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copertina Matteo Venturi (adattamento di Editing snc)


I edizione: ottobre 2009
I edizione eBook: ottobre 2009
ISBN 978-88-7507-970-3

© 2009 Macro Edizioni e Salus Infirmorum


www.macroedizioni.it - www.edizionisalus.it

Copia dell’opera è stata depositata per la tutela del diritto


d’autore, a norma delle vigenti leggi.
INDICE

Introduzione 7

Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA


INFLUENZALE 9
Caratteristiche dei virus influenzali 9
Epidemiologia della malattia influenzale 4
Diffusione e sintomatologia della malattia influenzale 16
Complicanze 17
Mortalità 18
Terapia farmacologica 19
Trattamento personalizzato 22

Capitolo 2 - DIFFERENZE TRA MALATTIA


INFLUENZALE E SINDROME INFLUENZALE 25

Capitolo 3 - INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1:


ESTRAPOLAZIONI SU
DATI EPIDEMIOLOGICI 29
L’OMS non testerà più i casi sospetti
di influenza da virus A/H1N1. 31

Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA


DA VIRUS A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE 33
Principali caratteristiche dell’influenza da virus A/H1N1 33
A proposito di mortalità dell’influenza da virus A/H1N1 33
Ci sono misure da adottare per contenere
la diffusione del virus? 36

Capitolo 5 - POSSIBILE CHE OGNI ANNO


CI SIA IL RISCHIO DI UNA
PANDEMIA INFLUENZALE? 39
Si vuole a tutti i costi che ci sia una pandemia? 41
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
STAGIONALE 45
Alcune evidenze scientifiche sulla vaccinazione
antinfluenzale stagionale 45
Sperimentazione dei vaccini antinfluenzali stagionali 52
Sicurezza della vaccinazione antinfluenzale stagionale 55
Vaccini antinfluenzali come terapia preventiva? 62

Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO


IL VIRUS A/H1N1 65
Tipi di vaccino contro il virus A/H1N1 65
Efficacia della vaccinazione contro il virus A/H1N1 69
Sperimentazione dei vaccini contro il virus A/H1N1 70
Sicurezza della vaccinazione contro il virus A/H1N1 72

Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO LA


VACCINAZIONE ANTI VIRUS A/H1N1? 77
Cosa è accaduto nel Regno Unito? 79
Vorrebbero vaccinarci a tutti i costi? 82
Chi ha ‘costruito’ questa pandemia? 85
Interessi e marketing dell’Industria Farmaceutica 87
Previsione futura 90

CONCLUSIONI 93

L'autore 95
INTRODUZIONE

Già da alcuni anni i mass media trasmettono notizie allarmanti su


possibili infezioni pandemiche che dovrebbero mietere milioni di
morti.
In questi ultimi mesi anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) ha preso una posizione più definita del solito nei confronti
dell’influenza A/H1N1, detta “Suina”, che ha inspiegabilmente e
fin da subito denominato “Pandemia 2009”.1

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


In realtà, se si va alle fonti delle varie notizie, se si analizzano o-
biettivamente i dati scientifici disponibili confrontandoli con quelli
della comune influenza stagionale e se si interrogano gli esperti di
virologia e di epidemiologia, emergono subito molte evidenti con-
traddizioni e in particolare che:
- l’influenza A/H1N1 è molto contagiosa ma poco pericolosa;
- i vaccini antinfluenzali sono praticamente tutti inefficaci e co-
munque meno utili delle più comuni e banali misure di igiene
personale;
- i vaccini antinfluenzali e i farmaci antivirali possono essere molto
pericolosi per alcuni soggetti;
- il vaccino contro l’influenza A/H1N1 è totalmente inaffidabile,
sia perché non è stato sufficientemente sperimentato, sia perché
la sua efficacia è del tutto teorica, sia perché la sua innocuità è
completamente ipotetica e infine perché sarà un vaccino che con-
terrà alte dosi di mercurio (fortemente tossico) e di adiuvanti di
dubbia tossicità che sono stati aggiunti per lo sforzo di cercare di
accrescerne la bassissima efficacia;
- l’irremovibilità con cui l’OMS porta avanti la sua politica pro-
vaccinazione di massa è tanto sospetta quanto antiscientifica e
molti ricercatori si chiedono cosa si nasconda dietro questa vac-
cinazione.

1
http://www.who.int/csr/don/2009_10_02/en/index.html.

7
INTRODUZIONE

Crediamo che ogni persona abbia non solo il diritto, ma anche il


dovere di informarsi adeguatamente su questo argomento, sia per
dare il proprio vero “consenso o dissenso informato” alla vacci-
nazione, ma anche per consigliare appropriatamente i propri fami-
liari che non potranno né informarsi né proteggersi: i bambini e
gli anziani.
Questa pubblicazione nasce da un attento e approfondito studio di
tutta la letteratura scientifica sull’argomento e in particolare è il
frutto della consultazione dei ricercatori che sono notoriamente
indipendenti dalle spinte commerciali che muovono i grandi inte-
ressi sanitari.
Oggi non possiamo più credere aprioristicamente ai mass media,

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


ma neppure ai grandi Enti governativi che dovrebbero salvaguarda-
re il nostro bene: noi siamo i primi responsabili della salute nostra
e dei nostri figli e se demandiamo ad altri il compito di salvaguar-
darla, rischiamo di perderla, talvolta anche in modo irreversibile.

Padova, 7 ottobre 2009

Dr. Roberto Gava

8
Capitolo 1

GENERALITÀ SULLA MALATTIA


INFLUENZALE

Per definire correttamente un’influenza, bisogna distinguere fin da


subito la malattia influenzale dalla sindrome influenzale.

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La malattia influenzale è una malattia respiratoria acuta ad eziolo-
gia virale specifica (nel senso che è ben identificabile un preciso
virus eziologico) che si presenta abitualmente come epidemia in-
vernale e si manifesta in genere con febbre, raffreddore, tosse, ce-
falea e malessere generale.
Anche la sindrome influenzale è una malattia respiratoria acuta ad
eziologia virale che si presenta abitualmente come epidemia inver-
nale e si manifesta, esattamente come la malattia influenzale, con
febbre, raffreddore, tosse, cefalea e malessere generale, però si dif-
ferenzia da quest’ultima per essere causata NON da un virus speci-
fico ma da alcune centinaia di altri tipi e sottotipi di patogeni respi-
ratori virali (per esempio tutti i tipi di virus che appartengono alle
famiglie dei paramixovirus, pneumovirus, rhinovirus, echovirus e
molti altri tipi meno comuni).
Pertanto, il termine “influenza” è usato in modo appropriato solo
quando si riferisce alla malattia influenzale, cioè a quella patologia
causata solo da un preciso virus: il virus influenzale.

Caratteristiche dei virus influenzali


Tutti i virus sono organuli molto piccoli (poche decine di nm)2
formati da un nucleo centrale di acido nucleico (RNA o DNA, che
prende il nome di genoma) associato ad una o più nucleoproteine e
rivestito da una protezione proteica (capside) composta da più uni-

2
Nm: nanometro; un nanometro è un milionesimo di millimetro.

9
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

tà elementari (capsomeri) disposte secondo una simmetria icosae-


drica o elicoidale.
In alcuni virus (in genere quelli ‘elicoidali’, come quello
dell’influenza), il capside è circondato da un ulteriore involucro
(pericapside o envelope), costituito da uno strato esterno lipidico
(formato da lipidi derivati dalla membrana della cellula infettata e
da glicoproteine codificate dal virus stesso) e da uno strato interno
proteico (formato dalla proteina di matrice, detta proteina M).
I virus dell’influenza, che appartengono alla famiglia Orthomyxo-
viridae e sono virus a RNA, sono classificati nei tipi A, B e C in
base alle caratteristiche antigeniche delle nucleoproteine e delle
proteine di matrice.

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Come vedremo, il virus di tipo A è la causa più frequente e più pato-
gena della malattia influenzale vera e propria che colpisce l’uomo.
L’RNA di questi virus, invece di essere costituito da un’unica mo-
lecola (come nella maggioranza dei virus), è composto da 8 seg-
menti di differente lunghezza che, durante la moltiplicazione vira-
le, si replicano indipendentemente l’uno dall’altro.
Questo tipo di replicazione del genoma spiega l’elevata facilità con
cui si formano ceppi virali con caratteristiche antigeniche sempre
diverse (questa è una prerogativa specialmente dei virus a RNA e,
come vedremo, è anche un grosso problema perché permette a que-
sti virus di modificarsi continuamente e quindi di rendere facilmen-
te vani i vaccini e i farmaci antivirali).3
L’involucro protettivo del genoma virale (capside) ha un involucro
esterno dal quale sporgono, come “spine”, delle glicoproteine:
- una a forma di bastoncino (a cui è legata l’emoagglutinina H),
- una a forma di fungo (a cui è legata la neuraminidasi N).
L’emoagglutinina rappresenta la componente per mezzo della qua-
le il virus aderisce ai recettori presenti sulle membrane delle cellule
animali e quindi se tale attività viene bloccata da specifici anticor-

3
Harper SA, Fukuda K, Cox NJ, Bridges CB; Advisory Committee on Immuniza-
tion Practices. Using live, attenuated influenza vaccine for prevention and con-
trol of influenza: supplemental recommendations of the Advisory Committee on
Immunization Practices (ACIP). Morbidity and Mortality Weekly Report Re-
comm Rep 52 (RR-13): 1-8; 2003.

10
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

pi4 diretti contro questo antigene, il virus non può aggredire le cel-
lule dell’apparato respiratorio e quindi non può entrare in esse e
moltiplicarsi.
La neuraminidasi, invece, è un enzima che interviene dopo che il
virus si è ampiamente moltiplicato all’interno della cellula anima-
le che ha infettato. Questo enzima permette il distacco delle parti-
celle virali neoformate dalla membrana cellulare infettata e quindi
il loro passaggio all’esterno per infettare altre cellule e diffondere
l’infezione. Pertanto, gli anticorpi contro questo enzima agiscono
limitando la diffusione dell’infezione da cellula a cellula.
Ne consegue che gli anticorpi anti-H (anti-emoagglutinina) sono
più importanti perché prevengono l’infezione cellulare impedendo

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il legame del virus sul recettore cellulare, mentre gli anticorpi anti-
N (anti-neuraminidasi) limitano soltanto la diffusione virale una
volta che l’infezione è già avvenuta.

Abbiamo detto che il virus influenzale è soggetto a facili e frequenti


modificazioni che gli permettono di causare infezioni sempre nuove
nelle popolazioni infettate. Queste sue variazioni si esprimono con-
cretamente anche con le variazioni dei suoi antigeni di superficie.5
L’emoagglutinina (principale antigene di superficie del virus in-
fluenzale) può andare incontro a notevoli variazioni antigeniche
che vengono divise in:
- variazioni antigeniche maggiori (definite anche come spostamen-
to antigenico o “antigenic shift”) in cui cambia completamente la
composizione dell’emoagglutinina;
- variazioni antigeniche minori (definite anche come deriva anti-
genica o “antigenic drift”) in cui ci sono solo modeste modifica-
zioni della emoagglutinina.
4
Anticorpi: proteine presenti nel sangue e che, prodotte dal sistema immunitario, aiu-
tano a identificare e distruggere i germi (virus o batteri) che attaccano l’organismo.
5
Antigene: qualsiasi sostanza che in un vertebrato ospite può indurre la formazione
di anticorpi specifici; il fatto che una sostanza si comporti da antigene in un parti-
colare ospite dipende dalla sua estraneità all’ospite e dalla struttura genetica
dell’ospite stesso, ma anche dalla dose e dalle caratteristiche fisiche dell’antigene.
Gli antigeni possono essere proteine, carboidrati, lipidi o acidi nucleici o contenere
elementi di ognuno o di qualcuno di essi, ma anche dei gruppi chimici organici o
inorganici attaccati alle proteine o ad altre macromolecole.

11
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

Queste variazioni antigeniche dell’emoagglutinina permettono di


suddividere il virus influenzale di tipo A in sottotipi.
Anche la neuraminidasi va incontro a variazioni antigeniche mag-
giori o minori e pertanto anche la sua variabilità permette di suddi-
videre il virus influenzale di tipo A in sottotipi.
Le variazioni antigeniche maggiori si hanno solo per il tipo A, in
genere compaiono improvvisamente e portano alla circolazione di
ceppi virali con caratteristiche antigeniche completamente diverse
da quelle normalmente in circolazione. Proprio per queste caratte-
ristiche e per il fatto che il tipo A induce patologie più gravi
nell’individuo infettato, i vari sottotipi del virus A sono quelli che
possono causare pandemie,6 in quanto si diffondono rapidamente e

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colpiscono la maggior parte della popolazione mondiale in gran
parte priva di anticorpi specifici, cioè di difese specifiche verso
quel particolare tipo di virus. Tali variazioni possono coinvolgere
sia l’emoagglutinina che la neuraminidasi, singolarmente o con-
temporaneamente. Se gli antigeni cambiano contemporaneamente,
la pandemia sarà più grave e la morbosità sarà più elevata (perché
si formano virus con entrambi gli antigeni di superficie nuovi),
mentre se si modifica uno solo dei due antigeni, la quota delle per-
sone che può essere infettata sarà inferiore, poiché è presente anco-
ra una certa immunità nella popolazione essendoci anticorpi verso
quella parte di antigene che non è stata modificata.
Molto più facili e frequenti di quelle maggiori sono le variazioni
antigeniche minori che sono responsabili delle epidemie influenza-
li stagionali che si manifestano ogni anno. Sono mutazioni punti-
formi dell’RNA che codifica l’emoagglutinina, avvengono in modo
progressivo e graduale e si verificano durante il passaggio del virus
da persona a persona.

I virus influenzali animali (aviari, equini e suini) sono di tipo A e


molti hanno gli antigeni H (emoagglutinina) ed N (neuraminidasi)
simili a quelli degli stipiti umani.

6
Pandemia: epidemia che si diffonde rapidamente e che quindi colpisce un’alta
percentuale della popolazione di una vasta regione geografica o che interessa un
continente o il mondo intero e che è caratterizzata da una particolare gravità o
mortalità.

12
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

Probabilmente, le ricombinazioni genetiche maggiori (variazioni


antigeniche maggiori) a cui va soggetto il virus di tipo A si verifi-
cano per interazioni tra virus umani e virus animali. Infatti, il virus
di tipo B, che non colpisce gli animali ma solo l’uomo, non presen-
ta queste importanti variazioni e causa quadri sintomatologici più
lievi, più costanti e meno diffusi.
Comunque, anche nel virus influenzale di tipo B sono state osser-
vate variazioni antigeniche, ma la loro entità non è tale da permet-
tere la suddivisione dei vari tipi nei sottotipi. Inoltre, si è visto che
tipi diversi possono circolare nello stesso periodo e talora nuove
varianti restano limitate a zone circoscritte.
Per quanto riguarda il virus influenzale di tipo C, invece, la sua com-

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posizione antigenica non sembra subire evidenti variazioni nel tempo.
La tabella sottostante elenca i principali tipi di virus influenzali, la
loro patogenicità per alcune specie animali e i rispettivi sottotipi
antigenici.

Tab. 1 - Classificazione dei virus influenzali.


Sottotipi di
Tipo Patogeno per Sottotipi di emoagglutinina
neuraminidasi
Uomo H1, H2, H3 N1, N2
Cavallo H3, H7 N7, N8
A
Suino H1 -
Uccello H3, H4, H5, H6, … N3, N4, N5, N6, …
B Uomo - -
C Uomo - -

Quindi, si può dire che:


- i virus influenzali di tipo A e B causano infezioni cliniche analo-
ghe, ma di differente gravità e diffusione;
- i virus influenzali di tipo A, proprio perché sono soggetti a fre-
quenti cambiamenti antigenici con formazione di ceppi virali mu-
tati che pertanto non vengono riconosciuti e neutralizzati dagli
anticorpi già presenti nella popolazione (e originati da precedenti
contatti virali), possono causare sia pandemie (epidemie estese
praticamente a tutto il mondo) sia infezioni potenzialmente gravi;
- i virus influenzali di tipo C causano infezioni lievi e asintomati-
che o scarsamente sintomatiche.

13
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

Pertanto, il grosso problema alla base dell’epidemiologia dell’in-


fluenza è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare,
cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che per-
mettono loro di aggirare la barriera costituita dall’immunità già
presente nella popolazione che ha avuto esperienze pregresse di in-
fezione con il virus influenzale.7

Epidemiologia della malattia influenzale


La malattia influenzale, anche se può manifestarsi con pochi casi
isolati, tipicamente esplode in forma epidemica annuale interessan-
do una quota cospicua della popolazione di una Nazione e non di

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rado coinvolge in forma pandemica molte regioni del mondo nel
giro di pochi mesi.
Le pandemie si presentano ad intervalli irregolari e sono tutte attri-
buibili al virus influenzale di tipo A.
In genere, le stagioni di maggior espressione di questa malattia so-
no l’autunno e l’inverno, nei climi temperati.
Le epidemie mostrano una certa periodicità: quelle da virus di tipo
A si manifestano ogni 2-3 anni, mentre quelle da virus di tipo B in-
sorgono ad intervalli maggiori (di solito ogni 3-5 anni).
Sebbene la maggior parte delle epidemie influenzali siano causate
da un singolo sierotipo, differenti virus possono presentarsi se-
quenzialmente in una stessa località o, simultaneamente, con un vi-
rus che predomina in una località e uno che predomina in un’altra
(anche questa caratteristica del virus influenzale, determinata sem-
pre dalla sua facile mutabilità antigenica, rende poco efficace il
vaccino antinfluenzale, nonostante per preparare quest’ultimo, di
solito, si usino 3 ceppi virali diversi).

Sappiamo che l’estensione e la gravità di una epidemia influenzale


dipendono dal grado di immunità presente nella popolazione: se il

7
Harper SA, Fukuda K, Cox NJ, Bridges CB; Advisory Committee on Immuniza-
tion Practices. Using live, attenuated influenza vaccine for prevention and con-
trol of influenza: supplemental recommendations of the Advisory Committee on
Immunization Practices (ACIP). Morbidity and Mortality Weekly Report Re-
comm Rep 52 (RR-13):1-8; 2003.

14
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

virus ha caratteristiche antigeniche nuove, si passa da una morbilità


media8 del 5-10% ad una del 30-50%, percentuale probabilmente
raggiunta nelle quattro pandemie che hanno colpito duramente il
mondo nel secolo scorso:
- quella del 1918 (la più grave) con il sottotipo H1N1 (la “Spagno-
la”, che si calcola abbia causato 40-50 milioni di decessi nel
mondo);
- quella del 1957-58 con il sottotipo H2N2 (“Asiatica”, con due mi-
lioni di decessi);
- quella del 1968-69 con il sottotipo H3N2 (“Hong Kong”, un mi-
lione di decessi);
- quella del 1976-77 che fu meno grave non solo perché avvenne in

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


condizioni igienico-sociali diverse, ma anche perché sostenuta
dal ritorno del sottotipo H1N1, verso il quale, probabilmente,
molte persone erano ancora parzialmente immunizzate.
Non va dimenticato che la pandemia del 1918 ha provocato molte
morti soprattutto per polmonite batterica e specialmente tra i ceti
più poveri (soggetti mal alimentati e che vivevano in case affollate,
insalubri e fredde).
Nelle altre due grandi pandemie, del 1957 e del 1968, la letalità
non è stata altissima per le nettamente migliorate condizioni igieni-
che della popolazione, ma forse anche per la disponibilità degli an-
tibiotici per trattare le polmoniti batteriche secondarie.
Indipendentemente da molti messaggi terrificanti che si sentono in
questi ultimi anni (cfr più avanti), non credo compariranno ancora
grandi pandemie spontanee, perché le nostre condizioni igieniche e
socio-sanitarie sono sicuramente migliorate in questo ultimo seco-
lo, ma non si può escludere che ciò che non farebbe la Natura non
lo possa fare l’uomo creando in laboratorio virus anomali con ca-
ratteristiche e patogenicità totalmente insolite e proprio per questo
altamente morbigene.
Infatti, anche la famosa influenza Aviaria, che è un’infezione che
colpisce i volatili (tanto uccelli selvatici che volatili domestici), che
viene trasmessa dal virus di tipo A/H5N1 e che sporadicamente ha
contagiato anche l’uomo, era stata propagandata come una temibile

8
Morbilità: frequenza percentuale di una malattia in una collettività.

15
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

e mortale pandemia. Per timore dell’Aviaria, sono stati uccisi mi-


gliaia di volatili, sono state emanate proibizioni molto restrittive e
sono stati spesi milioni di euro e poi … la “pandemia” si è risolta
con un contagio di 317 persone dal 2003 al luglio 2007 e ci furono
solo 191 decessi, che riguardarono soggetti che vivevano in condi-
zioni igieniche peraltro molto precarie e di stretta convivenza con
gli animali.

Le epidemie stagionali si verificano spesso in due ondate:


- la prima ondata colpisce di solito i bambini in età scolare e i loro
contatti familiari (in genere le persone più giovani);
- la seconda ondata riguarda soprattutto i soggetti allettati o istitu-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


zionalizzati, in particolare gli anziani.
Nelle epidemie e nelle pandemie di solito si osserva che, mentre
l’interessamento dei bambini di età inferiore ad un anno è note-
volmente scarso e poco colpito è anche il gruppo dei bambini di 1-
5 anni (età pre-scolare), l’incidenza dell’influenza è invece massi-
ma tra i 6 e i 14 anni (con valori anche 3-4 volte maggiori degli al-
tri gruppi di età), si abbassa poi nel gruppi di 15-24 anni, tende ad
aumentare nel gruppo dei 25-34 anni e poi torna a diminuire nelle
età più avanzate.

Tab. 2 - Incidenza della malattia influenzale nelle varie classi di età.


Fasce di età Incidenza
0 - 1 anni scarsa
1 - 5 anni lieve
6 - 14 anni massima
15 - 24 anni media
25 - 34 anni moderata
35 - 54 anni media
Sopra i 55 anni lieve

Diffusione e sintomatologia della malattia influenzale


La diffusione dei virus influenzali avviene per contatto interperso-
nale o attraverso le goccioline aeree che infettano direttamente le
persone o attraverso gli oggetti contaminati dalle goccioline stesse.

16
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

Il tempo di incubazione è di 1-4 giorni e dopo un breve periodo di


astenia, di indolenzimento muscolare e talvolta di dolori generaliz-
zati, compare un esordio con brividi e febbre anche elevata che si
instaura entro 24 ore. È frequente pure una cefalea associata spesso
a dolori oculari e fastidio alla luce.
I sintomi respiratori iniziali sono di solito lievi, con mal di gola ra-
schiante, bruciore retrosternale, tosse secca e raffreddore. Succes-
sivamente, la tosse diventa produttiva, la cute diventa calda e rossa,
la gola s’infiamma e duole, gli occhi diventano lucidi e lacrimano
facilmente e ci possono essere nausea e vomito (il vomito è più
frequente nei bambini).
I sintomi acuti regrediscono dopo 2-3 giorni, anche se in alcuni ca-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


si (soggetti immunologicamente più deboli) si prolungano ed è fa-
cile che compaiano delle complicazioni bronchiali.
La convalescenza è facilmente caratterizzata da debolezza, sudora-
zione e astenia, sintomi che possono persistere anche diversi giorni
dopo la cessazione delle febbre.

Complicanze
I soggetti immunologicamente più deboli possono andare incon-
tro a complicanze per sovrainfezione batterica. Quest’ultima può
causare più frequentemente sinusite, otite o bronchite. In taluni
soggetti particolarmente immunodepressi o in trattamento con
farmaci immunosoppressori (come i corticosteroidi), talvolta la
bronchite può complicarsi con una polmonite generalmente indi-
cata dalla persistenza di febbre, tosse e altri sintomi respiratori ol-
tre i 5-7 giorni.
Encefalite, miocardite e mioglobinuria sono complicanze molto ra-
re e di solito si manifestano durante la convalescenza.
La sindrome di Reye, caratterizzata da encefalite, steatosi epatica,
ipoglicemia e iperlipidemia, è fortemente associata con le epidemie
di influenza di tipo B, in particolare in bambini che hanno assunto
acido acetilsalicilico (Aspirina®).
Queste complicanze della malattia influenzale stagionale sono par-
ticolarmente delicate nei bambini piccoli e negli anziani con pato-
logie croniche (specie se a carico del sistema immunitario e/o
broncopolmonare e/o cardiovascolare) ed è quindi ovvio che in tali

17
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

casi sia necessario seguire fin dall’inizio questi soggetti con una
particolare attenzione.

Mortalità
La sindrome influenzale viene pubblicizzata come una delle più
comuni cause di morte e tutti ormai sanno che di influenza si può
anche morire, ma questo concetto non è vero, perché è molto raro
morire di influenza, dato che la condizione che più comunemente
porta a morte è la broncopolmonite batterica secondaria (prevalen-
temente lobare o segmentale).
L’epidemiologo Tom Jefferson, famoso esperto di vaccini, intervi-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


stato da Spiegel online International ha commentato:9 “Nel caso
degli anziani che muoiono di polmonite durante una sindrome in-
fluenzale, nessuno è mai andato a controllare se questi soggetti so-
no morti veramente di influenza o di qualche altro virus. Si ritiene
che solo il 7% delle sindromi influenzali sia veramente causate dal
virus dell’influenza!”.
Si pensa che in una popolazione di 50 milioni di persone, la ‘nor-
male’ mortalità annuale in seguito a sindrome influenzale sia di
circa 1.000 persone, cioè 1 persona ogni 50.000 abitanti (qui però
parliamo di sindrome influenzale e non di influenza vera e propria,
perché è difficile separare le patologie dato che si esprimono con la
medesima sintomatologia e che i test di laboratorio utili per
l’individuazione del virus non vengono comunemente utilizzati).
Ad esempio, si calcola che nella sola Spagna (40 milioni di abitan-
ti), durante un inverno “normale” i decessi per sindrome influenza-
le siano circa 1500-3000.10
Pertanto, se è vero che solo il 7% delle sindromi influenzali è cau-
sato dal virus influenzale vero e proprio, significa che solo il 7% di
quelle morti è collegato al virus influenzale.
La mortalità è andata calando negli ultimi decenni, mentre prece-
dentemente poteva toccare punte molto più elevate: nel decennio

9
http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,637119-2,00.html.
10
http://www.equipocesca.org/actividades-preventivas/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad.

18
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

del 1930, la mortalità in Italia era di 1 decesso ogni 3-5.000 abitan-


ti (25-30 morti ogni 100.000 abitanti).11
Anche se l’influenza colpisce prevalentemente i giovani, la morta-
lità invece riguarda prevalentemente gli anziani (l’84% dei decessi
riguarda soggetti anziani con età pari o superiore a 65 anni12) oppu-
re i “pazienti ad alto rischio”, che sono costituiti dai portatori di
patologie croniche cardiopolmonari, nonché di diabete mellito e
malattie metaboliche, malattie renali con insufficienza renale, ma-
lattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, sindromi im-
munodepressive o sindromi da malassorbimento intestinale.
Un’appropriata terapia antibiotica riduce il tasso di mortalità solo
quando è imputata una polmonite batterica secondaria all’infezione

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virale.

Terapia farmacologica
La terapia farmacologica è sempre sintomatica, perché la vera tera-
pia eziologica sarebbe quella che attiva e ripristina le normali dife-
se immunitarie dell’organismo, dato che è questo il vero motivo
che permette la instaurazione della malattia influenzale.
Tanti Governi, compreso il nostro, hanno fatto molte scorte di far-
maci antivirali ai quali i virus di tipo A e B sono risultati più o me-
no sensibili (intendiamo parlare dei farmaci oseltamivir [Tamiflu®]
e zanamivir [Relenza®], che sono antivirali ad azione inibitrice la
neuraminidasi). In questo modo, però, i Governi fanno passare alla
popolazione un messaggio indiretto di protezione certa se si ricorre
a questi farmaci, ma è noto che la sensibilità del virus all’antivirale
che è stata riscontrata in vitro è un dato di significato estremamente
diverso dall’efficacia clinica di questi farmaci, che nella pratica si
sono dimostrati non utili né verso l’influenza stagionale né verso
l’influenza da virus A/H1N1.
Inoltre, l’uso estensivo e quindi irrazionale di questi antivirali
(che dovrebbero essere usati solo in certe particolari condizioni di

11
Albano A. e Selvaggio L. Manuale di Igiene. II ed. Piccin Editore, Padova,
1987, pagg. 154-155.
12
Mengano V. Influenza e Omeopatia: una possibilità terapeutica in più. Edizio-
ni Salus Infirmorum, Padova, 2009.

19
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

rischio) comporta necessariamente una condizione di stress per la


popolazione virale e questa è proprio la condizione principale che
ne favorisce la mutazione e quindi la selezione di ceppi resistenti
ai farmaci, come effettivamente sta accadendo in molte parti del
mondo.13, 14 A tale proposito, va detto che stanno aumentando in
tutto il mondo anche segnalazioni di ceppi del virus A/H1N1 resi-
stenti al farmaco oseltamivir [Tamiflu®] proprio a causa della sua
eccessiva (e spesso sconsiderata) assunzione da parte della popo-
lazione.15
In ogni caso, bisogna ricordare che gli antivirali sono efficaci solo
se vengono somministrati entro 1-2 giorni dall’esordio dei sintomi
e sono utili solo nel ridurre di al massimo un giorno la durata del-

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la sintomatologia influenzale, ovviamente con il rischio di causare
numerosi e anche gravi effetti indesiderati nel ricevente. Pertanto,
il ricorso agli antivirali è tutt’altro che consigliato e comunque non
è neppure di concreta utilità, se si escludono alcuni gruppi molto
selezionati di pazienti ad elevato rischio di complicazioni per infe-
zione influenzale, nei quali, peraltro, non sono disponibili prove di
un beneficio effettivo di questi farmaci.16
Nonostante ciò e nonostante la proibizione del National Institute for
Clinical Excellence sugli antivirali nel trattamento dell’influenza che
raccomandava la somministrazione di questi farmaci solo sopra i 13
anni di età,17 l’uso degli antivirali è stato esteso recentemente anche
ai bambini sotto l’anno di età e nelle donne gravide in base ad una
valutazione teorica di maggior beneficio rispetto al rischio in cui
questi soggetti posso incorrere. Quest’ultimo, però, è un ragiona-
mento molto discutibile e scientificamente non accettabile, se si pen-
sa agli effetti indesiderati degli antivirali e alla mancanza di una spe-

13
http://www.who.int/csr/disease/swineflu/notes/h1n1_antiviral_use_20090925/en/index.html
14
Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 255.
15
http://www.who.int/csr/don/2009_09_18/en/index.html.
16
The Merck Manual. 5a Edizione Italiana della 18a edizione inglese, Springer,
2007, pag. 1686.
17
Agenzia Italiana del Farmaco. Guida all’uso dei farmaci - 4. Elsevier Masson,
2007, pag. 292.

20
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

rimentazione adeguata in tali gruppi di persone. Infatti, sono nume-


rose e gravi le reazioni avverse segnalate in bambini giapponesi do-
po la somministrazione di oseltamivir. In uno studio del BPCA (Best
Pharmaceuticals for Children Act) diffuso anche dalla FDA,18 sono
stati riportati eventi neurologici e psichiatrici come delirio, allucina-
zioni, confusione mentale, comportamento anormale, convulsioni ed
encefalite; inoltre, sono stati registrati anche 12 decessi. Oltre a que-
sti gravi danni neuro-psichiatrici, il medesimo farmaco può anche
causare nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, astenia, insonnia,
vertigini, epatite, necrolisi epidermica tossica e trombocitopenia.19, 20
Se è vero che in alcuni di questi casi la relazione tra Tamiflu® e
morte è difficile da valutare, resta non discutibile il concetto che

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non è prudente per tutti i bambini assumere questo farmaco, specie
in considerazione del fatto che la malattia influenzale è una pato-
logia che quasi sempre si risolve spontaneamente.
Comunque, la tossicità dei farmaci antivirali è stata confermata an-
che dal rilievo che, durante la recente epidemia di influenza “Sui-
na” A/H1N1 a Londra, la metà dei bambini curati con oseltamivir
presentò effetti indesiderati (in genere relativamente lievi come
vomito e malessere) e il 18% di essi presentò importanti disturbi
neuro-psichiatrici.21

18
http://www.fda.gov/Drugs/DrugSafety/PostmarketDrugSafetyInformationforPatientsand-
Providers/ucm107840.htm.
19
Holodniy M, Penzak SR, Straight TM, et al. Pharmacokinetics and tolerability
of oseltamivir combined with probenecid. Antimicrob Agents Chemother. 2008
Sep; 52 (9): 3013-21.
20
Raisch DW, Straight TM, Holodniy M. Thrombocytopenia from combination
treatment with oseltamivir and probenecid: case report, MedWatch data sum-
mary, and review of the literature. Pharmacotherapy. 2009 Aug; 29 (8): 988-92.
21
Kitching A, Roche A, Balasegaran S et al. Oseltamivir adherence and side effects
among children in three London schools affected by influenza A (H1N1). May
2009. An Internet based cross sectional survey. Eurosurvillance 2009; 29: 1-4.

21
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

Trattamento personalizzato
Come sempre, il primo passo per guarire o per migliorare le nostre
condizioni di salute è quello di prendere coscienza che non siamo
perfetti e che dobbiamo migliorarci.
Se ci siamo ammalati, significa che abbiamo indebolito il nostro
sistema immunitario e quindi che dobbiamo prima di tutto ripo-
sarci e assumere una alimentazione adeguata, ma significa anche
che dobbiamo fermarci e riflettere sul nostro modo di vivere e di
comportarci.
La malattia è sempre occasione di miglioramento, ma dipende da
noi migliorare o meno la nostra condizione.

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Sapremo cogliere l’occasione della malattia per fare il punto
sulla nostra situazione e correggere il nostro cammino di vita?
Sapremo cogliere l’occasione di una piccola malattia per evitare
i fattori che abbiamo sperimentato essere capaci di favorire il
nostro indebolimento organico in modo da correggerli ed evitare
che la prossima volta il nostro organismo vada incontro ad una
patologia di gravità uguale o maggiore?
Dipende da noi!

Il problema non sono i batteri o i virus: essi sono sempre pre-


senti fuori di noi e in noi.
Il vero problema siamo noi stessi, il nostro credere di sapere, il no-
stro credere che non ci siano alternative al nostro modo di vivere …
Spesso, nella nostra presunzione risiede la causa della quasi totali-
tà delle malattie prevenibili.
Se ci ammaliamo di influenza significa che siamo immunologica-
mente deboli e ciò significa solamente che NOI abbiamo indebolito
il nostro sistema immunitario.
Dobbiamo allora chiederci: “Quale dei miei comportamenti ha in-
debolito il mio sistema immunitario?”.
Di solito, l’esperienza insegna che le cause più frequenti sono:
- pasti sbilanciati,22

22
Gava R. L’uomo, la malattia e il suo trattamento. Vol. 4o. Edizioni Salus Infir-
morum, Padova, 1999.

22
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

- vita sregolata,
- ingestione di sostanze tossiche con cibi, bevande, aria, ecc.,23
- poche ore di sonno,
- scarsa o assente attività fisica,
- scarsa attività ricreativa o distensiva,
- conflitti interiori o tensioni con coloro che ci stanno vicini a casa,
al lavoro, ecc.,
- scarso o errato spazio alla nostra interiorità spirituale ...

Ecco dove ci può portare una riflessione indotta da una sempli-


ce malattia!

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Ben vengano allora pochi giorni di febbre, se questi ci permettono
di riflettere e rivedere il nostro comportamento, perché, lo ripeto,
un indebolimento prolungato e intenso del nostro sistema immuni-
tario può causare, negli anni e sempre in modo silenzioso, malattie
ben più gravi dell’influenza!
Anche per questi motivi il trattamento farmacologico o vaccinale,
che tra l’altro sono entrambi carichi di effetti indesiderati perché
possono di per se stessi causare patologie, se (nei pochi casi in cui
sono efficaci) ci impediscono di ammalarci, potrebbero anche, e-
stremizzando il discorso, farci perdere l’occasione di impostare un
vero trattamento adatto al nostro personale caso.
Possono invece essere più razionali e sicuramente più innocui al-
cuni trattamenti naturali come quello omeopatico.24
Comunque, come suggerisce il Dr. Ho Mae-Wan25: “È ben noto
che ci sono modi più sicuri e più efficaci per combattere la pande-
mia influenzale rispetto la vaccinazione di massa: lavarsi spesso le
mani, starnutire in un fazzoletto di carta che si può presto gettare,

23
Gava R. L’uomo, la malattia e il suo trattamento. Vol. 3o. Edizioni Salus Infir-
morum, Padova, 1999.
24
A tale proposito rinvio ad un altro mio libro che tratta più specificatamente que-
sto argomento: Gava R. La Sindrome Influenzale in bambini e adulti. Edizioni
Salus Infirmorum, Padova, 2007.
25
Il Dr. Ho è un famoso genetista molto critico nei confronti dell’ingegneria ge-
netica e autore di numerosi libri su questo argomento; cfr http://en.wikipedia.-
org/wiki/Mae-Wan_Ho.

23
Capitolo 1 - GENERALITÀ SULLA MALATTIA INFLUENZALE

evitare riunioni non necessarie, mangiare in modo sano, fare eser-


cizio fisico e assumere dosi adeguate di vitamina D per aumentare
la propria immunità naturale”.26

SINTESI DEL CAPITOLO 1

- La malattia influenzale e la sindrome influenzale sono clinicamente so-


vrapponibili, ma mentre la prima è causata dal solo virus influenzale e
quindi può rispondere alla vaccinazione influenzale, la seconda è cau-
sata da circa 300 tipi diversi di virus e non risponde alla vaccinazione
antinfluenzale.
- Il virus influenzale, come tutti i virus a RNA, è soggetto a molte variazioni

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dei suoi antigeni di superficie e quindi si possono facilmente formare
ceppi virali resistenti ai farmaci antivirali e al vaccino antinfluenzale.
- La gravità di una epidemia da virus influenzale non dipende solo dalle
caratteristiche del virus (specie di tipo A, che è il più patogeno), ma in
modo particolare dalle condizioni igienico-alimentari (e quindi immuni-
tarie) dei soggetti esposti all’infezione. Proprio per questo motivo, è
molto difficile che nelle nostre regioni scoppi una vera pandemia da vi-
rus influenzale indigeno come quella della Spagnola del 1918.
- Il virus influenzale ben raramente causa una patologia mortale, mentre
ciò è possibile se, per le precarie condizioni igienico-alimentari del
soggetto o per età avanzata o per preesistenti patologie, si instaura una
sovrainfezione batterica che può causare una complicazione bronco-
polmonare e/o cardiovascolare.
- Il trattamento della malattia influenzale con i farmaci antivirali è scarsa-
mente efficace, di scarsa utilità (riduce la durata della malattia di un solo
giorno) ed è carico di pericolosi effetti indesiderati, specie nei bambini.
- Il vero, efficace, duraturo e innocuo trattamento della malattia influen-
zale è quello che viene scelto in base alle caratteristiche personali del
singolo individuo e che mira a correggere gli errori comportamentali
che hanno causato l’indebolimento del sistema immunitario permetten-
do l’infezione virale.

26
Ho M. W. How to stop bir flu instead of the vaccine-antiviral model. Science in
Society 35. 40-42, 2007.

24
Capitolo 2

DIFFERENZE TRA MALATTIA


INFLUENZALE
E SINDROME INFLUENZALE

Abbiamo già chiaramente spiegato che la vera influenza (malattia

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influenzale) è causata dal virus influenzale, mentre la sindrome
influenzale è invece causata da molti virus diversi da quello
dell’influenza, virus che ovviamente NON potranno mai rispon-
dere ad un eventuale vaccino perché è ovvio che questo induce
una risposta anticorpale che è sempre rigidamente specifica nei
confronti dell’antigene utilizzato.
Dal punto di vista clinico, praticamente non esistono differenze si-
gnificative tra malattia influenzale e sindrome influenzale, perché
sia i sintomi, sia l’età a rischio, sia le possibili complicanze sono
abbastanza sovrapponibili.
In realtà, alcune differenze sono possibili in base al virus coinvolto,
perché, ad esempio, alcuni virus come i paramixovirus possono da-
re una forma febbrile che poi si esprime prevalentemente con una
laringo-tracheo-bronchite acuta, mentre altri virus come i rhinovi-
rus possono dare una forma febbrile che si esprime poi con un forte
raffreddore. Comunque, dato che anche il virus dell’influenza può
dare sintomi a livello del naso o di laringe-trachea-bronchi, alla fi-
ne è molto difficile essere sicuri che un singolo paziente sia stato
colpito da un certo virus invece di un altro.
Sempre cercando le differenze tra malattia influenzale e sindrome
influenzale, se passiamo dalle differenze clinico-microbiologiche a
quelle epidemiologiche, possono esserci utili due studi americani.
Il primo studio ha cercato di delineare l’epidemiologia delle infe-
zioni respiratorie virali nella popolazione pediatrica e adulta e ha
fatto emergere quanto esposto nella tabella che segue.

25
Capitolo 2 - DIFFERENZE TRA MALATTIA E SINDROME INFLUENZALE

Tab. 3 - Numero di episodi di infezioni respiratorie virali nella popolazione


27
americana studiata.
Fasce di età Numero di episodi
0 - 2 anni 6 episodi/anno
3 - 9 anni 4 episodi/anno
Sopra i 60 anni 1 episodi/anno

Da questi dati si vede che i bambini sono molto più esposti alle in-
fezioni respiratorie virali rispetto gli adulti e che l’età più a rischio
è quella sotto i 2-3 anni.
Infatti, la morbosità28 dei virus è maggiore in questa età sia per la
maggior probabilità di esposizione dei bambini (spesso frequenta-

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no asili o altri bambini), sia per l’incompleto sviluppo del loro si-
stema immunitario, sia per la mancata esposizione ad antigeni vira-
li negli anni precedenti e quindi per la mancata disponibilità di an-
ticorpi specifici.
In genere, in Italia, nonostante lo scarso numero dei casi denun-
ciati (la denuncia sarebbe obbligatoria), la morbosità della sin-
drome influenzale oscilla dal 5 al 10% della popolazione, con in-
cidenze maggiori nelle collettività, a causa degli stretti rapporti
tra le persone.
Il secondo studio statunitense, che analizza quali sono i singoli vi-
rus che causano le infezioni respiratorie, ha fornito dei dati inaspet-
tati che vengono esposti dalla tabella successiva.29
Quindi, il virus dell’influenza viene isolato nel 30% dei soggetti
apparentemente sani e asintomatici, mentre nel corso di una sinto-
matologia da sindrome influenzale questo virus viene isolato solo
nel 9% dei casi totali (bambini e adulti). Pertanto, secondo i dati
espressi da questo studio, solo il 9% delle patologie che si espri-
mono con la sintomatologia influenzale sono causate dal vero virus

27
Monto A. S. Epidemiology of viral respiratory infections. Am. J. Med. 112
(suppl. 6A): 45; 2002.
28
Morbosità: capacità di provocare una malattia; rapporto percentuale tra il nume-
ro dei casi di una malattia e la popolazione.
29
Monto A. S. Epidemiology of viral respiratory infections. Am. J. Med. 112
(suppl. 6A): 45; 2002.

26
Capitolo 2 - DIFFERENZE TRA MALATTIA E SINDROME INFLUENZALE

influenzale e quindi solo questo ristretto numero di casi sarebbe


stato teoricamente prevenibile dalla vaccinazione antinfluenzale30.

Tab. 4 - Germi isolati nella popolazione generale statunitense studiata (bam-


bini e adulti), senza e durante infezioni respiratorie.
Germe Senza malattia Durante malattia
Rhinovirus 35% 34%
Virus influenzale 30% 9%
Virus parainfluenzale 12% 4%
Virus respiratorio sinciziale 11% 4%
Adenovirus 8% 2%
Coronavirus - 8%
Altri virus 4% 14%

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Batteri - 23%
Sconosciuto - 2%
Totale 100% 100%

I dati italiani disponibili sono del tutto sovrapponibili: solo il 12,27%


dei casi di sindrome influenzale (in soggetti adulti) è causati dal vi-
rus dell’influenza e nei bambini la percentuale è addirittura netta-
mente inferiore (circa il 8%).31
Tutto questo ci fa dedurre che:
- su 100 persone che si ammalano di sintomi influenzali, solo in
circa 10 la sintomatologia è causata dal virus dell’influenza;
- se tutte e 100 queste persone venissero vaccinate, solo 3-6 di loro
eviterebbero l’influenza (perché il vaccino protegge solo il 30-
60% dei soggetti che si ammalano a causa del virus influenzale);
- i soggetti che non hanno benefici dalla vaccinazione (94-97%),
sono comunque a rischio dei non pochi e non irrilevanti effetti
indesiderati del vaccino.

30
Ricordiamo che la vaccinazione antinfluenzale non protegge tutti i vaccinati,
ma solo il 30-60% di loro dopo due dosi di vaccino.
31
Bollettino di Informazione sui Farmaci 5-6; 2003.

27
Capitolo 2 - DIFFERENZE TRA MALATTIA E SINDROME INFLUENZALE

SINTESI DEL CAPITOLO 2

- È molto difficile, e spesso impossibile, differenziare solo clinicamente (e


quindi senza test laboratoristici specifici) la malattia influenzale dalla
sindrome influenzale.
- I bambini sono molto più esposti alle infezioni respiratorie virali rispet-
to gli adulti e l’età più a rischio è quella sotto i 2-3 anni.
- Solo il 9-10% delle patologie che si esprimono con la sintomatologia in-
fluenzale sono causate dal vero virus influenzale.
- Una vaccinazione antinfluenzale può proteggere solo una minima parte
di persone, mentre la grande maggioranza di esse non avrà alcun bene-
ficio, ma sarà a rischio di incorrere nei non pochi e non irrilevanti ef-

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fetti indesiderati del vaccino.

28
Capitolo 3

INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1:


ESTRAPOLAZIONI SU DATI
EPIDEMIOLOGICI

L’influenza “Suina” ha fatto la sua comparsa nell’aprile 2009, ini-

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zialmente in Messico, poi negli Stati Uniti e successivamente in
numerosi altri Paesi del mondo, tra cui anche l’Italia.
È caratterizzata da un nuovo virus A/H1N1 che è stato subito af-
frettatamente etichettato a rischio di pandemia solo perché si tra-
smette molto velocemente da uomo a uomo, senza però considerare
la gravità della sua capacità patogena, come si avrebbe dovuto fare.
Per esempio, se altri microrganismi hanno avuto bisogno di almeno
sei mesi per diffondersi in tutto il mondo, la nuova influenza si è
propagata in molto meno (1-2 mesi).

È apparso fin da subito come un virus nato da un mix tra due virus
endemici della popolazione suina (uno americano e l’altro eurasia-
tico, forse nati in qualche grande allevamento intensivo di maiali),
con un virus aviario e un virus umano (il maiale, infatti, ha la pecu-
liarità di supportare la replicazione sia di virus umani che aviari).
Secondo alcuni Autori, un tale ibrido non può essere nato sponta-
neamente in Natura, ma è molto più probabile che sia stato creato
in laboratorio.32

Il 24 aprile 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)


emetteva il primo bollettino ufficiale sull’influenza A/H1N1. Veni-

32
Duveen P. Virologist to make his case for lab origin of swine flu. Oped-
news.com, 4 July 2009, http://www.opednews.com/articles/Virologist-to-make-
his-cas-by-Peter-Duveen-090630-103.html.

29
Capitolo 3 - INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1

vano descritti i primi casi negli USA e in Messico e il virus veniva


presentato come un virus assolutamente nuovo.
Nel giro di poche settimane, sul sito dell’OMS piano piano sono i-
niziate a comparire dichiarazioni sulla morbosità e in particolare
sulla pericolosità di questo virus, con le contemporanee precisazio-
ni relative alla difficoltà di preparare per tempo un vaccino, e gior-
no dopo giorno sono comparsi messaggi preoccupanti che ovvia-
mente seminavano paura nei Lettori. In contrasto con queste noti-
zie, nell’altro emisfero, quello australe, che sviluppa le influenze
invernali durante le nostre primavere/estati e che era già stato col-
pito dall’influenza A/H1N1, sembrava che l’epidemia interessasse
poco e quindi che per loro non fosse certamente preoccupante.

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L’11 giugno 2009, comunque, l’OMS ha dichiarato questa influen-
za come “Pandemia di Livello 6”: il grado massimo di pericolo
pubblico.33

L’ultimo aggiornamento dell’OMS (Pandemic H1N1 2009 - upda-


te 68), pubblicato il 2 ottobre 2009, indica 343.298 casi in tutto il
mondo, con 4.108 morti (1,2%).34 In realtà, il vero problema di
questi dati è che non si sa assolutamente quanti di questi 343.298
casi siano causati veramente dal virus A/H1N1 e quanti invece sia-
no causati da altri virus. Infatti, nello stesso documento dell’OMS
si legge che in tutto il mondo sono stati eseguiti solo poco più di
10.000 test per verificare il virus responsabile del contagio. Non
sappiamo quanti di questi test siano risultati positivi per l’A/H1N1
ma, dato che il test è ritenuto poco sensibile nel diagnosticare cor-
rettamente il virus imputato, si sa che è stato sospeso e attualmente
non viene più utilizzato per la diagnosi laboratoristica.
Inoltre, va aggiunto che il tasso di mortalità dello 1,2% è poco in-
dicativo anche perché moltissime forme lievi passano sicuramente
inosservate e, dato che il virus A/H1N1 è un virus ritenuto poco
pericoloso ma molto contagioso, è molto verosimile che la mortali-
tà sia enormemente inferiore.

33
http://www.who.int/pmnch/media/membernews/2009/20090611_who/en/.
34
http://www.who.int/csr/don/2009_10_02/en/print.html.
Capitolo 3 - INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1

L’OMS non testerà più i casi sospetti di influenza da virus


A/H1N1
Anche il CDC di Atlanta ha dato il proprio assenso allo stop dei
test sierologici decisi dall’OMS. Il Dr. Michael T. Osterholm, di-
rettore del Centro per la ricerca e le politiche sulle malattie infetti-
ve dell’Università del Minnesota (USA), ammette che i test esi-
stenti per confermare l’influenza A/H1N1 non sono certi. Perciò,
l’OMS ha deciso di fermare i test che in ogni caso non forniscono
alcun dato scientifico su chi ha l’A/H1N1 e chi no e ha altresì deci-
so di smettere di contare qualsiasi risultato di test in tutto il mondo,
affermando che “possiamo supporre che quasi tutti i casi siano di

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influenza Suina A/H1N1”.
Abbiamo imparato, dalle prime pagine di questo libro, che l’influ-
enza A/H1N1 non si distingue clinicamente dall’influenza stagio-
nale e che entrambe non si distinguono clinicamente dagli innume-
revoli virus che causano la sindrome influenzale. Come fa allora
l’autorevole OMS a “supporre che quasi tutti i casi siano di in-
fluenza Suina”?

QUESTA SAREBBE LA SCIENZA IN BASE ALLA QUALE CI VERREBBE


DETTO E QUASI IMPOSTO DI VACCINARE I NOSTRI FIGLI?

Ci chiediamo inoltre: il vero motivo per cui non si vogliono più te-
stare i casi di influenza A/H1N1 è solo quello dell’incertezza della
possibilità di porre una diagnosi laboratoristica certa oppure si vuo-
le invece essere liberi di poter fantasticare sull’estensione epide-
miologica dell’epidemia?
Ovviamente a questa domanda potrebbero rispondere solo gli e-
sperti dell’OMS che conoscono molti più retroscena di noi.

31
Capitolo 3 - INFLUENZA DA VIRUS A/H1N1

SINTESI DEL CAPITOLO 3

- Il virus A/H1N1 è un mix tra due virus influenzali suini, un virus aviario
e uno umano.
- Il virus A/H1N1 è un nuovo virus caratterizzato da elevata contagiosità
e scarsa mortalità, ma nonostante quest’ultimo dato, l’OMS ha dichia-
rato che questa epidemia va considerata una pandemia di massimo
grado (Livello 6).
- Dato che è ben poco affidabile il referto del test che accerta la veridici-
tà di una infezione da virus A/H1N1 distinguendola da quella causata
da un altro dei numerosi virus imputabili nella sindrome influenzale,
l’OMS ha deciso di non eseguire più alcun test di verifica diagnostica e

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ha ingiustificatamente deciso di imputare all’A/H1N1 tutti i nuovi casi
di sindrome influenzale.

32
Capitolo 4

DIFFERENZE TRA INFLUENZA DA VIRUS


A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

Principali caratteristiche dell’influenza da virus A/H1N1

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Abbiamo già detto che è molto facile confondere la comune malat-
tia influenzale stagionale sia con l’influenza da virus A/H1N1 sia
con il quadro clinico di una qualsiasi sindrome influenzale causata
da centinaia di altri tipi virali.
La tabella successiva riassume schematicamente le caratteristiche
principali dell’influenza causata da questo virus “pandemico” dif-
ferenziandola dalle caratteristiche di una comune virosi influenzale
stagionale.
Per quanto riguarda la gravidanza, non esiste alcun dato in lettera-
tura, ma si può certamente tranquillizzare una gravida che è risulta-
ta affetta da influenza da virus A/H1N1, perché di solito questa non
crea problemi aggiuntivi, né alla madre né al bambino, rispetto una
comune influenza stagionale.
Pertanto, il consiglio a coloro che sono in “dolce attesa” è di fare
una vita normalmente sana, sia personale, che familiare, che pro-
fessionale.

A proposito di mortalità dell’influenza da virus A/H1N1


Va subito detto che mancano studi epidemiologici in merito e che i
dati sono molto orientativi e probabilmente arrotondati per grande
eccesso, dato che non si fa alcun test diagnostico per individuare il
tipo di virus influenzale coinvolto.

33
Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

Tab. 5 - Differenze sintetiche tra l’influenza da virus A/H1N1 e la comune in-


35
fluenza stagionale.
Influenza da virus Influenza stagionale
A/H1N1 comune
Varie combinazioni degli
antigeni di superficie H
Virus A H1N1
(H1, H2, H3) ed N (N1,
N2)
Giovani (età < di 65 an-
ni); gli anziani sono più
Età a rischio Anziani (età > di 65 anni)
protetti da epidemie pre-
gresse con virus simili
Maggiore (si è parlato

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Minore (si parla di epi-
Contagiosità impropriamente di pan-
demia)
demia)
Sono identiche e corrispondono ai comuni sintomi in-
Manifestazioni cliniche fluenzali (febbre, cefalea, dolori muscolari, nausea,
tosse, forme catarrali, ecc.)
Pericolo in gravidanza Nessuna differenza sostanziale
Minore (alcuni stimano
che sia circa 10 volte in-
Gravità e mortalità36 Maggiore
feriore rispetto quella
dell’influenza stagionale)
Nel 90% dei casi è sotto i Nel 90% dei casi è sopra
Età di maggior mortalità
65 anni i 65 anni
Possibilità di diagnosi dif- Scarsissima o assente sensibilità (dal 10 al 50%) dei
ferenziale certa tra le due test rapidi per identificare il sottotipo del virus di
forme tipo A

Inoltre, se durante le comuni epidemie influenzali stagionali ,


quando normalmente non ci si preoccupa di eseguire diagnosi di
laboratorio per identificare il virus, la morte per influenza di un an-
ziano o di una persona con patologia cronica (ad esempio una car-
diopatia o una broncopneumopatia cronica) viene quasi sempre at-
tribuita alle complicanze di queste patologie e non all’influenza
stagionale, ciò non accade mai quando si formula la diagnosi di

35
http://www.equipocesca.org/actividades-preventivas/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad.
36
Mortalità: numero di persone morte rispetto il numero di malati.

34
Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

una nuova epidemia (meglio ancora se è una pandemia): in questo


caso la responsabilità del decesso o di qualsiasi complicanza è ge-
neralmente sempre riferita al nuovo virus.
Eppure, nonostante questo problema statistico, la virosi da A/H1N1
sembrerebbe presentare una mortalità inferiore a quella della nor-
male influenza stagionale.
Inoltre, dato che la mortalità è una percentuale data dal numero di
persone morte rispetto a quelle contagiate, nel caso dell’influenza
A/H1N1 questo numero risulta sicuramente maggiore del reale, sia
perché i casi lievi (che non sono pochi) vanno sicuramente persi
(gli esperti, proprio perché questa influenza non è molto grave,
pensano che venga comunicato solo un caso ogni 2037), sia perché

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


molti decessi possono essere dovuti ad altre cause.

In conclusione, per quanto riguarda la mortalità complessiva, sembra


che, dai dati americani finora disponibili, negli USA il virus A/H1N1
abbia ucciso circa 324 persone sotto i 65 anni (età di maggior rischio
per questo virus) contro le circa 3.600 persone sotto i 65 anni che
muoiono in un periodo sovrapponibile a causa dell’influenza stagiona-
le (l’alta mortalità della comune influenza negli USA dipende proba-
bilmente dalla mancanza di copertura sanitaria per coloro che ne han-
no più bisogno: i poveri e gli anziani).38, 39
Secondo un articolo40 di Roy Anderson condotto in Paesi dove il
virus A/H1N1 è già circolato, la mortalità è dello 0,1-0,2% e la
morbilità del 5-7%. Questi dati, che sono certamente molto incerti,
possono però essere confrontati con quelli mondiali pubblicati
dall’OMS fino al 27 settembre 2009, che abbiamo commentato
precedentemente, e che parlano di una mortalità dello 1,2% (per-
centuale probabilmente stimata in eccesso).

37
2009 flu pandemic, Wikipedia, http://en.wikipedia.org/wiki/2009_flu_pandemic.
38
http://www.equipocesca.org/actividades-preventivas/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad..
39
Chowell G, Miller MA, Viboud C. Seasonal influenza in the United States,
France and Australia. Transmission and prospects for control. Epidemiol In-
fect. 2008; 136: 852-64.
40
Anderson R. British Medical Journal 2009; 338: 1461.
Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

Tom Jefferson della The Cochrane Collaboration41, durante una in-


tervista del Financial Times Health Blog commenta:42 “Sarei molto
cauto anche nel parlare semplicemente di mortalità attribuibile diret-
tamente all’A/H1N1, poiché per essere sicuri ci vogliono esami cli-
nici completi, compresa - se possibile - un’autopsia e una documen-
tazione accurata. Se una persona ha dei problemi di salute preesi-
stenti (ad esempio una cardiopatia o una pneumopatia) e s’infetta,
quanta responsabilità ha il virus influenzale, quanta gli altri agenti e
quanta le patologie preesistenti? Non abbiamo informazioni detta-
gliate per ciascun decesso, né sappiamo quanta gente è stata infettata
e soprattutto co-infettata da altri agenti virali. Quindi: … calma.

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Come ho già detto, quanto ai decessi, nessuno va a verificare se
sono vittime dell’infezione virale oppure se intervengono altre cau-
se. Ecco un esempio basato sui dati provenienti da tutti i 348 studi
sui vaccini influenzali pubblicati dal 1948 al 2007 e revisionati dal
mio Gruppo: su circa tre milioni e mezzo di partecipanti, in tutti
questi studi vi sono state (o riportati i dati di) solo 8 autopsie (in
uno studio su anziani in Scozia). Quindi il totale dei morti è sem-
plicemente una stima …”.

Ci sono misure da adottare per contenere la diffusione del


virus?
Di fronte all’influenza da virus A/H1N1 conviene fare ciò che
normalmente si fa di fronte ad una comune influenza: curarsi con
prudenza e molta tranquillità. Una buona idratazione, una buona
alimentazione, una buona igiene e rivolgersi al medico solo se
compaiono sintomi importanti, come la tosse con sangue o un gra-
ve disturbo della respirazione.
Le misure da adottare sono le stesse sia per l’influenza da virus
A/H1N1 che per la comune influenza stagionale e sono tutte norme
igieniche, come dimostrano i documenti e gli studi pubblicati dopo

41
http://www.cochrane.org/index.htm.
42
http://www.cochrane.org/: Searched for “The Financial Times (UK) Health
Blog”.

36
Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

l’epidemia di SARS43 ma anche come dimostra la sottostante ulti-


ma revisione della The Cochrane Collaboration, pubblicata sul
British Medical Journal:44

CONSIGLI BASATI SU REVISIONI COCHRANE E ‘CLINICAL EVIDENCE’


“I soli interventi terapeutici di provata efficacia sono quelli non
farmacologici:
- coprirsi la bocca e il naso quando si starnuta o si tossisce;
- evitare di toccarsi occhi, naso e bocca (facili vie di entrata del virus);
- lavarsi accuratamente e frequentemente le mani con acqua e sapone;
- restare a casa se si hanno sintomi influenzali;

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


- evitare assemblamenti dove ci sono casi di malattia;
- non viaggiare verso Paesi ad elevata prevalenza di malattia;
- in presenza di pazienti sospetti di essere malati di influenza, gli
operatori sanitari devono usare mascherine, guanti, camici e oc-
chiali e si devono lavare le mani più di 10 volte al giorno.
Gli antivirali possono solo alleviare la sintomatologia, ma:45
- devono essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi (e-
vento non sempre realizzabile);
- non devono essere assunti né a lungo, né in via preventiva;
- possono essere controindicati in alcuni gruppi di soggetti;
- possono causare effetti indesiderati anche importanti”.

Queste raccomandazioni possono sembrare banali, ma non lo sono


affatto. C’è molta letteratura scientifica estremamente affidabile che
le conferma.46 Famoso è, ad esempio, uno studio condotto in Paki-
stan che ha dimostrato che il semplice lavarsi le mani riduce non so-
lo la diffusione delle malattie infettive, ma riduce anche la mortalità
nei bambini di più del 50%.47

43
http://www.cuhk.edu.hk/health_promote_protect/oldsars/item5.htm.
44
Jefferson T, Foxlee R, Del Mar C, et al. Physical interventions to interrupt or re-
duce the spread of respiratory viruses: systematic review. BMJ. 2008; 336: 77-80.
45
Ellis C, McEven R. Who should receive Tamiflu for swine flu? BMJ.
2009;339:b2698.
46
http://en.wikipedia.org/wiki/Hand_washing_with_soap.
47
Luby S. P. et al. Effect of handwashing on child health: a randomised con-
trolled trial. Lancet 366 (9481); 225-233, 2005.

37
Capitolo 4 - DIFFERENZE TRA INFLUENZA A/H1N1 E INFLUENZA STAGIONALE

SINTESI DEL CAPITOLO 4

- L’influenza da virus A/H1N1 si differenzia da una comune influenza


stagionale invernale perché colpisce prevalentemente i giovani (non so-
no protetti da anticorpi formatisi durante epidemie precedenti), è più
contagiosa e con una stima di mortalità ritenuta inferiore.
- Le gravide infettate con il virus A/H1N1 non pare abbiano problemi ag-
giuntivi rispetto quelle contagiata con il comune virus influenzale sta-
gionale.
- Le misure da adottare per contenere la diffusione del virus A/H1N1 so-
no rigidamente norme igieniche: buone idratazione, alimentazione e i-
giene personale ed evitare i luoghi affollati che sono a maggior rischio.

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38
Capitolo 5

POSSIBILE CHE OGNI ANNO CI SIA IL


RISCHIO DI UNA PANDEMIA
INFLUENZALE?

In questi ultimi anni stiamo assistendo sempre di più alla diffusione

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


da parte dei mass media di messaggi di paura che, quando vengono
adeguatamente analizzati, dimostrano di essere non solo ingiustifi-
cati, ma addirittura quasi appositamente creati e gonfiati secondo
un piano prestabilito.
Dopo l’AIDS, la mucca pazza, la SARS, l’influenza “Aviaria”,
l’influenza “Suina”, … l’influenza di ogni inverno … non possia-
mo più credere a tutto quello che i media dicono, ma è ovvio che
non possiamo neppure avere competenze specifiche per ogni parti-
colare materia …
Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto cir-
ca 6-7 milioni di morti per l’influenza “Aviaria”, ma invece i morti
furono 191 e allora ci si chiede: fu solo un errore prognostico?
Tom Jefferson, epidemiologo italiano della The Cochrane Collabo-
ration48 e grande esperto in campo vaccinale della Cochrane Vac-
cines Field,49 il 5 marzo 2009 ha scritto un articolo nel suo sito
(www.attentiallebufale.it) in merito alla famosa storia autunnale di
demonizzazione dell’epidemia influenzale che viene sempre forte-
mente propagandata come una gravissima pandemia che ucciderà
milioni di persone.
Jefferson commenta che “la stagione influenzale 2008-2009 è finita
in silenzio, senza che i mezzi di informazione se ne siano accorti
…”, cioè “senza che una sola testata giornalistica o televisiva le

48
http://www.cochrane.org/index.htm.
49
http://www.cochrane.org/reviews/en/ab004879.html.

39
Capitolo 5 - POSSIBILE CHE OGNI ANNO CI SIA IL RISCHIO DI PANDEMIA?

abbia prestato la precedente attenzione …”; anche sul WEB “gli


annunci autunnali sono caduti nell’oblio”.50
Continua Jefferson:
“E dire che le premesse erano tutt’altro che buone, alcune addirit-
tura terrificanti:
- l’ESWI (European Scientific Working group on Influenza), che è
il gruppo di studio europeo [pluri-sponsorizzato] sull’influenza
che si riunisce in Portogallo e che è stato ritenuto il principale re-
sponsabile della pandemia di disinformazione del 2005-2006, a-
veva parlato di “pandemia imminente”;51
- la SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità
pubblica) aveva definito l’influenza australiana del 2008-2009

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


come «la più aggressiva degli ultimi anni»;52
- il Ministero della Salute aveva inaugurato un apposito sito di pre-
venzione interattiva con tanti test (gadget) e consigli (meglio i
fazzoletti di carta …);
- i soliti untorelli avevano previsto «7 milioni di italiani a letto per
Natale», un virus «aggressivo e cattivo», una «diffusione favorita
dal gran freddo», ecc.
Come tutti gli anni, il ‘sudario’ era stato agitato ben bene ...
Ma cosa ci sta sotto? Uno sguardo ai numeri (ormai disponiamo di
un decennio di osservazioni) può esserci utile per intuire la verità.
DAL PUNTO DI VISTA EPIDEMIOLOGICO: una volta sottoposte a re-
golare sorveglianza, le sindromi influenzali non sembrano quel fla-
gello di cui abbiamo parlato per anni. Un’incidenza puntuale di
picco che varia tra 5 e 15 casi per mille abitanti (8,27 nell’inverno
2008-09) e un’incidenza cumulativa che arriva, a fine stagione, tra
il 5 e il 10% della popolazione (pari a circa 3-6 milioni di casi in
Italia).
DAL PUNTO DI VISTA MEDIATICO: una volta sostenuta la solita ‘di-
sinteressata’ spinta autunnale alla vaccinazione, è meglio abbando-
nare il tema per non dover far scoprire poi che l’impatto della ma-
lattia è sempre più modesto e che l’utilità del vaccino dovrebbe in-

50
Jefferson T. Chi l’ha vista? 5 marzo 2009; http://www.attentiallebufale.it/.
51
http://www.flucentre.org/?q=node/5.
52
http://www.sitinazionale.com/cont/010hom/.

40
Capitolo 5 - POSSIBILE CHE OGNI ANNO CI SIA IL RISCHIO DI PANDEMIA?

durre qualcuno a riflettere, piuttosto che continuare a spingere per


la vaccinazione universale.
A fronte di 12 milioni di dosi di vaccino somministrate annualmen-
te (oltre 100 milioni di euro i costi di somministrazione) il profilo
dell’epidemia appare immutabile:
1 - Sarà perché i virus influenzali rappresentano solo una minoran-
za della popolazione degli agenti responsabili delle sindromi?
2 - Sarà perché il vaccino non ha mai dimostrato una grande effica-
cia sul campo?
3 - Sarà perché la popolazione è protetta e difesa (perché vive, la-
vora, veste, abita e mangia meglio) anche senza vaccino?
È ora che il decisore (pubblico) e il produttore (privato) inizino a

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interrogarsi prima che la bolla mediatica si sgonfi definitivamente.
Comunque sia, noi abbiamo un archivio ben nutrito di bufale sparate
dai mezzi di informazione sulla cosiddetta influenza. L’archivio con-
siste di ritagli di giornale con dichiarazioni di ‘untori’ internazionali
e nazionali che ogni anno fanno a gara per agitare un ‘sudario’ sem-
pre più voluminoso e orripilante. Usando le parole di David Nabarro
(OMS), lo zar della pandemia: «Beh, forse quest’anno abbiamo
esagerato un po’». ...”.

MA SOLO QUEST’ANNO?
Certamente no, perché, come vedremo, esattamente 30 giorni dopo
la comunicazione di Jefferson, l’OMS emetterà il suo primo bollet-
tino ufficiale sulla nuova influenza A/H1N1: la novità del 2009,
quella che passerà alla storia come la famosa “Pandemia Suina” …
o “Bufala Pandemica”?

Si vuole a tutti i costi che ci sia una pandemia?


La domanda potrebbe sembrare un po’ strana, se non fosse motiva-
ta da qualcosa di grave accaduto all’OMS.
È lo stesso Tom Jefferson che ha diffuso un fatto veramente strano
scoperto leggendo un articolo intitolato ‘Pandemic Influenza: Cer-
tainty and Surprise’ e, commenta Jefferson53, “scritto dal sociologo

53
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pandemia_3.html.

41
Capitolo 5 - POSSIBILE CHE OGNI ANNO CI SIA IL RISCHIO DI PANDEMIA?

statunitense Peter Doshi: è una riflessione calma e accurata su


quanto è successo nei primi mesi del ‘pandemonio’ pandemia.
Nel periodo fra l’1 e il 9 maggio 2009 l’OMS ha cambiato (e poi
negato tassativamente di averlo fatto) la definizione di pandemia.
Se per pandemia s’intende un’epidemia di virus novello, la cui diffu-
sione interessa più aree geografiche con un alto numero di casi anche
gravi e una mortalità elevata (come avvenne con l’influenza ‘Spa-
gnola’ nel 1918 e - in misura molto minore - con l’influenza ‘Asiati-
ca’ nel 1957-58 e l’influenza ‘Hong Kong’ nel 1968-69), quella o-
dierna non dovrebbe essere chiamata ‘pandemia’, ma questo ragio-
namento si basa sulla definizione precedente all’1 maggio 2009.
Considerando, però, che dalla nuova definizione sono spariti ac-

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cenni a morbilità (casi anche gravi) e mortalità elevate, allora
l’influenza da virus A/H1N1 è dichiaratamente diventata una pan-
demia. La nuova definizione parla solo di ‘ampia diffusione di un
sottotipo di virus novello (che H1N1 non lo sarebbe, poiché gira in
varie forme perlomeno dal 1918) contro il quale ci sono pochi o ze-
ro anticorpi’. Ciò rende indistinguibile una pandemia influenzale
da una epidemia di influenza stagionale. In altre parole, se non si
risolve tale ambiguità rischieremo di essere in pandemia perenne.
Il perché l’OMS abbia modificato la definizione nel bel mezzo di una
pandemia non è chiaro. Io ho fornito le prove visive del cambiamento
a 5 giornalisti di 4 emittenti diverse (3 tedesche e 2 inglesi) e le loro
richieste di spiegazioni all’OMS si sono infrante contro un muro di
gomma. [NdA: nel sito di Jefferson54 sono disponibili le schermate
del sito dell’OMS corrispondente a prima e dopo la modifica].
Comunque sia, l’effetto che ha avuto il cambiamento della defini-
zione è palese. L’OMS ha un sistema di fasi di allerta crescente e,
come tutte le escalation di allerta, al culmine c’è la condizione per
la quale si dichiara l’allerta, sia essa una catastrofe naturale, un atto
terroristico o una emergenza sanitaria. La sparizione dei riferimenti
alle eccessive mortalità e morbilità ha reso molto più bassa la so-
glia per arrivare al livello di massima allerta.
Doshi riporta, in una tabella, una ventina di citazioni (con riferimenti
e attribuzioni) alla gravità come caratteristica fondamentale di una

54
www.attentiallebufale.it.

42
Capitolo 5 - POSSIBILE CHE OGNI ANNO CI SIA IL RISCHIO DI PANDEMIA?

pandemia. … Doshi conclude che la risposta ‘pesante’ che è stata


data all’emergere della ‘Suina’ porterà a più problemi che mai e che
in futuro il rischio dovrebbe essere analizzato meglio. Propone inol-
tre un modello di valutazione che tiene presente la gravità e la diffu-
sione come variabili indipendenti, quali realmente sono. Ciò permet-
terebbe di allertare il mondo senza bisogno di truccare le carte.
Io considero questa conclusione giustissima, ma vorrei aggiungere
che il rischio dovrebbe essere valutato da persone esperte che ab-
biano passato al vaglio tutte le evidenze (e non solo parte di esse) e
che siano indipendenti da interessi governativi, industriali o media-
tici. Questo però non è accaduto, anzi …”.
Quindi, se l’OMS è giunta addirittura a modificare la definizione

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scientifica di pandemia per poter chiamare in questo modo l’influenza
A/H1N1 del 2009 e poterla poi definire di Livello 6 (cioè di livello
massimo), deve sicuramente aver avuto delle motivazioni molti forti,
anche se, forse, né etiche né nobili.

SINTESI DEL CAPITOLO 5

- Ogni anno i mass media ci allarmano con previsioni di gravi pandemie


che dovrebbero mietere milioni di morti, ma se si analizzano le vere
fonti, risulta che il messaggio era non solo ingiustificato ma anche in-
tenzionalmente gonfiato.
- L’influenza è sicuramente una malattia molto meno pericolosa di quello
che ci vogliono far credere, nonostante per essa vengano gettati ogni
anno milioni di euro ricavati dalle nostre tasse.
- Sembra che si voglia a tutti i costi che si diffonda una pandemia e anche
quando compare una epidemia come quella attuale da virus A/H1N1,
l’OMS arriva addirittura a modificare la definizione di “pandemia” pur
di far rientrare questa virosi in quel gruppo.
- Infatti, la sparizione dalla definizione di pandemia dei riferimenti alle
mortalità e morbilità eccessive ha reso molto più bassa la soglia per ar-
rivare al livello di massima allerta, ma questo comporta, oltre a ingiu-
stificati allarmi pubblici e vertiginose spese sociali, anche gravi pro-
blemi con ripercussione negativa sulla salute delle persone. È questo
l’obiettivo che chi ha il potere vuole raggiungere?

43
Capitolo 6

LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
STAGIONALE

Un vecchio detto spagnolo dice:


“L’influenza dura sette giorni senza cure
55
e una settimana con le cure”.

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Prima di tutto, credo sia utile rivedere quelle che vengono pubbliciz-
zate come conquiste e certezze della vaccinazione antinfluenzale.

Alcune evidenze scientifiche sulla vaccinazione antinfluenza-


le stagionale
Dallo studio della letteratura scientifica disponibile emergono chia-
ramente i seguenti dati:
LA VACCINAZIONE NON È BEN TOLLERATA DAI BAMBINI
- Da uno studio condotto da un Dipartimento di Pronto Soccorso
americano è emerso che il vaccino antinfluenzale causa più effetti
indesiderati nei bambini che negli adulti ed è anche emerso che
buona parte di tali effetti sono proprio quegli effetti che i genitori
vorrebbero evitare vaccinando il bambino: febbre, raffreddore,
malessere generale, cefalea, ecc.56

55
http://www.equipocesca.org/actividades-preventivas/gripe-a-paciencia-y-tran-
quilidad.
56
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 346.

45
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

LA VACCINAZIONE DEI BAMBINI NON PROTEGGE GLI ANZIANI


- Per quanto riguarda la vaccinazione degli anziani, sappiamo bene
che quando si ammalano di influenza hanno più probabilità di a-
vere delle complicazioni cardiorespiratorie e di essere ricoverati57
e sappiamo anche che i bambini in età scolare sono i principali
veicoli di diffusione della malattia anche verso gli anziani, però
pare che la vaccinazione antinfluenzale pediatrica non sia assolu-
tamente una terapia efficace per evitare l’estensione della malat-
tia agli anziani. Infatti, anche nel Piano Nazionale Linee Guida
per l’Istituto Superiore di Sanità italiano del 2003 viene afferma-
to che “la vaccinazione antinfluenzale nei bambini non riduce il
rischio di diffondere l’influenza agli anziani”.58

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LA VACCINAZIONE NON CONTROLLA LA DIFFUSIONE DELL’IN-
FLUENZA
- Ad ulteriore conferma di questi dati va anche detto che non ci so-
no studi che dimostrino che la vaccinazione antinfluenzale possa
interrompere la catena epidemiologica dell’infezione, ovvero la
circolazione del virus. Infatti, due recenti studi pubblicati nel
2006 concludono che non esiste una evidenza credibile del fatto
che la vaccinazione di lavoratori che accudiscono gli anziani mo-
difichi la frequenza di influenza e le sue complicazioni nei loro
assistiti.59, 60 Anche la ‘Guida all’uso dei Farmaci’ pubblicata dal
nostro Ministero della Salute sulla base del British National
Formulary afferma: “… dal momento che i vaccini antinfluenzali
non controllano la diffusione della malattia, sono indicati solo

57
Harper SA, Fukuka K, Uyeki TM, Cox NJ, Bridges CB; Center for Disease
Control and Prevention (CDC) Advisory Committee on Immunization Practices
(ACIP). Prevention and control of influenza: recommendations of the Advisory
Committee on Immunization Practices (ACIP). Morbidity and Mortality Weekly
Report 53(32): 743; 2004.
58
http://www.epicentro.iss.it/focus/influenza/discussione/.
59
Thomas R. E. et al. Influenza vaccination for healthcare workers who work
with the elderly. Cochrane. Database. Syst. Rev. 3, 2006; CD005187.
60
Rivetti D. et al. Vaccines for preventing influenza in the elderly. Cochrane. Da-
tabase. Syst. Rev. 3, 2006; CD004876.

46
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

nei soggetti ad alto rischio”.61 Nella pratica, però, è sotto gli oc-
chi di tutti che quest’ultima raccomandazione non viene né con-
siderata né ricordata.
LA VACCINAZIONE NON RIDUCE LA MORTALITÀ NELL’ANZIANO
- Un recente studio62 realizzato dal ‘National Institute of Allergy
and Infectious Disease’ di Chicago ha dimostrato che il numero
dei decessi delle persone anziane negli ultimi vent’anni è rimasto
invariato nonostante sia cresciuto del 65% il numero di coloro
che hanno utilizzato il vaccino. Questo studio è stato iniziato per-
ché si pensava che il vaccino avrebbe diminuito la mortalità tra
gli anziani fino al 40%, invece queste previsioni sono state smen-

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tite dalla realtà. Secondo questi ricercatori, gli studi precedenti
avevano evidenziato, sbagliando, un calo della mortalità in quan-
to non avevano preso in considerazione una serie di fattori come
le complicazioni batteriche comparse subito dopo che i pazienti
erano guariti dall’influenza e, in alcuni soggetti, la mancata for-
mazione di anticorpi dopo stimolo vaccinale, perché il sistema
immunitario degli anziani è meno responsivo di quello di un
adulto. Pertanto, questi ricercatori hanno concluso che gli studi
osservazionali forniti prevalentemente dall’Industria Farmaceuti-
ca e che in precedenza hanno documentato i tanto pubblicizzati
benefici del vaccino antinfluenzale, oltre a monitorare gli effetti
del vaccino solo per pochissimi giorni, erano viziati da non pochi
errori metodologici (i medici dovrebbero quindi fare molta atten-
zione alle informazioni che ricevono dall’Industria Farmaceuti-
ca). Ad avvalorare quest’ultimo rilievo sono stati pubblicati re-
centemente altri due studi che hanno confermato che le prove di
efficacia del vaccino nel ridurre la mortalità nell’anziano sono in-
ficiate da una scorretta selezione dei gruppi confrontati (vaccinati
verso non vaccinati) e che i risultati statistici portati a favore del

61
Ministero della Salute. Direzione generale della valutazione dei medicinali e
della farmacovigilanza. Guida all’uso dei Farmaci, sulla base del British Natio-
nal Formulary. 2003, par. 14.4, pag. 517.
62
Archives of Internal Medicines 165 (3): 265; 2005.

47
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

vaccino sono inconsistenti,63 anche perché ben pochi studi hanno


incluso nelle loro ricerche soggetti più anziani e specialmente
quelli con un’età superiore ai 70 anni.64
LA VACCINAZIONE NON PROTEGGE I BRONCOPNEUMOPATICI
CRONICI
- Sappiamo che il nostro Ministero della Salute consiglia la vacci-
nazione antinfluenzale specialmente in pazienti affetti da “malat-
tie croniche debilitanti a carico dell’apparato respiratorio, specie
asma”. In realtà, i dati disponibili sull’effetto della vaccinazione
antinfluenzale in soggetti asmatici (adulti e bambini) sono scarsi
e dalla letteratura si evince che non ci sono evidenze scientifiche

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sufficienti a supportare la vaccinazione o che questa riduca le
complicanze polmonari che possono manifestarsi in caso di in-
fluenza in soggetti asmatici (specie se bambini).65, 66 Invece, si è
addirittura evidenziato che nei vaccinati si registrano con più fre-
quenza riduzioni della forza respiratoria (riduzione nel PEF: Pic-
co di Espirazione Forzata), che non è certamente consigliabile in
un bronchitico cronico o in un asmatico.67
LA VACCINAZIONE È TOSSICA SPECIALMENTE PER I BAMBINI
- Non dimentichiamo che il vaccino contiene mercurio e che questo
metallo è tossico per tutti e in particolare per i bambini (specie se
il bambino è piccolo e se il mercurio viene somministrato in dosi
elevate).68, 69

63
Jackson L. A. et al. Functional status is a confounder of the association of in-
fluenza vaccine and risk of all cause mortality in seniors. Int. J. Epidemiol 35:
345; 2006.
64
Simonsen L. et al. Mortality benefits of influenza vaccination in elderly people:
an ongoing controversy. Lancet Infect. Dis. 7: 658; 2007.
65
Van der Wouden J. C. et al. Preventing influenza: an overwview of systematic
reviews. Resp. Med. 99: 1341; 2005.
66
Bueving H. J. Is influenza vaccination in asthmatic children helpful? Clin. Exp.
Allergy 36: 21; 2006.
67
Cates C. J. et al. Vaccines for preventing influenza in people with asthma
(Cochrane Review). In: The Cochrane Library, Issue 3. Oxford: Update Softwa-
re, 2003.
68
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 558.

48
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

LA VACCINAZIONE È TOSSICA PER TUTTI, ANCHE PER IL SUO


CONTENUTO IN ADIUVANTI
- Dato che il vaccino antinfluenzale, come vedremo, deve essere
ottenuto in breve tempo e dato che la produzione di antigeni virali
è lenta, per produrre milioni di dosi in pochi mesi l’Industria
Farmaceutica ha escogitato il sistema di ridurre la quantità di an-
tigeni virali nella fiala aumentando invece la dose di adiuvanti,
cioè di quelle sostanze che vengono aggiunte ad un vaccino per
migliorarne l’efficacia. Il problema però è che gli adiuvanti clas-
sici sono relativamente poco efficaci e allora la ricerca chimica
ha messo a punto delle sostanze di sintesi dotate di una particola-
re efficacia immunostimolante. Il lato oscuro di questo espediente

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


è che le sostanze usate sono di per se stesse tossiche e gli effetti
che esse possono indurre nell’organismo ricevente, specie quando
questo è l’organismo di un bambino o di una gravida e quindi an-
che di un feto, non sono noti, anche perché non sono mai stati a-
deguatamente studiati (in questi gruppi di soggetti si usano estra-
polazioni statistiche). A dimostrazione di ciò, va detto che in que-
sti ultimi anni iniziano ad essere disponibili importanti studi spe-
rimentali come quello pubblicato nel 2004 da alcuni ricercatori
della Florida che, studiando gli effetti di alcuni oli idrocarburi u-
sati come adiuvanti nei vaccini pediatrici, si sono accorti di come
queste molecole giochino un ruolo nell’indurre reazioni autoim-
munitarie.70
LA VACCINAZIONE NON È EFFICACE
- Secondo una revisione della letteratura eseguita da Tom Jefferson
e dal suo Gruppo, la prevenzione della sindrome influenzale in-
vernale, quando va bene, nell’adulto è del 33-36%, ma nei bam-
bini di età inferiore ai due anni l’efficacia del vaccino è simile a

69
Environmental Working Group: Overloaded? New Science, New Insights about
Mercury and Autism in Susceptible Children. Washington, DC: EWG Action
Fund; 2004.
70
Kuroda Y, Nacionales DC, Akaogi J, Reeves WH, Satoh M. Autoimmunity in-
duced by adiuvant hydrocarbon oil components of vaccine. Biomed. Pharmaco-
ther. 2004 Jun; 58 (5): 325-37.

49
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

quella del placebo.71 Un rapporto pubblicato nel 2008 stabilì che i


vaccini antinfluenzali nei bambini piccoli non diminuirono la
quantità di visite mediche e ospedaliere dovute alla influenza.72
Allo stesso tempo, uno studio condotto su 800 bambini asmatici
stabilì che coloro che ricevettero un vaccino influenzale corsero
un rischio significativamente maggiore di visite mediche e di vi-
site al Pronto Soccorso legate all’asma rispetto i non vaccinati.73

LA VACCINAZIONE È EFFICACE SOLO A LIVELLO LABORATORISTICO


- C’è una marcata differenza tra efficacia (efficacy) teorica (cioè
laboratoristica) della vaccinazione antinfluenzale (riscontro di un
aumento del titolo anticorpale teoricamente protettivo) e

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


l’efficacia (effectiveness) reale nella pratica clinica (reale riduzio-
ne dei casi di sindrome influenzale). Ad esempio, uno studio74
sugli effetti del vaccino antinfluenzale inattivato ha evidenziato
quanto segue:
-- presenza di anticorpi inibenti l’emoagglutinazione contro il virus
influenzale di tipo A: 77-92%;
-- presenza di anticorpi inibenti l’emoagglutinazione contro il virus
influenzale di tipo B: 49-58%.
Da queste percentuali di anticorpi protettivi (indotti nell’organi-
smo dalla vaccinazione) si può dedurre che l’efficacia teorica (ef-
ficacy) della vaccinazione antinfluenzale stessa dovrebbe variare
dal 49 al 92% a seconda del sierotipo virale (A o B) e questi sono

71
Jefferson T, Rivett A, Harnden A, DiPietrantoni C, and Demicheli V. Vaccines for pre-
venting influenza in healthy children (Review). Cochrane Database Systematic Review 23
April 2009, http://mrw.interscience.wiley.com/cochrane/clsysrev/articles/CD004879/pdf-
_fs.html.
72
Szilagyi PG, Fairbrother G, Griffin MR et al. Influenza vaccine effectiveness
among children 6 to 59 months of age during 2 influenza seasons: a case-cohort
study. Arch Pediatr Adolesc Med 2008, 162, 943-51. http://www.ncbi.nlm.nih.-
gov/pubmed/18838647.
73
Christy C, Aligne C, Auinger P, Pulcino T and Weitzman M. Effectiveness of influenza vac-
cine for the prevention of asthma exacerbations. Arch. Dis Child 2004, 89, 734-5,
http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?tool=pubmed&pubmedid=15269071
74
Gluck R. et al. Safety and immunogenicity of in tranasal administrated inacti-
vated trivalent virosoma-formulated influenza vaccine conteining Escherichia
coli heat-labile toxin as a mucosal adjuvant. J. Infect Dis 181: 1129; 2000

50
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

effettivamente i dati che l’Industria Farmaceutica presenta alla


Classe Medica. Invece, sappiamo che la reale protezione (effecti-
veness) offerta da questo vaccino è bassissima. È infatti quanto
emerge da uno studio del 2007 della The Cochrane Collabora-
tion75 che dimostra che la vaccinazione negli adulti ha una bassa
efficacia, se si considerano i sintomi clinici, e che questa efficacia
(globalmente del 15%) è nettamente inferiore a quella presunta
basata sul dosaggio anticorpale (73%). L’efficacia del vaccino ri-
sulta addirittura nulla se si considerano i giorni lavorativi persi o
le complicanze post-vaccinali o i ricoveri ospedalieri (è emerso
che la vaccinazione riduce la perdita per influenza dei giorni di
lavoro di 0,3 giorni per ogni episodio influenzale).

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


In conclusione, risulta che il vaccino antinfluenzale stagionale è
ben poco efficace negli adulti e pochissimo efficace nei bambini e
negli anziani, ma nonostante questi dati scientifici, quello che è cu-
rioso e che quindi stupisce è che assistiamo ugualmente ad una
massiccia propaganda a favore della vaccinazione antinfluenzale,
anche pediatrica, e questa è una chiara contraddizione tra i dati
scientifici e la pratica clinica, tra l’evidenza oggettiva e la politica
sanitaria.
A questa contraddizione e a questa propaganda possiamo trovare
solo una giustificazione puramente commerciale che fa leva non
certo sui dati scientifici, ma sui fattori emotivi della popolazione,
come la paura di sempre nuove e drammatiche epidemie virali o di
sempre nuovi virus; una paura, ovviamente, che è abilmente orche-
strata da coloro che da essa sanno di poterne trarre vantaggi eco-
nomici.
Comunque, ormai tutti sappiano che, oltre alla ricerca medica,
anche l’informazione scientifica ai medici e la sensibilizzazione
delle persone attraverso i mass media è completamente nelle mani
dell’Industria Farmaceutica.

75
Demicheli V, Di Pietrantonj C, Jefferson T, Rivetti A, Rivetti D. Vaccines for
preventing influenza in healthy adults. Cochrane Database of Systematic Reviews
2007, Issue 2. Art. No.: CD001269. DOI: 10.1002/14651858. CD001269. pub3.

51
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

Quello però che stupisce ancora di più è che il nostro Ministero


della Salute dovrebbe sovrintendere e sorvegliare tutto questo …
Viene allora da chiedersi:
- Perché non lo fa?
- Perché non sottopone i vaccinati ad una vera sperimentazione?

Sperimentazione dei vaccini antinfluenzali stagionali


Sappiamo che ogni farmaco deve essere adeguatamente sperimen-
tato prima di essere commercializzato, ma l’Agenzia Europea per i
Farmaci (European Medicines Agency [EMEA])76 non richiede la

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


sperimentazione preliminare dei vaccini antinfluenzali prima della
loro commercializzazione, mentre sono consigliate, ma non obbli-
gatorie, le dimostrazioni sperimentali di non tossicità dei composti
adiuvanti uniti al vaccino per prolungarne o potenziarne la sua im-
munogenicità77 (cfr tabella successiva).
Va comunque detto che i vaccini antinfluenzali sono esonerati dalle
sperimentazioni tossicologiche pre-commercializzazione semplice-
mente per una motivazione pratica: le sperimentazioni richiedono
molto tempo e dato che anche senza fare alcuna sperimentazione il
vaccino per ogni epidemia influenzale invernale è disponibile solo
pochissime settimane prima dell’estensione endemica dell’infezione
(a volte giunge anche in ritardo), non c’è veramente il tempo concre-
to per i test sperimentali.
In passato tutto questo era giustificato ugualmente dal luogo co-
mune che non ci si doveva preoccupare delle vaccinazioni perché,
si diceva, “i vaccini non fanno male”.
Oggi però sappiamo che i vaccini sono veri e propri farmaci e che
non è vero che non fanno male. Infatti, vedremo chiaramente che la
vaccinazione antinfluenzale non è priva di conseguenze e che il suo
danno principale non è più di tanto rappresentato dagli effetti inde-

76
http://www.emea.europa.eu/home.htm.
77
Committee for Proprietary Medicinal Products (CPMP). Note for guidance on
Preclinical Pharmacological and Toxicological testing of Vaccines. The Euro-
pean Agency for the Evaluation of Medicinal Products (EMEA). Londra, 17
Dec. 1997.

52
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

siderati locali a breve termine, bensì da quelli sistemici a breve,


medio e in particolare a lungo termine, specie dagli effetti di tipo
autoimmunitario che spesso si sviluppano molto lentamente.

Tab. 6 - Test preclinici da eseguire prima della commercializzazione di un


78
vaccino: la differenza tra la teoria e la pratica.
Dovrebbero Vengono
Tipi di test preclinici
essere eseguiti di solito eseguiti
- Tossicità della dose singola Sì Sì
- Tossicità della dose ripetuta Sì Sì
- Tossicità da sovradosaggio Sì Non riportata
- Tossicità embrio-fetale e perinatale Sì Non riportata
- Studi su concepimento, gravidanza e al-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Sì Non riportati
lattamento
- Studi farmacodinamici:
-- Studi di immunogenicità Sì Sì
-- Ricerca degli anticorpi neutralizzanti e Sì Non riportata
degli immunocomplessi
-- Studio dell’interazione con le cellule Sì Non riportato
immunitarie dell’organismo
-- Ricerca di possibili interazioni di an- Sì Non riportata
tagonismo reciproco
-- Ricerca degli effetti cardiocircolatori, Sì Non riportata
respiratori e sul sistema nervoso cen-
trale
- Studi farmacocinetici:
-- Concentrazioni sieriche degli antigeni Sì Non riportate
-- Cinetica della distribuzione intracor- Sì Non riportata
porea
- Tollerabilità locale Sì Sì
- Studi di mutagenicità e di cancerogenicità No No
- Studi sugli additivi (adiuvanti, eccipienti,
Sì No
conservanti)

Ogni anno viene messo a punto un nuovo vaccino antinfluenzale


sullo stampo di quello dell’anno passato, ma utilizzando i “nuovi”
ceppi influenzali che l’OMS ipotizza siano la causa dell’influenza
in arrivo.

78
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 322.

53
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

Il nuovo vaccino viene testato su cavie e volontari e per calcolarne


la probabile efficacia vengono raccolti campioni di sangue che
vengono analizzati per vedere come aumentano gli anticorpi speci-
fici (risposta anticorpale specifica).
Tutto questo avviene molto prima che l’influenza abbia fatto la sua
comparsa. Infatti, è fondamentale anticipare i lavori di sviluppo del
vaccino se si vogliono preparare dosi a sufficienza, perché la pre-
parazione è lunga e laboriosa, in quanto i virus donatori degli anti-
geni vaccinali devono essere fatti crescere pazientemente su em-
brioni di pollo.
Ora, dato che questo lavoro è molto lungo, non c’è tempo per con-
durre sperimentazioni adeguate che dimostrino la vera efficacia

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


protettiva del vaccino e la sua vera innocuità. Ci si accontenta
dell’aumento della risposta anticorpale nel vaccinato, ma a questa
risposta (test inibizione dell’emoagglutinina) non è detto che corri-
sponda una vera efficacia clinica della vaccinazione, perché per
dimostrare quest’ultima bisogna dimostrare la riduzione della tra-
smissione del virus e la conseguente prevenzione di nuovi casi, la
riduzione delle complicanze, la riduzione della mortalità, ecc.
Infatti, nessuno (nemmeno le più famose autorità del settore) sa se
all’immunità indotta dal vaccino (cioè, all’aumento del titolo anti-
corpale anti-emoagglutinina) corrisponda una vera protezione, né
quale sia la soglia quantitativa da prendere in considerazione (cioè,
quale titolo anticorpale può essere considerato protettivo). Alla
domanda: “Quando e quanto titolo è protettivo?” si risponde: “Mo-
re is better” (cioè: “Più è, meglio è”). A questo si aggiunge che è
ancora meno nota la relazione tra i titoli anticorpali verso antigeni
diversi dall’emoagglutinina e la protezione del vaccino.

In conclusione, il comune vaccino antinfluenzale stagionale non


viene sperimentato in modo adeguato se non su qualche volontario
e nessuno sa se anticipatamente sarà efficace. Si dice che dovrebbe
esserlo se aumenta il titolo anticorpale, ma non si sa neppure quan-
to elevato deve essere il titolo anticorpale per essere protettivo ver-
so il virus!
Per dire che un farmaco è efficace, devo riscontrare un migliora-
mento o un effetto protettivo nel gruppo trattato rispetto il gruppo

54
apitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

non trattato, ma con la vaccinazione antinfluenzale, se non la si


sperimenta in un elevato numero di persone e non si attende che si
manifesti l’epidemia influenzale, non si potrà sapere quanti sono i
vaccinati che si ammalano e se questi sono quantitativamente infe-
riori rispetto al gruppo dei non vaccinati.
Inoltre, la vaccinazione potrebbe dare effetti diversi in Paesi o
Continenti diversi, perché il virus, diffondendosi in certe popola-
zioni, può incontrare condizioni immunitarie, ambientali ed eco-
nomiche diverse. Questo è particolarmente importante per un vac-
cino a RNA come quello influenzale che è fortemente soggetto a
rapide modificazioni in base alle sollecitazioni che incontra
nell’organismo ospite. Sappiamo infatti che il clima, le condizioni

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


sociali come l’addensamento delle persone in ambienti ristretti, le
più comuni norme di igiene personale, l’alimentazione, le difese
immunitarie aspecifiche, la stanchezza, alcuni condizioni psichiche
o più globalmente lo stress di vita, ecc. influenzano notevolmente
la propagazione, le mutazioni e quindi anche la diversificazione dei
virus influenzali.

Sicurezza della vaccinazione antinfluenzale stagionale


Il vaccino contro l’influenza stagionale non è ben tollerato (nono-
stante venga pubblicizzato come un vaccino sicuro perché privo di
effetti indesiderati significativi). Infatti, tutti gli anni ci sono segna-
lazioni di persone che lamentano disturbi lievi e gravi dopo questa
vaccinazione.
Ciò non stupisce se si pensa che tutte le registrazioni ufficiali degli
effetti indesiderati delle vaccinazioni si limitano ad una osserva-
zione di pochi giorni (in genere entro 10-20 giorni) dopo la som-
ministrazione del vaccino e ciò è giustificato dai criteri dell’OMS79
che vengono comunemente usati per riconoscere o meno un nesso
di causalità tra una reazione avversa e una vaccinazione. Questi
criteri richiedono una relazione temporale ben precisa; una relazio-
ne che, ovviamente, dipende dalla patologia, ma che in genere è

79
Collet J. P. et al. Monitoring signals for vaccine safety: the assessment of indi-
vidual adverse event reports by an expert advisory committee. Bull WHO 78:
178; 2000.

55
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

accettata solo se il tempo tra causa ed effetto è molto contenuto.


Però non è assolutamente vero che gli effetti indesiderati di un
vaccino si esauriscano in pochi giorni, anzi è vero proprio il contra-
rio e cioè che i veri danni dei vaccini si sviluppano molto lenta-
mente e subdolamente nell’organismo.

Cerchiamo ora di capire in quali modi può essere dannoso un vac-


cino antinfluenzale. Elencherei 5 modalità principali:
1 - Il nostro sistema immunitario è programmato per rispondere
adeguatamente ai germi che invadono il nostro corpo e che di
solito entrano attraverso le mucose del naso e della bocca e cioè
dell’apparato polmonare o del tratto digestivo, dove trovano di-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


spiegate le immunoglobuline di tipo A (IgA) che rappresentano
la prima linea di difesa del nostro organismo. Però quando si i-
nietta un vaccino per via parenterale, il sistema immunitario
IgA-dipendente viene by-passato e, soprattutto quando il vacci-
no è associato a sostanze tossiche come alcuni metalli (mercurio
e alluminio), alcuni disinfettanti (formaldeide, fenolo, antibioti-
ci, ecc.) e certi adiuvanti (oli, squalene80, Tween80, Span85,
ecc.), il nostro sistema immunitario può subire quello che alcuni
chiamano “shock immunitario”.81
2 - Il vaccino parenterale altera il sistema immunitario inducendo
una intensa alterazione della risposta immunitaria linfocitaria,
cioè della bilancia Th1/Th2 (quelli che vanno incontro più fa-
cilmente a questo danno sono coloro che hanno già, anche
senza saperlo, uno squilibrio Th1/Th2; esempi di questo tipo
sono i bambini molto piccoli o nati precocemente, i soggetti in
terapia con immunosoppressori o con patologie immunitarie
acute o croniche, gli anziani affetti da patologie croniche, spe-
cie se infiammatorie, e tutti coloro che, a causa di una attiva-
zione cronica del sistema immunitario, hanno quest’ultimo
impegnato a combattere su uno o più fronti e che, con la vac-

80
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/08/04/Squalene-The-Swine-
Flu-Vac-cines-Dirty-Little-Secret-Exposed.aspx.
81
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 157.

56
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

cinazione antinfluenzale, si trova forzatamente in parte distol-


to da altri nuovi antigeni82).
3 - Il vaccino introduce nell’organismo sostanze altamente tossiche
molto note, come il mercurio, verso le quali è disponibile una
quantità immensa di studi scientifici (si rinvia al capitolo su que-
sti metalli che ho trattato in un’altra mia pubblicazione83). La tos-
sicità di queste sostanze è tanto maggiore quanto maggiore è la
loro quantità o minore è il peso corporeo della persona che le ri-
ceve, quanto maggiore è la suscettibilità della persona verso di
esse, quanto minore è la disponibilità endogena di antiossidanti e
quanto più la persona è incapace di depurarsi da tali sostanze tos-
siche eliminandole. Per questi motivi, la somministrazione del

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


vaccino antinfluenzale in bambini piccoli, in donne gravide (il
mercurio passa la barriera placentare) e in soggetti con basso con-
tenuto di glutatione, metionina e cisteina (specie in soggetti a ri-
schio di autismo o di altre patologie cerebrali croniche o di pato-
logie che si instaurano perché l’organismo ha una ridotta capacità
antiossidante) è fortemente sconsigliata dalla Comunità Scientifi-
ca specializzata in questo settore.84
4 - Il vaccino introduce nell’organismo anche delle sostanze la cui
tossicità è fortemente sospetta ma non è stata accertata con sicu-
rezza.85 È il caso di tanti vecchi e nuovi adiuvanti il cui utilizzo
in questi ultimi anni ha avuto un forte incremento allo scopo di
utilizzare una minor quantità di antigeni virali (la produzione
degli antigeni virali costa, richiede molto tempo ed è quantitati-
vamente lenta e scarsa) e di potenziare ulteriormente la già scar-
sissima efficacia dei vaccini attuali (secondo alcuni studi, questi
nuovi vaccini si sono dimostrati anche molto meno tollerati dei
vaccini convenzionali, perché causano reazioni locali indeside-

82
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, cap. 17.
83
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, cap. 18.
84
Miller D. W. A user-friendly vaccination schedule. Washington Free Press.
Jan./Feb. 2005.
85
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 582-602.

57
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

rate con una frequenza maggiore del 15-20%86, 87, 88, 89). Secondo
uno studio apparso in una rivista dedicata alla scienza e al busi-
ness farmaceutico,90 la maggior parte dei nuovi adiuvanti, inclu-
si l’MF59, l’ISCOMS, il QS21, l’AS09 e l’AS04, hanno “una
reattogenicità e una tossicità sistemica locale sostanzialmente
superiori a quelle dell’idrossido di alluminio”.
5 - Infine, non va dimenticato che, se è vero che la vaccinazione ri-
duce la circolazione di un certo virus e quindi la probabilità dei
contagi, è però altrettanto vero che la vaccinazione aumenta an-
che la probabilità che il virus ha di mutare quando entra in indi-
vidui forniti di un certo titolo anticorpale e questo vale special-
mente per i virus a RNA e in particolare per i virus influenzali

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


di tipo A. La vaccinazione di massa è uno stimolo fortissimo
che induce il virus a mutare in una forma più aggressiva facen-
do selezionare nuovi ceppi virali che, come sta già accadendo
per le vaccinazioni antimorbillose, risultano molto più patogeni
di quelli finora circolanti.91 (Una mia recente pubblicazione sul-
la vaccinazione contro il Papillomavirus umano ipotizza proprio
per questo motivo un aumento negli anni futuri dei tumori da
HPV sia nelle donne che oggi vengono vaccinate sia in quelle
che non sono state vaccinate e questo a causa della selezione di
ceppi virali sia mutati, e per questo non rispondenti agli anticor-
pi indotti dal vaccino), sia molto più patogeni di quelli attuali che

86
Minutello M. et al. Safety and immunogenicity of an inactivated subunit influ-
enza virus vaccine combined with MF59 adjuvant emulsion in elderly subjects,
immunized for three consecutive influenza seasons. Vaccine 17: 99; 1999.
87
De Donato S. et al. Safety and immunogenicity of MF59-adjuvanted influenza
vaccine in the elderly. Vaccine 17: 3094; 1999.
88
Holm K. J. Et al. Liposomal influenza vaccine. Biodrugs 11: 137; 1999.
89
Dooley M, Goa K. L. Adjuvanted influenza vaccine. Biodrugs 14: 61; 2000.
90
Petrovsky N, Heinzel S, Honda Y, Lyons AB. New-age vaccine adjuvants,
friend or foe? BioPharm International 2 August 2007; http://biopharminter-
ntional.findpharma.com/biopharm/article/articleDetail.jsp?id=444996&sk=&dat
e=&pageID=5.
91
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 226.

58
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

inducono il tumore in una bassissima percentuale di persone e


in un tempo di circa 20-50 anni.92

Oltre a questi effetti generici, la vaccinazione antinfluenzale può


causare vari altri danni locali e sistemici che sono già stati riportati
in un libretto che ho scritto su questo argomento.93
In questa sede mi limiterò pertanto a ricordare solo alcuni dei prin-
cipali effetti indesiderati di questa vaccinazione:
1 - Perdita dell’effetto rinforzante sul sistema immunitario da par-
te della patologia infettiva che il vaccino fa invece evitare (que-
sto punto è particolarmente importante nei bambini, il cui si-
stema immunitario viene irrobustito proprio dallo scontro con i

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


germi).94
2 - Patologie allergiche: asma allergico, orticaria, angioedema,
anafilassi, ecc.95, 96
3 - Altre patologie immunitarie, specie quelle autoimmunitarie: trom-
bocitopenia, sindrome nefrosica, sindrome oculo-respiratoria, eri-
tromelalgia, pemfigo, reazioni da rigetto verso l’ospite, uveite, ecc.
4 - Patologie neurologiche: sindrome di Guillain-Barré97 (il rischio
di ammalarsi di questa neuropatia, che comporta paralisi e distur-
bi cardiorespiratori, è 4-8 volte superiore nella popolazione vac-

92
Gava R., Serravalle E. Vaccinare contro il Papillomavirus? Quello che dobbiamo
sapere prima di decidere. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2009.
93
Gava R. La Sindrome Influenzale in bambini e adulti. Edizioni Salus Infirmo-
rum, Padova, 2007.
94
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pag. 157-159.
95
Abadoglu O. et al. Influenza vaccination in patients with asthma: effect on the
frequency of upper respiratory tract infections and exacerbations. Journal of
Asthma 41 (3): 279; 2004.
96
Nicholson K. G. et al. Randomized placebo-controlled crossover trial on effect
of inactivated influenza vaccine on pulmonary function in asthma. The Lancet
351 (9099): 326; 1998.
97
Lasky,T. et al. The Guillain-Barre syndrome and the 1992-1993 and 1993-1994
influenza vaccines. N.Engl.J.Med. 339(25); 1797-1802; 1998.

59
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

cinata rispetto la popolazione non vaccinata)98, neurite ottica,


mielite trasversa acuta, paralisi del facciale, nevralgie, parestesie.
5 - Patologie cardiovascolari: pericardite acuta,99, arterite a cellule
giganti,100 neuropatia ottica ischemica, scompenso cardiaco, fi-
brillazione atriale (specie negli anziani).
6 - Patologie muscolo-scheletriche: polimialgia reumatica,101, rab-
domiolisi.102
7 - Riacutizzazioni e/o cronicizzazioni di patologie preesistenti alla
vaccinazione, specie le patologie broncopolmonari.103, 104
8 - Mortalità: ogni anno ci sono segnalazioni di anziani morti non
di virus influenzale ma di complicazioni batteriche insorte du-
rante la sindrome influenzale, ma ogni anno vengono riportati

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


anche casi mortali da vaccino antinfluenzale (sono segnalazioni
ritenute sottostimate e che comunque sembrano interessare spe-
cialmente gli anziani affetti da patologie cardiovascolari e/o
broncopolmonari croniche o in condizioni precarie in cui il vac-
cino agisce squilibrando il già instabile equilibrio immunitario).

Sappiamo che le Ditte Farmaceutiche gareggiano tra loro per pro-


durre dei vaccini più efficaci e da anni stanno facendo esperimenti
a tale scopo. Alcuni di questi esperimenti, non sempre innocui,
sfuggono alla segretezza e diventano poi famosi. Un esempio è

98
Wilson K et al Guillain-Barré syndrome after influenza vaccination in adults: a
population-based study. Arch Intern Med 2006; 166: 2217-2221.
99
Putas E. et al. Acute non specific pericarditis criter influenza vaccination: an
infrequent effect to recognize. Rev Geriatr 25: 413; 2000.
100
Perez C. et al. Giant cell arteritis after influenza vaccination. Arch Intern Med
160: 2677; 2000.
101
Liozon E. et al. Polymyalgia rheumatica following influenza vaccination. J.
Am. Geriatr. Soc 48: 1533; 2000.
102
Plotkin E. et al. Influenza vaccine: a possible trigger of thabdomyolysis in-
duced acute renal failure due to the combined use of cerivastatin and bezafi-
brate. Nephrol Dial Transplant 15: 740; 2000.
103
Christy C. et al. Effectiveness of influenza vaccine for the prevention of asthma
exacerbations. Arch. Dis. Child. 89 (8): 734; 2004.
104
Bueving H. J. et al. Influenza vaccination in children with asthma: randomized
double-blind placebo-controlled trial. American Journal Respir. Crit. Care
Medicine 169 (4): 488; 2004.

60
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

l’esperimento della Ditta Farmaceutica Novartis, condotto in Polo-


nia con il vaccino antinfluenzale H5N1 e che ha causato un inci-
dente scoperto solo nel 2008. L’esperimento fu eseguito da infer-
miere e medici locali che somministrarono il vaccino a 350 sogget-
ti, 20 dei quali morirono. I medici e le infermiere partecipanti furo-
no denunciati dalla polizia polacca,105, 106 ma la Novartis disse che
le morti non erano legate al vaccino H5N1,107 dato che era stato
“somministrato ad altre 3.500 persone senza che alcuna di queste
morisse”.
A commento di dati come questi, ricordiamo che secondo una revi-
sione completa di tutta la letteratura sugli effetti dei vaccini antin-
fluenzali eseguita da Tom Jefferson e dal suo Gruppo della The

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Cochrane Collaboration, non è possibile analizzare la sicurezza di
questi vaccini per l’assenza di informazioni e la mancanza di stan-
dardizzazione delle poche informazioni disponibili.108

In conclusione, dato che oggi sappiamo che i vaccini antinfluenzali


possono causare danni anche gravi nei riceventi, se non li possiamo
sottoporre ai test sperimentali a cui vengono sottoposti tutti i far-
maci prima di essere commercializzati, almeno mettiamo in guar-
dia i medici e il pubblico di questo pericolo intrinseco ma poco e-
liminabile, lasciando poi ai singoli la decisione se affrontare il ri-
schio o meno di vaccinarsi.
Inoltre, andrebbero evitate tutte le vaccinazioni di massa e spe-
cialmente le vaccinazioni dei bambini. Dato che gli effetti indesi-
derati sono stati registrati finora negli adulti (a parte questi ultimi
anni, precedentemente la vaccinazione antinfluenzale è stata prati-

105
Day M. Homeless people die after bird flu vaccine trial in Poland. Telegraph,
2 July 2008; http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/poland/-
2235676/Homeless-people-die-after-bird-flu-vaccine-trial-in-Poland.html.
106
Homeless people die after trials of bird-flu vaccine. Pharmaceutical Portal for
Poland, 10 July 2008; http://www.pharmapoland.com/next.php?id=62409.
107
Polish industry not dented by deaths. Emma Dorey, Entrepreneur, 21 July
2008 ; http://www.entrepreneur.com/tradejournals/article/181991358.html.
108
Jefferson T, Rivett A, Harnden A, DiPietrantoni C, and Demicheli V. Vaccines
for preventing influenza in healthy children (Review). Cochrane Database Sys-
tematic Review 23 April 2009, http://mrw.interscience.wiley.com/cochrane/-
clsysrev/articles/CD004879/pdf_fs.html.

61
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

cata essenzialmente in soggetti adulti) e dato che le registrazioni


degli effetti indesiderati comprendeva specialmente il sistema im-
munitario di anziani indeboliti da patologie croniche, è molto vero-
simile (ma non possiamo affermarlo con sicurezza perché siamo
totalmente privi di studi scientifici in merito) che gli effetti indesi-
derati dei vaccini antinfluenzali siano particolarmente evidenti e
gravi nei bambini più piccoli a causa del loro sistema immunitario
ancora immaturo e quindi facilmente sensibile a fattori esterni
squilibranti.

Alla fine di tutto questo discorso sulla vaccinazione antinfluenzale,


credo che venga spontaneo chiedersi:

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Se ogni autunno assistiamo ad una massiccia e sempre nuova
campagna pubblicitaria a favore della vaccinazioni antinfluenzale,
pur mancando totalmente di studi scientifici condotti da ricercatori
indipendenti dall’Industria Farmaceutica che giustifichino il ra-
zionale del loro uso nella prevenzione dell’influenza e che ne di-
mostrino l’innocuità o comunque un rapporto rischio/beneficio ac-
cettabile, … significa forse che la cosiddetta ‘CAMPAGNA
VACCINALE D’AUTUNNO’ ha solo una giustificazione economico-
commerciale per l’Industria Farmaceutica e per coloro che ad es-
sa sono legati?
Questo è proprio quello che i dati disponibili fanno pensare!

Vaccini antinfluenzali come terapia preventiva?


Al giorno d’oggi ci sono medici che pensano di impostare una te-
rapia preventiva servendosi dei farmaci.
Come farmacologo posso assicurare che ci sono poche cose più er-
rate di questo modo di pensare.
La vera prevenzione non può essere farmacologica, perché per de-
finizione i farmaci sono sintomatici. Non esiste un farmaco eziolo-
gico, cioè che colpisca la causa prima della malattia, e non è ezio-
logica neppure l’insulina che viene somministrata al diabetico, per-
ché il suo pancreas rimane malato e incapace di produrre l’insulina
endogena.
La vera prevenzione di una qualsiasi malattia implica sempre im-
postare una corretta igiene di vita personalizzata, addirittura senza

62
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

fermarsi solo al riequilibrio della componente fisica della persona,


ma interessando anche la sua parte psichica e quella spirituale.
Pertanto, oltre a quanto detto nelle pagine precedenti, utilizzare le
vaccinazioni antinfluenzali di massa come agenti preventivi può
essere un espediente forse utile per la popolazione, ma per il singo-
lo è non solo concettualmente assurda, ma anche pericolosa e con-
troproducente.
Come ragionamento limite e se volessimo mettere al primo posto la
nostra salute e non il lavoro o altro, dovremmo dire che a noi non
dovrebbe disturbare più di tanto che il nostro organismo si ammali
di influenza, perché se accade significa che il nostro sistema im-
munitario è debole e che abbiamo bisogno di riposo e di trovare un

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nuovo equilibrio di vita.
Un po’ diverso è il discorso per un anziano, magari già affetto di una
qualche patologia cronica. In questo caso il nostro obiettivo, più che
vaccinare, dovrebbe essere quello di irrobustire il più possibile il suo
sistema immunitario e a tale scopo ci sono vari strumenti.109, 110
Per quanto riguarda un bambino, il vaccino va assolutamente evita-
to per svariati motivi già enunciati, ma in particolare perché sap-
piamo benissimo che nei bambini le malattie infettive sono neces-
sarie per lo sviluppo di un sano e maturo sistema immunitario.
Quindi, ci dovrebbe interessare solo che il bambino piccolo non si
ammali in modo grave e che percorra tutte le tappe necessarie per
fortificarsi e acquisire le capacità necessarie per rispondere effica-
cemente agli attacchi esogeni (batteri, virus, funghi, sostanze tossi-
che, ecc.) e alle esperienze “dure” della vita, che sicuramente nep-
pure a lui mancheranno.
In questo intento, pertanto, almeno per quanto riguarda il sistema
immunitario, spero sia chiaro che ci illudiamo gravemente se cre-
diamo di poterci far aiutare dai farmaci in generale o dai vaccini in
particolare. Infatti, proprio a causa dei vaccini, ci troveremo un
soggetto più debole rispetto a quello che ha imparato a superare
l’influenza da solo.

109
Gava R. La Sindrome Influenzale in bambini e adulti. Edizioni Salus Infirmo-
rum, Padova, 2007.
110
Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, capp. 23 e 24.

63
Capitolo 6 - LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE STAGIONALE

Quindi, non possiamo certamente dire che i vaccini prevengano le


malattie, ma forse che in qualche caso le causano!

SINTESI DEL CAPITOLO 6

- Dallo studio della letteratura scientifica disponibile emergono chiara-


mente alcuni dati certi sulla vaccinazione antinfluenzale stagionale:
non è ben tollerata dai bambini; se eseguita nei bambini non protegge
gli anziani; non controlla la diffusione dell’influenza; non riduce la
mortalità nell’anziano; non protegge i broncopneumopatici cronici; per
il contenuto in mercurio è tossica specialmente per i bambini; per il suo
contenuto in adiuvanti è tossica per tutti; non è efficace clinicamente,

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


mentre risulta efficace solo a livello laboratoristico.
- Nonostante ciò, assistiamo ugualmente ad una massiccia propaganda a
favore della vaccinazione antinfluenzale e questa è una chiara contrad-
dizione tra i dati scientifici e la pratica clinica, tra l’evidenza oggettiva
e la politica sanitaria.
- I vaccini antinfluenzali stagionali non vengono sperimentati e vengono
reclamizzati come efficaci solo perché aumentano nel ricevente il titolo
anticorpale specifico contro gli antigeni virali, ma non si sa neppure
quanto elevato debba essere questo titolo anticorpale per ritenere il
vaccino veramente protettivo.
- I vaccini antinfluenzali non sono ben tollerati e possono causare vari
danni nel ricevente: danni locali, danni sistemici e danni generali; dan-
ni tossicologici e immunitari; danni individuali e danni sociali.
- Dato allora che i vaccini antinfluenzali possono essere dannosi in alcuni
soggetti e non possono essere neppure minimamente sperimentati, perché
allora non avvisiamo i medici e il pubblico di questa loro potenziale peri-
colosità? Solo perché c’è un vantaggio economico-commerciale per
l’Industria Farmaceutica e per coloro che ad essa sono legati?
- Infine, la presunzione di utilizzare le vaccinazioni antinfluenzali di mas-
sa come agenti preventivi potrebbe avere giustificazioni per la popola-
zione, ma per il singolo è non solo concettualmente assurda, ma anche
pericolosa e controproducente.

64
Capitolo 7

LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1


Era spaventata a morte dall’influenza “Suina”.
Così chiese al suo medico cosa dovesse fare.
Di nascosto egli le fece una puntura con il nuovo vaccino contro la “Suina”
spifferandole in un orecchio: «Cara, non ne ho la più pallida idea».111

Sappiamo che l’Industria Farmaceutica ha ricevuto contratti per al-

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cuni vari miliardi di dollari per preparare un vaccino contro il virus
A/H1N1 e che ne guadagnerà molti di più con le vaccinazioni.
In risposta a questo accordo pagato con i nostri soldi, l’Agenzia
Europea per i Farmaci (European Medicines Agency [EMEA])112,
che dovrebbe salvaguardare i nostri interessi, non ha chiesto la ga-
ranzia di dati scientifici inoppugnabili, ma si è accontentata di pure
estrapolazioni che l’Industria Farmaceutica ha fatto da studi di
vaccini “prototipo” e ha permesso ugualmente la commercializ-
azione di 3 nuovi vaccini per vaccinazioni di massa contro un virus
che appare tutt’altro che pericoloso.

Tipi di vaccino contro il virus A/H1N1


All’inizio dell’autunno 2009 la Commissione Europea ha dato
l’autorizzazione alla commercializzazione nel nostro Continente di
3 vaccini contro il virus A/H1N1:

Tab. 7 - Vaccini contro il virus A/H1N1 accettati per la commercializzazione.


Nome Ditta Autorizzazione al commercio
Focetria113 Novartis 29 settembre 2009
Pandemrix114 GlaxoSmithKline 29 settembre 2009
Celvapan115 Baxter AG 6 ottobre 2009

111
Testo di Adams Mike; cfr. http://www.bnotizie.com/tag/swine-flu-vaccine/.
112
http://www.emea.europa.eu.
113
http://www.emea.europa.eu/influenza/vaccines/focetria/focetria_pi.html.
114
http://www.emea.europa.eu/influenza/vaccines/pandemrix/pandemrix_pi.html.

65
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

Tab. 8 - Caratteristiche farmaceutiche dei vaccini contro il virus A/H1N1.


Focetria Pandemrix Celvapan
Virione A/California/7/-
Composi- Antigeni di superficie (H Antigeni di superficie 2009 (H1N1)v intero,
ed N) del virus A/Califor- (H) del virus A/Cali- inattivato, coltivato su
zione an- nia/7/2009 (H1N1)v, pro- fornia/7/-2009 (H1N1)v, cellule Vero (linea cellu-
tigenica pagato su uova propagato su uova lare mammifera conti-
nua)
Emoag-
7,5 microgrammi 3,75 microgrammi (mcg) 7,5 microgrammi
glutinina
MF59C.1 contenente:
AS03 contenente:
- squalene 9,75 mg Contenente:
- squalene 10,69 mg
Adiuvante - polisorbato 80 1,175 mg
- polisorbato 80 4,86 mg
- polisorbato 80
- sorbitantrioleato 1,175 - trometamolo
- alfa-tocoferolo 11,86 mg
mg

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Disinfet-
- Thiomersale 5 mcg -
tante
Proteine delle uova e del
Proteine delle uova e del
pollo, kanamicina, neo-
Residui in pollo, gentamicina, for-
micina, formaldeide, ce- Formaldeide, benzonasi.
tracce (*) tiltrimetilammonio bro-
maldeide, sodio desossi-
colato.
muro.
Fiale da 0,5 ml 0,5 ml 0,5 ml
Aspetto - Sospensione: liquido
incolore Liquido biancastro opale-
della/e Liquido bianco lattiginoso
- Emulsione: liquido scente
fiala/e biancastro
(*): Identificati dalla lettura della sezione ‘Controindicazioni’ della Scheda Tecnica.

Da questa tabella si evidenzia la presenza nei vaccini di alcune so-


stanze ritenute tossiche, come mercurio (thiomersale), e altre a for-
te sospetto di tossicità, come lo squalene e la formaldeide.116
Eppure questi vaccini vengono consigliati, e da alcuni anche racco-
mandati, sia ai bambini di 6 mesi che alle gravide, cioè ai loro feti.
Nella sezione ‘Informazioni Cliniche’ della Scheda Tecnica dei 3
vaccini approvati dall’EMEA si leggono queste frasi:
“Il vaccino influenzale pandemico H1N1 è stato autorizzato sulla base
dei dati ottenuti con una versione contenente l’antigene del virus
H5N1, integrati con i dati ottenuti con il vaccino contenente l’antigene

115
http://www.emea.europa.eu/influenza/vaccines/celvapan/celvapan_pi.html.
116
Gava R. Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche.
Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed., 2008, pagg. 594-600.

66
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

H1N1. Questo paragrafo ‘Informazioni Cliniche’ verrà aggiornato in


accordo agli ulteriori dati che si renderanno disponibili.
Attualmente non vi è alcuna esperienza clinica con questo vaccino
(H1N1) in adulti, anziani, bambini o adolescenti.
La decisione di utilizzare questo vaccino (H1N1) in ciascuno dei
gruppi di età di seguito indicati deve tenere in considerazione
l’entità dei dati clinici disponibili con una versione del vaccino
contenente l’antigene H5N1 e le caratteristiche patologiche
dell’attuale influenza pandemica”.117 Il testo continua affermando:
“Le raccomandazioni relative al dosaggio sono basate su:
- dati di sicurezza e immunogenicità disponibili circa la sommini-
strazione del vaccino adiuvato derivata dal ceppo A/Vietnam/-

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194/2004 (H5N1) (per i vaccini Focetria e Pandemrix) e dal cep-
po A/Vietnam/1203/2004 (H5N1) (per il vaccino Celvapan) a 0 e
21 giorni;
- dati di immunogenicità molto limitati ottenuti tre settimane dopo
la somministrazione di una dose singola di una formulazione spe-
rimentale di Pandemrix (H1N1) ad adulti sani di età 18-60 anni”
(quest’ultima frase si trova solo nella Scheda Tecnica del vaccino
Pandemrix).

Va sottolineato che questi dati, oltre ad essere ipotetici per il nuovo


vaccino contro il virus A/H1N1, comunque sono stati ottenuti solo
dopo osservazioni di 21 giorni.
Pertanto, tutti i dati sono semplici estrapolazioni che si ipotizza po-
tranno essere utili anche per l nuovi vaccini contro il virus
A/H1N1, ma solo dopo che le vaccinazioni verranno eseguite sa-
premo se queste estrapolazioni erano corrette.
Dai confronti delle raccomandazioni che le singole 3 Ditte fanno a
proposito della posologia, si può dedurre che i dati su questi vaccini
siano veramente totalmente incerti e che molto probabilmente
l’ufficio legale delle varie Ditte abbia consigliato ai colleghi
dell’ufficio marketing di essere prudenti e di cercare di proteggersi
per evitare ritorsioni future.

117
http://www.emea.europa.eu/influenza/vaccines/focetria/focetria_pi.html.

67
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

Tab. 9 - Posologia dei vaccini contro il virus A/H1N1.


Focetria Pandemrix Celvapan
Adulti e
La I dose in una data a scelta. La II dose dopo almeno 3 settimane.
anziani
Se la vaccinazione è ritenuta ne-
Non sono disponibili
cessaria, usare il dosaggio rac-
dati nei bambini o ne-
Bambini comandato per gli adulti. Tutta-
gli adolescenti; tutta-
tra 10 e 17 via, la scelta della dose per que-
via, nei casi in cui la
anni sto gruppo di età deve tenere in
vaccinazione sia consi-
conto i dati disponibili su sicu-
derata necessaria, l’es-
rezza e immunogenicità.
perienza con vaccini
La I dose in una Se la vaccinazione è ritenuta ne-
simili suggerisce che
data a scelta. La cessaria, i dati disponibili sugge-
può essere appropriato
II dose dopo al- riscono che può essere sufficiente
un dosaggio in accordo
meno 3 settimane. la somministrazione di mezza do-
alla dose negli adulti. Il

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Bambini se dell’adulto, ripetuta dopo al-
dosaggio utilizzato de-
tra 0,5 e 9 meno tre settimane. (Sono dispo-
ve tenere in considera-
anni nibili dati molto limitati sulla si-
zione l’entità dei dati e
curezza ed immunogenicità della
delle caratteristiche pa-
somministrazione del vaccino
tologiche dell’attuale
H5N1 adiuvato con AS03 a 0 e
influenza pandemica.
21 giorni in questo gruppo di età).
Bambini
sotto i 6 Attualmente la vaccinazione non è raccomandata in questo gruppo di età.
mesi
Sede della Deve essere eseguita tramite iniezione intramuscolare preferibilmente nel
iniezione muscolo deltoide o nel distretto anterolaterale della coscia, a seconda della
massa muscolare.

Ecco perché nella posologia pediatrica si trova scritto “Se la vacci-


nazione è ritenuta necessaria …” e anche “Non sono disponibili dati
nei bambini o negli adolescenti; tuttavia, nei casi in cui la vaccina-
zione sia considerata necessaria …”.
Sarebbe come dire: “Noi vi avevamo avvisati che questo vaccino
poteva essere pericoloso, ma se voi avete ritenuto che la vaccina-
zione era necessaria … significa che avete optato per quello che
credevate essere il male minore”.
Fino a 2 mesi prima della sua commercializzazione, si pensava che
questo vaccino potesse essere somministrato in un’unica dose, ma
poi ne è stata consigliata una seconda proprio perché si è visto che la
produzione anticorpale era troppo scarsa, ma anche l’efficacia della
seconda dose, come vedremo, resta per ora discutibile e sub-judice.

68
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

Efficacia della vaccinazione contro il virus A/H1N1


Dato che non esiste alcun dato scientifico per poter parlare
dell’efficacia dei 3 vaccini contro il virus A/H1N1che hanno appe-
na commercializzato, possiamo solo limitarci ad alcune riflessioni.
Prima di tutto, come abbiamo spiegato all’inizio, va detto che a
causa dell’estrema variabilità del virus influenzale a RNA con ge-
noma frammentato, da quando si inizia a preparare il vaccino a
quando questo viene commercializzato passano molti mesi e in
questo frattempo il virus può essersi modificato in modo quantita-
tivamente e qualitativamente non prevedibile. Ne consegue che
non sempre gli antigeni virali contenuti nel vaccino sono adatti

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


all’epidemia che si manifesterà in una certa Nazione, perché il vac-
cino induce la produzione di anticorpi specifici ma verso un virus
che può essere parzialmente diverso da quello che in futuro circole-
rà. Allora, potrà accadere che la vaccinazione dia effetti diversi in
Paesi o Continenti diversi, perché il virus, diffondendosi in certe
popolazioni, può modificarsi o meno in base alle condizioni immu-
nitarie e ambientali che incontrerà. Chi ci dice allora che un virus
influenzale di tipo A nato in aprile in Messico giunga antigenica-
mente uguale in Europa durante l’autunno o l’inverno?
I virus non sono forse gli organismi che più rapidamente si molti-
plicano e quindi che si differenziano?
E i virus a RNA non sono forse tra quelli che con maggiore facilità
sono soggetti a variazioni antigeniche?
E i virus influenzali di tipo A con genoma a RNA frammentato in 8
parti non sono forse ancora più inclini a modificarsi?
Allora, un vaccino preparato mesi prima (tempo minimo di 6 mesi
solo per prepararlo in quantità appena sufficiente, senza ovviamente
riservare un tempo utile per la sperimentazione, altrimenti si dovreb-
be passare all’anno successivo), come può essere efficace contro un
virus estremamente mutabile come quello influenzale di tipo A?
L’efficacia del vaccino non dipende forse da una reazione antige-
ne-anticorpo estremamente specifica? Il vaccino contiene pochi e
specifici antigeni virali capaci di indurre la formazione, da parte
dell’organismo che lo riceve, di pochi e altrettanto specifici anti-
corpi che possono agire SOLO nei confronti di un virus che abbia
gli stessi antigeni usati per preparare il vaccino (è per questo che

69
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

in genere i vaccini influenzali contengono non solo gli antigeni di


un unico ceppo virale, ma 3 diversi ceppi; nonostante ciò, però, ab-
biamo visto che l’efficacia dei vaccini antinfluenzali è bassissima).
Infatti, esistono numerosi studi che dimostrano che i vaccini antin-
fluenzali offrono poca o nessuna protezione contro la malattia in-
fluenzale e non c’è ragione di credere che i vaccini contro
l’influenza A/H1N1 saranno diversi.118 Infatti, nella stessa scheda
tecnica di questi ultimi nuovi vaccini si legge: “Non tutti i vaccina-
ti potrebbero manifestare una risposta immunitaria protettiva”.
Comunque, anche se il ceppo virale usato per la preparazione del
vaccino fosse esatto, la vaccinazione non potrebbe mai proteggere
verso tutti gli altri virus che causano la sindrome influenzale e che,

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


come abbiamo visto, riguardano la stragrande maggioranza dei casi.
Commenta l’epidemiologo Tom Jefferson durante un’intervista:119
“Ma l’influenza vera è una causa abbastanza rara di sindrome in-
fluenzale: circa il 7% in media. È questo uno dei motivi principali
per cui interventi di massa (come i vaccini) diretti contro
l’influenza e non contro la sindrome influenzale (come le misure
igieniche) non avranno mai un’alta efficacia”.
Allo stesso Jefferson hanno posto pure questa domanda: “La vac-
cinazione contro l’influenza A/H1N1, una volta pronte le dosi, ser-
virà a contenere l’eventuale pandemia/epidemia?”.
La sua risposta è stata molto concisa e chiara: “I vaccini hanno
un’efficacia dubbia, ma in questo caso [il vaccino contro il virus
influenzale A/H1N1] non possiamo fare neppure questa previsione
né dire che sarà un vaccino ‘sicuro’, perché non esiste uno strac-
cio di dato su cui mettere le mani. Ci sono poi problemi non da ri-
dere, come la logistica e l’etica di vaccinare milioni di persone”.

Sperimentazione dei vaccini contro il virus A/H1N1


Per quanto riguarda la sperimentazione del vaccino contro l’influenza
A/H1N1, va detto che non siamo a conoscenza che esistano pubblica-
zioni o comunicazioni scientifiche già concluse.

118
Ho MW. How to stop bir flu instead of the vaccine-antiviral model. Science in
Society 35. 40-42, 2007.
119
http://www.cochrane.org/: Searched for “The Financial Times (UK) Health Blog”.

70
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

Consultando il registro più grosso degli studi clinici, che dovrebbe


contenere informazioni dettagliate di tutti i trial in corso e di quelli
programmati sui vaccini contro l’influenza A/H1N1, usando come
query “influenza A/H1N1” si trovano 9 studi, ma nessuno di questi
è stato completato. Alcuni non risultano nemmeno iniziati e quelli
che lo sono hanno una data di chiusura che va dall’aprile al dicem-
bre 2010. Se invece si consulta il registro delle Industrie Farmaceu-
tiche, se ne trovano altri 8 in corso o in fase di reclutamento dei
partecipanti. Questi hanno date di completamento fra la fine del
2009 e il 2010, ma nessuno è terminato.
Questo è molto strano, perché la maggior parte degli studi è stata fi-
nanziata con fondi pubblici e, perlomeno in America, c’è ora l’obbligo

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


di legge di registrare i trial e rendere accessibili i risultati salienti.
Visionando invece le Schede Tecniche dei 3 vaccini commercializ-
zati, si trovano numerose pagine e numerose tabelle all’interno del-
la sezione 5.1 ‘Proprietà Farmacodinamiche’ di questi vaccini, ma
ai fini pratici tutte quelle informazioni sono del tutto inutili perché,
come abbiamo già commentato, esse riguardano solo le variazioni
dei titoli anticorpali in risposta alla vaccinazione, ma non è assolu-
tamente detto che a tale crescita anticorpale corrisponda una effi-
cace prevenzione della malattia influenzale. Infatti, in quei docu-
menti si afferma che:
- il tasso di sieroprotezione è stato considerato positivo quando il tito-
lo dell’inibizione dell’emoagglutinina era maggiore o uguale a 1:40;
- il tasso di sieroconversione è stato considerato positivo quando i
soggetti erano o sieronegativi alla pre-vaccinazione e con un tito-
lo protettivo post-vaccinazione maggiore o uguale a 1:40, oppure
erano sieropositivi alla pre-vaccinazione e con un incremento del
titolo anticorpale di 4 volte.
In pratica, questi vaccini vengono considerati efficaci solo perché
hanno indotto nell’organismo ricevente un aumento della produ-
zione anticorpale specifica superiore ad un livello che si ipotizza
sarà sufficiente per proteggere la persona, anche se, come riporta il
documento dell’EMEA che ha annunciato il via libera alla com-
mercializzazione di questi vaccini, si attendono in futuro i dati di
sicurezza e di efficacia che emergeranno dalle sperimentazioni che

71
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

le Ditte produttrici dei vaccini svolgeranno … “non appena i vac-


cini verranno utilizzati in tutta l’Unione Europea”.120
È come dire: “Voi cominciate a utilizzare questo nuovo vaccino an-
tinfluenzale, perché così ci fornirete i dati di cui abbisogniamo per
capire se è veramente efficace e se è sicuro!”.
È UN MODO GENTILE PER NON DIRE CHIARAMENTE CHE NON SOLO
CI TRATTANO COME CAVIE, MA ANCHE CHE FINANZIANO LE LORO
SPERIMENTAZIONI CON I NOSTRI SOLDI!

Sicurezza della vaccinazione contro il virus A/H1N1


Prima di tutto va detto che nella scheda tecnica di questi vaccini

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(precisamente nelle sezioni ‘Effetti Indesiderati’ e ‘Proprietà Far-
macodinamiche’) si legge che questi sono “Vaccini Mock-up”
(“vaccini prototipi”) e in questo modo la Ditta Farmaceutica pre-
avvisa il consumatore che non ci sono vere informazioni di sicu-
rezza sull’utilizzo diretto di questi farmaci.
Per capire meglio cosa sono i vaccini mock-up ci serviremo del co-
municato del 25 settembre 2009 con cui il Comitato per i medicinali
per uso umano (CHMP) dell’EMEA ha annunciato l’accettazione
per l’utilizzo dei primi due vaccini contro il virus A/H1N1. Nel te-
sto, tradotto e diffuso anche dalla nostra AIFA,121 si legge [NdA: il
corsivo l’ha aggiunto il sottoscritto]:122
“… I vaccini mock-up contro l’influenza pandemica sono stati pre-
parati prima della pandemia, utilizzando un ceppo virale diverso,
cioè prima che si conoscesse l’attuale ceppo virale responsabile della
pandemia in corso. I vaccini hanno utilizzato un ceppo virale in-
fluenzale H5N1, poiché questo è un ceppo influenzale potenzialmen-
te in grado di provocare una pandemia e al quale nessun individuo è
mai stato esposto. Dopo l’inizio dell’attuale pandemia e una volta
identificato il virus A(H1N1)v, i produttori hanno convertito i vacci-
ni mock-up nei vaccini pandemici finali, sostituendo il ceppo virale
H5N1 con quello H1N1. I vaccini mock-up sono stati specificamen-
te studiati per simulare i vaccini finali in due modi:

120
http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/pandemicinfluenza/60132109en.pdf.
121
AIFA: Agenzia Italiana del Farmaco; http: //www.agenziafarmaco.it.
122
http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/pandemicinfluenza/60132109en.pdf.

72
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

- nel modo in cui il vaccino è “costruito”: i metodi utilizzati per


preparare il virus, così come la composizione del vaccino;
- nel modo in cui il vaccino è utilizzato, in persone che non hanno
mai avuto una protezione contro il virus.
Grazie a questo, le informazioni derivate da questi studi sui vaccini
mock-up possono essere utilizzate per ‘estrapolare’ (predire) la si-
curezza e l’effetto protettivo dei vaccini finali. …
Sono attualmente in corso studi clinici con i vaccini contenenti il
ceppo pandemico H1N1 sia negli adulti che nei bambini e il
CHMP valuterà immediatamente questi dati appena saranno resi
disponibili. Comunque, il Comitato ha già valutato alcuni risultati
preliminari dei primi studi con i vaccini H1N1. …

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Per la raccomandazione [della vaccinazione] nei bambini, il CHMP
ha estrapolato i dati ottenuti utilizzando i vaccini mock-up H5N1,
su bambini di varie fasce d’età, sino ad arrivare ad una raccoman-
dazione finale per i vaccini pandemici nei confronti dei bambini di
tutte le età.
Per la raccomandazione nelle donne in gravidanza, il Comitato ha
osservato che per i vaccini si prevede che essi determinino una ri-
sposta immunitaria simile sia nelle donne in gravidanza, che nelle
donne non gravide. Ci sono comunque pochi dati sulla sicurezza
dei vaccini in gravidanza, ma anni di esperienza con la vaccinazio-
ne delle donne in gravidanza con il vaccino per l’influenza stagio-
nale non hanno sollevato preoccupazioni specifiche. …
Il CHMP continuerà a valutare tutte le ulteriori evidenze che sa-
ranno generate dalle sperimentazioni cliniche che le Aziende pro-
duttrici stanno portando avanti e fornirà gli aggiornamenti sulle in-
formazioni del prodotto, quando necessario.
Non appena i vaccini verranno utilizzati in tutta l’Unione Europea,
le Aziende produttrici inizieranno gli studi supplementari che si
sono impegnate a svolgere. Gli studi supplementari includono studi
tesi ad esaminare la sicurezza dei vaccini e saranno seguite atten-
tamente circa 9.000 persone appena vaccinate per confermare che
la sicurezza dei vaccini H1N1 sia come prevista”.
È stupefacente come in questo comunicato ufficiale dell’EMEA non
ci sia nulla di certo ma tutte le decisioni nascono da estrapolazioni di
dati e di ipotesi: questa non è farmacologia ma pura fantasia!

73
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

Ritornando più specificatamente agli effetti indesiderati dei vaccini


contro il virus A/H1N1, va detto pure che nelle loro Schede Tecni-
che si trovano gli effetti indesiderati dei vaccini mock-up prodotti
contro il virus influenzale H5N1 del 2004 e ricordo pure che sono
tutti effetti rilevati dopo pochi giorni di osservazione del vaccinato e
quindi sono tutti effetti locali o sistemici generali di scarso rilievo.
Tra gli effetti rilevati dopo la commercializzazione del vaccino
contro il virus H5N1 del 2004 (vaccinovigilanza post-marketing),
nelle medesime Schede Tecniche sono stati riportati i seguenti ef-
fetti indesiderati:
- “Reazioni cutanee generalizzate, inclusa orticaria.
- Nevralgia, convulsioni, trombocitopenia transitoria.

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- Reazioni allergiche, con rari casi di shock anafilattico.
- Vasculite con transitorio coinvolgimento renale.
- Disturbi neurologici, quali encefalomielite, neurite e sindrome di
Guillain Barré”.
Ovviamente, nelle Schede Tecniche dei vaccini non è stato possibi-
le inserire alcun effetto indesiderato dei nuovi vaccini contro il vi-
rus A/H1N1, semplicemente perché non è disponibili alcun dato.
Comunque, data la fretta con cui hanno preparato questi vaccini, la
presenza in essi di adiuvanti per renderli più potenti rispetto i co-
muni vaccini antinfluenzali, la totale assenza di sperimentazione
clinica e la pubblicità che l’Industria Farmaceutica sta facendo, sia
in modo diretto attraverso i mass-media, sia in modo indiretto at-
traverso piccole e grandi Associazioni e anche Enti internazionali,
consiglierei di essere molto prudenti e diffidenti.
Inoltre, non possiamo non ricordare, per associazione di idee e per
analogia dei fatti, che nel febbraio 1976 morirono alcuni soldati
nella base militare di Fort Dix, nel New Jersey (USA). Le televi-
sioni dell’epoca mandarono in onda continuamente spot pubblicita-
ri che spaventarono gli americani e li convinsero che bisognava
vaccinarsi contro quel tipo di influenza A che pareva molto perico-
losa e fu addirittura il presidente Gerald Ford ad imporre il vacci-
no. Le Ditte Farmaceutiche commercializzarono in tutta fretta un
vaccino antinfluenzale contro il virus dell’influenza A che si teme-
va potesse causare una grave pandemia. Ebbene, il risultato non fu
né una pandemia né un’epidemia influenzale, ma solo una vaccina-

74
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

zione di massa di circa 40 milioni di americani e una conseguente


epidemia di gravi reazioni avverse e prima di tutto la famosa sin-
drome di Guillain-Barré che di solito si manifesta clinicamente con
la paralisi degli arti: furono registrati circa 500 casi di questa pato-
logia e ci furono anche 25 morti. La vaccinazione fu interrotta do-
po solo 6 settimane, quando la connessione con la sindrome di
Guillain-Barré divenne chiara, e il Governo statunitense fu costret-
to a pagare milioni di dollari alle persone con danni da vaccino,123
ma oggi pare che quella lezione sia stata già dimenticata.124
E, dopo la sospensione della vaccinazione, cosa accadde della
grave epidemia di Fort Dix che era stata presentata come una
mortale pandemia?

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Non si seppe più nulla: i giornali non ne parlarono più e tutto cadde
improvvisamente nel dimenticatoio, come succede anche da noi
all’inizio di ogni anno quando all’Industria Farmaceutica non inte-
ressa più far parlare della vaccinazione, perché i vaccini che dove-
va vendere li ha già venduti ed è meglio che si taccia, affinché le
persone non si accorgano che non c’era da aver paura e che la vac-
cinazione non serviva.
Infine, dato che alcuni medici consigliano di fare sia il vaccino con-
tro il virus A/H1N1 contemporaneamente al vaccino antinfluenzale
stagionale, ricordo che nella stessa Scheda Tecnica dei vaccini con-
tro il virus A/H1N1 si legge: “Se viene presa in considerazione la
co-somministrazione con un altro vaccino, l’immunizzazione deve
essere effettuata in arti separati. Si consideri che le reazioni avverse
possono intensificarsi”.125
Quest’ultima frase, però, forse non preoccupa alcuno, dato che i
vaccini godono ancora di un privilegio particolarissimo: sono con-
siderati uno strumento salvifico, a prescindere dalla stessa dimo-
strazione clinica di efficacia e di innocuità che, a quanto pare, nel-
la moderna politica sanitaria non serve più.

123
Mail on Sunday, 16 Agosto 2009.
124
Evans D, Cauchemez S, Hayden FG. “Prepandemic” immunization for novel
influenza viruses, “swine flu” vaccine, Guillain-Barré syndrome and the detec-
tion of rare severe adverse affects. J Infect Dis. 2009; 200: 321-8.
125
http://www.emea.europa.eu/influenza/vaccines/pandemrix/pandemrix_pi.html.

75
Capitolo 7 - LA VACCINAZIONE CONTRO IL VIRUS A/H1N1

SINTESI DEL CAPITOLO 7

- All’inizio dell’autunno 2009 sono stati commercializzati 3 vaccini con-


tro il virus A/H1N1 prodotti in tempo record e contenenti piccole dosi di
antigeni virali e potenti adiuvanti di dubbia tossicità.
- L’autorizzazione alla commercializzazione è stata ottenuta basandosi
non su dati diretti, ma su semplici estrapolazioni ottenute dalle speri-
mentazioni di un vaccino influenzale H5N1 che si ipotizza potranno es-
sere utili anche per l nuovi vaccini contro il virus A/H1N1 e che co-
munque verranno confermate o meno dopo la somministrazione del
vaccino stesso.
- Non esiste quindi alcun dato certo dell’efficacia dei vaccini contro il vi-

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rus A/H1N1, ma esistono molti dubbi che potranno essere spiegati dopo
la sperimentazione di massa che verrà fatta grazie al permesso di com-
mercializzare questi farmaci.
- Non sappiamo se il virus nel frattempo è mutato e non sappiamo neppu-
re con quale frequenza è presente nella popolazione, dato che la pato-
logia che causa non è distinguibile da quella causata da altri 300 tipi
virali responsabili della sindrome influenzale.
- I nuovi vaccini contro il virus A/H1N1 non sono stati sperimentati, né
per scoprire la loro efficacia, né per accertare la loro innocuità, ma
l’Industria Farmaceutica si è impegnata a portare alcune sperimenta-
zioni verso la metà del prossimo anno, cioè dopo che le vaccinazioni di
massa saranno completate e quindi quando i dati non serviranno più.
- I ricercatori dell’Industria Farmaceutica, comunque, hanno ipotizzato
che un titolo anticorpale anti-emoagglutinina maggiore o uguale a
1:40 dovrebbe proteggere la persona vaccinata dal rischio di amma-
larsi. Anche questa presunzione, comunque, attende la verifica sul
campo che si avrà alla fine della campagna di vaccinazione di massa
o comunque quando saranno pubblicati alcuni studi sperimentali su
circa 9.000 persone.
- Quindi, fino ad allora è tutto un tirare ad indovinare e ciò accade per-
ché si fa leva sull’ignoranza di prescrittori e consumatori e perché
nell’immaginario collettivo i vaccini sono considerati uno strumento
salvifico, a prescindere dalla stessa dimostrazione clinica di efficacia
e di innocuità che, a quanto pare, nella moderna politica sanitaria
non interessa più.

76
Capitolo 8

COSA SI NASCONDE DIETRO LA


VACCINAZIONE ANTI VIRUS A/H1N1?

Il virus dell’influenza “Suina” A/H1N1, che è risultato diverso da


qualsiasi altro tipo registrato finora,126, 127 sembrerebbe una combi-
nazione di sequenze di ceppi virali dell’influenza aviaria, umana e

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suina del Nordamerica e dell’Eurasia. Un eminente virologo di
Canberra ha dichiarato ai media che il virus potrebbe essere stato
creato in laboratorio per fini scientifici e liberato accidentalmen-
te.128 Alcuni analisti suggeriscono addirittura, senza prove a soste-
gno, che sia stato creato intenzionalmente come arma biologica,129
mentre altri incolpano l’Industria dell’allevamento intensivo e il
traffico di animali su grandi distanze, perché forniscono molte pos-
sibilità per la generazione di ricombinanti virali esotici.130 Infine, ci
sono anche medici famosi che hanno ipotizzato che con questa
vaccinazione di massa si voglia impiantare dei microchip nella po-
polazione mondiale per poterla controllare.131
Comunque, ciò che preoccupa maggiormente i cittadini sono i pro-
grammi di vaccinazione di massa che i Governi stanno preparando

126
Cohen J. New details on virus’s promiscuous past. Science 2009, 324, 1127.
127
Garten RJ, Davis CT,Tussell CA et al. Antigenic and genetic charaatcteristics
of swine-origin 2009 A (H1N1) influenza viruses circulating in humans. Science
2009, 325, 197-201.
128
Duveen P. Virologist to make his case for lab origin of swine flu. Oped-
news.com, 4 July 2009, http://www.opednews.com/articles/Virologist-to-make-
his-cas-by-Peter-Duveen-090630-103.html.
129
Watson P. J. Is swine flu a biological weapon? PrisonPlanet.com 27 April
2009, http://www.prisonplanet.com/is-swine-flu-a-biological-weapon.htm.
130
Greger M. CDC confirms ties to virus first discovered in U.S. pig factories. 3
May 2009, http://www.hsus.org/farm/news/ournews/swine_flu_virus_origin_-
1998_042909.html.
131
http://www.europeanconsumers.it/articolo.asp?sez0=10&sez1=0&art=6053.

77
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

per combattere la pandemia, programmi che potrebbero anche es-


sere peggio della pandemia stessa.
Sembrerebbe che il Governo statunitense conti di vaccinare special-
mente tutti i bambini, ma il gruppo National Vaccine Information
Center (NVIC) ha richiesto al Governo Obama e a tutti i governatori
degli Stati che dimostrino che questa decisione è “necessaria e sicu-
ra”132. In particolare, nella stessa occasione Barbara Loe Fisher, co-
fondatrice e presidente dell’NVIC, ha dichiarato: “I genitori e i legi-
slatori dovrebbero chiedersi subito: perché sono i bambini a ricevere
per primi le vaccinazioni sperimentali dell’influenza da virus
A/H1N1? Le scuole hanno gli strumenti per ottenere il consenso in-
formato con la firma dei genitori prima della vaccinazione, per avere

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registri esatti di ogni vaccinazione e per selezionare biologicamente i
bambini che corrono un rischio elevato di avere reazioni al vaccino?
Coloro che somministrano queste vaccinazioni sapranno come con-
trollare in seguito i bambini e registrare, comunicare e trattare i gravi
problemi di salute che si presenteranno? E gli Stati, avranno i mezzi
economici per indennizzare i bambini danneggiati?”. La stessa Loe
Fisher si chiede pure se i genitori riceveranno informazioni complete
e veritiere sui rischi del vaccino dell’influenza “Suina” e avranno il
diritto di rifiutare la vaccinazione.
Infatti, poco dopo lo scoppio dell’influenza da virus A/H1N1 sono
accadute cose strane: i Dipartimenti della Salute e della Sicurezza
Interna degli USA hanno dichiarato lo stato d’emergenza nazionale
per la salute pubblica, sono state chiuse alcune scuole, sono state
messe in quarantena alcune persone e le Ditte Farmaceutiche han-
no ricevuto contratti dal valore di 7 miliardi di dollari per la prepa-
razione di vaccini per i quali è stata predisposta una via agevolata
di ‘verifica sperimentale’ e di commercializzazione da parte della
FDA.133 Ciò significa che questi vaccini saranno testati per soli po-

132
Loe Fisher B. Swine flu vaccine should not be given to children in schools. Na-
tional Vaccine Information Center, 22 July 2009, http://www.nvic.org/NVIC-
Vaccine-News/July-2009/Swine-Flu-Vaccine-Should-Not-Be-Given-to-Chil-
dren.aspx.
133
Engdahl W. F. Now legal immunity for swine flu vaccine makers. Global Re-
search 20 July 2009, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid-
=14453.

78
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

chi giorni (1-3 settimane) su pochissimi volontari prima di essere


somministrati a tutti.
Inoltre, secondo una legge federale approvata dal Congresso dal
2001, una Autorizzazione di Uso d’Emergenza fa sì che le Ditte
Farmaceutiche, i responsabili sanitari e chiunque somministri a
qualche statunitense vaccini sperimentali durante uno stato
d’emergenza di salute pubblica siano protetti contro qualsiasi pos-
sibile denuncia nel caso di persone lese. Infatti, la Segretaria del
Dipartimento della Salute e Servizi Umani degli USA, Kathleen
Sebelius, poco prima dell’estate 2009 ha firmato un decreto che
concede ai produttori di vaccini la totale impunità davanti alla leg-
ge contro qualsiasi processo penale che possa derivare dalla som-

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ministrazione di nuovi vaccini dell’influenza da virus A/H1N1 e
alcuni Stati hanno persino dichiarato legalmente obbligatoria la
vaccinazione.134

Cosa è accaduto nel Regno Unito?


Fino all’ottobre 2009, il Regno Unito è stato il Paese europeo più
colpito dalla pandemia e di questo se ne parlava ogni giorno nei
giornali del mese di luglio 2009. Alla fine di quello stesso mese, è
stato anche diffuso un nuovo numero di assistenza telefonica per-
ché la gente potesse avere informazioni e ricevere l’antivirale Ta-
miflu® senza andare da un medico. Infatti, in Inghilterra c’è stato
un aumento record dei casi infetti fino a circa 100.000 con un tota-
le di 30 morti fino al 23 luglio,135 ossia una mortalità dello 0,03%.
Sempre nel luglio 2009, Sir Liam Donaldson, direttore medico del
Regno Unito, ha ordinato al NHS (Sistema Sanitario Nazionale) di
prepararsi ad un totale di 65.000 morti, con un picco di 350 al

134
Ho M.-W. Cummins J. The vaccines are far more deadly than the swine flu.
Global Research, August 21, 2009. http://www.globalresearch.ca/index.php?-
context=va&aid=14869.
135
Bowcott O., Carrell S. Swine flu website overwhelmed by demand as new
cases double in a week. The Guardian, 23 July 2009; http://www.guardian.-
co.uk/world/2009/jul/23/swine-flu-website-overwhelmed.

79
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

giorno136 e il governo ha chiesto in anticipo 195 milioni di dosi di


vaccino alla GlaxoSmithKline (GSK), anche se alcuni si sono chie-
sti se sarà più pericolosa la pandemia o la vaccinazione.137 Il pro-
fessor Hugh Pennington, microbiologo in pensione dell’Università
di Alberdeen (Scozia), ritiene che sarà proprio il vaccino ad essere
più pericoloso: “Limitando i test clinici, la GlaxoSmithKline alza il
pericolo che la dose di vaccino non sia calibrata in modo adeguato
e questo potrebbe portare a vaccini che non proteggono dal virus o
che, nella peggiore delle ipotesi, non siano sicuri”.
Nell’agosto 2009 il Governo inglese ha comunicato che intende
costruire fosse comuni per le vittime della pandemia dell’influenza
da virus A/H1N1: “Piani per fosse comuni sono stati redatti per far

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fronte a una seconda ondata di influenza ‘Suina’ questo autunno.
Gli agghiaccianti progetti sono spiegati chiaramente in un docu-
mento del Ministero dell’Interno discusso ad un incontro dei fun-
zionari di Whitehall [sede del governo britannico; ndt] e dei leader
dei consigli locali lo scorso mese. Questo documento segnala che
piani di emergenza potrebbero essere necessari in aree dove non ci
sono tombe a sufficienza per affrontare la situazione. Il documento
di 59 pagine discute l’utilizzo di «una tomba per un certo numero
di persone non legate da parentela, scavata meccanicamente in an-
ticipo e progettata per una preparazione e un utilizzo efficienti»”.138
In agosto le stime inglesi sul numero dei morti per il virus A/H1N1
sono passate da 65.000 fino anche a 750.000. Però, fino al 19 agosto
2009 è stato confermato che solo 44 persone erano morte in Inghil-
terra a causa del virus dell’influenza ‘Suina’ e altre 5 in Scozia.139
Alcuni pensano che le proposte raccapriccianti contenute nel co-
municato del Governo servissero solo a intimidire il pubblico bri-

136
Martin D. Swine flu: medical chief orders NHS to prepare for 65.000 deaths -
with a toll of as many as 350 a day. The Daily Mail, 17 July 2009;
http://www.dailymail.co.uk/news/-article-1200012/Swine-flu-Every-child-16-
vaccinated--when.html.
137
Gale J., Kelley T. Glaxo to limit tests of flu vaccine, citing urgency.
Bloomberg Press, 22 July 2009, http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=-
20601102&sid=apkg_4J.PCEw.
138
The Sun, 19 agosto 2009.
139
Daily Express, 19 Agosto 2009.

80
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

tannico e creare un’atmosfera di panico. Tutto sembrava far pensa-


re che una crisi di salute pubblica venisse organizzata in maniera
quasi diabolica, perché nel documento del Governo inglese si par-
lava anche di:
- container di merci e unità di magazzino ‘gonfiabili’ che potrebbe-
ro divenire necessari come ulteriori spazi mortuari;
- cimiteri e crematori che dovranno essere in funzione sette giorni
su sette;
- servizi religiosi essenziali e più corti;
- medici in pensione che potrebbero essere richiamati al lavoro per
rilasciare certificati di morte in modo che i medici di base possa-
no concentrarsi sui vivi; ecc.

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Fortunatamente, un portavoce del Governo ha rassicurato tutti di-
cendo: “Questa è una pianificazione prudente e precauzionale che
viene portata avanti da un po’ di anni con il Sistema Sanitario Na-
zionale, altri servizi essenziali e le autorità locali. È importante sot-
tolineare che questi sono scenari possibili, non certezze, così che i
nostri azionisti possano organizzarsi per il peggio ed essere pronti a
confrontarsi con l’insorgenza dell’influenza in modo efficace”.140
Ancor più fortunatamente, però, uno studio attento dei dati della
letteratura e di quello che l’esperienza di ricercatori seri ha scritto
sull’influenza da virus A/H1N1 ci fa sicuramente affermare che:
- la realtà è stata capovolta e il Governo inglese ha allarmato ingiu-
stificatamente il pubblico;
- né l’OMS né il Governo inglese hanno fornito prove concrete di
pericolo reale;
- il Livello 6 di allarme pandemico dell’OMS si basa su motivazio-
ni non documentate e su una errata interpretazione delle cifre re-
lative alla mortalità e all’incidenza del virus A/H1N1.

Ma questo è accaduto perché ci vorrebbero vaccinare a tutti i costi?

140
The Sun, 19 agosto 2009.

81
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

Vorrebbero vaccinarci a tutti i costi?


Il 22 agosto 2009, nel giornale on-line diretto da Maurizio Blondet è
uscito un suo articolo intitolato: “Perché ci vogliono vaccinare?”.141
L’articolo è interessantissimo e rinviamo il Lettore alla sua lettura
integrale, ma desideriamo riportare alcuni stralci.
Blondet inizia ponendosi queste domande: “Perché l’Organizza-
zione Mondiale della Sanità si è precipitata a dichiarare l’influenza
‘Suina’ una «pandemia»? Perché gli Stati stanno ancora compran-
do milioni di dosi di vaccino dell’influenza ‘Suina’, nonostante
l’OMS abbia dovuto ammettere che «l’attuale pandemia è caratte-
rizzata finora dalla lievità dei sintomi nella massima parte dei pa-

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zienti, che di solito guariscono senza cure mediche entro una set-
timana»? Perché spese per miliardi in vaccini che, per giunta, pos-
sono arrivare quando il virus è mutato?
Successivamente, l’Autore riporta dati già noti a molti studiosi dei
vaccini, ma forse meno noti al pubblico.

Nei primi anni ‘90, l’OMS lanciò una campagna di vaccinazione di


massa contro il tetano in vari Paesi (fra cui Messico, Nicaragua, Fi-
lippine), vaccino però dedicato soltanto alle donne fra i 15 e i 45 an-
ni … e poi si scoprì che quel vaccino conteneva anche la gonadotro-
pina corionica umana (HCG), cioè l’ormone naturale femminile es-
senziale per mantenere la gravidanza.142 Lo scopo era di impedire la
gestazione nelle vaccinate e ridurre quindi la natalità mondiale. Gli
esperti dell’Organizzazione Human Life International cominciarono
a spulciare la letteratura scientifica su questo argomento e scoprirono
che da almeno 20 anni l’OMS, attraverso ricercatori collegati, stava
cercando di creare un “vaccino anti-fertilità” utilizzando la tossina

141
Blondet M. Perché ci vogliono vaccinare? Effedieffe.com del 22 agosto 2009;
cfr. http://www.effedieffe.com/content/view/8146/171/.
142
Introdurre l’HCG nell’organismo legandolo ad un antigene del tetano significa
indurre il sistema immunitario a produrre anticorpi non solo contro il tetano, ma
anche contro l’HCG rendendo incapace l’organismo femminile di portare avanti
una gravidanza. Di fatto, il vaccino iniettava un anti-concezionale.

82
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

tetanica come veicolo.143, 144, 145, 146, 147 Il programma era stato iniziato
dall’OMS nel 1972, e fino al 1993 aveva già speso 365 milioni di
dollari in questi esperimenti che si chiamavano “ricerche sulla salute
riproduttiva”. I fondi venivano dalla Banca Mondiale, dall’ONU,
dalla Rockefeller Foundation, da un buon numero di università (spe-
cie scandinave) e dai Governi britannico e tedesco.
Blondet allora si chiede: “L’OMS sta ripetendo il trucco con il
vaccino antinfluenzale? L’allarmismo sull’influenza ‘Suina’ serve
a contrabbandare un occulto programma anti-demografico? … Po-
chi sanno che ogni Paese che ha firmato l’adesione alla Organizza-
zione Mondiale di Sanità, ossia praticamente tutti, hanno dato
all’OMS poteri inauditi sui Governi nazionali; questi poteri scatta-

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no - guarda caso - ove si verifichi una «pandemia». Di fatto, i Go-
verni possono essere dissolti a causa dell’emergenza e rimpiazzati
da comitati speciali di crisi che in nome della salute pubblica as-
sumono la responsabilità delle strutture sanitarie di ogni Paese e
sono dotati di poteri di polizia per obbligare la popolazione a sot-
toporsi a quarantene, segregazioni «sanitarie» e vaccinazioni di
massa. A questo scopo, nel 2005, l’OMS ha diramato un «Modello
di legge sui poteri sanitari d’emergenza» (Model Emergency He-
alth Powers Act) che deve essere adottato dai Paesi-membri. … Le
autorità - che in caso di pandemia non rispondono più ai Governi
locali ma all’OMS - assumono il controllo delle produzioni farma-
ceutiche, degli ospedali anche privati e delle cliniche, nonché dei
servizi di comunicazione. Ancor più preoccupante: le autorità

143
Clinical profile and Toxicology Studies on Four Women Immunized with Pr-B-
hCG-TT. Contraception February, 1976, 253-268.
144
Observations on the antigenicity and clinical effects of a candidate antipreg-
nancy vaccine: B-subunit of human chorionic gonadotropin linked to tetanus
toxoid. Fertility and Sterility, October 1980, 328-335.
145
Phase 1 Clinical Trials of a World Health Organisation Birth Control Vac-
cine. The Lancet, 11 June 1988, 1295-1298
146
Vaccines for Fertility Regulation. Chapter 11, pagine 177-198, Research in
Human Reproduction, Biennial Report (1986-1987); WHO Special Programme
of Research, Development and Research Training in Human Reproduction
(WHO, Geneva 1988).
147
Anti-hCG Vaccines are in Clinical Trials. Scandinavian Journal of Immuno-
logy, Volume 36, 1992, pagine 123-126.

83
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

d’emergenza hanno a loro disposizione «forze militari dello Stato


per sostenere l’applicazione delle norme d’emergenza». … In-
somma, una volta dichiarata l’esistenza di una «pandemia», l’OMS
assume poteri dittatoriali e coercitivi globali. Provvedimenti che
potrebbero forse essere perfino giustificabili in caso di peste o
vaiolo; ma appaiono pretestuosi in una «pandemia» influenzale”.
Ma Blondet si spinge ben oltre perché spiega come, nella Ammini-
strazione Obama, un famoso anti-natalista sia stato fatto direttore
dell’Ufficio Scienza e Tecnologia della Casa Bianca e poi lascia in-
tuire che importanti gruppi di potere finanziario degli USA ve-
drebbero nella riduzione della popolazione mondiale una buona so-
luzione al collasso del capitalismo globale.

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Conclude Blondet: “La prematura etichetta di «pandemia» applica-
ta all’influenza ‘Suina’ - come i precedenti allarmi riguardanti
l’influenza ‘Aviaria’ e la SARS, tutti rivelatisi eccessivi - puntano
a dare all’OMS i pieni poteri globali auspicati dalla multiforme
lobby anti-natalista, così ben finanziata e tanto spontaneamente
promossa dai media. … Questi Enti - come dimostra il caso del
vaccino antitetanico - sono ben capaci di tradire la fiducia di
un’umanità ignara e fiduciosa, che infantilmente si aspetta da loro
totali garanzie di salute e sicurezza e che si fa governare da questi
Enti senza le ragionevoli diffidenze che investono i Governi politi-
ci. Masse occidentali che contestano ogni autorità legittima, che
non credono più alla «infallibilità» pontificia né all’autorità religio-
sa, assegnano a questi ambigui Enti sanitari internazionali una au-
torità «pontificale» e ne vengono ingannate, fino magari a lasciarsi
decimare”.148
L’ordine di vaccinazione di massa, infatti, viene dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità.149 All’inizio di luglio 2009, un gruppo di e-
sperti in vaccinazioni è giunto alla conclusione che la pandemia è in-
contenibile e Marie-Paul Kieny, direttrice dell’OMS per la ricerca

148
Blondet M. Perché ci vogliono vaccinare? Effedieffe.com del 22 agosto 2009;
cfr. http://www.effedieffe.com/content/view/8146/171/.
149
Swine flu pandemic now ‘unstoppable’: WHO official. Agence France-Presse
13 July 2009, Calgary Herald, http://www.calgaryherald.com/Swine+pande-
mic+unstoppable+-official/1788693/story.html.

84
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

sui vaccini, ha detto che tutte le Nazioni dovevano avere accesso alla
vaccinazione.
I critici sottolineano che gli “esperti in vaccini” sono controllati dai
fabbricanti di vaccini, i quali faranno benefici con i contratti assai
lucrativi di vaccini e farmaci antivirali firmati dai Governi. Però,
l’argomento decisivo contro le vaccinazioni di massa è semplice-
mente il fatto che i vaccini iniettabili dell’influenza non sono effi-
caci e sono pericolosi.150

Chi ha ‘costruito’ questa pandemia?

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Tom Jefferson della The Cochrane Collaboration151, durante una
intervista del Financial Times Health Blog commenta:152
“Vi sono quattro gruppi di attori che hanno responsabilità nel pa-
nico e nel colossale ‘business-pandemia’ a cui assistiamo. I go-
verni, che sono sotto pressione per fare qualcosa, anche se quel
qualcosa è basato su letture superficiali, parziali e spesso faziose
delle prove scientifiche fornite da ricercatori assetati di commes-
se, ricerche e fama. Questi ultimi rappresentano il secondo grup-
po. Poi ci sono i media scientifici o laici, che si ingrassano anche
loro con il ‘business-influenza’. Infine, l’Industria Farmaceutica,
che io ritengo la meno ipocrita dei quattro perché ha degli obbiet-
tivi palesi e chiari, anche se spesso usa metodi di marketing ‘crea-
tivi’, come confondere la sindrome influenzale con l’influenza,
chiamando tutto ‘influenza’.
I rapporti fra questi 4 attori sono tema non di Epidemiologia, ma di
Sociologia, Scienza della Comunicazione, ecc. ed è proprio questo
che sta avvenendo: i sociologi e i giornalisti investigativi intelli-
genti si stanno interessando sempre di più al fenomeno influenza”.

150
What are the dangers of mandatory swine flu vaccination? Mercola, June
2009, http://blogs.mercola.com/sites/vitalvotes/archive/2009/07/15/What-are-
the-Dangers-of-MandatoryMandatory-Swine-Flu-Vaccination.aspx.
151
http://www.cochrane.org/index.htm.
152
http://www.cochrane.org/: Searched for “The Financial Times (UK) Health Blog”.

85
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

Ma, come sempre capita di scoprire quando si cerca più in profon-


dità, si può dire anche qualcosa di più:
- Invece di cercare di capire come fare per prevenire le malattie
sfruttando e migliorando i meccanismi naturali che ci governano
e che governano le leggi della Natura, noi utilizziamo le nostre
scoperte, la nostra chimica e le nostre conoscenze di genetica per
cercare di interrompere questi processi e produrre (e vendere)
farmaci. Invece di pensare al bene dell’Umanità, poche persone
pensano solo al loro “bene” personale a scapito di tutto e tutti, ri-
tenendo che vendere medicine chimiche (fondamentalmente per
“trattare i sintomi”) è per loro più redditizio rispetto ad evitare le
malattie. All’interno di questo business, i vaccini sono forse il

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


miglior affare, se si riesce a “convincere” tutti a vaccinarsi.
- L’immunità naturale è un processo mediante il quale l’organismo
mantiene un equilibrio con gli innumerevoli microrganismi
dell’ambiente. In condizioni ragionevoli (non estreme) di igiene,
di alimentazione e di salute, questo equilibrio si mantiene sponta-
neamente. L’immissione artificiale nella circolazione sanguigna
di varie dosi di antigeni o microrganismi vivi “attenuati” altera il
sistema immunitario e può lasciare una debolezza immunitaria
aspecifica, anche se compaiono degli anticorpi specifici. Sarebbe
stato molto più logico potenziare l’immunità aspecifica che ci a-
vrebbe protetto in modo del tutto innocuo e sicuramente duraturo
verso ‘tutte’ le malattie infettive e certamente anche verso molte
patologie collegate al sistema immunitario, piuttosto che trovare
dei farmaci (i vaccini sono farmaci veri e propri) che ci proteggo-
no solo verso alcuni sottotipi di certi germi per un tempo limitato
e al prezzo di rischi e talvolta anche di irreversibili processi pato-
logici. Ma, e qui ritorna il concetto suddetto, quest’ultima via non
arricchirebbe chi è già ricco e poi farebbe calare le malattie e
questo, come vedremo tra poco, farebbe scendere il PIL.
- Con le vaccinazioni, specie quelle a bambini piccoli o eseguite du-
rante la gravidanza (che sono due gruppi di soggetti ai quali è con-
sigliata anche la vaccinazione antinfluenzale stagionale e ora pure
quella contro il virus A/H1N1), noi indeboliamo l’organismo e in-
deboliamo in particolare i bambini, che sono potenzialmente sia
più sensibili a fattori squilibranti sia più inclini a sviluppare pato-

86
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

logie croniche, che in alcuni persisteranno per tutta la vita (si pensi
all’autismo causato dal mercurio contenuto nei vaccini [e presente
pure in un vaccino contro il virus A/H1N1] e da alcuni vaccini co-
me l’antimorbilloso). Ma anche questo ci riporta al discorso di
prima e c’è pure chi ipotizza che queste vaccinazioni di massa sia-
no volute proprio per indebolire e far ammalare i bambini, cioè
quelli che saranno gli uomini di domani, assicurando in questo
modo ricche vendite di farmaci per le deboli e malate generazioni
future.

Interessi e marketing dell’Industria Farmaceutica

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


Secondo una delle più grandi banche di affari del mondo (la J. P.
Morgan), l’attuale vendita di farmaci e di vaccini antinfluenzali è
di circa 10 miliardi di dollari all’anno e questa banca ha calcolato
che nell’estate 2009 i Governi dei vari Paesi abbiano prenotato,
presso le Aziende produttrici del vaccino contro l’influenza da vi-
rus A/H1N1, almeno 600 milioni di dosi. A questa quantità, però,
si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi che faranno lievitare
le vendite di vaccini a circa 1 miliardo di dosi. Questo solo per i
vaccini anti virus A/H1N1.153 All’incasso dei vaccini, spartito tra i
5 giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis,
Novartis, Baxter, Astra Zeneca),154 va aggiunto quello dei farmaci
antivirali, dove primeggia la Roche con l’ormai famoso Tamiflu® e
ancora la GlaxoSmithKline con il suo Relenza®.
Oggigiorno, però, una qualsiasi valutazione sanitaria, e quindi an-
che quella vaccinale, è bene che faccia pure qualche altra conside-
razione aggiuntiva:
- È ampiamente risaputo che il PIL (Prodotto Interno Lordo)155 di una
Nazione cresce tanto più le persone si ammalano o subiscono incidenti.

153
Ricci M. Virus A, affari d’oro per Big Pharma. Il vaccino vale 10 miliardi di
dollari. La Repubblica, 22 luglio 2009. Cfr. http://www.equipocesca.org/acti-
vidades-preventivas/gripe-a-paciencia-y-tranquilidad.
154
Berkerto B. Update: 1-Baxter can take no more H1N1 flu vaccine orders. 16
July 2009, Reuters. http://www.reuters.com/article/marketsnews/idINN164429-
0820090716?rpc=33.
155
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore complessivo di beni e servizi pro-
dotti all’interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente un an-

87
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

- I vaccini sono una grande occasione di guadagno per l’Industria


Farmaceutica, ma sono anche una grande occasione di spesa (o
debito) per il Paese che li promuove.
- Un’Azienda Farmaceutica, specie se registrata in Borsa, deve
aumentare ogni anno di più il proprio fatturato e per fare questo
deve escogitare sempre nuove idee, lecite o meno, per vendere di
più (sappiamo che tutto è lecito nelle attuali logiche commercia-
li). Però, per vendere bisogna convincere i futuri probabili acqui-
renti che un prodotto è necessario e allora bisogna mettere in mo-
to un meccanismo promozionale che reclamizzi il prodotto in og-
getto. Uno dei sistemi più efficaci in ambito sanitario è quello di
far leva sull’emotività della persona creando ansia e paura: quan-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


do uno ha paura smette di ragionare e fa quello che l’emotività gli
fa fare e se in quel momento qualcuno propone una soluzione alla
sua paura, lui l’accetta senza indagare, proprio perché agisce sulla
spinta dell’emotività. Questo rappresenta un esempio classico di
“invenzione delle malattie” (“disease mongering”), cioè, nel no-
stro caso specifico, di trasformazione irreale di un’influenza A,
contagiosa ma non grave, in una influenza A virulenta e letale,
cioè la trasformazione di una semplice epidemia in una gravissi-
ma pandemia.
- L’Industria Farmaceutica è fortemente connessa con il potere po-
litico. Infatti, anche i politici hanno la loro emotività, sono forte-
mente motivati per fare in modo che il PIL cresca e infine fanno
bella figura se assecondano o promuovono iniziative che sembra-
no volute o ben accolte dalla popolazione e questo anche indi-
pendentemente dalla correttezza scientifica di queste iniziative,
dalla loro efficacia e dalla loro utilità per il bene comune.

no) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette). Il


PIL tratta tutte le transazioni come positive, cosicché entrano a farne parte i
danni provocati dai crimini, dall’inquinamento, dalle catastrofi naturali. Ad e-
sempio, se si compra un’auto il PIL cresce, se si sta in coda e si consuma più
benzina senza muoversi di un metro il PIL cresce, se si ha un incidente il PIL
cresce, se si viene ospedalizzati il PIL cresce e così via. In questo modo il PIL
non fa distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo
diminuiscono: persino morire, con i servizi connessi ai funerali, fa crescere il
PIL (http://it.wikipedia.org/wiki/-Prodotto_interno_lordo).

88
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

- L’Industria Farmaceutica è fortemente connessa con il Servizio


Sanitario Nazionale (SSN) e quest’ultimo trae sicuramente van-
taggio da qualsiasi intervento che riguarda la popolazione su lar-
ga scala, perché dà lavoro a medici, operatori socio-sanitari, epi-
demiologi, politici, associazioni di vario tipo, ospedali, distretti
periferici, laboratori per esami ematochimici e strumentali, indu-
strie collegate con la produzione di materiale di consumo di tutto
quello che concerne la produzione e la vendita di prodotti pretta-
mente sanitari o ad essi indirettamente connessi. Se poi un farma-
co (i vaccini sono farmaci) induce una patologia cronica come ef-
fetto indesiderato, allora il lavoro di tutto il SSN e di tutte le
strutture che in modo diretto o indiretto sono coinvolte in quella

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


patologia aumenta esponenzialmente e probabilmente per tutta la
vita del malato (è per questo che alcuni sono giunti a sostenere
che: l’Industria Farmaceutica fa bene alla società perché fa male
alla società … però, noi non dimentichiamo che questo presunto
“bene” della società è un grande male per il singolo!).156
- L’Industria Farmaceutica è fortemente connessa con i mass-
media, essenzialmente perché è il loro principale sponsor.
L’Industria del Farmaco è molto ricca e investe più della metà
delle sue entrate in spese pubblicitarie: oggi si ritiene che
l’ufficio marketing delle Ditte Farmaceutiche sia la sezione più
importante, perché deve inventarsi sempre nuove idee e pianifi-
care nuovi progetti che siano capaci di incrementare le vendite.
Ad esempio, se l’ufficio marketing ritiene che in una certa Na-
zione o Continente i consumatori (ogni malato non è un soffe-
rente che si affida a qualcuno affinché lo guarisca, ma solo un
semplice “consumatore di farmaci” … anzi, in quest’ottica, for-
se è un consumatore che sarebbe meglio non guarisse mai!) po-
trebbero essere emotivamente molto sensibili alla salute propria
e dei propri figli, si sforza di escogitare qualche intervento che
può sembrare idoneo a livello preventivo: le vaccinazioni sono
un ottimo esempio di questo tipo. Ecco allora che l’ufficio mar-
keting dell’Industria Farmaceutica organizza delle sperimenta-

156
Gérvas J. Disease mongering by WHO. BMJ. 2009 [letter] http://www.bmj.-
com/cgi/-eletters/339/aug10_1/b3172.

89
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

zioni ad hoc finalizzate a giustificare ‘scientificamente’ il suo


scopo, addestra ricercatori molto bravi che lavorino per il suo
guadagno, paga docenti universitari rinomati che presentino a-
deguatamente i suoi farmaci e che scrivano articoli scientifici
credibili, paga medici che agiscano sul territorio prescrivendo i
suoi farmaci, finanzia riviste scientifiche, giornali, trasmissioni
radio-televisive, siti internet, associazioni no-profit, riunioni (o
“cene di lavoro”) di lavoro, viaggi, gadget, ecc. … che in qual-
che modo, diretto o indiretto, lecito o meno lecito (ricordiamo
di nuovo che tutto è lecito nel commercio) promuovano la ven-
dita dei suoi prodotti.
- L’Industria Farmaceutica è anche fortemente connessa con l’altrui

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


ignoranza, cioè non solo con l’ignoranza specifica della gente co-
mune che è facilmente manovrabile da tutti gli interventi suddetti,
ma anche con l’ignoranza dei medici (non si può avere sempre una
conoscenza a 360 gradi) che oggigiorno vengono scientificamente
“informati” dagli informatori scientifici dell’Industria Farmaceuti-
ca e quindi che, giorno dopo giorno, vengono lentamente indottri-
nati in certi aspetti della Medicina: quelli puramente commerciali e
sintomatici.

Ecco perché, per tutti questi motivi, oggi più che mai abbiamo bi-
sogno di una informazione indipendente, libera, obiettiva e saggia.
Certo, a tutto questo dovrebbe pensare il nostro Ministero della Sa-
lute, che noi abbiamo in qualche modo votato e che comunque con-
tinuiamo quotidianamente a finanziare con le tasse che gravano il
nostro lavoro e la nostra famiglia, ma, dato che anche il Ministero
della Salute è composto da uomini come noi e dato che oggi pare
che la mancanza di valori oggettivi regni sovrana, non ci possiamo
attendere che sia il “Centro” a salvaguardare i nostri interessi
personali e la nostra salute, ma è ormai tempo che questi interventi
partano dalla “Base”, cioè da ognuno di noi.

Previsione futura
In Europa, senza alcun dubbio, molti finiranno col fare da ca-
via umana aderendo ad una campagna di vaccinazione di mas-

90
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

sa che, allo stato attuale, può essere definita ingiustificata, i-


nefficace, pericolosa e costosa, dimostrando di aver dimentica-
to una regola fondamentale della nostra vita che si può riassu-
mere con queste parole:

LA SALUTE È UN NOSTRO PATRIMONIO PREZIOSO


E NON POSSIAMO METTERLA IN MANI ALTRUI
PERCHÉ, MOLTO PROBABILMENTE,
CHI LO FARÀ LA PERDERÀ!

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


SINTESI DEL CAPITOLO 8

- Ci sono molte ipotesi su cosa realmente si nasconda dietro questa infe-


zione da virus A/H1N1 e sulla vaccinazione di massa. Alcuni dicono che
è un virus creato in laboratorio e liberato accidentalmente o volonta-
riamente; altri incolpano l’Industria dell’allevamento intensivo; altri
ipotizzano che questa vaccinazione di massa sia talmente assurda da
nascondere qualcosa di altrettanto assurdo, come un impianto di mi-
crochip nella popolazione mondiale per poterla controllare.
- D’altra parte, sono accadute molte cose strane: negli USA è stata ap-
provata una Autorizzazione di Uso d’Emergenza che fa sì che le Ditte
Farmaceutiche e chiunque somministri a qualche statunitense vaccini
sperimentali durante uno stato d’emergenza di salute pubblica siano
protetti contro qualsiasi possibile denuncia nel caso di danni.
- Nel Regno Unito, durante l’estate 2009, sono circolati messaggi terro-
rizzanti ingiustificati che sembravano avere solo lo scopo di spaventare
le persone e indurle ad accettare incondizionatamente la futura vacci-
nazione.
- Ma perché ci vogliono vaccinare a tutti i costi se l’attuale pandemia è
caratterizzata da sintomi quasi sempre lievi e di solito i malati guari-
scono senza cure mediche entro una settimana?
- E perché l’OMS ha ingiustificatamente dichiarato una tale infezione
come Pandemia di Livello 6? Forse perché nel 2005 aveva diramato un
«Modello di legge sui poteri sanitari d’emergenza» che deve essere a-
dottato dai Paesi-membri e che concede pieni poteri all’OMS in caso di
pandemia di Livello 6?

91
Capitolo 8 - COSA SI NASCONDE DIETRO IL VACCINO ANTI A/H1N1?

- Oppure, tutto quello che è accaduto è solo una strana e pericolosa coin-
cidenza causata da un accidentale mix di fattori come i governanti che
accettano i vaccini perché devono fare bella figura sui loro elettori, i
ricercatori che sono assetati di soldi e notorietà, i media scientifici e
laici che ricercano sempre nuovi e facili guadagni e l’Industria Farma-
ceutica che si affanna per far salire la sua quotazione in Borsa?
- Infatti, i vaccini sono una grande occasione di guadagno per l’Industria
Farmaceutica e quest’ultima è fortemente connessa con il potere politi-
co, con il Servizio Sanitario Nazionale, con i mass-media e con l’altrui
ignoranza (la nostra!).
- Intanto la popolazione si spaventa, si ammala e soffre … ma forse que-
sto non è importante perché ci consola il fatto che anche in questo mo-

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


do cresce il PIL del nostro Paese?

92
CONCLUSIONI

Quello che è molto strano, che ha attirato l’attenzione di molti ricerca-


tori e che fa tanto parlare in molti siti internet del mondo sono i se-
guenti punti tuttora oggetto di discussione e di svariate interpretazioni:
- In questi ultimi anni, puntualmente, l’OMS e gli Enti governativi
a lei associati spaventano il mondo con ipotesi di pandemie sul
tipo dell’influenza Spagnola del 1918.
- Nel caso dell’influenza da virus A/H1N1, l’OMS ha parlato fin da

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


subito di pandemia e per farlo ha stranamente cambiato la defini-
zione del termine togliendo il concetto di gravità e mortalità
dell’infezione.
- L’OMS ha parlato di pandemia senza neppure avere sufficienti
prove, per le quali sarebbe stato necessario attendere più tempo e
avere diagnosi laboratoristiche accertate di infezione A/H1N1.
- Però circa 2 mesi dopo l’inizio di questa epidemia “Suina”, l’OMS
ha addirittura sospeso i test di verifica delle segnalazioni di infe-
zione.
- Questa influenza da virus A/H1N1 è certamente più contagiosa di
una comune influenza stagionale, ma non è certamente più peri-
colosa, perché pare che la mortalità da complicanze sia poco più
del 10% di quelle dell’influenza stagionale.
- L’11 giugno 2009 l’OMS, senza alcuna valida documentazione,
dichiara che l’infezione da virus A/H1N1 è di Livello 6: il grado
massimo di allerta sociale.
- Secondo le leggi comunitarie attuali, una volta che l’OMS, su
consiglio del Strategic Advisory Group on Immunizations, ha di-
chiarato che una malattia infettiva è pandemica e comporta un
Livello 6 di allerta, può decidere di assumere automaticamente il
totale e incontrastato controllo della situazione socio-sanitaria e
può addirittura ricorrere alla forza militare per imporre le sue re-
gole sanitarie alla popolazione di ognuno dei 194 Paesi associati,
poteri che i rispettivi Governi non possono contrastare.
- L’opinione pubblica è stata stressata da messaggi dei mass-media
sulla gravità della “pandemia” in modo da tenere elevato lo stato

93
CONCLUSIONI

emotivo di paura e in modo anche da accettare che “qualcuno”,


che si presenta come capace di gestire queste situazioni, propon-
ga e imponga la soluzione radicale: per esempio la vaccinazione
di massa di tutta la popolazione.
- Il vaccino è ormai commercializzato, ma proprio perché non c’è
stato il tempo necessario per sperimentarlo e dato che si giustifica
tutto con la scusa che ci troviamo in una situazione di emergenza,
potrebbe non essere:
-- né efficace (sia perché sappiamo che il virus muta rapidamente e
perché non si sa se la dose antigenica vaccinale sia sufficiente);
-- né sicuro (non c’è stato il tempo per sperimentarlo e inoltre con-
tiene mercurio e degli adiuvanti di sospetta tossicità).

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Ci si chiede come mai l’OMS si comprometta, andando contro tut-
te le regole della farmacologia e del più comune buon senso, non
solo nel commercializzare ma anche nell’ “imporre” la sommini-
strazione di un vaccino di questo tipo contro una ipotetica “Pan-
demia Suina” che ha richiesto il cambiamento della stessa defini-
zione terminologica per essere ritenuta tale.
Quali sono i veri obiettivi di coloro che vogliono essere i nostri
“padroni”?
Cosa c’è nel vaccino che potrebbe interessarli così tanto?
È solo una questione di incassi o anche di uno smisurato potere?
È veramente un altro tentativo simile a quello di pochi anni fa in
cui l’OMS diffuse nascostamente in alcune Nazioni il vaccino anti-
tetanico insieme ad un ormone femminile per ridurre la natalità?

Nel 2008 abbiamo assistito alla commercializzazione, alla pubbli-


cizzazione e alla raccomandazione di eseguire vaccinazioni di mas-
sa con il vaccino anti-Papillomavirus prima di possedere prove cer-
te di sicurezza e di efficacia …
Ora assistiamo alla commercializzazione, alla pubblicizzazione e
alla raccomandazione di eseguire vaccinazioni di massa contro una
pandemia falsa e inesistente utilizzando un vaccino antinfluenzale
privo di prove certe di sicurezza e di efficacia.
Molti ricercatori si chiedono sconcertati:

COSA STA ACCADENDO NEL MONDO SANITARIO?

94
L'autore

Il Dott. Roberto Gava si è laureato in Medicina


all'Università di Padova, si è specializzato in
Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia
Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura
Cinese e Omeopatia Classica.
Dopo dieci anni di lavoro in ambiente

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universitario ed essere stato autore di libri di
Farmacologia e di più di un centinaio di
pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di
anni sta cercando di studiare gli approcci medici
non convenzionali, rivedendoli anche alla luce
delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi
convinto che il medico deve aprirsi a molte
tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta
per il suo paziente quella che è più appropriata.
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Roberto Gava, LE VACCINAZIONI PEDIATRICHE
Roberto Gava, LA SINDROME INFLUENZALE IN BAMBINI E ADULTI
Roberto Gava e Eugenio Serravalle, VACCINARE CONTRO IL PAPILLOMAVIRUS?
Quello che dobbiamo sapere prima di decidere
Roberto Gava, VERSO UNA NUOVA MEDICINA. La terapia farmacologica svolge solo unʼazione
sintomatica nelle patologie corporee e non considera le sfere psichica e spirituale dellʼuomo
Roberto Gava, ALIMENTARSI MEGLIO PER VIVERE MEGLIO.
Nozioni dietetiche essenziali per evitare di ammalarsi o per migliorare
eventuali patologie croniche
Roberto Gava, APPROCCIO METODOLOGICO ALL'OMEOPATIA.
Un Farmacologo risponde a 400 domande sullʼOmeopatia spiegando
come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica.
Filippo Ongaro, LE 10 CHIAVI DELLA SALUTE.
Dalla ricerca spaziale alla Medicina Anti-invecchiamento
Roberto Gava, L'UOMO, LA MALATTIA E IL SUO TRATTAMENTO -
3° vol. Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte B: Nozioni generali di dietetica,

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Elementi nutritivi, Lavorazione degli alimenti, Tossicologia alimentare
Roberto Gava, L'UOMO, LA MALATTIA E IL SUO TRATTAMENTO -
4° vol. Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte C:
Caratteristiche nutrizionali degli alimenti, consigli alimentari pratici
Zalman Bronfman, DIALOGHI CON UN OMEOPATA.
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Lynne McTaggart, CIÒ CHE I DOTTORI NON DICONO O NON SANNO.
La verità sui pericoli della medicina moderna
Riccardo Iacoponi, SPECULAZIONI E ABUSI IN CAMPO SANITARIO.
Ciò che i dottori non dicono 2
Vincente Herrera, COMPRENDI I SINTOMI DEL TUO CORPO.
La Nuova Medicina di Hamer, la nuova e rivoluzionaria teoria per la cura di cancro AIDS...
e altre malattie
Marco Bertali, PSICHIATRIA COME “MEDICINA”DELLʼANIMA
Andrew W. Saul, LIBERATI DAL DOTTORE.
Mantieniti in buona salute in maniera indipendente
David Kirby, LA PROVA EVIDENTE DEL DANNO.
La prova evidente del grave danno, provocato dai vaccini, alla salute dei bambini

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GRUPPO EDITORIALE MACRO SALUS INFIRMORUM
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PUBBLICATO DA SALUS INFIRMORUM
Roberto Gava
LE VACCINAZIONI PEDIATRICHE
Le nostre attuali condizioni di vita (alimenta-
ri, ambientali, sociali, economiche e culturali)
hanno profondamente modificato il rischio
non solo di contrarre certe patologie infettive,
ma anche di subire le loro complicazioni.
Pertanto, quello che una volta era un rapporto
rischio/beneficio basso per i vaccini, e quindi
più a favore della pratica vaccinale, oggi è anda-
to lentamente crescendo verso valori sempre

Gruppo Editoriale Macro - Codice 004


più alti, con il risultato che alcune vaccinazioni
sembrano oggi inutili e per altre sembra essere
molto più pericoloso vaccinare che non farlo.
È ormai indubbio che non si possono più con- 824 Pagine - € 33,00
siderare i ben poco rilevanti danni a breve ter-
mine dei vaccini, ma quelli gravemente croni-
codegenerativi a lungo termine causati da un
profondo squilibrio del sistema immunitario.

PUBBLICATO DA MACRO EDIZIONI


David Kirby
LA PROVA EVIDENTE
DEL DANNO
La prova evidente del grave danno, provoca-
to dai vaccini, alla salute dei bambini
Negli anni '90 i casi di autismo registrati tra
i bambini americani hanno avuto un'impen-
nata, passando da 1 ogni 10.000 nel 1987 al-
la scioccante incidenza, oggi, di 1 ogni 100.
Questo trend coincide con l'introduzione nel
programma vaccinale nazionale di numerosi
nuovi vaccini, somministrati contempora-
neamente e quasi subito dopo la nascita o nei
472 Pagine - € 24,00 primi mesi di vita. In molte di queste dosi è
presente un eccipiente poco conosciuto chia-
mato thimerosal, che contiene una certa
quantità di mercurio e di allumini.