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KEY WORDS

(Rif.ti bibliografici: Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso, 1999 ed Enciclopedia e Vocabolario Treccani on-line, ad
vocem; Gianmarco Picuzzi, Che cos’è l’antropologia musicale, in «Initlabor. Cultura musicale e informatica umanistica»; G. Sibilla, I
linguaggi della musica pop, Bompiani 2003, pp. 24-28)

CULTURA
Dal latino cultura, derivato di colĕre «coltivare», è un termine con il quale si indica il complesso delle
conoscenze intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole
peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in
elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve,
nella consapevolezza di sé e del proprio mondo.
In questo senso, cultura definisce anche l’insieme di conoscenze, competenze o credenze (o anche soltanto
particolari elementi e settori di esso), proprie di un’età, di una classe o categoria sociale, di un ambiente: c.
contadina, c. urbana, c. industriale; la c. scritta e la c. orale; le due c., quella umanistica e quella
scientifica, soprattutto in quanto si voglia (o si volesse in passato) rilevare insensibilità e ignoranza negli
scienziati per i problemi umani e negli intellettuali per i concetti e i problemi della scienza. Di conseguenza
il termine cultura riguarda anche il complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle
attività artistiche, delle manifestazioni spirituali e religiose, che caratterizzano la vita di una determinata
società in un dato momento storico: la c. italiana del Quattrocento; la c. illuministica o dell’illuminismo; la
storia della c. di un popolo.

ETNIA
Dal greco  «razza, popolo», il termine indica un raggruppamento umano basato su comuni caratteri
fisici , storico-demografici, linguistici e culturali. Espressioni quali arte etnica, musica etnica, cucina etnica
indicano forme di espressioni caratteristiche, ‘autentiche’, tipiche di un popolo. Il gruppo etnico viene
percepito nell’immaginario collettivo come un aggregato sociale omogeneo, i cui membri condividono una
cultura, una storia, una lingua, un territorio, una religione ecc. e rivendicano per questo una identità
comune. Molti studiosi (principalmente antropologi culturali e storici) hanno viceversa sottolineato il
carattere arbitrario e costruito delle appartenenze etniche, evidenziando i fenomeni politici che sono alla
base della nascita dei gruppi etnici.
Da questo termine deriva quello di ETNOLOGIA: disciplina che studia l’origine, la struttura e i modi di
vita delle società umane, in particolare le strutture delle società primitive, antiche o estinte.

ANTROPOLOGIA
Scienza che studia la specie umana nei suoi aspetti naturali (caratteristiche fisiche), culturali (espressioni
della personalità intellettuale, spirituale, morale ed estetica) e sociali (forme di organizzazione). Questa si
concreta come concezione, teoria, programma di ricerche sull’uomo, visto come soggetto o individuo,
oppure in aggregati, comunità, situazioni. Si diversifica in funzione dell’orizzonte conoscitivo e dei metodi
d’indagine: ad es. l’ANTROPOLOGIA CULTURALE diretta all’indagine e interpretazione di credenze,
attività espressive e istituzioni dei popoli cosiddetti primitivi, ma anche delle manifestazioni storiche delle
diverse culture.

ANTROPOLOGIA MUSICALE
L'antropologia musicale considera la musica il risultato di comportamenti umani la cui forma è
determinata dai valori, dagli usi e dalle credenze di un popolo. Essa è per prima cosa un prodotto
dell'uomo avente una sua struttura la quale, però, non può venire separata dal comportamento che la
produce. Questo significa che per capire perché una certa struttura musicale abbia assunto una
determinata forma occorre comprendere, per prima cosa, la cultura che sta alla base di quei
comportamenti capaci di generare quella particolare forma del suono.
Nella musica quindi, come nelle altre arti, i valori, le norme sociali, i modi di essere di una cultura
vengono presentati nella loro forma più diretta ed essenziale; in questo senso la musica è simbolica ed è
in grado di riflettere l'organizzazione generale della società.
Il suono musicale viene dunque visto come il prodotto di un comportamento specifico.
Gli antropologi della musica ritengono che questo comportamento specifico possa essere di tre tipi.
Il primo è il comportamento fisico: cioè le posture del corpo e l'uso dei muscoli per muovere le dita su
una tastiera, far vibrare le corde vocali, muovere il diaframma.
Gli studiosi ritengono che la concettualizzazione, l'ideazione o il comportamento culturale
presuppongano un modo di concepire la musica che può essere tradotto in comportamento fisico per la
produzione del suono.
Il secondo tipo è il comportamento sociale, suddiviso in comportamento del musicista e del non-
musicista. Si osserverà allora che alcuni individui si comportano in un determinato modo solo perché
sono musicisti e perché la società ha standardizzato il loro comportamento sia emotivo che fisico.
Il terzo tipo è il comportamento verbale che concerne i costrutti linguistici legati al sistema musicale.

ETNOMUSICOLOGIA (O MUSICOLOGIA COMPARATA)


Disciplina musicologica che ha come proprio oggetto di studio la musica di tradizione orale, cioè tutta la
musica che risulta prodotta in aree o culture poste al di fuori della tradizione musicale europea scritta e di
tipo colto; l'indagine etnomusicologica si rivolge dunque verso la musica delle popolazioni cosiddette
''primitive'', la musica orientale e il folklore musicale delle popolazioni ''euro-bianche'' dell’Occidente.
Questa disciplina ebbe origine in Inghilterra e in Germania sul finire del sec. XIX, quando si sviluppò, a
opera di storici della musica, di fisici acustici e di psicologi, la cosiddetta ''musicologia comparata''
(vergleichende Musikwissenschaft) che, nel più vasto ambito del contemporaneo sviluppo delle scienze
storiche, si proponeva lo studio delle musiche extraeuropee e la loro comparazione con le musiche europee
colte e popolari.

MUSICA POPOLARE
Nell’affrontare il discorso sull’antropologia musicale e l’etnomusicologia, è bene evidenziare la correttezza
d’uso di alcuni termini con i quali potrebbero ingenerarsi confusione ed equivoci.
Infatti, partendo dall’assunto che l’etnomusicologia rivolge la propria attenzione oltre che a musiche di
tradizione extra europea anche a musiche di tradizione europea ma di estrazione popolare, perciò legate al
folklore e dipendenti dalla trasmissione orale, tale ambito viene indicato in italiano con l’espressione
“Musica popolare”.
La traduzione letterale di questa locuzione in lingua inglese sarebbe “Popular music” che però non
equivale affatto al significato che le è attribuito nella lingua italiana.
L’espressione inglese “Popular music” infatti, riguarda quel genere musicale che nella lingua italiana
denominiamo “Musica leggera”. Nel caso della locuzione anglosassone l’aggettivo “popolare” attribuito
alla musica sta a indicare la sua diffusione massiccia e non si riferisce a una cultura etnica e autenticamente
popolare. Ciò che in italiano noi indichiamo come “popolare” in inglese viene denominato “Folk”, genere
che comprende canzoni contadine, nazionali e tradizionali.
Dunque, la “Popular music”, che brevemente viene detta “Pop”, deve l’uso dell’aggettivo “popular” al fatto
che raggiunge molte persone ed è apprezzata su larga scala, oltre che a distinguersi per essere caratterizzata
da una natura commerciale (è prodotta, infatti, industrialmente per essere commercializzata su larga scala).