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cui edizioni compariranno alcuni suoi libri.

Nel 1920 nasce la raccolta Cose leg-


gere e vaganti, e nel 1921 esce Il canzoniere (che contiene gran parte della sua·
produzione precedente), la cui pubblicazione non basta tuttavia a liberarlo dal-
l'isolamento culturale: solo nel 1928 la rivista «Solaria» gli dedica un intero nu-
mero, imponendolo all'attenzione della critiq1. ·
la nevrosi Intanto il poeta continua a soffrire di crisi depressive e nel 1928 deci-
de di affidarsi alle cure dello psicanalista Edoardo Weiss (allievo di Freud), al
quale dedicherà il gruppo di poesie Il piccolo Berto.
l'esilio Negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale,
l'adozione delle leggi razziali e l'intensificarsi dell'antisemitismo lo costringono
a fuggire a Parigi. Dopo l'armistizio, rientra in Italia stabilendosi a Firenze, do-
ve mantiene amichevoli contatti con Montale; nel 1945 si sposta a Roma e poi
a Milano.
gli ultimi anni Negli anni seguenti, pur continuando la sua intensa attività di scritto-
re e poeta, è costretto a sempre piti frequenti soggiorni in clinica. Morta la mo-
glie il 25 novembre 1956, Saba le sopravvive meno di un anno: dopo un ultimo
periodo trascorso a Trieste, muore a Gorizia il 25 agosto 1957, lasciando in-
compiuto il romanzo Ernesto, che uscirà soltanto nel 1975.

La personalità
un autore L'opera di Saba si colloca con difficoltà in un panorama organico della storia let-
originalissimo ...
teraria del Novecento, anche se costituisce, per la grazia dell'espressione e la ric-
chezza sentimentale, uno degli esiti piti felici della poesia italiana contempora-
nea. Infatti, i punti di coincidenza di Saba con il gusto e le tendenze pre-
valenti del suo tempo sono rari, e le posizioni di questo autore origina-
lissimo restano distanti dal clima culturale del nostro secolo, prima di tut-
to per la disposizione del carattere, incline all'isolamento, poi per la formazio-
ne culturale, e in seguito quasi per una necessità storica, essendo egli vissuto ai
margini della vita pubblica, in un periodoin cui l'origine ebraica costituiva un
vero e proprio marchio.
... e un poeta Se si esclude un unico momento di «modernità» e di sia pure parziale
isolato
accostamento alle tendenze dominanti dell'epoca, in particolare all'Ermetismo,
costituito da Parole (1934 ), Saba mantiene nel quadro ufficiale della contem-
poraneità la fisionomia di un isolato, consapevolmente anacronistico,
sfuggente tanto al richiamo del Simbolismo e del Decadentismo quanto alle sug~
gestioni crepuscolari o futuriste. Il poeta triestino, dunque, sviluppa il suo di-
scorso in piena autonomia, restando fedele alla sua piti intima ispirazione, se-
gnata da un profondo senso di diversità e di esclusione, intrisa di tristezza o di
dolore, ma sempre aperta e istintivamente disponibile ad una sincera e viva par-
tecipazione affettiva. ·
le sue peculiarità La forza di Saba consiste proprio nella capacità di vivere, vedere e
penetrare nella realtà di ogni giorno; non a caso è stato definito il celebra-
tore della «dignità elementare» e del «naturale decoro» insiti nel quotidiano,
che egli sa descrivere senza immiserirlo nella banalità del bozzetto realistico, e
senza cadere nei toni sottilmente ironici dei crepuscolari.
Al contrario, la sua adesione al mondo e la intensa carica di simpatia
umana sono il frutto di una straordinaria energia morale; di un fermo impe-
1. Umbeno Saba (Umbeno Poli) - - - - - - - - - - - - - - - - 463

gno a superare l'istintiva tendenza al distacco e all'isolamento, di una volontà


di comunicare con gli altri («esser uomo fra gli umani»), che è quasi una rea-
zione al sentimento di sconforto e di dolore che Saba coglie nell'esistenza degli
esseri viventi.
Nonostante il richiamo alla concretezza, la sua concezione della vi-
ta risulta astorica o, per meglio dire, metastorica (fuori e al di là della storia):
l'uomo, le fasi dell'esistenza e i lineamenti. del mondo e della natura gli
appaiono costanti. in tutto l'universo, e sembrano ripetersi al di là delle di-
stinzioni convenzionali: caratteristiche analoghe, per esempio, si ritrovano, ac-
comunandoli, negli uomini come negli animali1.
. Il linguaggio di base della poesia di Saba è ricco di arcaismi e di ter- il linguaggio
• mini di uso ormai raro o limitato alla lingua letteraria, che si giustificano
in parte con la posizione di frontiera della sua città, crocevia di molte culture
·ma sostanzialmente periferica, in parte con il legame con la tradizione classica
. sulla quale egli ha formato la sua cultura. Inoltre, il poeta ha una ferma fidu-
. eia in una espressione misurata, composta, di classica chiarezza, e rifiu-
. ta ogni frase che possa risultare di difficile o incerta interpretazione.
.. Dall'unione fra un lessico quotidiano, programmaticamente «senza sto-
. · ria», e una sintassi colta ed elegante, ma non artificiosa, nasce una poesia den-
·.· sa e piena, dalle cadenze inconfondibili, che deve alla naturale predispo-
sizione al canto e aDa musicalità del verso il suo elevato pregio stilistico.
In questo autore si incontrano costantemente due spinte oppo- due esigenze
ste: da un lato, la volontà di abbandonare il ritmo prosastico per tendere opposte
•ad un tono alto, «poetico» nel significato piu tradizionale del termine; dall'al-
tro, l'esigenza di attingere alla prosa e di trasformarla in poesia grazie al-
• l'impiego di un tono umile e colloquiale, che il poeta sente consono al suo rea-
. lismo e alla sua inclinazione autobiografica.
In tal modo viene raggiunto un mirabile equilibrio fra poesia e un ~-i~ile 1 0
· prosa, fra la immediatezza e la genuinità della melodia e la profondità equi "
degli argomenti.. Da qui nascono i piu alti risultati di questa lirica, prodotti dal-
l'uso di una scrittura piana, dotata di una cristallina, oggettiva semplicità (co-
tne in alcuni inizi giustamente famosi: «Ho attraversato tutta la città», «Ho par-
lato a una capra»).
Questi esiti non sono immediati, ma nascono da uno scrupoloso lavo- :~ lu'!~ lavoro
ro di ricerca e di revisione stilistica, condotto pazientemente e infaticabilmen- revisione
te nel corso degli anni, e documentato non solo dalle molte varianti. del Can-
toniere, ma dalle riflessioni teoriche dell'autore sulla letteratura. Esse so-
no esposte in forma organica nello scritto Quello che resta da fare ai poeti (1911),
in cui Saba prende come modello di riferimentò Manzoni e, in polemica con
l'artificiosità di d'Annunzio, fissa i canoni della sua poeti.ca nel rispetto del- idella
canoni
sua poetica
la verità, dichiarandosi a favore di una poesia «onesta» e sincera, che ri-
fletta senza ambiguità la schiettezza dei sentimenti.

1. Esempi chiari di questa visione del mondo sono la «capra dal viso semita» e, ancora piu esplicita- ll!lllllllKllilllllllll
mente, la lunga serie di similitudini con cui Saba, in una delle sue poesie piu sentite e commoventi
(A mia moglie), paragona la donna amata a molti animalL
Le poesie
La produzione poetica di Saba, articolata nel corso degli anni in diversi volu,
mi, è raccolta nel Canzoniere, apparso la prima volta nel 1921 e poi in varie e,
dizioni, ciascuna delle quali attentamente rielaborata e arricchita. In esso sono
confluite: varie raccolte di liriche giovanili, tra le quali Versi militari (1908), Ca,
sa e campagna (1909, 1910), Trieste e una donna (1910, 1912), una delle pili ele,
vate del Canzoniere; infine le liriche Cose leggere e vaganti e I.: amorosa spina, en,
trambe del 1920. In seguito, il Canzoniere viene arricchito con i versi di Prelu,
dio e canzonette (1923 ), Autobiografia e I prigioni (ambedue del 1924), Cuor mo,
rituro (1925, 1930), Preludio e fughe (1928, 1929), Il piccolo Berto (1929, 1931),
Parole (1933, 1934), Ultime cose (1935, 1943), 1944 e Varie (senza data), Medi,
terranee (1946), Epigrafe ( 1947,1948), Uccelli (1948), Quasi un racconto (1951)
e infine Sei poesie della vecchiaia (1953, 1954). L'edizione definitiva (postuma) è
del1961. -
i temi Il canzoniere costituisce, idealmente, un libro unico, un'auto-
biografia in versi i cui motivi portanti si intravedono già nelle poesie dell'a,
dolescenza e della gioventli, molte delle quali lasciano presagire nell'autore la
consapevolezza del proprio destino di poeta appartato e solitario. Sono testi ché
rivelano una precoce maturità artistica anche nello stile, già compiuta~
mente raggiunta nei versi di Casa e campagna, di cui fanno parte fra l'altro le ce,
lebri liriche A mia moglie e La capra.
Ancora la moglie Lina è la protagonista di Trieste e una donna, testi
imperniati sulla descrizione di alcuni aspetti «inconfondibili», come li definf
lo stesso Saba, della città natale e della donna amata, che vengono ritratti
con toccante delicatezza, sempre con semplicità e senza retorica. Appartengo,
no alla raccolta alcuni componimenti memorabili, come Trieste o Città vecchia,
grazie ai quali l'autore entra prepotentemente nella schiera dei maggiori poeti
del nostro secolo. La grazia e la luminosità con cui Saba sa rievocare luoghi e ·.
persone cari torna anche nelle sezioni Cose leggere e vaganti e I.: amorosa spina;
tenere figurine femminili, come le adolescenti Paolina, Chiaretta e la figlia Li, ·•
nuccia prendono vita in versi dal tono lieve, che tuttavia non scade mai né in ·
superficialità, né in compiaciuti preziosismi, e solo in rari momenti sfiora il ma,
nierismo.
l'evoluzione Nelle raccolte successive (Autobiografia e I prigioni) il poeta rivive an, ·
poetica
cora con commozione e turbamento episodi autobiografici, ma già si delinea, .•
no con chiarezza la necessità di un diverso approccio alla materia e la vo.; >
lontà di affrontare il documento personale con lucido distacco, nel ten~ •·
tativo di trasformare il fatto intimo e privato in simbolo di una condi'.' '
zione generale, in messaggio poetico universale: un tentativo ripreso e .·.
portato agli estremi in Cuor morituro, uno dei risultati piu alti della poesia dì
Saba. Anche in Preludio e fughe, e infine nel Piccolo Berto, il ricordo delle e~
. sperienze personali ritorna, spesso con venature di melanconia, ma semprè ·.•
una poesia serena temprato dalla serena accettazione della realtà, che Saba sa accogliere con··
equilibrio anche quan,do essa presenta aspetti amari, in nome di un «della vi,
ta doloroso amore» 2• E significativo che in queste raccolte il poeta abbia v°'

lli!Elil!lik!l±llfBBWll!l!lliil 2. U. Saba, Ulisse, v. 13.


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luto tacere sulla vicenda storica del fascismo e sui suoi penosi risvolti perso-
nali, ai quali non allude mai, per concentrarsi invece solo su motivi esisten-
ziali.
Con Parole, Saba si accosta ad alcune esperienze della poesia contem-
poranea, soprattutto a quella ermetica e alle lezioni poetiche di Ungaretti e di
Montale, con una particolare attenzione alla ricerca di soluzioni lingui"'
stiche e stilistiche di maggiore impegno metrico e formale. Questa se- una poesia
zione segna in modo decisivo il passaggio dell'autore ad una poesia di re- universale·-
spiro universale, ma non tradisce la sua vocazione ad un canto immediato,
cordiale e sereno, come testimoniano, fra l'altro, le Cinque poesie per il gioco del
calcio.
Un saldo filo conduttore lega i testi di questo periodo a quelli della fa- ···e collettiva
se seguente: 1944 e Varie; esso consiste nel passaggio da una dimensione pri·
vata ad una collettiva attraverso il dramma della seconda guerra mondiale e
la stagione eroica della Resistenza e della Liberazione. Anche in questo caso Sa-
ba non cede neppure per un momento ai facili entusiasmi e all'esaltazione re-
torica e celebrativa, e riesce a fondere le emozioni intime con i sentimen·
ti comuni di paura, di sofferenza e infine di solidarietà umana all'inter·
no del tragico quadro della guerra.
Le liriche composte nell'ultimo periodo di attività hanno ispirazione l'ultima fase
non omogenea, anche se sono distinte dall'inconfondibile accento poetico
dell'autore, e si sviluppano su due linee fondamentali. In Mediterranee, Saba
sceglie come soggetti della sua poesia figure mitologiche ed eroi del·
Pantichità classica, spesso trasformandoli in altrettanti simboli della con·
dizione umana. In Epigrafe, Uccelli, Quasi un racconto e nelle Sei poesie della
\recchiaia, egli privilegia invece argomenti già affrontati in passato, parlan·
do soprattutto di bambini e di animali, come se, recuperando l'atmosfera
delle liriche composte durante la giovinezza, intendesse chiudere un ideale cer-
chio sentimentale e poetico.

Le prose
La serietà di Saba, la profondità della sua analisi interiore e la forza del suo sen- la Sto'!a .
so mora1e sono testimomate . he da11'attento 1avoro d'l n'fless1one
. anc . e d'l cntica
.. e cromstono
del C<CanzoniereJJ
compiuta su se stesso (ma parlando in terza persona} in Storia e cronistoria del
.rCanzoniere» (1948). Qui egli individua con puntigliosa precisione e chia·
rezza i motivi del proprio isolamento, connesso alle sue origini triestine, nel-
le quali riconosce la causa fondamentale del suo essere un autore «periferico» e
«arretrato». Ma contemporaneamente egli vede in questo l'elemento primo
della sua originalità di poeta «moderno in modo quasi sconcertante» sebbene
.,fedele alla tradizione».
Interessanti sono anche la raccolta di brevi prose intitolata Scorciatoie
e raccontini (1946), e il romanzo incompiuto Ernesto (apparso postumo nel
1975).
Scorciatoie
I primi, stilati in forma di aforismi, sono un omaggio ad un filosofo e raccontini
' molto letto e amato da Saba, Friedrich Nietzsche (1844-1900), annoverato in-
sieme a Sigmund Freud ( 1856-1939) tra i suoi «buoni maestri di vita». In que-
ste prose, che l'autore stesso definiva le sue Operette morali, egli tratta di vita e

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