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SCRIVERE E COMUNICARE

LA SCRITTURA IN LINGUA ITALIANA IN

TEORIA E PRATICA

Di Dario Corno

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PARTE 1: PROGETTARE LA COMUNICAZIONE.

Comunicare è un’abilità complessa e raffinata, non basta infatti saper


trasmettere un messaggio per essere sicuri di averlo comunicato.
Secondo il filosofo americano Dewey, se non ci fosse la scrittura, la
comunicazione risulterebbe penalizzata in quanto non potremmo
disporre di uno strumento adeguato per comunicare con un
interlocutore assente. Scrivere vuol dire pensare, significa in altre
parole riflettere su qualcosa che vorremmo comunicare.
Questo modo di considerare la scrittura era già presente nell’antichità
classica. L’argomento fu trattato in un’opera di Marco Fabio
Quintiliano “Institutio oratoria” che affermava una regola di base
molto importante: per saper scrivere in modo corretto, sapendo
comunicare, occorre esercitarsi molto in quanto fra scrivere e parlare
vi sono molteplici differenze.
Per scrivere occorre mettere insieme ingredienti e pensieri diversi
dello scrivente, ben ordinati e secondo le regole di un codice (o
grammatica della lingua) in questo modo otteniamo una
composizione.
Scrivere consiste nel mettere assieme e coordinare espressione (parte
linguistica del processo) e significato (parte parte ragionativa e
mentale del processo).
Tale operazione tuttavia non è semplice a causa di diverse variabili: il
motivo per cui si scrive, il destinatario della comunicazione, il modo
in cui si vuole comunicare.

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Quando si scrive per comunicare qualcosa di preciso non si scrive
tutto di “colpo” ma in più fasi precise. Tale processo è stato oggetto di
studi e tradotto in un modello da J. Hayes e L. Flower.
Questi autori hanno mostrato che in qualunque tipo di composizione è
possibile individuare tre aree strettamente legate fra loro, attraverso le
quali passa ogni scrittore:
1. l’area del compito e della comunicazione (fase della pre
scrittura). Lo scrittore in questa fase si pone 3 domande: quale è
lo scopo, a chi devo scrivere, pianificazione delle informazioni.
Si crea in questo modo una sorta di “scaletta” che indica i punti
salienti che vogliamo esprimere in modo sintetico.
2. l’area della scrittura vera e propria (fase della scrittura e
riscrittura).
È la fase in cui si stendono le informazioni su carta o video. Si
procede suddividendo le informazioni per capoversi che
sviluppano un punto preciso della scaletta. Lo scrittore elabora
una prima copia, ponendosi domande1 di controllo (si crea una
sorta di dialogo con se stessi) che guidano la composizione.
Successivamente si procederà ad una rilettura del testo in
modo da poter apportare modifiche e controllare che il testo
vada per il verso giusto.
3. l’area della memoria dello scrittore (fase della revisione). È la fase
in cui lo scrittore rilegge quanto scritto e lo rivede alla fine del
capoverso o del intero testo. Si viene a creare un intrecciato percorso

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Sono stato abbastanza chiaro? Ho inserito tutte le informazioni necessarie? Funziona la scelta
delle parole? C’è qualche fase da riscrivere?

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“vai e vieni” ed è possibile passare sullo stesso punto più volte (c.d.
processo ricorsivo).
È possibile distinguere due tipi di scrittura:
a. spontanea: richiede scarsa panificazione, in cui lo scrittore scrive
senza passare nella fase della revisione (es. cartolina postale, biglietto
per amico);
b. pianificata: più controllata, comporta più riletture e riscritture, vi
sono tutti e 3 le fasi precedentemente descritte (es. saggio scientifico
da pubblicare su riviste specializzate).
Tutto questo ci dimostra che la scrittura ha proprie leggi interne di
composizione dei messaggi e dei testi. Il saper parlare è un’abilità
naturale che si acquisisce nella tenera età, il saper scrivere si
acquisisce solo dopo un certo addestramento.
Esiste un scritto che è a metà strada fra lo scrivere e il parlare, il
cosiddetto “parlato in pubblico”. È una forma di comunicazione
relativa ad uno specifico argomento, accompagnato dall’utilizzo di
strumentazione digitale e cartacea.
Sono stati individuati diversi metodi per imparare a scrivere:
1) metodo della scrittura libera: si punta sulla quantità e non sulla
qualità, si scrive senza troppe preoccupazioni formali, lo scrittore
viene lasciato libero di ispirarsi alle proprie abitudini di scrittura,
senza alcuna pianificazione. Si premia lo sforzo creativo di
comunicare idee personali.
2) metodo grammatical-contenutistico: si deve organizzare un testo
assegnato, si valuta sulla correttezza grammaticale e pertinenza delle
idee con l’oggetto assegnato. Spesso le correzioni non vengono

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seguite e gli errori ripetuti. Problemi legati alla pianificazione delle
idee.
3) metodo processuale: si isolano le diverse fasi e componenti. Si
invita lo scrittore a trovare idee. Possono sorgere problemi per
armonizzare le diverse componenti.
4) metodo scrittura per capoversi: si utilizzano tecniche specifiche per
organizzare le informazioni nel testo. Si scrivono capoversi da modelli
o indicazioni specifiche.
Le tecniche possono essere:
- scrittura combinata: brevi frasi da combinare in un breve
paragrafo leggibile e testualmente ben organizzato.
- scrittura parallela: si legge un capoverso che tratta un
argomento specifico e si chiede di scrivere il secondo
capoverso su un argomento simile.
5) metodo comunicativo: si chiede allo scrittore di assumere uno
specifico ruolo comunicativo (es. giornalista, pubblicitario), di
proporre modifiche, segnalare punti oscuri.

L’unità centrale del processo di scrittura è costituita dal testo cioè una
porzione di lingua caratterizzata da coerenza struttura logica interna
che consente di comunicare.
A seconda del destinatario i metodi di scrittura utilizzati possono
essere diversi:
- scrittura personale: chi scrive lo fa per se stesso (una nota in
agenda, in diario, ecc..), le forme testuali sono libere scritte a
seconda dell’istinto e della cultura del singolo;

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- scrittura per lo studio: viene utilizzata per migliorare la
memorizzazione e comprensione di particolari argomenti di
studio (appunti di lezioni, note ai margini di libri ecc..);
- scrittura pubblica: è rivolta a membri di una determinata
categoria sociale, segue particolari norme di composizione;
- scrittura creativa: viene utilizzata soprattutto nei primi anni
di scuola per rendere lo scrivente più fiducioso delle sue
capacità Spesso seguono rigide norme compositive;
- scrittura sociale: il suo scopo è quello di mantenere relazioni
sociali con persone appartenenti al proprio gruppo o
familiari (inviti, telegrammi,sms). Spesso seguono rigide
norme compositive;
- scrittura istituzionale: è la più complessa, Riguarda
determinate categorie (studenti, professionisti), seguono
rigide norme compositive.

PARTE 2: COME TROVARE LE IDEE.

Per poter scrivere occorre avere qualcosa da dire. Fondamentale


quindi sarà la raccolta di informazioni (c.d. inventio) che si vogliono
trasmettere.

Questa non consisterà esclusivamente in un “ricopiare” a caso quanto


appreso durante la raccolta ma in una trasformazione e selezione delle
informazioni in proprio possesso. Lo scrittore in altre parole farà

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proprie le idee raccolte e le comunicherà al destinatario nel modo che
reputa migliore, influenzando i dati e quanto voglia comunicare.
Tre sono i metodi più utilizzati per l’inventio:

1. della lista: consiste nello scrivere rapidamente un elenco di idee


man mano che vengono in mente in modo organizzato o no,
solo dopo aver raccolto un dato numero di informazioni si
procederà ad organizzarle.

Supermercato:

- Latte
- Pane
- Burro
2. il grappolo associativo: è un modo più ordinato e coerente di
- Candeggina
- Ecc..Attorno all’argomento da trattare si
raccogliere informazioni.
svilupperanno tante piccoli contenitori di informazioni. La
memoria viene considerata come un insieme di luoghi
organizzati intorno a centri unificatori.

Info 1 Info 2

ARGOMENTO

Info 3 Info 4

Lo schema utilizzato potrà essere:

- a grappolo: le idee sono direttamente collegate


all’argomento;

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- a mappa: si parte dalle idee più vicine all’argomento per
finire con idee particolari che si discostano dall’argomento
un po’.

3. Flusso di scrittura: si scrive a getto senza pensare alla forma ma


solo al contenuto. Viene utilizzato spesso per superare il c.d.
blocco dello scrittore.

Per recuperare o produrre idee è possibile ricorrere ad una serie di


domande generiche (Chi? Cosa? Quando? Dove? Perché? Come?). Il
problema è capire la pertinenza e se sono utili per lo svolgimento del
lavoro. L’intervista è uno dei metodi più utilizzati per poter reperire
tali informazioni.

Una volta finita la prima fase di raccolta ed individuazione delle


informazioni, occorrerà pianificare la composizione creando una
scaletta per dare un senso al discorso. Due sono i punti fondamentali:
- La gerarchia delle idee: si parte dalle idee generali per
organizzare paragrafi (blocchi maggiori) e capoversi e, si
passa alle idee particolari per organizzare le frasi.
PARAGRAFO 1  CAPOVERSO1 FRASE 1
CAPOVERSO2 FRASE 2

- L’ordine delle idee.

Per facilitare la scrittura dei paragrafi è utile l’utilizzo:

- di tabelle: matrici organizzate in righe, colonne e celle;

A favore Contro
xxx xxx

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xxxx xxx

- di diagrammi: è una rappresentazione scritta in cui le


informazioni acquistano significato e importanza a seconda
della collocazione. È di solito rappresentato da box collegati
fra loro da frecce. Le scritte che illustrano i grafici vengono
definite didascalie.

una delle fasi principali per ogni scrittore è la redazione della scaletta.
Questa può essere:

- a lista: è l’esempio tipico dell’indice di un libro;


- per argomenti: elenca la progressione degli argomenti e
provvede a precisarne l’importanza;
- per frasi: è la più formale e completa, presenta gli argomenti
con frasi complete.
- a paragrafo.

FASE 3: COME DOCUMENTARSI.

Spesso lo scrittore per qualche ragione professionale, deve scrivere dei


testi complessi che richiedono una certa documentazione. I testi da cui
si traggono tali informazioni sono definiti fonti.
La scaletta per organizzare il lavoro dovrebbe essere la seguente:
- scegliere l’argomento;
- discuterne con il relatore;
- organizzare una prima scaletta generale;

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- cercare il materiale bibliografico;
- leggere e schedare il materiale: non è altro che una prima
immediata trascrizione delle informazioni di cui abbiamo
bisogno. La scheda sarà costituita da:
1. una zona per segnare la parola chiave o titolo del
libro.
2. un riquadro per il suo numero,
3. riquadro per annotare informazioni.
- scrivere una prima copia della tesina.

Esistono cinque modi per annotare nelle schede le informazioni:


 annotazione diretta: si trascrive direttamente il testo che si vuole
citare utilizzando particolari regole ad esempio l’utilizzo di “ “,
il corsivo ecc..,
 parafrasi: utilizzare altre parole per esprimere lo stesso
concetto;
 riassunto;
 schema;
 commenti personali.

Il questionario non è altro che un testo che elabora una serie di


precise domande per rilevare l’opinione o il comportamento delle
persone in determinate situazioni sociali o culturali.
Per la sua creazione si attraversano 6 fasi:

- scelta dell’argomento;
- scelta delle persone che costituiranno il campione di ricerca:
in nr di persone da intervistare, la tipologia (sesso, età,
professione, ecc..)
- scelta delle domande;

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- somministrazione del questionario;
- elaborazione dati raccolti;
- scrittura della relazione finale;

Saper sintetizzare e prendere appunti è una capacità utile per qualsiasi


scrittore, non serve solo a conservare informazioni ma è il primo passo
per la loro comprensione. Alcune informazioni da raccogliere sono per
esempio: chi è l’autore? Che altre opere ha scritto, che genere di testo
è? Com’è strutturato il testo?
La scrittura di sintesi consente di prelevare alcune informazioni e di
organizzarle partendo da un altro testo. Sono esempi: la parafrasi,
riassunti, appunti, note e anche la schedatura.
Prendere appunti è fondamentale per mantenere la giusta
concentrazione sull’argomento, selezionare le informazioni essenziali,
avere un promemoria sulle informazioni essenziali. Occorre indicare il
capitolo e le pagine usate, scrivere parole chiave, usare abbreviazioni.

PARTE 4: SCRIVERE I PARAGRAFI.

Il testo viene sempre suddiviso in paragrafi2 cioè in porzioni racchiuse


fra due punti fermi e due a capo e che può contenere diverse frasi o
interi periodi. Consente una maggiore leggibilità del testo e
consentono una progressione del contenuto nel testo.
Il paragrafo a sua volta può essere suddiviso in capoversi, preceduti da
uno spazio di 5 o 7 battute.

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Dal grego panìgraphos che significa ciò che è scritto accanto.

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Esiste un tipo di paragrafo definito blocco che è un capoverso separato
dagli altri capoversi perché si va a capo due volte.
Queste porzioni di testo devono essere collegate fra loro in modo tale
da garantire una coerenza e coesione del testo, non è possibile saltare
da argomento ad altro.
Sono di solito organizzati intorno ad un’idea centrale o dominante,
devono contenere al massimo uno o due idee forti definite frase-
regista.
I principali tipi di organizzazione dei paragrafi sono:
- enumerazione: la frase regista introduce e sintetizza una
serie di elementi che verranno poi ripresi singolarmente e
sviluppati con maggiore ampiezza nel paragrafo. Possono
essere utilizzate frasi inquadramento, contatore, domanda,
paradosso;
- confronto o contrasto: la frase regista presenta due argomenti
in contrapposizione fra loro e sviluppa questo confronto. Il
criterio utilizzato è quello della descrizione collegata (si
uniscono i “punti di vista” riferiti a n oggetto con gli stessi
“punti di vista” riferiti ad altro oggetto;
PARAMETRI Auto sportiva Auto famigliare
Velocità Alta Media
Spazio Ridotto ampio

- narrazione: la frase regista presenta un’informazione


preannunciano che esso verrà sviluppato nel paragrafo in
termini narrativi;
- esemplificazione: la frase regista fornisce un’informazione o
afferma una tesi che verrà illustrata;

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- descrizione: la frase regista presenta una persona od oggetto
e lo mostra nei dettagli;
- problematizzazione: la frase regista propone
un’affermazione che viene sviluppata fino ad arrivare ad una
conclusione;
- citazione: la frase regista dichiara che quanto segue è
l’affermazione di un altro autore;
- ricapitolazione: la frase regista indica che quanto segue va
inteso come sommario di quanto precede;
- domanda-risposta: la frase regista è in forma interrogativa in
modo da far capire che nel capoverso sono presentate diverse
soluzioni.

PARTE 5: LA TESINA E IL RAPPORTO TECNICO.

La tesina o relazione d’esame è un testo di lunghezza media che


consente una conoscenza approfondita di un dato argomento o
materia. Deve essere il frutto di un accurato lavoro di
documentazione.
Le tesine possono essere di ricerca o sperimentali; le fonti utilizzate
di tre tipi:
- scritte o stampate: consiste in una ricerca bibliografica, nella
schedatura dei testi e nella scrittura del testo. La bibliografia
è un elenco ordinato dei libri che si consultano per scrivere il
testo. Lo spunto viene quasi sempre dato dalla persona che
affida il lavoro che suggerirà dei testi di riferimento.

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In secondo luogo si procederà alla ricerca per autori
conosciuti nella materia, analisi degli indici dei libri, editori,
data di pubblicazione, riviste e periodici.
- elettroniche: viene utilizzata la rete Internet attraverso motori
di ricerca i siti e salvati i dati trovati;
- umane: testimonianza di persona autorevole. Occorre aver
ben chiare le domande che si vogliono porre e conoscere la
materia.
Tale documento è costituito da diverse parti:
- copertina o frontespizio che è costituito dal titolo, nome
dello scrivente, anno accademico ecc.;
- indice;
- relazione suddivisa in 3 parti: introduzione o premessa,
relazione vera e propria costituita da una componente
descrittiva e una valutativa, conclusioni;
- bibliografia;
La tesina è scritta sotto forma di recensione, cioè di commento a un
testo.
Altre parti importanti sono costituite da:
- l’abstract: breve riassunto iniziale (max 20 righe), richiesto
dalle riviste scientifiche o itnenrazionali;
- il sommario: riassunto collocato alla fine del testo;
- le note: sono testi brevi che commentano il testo principale e
l’indicazione dei libri che trattano l’argomento o da cui è
stato preso il riferimento citato, vengono di solito poste in
calce al documento. Vi sono regole precise per scriverle a
seconda della fonte da cui vengono ricavate;
es1. G. Rossi, Titolo dell’opera (in corsivo), luogo di
edizione, anno di edizione, numero di pagina (es. p.1).

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es2. G. Rossi (o Cfr. G. Rossi), Titolo dell’articolo (in
corsivo), in Nome della Rivista (in corsivo), numero (anno),
pagina (es. p.1; p. 1 ss; p. 1-3).

Es3. G. Rossi (o Cfr. G. Rossi), v. Nome (in corsivo), in


Dizionario o Enciclopedia (in corsivo) (es. EdD, Enc.
Giur., Dig. Pen., Nss. Dig.), numero del volume, luogo
di edizione, anno, pagina.

- la bibliografia: lista di testi che si trova di solito in fondo al


libro e che corrisponde alle fonti da cui l’autore ha tratto
notizie o dati, a cui si è ispirato.

Il rapporto tecnico è un tipo di scrittura usata per comunicare nei


campi della scienza o dell’industria. Sono scritti in modo particolare
perché riguardano una specifica attività o scopo; devono essere chiari,
precisi e leggibili, il testo utilizza termini specialistici per informare,
descrivere o convincere su un dato argomento.
Le tipologie più conosciute sono: il rapporto informatico o guida
all’uso, il parere di valutazione, testo normativo, illustrazione tecnica
ecc..

Le fasi principali per la sua stesura sono:

- individuazione dei destinatari (audience) e scopi;


- documentazione e prescrittura;
- pianificazione e stesura della scaletta; evitando di essere
troppo generici o di complicarsi la vita;
- stesura della prima copia;
- revisione;
- editing: è la fase di controllo delle informazioni tecniche
contenute;
- pubblicazione.

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Il ogni tipo di scrittura ma in modo particolare nel testo tecnico
occorre evitare gli errori di chiarezza, brevità, pertinenza ed efficacia.
I più comuni sono quelli lessicali, grammaticali, di ortografia o
sintassi (abbreviazioni, aggettivi, punteggiatura, congiuntivi,
apostrofo, l’utilizzo di parole superflue, scorrette).

La tesina universitaria deve essere scritta in maniera chiara, leggibile


e rigorosa.
Più un testo è di facile lettura più la sua lettura e comprensione
saranno veloci.
Per sviluppare gli argomenti sarà necessario innanzitutto individuare i
soggetti destinatari e lo scopo che si vuole perseguire.
Successivamente sarà necessario documentarsi approfonditamente e
costruire una scaletta valida.
Le parole (familiari, astratte, termini tecnici o poco famigliari)
utilizzate si distinguono per frequenza e per accessibilità. La sintassi
del testo utilizzata dovrà essere chiara, questo è possibile
suddividendo il testo in paragrafi brevi evitando che essi siano troppo
complessi ed articolati, preferendo le forme attive alle passive e
soprattutto legando i paragrafi tra loro correttamente.

Indispensabile è la fase della revisione che consente la correzione di


errori e una migliore leggibilità del testo.

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PARTE 6: LA SCRITTURA DIGITALE.

La scrittura digitale è una scrittura particolare con caratteristiche


proprie, la principale è l’interattività. Con l’era digitale si fa sempre
più importante quando si parla di scrittura del c.d. “document
designe”, in altre parole dell’impaginazione del testo. Questa deve
colpire il destinatario in modo particolare, si curerà la scelta del font,
dell’interlinea, l’allineamento del testo.
Le fasi principali che la compongono sono:

- la pianificazione: distinzione delle varie stesure (updates),


creazione di pagine collegate fra loro, definizione del
pubblico, dello stile grafico;
- la prima stesura (rafting)
- la revisione.
Una tipologia di scrittura digitale, utilizzata quasi giornalmente dalla
maggior parte delle persone è la mail.
Può essere:
- formale;
- non formale (quoting) di solito utilizzato in chat, forum,
mailing list;
- avere uno (A:) o più destinatari (CC: o BCC);
- specificare (subject) o no l’oggetto per cui viene scritta;
Il corpo della mail si compone in genere di diversi elementi che
debbono consentire una “leggibilità grafica”:
- convenevoli iniziali;
- primo blocco (le ragioni della mail);
- secondo blocco (ulteriori precisazioni);
- terzo blocco (eventuali altre precisazioni);
- convenevoli finali;

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- contatto (dati del mittente);
- può contenere degli allegati in vario formato.

L’home page di un sito è la pagina iniziale di un sito che contiene le


informazioni generali e di vario tipo per poter consultare o navigare
sulle varie pagine che lo compongono. Contiene un elevato numero di
rinvii ad altre pagine.

Il modello più frequente è il seguente:

BARRA GENERALE
(contiene menù a tendina, tasti di uscita, di collegamento con programmi di posta ecc.,)
BARRA LATERALE DI AREA DEL CONTENUTO
NAVIGAZIONE Immagini e testo di riferimento al
Può includere elenco di altre pagine che si contenuto del sito
riferiscono ad argomenti specifici

- La scrittura deve essere chiara e leggibile,


- il carattere uniforme,
- le immagine collegate allo scritte, con uniformità di colore e
linee,
- la barra principale ripetuta in tutte le pagine,
- le finestre per il login e password inserite nella barra di
navigazione.

Il blog è un sito particolare di solito personale in cui si affrontano


argomenti affidati personalmente ai pensieri dello scrittore che li vuole
rendere pubblici, una sorta di diario pubblico. Anche questi possono
essere formali od informali.

Caratteristiche:

- frequente utilizzo dello schema a due colonne,


- utilizzo di una scrittura a blocchi separati dagli altri, di una o
due interlinee,

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- utilizzo di carattere nero per consentire una maggiore
leggibilità,
- utilizzo di dimensioni contenute del carattere.

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