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y Elemento membrana a quattro nodi

2 4 Si tratta di un elemento che considera la tensione e la


deformazione costante nello spessore - non ha perciò rigidezza
flessionale
b
1 3 x Per il momento la forma dell’elemento è necessariamente
a rettangolare

I) Identificazione della adatta formulazione dell’elemento

l’elemento ha 4 nodi All’interno sono definiti due spostamenti u in x (in y) e v (in y)

 f   u1 v1 u 2 v2 u3 v3 u4 v4 
T

 F   F1x F1y F2 x F2 y F3x F3y F4 x F4 y  T

II) Scelta di insieme di funzioni con le quali si descriverà il campo interno di spostamenti (mediante
loro combinazione lineare)
La combinazione lineare è estesa a otto
L’elemento ha complessivamente 8 gdl funzioni interpolanti

Tuttavia i due gdl x e y possono considerarsi disaccoppiati, quindi le u dipendono dai primi 4
coefficienti e le v dagli ultimi 4
ux, y  α1  α2 x  α3 y  α4 xy
vx, y  1  2 x  3 y  4 xy

Φx, y  0  1 x y xy 0
ΦP     0 0 0 0
0 0 0
 0 Φx , y   1 x y xy 

I coefficienti ( 1 e 1 ) consentono di descrivere moti rigidi traslatori nel piano

I coefficienti ( 2 e 3 ) (2 e 3 ) e consentono di descrivere una rotazione attorno


all’origine del riferimento locale
Chiamando  tale angolo di rotazione, α2  cos   1 2  sen 
positivo in senso antiorario, si ha α3   sen  3  cos   1

Tuttavia solo piccole rotazioni sono possibili, pena tensionamento interno

Derivando le precedenti si ottengono le deformazioni che quindi possono essere costanti

La compatibilità va esaminata con una certa attenzione

Se si tratta di un rettangolo allora, lungo i quattro lati si ha, alternativamente, x = cost


oppure y = cost

Comunque u e v variano linearmente lungo i lati di bordo


Se invece uno dei lati è inclinato, giace su una retta del tipo y  m x  q
Sostituendo ad esempio nell’espressione della u si ha
ux, y  α1  α2 x  α3 m x  α3 q  α4m x2  α4q x
Il che implica una variabilità quadratica della u sul contorno
ui
Due elementi contigui hanno gli spostamenti nodali entrambi definiti
ed uguali, solo una retta non comporta strappi o compenetrazioni
uj interne

Quindi la compatibilità è garantita solo se l’elemento è un rettangolo

Più avanti si vedrà che l’uso di coordinate naturali consente di estendere questo tipo di
elemento ad un quadrilatero qualunque

III) Calcolo funzioni di forma, che legano gli spostamenti interni con quelli nodali

Si può particolareggiare la f(x) ai 4 nodi estremali 1, 2, 3, 4

u1 0,0  1 u 3 a ,0  1   2a
v1 0,0  1 v3 a ,0  1  2a
u 2 0, b   1   3b u 4 a , b   1   2a   3b   4ab
v 2 0, b   1  3b v 4 a , b   1  2a  3b  4ab
1  u1 1  v1
 2  u 3  u1  a 2  v3  v1  a
 3  u 2  u1  b 3  v 2  v1  b
 4  u1  u 2  u 3  u 4  ab 4  v1  v 2  v3  v 4  ab

 1   u1   ab 0 0 0 0 0 0 0
  v   b 0 0 0 b 0 0 0
  2  1 
 3  u 2   a 0 a 0 0 0 0 0
     
 4  1  2  1 1 0 1 0 1 0 1 0
A 1  
v
   A   

 1 u 3  ab  0 ab 0 0 0 0 0 0
 
2   v3   0 b 0 0 0 b 0 0
     0 a 0 a

 3 u 4  0 0 0 0
 
  v   0 1 0 1 0 1 0 1
 4  4

N1 x, y   1 
x y xy
Si possono ora scrivere le funzioni di forma che legano  
a b ab
spostamenti interni a spostamenti nodali
N 2 x , y   . 
y xy
u x, y 
  Nx, y  f  b ab

 v x , y  N 3 x , y   
x xy
a ab
Nx, y  
N1 0 N2 0 N3 0 N4 0
0 N1 0 N2 0 N3 0 N 4  N 4 x , y  
xy
4
ab
Le superfici sono bilineari e si determinano ponendo ad uno un solo spostamento alla volta

IV) Esplicitare legame campo deformazioni interne - spostamenti nodali


Essendo un elemento piano, si possono considerare le deformazioni piane come valori
di riferimento
du
x 
 x  dx
 
 ε  x, y  
dv
   y   C  x, y   A  f  y 
-1
dy
 
 xy   xy 
du dv

dy dx

ΦP  Φx, y 0  1 x y xy

0 0 0 0
Φx, y  0 0 0 0 y xy 
Ricordando le
 0 1 x

0 1 0 y 0 0 0 0 
Cx, y  0 0 0 0 0 0 1 x 
0 0 1 x 0 1 0 y 

Effettuando il prodotto matriciale si determina la matrice B

y  b 0 y 0 by 0 y 0
Bx, y  1   0 x  a 0 a  x 0  x 0 x 
ab
 x  a y  b a  x  y  x b  y x y 

Si esamina il comportamento di una delle deformazioni, es. x

 x x, y  
1
y  b u1  y u 2  b  y u 3  y u 4 
ab
Se tutti gli spostamenti sono uguali la deformazione è nulla
la deformazione è costante lungo x e varia linearmente su y

Analogo discorso, invertito, si può fare per y


xy varia invece linearmente sia in x che in y

V) Esplicitare legame campo tensioni interne - spostamenti nodali


Le tensioni di questo elemento corrispondono alle deformazioni considerate

Stato di tensione piano


 
 x  1  0 
  E  
σ    y    D  B  f    1 0  B f 
  1  2
 1 
 xy  0 0 
 2 
Stato di deformazione piana
x  1 -   0 
   
 σ     y   DB f   E
  1-  0  B f 
  1   1  2    1 2 
 xy  0 0
2 
VI) Applicare principio lavori virtuali (od altro principio variazionale) per determinare K
 d11 simm 
K   V B  x, y  D B  x, y  D  d 21 d 22 
T
a
dV
 p
e
b
d 31 d 32 d 33 
Effettuati i prodotti
VII) A calcolo avvenuto, ricavare tensioni e deformazioni in base soluzione
 ε  x, y    B  x, y   f   σ  x, y    D B  x, y  f 
Per conoscere l’andamento di (x,y) od anche (x,y) è necessario effettuare delle mappe (contour)

Per calcolare i carichi che sono equivalenti allo spostamento derivante da un incremento di
temperatura T si ha

 F0   V B   σ0  P   dV  V B  x, y   D   ε0  dV


T T

e e

T  Tensione piana Deformazione piana


 
con  ε 0   T  E E
 0  d d
  2 1    2 1   1  2 

 F0   h  d  T   b  a  b a b  a b a
T
y Elemento membrana a tre nodi
(x3,y3)
3 Si tratta di un elemento che considera la tensione
e la deformazione costante nello spessore - non ha
perciò rigidezza flessionale
2
1
(x2,y2) Contrariamente al quadrangolare, si vedrà che la forma
(x1,y1) del triangolo può essere qualsiasi e orientata comunque
x

Il grosso limite di questo elemento è che le tensioni e deformazioni interne debbono essere
costanti

I) Identificazione della adatta formulazione dell’elemento

l’elemento ha 3 nodi All’interno sono definiti due spostamenti: u (in x) e v (in y)

 f   u1 v1 u 2 v2 u3 v3 
T
 F   F1x F1y F2 x F2 y F3x F3y  T

II) Scelta di insieme di funzioni con le quali si descriverà il campo interno di spostamenti
(mediante loro combinazione lineare)
L’elemento ha La combinazione lineare è estesa
complessivamente 6 gdl a sei funzioni interpolanti

Tuttavia i due gdl x e y possono considerarsi disaccoppiati, quindi le u dipendono dai


primi 3 coefficienti e le v dagli ultimi 3
ux, y  α1  α2 x  α3 y
ΦP  Φx, y 0  1 x y 0 0 0 

vx, y  1  2 x  3 y  0 Φx, y  0 0 0 1 x y

I coefficienti ( 1 e 1 ) consentono di descrivere moti rigidi traslatori nel piano

I coefficienti ( 2 e 3 ) (2 e 3 ) e consentono di descrivere una rotazione attorno


all’origine del riferimento locale

Chiamando  tale angolo di rotazione, positivo in α2  cos   1 2  sen 


senso antiorario, si ha α3   sen  3  cos   1

Tuttavia solo piccole rotazioni sono possibili, pena tensionamento interno

Derivando le precedenti si ottengono le deformazioni che quindi possono essere costanti


(anzi, solo costanti)

Si esamina la compatibilità tra due elementi aventi lati comunque orientati rispetto al riferimento
principale, fissiamo l’attenzione su un lato di equazione generica
ui Sostituendo ad esempio nell’espressione della u si ha

ymxq ux   α1  α2 x  α3 m x  α3 q

Il che implica una variabilità lineare della u sul contorno


uj
Dato che i due elementi hanno in comune due nodi, due valori identificano univocamente la
retta e quindi la compatibilità di elementi contigui è sempre verificata

III) Calcolo funzioni di forma, che legano gli spostamenti interni con quelli nodali
u1 x1 , y1   1   2 x1   3 y1
v1 x1 , y1   1  2 x1  3 y1
Si può particolareggiare la f(x,y) ai 4 nodi estremali
1, 2, 3
u 2 x 2 , y 2   1   2 x 2   3 y 2
Se si concentra l’attenzione solo sulle equazioni di
u si deve invertire una matrice del tipo v 2 x 2 , y 2   1  2 x 2  3 y 2
1 x1 y1  u 3 x 3 , y3   1   2 x 3   3 y3
L  1 x2 y2  Il determinante è il doppio v3 x 3 , y3   1  2 x 3  3 y3
dell’area del triangolo 
1 x3 y3 
 x 2 y3  x 3 y 2 x 3 y1  x1y3 x1y 2  x 2 y1   h11 h12 h13 
1 
H  L1  y 2  y3 y3  y1 y1  y 2    h 21 h 22 h 23 
2
 x 3  x 2 x1  x 3 x 2  x1   h 31 h 32 h 33 

 1   u1 
  v   h11 0 h12 0 h13 0 
 0 h h13 
  2  1  11 0 h12 0
 3  u 
1  2  h 0 h 22 0 h 23 0 
   A    A 1   21 
  v 2 
1  0 h 21 0 h 22 0 h 23 
2  u 3   h 31 0 h 32 0 h 33 0 
     
 3   v3   0 h 31 0 h 32 0 h 33 
u x, y 
   Nx, y  f 
Si possono ora scrivere le funzioni di forma che
 v x , y 
legano spostamenti interni a spostamenti nodali
Nx, y  
N1 0 N2 0 N3 0
0 N1 0 N2 0 N3 

N1 x, y  
1
x 2 y3  x 3 y2   y2  y3  x  x 3  x 2  y
2
N 2 x, y  
1
x 3 y1  x1y3   y3  y1  x  x1  x 3  y
2
N 3 x, y  
1
x1y2  x 2 y1   y1  y 2  x  x 2  x1  y
2

Le funzioni di forma descrivono superfici piane


IV) Esplicitare legame campo deformazioni interne - spostamenti nodali
Essendo un elemento piano, si possono considerare le deformazioni piane come valori
di riferimento
du
x 
 x  dx

 ε     y   Cx, y  A -1  f 
dv
y 
dy
 
 xy   xy 
du dv

dy dx

ΦP  Φx, y 0  1 x y 0 0 0 

Φx, y  0 0 0 1 x y
Ricordando le
 0

0 1 0 0 0 0 
Cx, y  0 0 0 0 0 1
0 0 1 0 1 0
Effettuando il prodotto matriciale si determina la matrice B

 y 2  y3 0 y3  y1 0 y1  y 2 0 
Bx, y  1   0 x3  x 2 0 x1  x 3 0 x 2  x1 
2
 x 3  x 2 y 2  y3 x1  x 3 y3  y1 x 2  x1 y1  y 2 
Si noti che nella matrice B non compaiono le variabili spaziali del problema e quindi essa
fornisce valori costanti su tutto lo spazio interno dell’elemento

V) Esplicitare legame campo tensioni interne - spostamenti nodali


I passaggi sono medesimi di quelli descritti per l’elemento membrana a quattro nodi

VI) Applicare principio lavori virtuali (od altro principio variazionale) per determinare K

 d11 simm 
K   V Bx  DBx  dV
T
D  d 21 d 22 
e 
d 31 d 32 d 33 
Effettuati i prodotti