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Metodologia della Ricerca storica – Esercitazioni

Lezione num. 1
La citazione bibliografica
Lezione 1 10.10.2018

La citazione bibliografica

Fonti
• Le più antiche testimonianze su un fatto, una vicenda, una dinamica
che si intende accertare
• Più o meno coeve agli avvenimenti studiati
• Tracce volontariamente predisposte dagli uomini per lasciare un
ricordo
Fonti primarie
• Oggetto principale della ricerca
• Testimonianze dell’epoca (documenti, opere, …) oggetto di indagine
• Si dividono in
• Fonti edite: pubblicate a stampa, conservate in biblioteca; si possono trovare
anche in studi, in fondo, in un’apposita appendice; oppure in raccolte
documentarie concepite a scopo documentario e non didattico
• Fonti inedite: per lo più testi in forma manoscritta (ma anche carte
geografiche, immagini, …); sono conservate in archivio
Fonti secondarie o letteratura critica
• Ricostruzioni di una vicenda fatte a posteriori
• Studi su un argomento o su un’epoca
Metodologia
• Euristica:
• Propriamente: "la scienza della ricerca"
• Si identifica con la “dottrina delle fonti”
• Modi per trovare il materiale
• Critica/interpretazione delle fonti
• Sintesi
• Esposizione degli esiti della ricerca
Classificazione delle fonti

• Johann Gustav Droysen, Grundrisse der Historik (1868)


• Überreste
• (= avanzi, resti)
• Non intenzionali
• Quellen
• Fonti vere e proprie (tradizione)
• Create per lasciare testimonianza
• Denkmäler
• Denkmal  da an etwas denken = pensare a, ricordare; Mal (Zeichen) = segno
• = monumenti moneo, monēre = far ricordare, far sapere
• Tra i resti e le fonti
Sfondo culturale dell’Ottocento

• Si riconosce alla storia uno statuto autonomo


• La storia sale in cattedra
• Compaiono gli storici di mestiere e stipendiati
• Nascono le riviste storiche specializzate
• Allestimento dei primi congressi
• Istituzione di Enti per la ricerca storica (il primo Ente finanziato dalla
Stato italiano fu l’Istituto Storico Italiano, nato nel 1883)
• Produzione di manuali
• Positivismo:
• Fiducia nel futuro e nel progresso.
• Scientificità metodologica in ogni disciplina
• Il positivismo trasposto in ambiente storiografico significa
• Fiducia in una ricostruzione obiettiva degli avvenimenti
• Fiducia in una Vorurteilsfreie Forschung (“ricerca libera da pregiudizi”)  già
nella seconda metà dell’Ottocento ci si rese conto che tale pretesa obiettività
delle ricostruzioni storiche non era realistica, poiché l’interpretazione dei fatti
era condizionata da elementi culturali e ideologici
• Rinnovata attenzione per le fonti e per la loro classificazione
Classificazione delle fonti

Ernst Bernheim, Manuale di metodo storico (1889)


• Avanzi (comprendono i monumenti)
• Tradizione (trasmissione volontaria)

• Jerzy Topolsky (1928-1998)


• Fonti scritte
• Testi
• Principali fonti dello storico
• Fonti non scritte
Classificazione delle fonti

Federico Chabod
Descrive le fonti soltanto sulla base del loro aspetto estrinseco e le
suddivide in:
• Fonti scritte
• Fonti figurate (stemmi, monete, carte geografiche, politiche, …,
iconografia)

dipinti, incisioni, frontespizi di libri, cicli pittorici o scultorei, …


• Fonti orali
Classificazione delle fonti

Fonti scritte
• Narrative: cronache, annali, biografie, autobiografie, vite dei santi,
memorie, diari di viaggio, libri di famiglia
• Documentarie: scritture di qualsiasi tipo riferite a interessi pubblici o
privati.
La citazione bibliografica

Citare le fonti di riferimento è un dovere morale dello storico. Le note


sono importanti perché consentono al lettore di ricostruire il percorso
fatto dallo storico, di confrontarsi con esso, di approfondirlo e
ampliarlo.
Visione della storia di Voltaire
• Considera la storia un genere letterario
• Illuminista: la storia coincide con il progresso della storia dell’umanità
e del faticoso cammino percorso dalla ragione per imporsi
• In quest’ottica il medioevo veniva svalutato

• A tale visione si contrappone quella di Edward Gibbon: il medioevo


come fucina di formazione del successivo sistema di Stati europei e
delle premesse dell’economia capitalistica
La citazione bibliografica

• Nel suo Storia della decadenza e caduta dell’Impero Romano (1776-


1778), Edward Gibbon si contrappone a Voltaire, difendendo le note a
piè di pagina.
• «Se riuscirò a portare a termine il vasto piano accennato nella
prefazione, potrò forse concluderlo con una nota critica sugli autori
consultati nel corso di tutta l’opera; e sebbene tale tentativo possa
essere tacciato di ostentazione, sono persuaso che riuscirà di
piacevole lettura e insieme di utile formazione».
Edward Gibbon, Avvertenze alle note, in Id., Storia della decadenza e
caduta dell’Impero Romano, I, Torino: Einaudi, 1967, p. 9.
La citazione bibliografica
Marc Bloch
«Quando non si tratti di liberi voli della fantasia, non si ha il diritto di presentare una
affermazione se non a condizione che possa essere verificata; e per uno storico, quando
usa un documento, l’indicarne il più concisamente possibile la provenienza, ossia il mezzo
di ritrovarlo, equivale senz’altro a obbedire a una regola universale di probità (…).
Il giorno in cui noi, avendo prima avuto cura di non disgustarla [la nostra opinione] con una
vana pedanteria, saremo riusciti a persuaderla a misurare il valore di una conoscenza dalla
sua premura di offrirsi in anticipo alla confutazione, le forze della ragione riporteranno una
delle loro più clamorose vittorie».
Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, trad. it., Torino: Einaudi, 1969, p. 87.

Citare le fonti studiate


• Dimostra che lo storico si è attenuto ad esse nelal propria indagine  rigore
metodologico
• Consente di fondare le sue affermazioni
• Mette al riparo da eventuali critiche
Creare una bibliografia su un dato argomento
Voi andate in biblioteca per creare una bibliografia su un argomento di carattere storico o storiografico. Una
bibliografia serve per capire
• Cosa esiste su un dato argomento
• Quali sono le pubblicazioni più recenti
• Quali sono i testi più importanti o citati da tutti

Per cominciare, utilizzate


• le indicazioni del docente
• i testi che trovate con la funzione di ricerca del catalogo on-line di ogni biblioteca.
Per esempio nel Cbt (Catalogo bibliografico trentino) http://www.cbt.biblioteche.provincia.tn.it/oseegenius/
cercate Stregoneria in Europa in età moderna.
Risultati:
• Marina Romanello (a cura di), La stregoneria in Europa (1450-1650), Bologna: Il Mulino, 1975.
• Brian P. Levack, La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell’età moderna, Milano: Mondolibri, 2001.
Reperiti i testi, consultate la bibliografia finale al loro interno, per trovare altri testi sulla stregoneria.
Schedario bibliografico
Compilare una breve scheda per ogni testo trovato, comprensiva di
• Estremi del testo: Autore, Titolo, Anno pubblicazione, numeri di pagine (se dovete
redigere una recensione)
• Collocazione: Biblioteca e segnatura
• Abstract del testo: riassunto del testo fatto da voi, oppure potete trovare un
abstract
• In siti di vendita di testi on-line
• Spesso anche nella scheda bibliografica di un catalogo bibliografico on-line di una biblioteca
• Recensione del libro edita da uno studioso. Recensioni di testi appaiono
• In riviste specializzate in recensioni (Es.: Annali Recensioni On line)
• In riviste che prevedono al proprio interno una sezione dedicata alle recensioni (Es.: Studi
trentini. Storia).
Recensioni di testi le trovate anche nella rivista The Sixteenth Century Journal:
Anita Guerrini ha recensito A. Cunningham, The Anatomical Renaissance, in
in «The Sixteenth Century Journal», 29 (1998), fasc. 1, pp. 269-271.
• Es: Ian Maclean, Logic, Signs and Nature in the Renaissance: The Case of
Learned Medicine, Cambridge, Cambridge University Press, 2002.
• Su Amazon.com è presente un breve abstract di questo testo:
https://www.amazon.com/Logic-Signs-Nature-Renaissance-
Medicine/dp/0521806488;
• Una recensione di questo testo è presente anche in A journal of the History of
Science Society: https://www.journals.uchicago.edu/doi/10.1086/507361.
• La scheda bibliografica serve per ritrovare facilmente il testo, qualora
doveste consultarlo una seconda o terza volta. Forse è un lavoro un
po’ noioso e ripetitivo, ma “chi più spende meno spende”.
• Schedare in modo preciso i testi è un lavoro che, fatto una volta, sarà
sempre valido.
Schedario di lettura

• La scheda di lettura è una scheda in cui inserite tutto ciò che vi


sembra opportuno annotare su un libro: sintesi di capitoli, citazioni,
commenti.
Come citare: ratio generale
Monografia
• Testo che tratta con criteri scientifici un determinato argomento, un
personaggio, un soggetto
• Nome e Cognome dell’autore o degli autori per esteso, entrambi in
MAIUSCOLETTO o in carattere tondo/normale (oppure: Iniziale del
Nome, Cognome per esteso, entrambi in MAIUSCOLETTO o in carattere
tondo/normale)
• Titolo della monografia completo (comprensivo del sottotitolo), in
corsivo  di solito è da estrarre dal frontespizio del testo stesso
• Luogo di edizione (indicato nella lingua in cui è scritto il testo) ed
Editore, separati da virgola o da due punti
• Anno di pubblicazione della copia che si sta consultando. Tra paretesi
va indicato l’anno della prima edizione.
Come citare: ratio generale

• LUCA CERIOTTI, FEDERICA DALLASTA, Il posto di Caifa. L'Inquisizione a


Parma negli anni dei Farnese, Roma, Angeli, 2008.
Franco Angeli Editore si cita “Angeli” (senza il nome proprio e senza il
termine “editore”)

Sul frontespizio
• Prima riga: Il posto di Caifa
• Seconda riga: L'Inquisizione a Parma negli anni dei Farnese
Il che va tradotto con un punto fermo tra i due segmenti, non con due
punti.
Come citare
• ROBERT JOHN EVANS, Rodolfo II d’Asburgo. L’enigma di un Imperatore,
Bologna, Il Mulino, 1984 (19731).
• R.J. EVANS, Rodolfo II d’Asburgo. L’enigma di un Imperatore, Bologna: Il
Mulino, 1984 (19731).
(Prima edizione: R.J. Evans, Rudolf II and His World: A Study in
Intellectual History (1576-1612), Oxford: Clarendon Press, 1973).
• ROBERTO BIZZOCCHI, In famiglia. Storie di interessi e affetti nell’Italia
moderna, Roma-Bari, Laterza, 2001.
• JANA MADLEN SCHÜTTE, Medizin im Konflikt. Fakultäten, Märkte und Experten
in deutschen Universitätsstädten des 14. bis 16. Jahrhunderts, Leiden-
Boston, Brill, 2017.
• MICAELA DIERIS, Hildegard von Bingen, München, Deutscher Taschenbuch
Verlag, 1998.
• MICAELA DIERIS, Hildegard von Bingen, München, Deutscher Taschenbuch,
1998.
Come citare
• Criterio alternativo: Nome e Cognome per esteso dell’autore, Titolo
della monografia in corsivo (luogo di edizione: editore, anno).
• Es: Andrew Cunningham, The Anatomical Renaissance: The Resurrection of
the Anatomical Projects of the Ancients (Adershot: Scolar Press, 1997).
• Se si citano di seguito opere dello stesso autore/autrice o degli stessi
autori, il secondo titolo è preceduto da ID. (IDEM) o EAD. (EADEM) o IID.
(IIDEM).
• ES.: Carlo Maria Cipolla, Contro un nemico invisibile. Epidemie e strutture
sanitarie nell'Italia del Rinascimento, Bologna, Il Mulino, 2007 (19861); Id., Le
tre rivoluzioni e altri soggetti di storia economica e sociale, Bologna, Il Mulino,
1999.
• Id. si riferisce sempre al nome dell’autore:

• Claudio Madonia, Marcello Squarcialupi, in Bibliotheca dissidentium,


a cura di André Séguenny, vol. 16, Baden-Baden, Koerner, 1994; Id.,
Marcello Squarcialupi tra Poschiavo e Alba Iulia. Note biografiche, in
Riforma e società nei Grigioni, Valtellina e Valchiavenna tra ‘500 e
‘600, a cura di Alessandro Pastore, Milano, Angeli, 1991, 89-107.
Come citare
Monografia in latino
• Nome dell’autore attualizzato
• Titolo originario (in latino) del volume in corsivo
• Luogo di edizione ed editore in latino: genitivo locativo o ablativo
semplice per la città; per/apud più accusativo per l’editore.
• Es.: Theodor Zwinger, Theatrum humanae vitae, Basileae, per Eusebium
Episcopium, 1586 (15651).
• Il nome dell’autore nella forma latina è: Theodorus Zwingerus/Zvingerus
(nominativo)
• Sul frontespizio appare in caso genitivo: Theodori Zvingeri/Zuingeri (Spesso si
trova la "u", perché "u" e "v" erano vergate come "u")
• Il nome dell’editore nella forma latina (Eusebius Episcopius è il nome
latinizzato, e usato allora, di Eusebio Bischoff).
• I titoli dei testi (monografie, saggi, articoli, …) in lingua inglese vanno con la
lettera maiuscola (ad eccezione di preposizioni, congiunzioni, articoli)
Es.: MARCO CAVARZERE, An interrupted Dialogue? Italy and the Protestant
Books Market in the Early Seventeenth Century, in VINCENZO LAVENIA, CORNEL
ZWIERLEIN (eds.), Fruits of Migration. Heterodox Italian Migrants and Central
European Culture 1550-1620, Leiden-Boston, Brill, 2018, pp. 27-44.
Es.: HOWARD LOUTHAN, Johannis Crato and the Austrian Habsburgs: Reforming
a Counter-Reform court, Princeton (NJ), Princeton Theological Seminary,
1994.

• Per quanto riguarda l’editore, solitamente si omettono il nome proprio e le


parole “Editore”, “Editrice”:
Es.: Franco Angeli Editore si cita: Angeli
Così anche in inglese e tedesco (Si omenttono Publisher, Verlag).
Come citare
Saggio in rivista
Si indicano:
• Nome e cognome dell’autore
• Titolo del saggio in corsivo
• Indicazione “in” (che può essere omessa)
• Titolo della rivista tra virgolette ad apice o acute (“…” o «…»), in
carattere normale, seguito da virgola (,)
• Annata in numeri romani o arabi
• Anno solare di uscita della rivista tra parentesi o dopo virgola
• Estremi di pagine dell’articolo separati da trattino (-). Gli estremi di
pagine possono essere preceduti da “pp.”, ma non è obbligatorio.
Come citare
• Anthony Molho, Investimenti nel Monte delle doti di Firenze. Un’analisi
sociale e geografica, “Quaderni storici”, 21 (1986), 147-170.
• Anthony Molho, Investimenti nel Monte delle doti di Firenze. Un’analisi
sociale e geografica, in “Quaderni storici”, 21 (1986), 147-170.
• Ian Maclean, The Medical Republic of Letters before the Thirty Years War,
in “Intellectual History Review”, 18 (2008), pp. 15-30.
Variazioni:
• Nella rivista svizzera Gesnerus. Swiss Journal of the History of Medicine and
Sciences, il saggio è citato così:
Palmer, Richard, “Medical botany in northern Italy in the Renaissance”, Journal of
the Royal Society of Medicine 78 (1985) 149–157
 titolo rivista in corsivo
 titolo non seguito da virgola
 estremi di pagine separati da lineetta, e non da trattino

N.B.: Se la prima volta che citate un determinato saggio, è necessario fare


riferimento a una pagina o a un intervallo di pagine in particolare , agli estremi di
pagina del saggio seguiranno i due punti “:” e il numero della pagina/pagine in
questione.
Es.: Valerio Marchetti, Figure di esuli italiani del Cinquecento: Fabio Nifo, “Critica
storica”, 8 (1969), pp. 691-705: 693.
Indicazione del fascicolo/volume.
• Se una rivista è semestrale, quadrimestrale o trimestrale, e se quindi il
volume di ogni anno è composto da due, tre o quattro fascicoli, si
indica anche il numero del fascicolo, soltanto quando esso è
necessario all’identificazione del fascicolo stesso, quando cioè la
numerazione di pagine all’interno del fascicolo non è continua
rispetto al fascicolo precedente ma comincia dalla pagina num. 1.
• Es.: L. Ciancio, Per questa via s’ascende a magior seggio. Pietro
Andrea Mattioli e le scienze mediche e naturali alla corte di Bernardo
Cles, "Studi Trentini. Storia", 94 (2015), fasc. I, pp. 159-184.
• Es.: E. Renzetti, R. Taiani, La letteratura dei segreti in alcuni
manoscritti trentini, "Studi trentini di scienze storiche", 67 (1988) n.
IV, pp. 447-473.
Come citare
Opera a cura di (collettanei e non collettanei)
Un volume collettaneo raccoglie saggi di diversi autori ed è curato da uno o più
responsabili.
• Opzione A: Titolo in corsivo, a cura di Nome e Cognome del curatore, luogo di edizione,
casa editrice, anno
• Storia del matrimonio, a cura di Michela De Giorgio, Christiane Klapisch-Zuber, Roma-Bari, Laterza,
1996.

• Opzione B: Nome e Cognome del curatore, seguiti dall’espressione “(a cura di)” o da
“(ed.)” [per un curatore] o “(eds.)” [per più di un curatore], o più raramente “(edd.)”( se
ci sono più curatori), Titolo, Luogo edizione, Casa editrice, anno.
• Michela De Giorgio, Christiane Klapisch-Zuber (a cura di), Storia del matrimonio, Roma-Bari,
Laterza, 1996.
• Michela De Giorgio, Christiane Klapisch-Zuber (eds.), Storia del matrimonio, Roma-Bari, Laterza,
1996.
• Di solito i nomi dei curatori si segnalano in ordine alfabetico per cognome, ma nel caso di
volumi curati da maestro e allievo, può prevalere la scelta di indicare per primo il nome
del maestro, indipendentemente dall’ordine alfabetico.
Come citare
• Esistono volumi curati da uno o più responsabili, ma che non sono
collettanei (non sono raccolte di saggi): inventari d’archivio ed edizioni o
riedizioni critiche di un’opera.
• Anche in questo caso vanno indicati Nome e Cognome del/dei
curatore/curatori, seguiti dagli altri consueti elementi.
• Esempi:
• Regola feudale di Predazzo. Inventario dell’archivio (1388-1997), a cura di Rodolfo
Taiani, Trento, Provincia Autonoma di Trento, 2002.
• March Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, a cura di Girolamo Arnaldi,
Torino, Einaudi, 1969  testo già pubblicato, ma aggiornato in varie edizioni.
• Johann Gustav Droysen, Sommario di istoria, a cura di Delio Cantimori, Firenze,
Sansoni, 1967.
• Plinio Secondo, Historia naturalis, traduzione e note a cura di Antonio Corso, Torino,
Einaudi, 1998.
Come citare
Saggio in un volume collettaneo
• Nome e cognome dell’autore del saggio
• Titolo del saggio per esteso, in corsivo
• Indicazione “in”
• Nome e cognome curatore/i
• Indicazione “(a cura di)” o “(ed./eds./edd.)”
• Titolo del volume per esteso, in corsivo
• Luogo di edizione
• Casa editrice
• Anno di edizione
• Estremi di pagina del saggio
Es.: Martyn Lyon, I nuovi lettori nel XIX secolo: donne, fanciulli, operai, in Guglielmo Cavallo, Roger Chartier (a
cura di), Storia della lettura nel mondo occidentale, Roma-Bari, Laterza, 1995, pp. 371-410.
N.B.: Aspectio divinorum operum: Melanchton and the astrology for Lutheran medics, in Ole Peter Grell,
Andrew Cunningham (eds.), Medicine and the Reformation, New York, Routledge, 2001 (19931), pp. 33-56.
 Nel titolo, generalmente in corsivo, le parole in lingua straniera o in latino vanno in carattere normale
(Aspectio divinorum operum).
Come citare
Opera con vari autori
• Fino a tre autori, solitamente si riportano tutti e tre i nomi
• Maria Giantempo, Lucia Sandri, L’Italia delle città. Il popolamento urbano tra
medioevo e rinascimento (secoli XIII -XVI), Firenze, Le Lettere, 1990.
• Oltre tre autori:
• Opzione A: Si indica il nome del primo autore seguito dall’espressione “et al.”
(= et alii)
• ANTHONY MOLHO ET AL., Genealogia, parentado e memoria storica a Firenze nel XV secolo,
in CLAUDIA BASTIA, MARIA BOLOGNANI (a cura di), Le memorie e la città. Scritture storiche tra
Medioevo ed età moderna, Bologna, Il Nove, 1995, pp. 235-270.
• Opzione B: Non vengono indicati gli autori, mentre vengono segnalati tutti gli
altri estremi (Titolo, Luogo di edizione, Editore, anno di edizione)
• Un’altra Firenze. L’epoca di Cosimo il Vecchio, Firenze, Vallecchi, 1971.
Come citare
Opera in più volumi e grandi opere
• Se citata in un saggio: Enrico Castelnuovo, Il significato del ritratto pittorico
nella società, in Storia d’Italia, V, I documenti, Torino, Einaudi, 1973, pp.
1033-1094.
• Se citata in una bibliografia finale di una Tesi o di una monografia: Enrico
Castelnuovo, Il significato del ritratto pittorico nella società, in Storia
d’Italia, diretta da Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, 6 voll. in 10 tomi,
vol. V: I documenti, Torino, Einaudi, 1973, pp. 1033-1094.
• N.B.: il numero del volume consultato è in carattere tondo, seguito da
virgola (o da due punti) e dal titolo del volume in corsivo.
Come citare
Seconda citazione e successive
In storia
• Tende a prevalere un sistema fatto da una prima citazione per esteso
(come quelle viste finora), e da una citazione abbreviata nella
seconda e successive occorrenze.
• Seconda citazione: Cognome dell’autore (preceduto eventualmente
dall’iniziale del nome), Titolo abbreviato (con parole di senso
compiuto), cit., num. pagine.
• “cit.” non è sempre richiesto.
Come citare
Monografia:
• Prima citazione: ROBERT JOHN EVANS, Rodolfo II d’Asburgo. L’enigma di
un Imperatore, Bologna, Il Mulino, 1984 (19731).
• Seconda citazione: R.J. EVANS, Rodolfo II d’Asburgo, cit., p. 78.
OPPURE
• Prima citazione: R.J. EVANS, Rodolfo II d’Asburgo. L’enigma di un
Imperatore, Bologna, Il Mulino, 1984 (19731).
• Seconda citazione: EVANS, Rodolfo II d’Asburgo, p. 78.
Come citare
Saggio in volume collettaneo:
• Prima citazione: Martyn Lyon, I nuovi lettori nel XIX secolo: donne, fanciulli,
operai, in Guglielmo Cavallo, Roger Chartier (a cura di), Storia della lettura nel
mondo occidentale, Roma-Bari, Laterza, 1995, pp. 371-410.
• Seconda citazione: Lyon, I nuovi lettori nel XIX secolo, cit., p. 400.
• Bastano cognome dell’autore e titolo del saggio; non si cita più il titolo del
volume in cui il saggio è contenuto.

Articolo in rivista
Nella seconda citazione bastano cognome dell’autore e titolo del saggio; non si
indicano più titolo della rivista, né i suoi estremi, né gli estremi di pagina del saggio.
• Prima citazione: Ian Maclean, The Medical Republic of Letters before the Thirty
Years War, in “Intellectual History Review”, 18 (2008), pp. 15-30.
• Seconda citazione: Maclean, The medical Republic, pp. 29-30.
Come citare

Se si citano di seguito opere di uno stesso autore già citate, far


precedere il titolo da Id./Ead., altrimenti sembra che si citino opere con
più di tre autori o anonime.
• Es.: Garin, Lo zodiaco della vita, cit.; Id., Medioevo e Rinascimento,
cit.; Id., L’umanesimo italiano, cit.
Se non scrivete “Id.,” prima di L’Umanesimo italiano, questo testo non è
identificabile correttamente. Esiste per esempio Riccardo Fubini,
L’Umanesimo italiano e i suoi storici. Origini rinascimentali – critica
moderna, Roma, Angeli, 2001.
Come citare

Nella discipline sociali


Tende a prevalere il sistema autore-data sin dalla prima citazione.
Es.: Palmer 1985.
Nella bibliografia finale di una monografia o di un articolo, viene citato
il testo per intero, comprensivo di tutti i suoi dati.
Richard Palmer, Medical botany in northern Italy in the Renaissance, in
«Journal of the Royal Society of Medicine», 78 (1985), 149-157.
Come citare
Articolo di una rivista pubblicata in rete
• Nome e cognome dell’autore, Titolo del saggio in corsivo, in «Titolo rivista»,
annata (anno), http://indirizzodelsito.it, ultimo accesso data, pp. x-y.
• Luca Arcari, Una storia di “visioni”. Costantino e i fenomeni di contatto in prima
persona col sovrannaturale, in «Reti medievali», 19 (2018), n. 1,
http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/5505/6159, ultimo accesso
13 settembre 2018, pp. 39-63.

Dizionario Biografico degli Italiani


• ROBERTO ABBONDANZA, Alciato (Alciati), Andrea, in Dizionario Biografico degli
Italiani, vol. 2, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1960, pp. 69-77: 70.
• Seconda citazione: ABBONDANZA, Alciato (Alciati), Andrea, p. 71.

• Citazione tratta dal Web: Roberto Abbondanza, Alciato (Alciati), Andrea, in


Dizionario Biografico degli Italiani, 2 (1960),
http://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-alciati/, ultimo accesso 1 ottobre
2018.  senza numeri di pagina