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Mezzi di comunicazione: scheda n.

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L’ARRIVO DELLA TELEVISIONE
di Anna Scicolone

In Italia, le prime sperimentazioni si avviano a Torino intorno al 1934, città in cui aveva sede
anche la stazione radiofonica EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Nel luglio
del 1939 entra in funzione a Roma il primo trasmettitore televisivo presso la stazione trasmittente
EIAR di Monte Mario, che effettuerà per circa un anno regolari trasmissioni.
Le trasmissioni finiscono improvvisamente <il 31 maggio 1940 per ordine del governo, a causa
di interferenze riscontrate nei primi sistemi di navigazione aerea, probabilmente dovuti alla guerra
in corso.
Negli anni dell’occupazione, l’esercito tedesco fece smantellare e trasportare in Germania tutti gli
apparati trasmittenti dell’EIAR di Roma, incluso il trasmettitore televisivo che verrà in seguito
recuperato dagli alleati dopo la fine della guerra e restituito alla RAI (nuova denominazione
dell’EIAR dal 1944). Riprende così la sperimentazione che porterà alla prima trasmissione
televisiva ufficiale nel gennaio del 1954, su un unico canale e in bianco e nero.
L’autoregolamentazione dell’epoca prevedeva, tra i suoi principi fondamentali, la non
accettazione di scene turbanti la pace sociale ed incitanti all’odio di classe, il rispetto dei valori
familiari e religiosi. Per garantire il rispetto di queste norme si crea il Comitato per la
determinazione delle direttive di massima culturali.
Le prime trasmissioni della programmazione regolare sono le interviste all’ingegnere Filiberto
Guala, amministratore delegato, lo spettacolo intitolato L’orchestra delle 15, presentato da Febo
Conti, la rubrica musicale Settenote e La domenica sportiva.
Nel giorno di esordio delle trasmissioni, i televisori accesi furono solamente ottantamila. Il prezzo
del mezzo, circa 450.000 lire (circa 220 euro) era vicino al costo di un’automobile, e sfiorava le
dodici mensilità di un reddito medio annuo (1954).
Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale tre anni dopo, il 31 dicembre 1956, e a quel
momento gli abbonati erano ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato
degli apparecchi.
Dagli anni cinquanta la diffusione della TV è cresciuta a ritmi stupefacenti, come
precedentemente accaduto sul mercato americano. In quegli anni la televisione era un bene di
lusso che pochi italiani potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei propri vicini diventarono
luoghi prediletti per visioni di gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni dei primi e
subito popolarissimi telequiz italiani. Ne furono pionieri Mario Riva con Il Musichiere, e Mike
Bongiorno con Lascia o raddoppia?.