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ALBERTO VACCA

Le proteste dei minatori di Carbonia


contro l’attentato a Palmiro Togliatti

© 2019 Alberto Vacca


ALBERTO VACCA

Le proteste dei minatori di Carbonia


contro l’attentato a Palmiro Togliatti

© 2019 Alberto Vacca


Le proteste dei minatori di Carbonia
contro l’attentato a Palmiro Togliatti

Subito dopo l’attentato a Togliati, avvenuto verso le ore


11,30 del 14 luglio 1948 ad opera del giovane studente
Antonio Pallante, l’organo di stampa del Partito comu-
nista italiano, L’Unità, ne dà l’annuncio con due edizioni
straordinarie pomeridiane. La prima ha per titolo: «Cri-
minale attentato contro Togliatti – Via il governo della
guerra civile»; la seconda: «Via il governo degli assassini
– Lo sciopero generale in tutta Italia». Nell’imme-
diatezza del fatto, la responsabilità dell’attentato è attri-
buita dai dirigenti comunisti al governo, accusato di es-
sere composto da assassini e di fomentare la guerra civi-
le. Contro di esso, perciò, vengono mobilitate le masse
operaie egemonizzate dal PCI che vengono esortate ad
aderire allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il
giorno successivo. Le proteste così dilagano immedia-
tamente in tutte le città italiane, dando luogo in molti
casi ad episodi di grave violenza. Il bilancio dei disordi-
ni, secondo un appunto del Ministero dell’Interno, re-
datto il 16 luglio 1948, è di 15 morti e di circa 200 feriti.
Esso però risulterà molto più grave nei giorni successivi.
A Carbonia, come altrove, la notizia dell’attentato a To-
gliatti si diffonde immediatamente. Nel pomeriggio, la
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locale camera del lavoro proclama lo sciopero generale,
ottenendo l’immediata adesione dei minatori delle mi-
niere carbonifere, di cui 2000 sono già in sciopero dalle
ore 7 contro la società carbonifera in segno di protesta
per la corresponsione parziale dei salari da parte della
stessa per deficienza di fondi. Dalle ore 14 anche i rima-
nenti minatori scendono in sciopero per protesta contro
l’attentato a Togliatti. Da questo momento, perciò, lo
sciopero parziale per motivi salariali si trasforma in
sciopero totale per ragioni politiche. La giornata, sebbe-
ne caraterizzata da tensioni, si conclude comunque sen-
za incidenti, come risulta dal fonogramma trasmesso
dalla Tenenza Carabinieri di Carbonia al Ministero
dell’Interno alle ore 12:45 del 15 luglio 1948:

Da ore 7 giorno 14 luglio 1948 oltre 2000 operai cantieri ba-


cino minerario Carbonia (Cagliari) astenevansi lavoro segno
protesta parziale corresponsione paghe da società carbonife-
ra per deficienza di fondi. Da ore 14 stesso giorno rimanenti
operai astenevansi lavoro segno protesta attentato On. To-
gliatti.
Fin qui nessun incidente, ma situazione est molto tesa et
masse operaie mantengonsi agitazione.
F.to Sott. Arru1.

Gli incidenti, però, si verificano il giorno successivo, sia


a Carbonia sia nella vicina frazione di Bacu Abis.

1ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc.
Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.

4
A Carbonia il 15 luglio la camera del lavoro indice un
comizio non autorizzato che si tiene nel pomeriggio in
piazza Roma. Vi partecipa una folla di circa quattromila
persone che viene arringata dal sindaco comunista della
città, Renato Mistroni, dal comunista Antonio Selliti,
segretario della camera del lavoro, e da Silvio Lecca, se-
gretario della camera del lavoro per il partito sardo
d’azione socialista. Gli oratori usano toni violenti contro
il governo, al quale viene attribuita la responsabilità
dell’attentato, e reclamano vendetta. Mistroni sferra un
duro attacco contro i partiti non comunisti, in particola-
re contro il MSI, e contro le ACLI, da lui definite orga-
nizzazioni sabotatrici dell’unità nazionale e minacciate
di annientamento. In termini non dissimili si esprime
Antonio Selliti. Silvio Lecca, sebbene usi toni meno vio-
lenti dei primi due, conclude il suo discorso con la frase:
«vendetta, vendetta, vendetta!».
Dopo il comizio viene organizzato un corteo – composto
di circa due mila manifestanti, in prevalenza comunisti
– che sfila per le vie della città con l’intenzione di attua-
re il proposito di vendetta precedentemente manifesta-
to dai tre oratori. Il corteo sfila lungo via Gramsci, dove
si trova il suo principale obiettivo, la sede della DC, ma
non osa attaccarla perché presidiata da un plotone di
cinquanta allievi carabinieri. Attraversata via Gramsci,
si dirige verso via Lazio, dove si trova una sede rionale
del MSI e il magazzino del commerciante Antonio Mul-
tineddu. Qui, un gruppo di manifestanti, muniti di ordi-
gni di ferro e pali di legno divelti dalla recinzione di
un’abitazione vicina, infrange le saracinesche e le porte
della sede del partito e del magazzino, penetra nei locali,
5
li saccheggia e li devasta. Dal magazzino del Multineddu
vengono sottrate merci per un valore di circa un milione
di lire. Al saccheggio e alla devastazione assistono, senza
prendervi parte direttamente, il sindaco Mistroni e il se-
gretario del partito comunista di Carbonia, Umberto Gi-
ganti. Successivamente il corteo, guidato dal Mistroni e
dal Giganti, si dirige verso via Cagliari, dove si trova la
sede delle ACLI e dell’Azione Cattolica. Un gruppo di
dimostranti vi penetra dentro, la saccheggia e devasta,
sottraendo la cifra di circa ottomila lire dall’ufficio delle
ACLI. All’atto vandalico tenta di opporsi l’assistente del-
le Acli, don Nazareno Mocellin, che viene però maltrat-
tato, fatto ruzzolare per le scale e minacciato di morte.
Da via Cagliari il corteo si avvia verso Corso Iglesias per
attaccare la sede centrale del MSI, che è però protetta
dagli agenti di pubblica sicurezza e dai carabinieri invia-
tivi dal Commissario di PS Antonio Pirrone. Fallito un
tentativo di accerchiare i reparti armati delle forze
dell’ordine da parte di un gruppo di manifestanti, con
l’intenzione evidente di disarmarli, viene diramato
l’ordine, da un alto parlante della vicina sezione del par-
tito comunista «Stalingrado», di riunirsi tutti presso la
sede della camera del lavoro, sita in via Nuoro. Giunti i
manifestanti in via Nuoro, Antonio Selliti parla da una
finestra di una casa privata sita nello stesso stabile della
camera del lavoro, esortandoli a persistere nella lotta
per rovesciare il governo, costi quel che costi. I manife-
stanti plaudenti chiedono le armi e Selliti risponde: «se
la polizia fa uso delle armi, noi risponderemo con le ar-
mi». Subito dopo un gruppo di dimostranti si reca nella
vicina sede del PSIL, sita nella stessa via Nuoro, dove
6
devasta qualche mobile e arreca danni all’attigua sarto-
ria Cossu. L’ordine viene ristabilito solo a tarda notte.
Mentre a Carbonia i disordini si verificano solo nella se-
rata, a Bacu Abis cominciano già nella mattinata per
protrarsi fino alla notte. Verso le ore 10, nel locale ci-
nematografo, viene tenuta una riunione non autorizza-
ta, durante la quale parlano ai minatori scioperanti An-
tonio Selliti, Silvio Lecca e Pietro Cocco. Il discorso più
acceso e violento viene tenuto da Selliti che, tra l’altro,
pronuncia le seguenti frasi: «Compagni, se il compagno
Togliatti dovesse morire, preparatevi a vedere le strade
d’Italia bagnate di sangue. Non lasciatevi impressiona-
re, colpite duramente le spie»; «Voi, compagni, non do-
vete avere paura degli attacchi di aggressione da parte
delle forze di polizia perché la massa lavoratrice è com-
patta e difenderà fino all’ultimo i suoi diritti. Combatte-
te senza pietà i crumiri e le spie. Viva la massa lavoratri-
ce. Viva Togliatti». Finita la riunione, diverse centinaia
di manifestanti si recano nella piazza del paese, dove
verso le ore 11,30 un piccolo gruppo aggredisce il con-
sultore regionale Luigi Fiorito incontrato per caso.
L’episodio è così ricostruito dall’Arma della Stazione dei
carbinieri di Bacu Abis:

Incontrato Fiorito Luigi, Consultore Regionale, che, in bici-


cletta con un cestino contenente quattro piccioni, se ne ri-
tornava dall’azienda agraria d Bacu Abis, degli sconosciuti,
poi da quest’Arma identificati per Silesu Giovanni, Spiga
Vincenzo, Maxia Silvio, Secchiero Romano, Pintus Giuseppe,
Bajslak Giovanni, Basciu Nino, Carta Silvio, Putzolu Nino,
Cuccu Deodato, Atzeni Francesco, Pelliciotta Michele, Spina
Giuseppe, Mereu Francesco e diversi altri per i quali sono in
7
corso le indagini (se ne riferirà l’esito appena possibile) lo
malmenavano con pugni, calci ed in altro modo tentando di
linciarlo. (Vedansi al riguardo gli alligati dal n. 1 al n. 23).
Al Fiorito, durante l’incidente, mancò uno dei piccioni, ma è
da ritenersi che lo stesso sia volato.
Il Fiorito stesso, poco dopo, fu raccolto da quest’Arma e dal
locale medico Dott. Sanna Raffaele, autotrasportato al locale
ambulatorio e da qui subito, sempre scortato dall’Arma,
all’ospedale civile di Carbonia, dove si trova in gravissimo
stato con prognosi riservata, dopo essere stato a lungo in pe-
ricolo di vita.
[…] Se avessero dovuto o voluto dare al Fiorito una lezione,
sarebbe bastata la prima scarica di pugni o di pedate. Invece
fu seguito per più di un chilometro, malmenato in maniera
addirittura feroce (particolarmente l’Atzei, il Pellicciotta, lo
Spiga e il Silesu si distinsero) quasi a strapaprgli la vita un
po’ per volta per solo spirito di brutale malvagità, che trova
la sua giustificazione unicamente nella più crassa ignoranza,
nella più bassa educazione e nello spirito particolarmente
malvagio dei colpevoli 2.

Nella serata si verificano altri due episodi di violenza. Il


primo riguarda l’aggressione di Carmelo Marras, segre-
tario della sezione della DC di Bacu Abis, e di Giovanni
Fozzi, ex segretario della stessa, che vengono malmenati
da un gruppo di comunisti. Il secondo consiste nell’oc-
cupazione della sede del partito sardo d’azione, i cui di-

2Cfr. Processo verbale di denunzia datato «Bacu Abis li 22 Luglio 1948»,


pp. 6-7 e 10, in ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1,
b. 121, fasc. Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.

8
rigenti vengono costretti a firmare un verbale di conse-
gna del materiale della sezione al partito sardo d’azione
socialista. Quest’ultimo episodio è così descritto nel fo-
nogramma inviato dalla Tenenza dei carabinieri di Igle-
sias al Ministero dell’Interno il 16 luglio 1948, 0re 13:45:

Giorno 15 luglio 1948 ore 17 circa in Bacu Abis (Carbonia)


circa 1000 scioperanti estremisti invadevano sede Partito
Sardo d’Azione sequestrando Presidente Rizzo Giuseppe ed
ingiungendogli passaggio consegne al Presidente Partito
Sardo d’Azione di Unità Socialista.
Intervento tempestivo Arma locale et rinforzi da Carbonia
con S. Ten. Arru et da Iglesias agli ordini sottoscritto pro-
cedeva arresto 16 facinorosi responsabili invasione tra cui
due colpevoli anche rapina et lesioni danno consultore
regionale democristiano Fiorito Luigi avvenuto ore 11 ieri
stesso questa frazione. Sede Partito Sardo d’Azione veniva
presidiata da Arma et restituita parte lesa.
Scioperanti venivano sbaragliati con ripetute azioni autocar-
rate et ordine pubblico ritornava normale. Arrestati trasferiti
altrove. Situazione est controllata completamente da Arma.
Cap. Vetrani3

Così come a Carbonia, anche a Bacu Abis l’ordine vie-


ne ristabilito solo a tarda notte.
Raggiunto il suo acme il giorno 15, l’ondata della violen-
za si estingue il giorno successivo, con il controllo della
situazione da parte delle forze dell’ordine. La situazione

3ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc.
Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.
9
del giorno 16 è così descritta dal commissario di PS An-
tonio Pirrone:

Ristabilito l’ordine a notte inoltrata, i rivoltosi si ripromette-


vano di riprendere la loro azione il giorno seguente. Difatti il
mattino del 16 iniziavano – nei vari cantieri minerari – atti
di rappresaglia verso gli operai iscritti alle ACLI ed al MSI,
percuotendoli, impedendo loro di riscuotere i salari e ordi-
nando di abbandonare definitivamente il bacino minerario,
sotto minaccia di gravi danni. Ogni violenza però è stata
stroncata dalle forze di polizia che (appoggiate da reparti
motorizzati e corazzati giunti a Carbonia all’alba del giorno
16) sono intervenute agli ordini diretti dello scrivente, in tut-
ti i cantieri minerari restaurando l’ordine e il rispetto della
legge e della libertà4.

Lo sciopero, comunque, continua perché i dirigenti della


camera del lavoro pretendono il rilascio degli arrestati il
giorno precedente in occasione degli incidenti verificati-
si a Carbonia e Bacu Abis5. Per parlare del problema essi
indicono una riunione in piazza Roma per le ore 19, che
viene però vietata dalle forze dell’ordine, le quali prov-
vedono altresì a sgomberare la piazza dalla folla che vi si

4 Cfr. il suo rapporto-denuncia datato «Carbonia li 22 luglio 1948», p. 2,


in ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc.
Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.
5 Cfr. fonogramma n. 1/66.R. spedito il 17 luglio 1948, ore 8:30, dalla Te-

nenza dei carabinieri di Carbonia al Ministero dell’Interno in ACS, MI,


DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc. Sciopero ge-
nerale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.
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raduna6. Le rassicurazioni del Governo e l’impegno del
prefetto di Cagliari di non attuare rappresaglie nei con-
fronti degli scioperanti che non si siano resi responsabili
di delitti comuni inducono, infine, la camera del lavoro
a dichiarare la cessazione dello sciopero a partire dalle
ore dodici del 18 luglio e la ripresa di tutte le attività la-
vorative nel bacino carbonifero. La cessazione dello
sciopero viene così comunicata al Ministero dell’Interno
dalla Tenenza dei carabinieri di Carbonia:

Situazione alle ore 13 del 18 luglio 1948 in Carbonia: ore


12,40 in Carbonia (Cagliari) avuto termine assemblea Gene-
rale indetta locale Cinema Enal da Camera Lavoro. Ha parla-
to comunista Selliti Antonio il quale dopo avere ancora de-
plorato attentato On. Togliatti ha comunicato che da ore 12
oggi 18 detto deve intendersi cessato sciopero in atto presso
tutto bacino minerario Sulcis. Successivamente ha esortato
convenuti a tenersi calmi e non abbandonarsi atti inconsulti.
Erano presenti circa 1000 persone. OP. normale7.

6 Cfr. fonogramma n. 1/67/Ris. spedito il 17 luglio 1948, ore 8:30, dalla


Tenenza dei carabinieri di Carbonia al Ministero dell’Interno in ACS, MI,
DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc. Sciopero ge-
nerale attentato all’On. Togliatti, Cagliari.
7 Cfr. fonogramma n. 1/68 spedito il 18 luglio 1948, ore 20, dalla Tenenza

dei carabinieri di Carbonia al Ministero dell’Interno in ACS, MI, DGPS,


AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1, b. 121, fasc. Sciopero generale
attentato all’On. Togliatti, Cagliari.

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Dopo la cessazione dello sciopero, le forze dell’ordine
completano le indagini già avviate nei giorni della pro-
testa e ne fanno un resoconto dettagliato all’autorità
giudiziaria, sporgendo denuncia per vari reati contro i
responsabili dei disordini. Il commissario di PS di Car-
bonia, Antonio Pirrone – con i rapporti del 18 e 22 lu-
glio 1948 – denuncia al Pretore di Carbonia 11 dimo-
stranti per i reati di istigazione a delinquere, devasta-
zione e saccheggio, lesione personale e furto. Tra i de-
nunciati vi sono in primo luogo il sindaco Renato Mi-
stroni, i due segretari della camera del lavoro, Antonio
Selliti e Silvio Lecca, il segretario del partito comunista
di Carbonia, Umberto Giganti.
L’Arma della Stazione dei carabinieri di Bacu Abis, con
rapporto del 22 luglio 1948, denuncia al Procuratore
della repubblica di Cagliari 83 persone, di cui 22 per
tentato omicidio aggravato in danno di Luigi Fiorito; 7
per lesioni gravi in danno di Carmelo Marras; 5 per vio-
lenza privata in danno di Giovanni Fozzi e 3 per violen-
za privata in danno degli impiegati della direzione della
miniera di Bacu Abis; 21 per estorsione e sequestro di
persona in danno di Giuseppe Rizzu, Dino Fois e Do-
menico Fois, dirigenti del partito sardo d’azione di Bacu
Abis; 20 per infrazioni delle norme del TULPS, sanzio-
nate con una contravvenzione.
Ulteriori denunce vengono fatte nei giorni successivi,
per cui il numero complessivo dei denunciati, in data 17
agosto 1948, risulta di 77 a Carbonia e di 113 a Bacu A-

12
bis, di cui 4 in stato di arresto per tentato omicidio in
danno di Luigi Fiorito8.
Alle denunce seguono poi gli arresti degli indagati nei
cui confronti vengono emessi, in data 25 agosto 1948, i
mandati di cattura da parte del giudice istruttore del
tribunale di Cagliari. Gli arresti iniziano nella notte tra il
27 e il 28 agosto e continuano nei giorni successivi. Alla
retata notturna sfuggono i tre principali ricercati: Mi-
stroni, Selliti e Lecca, che non vengono trovati nei lori
domicili. Lecca, però, viene arrestato il 31 agosto, men-
tre Mistroni e Selliti, resisi latitanti, trovano successi-
vamente rifugio in Cecoslovacchia.
Contro gli arresti interviene L’Unità – che pubblica due
articoli di protesta, rispettivamente in data 29 e 31 ago-
sto 1948 – e il senatore Velio Spano, che tiene un comi-
zio a Carbonia il 1° settembre. I toni del discorso di
Spano sono particolarmente accesi e, quando critica
l’illegalità dei metodi usati dalla polizia in esecuzione
delle direttive del ministro dell’interno, Mario Scelba, il
comizio viene bruscamente interrotto dalle forze
dell’ordine con il lancio di bombe lacrimogene. Vengono
effettuati alcuni arresti e lo stesso senatore Spano viene
tenuto illegalmente in stato di fermo, per un po’ di tem-
po, dal commissario Pirrone9. L’episodio viene così rico-
struito dal sottosegretario del Ministero dell’Interno,
Achille Marazza, nella risposta data all’interrogazione

8 Cfr. telegramma del prefetto di Cagliari al Ministero dell’Interno del 17


agosto 1948, ore 20:45 in ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-
1948, C1, b. 121, fasc. Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Ca-
gliari.
9 Cfr. L’Unità, 3 settembre 1948.

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del senatore Mario Berlinguer, nella seduta del Senato
del 30 settembre 1948:

Se poi il comizio cui l’interrogazione stessa si riferisce, è


quello tenuto, sempre in Carbonia, il 1° settembre dal sena-
tore Spano, ripeterò quanto ho detto alla Camera dei deputa-
ti rispondendo ad una analoga interrogazione. E cioè che es-
so venne disciolto dalla Polizia, non già per le solite, seppur
ingiuriose, accuse al Governo ed ai suoi esponenti, pronun-
ciate con la consueta vivacità dall’oratore, ma perché il tono
del discorso fu tale da poter turbare seriamente l’ordine
pubblico. Basti ricordare qualche frase: «La Polizia, compo-
sta di sgherri al servizio di Scelba e dello straniero, tortura in
Toscana ed assassina in Sicilia. Polizia e carabinieri nella
notte del 28 agosto hanno eseguito un rastrellamento alla
hitleriana. Agenti e carabinieri, favoriti dalle tenebre, così
come sono venuti, se ne sono andati col marchio della vergo-
gna e dell’infamia avendo eseguito delle operazioni di cui
dovevano vergognarsi» ecc. Alle quali frasi l’oratore faceva
pittorescamente seguire le espressioni del proprio compia-
cimento per essere due dei ricercati riusciti a sottrarsi
all’arresto, e fece anche la promessa di favorire la latitanza.
Né gli ascoltatori rimasero indifferenti a tanta passionalità, e
dai sarcasmi, dalle grida di «abbasso», passarono ben presto
alle ingiurie, allo scherno, alle minacce di morte al Ministro
ed alla Polizia. Di qui lo scioglimento, preceduto
dall’intimazione di rito non solo, ma da ben sei squilli, ed
operato mediante artifici lacrimogeni perché, sobillata sem-
pre dall’oratore che chiamava spaventapasseri gli agenti, la
folla sembrò dapprima voler resistere; anzi a questo punto
da essa sono partiti due colpi di pistola, fortunatamente an-
dati a vuoto. Infine, quanto al cosiddetto arresto del senatore
Spano, si è più semplicemente trattato di un invito rivoltogli

14
da qualcuno dei presenti a conferire coi funzionari ed il col-
loquio successivamente svoltosi in un caffè vicino, non ebbe
assolutamente niente di coattivo, ma unicamente lo scopo
fallace di ristabilire i rapporti inaspriti dai fatti recentissimi.
Se così stanno i fatti devo al riguardo dire che, mentre alla
camera il deputato interrogante li ha negati tutti in blocco, la
stampa tutta li ha, da parte sua, su per giù narrati allo stesso
modo. Non pare che a carico del Commissario di pubblica si-
curezza debba prendersi provvedimento alcuno, tanto più
che a carico del senatore Spano lo stesso Commissario ha
sporto denuncia per oltraggio aggravato ai corpi di polizia
(articolo 342, Codice penale) per favoreggiamento alla per-
sona (articolo 378 Codice penale) ed anche per la contrav-
venzione di cui all’articolo 24 della legge di Pubblica Sicurez-
za per non aver lo Spano ottemperato all’ordine di sciogli-
mento del comizio.
Sintetizzando in tale denuncia il deplorevole episodio e in-
sieme assumendo senza incertezza le responsabilità del pro-
prio contegno, a sua volta il senatore Spano, come bbiamo
testè appreso dal giornale «L’Unità» avrebbe denunciato il
commissario per arresti illegali.
Sarà dunque il magistrato a dire l’ultima parola in questa vi-
cenda ed io confido che nell’attesa di tale giudizio abbia a
sciogliersi l’asprezza della lunga polemica10.

L’epilogo dei disordini verificatisi a Carbonia e Bacu A-


bis nella giornata del 15 luglio si ha con la celebrazione
di due separati processi.
Il primo, relativo agli episodi di violenza verificatisi a
Carbonia, viene celebrato presso la Corte d’assise di Ori-

10Atti Parlamentari, Senato della Repubblica, anno 1948 – LXIX seduta,


Discussioni, 30 settembre 1948, pp. 2110-2111.
15
stano nel dicembre 1949; Mistroni, Selliti, Giganti, Pira-
stru e Lecca sono chiamati a rispondere di istigazione a
delinquere; gli stessi, più altri 39, di devastazione e sac-
cheggio; i restanti di reati minori. La sentenza è partico-
larmente dura perché condanna 44 imputati a una pena
complessiva di 108 anni di reclusione 11.
Il secondo, relativo ai fatti di Bacu Abis, viene celebra-
to presso la Corte d’assise di Cagliari dal 10 al 20 luglio
1950. Dei 64 imputati, un primo gruppo deve risponde-
re di tentato omicidio in danno di Luigi Fiorito, un se-
condo di aggressione nei confronti di Carmelo Marras,
un terzo di invasione della sede del partito sardo d’azio-
ne. Solo tre vengono assolti perché estranei ai fatti: An-
tonio Selliti, Pietro Cocco e Silvio Lecca. Gli altri 61 ven-
gono tutti condannati a un totale di 110 anni di carcere,
con pene che variano da dodici anni a un mese di deten-
zione12.
I fatti su esposti evidenziano che il contesto storico in
cui essi si svolgono è quello di un periodo della nostra
storia repubblicana caratterizzato da forti contrasti ide-
ologici, politici e sociali, in cui il ricorso alla violenza
come strumento di lotta politica è ancora ampiamente
praticato, nonostante la guerra civile che ha lacerato la
Penisola sia terminata da tempo. Il 1948 è l’anno in cui
si delinea nettamente la divisione politica del mondo in
due blocchi contrapposti – quello comunista, guidato
dall’Unione Sovietica, e quello capitalista, guidato dagli
Stati Uniti – e ha inizio il periodo della guerra fredda. Il

11 Cfr. L’Unità e L’Unione sarda del 24 dicembre 1949.


12 Cfr. L’Unità del 21 luglio 1950.
16
1948 è anche l’anno in cui i comunisti e i socialisti, uniti
nel fronte popolare, vengono sconfitti dalla Democrazia
cristiana nelle elezioni politiche del mese di aprile ed e-
stromessi per un lungo periodo di tempo dall’area go-
vernativa in cui erano stati precedentemente.
In questo periodo, all’interno del partito comunista vi è
una frangia che non ha ancora rinunciato all’idea della
conquista rivoluzionaria del potere e al rovesciamento
del governo con l’uso della violenza. È questa frangia
che, nell’immediatezza dell’attentato a Togliatti, coglie
l’occasione per attuare il sogno rivoluzionario, coinvol-
gendo le masse popolari in un’avventura pericolosa che
avrebbe comportato conseguenze assai funeste per tutta
la nazione, se non fosse intervenuto tempestivamente lo
stesso Togliatti, ripresosi dall’operazione chirurgica, a
sconfessare quell’azione velleitaria e a richiamare i diri-
genti del suo partito al rispetto delle regole democrati-
che, che stabiliscono che il potere dei governanti è legit-
timato solo dal voto dei cittadini. In seguito all’inter-
vento di Togliatti, la CGL interrompe lo sciopero gene-
rale il 15 luglio e i deputati comunisti ritirano la richie-
sta di dimissioni del governo il giorno successivo.
È in questo clima che si svolgono gli incidenti del bacino
minerario carbonifero, dove una parte dei minatori, già
esasperata e scesa in sciopero per la mancata corre-
sponsione dei salari, si abbandona ad atti inconsulti,
dopo i discorsi di Mistroni, Selliti e Lecca, che incitano
quanti partecipano al loro comizio all’annientamento
degli avversari politici che ostacolano le rivendicazioni
della classe operaia, con il sostegno che forniscono al
governo. Il risveglio dal sogno rivoluzionario, però, nel
17
bacino carbonifero come altrove, è assai amaro perché
comporta l’arresto e la condanna al carcere per coloro
che si sono abbandonati ad atti di violenza contro le
persone e le cose.

18
DOCUMENTI
(Fonte: ACS, MI, DGPS, AGR, Categorie annuali, 1947-1948, C1,
b. 121, fasc. Sciopero generale attentato all’On. Togliatti, Cagliari)

Nelle pagine che seguono sono riportati tre documenti: i


primi due riguardano i disordini avvenuti a Carbonia il
15 luglio 1948; il terzo quelli verificatasi a Bacu Abis nel-
la stessa data.
1. Rapporto-denuncia redatto dal commissario di PS
di Carbonia, Antonio Pirrone, in data 18 luglio 1948

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2. Rapporto-denuncia redatto dal commissario di PS
di Carbonia, Antonio Pirrone, in data 22 luglio 1948

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3. Processo verbale di denunzia redatto dall’Arma della
Stazione dei carbinieri di Bacu Abis in 22 luglio 1948

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