di Otto Weininger e le
Se non si vuol finire per ridurre il problema agli aspetti riletture visuali di Ovidio architettate da Max Klin-
di provincialismo e nazionalismo che pure, anche prima ger – si arricchisce, nella Parigi prebellica di Pablo
del fascismo, hanno certo avuto un peso sulla scena Picasso e Jean Cocteau, grazie all’avanguardismo toti-
culturale italiana, bisogna fare attenzione alla crono- potente di Guillaume Apollinaire, irriducibile a ten-
logia e, di conseguenza, riconoscere la specificità delle denze o scuole di sorta. Ma è infine in Italia, dove arri-
nostrane fantasie di avvicinamento al surreale. veranno legalmente apolidi, che i due fratelli faranno
È vero che una parte dell’ermetismo fiorentino delle visioni avute tra Firenze e Milano e poi declinate
degli anni Trenta, assieme alle poetiche visive e let- in Francia tra pittura e poesia una vera e propria teo-
terarie sviluppate a Roma nello stesso periodo intorno ria, per quanto costitutivamente enigmatica.
alla Scuola di via Cavour, sono state direttamente La Metafisica delle piazze deserte e degli interni
influenzate dalle libere analogie e dall’onirismo del inquietanti, del «microscopio-telescopio», applicato
Surrealismo francese – che, ad esempio, è alla base al racconto dell’avventurosa vita di tutti i giorni, è in
dell’orfismo del primo Luzi, del «surrealismo d’idil- fondo un esercizio del pensiero con il pennello o con
lio» di Alfonso Gatto (G. Ferrata, Morto ai paesi di la penna in mano. La veglia, la precisione, la luce meri-
Alfonso Gatto, «Letteratura», 1937, 3, p. 163), di quello diana che non proietta ombre sono elementi impre-
sensuale di Libero De Libero e delle angosciose visioni scindibili della sua fase piena, che si esprime soprat-
di Scipione –, ma il cosiddetto Surrealismo italiano tutto tra le due guerre e tra Parigi e Ferrara. È un’arte
ha prodotto diversi capolavori ben prima del 1924, che consiste, secondo De Chirico, in un «bel sogno
intrattenendo con Parigi (e con la Zurigo del Dada) profetico sognato a occhi aperti e in pieno meriggio
un dialogo irriducibile alla scontata dialettica tra cen- in faccia all’inesorabile realtà» (Scritti, a cura di A.
tro e periferia. Tra il 1917 e il 1920, riviste italiane Cortellessa, 2008, p. 672). È un’arte che, secondo
esplicitamente avanguardiste e interessate al proto- Savinio, «non si contenta di rappresentare l’informe
surrealismo come «Noi», «La Brigata» e «Bleu» mesco- e di esprimere l’incosciente, ma vuole dare forma
lano gli interventi di Louis Aragon, Tristan Tzara, all’informe e coscienza all’incosciente» (Tutta la vita,
Francis Picabia, Hans Arp con quelli di Paolo Buzzi, 1945, poi a cura di P. Italia, 2013, p. 11). Non è Sur-
Ardengo Soffici, Carlo Carrà: gli avanguardisti euro- réalisme dunque, ma si nutre dapprima della stessa
pei entrano in contatto con le redazioni italiane e sco- temperie parigina d’inizio secolo e influisce in segui-
prono alcuni futuristi anomali o eterodossi come to, negli anni Venti e oltre, sui pittori e sui poeti del
Enrico Prampolini, Francesco Cangiullo, Corrado gruppo di Breton – il quale, nel 1922, si fa fotogra-
Govoni, lo stesso Bontempelli e soprattutto Palaz- fare da Man Ray di fronte all’Enigma di un giorno
zeschi, che nel Codice di Perelà (1911) e nella Pira- (1914) di De Chirico.
mide (uscito nel 1926, ma con ogni probabilità iniziato Sul versante letterario, la Metafisica produce all’ini-
nel 1913) aveva in fondo anticipato tecniche e conte- zio poesie e cronache di flâneries, in parte rimaste a
nuti che saranno poi pienamente surrealisti. Dopo lungo inedite e in parte circolate su riviste anche an-
l’uscita del primo Manifesto poi, teorizzazioni e scritti titetiche tra loro (come «La Voce» e «La Diana»), ma
di poetica apparsi su «Valori plastici» e «900» defini- poi soprattutto – quando pitture dechirichiane come
scono l’inconciliabilità della proposta irrazionale, auto- Il cervello del bambino (1914) sono ormai al centro del
matica e incontrollata di Breton con la lucida fanta- dibattito nel nascente movimento francese – si con-
sia intelligente del realismo magico, e soprattutto della densa in narrazioni sempre più distanti dagli eccessi
Metafisica dei fratelli De Chirico, nata prima del Sur- dell’avanguardismo di rottura.
realismo e sua fonte d’ispirazione. Savinio compare nel primo numero di «Dada»,
È difficile intestare l’opera dei due Dioscuri inven- uscito in Svizzera nel 1917, ma già l’anno successivo,
tori di quest’influente estetica intermediale alla sola tornato dalla Macedonia dov’era distaccato come tra-
cultura italiana. Giorgio (1888-1978) e Andrea De Chi- duttore per l’esercito italiano, raccoglie in Herma-
rico (1891-1952) sono nati in Grecia, teatro di parte phrodito lucide visioni d’incanto: statue che si ani-
dei loro racconti, quadri e balletti. La mitologia clas- mano e lasciano i loro piedistalli per mescolarsi ai
sica ha interagito, nella costruzione del loro incon- comuni mortali, treni che diventano draghi, ma non
fondibile immaginario visuale e letterario, con le rilet- mancano di condurre i viaggiatori in precise stazioni,
ture romantiche e tedesche della classicità ellenica: partenze e navigazioni che rievocano la ciurma di Gia-
Arthur Schopenhauer, Arnold Böcklin e soprattutto sone nei vapori di moderni motori a elica tra Castel-
Friedrich Nietzsche sono stati i loro maestri negli anni lammare Adriatico (oggi parte di Pescara) e Salonicco.
di formazione a Monaco di Baviera, dove Andrea (in Se un Surrealismo italiano esiste in narrativa è quello

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SURREALISMO ITALIANO

che ha animato i racconti e i romanzi successivi, spe- e proprio: «metafisiche» sono definite senz’altro da lui
cie quelli che vedono come protagonista l’alter ego del- stesso le due «favole» che firma poco prima dell’av-
l’autore da bambino, Nivasio Dolcemare, il cui sguardo vento del fascismo, Eva ultima (1923) e La scacchiera
infantile si fa tramite perfetto per un realismo sornione davanti allo specchio (1922), e altrettanto metafisici
carico di miti e meraviglie toccati con mano e presi alla sono i personaggi che le animano, quasi rubati da un
lettera. Nel 1929 Savinio comincia a esporre le sue pit- quadro di De Chirico: un burattino animato, Bululù,
ture, mentre De Chirico stampa nella collana Bifur (in e un manichino parlante che regna su una valle di
francese) il romanzo Hebdomeros, indecifrabile e ipno- oggetti. Tutte e due le storie, pur italianissime e inner-
tico susseguirsi di brani ecfrastici che sembrano col- vate di riferimenti ad Ariosto, Giacomo Leopardi e
legati dalle associazioni irrazionali del puro Surreali- Gabriele D’Annunzio, dialogano con fonti europee
smo ma si scatenano, come ha poi illustrato l’artista assolutamente nuove nel contesto della letteratura
stesso, a partire da nudi dati visivi forieri di remini- nazionale: la prima, già dal titolo, con la protofanta-
scenze, intuizioni e simbolismi iniziatici. scienza di L’Ève future (1886) di Villiers de l’Isle-
Breton, verso la fine degli anni Trenta, riconosce Adam, la seconda con l’incongrua logica nonsense di
ai due fratelli la paternità spirituale del suo movi- Through the looking-glass (1871) di Lewis Carroll.
mento, prima in uno scritto di cui Savinio parla nel- Entrambi gli autori ottocenteschi saranno riconosciuti
l’introduzione alla raccolta di racconti Tutta la vita come precursori dai surrealisti e compariranno con
del 1945 («una pagina scritta da lui, nella quale è detto Savinio nell’Anthologie di Breton, ma Bontempelli è
che nel tempo immediatamente precedente la prima tra i primissimi in Italia a sfruttarne letterariamente
guerra mondiale, a capo di quella forma d’arte che di le clamorose intuizioni: le vicende di Alice in Won-
poi prese nome di surrealismo, c’è mio fratello Giorgio derland, maltradotte e relegate al pubblico infantile,
De Chirico e ci sono io», A. Savinio, Tutta la vita, a avranno fortuna solo mezzo secolo più tardi, e l’Ève
cura di P. Italia, 2013, p. 11), poi nel suo cappello per passerà quasi del tutto inosservata.
Introduction à une vie de Mercure di Savinio – unico Un simile fiuto per esperienze anche molto lon-
testo di un italiano – nell’Anthologie de l’humour noir tane da importare nell’immaginario italiano (e sul-
(1940). «Iniziatori dunque per quanto incolpevoli del l’italiano mercato editoriale, di cui presto diventa un
surrealismo», come commenta Savinio stesso nella sua beniamino) è alla base dell’impresa culturale forse più
introduzione, i due fratelli formatisi tra Grecia, Ger- significativa di Bontempelli: la rivista «“900”. Cahiers
mania e Francia hanno scelto l’Italia come patria anche d’Italie et d’Europe», fondata con Curzio Malaparte
in opposizione all’irrazionalità della via francese verso nel 1926 e da subito improntata programmaticamente
il surreale, sintetizzata in estetica dal «colorismo» di a un non comune internazionalismo. Nel comitato di
cui parla De Chirico e, in un saggio di Savinio, dal redazione figurano Ramón Gómez de la Serna, cui
modello negativo di Camille Flammarion, contrap- Borges non volle riconoscere la paternità della gre-
posto all’ironica fantasia concreta di Ariosto (A. Savi- guerìa, il drammaturgo e sceneggiatore espressioni-
nio, Mangiatore di abissi, 1934, in Id., Torre di guar- sta Georg Kaiser, il patafisico Pierre Mac Orlan, Il′ja
dia, a cura di L. Sciascia, 1993, p. 44). Grigor′evič Erenburg – autore, trent’anni più tardi,
di Ottepel′ (1954; trad. it. Il disgelo, 1955) – e addi-
rittura James Joyce, reduce dal lungo soggiorno trie-
Maghi europeisti, manichini parlanti e stino. Brani dell’Ulysses (1922) compariranno per la
massaie ‘novecentiere’ prima volta in traduzione italiana proprio sulle pagine
della rivista, che accoglierà anche estratti di Virginia
Prima carducciano, poi futurista, poi ancora cura- Woolf, Anton Čechov e Lev Tolstoj.
tore di classici eterodossi per l’Istituto editoriale ita- È in questo contesto europeista che Bontempelli,
liano, Massimo Bontempelli (1878-1960) ha trovato per lo più in articoli in lingua francese, esporrà la poe-
il suo posto nella storia della letteratura coniando, tra tica del suo realismo magico in equilibrio tra rinno-
le due guerre, la formula e il concetto di realismo vamento e tradizione, specificità italiana (se non addi-
magico, che negli stessi anni Franz Roh adoperava rittura romana) e confronto diretto con il modernismo
per descrivere le pitture del nuovo oggettivismo tede- internazionale. La sua posizione ufficiale in seno al
sco e che diventerà presto centrale, sebbene in una regime gli consentirà di mantenere un’apertura piut-
diversa declinazione, nello sviluppo del modernismo tosto esterofila per diversi numeri, e di esportare a
in America Latina: da Alejo Carpentier, con il suo Parigi le posizioni sul surreale (paradossale strumento
real maravilloso, a Jorge Luis Borges, Isabel Allende di analisi del vero, in strutture più avventurose che
e Gabriel García Márquez. contemplative capaci di fare della magia una scienza e
La narrativa più schiettamente surreale di questo dell’uomo comune un eroe razionale) che poi autotra-
autore che ha soggiornato a Parigi tra il 1921 e il 1922 durrà e pubblicherà in italiano nel volume L’avventura
e che ha poi contribuito al laboratorio drammaturgico novecentista (1938). Fino agli anni Quaranta la speciale
romano degli Undici con Luigi Pirandello è certo più poetica bontempelliana si manifesterà in drammi,
influenzata dalla Metafisica che dal Surrealismo vero romanzi, e numerose novelle, assorbendo le lezioni di

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ALESSANDRO GIAMMEI

Sigmund Freud, di Pirandello e dell’espressionismo modo del tutto appropriata) la proposta del dictée sans
tedesco che, ad esempio, informano i perturbanti pensée, raggiungendo risultati in fondo ben più facil-
automi della tragedia Minnie la candida (1927), l’eva- mente ascrivibili al Surrealismo vero e proprio rispetto
sione serena di L’idillio finito bene (1928), o la follia a quelli di qualsiasi altro autore italiano nella prima
addomesticata di Donna del sole (1928). Durante gli metà del Novecento.
amari anni di confino e poi di latitanza, mentre il fasci-
smo cadeva e lo perseguitava, l’autore sublimerà poi
il suo interesse per i miracoli ovvi e senza stupore del Surreali malgré leur: dalla capra mannara
mito classico nella trilogia Giro del sole (1941), in parte all’iguana postcoloniale
illustrata da De Chirico, con cui riscriverà in una prosa
attica e tersa la vicenda di Giove ed Europa, la navi- Del tutto estraneo alla logica del gruppo, della reda-
gazione di Cristoforo Colombo, e il volo di Ruggiero zione, della scuola – e persino ostile all’idea di avan-
sull’Oceano Pacifico prima dell’infausto atterraggio guardia – Tommaso Landolfi (1908-1979) è per molti
sull’isola di Alcina. versi agli antipodi degli autori fin qui menzionati:
Tra i diversi ‘novecentieri’ che hanno contribuito lunare e gotico quanto Savinio e De Chirico sono solari
all’avventura teorica e artistica animata da Bontempelli e mediterranei, spesso francamente misogino quanto
spicca la narratrice Paola Masino (1908-1989), di Masino è interessata al soggetto femminile, appartato
recente tornata al centro dell’attenzione degli studiosi ed elitista quanto Bontempelli è mondano e popolare,
di tutto il mondo anche a causa del controverso duello al corrente degli esperimenti dei surrealisti francesi
estetico e psicologico che la sua opera narrativa ingag- ma fedele alla propria formidabile eloquenza, e assai
giò con il patriarcato cattolico e fascista. Enfant pro- più interessato all’ossessione che all’irrazionalità. Come
dige di cultura europea, Masino esordisce a sedici anni del resto Leopardi (senz’altro tra i più sicuri suoi
con una commedia proposta addirittura a Pirandello ascendenti), Landolfi dovrebbe magari essere incluso
per una messa in scena che non avverrà mai. Avvici- in un’appendice all’Anthologie de l’humour noir più
nabile solo in parte alla rigorosa immaginazione del che in una storia del Surrealismo. È d’altronde forse
magismo bontempelliano, la sua visionarietà risponde significativo che i suoi primi racconti siano usciti su
piuttosto al cupo assurdo del coetaneo Samuel Beck- riviste gestite da ‘parasurrealisti’ o comunque ‘nove-
ett o alle inquietudini fiabesche del tardo Cocteau, di centieri’ della prima ora – come «Caratteri» di Delfini,
cui sarà traduttrice. In specie, il suo oltraggioso capo- «L’Italia letteraria» di Malaparte e «Campo di Marte»
lavoro Nascita e morte della massaia – pubblicato con di Gatto – e che Italo Calvino, rifondatore del reali-
censure fasciste tra il 1941 e il 1942 sul «Tempo» e smo magico italiano e in fondo della Metafisica in let-
infine edito in volume al volgere del conflitto mon- teratura, ne abbia traghettato poi la fortuna nel secondo
diale nel 1945 – rappresenta un caso di estrema ori- Novecento, curando una famosa antologia recente-
ginalità nel panorama del surreale nostrano. Il roman- mente riedita (T. Landolfi, Le più belle pagine, a cura
zo, enigmatico e spesso apertamente onirico, ma privo di I. Calvino, 1982, 20072). Rimane tuttavia il sospetto
della trasognata leggerezza di omologhe narrazioni che, per la sua narrativa, si sia ricorsi spesso al car-
italiane, punta dritto al cuore della società borghese tellino del surreale soprattutto per ovviare alla man-
novecentesca dipingendo un ritratto grottesco degli canza di una linea fantastica italiana riferibile a Edgar
intoccabili istituti che opprimono i corpi e le intelli- Allan Poe e Henry James, alle crudeltà soprannatu-
genze femminili: il matrimonio e la maternità. rali di Jules-Amédée Barbey d’Aurevilly, al pertur-
È più difficile inserire nel quadro del surreale altri bante Romanticismo nero o alla fantasmagoria otto-
autori importanti e legati alle proposte di «“900”» come centesca che influenzò Mary Shelley e John Polidori.
Corrado Alvaro – d’altronde nient’affatto estraneo a A fare di Landolfi uno scrittore anomalo sulla scena
suggestioni fantastiche innestate sul più concreto rea- italiana del fascismo e del dopoguerra è soprattutto la
lismo – o l’Alberto Moravia dei «cartoni surrealisti» ricchezza della sua biblioteca di riferimenti interna-
di L’Epidemia (1944), che pure è incluso da Contini zionali: traduttore dei grandi maestri russi (da Aleksandr
nell’antologia del 1946 intesa a dimostrare al pubblico Puškin a Lev Tolstoj, da Nikolaj Gogol′ all’amatis-
francofono l’esistenza di una ricca vena surréelle auten- simo Fëdor Dostoevskij) e poi di Hugo von Hof-
ticamente italiana. È invece pacificamente ricono- mannsthal, Novalis, Prosper Mérimée, lo schivo autore
sciuto l’influsso delle tecniche teorizzate da Breton – di Le labrene (1974) mostra di aver recepito la lezione
specie nel secondo Manifesto, uscito nel 1930 – nella di de Sade, di Franz Kafka, degli aforismi di Georg
prosa di un anomalo narratore come Antonio Delfini Christoph Lichtenberg, e produce alcuni tra i più sti-
(1907-1963), che applica il metodo della scrittura auto- listicamente controllati (e letterariamente alti) esempi
matica quasi con paradossale rigore. A partire dal italiani di scrittura di genere, dall’horror alla fanta-
frammentismo emotivo di Ritorno in città (1931), e scienza. A legarlo agli effetti più inquietanti del Sur-
poi soprattutto nel Fanalino della Battimonda (1940), realismo sono i suoi usi quasi perfidi di immagini e
tra gli anni Trenta e Quaranta Delfini mise in pratica caratteri dai forti connotati psichici: insetti mostruosi,
infatti con una certa facilità dilettantistica (in qualche scimmie blasfeme, perversi idioti maneschi, bambine

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SURREALISMO ITALIANO

pubescenti. Tuttavia – e in questo Landolfi assomi- milanese su un’isola alle porte dell’Europa. La storia,
glia ai ‘surrealisti italiani’ – la narrazione resta sotto pur animata da suggestioni visionarie, è in fondo un’al-
il controllo di un’intelligenza tagliente e mai pura- legoria tragica, ma il realismo magico delle origini
mente associativa, persino quando il nonsenso rag- (raffinato, dopo l’esordio, nel cupo splendore delle
giunge l’estremo della lingua inventata in Dialogo dei novelle di L’infanta sepolta, 1950) rimane alla base del
massimi sistemi (1937), che chiama alla mente il Leo- compromesso tra visibile e fantastico che ne rende
pardi linguista del Gallo silvestre (1824, fonte anche possibile l’implausibile trama.
dell’Hebdomeros dechirichiano e di alcune pitture meta- Nei decenni successivi, fino alla soglia del secolo
fisiche) più che lallazioni e pregrammaticalità inco- che non è destinata a varcare, la narrativa di Ortese si
scienti dello sperimentalismo d’Oltralpe. L’interesse spingerà infine verso più inquiete evasioni dalla strut-
di Landolfi per l’alterità del mondo animale ha recen- tura del romanzo e della realtà, disertando cronolo-
temente destato l’attenzione di tendenze teoriche assai gia e geografia in un intricato intreccio che sembra
fortunate negli studi letterari anglo-americani, come prendere il titolo da un lapsus, Il porto di Toledo (1975),
l’ecocritica e il postumano: in particolare si offrono ma che davvero è ambientato in una fantasmagorica
come perfetti casi di studio i racconti in cui la civiltà Toledo assurdamente marittima, esplorata dalla pro-
umana si scontra o amoreggia con un’inquietante spettiva di una bambina candida cui nulla è familiare.
natura ‘mannara’, come quelli legati alla licantropia Napoli, in un sentimento d’esilio struggente e quasi
nella raccolta Il mar delle blatte e altre storie (1939) o paranoico, è certo la rutilante città invisibile che si
il capolavoro, sempre del 1939, La pietra lunare, domi- cela dietro a questa immersione nelle più creative e
nato dalla demoniaca donna-capra Gurù. confusionarie regioni dell’ingenuità, e tornerà a essere
Un discorso simile si potrebbe fare per l’angoscioso protagonista nel più tardo Il cardillo addolorato. Que-
straniamento della prima maniera di Dino Buzzati st’ampio romanzo dalla stregata ambientazione sette-
(1906-1972) che, anche a causa di una menzione di centesca tuttavia, con la sua complessa trama di pas-
Contini nella tarda riedizione italiana di Italie ma- sioni erotiche e temi ecologici, esce nel 1993, quando
gique (1988), è spesso accostato al Surrealismo. Il suo ormai in Italia l’idea di Surrealismo si è ricongiunta
stile rasoterra, assai lontano dall’erudita ricerca lin- con le origini avanguardiste e francesi del termine.
guistica di Landolfi, è al servizio di kafkiane inquie-
tudini esistenziali che abitano paesaggi misteriosi, più
simili a quelli del realismo magico americano che di Maniere del pazzesco alla fine della
quello bontempelliano. Il deserto dei tartari, pubblica- modernità
to nel 1940, è a tutt’oggi tra i romanzi italiani moderni
più influenti nel mondo, ed è alla base del thriller poli- Un’immaginazione ben diversa da quella ariostea
tico che è valso a John Maxwell Coetzee il premio e leopardiana che interessava Bontempelli e Savinio
Nobel per la letteratura nel 2003, Waiting for the Bar- campeggia nei motti e nelle aspirazioni della genera-
barians (1980; trad. it. Aspettando i barbari, 1983). zione del Sessantotto, curiosamente erede di Breton
È invece forse più facile inserire nel panorama del in politica più che in letteratura. Il potere dell’incon-
Surrealismo italiano la figura pur imprendibile di An- scio creativo e la sua carica comica diventano infatti
na Maria Ortese (1914-1998), che conosce oggi una riferimenti essenziali per la contestazione negli anni
nuova fortuna grazie all’incredibile successo interna- Settanta, da Berkeley alla Sorbona, e in Italia un mae-
zionale del ciclo dell’Amica geniale (2011-2014) di stro di estremismi come Franco Fortini descrive la
Elena Ferrante, evidentemente in debito con lo sgra- parabola del Surrealismo da movimento storico a dif-
ziato incanto partenopeo e femminile del suo Il mare fusa grammatica di massa riproponendo, negli anni
non bagna Napoli (1953). Le prove più interessanti di del movimentismo, l’antologia Il movimento surreali-
questa scrittrice in perenne discussione con la vita e sta del 1959 con un’importante nuova prefazione
con la realtà escono dopo la guerra, ma negli anni (1977). La moderna avanguardia, generalmente legata
Trenta i suoi esordi sono incoraggiati e sostenuti da a posizioni anarchiche o di sinistra radicale, non può
Bontempelli, che spende per il suo Angelici dolori rivolgersi al Futurismo italiano (né tantomeno al Nove-
(1937) una parola chiave del magismo italiano come centismo bontempelliano) a causa dei compromessi
«miracolo». In ogni caso, neanche per lei si può par- con il fascismo: il Surrealismo francese diventa così
lare di puro onirismo, di analogismo o di automati- un precedente da scoprire, ideologicamente sosteni-
smo: il suo capolavoro del 1965, L’iguana, è piutto- bile e culturalmente sprovincializzante. Maestri male-
sto caratterizzato da metamorfismo e perturbanti detti ed ex lege, pre- o parasurrealisti come Rimbaud,
scenari romantici, in cui si consuma quella che oggi Jules Laforgue, Alfred Jarry e Antonin Artaud si fanno
potremmo leggere come una riscrittura femminista e modelli per molti artisti che gravitano intorno alle pro-
postcoloniale della Tempesta di William Shakespeare. poste della Neoavanguardia, da Carmelo Bene a Patrizia
Nel romanzo troviamo di nuovo una donna zoomor- Vicinelli allo stesso Alfredo Giuliani, curatore di I
fizzata, Estrellita, a metà tra Calibano e Pinocchio, novissimi (1961). Quando viene inclusa come unica
che suo malgrado seduce un annoiato avventuriero donna nel canone della più prestigiosa antologia di

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ALESSANDRO GIAMMEI

poesia italiana contemporanea, Amelia Rosselli, che lungo dimenticato dalla critica italiana, riconquisterà
Pier Paolo Pasolini aveva definito espressionista, è col- il centro dei ragionamenti storici sul multiforme feno-
locata all’estremo della «tradizione [...] surrealista fran- meno internazionale del realismo magico, ed è oggi
cese» (P.V. Mengaldo, Poeti italiani del Novecento, considerato alla base del surreale anti-irrazionale (leggi
1978, p. 994); ed Edoardo Sanguineti, durante il con- antifrancese) di narratori belgi come Hubert Lampo
vegno del 1967, invita le anime dispari del Gruppo 63 e Johan Daisne. Altre tendenze magiche della lette-
a un coeso sforzo teorizzante sulla base del manifesto ratura italiana sono invece ereditate dal fumetto (si
del 1924, a partire dallo shock collettivo provocato pensi in particolare alle storie landolfiane di Tiziano
dalla recente morte di Breton. Sclavi per Dylan Dog) e dal cinema più visivamente
Ma sono soprattutto i più giovani a trovare nel Sur- ricco degli ultimi anni, la cui sontuosa fotografia,
realismo ‘ufficiale’ una fonte di rinnovamento, spe- volentieri grottesca, apre spiragli di fantastico e di
cie attraverso una sorta di manierismo ludico capace impossibile sulla nuova sete di realismo scatenata dal-
di svecchiare i relitti del modernismo al modo in cui l’estinguersi del postmodernismo.
il New Dada (trionfante alla Biennale di Venezia del
1964) riformulava la lezione di Marcel Duchamp. La
redazione emiliana di «Malebolge», in particolare, si Opere
dedica a una ricerca fortemente influenzata dal culto Italie magique. Contes surréels modernes, éd. G. Contini, Paris
dell’oblio e del dérèglement surrealisti, che informano 1946 (trad. it. Italia magica. Racconti surreali novecenteschi,
opere oltranziste e giocose influenzate anche da un Torino 1988).
grande maestro in ombra come Emilio Villa. Se Giulia M. Bontempelli, Racconti e romanzi, a cura di P. Masino,
Niccolai (n. 1934) non rinuncerà mai a un razionali- Milano 1961.
smo quasi da laboratorio nei suoi esperimenti comici M. Bontempelli, Opere scelte, a cura di L. Baldacci, Milano
e nonsense, ispirati da Carroll e Gertrude Stein, l’avvo- 1978, 20045.
T. Landolfi, Opere, a cura di I. Landolfi, 2 voll., Milano
cato patafisico Corrado Costa (1929-1991) e il Baude- 1991-1992.
laire di Bologna Adriano Spatola (1941-1988) fanno A. Savinio, Hermaphrodito e altri romanzi, a cura di A. Tinterri,
un uso sistematico del dettato automatico, della scrit- Milano 1995.
tura e della performance in stato di rêverie, dell’inten- A.M. Ortese, Romanzi I-II, a cura di A. Baldi, M. Farnetti,
zionale perdita di controllo e della libera associazione. F. Secchieri, Milano 2002-2005.
Tutte queste tecniche sono però portate a estremi C. Costa, The complete films, a cura di E. Gazzola, Firenze 2007.
nuovi, che si giovano di possibilità tecnologiche prima G. De Chirico, Scritti, I (1911-1945), a cura di A. Cortellessa,
Milano 2008.
inedite e delle teorie psicanalitiche ed estetiche degli A. Spatola, The position of things, ed. B. Cavatorta, Los
anni Sessanta, e diventano addirittura uno stile di vita Angeles 2008.
quando gli artisti si separano dalla Neoavanguardia P. Masino, Nascita e morte della massaia, a cura di M. Zancan,
maggiore per fondare un’utopica repubblica dei poeti Milano 2009.
a Mulino di Bazzano (1971), da cui diffonderanno in
Europa e nel mondo i fascicoli artigianali di «Tam
Tam», i libretti autoprodotti delle edizioni Geiger e Bibliografia
le musicassette della rivista di poesia sonora «Baobab». L. Fontanella, Il Surrealismo italiano, Roma 1983.
Fino agli anni Ottanta di «Cervo volante», i poeti M. Farnetti, Anna Maria Ortese, Milano 1998.
del Mulino intratterranno rapporti con il concretismo U. Piscopo, Massimo Bontempelli. Per una modernità dalle
brasiliano e giapponese oltre che con una rete di sodali pareti lisce, Napoli 2001.
europei altrettanto influenzati dal Surrealismo (da M.A. Bowers, Magic(al) realism, London-New York 2004.
Tom Rayworth a Gerald Bisinger allo svizzero Franco K. Jewell, The art of enigma. The De Chirico brothers & the
Beltrametti). Nel frattempo l’immensa fortuna della politics of Modernism, University Park (Pa.) 2004.
Italia magica. Letteratura fantastica e surreale dell’Ottocento e
Metafisica investirà in pieno la cultura popolare, arri- del Novecento, Atti del Convegno, Cagliari-Pula 2006, a
vando nei decenni successivi a colonizzare l’immagi- cura di G. Caltagirone, S. Maxia, Cagliari 2008.
nario di raffinati videogiochi come ICO e di serie tele- B. Sica, L’Italia magica di Gianfranco Contini. Storia e
visive come Mad men. Il magismo di Bontempelli, a interpretazione, Roma 2013.

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