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Storia del Rock

Elvis Presley

(Piero Scaruffi)

Elvis Presley, "the king", fu la prima grande truffa del rock and roll, e il modello per tutte quelle che
sarebbero seguite (Beatles su tutti). Cantante mediocre, fu piu` che altro una geniale trovata marketing:
un bianco che non solo cantava le canzoni dei neri (come aveva fatto l'anno prima Bill Haley), ma
cantava e si muoveva come un nero, trasudando sensualita` animalesca e atteggiandosi a ribelle teppista
(mentre in realta` era soltanto una faccia telegenica).
Nato a Tupelo (Mississippi), e arrivato nel 1948 a Memphis, Presley ebbe l'unico merito di entrare
nello studio giusto al momento giusto. Nel 1954 Sam Phillips (titolare della Sun Records di Memphis),
che aveva fiutato l'aria di cambiamento, decise di farne un "nero bianco" (cioe` un cantante bianco di
rhythm and blues), sfruttando il suo registro vocale da "shouter" e la sua attitudine al movimento sul
palco, e affiancandogli una sezione ritmica di tutto rispetto (Bill Black al basso e Scotty Moore alla
chitarra). L'anno dopo la RCA investi` un capitale per promuoverlo su scala nazionale, indovinando il
momento giusto (il rock and roll appena nato e Bill Haley ormai consumato) e il personaggio giusto (lo
star appeal ideale: giovane, snello, bello e dinamico). Nei tre anni seguenti il manager Tom Parker gli
procuro' le canzoni e i film su misura, e organizzo` con cura il culto del suo mito: la pettinatura alla
Presley (il taglio detto "ducktail"), le mosse alla Presley, le basette, il vestito di pelle nera, le scarpe
"blue suede". Nel 1977, infine, la macchina pubblicitaria della RCA ne gesti` la morte rispolverando il
vecchio mito, perfettamente in linea con il revival degli anni '50 in voga in quell'anno.
Elvis Presley fu poi un fenomeno sociale. Nel 1956 le sue contorsioni teletrasmesse dal vivo
scandalizzarono l'America perbenista e rappresentarono un chiaro segno di insofferenza e ribellione
trasmesso da tutti i giovani della Nazione ai loro genitori. Con Presley giunse a compimento negli anni
'50 il processo di identificazione dei teen-ager iniziato nel primo Dopoguerra: l'idolo diventa mito,
l'idolo influenza la moda, l'idolo agisce su un settore economico che non e` piu` soltanto musicale. Per
la prima volta i teen-ager si riversavano nei negozi di dischi ad acquistare milioni di copie delle
canzoni del loro idolo ed erano protagonisti di scene di isteria di massa.
Ma nel 1958 l'America economica lo aveva gia` assorbito come mito consumistico e l'America
morale lo aveva adottato come ragazzo prodigio. Il Sistema dimostrava la sua eterna ed infinita
ambiguita'.
Al di la` delle manipolazioni discografiche e di costume, Presley fu un mediocre cantante di ballate
romantiche, influenzato dai crooner italo- americani (Dean Martin in particolare), dall'opera e dal
gospel, che aveva esordito (dal 1954 al 1956) come cantante bianco del Sud (in teoria condannato allo
stereotipo della country music) che cantava il rhythm and blues dei neri: That's All Right Mama di
Arthur Crudup, il suo primo 45 giri del luglio 1954; Good Rockin' Tonight di Roy Brown, 1955;
Mystery Train di Junior Parker, il primo "number one hit" nel settembre 1955.
Nel periodo RCA, con la formazione "eretica" (chitarre elettriche, batteria, coro) e un tono di voce
piu` teatrale ed emotivo, Presley impose con il suo fraseggio limpido e potente alcuni fra i migliori
brani del rock and roll. Heartbreak Hotel, uno spettrale e strascicato blues d'atmosfera scritto da
un'umile cantante country (Mae Axton, madre di Hoyt), uscito nel gennaio 1956, conquisto` la cima
della classifiche di vendita il 10 marzo e la tenne per due mesi, diventando, grazie al suo testo disperato
e al tono di auto-commiserazione di Presley, uno degli inni della generazione perduta (e una delle
prime manifestazioni di "teen angst"). La Blue Suede Shoes (1956) di Carl Perkins, con Shorty Long al
piano, fu una delle tante cover del periodo. Dopo un paio di hit minori (fra cui nel 1956 una cadenzata
Hound Dog di Leiber & Stoller, che servi` ad imporre un atteggiamento piu` spavaldo e sarcastico),
Don't Be Cruel (di Otis Blackwell, il cantante di rockabilly da cui Presley fu piu` influenzato), un
rhythm & blues dal ritmo leggero e scattante, ancora con il contrappunto di un coro di voci maschili, la
segui` il 4 agosto e stabili` il record di settimane al primo posto (undici), mai piu` battuto. Il canto di
Presley si era fatto piu` "respirato" e meno tenorile, a indicare una sensibilita` piu` morbida del
convenzionale crooner di musica leggera. Teddy Bear (1957) ne ricalco` lo schema sul versante ironico.
Nella primavera del 1957 giganteggio` All Shook Up, un altro boogie di Blackwell in cui il cantante
pote` spiegare la profondita` del suo baritono, e in autunno, sotto la spinta dei successi dei rocker neri,
esplose Jailhouse Rock (di Leiber & Stoller), il suo capolavoro, finalmente un boogie scalmanato dalle
liriche irriverenti, con un ritmo "staccato" di chitarra di Scotty Moore a sottolineare gli slogan urlati dal
cantante, un intermezzo strumentale da pandemonio, walking bass e tutto il corredo tipico dei rocker
neri. Con quel brano Presley consacro` l'iconografia del delinquente giovanile e la rese accettabile al
grande pubblico. A dicembre Don't chiuse la serie degli hit classici. In tutto Presley ebbe quattordici
dischi consecutivi oltre il milione di copie vendute.
Ma Presley aveva gia` abbandonato i pezzi trascinanti di Perkins e compagni per registrare invece
innocue canzoni sentimentali, come la soporifera Love Me Tender (settembre 1956, una melodia
copiata dal tema del film "Rancho Notorious"), per lo piu` facenti parte delle colonne sonore dei suoi
film, che Parker gli faceva (astutamente) interpretare a getto continuo (ne avrebbe girati 33 in sedici
anni).
L'attivita` cinematografica era sempre piu` complementare a quella musicale, l'una alimentando
l'altra. Presley continuava la tradizione delle star di Hollywood che diventavano anche star della musica
leggera, ma lo faceva in un nuovo contesto, quello del "teenage idol", quello delle folle in delirio per
ogni sua azione. I suoi film erano autobiografici (o, perlomeno, erano coerenti con la biografia
immaginaria di Presley che Parker andava costruendo). Ogni film era una puntata nella soap opera piu`
seguita d'America, quella della transizione di Presley da adolescente a uomo. Parker fu abile a tener
vivo il mito persino quando (1958) Presley venne precettato per il servizio militare (Presley continuo` a
dominare le classifiche di vendita benche' fosse in Germania). Il suo album migliore, Elvis (1956),
usci` in questo periodo (ma anche in questo album nessuna delle canzoni e` sua).
Dopo il servizio militare (cioe` nel 1960) si tramuto` in un languido cantante di melodie, tutte nella
linea della canzone da musical di Broadway (come Stuck On You, 1960; Are You Lonesome Tonight,
1960, che era una canzone del 1927; It's Now Or Never, cioe` O Sole Mio; Surrender, 1961, cioe`
Torna A Sorrento; Hugo (Peretti) & Luigi (Creatore)'s Can't Help Falling In Love, 1961, che rimane la
piu` celebre ed e` in realta` Plaisir d'Amour di Giovanni Martini (18esimo secolo); Return to Sender di
Blackwell) e in un comodo stereotipo per il cinema ambientato sulle spiagge. In questo periodo
registro` anche il primo album di gospel, His Hand In Mine (1960), rendendo omaggio a un genere
che forse era sempre stato la vera ispirazione per il suo pathos contrito.
A meta` degli anni '60 guadagnava un milione di dollari a film, ma nel frattempo il suo pubblico si
era ridotto agli affezionati e agli ascoltatori di musica leggera. La sua attivita` era ormai
prevalentemente cinematografica (l'ultimo concerto aveva avuto luogo nel marzo 1961), peraltro di
pessima qualita'. Grazie al suo passato, pote` comunque sempre contare sul prestigio di star del jet set
internazionale, che gli valse alcuni spettacoli nostalgici per milionari. Fra il 1969 e il 1970 abbandono`
Hollywood e torno` sulle scene, mietendo ancora deliranti successi con ballads sempre piu`
melodrammatiche (In The Ghetto, 1969; Suspicious Mind, 1969; Don't Cry Daddy, 1969; The Wonder
Of You, 1970; American Trilogy, 1971; Burning Love, 1972). Negli anni '70 Las Vegas divenne la sua
base artistica, cosi` come Hollywood lo era stata negli anni '60 e Memphis lo era stata negli anni '50. In
questo Presley fu certamente personaggio piu` unico che raro: riusci` a lasciare un'impronta leggendaria
in ciascuna delle tre carriere che intraprese. Allo stesso tempo, pero`, continuo` a incidere dischi di
gospel, di cui forse il migliore e` l'ultimo, He Touched Me (1972).
Il suo mito era tenuto artificialmente in vita da una produzione discografica abnorme, oltre che da
un'indubbia classe di performer. La casa in cui nacque venne dichiarata monumento e la strada che
porta alla sua villa, "Graceland", venne ribattezzata "Elvis Presley Boulevard".
Parker piloto` Presley come un robot. Per ragioni piu` o meno misteriose, Parker non gli consenti`
mai di fare tour all'estero, non gli consenti` di rilasciare interviste, non gli consenti` di lavorare in film
d'autore. Il rapporto padrone-schiavo fra i due e` degno di una tesi di psicologia. La sua vita privata, a
parte il matrimonio (peraltro fallito) del 1968, fu vuota, dedita soltanto alla sua professione, oltre che
all'alcool e agli stupefacenti che inevitabilmente lo uccisero nell'agosto del 1977.
Ones (RCA, 2002) raccoglie gli hit che arrivarono al primo posto delle charts.
Approfittando di tanta inquietudine psicologica, i suoi fan lo elessero a membro permanente della
trilogia della ribellione completata da James Dean e da Marlon Brando.
Aveva venduto in tutto oltre centocinquanta milioni di dischi (94 singoli d'oro e 40 album d'oro), e
da morto ne ha venduti ancora di piu`. Forse perche' non era mai veramente esistito: era stato, e rimane,
soltanto un marchio di fabbrica.
da: www.newsky.it/musica/biografie/elvispresley.htm

Elvis Aaron Presley nasce a East Tupelo, cittadina a 150 chilometri da Memphis, Tennessee, nel
1935. Si avvicina alla musica grazie ai genitori, che intonano canti gospel nella chiesa locale, e a soli
10 anni partecipa a una gara per principianti: il "Mississippi Alabama fair and dairy show": cantando
"Old shep" vince il secondo premio e, in occasione del suo compleanno, riceve in regalo la prima
chitarra con la quale inizia a strimpellare country e anche un po' di blues.
Nel 1948 la sua famiglia si trasferisce a Memphis, dove Presley termina gli studi e trova lavoro
come camionista presso la Crown Electric Company. Crescendo, subisce l'influenza degli artisti
country & western e della gente di colore, imitandone l'abbigliamento e la pettinatura.
Nella primavera del 1953 decide di registrare un disco a pagamento presso il Memphis Recording
Service di proprietà di Sam Phillips, titolare della Sun Records, e incide due canzoni: "My happiness"
degli Ink sposts e "That's when your heartaches begin". L'anno successivo ripete l'esperienza incidendo
un secondo disco con "Casual love affair" e "I'll never stand in your way"; si suppone che Presley,
ritentando la carta dell'incisione, tenti di farsi notare da Phillips, il quale, qualche tempo dopo, lo
chiama per fargli eseguire una ballata dal titolo "Without you". Il risultato non è eccezionale, ma lo
scopo è raggiunto.
Phillips gli affianca due musicisti di grande esperienza, Scotty Moore e Bill Black, con cui prova
nei fine settimana. Da queste session del luglio 1954 nascono "That's all right mama" e "Blue moon of
Kentucky", riuscitissime versioni di leggendari classici americani: il disco esce il 19 luglio e sale al 3°
posto della classifica locale.
Lasciato il lavoro alla Crown, con Moore e Black forma i "Blue Moon Boys", e il 25 settembre esce
il secondo singolo, "Good rockin' tonight / I don't care if the sun don't shine", che riscuote un discreto
successo e gli permette di esibirsi al Grand Ole Opry di Nashville. Lo show non desta particolare
entusiasmo, ma nonostante la delusione Elvis inizia a cantare regolarmente dal vivo, aumentando la sua
popolarità negli stati del sud. Fra il 1954 e il 1955 si esibisce in oltre 200 concerti, e nel corso di uno
show conosce il colonnello Parker, il personaggio che più contribuirà a creare la leggenda di Elvis
Presley.
Alla fine del 1955 Parker gli procura un vantaggiosissimo contratto con la RCA, e nel gennaio del
1956 esce un nuovo singolo, "Heartbreak hotel", che Elvis presenta nella sua prima apparizione
televisiva nazionale allo Stage Show (condotto dai fratelli Dorsey). Il disco vende milioni di copie e le
successive apparizioni televisive scatenano il mito di Elvis e del rock'n'roll in tutti gli Stati Uniti. Nel
corso del 1956 ben undici sono le presenze del cantante nelle classifiche di Billboard (record superato
solo da lui stesso nel 1957); "I was the one", "Blue suede shoes" e "Don't be cruel" sono alcuni titoli.
Col tempo il sound di Presley assume caratteristiche più popolari: "Love me tender", splendida
ballata ispirata ad Aura Lee, brano folk del 1861, nel giro di pochi giorni riceve oltre un milione di
prenotazioni, e la RCA avrà molte difficoltà a stampare le copie richieste.
È il 1957, ed Elvis debutta come attore in due film, "Loving you" e "Jailhouse rock", che ottengono
un grande successo di cassetta; seguono due album e uno splendido LP di canzoni natalizie. Nel
frattempo il colonnello Parker, sfruttando il nome dell'artista, organizza una struttura commerciale che
creerà un grosso giro d'affari, vendendo portafogli, magliette, cinture, rossetti e altri gadget di vario
formato e natura. Nel marzo 1958, dopo aver terminato il suo quarto film "King Creole", Presley inizia
il servizio di leva in Arkansas, e qualche mese dopo viene trasferito nel Texas dove rimane fino a
settembre, quando si imbarca sulla nave U.S.S. Randall in rotta per Bremerhaven, Germania.
Per due anni rimane lontano dalle scene e dagli studi di registrazione, ma la sua casa discografica
continua a stampare materiale inciso in precedenza, mantenendo viva l'immagine di Elvis e
procurandogli nuove presenze in classifica con i seguenti titoli: "Don't", "Wear my ring around your
neck", "Hard headed woman", "A foll such as I", "A big hunk of love" e altri. Il 1° marzo 1960 termina
la carriera militare ed Elvis rientra in patria, dove riceve il benvenuto ufficiale partecipando allo show
televisivo di Frank Sinatra. Subito dopo, nonostante una serie di eventi segni la fine del vero rock'n'roll
e dei suoi migliori esecutori (Little Richard, Jerry Lee Lewis, Gene Vincent, Buddy Holly, ecc.),
Presley passa settimane in sala di registrazione, e in aprile esce il nuovo singolo, "Stuck on you / Fame
and fortune", subito primo in classifica; stesso destino avranno i tre singoli successivi: "It's now or
never", "Are you lonesome tonight" e "Surrender".
Due ottimi album segnano il 1960: "Elvis is back", una delle sue produzioni migliori (con i brani
"Fever", "Like a baby", ecc.), e "His hand in mine", un intero album di brani gospel. Negli anni a
venire quasi tutte le produzioni discografiche di Presley saranno colonne sonore, fino al 1967 quando
esce "How graet thou art", secondo bellissimo album di gospel, e "Big boss man", che, insieme a "U.S.
male", rappresenta il ritorno del cantante al suo primo amore: il rock'n'roll.
Anche il cinema continua a vederlo protagonista con produzioni di vario genere: "G.I. blues",
commedia leggera del 1960, il western "Flaming star", e il più impegnato "Wild in the country" (1961);
ma è "Blue Hawaii" a definire la formula che verrà utilizzata nei film successivi: battersi per il proprio
futuro, conquistare la donna amata, e il classico lieto fine, il tutto girato in note località turistiche. Le
ultime apparizioni live di Elvis (febbraio e marzo 1961) si tengono a Memphis e alle Hawaii: sono due
spettacoli di beneficenza per raccogliere fondi a favore della nave U.S.S. Arizona, affondata a Pearl
Harbour; questo spiega lo straordinario successo dei suoi film, dato che per molti anni saranno l'unico
modo per vederlo cantare. Infatti negli anni '60 Elvis interpreta ben 27 pellicole, tra cui oltre a quelle
già citate ricordiamo "Stay away Joe" (1968), "Charro" (1969), "Viva Las Vegas" (1964), "Easy come
easy go" (1967) e "Live a little love a little" (1968).
Nel tentativo di rinverdire il suo mito, "The King" convoca i migliori musicisti del momento e
registra in studio, davanti a un pubblico, quelle che sono conosciute come le "Burbank sessions". Da
sette anni non canta davanti a una platea, e il fatto diventa quindi un avvenimento: il 3 dicembre 1968
viene trasmesso l'"Elvis NBC TV special", sulla rete televisiva nazionale. È un momento decisivo nella
carriera di Presley che, abbandonato il sound degli ultimi anni e deciso a riprendersi lo scettro di re del
rock'n'roll, debutta il 31 luglio 1969 all'International Hotel di Las Vegas con grande successo di
pubblico e critica. Sarà questo il primo di una lunga serie di spettacoli che negli anni '70 lo riporteranno
a contatto col suo pubblico. Tra luglio e dicembre tre eccellenti singoli scalano la classifica di vendita:
"In the ghetto", "Suspicious minds" e "Don't cry daddy". Grazie a questi nuovi succesi Elvis inizia una
intensa e frenetica attività live (più di mille concerti in cinque anni, un media più di uno ogni due
giorni!). Una di queste esibizioni, "Elvis: aloha from Hawaii", del 14 gennaio 1973, viene trasmessa via
satellite in mondovisione a un pubblico di un miliardo di persone, e in seguito ne verrà tratto uno
storico album: sarà la prima incisione quadrifonica a superare il milione di copie vendute.
L'enorme produzione discografica di questo periodo è ovviamente imperniata su registrazioni dal
vivo; scarso è invece il materiale cinematografico, gli unici lavori su pellicola sono due documentari
sulla vita del cantante durante le tournee: "Elvis, that's the way it is" e "Elvis on tour". Presley comincia
a sentirsi ingabbiato nel suo stesso mito, e la sua vita è ormai quella di un quasi recluso, circondato da
un'impenetrabile corte di parenti, amici e faccendieri che non gli consentono di condurre una vita
normale.
Il divorzio dalla moglie Priscilla nel 1973 gli dà il colpo di grazia: l'alcool e le medicine prendono il
sopravvento causandogli frequenti attacchi depressivi, l'alimentazione disordinata e l'alcool lo portano
a ingrassare vistosamente e a ricorrere a estenuanti cure dimagranti, che peggiorano ulteriormente il
suo stato di salute costringendolo a periodici ricoveri in ospedale. Malgrado la precaria situazione fisica
nel febbraio 1977 inizia una nuova tournee, che si conclude il 26 giugno con lo show tenutosi al Market
Square Arena di Indianapolis; da quest'ultimo tour viene tratto lo special televisivo "Elvis in concert",
mandato in onda dalla CBS l'ottobre successivo.
Deciso a prendersi un periodo di riposo Elvis Presley torna nella sua casa di Graceland, a Memphis,
ma verso le 14 del 16 agosto 1977 viene ricoverato d'urgenza al locale Baptist Memorial Hospital, dove
poco più di un'ora dopo i medici lo dichiarano morto per aritmia cardiaca.

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