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CRITICISMO IDEALISMO

XVIII 1700 XIX 1800


ILLUMINISMO(RAGIONE) ROMANTICISMO(SENTIMENTO)
FILOSOFIA DEL LIMITE FILOSOFIA DELL’INFINITO
(FENOMENO-NOUMENO) (OLTREPASSARE I LIMITI)
SOGGETTO E’ PRINCIPIO FORMALE SOGGETTO NON E’ SOLO PRINCIPIO
DELLA CONOSCENZA-> FORME A FORMALE DELLA CONOSCENZA MA
PRIORI ANCHE CONOSCENZA MA ANCHE
MATERIALE DI TUTTO CIO’ CHE ESISTE
SPIRITI FIACCHI ESSERE CRITICISTI SPIRITI LIBERI
(SCADE NEL DOGMATISMO) (INTRAPRENDENTI DINAMICI)

NOSTALGIA DELL’INFINITO

IDEALISMO ESALTAZIONE DELL’ARTE

-SENTIMENTO

-LIBERTA’ RIVALUTAZIONE DEL PASSATOFUTURO


E’ PROGRESSO STORIA A SPIRALE
-PANTEISMO

-TRADIZIONE

-SUBLIME

FITCHE SCHELLING
DEFINITO PIU’ DOGMATICO DI KANT ESALTATO DA HEGEL: NON E’ DUALISTA
PONE SULLO STESSO PIANO IO E NON IO
IO DI FITCHE E’ IL PRINCIPIO MATERIALE ASSOLUTO E’ UNITA’ DIFFERENZIATA
E FORMALE (IN CONTRAPPOSIZIONE AL
NON IO)
UOMO PRINCIPIO FORMALE E SCHELLING HA COLLEGATO:
MATERIALE DI CIO’ CHE ESISTE SOGGETTO-OGGETTO
INFINITO-FINITO
IO- NON IO
SONO IO CHE ATTRAVERSO IL PENSIERO NON E’ POSSIBILE COGLIERE LA PECULIARITA’
FORMO LE COSE-> IO CON LETTERA DI QUALSIASI COSA
FITCHE CATTIVA’ INFINITA’

SCHELLING ASSOLUTOINTUIZIONE RAGIONAMENTO

UNITA’ INDIFFERENZIATA FINITO E INFINITO

UNA NOTTE IN CUI TUTTE LE E’ UN COLPO DI PISTOLA


VACCHE SONO NERE DOVE
HEGEL AFFERMA CHE
VENGONO MENO TUTTE LE
PECULIARITA’ L’ASSOLUTO SIA UN PERCORSO
DIALETTICO

PER HEGEL LA FUNZIONE DELLA FILOSOFIA CONSISTE NELLA


CONOSCENZA DELLA REALTA’, IN PARTICOLARE NELL’APPRENDERE IL
PRESENTE. E QUANDO LA FILOSOFIA RIESCE A COGLIERE IL PRESENTE IN
OGNI SUO ASPETTO E IN MODO RAZIONALE ALLORA DIVENTA SCIENZA.
LA FILOSOFIA E’ SAPERE SCIENTIFICO, OSSIA COMPRENSIONE
RAZIONALE DELLA REALTA’ E IN MOODO PARTICOLARE COMPRENSIONE
DEL PRESENTE.

Il motivo per il quale Hegel sostiene che la filosofia è comprensione del


presente poiché la verità è figlia del proprio tempo. Per Hegel la
conoscenza non può affidarsi a un fondamento atemporale, come la
ragione cartesiana: l’unico punto di riferimento del sapere è la storia
che scorre come un fiume e cambia in continuazione le proprie acque e
come il fiume che è sempre fiume durante il suo percorso, così la storia
durante in ogni suo momento è sempre intelligibile perché intrisa di
razionalità. La storia è un continuo divenire e anche la verità diviene in
essa e con essa. La verita e la ragione come la storia mutano e
progrediscono di continuo. Dall’antichità a oggi la ragione ha fatto
registrare grandiosi progressi e lo spirito del mondo, ossia la cultura
dell’umanità, progredendo lentamente e per gradi è giunta al più alto
livello di consapevolezza. La storia si sviluppa e tende verso un fine, che
è la realizzazione sempre più alta della ragione.

L’immagine della storia di Hegel è un immagine dialettica, ossia il


divenire è frutto della contrapposizione di un evento all’altro, di un
pensiero all’altro. Dalla contrapposizione si origina la sintesi. La
dialettica Hegeliana ha un andamento triadico dall’accostamento alla
Trinità che nel Padre, nel Figlio e dello Spirito Santo, realizza i tre
momenti della tesi, antitesi e sintesi. Secolarizzando il dogma trinitario
della teologia Hegel sostiene che la ragione come la realtà hanno
carattere dialettico, in quanto un’idea si sviluppa sempre in relazione ad
un idea opposta.

Hegel legge e interpreta la modernità come scissione: tra natura e


spirito, uomo e società, soggetto e oggetto, finito e infinito. Anche per
Hegel l’antica armonia di cui godevano i greci è venuta meno, perché
nella società moderna l’uomo è sradicato dalla natura e non si riconosce
neppure nella società. Per ripristinare l’armonia perduta, e dunque
superare l’alienazione è necessario che la coscienza individuale
ripercorra le tappe che lo spirito infinito ha percorso lungo i secoli ed
elevarsi al sapere assoluto in cui consiste la filosofia come scienza. La
fenomenologia è il romanzo filosofico della coscienza ossia il racconto
del manifestarsi della coscienza umana nella storia. Il punto di partenza
della conoscenza è posto da hegel nella coscienza sensibile in sé stessi.
In prima istanza appare una conoscenza più ricca ma subito la coscienza
si rende conto di quanto sia falso porre la verità nelle cose fuori di sé.
L’autocoscienza ora non si appaga più del posseso delle cose ma avverte
il bisogno degli altri ossia la necessità di essere riconosciuta come tale
da un’altra autocoscienza. La lotta cessa quando una delle due
autocoscienze per paura della morte abbandona il campo e si
sottomette.
Figure del: servo padrone---saggio stoico--- scettico--- coscienza
cristiana--- legge del cuore