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corso di Intaglio su Legno

Premessa

Che cos'è lintaglio


L'intaglio è un rilievo inciso su superfici piane. Le linee di scavo possono essere di varie profondità e dipendentemente
dal tipo di intaglio e dal disegno precedentemente creato ( da 1 a 3 mm per intaglio a punta di coltello o floreale a più di
1 centimetro nel caso di intaglio gotico.). In queste lezioni non verrà preso in considerazione l'intaglio a tutto tondo più
affine alla scultura vera e propria.

Esistono essenzialmente tre tipi di intaglio:

Intaglio a tacche ( o a punta di coltello )


Questo tipo di intaglio si esegue su manufatti di vario tipo a superficie piana, ad esempio, piatti, scatole ecc. Il disegno è
geometrico e per avere un buon risultato deve essere armonico, viene eseguito con compasso, squadretta, circoligrafo,
goniometro e matita a punta sottile ( 0.5 mm ).

Dal punto di vista prettamente tecnico l'intaglio a tacche è la forma più semplice delle incisioni su legno, l'insieme di
tacche consente la realizzazione di motivi ornamentali di grande pregio artistico. Questo tipo di intaglio permette già dal
primo approccio di ottenere dei risultati tali da spingere l'esecutore a continuare in questa particolare lavorazione. Le
opere realizzate a tacche a triangoli incisi si completano anche con linee curve o diritte più o meno profonde. E'
indubbiamente un'ottima scuola per altri tipi di lavorazioni del legno ad esempio bassorilievi, scultura a tutto tondo,ecc.

Intaglio floreale
Quest'intaglio si esegue con sgorbie e scalpelli. Il disegno è soggettivo, dando libero sfogo alla propria fantasia.
L'intaglio floreale e a punta di coltello possono essere eseguiti sullo stesso manufatto.

L'intaglio floreale è un intaglio decorativo. Si possono decorare piatti, scatole, cornici o addirittura creare pannelli
floreali. Il disegno deve essere eseguito seguendo un certo criterio. A differenza dell'intaglio a punta di coltello, dove il
disegno è geometrico e non vi sono spazi vuoti da riempire, nell'intaglio floreale il discorso cambia, il disegno deve
essere studiato in modo da far si che tra un fiore e l'altro non ci sia uno spazio troppo grande da pulire o riempire
punzonandolo. Quest'intaglio si può inserire contemporaneamente in un manufatto lavorato a punta di coltello. Ad
esempio il fiore può essere inserito in un cerchio. I petali inseriti all'interno di un cerchio o di un rombo devono toccare
gli estremi del cerchio o del rombo.

Intaglio Gotico
Il gotico è lo stile che predomina per tutto il medioevo, stile architettonico tipico dei molte tra le principali cattedrali
europee. L'arte gotica non riguarda solo l'architettura: anche pittura e scultura. In questa lezione vi insegnerò a
realizzare un bassorilievo in stile gotico.

L'intaglio gotico ha generalmente un disegno complesso ed è caratterizzato da vari livelli di incisione che superano il
centimetro

I Legni Usati
Le essenze ( i legni ) più usati sono :

Il Tiglio ( Tilia platyphyllos ) :


Legno molto tenero a pasta bianca, molto facile da lavorare. E' un legno indicato sopratutto per le prime lezioni, poiché
è molto facile da intagliare

Il Noce ( Juglans regia ) :


E' un legno pregiato. Il più usato in scultura e intaglio in Valle d'Aosta. A differenza del tiglio è duro da intagliare,
molto compatto e di colore scuro, e con il passare del tempo acquista una colorazione brunita.
L'Acero ( Acer pseudoplatanus ) :
Legno bianco, molto simile al tiglio ma con le caratteristiche del noce. Legno compatto a vena fine. Di ottima
lavorabilità.

Il Pino Cimbro ( Pinus cembra ) :


E' il legno più pregiato tra le conifere. Detto anche cirmolo è un buon legno da intaglio. Tenero con venature rosate.
Come lavorazione molto simile al noce.

Gli Utensili Nelle pagine che seguono troverete foto e consigli utili sugli utensili usati per l'intaglio su legno.

• Coltelli : Quali sono e come impugnarli correttamente


• Scalpelli e Sgorbie: Descrizione degli scalpelli e sgorbie loro utilizzo nell'intaglio del legno
• Punzoni
• Affilatura : Vi insegna ad affilare gli utensili

I Coltelli

L'attrezzo più usato dall'intagliatore a tacche è il coltello, che dev'essere ben affilato e deve tagliare soprattutto in punta;
il manico , solitamente di legno, deve essere solido e ben impugnabile. Il manico, di legno duro, in alcuni casi è
sagomato a punta nella parte opposta alla lama, per poter lisciare i solchi eseguiti.

Nelle foto che seguono sono evidenziati alcuni modi per impugnare correttamente il coltello in funzione dell'uso che se
ne deve fare.
Gli Scalpelli e Sgorbie

Gli intagli floreali e gotici vanno fatti con uno scalpello o una sgorbia.
Scalpello. È uno strumento composto da un manico in legno e una lama molto tagliente in acciaio temperato. Questa va
appoggiata obliquamente (o perpendicolarmente) sul legno tenendo l'attrezzo con la mano sinistra, mentre con la destra
si maneggia un mazzuolo di legno picchiandolo sull'estremità superiore del manico. Lo scalpello si può anche
impugnare con le due mani, premendolo sul legno e asportandone piccoli frammenti. È importante che durante il lavoro
il pezzo di legno sia saldamente fissato al tavolo con dei morsetti, perchè se si sposta, o se lo scalpello scappa di mano,
si corre il rischio di farsi male seriamente. Bisogna fare la massima attenzione nel maneggiare questo attrezzo e non
tenerlo mai rivolto con la lama verso il corpo: basta un falso movimento per trasformare lo scalpello in un'arma molto
pericolosa.

Sgorbia. È un piccolo scalpello con lama sagomata a sezione curva, che serve per fare scanalature e raccordi curvi. A
differenza dello scalpello, questo attrezzo non si percuote sul legno col mazzuolo, ma con colpetti leggeri dati con il
palmo della mano. Bisogna usarlo con delicatezza, cercando sempre di seguire la direzione delle fibre.

Per iniziare un lavoro di scalpello, si deve innanzitutto segnare con la matita da falegname i contorni dell'intaglio da
fare, poi dare dei colpetti , asportando piccoli pezzi di legno per volta. In tal modo si praticano tanti minuscoli intagli
sulla zona da asportare e, successivamente, si ricomincia da capo, posizionando lo scalpello in senso perpendicolare alle
intaccature già fatte. Bisogna poi procedere con colpetti leggeri, fino ad arrivare alla profondità desiderata.

Di seguito e riportata la foto di una sgorbia e la tabella con in evidenza il profilo di taglio corrispondente ai tipi.

Tipo Profilo Tipo Profilo

8/4 Pfeil 7/6 Pfeil

8/7 Pfeil 8/10 Pfeil

8/13 Pfeil 11/4 Pfeil

5/5 Pfeil 3F/8 Pfeil


12/4 Pfeil 6/2 Stubai

12/6 Pfeil 4/12 Stubai

12/8 Pfeil 4/16 Stubai

Di seguito sono riportati i profili di taglio disponibili


I Bulini e Punzoni

Si intendono per punzonature quelle


operazioni in cui il legno viene pressato da
uno strumento che non lo taglia asportandone
una parte ma produce un'impronta di varia
profondità. Possono essere usati
sostanzialmente per creare degli sfondi, per
camuffare gli errori di lavorazione o per
creare decorazioni, anche minuscole e non
eseguibili in altro modo. Troviamo in
commercio una grande varietà di punzoni,
ma soprattutto è possibile e facile costruirseli
utilizzando chiodi d'acciaio, vecchi
cacciaviti, o lime, punte elicoidali, sgorbie e
scalpelli rovinati e così via. Possono avere la
superficie di battuta piatta, o svasata con
varie angolazioni, funzionali all'impronta che
devono lasciare. Questa tecnica,
tradizionalmente usata per finire sfondi di
problematica pulitura, come quelli dietro gli
ornati floreali, ci permette di realizzare,
all'interno di una scultura, decorazioni in
miniatura, che riproducano ad esempio, i
ricami dei vestiti o mantelli, bottoni, piccole
fessure, sottolineature di linee e angoli e così
via.
L'affilatura degli utensili

La parte terminale dei ferri da taglio ha uno smusso che viene chiamato bisello ( o ugnatura o scarpa ), che penetra nel
legno separandone le fibre. Il filo può essere a tagliente interno, esterno o a due taglienti, e l'angolo di sfoglia, che
determina la lunghezza del bisello, può andare da 20° a 30°. L'affilatura consiste, in sostanza, nel trovare per ogni
situazione di scavo il giusto angolo di penetrazione asportando il metallo in eccedenza fino a ottenere un taglio dal filo
finissimo e uniforme. E' evidente che tanto più l'angolo di sfoglia è acuto, quanto più la lama taglia e penetra
facilmente, ma il suo filo è fragile, mentre in caso contrario ha più resistenza al taglio ma una durata superiore. I
parametri che condizionano l'angolo di taglio sono :

• Il materiale che stiamo lavorando, ad esempio, angolo più acuto per legni teneri come tiglio o pino cembro, più
aperto per legni duri come frassino o bosso.
• La qualità e la durezza della lama che stiamo usando.
• Il tipo di pressione a cui sottoponiamo l'attrezzo, cioè smusso più stretto per gli utensili da finitura che usiamo
con la sola forza delle mani, e più largo per le sgorbie e gli scalpelli da sgrossatura che devono sopportare
l'urto di un mazzuolo pesante.
• La forza con cui siamo soliti lavorare.

Si può paragonare la lunghezza del bisello alla mina di una matita che ognuno sceglie in base alla maggiore o minore
leggerezza del tratto, della carta e così via.

Affilatura con mola ad acqua

Le affilatrici ad umido che troviamo in commercio possono avere la mola in pietra orizzontale o verticale, saturata con
acqua od olio. Le più comuni sono quelle con la mola verticale, raffreddata ad acqua con una velocità di rotazione che
varia da 100 a 200 giri al minuto e con una grana fine ( 250 grani ), media ( 180 grani) o grossolana ( 50 grani ).
L'affilatura viene eseguita posando lo smusso sulla pietra ed esercitando una pressione costante. Le sgorbie vanno fatte
ruotare lentamente in modo che il bisello sia uniforme da un capo all'altro del taglio. Gli scalpelli si muovono
lateralmente nei due sensi, per correggere le leggere imperfezioni della superficie della pietra; gli scalpelli a V vanno
affilati come se fossero due scalpelli, l'angolo delle due ali della lame è però quasi sempre non perfettamente a spigolo e
si formerà perciò in fondo al V una sorta di rostro che andrà eliminato arrotondando esteriormente lo spigolo fino a
raggiungere il filo.

Pietre ad acqua e ad olio

Le pietre per affilare limano il metallo della lama dando al tagliente la forma voluta e il filo. Possono essere a taglio
grosso, e in questo caso asportano più materiale ma lasciano un filo più grossolano, a taglio medio e a taglio fine, che
consentono un'affilatura migliore. Possono inoltre essere sagomate con forme diverse per aderire alle diverse fogge di
sgorbie e scalpelli e essere ad acqua o a olio. Le pietre ad acqua ( la più fine è quella dell'Arkansas ) si bagnano con
acqua e petrolio. Le pietre ad olio di qualità pressoché pari a quelle ad acqua ma di durata superiore, non devono mai
essere usate asciutte, perché se ne otturerebbero i pori e vanno lubrificate con olio da macchina raffinato o olio di
paraffina. Le pietre nuove vanno saturate d'olio e tenute al riparo dalla polvere. Si può rettificare la superficie di una
pietra o modificarne la forma strofinando la stessa su una lastra di marmo con acqua e polvere per smerigliare per le
pietre naturali e acqua e carborundum per le pietre artificiali. Per finire l'affilatura si passa l'utensile su una striscia di
cuoio, detta coramella, trattata con il rosso da gioiellieri o polvere di crocus o sego, che può essere incollata sul legno,
piano per l'affilatura esterna, e sagomato per l'affilatura interna.

Affilatura degli scalpelli

Si posa il ferro sulla pietra e si spinge in avanti con una pressione che diminuirà portandolo indietro, cercando di non
cambiare l'angolazione e che l'affilatura sia a squadro per evitare che l'utensile tenda durante lo scavo a deviare. Si
ripete l'operazione sulla pietra a grana fine, su tutti e due i lati e infine si passa sulla coramella.

Affilatura delle sgorbie a tagliente interno

Si passa il bisello della sgorbia da un capo all'altro della pietra con un movimento rotatorio stando attenti a non
smussare gli spigoli laterali e con un movimento a spirale per utilizzare tutta la superficie della pietra. Si toglie la
sbavatura con una pietra sagomata movendola avanti e indietro nella scanalatura dell'attrezzo, nello stesso modo si
passa sia il lato interno che quello esterno sulla coramella.
Affilatura dello scalpello a V

Come già descritto, lo scalpello a V si affila come due scalpelli piatti, eliminando successivamente il rostro centrale. La
sequenza è quella descritta per gli altri attrezzi. Per l'angolo interno si usa un pezzo di cuoio sagomato
longitudinalmente a punta

Il Disegno In questa parte del corso vengono descritti i procedimenti per tracciare correttamente figure geometriche
elementari che possono essere utili per comporre disegni e motivi per l'intaglio ligneo.

Tracciare una perpendicolare a metà di un segmento.

AB = Segmento dato.

Centrare alle estremità A e B con apertura di compasso a


piacere, purché maggiore della metà del segmento, e
descrivere due archi che si incontrano nei punti C e D. La
retta che passa per tali punti è perpendicolare al segmento
AB e lo divide a metà

Tracciare la perpendicolare alla


estremità di un segmento.

AB = Segmento dato.

Con apertura di compasso a piacere, fare


centro in B e descrivere l'arco CD. Con
raggio CB, centrare in C e trovare E;
successivamente centrare in E e trovare
F. Con la stessa apertura di compasso,
fare centro in E ed F e descrivere due
archi che si incontrano nel punto G. Da
questo punto passa la perpendicolare
all'estremità B de segmento.

Tracciare la Parallela ad una retta


passante per un punto P.

AB = Retta data.

Fare centro in un punto C qualsiasi


della retta data e con raggio CP
tracciare un arco che taglia la retta nel
punto D. Con lo stesso raggio,
centrare in P e tracciare l'arco CE.
Riportare su di esso la distanza PD e
trovare F. La retta passante per F e P
è parallela alla retta AB.
Tracciare un quadrato, dato il lato.

AB = Lato.

Tracciare la perpendicolare passante per


l'estremità B del lato dato AB. Fare
centro in B con raggio uguale ad AB e
trovare C. Con lo stesso raggio, centrare
successivamente in C e in A e tracciare
due archi che si intersecano in D. Unire
i 4 vertici del quadrato

Tracciare un pentagono, dato il


lato.

AB = Lato.

Tracciare la perpendicolare al lato


AB, passante per l'estremità B. Con
raggio AB fare centro in B e
intersecare la perpendicolare in C.
Segnare il punto D, metà di AB. Con
raggio DC, centrare in D e
intersecare in E il prolungamento di
AB. Con raggio AE, centrare
successivamente in A e B e
determinare F. Con raggio uguale al
lato dato AB, fare centro in F e
tracciare due archetti, quindi centrare
in A e B e trovare i punti G e H,
vertici del pentagono. Unire tutti i
vertici.

Tracciare l'esagono, dato il lato.

AB = Lato.

Con raggio uguale al lato dato AB,


centrare in A e B e tracciare due archi
che si intersecano nel punto O, centro
della circonferenza circoscritta.
Tracciare tale circonferenza e
riportare su di essa 6 volte la
lunghezza del lato.

Segue la parte di descrizione dei procedimenti per tracciare correttamente figure geometriche utili a comporre disegni e
motivi per l'intaglio ligneo.
Tracciare l'ottagono, dato il lato.

AB = Lato.

Tracciare la perpendicolare alla metà del lato


dato AB. Con raggio MA, centrare in M e
tracciare un arco che interseca la perpendicolare
nel punto N. Con raggio NA, centrare in N e
tracciare un arco che interseca la perpendicolare
nel punto O, centro della circonferenza
circoscritta. Tracciare tale circonferenza e
riportare su di essa 8 volte la lunghezza del lato.

Tracciare un triangolo equilatero, data


la circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB. Con raggio AO,


fare centro in A e descrivere un arco che
interseca la circonferenza nei punti C e D.
I punti B, C e D dividono la circonferenza
in 3 parti uguali. Congiungendoli si ottiene
un triangolo equilatero.

Tracciare un quadrato, data la


circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB e quello


perpendicolare CD. I punti A, B, C, D
dividono la circonferenza in 4 parti
uguali. Congiungendoli si ottiene un
quadrato.

Tracciare un pentagono, data la


circonferenza circoscritta.

tracciare il diametro AB e quello


perpendicolare CD. Trovare il punto E,
metà del raggio AO. Con raggio EC,
centrare in E e tracciare l'arco e la corda
CF. Con apertura di compasso CF, fare
centro in C e determinare G e H. Sempre
con apertura CF, fare centro in G e in H e
determinare rispettivamente L e I.
Congiungendo i punti C, H, I, L, G si
ottiene il pentagono regolare.
Tracciare l'esagono, data la
circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB. Con raggio


AO, fare centro successivamente in A e
in B e tracciare due archi che intersecano
la circonferenza rispettivamente in C e
D, E e F. Congiungendo i punti A, C, E,
B, F, D si ottiene l'esagono regolare.

Tracciare l'ettagono, data la


circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB. Con raggio BO,


fare centro in B e tracciare l'arco CD.
Unire C con D, determinando E. La
distanza CE divide la circonferenza in 7
parti uguali. Iniziando dal punto C,
riportare la distanza CE 7 volte sulla
circonferenza. Congiungendo i punti C,
F, G, H, I, L, M si ottiene un ettagono
regolare

Segue la parte di descrizione dei procedimenti per tracciare correttamente figure geometriche utili a comporre disegni e
motivi per l'intaglio ligneo.

Tracciare l'ottagono, data la


circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB e quello


perpendicolare CD. Con raggio a
piacere, fare centro in A e D e trovare
il punto 1; fare centro in A e C e
trovare il punto 2. Tracciare le rette
passanti per tali punti e il centro O,
determinando i punti E, G, H, F. I
punti A, E, D, F, B, G, C, H dividono
la circonferenza in 8 parti uguali.
Congiungendoli si ottiene un ottagono
regolare.
Tracciare un decagono, data la
circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB e quello


perpendicolare CD, quindi la
circonferenza di diametro OA. Unire E
con C, determinando F. La distanza CF
divide la circonferenza in 10 parti
uguali. Iniziando dal punto C, riportare
tale distanza 10 volte sulla
circonferenza. Congiungendo i punti C,
G, H, I, L, D, M, N, P, Q si ottiene un
decagono regolare.

Tracciare un dodecagono, data la


circonferenza circoscritta.

Tracciare il diametro AB e quello


perpendicolare CD. Con raggio AO fare
centro in A, determinando i punti E e F,
e successivamente in B, C e D,
determinando i punti G e H, I e L, M e
N. I punti A, M, F, D, H, N, B, L, G, C,
E, I dividono la circonferenza in 12 parti
uguali. Congiungendoli si ottiene un
dodecagono regolare.

Di seguito, viene descritta la costruzione di poligoni stellari a più punte, dei quali si conosce la circonferenza
circoscritta.

Poligono a 3 punte

Dividere la circonferenza circoscritta in 3


parti uguali ( vedi esempio n° 8 ),
determinando i vertici A, B, C, di un
triangolo equilatero. Dividere il lato AB in
3 parti uguali, quindi unire i punti 1 e 2 al
vertice opposto C. Procedere allo stesso
modo con gli altri due lati.
Poligono a 5 punte.

Dividere la circonferenza circoscritta in 5


parti uguali ( vedi esempio n° 10 ),
determinando i vertici del poligono E, C,
F, G, H. Unire il punto C con i punti H e
G; il punto F con E e H; e così via.

Poligono a 6 punte.

Dividere la circonferenza circoscritta in 6


parti uguali ( vedi esempio n° 11 ),
determinando i vertici del poligono A, D,
F, B, E, C. Unire il punto A con E e F; il
punto B con C e D; e così via.

Segue la parte di descrizione dei procedimenti per tracciare correttamente figure geometriche utili a comporre disegni e
motivi per l'intaglio ligneo.

Poligono a 8 punte

Dividere la circonferenza circoscritta in 8


parti uguali ( Vedi esempio n° 13 ),
determinando i vertici del poligono A, E,
D, F, B, G, C, H. Unire il punto A con F
e G; il punto E con C e F; e così via.

Costruzione di poligoni stellari a più punte, dei quali si conoscono sia la circonferenza circoscritta, sia quella
inscritta.

Il procedimento di costruzione di questi poligoni stellari deve essere interpretato dall'allievo attraverso le figure:
vengono date solo alcune indicazioni di base.
Poligono a 4 punte.

Dividere la circonferenza circoscritta in 4


parti uguali, quindi dividere ancora a metà
ogni angolo tracciando le bisettrici.

Poligono a 5 punte.

Dividere le due circonferenze in 5 parti


uguali: la circonferenza inscritta andrà
divisa partendo dal vertice opposto rispetto
a quello considerato per la circonferenza
circoscritta.

Poligono a 6 punte.

Dividere le due circonferenze in 6 parti


uguali: la circonferenza inscritta andrà
divisa partendo da un vertice ruotato di
90° rispetto a quello considerato per la
circonferenza circoscritta.

Poligono a 8 punte.

Dividere la circonferenza circoscritta in 8


parti uguali, quindi dividere ancora a metà
ogni angolo tracciando le bisettrici.

Sfruttando quanto appreso nelle pagine precedenti per il tracciamento del pentagono, vediamo come disegnare, a titolo
d'esempio, dei rosoni da intagliare. Come inizio sono un ottimo esercizio per poi passare a figure sempre più complesse
e decorative.

Starà poi alla vostra fantasia ed estro crearne di nuovi.


Rosone a cinque petali

Tracciato un pentagono, indicare il centro O e i vertici A B


CDE.

Con il compasso con apertura AO, facendo perno su A e su


B ricercare il punto F fuori dal cerchio e successivamente
fissare i punti F relativi agli altri lati BC, CD, DE, EA.

Facendo perno sui punti F, tracciare le curve interne AB,


BC, CD, DE, EA.

Con apertura AO, facendo perno prima su A poi su B e così


via, Fissare i punti H sulla circonferenza.

Facendo perno sui punti H, con la stessa apertura tracciare


le curve sui cinque raggi AO, BO, CO, DO, EO.

Variazioni sul rosone a cinque petali


Indicate sul cerchio i punti A B C D E ed il centro F.

Con il compasso con aperture AB, facendo perno su A


tracciare la curva EB; facendo perno su B, unire AC;
facendo perno su C tracciare la curva DB; facendo perno su
D unire E con C e facendo perno su E unire A con D.

Unire i punti A B C D E tra di loro e con il centro F. Gli


spazi più ampi potranno essere ulteriormente suddivisi
come suggerito con le linee tratteggiate.

Altra variazione:

Trovata la metà dei lati del pentagono iniziale, e unendo i


punti suddetti tra loro si otterrà un pentagono più piccolo
all'interno del primo.
Il pentagono suddiviso in triangoli

Unendo i vertici del pentagono con il centro F si avranno tanti triangoli, che potranno poi essere suddivisi ulteriormente
a seconda dello spazio e del lavoro da eseguire

Arte dell' Intaglio a Tacche o a Punta di Coltello La lavorazione del legno ha origini antichissime. In Valle d'Aosta
così come in Alto Adige, ma come anche in altre località soprattutto montane, la lavorazione del legno è sempre stata
un'attività artigianale fra le più importanti. In particolare, questa forma di artigianato è una vera e propria arte decorativa
che si esprime attraverso una serie praticamente infinita di motivi. L'uso della punta del coltello deriva proprio
dall'origine pastorale di quest'arte che era praticata da pastori e contadini con l'unico mezzo semplice, economico e
praticamente in possesso di tutti: il proprio coltello. A questa si affianca in modo più evoluto la scultura, sia essa a
bassorilievo che a tutto tondo. In particolare, diciamo che l'intaglio a punta di coltello può essere visto come un primo
passo verso la scultura in quanto è più abbordabile, anche perché si basa sostanzialmente su decori piani. Non per
questo comunque dobbiamo considerarlo come una forma artistica minore, infatti, con la pratica e l'esperienza si
ottengono lavori decisamente pregevoli. L'intaglio sostanzialmente posa le sue fondamenta su una forma molto
semplice che è il triangolo. L'utilizzo di questa semplice forma può dare vita a figure più complesse e notevoli.
L'introduzione con l'esperienza di nuove figure basate sempre sulla forma del triangolo, ma con lati arrotondati, può
dare vita a disegni sempre più complessi ed armoniosi. Oggi per praticare questa forma d'arte non si ricorre più al
semplice coltello da pastore, ma sono in commercio coltelli specifici, di varie forme e dimensioni, che agevolano il
compito dell'intagliatore.

Dal punto di vista prettamente tecnico l'intaglio a tacche è la forma più semplice delle incisioni su legno, l'insieme di
tacche consente la realizzazione di motivi ornamentali di grande pregio artistico. Questo tipo di intaglio permette già dal
primo approccio di ottenere dei risultati tali da spingere l'esecutore a continuare in questa particolare lavorazione. Le
opere realizzate a tacche a triangoli incisi si completano anche con linee curve o diritte più o meno profonde. E'
indubbiamente un'ottima scuola per altri tipi di lavorazioni del legno ad esempio bassorilievi, scultura a tutto tondo,ecc.

E ora si inizia !! In precedenza abbiamo imparato a fare i disegni dei rosoni, ora è arrivato il momento di intagliare.
Esercizio 1

Iniziamo quindi il lavoro praticando tre tagli centrali all'interno del triangolo profondi circa 5 mm. ( Foto 1 )

Foto 1 Foto 2

Proseguiamo praticando una prima incisione obliqua dal vertice del triangolo verso il basso. ( Foto 2 )

Il secondo taglio avviene girando l'oggetto e praticando la seconda incisione sempre obliqua. ( Foto 3 )

Foto 3 Foto 4

Per effettuare il terzo taglio ci si comporta esattamente come per i due effettuati precedentemente. ( Foto 4 )
Foto 5 Foto 6

Se il triangolo non risulta pulito si può ripassare la lama facendo però attenzione a non intagliare troppo profondamente;
infine si rifinisce il triangolo lisciando i solchi eseguiti con il manico del coltello. ( Foto 5 e 6 )

Proseguendo il lavoro , e intagliando altri tre triangoli avrete creato la vostra prima opera d'arte, una stella !! ( Foto7 )

Esercizio 2 Preso un blocchetto di legno, si disegna al suo interno un rettangolo di 6x8 cm ad un centimetro quindi dal
bordo. All'interno di questo, ad un altro centimetro di distanza, si disegna un secondo rettangolo di 4x6 cm. Ora si
divide la cornice così ottenuta in quadrati del lato di 1cm e successivamente ogni quadrato viene diviso in due da una
diagonale (fig.8). Si formano così una serie di triangolini (due per ogni quadratino).

Fig.9

Fig.10

Fig.8
Questi sono appunto le parti che dovranno essere tagliate, utilizzando il coltello con una inclinazione di 45°, otterremo
così un taglio a forma di piramide rovesciata (fig. 9 - 10).

Ricordatevi però quando tagliate che il primo taglio


va fatto trasversalmente alla vena del legno e per
ultimo quello nel verso della vena. Quando poi
andremo a tagliare vicino ad un taglio già fatto, il
primo taglio dovrà essere quello che confina con il
buco (anche se nel senso della vena) e poi via via gli
altri secondo i criteri di cui prima (fig.11).

Foto 11

Esercizio 3

Giriamo ora il nostro blocchetto e sul retro ridisegnamo la


stessa cornice che avevamo fatto prima, ma questa volta
dividiamo i quadrati in quattro parti con entrambe le
diagonali (fig.12). Ora in nostri triangolini sono 4 per ogni
quadrato e sono quindi più piccoli (fig. 13 e 14). L'unica
vera differenza fra l'esercizio nr.2 ed il nr.3 è la dimensione
dei triangoli

Foto 13 Foto 14 Foto 12


Esercizio 4

Passiamo a qualcosa di più complesso, i tagli rotondi. Per fare questo disegniamo le "palmette". Tracciamo il solito
rettangolo di 6x8 cm e dividiamolo in due perpendicolarmente. Poi sui lati più lunghi tracciamo delle tacche (7 tacche)
distanziate di 1 cm una dall'altra. Con il compasso con apertura uguale alla metà del lato minore, puntiamolo sullo
spigolo sinistro e tracciamo un arco che arriverà dal centro della base minore alla terza tacca tracciata del lato. Puntando
poi sulle successive tacche passiamo a fare tutti gli archi come da fig.15.

I due più bassi si possono fare o a mano o con un curvilinee. Per la parte destra l'operazione è la stessa. infine tracciamo
due linee dal centro superiore con ampiezza di 45° fino a toccare l'arco più alto. Passiamo quindi a tagliare
ricordandoci, di tagliare perpendicolarmente nel centro ogni foglia di palmetta (fig. 16 e 17). Come potete notare (fig.
16), anche se sono curvi, sempre di triangoli si tratta. Per i quattro triangoli superiori si opera come nell'esercizio nr.2.

Foto 15 Foto 16 Foto 17

Esercizio 5

Prendiamo a questo punto un altro blocchetto di tiglio e passiamo al nostro primo "rosone" a sei petali.

Facendo riferimento a quanto visto nella parte dedicata al Disegno, troviamo il centro del blocchetto (è sufficiente
disegnare le due diagonali) e puntando il compasso con apertura di 2 cm, disegniamo un cerchio. Ora, con la stessa
apertura puntiamo in un punto qualsiasi del cerchio e disegniamo un arco interno al cerchio. Puntiamo poi nei punti
individuati dall'intersecazione dell'arco con il cerchio e ripetiamo l'operazione (tot. 6 volte). Abbiamo ora ottenuto un
cerchio con sei petali (fig.18). Ora per disegnare i petali esterni, disegniamo degli archi esterni al cerchio da ognuno dei
sei punti di prima e troviamo i sei punti esterni dove questi si intersecano. Puntando in quei punti poi tracciamo degli
archi all'interno del cerchio e otteniamo altri sei petali (fig.19).

Foto 19
Foto 18
A questo punto il disegno è completo (fig.20). Passiamo ora a tagliare tenendo presente questa volta che i petali non
sono più triangoli ma hanno solo due lati, per cui comunque, come per le palmette, andremo prima a tagliare
perpendicolarmente la retta che unisce i due vertici del petalo e poi 45° i lati dl petalo. Per i triangoli interni invece si
procede ancora una volta come da esercizio nr.2, attenzione solo al fatto che qui tutti i lati sono curvi (fig.21 e 22).
Attenzione, per tagliare i rosoni, ma in generale è buona norma per qualsiasi figura complessa, partire sempre dal centro
e spostarsi verso l'esterno. In questo modo riusciamo ad avere del margine per correggere eventuali tagli che hanno
sbordato dal disegno

Foto 21

Foto 22
Foto 20

Esercizio 6

Giriamo di nuovo il blocchetto e passiamo all'ultimo esercizio. Si tratta di un rosone a ruota (fig. 23). Partire sempre
come per l'esercizio nr. 5 disegnando un cerchio.

Tracciare le linee AC e DB perpendicolari tra loro passanti per il centro. Ricercare con un compasso i punti E
corrispondenti a metà degli archi AB, BC, CD, DA ottenendo così 8 archi minori. Fissare ulteriormente la metà degli
otto archi costruiti indicandola con F. Con apertura del compasso AO, facendo perno sui punti F ed E, tracciare le linee
curve dalla circonferenza al centro O. Alleggeriamo poi la parte esterna, troviamo i punti H con apertura del compasso a
piacere e uniamo i punti H con i vari punti indicati dall'intersecarsi delle curve con il cerchio. Tagliamo ora i vari
triangoli tenendo presente che quelli interni sono come le palmette dell'esercizio nr.4 e che quelli esterni sono i soliti
triangoli dell'esercizio nr.2 (fig.24 e 25)

Foto 24
Foto 23 Foto 25

Arte dell' Intaglio Floreale L'intaglio floreale è un intaglio decorativo. Si possono decorare piatti, scatole, cornici o
addirittura creare pannelli floreali.

Il disegno deve essere eseguito seguendo un certo criterio. A differenza dell'intaglio a punta di coltello, dove il disegno
è geometrico e non vi sono spazi vuoti da riempire, nell'intaglio floreale il discorso cambia, il disegno deve essere
studiato in modo da far si che tra un fiore e l'altro non ci sia uno spazio troppo grande da pulire o riempire
punzonandolo. Quest'intaglio si può inserire contemporaneamente in un manufatto lavorato a punta di coltello. Ad
esempio il fiore può essere inserito in un cerchio. I petali inseriti all'interno di un cerchio o di un rombo devono toccare
gli estremi del cerchio o del rombo.

Le sgorbie utilizzate abitualmente per questo tipo di intaglio sono:

Semitonde : 8/4 - 8/7 - 8/10 - 8/13 - 5/5 - 3/8 o 3F/8 - 11/4

Sgorbie a V : 12/4 - 12/6 - 12/8

Può essere utile anche un coltellino da intaglio per rifilare meglio le parti dove lo scalpello non passa.

Per eseguire le palline invece sono utili le seguenti sgorbie 8/4 - 8/7 - 8/10 - 8/13 ( Naturalmente la grandezza della
sgorbia varia a seconda della circonferenza che si vuole ottenere.)

Per eseguire i petali si adoperano normalmente le sgorbie da 8 con l'aggiunta dell'11/4.

Per maggiori dettagli sulle sgorbie vedi la descrizione degli utensili.

Realizzazione di un fiore
Si comincia tracciando la pallina posizionando la
sgorbia sopra il disegno della pallina e ruotando
intorno alla linea tracciata. (Fig. 1)

Poi si "scarica" intorno alla linea appena tracciata in


modo da poter scolpire la sfera più facilmente (Fig. 2
- 3- 4 - 5).

Fig. 2 Fig. 3

Fig. 1 Fig. 4 Fig. 5

Ora si arrotonda la pallina partendo dalla metà del cerchio, avanzando verso gli estremi della sfera, da tutti i 4 lati. (
Fig. 6-7-8 )

Fig. 6 Fig. 7 Fig. 8

Attenzione ! L'inclinazione della sgorbia non deve essere mai a 90° per evitare che la pallina salti via.
Una volta eseguita la pallina si passa all'esecuzione dei petali. In questo caso uso la sgorbia n° 8/7 alla rovescia. ( Fig.
9-10-11 )

Fig. 9 Fig. 10 Fig. 11

E indispensabile ricordarsi che la sgorbia va usata sempre con un'inclinazione di 45 gradi.

Dopo aver tracciato il petalo con la sgorbia, si cava intorno per farlo risaltare (fig. 12-13 )

Fig. 12 Fig. 13

Poi si tracciano i petali con la sgorbia a V 12/4 (Fig. 13)

Fig. 13

Finito di tracciare i petali si procede, sempre con la sgorbia a V 12/4, col disegnare l'interno dei petali. ( fig. 14 )
Fig. 14

Ora che abbiamo finito il fiore non ci resta che abbellirlo, punzonando la pallina e i petali, secondo il nostro gusto
personale. ( fig. 15 - 16 )

Fig. 15 Fig. 16

Ed ecco alcuni fiori intagliati o da completare (Fig. 17 - 18- 19)

Fig. 17 Fig. 18 Fig. 19


Arte dell' Intaglio Gotico
Il gotico è lo stile che predomina per tutto il medioevo, stile
architettonico tipico dei molte tra le principali cattedrali
europee. L'arte gotica non riguarda solo l'architettura: anche
pittura e scultura. In questa lezione vi insegnerò a realizzare
un bassorilievo in stile gotico

Preparazione

Prima di tutto bisogna creare il disegno !

Premetto, che per creare un disegno gotico ci vogliono


parecchie ore di buona volontà e molta pazienza, però il
risultato sarà alla fine molto gratificante !

A - Dopo aver fatto piallare il noce, incollate la carta


carbone con del nastro adesivo

B - Posate con molta cura e precisione il disegno e fissatelo


sempre col nastro adesivo ( Foto 1 )

Foto 1

A questo punto con una biro ripassate il disegno con molta cura, senza fretta, per non dimenticare parti del disegno ! (
Foto 2 - 3 )

Foto 2 Foto 3

Ora dopo aver tolto il disegno e la carta carbone, ripassate con una matita le parti un pò sbiadite. ( Foto 4 )
Foto 4

Incominciamo ora il lavoro vero e proprio

Prendete uno scalpello a v, io, nella foto, sto usando un v da 14 ma potete utilizzarne anche uno più piccolo. Cominciate
ora a delimitare il disegno dove ho scritto "SCAV"( Vedi foto 6). Bisogna scendere di due livelli, quindi il primo livello
dovrà essere profondo almeno 1 cm. ( Foto 5 - 6 - 7 )

Foto 5 Foto 6 Foto 7

Per far si che le pareti del lavoro siano belle diritte e ben levigate usate uno scalpello diritto. Scavate fino a raggiungere
la profondità desiderata, a questo punto disegnate "la toppa", ( io la chiamo così per capirci, infatti assomiglia alla toppa
delle chiavi !). Dopodiché fate esattamente come prima, cioè, scavate lungo i contorni del disegno. Per facilitare lo
scavo del cerchio usate una sgorbia 8/13. ( Foto 8 - 9 - 10 )
Foto 8 Foto 9 Foto 10

Anche durante questa operazione fate in modo che le pareti siano belle diritte ! Scavate per almeno 1.5 cm. Il fondo
verrà punzonato ( alla fine ) perciò se non sarà perfettamente pulito non importa ! Le pareti al contrario dovranno essere
ben levigate. ( Foto 11 - 12 - 13 )

Foto 11 Foto 12 Foto 13

Terminato risulterà così ( vedi foto 14 ), certo è ancora da carteggiare molto, ma dopo sarà perfetto.

Il passo successivo sarà quello di scavare lungo le linee disegnate con un V, ogni cordolo verrà poi arrotondato e
levigato. ( Foto 15 )
Foto 14 Foto 15

Il fiore gotico

Il fiore gotico si lavora come nell'intaglio floreale. Si scava


la pallina, si delimita il fiore con il V e si scava con le
sgorbie curve da 8. Finito risulterà come nella foto. Il tutto
verrà levigato con la levigatrice "mouse", a forma
triangolare per riuscire ad arrivare anche negli angoli più
piccoli . ( Foto 16 )

Foto 16

Continuiamo sempre con lo scalpello a V, molto importante nell'intaglio, delimitare il disegno come se usaste una
matita . ( Foto 17 ). Continuate il fiore come nell'intaglio floreale, con sgorbie curve da 8 - 8/8 - 8/10 - 8/13 .
Foto 17

Per non essere monotona e dare un tocco di classe all'opera, ho eseguito uno stemma, e più precisamente, quello del mio
paese, Pont St. Martin. Alla sua destra invece ho realizzato il luogo più caratteristico del paese, il ponte romano. La
tecnica è diversa dal resto del gotico, in quanto fa parte del bassorilievo. Al suo fianco, potete notare, che ho già scavato
di un livello la mezzaluna, che verrà a sua volta ridisegnata come nelle foto successive. ( Foto 18 - 19 )

Foto 18 Foto 19

Disegnati i due "pesciolini" ( per capirci ! ) segnati con il V da 4 e poi scavate, raggiungiamo anche qui 1,5 cm. ( Foto
20 -21 )

Foto 20 Foto 21

Con una sgorbia curva da 8/10 o 8/13 scavate i contorni del semi cerchio. Quando lo scavo sarà ultimato, questo verrà
levigato (foto 22 - 23- 24)

Foto 22 Foto 23 Foto 24


Per eseguire il fiore gotico all'interno della mezzaluna, usate lo scalpello a V , tracciando tutto il disegno. ( Foto 25 - 26
- 27 ). Scavate i petali sempre con sgorbie curve da 8, la stessa sgorbia verrà usata per fare la pallina.

Foto 25 Foto 26 Foto 27

Nelle foto che seguono sto usando il bulino per evidenziare meglio i particolari. ( Foto 28). Come potete vedere dalla
Foto 29 tutti i cordoli dovranno essere arrotondati e levigati.

Foto 28 Foto 29

Ed ecco il risultato finale!!! La prima foto è l'opera grezza, mentre la seconda è dopo la ceratura. ( Foto 30-31).

Foto 31 Foto 31

Finitura dei lavori eseguiti ad intaglio Preparazione del legno per la finitura

Prima di applicare qualsiasi finitura è bene preparare il legno affinché possa ricevere nel modo migliore i trattamenti
successivi. Il legno va pulito, rimovendo segni di matita, pelurie e parti mobili. Va tenuto presente che le finiture
tendono ad accentuare i difetti, piuttosto che a camuffarli. Ad esempio, un trattamento con mordenti evidenzia in modo
vistoso graffi e abrasioni causati da una non corretta levigatura, e quelli ad acqua fanno sollevare le fibre legnose.
Qualunque sia il tipo di lavoro che abbiamo realizzato possiamo passare una lana d'acciaio fine o una tela abrasiva
finissima, che renderanno più morbide e brillanti le superfici pur senza modificare sostanzialmente le modellature
precedenti.

Trattamenti insetticidi e funghicidi.

In Valle d’Aosta scultori e intagliatori, si definiscono, a volte, grattatarli. In effetti l’infestazione di numerose specie di
tarli e coleotteri xilofagi che scavano nel legno (soprattutto nell' alburno) gallerie di varia grandezza, non è problema da
poco. Durante tutto il tempo in cui ho scritto questo libro, sulla scrivania del laboratorio, ho sentito in sottofondo un
rumore lieve, come quello di un chiodo che gratta una superficie porosa, che veniva da una vecchia scultura sistemata a
poco più di un metro dalla scrivania, aggredita da questi insetti e in attesa di venir trattata. Quel rumore è il grido di
guerra degli insetti che stavano svolgendo la propria opera distruttiva, rosicchiando sistematicamente la mia povera
scultura. I nostri vecchi cercavano di risolvere questo problema spennellando abbondantemente il legno col liquame del
letame ma credo che oggi questa tecnica avrebbe pochi proseliti. In compenso troviamo in commercio prodotti
insetticidi e funghicidi di buona qualità ed efficacia. Vanno usati spennellando abbondantemente le superfici e facendoli
penetrare nelle cavità e fenditure, oppure spruzzandoli in ogni poro con l’apposito spruzzatore, o iniettandoli nei fori
con una siringa ipodermica. I fori vanno poi chiusi con cera colorata e il procedimento ripetuto dopo qualche tempo per
colpire le uova superstiti prima che si schiudano. Generalmente questi impregnanti, nella cui composizione sono
presenti sostanze nutritive, come olio di lino, lasciano superfici con un gradevole aspetto serico e ovattato e sono a lenta
essiccazione per cui è bene aspettare qualche giorno prima di intervenire con trattamenti successivi. Attenzione: si tratta
di sostanze nocive, che vanno maneggiate con cautela, osservando le avvertenze sulle confezioni. Nel caso di sculture di
grandi dimensioni il problema può diventare serio, perché gli insetti possono essere annidati in profondità nel legno e
loro cunicoli intasati di segatura che, inumidita dall' insetticida tende a gonfiarsi e a chiudere ermeticamente il
passaggio vanificando l' efficacia del trattamento. Quando si evidenziano problemi di aggressione di insetti su sculture
di questo tipo l‘azione deve perciò essere tempestiva ed energica. In casi estremi la soluzione a questi problemi è la
costruzione di una camera a gas (ad esempio con un barile di metallo a chiusura ermetica e con l' impiego di pastiglie
tossiche a base di zolfo), in cui la scultura sarà lasciata per almeno due mesi.

Mordenti

Vengono usati i mordenti per valorizzare la marezzatura di un legno e per dargli colore, di solito per scurirlo o per
camuffare difetti e alterazioni. Vanno dati a pennello o a spugna e si possono dividere in quattro gruppi: ad acqua,
chimici, a olio e a spirito. I mordenti ad acqua sono i più economici e vanno miscelati con acqua, graduando la quantità
d'acqua e i pigmenti in base al colore che vogliamo ottenere. Vanno lasciati riposare per almeno un'ora prima dell' uso
perché hanno bisogno di tempo per sciogliersi. I mordenti ad olio sono i più costosi ma hanno il pregio di non far
“alzare il pelo” al legno. Altri mordenti sono quelli a spirito o ad alcool, i mordenti chimici e alla varechina.

Turapori

I turapori servono, come dice il nome, a riempire i pori del legno e a ottenere un fondo compatto e lucido su cui
poggiare altri trattamenti. Hanno un tempo di essiccazione rapido e vanno quindi applicati velocemente su tutta la
superficie. Dopo alcune ore si leviga con tela abrasiva fine o con lana d' acciaio, si spolvera e la superficie è pronta a
ricevere la cera o la vernice.

Olio di lino

Si usa l' olio di lino crudo mescolato con alcool bianco (30%) scaldando la miscela a bagnomaria fino a che l' alcool
diluisce l’olio facilitando la penetrazione nel legno. Si stende a pennello e dopo alcuni minuti si strofina energicamente
con uno straccio. Si può ripetere più volte l’applicazione; la superficie saturata e rinforzata, è opaca.

La cera

La ceratura e il modo più classico e semplice per finire una scultura. Può essere stesa su un legno grezzo o trattato con
impregnanti, o turapori, mordenti o olio di lino. Dà al legno una finitura lucida e satinata ma ha poca resistenza all'
umidità e al calore. Il materiale di base è la cera vergine d' api purificata che viene sciolta a bagnomaria con essenza di
trementina (80%); raffreddata avrà una consistenza molle e pastosa. Si può colorare con pigmenti in polvere, o con
tinture solubili in olio. In commercio si trovano cere morbide e alla paraffina, neutre o di vari colori (giallo, noce chiaro,
noce scuro, ecc.). Va stesa con un pennello o un panno, nel senso della vena. Nel caso la cera sia dura e difficile da
applicare si può ammorbidire con diluenti, oppure stendere scaldando la superficie su cui si lavora con un getto d'aria
calda proveniente da una pistola termica o da un asciugacapelli. Questo metodo permette una migliore penetrazione
della cera, che diventa quasi liquida e si può agevolmente fissare anche su superfici rugose e non omogenee.
Attenzione, non dimentichiamoci che si tratta di prodotti facilmente infiammabili; vanno quindi prese tutte le
precauzioni del caso. Sul legno molto poroso o disidratato il procedimento potrà essere ripetuto una seconda volta. La
cera deve coprire la superficie in ogni dettaglio ma non deve mai lasciare depositi che, meno evidenti durante
l’applicazione, formano, ad essiccamento avvenuto, antiestetici grumi difficili da eliminare. Occorrerà poi lasciare
asciugare per un tempo che può variare da alcuni minuti, se è stato usato l’asciugacapelli che ha già prodotto una
evaporazione della parte volatile della cera, a un giorno. La lucidatura può essere eseguita con un panno di lana asciutto
e pulito, nel caso la superficie sia uniforme oppure con una spazzola non troppo dura o un pennello se il fondo, è
irregolare. Quest'ultima operazione deve venire eseguita con una discreta energia, insistendo fino ad ottenere una
delicata lucentezza tipica di questa finitura. La lucidatura può essere resa più veloce con impiego di una cuffia di
montone, da montare su un trapano elettrico o meglio ancora, con un tampone di crine di cavallo le cui setole lunghe e
morbide possono agevolmente penetrare anche nelle gole e nei sottosquadra delle sculture. A volte vengono usati
grossi pennelli rotondi con setole di cinghiale, la cui impugnatura viene tagliata e trasformata in codolo da inserire nel
mandrino del trapano.

Tecniche consigliate

Mi rendo conto che la carrellata di tecniche di superficie e di finitura presentate in questa lezione può essere tale da
ingenerare un po' di confusione al principiante, che può avere l'impressione di non raccapezzarvisi.

Vediamo allora di fare un po' di chiarezza.

Per quanto riguarda la preparazione alla finitura non è necessario usare contemporaneamente tutte le tecniche illustrate,
ma basterà scegliere di volta in volta quella che sembra più adatta. È pur vero che a volte i risultati migliori si possono
ottenere con la somma di procedimenti diversi (ad esempio, una superficie levigata risalta al meglio se abbinata a uno
spazio ruvido), ma la scelta e l'abbinamento delle tecniche non dovrebbero essere poi così difficoltoso. Per quanto
riguarda la finitura personalmente uso quasi esclusivamente quella a cera, salvo un trattamento insetticida quanto vi
siano segni di aggressione da tarli o una preparazione del fondo con un turapori quando la scarsa resistenza all'umidità
della cera lo esige (ad esempio per oggetti che possono venire a contatto con acqua, unto o altro).