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Alla scoperta delle origini dell'anziano fragile Discovering the origins of the
frail elderly

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3 authors, including:

Carmelinda Ruggiero Antonio Cherubini


University of Perugia, Perugia, Italy INRCA Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani
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G GERONTOL 2007;55:183-190

Società Italiana di
Gerontologia e EDITORIALE
Geriatria
EDITORIAL

Alla scoperta delle origini dell’anziano fragile


Discovering the origins of the frail elderly
C. RUGGIERO, A. CHERUBINI, U. SENIN
Istituto di Gerontologia e Geriatria, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Univer-
sità di Perugia

Parole chiave: Fragilità • Anziano fragile • Paziente anziano fragile • Medicina


geriatria

Key words: Frailty • Frail elderly • Frail older patient • Geriatric medicine

L’obiettivo di questo editoriale (che avrà una seconda parte) è tracciare la sto-
ria del termine anziano fragile. La prima definizione di anziano fragile fu pro-
posta dal Federal Council on the Aging negli anni ’70 e solo successivamente
il termine è entrato nell’uso della comunità scientifica geriatrica. Nelle decadi
’80 e ’90 sono comparse numerose definizioni dell’anziano fragile molto
spesso basate più sull’esperienza clinica dei vari Autori che sull’utilizzo di un
metodo scientifico di validazione. Il fenotipo di anziano fragile proposto da
Fried a collaboratori agli inizi del XXI secolo rappresenta un primo tentativo
di colmare la distanza tra l’approccio clinico e quello scientifico.

Il riconoscimento politico-istituzionale dell’anziano fragile


La storia della fragilità, come temine riferito all’anziano, inizia nel 1973 quan-
do il Congresso americano istituisce il Federal Council on the Aging il cui
compito doveva essere quello di formulare indicazioni e programmare inter-
venti in grado di rispondere alle necessità di una nuova categoria di anziani,
caratterizzata da punte di estrema povertà ed abbandono, nell’ambito della
quale i reduci di guerra rappresentavano una componete numericamente im-
portante 1.
Nel 1974 il Federal Council on the Aging istituisce una Task Force sull’Anzia-
no Fragile la cui direzione è affidata a Monsignor Charles Fahey, un religioso
della chiesa romano-cattolica, che per primo introduce a livello istituzionale
il termine frail elderly 2 3.
Tale denominazione rispondeva alla “necessità di un termine che sintetizzasse
la drammatica condizione di un gruppo di soggetti anziani” le cui caratte-
ristiche principali erano la presenza di “disabilità fisica, compromissione

■ Corrispondenza: Carmelinda Ruggiero, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Istituto


di Gerontologia e Geriatria, Università di Perugia, Policlinico Monteluce, Padiglione E, 06100
Perugia - Tel. +39 075-578 3839 - Fax +39 075-573 0259 - E-mail: ruggieroc07@hotmail.it
■ Questo editoriale è già stato pubblicato su Psicogeriatria 2007;1(Suppl 2):7-17.
PACINIeditore Si pubblica sul Giornale di Gerontologia con il permesso degli Autori.
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affettiva, in un ambiente strutturalmente e so- urologico, e di Stevenson (1981) in ambito so-


cialmente sfavorevole” 4. ciologico. Entrambi gli Autori non ne precisano
Nel 1976 il termine “anziano fragile” compa- però il significato, ma lasciano intendere che si
re per la prima volta in un’intervista a Bertha tratti di un anziano ultra65enne o ultra75enne,
Adkins, presidente del Federal Council on the fisicamente debole e/o bisognoso di assistenza
Aging, pubblicata su Geriatrics, che lo identifica in una struttura residenziale o, per questi moti-
con “quelle persone che richiedono continuo vi, già istituzionalizzato 6 7.
supporto sociale a causa dell’accumulo di disa- La comparsa dell’espressione frail elderly nella
bilità associate all’invecchiamento”, precisando letteratura geriatrica internazionale si deve a
che “i bisogni dell’anziano fragile non sono Brocklehurst e collaboratori (1982) del Diparti-
necessariamente economici in quanto soggetto mento di Medicina Geriatrica di Manchester. In
che necessita di una organizzazione assisten- un lavoro condotto su 151 anziani ultra65enni
ziale in cui i servizi sociali siano strettamente ospiti di strutture residenziali, il cui obiettivo
integrati con quelli sanitari” 1. era quello di studiare i rapporti tra deformità
In realtà, l’iniziale descrizione di anziano fragile scheletriche e postura, i ricercatori affermano
viene percepita dalla comunità scientifica come che è il ridotto spessore della cute a indicare la
priva di specificità ed originalità, ed anche la presenza di uno stato di fragilità più che la ma-
comunità geriatrica americana mostra scarso grezza e la debolezza muscolare 8.
interesse per il lavoro del Federal Council on Il primo isolato tentativo di standardizzare la
the Aging, ritenendo che l’espressione “anziano definizione di “anziano fragile” è contenuto in
fragile” sia un chiaro esempio di “gergo politico un rapporto sullo stato di salute dell’anziano
incomprensibile” 5. di un’area del Canada, presentato nel 1981 da
Nel 1978 lo stesso organismo federale specifica Stoole & Rockwood, ricercatori della Divisione
che l’anziano fragile è “una persona di solito di Geriatria della locale Università, nel quale
ultra75enne che, a causa dell’accumularsi di definiscono indicatori di fragilità la compromis-
più malattie croniche, spesso richiede uno o più sione di una o più attività della vita quotidiana
servizi di supporto per garantire le attività del e/o delle funzioni cognitive e/o la percezione
suo vivere quotidiano”. Successivamente affer- di una condizione di salute scadente, e stimano
ma che elementi essenziali dell’organizzazione che gli anziani fragili rappresentino il 27% di
dei servizi per questo soggetto sono “la valuta- quella popolazione 9.
zione delle sue necessità assistenziali”, “l’orga- Un notevole contributo alla identificazione del-
nizzazione di un piano di cura ed assistenza” e l’anziano fragile viene da studi di sociologi in-
“la presa in carico di tutte le sue esigenze” 4. glesi 10 e statunitensi 11 che mettono in evidenza,
In realtà, al di là delle dichiarazioni politico- in particolare nella componente più anziana
istituzionali, gli invocati interventi socio-sani- della popolazione, quella che chiamano degli
tari specificatamente rivolti all’anziano fragile old-old, degli over 75 e dei frail elderly, la fre-
non vengono mai alla luce anche per una non quente mancanza di supporto sociale da parte
adeguata condivisione da parte della comunità della famiglia. Si tratta di un fenomeno, essi
scientifica. Ne è testimonianza il fatto che nella affermano crescente e senza precedenti tale da
relazione su “La dipendenza funzionale degli richiedere nuove metodologie di studio in grado
anziani statunitensi”, presentata alla nazione di individuare e caratterizzare “le persone che
nel 1978 dalla National Academy of Sciences, il hanno grande bisogno di servizi supplementari,
termine ‘paziente o anziano fragile’ viene com- in quanto non indipendenti nelle attività della
pletamente omesso 4. vita quotidiana”, così come nuove tipologie di
intervento per questi soggetti “dalle grandi ne-
cessità assistenziali ma anche dalla frequente
Le origini del termine “anziano fragile” incapacità o possibilità di esprimerle” 12.
nella comunità scientifica È nel 1983 che Gordon Streib del Dipartimen-
to di Sociologia e Gerontologia dell’Università
Non è facile tracciare la storia del termine “an- di Gainesville della Florida (USA) afferma: “..è
ziano fragile” o “paziente anziano fragile” prima chiaro che gli studi di psicologia e sociologia
degli anni ’80. Rarissimi esempi dell’utilizzo del hanno concentrato la propria attenzione su an-
termine frail patient in riferimento a soggetti ziani indipendenti, in buona salute, attivi e
anziani sono i lavori di Paine (1970) in ambito capaci di esprimere le loro esigenze assisten-
ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELL’ANZIANO FRAGILE 185

ziali. Dobbiamo prestare maggiore attenzione • in uno studio sulla farmacocinetica dell’aspi-
allo studio di quel 22% che solitamente risulta rina nell’anziano, l’espressione frail elderly
escluso dai nostri criteri di ricerca, in quanto viene utilizzata per identificare soggetti di
incapace di esprimersi ma che in realtà è quello età compresa tra 59 e 91 anni, che richiedono
più vulnerabile, fragile, bisognoso di maggiore assistenza in un reparto di lungodegenza in
assistenza e supporto sociale” 12. quanto affetti da malattie disabilitanti cro-
A tal fine l’Autore propone di definire “anzia- niche, quali scompenso cardiaco, malattia
no fragile” qualsiasi soggetto ultra75enne, più cerebrovascolare, artrite reumatoide non ria-
spesso donna che uomo, probabilmente vedovo cutizzata, ma tutti clinicamente stabili 17;
piuttosto che sposato, che vive nella propria ca- • in uno studio sulle modificazioni della funzio-
sa ma non in grado di svolgere autonomamente nalità epatica con l’età, il termine frail elderly
le attività della vita quotidiana, e che appartiene viene attribuito a soggetti anziani ultra60enni
a tutti gli strati della società in quanto anche che richiedono continue cure ospedaliere per
quello con maggiori disponibilità economiche una condizione disabilitante cronica, quali
può non essere sempre in grado di comprare emiplegia e/o degenerazione muscolo-sche-
i servizi e le prestazioni che gli sono necessari letrica 18;
per alleviare il peso della vecchiaia 12. • in un trial clinico che suggerisce la superio-
Nel 1986 Reid, ricercatore del Dipartimento di rità dell’assistenza continuativa residenziale
Endocrinologia di Auckland (Nuova Zelanda), rispetto a quella ospedaliera, sia in termini
Bosworth, tecnico dello stesso Dipartimento, e di qualità che di soddisfazione percepita, su
Gallagher, medico di medicina generale della anziani ritenuti bisognosi di tale intervento
Salvin Foundation for the Elderly della stessa da medici ospedalieri, si introduce il concet-
citta, definiscono frail elderly gli ultra65enni to, non meglio precisato, di “fragilità fisica
che riescono a muoversi indipendentemente e mentale” e si parla di estreme frailty sulla
dentro la propria abitazione, ma che richiedono base del punteggio ottenuto ad una scala di
assistenza nel vestirsi e nell’igiene personale 13. valutazione delle funzioni cognitive e del
Nel 1987 Robyn Stone del National Center for comportamento (Crichton Royal Behavioural
Health Service Research and Health Care Tech- Rating Scale) 19.
nology Assessment, Rockville, USA, identifica Nello stesso anno, ricercatori statunitensi del-
invece l’anziano fragile con quello disabile uti- la UCLA School of Medicine della California e
lizzando indifferentemente le espressioni disa- dell’Università dell’Arizona, (USA), studiano la
bled older individual e frail elderly 14. variabilità dei livelli circolanti di fenitoina in
Nel 1988 Gregory Pawlson della George Washin- 15 anziani affetti da comizialità secondaria a
gton University, (USA), mediante uno studio di malattia cerebrovascolare, trauma cranico, chi-
confronto tra un reparto ospedaliero geriatrico rurgia cerebrale, malattia di Hungtington, che
ed uno internistico sulla durata media di de- essi definiscono “fragili” per il fatto stesso di es-
genza di frail elderly patients, definiti tali per la sere assistiti in una nursing home per reduci di
presenza di molteplici problematiche, dimostra guerra e di essere portatori di malattie croniche
che questa categoria di pazienti è quella che e disabilitanti 20.
comporta più elevati costi assistenziali (revenue L’editoriale “Who are the frail elderly?”, pubbli-
losers) 15. cato dal gruppo di ricerca geriatrica dell’Univer-
Nello stesso anno, Helsentine e Bramble del Di- sità di Newcastle, rappresenta il primo tentativo
partimento di Medicina di Middlesbrough, Gran di definire le caratteristiche del frail elderly, in
Bretagna, pubblicano uno studio sul rischio di antitesi al fit elderly. In esso viene affermato che:
ipotensione ortostatica sotto trattamento con “Anziani fragili sono individui ultra65enni, di-
diuretico dell’ansa o tiazidico in anziani affe- pendenti da altri per lo svolgimento delle attività
renti presso un day hospital geriatrico, definiti della vita quotidiana, spesso istituzionalizzati;
fragili in quanto ultra65enni con diagnosi di che non si muovono autonomamente pur in as-
scompenso cardiaco e demenza di Alzheimer, senza di gravi malattie cardiache, respiratorie,
od altre malattie croniche, quali ad esempio epatiche, renali e metaboliche che possano di
l’osteoartrosi 16. per sé giustificarlo, ma che tuttavia richiedono
Il 1989 è l’anno in cui ricercatori dell’Università continui controlli medici. A contribuire alla
di Newcastle upon Tyne, Gran Bretagna, pub- fragilità sono chiamate in causa la malattia
blicano numerosi lavori sull’anziano fragile: di Alzheimer, la cerebropatia multiinfartuale,
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i parkinsonismi, l’osteoporosi con osteoartrosi, relazione tra stress del caregiver e il rischio
gli esiti di frattura” 21. Viene inoltre sottolineato istituzionalizzazione definiscono “anziani fragi-
che “la definizione di anziano fragile non si li” quelli “incapaci a svolgere almeno una delle
basa solo su criteri sociali (residenti in istituzio- attività per la cura personale e l’organizzazione
ni o a domicilio) e funzionali (autonomi o di- della vita quotidiana per un arco temporale di
pendenti), ma deve tener conto anche di aspetti almeno 3 mesi” 25.
psicologici, così come di indicatori biologici di Contemporaneamente, Weiner e collaboratori
una ridotta capacità di adattamento a modifi- della Duke University, USA, allo scopo di iden-
cazioni dell’ambiente interno o esterno, quali: tificare e validare come indicatore di fragilità
declino delle funzioni cognitive; alterazioni me- fisica “la massima capacità di estensione in
taboliche secondarie a malnutrizione e perdita avanti del busto” rispetto ad altre misure di per-
di peso; alterazioni elettrolitiche; ridotti livelli di formance, riconducono le basi biologiche della
albumina e della capacità legante delle protei- fragilità alla riduzione delle riserve fisiologiche
ne; accelerata perdita della funzione renale ed risultante “dall’accumularsi di perdite a carico
epatica; ridotta eliminazione dei farmaci” 21. dei sistemi fisiologici con conseguente riduzione
L’editoriale si conclude con l’auspicio che la della loro funzione ed intolleranza ad eventi
ricerca gerontologica acquisisca conoscenze in stressanti” 26.
grado di migliorare la pratica clinica nella cura Nel 1992 David Buchner del Dipartimento dei
dell’anziano fragile 21. Servizi per la Salute dell’Università di Washin-
Nel decennio successivo si assiste ad una si- gton, Seattle, USA, ed Edward Wagner del Cen-
gnificativa crescita di interesse della comunità tro per gli Studi sulla Salute della stessa città,
scientifica nei confronti della fragilità, anche forniscono un contributo che rappresenta a tut-
sulla base di stime che assegnano all’anziano t’oggi una pietra miliare per la comprensione
fragile una significativa dimensione epidemio- dei meccanismi fisiopatologici della fragilità e
logica. Secondo la American Medical Associa- della disabilità.
tion nel 1990 sarebbe fragile il 10-25% degli In particolare, gli Autori definiscono la fragili-
ultra65enni, il 46% degli ultra85enni 22, mentre tà “condizione caratterizzata da una ridotta
secondo il National Center for Health nel 1997 riserva fisiologica, associata ad un’aumentata
sarebbe fragile la stragrande maggioranza degli suscettibilità alla disabilità”, aggiungendo che:
1,6 milioni di anziani ospiti nelle strutture resi- “le principali componenti della fragilità sono
denziali per disabili 23. una ridotta capacità del sistema neurologico,
Nel 1991 Mark Speechley del Dipartimento di cardiovascolare e respiratorio indotta dal som-
Epidemiologia e Biostatistica dell’Università West marsi agli effetti dell’invecchiamento dei danni
Ontario del Canada, e Mary Tinetti del Diparti- conseguenti ad uno stile di vita inadeguato
mento di Medicina della Yale University, Connec- (sedentarietà, fumo, abuso di alcool, ecc.) ed a
ticut, USA, in una ricerca sul rischio di caduta in malattie in atto o subite nel corso della vita”. In-
soggetti anziani viventi a domicilio, identificano novativo è il concetto espresso dagli Autori che
i fragili, in contrapposizione a quelli definiti la fragilità può essere contrastata così come che
vigorosi e di transizione, sulla base di una se- essa si realizza solo quando la riduzione delle
rie di parametri demografici, fisici e psicologici. riserve fisiologiche raggiunge un livello critico
In particolare, sarebbero fragili quelli con 4 o (critical mass) 27.
più delle seguenti caratteristiche: età ≥ 80 anni, Sulla stessa linea di pensiero è quanto Brock-
disturbi dell’equilibrio e dell’andatura, sedenta- lehurst afferma nella IV edizione del suo trattato
rietà, depressione, uso di sedativi, ridotta forza di Medicina Geriatrica e Gerontologia: “l’anzia-
muscolare di spalla e di ginocchio, deficit visivo, no fragile pur avendo una ridotta riserva fun-
disabilità agli arti inferiori; al contrario apparten- zionale può vivere indipendentemente e bene in
gono alla categoria dei vigorosi quelli di età < 80 comunità. Quando stressato da una malattia,
anni, cognitivamente integri, con buona vista e da un trauma o da fattori ambientali sfavorevo-
fisicamente attivi. Sulla base di questi parametri il li, la sua capacità di svolgere le attività basilari
20% dei soggetti risultava fragile, il 26% vigoroso della vita quotidiana inizia a sgretolarsi. L’inat-
ed il 54% di transizione 24. tività e l’immobilità possono, inoltre, drammati-
Nel 1992 McFall e Miller del Dipartimento di camente compromettere la forza muscolare e la
Scienze per la Promozione della Salute, Uni- riparazione muscolare, così come la flessibilità
versità di Oklahoma, USA, in uno studio sulla articolare, l’equilibrio e la velocità di reazione.
ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELL’ANZIANO FRAGILE 187

In queste circostanze, anche un evento banale capacità dell’organismo di interagire con l’am-
può innescare disastrose conseguenze funzio- biente fisico circostante…”
nali e quando questo succede, l’anziano fragile La fragilità, come perdita di integrità struttura-
è ad elevato rischio di essere istituzionalizzato le, è quindi il risultato di un disaccoppiamento
o quanto meno ha necessità di un’assistenza dell’organismo dal suo ambiente, nei confronti
intensa e continuativa” 28. del quale è estremamente difficile distinguere il
Concettualmente, quindi, Brocklehurst imma- ruolo della malattia, del disuso e dell’invecchia-
gina la fragilità come espressione di un labile mento di per sé” 29.
equilibrio che può essere facilmente rotto, sia È in questi stessi anni che Linda P. Fried e
dal venir meno di fattori esterni protettivi (quali Judith Kasper della John Hopkins Medical In-
ad esempio un’assistenza adeguata), che da un stitution, Bloomberg School of Public Health,
nuovo evento morboso che venga ad inserirsi in Baltimora, USA, ed Evans J. William della Tufts
uno stato di comorbilità preesistente 28. University, Boston, USA, suggeriscono la neces-
Buchner, Wagner e Brokelhusrt sono quindi i sità di acquisire più adeguate conoscenze sulla
primi studiosi che vedono nella fragilità una fisiologia della fragilità, ed in attesa di queste,
condizione estremamente complessa al cui de- la necessità ancor più pressante di un consenso
terminismo partecipano sia condizioni biologi- della comunità geriatrica nell’utilizzo e nell’at-
che che sociali. tribuzione del termine “fragile”. Il loro intento è
Un ulteriore contributo al dibattito viene da Wal- quello di formulare una definizione operativa di
ter M. Bortz II dell’Istituto di Clinica Medica fragilità basata sull’utilizzo di parametri clinici
di Palo Alto, California, USA, che, in un artico- quali l’elevato rischio di eventi avversi, malat-
lo pubblicato su American Geriaric Society del tie acute, fratture, ospedalizzazioni ricorrenti,
1993, avanza l’ipotesi sul ruolo del “disuso e/o perdita di indipendenza funzionale ed istituzio-
inattività” nella patogenesi della fragilità 29. Se- nalizzazione 30. A tal fine, nell’aprile del 1992
condo tale Autore “numerose condizioni clini- Linda P. Fried organizza a Baltimora una confe-
che non sono primariamente attribuibili a fat- renza sulle basi fisiologiche della fragilità dalla
tori esterni (modello della malattia acuta), o ad quale emerge che “la fragilità è una sindrome
un errato disegno interno (malattie genetiche), clinica eterogenea caratterizzata da numerosi
ma sono la risultante di una alterata modu- possibili sintomi tra i quali spiccano la debolez-
lazione del flusso energetico. In particolare, se za muscolare, la paura di cadere, e/o la perdita
una stimolazione energetica indotta da qual- di peso, ed altri possibili sintomi da definire”.
siasi evento/causa è appropriata per intensità e Viene comunque ribadito che “la disabilità,
durata, essa risulta protettiva nei confronti del l’età avanzata o la presenza di più malattie
declino età-relato al quale vanno incontro i vari non sembrano identificare, da sole o insieme, i
sistemi e di conseguenza è garante di maggiore soggetti fragili”, dal momento che se molti sog-
stabilità e robustezza, una stimolazione energe- getti disabili sono fragili o a rischio di fragilità,
tica inappropriata si traduce in un danno per non sempre i fragili sono anche disabili. Per gli
l’organismo. Esemplificazione di tale concetto Autori quindi “la fragilità non è sinonimo di
è l’osteoartrite a carico dei segmenti articolari disabilità” 31.
sottoposti a continuo logorio fisico o le placche Nel 1993 ricercatori leader nella comunità scien-
aterosclerotiche che si formano nei punti in cui tifica geriatrica pubblicano il razionale di 8 stu-
l’endotelio è esposto a maggiore turbolenza, così di, i cosiddetti FICSIT trial (Frailty and Injuries
come la perdita di massa muscolare seconda- Cooperative Studies of Intervention Techniques)
ria a sedentarietà, o la cosiddetta sindrome da che si prefiggono di sperimentare strategie pre-
disuso caratterizzata da vulnerabilità cardio- ventive nei confronti delle cadute e delle loro
vascolare, fragilità muscoloscheletrica, obesità, conseguenze in soggetti anziani fragili, così de-
depressione e invecchiamento prematuro” 29. finiti sulla base di una severa riduzione della
Secondo Bortz quindi “la malattia, il disuso e forza muscolare, della mobilità, dell’equilibrio
l’invecchiamento sono i tre fattori che contribui- e della resistenza 32. Sono questi i primi studi
scono in maniera sinergica alla diminuzione d’intervento sull’anziano fragile 33-35.
della vitalità ed all’aumentare della fragilità, Nel 1994 i canadesi Rockwood e Fox della Di-
cioè al passaggio dell’organismo da una con- visione di Medicina Geriatrica dell’Università di
dizione di stabilità ad un livello di stabilità via Dalhousie, Halifax, Stoole del Dipartimento de-
via inferiore che si manifesta come una ridotta gli Studi sulla Salute dell’Università di Waterloo,
188 C. RUGGIERO ET AL.

Robertson della Divisione di Medina Geriatria massa muscolare del braccio 43. Infine invitano
dell’Università di Toronto e Beattie dell’Univer- ad utilizzare tali procedure nella pratica clinica
sità della British Columbia, Vancouver ribadi- e nella ricerca in quanto “definire e misurare la
scono che “la fragilità ha una rilevanza centra- fragilità potrebbe aiutare nel processo di identi-
le in medicina geriatrica, che per questo viene ficazione della popolazione anziana a rischio,
spesso identificata come medicina dell’anziano dando così ad essa la possibilità di beneficiare
fragile”, e che la fragilità può essere meglio ca- di programmi pubblici ed individuali rivolti al
ratterizzata solo utilizzando un approccio mul- mantenimento della salute” 40.
tidimensionale 36, metodologia che distingue la Sulla base della consapevolezza espressa chiara-
medicina geriatrica dalla quella tradizionale e le mente da Rockwood che “il principale ostacolo
conferisce peculiarità di intervento 37 38. allo sviluppo di interventi geriatrici rivolti alla
Nel 1995 Brown e collaboratori del Centro per prevenzione degli outcome clinici della fragili-
la Promozione della Salute dell’Università di tà, quali mortalità, cadute, fratture, ospedaliz-
Toronto, Canada, sottolineano che “il termine zazioni, istituzionalizzazione, è l’assenza di un
fragilità è stato usato per molti anni nel lin- metodo standardizzato e validato per lo scree-
guaggio accademico e quotidiano. In apparen- ning dei soggetti che sono realmente fragili” 44,
za esso sembra sufficientemente semplice da gli anni 90 si chiudono con la proposta di Linda
essere compreso nel suo significato ... tuttavia P. Fried e Jeremy D. Walston del Dipartimento
la natura della fragilità e i fattori che la deter- di Medicina della John Hopkins Medical School,
minano sono stati oggetto di scarso approfondi- Baltimora, USA, di un modello concettuale di
mento culturale” 39. fragilità fisica in stretta relazione con disabilità,
Un ulteriore significativo contributo sull’argo- comorbilità ed invecchiamento 45 46.
mento è quello di John Campbell dell’Università Secondo tale modello la fragilità si identifica in
di Medicina di Otago, Dunedin, Nuova Zelanda, una condizione di vulnerabilità associata all’età,
e David Buchner che riaprendo nel 1997 il di- risultato della compromissione delle riserve omeo-
battito su disabilità e fragilità, dichiarano: “la statiche e della ridotta capacità dell’organismo di
disabilità indica perdita di funzione, mentre contrastare eventi stressanti, come conseguenza
la fragilità uno stato di instabilità e di rischio di un processo “a spirale” di progressivo ed ingra-
di perdita o di ulteriore perdita della funzione vescente declino energetico e delle riserve fisio-
... espressione del numero di sistemi fisiologici logiche dei vari sistemi (muscolare, immunitario,
vicini o al di là della soglia del compenso omeo- neuroendocrino), di cui espressione fenomeno-
statico. Ne deriva che la persona fragile è quella logia è una costellazione di segni e sintomi quali
che ha un aumentato rischio di disabilità e di debolezza, facile affaticamento, ridotto livello di
morte quale conseguenza di un evento stressan- attività, ridotto introito alimentare, sarcopenia,
te anche di minima entità” 40. alterazioni dell’andatura e dell’equilibrio, decon-
Gli Autori identificano le principali componen- dizionamento fisico ed osteopenia, che, nel loro
ti della fragilità nella funzione muscolo-sche- evolvere, rendono sempre meno possibile il recu-
letrica, nella capacità aerobica, nelle funzioni pero e sempre più elevato il rischio di morte 47.
cognitive e di integrazione neurologica, nella È sulla base di questa ipotesi che ha inizio una
nutrizione. Inoltre definiscono le modalità più nuova era di studi sulla fragilità, il cui obiettivo
opportune per la misurazione di tali compo- è da una parte di comprenderne sempre più le
nenti, quali la forza di presa della mano (grip basi biologiche ed i meccanismi fisiopatologici,
strength), il tempo di alzata e seduta dalla sedia dall’altra di identificarne un fenotipo clinico di
(chair stand) 41, il treadmill test per sforzo sub- cui quello proposto dal gruppo della Fried ha
massimale, il test del cammino dei 6 minuti 42, trovato la sua validazione nel 2001 nell’ambito
il Mini-Mental State Examination, il test di equi- del Cardiovascular Health Study 48 e, nel 2006,
librio statico (static balance test) 41, il BMI e la nel Women Health and Aging Study 49.
ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELL’ANZIANO FRAGILE 189

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