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Il viaggio del testo dall’Autore al Lettore.

Il testo letterario e la sua centralità nei percorsi educativi e didattici

Teoria della Ricezione

Esiste un rapporto dialogico tra letteratura e lettore e tale rapporto condiziona non
poco l’opera letteraria sia nella sua peculiarità artistica che nella sua storicità, ovvero
dal punto di vista generativo quanto da quello di lettura o interpretativo.
Il lettore crede all'autore, al suo mondo e alla simulazione immaginaria, aderendo ad
un patto reciproco. Tuttavia la lettura combina una passività e una attività che
permettono di disegnare come ricezione del testo l'azione stessa del leggerlo.
L'ermeneutica ha il compito di instaurare le relazioni tra passato e presente, tra il
senso normativo del testo e il senso deviante. La tradizione può tramandare se stessa
soltanto se si ricostruisce retrospettivamente la storia del suo pubblico, quello che
modifica l’opera ad ogni nuovo atto di lettura e al tempo stesso agisce su ogni nuova
produzione. Questo tipo di studi sul testo si definisce estetica della ricezione.
Per H.Weinrich (1927) non bisogna cercare “gli innumerevoli lettori che un libro ha
di fatto trovato (..) nella loro accidentale individualità”, quanto piuttosto esaminare “le
tipiche esperienze di lettura di un determinato gruppo di lettori o di un lettore
rappresentativo di un determinato gruppo”. Si designa così un’esperienza di lettura
collettiva, che anticipa i paradigmi di Jauss e l’idea dell’orizzonte di attesa del pubblico
di un’epoca. D’altra parte ogni opera letteraria contiene dei segnali (semiotica),
delle istruzioni. Il lettore che riesce ad entrare nel mondo del testo è un lettore
competente.

La teoria della ricezione (Scuola di Costanza ) che si afferma in Germania già dal
1967con H. R.Jauss (1921-1997) si prefigge di analizzare i modi in cui un'opera è stata
accolta, interpretata, imitata nel tempo. La possibilità di un giudizio sull’opera e la sua
valutazione estetica (estetica della ricezione) deriverebbe dall'integrazione delle varie
ricezioni fino alla nostra età.

“….Per cogliere lo sviluppo di queste letture, Jauss introduce il concetto di 'orizzonte di


attesa', sul quale si misura la prima ricezione dell'opera:
“l'opera appena pubblicata non si presenta come un'assoluta novità in uno spazio
vuoto, bensì predispone il suo pubblico ad una forma ben precisa di ricezione mediante
annunci, segnali palesi e occulti, caratteristiche familiari o indicazioni implicite. Essa
sveglia ricordi di cose già lette, già dall'inizio alimenta attese per ciò che segue e per
la conclusione, suggerisce al lettore un preciso atteggiamento emozionale, ed in
questo modo fornisce preliminarmente un orizzonte generale per la sua comprensione,
il quale è l'unico punto di riferimento possibile per il problema del soggettivismo
dell'inter-pretazione e del gusto di diversi lettori o classi di lettori.”

Jauss introduce così due degli argomenti più discussi nel dibattito degli ultimi decenni:
come superare il soggettivismo della lettura e come riconoscere, su un piano storico, le
modalità di ricezione. Jauss risolve il primo argomento nel secondo, affrontando il
problema dell'«oggettivazione» dell'orizzonte d'attesa:
la possibilità di oggettivare tali sistemi relazionali storico-letterari raggiunge
{'optimum in opere che evocano l'orizzonte d'attesa del loro lettore quale è
determinato dalle convenzioni di genere, stile o forma, solo per distruggerlo subito
dopo pezzo per pezzo, il che non solo può essere utilizzato ad un fine critico ma anche
determinare per se stesso effetti poetici. Così Cervantes lascia sorgere dalla lettura del
Don Chisciotte l'orizzonte d'attesa dei vecchi ed amati libri di cavalleria, che poi
l'avventura del suo ultimo cavaliere parodia fino in fondo.
Il viaggio del testo dall’Autore al Lettore.
Il testo letterario e la sua centralità nei percorsi educativi e didattici

La ricostruzione dell'orizzonte d'attesa sembra essere più complessa «nel caso di


opere storicamente meno caratterizzate». E tuttavia, sottolinea Jauss, è comunque
possibile individuarlo, ricavandolo «in primo luogo da norme conosciute o dalla poetica
immanente del genere; in secondo luogo dai rapporti con opere note dello stesso
ambiente storico-letterario ed in terzo dal contrasto fra invenzione e realtà, funzione
poetica e pratica della lingua, il quale è sempre dato durante la lettura come possibilità
di confronto per il lettore che riflette. Il terzo fattore implica che il lettore possa
percepire la nuova opera sia nel ristretto orizzonte della sua attesa letteraria sia anche
in quello più vasto della sua esperienza della vita»….” (da A. Cadioli, La ricezione, Bari,
Laterza, 1988, p. 28-29).

L'analisi della ricezione in ogni fase temporale si basa sul “l'orizzonte d'attesa” (o
paradigma) e sul rapporto che con esso l'opera instaura: di rispondenza all'orizzonte
(testo classicistico), oppure di sorpresa e deviazione, scarto dalla norma (testo
avanguardistico). In prospettiva storica, si deve ipotizzare una "catena di ricezioni" che
si costruisce a partire dal primo lettore e che si arricchisce con le interpretazioni dei
lettori successivi.

Altri studiosi hanno posto l’accento sui dispositivi testuali che disegnano un lettore
competente. W.Iser (1926) introduce come correttivo il lettore implicito, che verrà
sviluppato da U.Eco. L’autore implicito stabilisce le norme della narrazione e vi
acclude un orientamento anche ideologico sul quale il lettore modella la sua risposta.
La lettura nasce dalla interazione tra una struttura – il testo – e un atto – la risposta
del lettore – per cui l'opera sorge in una dimensione virtuale che si pone tra lo scritto
dell'autore e l'esperienza del lettore. Secondo Iser il compito della critica non è quello
di spiegare il testo come "oggetto", ma piuttosto gli effetti che esso provoca nel
lettore. È nella natura del testo, infatti, di sottintendere tutta una serie di "letture
possibili".

Con U.Eco si arriva ad una definizione più chiara di tipologie di lettori e strategie
comunicative: l’Autore Modello - il Lettore Modello sono strategie testuali, non
persone empiriche.
Ecco lo schema comunicativo visto dal punto della Ricezione:

L'autore Modello è l’ipotesi interpretativa che noi come lettori empirici attribuiamo al
testo. deve dunque prevedere un modello del lettore possibile (da qui in poi Lettore
Modello) che suppone sia in grado di affrontare interpretativamente le espressioni nello
stesso modo in cui l'autore le affronta generativamente

Il Lettore modello è la strategia interpretativa che è inscritta nel testo, prevista dal
testo e dall’Autore empirico
Il viaggio del testo dall’Autore al Lettore.
Il testo letterario e la sua centralità nei percorsi educativi e didattici

Il significato sarebbe dato da un'oscillazione continua tra il potere che il testo di


controllare il modo in cui è letto e la "concretizzazione", da parte del lettore, dell'atto
della lettura secondo la propria esperienza.

Per riassumere le figure di lettori introdotte dallo studio della ricezione in varie fasi
dobbiamo distinguere:
1. il lettore implicito (sottinteso dal testo)
2. il lettore reale (quello che effettivamente legge il testo)

e ancora:
1. il lettore collettivo (la società)
2. il lettore individuale (il singolo lettore).
Tutti questi concetti riassumono i problemi legati alla ricezione dell'opera, alla sua
fortuna.