Sei sulla pagina 1di 3

Ricoeur | Morcelliana, Brescia 2006

Il giudizio medico

Mi parli del giudizio medico, in particolare del patto di fiducia e su quale


piano si trova ...

Ricoeur in questo testo fa un’analisi del rapporto che si viene a creare tra
malato e medico, descrivendoneanche le evoluzioni. Infatti la relazione tra
malato e medico inizia attraverso un patto di fiducia , in cui il malatodescrive
i propri sintomi e la propria sofferenza e chiede la guarigione (promettendo
di seguire ogniprotocollo di cura proposto dal medico); pertanto il medico
accoglie il paziente, fa una diagnosi e prescrive lacura, (promettendo a sua
volta di seguire il paziente e di trovare una soluzione per la sua guarigione).A
questo punto il patto di cura diviene una sorta di alleanza tra il medico e il
malato sigillata contro il nemicocomune “la malattia”. Questo accordo tacito
si trova inizialmente su un piano prudenziale che poggia sull’attolinguistico
della promessa. Tuttavia questo patto risulta essere fragile in quanto è
possibile che dalla fiducia sipassi alla diffidenza sia da parte del malato nei
confronti del medico per una sua possibile incapacità di curareil male, sia da
parte del medico per quanto riguarda l’inadempienza del paziente nel
seguire i protocolli di curaprescritti.Tale fragilità del patto di fiducia è la
ragione per cui avviene la transizione dal piano prudenziale a quello
dontologico (che riguarda le norme di comportamento che disciplinano
l’esercizio della professione medica).Nasce dunque l’esigenza di codici
deontologici che assumono la forma di atti giuridici sanzionabili dal
poterestatale.Ma già nel livello prudenziale esistono dei precetti che non
sono da considerarsi delle vere norme in sensostretto, che tuttavia
attribuiscono al patto delle responsabilità :
Il primo precetto

è quello di riconoscere il carattere singolare della situazione di cura e la


singolarità delpaziente.

Il secondo precetto

sottolinea l’indivisibilità della persona, difatti non si curano gli organi malati,
ma un essereumano nella sua totalità.

Il terzo precetto

riguarda la cura della stima in sé del malato. Infatti il malato non deve mai
essere messo incondizione di perdere la stima in sé e la propria dignità di
essere umano.Soprattutto quando il malato è ospedalizzato deve in qualche
modo essere trattato dal medico e da tutto ilpersonale ospedaliero in modo
dignitoso. Ricouer sottolinea che è compito del medico creare un clima
dialleanza con il paziente contro la malattia, cercando di coinvolgerlo
psicologicamente e moralmente, in modoche il paziente diventi partecipe
della sua cura.

Quindi dal patto di cura si passa al contratto, dal livello prudenziale a quello
deontologico.

La prima funzione del lvello deontologico è universalizzare le norme , che


sono poi i precetti del patto difiducia.Nasce qui il divieto, a livello giuridico,
di violare il segreto professionale, al quale ci si può sottrarresolamente in
casi eccezionali specificati dalla legge.

La seconda funzione del livello deontologico è detta di connessione e


consiste proprio nel coordinare lenorme che caratterizzano il corpo medico
( diritti e doveri dei pazienti ).

La terza funzione
è di arbitrare i diversi conflitti che nascono durante la pratica medica; Tali
conflitti nasconosu due fronti: il primo si viene a verificare quando l'etica
medica orientata verso la clinica incontra l’eticamedica orientata verso la
ricerca , due branche che insieme costituiscono la bioetica.

Nonostante hanno comescopo comune migliorare le cure e far progredire la


scienza sono sempre in conflitto per le modalitàd’investigazione del corpo
umano

.L’altro conflitto nasce tra la preoccupazione del benessere personale del


paziente e la sua considerazione dalpunto di vista della sanità pubblica.

Ad esempio se un medico scopre che il suo paziente è malato di HIV, ha il


dovere di esigere che il paziente metta al corrente la propria partner
sessuale, addirittura potrebbe esserecostretto ad intraprendere una
schedatura sistematica infrangendo la pratica del segreto medico. In questo
caso la legge dovrà intervenire e la bioetica farsi etica legale.Infine Ricoeur fa
una riflessione profonda sul giudizio medico, sentendo la necessità di andare
oltre il livellodeontologico verso il “non detto” dei codici, ossia il ivello
sapienzale e consiste nella riflessione sulla vitamorale in cui è in gioco l’idea
stessa di salute. Questo è il livello più profondo che cerca di valutare tutte
quellecontraddizioni che vengono a sussistere nelle situazioni di vita pratica
e per la quale non esiste una verapropria norma. In tali situazioni l'uomo
dovrà affisarsi alla propria coscienza ed alla propria morale.