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SOGNARE IL SONNO

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Sognare il Sonno

Pierangelo Fernandes Carera


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Credo non sia una novità. Mi piaci molto scrivere. Lo so che io spesso vario il tema, scrivo cose
che poi non sono esattamente quelle che ho pensato, ma sono sempre qui, a scrivere qualcosa
di nuovo. Lo faccio per esternare un mio pensiero, un mio desiderio, una mia emozione. Sono
un semplice autore, che tenta di ritrovare in questi versi una spiegazione per i cambiamenti che
osserva nella vita.
La vita si basa su molti piccoli dettagli, su molte novità che servono a costituire una idea di
quello che siamo ora o di quello che vogliamo essere. Il nostro primo orizzonte si costituisce nel
sogno. Ecco cosa voglio trasportare in questo manoscritto. Una descrizione di sogni che spesso
n’abbiamo di notte. Buon divertimento.
Un ringrazio speciale al professore Davide Bigalli, al gruppo di poesia che ho conosciuto qui a
Milano, alla poetessa Isabella, Cimino, ed altri poeti che con me hanno seguito un percorso e al
mio padre Costantino Carera.

Buona lettura.

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Indice

1) Sognare il sonno
2) La ragazza
3) La foresta
4) Sortilegi
5) Restare nel turno
6) Tuta
7) Nella casa
8) L'attrice
9) Ricordi
10) Venezia
11) Governo il tempo
12) Calamite altrove
13) L'Epifanico enigma
14) "Tu mi lasci, tu dice 'La natura...'"
15) "El Excrucior"
16) Lo stemma
17) Scandagli
18) La rinuncia
19) Recidivo
20) La stella
21) Il margine
22) Vigilia
23) Chiusa
24) La perla
25) Despair
26) Anche controcorrente
27) Il frutto
28) Gentile
29) Vita-morte
30) Calamita
31) Agonia
32) Organo
33) Voglio giocare
34) Scudo
35) Motto
36) Mi sono fermato da te papa
37) L’ora che non tramonta
38) Gli echi
39) Piazza del mondo
40) Il grosso agitamento delle cicogne
8
41) Quello che si scrive con le ali di un angelo
42) Regalo sopra un tessuto
43) Impressione d’Ornac
44) Andate a dire alla città
45) Le stagioni
46) Non ti faremo
47) Menhir
48) Supplica delle case antiche
49) Non parlatemi di me
50) E ora datemi un bicchiere doppio
51) Anime paralitiche
52) La tua mano mi dicendo addio
53) Crepuscolo
54) Edonismo
55) Schiavitù
56) Odisseo
57) L’ombelico del mondo
58) Haiku
59) Discorso alla figlia
60) Correzione
61) Simbolo
62) Eccezione
63) Svociate entrambe
64) Pensieri stellari
65) Ti vedo grigia
66) La risacca vassalla
67) Eros alato
68) Ponte sul Tevere
69) Turisti della Cappella Sistina
70) Leopardi
71) Introibo
72) Stati d’animo
73) Sopra un olio di Morandi
74) Per Arturo
75) Corpo d’aria
76) De Pisis
77) Il libro di Isgrò
78) Spazio concettuale
79) Stream of tenderness
80) In exitu
81) Da una pronta guarigione
82) Tu uomo come osi
83) Lieve come farfalla
84) Con troppa forza
9
85) Amore che sarà del tempo speso
86) Forse non danno i fiori
87) Parole luccicanti…
88) Tappe dell’andare: Anversa
89) Tappe dall’andare: Wuppertal
90) Tappe dell’andare: Harles
91) Tappe dell’andare: Bilbao
92) Tappe dell’andare: New York
93) Movendo da “inferno” canto V
94) Per la voce scura di Maria Farantouri
95) Verso Bordeaux
96) Bordeaux
97) Pour Giverny
98) Prendersi cura
99) Alle saline di Ettore Infersa
100) Verso le tre

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Sognare il sonno

Già non sogno più.


Non sò che cosa voglio essere
Non capisco se sto maturando,
Ma continuo soffrendo,

Cercando delle risposte amare,


Che ci sono dietro a un desiderio che non può esistere,
A non essere un poco più lontano
Del mondo dove ho potuto vivere.

Il sonno mi guarda da lontano.


Senza volere soffro.
Continuo perseguitando l’oro
Riempito da sensazioni che non ho mai sentite.

Sono stanco,
E non m’arrendo.
Sono debole.
Il freddo che provo è tremendo.

Ma non posso desistere.


Non ora.
Devo essere forte
Prima che la mia vita scompaia.

I miei polsi gesticolano.


Non capisco che cosa sto provando.
Sto morendo o mi sto perdendo?
Sono dentro d’un sogno che non esiste,

Sopra un cavallo che non è il mio,


Su d’un uccello troppo bello ,
Per dire che esiste.
Ecco dove mi trovo…

Ora cado per terra


E mi consolo, d’essere vivo
Chiudendo gli occhi,
Pensando nell’infinito.

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Fine.

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La ragazza

Oh voi che non ho mai visto,


Il suo sguardo m’ipnotizza.
Sono troppo debole e sfinito,
Davanti alla sua bellezza

Che m’incanta. Mi ricordo


Di non aver mai visto
Il suo sguardo.
Sento

Un leggero formicolio quando


Le sto accanto.
È amore quello che sto sentendo?
Non l’ho mai capito.

Oggi incomincia marzo.


Quella ragazza mi gioca un laccio.
M’imbarazzo.
Lo lascio cadere. Non ho il coraggio

Di combattere contro la sua bellezza.


Quanto era dolce sentire la sua tenerezza.
Ha visto il mio problema
E con tutta la calma del mondo

Riscaldò il freddo
Che sentivo nel mio corpo.
Si chiamava Giulia
Ed io vorrei tanto che fosse mia.

Fine.

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La foresta

Capita spesso qui a Milano,


Quando passeggio per un campo,
Ascolto il dolce suono
Di mosche che volano
Attorno a un lago.

Loro non mi vedono.


Cercano
La tranquillità, ma non la trovano.
Ormai non sopportano

Di guardare tante immagini.


Non sopportano vedere le stesse case incasinate
Attorno a una vale,
Che si trova lontana di tutto.
Loro muoiono, senza capire
Quello che hanno visto.

Ma muoiono accanto alle loro amiche


Con chi hanno diviso la loro vita.
Adesso sono in tante.

L’aria sembra essere pluviale


E loro si riproducono
Per dare un poco di vita a questa città
Piena di palazzi,
Alberi di concreto

Dove i passeri umani


Riposano
Accanto alle loro famiglie
Senza pensare
Nella morte di queste
Zanzare.

Fine.

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Sortilegi

Mi sporco con il mio inchiostro


Mentre scrivo incubi che non ho vissuto.
Guardo la garzetta.

Troppo bella, troppo bagnata.

Mi ricorda
Quella che ho visto ad Anchieta.
Lontana di tutto,
Dispersa in una spiaggia,
Ormai inquinata
Dalle azioni umane.

Ma ora sono in Italia.

La garzetta è cresciuta
In un bosco.
Non era sola.
Attorno a lei c’erano altri passeri.

La pioggia era appena passata.


L’acqua l’aveva modificata.
Mentre io la guardavo
Lei mi osservava.
A che cosa pensava?

Forse pensava nel suo volo,


Oppure nell’aria.
Io nella mano avevo solo una penna,
E pensavo nel mio testo.

Avrei voluto un aiuto della magia,


Per comprendere a che cosa pensava.

Ma lei, sicuramente pensava ad altro,


Io aspetto invano un sortilegio
Per descrivere quell’ave, che mi richiamava
Ed io non l’ascoltavo.

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Ed allora mi sono abbassato,
Ed emozionato
Ho scritto qualcosa.

Fine.

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Restare nel turno

Buio,
Solitudine,
Imperfezione.
La mente riflette il suo specchio

Serale, esternando una maledizione.


Imperfetti uomini... quanta confusione.

Quell'uomo

Si fà sentire. Ha una camminata incerta


Richiama qualcuno, non ha il passo calmo.
Violenta
Il cielo. Provoca timore. Sembra Adamo

Che con rabbia perde la propria meta


E rimane solo.
In mezzo a queste case.
Combina un gran casino. Si strappa un pelo.
Nella mente ha delle idee false
Non urla. Non vuole fare il polo.

Urla un nome.
Rimane zitto.
Il fumo le dà forme sceme.
Sembra un fantasma, perduto
nel mezzo della città. Ora geme.

Incomincia un lungo pianto.

Ha perso qualcuno d’importante.


Forse l'avrà uccisa.
Era una sua amante.
Una fessa.

Che l'ha fatto stare distante.


Non l’ha fatto nessuna promessa
Ha solo chiuso la sua storia in quella notte.

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Visioni serali,
Sensazioni,
Richiami di idoli,
Dispersi su altre generazioni
Rimarranno soli
E moriranno con le loro tentazioni.

Fine.

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Tuta

La mia ombra ha paura del sole.


Si nasconde, rimane minuta.
Qualcosa le provoca del male?
Non si sà. Non appena si distanzia, noto che è cresciuta.

Si espande, lì davanti. Si vede il quanto cambia di pelle.


Non vuole essere guardata.

Si protegge della luce.


Non si fà capire.
Vuole solo provare pace.
Incomincia a seguire

I miei passi. Con quella tuta, realizza un ballo efficace.


Mi piaci. Mi fermo. La posso desiderare.

Spero che diventi la mia copia.


Incomincio a sorridere.
Rivedo la mia follia.
Le faccio giocare
A scacchi, contro quella stella, commettendo una pazzia.

Fine.

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Nella casa

Uno sguardo fermo


Stanco,
Sorrideva. Tranquilla. Esterna nel cosmo
Una energia divina. Il falco

Si riposa lontano. Tutto osserva. Tutto sembrava ottimo.


L'angelo prende l'arco.
Lo punta verso il vuoto. Si dimentica del teismo.
Lo fà ardere dentro del fuoco.

I ritratti osservano.
Sfocano la bramosia umana,
Dai sentimenti che ci danneggiano.
Tale pace ci costruisce una realtà serena.

Non si sente nemmeno il felino


Che rumoreggia qualcosa alla luna.
Che cosa penserà il vicino?
Forse non avrà la vena

Giusta
Per dire che cosa prova.
Una reazione ingiusta
A chi è sempre pronta a ricevere chi arriva.

La noncuranza umana è una cosa insensata.


La sua anima non è più viva.
Però è sempre attenta
Con gli altri. Lei voleva

Essere una,
Ma non può. Non è facile
Inglobare tutta l'esistenza nei suoi comodi. La sua reazione frena
Il suo senso edile.

Capisce che deve condividere lo spazio che ha vicino con gli altri. Non s’inganna
Con la vita. Quando ci sono visite diventa vivibile,
Attraente, dimostrando un principio che inforna
Le poesie più belle...
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Lei le declama
Alle persone che trova per strada
Esterna la sua fiamma
Lascia che tutto vada…

Segue il suo senso… raccontando un dilemma.


Tenta di dare origine a una nuova moda,
Ma poi si calma
E diventa fredda.

Fine.

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L'attrice

Era troppo bella,


Era troppo giovane,
Era una stella
Oppure era il Persefone

Della mitologia? Era sola.


Prima del suo spettacolo pensa al suo clone.
Sarà la cenerentola?
Forse no, era solo un’illusione.

Prima della scena


Ritrovava la pace.
Dentro d’un pezzo di pane,
Ritrova una nuova energia. Svuota il calice.

Ascolta il rumore delle sirene.


Dentro del cuore una voce
Le chiede di stare tranquilla.
Fà il segno della croce.

Ripassa l'ultimo verso.


Nulla l’impone
D’esecutare tale azione.
L'ultimo ripasso

Toglie il peso
Della commedia. La sua immaginazione
Le porta via ogni sua tentazione.
E il suo corpo diventa teso.

Manca poco per entrare in scena.


Ha ancora paura.
Piccolina.
Non temere. Ha ripassato il testo con cura.

Stacca la catena. Diventa una femmina


Pura.
La sua voglia fulmina
La perfezione, che sarà dimostrata in una scena futura.
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Riascolta la sirena.
Si guarda allo specchio.
Il suo cuore pulsa.
Sente un vecchio

Dolore. Non s’interessa.


Esce dal cerchio.
Ritorna ad essere tesa.
Davanti al palco vede un mucchio

Di persone, pronte ad ascoltare il suo testo.

Fine.

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Ricordi

Emozioni tristi.
Passato incoerente.
Morti.
Nulla di concludente.

Sogni immaginati
Dentro d’una realtà apparente.
Triste e desolato. I flauti
Cantano sull’esistenza d’una realtà diffidente.

Sembrano le pagine d’un libro


Che mantiene i segreti nascosti.
Detti popolari. Vale tanto quanto l'oro.
Vivono dentro ai sogni irrisolti.

Mai realizzati. L'orgoglio se ne va'. É difficile essere puro.


I venti
Ci spingono lontano. Le illumina il faro
Della realtà, che le dice di vivere tra i perdenti.

Un poco di rabbia le viene.


Essa distrugge le sue illusioni.
La vita diventa una confusione
Piena di spiegazioni.

Non le dicono nulla. Lei sente un poco di passione.


Nel cuore da vita a lontane distrazioni.
Non le dicono nulla. La tentazione
Di prima non si cancella. Gli altri devono stare sereni.

Racconta il suo desiderio,


Ma il mistero è così profondo.
Non comprende perché deve essere serio.
Chi l’ascolta non vive in questo mondo.

Lei sà che è fuori da questo cerchio.


Capisce il quanto il suo sogno è profondo.
Spera di capire quale fosse il premio che era in palio.
Le vede partire con un altro bando.
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Era solo un ricordo sfuggente.
Uno che poi è diventato complicato.
Lei non è più attraente.
Non più come una volta. Le hanno negato

Tutto. Ed adesso pensi d’essere un deficiente.


Lei prega a un santo.
Tenta di scordare di quel ricordo latitante.
Non riesce a resistere. Finalmente cade in pianto.

Fine.

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Venezia

Era una semplice isola.


Si trova sopra d’un mare gelato.
Si sentiva sola.
Voleva morire. Ed allora ha incominciato

Ad andare giù. Il tempo passa, ma la vita non la molla.


Un ragazzo ha abbracciato
Questo sogno. Spera che ci sia qualcuno nella folla
Che la tenga in piedi, dove l’hanno creato.

Il vento rialza le polvere.


Il quanto basta per parlare dell'amore.
Indietro ad ogni respiro,
Un sentimento vero.

Una ragione che ci fà colorare


Il volto. Siamo pieni di passione, vogliamo decifrare
Il vero senso di questa emozione. Chi non è sincero
Quando parla di questo sentimento? Tutto diventa tenero,

Quando proviamo questa sensazione.


Lei lo spera sulla gondola.
Lei sà qual è la sua intenzione.
Qualcosa pula

Nel suo petto. Lei sente una nuova soddisfazione.


Ormai nulla,
Potrà distruggere la sua dichiarazione.
Lui diventò un angelo e lei la sua stella.

Mancava poco per arrivare alla perfezione,


Quando alla fine si risveglia.
Il mondo era lo stesso.
Il sole ancora irradia

La luce. Lei non fà più caso


Di tutte quelle imprecisioni. Lei sente una lunga follia
Nel cuore. Si lascia portare da quel sentimento, finendo in un altro universo.
Lei sà il quanto è lunga questa via,
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Ma non perde la ragione, si lascia guidare fino in fondo.

Fine.

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Governo il tempo

Non sono un Deputato.


Mi sento
Solo. Sembra che sia un mio ritardo
Mentale, ma sò che non è così. Cammino, senza sapere dove vado.

Mi metto in crisi. Mi sento indebolito.


Dai miei concetti. Non sono il prescelto,
Per poter descrivere quello che vedo.
Sento nell'aria qualcosa di gelido

Ed ecco, continua a passare il tempo.


Scappo
Dei miei principi.
Oltrepasso quegli arbusti. Incrocio due o tre topi

Che camminano guidati d’un capo.


Sembra la politica. Volevo rinunciare ai miei doveri. Mi pare di voler troppo.
Non ho creato
Quest’atto.

Sono solo un poeta


Che s’infetta con le malvagità presenti nel pianeta.
Ho fatto
Un patto

Con nessuno. Ecco cosa mi dice il profeta,


Questa volta
L'ho ascoltato.
Il suo modo di comportarsi mi pareva giusto.

Sapevo che pagavo un alto costo


Per tenere in vita quello che m’ha detto.
Vivevo una fase difficile. Ho tentato
Di fare un canto,

Con le parole che avevo accolto.


Tutto

Sembrava essere troppo semplice,


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Ma è difficile governare la mia esistenza. Ogni volta
Che la mia cicatrice
Apriva, sentivo un forte dolore nel petto. Ho pregato a una santa.

Per modificare la mia anima peccatrice.


Ma non ci sono riuscito. Ecco cosa la mia anima canta.
Era difficile arrivare al vertice
Dei miei errori. Ed io ora muoio assieme alla mia anima amata.

Fine.

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Calamite altrove

Il vento passa gelido nella notte.


Il treno trasporta qualcuno.
Il suo messaggio è molto forte
E le anime cadono in un abisso profondo. Sentono sonno.

La notte è accogliente.
Quel testo distribuisce un bel sogno
A chi l'ha letto. Non si sà che cosa si sente?
Tutto diventa carino

Nella testa della gente?


L'orologio viene attratto da qualcosa.
Esiste troppo magnetismo,
Nella prosa

Che leggono. L'umorismo


É più attraente. Usandolo si può disegnare una rosa.
Shakespeare tentò di cambiare questo nome. Si basò sul simbolismo
Per poter descrivere la bellezza d’una casa.

La casa dei passeggeri ora, era quel treno. L'aria utilizzava una specie d'ipnotismo
Per guidare le altre persone altrove.
Era facile disperdersi in questa seduzione.
Le persone erano brave.

Camminavano libere verso una nuova direzione.


A cosa serve
Fare un’imprecisione?
Le calamite si trovavano altrove.

Erano loro che ci guidavano.


Andavamo verso un altro mondo.
I corpi s’incollavano.
Non si capiva quello che si stava vedendo.

Le persone viaggiavano.
Continuavano essendo
Degli esseri umani normali. In bagno
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Si sentiva che qualcuno stava amando

Una donna. Tutto era bello, pensava. Dimenticavano di chi l’era vicino.

Fine.

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L'Epifanico Enigma

L'epifania
Mi riempie
D’agonia.
Mi sento annoiato. Interpreto delle follie.

Azioni vissute in passato. É una pazzia.


Rivedo delle magie.
Non l’ho mai creduto. Sono frutti della noia.
Emozioni che non ci danno nuove gioie.

Indietro a me ho lasciato
Il Natale.
La sua magia è sparita. Questo è un fatto.
Quella data m’era speciale.

Oggi, non è più. Cambio il mio volto.


Non sono più allegro. Nel mio petto, c'é tanto male.
Non mi riconosco. Qual è il metodo giusto?
Nessuno m’ha insegnato. Salgo il colle.

Indietro ho lasciato una teoria.


Mi diceva che nella vita
Non esiste la parola magia!
Voglio la verità! Seguirò la strada più corta.

Devo amare alla follia


Tale metodo! Il mio amore punta
Verso il colle di Golia.
Lo seguirò. Sarà la mia meta!

Sarà lassù, dove capirò il mio enigma.


Sarà incomprensibile? Sarà frutto della mia ragione?
Non sò. Sò solo che la mia anima
Cerca una sua spiegazione.

Vorrei avere tra le mani una gemma


Spirituale, che desse la soluzione
Al mio problema!
Forse voglio troppo. Forse non capirò la mia confusione.
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Non m’interessa. Il mio dilemma
Mi chiede di stare bene.
E così starò davanti a ogni sciagura. Manterrò la mia forma!

Fine.

34
"Tu mi lasci, tu dice 'La natura...'"

Come sempre si gira dell'altra parte.


Cerca nuove forze.
Non si sente più valente.
Non si sente protetto. Le mancano le corazze.

Con loro ti proteggevi. Ormai non servono a niente.


Lei l’ha lasciato. Si proteggeva con delle mazze
Di fiori. L’aveva regalato. Non pensava nel suo uso. Si sentiva incompetente.
Le sue carezze,

Ormai non esistevano.


Tutto era ridicolo.
Le dicevano
Che ancora non era finito. Il bello

Doveva ancora capitare. Parlavano… non capivano.


Le loro parole non erano reali. Lei si sentiva come un pollo.
Loro, senza volere distruggevano
L'amore che aveva creato. Le scrisse una lettera, la firmò e pagò il bollo.

Sperava di comprendere le sensazioni che sentivano


Quando effettuavano un’azione del genere.
Parlare
É facile. Difficile è amare.

Amiamo chi è ancora lì e continua a insistere


Di volere,
La sensazione che lei può dare.
Lei continuava ad affermare
Che lui era la sua altra metà. Ma lui non sapeva che dire.

Ci sono tante
Risposte.
Non possono essere dette,
Tutte,

D’una sola volta. Si deve sperare l'istante...


Altrimenti sono solo sensazioni vuote.
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Lui n’aveva scelto un’amante
Tra tutta questa gente.

Fine.

36
"El Excrucior"

Torturato
Per qualcosa che non ha fatto.
Sofferenze, dolori,
malumori.

Quanti conoscenti ha trovato.


É bastato l'ultimo sguardo, per sapere il quanto ha sofferto.
Quali sono i veri valori?
Nessuno le dirà. Cosa onori?

Non abbiamo più nulla da fare.


Siamo stati guidati da maniaci
Che non s’interessavano del senso della parola amare.
Soffrivano per portare con sé delle cicatrici,

Che non hanno mai curato.


Non mi scorderò mai d’un Uomo Cattivo. Ha messo sulle croci
I resti di uomini che non ho mai visto. Il dolore
Del ricordo. Cosa avrà sentito? Ne avrei mille domande. Allora erano monaci,

Che camminavano verso l'ignoto.


Ma che cosa hanno fatto?
Si poteva dire di tutto.
Non sono i responsabili della violenza che gli ha distrutto.
Siamo uomini. É giusto

Dire che abbiamo peccato.


Ma su cosa? Non mi ricordo d’aver mai fatto
Del male a uno di questi personaggi che ho richiamato nel mio testo.
Poveri uomini.

Tristi segni.
Gli uomo sapiens lasciano nella propria
Storia una grande follia.
Se fossero stati sereni,

Capiremmo qualcosa. Non sapremo mai cosa accadrà domani.


É brutta la via
Che incrociamo. Doveva essere una strada pia,
37
Ma non l’è. È piena di dolori
E di tristezza.

Non ho nuovi valori,


Trovo solo una lunga amarezza,
Dove perdo tutti i miei amori.
Senza un senso, la mia vita pesa.

Fine.

38
Lo stemma

Indica il luogo.
Parole vanne.
Disturba il rogo
Che brucia le vene

Di chi ha creduto nel potere del mago.


Ormai tutto è inutile. Accanto a me ci sono delle catene.
Mi sento all'interno d’un film. Scelgo.
Non capisco che cosa mi conviene.

Entro nella città?


Oppure faccio finta
Di non averla vista?
Questa mia peculiarità

Mi fà credere d’essere proprietario d’una grande crudeltà.


É la scelta
Giusta?
Qualcuno lo sà?

Sicuramente no.
Ed io resto
Insano
Bevendo il mio caffè al mattino presto,

Tentando di comprendere quello che le altre persone provano


Quando sono indecise. Il pensiero è distrutto.
Quel stemma mi dà affanno.
Vorrei essere portato in un luogo protetto

Dai mali del mondo. Ma non trovo questo stemma.


Forse sbaglio.
Forse devo cercare un altro dilemma,
Che mi possa togliere da questo cerchio.

Davanti a me vedo un teorema.


Non era facile. Me n’infischio.
Devo seguire avanti. Chiudo l'occhio. Ricordo d’un poema.
L’ignoro. Vado avanti. Ascolto un fischio.
39
Fine.

40
Scandagli

Misura il viaggio.
Segue un lungo vertice.
Ha molto coraggio.
Lo conto con il mio pollice

Prima d’uscire. Lo faccio


Mentre il fuoco cuoce
Il mio cibo. Osservo il paesaggio.
Faccio il segno della croce.

Ormai sono sicuro d’essere diventato


Il personaggio giusto.
Mi sento
Un poco degradato,

Ma non mi fermo. Manca molto.


Prima o poi sarò arrivato.
Mi ricordo d’un canto.
Lo risento nel mio petto.

Tento di dimenticare
Che sono nel mezzo del mare.
Non posso forzare
La mia mente. Devo parlare

Con calma. Senza distruggere


La mia anima. Resto fermo. Senza sapere
Che cosa devo dire.
Non mi posso fermare.

La nave
Deve continuare.
Qualcuno beve
Un poco d'acqua. Non riesce a trasportare

Dentro di sé, il freddo della neve.


Ecco perché s’è messo a cantare.
La sua voce c’incanta. Lui capisce che essa serve
Per far passare il freddo. Dobbiamo riposare!
41
Fine.

42
La rinuncia

La vita è fatta di scelte.


Molte volte
Sono sbagliate.
Vedere il nostro desiderio

Non essere realizzato, ci fà sentire come se fossimo un deficiente.


Tutto questo ci fà parecchio
Male. Capisco che non sono potente.
Me n’infischio

Del dolore. E continuo. In mezzo alle mie finte


Allegrie a far un mucchio
Di errori.
Dolori,

Che prima o poi passeranno. Rinuncio nuovi affari.


La timidezza cambia i miei umori.
E non posso rimanere assaggiando i soliti sapori
Di sconfitta. Sulla scala di valori,

Ho visto il mio prezzo. Ho rinunciato agli amori.


La mia vita ha perso il suo verso. Cantai come se fossi uno dei tanti tenori.
Mi fà male ricordare,
Che io non posso fare,

Nulla, per cambiare,


Quel personaggio incapace, che sono. Non ho nessun nuovo valore.
Sono prepotente, incolore, non saprei come giustificare
La mia reazione. Il mio calore,

Non modifica la mia vita. Rimango senza sapere


Che cosa devo fare
Per essere quello che non sono.
É difficile stare sereno.

Il mondo è troppo complicato. Sò che ancora devo rinunciare. É invano.


Le azioni umane si compongono
Dentro di queste sortilegi. Le mie sensazioni precipitano
Nel vuoto. Mi sento insano.
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Gli occhi brillano.
I denti sorridono.

Do vita a un brutto domani.


Un’azione già fatta.
Quante interruzioni
L’ho data?

Ora che capisco le mie intenzioni


Chiudo il mio pensiero con una magia bene idealizzata.
Ricostruendo le mie passioni,
All'interno d’una pace che non ho trovata.

Fine.

44
Recidivo

Ricadere in crisi
È una cosa normale.
Riapre le cicatrici,
Che erano cucite.

Piangiamo per niente,


Fingiamo d’essere dei veggenti
Per poi sbagliare ancora.

Quando riuscirò ad arrivare alla mia perfezione?


Non sono sicuro d’essere riuscito nel mio intento.
Mi fermo.
Ci ripenso.

Non sono capace di fare nulla di speciale.


Ho solo dei brutti ricordi.

Migliorerò?

Peggiorerò?

Nessuno mi da un'idea precisa.


Tento di precisare i miei errori,
Non sono capace di portare avanti il mio dubbio,
Mi sento debole.

Sto diventando folle?

Qualcuno è perfetto?

Chi me lo risponderà?

Probabilmente chi ha fatto successo.

Le persone che hanno fatto i soldi,


Quelle sì, sono brave...
Io ho un sacco d’idee...
Tento metterle in pratica

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Sono un incapace…
Ed allora piango
Perché finisco solo
Come prima.

Non ho più luce nel mio occhio.


Mi manca pure la grinta di cambiare.
Forse domani maturerò,
Ed allora capirò che ognuna di queste vittorie
Non mi portano da nessuna parte.

Fine.

46
La stella

Si trova lontana
Non è vicina all'orizzonte.
Mi ricorda Maddalena.
Lei spesso cammina sola tra questa gente.

Non dice nulla. Va' dispersa per il gruppo. È piccolina.


Porta con sé uno sguardo distante.
Sembra maligna,
Eppure ha una mente

Vuota per colpa di questi turbamenti. "Stai serena".


Ecco la frase che ripete.
Lo dice per ricordare del suo figlio. Crede d’essere degna,
Di vivere un’emozione attraente.

La vita l’insegna
Che nulla accade per niente.
La sua realtà è scritta sulla lavagna.
Lei cerca sempre un paragone. La vita è piena. Il suo sguardo era distante.

Si ricordò di sua figlia. Era bella come una sirena.


Quell'aria intrigante
Riempiva la sua vena.
Lei non capiva. In quale istante

Sarebbe diventata più carina?


Lei pensava a un cantante.
Pure lui era una stella. Guardò la sua piccola femmina.
Pure lei diverrebbe famosa? Non lo saprà mai. Ora lei era la fonte

D’un domani migliore. Neppure la luna

Nel suo splendore, potrà sostituirla. Prima o poi accadrebbe un'altra rogna
E la sua vita sarebbe mutata. Cosa fare? Chiamerà un agente?
No! Non lo farebbe! Non c'era nulla sotto la sua gonna.
Per cui... per quale ragione doveva sembrare una deficiente?

47
Fine.

48
Il margine

Il limite dove devo arrivare.


La scoperta del mistero
Una ragione da prendere…
Principalmente se non vuole avere un destino amaro…

Vivendo… lontano… da quello che le può far male. Ecco dove tutto è puro
Oltre il margine non si può seguire.
Tutto si distrugge, tutto si trasforma, lo stesso vale per il futuro.
Prima o poi dovrò desistere

Di continuare
A lottare
Contro questa realtà, che mi continua a ripetere,
Che la fine è l'unico limite che posso trovare

Davanti ai miei occhi. Chissà quando lo potrò fermare?


Il limite è imposto, oppure
Siamo noi che lo creiamo? Continuerò a pensare
Che tutto sta bene.

La vita continua.
Le anime stanno serene.
Viviamo seguendo una via ambigua.
Il sangue continua a correre sulle nostre vene.

L’immagine è assidua.
La polizia se n’andò lasciando accese le sirene.

Quante complicazioni,
Quante confusioni.
Ormai il mondo si disperde dentro a delle confusioni
Che ritroviamo in un bicchiere. Le pressioni

Cardiache aumentano. Non abbiamo pensieri consoni.


Siamo più confusi di prima. Ascoltiamo dei suoni
Che non sono i nostri. Guardiamo le nostre mani.
Non esiste nulla che non ci dice che siamo uomini.

49
Prima o poi questa realtà
cambierà?
Chi lo sà?
Ormai siamo nel mezzo della città

Non esiste più nulla che c’impressionerà


A non essere la verità.
Siamo deboli davanti alla malvagità.
Che musica il violino suonerà?

Non lo saprò mai. Sono ignorante.


Cammino come questa gente,
Che non sà dove andrà
E che continua. Nulla le fermerà
.
A non essere la paura della morte.
Che tale sorte
Non arrivi a nessuno. Chi vivrà
Lo saprà.

Fine.

50
Vigilia

Ogni notte
Sempre a sperare.
Arriverà qualcuno. Esterni un sorriso assente.
Non sà dire

Cosa provi. Sembri un deficiente.


Non si deve tormentare.
Arriverà! Abbia pazienza. Arriverà d’un luogo distante.
Lei lo sà già. Perché continui con questo rancore?

Lei aveva ammesso d’aver visto tanti presenti.


Sono troppo belle le orazioni
Che precedono certi eventi.
Quando preghi, ti dimentichi delle brutte situazioni

Che hai vissuto. Ogni anno il rito è lo stesso, ma le persone sono differenti.
Ti riconosci? Provi nuove sensazioni.
Gli agenti
Ti dicono qualcosa. Non capiscono le tue intenzioni.

Ti senti distante.
Perché sei lì? Non hai spiegazioni.
Lascia il tempo scorrere. Il sudore scivola sulla fronte.
Tentazioni.

Non passeranno mai? Quello che l'anima sente


Nessuno glielo dirà. Ci sono molte confusioni!
La vita non è più attraente.
Ti dicono le previsioni.

Non t’interessa.
Non era questa
La migliore scelta. Non capisce che cosa
Stai ascoltando. Però hai studiato. Ma questa

Volta non ti ricordi. Ripeti una prosa.


Speri di cambiare la casta
Politica. La pelle rimane tesa.
51
Non sai quanto costa.

La preghiera finisce con una promessa.

Fine.

52
Chiusa

Lei s’era rinchiusa nei suoi pensieri.


Non voleva parlare con nessuno.
Nella sua mente c'erano tanti misteri.
Il suo cuore non era più sereno.

I suoi amici le guardavano seri.


Lei esternava un volto carino
Però era pieno di dolori.
Sembrava che moriva d'affanno.

Nella mente, ripeteva una prosa.


Annegava le sue riflessioni in una fossa.
I morti che si trovavano lì la rifiutavano,
Ma lei non capiva. Che cosa dicevano?

Non erano più vivi. Lei ormai era persa.


Non divideva il suo pensiero con nessuno. Ci restava dispersa
Dentro a una grande pausa. Pensava di morire bevendo un veleno
Ma non ce l'ha fatta. Senza volere toccò il suo seno.

Si ricordò dell'ultima azione.


Quel bel ragazzo,
Nel bel mezzo della sua intenzione,
Le spinse vicino a un palazzo.

Non era il suo. In quella confusione,


Però, si sono baciati. Quel fotoromanzo
Fu sempre copiato. Da quando l'uomo è uomo. Si basa sulla precisione
E nient'altro. Tale azione crea un grande pettegolezzo.

Solo sapere di questo le fà male.


É duro fare un’azione senza ragionare.
Principalmente ora che il suo sangue bolle.
Ecco perché s’era chiusa. Nessuno le poteva aiutare.

Non ci sono cancellini che possano appagare quell'evento. Se fosse stata agile,
Ora non resterebbe ferma a rimpiangere
Per un dolore che aveva rinchiuso dentro a un grande baule.
53
Domani è un altro giorno. Tutto sarà migliore.

Fine.

54
La perla

Era una ragazza diversa dalle altre.


Mandava dei messaggi.
Le sue emozioni erano vere.
Ricordava Parigi.

Una bella città. Famosa. Una delle tante stelle. Sono vere?
Lei è l’unica stella che non sta nel cielo. Le altre sono menzionate dagli astrologi.
Lei è bella.
Lei le completa.

È una cosa normale, pensare nella sua mela.


Maledetta
L’ora, in cui le conobbe. Lei l’incanta. Si sentirà impreparato. Vorrà amarla
Per sempre. La sua emozione è giusta.

Non è facile avere una perla


Tra le mani. Il suo calore
È unico. È troppo bello averla.
Qualcuno sente uno strano battito sul cuore.

La prima voglia è quella di conquistarla.


Portare avanti tale intenzione le dà un nuovo valore.
Lei lo sà.
Lei l’ama.

È una principessa,
Che non permetterà che la fiamma
Dell’amore si spenga. È difficile scrivere su d’una prosa
Quello che lei rappresenta. Nessuno si scorderà della sua forma.

Tutti hanno paura


Di perderla.
Chi non la vuole avere per una sera?
Pregano in tanti. Non le hanno mai vista sola.

È ancora pura.
Spera l’uomo Giusto. Qualcuno calmo, che le consola
Nella notte.
Lei ancora ha paura di non trovarlo.

55
La sua anima si sente
Debole. Il suo spirito è sempre solo?
Forse tale emozione non dica niente.
Ecco perché lei va’ via come se fosse un mulo.

Fine.

56
Despair

La vita non è facile.


Tanti tormenti.
Disperati per le strade. Cambi i tratti.
Non ci sono più cose belle.

Ormai viaggi seguendo la spinta del vento, le porta verso le stelle.


Sono tutte ferme. Le sperano. Si senti
Diverso? Un senso nuovo ci cambia. Siamo deficienti.
Improvvisiamo un pensiero folle.

Tutto si basa sull'assurdo.


Mi ricorda una scena del teatro.
Vedo qualcosa che non capisco. Si sente l'arido
Del peccato. Forse quello sia il siero

Che le curerà? Non capisce. Si sente un invalido.


Non esiste più nulla di chiaro
Attorno a sé. Le viene voglia di morire. Quando supererà questo grado?
Nessuno glielo dirà. Dopo l'esodo si deve stare calmo. Quando sarà libero?

Solo i forti si reggono.


Gli altri crollano.
La disperazione
Ci infittisce dentro della solita confusione.

Non essere nessuno


É meglio che essere qualcuno.
Domani l'illusione finirà?
Che cosa accadrà?

Le persone lasciano il tempo scorrere.


Tutto provoca dolore.
Chi ci darà
Un'altra prospettiva? Nessuno lo farà…

Le vie sono amare.


Si deve sopportare
Il malessere.
57
Senza discutere.

Se s’incomincia a parlare
Starà male. Perché soffrire?
La vita può migliorare.
Non desistere.

Domani è un altro giorno. Incominci ad accettare...


Tutto può cambiare.

Fine.

58
Anche controcorrente

Andare controcorrente.
Camminare senza pensare.
Affrontare con un altro sguardo tutta la gente.
Deve imparare

Ad essere divertente.
Affrontare il dolore,
Non è una cosa facile. Il cuore sente.
L'anima risponde sotto il bagliore

Della ragione.
Quanta confusione
Su d’una sola mente. Passione
E calma. Qual è l'intensione?

Nessuno lo sà. Una leggera distrazione


Passa per la mente. Una visione
Deludente. Quanta tentazione,
Nessuna di loro è attraente. La disperazione

Avvolge l'animo e senza volere


Si cammina alla ricerca dello scontro.
Cosa dire?
Ammette d’essere fiero

Delle cose che ha raggiunto. Deve vivere? Deve lottare?


Ormai non capisce che cosa fare. Suicida il guerriero
Che ha nel cuore.
Lascia d’essere un avventuriero.

La verità è complicata.
Non si può arrendere.
Si deve prendere la decisione giusta.
Altrimenti a cosa serve esistere?

La porta starà sempre aperta.


Asciughi le lacrime. C'é tanto da combattere.
Arrendere? Non è una decisione giusta.
Non fermare...
59
Fine.

60
Il frutto

Gustoso, saporoso, unico...


Non sarai compiuto
Senza possederlo. Manca poco
Per comprendere che devo essere cauto.

Principalmente con lei. Un colore secco.


Pieno d'amore. Contestualizzato
In altri testi. Sfuoco
L'orizzonte. Guardo accanto.

Lei è lì. Il senso della mia vita.


Non ho altre scelte.
L’ho dato tutto. L'amore non si fà più con fretta.
Siamo cresciuti. Abbiamo aperto molte porte

Per poi chiuderle. Ogni cosa che facciamo viene valutata.


Posso dire d’aver avuto molta sorte
Quando l’ho raccolta.
L'opportunità d’averla qui vicino è grande. Le idee sono sempre pronte.

Le cambiamo spesso.
La migliore scelta è quella di fare sesso.
Assaggio sempre lo stesso frutto.
É perfetto.

Valuto il peso
Delle mie parole. Mi sento confuso.
Ma non mollo. Devo essere pronto.
Non le dimostro d’essere afflitto.

Non lo farò.
Se lo faccio,
Distruggerò,
Il mio io.

Prima o poi perirò


Davanti alla rottura del laccio
Del nostro amore. Non lascerò
Che questo accada. Lei è il mio specchio.
61
Fine.

62
Gentile

É troppo facile essere gentile...


Difficile
É essere speciale.
C'é tanto male

Nel Mondo. Ma domani il sole


Sarà lo stesso. Il folle
Pensiero di fare il pazzo va' via... verso le stelle...
Tenti d’essere normale.

Ormai non riesci. La follia


Che le rendeva unico, si trasforma in agonia.
Le parole ormai sono controllate.
Le migliore idee... non possono essere realizzate.

Cerchi riparo nelle strutture di Golia.


Non è nulla senza un poco di malizia.
Non ti ritrovi più tra tutta questa gente.
La sua mente

É vuota.
Ogni sorta
Di pensiero
Diventa inutile. Non puoi distruggere il muro

Della decenza. Tutto ha un valore. Si valuta


Se tale azione è giusta.
Il faro
T’illumina. Il sentimento è vero.

Non ti puoi arrabbiare.


Ci saranno altri momenti.
Le prego di non indietreggiare.
Dimentichi i lamenti.

Non ti castigare.
Questi venti
Cambieranno. Ricorda di camminare
Sempre avanti.
63
Prima o poi l'aria cambia.
Devi stare pronto.
Le persone sono così.
L'insano ha sempre ragione.

Non disperare.
Guardi con pudore
Quest'ultimo tramonto.
Le aiuterà a crescere.

Fine.

64
Vita-morte

La vita è un sogno reale


La si costruisce seguendo un ideale
Incomprensibile al pensiero umano.
Le persone si nascondono

Indietro a dei dolori. Leggono un giornale


Per trovare un altro sole
Che li fanno
Vivere. Sopravvivono

Lottando contro il dolore


Della perdita.
Fà male ricordare
Che la vita

Umana non durerà per sempre.


La vita ha un suo limite. Non esiste un'altra scelta.
Pure il fiore muore.
É sbagliato pensare nella vendetta.

La fine è uguale per tutti.


Non siamo degli esseri perfetti.
Siamo afflitti.
Siamo morti.

Camminiamo liberi. Siamo sconfitti.


La vita viene riscritta in altri canti.
Parlano troppo e non dicono nulla. Nelle notti
I nostri orizzonti

Si chiudono. La storia
Si chiude. La furia
Umana non ci aiuta. La pazzia
Ci rallenta. La nostra follia

Perde la sua bellezza. La noia


Ci stanca. Sentiamo una brutta ansia.
E la nostra essenza finisce sotto la cattiveria del boia.

65
Fine.

66
Calamita

Una semplice pietra,


Lasciata da qualche parte.
Attraeva di tutto. Pure il sole che colora
La nostra esistenza. È difficile essere forte.

Siamo deboli. Crolliamo al sapore della morte. Siamo forti fino alla sera.
Poi cadiamo sconfitti della stanchezza. Non resistiamo. Ci sono certe
Parole che si ripetono nella nostra mente. Un sorriso colora
Il nostro volto. L’anima si pente.

Lo fà perché non è capace


Di togliere le tracce,
Che abbiamo lasciato.
Qualcuno scoprirà il furto.

Lo denuncerà in modo loquace.


Qualcuno riderà, quando non ci sarà più pace.
Perché l’ha fatto?
Chi l’ha costretto?

Nessuna risposta.
Il metallo ancora si sposta.
Ma lei non ha il coraggio
Di dire la parola giusta. Era più saggio

Seguire una via dritta,


Invece di perdere un momento della vita,
Per tentare di spiegare le forme viste. Il miraggio
Le fà riflettere. Lei s’è sentito male. Ha detto addio

A chi amava.
La vita prova
Di cancellare le sue ragioni.
Nulla le stimola, nemmeno le illusioni

Che vede intorno a sé. La pietra riusciva


Ad essere forte. Lei tentava
Di fare lo stesso. Mazzini
Pensa a Manzoni.
67
Fine.

68
Agonia

Si guarda stento
Il passato
Che corre
Davanti al suo sguardo. Timore…

Dolore, Malumore… il vento…


Passa veloce. Non è più come una volta. Tutto
È cambiato. Come ci si può difendere
Da questi cambiamenti? Tutto sembra guidare

La nostra vita verso uno stessa fine.


Si cerca il confine
Di questo dramma. Sarebbe sublime
Comprendere le forme

Che si trovano dentro di questo limite. L’origine


Di questo dolore è disatteso. Il pensiero è cafone.
La morte sottrae la vita dei corpi. Le anime
Spariscono nel fuoco. L’odore si disperde sulle fiamme.

Lei non sà quanto tempo


Ancora starà vivo.
È lungo il campo
Che un essere vivo

Deve compiere durante un’esistenza. Si sente il rumore d’un colpo.


Qualcuno l’ha sparato. Ma lei non muore. Il suo corpo è curvo
Su d’un dolore che non è il suo. I ricordi del passato passano in un lampo.
Il ricordo del caldo estivo

Le emoziona.
Smette di gemere,
Il suono della sirena
Incomincia a sparire.

L’aria scompare. Il sangue incomincia a fermarsi. La vena


Diventa nera. Avresti voluto riposare.
La mente le fà rivedere il fiume di Siena.
Quello sì sarebbe un bel posto. Vorresti rincominciare.

69
Fine.

70
Organo

Colore fisso
Muove a stento,
Flessibile, teso,
Liscio, Cotto!

Muscolo disteso.
Ricorda il santo.

Camminava stordito
Presso
A quel parco.

Lotta, contro il calore secco,


D’una stupenda giornata
Inoltrata.

Manca poco,
Perché riprenda il suo circolo. Il muco
S’è irrigidito. Tanta
Cosa da fare. Tenta
Di stare al ritmo.

C’è tanto
Affanno. Ma deve stare calmo.

Segue ordini precise. Il defunto


Piede si risveglia indietro al comò.

Tutto le sembra giusto.

Si ritrova nel gesto del mimo,


Osservato,
Due minuti prima d’entrare in scena.

Fine.

71
Voglio giocare

Ormai mi sono stancato.


Sono molto serio.

Non è la vita che ho desiderato!

Ecco perché mi arrabbio!

Nessuno mi dà un aiuto.
Vorrei dire addio
A tutti! Non riesco. Mi sento tradito.

Qualcuno m’ha messo dentro a un cerchio.

Non posso più uscire.


Era bello, quando potevo giocare.

La vita andava. Si poteva amare.


Vorrei ritornare a vivere.

Ma ormai non sono più nessuno. Come posso distinguere


Il giusto dallo sbagliato? Errare
È umano… anche quando non è naturale. Le persone sono vere?

Mi sento perso
Alla ricerca del sesso.

Effettuo un altro passo


Vado verso il nulla. Il mio corpo è teso.

Sudo. Non posso

Cambiare il mondo. Il mio caso


È diverso.

Non sono nessuno. Mi sento un fesso.

Fine.
72
Scudo

Proteggersi.
Un’azione normale.
Quando uno si
Ferisce, soffre. Qualcosa rompe il suo ideale.

Lui non sà che fare. Comincia a urlare. Qualcuno li dà delle dosi


D’un solo medicinale.
Prova di salvarlo. Le dicono tante frasi.
Ma non le vuole

Ascoltare.
È difficile vivere.
Tutto sembra arrivare
A una fine. È duro morire.

Qualcuno deve riuscire


A proteggersi. È complicato lottare
Contro qualcuno che non si può toccare.
Si deve riflettere prima d’agire.

Lo dicono sempre.
Glielo ripete il cuore.
Ma come fare
Per cambiare

Questa situazione? Il dolore


Cresce. Non può perdere
La propria ragione. Deve vincere.

Fine.

73
Moto

La corsa la sporca,
Il fango è sublime.
L’aria diventa secca.
Attorno a sé vedi le rime,

E nient’altro. L’aria si spacca


Il rumore è assordante. Attraversi il fiume.
La luce era opaca.
Qualcuno l’offende. Teme

Di litigare.
L’altra volta
Ha dovuto gareggiare
Per vincere una lotta

Impossibile. Ora si deve calmare.


Non accadrà nulla. L’aria vinta
Le pesa. Senti un dolore al cuore.
Non era l’aria giusta.

Guardi altrove.
Ricerchi nuovi detti.
Si senti lieve.
Nulla di buono. Qualcuno le prometti

Di cambiare. Parole vuote. Il vento è soave.


Reciti.
La moto le ascolta.
La moto le tranquillizza.

La moto è storta.
Pare pazza.
Ora è ferma. Ma se prende la giusta
Via, diventa una sozza.

La vita è storta
Ed è cattiva. Sento una strana puzza.

74
Fine.

75
Mi sono fermato da te papa

Chi l’avrebbe mai detto?


Molto tempo è passato.
Ormai sono cresciuto.
Lei vive in un altro luogo. Mi sposto

Ogni anno per tentare di ritrovare il posto


Giusto,
Dove lei ha vissuto,
Assieme ai suoi compagni di guerra, mio caro papa. Noto

Sul suo viso una strana felicità


Sono anni che non mi vede.
Mi spavento della sua carità.
Ecco cosa succede

Dopo anni che non la vedo. L’età


Ormai è quella che è. Le piaci tanto il verde,
Il colore che ha trovato in questa nuova città.
Le sensazioni sono candide,

La passione ci sfugge.
Ma lei non è rimasto
Solo. Lei legge
Con tristezza un messaggio. Si sente tradito.

Fugge
Dal dolore. Qualcuno l’ha mentito.
È tardi ormai. La luna sorge.
E con lei, il bello diventa brutto.

C’é tanto buio.


È triste.
Dov'è l’orgoglio
Degli altri anni? Le note

Del piano coprono tutto. Non serve stare sveglio.


La mente
Rimette in luce, gli anni. Ricorda il laccio
Fatto nel mondo dell’amore. Ecco cosa si sente.

76
Fine.

77
L’ora che non tramonta

Lei non sà quello che sento.


Si è scordata di quello che provo.
Non sono più contento.
M’ha fatto scordare il sapore del nuovo.

Ormai canto al vuoto.


Mi capisce. Scrivo
Una lettera a qualcuno. Punto
Sempre avanti. Trovo

Una risposta con difficoltà.


Non ho nostalgia del passato.
Il mondo si cicatrizza nella estraneità.
Non mi sento più realizzato.

La volgarità
D’un tempo, ci fà male. Immortalo il mio sentimento
Sul muro dell’università.
Senza volere, provo un lungo tormento.

Chi si salverà della fine?


Una domanda a caso.
Le risposte sono infinite. Ma non vado avanti.
Passeranno i secondi, conterò gli istanti,

Ma non cancellerò quel momento.


Quello è il mio intento.
Nessuno lo scorderà!
Le ho segnato nell’eterno,

Dietro a una foto.


Nel solito posto.
Nessuno lo dimenticherà.
La vita c’ha fatto arrivare all’infinito.

Fine.

78
Gli echi

Attorno all’anima, non c’é nessuno.


La strada è vuota.

L’aria è serena. Tutto è chiuso. Si vede un segno


Buio. L’ora giusta
Per sentire il proprio rumore. Provi sonno,
Ma non cade. Le ricorda una festa.

Quella delle streghe. Si sente insano.


Ha fretta.
Il suono si rimbalza.
Ti ritrovi in una caverna.

Ha paura. Era meglio stare in una piazza.

Il sangue circola sulla vena.


Dopo un poco si ghiaccia. Colpa dell’amarezza
Che quel suono inventa. S’ascolta il rumore d’una sirena.
Forse qualcuno è deceduto. Mezza
Bottiglia se n’è andata. L’animo frena
Il corpo.

Gli uccelli
Sembrano cattivi. Cadono in un colpo.

I pipistrelli si sono vendicati. Ormai sono liberi. Non hanno più i pelli.
Sono pronti a uccidere. Era una caverna? Strappi il tappo
Di un’altra bottiglia. Sogni di vedere molti soli.

Sudi. Ormai non ha tempo.


Apri le ali e voli.

Fine.

79
Ragazza tra i muri

La stanza era antica.


Lo si vedeva della sua postazione.
Forse aveva una immagine poetica.
Non credo. Era solo una mia illusione.

L’aria era diventata secca.


Non capivo quale fosse la sua intenzione.
Inventavo un’immagine paradisiaca
Per dare luce alla parola perfezione.

Era questa la luce che vedevo.


In quella camera isolata.
Forse mi dimenticavo
Del passato di quella struttura. Uno voce canta.

Era d’una ragazza. Me l’immaginavo.


Ma non le davo nessuna vita.
Ormai soffrivo.
Non inventavo nessuna idea giusta.

Chi era quella donna?


La mia anima
Mi chiedeva chi fosse quella femmina.
Quale sarebbe la sua forma?

Le piaceva usare la gonna?


Non sò. Ascolto la sua voce. Non m’affliggo. Ho tanta calma.
Per quanto tempo ancora? Vivo un dramma,
Che non è il mio. Forse un domani diverrà la mia alunna.

Fine.

80
Piazza del mondo

Un poco fiorita.
Un poco illuminata.
Sono tutte uguale.
Sono messe lì, per asciugare il temporale.

La steppe è ben fornita.


I vegetali sono ben curati. Lì sopra vedo una scorta
Di animali. Altrove vedo delle mele.
Sono invitanti. Ma non le prendo. Sono verdi. Devono prendere più sole.

Mi piaci quando mi sposto


Vicino a quel bosco...
Bosco no… piazza! Lo chiamo sempre di modo sbagliato.
Che posso fare? Sembra un parco.

E poi, sono solo io che mi critico. Quando farò quello che è giusto?
Gli altri, quando sbagliano ridono. Sono io che mi punisco.
Non accetto
Il mio errore. È una pazzia. Caduco.

Ecco il mio problema.


Lo stesso malessere mi sconforta.
Come potrò cambiare il mio dilemma?
Non mi viene mai l’idea giusta.

Come parlerò della piazza? Non ho una rima.


Rimangono in estasi. Sperando che qualcuno senta
La mia poesia, aiutandomi a capire quale possa essere la forma
Della mia anima. Pregherò a una santa!

Fine.

81
Il grosso agitamento delle cicogne

Erano ferme.
Non si capiva a che cosa pensassero.
Dormivano? Osservavano altro? Cercavano nuove anime?
Chi le capiva? Vinsero

La prima fatica. Guardavano la prima luce. Erano amiche intime?


Chi lo dirà? Il leader era fiero.
C’era tanta tranquillità. La pazienza è finita. Tanta fame.
Quel pensiero

Era unico.
Le cicogne non sopportavano
Quel rumore allo stomaco.
Si agitarono.

Forse sia stata colpa del clima secco.


Nessuno lo sapeva. Si muovevano
Di modo strano. Mancava poco
Perché impazzissero. Si movimentavano

A largo di tutto. Non c’era il campo


Giusto?
Dia tempo al tempo.
Tutto

Si calmerà. Lanciano un colpo.


Lo spazio rimane muto.
Forse qualcuno ha dato troppo.
Nessuno sà. Ma ora il passero è morto.

Fine.

82
Quello che si scrive con le ali d’un angelo

L’amore non esiste.


L’amore è un sogno.
L’amore è la fonte
Della vita. Non credo d’essere degno

Di portarlo oltre a questo orizzonte.


Ho avuto un sogno.
Ho pensato d’essere diventato un viandante.
Mi sentivo scemo. Non ero sereno.

Ho visto sbocciare una vita.


Non aspettavo nulla.
Guardavo la strada. Era fiorita.
Oltre a quel limite, l’aria ci consola.

Quante sofferenze. Forse non era quell’idea giusta.


Il desiderio di mangiare la mela.
La ricerca della frutta.
E così, nel vuoto, l’anima vola.

Se avessi più energie


Chissà ora dove avrei scritto
Una delle mie follie?
Parlare dell’amore non è facile. Quello che ho visto

É che l’amore è irreale. Non si trova su queste vie.


L’uomo che l’ha sempre cercato,
Non lo capisce. È un concetto troppo profondo alla nostra specie.
Non saprei come descriverlo. Ecco perché necessito d’un essere alato.

Solo lui m’insegnerà.


Quale parole devo dire.
Cosa la mia anima pronuncerà.
Quando dovrò sorridere.

Dove potrò scrivere il nome di chi m’amerà.


Vorrei comprendere
Il senso dell’amore. Forse lo farò… quando la mia anima si sveglierà.
83
Ma ora dorme. Vuole riposare.

Ormai mi sono stancato


Di portare avanti
Un sogno che non potrò realizzare. Perché nessuno m’ha detto?
È impossibile trovare degli esseri alati.

Ecco perché sono distrutto.


Non troverò l’anima giusta. Combatterò i venti.
Ma non capirò mai d’essere amato.
Il nome che ho scritto con le ali d’un angelo, non è mai esistito.

Fine.

84
Regalo sopra un tessuto

Chi se ne potrebbe aspettare?


Io non ho mai immaginato
Che avrei potuto dimenticare
Un regalo. Le avevo posato

Sopra di un tavolo. Non riuscirei a scordare


La sua forma. Le immagini del passato
Sono incancellabili. Dipende. La mente tende a cancellare
Certe cose. Tale trasformazioni mi lasciano infuriato.

Perché non mi ricordo?


Qual é il migliore modo
Per eternizzare,
Un momento? Qualcuno me lo può dire?

Non faccia il sordo.


Ascolti. Solo così potrai superare il gelido
Caldo d’agosto. Che cosa posso dire?
Era bello avere

Un regalo.
L’ho perso.
Mi sento un pollo.
Il mio animo è teso.

Non faccio caso. Non mi consolo.


Provo di fare un altro passo.
Sbaglio il ballo.
La ragazza mi richiama.

Non capisco se sono sotto la fiamma.


Sento uno strano fetore.
Qualcuno m’ha chiamato. Mi voleva dire
Qualcosa. Disse che la ragazza era lì ferma.

Con un pacchetto in mano. Devo aver calma.


Era il regalo. Era venuta a consegnare.
Ed io incominciai a sorridere.
85
Fine.

86
Impressioni d’Ornac

Ornac, è una bella città,


Si ritrova tra i cespugli.
È ripiena d’ingenuità.
Non ci sono palli.

Basta scendere giù in città.


Per vedere le strutture d’un tempo. Dentro a tanti coli.
A cosa conta avere tanta serenità?
Se non ti consoli,

Vada avanti.
Qualcun altro t’aiuterà!
Qui sopra passano i venti.
Nessuno sà che cosa accadrà.

Ma sei sveglio! Non ti penti.


Che cosa farà?
Non lo sai. Quante menti,
Sono bastate, per ricostruire quello che non esiste? Come le dirà?

Non trovi lavoro. Hai un semplice libro con tanti canti.


Vorresti impararli a memoria.
No lo puoi fare. Siamo distanti.
Non possiamo tornare a quel semplice villaggio. Le viene la furia.

Non puoi fare niente. Certe genti,


Non le potrà mai dimenticare. La sua immagine è seria.
Per quanti pianti
Dovrai passare? È una follia

Continuare.
Perché non fermare?
Nessuno te lo vuole spiegare.
Il suo cuore non sà parlare.

Sà sentire.
Ma non può spiegare
Il suo volere.
Non desistere.
87
Il cammino è lungo.
Non è stato facile fare quel sugo.
Ormai la cena è finita.
La fame è sparita,

E con essa il rogo,


Che ha bruciato gli stregoni. Il mago
Conclude la presentazione. L’ha ingannata.
Ecco perché è dura la camminata.

Fine.

88
Andate a dire alla città

Ormai viviamo in un posto troppo caldo.


Tutto per colpa dell’urbanizzazione.
Non sappiamo più cos’è il freddo.
C’é tanta contaminazione.

L’aria inquinata ci trasporta uno strano caldo.


Siamo sbagliati. L’anidride carbonica porta tanta infezione.
Cambiare! Un pensiero valido,
Lo faremo!

Dobbiamo
Fare.
Altrimenti s’incomincia a perdere.
Parliamo

Di cambiamenti. Lo faremo.
Non si deve iniziare
Oggi. S’incomincia da ieri. Non ci dobbiamo isolare.
Non siamo migliori di nessuno.

Siamo esseri umani!


Viviamo in una civiltà sporca. Dobbiamo cambiare questo suono.
Lottiamo per i nostri geni.
Se la vita non migliora, le nostre sensazioni spariranno.

Dobbiamo migliorare. Si deve accogliere l’attimo. Combatteremo gli affanni.


Se non lo faremo, come sopravviveremo? Ci aiuti. Dacci una mano.
Questi suoni,
Ci fanno male.

Ci siamo stancati
D’essere il fanale
Di coda. Non siamo giustificati.
Cerchiamo il sole

Nelle notti.
Quando saliremo il cole?
Noi siamo i veri risorti.
89
Fine.

90
Le stagioni

Sento uno strano freddo.


Non mi riconosco.
Il mio caldo
É un altro. Allora mi copro. Tocco

L’esterno della mia anima. Approdo


La vita di maniera diversa. Ci metto poco
Tempo per togliere il nodo
Che esiste nelle mie scarpe.

Tutto sarebbe facile


Se la temperatura fosse solo una.
Un’idea irrealizzabile.
Mi sento su di una duna.

Un cambiamento climatico. Mi sento instabile.


Mi rivedo su d’una zona
Che non conosco. Il mio spirito diventa folle.
Il mio corpo esterna questa realtà. Qualcosa mi frena.

E all’improvviso è primavera.
Le sere diventano fredde.
Qualcosa mi colora.
Sento un dolore al piede.

Forse mi manca un poco di cultura.


Sono diventato l’erede.
Esterno una sola parola. Ho una voglia tenera.
Mi riporta alle culture calde.

Tra poco arriva l’estate.


Le notte
Saranno più lunghe. C’é qualcosa d’emozionante
Che mi sta cambiando. Vedo tanta gente.

È bello comprendere le note


D’una canzone. La mente
Scherza con poco. Fà diventare attraente
91
Un dolore insano. In mano ho un diamante.

Che ho trovato per caso.


Era brutto.
Era un peso
Che mi sono trovato.

Ora lo poso.
Ecco l’autunno. Mi sento bene. Tra poco rivedrò il ghiaccio.
Non posso
Cambiare la direzione del vento.

Fine.

92
Chi, fra le mie spalle

Ieri dormivo,
Tutto sembrava perfetto.
Il mio cellulare s’era rotto. Mentre cadevo
Sul mio letto.

Capivo
Che c’era qualcosa Che non tornava. Sembrava ingiusto,
Che le mie spalle lo rompesse. A cosa servivo?
Mi chiedevo mentre scendevo

Dal letto. E così il mio cellulare s’è spezzato.


Chi l’avrà messo
Lì? Forse mia madre…
Non penso…

Lei ora è fuori. Le idee tristi sono amare.


Allora cammino, senza verso.
Chi mai mi potrà chiamare?
Il mio cellulare s’è distrutto. Ha perso il suo uso.

Posso solo ricordare.


Quelle lunghe chiamate,
Che ho sempre sperato,
E che non sono mai successe. L’anima sente

La mancanza di qualcuno, che non è mai esistito.


È difficile camminare tra questa gente.
Ma non potrei negare. Mi sono divertito!
Potevi guardare le ore. Eternizzare un istante.

Mi bastava quel giocatolo e tutto era fatto.


Ora non n’ho più! Perché
L’hanno messo lì?
Qualcuno me lo spieghi? Non posso continuare così, poiché

Mi devo informare. Mi imbestialì.


Chi l’avrà messo sul letto? Forse sia stato il caso? Dacché
M’hanno dato dei poteri sovrumani che quel problema mi assalì!
93
Forse nessuno l’ha fatto. Finché
La vita continui nessuno ha sbagliato. Quel pensieri m’abbellì.

Fine.

94
Non ti faremo

Non ti faremo ritornare.


Perché devi venire
Qui? Chi ti vuole vedere?
Ci sono ancora molti anni da vivere,

Solo allora sentirà cosa sia lasciare


Indietro alle spalla il ricordo d’un grande amore.
Le persone non riescono a capire.
Ma è così difficile sopravvivere?

Potrai camminare altrove…


Non troverai mai se stesso.
Ti perderai tra immense curve…
Non troverai mai un senso.

Non saprai mai dove


Metterà il piede. Vedi quanto mi sento perso?
Sarebbe bello ritrovare un paio di serve.
Così lascerai dietro tutto quel peso.

Non ti faremo ritornare.


Ho già detto.
Dovevo ripetere.
Mi pareva giusto.

Qualcuno poi deve riflettere.


Non fare il morto.
Pure tu deve imparare.
Prendi il primo volo. Faccia ciò che è giusto.

La guerra esiste ovunque.


Non deve desistere.
Vuole sorridere?
Arrivi subito al dunque!

Ti siederai su nuove panche. Vedrai che il mondo le guarda dovunque.


Non arrabbiare.
Pure loro hanno dovuto provare
95
Tale sconfitta. È una legge che capita a chiunque.

Fine.

96
Menhir

Menhir!

Monumento strano!
Le invoco con dolcezza.
Ormai non mi riconosco, non sò chi sono,
Ma sò che davanti a me esiste il richiamo... la prudenza...

Sono solo un semplice uomo. Le ragioni ci fanno


Cambiare. Ho perso la mia coscienza.
Mi annego nel vino.
Ricordo del passato. Cerco una coerenza.

Menhir!

La mia preghiera è unica.


Non mi ricordo se in passato,
Le hanno mai lasciato
Assaggiare il sapore dell’acqua che purifica

L’animo. Non ho più la decenza d’un tempo. Sento l’aria secca.


Le guardo. Non sono l’oratore giusto.
Ormai sono un ragazzo cresciuto.
Il latte lo bevo direttamente della mucca.

Menhir!

È bello guardare il mondo in verticale!


Sono anch’io un uomo.
Non ho nulla di speciale!
Devo stare calmo.

Nella mente ho un pensiero folle.


Prego il salmo.
Le stelle sono belle!
Dal legno, vedo tanto fumo!

Menhir!

97
Pensa se l’avessero fatto diversamente!
L’orizzontale mi pare attraente.
Il verticale mi porta verso lo sconosciuto.
Solo chi ha il potere può. Ormai mi sono arricchito

Di saggezza. Ho tante
Paure. La vita m’ha fatto diventare un deficiente.
Vorrei essere fermo come lei. Puntando dritto
Verso l’infinito.

Fine.

98
Supplica delle case antiche

Ormai sono il resto d’un mondo


Che non esiste più. Sono il passato.
Il tempo poi è cambiato. Ho perso il mio modo.
Non sò come comportare. Il mondo è cambiato.

Nel mio ricordo


C’é ancora la visione d’un parere che mi pareva giustificato.
Ci fu un tempo in cui c’era tanto freddo.
Tale ricordo è morto.

È venuta l’industrializzazione.
C’ha cambiato.
Non c’ha mai dato
Una sola ragione.

L’animo si consuma, dentro all’allucinazione.


Tentiamo di dimenticare quel momento.
Le guerre, c’hanno segnato.
Qualcuno ha tentato di dare inizio ala ricostruzione

D’una vita. Non è mai successo.


Hanno costruito case nuove.
Nulla di nuovo. Siamo rimasti dentro d’un peso
Culturale. Qualche casa si commuove.

Rimembra quei bei tempi. Un ricordo rimosso.


Le anime risuscitano sui resti delle pareti. Le nuove
Idee, tentano d’alterare il valore del Rosso.
Il colore che ha unito un intero popolo. L’animo muove

Da solo.
Ci distruggeranno!
Ci perderanno!
Diverremmo un ricordo.

Moriremo svegli. Non avremmo sonno.


Cambio il mio tono.
Altero il mio modo.
99
Mi sento un invalido.

Ascolto un nuovo suono.

Fine.

100
Non parlatemi di me

Io sò molto bene chi sono


Non sono nessuno.
Ho tentato d’andare lontano,
Ma non ce le ho fatta. È duro stare vicino

A un perdente. Pian piano


Strappo il mio panno.
Non lo supporto. M’ubriaco di veleno.
Devo ritornare ad essere sereno.

E… continua!
Perché lo fà?
La vita scorre come l’acqua.
Qualcosa di diverso accade. Un’ipotesi si rifà

Viva. Non la riconosco. Un’idea esigua.


Eppure… buffa…
Farò una tregua.
Ora, la mia anima si tuffa

Nel vuoto. Vorrei riconoscere


Me stesso. Ma non sò che cosa dire.
Io sono, ma non posso essere.
Vorrei dire

Qualcosa… ma non sò parlare.


Come posso cambiare?
Non mi posso giustificare.
Le prego di smettere.

Non m’hai capito?


Eppure è così facile.
Esiste una lunga strada che ci porta verso l’infinito.
Non l’ho mai seguita. Mi faccio tanto male.

Arrivo al punto.
Divento folle.
Questo era il mio canto.
101
Resto fermo. Guardo la luce del sole.

Ha tanta rabbia!
Il suo corpo si disperde altrove
La sua anima vive.
Il suo spirito finisce dentro ad una grande follia.

È un’ironia.
Non serve.
Non vorrei cambiare. Fuori piove.
Quanta agonia.

Fine.

102
E ora datemi un bicchiere doppio

Ormai non sopporto.


La vita m’ha fatto troppi scherzi.
Lo sò. Non sono quello giusto.
Mi sono fatto a pezzi!

Ho utilizzato molto del mio intuito.


E siamo diventati pazzi!
Il mio pensiero è d’un matto.
Per dare vita a qualcosa necessito di molti attrezzi!

E così è arrivata la notte.


Tre bottiglie sono vuote.
Cammino con sensazioni morte.
Le allucinazioni, lasciano le anime sconvolte.

Non riconosco questa gente.


Mi sento un ignorante.
Il mondo è pieno di criminosi. Mi perdo dentro a un motivo apparente.
Sono solo un semplice viandante.

Non conosco queste persone.


M’ubriaco.
I miei riflessi sono lenti. Ho tanta confusione!
Ho un strumento magico.

Aiuta a fare una nuova illusione.


Tutto si basa su d’un trucco.
Lo farò tante volte, Arriverò alla perfezione?
È da tanto che pratico.

I miei riflessi non rispondono.


Chi sono io?
Certi movimenti servono
Per riattivare l'inconscio.

Ti dicono
Tante cose. Che cos’è lo spaccio?
Non ti spiegano.
103
Perché lo faccio?

Fine.

104
Anime paralitiche

Carni, ingombri, corpi, stracci…


Non rispondono più come una volta.
Esternano un insieme di calci.
Però poi si fermano. Un’altra anima morta.

Essa si trova lì… in mezzo agli intrecci


D’un sogno che non finisce più. La porta
Non si apre. Dai! Non mollare. Lo sò che non puoi oltrepassare i vertici.
Non le piace. Si deve ragionare. Troverai risposte efficaci.

È così che funziona la vita?


Chi sà dove si trova l’uscita?
Il dolore ci fà crescere.
Qualcuno m’ha fatto credere

In questa pazzia. La mia proposta


É ancora valida. La vita gira sulla ruota.
C’é poca cosa da difendere.
Non sà cosa dire.

Ecco perché sei lì muta.


Il suo corpo non reagisce come prima.
Non ti ricordi più della rima.
Non puoi dire nulla. La sua ragione s’è sciolta.

Hai rivisto il film. Ti ricordi della trama?


Non puoi parlare. Sei paralizzata.
La stessa azione che fà una persona che ama.
Sei rimasta ammirata

Da quelle scene.
Erano profonde.
L’amore ci lega a delle catene
Che non sono più le nostre. Le tue sensazioni sono solide.

Hai un segreto sul tuo gene.


Resti immobile. Rinchiusa. Le nuove arie sono fredde.
Il tuo caldo è perenne.
105
Le sue proposte sono valide.

Fine.

106
La tua mano mi dicendo addio

Non speravo
L’hai fatto.
Non appena mi svegliavo,
Vedevo quanto eri cambiato.

Ormai avevi un tono triste. Soffrivo.


La risposta che avrebbe utilizzato
M’avrebbe cambiato. Sognavo
Di vivere una storia diversa. Non era giusto

Che tutto finisse così. Mi daresti un’altra chance?


Era una domanda inutile.
Ormai le nostre trance
Si sono sciolte. Il nostro pensiero folle,

Era morto. Dovevamo cancellare le tracce


Del nostro errore. Ci siamo fatti del male.
Vorrei riavere la pace
Di un tempo. Non posso. È lontana. Sono sulle stelle.

Qualcuno decide di morire sulla croce.


Ci lasciò un ricordo incancellabile.
Domani mi alzerò.
La vita cambierà.

Ma io, non ti vedrò.


Che cosa sentirà?
Non lo saprò.
Hai deciso di distruggere tutto. Mi maledirà.

Ed io non potrò
Più rivederti. Ecco cosa accadrà.
Non mi saluti.
La sua mano era ferma.

Non ti penti?
Cosa accadrà con la tua anima?
Sono pochi gli affetti
107
Che senti. La tua mano trema.

Forse questo addio ha toccato i tuoi sentimenti.


Se te ne vai distruggerà la gemma
Che abbiamo creato.
Perché m’hai negato?

Cosa ho fatto?
Lo sò... ho sbagliato.
Ho tentato di fare il giusto.
Non ci sono riuscito.

Ormai mi sento invecchiato.


Non mi giustifico.
È tutto finito.

Fine.

108
Crepuscolo

Quella luce rossa


Prima dell’inizio, dopo la fine,
Risveglia l’infinità del sole. Il profumo della rosa,
Si fà più forte. Mi perdo dentro a delle idee vanne.

Non voglio svegliare. Una cantante famosa


Incomincia a ripassare. Il calore è perenne.
Nemmeno la brezza la consola. Si sente una fessa.
Mangia il pane.

Non è la prima volta


Che lo ripete.
La giornata è vuota.
Però esiste qualcosa d’attraente.

Quel tessuto di seta,


L’accarezza. Cosa passa nella sua mente?
Lei non sà. Sente una grande rivolta.
Non reagisce. È controproducente.

La luce viene e va’.


Perché arrabbiarsi?
Qualcosa le pareva
Diverso. Si

Arrabbiava.
Le solite frasi.
Tutto le diceva
Di togliersi

Quei pesi. Tutto


Poteva essere migliore.
Era solo una giornata di sole. Il piano è morto.
Non poteva più uscire.

Doveva imparare quello che aveva letto.


Prima o poi lo dovrà interpretare.
Non discuteva. Tutto quello che faceva era giusto.
109
Aspetterà un attimo. Poi dovrà riprendere.

Fine.

110
Edonismo

Tutto ha un suo limite.


Sorrisi falsi,
Emozioni inventate.
Come faranno? Quanto costa? Si

Può dire ‘t’amo’? Le sensazioni sono misurate.


Esterniamo le solite frasi.
Non serve a nulla. Le nostre sensazioni si sono rotte.
Al calarsi della sera, cerchiamo il piacere. Quanti pesi

Abbiamo nella mente?


Il piacere ci scalda.
La sensazione é vera?
Lo stomaco ci pruda.

La sera
É bella… l’anima fredda
Ricerca la cura
Al suo dolore. Tenta di dare luce a una ragione valida

Per poter ritrovarsi con la natura.


È solo una canzone.
Lei non è lì.
Ogni parola da vita a una nuova emozione.

Siamo esseri folli.


Non riusciamo a uscire della confusione
Della vita. Quanti soli
Affronteremo ancora? In una frazione

Di secondo tutto cambia. Tutti i mali


Del mondo non sono niente
Davanti a una persona che ama.

Pare che trovo un pensiero incoerente.


Quella fiamma
Dell’amore, mi fà diventare un deficiente.
Stringo la mano. Ricordo d’un dilemma.
111
Un concetto attraente.
Perdo la mia forma.

Fine.

112
Schiavitù

La parola è forte.
Il dolore è immenso.
Eravamo due persone innamorate.
Ora tutto ha preso un altro verso.

Le nostre azioni sono giustificate.


L’amore è sempre intenso.
Vorrei che non finisse. Portare avanti questo peso
Mi fà male. Sento l’odore della morte.

Ecco… non posso fare niente.


Il dolore è troppo alto.
Sento un dolore nella mente.
Vorrei uscire purificato.

Chissà se potessi fare qualcosa di decente.


Non ho riflettuto.
La mia anima non è più attraente.
Il mio spirito è morto.

Il mio essere è incosciente.


T’ho dato la mia vita.
T’ho regalato i miei tesori.
Mi sono disfatto dentro d’una rivolta.

Vorrei essere un suo pari.


La mia ragione s’è sciolta.
Quei versi teneri
Che l’ho detto, si sono sepolti. L’uscita

Di questi dolori
Non esiste. La realtà
Ti chiede d’essere uno schiavo.
È una triste verità.

Lo deve essere. Tenere stretto ogni nuovo


Pensiero non è facile. Così combatterai la crudeltà.
Ricordi che sei un servo.
113
E devi dimostrare un’eterna serenità.

Sono anch’io un uomo vivo.

Fine.

114
Un anelito senza fine

Le ho promesso di amarla.
Ho sbagliato?
Perché l’ho fatto?
L’amore cresce pian piano. L’anima s’amala

Lo spirito muore. Resterai sola.


Starai male alla fine del racconto.
È finito.
Niente più le consola.

Decide d’andare lontano.


Sul dito il ricordo
Di quell’amore perduto. I suoi amici le riprovano.
L’amore lascia l’uomo sordo.

Le piccole sensazioni pesano.


Tutto fà freddo.
Quell’anello era la prova. Le emozioni segnano
Momenti indimenticabili. Si sente nell’aria il gelido

Sapore dell’inverno. Dimentica


Il senso della vita. Tutto fà male.
L’anima pecca.
Non è facile

Vedere nel buio. La luce era fiacca.


L’acqua bolle.
Ne vorresti ancora cioccolato. Nulla le giustifica.
L’anello è la fonte del male.

Non lo toglierà.
Non ti libererà
Di questo errore.
Questo anello simbolizza l’amore.

Nessuno le criticherà!
Stai combattendo per qualcosa che l’altererà.
Quando il tempo correrà, qualcosa le dovrà lasciare.
115
E sarà il ricordo, di che un amore vero non muore.

Fine.

116
Odisseo

É bello viaggiare.
Ogni tanto si deve affrontare
La forza del mare.
Come ha fatto Ulisse. Non sperare.

Continua a lottare.
Non è facile guidare
I cittadini in una guerra. Si deve pensare
Prima d’attaccare.

Sì! Ulisse era un re vagabondo.


Ha lottato contro il mondo.
Voleva vincere gli dei politeisti.
Ecco contra cosa lottò. Ha perso le sue amanti.

Non esisteva un altro modo


Per farlo arrabbiare. Nulla le pungeva. Nemmeno il freddo.
I suoi pensieri erano giusti.
Alla fine cadde. Quanti pianti

Ha fatto? Non credeva di finire in una confusione.


Non voleva litigare contro Poseidone.
Ma non poteva fare niente.
Tutto nella sua vita era inconcludente.

Non sapeva più qual era il sapore del pane.


Ha dovuto lottare contro le sirene.
L’hanno attaccato la mente.
Lo fecero diventare un deficiente.

Ora tutto era passato.


Il male l’aveva distrutto.
Lui non sapeva contro cosa aveva lottato.
Decisi di riposare. Le mancava il fiato.

Non è facile fare un movimento giusto.


Ecco perché è stato vinto.
Nessuno l’ha giustificato.
117
Ha sbagliato.

Il crimine della vita


Si trova in questa sconfitta.
Ora lui non si difende più. Il tempo è passato
Adesso è ferito.

Ha perso la sua amata.


La sua parola non è giustificata.
Dopo la morte, è ritornato.
Si dimenticò di tutto, anche di chi aveva amato.

Fine.

118
L’ombelico del mondo

Tutto parte dal centro.


Il sentimento è vero?
Ho urlato!
Non ho sopportato!

Era troppo. Spero…


Mi capirà? Venero
Un dio strano. Non è giusto.
Per cosa ho lottato?

Mi chiedo ancora…
Nessuno mi dice nulla.
La storia era vera?
Nessuno mi risponde. Rimango dentro ad una bolla.

E lì ci resto tutta la sera.


La mia anima resta sola.
La vita è amara.
Quando starò meglio?

Nessuno sà.
Questo è un mistero. Mi sveglio
Cambiato. Lei ancora è meticolosa.
Tento d’essere serio.

La mia vita si sveglia dentro ad una rosa.


Sonnecchio.
Quel ragazzo non sono io. Ho solo scritto una prosa.
Prima o poi tutto cambierà.

Che cosa mi dirà?


Non ti ricordi? L’amore è strano. Chi lo capirà?
Alla fine ritornerà!
Sono sicuro. Ora si giustificherà.

Altrimenti… cosa farà?


Qualcuno preserverà
La vita sul pianeta. Solo così, crescerà!
119
Fine.

120
Haiku

Non ho più il coraggio.


Non riesco a ricuperarlo.
Non saprei come affrontare il mio nuovo io

Chi lo riconosce?
Ormai s’è disperso.
Ci resto a fare le solite forme sulle rocce.

Prima o poi mi sveglierò!


Devo smettere di fuggire.
Che cosa diverrò?

Parlare è facile.
Lo facciamo sempre.
Ormai siamo diventati anime sole.

Vorrei risolvere
Il mio problema.
Qualcuno me lo può insegnare?

Faccio sempre gli stessi errori.


Non sò come oltrepassare
Questi muri.

Devo trovare una soluzione


Solo così posso uscire
Da questa confusione.

Le persone devono stare calme.


Questo è il detto.
Ecco come potremo salvare le nostre anime.

Certi versi ci possono cambiare.


Basta comprenderli.
Basta intendere.

Quando fà freddo
Metto il capoto.
121
Solo così sento un poco di caldo.

Le devo salutare.
Non posso restare fermo.
Me ne devo andare.

Il giorno sta diventando pesante.


Un’aria sottile.
Non esiste più nulla d’attraente.

Domani è un altro giorno.


Tutto sarà carino?
Non sono sicuro. Vorrei un poco di vino.

Tutto si può soluzionare.


Basta sapere come chiedere.
Solo così la risposta potrai trovare.

Finito il guaio,
Finita la vita,
Ci manca tutto. Pure il coraggio.

Fine.

122
Discorso alla figlia

Vedo che sei cresciuta.


Non hai potuto imparare molto
Dalle mie azioni. Ma ce l’ho fatta.
Sono riuscito

A vederti crescere. Ormai sei invecchiata.


Eri troppo bella. Il tempo non t’ha cambiato.
Ormai sei grande. La sua vita dipende d’una scelta.
Spero che la farai di modo giusto.

Avrei voluto
vedere il suo matrimonio.
Non faccio.
Il mio orgoglio è finito.

T’ho giustificato.
Non lo faccio perché mi manca il coraggio.
Sono diventato un vecchio.
Non ci vorrà molto.

Fine.

123
Correzione

Le solite scuse.
Ho commesso gli stessi errori.
Se lei mi desse
Un’altra opportunità… ho tanti timori.

Non credo. Se lo facesse…


Ci sono tanti malori
Che ci cambiano. Se lei lo sapesse…

Ma ora esterno solo degli errori.


Domani tutto cambierà?
Riuscirò ad essere un altro?
Oppure la mia vita resterà

Ferma… Ed io resterò senza un futuro?


Certe cose nessuno me lo dirà.
Quel sorriso era vero?
La mia anima resterà

Immobile. Sono sicuro


Che domani sarà un altro giorno.
Le possibilità che avrò mi faranno
Diverso. Cerco un senso.

Il mio corpo è ancora teso.


Cosa mi diranno?
M’offenderanno?
Finisco il mio verso.

Ci resto un poco perplesso.


Ma poi tutto passerà.
Sempre accade così.
La mia anima continuerà

A porsi
Dei limiti. Poi, si sveglierà.
E le sue frasi
Saranno perfette. Chi me lo dirà?
124
Fine.

125
Simbolo

Che cosa ci simbolizza?


Che cosa ci può migliorare?
Cosa trovo nella bellezza,
Quando incrocio il mare?

Ti avevo vista in piazza.


Non sapevo come mi comportare.
Ho sentito una leggera brezza.
Mi voleva portare

Dove non ci sono mai stato.


Ho tentato di simbolizzare
Il mio cambiamento.
Non sono stato capace. Cosa potevo dire?

Non è facile eternizzare un pentimento.


Non mi vuoi riconoscere.
Ecco perché mi lamento.
Lascia stare.

Non voglio rivivere un tormento.


Non ti posso rappresentare.
Questo mi lascia scontento.
Vorrei tanto cambiare.

Ma poi non sono più giustificato.


È facile sbagliare.
Devo essere pronto.
Non vorrei rifare

Lo stesso errore d’una volta.


L’idea deve essere giusta.
Altrimenti la mia vita resterà invariata.
Vuoi essere giustificata?

Comportati bene. Perché ti sei alterata?


Una persona deve essere pronta.
Altrimenti la pelle non si sarà rifatta.
126
Ti vedo. Ti sei curata!

Fine.

127
Un brutto giorno

Poteva essere migliore.


Lo sò. È un motivo che condividiamo.
Mi sono stufato di questo dolore.
Ma la vita è così. Proseguiamo.

Non toglieremo mai questo cattivo odore.


Lo portiamo
Ovunque. E tutto ciò incrementa questo pessimo malore
che portiamo nel cuore. Eppure mi sembrava così bello.

C’ero io, c’eri tu. Non c’erano altri misteri.


Non mi sentivo solo.
Andavamo in giro con i volti seri.
Ci preparavamo all’ultimo ballo.

Eravamo fieri.
Avevamo tolto quel pelo.
Volevamo nasconderci dietro a dei fatti veri.
Ho scoperto i tuoi difetti.

Non me lo merito.
Dovrò cambiare i fatti
Per ideologie che non ho mai pensato?
Non siamo giustificati.

Perché dobbiamo ridare vita a un fatto scaduto?


Ci sono tanti risorti.
Era meglio restare muto.
Oggi non c’era il nostro bacio.

Lei se n’é andata con un viso soddisfatto.


Sembrava la fine d’una storia. Dove il mio coraggio
Era andato?Mi sentivo distrutto.
Ricostruivo un miraggio.

Un sogno che non ho mai visto.


Era lì, indietro a un paesaggio
Che rallegrava il mio viso. Era giusto
128
Finire la storia? La vita seguiva il suo raggio,

Mentre io mi sentivo inquieto.


Lei oggi non m’ha dato
Il suo bacio.
Mi mancava il riflesso. Era un oltraggio.

Mi mancava il suo affetto.


Le immortalai in una poesia. Era giusto?
Ormai ero diventato marcio.

Fine.

129
Duro a morire

L’amore c’ha costituito,


L’amore c’ha formato,
L’amore c’ha insegnato,
Ad andare alla ricerca d’un sentimento

Che abbiamo sempre desiderato.


E un giorno t’ho detto,
Che mi sarei giustificato,
Dagli errori che ho fatto.

L’amore c’ha insegnato,


Che esso è potente e duro. Non può essere distrutto.
L’uomo può fare di tutto.
Ma non l’avrà mai sciolto.

L’amore è strano. È un pensiero giustificato.


Non puoi vivere, senza averlo provato.
Tale emozione ci rende completo.
Tale coerenza ha giustificato

Ogni azione che abbiamo compiuto.


L’importante è sapere che abbiamo sopravvissuto,
Al tempo del dolore,
Al nostro rancore,

Che c’ha fatto vivere


Un sogno incredibile. Ora possiamo solo comunicare.
Quanto è bello sentire,
Qualcosa che ci fà volare…

Ora posso solo dire,


Ma non saprei come spiegare,
L’amore è così forte,
Che non sarà mai distrutto.

Qualcuno poi arriverà alla morte.


Qualcuno arriverà fino all’infinito.
Tutto dipende della sorte
130
Che toccherà il nostro petto.

E tutto dipende sempre da quello che il cuore sente.

Fine.

131
Incubo

E finalmente mi risveglio.
Questa sera non è stata bella.
Ho dovuto girare molto, ho messo a dura prova il mio coraggio,
Ma non ho desistito. Non sono cenerentola.

Posso lottare contro chi vi pare. Ma ora faccio il saggio.


Non credo nella violenza, Mi lascio guidare della stella.
Il suo brillo toglie il senso che vedo nel miraggio
Della vita.

La mattina si risveglia.
Con essa ritrovo l’uscita
Dei miei problemi. Esco della cerchia.
Lascio d’essere un parassita.

Sul lago mi rivedo. La mia faccia si rispecchia.


Sono pronto alla mia vendetta.
Sento il calore nell’aria.
Ormai mi sento meglio.

Ma cosa accadrà se m’addormento?


Io non rivedo più la mia immagine sullo specchio.
Ormai ho fatto quello che era giusto.
Ormai mi sento dentro a uno spazio

Che non è più il mio. Ho sbagliato.


Non ho fatto per bene il mio servizio.
Sono scappato.
Non ho affrontato il mio vizio.

Ascolto il suono d’una sirena.


Sento rompere
La catena
Che continua a legare

La mia esistenza ai gusti d’una femmina.


Le volevo rimproverare.
Non lo potevo fare. Per arrivare da lei dovevo oltrepassare la Cina.
132
È facile dire, ma come lo posso fare?

Era un mio sogno.


Oltre ad esso non c’era più niente.
Germino
Come queste piante.

Freno
Il mio respiro. Sono
Uno spirito sognante.
Ho un piano.

Lo realizzerò in uno stante.

Fine.

133
Eccezione

Un straniero come tanti.


Un soggetto normale.
Uno che si persi in uno di quei pianti
Di maniera naturale.

Ora ascolta i canti


Ripetuti dai TG. Prova di togliere il male
Del vizio. Non è capace. Si disperde. Sentimenti
Che non sono importanti. Tra non molto sarà natale.

Ha tentanto di copiare gli altri.


Non c’é mai riuscito.
Spegni i fari
Non appena quel momento è finito.

Ci sono molti volti seri.


Nessuno di loro è giustificato.
Assaggi i frutti amari
Della vita. Si sente paralizzato.

Quei colori
Che vedevi prima muoiono. Questo pensiero non è mai esistito.
Il bello della vita è sapere che sei giustificato.
Ha dovuto fuggire.

Ha lasciato
Il suo passato. Ora deve correre.
Se non lo fà resterà paralizzato.
Esiste sempre qualcosa da vincere.

Te lo diranno all’infinito.
Non puoi desistere.
Se s’arrendi poi commetti
Un peccato.

Ascolti
Molti commenti. Giusto!
Ormai è stanco. Avanti!
134
Si sente realizzato?

È questo quello che senti?


Non sò perché l’ho richiamato?

Fine.

135
Svociate entrambi

Non abbiamo nulla di particolare.


Siamo troppo simili,
Abbiamo tanta voglia di vivere.
Attraverseremo assieme diversi soli.

Un giorno tutto dovrà esplodere.


Cosa faremo con tutti questi mali?
È difficile scegliere
Qual è la migliore strada da prendere. Odio i freddi invernali.

Ci fanno tanto male.


Le mie ossa
Non sanno quale strada prendere. Si ricordano del sole
D’estate. Quante emozioni. Vorrei intonare una prosa.

Non la recito bene. Manca quel poco di sale.


Lo metterò! Voglio che la mia voce rintuoni una valsa.
È impossibile.
Ormai tutto pesa.

Non capisco più cosa sono diventato.


Ormai mi sento solo un poco cambiato.
Non comprendo che cosa sento.
Amo assaggiare questo cambiamento.

Pare che sto invecchiando. Forse mi sono comportato


Male. Ormai mi sento paralizzato.
Ho tante cose da fare, dovrei aver mutato
Il mio Essere. Ma non ci riesco. Non capisco dove ho sbagliato.

Ecco perché mi pento.


Nulla viene bene.
Non riesco a calmare il mio corpo. Non sò esternare un canto.
Sento un flusso sulle vene.

Ho già pianto.
Sono debole… stanco… queste catene
Pesano troppo. Il mio errore è finito? O è appena incominciato?
136
Vorrei mangiare un altro pane.

Fine.

137
Pensieri stellari

Le stelle pensano?
I corpi si cercano?
Siamo troppo lontani.
Tra di noi ci sono tanti pensieri vani.

Lei sà quanti chilometri ci distanziano?


Sinceramente... credo di no.
Loro brillano come le sirene di un’ambulanza. Si trovano sui confini
D’una terra remota. Sanno quello che porto tra le mani?

Probabilmente
No. Il loro caldo è accogliente,
Ma non posso seguirlo.
Farlo

Sarebbe come cercare la mia morte.


Che brutti messaggi mi passano nella mente.
Ecco perché ci resto solo.
Non potrò mai alzarmi in volo.

Cosa accadrà se un giorno ce la farò?


Nessuno me l’ha mai spiegato.
Come potrò
Sopravvivere? Non conosco l’ignoto.

E s’un giorno arriverò…


Quanto sarò vecchio? Il tempo ormai è passato.
Come potrò
Comprendere una cosa che non ho mai studiato?

Ormai è tarda sera.


Lei mi guarda
Ed io la guardo. Lei mi manda
Un segnale di luce. La vita diventa triste. L’arma spara

Un colpo in aria. La pallottola era vera.


La temperatura era fredda.
Non ha cambiato la stella. L’anima si pruda.
138
L’universo ci venera.

Fine.

139
Sonno

Sono rimasto molto tempo sveglio


Ho pensato che era giusto.
Mi sono disperso dentro a un mucchio
Di principi. Ho fatto tutto sbagliato.

Ora sono stanco. Sonnecchio


Nella mia inconcludenza. Perché ho incominciato?
Adesso divento vecchio.
Vorrei essere giustificato.

Gli anni incominciano


Ad appesantire il corpo.
Sento un poco d’affanno.
Cambio d’un capo

All’altro. Il mio destino è diventato vanno.


Vorrei ritornare ad avere la forza d’un lupo.
Non capisco chi sono.
Il mio destino è diventato cupo.

E se domani sarà migliore?


Cosa potrei fare di meglio?
Ormai mi sento il peggiore
Essere vivo. Tra le mani ho un foglio.

Mi potrebbe servire…
Potrei disegnare qualcosa di ovvio.
Non sò… Passo molto tempo a pensare.
Quale sarebbe il sapore dell’oppio?

Non vorrei sapere.


Non mi voglio drogare.
Voglio essere
Libero. Voglio volare,

Voglio camminare,
Verso l’infinito. Ma prima devo riposare.
Ho tanto peso tra palpebre.
140
Non saprei come reagire.

Sono fiacco.
Vorrei riposare.
Con lo spirito pecco.
Vorrei lottare

Contro il tempo. Tocco


Il mio petto. Incomincio a girare
Sul letto. Tra poco
M’addormento? Lo posso solo desiderare.

Fine.

141
Ti vedo grigia

La vita bella all’improvviso ci ha lasciato.


Ormai vediamo la povertà ovunque, non abbiamo coraggio.
Tutto è frutto d’un errore. Non serve a nulla avere un pensiero giusto.
Il politico di turno farà sempre qualcosa di sbagliato. È un brutto omaggio

Quello che c’hanno lasciato.


Si deve avere un poco d’energia per affrontare il miraggio.
Questo è il patto.
Solo lavorando si potrà ridare vita al raggio

Della speranza.
Starò meglio?
La mia presenza
É la triste fonte del mio orgoglio.

Le persone vivono senza coerenza.


È difficile affrontare il buio,
Principalmente quando si sente una specie di diffidenza.
Non è facile vivere attorno a uno sbaglio.

Tutto quello che ho fatto è frutto d’una mia demenza.


E lei s’è arrabbiata.
Lo vedo nei suoi occhi.
I politici l’hanno infuriata.

I colori sono diventati opachi.


Lei si sente malata.
Quei cattivi oligarchi
L’hanno distrutta.

A cosa servono i suoi principi cittadineschi?


La rabbia
Le gonfia
La vena.

La tensione frena
La sua agonia.
È tutto una follia!
142
Quando romperai la catena?

Perché non ritorni ad essere serena?

Fine.

143
La risacca vassalla

Alla fine della giornata m’ubriaco.


Ormai non riesco
A portare avanti il mio sonno.
Devo rimanere sereno.

Spreco
Le mie energie. Manca poco.
Tra poco cadrò per terra… un brutto segno.
Mi viene affanno.

L’alcool ci rende debole.


Mi fà molto male.
Ma non posso fare altro
A non essere annegarmi nel nero.

Divento cattivo. Perdo il sale


Che dava energia alla mia vita. La mia pelle
Si brucia. Vedo uno sguardo tenero.
Ho perso il controllo del mio senso. Il treno

Mi porta altrove. Cosa faccio?


Forse mi manca quel poco di coraggio
Per essere libero. Mi ribello.
Con difficoltà tolgo l’ultimo pelo

Che avevo sotto il naso. Non è facile essere saggio.


Si deve essere forte. Si deve resistere. Non crederai a quel miraggio?
Il bicchiere era bello.
Però era pieno. M’avallo

Del mio potenziale


Critico.
Mi lascio volare tra le farfalle.
Pian piano arrivo in cima a quel pico.

Ormai tutto quello sono balle.


Il bicchiere s’è svuotato. Ne vorrei ancora un poco.
Le prego di mettermi un poco più di sale.
144
Voglio diventare loco.

Sono sicuro che non resterò male.

Fine.

145
Eros alato

Era una storia come tutte le altre.


Io la pensavo molto. Avevo molto amore
Nel mio petto.
Ecco qual era il mio difetto.

Sbagliavo nel mio modo di parlare…


Forse non sapevo nemmeno cosa dire…
Però volevo un sentimento perfetto.
Volevo fare quello che era giusto.

L’ho desiderata.
L’ho avuta.
Non sò quanto tempo l’ho sperata.
Direi che lo feci per tutta la vita.

Lei era solo una scelta.


La sua esistenza si trovava dietro ad una porta.
Avevo bisogno di aprila. Ma non ho la volontà adeguata.
La mia realtà è incerta.

Domani sarà un altro giorno.


Ho fatto molti sbagli.
Ed adesso mi meno
Con sogni belli.

Devo stare sereno.


Il mio primo desiderio m’ha lasciato dei calli.
Ho tentato di riavere il dominio della mia vita. L’ho chiesto una mano.
E lei attraversò i cieli.

Volando
Con le sue ali.
Ho perso il mio stile. Ho perso il mio modo.
Ho dimenticato di quei momenti belli,

Ho distrutto un pensiero valido.


Ho sentito tutti i mali
Del mondo sul mio petto.
146
Fine.

147
Ponte sul Tevere

L’hanno costruita a tanto tempo fà.


Io non c’ero. Non lo sapevo,
Ma ora che sono qua, vedo la mia anima che si tuffa
Nel vuoto. Non avevo

Mai vista un’opera così perfetta. Ne presi un foglio, l'infilai nella caraffa
E le buttai nel fiume. Conoscevo
I miei limiti. I miei sogni non si realizzerebbero. Qualcuno mi fotografa.
Sorridevo.

Forse ho fatto una buona azione…


Non è facile stare bene. C’é tanta tensione
Nella vita.
Non ho un’idea perfetta.

Mi perdo dentro d’una tentazione.


Una realtà che non è la mia. Il corpo si stanca.
Era l’ultima volta che la mia pelle sarebbe stata franca
Con qualcuno.

Che cosa m’aspetterà?


Il treno
È già passato. Che cosa accadrà?
Devo stare sereno.

La moglie che speravo non tornerà.


Ecco perché sento tutto quest’affanno.
Tra poco la mia anima si sveglierà.
Ho sentito molte storie d’amore,

Che hanno incominciato


Proprio sul Tevere.
Tutto è possibile. Mi sentirò onorato
Di poter amare

Una persona che ho sempre sperato.


Questo è solo il mio volere.
Non si realizzerà. Non ci sono mai riuscito
148
A trovare la persona giusta.

Ecco perché continuo a soffrire.


La mia anima è brutta.
Non saprei come giustificare
Il mio sbaglio di condotta.

Non posso desistere.


La mia vita
Deve continuare.

Fine.

149
Turisti alla Cappella Sistina

Vogliono vedere quello che era rimasto


D’un tempo lontano,
Ormai è passato.
Ogni tanto s’infuriano.

Camminano nel vuoto, con il volto infuriato.


Pregano.
Sperano la risurrezione di chi l’ha fondato.
Sanno

Che non possono fare l’impossibile.


Se tutto fosse facile,
Allora,
Potrei oltrepassare una nuova frontiera.

Come turista posso solo immaginare le grandi tele


Utilizzate per pitturare quelle
Immagini. E ci resto fermo pensando per tutta la sera
Sui pensieri di Buonarroti quando pitturava quella mura.

Ho tanti ricordi.
Pensieri confusi.
Ogni tanto cambio i miei modi.
Tento di non perdere i miei passi.

Cammino. Sento male ai piedi.


Ripeto le solite frasi.
Penso negli affari di Romano Prodi.
Valuto la vita seguendo nuovi pesi.

Forse mi sbaglio.
Forse la faccio giusta.
Tento d’essere serio.
Non capisco che cosa la mia anima s’inventa.

Ne faccio un fischio.
La mia vita non è pronta.
Vedo uno strano raggio.
150
Davanti a me c’era l’immagine d’una santa.

Fine.

151
Leopardi

Sì, sono come loro.


Il mio oro
Si ritrova nella solitudine.
Vivo isolato, nella confusione.

Non riesco ad avere il cuore puro,


Non comprendo cosa possa essere vero.
Provo di comprendere la mia intenzione.
Tento d’utilizzare la mia percezione.

Sono un incapace.
Non riesco a trovare la logica.
Chi è capace
Di conquistare qualcuno senza usare la magica?

Gli angeli c’attaccano con le frecce.


Sotto la doccia, la mia pelle si purifica,
Ma il mio animo non trova pace.
Annuso il sapore dell’aria secca.

M’infurio.
Vorrei uccidere qualcuno.
M’associo
Con personaggi cattivi. Non capisco cosa sono.

Guardo altrove. Vedo un bello paesaggio.


Devo stare sereno.
Mi lascio dominare d’uno strano raggio.
Una teoria che non è politica. Vorrei sentire le parole d’un cittadino.

Quante cose avrà da dire?


Ogni cosa che lo circonda le fà arrabbiare.
Il reggente non sà che cosa fare.
Invece d’ascoltare

Il popolo, continua a ripetere


Cose che non sono vere.
Provo altre sensazioni. Vorrei affrontare
152
Il Governo. Non sono capace. Devo rallentare

Il mio passo. Non potrò mai affrontare


La malvagità presente nel mondo.
Il mio demone alla fine dovrà zittire.
Non arriverà mai in fondo

Ad una causa. È difficile vivere,


Dentro del freddo.
Prima o poi dovrò desistere
D’essere quell’essere gelido.

Fine.

153
Il nulla delle notti liceali

Tutto è vuoto.
Non trovo delle risposte esatte.
All’improvviso mi sono svegliato.
Ho perso delle ore. Certe azioni sono state

Inventate per essere dimenticate. Tutto


È confuso. Certe
Sensazioni sono dominabili. Sono riuscito a metterle apposto.
Le mie idee sono esagerate.

Ripasso le storie del passato.


Sono tante,
E poi… dopo un attimo... mi sono scordato
Di tutte le storie lette.

Ecco come funziona il mio petto.


Certe sensazioni ci lasciano la mente distratte.
Posso dire di già aver visto
Certe immagini, ma ora, le ho dimenticate.

Dicono che la gioventù è bella.


È una fase della vita piena di emozioni.
Senza volere, diventi una farfalla
E vai alla ricerca di nuove sensazioni.

Passato il momento non ti ricordi di nulla.


E qual è il valore che avevi tra le tue mani?
Non restare più sola.
Vivrai nuove rivoluzioni.

La giornata è stata difficile.


Meriti un riposo.
Spenga tutte le candele.
Tenti d’essere virtuoso.

Non ti dimentichi che oltre le stelle


Esiste un grande vuoto. Sei diventato afoso.
Ti ricordi di tutte le cenerentole
Che hai visto. Diventi scontroso.
154
Fine.

155
Introibo

Quanti introibi ho fatto?


Ho perso il conto…
Non mi ricordo il numero esatto.
Comunque certi discorsi n’ho inventato.

Le persone avevano bisogno di divertimento.


Ecco perché m’hanno invitato.
Dovevo inventare un commento
Che li lasciasse con il destino riformato.

Certe volte ho sbagliato.


Lo sò… non sono perfetto.
Ecco come il mio giorno è finito.
Se avessi studiato…

Però non era il caso… ho esternato


Un bel parere. Ecco come mi sono giustificato.
Qualcuno alla fine ha dormito?
È da ieri che non riesco… mi sono appassionato…

Ecco perché sono tornato.


Dove stavo con la testa? Cosa mi sono inventato?
Domani farò qualcosa di nuovo. Ecco cosa ho idealizzato.
Forse mi sia sbagliato…

L’ho fatto perché volevo vivere un destino forzato.


Ecco perché il mio paradiso è finito.
Adesso devo affrontare un triste divieto
Che m’ha impedito

D’essere il ragazzo prescelto.


Le confesso che ho inventato
Un patto.
L’ho creato

Con il diavolo. Lui m’aveva animato


A parlare di un’azione che non ho mai vissuto.
Le persone hanno riso tanto.
156
Mi sentivo animato.

Fine.

157
Stati d’animo

Gli cambio diverse volte.


Sono strano.
Vorrei provare sensazioni concrete.
Mi pare ovvio. Ne vorrei una mano.

Ho tanta sete.
Devo stare sereno.
Sembra che sia venuto da Marte.
Ho un colpo d’affanno.

Mi sento triste.
Provo un nuovo dolore.
Vorrei andare d’un’altra parte.
Domani sarà migliore.

Ho solo un’arte.
Non saprei correggere
I miei errori. Cerco delle sante.
È impossibile. Mi sento distruggere.

Gli stati d’animo sono confusi.


Meno cose sai, più tempo usi.
Vorresti una certezza.
Vorresti ritrovare una bellezza.

Misuri la propria esistenza utilizzando certi pesi.


Non riesci a fare molti passi.
L’aria le accarezza.
È molto interessante quella brezza.

Tutto è possibile.
Le stelle sono belle.
Vorresti rivedere la cenerentola.
Lei vola come una farfalla.

La realtà le sembra essere spaventevole.


Hai paura d’arrivare al cole.
Ecco perché resti sola.
158
Capisci che non sei più una stella.

Fine.

159
Sopra un olio di Morandi

Morandi fu un grande artista.


Rimasi nel tempo,
Con le sue opere. Le lasciò raccolte sul campo
Dove si vede quel bell’uccello che canta.

La sua musica provoca armonia. Qualcuno tenta


Di rubare la sua attenzione. Non riesce. Il suo capo
Contempla queste bellezze. Lei cerca di comprendere il suo scopo.
La sua opera sarà eterna. La prossima realtà, forse sarà vinta

Dai prospetti fatti in 3 dimensioni.


La sua invece no. Resterà in eterno.
Da loro cresceranno allucinazioni
D’un inverno

Che non passerà. I futuristi daranno vita a delle ispirazioni


Uniche. Il mondo si nasconderà sotto d’un dolore sereno
Che non esiste. Affronterà nuove costellazioni.
Prima o poi prenderà mano.

Ed allora comporrà un testo


Che darà vita a un’intera generazione.
Qualcuno poi è diventato
Scemo. Non le piaceva il sapore dolce del pane.

Ecco perché s’era arrabbiato.


Un poco più lontano s’ascoltavano le sirene.
Il calore era quello giusto?
Il saggio deve sapere dove buttare il semine.

Altrimenti non ci sarà un bel raccolto.


L’olio deve essere sciolto,
Altrimenti l’arte non verrà perfetta.
Ebbene... lui ha tentato!

Ma la sua opera non è giusta.


Dentro di quel testo esiste qualcosa di sbagliato.
Spero che lei mi permetta
160
Di provare un poco d’affetto

Questa sera. Quella scena era giusta.


La fotografo.
Quando la rivedrò?
La mia donna mi dà uno schiaffo.

Che cosa farò?


Effettuo un movimento buffo.
Prima o poi le lascerò.
Sbuffo

Le ultime parole. Sono deciso. Me ne andrò!

Fine.

161
Per Arturo

Faccio sempre lo stesso viaggio.


Guardo su… osservo il cielo
Sono pieno di coraggio.
L’emozione che sento mi fà essere bello?

Credo di no. È distante il raggio


Che ci lega. Non volo.
Mai lo toccherò. Non avrò mai questo omaggio.
Quella stella mi fà capire la difficoltà di stare solo.

Resterò così per sempre?


Non lo sò
Ho una strana voglia d’andare
Lontano. Non sò a quale dio pregherò

Per realizzare
Questo sogno. Prima o poi morirò.
Lei però continuerà a vivere.
Ed io? Che cosa farò?

Molto probabilmente sono un soggetto disperso.


Non appartengo a questo universo
Sono senza un senso.
Ormai penso

Di trovarmi dentro della solitudine. Passo


Degli attimi, senza trovare un verso.
Peso
Ogni mia parola. Sono teso.

Prima o poi cambierò.


Ma la stella
Resterà ferma. Le guarderò.
Dirò il quanto era bella.

Ma non altererò
Nulla.
Qualcosa urlerò.
162
Dopo che passerò tutta questa folla.

Fine.

163
Corpo d’aria

Un giocattolo infantile,
Un attrezzo importante.
Ciò che ci toglie il male.
Ciò che ci leva questo senso arrogante

Che troviamo attorno alle folle.


Si deve essere prudente.
Non ricordo d’essere un maiale.
Ma mi piace di stare dentro del vuoto

Esternando un mio concetto maniacale.


Manzoni m’ha chiamato.
L’ho sentito mentre stavo dentro d’un mondo zodiacale.
Il suo pensiero era pulito

Mentre il mio si direzionava verso le stelle.


Ho un problema. Quando l’avrò superato
Starò meglio? Non sò. Uso tante parole.
Ma non riesco a fare altro.

Creo un corpo attorno a un’aria mistificatrice.


Sparo
Una parola senza senso. Qualcosa m’indebolisce.
Cerco di trovare l’amore vero.

Qualcosa mi stordisce.
Sono ferito e non mi curo.
Lei ancora mi tradisce.
Quando supererò questo malessere?

Quando mi sentirò libero?


Quando potrò liberare
Il mio animo ? Devo essere duro…
Se non riesco a portare

Avanti questo pensiero


Non potrò fare altro, a non essere morire.
Sono un uomo senza futuro.
164
Le rivedo ancora.

È molto bella.
Le faccio diventare tenera.
La mia anima rimani sola.
E così mi rivedo ogni sera.

Ricorderò spesso della mela.


Spero solo che non sia amara.
Farò di tutto perché sia sempre più bella!

Fine.

165
De Pisis

Come potrei parlare


D’un autore del passato?
Le sue opere
Hanno segnalato

Un intero periodo. Hanno tentato di comunicare


La bellezza di un momento. Non potrà mai essere dimenticato.
Non capisco che cosa continuo ad aspettare…
Il tempo c’ha cancellato.

Non siamo più quello che dovevamo essere.


Ci siamo dispersi nel vuoto.
Tentiamo di segnalare
Che esiste qualcosa che va’ storto.

Non abbiamo altre pretese. Non riusciamo a dire


Niente. Perdiamo il nostro controllo. Dimentichiamo di tutto.
È difficile svegliare.
Ma è un pensiero giusto!

Qualcosa accadrà.
Qualcosa ci cambierà.
Lo sappiamo
Senza volere ci dimentichiamo

Che qualcosa non accadrà.


Il vaso si romperà.
Ecco perché lo guardiamo.
È triste. Vediamo

Il rompersi
D’un momento importante.
Mi sento in crisi.
Una verità che ha durato un istante.

Mi dimentico di tante frasi.


Perdo il mio diamante.
166
Dimentico certi versi.
Non mi sento attraente.

Fine.

167
Il libro d’Isgrò

Ho commesso tanti errori.


Mi sono sconvolto dalle passioni.
Mi sono innervosito con diversi amori
Che hanno dato vita a delle allucinazioni.

Ho tanti timori.
Mi riempio di depressioni.
Sento molti dolori
Quale sono le mie intenzioni?

Isgrò n’ha fatto


Tante opere.
Mi ricordo ancora dei suoi testi. L’ho imparato
A memoria. Non ricordo di tutto. Questo raffreddore

Ha portato
Via questo piccolo pensiero. Non ho dato il giusto valore.
Ho rallentato
Il mio stimolo. Ho perso il mio umore.

Prima o poi ritornerò.


Ormai sono un disperso.
Non sò dove andrò.
Ormai non ho più un senso.

Ho perso il passo. Che cosa farò?


Il mio animo è teso.
Prima o poi mi fermerò…
Ora non posso.

Indietro ai miei passi


Esiste un cammino fondato sulla cultura.
Ho ripetuto un’infinità di frasi
Per dominare una singola postura.

Ci sono certi pesi


Che c’alterano. Le lasciamo postati sulla mura.
Ci comportiamo come se fossimo dei fessi.
168
Mi manca molto aver un poco di cultura.

Fine.

169
Spazio concettuale

È quello spazio vuoto


Che intercede tra un concetto
E una vocale.
Il soggetto si sente dentro d’un barile

Perché l’ha fatto?


Continua a chiedersi. Mai nessuno l’ha risposto.
Sente ancora la fame maniacale
D’avere una donna speciale.

Nulla di nuovo.
Tutto è sedentario.
L’immagine del trevo
Le regala un nuovo futuro. Il sistema è illusorio.

Il cittadino si sente privo


Della libertà. Il suo amico è contraddittorio.
Lei non può fare altro a non essere diventare un servo.
Il momento

È sbagliato.
Le ragioni
Non sono chiare. Ci sono delle legioni
Che hanno cambiato

Il destino umano. Mi sono coinvolto.


Certe precisioni
Ci guariscono. Perdiamo le intenzioni.
Lo facciamo senza ragionare.

Non riusciamo a comprendere


Quello che continuiamo a ripetere.
Sbagliare
Una volta è giusto. Non è giusto effettuare
Due volte lo stesso errore.

Tento di giustificare
Uno sbaglio. Non saprei che cosa dire.
170
Resto fermo.
Divento calmo.

Premo
La ferita. Prego un salmo.
Tramo
Il solito piano. Un giorno fumo

Qualcosa. Oggi, sfumo


La solita sigaretta. Guardo la morte del mio animo.

Fine.

171
Stream of tenderness

Un’opera d’arte
Come tutte le altre.
Pitturate
Sulle mure,

Prima d’essere esposte.


Hanno immortalato certe sere.
C’hanno fatto essere diversi. Le nostre azioni sono giustificate.
La vita cambia il suo colore.

È impressionante concludere
Che tutto è frutto dell’opera umana.
Tutto nasce dal dolore.
Si traduce nell’immagine serena

D’un momento che non vuole passare.


Qualcosa rompe la catena.
Non sappiamo più che cosa dire.
La macchina frena.

Fuori delle mura


Non esiste nulla.
Se la vita non è presa con cura
Si muore. L’uccello vola.

La mente si rinchiude nella sera.


E l’artista riproduce nella mela
Il suo peccato. Il cecchino spara
Sulla bolla.

Sotto si vede solo sangue.


Nessuno è morto.
Quello che segue
È l’immagine d’un sogno distrutto.

Le proposte sono ambigue.


Non si può avere tutto.
Le acque
172
Sono torve. Sono muto.

Fine.

173
In exitu

I tempi cambiano,
La vita s’altera.
Certi concetti ci trasformano.
Con difficoltà apriamo un varco tra le mura

D’uno spazio infinito d’esclusione. Ci feriscono.


Non sappiamo cosa sperare. Non vogliamo più prendere cura
Dei nostri errori. Ci drogano.
Non riusciamo a uscire di sera.

Le persone non vogliono cambiare.


Un tempo erano diverse.
Un tempo non volevano nemmeno sapere
Cosa fosse drogarsi. Si nascondevano dietro a delle prose

Che continuavano a ripetere


Che tale azione era orribile. Forse
Lo facevano perché non l’hanno mai assaggiato. Pare
Che ora non sia più così. In questo mese

Ho potuto comprendere che sono tutti uguali.


Tutti sono simili.
Non hanno più motivi per combattere
Chi insiste d’usare

Le droghe. Prima erano soli.


Ora sono tutti belli.
Hanno potuto ritrovare
Le altre persone dentro d’una azione brutale. Ormai non serve a nulla nascondere

Il proprio volto
Indietro a un rimorso.
Non è giusto
Escludere qualcuno. Non ha senso

Distruggere il proprio spirito.


Il corpo si sente teso.
Qualcuno ripete un canto.
174
Poso

Sul tavolo
Il mio pensiero.
Un sentimento brutto. Mi consolo.
Dietro al muro

Della vita… mi amalo.


Non riesco a capire. Sono sincero.
Ma non sono bello.
Il destino è troppo cattivo. Ho fatto un passo

Sbagliato. Mi sento un pollo.

Fine.

175
D’una pronta guarigione

Senza volere mi sono malato.


Mi sono distrutto.
Ho perso il fiato.
Ormai non capisco che cosa ho fatto.

Come il mio corpo ha reagito?


Non mi sono mai accorto
Di quello che è accaduto.
Ma dopo tante notte… sono guarito.

L’organo
Tagliato,
Sta sereno.
Era giusto

Sentire quell’affanno?
Non mi giustifico. Il male è risorto
Nel mio petto. Non era nulla di maligno.
Mi sono giustificato.

La notte era bella.


Ci riempie di giustificazione.
Brilla
Tanto. Nella mia immaginazione

Le faccio essere una stella.


Quest’era l’indicazione
Che ho ripreso nella
mia dimensione.

Il mio organismo rinasce.


Non ha bisogno di fasce.
Non necessita di mandare
Giù la propria immaginazione. Basta dormire.

Così si rimontano le trecce


Del proprio corpo. Nella notte si ridà vita alla pace.
Tutto si può calmare.
Tutto può rinascere.
176
Fine.

177
Da nuda

Ormai non sò come scappare.


Sono travolto.
Attorno a me esiste solo il mare.
Sono riuscito a fuggire di casa mia. Ho trovato

Il riparo su di un’isola. Che cosa devo fare?


Non mi pare sia giusto
Continuare a lottare
Contro il vento.

Non ho un vestito adatto.


Ho solo un kimono.
Non è il vestito
Perfetto. Ma è l’unica cosa d’umano

Che ho attorno a me. Non ho nessun segreto.


Semino
La discordia. Non è giusto.
M’incateno

In un pensiero
Nuovo.
Mi nascondo dietro ad un muro
Di disillusioni. Non servo

Più. L’orizzonte diventa oscuro.


La notte arriva. Provo
Di dimenticare tutto. Che cos'è vero?
Il cielo diventa curvo.

Non lo capisco.
Tento di nascondere la mia ferita.
Ormai non posso. Non conosco
I miei limiti. La mia esistenza è forzata.

Preferisco
Dimenticare tutto. Sono senza coerenza. La mia vita è premeditata.
Tra poco
178
Dormo. La notte sarà bella. L’azione è giustificata.

Fine.

179
Più forte del vivere

Quell’amore immaturo
Cresce con il temporale.
Ci fà vedere la fine di tutto, creando un mondo tenero
Che ci fà molto male.

Questa sensazioni sono più forti del vivere.


Senza pensare, entriamo all’interno d’una spirale.
Cambiamo il nostro colore.
Dimentichiamo del valore d’una vocale.

Ecco cosa accade.


Sembra essere un semplice gioco,
Ma non l’è. Sentiamo le mani fredde,
L’immagine ci scappa dal fuoco,

Non sappiamo dove mettiamo il piede…


E… dopo un poco
Ci risvegliamo. Pensiamo che tutto sia colpa d’una frode.
Ma non è così. Spacco

Lo specchio.
Divento serio.
Me n’infischio
Del mito. Sarò sempre solitario.

Non posso fare niente. L’orizzonte non è mio.


Ma lo vorrei avere. Fuori è buio.
Prima o poi, mi dirà addio.
Mi deludo. Vario.

Devo cambiare.
Non posso continuare
Fermo. Devo esprimere
Quello che sento. Ecco perché devo comunicare.

Se non lo faccio, non potrò esprimere


Quello che il mio corpo vuole comunicare.
Non ti dimenticare.
180
All’improvviso qualcosa dovrà accadere.

Sono calmo
Non sò per quanto tempo lo sarò.
Quante volte sbagliamo?

Quando è che mi dimenticherò?


Il salmo
Era coerente. Prima o poi mi sbaglierò.
Non sò. Tremo.

Non ce la farò.

Fine.

181
Tu uomo come osi?

La vita è così bella.


Ma tu uomo
Come osi ad uccidere quella farfalla?
Lei era così pura, volava accanto al palmo

Della tua mano. Era una stella


Così perfetta. La chiamiamo
Amore. Come fai a lasciarla?
L’animo

Si comporta di maniera diversa.


Lei non lo comprende.
Tenta di dar vita a una prosa.
Nessuno l’intende.

Ormai la valsa
Della vita le offende.
Perché devi trovare un’altra principessa?
Le ragazze sono così candide.

La musica che sente


É la stessa.
Il fante
Reagisce all’offesa.

E tu uomo dà vita alla morte.


Un’azione che non è coesa
Con la tua esistenza. Bastava un singolo istante
Per cambiare tutto. Hai sbagliato la mossa.

La sua mancanza
Ha distrutto tutto.
La tua corazza
Non le difende da nulla. Sei morto.

La sua esistenza è frutto di un’idea pazza.


Il suo corpo è risorto.
La gente sà che la cattiveria ammazza
182
L’innocente. Perché ho continuato?

Fine.

183
Lieve come farfalla

Era così che mi sentivo.


Sembrava che vivevo in un altro mondo.
Guardavo
L’universo d’un altro modo.

Sorridevo.
Il freddo
Mi bloccava. Non mollavo.
Dovevo resistere a quel vento gelido

Di un’estate,
Che non passerà.
Quanta gente
Ha voluto cambiare questa realtà?

Non ne saprei dire… bastava un istante


Per migliorare, per creare un’altra società.
Nessuno obbedisce le regole. Nemmeno il brillo del diamante
Riesce a travolgere la nostra irrazionalità.

Ecco perché ci sentiamo così leggeri.


Voliamo
Dentro a tanti misteri.
Fingiamo

D’essere concreti. Passiamo molto tempo dietro ai nostri


Volti seri. Crediamo
D’essere i più belli. Ma non ci vediamo. I fari
Sono accesi. Ci confondiamo

Con degli spiriti. Sarebbe bello se fossimo sinceri.


Rinneghiamo
La nostra libertà. Nemmeno i mari
Sono capaci d’alterare quello che siamo

Diventati. I gusti della vita sono amari.


Ci giustifichiamo.
Risolviamo dei misteri.
Ci sbagliamo.
184
Rincominciamo. Gli amori
Sopravvivono. Riusciremo
A Continuare?
Si deve resistere.

Ma fino a quando ce la potremmo fare?


Esistono molte parole da ricordare.
Mai potremmo dimenticare
Di quello che ci successe. Si deve andare

Sempre avanti. Chi mai potrà giustificare


I nostri errori? Chi mi potrà rispondere?

Fine.

185
Con troppa forza

Faccio le cose di maniera strana.


Non penso ai confini dei miei desideri.
Le porto una cattiveria sana.
La riproduco sotto i misteri

Che ho davanti ai miei occhi. Il fiore germina


E con lui rivedo tanta energia. I volti diventano seri.
La mattina era serena.
I muri

Restano vuoti.
Le persone fanno i patti.
Credono che questa sia la migliore soluzione.
Mettono molto impegno in questa distrazione

Sperando che non ci siano altri pianti.


Gli aggressori sono stati banditi.
Nessuno li mette in discussione.
Lo fanno seguendo una strana ragione.

La potenza della vita


Sta nelle nostri mani.
Ti sei giustificata.
Non ti piaci. Sono dei brutti panni.

La strega t’ha scelta.


Quei cani
Le guardavano storto. Quale poteva essere la tua meta?
È brutto stare accanto a degli orfani,

Non potevi fare altro.


Gli ammiravi.
Il tuo sentimento era vero.
Certe allucinazioni manterranno i ricordi vivi.

Ormai t’assicuro
Che è meglio non impegnarvi.
Oltre al foro
186
Ci sono tanti uomini. Cosa udivi?

Fine.

187
Amore che sarà del tempo speso

Ormai ho speso.
Il tempo non ritorna.
E in questa catena
Rimango senza dare un senso

Al mio passo.
Vado troppo forte? Seguo la catena
Di montaggio? Quel sangue mi corre nella vena.
Non ha un altro verso.

L’amore ci trasforma.
Questo è il dilemma
Più antico
Del mondo. Di notte, tocco

La mia anima,
Cercando una risposta che m’incoraggi. Qualcuno trama
Contro di me. Spacco
Il mio dolore. Il clima è secco.

Non vedo nulla altrove.


A cosa serve
Lottare?
Lei vuole andare

Via. La neve
É troppo gelida. Se lei non si muove
Morirà. Che cosa posso dire?
Vorrei uscire

Da questo malore.
Non riesco.
Sono fiacco.
Comincio a perire.

Come posso spiegare


Il trucco
Che ho usato? Tra poco
188
Si farà mattina. Un altro malore

S’avvicina. Vorrei lasciare


Perdere.
Perché devo insistere?
Lei mi continua a dire
Che tutto passerà. Incomincio a impazzire.

Questa storia prima o poi dovrà finire.


E così potrei risvegliare.

Fine.

189
Forse non danno i fiori

L’ho amata per davvero.


Ho costruito tutta la mia vita
Attorno a questo sogno. Hanno costruito un muro
Attorno ad esso. L’hanno messo attorno alla mia scelta.

Non ho potuto fare altro


A non essere perdere la mia fretta.
Ormai ero sicuro
Che quello era l’amore giusto. L’ho costruito di maniera sbagliata.

Ora non lo potevo cambiare.


La mia scelta
Era finita.
Non avevo un altro posto dove andare.

Andavo verso il mio disastro. Vorrei migliorare...


Ci riuscirò? Lei non era una santa.
Non le bastava la mia serenata.
Come mai potrei ricominciare

A fare qualcosa di speciale?


Sentivo ancora quella sete maniacale
D’avere con me quella donna.
La mia anima non era più serena.

Mi sentivo un maiale.
Adesso ero diventato un animale?
Non potevo esprimere
un mio pensiero? Non potevo parlare...

Le persone non potevano capire


Il suono che le facevo ascoltare.
Ormai il mio animo non sapeva come riposare.
Esso continua a cercare

Qualcosa che lo possa cambiare.


Quando la mia vita potrà migliorare?

190
Fine.

191
Parole luccicanti…

Ti nascondi indietro a delle


Parole belle.
Provi d’essere una stella.
Pensi che vivrai sola.

Attorno a te ci sono tante donzelle.


Non stanno mai sole.
Un uccello vola.
Appoggi la tua spalla

Sopra questi ricordi.


Senti freddo.
Sudi.
Da dove viene questo caldo?

I tuoi sentimenti sono strani. Pensi d’essere un Burundi.


Lei sapeva che tu eri un invalido?
Qualcosa ti corrodi.
Non lo sai quello che stai dicendo.

Stai sudando...
Nessuno ti capisci.
Qualcosa sta crescendo.
È brutto vedere le cicatrici.

Non puoi fare niente. Ti stai negando?


Ti misero su quelle croci.
Ti stai indebolendo.
Non n’hai più seguaci.

Domani sarà un altro giorno.


Qualcuno t’ha confessato.
Dovresti stare sereno.
Ma ora sei malato.

Quel suono
É cattivo. Qualcuno t’ha distratto.
Cerchi di disegnare una mano.
Il grafico non è esatto.
192
Fine.

193
Tappe dell’andare: Anversa

Il viaggio è sempre sublime


Si cammina verso nuovi orizzonti
Dove troverai nuove trame...
Pensieri irrealizzati.

All’improvviso lei vede un fiume.


Si ferma. Osserva. Oltre a quegli orizzonti
Troverai la città. Le sue forme
Sono molto attraenti.

Non è la prima volta


Che passi
Lì. Avresti voluto ripetere la serenata
Che hai fatto alla tua amata. Non puoi. Hai dimenticato i versi.

Avevi molta fretta.


Ecco perché è finita così. Quante belle frasi
Hai detto? La tua azione è giusta?
Non hai certezze.

Non hai nulla.


Oltre le fortezze
Troverai la tua donna. Starà sola.
Nuda. Oltre a queste bellezze

Tutto sarà diverso. Quel pensiero le consola.


Lei sà che non durerà per sempre.
Questi viaggi prima o poi finiranno.
È come l’amore.

Ti feriranno.
Non sentirai più dolore.
Le diranno
Queste parole. Le sere

Non avranno
Più significati. Sentirai uno strano malore.
Devi partire.
194
Le storie vere

Non finiranno. Il tuo umore


É cambiato. Tanti vinti da dimenticare.
Ecco come doveva finire.
Lasci andare.

Prima o poi dovrai tornare.

Fine.

195
Tappe dall’andare: Wuppertal

Un altro viaggio scomodo.


Mi sono sentito un qualsiasi Quasimodo
Che saltellava per le cattedrale
Sperando di vedere un animo speciale.

Il cammino non è giusto. Si sente molto freddo.


Trovi qualcuno che per strada ha il colore pallido.
Le chiede se ha bisogno d’aiuto. Lui ti riempie di storielle.
E così… diventi folle.

Le persone ti parlano. Seguono un pensiero simile


Al suo… non puoi negare… stai impazzendo!
Ne vorresti un poco di miele.
Dicono che è adeguato. Ma non capisci cosa stai vedendo.

Qualcuno per strada t’offre delle mele.


Tanti suoni. Diventi sordo.
Non serve parlare... c’è tanto sole.
Ormai sei sul bordo

Della pazzia.
Non ti piacciono le salite.
Sono vuote. Ti danno angoscia,
Ma ti tiene forte.

Ti senti una roccia.


Cammini con il pensiero distante.
Con quale faccia
Guardi il mondo? Cosa porti nella mente?

Nessuno te lo spiega.
La notte è arrivata.
Manca molto perché Wuppertal sorga.
Esterni una canzone sentita.

Nessuno ti frega!
Questo è il concetto. La tua mente è malata.
La maga
196
T’ha pronosticato una bella mattinata.

Fine.

197
Tappe dell’andare: Harles

Se fossi arrivato volando,


Forse, non avrei sofferto.
Il cammino è lontano. C’era un grande bosco. Gli animali si stavano amando.
Non riconosco i miei limiti. Sento

Qualcosa nel mio petto. Mi sto avvicinando


Ad una provincia Olandese del Limburgo. È un bel posto
Per riposare. Lì sopra potrei trovare, la pace che sto cercando.
Troverei degli amici con chi giocare… mi sentirei realizzato.

Un viandante
Capisce
Il limite
Della vita. Sà che la serenità fiorisce

Dal nulla. La sua anima insiste


Di continuare a camminare. Lui vuole attraversare le rocce
Fiorite
Per le strade… vuole arrivare dove c’é tanta luce.

Ecco dove potrei riposare!


Lo sò che lì c’é un pozzo.
Non mi posso sbagliare!
Me l’ha detto un ragazzo…

Ed io sono qui per vedere


Se quello che mi ha detto è vero. Tutto ha un suo prezzo.
La fatica e il dolore
Passeranno. Non sono potenti come il razzo.

Sono forte.
Questo concetto è importante.
Sono io la fonte
Dei miei problemi. Ho fatto tante

Cose sbagliate.
La mia mente
Sente
198
Qualcosa. Potrei cambiare tutto in un istante,

Non ci riesco.
Mi sento secco
Tocco
Il mio stomaco.

Vedo che tutto sta diventando opaco…


Non rallento. Manca poco.
Svengo. Non sono arrivato dove volevo. Non sono più un falco.
Ecco come spreco

Il mio ultimo giorno d’inverno.

Fine.

199
Tappe dell’andare: Bilbao

Bilbao, un luogo bagnato.


Sembra Venezia,
Ma non è! Ci sono tanti fiumi. Tutto è colorato.
Mi pare che lì dentro non ci sia

Niente. Qualcuno m’ha sorriso, quando m’ha toccato.


Tale soggetto è riuscito a togliere la mia agonia.
Ecco perché l’ho offerto
Una maniera per uscire della mia utopia.

L’ho regalato un caffè, al Cafe Bar Bilbao. L’è piaciuto?


Ho visto che mi quadravi male
Ma non ti spaventare! Quello che è giusto
Lo si deve fare! Detesto l’aria serale.

Le ringrazio perché è stata lei ad aiutarmi. Lei m’ha indicato


Il cammino che dovevo prendere. Ho seguito la scia del sole.
Lei m’ha incoraggiato.
M’ha tenuto sulle spalle.

Non sò come sarei arrivato


Senza di lei. Grazie per il fiato.
Mi mancava l’aria,
Tutta quella sabbia

Che ho visto...
M’ha distrutto.
Lo sò… ho provato della rabbia.
È normale. Ero triste ma ora, sono pieno di gioia.

Tra poco il cammino è finito.


Tra poco le dirò d’aver riuscito
A vincere i miei problemi.
Che cosa fumi?

Non mi piaci quel brutto


Odore. T’ho detto.
Ora che ho pagato devo andarmi.
200
Perché mi fermi?

Fine.

201
Tappe dell’andare: New York

Chi è mai stato in questa città?


Forse tutti, meno io…
Sono frutto della precarietà,
Non ci vivo dentro d’un cerchio

Speciale. Però… vorrei tanto avere la possibilità


D’arrivarci lì. È già da parecchio
Tempo che spero. Non saprò mai quale realtà
Mi spera… ho solo un mio desiderio...

Le persona lottano per qualcosa.


Io non lotto per niente.
Provo di portare avanti una prosa,
Ma non sò se sarò coerente.

Esiste una corda tesa


Che m’impedisce di fare questo viaggio. Cerco d’approfittare l’istante,
Altrimenti non farò mai parte di questa valsa,
E non vedrò mai nessun’altra gente.

New York è bagnato dall’Oceano Atlantico.


È molto ben bagnato...
Ci sono tanti pesci! Il cielo ancora è opaco
Ma domani sarà bello e lucente. Ho sempre voluto

Arrivare lì. Non ci sono mai riuscito. Spreco


Il mio pensiero, dietro a un sogno sensato,
Quello che posso realizzare… ma non m’incolpo. Faccio sempre un grande spreco
Ecco perché non riesco ad arrivare dove ho sempre desiderato.

Domani è un altro giorno… Chissà se ce la farò


Ad affrontare tale costo?
Forse se risparmio, ci riuscirò!
Spesso divento muto

Davanti ai miei desideri. Con chi è che parlerò?


Non sò. Tra poco è un altro giorno. Sono fermo lì, dove sono sempre stato.
Quando è che potrò
202
Arrivare?

Fine.

203
Movendo da “Inferno” canto V

Il caldo è troppo alto


Non riesco a uscire tranquillo.
Il vento
Segnala la sua mancanza. Lo

Percepisco, ma non lo sento.


Se avessi appresso un velo
Mi pulirei da questo sconforto.
Non è bello sapere che sei solo.

E così… effettuo un canto.


Lo faccio pensando al mio pianto.
Il dolore ha infranto
La mia tranquillità. Ho assaggiato

Il frutto proibito.
Dopo la frase… si deve mettere un punto.
Altrimenti non potrei dimenticare l’errore che mi sono fatto.
Non sono quel ragazzo giusto.

Ne sono sicuro.
Dentro del mio inferno
Tutto è scuro.
L’affanno

Consuma il mio spettro.


Che cosa sono
Diventato? Sparo
Un colpo in aria. Quando l’inverno

Tornerà?
Tutto è triste.
Dove ritrovo la serenità?
Il calore umano esiste?

Vorrei un poco di tranquillità.


Qualcosa di strano insiste
Come la mia anima si comporterà?
Il treno parte…
204
Non mi movimento.
Che cosa accadrà?
Sento
Uno strano senso di colpa. Quando è che mi dirà

Una parola giusta. Ormai il mio canto


È arrivato alla fine. Prima o poi la mia giornata cambierà.
Me lo sento.
Tra poco l’alba arriverà.

Fine.

205
Per la voce scura di Maria Farantouri

Farantouri, donna eccellente.


Ha portato la voce greca nel mondo.
Ha sempre protestato contro tutte
Le forme d’oppressione. Il suo modo

Di cantare era perfetto, calmo e attraente.


Non si rinchiudeva dentro del freddo
Dell’arroganza. Era completa, come ogni anima vivente.
Un contralto indimenticabile. Mi sono sentito un invalido

Quando ascoltavo una delle sue canzone.


Non ho mai capito come sono riuscito a levare la mia distrazione.
È bastata la sua voce, per levare la mia tensione.
Ormai era diventata la mia soluzione.

Le ascoltavo. Era diventata la mia tentazione.


Non era del mio periodo, mi lasciò una lezione.
Mi spingeva a far parte d’una manifestazione.
Proprio lei che n’ha viste tante. Aiutava così la mia precisione.

Dovevo imparare
A lottare.
Devo amare
La capacità di dialogare.

Se non lo faccio, sarò guidato dal malumore.


Non ho mai avuto il potere
Di combattere
Per una nazione. Devo smettere

Di parlare. Devo riempirmi di forza!


Se non lo faccio
Non scenderò mai in piazza!
Ho inventato un laccio

Con il popolo. Difenderò il valore della razza


Umana. Caccio
Le mie paure! Seguirò la mia idola! La sua bellezza
206
Mi condurrà altrove. Devo essere più saggio!

Fine.

207
Verso Bordeaux

Bordeaux è una città


Troppo bella… troppo mitica…
Luogo dove la volgarità
Ti segna. L’aria secca

D’inverno apre una catena di pensieri. C’é tanta precarietà


In questa città? Lei spreca
Il suo ultimo attimo. Vedo nei suoi occhi tanta ingenuità
I monumenti t’incantano. Cos’é stare a Mecca?

Nessuno glielo dirà.


Nessuno arriverà
A quel limite.
Ecco... vedi quelle sante?

Chi le giudicherà?
Qualcuno lo farà?
Sento certe spinte.
Ormai sono diventate

Tante. Come posso


Cambiare?
Vedo un bel sorriso…
Solo lui mi può aiutare.

Il clima è diventato denso.


Cosa posso dire?
Vorrei negare ciò che è falso.
Come lo posso fare?

Ormai ho tante domande.


Mi mancano le risposte.
La cattedrale le richiama azioni fredde.
Sono reazioni giustificate?

Ovunque vedo delle frode


Fiscali. Non è bello portare questo male dove si va’. Le persone sono pronte
A nulla serve dare la lode
208
A qualcuno che non lo merita.

La mia matita
Scrive qualcosa.
Parla d’una rosa.
Parla d’una teoria assorbita

Dalla prosa. La ruota s’è rotta.


Ed adesso capisco che esiste una farsa
Che mi vuole colpire. Tutto ormai mi pesa.

Fine.

209
Bordeaux

Una città così bella…


Così grandiosa…
Il sesso è stata la sua stella,
L’energia che l’ha fatta diventare così famosa.

Allora la fiammella
Che chiamava l’attenzione era il bordello. La prosa
Della vita parla
D’una città che costeggia il mare. Lo fà senza nessuna intesa

Con le invasioni
Che prima o poi, sarebbero accadute.
Certe allucinazioni
Ci fanno male. Le paure di un’Estate

Che non è mai arrivata. Ci mancano le precisioni


Per capire quale storie furono utilizzate
Per parlare di quella città. Certi corpi subiscono delle convulsioni
Davanti a queste

Favole. Era una bella città.


Oggi invece sembra perfetta.
Nelle sue perfezioni non esiste la volgarità,
Esiste un popolo che appassiona la gente con una serenata.
Con un nuovo musicale. Che parla della serenità
Che ha unito un’intera generazione. La vendetta
Non è la migliore arma. Il soggetto deve dimostrare tranquillità.
Lo deve fare. La vita deve essere capita.

E se non la si studia,
Non la saprà mai. Resteremmo immobili
Fluttuando sulla nebbia
Del dubbio. I pochi mobili

Che abbiamo a casa ci danno agonia?


Non mi pare! Non affrontare il destino. Siamo dei polli.
Sfuggiamo al primo segno di pericolo. Quanta malizia
Portiamo in giro? Non resteremo mai soli.
210
Fine.

211
Pour Giverny

È una piccola parte della Francia.


Uno spazio dove il verde ha la vittoria
Sugli altri colori.
Tante rose riempiono i muri

Con altri segni. L’angoscia


Lascia
D’esistere. Molti futuri
Passeranno. Vedrò la realizzazione di pensieri

Veri. Molti combattenti


Sono stati in quel luogo.
Hanno espresso dei sentimenti
Prima di buttarsi sul rogo

Formato da parole inconcludenti.


Io ormai non pago
Per vedere quelle immagini. La natura s’è fusa. Lo senti.
Lo ritrovi nelle opere umane. Il mago

Esaudì l’incanto.
Non c’è voluto
Molto.
Lui ha solamente unito

La natura con l’ingegno. Ha costituito


Uno spazio perfetto.
Le ha immortalato
In un verso. S’è espresso in un disegno. Lo rivediamo su d’una foto.

Qui ormai il malessere


Non esiste. Non sò perché contino a menare
La mia anima con pensieri inconcludenti.
Le nostre menti

Ci continuano a guidare
Verso lo sconosciuto. Come mai potremmo spiegare
Le nostre emozioni? Non siamo più potenti.
Non riusciamo a nasconderci dietro a questi canti.

212
Fine.

213
Prendersi cura

L’amore ci fà male.
Non sapiamo come reagire
Quando pensiamo in qualcuno di speciale.
Qualcosa ci può infierire

Creando un dolore maniacale,


Non preoccuparti… è normale. Tra il dire e il fare
Ci sono le farfalle
Che sentiamo nel cuore.

Lei può conoscere


Il mio Essere?
Lei può pensare
Di sapere

Chi sono? Sono solo parole. Come le posso spiegare


Quello che sto sentendo. Non le posso spiegare
Quale sono le apparenze. Quante volte dovrei negare
Di vivere in questa città?

Questa difficile realtà


Che trovo davanti ai miei occhi
Mi dicono tante cose. Sono pochi
I soggetti che comprendono tale verità.

Accanto a me c’é tanta mediocrità.


Mi sento solo, isolato, come quei falchi
Che si sono allontanati, per dare l’ultimo colpo. Sprechi,
Violenza, povertà.

Ormai non capisci


Di chi è la colpa. La serenità
Che portavi nel petto t’infierisci
Un dolore che non passerà.

Sopra le cicatrici
D’un dolore, un’altra pelle si farà.
Non sei più tra quei pesci
Dell'acquario. Ormai sei grande.

214
Vuole andare lontano.
Ti dimenticherai delle frode.
I tuoi amici ti sorridono.
Le tue mani sono gelide.

I giusti muoiono.
Troppe genti fredde
Si curano.

Fine.

215
Alle saline di Ettore Infersa

Un’immagine molto bella


Nascosta tra i resti del mare.
Il molino isola
Il grafico. Non sappiamo che cosa dire.

La ragazza lavorava da sola.


C’era un salario da difendere.
Non ci resterebbe isolata. La stella
Lì sopra, aveva già qualcosa da dire.

Ma non ha detto nulla.


Non voleva corrompere
Il vuoto. La folla
Aiuta a cambiare

Il pensiero di qualcuno. Esiste una farfalla


Che fà sempre lo stesso volo. Tenta di precisare
Una determinata distanza. Sulla spalla
Tenta di portare

Un messaggio.
Non ci riesci.
Le manca il coraggio.
Sulle cicatrici

La crosta ci restaura. Il miraggio


Ci spinge altrove. Non riusciamo a farci
Le risposte giuste. Si sente uno strano odore di formaggio.
Ormai siamo diventati pratici.

Il lavoro era diventato facile.


Nell’aria vedevo delle bolle
Che trasportavano
Tanti messaggi. Sul computer apparivano

Delle risposte. Si presentavano da sole.


Non mi facevano male.
Mi stimolano
Ad andare oltre. Ecco cosa dicono.

216
Fine.

217
Verso le tre

È incominciato un altro giorno.


Mi sbaglio l’orario.
Sono innamorato. Devo stare sereno.
A quest’ora capita di tutto… ma io sono un povero solitario.

Nella mia mano,


Vedo un sacco di sogni. Sono nel calvario
D’una storia d’amore. Non mi sento degno.
Non mi sento serio.

La solita voce
Risuona nella mia mente.
Sulla mia croce
Non c’é niente.

La pace
È diventata un motivo apparente.
Le trecce
Della vita si sciolgono. Non sono più attraente.

La mia vita si ferma.


Non ritrovo più me stesso.
La calma
Che riempiva il mio animo è sparita. Vorrei vivere una notte di sesso.

Ormai non lo posso fare. È notte. Non ho più una forma.


Ho perso il mio verso.
Il mio corpo trema.
Cosa accadrà? Chi mi darà un senso?

Tutti dormono.
Lo farò tra poco.
Ora i miei pensieri formano
Un desiderio pratico.

Il mio corpo è insano.


Ho un desiderio magico.
Nella mia mano.
Non trovo più nessun fuoco.
218
Fine.

219