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Università degli Studi di Spalato

Facoltà di Lettere e Filosofia

Dipartimento di lingua e letteratura italiana

L'ANALISI DEI CAMBIAMENTI FONETICI

DELLE PAROLE DI ORIGINE LATINA

G. BOCCACCIO: GIORNATA SESTA, NOVELLA NONA

LA TESINA

Relatrice: izv. prof. dr. sc. Maja Bezić

Studentessa: Anamarija Buljan

Spalato, gennaio 2018


INDICE

1 INTRODUZIONE ................................................................................................................... 3

2 DAL LATINO ALL'ITALIANO: L’ANALISI DEI CAMBIAMENTI FONETICI DELLE


PAROLE POPOLARE DI ORIGINE LATINA TRATTE DALLA NOVELLA N. 9,
GIORNATA SESTA DI GIOVANNI BOCCACCIO: .............................................................. 4

4 BIBLIOGRAFIA ................................................................................................................... 11
1 INTRODUZIONE

Giovanni Boccaccio (1313-1375) è stato uno scrittore e poeta italiano. Fu una delle
figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV secolo. La sua opera più
celebre è il Decameron, raccolta di novelle che nei secoli successivi fu elemento determinante
per la tradizione letteraria italiana.

In questa tesina vengono analizzate dieci parole di origine latina, tratte dalla novela
nona, giornata sesta di Giovanni Boccaccio, o più precisamente – dalla pagina 516 alla pagina
517. Lo scopo della tesina è fare l’analisi dei cambiamenti fonetici delle parole scelte, le cui
origini sono verificate nel vocabolario monolingue lo Zingarelli.
2 DAL LATINO ALL'ITALIANO: L’ANALISI DEI CAMBIAMENTI
FONETICI DELLE PAROLE POPOLARE DI ORIGINE LATINA
TRATTE DALLA NOVELLA N. 9, GIORNATA SESTA DI GIOVANNI
BOCCACCIO:

Ma a messer Betto non era mai potuto venir fatto d'averlo, e credeva egli co' suoi compagni
che ciò avvenisse per ciò che Guido alcuna volta speculando molto astratto dagli uomini
diveniva. E per ciò che egli alquanto tenea della oppinione degli epicuri, si diceva tra l agente
volgare che queste sue speculazioni eran solo in cercare se trovar si potesse che Iddio non
fosse. (Boccaccio, 517)

Ali “moj gospodin” Bettoto nije nikad mogao učiniti, i vjerovao je on zajedno sa svojim
kolegama da je do toga došlo zato jer je Guido previše nagađao odakle dolazi čovjekova
smisao. Zato mu je značilo mišljenje epikurejaca, pričalo se među narodom da su ta njegova
nagađanja postojala samo u želji da pokuša odgonetnuti kako ne bijaše Boga.

alcuno < lat. ALICŪNU(M)

[lat. parl. *alicūnu(m), da ăliquis ūnus; 1229] (Zingarelli, 2016: 81)

1. la sincope della vocale interconsonantica [i]

2. la trasformazione della vocale latina tonica Ū in [u]

3. la trasformazione della vocale latina atona [u] in [o]

4. la caduta della consonante finale [m]


Sentendo la reina che Emilia della sua novella s'era diliberata e che ad altri non restava a dir
che a lei, se non a colui che per privilegio aveva il dirda sezzo, così a dir cominciò.
(Boccaccio, 516)

Čuvši kraljica da se Emilia oslobodila svoje novele, ostalima nije preostalo reći nikome nego
njoj, ako ne njemu koji je na kraju i imao privilegiju, tako on započe govoriti.

colui < lat. (ĔC)CU(M) ĬLLŬI

1. la caduta della consonante finale [m]

2. l’aferesi della sillaba iniziale ĕc

3. la trasformazione della vocale latina tonica Ŭ in [ù]

4. l’aferesi della sillaba iniziale ĬL

5. la trasformazione della vocale latina atona U in [o]

Quantunque, leggiadre donne, oggi mi sieno da voi state tolte da due in su delle novelle delle
quali io m'aveva pensato di doverne una dire, nondimento me ,n'è pure una rimasa da
raccontare, nella conclusione della quale si contiene un sì tanto motto, che forse non ci se n'è
alcuno di tanto sentimento contato. (Boccaccio, 516)

Iako, dobrohotne gospođe, danas ste mi uzele iz usta više od dvije novele o kojima sam ja
mislio, ipak mi je prostala još jedna za ispričati, sa zaključkom da je na dosjetku, možda neće
biti ispričano mnoštvo osjećaja.

donna < lat. DŎMINA(M) (Zingarelli 2006: 588)

[lat. dŏmina(m) ‘signora’ attraverso la forma sincopata dŏnna(m)]

1. la caduta della [i] interna per la sincope

2. la consonante alveolare [n] assimila a sé labiovelare [m] formando il nesso [mn] –


assimiliazione regressiva

3. la caduta della consonante finale [m]


Costoro rimaser tutti guatando l'un l'altro, e cominciarono a dire che egli era uno smemorato e
che quello che egli aveva risposto non veniva a dir nulla, con ciò fosse cosa che quivi dove
erano non avevano essi a far più che tutti gli altri cittadini, né Guido meno che alcun di loro.
(Boccaccio, 518)

Svi ostadoše gledajući jedan drugoga, i počeše govoriti da je lud i da ono što je odgovorio ne
znači ništa, budući da je mjesto gdje su stajali jednako pripadalo njima kao i svim drugim
građanima, a ni Guidu ništa manje nego ijednom od njih.

essi < lat. ĬPSĪ

[lat. lat. ĭpsī] (Patota, 2002: 130)

1. la trasformazione della vocale latina [Ĭ] in e

2. il nesso [ps] sé transforma in consonante doppia [ss] – assimilazione consonantica regresiva

Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace –; e posta la mano sopra una di quelle
arche, che randi erano, si come colui che leggerissimo era, prese un saltoe fussi gittato
dall'altra parte, e sviluppatosi da loro se n'andò. (Boccaccio, 517-518)

Gospodo, vi mi u svojoj kući možete reći što god vas je volja – i oduprijevši se o jednu od
onih grobnica, koje bijahu visoke, jer bješe veoma hitar, poskoči i prebaci se na drugu stranu
te ode.

mano < lat. MANU(M)

[lat. manu(m)] (Zingarelli 2006: 1055)

1. la caduta della consonante finale [m]

2. la trasformazione della vocale latina atona [u] in [o]


Guido tu rifiuti d'esser di nostra brigata, ma ecco, quando tu avrai trovato che Iddio non sia,
che avrai fatto? (Boccaccio, 517)

Guido, ti se kloniš naše družbe; ali gledaj, kad budeš shvatio da nema Boga, što ćeš raditi?

nostro < lat. NŎSTRU(M)

[nŏstru(m)] (Zingarelli, 2016: 1513)

1. la caduta della consonante finale [m]

2. la trasformazione della vocale latina atona [u] in [o]

Dovete a dunque sapere che nè tempi passati furono nella nostra città assai belle e laudevoli
usanze, delle quali oggi niuna ve n'è rimasa, merce dell'avarizia che in quella con le ricchezze
è cresciuta, la quale tutte l'ha discacciate. (Boccaccio, 516)

Trebate znati da su u prošlim vremenima u našem gradu postojali lijepi i pjevani običaji, od
kojih danas nijedan nije preostao, nestali su zbog škrtosti koja je zbog bogatstva porasla, koja
ih je potjerala.

quale < lat. QUĀLE(M)

[lat. quāle(m), di orig. indoeur.] (Zingarelli, 2016: 1842)

1. la caduta della consonante finale [m]

2. la normale evoluzione della labiovelare sorda primaria [kw]


Allora ciascuno intese quello che Guido aveva voluto dire e vergognossi né mai più gli
diedero briga, e tennero per innanzi messer Betto sottile e intendente cavaliere. (Boccaccio,
1956: 241)

Tada dojedan shvati ono što je Guido htio reći i posrame se, te mu nikad više ne dosađivahu, a
gospara Betta otada su cijenili kao dovitljiva i umna viteza.

quello < *(ĔC)CU(M) ĬLLU(M)

[lat. parl. *(ĕc)cu(m) ĭllu(m) 'ecco quello'; 960] (Zingarelli, 2016: 1850)

1. l'aferesi della sillaba iniziale ĔC-

2. la chiusura della [o] in iato in [u] ha determinato il prodursi della labiovelare [kw] resa con
il digramma qu

3. la trasformazione della vocale latina tonica Ĭ in [e]

4. la trasformazione della vocale latina atona [u] in [o]

5. la caduta della consonante finale [m]

Tra le quali brigate n'era una di messer Betto Brunelleschi, nella quale messer Betto e
compagni s'eran molto ingegnati di tirare Guido di messer Cavalcante de' Cavalcanti, e non
senza cagione; per ciò che, oltre a quello che egli fu un de' migliori loici che avesse il mondo
e ottimo filosofo naturale (delle quali cose poco la brigata curava), sì fu egli leggiadrissimo e
costumato e parlante uomo molto, e ogni cosa che far volle e a gentile uom pertenente, seppe
meglio che altro uom fare; e con questo era ricchissimo, e a chiedere a lingua sapeva onorare
cui nell'animo gli capeva che li valesse. (Boccaccio, 516-517)

Među tim svađama bijaše ona od gospodina Betta Brunelleschia, u kojoj je taj gospodin Betto
htio zajedno sa svojim slugama.maknuti Guida s mjesta najuzvišenijeg od uzvišenih, i ne bez
razloga, jer on je bio jedan od najboljih mislilaca na svijetu i izvrstan poznavatelj filozofije
prirode (zašto je družba malo marila), bijaše i vrlo veseo i uljudan i ljeporječiv gospodin,te
sve što htjede učiniti i što priliči plemiću znaše bolje od drugih činiti; a uz to bio je veoma
bogat i umio je počastiti kad god poželi svakoga koga je smatrao vrijednim.
senza < lat. ABSĔNTIA

o †sànza [lat. absĕntia, propr. ‘in assenza di’; 1104] (Zingarelli, 2016: 2139)

1. l’aferesi del corpo fonico [ab-]

2. la trasformazione della vocale latina tonica Ĕ in [e]

3. la trasformazione della vocale [i] > [j] in iato

4. la trasformazione del nesso consonantico [-tj-] nell’affricata dentale sorda [ts] in posizione
postconsonantica

Gli smemorati siete voi, se voi non l'avete inteso. Egli ci ha detta onestamente in poche parole
la maggior villania del mondo; per ciò che, se voi riguardate bene, queste arche sono le case
de' morti, per ciò che in esse si ponfono e dimorano i morti; le quali egli dice che sono nostra
casa, a dimostrarci che noi e gli altri uomini idioti e non litterati siamo, a comparazion di lui e
degli altri uomini scienziati, peggio che uomini morti, e per ciò, qui essendo, noi simo a casa
nostra. (Boccaccio, 518)

Ludi ste vi, kad ga niste razumjeli: on nam je otmjeno i s malo riječi izrekao najveću uvredu
na svijetu, jer razmotrite li dobro, ove grobnice su kuće mrtvaca, jer se u njih pokapaju i u
njima borave mrtvaci; a on kaže da su one naše kuće, da nam pokaže kako smo mi i svi drugi
neuki i neobrazovani ljudi, u usporedbi s njim i ostalim učenim ljudima, gori od mrtvaca, i
prema tome, kad smo ovdje, mi smo u svojoj kući.

uomo < LAT. HŎMINE(M)

[lat. hŏmine(m), nom. hŏmo] (Zingarelli 2006: 1971)

1. la caduta della [h] iniziale per aferesi

2. il dittonga mento di o breve [ŏ] in posizione tonica al dittongo UO

3. la chiusura della [i] in [o]

4. la caduta della consonante finale [m]

5. la caduta di un corpo fonico [ne] per apocope


3 CONCLUSIONE

Come molte altre lingue romanze, l'italiano deriva dal latino. In qul processo sono
apparsi molti cambiamenti fonetici e mofologici. Analizzando le parole in questa tesina
possiamo vedere alcuni dei quelli cambiamenti. Il più comune e la caduta della consonante
finale [m], la quale è morfema dell’accusativo latino. Sono anche vissti cambiamenti come: la
trasformazione della vocale latina atona [u] in [o], la sincope della vocale interconsonantica
[i], la trasformazione della vocale [i] > [j] in iato e moltri altri.
4 BIBLIOGRAFIA
 Patota, Giuseppe (2002). Lineamenti di grammatica storica dell'italiano. Bologna: Il
Mulino.

 Zingarelli, Nicola (2016). Vocabolario della lingua italiana. Milano: Zanichelli.

 http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_2/t318.pdf