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Quanto segue è la riflessione, seguita alla principale visione che ho ricevuto durante l'ultimo ritiro

ayahuasca, in novembre.
Per molti giorni questo quadro mi è apparso vero e coerente, poi l'ho inserito in altre riflessioni, rielaborato,
integrato, ecc
Lo trascrivo di seguito, perchè mi piacerebbe avere un confronto, in proposito, da parte di persone
che hanno svolto dei ritiri con uso di medicine sciamaniche, perchè il tema dell'insetto o simile è venuto
fuori più volte, come ho saputo, da parte di più persone.
Buona lettura:

C’è un insetto che viene dallo spazio profondo.


E’ più o meno, a vederlo, in tutto e per tutto simile ad un insetto che vive sulla terra, ma è diverso: è l’essere
più intelligente che esista.
Non è neanche possibile, per noi, stabilire fin dove arrivi la sua intelligenza.
Questo insetto, questi insetti, ad un certo punto della storia dell’umanità – quando, non è dato saperlo –
hanno colonizzato alcune aree del pianeta e si sono instillati in alcune famiglie, genie di uomini.
Ma non tutti.
Questi insetti, da una parte, dovevano sopravvivere, e quindi, di fatto, sono diventati dei parassiti
dell’organismo umano ospite – sono situati in un certo tratto dell’intestino – dall’altro, hanno (e avevano) un
compito molto preciso, ragion per cui, da parte del Creatore, era stato stabilito che potessero fare così:
addestrare la mente umana al pensiero.
Si, perché la mente umana, inizialmente, era come un campo vuoto e fertile, e per potersi attivare e
funzionare, aveva bisogno di un insegnante: l’insetto era giunto lì per questo!
Così, nei secoli, l’insetto ha, piano piano, fornito gli insegnamenti, i pensieri, le informazioni, per
l’attivazione ed il funzionamento della mente di ogni uomo.
Questo processo va, in una certa misura, di pari passo con il processo di sviluppo personale di un essere
umano.
Anche se, in realtà, si tratta di processi diversi, che comunque si intersecano più volte lungo la strada.
Ad un certo punto, quando la mente umana ha appreso tutto ciò che l’insetto ha da dargli, l’uomo deve fare
qualcosa per liberarsene, al fine di giungere alla liberazione ultima di sé.
Cioè, raggiungere l’apice dello sviluppo personale, in cui la mente umana si rende indipendente da quella,
fin qui coesistente, dell’insetto, che lo ha guidato fino ad ora.
E’ chiaro che l’insetto si è anche abituato all’organismo ospite, e ha paura di andarsene.
Così come è chiaro, che l’uomo ha paura di liberarsi dell’insetto, che fino ad oggi gli ha spiegato ogni cosa.
Per tutti questi motivi, il processo di liberazione ultimo è tanto difficile!
C’è inoltre da dire che, l’insetto, se da un lato può contattare ogni elemento dell’universo, e spiegarsi e
spiegare le cause-effetto di ogni cosa, è del tutto privo di amore.
Non sa proprio cosa sia l’amore, e non può saperlo: l’uomo, peraltro, non glielo può insegnare.
E questo è un aspetto rilevantissimo nel rapporto uomo-insetto, ed in ciò che l’uomo ha fatto e fa di ciò che
gli insegna l’insetto.
Se l’uomo non contatta e comprende l’amore, può compiere il male, se usa tout-court certi insegnamenti
dell’insetto.
Il fatto che l’uomo compia il male, in parte è legato a questo, in parte al fatto che l’uomo non si conosce e
non capisce se un input interiore nasca dalla sua mente (che l’insetto sa leggere alla perfezione), da quella
dell’insetto o da cosa.
La figura si satana, e di tutti i suoi alias, sono stati di fatto inventati dalle grandi istituzioni religiose, per
intimorire l’uomo, circa il rischio di volere eliminare l’insetto (prima del tempo), e inoltre, per fare capire
all’uomo le conseguenze dei gesti che compirebbe, se mosso dalla parte sbagliata, di sé.
L’insetto è anche quello che viene indicato - nel buddismo giapponese - come “demone del sesto cielo”, ed è
chiaro che è lui che governa il mondo degli uomini.
Ma fino ad un certo punto.
Naturalmente, oltre al mondo materiale e dei pensieri, che l’uomo crea, per conto suo e dell’insetto, l’uomo
è animato anche dal sé profondo, l’amore intelligente che lega ognuno ed ogni cosa.
Come suddetto, un’altra ragione per cui, per l’uomo, è difficile la liberazione finale dall’insetto, e che, esso,
legge ogni singolo pensiero della mente umana – e sa molto bene come influenzarla – per cui, prenderlo di
sorpresa è difficile.
Ma non è impossibile: in primis perché l’uomo ha comunque il libero arbitrio, e seppure l’insetto sa
influenzare la mente dell’uomo, l’uomo può, avvalendosi del suo proprio pensiero autonomo, decidere
qualcosa e farlo, a dispetto di ciò che vorrebbe l’insetto.
In altre parole: la mente umana può, sulla base della coscienza, agire (fino ad un certo punto)
autonomamente, rispetto alla “mente-insegnante”, oppure no.

Questo è un po' tutto il quadro della situazione umana, che ho acquisito tra il primo ed il secondo ritiro
ayahuasca, fatto in vita mia, e rielaborato nei giorni successivi, per rendere il quadro più chiaro e completo
possibile.