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Appunti di Storia dell’arte contemporanea

DESIDERIA SILVAGNI LABA RIMINI ANNO ACCADEMICO 2016/2017

ESAME -> composto da due parti 1- tesina (C1 + C2 ovvero le interviste e gli scritti…) 2- riconoscimento opere

17 novembre 2016

Non nasce il contemporaneo senza MARCEL DUCHAMP -> colpevole di tante cose che sono accadute e che accadono nel contemporaneo.

è più un filosofo che un artista -> rivoluziona l’arte e un modo di fare

Le vacanze intelligenti

con Alberto Sordi questo film è molto rappresentativo di quello che accade all’interno del mondo dell’arte contemporanea. questo per dire che nell’arte contemporanea diventa ancora più evidente il fatto che si vede ciò che si sa. nell’arte contemporanea noi vediamo solo la punta dell’iceberg, tutto quello che ci sta dietro non lo vediamo e se andiamo in un museo senza conoscere rischiamo di non vedere nulla. spesso ciò che appare non è e quello che non appare è e quindi è una vera e propria rivoluzione.

Duchamp è stato un personaggio molto rivoluzionario per i tempi che ha vissuto, per quello che ha prodotto e per l’ironia nei confronti di tutto e di tutto -> ironico e dissacrante a suo modo nei confronti del mondo dell’arte.

Biografia di Marcel Duchamp

Duchamp nasce a Blainville (piccolo paesino della Normandia) nel 1887

la sua famiglia era una famiglia agiata: il padre notaio ed è diventato anche sindaco di Blainville

e

aveva una famiglia composta da tre sorelle e due fratelli, una famiglia molto numerosa.

il

padre sperava che i figli seguissero la carriera notarile (giurisprudenza + carriera) ma tutti i figli

si

dedicarono all’arte -> il fratello più famoso era uno scultore cubo-futurista piuttosto famoso.

era il più piccolo tra i fratelli maschi (nella fotografia con i due fratelli è quello sulla sinistra), i fratelli andarono a Parigi a studiare all’accademia di belle arti nonostante il parere contrario del padre e l’appoggio della madre. quando anche lui decise di seguire la carriera artistica e andò a Parigi ormai aveva già i fratelli maggiori che da anni che vivevano lì e iniziò anche lui a seguire l’accademia di belle arti quindi aveva una formazione classica, accademica. là inizia a realizzare delle vignette sul rapporto tra uomo e donna e inizia a lavorare per dei giornali satirici, si manteneva con disegnando per questi giornali -> aveva un tratto molto elegante e raffinato. inizialmente sotto l’ala della protettrice dei fratelli che lo seguono nel suo corso.

Marcel Duchamp - 1902 - Paesaggio a Blainville quando realizza questo dipinto ha 15 anni

Marcel Duchamp - 1902 - Paesaggio a Blainville

quando realizza questo dipinto ha 15 anni e arriva a Parigi quando ha 17 anni

quando si va oltre alla pittura significa che sapeva dipingere benissimo -> rivoluzione si rifà all’impressionismo e in quel periodo andava appunto

di moda quella corrente -> pittura con rappresentazione

mentale (fusione tra figura e sfondo (tra i corpi e lo spazio) che si ottiene in questo caso attraverso le pennellate).

in quel periodo quindi era la moda dominante, era quella

che tutti volevano avere, non era rivoluzione. 1874 -> rivoluzione dell’impressionismo 30 anni dopo questa rivoluzione è stata assorbita ed è diventata una moda.

Marcel Duchamp - 1902 - Chiesa a Blainville

continua l’influenza dell’impressionismo, la necessità di fondere gli elementi con lo spazio attraverso le pennellate, la fusione cromatica, la dominante della rappresentazione mentale.

a tutt’oggi l’impressionismo è una di quelle corrente che piace di

più al fruitore comune perché è ciò che a livello di empatia, di colori delicati risultano essere più piacevoli rispetto alle opere di Duchamp.

essere più piacevoli rispetto alle opere di Duchamp. Marcel Duchamp - 1908/1909 - Nodo con calze
essere più piacevoli rispetto alle opere di Duchamp. Marcel Duchamp - 1908/1909 - Nodo con calze

Marcel Duchamp - 1908/1909 - Nodo con calze nere

è cambiato qualcosa: lo stile, i colori si rifà all’espressionismo -> si rifà all’inizio a tutte le correnti dominanti all’epoca, come se per produrre qualcosa di nuovo attraversasse tutto, provasse tutto in questa ricerca costante. qui non c’è più rappresentazione mentale, c’è il tracciato lineare grosso, quasi corroso che diventa quasi una pennellata colore, l’utilizzo del nero (si può utilizzare il termine nella contemporaneità). il corpo è maltrattato a confronto con lo sfondo, il corpo è dilatato, schiacciato, trattato e lo sfondo stesso è composto da pennellate, che sono macchie quasi nei toni del rosso e del verde.

è molto grande di dimensioni, quindi ha grande potenza e forza espressiva.

Henri Matisse -> FAUVE

padre del Fauve (Francia) ovvero bestie/selvaggi -> corrente che si rifà all’espressionismo (influenza tutta Europa -> a seconda dei paesi ha assunto nomi diversi). questo termine è un termine dispregiativo, coniato da un critico francese. Matisse è il capofila di questo movimento e fa diventare il colore materia veramente espressiva, oltre che essere cromaticamente molto acceso, si ha l’utilizzo della cromia, del colore dove tu hai questi colori che ti sommergono, ti immergono dentro… colori complementari ma anche contrastanti. i tracciati lineari diventano molto grossi, forti. è ovvio che a Parigi Duchamp vede Matisse e si rifà a lui

è ovvio che a Parigi Duchamp vede Matisse e si rifà a lui Marcel Duchamp -

Marcel Duchamp - 1908/1909 -Dottor Dumouchel

lui ancora rimane legato all’elemento dell’espressionismo, anche questo ritratto di questo dottore che era un amico di famiglia rimane all’interno dell’universo espressivo dell’espressionismo perché abbiamo ancora colori accesi, forti, contrasti cromatici che vive di luce endogena (componente luce e componente colore diventano tutt’uno quindi la luce è endogena alla materia cromatica). abbiamo contrasti netti tra le parti scure e quelle chiare, ci sono aloni interni di luce, luminosa

Marcel Duchamp - 1910 - I giocatori di scacchi

rappresenta i propri fratelli mentre stanno giocando a scacchi con loro moglie sempre nel giardino di Blainville -> rapporto molto coeso perché ogni estate si ritrovavano nella casa di famiglia. erano tutti artisti quindi si ritraevano tra di loro, ci sono molti ritratti delle sorelle, del padre… questo nucleo famigliare era a contatto l’uno con l’altro. c’è una piccola rivoluzione -> cambia lo stile a cui si rifà: attraversa tutte le correnti - > impressionismo, espressionismo e ora si basa su Cezanne. in questi anni incontra Cezanne, autore importantissimo perché mentre con l’impressionismo siamo ancora nell’arte moderna (ovvero i dipinti impressionisti sono ancora nell’800 canonico perché anche se c’è la rappresentazione mentale che fonde i corpi sopravvive la piramide prospettica realizzata con i colori, le pennellate che rappresentano le cose lontane sono più piccole e quelle più vicine

realizzata con i colori, le pennellate che rappresentano le cose lontane sono più piccole e quelle

più grandi).

Cezanne

CEZANNE manda all’aria la piramide prospettica e con lui inizia la contemporaneità: non rappresenta più uno spazio fatto su una piramide ma uno spazio che diventa cubo, curvilineo. lui scrive che si dovrebbe rifare la natura attraverso il cono, il cubo e il cilindro ovvero io parto dal concetto di cono, o dall’idea del cubo; attraverso queste forme geometriche parto a priori da questo e attraverso queste forme rifaccio un corpo piuttosto che un paesaggio… per questo si dice che Cezanne è agli albori del cubismo, realizza quello che poi realizzerà il cubismo.

si ha tracciato lineare, margine, la luce è endogena alla materia cromatica (è messa nella materia cromatica, è tutt’uno con la materia cromatica perché, denotativamente, il tavolo e i gomiti è come se fossero elementi geometrici -> solidificazione cromatica ovvero come se la cromia diventasse solida, la pennellata è solida. io parto dal solido (astrazione intellettuale) ovvero io traggo fuori da… si parte dall’intelletto, dall’idea (il solido geometrico appunto), io parlo di idee… e da questa astrazione solido geometrica vado a ricostruire un qualcosa quindi parto dal mondo delle idee e poi alla fine ritrovo la pittura. l’altro elemento importante di questo dipinto (ci si avvicina alla rivoluzione) è il gioco degli scacchi, non in senso denotativo. molti dicono che lui ha smesso di produrre arte per diventare un giocatore professionista di scacchi e ha partecipato a molti tornei per arrivare ad un livello molto alto. per lui giocare a scacchi era come realizzare un’opera anzi il gioco degli scacchi era un’opera d’arte -> lui dipinge col caso il gioco degli scacchi è un po come l’arte contemporanea -> se tu non conosci le regole vedi soltanto la punta dell’iceberg, vedi solo i movimenti lui dice che dipinge col caso perché attraverso il gioco tu hai una serie di varianti -> è un pensiero rivoluzionario (pensare di poter controllare il caso e di dipingere col caso è un pensiero rivoluzionario). quindi il gioco degli scacchi accompagnerà Duchamp tutta la vita.

Marcel Duchamp - 1910 - Ritratto di Susanne

è un disegno, c’è il tracciato lineare, i moduli sono sempre molto costruiti con tagli netti, precisi quindi c’è questa costruzione meccanomorfa del corpo -> per ricostruire il corpo ci si rifà ai meccanismi della macchina, delle strutture angolate si rifà sempre a Cezanne ma abbiamo comunque queste costruzioni spezzate, meccanomorfe. era la sorella preferita da parte sua, la troviamo ritratta più volte

comunque queste costruzioni spezzate, meccanomorfe. era la sorella preferita da parte sua, la troviamo ritratta più
Marcel Duchamp - 1911 - Ragazzo e ragazza in primavera questo dipinto segna una rivoluzione

Marcel Duchamp - 1911 - Ragazzo e ragazza in primavera

questo dipinto segna una rivoluzione -> la materia cromatica e le forme si alleggeriscono, diventano più

slanciate, la materia cromatica viene trattata in modo più leggero. la forma del dipinto diventa più leggera, le figure diventano slanciate e perdono gravità ma aumenta l’aspetto del Knox (= mente), del pensiero legato a

quelle forme, delle idee

cioè quelle forme man mano

che si svuotano di materia cromatica lo fanno perché l’altro aspetto che è quello del pensiero sta aumentando. inizia la ricerca intellettuale, dopo che ha sperimentato tutte le correnti pittoriche del 900 lui capisce che se non vuole replicare qualcosa che è già stato fatto deve andare oltre e questo è l’inizio della ricerca. le cromie sono molto delicate con gli azzurri, i verdi, c’è il tracciato -> non si rifà a nessuna corrente e va oltre all’interno di questa ricerca. questa opera è un dono per lo sposalizio della sorella preferita che era Susanne, quella del ritratto precedente.

Marcel Duchamp - 1911 - Dulcinea

lui in un intervista dice che non ha mai saputo il nome di questa ragazza che vedeva sempre passare dalla finestra tutte le mattine ad una certa ora ma che non ha mai conosciuto. c’è il lavoro sulle idee, knox, mente… il dipinto è leggero anche se si è introdotto un elemento in più -> è stato influenzato dal cubismo (Parigi). nel 1907 Picasso a Parigi realizza “Les Mademoiselle d’Avignonne” infatti in Duchamp si vede il corpo in diverse situazioni spaziali, lo spazio e il corpo sono sezionati ed è come se fossero stati ricostruiti in base al cubo…in base ad un’idea a priori, in base ad uno spazio matematico e geometrico. infatti abbiamo il corpo che viene sezionato e ripetuto più volte nello spazio e lo spazio stesso si inserisce all’interno del corpo quindi abbiamo degli incastri, le cromie sono chiaro ed evanescenti, c’è un alleggerimento, c’è la luce endogena però il procedimento è sempre quello -> parto dallo Knox (mente/pensiero -> mondo delle idee) e attraverso questo ricostruisco la materia (procedimento che appartiene anche al cubismo ovvero parto da solidi geometrici e attraverso questi ricostruisco il mondo). è un procedimento di ribaltamento -> io non parto più da quello che vedo fuori ma parto da quello che ho in testa, io non rappresento più ma io presento. non posso più partire da ciò che viene considerato ciò

quello che ho in testa, io non rappresento più ma io presento. non posso più partire

che vedo, natura, ciò che sta fuori perché tutta la conoscenza che parte dai primi del 900 mette

in crisi ciò che io vedo.

nei primi del 900 il mondo della fisica -> Einstein con la “Teoria della relatività” aveva detto che era tutto massa ed energia, tutto ciò che io tocco è massa, atomo, energia… ciò vuol dire che ciò che appare è massa.

a fine 800/ inizio 900 partono molte scoperte mediche come ad esempio le radiografie.

sempre nei primi del 900 viene data alle stampe “l’interpretazione dei sogni” di Freud quindi

l’uomo era dominato dall’ego, dalla libido… queste scoperte insieme mettono in crisi il concetto

di realtà per cui partono anche tutte le filosofie.

inizia in quegli anni la corrente filosofica dello strutturalismo che inizia a dire che quello che tu frusci di ciò che sta fuori dipende sempre dal tuo punto di vista, dalla tua interpretazione -> tutto questo mette in crisi il concetto di realtà quindi se non possono partire da ciò che sta fuori partono da ciò che sta dentro quindi dalle idee, dalle sensazioni… aveva tutte le caratteristiche del cubismo -> scomposizione e ricomposizione del corpo infatti Dulcinea viene scomposta e ricomposta. abbiamo un inserimento del corpo nello spazio e viceversa, c’è questa successione spazio- temporale di Dulcinea e viceversa.

24 Novembre 2016

tutto questo per Duchamp era solo l’inizio del processo che poi lo porterà allo scolabottiglie.

Marcel Duchamp - 1911 - Giocatori di scacchi

il gioco di scacchi è per lui quindi l’attività artistica infatti ci sono tantissime sue attività che fanno riferimento a questo tipo di giochi; lui infatti diventa un giocatore professionista. per lui era così interessante perché per lui era come realizzare un opera infatti lui diceva che ora

lui dipingeva col caso.

questo gioco ha un numero grandissimo di varianti e questo gioco sta nell’intuire e nel prevedere le mosse dell’avversario -> è tutto un gioco mentale. per poter giocare bisogna conoscere le regole, bisogna riconoscere il codice del gioco; se io non riconosco le regole io vedo solo i movimenti fisici, delle pedine che si muovono, tutto quello che è fisico ma non capisco quindi le regole del gioco -> questo vale per tutti i giochi e gli sport.

del gioco -> questo vale per tutti i giochi e gli sport. infatti la prima cosa

infatti la prima cosa che si fa è studiarsi le regole altrimenti non si può giocare. per lui questo gioco è quindi diventato una metafora della produzione di un’opera d’arte. l’artista è il giocatore e quindi entrambi i giocatori sono gli artisti che conoscono il codice, la partita è la realizzazione dell’opera. gli spettatori possono vedere l’opera solo se conoscono le regole del gioco sennò vedono solo la punta dell’iceberg. nell’arte contemporanea quello che non vedi, l’immateriale, ha il peso quasi dei 3/4 dell’opera. questi giocatori di scacchi sono realizzati sullo stile del cubismo -> composizione e scomposizione dell’elemento.

rappresenta anche quello che è il principio della fisico -> il corpo composto di atomi quindi un tavolo (composto da atomi) può compenetrarsi con il corpo umano perché sono entrambi composti della stessa materia quindi è una visualizzazione di quelle che sono le novità della fisica quantistica. Duchamp dirà che il suo obiettivo era rappresentare la mente dei due giocatori che si compenetravano, le due teste che per giocare diventavano una sorta di tutt’uno per cercare di comprendere quale sarà la prossima mossa dell’avversario. lui rappresenta quindi qualcosa che è mentale, lui tenta di rappresentare quella che è l’operazione mentale dei due giocatori, una sorta di fusione tra le due teste.

è di grandi dimensioni e per ottenere questi verdi li dipinge con la luce di una lampada che

proietta nello spazio delle tonalità verdi, di notte, per far si che i giocatori acquisiscano questa tonalità verdognola. lui dice che dipinge col caso ovvero per lui impostare una partita, le regole della composizione,

le crome diverranno una trasposizione teoria che sottende l’idea del controllo del caso ovvero

tentare di capire come si muoverà l’avversario implica tenere presente la partita e come si svilupperà la partita.

ci sono tantissime possibilità, infinite, che dipendono dalle strategie di gioco ma attraverso il

calcolo delle probabilità lui si basa per avere il controllo del caso. attorno al 1910/11 lui sta arrivando a qualcosa.

Marcel Duchamp - I disegni

quando l’espressione artistica diventa concettuale cioè più assume dominante l’aspetto del Knox, della mente, del pensiero dell’artista, più acquisiscono importanza i disegni cioè noi abbiamo di pari passo una grande produzione di disegni.

questo perché tra tutte le attività espressive che hanno a che fare con l’idea della produzione di qualcosa che fa ancora capo al concetto di pittura, il disegno è la più mentale, la più concettuale. chi si occupa di arte concettuale infatti disegna tantissimo. i disegni sono tanti, centinaia anche per la produzione di una linea, e sono così importanti perché sono lo studio del nostro dipinto, sono la processualità, il progetto che viene riprodotto attraverso il disegno. il disegno e non un dipinto perché bisogna considerare il concetto delle due bilance: se io aumento il concetto di pensiero ho un emorragia su quello che è l’aspetto di materia e tra tutte

le rappresentazioni il disegno è la più immateriale -> il tratto di una matita ad esempio è molto

immateriale così esile e leggero.

ad esempio è molto immateriale così esile e leggero. la matita che noi utilizziamo quando disegniamo

la matita che noi utilizziamo quando disegniamo le nostre idee la usiamo per fissare un idea -> traduzione espressiva immediata quindi è il mondo delle idee che si traduce in un tratto. il disegno è il pensiero, la traduzione del pensiero; anche se tu hai filtri e il pensiero è molto complesso l’immediata traduzione è il disegno oppure la scrittura.

Marcel Duchamp - I disegni

l’altro era realizzato con la china, questo con la matita e rappresenta due volti, non abbiamo la

compenetrazione e abbiamo in basso la scacchiera ed è uno dei tanti progetti realizzati ai giocatori di scacchi.

Marcel Duchamp - 1911 - Il macinino di caffè

questa opera è un macinino da caffè, rappresentato in pianta ed è un regalo che lui realizza per il matrimonio del fratello ed è sempre la trasposizione fisica di un’idea. una volta c’erano questi macinini, manuali in cui si mettono dentro i grani e con questa manovella si schiacciano i grani e viene fuori la polvere con cui si ottiene il caffè. questo è il regalo di nozze che fa al fratello, anch’esso artista -> non è proprio un dipinto ma è una tecnica mista. abbiamo un grosso salto: il fatto che lui scelga di rappresentare un macinino di caffè al posto di un ritratto fa pensare già ad un cambiamento. lui sceglie di rappresentare questo macinino da caffè non perché era bello, era all’epoca un oggetto di uso quotidiano, quindi sceglie intenzionalmente di rappresentare un oggetto di uso comune. l’altra cosa che fa pensare al cambiamento è quello che lo affascinava di quell’oggetto ovvero il movimento. in questi anni, primo del 900, uno dei grossi problemi dell’arte contemporanea era quello di rappresentare il movimento -> futurismo. era quella che veniva definita la quarta dimensione -> spazio/tempo ed era un problema comune per gli artisti di quegli anni. nel 1911 arrivano i futuristi a Parigi (Boccioni, Marinetti…) e realizzano una mostra. rappresenta quindi il movimento attraverso la ripetizione del braccio su in alto su in alto ovvero lui per arrivare ad un compromesso per rappresentare il movimento rappresenta il movimento attraverso la ripetizione del braccio però il problema del movimento non viene risolto perché il movimento inevitabilmente sarà pur sempre un movimento non reale, virtuale perché è impossibile rappresentare su una superficie bidimensionale qualcosa come il movimento che ha a che fare con la tridimensionalità del corpo quindi è sempre un compromesso, qualcosa di virtuale. abbiamo la rappresentazione con la ruota della bicicletta perché lui si divertiva a farla girare quindi il movimento diventa reale oppure con la performance, ad esempio con la body art infatti i corpi degli artisti sono dotati di movimento, è un corpo vivente.

degli artisti sono dotati di movimento, è un corpo vivente. lui è un artista che fonda

lui è un artista che fonda il suo percorso artistico sull’unione degli opposti cioè per aumentare il discorso mentale e per superare delle convenzioni comuni nella sua produzione teorica si diverte ironicamente ad unire cose che noi pensiamo lontanissime, non associabili. l’ironia è diversa dall’umorismo. una convenzione comune è un pensiero comune che ha a che fare con le abitudini ma anche con il pensare le relazioni collegate tra una cosa e l’altra, sono relazione tra la figura e lo sfondo, tra il

contesto e l’ambiente e le cose che sono abituata a pensare -> relazioni istituzionalizzate quindi un rapporto tra due cose, una relazione ad esempio, il water deve stare dentro un bagno… quindi lui prende queste relazioni istituzionalizzate, questi elementi che noi pensiamo come convenzionali e li supera, li trasgredisce (=andare oltre ad un limite, oltre al confine). ad esempio io penso al water in bagno, ma per superare questo concetto devo andare oltre, pensarlo ad esempio in un negozio e non rimanere stupida.

il macinino non è quindi un dono convenzionale; è un oggetto meccanico, inorganico (l’opposto del non organico è l’organico oppure ancora più opposto, il massimo dell’organico è l’attività della riproduzione ovvero significa che quell’organismo nel suo habitat sta bene e quindi la

specie può continuare quindi l’opposto dell’inorganico è il super-organico e quindi l’attività sessuale/ la riproduzione). quindi abbiamo inorganico -> organico ———> super-organico noi rappresentiamo vediamo solo un macinino ma a livello mentale lui fa smettere al macinino

di funzionare come macinino e gli dà un attività sessuale, che non vediamo a livello di fisicità ma

è una questione mentale e questo lo sappiamo solamente leggendo i suoi scritti. lui diceva che era attratto dal macinino perché il macinare per lui era un atto deliziosamente erotico ovvero lui traspone a livello mentale, concettuale qualcosa che è impossibile vedere perché è il territorio del knox, della mente, ma noi non lo vediamo. lui unisce ciò che è inorganico (macchina -> in questo caso il macinino) a qualcosa che è super

organico (attività sessuale, un organismo che quando si trova bene in un habitat si riproduce) -> unione degli opposti.

si ragiona quindi con gli opposti e li mette assieme.

il significante è inorganico e il significato è super-organico.

La crono-fotografia

la rappresentazione del movimenta era un problema che ha attraversato tutti i primi anni del

900.

la crono-fotografia (crono = tempo) che viene rappresentata scattando in diverse situazioni

temporali dando l’idea del movimento di Muibridge. i futuristi guardano questi esperimenti per arrivare alla rappresentazione del movimento, è quello che sta agli albori del cinema. si tenta di dare l’idea della successione di un corpo in movimento.

Marcel Duchamp - 1911/12 - Nudo che scende le scale

quest’opera è fondamentale. ne realizza due versioni: noi vediamo quella definitiva e ci sono dietro innumerevoli disegni.

il nudo che scende le scale lo espone e realizza a metà tra Parigi e New York, un po' per evitare

le

due guerre mondiali con cui si confronta.

la

espone a New York all’Armony Show che era una mostra organizzata per dare ai newyorkesi

un’idea delle avanguardie europee -> la ricerca delle avanguardie veniva fatta in Europa e arriva con questa mostra realizzata da questi colleghi e tra tutte le opere esposte, una delle opere che suscitò maggiore scandalo fu proprio questa.

la gente non lo riteneva molto bello ma la gente lo riteneva particolarmente trasgressivo e

innovativo perché a NY non conoscevano ancora le ricerche cubiste quindi la scomposizione e

ricomposizione del corpo era considerata una novità e per il titolo. * pag. 148 degli

ricomposizione del corpo era considerata una novità e per il titolo.

* pag. 148 degli scritti di Marcel Duchamp (C2) * in questo dipinto posso vedere le influenze cubiste (scomposizione dei corpi) ma nella iterazione della forma (ripetuta più volte) per dare un’idea di movimento io posso individuare un’influenza del futurismo quindi è una sorta di sunto tra le due influenze. lui dice nei suoi scritti che:

- non c’è alcun rapporto tra il nudo che scende le scale e il futurismo - affermazione / contraddizione - negazione -> unione degli opposti -> inorganico - super-organico ———> stava dipingendo in quel momento il nudo, durante la mostra - lui dice che conosceva Severini e che in quell’epoca lavorava da solo e andava di moda la crono-fotografia - la sua rappresentazione era più vicina ai cubisti che ai futuristi - il suo scopo era la rappresentazione statica del movimento - > concetto di statico e il concetto di movimento sono due opposti perché come lui scrive, realizza un opera.

- lui vuole fare una rappresentazione statica senza ottenere l’effetto della pellicola

l’obiettivo era di creare qualcosa che ancora non era stato fatto -> tutto ciò che ora c’è nei musei

è opera di Duchamp

lui capisce che se vuole andare oltre al limite, per trasgredire bisognava unire gli opposti. quando raggiunge la novità ovvero lo scolabottiglie (nucleo / punto zero di non ritorno) continua a produrre delle cose e a lavorare sul pensiero però il punto zero l’ha raggiunto e da lì altri costruiranno il suo mito.

1 Dicembre 2016

nei suoi scritti riferendosi ai suoi ready-made, agli oggetti già fatti come la ruota della bicicletta

e altri, lui parla di macchine celibi = l’idea del celibato ovvero non sposarsi e quindi avere attività sessuale autoreferita perché si doveva arrivare vergini al matrimonio. macchina perché è una macchina, concetto dell’inorganico; celibe perché se io quella macchina la disegno ma non gli attribuisco una funziona di macchina ma una funzione erotica a quella macchina gli impedisco di funzionare come macchina, quindi è una macchina non funzionante. nei primi del 900 l’uomo doveva arrivare celibe al matrimonio quindi per soddisfare i propri impulsi sessuali con pratiche auto erotiche come la masturbazione. all’interno dell’ottica del tempo l’attivista auto erotica era una attività sessuale non funzionante perché per poterla far funzionare doveva esserci la coppia quindi come non era funzionante il macinino non lo era nemmeno il celibe; da questo macchine-celibi.

Marcel Duchamp - Nudo che scende le scale

- secondo lui non c’è nessun rapporto tra il nudo che scende le scale e il futurismo -> questa opera è cubista per i colori ma l’impostazione è cubo-futurista.

- il suo scopo era la rappresentazione statica del movimento -> unisce i due opposti già nella frase statico-movimento è impossibile rappresentare il movimento in pittura, lo faranno con le performance o con la body art…

- una testa in movimento diventa linea, questa posizione gli sembrava difendibile

- lui fa diventare lo scheletro una linea

- l’artista poteva servirsi di qualsiasi cosa perché il pensiero non ha limiti, confini, si può pensare tutto quello che si vuole… la realtà fisica ce l’ha ma il pensiero no -> poteva servirsi di un punto, una linea, un simbolo più o meno banale per esprimere quello che voleva dire.

per lui i suoi lavori sono delle formule perché per lui è tutto come un teorema, sono tutte teorie attraverso le quali lui deve sempre andare oltre, passare di là, superare il limite.

sempre andare oltre, passare di là, superare il limite. Marcel Duchamp - 1911/12 Il re e

Marcel Duchamp - 1911/12 Il re e la regina attraversati da nudi veloci Marito e moglie attraversati da nudi veloci Uomo e donna attraversati da nudi veloci

continua la rappresentazione del movimento ma anche l’unione tra inorganico e super organico dove nel titolo si può vedere anche se non sono denotativi quindi vuol dire che è come una sorta di universo cognitivo che lui vuole aprire. il re e la regina sono le pedine del gioco degli scacchi, in quanto esse sono perdite sono inorganico, nel secondo titolo però associa il super organico perché appunto re e regina sono pezzi degli scacchi ma possono essere anche marito e moglie che è super organico quindi è anche la rappresentazione del rapporto sessuale.

quindi è anche la rappresentazione del rapporto sessuale. Marcel Duchamp - Disegno importantissimo perché sono la

Marcel Duchamp - Disegno

importantissimo perché sono la più immediata traduzione dell’attività del pensiero, della mente.

Marcel Duchamp - 1912 - Il passaggio dalla vergine alla sposa

sulla sposa lui lavora per 20 anni. l’organico viene tradotto attraverso l’inorganico ovvero traduce la sposa e la vergine come se fossero

delle macchine. abbiamo un passaggio da vergine ad una condizione di sposa -> rimanda sempre ad un’attività sessuale che è un insieme tra inorganico e super organico noi queste attività sessuali le troviamo nei titoli, non nella rappresentazione in se del dipinto, è tutta mentale.

Lucas Cranach - 1500 - Venere

è tutta mentale. Lucas Cranach - 1500 - Venere 
 Marcel Duchamp - La sposa è
è tutta mentale. Lucas Cranach - 1500 - Venere 
 Marcel Duchamp - La sposa è

Marcel Duchamp - La sposa

è una pittura delle fiandre. qui abbiamo il passaggio tra vergine e sposa già avvenuto e per questa opera Duchamp si era ispirato a Cranach, infatti c’era già stata la mostra a Parigi. si nota questo dalle crome, per realizzare questo dipinto esso aveva preso una marca di colori olandesi che gli hanno garantito lo stesso spessore cromatico dei vecchi maestri.

la venere di Cranach era cifotica, ovvero aveva una sorta di gobbetta in alto, e la pancia evidente. molto diversa quindi dalla venere di Botticelli -> c’erano diversi criteri di bellezza tra il nord e il sud europa; nella venere di Botticelli non esiste la rappresentazione della realtà perché è creata secondo alcuni calcoli matematici mentre nella realtà non esiste questo essere perfetto; l’altra invece è più realistica perché non c’è l’intento idealizzante.

Duchamp tenta di riproporre questo dipinto a livello di crome e dà una traduzione alla sposa come se fosse un oggetto meccanico infatti è creata con cilindri, provette… lo sfondo scuro è preso da Cranach appunto perché ha preso ispirazione dalla sua venere. c’è quindi una traduzione a livello di forme assolutamente diversa: è un cyborg.

Marcel Duchamp - Biblioteca di Parigi

è un disegno ed è costruita con le regole costruttive dello strutturalismo -> usano materiali

come cemento, metallo… lui inizia a lavorare lì come bibliotecario e aveva molte ore libere perché era circondato dai libri che era il materiale del suo lavoro. lui capisce che “il nudo che scende le scale” non lo avrebbe portato ad una rivoluzione, nonostante avesse fatto molto successo.

lui pensa che ci sono due tipi di artisti: i pittori professionisti e i franchi tiratori, liberi da obblighi

e ostacoli.

lui dipinge per se stesso, non voleva che la sua vita dipendesse dalla sua pittura.

non voleva che la sua vita dipendesse dalla sua pittura. Marcel Duchamp - 1914 - Macinino

Marcel Duchamp - 1914 - Macinino di cioccolato

c’è una disumanizzazione dell’opera d’arte. è un disegno secco nei primi del 900 c’era una grande distinzione: il disegno tecnico/meccanico era considerato industriale, non apparteneva minimamente al mondo dell’arte. lui era attratto anche questa volta da un altro oggetto di uso comune, quotidiano, che ha visto mentre passeggiava esposto in una vetrina. viene in particolare attratto dal disegno dell’oggetto stesso -> è un disegno SECCO per DISEGNO SECCO si intende un disegno non pittorico, non collegabile convenzionalmente nel settore dell’arte ma in quello delle macchine. lui lo prende, lo ripropone o ci unisce l’opposto -> associa il super organico alla macchina; il super-organico lo vediamo nel movimento della macchina ma anche nel disegno che non è funzionale per un dettaglio tecnico ovvero i piedini che non possono reggere tutto quel peso -> gli elementi sono poco funzionali. anche queste erano macchine celibi -> lui smette di dipingere per gli altri e inizia a dipingere per se stesso; questi oggetti non sottintendevano nessuna idea di gusto -> non aveva a che fare con il buono o cattivo gusto.

15 Dicembre 2016

lui dice che quello che gli interessava non era tanto il suo comportamento meccanico ma lo studio di una tecnica nuova -> lui voleva andare oltre al concetto convenzionale di gusto. lui non voleva adeguarsi alla pittura a caso, elemento pittorico fine e se stesso -> ciò che aveva fatto fino ad allora. nei musei di arte contemporanea siamo abituati a vedere di tutto ma all’epoca un disegno meccanico era solito vederlo all’ambito meccanico -> pensiero rivoluzionario / rivoluzione lui apprezzava la precisione, l’esattezza quindi si riprende il concetto di importanza del caso/ unione degli opposti -> unisce quello che convenzionalmente, il concetto di esattezza e caso/ casualità -> ciò che lo spettatore comune reputa non convenzionale. prima, sotto questo aspetto, avevamo visto il super organico con l’inorganico…

Duchamp di tutte le attività che appartengono all’organismo sceglie di dedicarsi a quella legata

al super organico, lui decide di evidenziarla infatti parla di celibato. lui sceglie questo tipo di

attività, come decide di non far funzionare le macchine per ciò per cui sono state costruite, decide di non far funzionare l’attività del super organico perché convenzionalmente attività sessuale -> riproduzione -> continuazione della specie.

le sue macchine saranno sempre celibi, non arriveranno mai alla sposa, con attività auto

erotiche. secco -> era il disegno che doveva essere preciso altrimenti le macchine non funzionavano, disegno freddo / meccanico era quello che all’epoca era già una rivoluzione all’interno dei territori dell’arte. lui non trovò più amatori, anche tra coloro a cui piaceva l’impressionismo e il cubismo… ciò significa che il suo disegno non trovo più estimatori mentre quelli precedenti avevano avuto successo. quando lui decide di andare oltre questa cosa improvvisamente non ha più estimatori, quindi anche quelli che aveva prima lo abbandonano e questa nuova arte non viene più apprezzata.

a questo punto si pone il vero inizio del suo grande vetro, è un opera a cui lavorerà per circa 20 anni.

la macinatrice di cioccolato segna una data decisiva nella sua opera, una vera rottura e fu un

momento molto importante nella sua esistenza perchè dovette prendere gravi decisioni tra cui dire basta alla pittura e di cercarsi un lavoro appunto perchè non aveva più estimatori.

la necessità di cercarsi un lavoro diventa importante e voleva iniziare a dipingere per se stesso

quindi non doveva più tenere conto di quello che piace al pubblico. trovò un posto di bibliotecario in una biblioteca di Parigi, era un impiego notevole nel senso che gli lasciava molte ore libere ma lì c’erano i libri quindi li trovava i materiali di cui aveva bisogno. quando lui dice che voleva dipingere per se stesso intende dire che non voleva più dipingere solo piacere agli altri e questo lo porta alla conclusione che esistono due tipi di artisti: i pittori professionisti che lavorando con la società non possono fare a meno di integrarsi e gli altri, i

franchi tiratori, liberi da ostacoli infatti se lavori all’interno da una società tu devi soddisfare le esigenze del pubblico ma se tu ti dissoci da quello tu sei libero da quelle che sono le esigenze

di un certo tipo di pubblico.

lui non voleva dipendere dalla sua pittura per vivere anche perchè oggettivamente poteva anche permetterselo con il reddito che aveva, aveva un assoluta coerenza nell’incoerenza. quando lui parla del suo disprezzo per il grande pubblico e quando dice che è per lui stesso

che dipinge, questo non significa che dipinge per un pubblico ideale… si tratta di un tentativo

di portarlo a livello di quel pubblico ideale.

crea una distinzione, lui dice: non produco per piacere ai miei contemporanei perchè sennò io vincolo la mia produzione ad un piacere immediato, al gusto delle persone che mi circondano,

lui vuole ottenerlo fra 100 o 50 anni…

nel 1911/12 o 14 quando è stata fatta la macinatrice non avrebbe mai avuto successo, non poteva piacere… 4 anni fa invece le persone la amavano.

c’è la volontà di non ripetersi mai e il desiderio di contraddirsi, ripeti la stessa cosa per un certo tempo e diventa gusto, un abitudine; se invece interrompi la tua produzione artistica dopo aver creato una cosa fa successo ma se si ripete un certo numero di volte diventa gusto. lui pensava che se il disegno tecnico meccanico non sottintendesse nessun idea di buon gusto, pensava che fosse qualcosa talmente freddo da essere anestetico.

lui tentando di togliere tutto quello che potesse avere l’idea di gusto, di piacere, di bello o di

brutto arriva al ready-made, al già fatto, all’oggetto seriale dove non c’è l’intervento umano.

Unione, quello che comporta questo nella contemporaneità ovvero su questa unione tra

inorganico e organico o super organico prendendo questo elemento molti artisti che si ispirano

a Duchamp portano avanti questo concetto nella contemporaneità.

chi è influenzato da Duchamp? chi prendendo spunto da lui esprime conseguenze nella

quotidianità?

spunto da lui esprime conseguenze nella quotidianità? Stelarc - Suspension è un performer, la performance nasce

Stelarc - Suspension

è un performer, la performance nasce negli anni 60 (Bruce Nauman, Abramovic…) la sua idea è quella di creare una sorta di super uomo - > in Duchamp noi avevamo l’unione dell’inorganico ma anche dell’organico ma era un organico e super organico con lui abbiamo questa unione che era metaforica in Duchamp, diventa reale. lui voleva potenziare le caratteristiche umane attraverso

la macchina, potenziare i limiti dell’uomo, il concetto di umanità rendendola più potente, più forte, più resistente (sta lavorando ultimamente sul concetto di immortalità per rendere più potente l’uomo) servendosi della macchina.

è sempre lui il soggetto e con lui abbiamo l’unione, il soggetto è la sua materia, che diventa

materia opera da potenziare. gli innesti avvengono sul suo corpo, innesti come unione uomo - macchina. ha iniziato negli 60 con le sospensioni cioè degli anelli che erano inseriti nel suo corpo e attraverso a questi anelli passavano delle corde e con questi si faceva sospendere a diverse decine di metri dal suolo ed era un modo per superare il limite fisico del concetto di dolore. l’anello ha l’elemento meccanico e l’elemento organico.

ha l’elemento meccanico e l’elemento organico. Stelarc - Stomac sculpture negli anni 90 si fa impiantare

Stelarc - Stomac sculpture

negli anni 90 si fa impiantare dentro allo stomaco una scultura. c’è un unione tra l’elemento organico e in questo caso l’elemento inorganico. la scultura viene inserita nello stomaco, una volta inserita si apre all’interno dello stomaco. tutti i suoi esperimenti avvengono così: lui organizza l’operazione, poi tutto viene seguito da un equipe di medici, tecnici che rendono possibile questo tipo di intervento. c’è il controllo del dolore, con l’obiettivo di potenziare l’uomo rendendolo una sorta di macchina. tutto quello che per Duchamp era metaforico qui diventa concreto. lui ha una formazione artistica ma fa anche studi di medicina, molti artisti contemporanei provengono non dal settore artistico ma provengono da medicina, biologia, matematica… Duchamp scriveva che si ritiene solitamente che l’artista sia stupido e che non abbia bisogno di nessuna informazione, ma in realtà non è così e l’artista deve andare all’università, deve conoscere.

la body art non ha nulla a che fare con i tatuaggi; i tatuaggi hanno a che fare con l’origine tribale

e poi è diventata una moda.

la body art è quando io prendo il corpo, lo desemantizzo -> forma: lo modifico (interventi chirurgici, colore: lo porto all’estremo come ha fatto Marina Abramovic negli anni 60/70/80 lavorava sul concetto di resistenza, lei diceva che se si tagliava mentre affettava una cipolla e vedeva il sangue lei sentiva dolore ma se si tagliava mentre era in una performance lei non sente dolore, c’era una anestesia completa. Stelarc lavora sull’unione innesto, sono coscenti, tutti lo sono e lavorano sul controllo del dolore dal punto di vista fisico e psichico, vanno oltre il limite che è il corpo quindi il dolore. in questo caso noi abbiamo l’innesto della scultura.

in questo caso noi abbiamo l’innesto della scultura. Stelarc - Il braccio meccanico / artificiale lui

Stelarc - Il braccio meccanico / artificiale

lui vuole potenziare il corpo quindi si fa innestare un terzo braccio meccanico.

tutti i performer amano profondamente il proprio corpo e ne sono quasi ossessionati perchè è il loro materiale di lavoro e hanno una grande cura del proprio corpo perchè non si possono permettere che il loro materiale di lavora soffra e non sia estremamente prestante per resistere in questi campi.

per una singola performance ci sono anni di preparazione dietro perchè quando lavorano con il corpo non si possono permettere di sbagliare, perchè in questo caso

sbagliare vuol dire rischiare la vita. questa cosa fa si che Stelarc o Marina Abramovic, ecc… fanno dei training che durano anni ovvero training per aumentare la resistenza fisica -> la casa di Amsterdam della Abramovic è una palestra, la stessa cosa per Stelarc che è da una 40ina di anni che è seguito da un equipe di medici perchè c’è una cura estrema dell’espetto fisico del corpo che psicologico. il controllo della sofferenza è un training sulle sue percezioni -> la Abramovic passava mesi con le tribù del centro della Spagna per riuscire a resistere alla fame e alla sete, ecc… io amo talmente tanto il concetto di uomo che non accetto i suoi limiti (morte, malattia…) e lavoro per potenziare la sua resistenza. in quello che abbiamo visto non c’è rischio perchè ci sono talmente tanti medici che lo circondano, viene fatto in una sala operatoria e loro decidono come allestire le sale quindi ci sono moltissimi controlli e non ci sono errori. Per Stelarc attualmente si sta occupando della morte quindi per superare questo problema ha iniziato a lavorare sul concetto di immortalità. fa questo costruendosi una cosa che quando lui morirà fisicamente continuerà ad esistere lì dentro, una sorta di clone artificiale, lavora per costruire un suo clone che vivrà in rete.

Marina Abramovic sta reagendo malissimo alla vecchiaia perchè inizialmente no, perchè ha pensato che dovrà terminare la sua vita quindi realizza una scuola per ragazzi che vogliono dedicarsi alle arti performative e quindi cerca fondi per questa scuola e invecchiando non può resistere a fare queste performance quindi lei crea delle cose che possano portare avanti il suo lavoro.

a lei servivano soldi per fare questa scuola, per recuperare fondi fa delle cose ed è molto iconica quindi non è più un lavoro serio, e quindi sta reagendo male alla vecchiaia ed è ricorsa esageratamente alla chirurgia, non accetta la vecchiaia amando così tanto il proprio corpo.

l’obiettivo di questa performance di Stelarc era interessante -> gli impulsi del cervello servivano

a muovere il braccio, era un innesto meccanico sull’altro braccio che si muoveva autonomamente grazie agli impulsi inviati dal cervello dell’artista stesso.

non c’erano solamente equipe di medici ma anche di scienziati e tutti quello che riguarda la neuro scienza e l’elettronica. c’è l’innesto tra l’essere umano e l’organico.

le strutture servono a decodificare gli impulsi che vengono inviati dal cervello al braccio

meccanico.

il concetto di innesto tra un elemento inorganico e un elemento organico o super organico in questo caso va a toccare oltre all’ambito dell’arte anche l’ambito cinematografico.

Tetsuo

è

il protagonista in questa città giapponese disagiata e

la

propensione di questo protagonista è che inizia a

provare piacere sessuale (super organico) intestandosi delle parti meccaniche.

(super organico) intestandosi delle parti meccaniche. la ripresa è sgranata, è mossa, è tutta intenzionale e

la ripresa è sgranata, è mossa, è tutta intenzionale e fa

parte della caratteristica stilistica di questa opera cinematografica.

è un elemento che dà l’idea del disagio, la periferia dove tutto si innesta.

l’innesto non è più nell’ambito dell’arte, siamo nell’ambito della cinematografia, nella finzione cinematografica l’attore si inserisce queste parte; nell’inserimento delle parti tra l’uomo e la macchina c’è il piacere sessuale.

la stessa ripresa diventa elemento stilistico, intenzionale, in bianco e nero con queste sfumature,

sgranato, proprio per questa ricerca estetica stilista legata alle riprese. ogni inquadratura è quasi un opera perchè è estremamente suggestiva.

David Cronenberg - Crash

innesto tra umano e artificiale, tra organico e inorganico è presente in quasi tutti i film di questo autore.

è

un autore che fa tutti i lavori sugli innesti, dove il concetto di innesto diventa quasi un esempio

di

una società che è una società malata, il concetto di malattia.

questa malattia appartiene a tutti, fa diventare malattia il soggetto del suo lavoro, tutti i protagonisti sono malati ma sono gli esponenti di una malattia sociale. l’opera che prendiamo in esempio prende in riferimento un innesto tra un organico (corpo umano) e l’inorganico (macchina).

il protagonista prova piacere sessuale da incidenti stradali. con lui il riferimento è esplicito.

c’erano molte polemiche perchè dicevano che lui inneggiava a incidenti stradali perchè il protagonista va a replicare incidenti stradali dove muoiono persone famosi e cerca le auto come quelle degli incidenti e replica l’accaduto -> simulazioni

Sfilata di Alexander McQueen

McQueen è estremamente attento a quello che è la cultura dove abbiamo l’innesto tra l’umano

e la macchina -> l’influenza di Duchamp è trasversale.

lei è l’elemento umano che è circondata da questi bracci meccanici.

Michelle Abadia - In the mood of love

In ambito musicale c’è questo video che è molto sperimentale.

è un artificiale che diventa umano

questi personaggi (robot) interamente macchina sono impegnati in una attività sessuale super organica che però mantengono l’elemento organico degli occhi quindi c’è questo innesto tra inorganico e organico.

quindi c’è questo innesto tra inorganico e organico. 22 Dicembre 2016 Giger è un innesco tra

22 Dicembre 2016

Giger

è un innesco tra parti biologiche ed elementi meccanici, un groviglio tra tubi meccanici ed intestino. Il film “Alien” è una creatura di Giger. Lui non è nell’ambito dell’arte ma bensì in quello dell’illustrazione. Un altro illustratore era CARLO RABALDI che

realizzò ET (innesco di parti organiche diverse). Voleva costruire un essere aliene che non avesse elementi appartenenti al mondo terrestre.

Il dadaismo

La caratteristica di questo movimento è il concetto di objet trouvé ovvero oggetto trovato. Oggetto trovato è quando io passeggio per strada o al mare e noto una conchiglia o un copertone di un auto, un legno corroso dal tempo, mi piace, lo raccolgo e lo faccio diventare parte della mia opera. i criteri in base ai quali noi raccogliamo le cose sono le caratteristiche estetiche, le scegliamo in base alla forma, al colore, alla composizione… sono gli stessi criteri con cui gli artisti Dada decidevano di selezionare e raccogliere un oggetto piuttosto che un altro. gli oggetti venivano scelti o in base a criteri estetici (forma, colori…) o a criteri anti-estetici ovvero perchè lo si considera brutto e non rispetta i criteri tradizionali (forma, colore…).

all’interno di questo tipo di operazione i criteri sono estetici e ci muoviamo all’interno dell’ambito astratto ma sempre all’interno delle categorie dell’estetico.

Hans Arp - Collage fatto a caso questa cosa non è possibile che sia fatto

Hans Arp - Collage fatto a caso

questa cosa non è possibile che sia fatto a caso, segue dei criteri estetici, è tutto bilanciato a livello di forma e dimensioni. ha preso dei foglietti di carta di diversi colori che ha scelto in base alle cromie che dovevano essere accordate tra di loro -> scelta di tipo estetica le ha poi lasciate cadere sul foglio, poi le ha spostate finché non ha raggiunto quella che era la composizione per lui perfetta quindi il caso non esiste in questa opera. anche se il titolo è quello, in questo caso c’è l’intervento dell’artista sull’ambito estetico.

c’è l’intervento dell’artista sull’ambito estetico. Kurt Schwitters - Orbite alcuni sono di piccolissime

Kurt Schwitters - Orbite

alcuni sono di piccolissime dimensioni e altri molto grandi perchè seguono delle regole estetiche molto precise. lui andava in giro per strada e raccoglieva copertoni, biglietti del tram, ecc… in base ai criteri estetici (forma, colori, dimensione…) poi li componeva all’interno delle sue composizioni -> basso e alto rilievi. quando le cromie non corrispondevano a quello che lui aveva in mente dal lato estetico lui le dipingeva -> massimo intervento estetico lui diceva che usava cotone, metallo, ruggine, biglietti dell’autobus ma per lui sono colore, forma e composizione -> atteggiamento estetico l’idea di sovvertire delle regole è l’idea di irriverenza. nei primi del 900 prendere un oggetto che era un copertone o un pezzo di metallo e metterlo dentro un dipinto era una rivoluzione; oggi non più ma all’epoca si, era un gesto rivoluzionario quindi all’epoca l’hanno associato.

un disegno meccanico non sottintende al buon gusto perchè apparteneva ai territori delle macchine e dell’industria. con la disumanizzazione dell’opera d’arte lui giunge a concepire un READY-MADE ovvero già fatto; c’è un abisso di differenza tra ready-made e object trouvè perchè l’oggetto trovato sottende l’idea di buono o cattivo gusto ma comunque io lo scelgo anche se lavoro in ambito opposto al buon gusto.

anestesia -> togliere tutto ciò che è estetico, è un indifferenza visiva: questi sono i suoi criteri nella scelta dei suoi ready-made, un’anestesia completa quindi toglie gli elementi della forma, colore… gli oggetti dovevano essere industriali quindi non fatti a mano, seriali, indifferenti.

c’è un abisso tra l’anestetico (oggetto che non si tocca nemmeno con le mani ma che è stato scelto non perchè è brutto) e l’anti-estetico (implica i criteri dell’estetico ovvero forma, colore…)

il criterio del buono e del cattivo gusto dipende dalla persona invece l’anestetico è qualcosa di indifferente, non è brutto ma nemmeno bello -> ci sono oggetti che ci sollecitano indifferenza totale, oggetti industriali, seriali.

indifferenza totale, oggetti industriali, seriali. Marcel Duchamp - Lo scolabottiglie -1914 (1961)

Marcel Duchamp - Lo scolabottiglie -1914 (1961)

l’obiettivo di Duchamp era molto difficile da raggiungere -> disumanizzazione, anestesia completa lui usava le categorie della serialità, dell’anestesia completa… l’operazione big beng di tutto ciò è lo scolabottiglie perchè da quello non si è potuto andare oltre: lo scolabottiglie era un operazione totalmente mentale e concettuale i criteri di selezione era legati a quelli dell’anestesia ovvero disumanizzazione, ovvero doveva essere seriale, industriale, indifferenza visiva quindi lo seleziona perchè secondo lui corrispondeva a questi criteri. l’operazione fisica dello spostamento dello scolabottiglie dalla cantina di casa sua alla galleria non la compie neanche

lui, la fa compiere agli altri, lo fa fare alla sorella quindi non ci interviene fisicamente minimamente, non lo tocca nemmeno.

è il massimo dell’operazione concettuale, immateriale, il pensiero.

al posto dello scolabottiglie poteva esserci qualsiasi altra cosa che fosse seriale, industriale, indifferente… quando lo scolabottiglie viene portato nella galleria la prima cosa che succede è che cambia la funzione, nella galleria non si può mettere su una bottiglie quindi non può più esercitare la sua funzione iniziale e quindi togliendo quella funzione diventa celibe. gli dà però un altra funzione dentro la galleria ovvero quella di opera, gli dà una funzione di tipo mentale e noi facciamo questa operazione per il contesto in cui si trova: dal 1914 le nostre convenzioni comuni, le relazioni istituzionalizzate, se mi trovo in una galleria deve esserci per forza un opera d’arte perchè le mie convenzioni comuni mi fanno pensare che all’interno del museo ci sia un opera; è il contesto che fa la funzione. capisce che l’importanza del contesto è talmente forte che se noi ci troviamo dentro un contesto noi siamo predisposti a fare tutta una serie di operazioni mentali. lo scolabottiglie convenzionalmente si trova in una cantina infatti lui lo sposta da un contesto ad un altro. dopo lo scolabottiglie non ha più potuto fare un’altra opera così perchè non c’è possibilità di replica, dopo questa lui farà solo ready-made aided cioè lui ci lavora sopra, li modifica, perchè dopo lo scolabottiglie non si può andare; anche se apparentemente può non sembrare sono

tutti ricostruiti dall’artista, non c’è la possibilità di un “oltre”, è il massimo del concettuale, del non toccare un oggetto. lui pensa di arrivare all’anestesia con oggetti industriali, seriali.

è il big beng perchè lo scolabottiglie mette in evidenza le convenzioni comuni, le relazioni

istituzionalizzate perchè siccome noi ci troviamo dentro un museo allora la nostra testa costruisce l’idea di opera. il museo o la galleria è la cornice; nell’arte moderna c’era la cornice, ora i musei stessi sono delle cornici.

* Duchamp unisce i due opposti: organico e super organico con la macinatrice di cioccolato; la macinatrice diventa metafora di atto masturbatorio. l’inorganico è tutto ciò che è inanimato e industriale, l’organico è ciò che è relativo all’essere umano e super organico è ciò che è relativo al desiderio e la libido dell’animale e dell’uomo.

12 Gennaio 2016

lo scolabottiglie non è un’opera, in sé è un oggetto che diventa opera per via del contesto in cui è inserito -> è un operazione mentale con cui mette in evidenza uno stereotipo che appartiene alla pittura, una convenzione comune, un modo convenzionale di pensare dello spettatore che è influenzato dallo spazio in cui si trova (contesto - museo = opera d’arte). nell’arte convenzionale la cornice era in legno, ora nell’arte contemporanea la cornice è diventata il museo e Duchamp è il primo che ci dà questa consapevolezza. per lui lo scolabottiglie era un oggetto seriale, anestetico e doveva suscitare una indifferenza emotiva -> disumanizzazione dell’opera (togliere tutto ciò che appartiene all’umano quindi il manufatto, l’artigianale…). nessuno che si ispira a lui può arrivare al grado 0 di Duchamp perchè sono tutti oggetti che sono stati modificati dall’artista; lui stesso non potrà più riproporre lo scolabottiglie -> ready made aided (perchè tutti gli oggetti che lui farà in seguito saranno da lui tutti modificati).

Marcel Duchamp - La ruota di bicicletta

aveva tentato di dare un idea di movimento con “il nudo che scende le scale” ma quello era un compromesso perchè era impossibile dare l’idea di movimento. quando lui decide di lavorare sul problema del movimento si rende conto che qualsiasi tipo di pittura sarebbe stato un tradimento -> rappresentazione pittorica di movimento avrebbe comunque tradito questi elementi perchè la superficie è bidimensionale. lui prende la bicicletta e la smonta, prende la ruota perchè è l’elemento che può girare e quindi la preleva -> idea di movimento.

può girare e quindi la preleva -> idea di movimento. Marcel Duchamp - Lo sgabello da

Marcel Duchamp - Lo sgabello da cucina

lo sgabello dà l’idea della staticità > unione degli opposti di movimento e staticità. non è più un ready-made perchè modifica l’oggetto -> ready- made aided (aiutato) perchè viene manipolato, modificato

In questo caso prende la ruota della bicicletta smontandola, prende lo sgabello e li monta insieme. si risolve il problema della staticità con la ruota che dà l’idea di movimento. questo oggetto è esposto al Moma di New York. finché era nel suo studio era un oggetto, nella cornice museale la ruota di bicicletta diventa scultura in movimento e lo

sgabello da cucina all’interno della cornice museale diventa piedistallo di una scultura in movimento perchè tutta questa operazione la fa lo spettatore -> operazione concettuale di mobilitazione di tutto ciò che è all’interno di questa cornice.

la bicicletta non potrà più funzionare come bicicletta e lo sgabello uguale, gli toglie quindi la sua funzionalità -> ha impedito agli oggetti di funzionare per ciò per cui erano stati costruiti inizialmente. quando è dentro al museo quell’opera è ancora una macchina celibe perchè nel preciso momento in cui viene collocata dentro al museo questa scultura che doveva essere in movimento, non puoi più muoverla quindi riacquista il valore di macchina celibe -> struttura in movimento ma a cui viene impedita la sua funzionalità dentro al museo.

Duchamp è freddo, non c’è emotività perchè è un rivoluzionario e tutti i rivoluzionari sono freddi

e devi essere molto lucido e quindi freddo e razionale.

lui va a lavorare sul concetto di macchina celibe unendo gli opposti, organico e inorganico smontandoli impedendo a loro di funzionare.

il problema del movimento sottende due categorie:

-

lo spazio

- il tempo abbiamo visto che l’espressione artistica che è più attinente all’idea di movimento reale e concreto è quella della performance. un’altra traduzione fisica del movimento ma del tutto virtuale rispetto alla pittura è la video art. una tematica fondamentale dell’arte è lo spazio e un altro è il tempo.

Il tempo

bisogna specificare di che tempo di sta parlando.

il tempo è un tema universale ma ci sono varie tipologie di tempo:

- TEMPO CRONOLOGICO / CONDIVISO : è il tempo condiviso perchè noi abbiamo stabilito

per una convenzione comune e abbiamo sincronizzato gli orologi per cui ora sono le ore tot e quindi condiviso da tutti, globale.

è

scandito dagli orologi, cronologico e ha a che fare con le convenzioni comuni cioè a livello

di

società si è deciso che da quel momento in poi si sarebbe diviso il tempo in quel preciso

modo e fanno capo a delle relazioni istituzionalizzate.

è un tempo culturale ovvero stabilito dall’uomo in base a delle regole sociali e culturali,

periodi storici diversi hanno misurato il tempo in modo diverso ed è una divisione recente, storicamente recente la divisione che noi abbiamo ora. es: nel Medioevo il tempo era diviso in modo diverso, i calendari erano diversi (anche all’epoca romana) e in quel periodo non esisteva la notte come tempo, non era misurata, ed esisteva solo il giorno e il tempo era segnato dal suono delle campane perchè indicavano le diverse funzioni religiose quindi la divisione del tempo non era visiva come ora che appare sugli schermi e ci dà una visione del tempo.il tempo all’epoca era sonoro, con le campane e la divisione del tempo stesso era diversa… solo nel 1200/1300 si vedono i primi quadranti quando si passa dal “tempo di Dio” al tempo attuale.

è relativamente recente la decisione di partire dal meridiano di Greenwich per far si che ci sia

un tempo condiviso; il nostro è un tempo culturale, atomico ovvero c’è un orologio atomico su cui si coordinano tutti gli altri.

- TEMPO PSICOLOGICO : ha a che fare con quello che noi percepiamo

es. quando ci si annoia (attese) il tempo sembra non passare mai, ma quando si è impiegati in attività piacevoli per noi il tempo scorre velocissimo.

- TEMPO BIOLOGICO : è il tempo del nostro organismo e ogni organismo ha un tempo diverso di inizio, durata e fine. il tempo biologico non dipende dal tempo anagrafico (sono gli anni e fa capo al tempo cronologico/condiviso per cui la nostra data di nascita fa si che in base a quello ci sia un tempo nostro cronologico condiviso). questo tempo non ha niente a che fare con il tempo cronologico che effettivamente è il nostro organismo, le nostre cellule e il nostro organismo per ognuno di noi invecchiano in modo diverso.

è il nostro “orologio interno”, motivo per cui uno può morire a 100 anni e un altro a 30,

ognuno ha un tempo biologico che quindi appartiene alla sua unicità di organismo.

- TEMPO ASTRONOMICO : è il tempo che viene calcolato con calcoli diversi da quelli che noi

abbiamo e implica il movimento dei diversi pianeti, della volta celeste e anche quello è cambiato in base ai secoli e quindi si parla di archeo/astronomia temporale.

è un tempo che implica lo studio del cosmo, è un tempo che si astrae dal tempo della nostra esistenza.

ci sono degli artisti contemporanei che lavorano su questo tempo qua.

- TEMPO METEREOLOGICO : quando si parla e si dice “che tempo fa?”, è il tempo che riguarda

le

condizioni atmosferiche, il tempo, il meteo.

si

basa sul calcolo delle probabilità e io cerco con questo di calcolare il caso: prima che ci

fossero le previsioni meteorologiche si guardava il cielo e negli anni passati infatti le

condizioni meteo non ci beccavano quasi mai mentre ora con dei calcoli più raffinati il calcolo

è diventato più preciso.

è un controllo dello spazio.

con un calcolo di probabilità tu presupponi in anticipo quello che può accadere e come nel gioco degli scacchi, sapere in anticipo, presupporre attraverso alcuni calcoli, quella che può essere la mossa dell’avversario.

Marc Lay - The clock

questo autore, circa 6 anni fa, nel 2011, vinse il leone d’oro alla Biennale d’arte a Venezia con un opera che si chiama “The click”, l’orologio.

con un opera che si chiama “The click”, l’orologio. è un opera che è piaciuta moltissimo

è un opera che è piaciuta moltissimo al pubblico. l’opera durava 24 ore infatti c’erano divani molto comodi all’interno ed era un orologio e durava 24 ore per questo motivo. lui aveva selezionato migliaia di film, opere cinematografiche provenienti da tutto il globo, americane, giapponesi, cinesi, ecc… quindi abbiamo a che fare con lo spazio, qualsiasi parte del globo. queste opere partivano dagli anni ’10 (1908), ’20 e andava a coprire quasi un secolo. aveva selezionato queste opere dove c’erano o

discorsi inerenti al tempo o comparivano quadranti di orologio, o ticchettio di bonbe, o ticchettio di pendoli, segnavano il tempo cronologico, quello condiviso. l’aveva montato in modo tale che il tempo cronologico dello spettatore coincidesse con il tempo cronologico dell’opera ovvero tu entravi e vedevi un opera cinematografica quindi era un pò come andare al cinema, ti fermavi perchè c’erano scene da film che riconoscevi e poi ti rendevi conto che erano scene montate e il tempo degli orologi sullo schermo che segnalano erano lo stesso tempo che noi stavamo vivendo attraverso il montaggio.

tutte le scene erano state montate in modo tale che le scene del film coincidessero con il tempo dell’orologio e vedere quei film, alcuni famosi,

è riuscito ad ottenere questo effetto selezionando dei pezzi di opere cinematografiche, dove

c’erano degli orologi, campanili, quadranti e il tempo è cronologico sennò l’effetto non lo si ottiene. questo tempo andava a influire sul tempo psicologico perchè era una incredibile manipolazione del tempo. c’è il tempo della narrazione è il tempo che viene raccontato nel film e il tempo effettivo di durata dell’opera che è quanto effettivamente dura e quel tempo è il tempo cronologico (il tempo che noi stiamo seduti al cinema).

il tempo della narrazione può essere di mezz’ora come in 100 anni ed è espressa in 2 ore di film,

è un patto che si istaura tra lo spettatore e l’opera cinematografica e se questa ti cattura tu sei disposto a credere in quelle due ore di stare vivendo una storia che dura 100 anni -> tempo della narrazione, della finzione e in questo modo l’opera vi deve catturare, vi deve sedurre. questa cosa ha a che fare con la finzione cinematografica; lo spettatore deve essere coinvolto sennò questa cosa non funziona, deve sapere qualcosa che i protagonisti non sanno per cui è in tensione. tutte le opere che implicano una narrazione utilizzano alcuni elementi per far si che ci sia un patto tra spettatore e opere narrate. con lui, le persone arrivavano e l’opera durava 24 ore perchè non solo c’era la finzione ma anche un coinvolgimento ulteriore perchè dopo un pò che tu eri li capivi che il tuo tempo cronologico

è lo stesso dei protagonisti e coincidevano questi due aspetti -> trappola psicologica.

il tempo percepito, il tempo psicologico in questo caso si annullava, perchè era piacevole trascorrerlo.

lo strumento di cui lui si serve è il montaggio e una volta che ha selezionato tutte le scene di film

è il montaggio che ha dato questo ritmo all’opera -> cross cutting (montaggio incrociato) ed è

quello che dà ritmo all’opera, che fa in modo che tutti i pezzi selezionati quando noi li percepiamo, non li percepiamo come tutti pezzetti ma sono tutti montati in modo che si incastrino perfettamente, non abbiamo la sensazione dello spezzettato ma la sensazione della fluidità. lui non proviene dalle arti visive, è un musicista e ha iniziato con i graffitisti e si occupava di montare brani diversi l’uno su l’altro con i vinili e collaborava con un writer Rammelzy (i graffiti nascono negli anni 80 a NY) e lavorava con montaggi sonori, è il suono la parte fondamentale. una scena continua in quella successiva e si sente sempre sotto il ticchettio.

Duchamp è sempre stato affascinato dal tempo che dà l’idea di montaggio.

19 Gennaio 2017 Christian Marclay - Telephone - 1995 è esposta all’interno di un piccolo

19 Gennaio 2017

Christian Marclay - Telephone - 1995

è esposta all’interno di un piccolo televisore vecchio

di

un tubo catodico al Mambo.

le

immagini vanno a coprire un panorama

cinematografico e le scene sono le più svariate:

dalle più famose alle meno famose.

l’elemento costante è la telefonata. esso utilizza il montaggio; in questo caso le scene sino più scandite: è un montaggio semplice, non incrociato in quanto c’è una narrazione (i tempi sono infatti scanditi). in questo caso a differenza del precedente c’è una NARRAZIONE perchè c’è appunto un inizio scandito dalla digitazione del numero di telefono, poi lo squillo del telefono, la risposta, la reazione e infine la chiusura della telefonata e quindi una durata e una fine. in “the clock” non c’è una narrazione, quindi in quel caso utilizza il montaggio incrociato. telephone è quindi narrativo mentre the clock no perchè era un orologio a tutti gli effetti e non c’è ne un inizio, ne una durata, ne una fine. In telephone non c’è il montaggio incrociato.

una fine. In telephone non c’è il montaggio incrociato. Andy Warhol - Kiss l’artista non selezionava

Andy Warhol - Kiss

l’artista non selezionava opere già esistenti ma le girava lui direttamente.

in origine questo durava 24 ore ma a noi ci sono

pervenuti solo 5 o 6 baci dalla durata totale di un ora. gira lui stesso le scene che duravano 24 ore ma ci sono pervenuti solo 5 o 6 baci -> estrapola il bacio estraniandolo dalla narrazione. l’artista estrapola il bacio estraniandolo dalla

narrazione stessa.

Christian Marclay

è un musicista e inizia la sua carriera negli anni 80 e in quel periodo a NY c’era il fenomeno del graffitismo. Nel Bronx, uno dei primi tag era “The saints”. Le diverse band del Bronx iniziarono a “segnare” gli isolati con delle firme e dei disegni. Il tag quindi era sia una firma che un immagine e serviva sia a segnare il proprio territorio che a far vedere la propria bravura. alla fine degli anni 70 iniziarono a disegnare sulle metro per farsi conoscere quindi anche al di fuori dell’isolato. esso si occupava della musica, specializzato in musica hip hop. gli strumenti suonati dai musicisti erano i piatti e montavano sull’altro. lui quindi montava strutture sonore pre-esistenti, creando quindi suoni nuovi (tecnica appartenente al surrealismo).

la tecnica del cadavere squisito era una associazione linguistica da cui dovrebbe emergere una serie di associazioni inusuali per renderle estranee.

In altre opere esso lavora con il montaggio servendosi delle copertine dei vecchi LP e realizza con dei collage alcune opere.

dei vecchi LP e realizza con dei collage alcune opere. Christian Marclay - Doriana - 1997

Christian Marclay - Doriana -

1997

realizza un collage in cui c’è Jim Morrison con parti del corpo femminile e parti di altre copertine. anche in questo caso c’è il montaggio. si chiama anche “cutup” la tecnica in cui si preleva una parte di qualcosa e li monti in modo irriverente.

Christian Marclay - 2822

Un’altra istallazione al PS1, una galleria di New York ha fatto un pavimento fatto di LP.

il titolo corrisponde al numero di vinili serviti

a coprire il pavimento: 2822 tutto questo è stato fatto tenendo conto delle cromie. anche qui c’è il montaggio. per vedere queste opere le file duravano giorni interi. In “telephone" basta il montaggio, mentre in “the clock" c’era necessità di avere un montaggio incrociato, in “telephone" la struttura narrativa fa si che l’artista sia svincolato da un montaggio incrociato.

che l’artista sia svincolato da un montaggio incrociato. Marcel Duchamp - Col rumore segreto - 1916

Marcel Duchamp - Col rumore segreto - 1916

gomitolo di spago tra due piastre di rame Hainsberg ha messo qualcosa dentro il gomitolo senza dire a lui cosa fosse e lui non ha mai provato a saperlo, era un segreto tra loro e visto che faceva rumore muovendolo l’hanno chiamato appunto così, non saprà mai se è un diamante, una monetina o altro.

Duchamp ha quindi preso un gomitolo di spago, due lastre di rame e delle viti e ha costruito questo oggetto. Haisberg d’accordo con lui l’ha preso e smontato e ci ha nascosto dentro un oggetto che può essere nascosto all’interno. Questo oggetto muovendolo emette rumore, ma Duchamp d’accordo con lui non ha mai aperto

il gomitolo per capire che cosa c’è dentro, può essere di tutto.

diamante quindi valore assoluto, una monetina quindi un valore irrisorio oppure altro.

Rumore segreto perchè quando era dotato di movimento, questa opera non è stata radiografata perchè

Rumore segreto perchè quando era dotato di movimento, questa opera non è stata radiografata perchè sennò non ha senso più l’opera, quindi una volta che uno compie questa

operazione l’opera smette di essere opera per come è stata concepita.

è un ready-made aided perchè modifica come la ruota di

bicicletta ma è particolare perchè c’è un intervento di

un’altra persona (è già successo anche con lo scolabottiglie

o altre le realizza in collaborazione con altre persone) e

anche perchè questo è l’unico che non è riproducibile perchè quell’oggetto che è all’interno segreto rende quest’opera unica, non è replicabile perchè anche se la parte esterna è replicabile quello che c’è all’interno non è più stato possibile replicarlo. il segreto rende unica quest’opera, se non ci fosse il segreto non ci sarebbe

l’opera e il segreto lo rende unico. nel momento in cui si smonta quella che prima era un’opera diventa un gomitolo. è l’opera che vale di più di Duchamp perchè non esistono repliche.

l’opera replica intorno a 3 elementi: il terzo è una frase che lui scrive sopra, sulla lastra c’è una frase incisa in parte in inglese e in parte in francese. questa frase è costruita come un enigma (il gioco per Duchamp è sempre presente), dove ci sono i puntini ci sono delle lettere come nella settimana enigmistica, questo enigma non è mai stato risolto perchè lui non ha mai dato il codice per risolvere l’enigma. questo perchè se l’avesse dato non sarebbe stato più un enigma (stessa cosa del rumore segreto”. quest’opera che è unica perchè c’è il segreto, c’è la scritta che non viene decodificata quindi ci sono dei passaggi che rendono questa opera unica. l’altro passaggio è che quest’opera diventa una sorta di paradigma dell’idea di opera d’arte, è una rappresentazione della famosa idea che ha lo spettatore comune di opera d’arte. l’opera nella tradizione doveva essere unica, non ripetibile e aveva a che fare con quello che Umberto Eco (seniologo italiano) chiamava “Idioletto estetico”.

lui diceva che nell’opera d’arte c’era una sorta di nocciolo a cui non si arriva mai, quindi riuscire

ad indagare quel nocciolo diventa impossibile, una zona oscura che non si riesce ad indagare, è quella zona oscura per cui qualcosa ti diventa opera d’arte mentre qualcosa no. Idioletto deriva da “idolo” che sono sculture che sono venerate, quindi lui diceva che anche nell’arte c’era questa sorta di idolo che non era possibile indagare, una zona oscura e segreta. siccome Duchamp è un dissacratore, per lui non ci sono ma state zone oscure, con questa opera diventa una sorta di Monnalisa, una presa in giro dell’idea del segreto dell’arte che lo fa diventare un gomitolo di spago con dentro un oggetto che non si può conoscere.

per lui il sistema del gioco è molto importante: qui c’è il master (colui che fa le regole del gioco) che è Duchamp e i giocatori sono uno Duchamp e l’altro Hainsberg: lui fa la prima mossa prendendo un gomitolo di spago (lo spago appartiene agli oggetti seriali come le viti o le lastre

di rame) e costruendo l’oggetto, la seconda mossa la fa l’altro mettendoci dentro l’oggetto

segreto segreto. Duchamp chiude il gioco rispondendo all’oggetto segreto con il suo enigma, è una contromossa. Hainsberg risponde comprando l’opera.

Il desiderio è un meccanismo che appartiene agli esseri umani; il desiderio si nutre di assenza ovvero per far si che noi desideriamo qualcosa noi non la dobbiamo avere, quando noi la otteniamo smettiamo di desiderarla. con l’oggetto di desiderio costruiscono campagne pubblicitarie, ci sono molti meccanismi per cui si desiderano oggetti, persone…

è un meccanismo psicologico per cui il desiderio è necessità dell’oggetto che manca, quando

poi lo si possiede si perde interesse, è un meccanismo che noi umani abbiamo e col rumore segreto Duchamp ha iniziato a lavorarci.

lui costruisce una trappola, è un trabocchetto e l’ha costruito con l’oggetto del desiderio perchè

la trappola sta nel farci voler sapere che cosa c’è dentro al gomitolo e cosa c’è scritto sopra.

Se lui non avesse fatto questo, se non avesse costruito “l’oggetto del desiderio” non saremmo ancora qui a parlarne anni e anni dopo; in questo caso è un oggetto ma può capitare anche con

le persone.

nel collezionismo (sempre alla ricerca dell’oggetto mancante) non conta la preziosità dell’oggetto, quando la collezione è finita si passa ad un’altra perchè quella è ultimata. gli artisti sono quasi tutti collezionisti, che collezionano di tutto, opere di altri artisti… quando si termina una collezione non c’è più l’oggetto di desiderio e quindi spesso si rivende perchè non c’è più l’oggetto di desiderio, li abbiamo ottenuti tutti. il rumore sarà per sempre segreto, perchè Duchamp poteva scuoterlo e noi non possiamo nemmeno sentire rumore; diventa dubbiamente segreto -> macchina celibe perchè perde la sua funzionalità e in più una volta che viene collocata dentro al museo diventa dubbiamente celibe perchè non si può più ascoltare (come la ruota della bicicletta).

ENIGMA -> è il problema che viene costruito dandoci degli indizi che noi dobbiamo decodificare e da cui dobbiamo trarre una ipotetica soluzione.

c’è stato un enigma di tipo storico, enigma era una macchina costruita per creare codici legata al controspionaggio. è una macchina che serviva per costruire un codice segreto di modo che solamente chi era in possesso di un codice per decodificare questi messaggi era in grado di tradurre ciò che veniva scritto. durante la seconda guerra mondiale i tedeschi avevano costruito una macchina che era simile ad una macchina da scrivere e tutto ciò che uno scriveva era scritto in un codice che veniva decodificato e gli alleati non capivano cosa le truppe tedesche dicevano mentre comunicavano.

ci sono stati molti tentativi che sono stati definiti inappropriati.

il governo inglese elabora un problema teorico/matematico e lo pubblicò sulle maggiori testate che venivano distribuite a Londra.

Alan Turing era un direttore che coordinava il lavoro di tutte le altre persona, era un professore universitario molto intelligente che aveva lavorato su alcune teorie e sotto la sua direzione riuscirono a decodificare enigma. riuscendo a decodificare quelle che erano le comunicazioni interne dei tedeschi decisero di progettare lo sbarco in Normandia e quindi tutto lo svolgimento della seconda guerra mondiale

è stato dovuto alla decodificazione di Enigma.

lui ha anche inventato il Codice binario che è il codice che sta dietro ai nostri computer quindi è stato un teorico matematico che ha veramente modificato con le sue teorie le evoluzioni non solo in ambito storico ma anche quella che è la nostra vita di tutti giorni (il primo computer è stato costruito sul codice binario inventato da lui). una sua caratteristica era che non solo era un professore universitario ma era anche un personaggio quindi la sua vita non era solo in ambito teorico ma anche nella sua vita privata.

lui era omosessuale e questo, nell’Inghilterra degli anni 40, anche se gran parte della cultura inglese soprattutto universitaria era omosessuale l’omosessualità non era ancora dichiarata come oggi, c’erano altri vincoli sociali. è accaduto che lui fu incarcerato per la sua omosessualità, questo secondo alcuni ma la vita di Turing sembra quasi un romanzo, secondo altri lui era stato incarcerato perchè temevano che potesse rivelare qualcosa inerente ai contatti che avevano avuto durante la seconda guerra mondiale quindi era un personaggio troppo famoso per lasciarlo libero. lui all’interno del carcere, l’altro lato oscuro della sua vicenda, sembra che abbia optato per una sorta di castrazione chimica: queste sostanze che ha ingerito gli hanno provocato delle modifiche a livello fisico, una patologia, una malattia per le sostanze che aveva ingerito e una parte delle interpretazioni dicono che lui si sia suicidato in carcere perchè non accettava questa sua condizione, “malattia”. si è suicidato ingerendo una mela avvelenata (ricorda Biancaneve), lui come tutti i matematici era appassionato di fiabe che sono costruite secondo schemi matematici. secondo qualcuno l’hanno ammazzato costringendolo ad ingerire questa mela avvelenata. la sua vita, la sua biografia (non ha mai scritto un’autobiografia) non poteva che interessare all’arte, quindi la sua vita stessa e i suoi teoremi sono diventati per questo artista contemporaneo che partendo da Duchamp (enigma collegato all’idea di arte). uno degli artisti che lavora su Turing e sul concetto di enigma è Pierre Hug.

Pierre Huyghe - Il castello di Turing

artista belga che lavora molto in Francia. organizza nel padiglione francese realizza un opera nella biennale realizza questa opera. castello perchè assieme al bosco sono degli spazi delle fiabe, sono gli elementi ricorrenti all’interno delle fiabe e nel castello ci sono spazi che compaiono e scompaiono, spazi segreti, porte segrete, botole… è il luogo del magico. stessa cosa vale per il bosco, possono capitare cose positive e negative a seconda del protagonista. il castello era composto da tre spazi: era di Turing perchè si occupava di Enigma poi dei luoghi collegati all’idea della costruzione… della soluzione di questa tematica e si era occupato anche ai codici binari (computer), di intelligenza artificiale… secondo alcuni, il simbolo della Apple era un omaggio a Turing.

alcuni, il simbolo della Apple era un omaggio a Turing. entrando da quella porta ci si

entrando da quella porta ci si trovava in questo spazio che era il primo ambiente ed era sempre accessibile, nel primo spazio del castello di Turing era Pong (gioco) -> tutto il soffitto è un gioco perchè lui colloca sul soffitto queste due sezioni luminose le due racchette e la pallina che si sposta, i giocatori sono gli spettatori ma se tu entri e non sai nulla non la vedi. vedi le regole se conosci, sai giocare se conosci le regole del gioco sennò uno pensa che fosse un soffitto luminoso. il master stabilisce le regole quindi Turing, l’artista. Pong era stato il primo videogioco costruito sul sistema binario.

in questo spazio c’era anche in parallelepipedo nero, specchiante in questo spazio bianco, era un estetica fredda e pulita; si chiamava “All” era in riferimento al film “2001 Odissea nello Spazio” di Qubrick e All in quel film era l’intelligenza artificiale che regola la vita all’interno e la vita del protagonista dipende da lui.

Dentro a questo spazio bianco c’era questo parallelepipedo nero, dentro questa opera che è anche spazio. Dentro questa stanza c’era Pong sul soffitto con i due giocatori e nello stesso spazio che è il primo un monolite nero specchiante che si chiamava “All” e si chiamava così perchè citava il film “2001 Odissea nello Spazio”; All in questo film è l’intelligenza artificiale che regola la vita del protagonista ovvero la sua vita (mangiare, bere, dormire…) dipende tutto da All che decideva tutto. Questa scultura che era posta li era un computer che decideva che cosa si poteva vedere e che cosa non si poteva vedere. questo perchè All dentro l’opera di Highe, decideva dove tu potevi andare, dove ti potevi muovere, aprendo e chiudendo le porte. tu potevi accendere sempre alla prima stanza ma ce n’erano 3 in tutto e le altre due stanze decideva All se tu potevi vederle o no. All decideva lo spazio e il tempo perchè lo spazio perchè decideva in quale spazio potevi muoverti: la costante era la prima stanza le varianti erano le altre due; il tempo perchè decideva il tuo tempo li dentro. poteva capitare che tu eri dentro e ti chiudevano le opere senza avvisare, decideva All quando aprire e quindi il tempo che tu stavi dentro. lui decideva sia il tempo cronologico che quello psicologico. il castello è una griglia, un pò come al bosco. entrando nella stanza di destra c’era una video proiezione e una struttura che sembrava una sorta di albero artificiale con una sorta di albero che era in parte elemento organico ma anche in parte elemento meccanico -> sposa di Duchamp che diventa tridimensionale.

Parreno e Huyghe fanno parte di questo “gruppo del tempo libero” e affermano che lavorano mentre gli altri hanno tempo libero quindi loro due realizzano quest’opera che si chiama “Ann Lee” che è un guscio vuoto.

2 Febbraio 2017

nella prima stanza c’era un parallelepipedo nero lucido e questo aveva il nome di All. era una sorta di scultura minimalista, molto essenziale, nera e lucida e praticamente era nella prima stanza assieme a Pong -> All, il nome un riferimento ad All di “2001, Odissea nello spazio” che è un film di Stanley Kubrick. All all’interno del film ha il ruolo del computer di bordo solo che questo computer di bordo decideva la vita del protagonista, era l’intelligenza artificiale che decideva tutto della vita del protagonista -> Alan Turing ha inventato il codice binario all’interno di questa opera All aveva il potere di decidere la vita del protagonista. All all’interno del castello di Turing aveva quindi il controllo del castello, cioè All che si trovava nella prima stanza decideva come si muoveva lo spettatore all’interno del castello di Turing cioè decidevano quelli che erano gli spostamenti dello spettatore, aveva il dominio sullo spettatore. Pong era nella prima stanza su in alto. All decideva come lo spettatore si sarebbe mosso dentro al castello, con calcoli binari.

nella stanza di destra c’era un albero con tutte le ramificazioni da cui pendevano delle luci e questo aveva alla base una sorta di panca. c’era anche una video proiezione riguardava Ann Lee: è un personaggio di Huyghe assieme a Perreno.

essi sono andati a Tokio in una casa di produzione che realizza manga e hanno acquistato i diritti d’autore di uno di questi personaggio di secondaria importanza a cui hanno dato il nome di Ann Lee con l’obiettivo di liberarlo. per noi l’obiettivo era quello di acquistare questa sorta di guscio vuoto, un personaggio. volevano lavorare su varie tematiche come ad esempio i diritti d’autore.

è importante difendere i diritti d’autore e l’autoralità di un prodotto.

per tutti coloro che oggi lavorano nell’ambito dell’arte contemporanea diventa fondamentale difendere il diritto d’autore così come nella moda, nella fotografia… loro hanno l’intenzione di liberare questo personaggio, un guscio vuoto e ognuno di loro due riempirà quel guscio vuoto in modo diverso cioè io prendo l’immagine, quel guscio, quel personaggio di secondaria importanza poi ognuno la abiterà in base alla sua metafora artistica.

nel video è un paesaggio che fa diventare visivo ciò che è sonoro; il suono è immateriale anche se poi va a modificare i nostri timpani quindi noi lo sentiamo e quindi attraverso il suono, il suono che è immateriale diventa elemento fisico in un personaggio che è lunare. questa voce è di Hamstrong ed è la voce del primo uomo che ci dicono di aver messo piede sulla luna. questo paesaggio costruito con la voce è mentale che diventa fisico.

in

questo video lui stava leggendo un brano di “viaggio al centro della terra” di Verne, scrittore

di

fine 800 che viveva circondato di libri e scriveva romanzi fantascientifici.

lui realizza quest’opera con Alle che si muove con la voce di Hamstrong che legge un brano di Verne. Verne, i suoi testi di fantascienza li faceva sempre partire da dati fisici. Parreno lavora sul concetto di mettere in crisi il concetto di realtà e di finzione. loro hanno continuato a costruirgli addosso delle identità e l’hanno liberata ammazzandola.

sulle colline di Art Basel essi hanno costruito una sorta di immensa impalcatura che si poteva vedere da tutti i punti della città e questa aveva la forma di Ann Lee e dei fuochi e la notte l'hanno incendiata e l’hanno lasciata bruciare finché non si è totalmente smaterializzata. anche se loro si rendono conto del fallimento del loro progetto iniziale, una volta che la sua identità è ammessa all’interno del circuito museale diventa una macchina celibe. il lavoro sul nucleo di realtà e finzione è legata al fatto che lui fa muovere Ann Lee in questo paesaggio sonoro e mentale che è costruito dalla voce di Hamstrong mentre legge un opera di Verne che viene fatto partire da un vulcano in Islanda ed è lo stesso vulcano che fa mettere in discussione il concetto di realtà e quello di finzione.

nella terza stanza del castello c’è un opera: “La grande ensamble”

è

una video proiezione che includeva l’intera parete

9 Febbraio 2017

ci

realtà e finzione.

troviamo all’interno della macro area di mistero ed enigma -> messa in crisi del concetto di

Huyghe - Les grands ensambles è una video proiezione dove Huyghe proiettava su un intera

Huyghe - Les grands ensambles

è

una video proiezione dove Huyghe proiettava su un intera parete.

ci

sono due palazzi dove si accendono e si spengono le luci, un

rumore/suono piacevole che è una composizione musicale elettronica.

è un dialogo tra questi due edifici e dialogano attraverso un codice che a noi non è dato conoscere ed è un codice binario la cui

risoluzione per noi è impossibile riuscire a capire, rimane nel campo dell’enigma come “col rumore segreto” di Duchamp. diventa per noi impossibile perchè se noi risolvessimo l’enigma ovviamente si andrebbe a perdere il lavoro, il valore dell’opera.

al contempo può essere una sorta di gioco tra i due edifici, oppure

mosse di un ipotetica scacchiera tra due giocatori… noi non possiamo saperlo perchè non abbiamo il codice.

più aumentano le pulsazioni, più aumentano di conseguenza anche i suoni, le velocità delle luci

e gli agenti atmosferici (vapore, nebbia).

le condizioni meteorologiche erano in costante mutazione, la densità della nebbia diminuiva in base alla densità del dialogo scandito con la musica.

l’aspetto sonoro era legato alla cosiddetta musica bineurale, il suono bineurale.

il suono bineurale è un suono che appartiene alla sperimentazione musicale dove si innesta su

quella che è la ricerca a livello neuronale quindi gli studi di neurologia si innestano su quelli della ricerca musicale. una delle zone meno conosciute del nostro corpo è il cervello perchè solo con lo sviluppo della tecnologia si può guardarne il funzionamento -> estremamente recente e gran parte delle nostre funzioni celebrali sono sconosciute.

il nostro cervello funziona per impulsi elettrici e attraverso cui comunicano le nostre sinapsi sono simili a degli Hertz (unità di misura della musica/suono). questi impulsi elettrici sono simili alle onde della musica.

arrivati ad un certo di livello di Hertz è simile alla frequenza elettrica, agli impulsi elettrici che trasmette il nostro cervello. alcuni musicisti hanno iniziato a lavorare su queste frequenze e hanno notato che con delle frequenze particolari stimolavano delle aree del cervello.

il nostro cervello costruisce, se opportunamente stimolato da queste unità di frequenza, un terzo

suono che nella realtà non esiste. producendo dei suoni che arrivavano a 73 Hertz il nostro cervello non sentiva solo due suoni, ma tre perché sono emessi alla giusta frequenza e quindi oltre che a sentire i due suoni proiettati il nostro cervello ne sente un terzo che in realtà non esiste, lo fabbrica il tuo cervello -> musica bineurale questo tipo di musica è illegale perchè ha provocato dei danni celebrali, sono delle stimolazioni neuronali che possono provocare o innescare delle tipologie: ad esempio è controindicata per chi soffre di crisi epilettiche. Huyghe se ne serviva dentro al castello di Turing e se ne serviva perchè, lavorando sull’innesto messo in crisi dal concetto di realtà e finzione, era interessante perchè non sappiamo qual’è il suono reale e qual’è quello che noi sentiamo involontariamente.

nei materiali che abbiamo c’è scritto come è stato realizzato: ci sono dei modellini dei due edifici

e ad ogni accensione e spegnimento dei modellini scattava una fotografia -> sono tanti

fotogrammi, è uno stop-motion. gli effetti di vapore e nebbia è stata ottenuta con gli acetati (fogli trasparenti), è un lavoro estremamente artigianale; in un universo dove è iper tecnologico lui usa al massimo il concetto di artigianalità. usa la luce sempre fredda, è una costante. con questa termina il percorso legato ad Huyghe legato al castello di Turing.

uno dei riferimenti che Huyghe ha e che appartiene al concetto di enigma e mistero è un regista, un autore cinematografico: ALFRED HITCHCOCK lui dialoga non solo con l’arte cinematografica ma anche con le arti visive ed è diventato materiale di lavoro per molti artisti contemporanei. un estetica formale che tiene presente un certo tipo di freddezza, anche cromatica all’interno

dell’opera con un certo tipo di utilizzo di luci, la dominante nei toni dei grigi e dei bianchi.

il tema è quello del mistero e dell’enigma.

dei bianchi. il tema è quello del mistero e dell’enigma. Alfred Hitchcock - La finestra sul

Alfred Hitchcock - La finestra sul cortile - 1954

lui è un registra e produttore ed il titolo originale del film era “la finestra sul retro” sul set tra il 1925 al 1976. il suo lavoro si divide in due parti: dal 1925 al 1940 e si sviluppa soprattutto in europa con film muti poi dal 1940 si trasferisce in California e lavora per grandi case cinematografiche.

è un genere thriller (propone una determinata emozione - che porta alla massima tensione lo

spettatore - allo spettatore che va a modellare la fruizione del film nello spettatore) e psicologico (fa diventare lo spettatore parte integrante del film quindi noi diventiamo detective) lui è stato il creatore di questo genere con “Psyco”. uno dei temi principali di questo film è quello della narrazione -> narrazione diegetica e la narrazione extra-diegetica. dietetica ovvero diegesi è una parola greca che significa narrazione, che ha un filo logico mentre extra-diegetico sta al di fuori della narrazione. all’interno del triller psicologico lo spettatore sa qualcosa che il protagonista non sa con inquadrature ed Hitchcock è stato il primo in assoluto in questo ambito. i titoli di testa (prima parte della narrazione) e vengono presentati con inquadrature e noi entriamo subito in contatto con quella che sarà la nostra parte di mondo per tutto il film e mentre scorrono i titoli di coda noi vediamo subito con che cosa noi dobbiamo confrontarci -> abbiamo una visione e una rappresentazione.

il soggetto del lavoro è L’INQUADRATURA ovvero selezionare una parte e questa diventa la

parte che esiste all’interno dell’opera e il protagonista è un fotografo, è tutto un gioco tra la macchina fotografia, la telecamera e l’obiettivo.

il soggetto è lo sguardo, è colui che per antonomasia diventa protagonista dello sguardo.

attraverso le inquadrature noi non diventiamo solo dei voyeur (guardoni) ma anche detective perchè cerchiamo di risolvere il caso.

il fruitore si personifica nella figura di Jeff (che è un fotografo che si è rotto una gamba e guarda

col suo binocolo dalla finestra tutto quello che succede) perchè è come se noi fossimo gli occhi del protagonista che guarda attraverso il binocolo. lo spettatore si impersonifica anche nella infermiera che va a curare Jeff e diventa una sorta di

coro nel teatro greco: tenta di descrivere la scena, narrarla e ripropone a Jeff i dubbi e i pensieri che verrano a noi durante la visione. altro aspetto importante, sono le inquadrature e sono tutte basate sulle composizioni come se fossero opera d’arte perché lui si forma in teatro perchè ci andava spesso con la propria famiglia

e i meccanismi del teatro li ripropone nelle sue sceneggiature -> importante il ruolo del TEATRO

(finzione - intrigo - scenario) lui dice che era tutto studiato nei minimi dettagli prima di riprendere. gli attori sono materia in mano ai registi, questo funziona molto col cinema. in infanzia Hitchcock legge molto e osserva e si forma leggendo libri di Baudelaire, Edgard Allan Poe… possiamo definire anche i libri che legge dei thriller e vanno a descrivere le varie parti, i vari caratteri, il doppio ruolo dei personaggi e nelle tematiche principali che lui affronta troviamo il rapporto tra il bene e il male, dovuto al fatto che lui viene istruito all’interno di una scuola gesuita e lui capisce qual’è il valore tra il giusto e sbagliato e in quelle scuole era molto severa e ferrea e tenta di esorcizzare il fatto che il padre lo chiude in una cella e quello lo traumatizza e quindi cerca sempre di capire cosa c’è di giusto e cosa di sbagliato.

altri tre temi fondanti della sua produzione sono la fragilità dell’ordine, la casualità e il caso e il suo controllo e l’imprevisto -> ne “la finestra sul cortile” possiamo trovarli tutti. dall'ordine si arriva al disordine all’interno di vita più o meno ordinarie. all’interno di questo film i temi principali sono:

1.

narrazione (diegesi ed extra-diegesi) ——-> thriller psicologico

2.

titoli di testa (prime inquadrature che vediamo e familiarizzazione di quello che sarà il nostro mondo)

3.

inquadrature (come lavora sullo sguardo e come tenta di fare entrare all’interno della scena il fruitore con i campi, i piani) ——> sguardo e il concetto di voyeur (il fruitore si impersonifica all’interno di un personaggio che è impossibilitato a muoversi e noi entriamo all’interno di una scena thriller che ci provoca determinate emozioni e allo stesso tempo come lui non possiamo muoverci) la finestra è l’inquadratura ed essendo un film sullo sguardo, Hitchcock ci mostra il vero protagonista di tutto quando ed è tutto ciò su cui si regge tutto il film.

la

finestra dà su un cortile in cui ci sono altre finestre e quelle diventeranno dei micro schermi

dove noi spieremo insieme al protagoniste altre micro-storie. la camera si è mossa verso il basso e abbiamo visto un gatto e si è messo a seguire con la camera questo elemento ed è salita mostrandoci a 180 gradi mostrandoci tutto quello che poi sarà il soggetto dell’intero film: il cortile con tutte le diverse inquadrature (finestre). ha mostrato il protagonista principale che era molto sudato e lo inquadra in primo piano, il sudore, poi successivamente inquadra il termometro e ci dice che è caldo e per questo motivo

le finestre sono aperte: se fosse stato inverno questo film non sarebbe stato possibile perchè le finestre sono chiuse.

si inquadra un signore che si stava rasando la barba e fa il musicista.

i primi che vede sono una coppia che dorme sul terrazzo perchè è molto caldo in casa, poi la ballerina perchè si sta esercitando e ironicamente sopra a dove vive la ballerina ci sono dei piccioni.

dopo il gesso inquadra una macchina fotografica -> strumenti dei mestieri e capiamo che è un photo-reporter (viene chiamato nei momenti dei conflitti di guerra o incidenti come la bomba a Hiroshima) durante tutta la conversazione si ha un anticipo di tutto quello che accadrà in tutto il film e noi vediamo tutto quello che succede: le ragazze che si spogliano e vanno a prendere il sole, la ballerina, e il marito insieme alla moglie che discutono… da qui vediamo tutto il film

16 marzo 2017

La finestra sul cortile è un lavoro sul concetto di inquadratura, di parte (finestra o il cortile in cui il

protagonista osserva la vita degli altri dalla sua finestra (inquadratura), attraverso delle altre inquadrature che sono le finestre) e di tutto. Interessa molto a livello fotografico perchè è un lavoro sullo sguardo, uno sguardo che è sia dello spettatore del film, del protagonista e poi diventa lo sguardo di quello che è lo strumento

di lavoro del protagonista ovvero la macchina fotografica -> triplice sguardo dove ci abbiamo

costanti inquadramenti

lo sguardo del protagonista diventa lo sguardo della telecamera -> esiste solamente ciò che è

inquadrato, il resto non esiste. infatti, in alcuni punti, il protagonista si addormenta ma mentre lui dorme lo spettatore può spiare al suo posto ciò che sta accadendo e avere più informazioni del protagonista stesso.

Grace Kelly è un personaggio che è un tutt’uno con l’abito -> l’abito rappresenta la sua essenza. Con Hitchcock c’era un lavoro costante con gli stylist e quello che lui ricercava nelle protagoniste femminili era un idea algida di bellezza, una bellezza fredda (al di fuori degli stereotipi, siamo negli anni 60 e le donne erano formose come la Monroe). L’industria cinematografica holliwoodiana usava le dive formose e lui invece con le sue protagoniste come Grace Kelly ha creato un nuovo stereotipo di bellezza, una bellezza più algida e fredda, più raffinati, seni non abbondanti e corpi slanciati.

Le

protagoniste dei suoi film sono bionde, occhi chiari e quando non lo erano le faceva tingere

di

un biondo platino, non caldo -> le cromie dovevano essere fredde (grigi, azzurri…) quindi lui

raffredda lo stereotipo di bellezza femminile.

Più i tempi sono di crisi e più lo stereotipo femminile deve essere rassicurante e quindi le forme

si arrotondano, invece quando i tempi sono di sicurezza economica e più si cerca l’opposto

quindi donne più sottili e slanciate. Nell’ambito della moda, abbiamo periodi in cui andavano le donne formose (anni della guerra),

e negli anni 60 si afferma un nuovo stereotipo che è Twiggy (no guerra), negli anni 70/80 c’è la

donna slanciata, negli anni 90 invece c’è lo stereotipo dell’androginia, una donna monumentale quindi magra e slanciata ma anche muscolosa, negli anni 2000 le modelle si assottigliano ancora. Ora che c’è crisi abbiamo una serie di stilisti che stanno avviando un discorso dedicato ad una

tipologia femminile più morbida quindi la moda sta diventando più ibrida -> c’è sia lo slancio e

la sottigliezza ma anche uno stereotipo più morbido e le due cose convivono (c’è un periodo di

crisi).

Il tema del no gender è una novità della moda -> non c’è più un concetto di identità sessuale quindi abiti maschili e femminili possono essere indossati trasversalmente e possono essere indossati sia dall’uomo che dalla donna.

Ci sono quindi modelle o modelli che possono essere in base all’abito o maschili o femminili

quindi abbiamo come i due opposti.

Le tipologie e le rappresentazioni come le fotografie che le rappresentano cambiano in base ai

periodi culturali.

Mentre lui guarda dalla finestra parla col suo editore e lui stesso mentre guarda si definisce uno

spione -> lui nella sceneggiatura ci da tutti gli elementi che poi attorno al quale ruoterà l’intero film.

La professione del fotografo è considerata un voyeur (spione) che può essere caldo o freddo.

Lui è un photo reporter di guerra e si pensava che il photo reporter potesse essere un voyeur distaccato, freddo e che osserva dal buco della serratura (finestra) le vicende, in modo distaccato, senza prenderne parte. Tutti sono protagonisti (ballerina attraente, il musicista che suona il piano, la coppia mentre

stanno litigando, la signora che era li col prendisole e il giornale un pò ficcanaso e il marito che non è per nulla socievole e accomodante) -> ogni personaggio dà indicazioni della sua professione e del suo modo di essere.

le cromie, le ombre, le luci sono fredde e l’ultimo passaggio è quello di raffreddare tutto e tutti i

suoi film sono così, hanno questa caratteristica.

C’è il dettaglio: ha prurito e non riesce a grattarsi e arriva un personaggio che gli dice che è un guardone che sottolinea il fatto che il protagonista è uno spione (come si era auto definito precedentemente lui stesso).

Si vede un infermiera e si capisce che fa quella professione da quello che dice e fa e ha

preannunciato che continuando a spiare la vita degli altri rischia qualcosa di negativo. Questa figura è un co-protagonista e questo compito nel teatro greco questa figura ce l’aveva il coro -> commentare ciò che accadeva e preparava lo spettatore che il protagonista se non si fosse comportato in un determinato modo andava incontro -> nei suoi film hanno una vena di ironia (funzione di grillo parlante, la coscienza) e servono per alleggerire il film.

Quando Grace Kelly entra in scena -> in questo cortile c’è una successione temporale infatti prima era giorno ed era tutto illuminato e ora invece è notte e le inquadrature sono schermi luminosi. Siamo partiti dalla mattina che era caldissimo (inquadratura sul termostato) e poi abbiamo un passaggio con una successione temporale che è la sera e quindi ci sono gli schermi. L’arrivo di Grace Kelly è preannunciato dall’ombra: prima abbiamo la telecamera che si sposta nel cortile, poi il protagonista con l’ombra che si muove nel volto del protagonista prima che compaia il suo volto -> questo indroduce suspence. Capiamo che è la ragazza di cui parlava il protagonista da molti elementi che appaiono in lei come la collana di perle, ecc… Lei si presenta in modo particolare, ad ogni nome uno spostamento nello spazio e l’accensione della luce quindi col suo arrivo si accende la luce -> arriva lei, arriva la luce si serve del movimento e dell’accensione per presentarsi e si presenta a noi spettatori e al protagonista; è vestita con guanti bianchi, la gonna di un certo tipo di tessuto, modello Dior quindi è un tipo di abito molto elegante e non adatto per andare a trovare il compagno immobilizzato nella sedia a rotelle. 1100 dollari (costo dell’abito di Lisa).

Lui rispetto a lei è l’opposto, mentre lei arriva da lui con un abito elegante e gli fa preparare la cena al 21 (club famosissimo a NY) e vuole regalargli un oggetto in argento, lui fa battute ciniche

e lei fa finta di non rendersene conto.

c’è insistenza da parte di lui su questa loro disparità anche a livello di modo di concepire la vita:

lei l’ha impostata in un certo modo perchè il suo lavoro è attinente a quel mondo mentre lui che

è un foto reporter appartiene ad un altro mondo, ad un altro modo di concepire la vita quindi c’è questo distacco.

C’è una storia importante nel film che è quella del fotografo e di Lisa e altre tante micro storie

che noi e il protagonista spiamo e osserva ciò che fa la sua vicina e intuiamo che lei sta fingendo la presenza di un essere maschile con cui cenare in casa perchè ha imbandito la tavola per due persone e in questa scena immaginaria prende il sopravvento la scena della solitudine. Si aggiunge quindi questa presenza, un’altra piccola storia.

Si vede inoltre nuovamente marito e moglie che litigano per via di una telefonata fatta da lui.

i commenti di lui diventano sempre più espliciti dei confronti di lisa e si concludesse l’idea del litigio come divorzio quindi glielo preannuncia a Lisa.

A lui da fastidio tutto quello che fa lisa, anche la cena.

Lei è in grado di tenergli testa alla discussione e l’idea di glamour è estrema ma comunque a questo riesce a tenergli testa, ha un carattere forte.

Nonostante tutto i due non riescono a distaccarsi quindi fa intuire che c’è qualcosa che li tiene legati al di la dei mondi sociali e culturali a cui appartengono.

si

sente poi un urlo, lui ha guardato ma non ha visto nulla di strano.

si

addormenta così sulla sedia e il temporale lo fa svegliare e inizia a notare una serie di cose: i

vicini che dormono sul balcone perché è caldo che corrono all’interno per via del temporale, il musicista che torna a casa ubriaco e non riesce a finire la melodia e se la prende con la ballerina… tutte sta vicende che avvengono sotto questo diluvio sono punteggiate dal marito che durante la notte va avanti e indietro con la valigia. lui si addormenta, e noi vediamo una cosa che lui non vede: noi vediamo che sta uscendo con la moglie e quindi se ne stanno andando di casa -> noi sappiamo che lui esce di casa con la moglie e lui non l’ha visto questo, ha visto solo fare avanti e indietro e la mattina quando arriva l’infermiera inizia a commentare ciò che ha visto con lei -> l’inquadramento (camera) diventa l’obiettivo del binocolo (inquadratura non è più quadrata ma tonda). col binocolo noi vediamo che dentro la valigia del marito ci sono dei gioielli.

23 marzo 2016

è un film sul concetto di inquadramento, di visione, di voyeur.

c’è quindi questa relazione tra lui e la sua fidanzata e il loro rapporto confidenziale. c’è stato un urlo che si è sentito nella notte e ha potuto osservare quello che stava sentendo. il suo vicino che ha il rapporto conflittuale con sua moglie e osserva l’uomo che va e viene dal suo appartamento. noi abbiamo visto che la moglie esce dall’appartamento ma il protagonista non lo sa-> thriller psicologico perché noi abbiamo conoscenze in più, che il protagonista non ha noi osserviamo attraverso l’obiettivo e col binocolo abbiamo la possibilità di zoommare ulterioriormente-> il regista fa in modo che lo spettatore possa osservare attraverso l’obiettivo infatti l’inquadratura da quadrato diventa circolare. lui trasforma colui che guarda in un voyeur come il protagonista ma a differenza sua noi osserviamo anche il protagonista.

lo sguardo del protagonista mentre guarda dal binocolo è sospettoso e accigliato; questo

perché l’uomo ha visto quello che mette via dentro la valigia e stava incartando seghe, coltelli e armi. questo sguardo lo insospettisce e lo capiamo dallo sguardo -> c’è in tutti i film

è passato un altro giorno, c’è l’insistenza dell’inquadratura nella temperatura e fa molto caldo.

le finestre nonostante sia notte ci danno la possibilità con la luce di vedere dentro. c’è di nuovo l’elemento che alleggerisce la situazione che è il compositore in mutande, e il cagnolino che viene richiamato dalla coppia che dorme sul terrazzo e quindi rientra a casa. poi la camera si sposta all’interno dello spazio dell’inquadratura del protagonista ed è con la sua compagna: sono in momento intimo e lui continua ad essere distratto, lei se ne rende conto ed emerge il fatto che lui nonostante sia in una situazione che implica un’intimità, continua ad essere attratto da ciò che accade fuori in cortile -> idea dominante di voyeur in questo momento da voce ad un suo pensiero e dice esplicitamente cosa pensa del fatto dei coltelli del vicino -> noi lo sapevamo già ma noi sappiamo anche che lui è uscito con la moglie ma il protagonista non lo sa e pensa che quei coltelli siano serviti per tagliare il corpo della moglie.

Grace Kelly si è di nuovo cambiata e di solito nei film non si cambiano spesso perché poi diventa difficile individuare la personalità, lei invece si cambia sempre dall’inizio fino ad ora almeno tre abiti: tutti con lo stesso stile molto elegante e raffinato, dai modelli di Dior con vita molto stretta e gonna ampia che va ad influenzare gli anni 40 e 50. in questo caso ha un abito nero con delle trasparenze. cambia abiti ma gli accessori rimangono costanti con le perle -> la collana con il giro di perle era associata all’idea di bonbon in quegli anni.

lei si è irrigidita e quindi deve aver visto qualcosa che noi non abbiamo ancora visto. prima era come se fossero due mondi che tra di loro non dialogavano mentre ora grazie a questo fatto si insinua il sospetto e c’è il passaggio: diventa quello che va a sostituire una sua trasposizione fisica e quindi diventa un prolungamento fisico e va a sostituire quelle che sono le sue gambe e gli riferisce quello che vede.

è comparso di nuovo il coro che ha la funzione di commentare e ci serve per capire con chi è al

telefono il protagonista: il suo amico poliziotto con cui ha un rapporto di amicizia e il coro ci da informazione e ce le descrive in modo ironico (la nostra infermiera quando descrive i passaggi della vicenda continua a mangiare invece lui mentre lei descrive queste scene ha difficoltà a terminare la colazione -> coro e protagonista) e splatter (il cadavere fatto a pezzi nella vasca per eliminare il sangue ma al contempo c’è sempre questo ironico alleggerimento che sta nelle storia -> lui è distratto dalla fisicità della ballerina che gli fa venire in mente la micro-storia della coppia che è chiusa in camera con la maglie che sono chiusi dentro in camera da giorni e appena apre la finestra e guarda fuori viene subito richiamato dalla moglie).

si è inserito un altro schermo che è quello del corridoio che unisce il cortile con la strada -> dove abbiamo visto la domestica che va a spiare dove va il baule (coro) e il detective. nel dialogo emerge quello che noi abbiamo visto ma lui non sapeva, ovvero che alle 6 di mattina quando lui si era addormentato era uscita la moglie e noi sappiamo che l’ha accompagnata al treno -> ad ogni affermazione del detective c’è il protagonista che continua a portare avanti la sua ipotesi

il tutto si conclude con una cartolina che viene inviata da questo luogo che reca i saluti di Anna, la moglie.

è come se il nostro protagonista slittasse verso i territori dell’allucinazione.

continuano inoltre le micro-storie come il detective che si distrae con la ballerine -> in ogni battuta c’è sempre la situazione grave ma anche il modo per alleggerire la situazione. lui e il suo amico poliziotto erano sullo stesso aereo durante la guerra, si sono conosciuti li -> riferimento alla vita effettiva alla vita dell’attore perché è andato in guerra sul serio ed era un pilota.

le micro-storie -> vediamo che la donna che è un cuore solitario si sta preparando e capiamo che ha bisogno degli occhiali per guardare da vicino e quindi è presbite e ha la necessita degli

occhiali per vedersi, si sta preparando per uscire cuore solitario, e grazie al vicolo che introduce alla strada, guardando con gli occhi del protagonista serve per andare nel locale di fronte a casa sua dove decide di consumare un pasto o un drink, si muove da casa sua al bar di fronte a casa.

al contempo prima di questo abbiamo l’episodio del cagnolino, che era stato rimproverato

perché andava a rovistare nei fiori e viene chiamato dai genitori per rientrare a casa. la ballerina sta studiando la sua lezione mentre cuore solitario si prepara con la maestra. noi continuiamo a seguire queste storie insieme al protagonista e arriva il co-protagonista che è un rappresentante di gioielli che rientra a caaa con un pacco con alcune camicie dentro (ce l’ha detto il detective che è un rappresentante). lui chiama il suo amico e dice che Torval (il marito) se ne sta andando, e collegando i fatti, pensa che lui stia abbandonando il luogo del delitto.

Grace Kelly si cambia ancora: passa dall’abito a corolla all’abito a sigaretta (molto di moda in quegli anni) con la moda stretta, cambia le cromie sui toni del verde acido e il bianco ( le cromie

non si ripetono mai) e si presenta con questo cappello e i capelli raccolti -> struttura verticale.

è tutto coordinato e all’interno di questo outfit, lei si muove nuovamente nello spazio

sottolineata dall’accensione delle lampade -> lei è diventata assieme all’infermiera la complice e appoggiano le sue idee. lui le espone la presunta fuga di Torval e che toglieva i gioielli della moglie dalla valigia e mentre lo faceva chiamava qualcuno -> secondo lei però è troppo calmo quindi ha una differente valutazione della storia.

il compositore intanto ha pulito casa perchè sta dando una festa e c’è molta gente nel suo

appartamento. lei inoltre dice che secondo lei quella non era la moglie -> la signora che abbiamo visto uscire di casa con il marito poteva non essere la moglie. lei dice che una donna quando parte non abbandona mai la borsa preferita e i gioielli che porta sempre con sé -> ipotesi di Grace Kelly.

il detective ha delle informazioni che smantellano tutte le teorie che hanno fatto il protagonista

e la fidanzata e il detective continua ad essere distratto dalla sua valigetta che contiene elementi da notte che escono fuori come un cilindro.

il detective quindi smantella le loro ipotesi con fatti: il baule era pieno di abiti e lo sa perchè è stato perquisito. l’intera conversazione avviene mentre continuano a far ruotare questo liquido che deve essere scaldato e ossigenato per essere bevuto nel migliore dei modi.

al contempo avviene questo linguaggio mentre molto elegantemente continuano a far ruotare

questo liquido all’interno di questi bicchieri.

il linguaggio possente dei protagonisti -> lei si avvicina a lui nel momento in cui vengono a sapere che la signora Torvan è andata a ritirare il baule. cuore solitario invece ha trovato un compagno e troppo irruente, va via dal suo appartamento e invece la festa del compositore è molto chiassosa. la coppia che sta sempre chiusa in casa, col marito che si affaccia e viene richiamato dentro dalla moglie. inoltre, loro due sono delusi dall’accaduto e dal mancato omicidio -> sono due guardoni

la fidanzata chiude le inquadrature tirando le tende della camera e impedendogli di guardare le micro-storie dei vicini. il pigiama che è racchiuso nella valigetta è un abito bianco velato. quando chiude l’obiettivo c’è di nuovo un urlo, è il suono che ci dà il cambio di situazione. tutto si regge sul cambio dell’obiettivo del fotografo ma la situazione cambia ogni volta quando si sentono degli urli. si capisce che è morto il cane, escono tutti fuori dalle finestre per vedere cosa sta succedendo, si affacciano tutti e si vedono anche personaggi nuovi che non avevamo mai visto -> la morte del cagnolino attira tutto il vicinato. l’appartamento dove si trova il marito è buio oppure è l’unico che non si è affacciato perchè il suo appartamento era nell’oscurità.

il mattino dopo si ritrova li con il coro (infermiera e compagnia) che sono dalla sua parte e danno fisicità a quello che lui pensa, lo portano avanti. all’epoca c’erano le diapositive che ti davano la possibilità di avere una visione miniaturizzata che si potevano guardare attraverso il video proiettore. inizia ad ipotizzare che l’omicidio del cagnolino sia legata alla motivazione dipendente della signora Torves. l’altra ipotesi che viene esplicitata dal coro si dice che al di sotto di quello strato di terra sia stato sotterrato o una parte di corpo (intero non ci sta) oppure i coltelli che ha usato per ucciderla. sappiamo con certezza che il cagnolino non sia morto di morte naturale ma questo è un passaggio importante: a questo avvenimento fa si che il nostro fotografo decida di scrivere una lettera chiedendo direttamente che cosa fa -> AZIONE DIRETTA rivolta al co-protagonista e la fa portare alla morosa e servendosi dell’espediente delle finestre lui fa in modo che noi controlliamo contemporaneamente due schermi. in questo caso l’azione si è svolta su almeno 4 schermi (lei che scriveva la lettera, lui che si muoveva di tre schermi mentre noi vedevamo anche la parte superiore e la parte inferiore.

30 Marzo 2017

la fidanzata e l’infermiera sostituiscono quella che è la sua impossibilità di muoversi: lui essendo bloccato sulla sedia, loro sostituiscono quello che lui non può fare -> movimento, azione, loro diventano le sue braccia e le sue gambe. Grace Kelly per ogni scena cambia costume e con questo abito molto elegante compie azioni piuttosto impegnative -> azione dinamica e rischiosa quindi mostra a lui di avere un altro lato della sua personalità: non solo glamour, ma di una maggiore proiezione verso un’idea di attività fisica e di curiosità noi continuiamo a seguire contemporaneamente più azioni: seguiamo la fidanzata e l’infermiera che cercano pezzi di cadavere sotto l’aiuola ma, nel contempo, seguiamo la struttura

compositiva del musicista (non c’è più solamente lui ma anche alcuni suoi colleghi) e al contempo l’altra micro-storia di cuore solitario-> Stella (infermiera) aveva ipotizzato che prendendo i sonniferi volesse dormire invece scrive una lettera alla scrivania lui intanto tiene d’occhio quello che è il sospettato che è al bar.

abbiamo un abito molto elegante e raffinato con cui la protagonista compie azioni pericolose e

scomode e all’interno del film Hitchcock usa delle controfigure -> non è Grace Kelly in realtà che compie queste azioni. Quando c’è l’elemento circolare stiamo spiando dal buco della serratura attraverso il suo obiettivo e non dalla telecamera.

la nostra attenzione sta seguendo la vicenda di Stella.

avendo inquadrato due micro-storie in contemporanea e vediamo con più schermi che sta

arrivando il marito e prima che loro se ne accorgono entriamo in tensione -> thriller psicologico

a quel punto noi siamo li con lui che cerchiamo di avvisare Lisa, la fidanzata

lei trova qualcosa e il marito entra in casa e lo vediamo dal riflesso della finestra, da questo il

regista ci va vedere ciò che non potrebbe essere inquadrato perché c’è il muro.

il marito si è accorto che qualcuno era entrato in casa probabilmente dal fatto che la borsa era stata spostata e lui sobbalza perché presumibilmente la vede.

la

composizione che sta creando il musicista nel suo attico e di solito, quando c’è una situazione

di

ansia la musica aumenta, invece in questo caso è molto languida.

questo è strano perché stiamo per attraversare un momento di tensione dove il marito ha già spento la luce e sembra che la voglia uccidere.

è una questione di lenti: c’è la lente del teleobiettivo, quella del binocolo (l’infermiera all’inizio lo rimproverava di essere un voyeur, mentre alla fine lei osserva col binocolo e lui con il teleobiettivo), l’assassino invece quando si rende conto che lei sta indicando la fede a qualcuno che è fuori e quindi capisce di essere osservato lui osserva attraverso delle lenti di occhiali -> lente che ridefinisce.

noi abbiamo visto il marito uscire dall’appartamento e lui non lo sa e si rende conto ora che l’appartamento è buio.

il suono diventa molto importante nei film: abbiamo prima il sottofondo sonoro della città (clacson, macchine che passano…).

l’oscurità va ad aumentare l’elemento della tensione e pian piano si stanno sentendo dei passi e all’interno della porta vediamo questo spiraglio di luce che penetra dal di sotto. lui lavora molto sull’illuminazione e sul suono per creare tensione

si apre la porta e il soggetto è in controluce e si vede il riflesso della luce sugli occhiali, il riflesso

toglie l’umanità al soggetto, noi non vediamo gli occhi, vediamo il riflesso. paradossalmente l’assassino acquisisce umanità attraverso quello che dice, diventa un’identità attraverso quello che dice, è la seconda volta che sentiamo la sua voce, la prima volta l’abbiamo sentito attraverso il telefono -> il protagonista però non risponde uno è nell’oscurità totale e l’altro il controluce

diventa tutto molto ironico: tutto quello che era stato prima tenuto nascosto diventa pubblico nel tentativo dell’assassino di uccidere il protagonista gettandolo fuori dalla finestra e diventa ciò che era privato prima, pubblico perché si trova la platea di tutto il cortile.

tutto ciò che prima era nascosto, si è spostato al centro del cortile, della platea. successivamente si vede cuore solitario è con il musicista, la canzone che sentiamo mentre tentavano di uccidere Lisa si chiama “Lisa”, tinteggiano le pareti perché l’appartamento va

riaffittato, si vede il nuovo cagnolino dei vicini e capiamo che la ballerina è innamorata di Stanley

e non di nessuno dei suoi pretendenti che vedevamo.

Vediamo inoltre la coppia in luna di miele, con le prime crisi e lui ha smesso di lavorare e quindi iniziano a litigare. vediamo il protagonista con la doppia gamba ingessata, poi vediamo Lisa vestita sportiva con jeans e camicetta che legge una rivista su un certo paese e poi una rivista di moda.

Duchamp era quasi coetaneo di Hitchcock e grazie a lui abbiamo collegato questo film.

di Hitchcock e grazie a lui abbiamo collegato questo film. Marcel Duchamp - Fontana - 1917

Marcel Duchamp - Fontana -

1917

in questo anno lui realizza quest’opera e assieme a dei

suoi amici fonda una società di pittori e scultori anonimi - > società dei pittori e scultori anonimi lui era segretario e aveva per statuto l’obbligo di esporre tutto ciò che gli sarebbe arrivato come opere e decidono

di

fare un esposizione e Duchamp invia questo oggetto

in

ceramica che è un orinatoio dei bagni pubblici

ribaltato.

lo firma R.Mutt e ci mette la data 1917.

quando arriva i membri della società per statuto erano costretti ad esporlo alla mostra e i membri della società non sapevano che era suo perché l’aveva firmato con un

altro nome.

è un’opera che ha un secolo esatto.

loro lo espongono ma dietro ad una tenda quindi era esposto ma nessuno lo poteva vedere poi quando hanno smontato la mostra l’orinatoio è andato perso (la foto fu scattato dietro al velo, sipario che lo nascondeva ma è l’unica testimonianza dell’originale perché smantellata la mostra

è andato perso infatti tutti quelli che noi troviamo sono repliche che lui ha fatto negli anni 60).

quando lui si aggirava per la mostra e non vedeva il suo orinatoio, chiamato da lui “Fontana”, fu molto contento perché io suoi colleghi non l’avessero esposto, e con questo consolidava ciò che aveva voluto provare, era una sorta di esperimento, una proposizione. questa è una provocazione, lui è un provocatore e per andare oltre ad un confine lui provoca, provoca per avere reazioni. questa non è un’opera, si serve di questi ready-made per dimostrare sue teorie, sono una sorta di esperimento che fa, siamo noi che gli diamo il valore di opera purché è nel museo e la cornice museo funziona quindi gli attribuiamo questo valore. l’orinatoio dovrebbe essere esposto in pubblico nelle relazioni comuni perché nella convenzione comune un orinatoio deve stare in bagno e non in una piazza perché è collegato all’attività dell’urinare maschile che deve svolgersi in privato secondo le convenzioni comuni. questa azione dovrebbe svolgersi in privato per via dell’igiene, legata anche al costume e quindi dovrebbe essere privata per una serie di concezioni.

aveva il titolo di “Fontana” perché lui unisce l’alto (fontane stanno in mezzo alle piazze e quindi rimanda all’idea di alta cultura) e il basso (orinatoio di per sé è un oggetto di cattivo gusto quindi basso). nel 1917 le convenzioni comuni stabilivano che l’orinatoio era un oggetto di cattivo gusto. questo atto diventa pericoloso perché dimostra che anche loro, la società, è succube delle convenzioni comuni e quindi anche coloro che si ritengono al di fuori delle convinzioni comuni, dagli stereotipi sociali, come gli artisti, anche loro sono succubi delle convenzioni nascondendolo dietro alla tenda per non farlo vedere. R.Mutt è un nome che inventa Duchamp, è uno dei suoi alterego -> in tedesco sono state date una serie di interpretazioni a questo nome perchè lui ha deciso di firmare con questa falsa nominazione e secondo alcune interpretazioni starebbe per “Mutter” che significa madre, ma ci sono molte interpretazioni. tutti quelli che gli chiedevano cosa significasse e gli davano delle opinioni lui rispondeva positivamente -> classico modo di fare di Duchamp lui dimostra con questa operazione che quello che lui pensava dei suoi colleghi quindi era vero -> anche loro erano succubi delle convenzioni sociali inoltre, dopo prende questo accadimento per uscire fuori dalla società perché si rivela e dice che loro hanno mancato ad uno degli obblighi di quell’istituto. fonda poi una rivista con il titolo “The blind men” (l’uomo cieco) e sulla copertina della rivista mette questa fotografia dell’orinatoio che fu scattata durante l’esposizione -> è una fotografia di Alfred Stiegritz. abbiamo a che fare con uno degli autori dei primi del 900 più importanti della fotografia newyorkese -> maggiore pittoricità dell’immagine rispetto alla fotografia di Los Angeles -> utilizzo di ombre e luci e delle inquadrature dove va a rinsaldare gli elementi pittorici dell’immagine (neve e pioggia con raddoppio e sfaldamento delle luci -> immagini con idea più artistica dell’immagine stessa). nei primi del 900 alla fotografia si dedicavano solo le persone molto ricche perché costava tantissimo e lui aveva un’idea artistica della fotografia e diceva che non dovevano essere vincolati da vincoli di livello economico. lui aveva una galleria dove esponeva opere d’arte -> relazione con l’arte molto stretta Duchamp ha spesso contatti con artisti che hanno a che fare con la fotografia. il giornale chiuse dopo due stampe perché nessuno lo comprava avendo quella copertina. l’operazione che lui ha realizzato l’aveva pensata a breve periodo e a lungo periodo. le sue non sono opere ma sono esperimenti con cui vuole ottenere il superamento della convenzione. voleva inoltre dimostrare che anche i suoi colleghi e i collezionisti che gli compravano le opere erano succubi delle convenzioni comuni legate all’idea di cattivo gusto -> a breve raggio perché l’ha rimostrato subito quando c’è stata la mostra una volta che il pubblico si abitua, è disposto ad accettare di tutto -> l’arte è una cosa ad assuefazione le persone dopo un pò che ripeti le cose anche se sono di cattivo gusto dopo un pò si abituano quindi anche quello che un secolo fa trasgrediva alle regole convenzionali, il pubblico poi si abitua ad accettare di tutto e infatti ora, premessa la cornice museo, non scandalizza più nessuno. il museo è uno stereotipo, ci sono luoghi che acquisiscono la funzione di esposizione delle opere d’arte -> funzione convenzionalizzata tra opere e oggetto.

6 Aprile 2017

ogni produzione artistica di Duchamp sollecita una serie di riflessioni artistiche contemporanee;

ci

sono artisti che si rifanno a delle sue opere.

in

questo caso l’orinatoio, denominato “fontana” (unione degli opposti alto/basso) ispira

un’opera di BRUCE NAUMAN. lui è uno degli artisti statunitensi ancora in vita tra i più importanti e la sua formazione non è solamente artistica ma prevede anche studi filosofici, psicologici, musicali, filosofia applicata alla matematica… sono soltanto alcune delle aree di interesse di Nauman.

lui si forma sul pensiero del filosofo WITTGENSTEIN, che lavora sulle connessioni del linguaggio

ed elabora una serie di principi filosofici e applica la filosofia al giardinaggio attraverso una sorta

di trasposizione filosofica alle regole paesaggistiche (è sia filosofo che giardiniere).

Nauman studia quindi il suo pensiero.

La PSICOLOGIA -> si occupa delle psicologia comportamentale in particolare e va ad indagare attraverso testi (nascono negli anni 50) quelli che sono dei testi di psicologia applicata al comportamento -> studiavano come poter influenzare il comportamento dell’uomo a livello psicologico attraverso una serie di input (lavorano molto sull’inconscio). questo tipo di indagini sono state utilizzate dal marketing.

Studia anche la LINGUISTICA e per potersi mantenere inizia a lavorare come insegnante. quando realizza il video della camminata (Mapping in the studio) lo realizza come insegnante, all’epoca erano tutte sperimentazioni. questi tre sono i materiali di studio, quelli su cui si forma -> temi (che hanno ricadute nelle opere)

uno dei temi su cui lavora è il LINGUAGGIO perché è lo strumento di comunicazione (linguaggio è comunicazione). l’obiettivo è quello di portare la struttura linguistica all’interno del mondo dell’arte cioè di prendere il linguaggio e di portarlo nel mondo dell’arte. *** capisce subito un passaggio fondamentale: la poesia e l’arte nascono quando il linguaggio smette di funzionare *** lui capisce che se il linguaggio continua a funzionare come linguaggio non è opera; il linguaggio invece smette di funzionare quando si fa in modo che il linguaggio non comunichi più, mandando in tilt il nesso della comunicazione (Duchamp ad esempio univa gli opposti e

lasciava libero campo all’interpretazione -> se una cosa si può interpretare in una serie di modi

e non sai quello che è giusto, si può interpretare in tantissimi modi; se invece ha solo un interpretazione non è espressione artistica). il primo a lavorare sul linguaggio come espressione artistica è stato Duchamp.

Duchamp lavora quindi sulle antitesi mettendo insieme elementi opposti -> lui scriveva che il titolo che lui metteva alle sue produzioni era importantissimo ma non perché serviva a spiegare il lavoro ma per portare la mente dello spettatore verso territori più verbali (della mente). lui scriveva che la mente non ha confini, non ha limiti; solo il materiale te li pone. lui dava un input, poi lo spettatore era libero di immaginare quello che voleva.

Bruce Nauman - Acqua in bocca è un riferimento a “Fontana” di Duchamp ed è

Bruce Nauman - Acqua in bocca

è un riferimento a “Fontana” di Duchamp ed è parte di una serie di fotografie -> l’intera opera è costituita da “Eleven color photograph” (titolo di tutta la serie). lui realizza questa serie di fotografie alla fine degli anni 60 e all’epoca la fotografia a colori era considerata non appartenente al mondo dell’arte; in quel periodo era uno stereotipo, un’abitudine, una convenzione comune perchè la fotografia a colori veniva considerata dal mondo dell’arte di cattivo

gusto. Edgard Duchamp fu il primo a portare la fotografia a colori nel mondo dell’arte. la fotografia è a colori e la cromia dominante è il rosso; questa cromia a sua volta è un ulteriore sdoganamento (tutte le fotografie sono sulla cromia rossa -> questo perchè la fotografia pornografica all’interno della convenzione comune era definitiva “a luci rosse”). Lui in modo ironico prende l’espressione verbale che appartiene al linguaggio figurato (linguaggio che ha a che fare con i modi di dire per esprimere delle situazioni emotive e fisiche astratte -> “avere le farfalle nello stomaco” per dire che una persona è innamorata) in questo caso lui si auto-ritrae in tutte le 11 fotografie e dà fisicità, a rendere concreto ad un linguaggio che convenzionalmente è impossibile che abbia fisicità, unisce il massimo dell’astrazione linguistica con il massimo della fisicità. “acqua in bocca” significa stare zitti; in questo caso lui ha l’acqua realmente in bocca.

- c’è anche “mangiarsi le parole” che significa quando qualcuno parla velocemente quindi non si capiscono bene e lui sempre nella cromia dominante in rosso e sta mangiando delle lettere nel piatto -> dà fisicità a questa espressione linguistica.

- “avere i piedi d’argilla”

espressione linguistica. - “avere i piedi d’argilla” Bruce Nauman - Istallazione con insegne luminose sempre sul

Bruce Nauman - Istallazione con insegne luminose

sempre sul linguaggio lui realizza anche installazioni luminose. lui rende artistico ciò che la convenzione comune non pensa come artistico -> superamento di una relazione istituzionalizzata. sempre negli anni 60, prende ciò che era una costante del panorama americano: le insegne luminose che erano associate a supermercati, discoteche e avevano una funzionalità pubblicitaria. lui premeva su queste con colori più disparati e le manda in corto circuito ovvero scrive delle parole o perché le lettere si accendono ad intermittenza.

Bruce Nauman - Green light corridor il massimo del linguaggio lui l’ottiene con i corridoi

Bruce Nauman - Green light corridor

il massimo del linguaggio lui l’ottiene con i corridoi luminosi. alcuni sono quasi delle gabbie. quello in cui lui prende le misure delle sue spalle può entrare lui e chi è come lui o meno largo di spalle. i materiali su cui lavora sono spettatore, artista e spazio. tutti gli artisti da Duchamp in poi lavorano sugli oggetti celibi perché gli toglie la funzione originaria di corridoi, sennò non sarebbe opera ma sarebbe un corridoio qualunque.

il tema su cui sta lavorando ha a che fare con la PSICOLOGIA e sulla questione della scelta (quando una persona è dentro al corridoio non può scegliere di muoversi come vuole).

il tema da cui è ossessionato da tutta la vita è il CONTROLLO -> lui studia psicologia

comportamentale che tenta di studiare i comportamenti del fruitore, dello spettatore quindi lui vuole controllarlo. per questo parte tentando di controllare il movimento dello spettatore, obbligandolo a fare solo

quel movimento innanzitutto nei criteri della scelta perché può entrare solo chi ha un certo tipo

di dimensioni e poi una volta dentro rimani bloccato nel movimento, se vuoi girarti non riesci.

questo perché pensava che controllando il movimento riusciva a controllare anche il pensiero

ma si rende conto di non riuscire a controllarlo; per questo da un certo punto in poi abbandona

i corridoi e fa il passaggio successivo tentando di controllare la mente dello spettatore usando parole.

Bruce Nauman - istallazione con fogli appesi alle pareti

le opere diventano dei fogli appesi sulle pareti dei musei con una serie di istruzioni, delle cose

che bisogna fare, impartisce degli ordini (schiacciarsi contro la parete, pensare di attraversarla…). anche in questo modo non c’è riuscito perché non è detto che lo spettatore poi lo mette in pratica.

Bruce Nauman - istallazione con uomo e donna sul pavimento

il passaggio successivo è stato quello di ingaggiare performer professionisti perché l’idea era

quella che un professionista lavora sul corpo e lavora attraverso la mente sul controllo della mente e del corpo.

li ingaggia per realizzare i suoi manuali d’istruzione e realizza questa performance che è diventata famosissima.

i due performer erano un uomo e una donna e iniziano a fare delle prove, dietro ad ogni azione

ci sono mesi o anni di prove.

l’uomo era a pancia in giù sul pavimento e doveva pensare che il pavimento si sollevasse e lo inglobasse. la donna invece a pancia in su doveva pensare di sprofondare nel pavimento. dopo mesi di prove realizzate in una stanza normalmente adibita alle prove di ballerini di danza quindi il pavimento su cui provavano era di legno.

vengono quindi portati dall’artista all’interno del museo per realizzare la stessa performance ma quando partono, nella totale immedesimazione -> lavoro sulla percezione psicologica, il pavimento del museo era di cemento e quindi cambiando il materiale, cambiava anche la percezione del pavimento con cui entrata in contatto il corpo.

i due performer si sono sentiti male, e pensando di dover penetrare questo materiale più

poroso rispetto al legno si sono sentiti male, hanno avuto un senso di soffocamento -> la mente può suggestionare le nostre reazioni fisiche (es. attacco di panico).

i due performer essendosi suggestionati in modo non corretto perché erano abituati col legno

che respira, è vivo e poroso, hanno avuto a contatto col cemento armato perché hanno avuto la percezione di non riuscire più a respirare -> errore di Nauman perchè l’artista tenta di controllare tutto, la mente e il corpo (grazie ai performer che sono abituati a farlo per lavoro) non aveva pensato alla differenza della percezione tra il legno e il cemento quindi anche in questo caso il suo lavoro sul controllo non ha avuto esito positivo.

il suo lavoro sul controllo non ha avuto esito positivo. Bruce Nauman - Mapping in the

Bruce Nauman - Mapping in the studio

il lavoro sullo studio con le telecamere che lo riprendevano durante la notte; quello che di giorno passa inosservato è un lavoro sul controllo dello spazio quando l’artista non è presente, è una forma di “Mapping in the studio” cioè controlla tutti gli spazi, anche negli orari in cui non sono controllati.

gli spazi, anche negli orari in cui non sono controllati. Bruce Nauman - Istallazione con calco

Bruce Nauman - Istallazione con calco della sedia

in un altro controlla il calco dello spazio sotto la sedia, uno spazio che non viene osservato mai.

è così ossessionato dal controllo perché è un artista etico -> sono soprattutto gli artisti nati negli anni 40, nel dopoguerra e affermati negli anni 50 e 60 che pensano che l’arte debba avere una finalità etica. lui scrive che l’arte deve essere come una improvvisa manata sul collo quindi deve servire per svegliarti, per far si che la coscienza assopita improvvisamente si svegli. un’altra cosa che lui è che deve essere come quando una persona sta percorrendo la strada di casa propria e la percorre tutti i giorni, quindi la si conosce benissimo e bisogna che improvvisamente si spegne la luce ma la persona continua a percorrerla perché la conosce e ci è abituata ma improvvisamente c’è il gradino che non ci si aspetta e si cade -> l’arte è così, è scomoda, è una situazione a cui non presti attenzione ma improvvisamente ti fa risvegliare.

studia SCHOEMBERG (tutte le espressioni artistiche all’inizio del 900 sentono la necessità di superare dei confini) e lui concepisce nuovamente la scala musicale e la fa diventare dodecafonica per 12 suoni quindi le sue composizioni non tengono più presente solo le 7 note). lui studia la musica perché la musica è matematica e si fonda sul tempo e sulla misura del tempo infatti ci sono delle composizioni musicali interamente numeriche.

crea anche un labirinto in plexiglass con cibo e acqua, e delle telecamere puntate dentro e all’interno ci sono dei topolini bianchi, cavie che si muovono all’interno con l’obiettivo di bere e cercare cibo essendo intanto controllati dalle telecamere. i topolini sono degli spettatori, che fanno parte della società e quindi in questo caso le telecamere sono il controllo sociale, tutti noi siamo sottoposti ad un controllo di cui non siamo consapevoli.

altri artisti contemporanei che lavorano sul DISGUSTO intenzionalmente, vogliono quindi ricreare un rifiuto nello spettatore, la percezione del disgusto. il disgusto ha a che fare con una reazione fisica di rifiuto, qualcosa che non toccheresti mai, qualcosa che fa ribrezzo. sono tutti artisti che lavorano sull’etica, l’arte deve servire a delle cose che convenzionalmente si nascondono.

Paul McCarthy

è americano e si forma negli anni 60, ha una formazione di pittore e si laurea in pittura e inizia a lavorare dipingendo. appartiene alla corrente dell’impressionismo astratto americano (Pollock), è un lavoro materico sul colore, in quegli anni in America c’era ancora il restando della Pop art ma lui sceglie di non appartenere a quello. alla fine degli anni 60 inizia a lavorare con le performance e il tema del suo lavoro è legato alla struttura sociale e culturale dell’America di quegli anni. lui dice che i media (televisioni, le radio, i giornali) danno dell’America un’immagine perfetta, dove tutto è pulito, perfettamente allineato. lui dice che vuole essere ciò che non si mostra, ciò che si nascono, ciò che è al di sotto di questo velo di ipocrisia, lo specchio nero (The Black Mirror). lui vuole mostrare tutto ciò che viene considerato sporco, tutto ciò che si vuole nascondere e si delinea subito come l’anti-Warhol (che aveva un successo incredibile in quegli anni) perché Warhol affermava di essere orgoglioso di essere americano perché il suo stesso barattolo di coca cola lo beve lui ma anche il presidente americano -> l’uguaglianza si basa sul barattolo di coca cola, il concetto di uguaglianza è basato su un oggetto di consumo. l’artista invece prende gli stessi oggetti e ne fa un uso diverso. lui dice che la gente ha paura di ciò che è sporco: i liquidi, l’urina, lo sperma, le feci, il sangue, il vomito. lui va a lavorare su tutto ciò che la gente rifiuta, su ciò che è un tabù. lui dice di essere un prodotto dell’America, quindi un clown, un buffone, un prodotto dei telefilm americani dove è tutto finto -> un prodotto. tutto ciò che vediamo è fiction, è come in un programma trash americano. il clown è un pagliaccio, è una maschera normalmente convenzionalmente collegata all’idea del circo, noi ridiamo quando lui si fa male, è una maschera tragica, il ghigno che ha è ambiguo, può nascondere di tutto.

l’utilizzo che ha a che fare con le maschere ha a che fare con l’idea di costrizione e prigionia.

13 aprile 2017

tutti i materiali che noi vediamo sono materiali cromatici e il suo corpo diventa uno strumento con cui realizzare delle produzioni artistiche. su questo lavoro sulla materia organica, diventa simile al sangue, alle feci, all’urina, allo sperma… tutto quello che convenzionalmente si pensa sporco e fa schifo a toccarlo. si arriva ad un punto dove lui ingerisce materiali e si auto induce il vomito nello spazio del pubblico, il pubblico deve essere disturbato. Nauman ad esempio va a lavorare in quelli che sono i meccanismi di repulsione -> c’è una regressione ad una primordialità, alle fasi freudiane (anali, falliche…), c’è un recupero di tutta la libido. lui dice che è un prodotto di Walt Disney, della società americana quindi tutto ciò che noi vediamo non è reale (siamo in America, quello che sembra sangue è ketchup, quello che sembra feci è cioccolato); lui si paragona ad un clown perché è una maschera ambigua, noi ridiamo quando il clown si fa male. noi ridiamo perché c’è una liberazione di energia repressa, vedere ciò che potrebbe accadere anche a te ma non è accaduto. è una maschera tragicomica perché noi ridiamo delle sue tragedie ed è anche molto inquietante (non è un caso che uno dei nemici di Batman è il Joker). la risata del clown è un ghigno.

all’inizio degli anni 80, il lavoro di McCarthy ha iniziato ad espandersi (non è più solo lui il performer a indossare delle maschere), inizia ad esserci l’utilizzo di automi meccanici (strutture antropomorfe con forme di essere umani (o zoomorfe) con all’interno dei meccanismi che gli permettono di compiere dei movimenti). spesso le maschere utilizzate sono anche quelle di Walt Disney che ha costruito un mondo zuccheroso, dove c’è sempre il bene che vince, dove i personaggi che vincono sono tutti buoni, prevalgono sul cattivo -> c’era una grande depressione e crisi economica in America quindi le persone avevano bisogno di sognare quindi Disney crea un mondo di sogni, dove rifugiarsi prendendo alcune frasi europei dei fratelli Grimm, o Pinocchio di Collodi. Lui prende quindi i personaggi di Disney come topolino, paperino, ecc… e gli fa compiere azioni che non rappresentano il personaggio originale.

Paul McCathy - Sauce - 1974 (video)

personaggio originale. Paul McCathy - Sauce - 1974 (video) è una performance degli anni 70, l’opera

è una performance degli anni 70, l’opera significava essere presente mentre questa è una documentazione, non è opera. tutto il corpo diventa strumento pittorico e c’è una regressione ad uno stadio regressivo quasi animale, istintivo (recupero delle fasi freudiane anale, fallica…) il soggetto artistica diventa uno strumento per realizzare una serie di azioni che vanno a lavorare su una regressione fisica, mentale, istintuale con un recupero ontogenetico (primordio istintuale

dell’individuo) e filogenico (primordio della stirpe umana -> risalire alle origini) regressione ad una forma di animalità estrema. sotto di lui c’era un tavolo che era ricoperto da dei fogli che per lui diventavano una vera e propria tela che poi sarà stata esposta successivamente alla performance. iniziano i suoni, i gemiti, quasi un grugnito, c’è una forma di regressione istintuale in cui c’è una connessione tra l’istinto umano e l’istinto animale.

negli anni 80, le sue performance iniziano a diventare più complesse con altri performer coinvolti e prevedono anche delle istallazioni, dei video e degli automi meccanici. quindi diventano molto più complesse.

automi meccanici. quindi diventano molto più complesse. Paul McCarthy - Bossy burger (video) molti suoi lavori
automi meccanici. quindi diventano molto più complesse. Paul McCarthy - Bossy burger (video) molti suoi lavori

Paul McCarthy - Bossy burger (video)

molti suoi lavori hanno a che fare con il cibo perché è un aspetto tipico della società americana (tanta quantità di cibo piuttosto che la qualità).

è una performance video-istallazione e istallazione, sono più livelli messi insieme. lui interpreta un cuoco pasticcione, indossa una

maschera (utilizzo della maschera dagli anni 80 in poi

è una costante del suo lavoro) perché lui la vede

come una sorta di travestimento, dietro la maschera

tu non sai chi si nasconde, ma anche perché è una

costrizione, una prigione perché limita la possibilità

di respirare, il campo visivo e a differenza del ruolo

della maschera nel teatro greco e romano che doveva amplificare il suono, in questo caso serve per renderlo ancora più animale, sono incomprensibili perché la maschera deforma il suono -> prigione sociale ovvero gabbie sociali, costruite dalla società (stereotipi) all’interno dei quali noi ci troviamo ingabbiati, incasellati. in questo caso specifico, lui indossa la maschera di Alfred E. Neuman perché era un personaggio (illustrazione) creato per una rivista americana che si chiamava Mad Magazine, una rivista degli anni 70/80 famosissima della contro-cultura americana in cui lavoravano i maggiori illustratori della società americana di quel periodo. questi disegnatori avevano creato la figura di questo ragazzino con le orecchie a sventola, i dentoni, buffissimo che rappresentava tutto ciò che era irriverente nei confronti di tutto e di tutti. lui indossa questa maschera in questa performance -> prima restrizione / prigione. essendo vestito da cuoco con la divisa e il cappello alto. la seconda prigione da cui tenta di scappare è il set cinematografico di un telefilm molto di moda negli anni 60/70 “Tre nipoti e un maggiordomo”, una sorta di appuntamento imprescindibile per le famiglie americane. il set era quello di questo telefilm -> seconda restrizione / prigione. ù era prima famoso in America poi è arrivato anche in Europa e rappresentava una famiglia dove tre nipoti perdono i genitori, lo zio con molti soldi che a New York ha una vita piena di donne e

aveva un maggiordomo inglese in casa (divisa), si ritrova improvvisamente a doversi occupare di questi tre nipoti. all’inizio il maggiordomo non vuole i nipoti, poi alla fine finisce di fare da balia. questo rappresenta “the way of life”, dove tutto è perfetto. questo va a rappresentare tutta la stereotipia del buoncostume, tutto quello che era ok. lui preleva il set e all’interno ci compie le azioni di questa performance.

lui tenta di cucinare ma non riesce, come tenta di scappare e fuggire e non riesce perché rimane

imprigionato dentro la maschera e dentro al set. questa performance è una documentazione e si muove all’interno di quel set. c’è l'evento a cui c’è l’opera col performer ma mentre c’è la performance ci sono delle telecamere che hanno delle inquadrature, selezionate dall’artista, su dei precisi angoli dello spazio e queste telecamera sono state progettate dall’artista. mentre il video di prima era semplice documentazione, in questo caso mentre c’è l’azione l’artista ha previsto delle telecamere che lo riprendevano in momenti specifici, ha realizzato poi un montaggio e all’interno del set dove si è svolta l’azione sono stati collocati dei televisori a tubo catodico che rimandavano le azioni all’interno dell’istallazione.

quindi e tu non partecipavi all’evento, i giorni successivi nel museo potevi aggirarti nello spazio dove si è svolta la performance e l’azione in un tempo diverso dell’azione, però c’era l’azione che

si svolgeva virtualmente perché si poteva vedere all’interno degli schermi.

quando tu eri dentro vedevi che quell’azione che stai osservando si era svolta nello spazio in cui

ti

trovi con tutti i materiali che sono rimasti, e l’effetto era quello di entrare sul luogo della scena

di

un delitto.

Per la Fondazione Trussardi c’è stata qualche anno fa a Milano una sua retrospettiva “l’isola dei maiali”. avevano selezionato un palazzo storico del 1600 in fase di ristrutturazione con impalcature, ecc

e aveva lavorato nei sotterranei di questo palazzo che era un labirinto immenso collocando le

sue video istallazione realizzando queste sculture ricreando un isola al centro con gli elementi scultori attorni -> denuncia sociale di una situazione di stereotipia sociale. c’erano video di sue performance insieme ad altri attori che riproduceva.

realizza delle strutture con il presidente degli Stati Uniti che hanno rapporti sessuali con i maiali,

in questo caso Bush -> lui le realizza durante la presidenza di Bush

sono automi meccanici, ciò significa che l’azione è fisica e questo lo realizza appunto durante la sua presidenza, padre e figlio. lui realizza queste opere con l’intento di essere un pugno sociale molto esplicito con un discorso addirittura politico. degli sceneggiatori inglesi, ad esempio la prima puntata di “Black Mirror” è tutto ispirata ai suoi lavori e c’è una sorta di attentatori che rapina un personaggio della famiglia inglese e come riscatto chiede che questo abbia un rapporto sessuale con un maiale.

Paul McCarthy - La fabbrica di cioccolato - circa 2010

(video) Un’altro lavoro di McCarthy, come noi pensiamo a babbo natale era dovuto alla coca cola -> un prodotto commerciale ha realizzato questa figura che doveva essere un innesto tra la figurazione di Santa Claus e va ad influenzare il nostro immaginario di Babbo Natale. lui lavorando sugli stereotipi va a lavorare su uno stereotipo sociale che è la figura di Babbo Natale, e vuole realizzare un gadget natalizio pensato per Natale per i suoi collezionisti.

lui ha realizzato la sua personale fabbrica di … si spera sia cioccolato, è un

lui ha realizzato la sua personale fabbrica di … si spera sia cioccolato, è un materiale marrone che attraverso un procedimento si solidifica e crea questi orsacchiotti, babbi natali. ci sono degli stampi che con questi stampi veniva imballato e tu acquistavi il tuo regalo di natale ma non era il caso di aprirlo perché non si sa cosa c’è dentro. alla fine del video gli operai sono tutti di colore, quindi c’è tutto un lavoro anche sul discorso raziale.

quindi c’è tutto un lavoro anche sul discorso raziale. Hermann Nitsch l’artista nasce a Vienna nel

Hermann Nitsch

l’artista nasce a Vienna nel 1938. Lui è un artista europeo e c’è una grande differenza tra l’arte americana e quella europea:

noi europei siamo vecchi e abbiamo una stratificazione culturale che ha come minimo 2000 anni di storia dietro. quando noi passeggiamo in qualsiasi città dell’Europa ci confrontiamo con un passaggio storico negli edifici che ci circondano che partono da 5 o 6 secoli in avanti. in America è tutto nuovo, l’edificio più antico risale al 1700 -> i primi americani erano gli indiani.

sul nostro territorio europeo ci sono state due guerre mondiali, questo significa avere dei bombardamenti sul proprio territorio che distruggono 3/4 della città, il fronte.

la guerra è terminata pochissimo tempo fa, gli americani non sanno cosa sia questa cosa -> le

torri gemelle in confronto alla guerra è una sciocchezza, loro invece vanno a combattere altrove

su altri territori.

quando un artista europeo si confronta con un altro artista si porta dietro questo bagaglio -> in paragone a McCarthy.

->

con lui il sangue è sangue, l’urina è urina, lo sperma è sperma, le feci sono feci.

la

sua infanzia e la sua adolescenza sono rappresentate da guerra e dopoguerra, non è un clown

come McCarthy, è un altro approccio culturale, legato ai materiali.

Vienna durante la 2 guerra mondiale era alleato alla Germania e all’Italia, lui dice che l’Austria e Vienna è ipocrita come se volesse negare quello a cui ha partecipato attraverso questa dimenticanza di quello che ha vissuto, è stato. dopo che è stata persa la seconda guerra mondiale, nessuno più era fascista nemmeno chi lo era quindi c’era questo velo di ipocrisia. ha una formazione di grafico e lavorava sulla comunicazione e negli anni 60 dà vita ai due movimenti artistici più importanti: l’espressionismo che era già presente e l’azioniamo viennese che fonda lui stesso con le azioni che inizia a compiere dagli anni 60. lui le chiama azioni, non performance, che sono volte ad espiare questo peccato legato all’ipocrisia, sono piuttosto cruenti, riceve tre denunce e viene condannato a tre pene detentive e viene messo in carcere. questo perché le azioni sono reali, è stato condannato per tutto ciò che ha a che fare con l’idea

di violazione alla pubblica decenza.

le azioni iniziano ad assumere quasi immediatamente il titolo sotto il quale verrà conosciuto il suo lavoro, le sue azioni sono tutte racchiuse all’interno del titolo di “Teatro delle orge e dei misteri”. teatro perché lui studia tutta la cultura europea e si rifà a Nietzsche il filosofo da cui desume l’idea di teatro come opera d’arte totale.

20 aprile 2017

Hermann Nitsch nasce nel 1938 a Vienna e vive la guerra, la distruzione, la fame, tutto quello che comporta una situazione di guerra. lui si forma come grafico pubblicitario e già nei primi anni 60 inizia ad elaborare una sua teoria (fa parte dell’azionismo viennese) “il teatro delle orge e dei misteri”.

teatro perché riprende l’idea da NIETZSCHE perché il teatro la ritiene l’unica forma espressiva che può dar vita al concetto di opera d’arte globale -> lui le sue opere le chiama azioni e non performance perché c’è questo aspetto coreografico, l’aspetto della visione, l’aspetto sonoro, l’aspetto tattile, olfattivo e gustativo -> sinestesia lui va indietro nella storia del teatro -> le prime forme teatrali nascono legate al culto religioso quindi nell’antica Grecia in cui c’è un teatro antico ad Atene e addossato al tempio nascevano le prime rappresentazioni teatrali e servivano per illustrare le tematiche religiose, le usavano per rendere più chiare e coinvolgenti episodi legati alle divinità pagane. il teatro e il tempio nascevano uno di fianco all’altro ed erano come la stessa cosa. lui riprende dal teatro dell’antica Grecia il CULTO DI DIONISO -> tradotto con Bacco nel culto romano, una divinità importante che permetteva la fertilità sia degli uomini che dei campi, quindi era una divinità che permetteva alla vita di continuare. lo smembramento del capro era la vittima che veniva smembrata dalle baccanti/sacerdotesse del culto di Dioniso -> il capro espiatorio era quindi la vittima sacrificale che si imolava a Dio, un dono nei confronti di Dio. nel culto delle baccanti il capro rappresentava lo stesso Dioniso perché attraverso la sua uccisione si permetteva a lui di rinascere con la primavera -> la morte di Dioniso rappresentava l’inverno quando le messi smettevano di produrre per poi farlo rinascere durante la primavera così si garantivano il raccolto. tutte le tradizioni pagane sono tradotte poi anche nella religione cristiana, solamente che in quest’ultima il capro espiatorio è Gesù -> trasposizione dal sacrificio rituale pagano viene trasposto dal capro all’essere umano che diventa Gesù. teatro delle orge e dei misteri -> misteri perché circa nel 1600 la chiesa cattolica riprende il concetto di teatro con “il teatro dei misteri”. la chiesa per un periodo molto lungo ha osteggiato il teatro considerandolo corruttore dei costumi. nel 1600 in pieno periodo di riforma luterana e la chiesa voleva riconquistare le folle, elabora il teatro con una tematica religiosa e quindi dà vita a delle rappresentazioni teatrali di soggetti religiosi. es. il concetto di Via Crucis viene elaborato durante il 1600 quando si dava una rappresentazione di tipo teatrale a quello che è un episodio religioso.

un altro autore di riferimento in ambito teatrale è ANTONINE ARTAUD. è molto importante nel teatro contemporaneo e lavora sulla trasgressione, sul desiderio sessuale, ma anche la tragedia dell’uomo.

lui scriveva che non si può predicare la trasgressione se non la si vive sulla propria pelle.

il

MARCHESE DE SADE è un altro riferimento.

fu

un marchese francese vissuto in pieno periodo della rivoluzione francese e che ha aderito alla

rivoluzione, fu un filosofo, scrittore, scrisse commedie e fu imprigionato quasi tutta la vita perché considerato immorale -> sadico/sadismo deriva dalle sue opere sia teatrali che scritti lui elabora una teoria sessuale legata alle esperienze più estreme e gran parte dei suoi testi li scrive in prigione ed ha una personalità molto molto forte.

l’artista ha ricevuto la condanna per tre pene detentive che ha scontato in Austria/Germania e fu anche incarcerato per i suoi lavori. quando è tornato ha comprato un castello fuori Vienna che ha molti ettari di terreno e lì avvengono i suoi rituali, come li definisce lui.

di solito per un rituale sono impiegate centinaia di persone e lui è il regista e si occupa di tutto:

della parte coreografica, sonora/musicale, costumi… tutto ciò che è all’interno è seguito da lui. per preparare un’azione occorrono come minimo due anni perché deve studiare centinaia di persone.

tutti i materiali utilizzati derivano dai terreni attorno al suo castello, come ad esempio gli ortaggi

e la frutta -> lui dice che nella società contemporanea le persone hanno perso il contatto diretto con le cose perché è tutto inscatolato quindi lui vuole recuperare questo. abbiamo un immersione totale negli elementi, anche fisica. ogni sua mostra attira azioni degli animalisti ma sono comunque animali destinati al macello, sono animali reali e il sangue è reale ma è all’interno di una sceneggiatura teatrale -> teatro delle orge e dei misteri. c’è anche la musica composta da lui e tutto questo avviene all’interno del suo castello. gli animali non possono essere imbalsamati perché ci si ricollega al capro espiatorio, usa delle croci quindi c’è un richiamo al rituale cristiano.

i partecipanti si dividono in attivi e passivi -> tutti sono addetti perché è sono istruiti e decidono anni prima di partecipare, sono dei performer.

le persone che partecipano sono ospitate all’interno del castello ed è molto grande.

c’è l’immersione nel sangue, nelle viscere degli animali -> il sangue è un elemento utilizzato nelle performance e per dipingere, sono colate che diventeranno reliquie dei suoi lavori. lui è fortemente credente e non è un caso che uno dei suoi musei nasca in Italia ed è a Napoli perché è legato a San Gennaro.

le reliquie per lui sono ciò che rimane dell’opera, i fiori invece vengono messi perché pian piano

quando si entra si sente il profumo dei fiori per stimolare l’olfatto e perché durante il periodo della mostra i fiori appassiscono quindi richiamano il percorso dalla vita alla morta -> memento mori legato ai fiori.

il lavoro sui corpi, i rituali sul corpo femminile e maschile indifferentemente che sono crocifissi,

collocate su queste croci in cui sono collocate le parti degli animali e il sangue (sacrificio). lui prende gli abiti e le uniformi del culto perché c’è questo rimando metaforico al culto -> il camice bianco tagliato che ha addosso va a richiamare nella forma l’abito talare quindi si ritorna all’idea di sacerdote. l’elemento della fertilità è collegato anche all’utilizzo degli animali -> tutto ciò che dà vita ed è vita.

Marcel Duchamp

il readymade rettificato o da Duchamp definito anche reciprocal readymade -> preleva l’immagine della Monnalisa perchè è l’opera per antonomasia. lui preleva l’immagine della Monnalisa, ci mette un pizzetto e la barba -> unisce il maschile e il femminile. lui unisce l’inorganico e il super organico facendola diventare una macchina celibe. durante la prima e la seconda guerra mondiale lui fa la scuola tra New York e Parigi quando terminava la guerra. quando lui arriva a Parigi e gli chiedono un ricordo del suo viaggio a Parigi, lui va in una

farmacia e prende un ampolla di vetro dei farmacisti, la apre, la richiude e sopra gli scrive “50 cc d’aria di Parigi”. lui decontestualizza tutto ciò che è il massimo dell’immateriale come l’aria.

ci stiamo di nuovo trasferendo nei territori del linguaggio, anche quello sottende l’idea del

concettuale, dell’immateriale.

il linguaggio è uno degli strumenti dell’arte concettuale perché è sia materiale quando lo scrivi o

si sente, quindi muove i padiglioni auricolari che immateriale.

sente, quindi muove i padiglioni auricolari che immateriale. 27 aprile 2017 Marcel Duchamp - 50 cc

27 aprile 2017

Marcel Duchamp - 50 cc d’aria di Parigi

primo passaggio -> lui va all’interno di una farmacia e prende un elemento che appartiene alla categoria della farmacopea (usata dai farmacisti per realizzare soluzioni) e in questo modo realizza questa decontestualizzazione. secondo passaggio -> territori della mente/ inconcettuale è la scritta. l’opera esiste dal momento in cui Duchamp scrive sopra “50 cc di aria di Parigi”, doveva portare la mente verso territori più verbali, la mente dello spettatore doveva aprirsi a tutti i territori del concettuale. ci spostiamo sempre di più verso i territori della mente.

Piero Manzoni - Fiato d’artista

viene ispirato dai “50 cc di aria di Parigi” di Duchamp. Manzoni era un personaggio molto importante dell’arte italiana riconosciuto anche all’estero. nasce nel 1933 e muore nel 1963, a 30 anni, ma in questi pochi anni riesce a creare opere che ora troviamo in molti musei del mondo e crea questo percorso legato all’arte di tipo concettuale. i suoi sono gli acrome (senza colori), opere di tipo materico e concettuale e utilizza molti strumenti e elementi per realizzare queste opere, sono completamente bianche. è amico di Fontana che realizza una serie di manifesti a sua volta - > più ci spostiamo verso il concettuale (immateriale) e più l’artista ha la necessità di giustificare il suo intervento. realizza una serie di manifesti, è un teorico ispirandosi a Duchamp. era anche dotato di un incredibile ironia (caratteristica costante di

di manifesti, è un teorico ispirandosi a Duchamp. era anche dotato di un incredibile ironia (caratteristica

Duchamp).

quest’opera è “fiato d’artista” differenza con Duchamp:

- quello che in Duchamp è aria e appartiene a tutti, è oggettiva, è qualcosa di anestetico, scientifico con una formula … in Manzoni diventa fiato che è soggettivo, un attività dei nostri polmoni, ognuno ha il proprio ed è personale.

- quello di Manzoni è fiato D’ARTISTA mentre quello di Duchamp è di una CITTÀ -> c’è la matematica nel titolo di Duchamp (50 cc) la funzione della body art è la desemantizzazione del corpo ma si risemantizza come oggetto- opera ovvero il corpo non è più corpo, diventa forma, materia, colore se è sangue quindi si desemantizza per creare l’opera

- quella di Duchamp è di vetro, anestetico, mentre quella di Manzoni è un palloncino rosso quindi richiama qualcosa di ludico, giocoso e asettico il fatto che uno sia di vetro e uno di plastica fa pensare al concetto di eternità dell’opera Duchamp ha fatto un opera che è destinata a durare un eternità mentre il fiato d’artista di Manzoni piano piano si sgonfia il palloncino ma ora tutti i fiati d’artista suoi sono sgonfiati quindi la caducità dell’esistenza: uno si confronta con l’eternità e uno con la brevità della vita.

con l’eternità e uno con la brevità della vita. Piero Manzoni - Merda d’artista se tutto

Piero Manzoni - Merda d’artista

se tutto quello che produce è arte (dal fiato alla merda) produce una serie di barattoli da 30 grammi l’uno merda d’artista. doveva essere venduta allo stesso costo dell’oro negli anni 60. dentro il barattolo non si sa se c’è la merda dentro, non va aperta lui in quegli anni la vende al peso dell’oro, quindi il lavoro è sul valore economico. tutta l’opera è sul valore economico che si dà all’opera d’arte, merda d’artista è un lavoro sul sistema economico perché in senso ironico attribuisce qual’è il valore dell’opera d’arte. tutto ciò che vende l’artista è opera quindi tutto ciò che vende l’artista, in questo caso la merda, va venduta come se fossero stati 30 grammi di oro. chi all’epoca l’ha acquistata al peso d’oro ci ha fatto un affare perché oggi i barattoli costano molto di più del peso dell’oro (150 000 euro). è successo ciò che lui prevedeva ironicamente, come è accaduto anche quello che aveva previsto Duchamp (dopo un pò il pubblico si abitua a qualsiasi cosa è l’arte è una cosa ad assuefazione per lo spettatore).

le linee di lunghezza infinita sono un altra operazione concettuale. Manzoni racchiude dentro i suoi barattoli una serie di linee di una certa lunghezza fino ad arrivare all’infinito.

c’è un cubo di bronzo con la scritta alla rovescia -> tutto sta in quella scritta “piedistallo del mondo”.

questa scritta perché bisogna pensare al globo, noi siamo attaccati alla terra ma spesso siamo a testa in giù ma non lo percepiamo e per questo lui l’ha scritto al contrario.

lo percepiamo e per questo lui l’ha scritto al contrario. Wim Delvoye - Cloaca lui è

Wim Delvoye - Cloaca

lui è un artista belga ed è un citazionista, conosce benissimo la storia dell’arte. è affascinato dal gotico d’oltralpe alla storia dell’arte (1500, 1600, 1700…) e quindi cita l’arte precedente. creando un opera inerente ai residui inorganici realizza Cloaca. Preleva il termine cloaca dall’antica Roma, ed era la fognatura e si chiamava “cloaca maxima”. c’è un luogo comune che dice che gli antichi romani erano molto bravi a costruire, era

ingegneri e non creativi.

la fognatura che sono dei canali di scolo dove confluiscono i liquami, e le grandi città non

avevano le fognature e i rifiuti e i cadaveri venivano gettati nelle vie. era una cosa molto importante il fatto che Roma avesse le fognature per l’igiene, per evitare le epidemie e le pesti, e già nell’antica Roma avessero adottato le fognature (2000 anni fa). nel nostro corpo fa pensare ad una fognatura l’intestino.

ha coinvolto biologi, ingegneri, chimici ed elettronici, medici per poter realizzare questa opera e

ci son stati 8 anni di tentativi perché è una macchina, elemento meccanico, l’inorganico che

produce l’organico, è un intestino.

Cloaca viene alimentata col cibo e alla fine del processo produce feci, riproduce il processo alimentari dall’inizio alla fine ma è una macchina.

è un opera che può stare solo nei musei, la prima a Zurigo, ma è un opera non acquistabile perché ha un costo troppo alto, è inestimabile.

è costosa non solo per la progettazione che c’è stata dietro ma anche per l’alimentazione e quindi è costosa anche come manutenzione.

di cloaca si vedono le feci, non sono più un elemento concettuale come Manzoni.

le feci, non sono più un elemento concettuale come Manzoni. Wim Delvoye - Mastro Lindo for

Wim Delvoye - Mastro Lindo for Cloaca

lui pubblicizza Cloaca usando Mastro Lindo creato per pubblicizzare la pulizia, muscoloso ed asessuato perché non deve richiamare quell’idea -> lui associa questo personaggio all’intestino per avere un unione degli opposti. c’è l’elemento dell’ironia che è sottesa a tutti i suoi lavori.

Wim Delvoye - Tatuaggi su maiali

un altro dei suoi lavori ha a che fare con il tatuaggio e riprende nei suoi tatuaggi tutta la storia dell’arte (dalla madonna col bambino, al logo di Louis Vuitton…) lui tatua i maiali perché si dice che del maiale non si butta via

niente ed è un ciclo di produzione dove tutto ciò che costituisce il maiale si

niente ed è un ciclo di produzione dove tutto ciò che costituisce il maiale si mangia quindi rappresenta un ciclo produttivo. inoltre a livello genetico è molto simile all’uomo e all’interno della medicina hanno visto che nei trapianti, le valvole cardiache non danno problemi di rigetto. lui inizialmente andava nei macelli e prendeva la pelle dei maiali già morti e la rivendeva dopo averla tatuata. successivamente tatuava i maiali vivi e ha avuto molti problemi con gli animalisti. dopo ha trasferito la farm in Cina. l’ingresso della sua fabbrica richiama “la fabbrica di cioccolato” di Tim Burton.

richiama “la fabbrica di cioccolato” di Tim Burton. Wim Delvoye - Tim l’ultima opera sua è

Wim Delvoye - Tim

l’ultima opera sua è Tim. Tim è un musicista che ha venduto il suo corpo all’artista ed è stato tatuato da lui, è già stato comprato da un collezionista e una volta morto la sua pelle sarà prelevata. lui lavora sul consumismo, è una caratteristica della società contemporanea il fatto che tutto venga prodotto come oggetto o bene di consumo.

ci sono anche altri lavori unendo gli opposti, come sculture dove preleva elementi estremamente raffinati che appartengono al gotico come licami e li va a realizzare su gru, betoniere, ruote, camion… e li costruisce a dimensioni reali uno ad uno.

camion… e li costruisce a dimensioni reali uno ad uno. Wim Delvoye - Radiografie un’altra caratteristica

Wim Delvoye - Radiografie

un’altra caratteristica del gotico sono le vetrate e le realizza con delle radiografie, alcune di atti sessuali di suoi amici o suoi, e dice che così dall’altra parte dello strumento radiografico il corpo diventa macchina -> unione tra inorganico e super organico (quello che in Duchamp era implicito, qui diventa concreto e reale).

Marcel Duchamp - Rose Sélavy - 1920 è considerata la prima opera di body art.

Marcel Duchamp - Rose Sélavy -

1920

è considerata la prima opera di body art. lui ha scelto un nome ebreo e stupido in quell’epoca lui ha voluto cambiare sesso ed assumere un’identità femminile con Rose Sélavy. Rose è Duchamp e non il contrario, non è Duchamp che si traveste da donna. il travestimento non implica il cambio d’identità. Rose è una sorta di femme fatale, il cappello è di una creatrice di cappelli tra le più brave dell’epoca German Everling. c’è un fotomontaggio infatti è stato chiesto a German Everling

di mettere le sue mani ma non era soddisfatto.

nel cambio di sesso rimane sempre nonostante la chirurgia le mani e la voce quindi sono indicativi del sesso. Duchamp chiede quindi di modificare le mani.

lui si desemantizza come soggetto artista e si risemantizza come oggetto-opera Rose Cellavie

che è un identità, una donna di gusto raffinato, incredibilmente colta e a sua volta è un artista che produce opere.

lui dice quindi che voleva assumere un’altra identità -> il primo momento in cui viene definita la

nostra identità è la nascita che ci dà il genere maschile o femminile (due identità) e diventano giù due categorie di appartenenza. il secondo passaggio è in comune con l’iscrizione all’anagrafe e li già si stabilisce dando un nome al bambino -> identità da questo momento diventa culturale perché nel certificato di nascita c’è il luogo di nascita, religione, identità biologica se maschile o femminile. il massimo dell’operazione di trasgressione è andare oltre a questo confine stabilito dall’istituzione è costruire un’altra identità come Rose. non ha niente a che fare col gusto sessuale, è un operazione concettuale.

Marina Abramovic

4 Maggio 2017

lei si è auto definita la grandmother della performance art.

i suoi lavori maggiori sono quelli degli anni 70 e si forma come pittrice poi all’inizio degli anni 70 inizia a sperimentare le performance e i primi lavori li fa in Italia.

i “Ritm” (portare all’estremo il corpo) sono realizzati in italia -> desemantizzazione dell’oggetto artista e risemantizzazione dell’oggetto opera (corpo = forma, materia, colore). sperimenta quelli che sono i limiti del corpo sia fisici che mentali e psicologici.

la performing art in assoluto è la disciplina artistica che richiede maggior controllo e

preparazione perché i performer non si possono permettere di sbagliare, tutte le performance sono progettate in tutti i passaggi. ora vuole aprire una scuola vicino a New York e sta vendendo il suo lavoro come se fosse marketing, è diventata un personaggio mediatico.

lei sta facendo di nuovo le vecchie performance ma in modo teatrale.

Marina Abramovic - Art is beautiful, the artist must be beautiful - 1973/74 (video) è

Marina Abramovic - Art is beautiful, the artist must be beautiful - 1973/74

(video) è un “rithm” che prende il nome di “art is beautiful, the artist must be beautiful” -> l’arte è bella, l’artista deve essere bello. lei prende un atto rituale che appartiene ai riti quotidiano, alla cura di sé ovvero spazzolarsi i capelli.

è

un atto quotidiano, normale, che appartiene alle cose di tutti i giorni e lo esaspera.

la

spazzola con cui si spazzola i capelli ha i denti di metallo e quest’atto lo ripete per ore e ore

finché i capelli non si spezzano.

nell’atto dello spazzolarsi intenzionalmente si prende anche il volto e lo incidono quindi l’atto che è legato alla cura di sé diventa collegato all’idea di sofferenza.

è un lavoro legato al fatto che l’arte è bella e quindi l’artista deve essere bello e mentre si spazzolava i capelli ogni tanto pronunciava questa frase.

si spazzolava i capelli ogni tanto pronunciava questa frase. Marina Abramovic - Balcanic baroque -1997 ->

Marina Abramovic - Balcanic baroque -1997

-> barocco balcanico è l’opera con cui ha vinto il leone d’oro alla Biennale d’Arte. nel 1997 c’era la guerra sebo-bosniaca, è stata una guerra fraticida. i villaggi erano composti da diverse etnie che avevano vissuto tranquillamente poi ad un certo punto scoppia la guerra.

lei aveva la madre croata e il padre serbo, e a volte i combattimenti erano all’interno della stessa famiglia. nei giardini c’era il padiglione internazionale, è un seminterrato e si accede da quattro porte, sia da dietro che davanti. questi ingressi erano chiusi da tendaggi molto pesanti e non dovevano permettere ne alla luce

di

entrare ne il ricambio dell’aria.

la

performance doveva durare sei giorni e lei era li dalla mattina alla sera.

c’era il buio totale, un ambiente totalmente oscurato e c’erano i bagliori di tre schermi, tre video e dei sarcofagi di bronzo collocati in tutto lo spazio di fianco con all’interno del liquido maleodorante. l’odore della putrefazione, lei era sopra una luce che arrivava dall’altro su 1500 ossa di bovini e vestita interamente di bianco e col coltello puliva una ad una queste ossa togliendo la cartilagine e la carne residua. l’odore era la cosa più pesante, la carne andava in putrefazione con il caldo ed era l’odore della morte. tutto questo lavoro era sulla guerra.

in uno dei video c’era il padre che aveva in mano una pistola, nell’altro c’era la madre e al centro

nel terzo video c’era Marina.

dove c’era lei in una sezione aveva indosso in camice bianco e nell’altra sezione una sottoveste nera. quando aveva il camice bianco nel video raccontava una storia ratti/lupo, ed era il racconto di come nella tradizione dei Balcani i cacciatori di ratti trasformano i ratti in lupo -> metafora

lei prima di iniziare il racconto faceva una premessa: Albert Einstein diceva che se i topi fossero pesati 20 kg in più avrebbero dominato il mondo perché è l’unica razza che per una legge dell’istinto non uccide i propri simili, è una razza che tende a preservare la propria razza.

il cacciatore di topi preleva da una tana tutti i topi maschi e li mette in una gabbia, gli da solo da

bere senza dargli da mangiare questo perché i roditori vengono definiti così perché anche se non hanno fame devono comunque rodere perché sennò i canini crescono all’infinito e devono consumare i denti sennò li soffocano. in questa gabbia per non morire soffocati erano costretti a superare ciò che era il loro istinto animale e ad uccidere il proprio simile per non morire e non per mangiare, cosa che sennò non avrebbero mai fatto. quando tutti i topi si eliminano e sopravvive il più forte, lo preleva e gli toglie gli occhi. questo topo dolorante e spaventato, che comunque è il più forte perché ha ucciso tutti gli altri topi, viene rimesso nella tana di topi e il cacciatore di topi è sicuro che andrà avanti ad uccidere tutti i topi che incontra.

gli toglie gli occhi perché se tu lo rimetti in libertà con gli occhi riconosce il proprio simile e non

è esasperato invece così impazzisce e a quel punto il proprio simile non esiste più.

lei nella sua metafora si riferisce alla guerra e i topi in questo caso sono gli esseri umani e il cacciatore di topi è il potere che manipola le persone.

lei non è riuscita a continuare la performance per tutti i giorni, perché al di la del caldo non si resisteva all’odore. quando era vestita di nero cantava delle canzoni balcaniche che lei cantava quando era giovane

e cantava mentre puliva le ossa.

la performance non può essere teatrale sennò è teatro -> la performance implica la desemantizzazione e risemantizzazione. diventa teatro invece quando tu riproponi qualcosa che hai già fatto in passato con una finalità che non è più quella dell’attività performativa ma è quella della narrazione, è una narrazione sulla tua vita e su cose che hai fatto, non stai più facendo qualcosa di nuovo, è un tornare indietro. le performance non si possono replicare. dopo la performance per guadagnare, dagli anni 80, vendono le fotografie e i video e tutto è deciso da Marina, come ad esempio le inquadratura, la luce, le ombre. alla fine probabilmente c’è un contratto col fotografo che diventa un artigiano che viene pagato per il proprio lavoro ma il lavoro e le decisioni sono dell’artista.

I “flower” di Andy Warhol -> lui preleva oggetti e prodotti di consumo largamente massificati.

era andato su una rivista di botanica, aveva preso una fotografia di questi fiori poi aveva intervenuto con la sua serigrafia dandogli un valore maggiore.

il fotografo che ha scattato questa foto l’ha denunciato e alla fine hanno patteggiato -> copyright.

maggiore. il fotografo che ha scattato questa foto l’ha denunciato e alla fine hanno patteggiato ->
Marcel Duchamp / Rrose Sélavy per “Belle Helene, eau de voilette” è la pubblicità per

Marcel Duchamp / Rrose Sélavy per “Belle Helene, eau de voilette”

è la pubblicità per un profumo progettata da Rrose Sélavy ed è “Belle Helene, Eau de Voilette”. il profumo non esiste perché è una macchina celebre, fa pubblicità per qualcosa che non c’è. il profumo è qualcosa di immateriale, un pò come l’aria, c’è perché la sentiamo ma al contempo è estremamente immateriale. “Belle Helene” perché rimanda sia ad Elena di Troia, bellissima donna per cui è scoppiata una donna, ma anche perché “Helene” può essere fiato, magari puzzolente -> uno rimanda all’idea di bellezza. “Voilette” può essere violetta ma anche veletta -> assonanza

con “Eau de toilette”

c’è inoltre la foto di Rrose che si mostra in questa campagna pubblicità -> RS sta per il suo nome

e cognome.

questa opera si ispira ad un artista italiano, molto ironico, citazionista che FRANCESCO VEZZOLI.

italiano, molto ironico, citazionista che FRANCESCO VEZZOLI. Francesco Vezzoli - Greed era stata esposta a Roma

Francesco Vezzoli - Greed

era stata esposta a Roma per il lancio della sua creazione che è “Greed”. unisce la cultura alta con quella bassa, è molto ironico e cita sempre tutta la storia dell’arte, un pò come Duchamp. è tutto molto virato sul trash. “Greed” perché rimanda a “Creed” (che è una marca di profumo di nicchia realmente esistente che ha costi elevatissimi), e in inglese significa avidità, cupidigia. lui si fotografa, quindi lui diventa Rrose sulla boccetta di profumo. mentre prima vedevamo solamente il flier, non vedevamo la boccetta; in questo caso si realizzata in vetro di murano. sulla bottiglia c’era la foto dove interpreta Rrose e il titolo del profumo.

all’inaugurazione c’erano delle hostess molto eleganti che ti spruzzavano addosso questo profumo. prima di vedere la bottiglia c’erano dei video con degli spot. lui è un citazionista e quindi dietro ogni suo lavoro c’è un mondo.

il suo video è stato girato da Roman Polawsky, le due attrici erano Michelle Williams e Natalie Portmann, vestite da Prada.

Il personaggio che raccoglie la boccetta di profumo è Francesco.

Vezzoli lavora sui meccanismi del potere quindi negli anni 40/50 su quelle che erano le dive hollywoodiane e italiane (Silvana Mangano, Iva Zanicchi…) -> unione degli opposti

e i primi lavori sono realizzati col ricamo perché la definisce un attività da donnicciole, delle nonne e va a riprende intenzionalmente questa attività che apparteneva a quella classe; lui si definisce una checca di provincia.

lui riprende quindi questa attività andando a nobilitare il ricamo andando a recuperare in tutta la storia personaggi importanti che si dedicavano appunto al ricamo come ad esempio Silvana Mangano (attrice di Pier Paolo Pasolini), Mario Prazza (studioso della letteratura inglese)… lui va quindi a ritrarli attraverso il piccolo punto o a riprenderli con la macchina cinematografica, facendo video mentre sono intenti a ricamare e lui stesso viene ripreso mentre ricama.

intenti a ricamare e lui stesso viene ripreso mentre ricama. Francesco Vezzoli / Lady Gaga -

Francesco Vezzoli / Lady Gaga - Ballets Russes

(video) Lady Gaga è sul palco, il suo cappello era stato fatto dall’architetto del Guggenheim di Bilbao, il pianoforte che suona era stato decorato da Damien Hirst.

Francesco Vezzoli - Ok, the Praz is

wright

(video) unisce l’alto e il basso e per riuscire a trovare i fondi si appoggia al direttore del museo di Trento, praticamente lo perseguitano e Iva Zanicchi (cultura bassa-popolare) e le invia tutti i giorni mazzi di rose rosse per convincerla a partecipare. il rosso è uno degli elementi che lo contraddistingue. è ambientato dentro la casa-museo di Mario Prazzi, studioso di letteratura inglese e collezionista d’arte quindi appena è morto la sua casa è diventato un museo (cultura alta) -> “la carne, la morte, il diavolo” era un suo testo. era un personaggio oltre che uno studioso e ha ispirato un film di Luchino Visconti, era appassionato alto/basso del Festival di San Remo e Iva Zanicchi ha cantato lì. lui prende Iva Zanicchi, la colloca dentro la casa-museo di Prazzi e la fa cantare lì dentro -> il titolo dell’opera è “Ok, the Praz is wright” questo è stato il suo primo lavoro, è degli anni 90

Rrose Sélavie - Fresh Widow -1920

il lavoro sul titolo può essere nell’assonanza porta finestra che vedova fresca -> unione inorganico (portafinestra) / superganico (celibato imposto per la fresca vedova oppure vedova da poco quindi ancora attraente). questa unione è vista anche dal fatto che al posto del vetro c’è pelle nera -> nero è simbolo del lutto nella cultura europea ma la pelle è simbolo dell’elemento umano. quest’opera ha un manuale di istruzione e deve essere lucidata dai custodi del museo tutti i giorni così rimane fresca.

dai custodi del museo tutti i giorni così rimane fresca. - ultima lezione 25 maggio -

- ultima lezione 25 maggio

- consegna tesina mercoledì 31 maggio

11 Maggio 2017

- orari 10-13 e 14-16 quando si consegnano le tesine saranno verbalizzate e si può consegnare anche solo la brutta copia

- pre-esame -> indicativamente una settimana dopo la consegna delle tesine, circa il 7 giugno

- revisioni -> 17/18 maggio e 24/25 maggio

Vezzoli unisce l’alta cultura con la bassa cultura

i temi: Luchino Visconti (regista di opere ludiche) -> alta cultura, viene unito alla bassa cultura (cultura popolare) di Iva Zanicchi (figura di riferimento per gli anni 50/70) Iva Zanicchi ha avuto successo anche come conduttrice di OK, il prezzo è giusto

Vezzoli nella trilogia del ricamo -> tre opere

1. OK The Praz is right -> studio di letteratura inglese fa un gioco di parole tra “OK il prezzo è giusto” e “Ok the praz is right”

2. trilogia del ricamo perché il ricamo è un lavoro da donnicciole, lui lo riqualifica e le rende materia di espressione artistica. cerca tutti i personaggi di alta cultura che come hobby avevano appunto il ricamo.era anche collezionista di opere pittoriche ma anche oggetti di design più prettamente decorativi che appartengono al 700. Praz era collezionista dei gruppi di famiglia in un interno -> Luca Longhi (artista del 1700 veneziano). in questi dipinti c’erano interni di case e ritriti di famiglia, ad esempio “Cavadenti” -> Luca Longhi

3. Luchino Visconti si ispira a Longhi (nei suoi film si metteva vestiti)quando Praz muore la sua casa diventa un museo e Vezzoli ambienta la propria opera all’interno della casa di Praz. mette al suo interno Iva Zanicchi che canta uno dei suoi cavalli di battaglia. Nel frattempo Vezzoli è seduto su una chezlong del 1700 decorata da Praz. Vezzoli decora il volto di Praz.

Fresh Widow - Rrose Sélavy - 1920

il titolo per assonanza potrebbe essere sia “porta finestra” che “vedova fresca” per via del celibato imposto. si unisce l’inorganico (porta finestra) al super organico (vedova allegra)

lui sostituisce il vetro con l’elemento del cuoio nero perché il nero appunto allude alla vedova. la pelle (il cuoio) deve essere lucidato tutti i giorni, questo è scritto proprio nel manuale di istruzioni. nero -> simbolo del lutto pelle -> simbolo umano

I custodi a livello metaforico sono i CELIBI, coloro che poiché non sono sposati non possono avere attività sessuali complete.

I celibi infatti desiderano la sposa.

L’atto in sé di lucidare non è l’atto sessuale compiuto, se non solo in un attività masturbatoria, ciò implica il fatto che la vedova ritorni ad essere una macchina celibe. La fresh widow rimane celibe, sono proprio coloro che la puliscono ogni giorno che compiono l’atto di masturbazione. *Duchamp fa un opera “il grande vetro”

la sposa messa a nudo dai suoi scapoli -> anche nel grande vetro ci sono molte opere di Duchamp. lui fa un lavoro sul concetto di celibato -> qualcosa che non funziona per ciò che è stato costruito. il celibe è colui che funziona solo a metà, non per ciò per cui è stato costruito. Duchamp quando costruisce queste macchine fa anche un lavoro vero e proprio sul celibato Fresh Widow -> vedova (macchina sessuale)

è morto il marito ma lei è giovane e il suo desiderio è ancora vivo. la vedova quindi stimola il

desiderio dei celibi (gli scapoli) che devono prendersi cura di lei lavandole quindi il cuoio. ma questo atto non è un atto sessuale compiuto ma è una masturbazione.

Bruce Nauman - Senza titolo

l’opera è un manuale d’istruzione (foglio rosso) che se lo spettatore decideva di non attivare l’opera stessa non era compiuta. lo spettatore quindi doveva comprimersi contro il pavimento e secondo Nauman l’arte deve “legnare” le coscienze.

Carsten Holler

esso realizza un opera alla Urban Off (una volta era la stazione che conduceva ad Amburgo che ora è stata trasformata in un museo di arte contemporanea) Lui definisce i suoi lavori PIATTAFORME

è un agronomo, si laurea in agronomia con una tesi sulla comunicazione olfattiva tra insetti e si

occupava di sostanze chimiche e andava a indagare su come certe sostanze (ormoni…) modificassero gli insetti. lavorava con esperimenti. lui si definisce ortopedico, non si sente un artista. “è come se dovessi ricostruire degli arti che gli esseri umani avevano in passato e che ora hanno

perso” -> costruire quindi degli arti per gli spettatori con l’obiettivo di modificare la percezione degli spettatori. quest’ultima viene modificata in due modi:

1. con le piattaforme -> ad esempio gli squali, i caroselli… modificare fisicamente la fruizione dell’ambiente che ci circonda

2. con le sostanze psicotiche -> sostanze allucinogene che crea lui stesso mischiandole a più ferormoni (quelli dell’attrazione sessuale) e ne osserva il comportamento. gli spettatori sono delle cavie (come i topi). crea inoltre degli ibridi -> confine tra scienza e arte

Carsten Holler - Soma

opera in cui sono stati coinvolti 12 medici, veterinari e biologi, 12 renne vive, 24 canarini vivi, 2 cavie vive (topi) e due mosche. Soma, il titolo è una sostanza di cui si hanno tracce nei Veda (popolazione vissuta nel 2000 AC che si trovava dove ora c’è la Siberia, è una popolazione indoeuropea) Si narrava quindi in questi canti che assumendo Soma (una sostanza) i guerrieri diventavano imbattibili e invincibili in battaglia. gli archeopaleologici si sono messi alla ricerca di uno degli ingredienti ed era la amanite muscaria, un fungo bianco e rosso -> assunto in quantità ridotte porta ad allucinazioni. nell’opera c’erano quindi dei funghi (porcini e amanite).

un’altra componente era l’urina. al centro c’era una passerella e si passava in mezzo alle

un’altra componente era l’urina. al centro c’era una passerella e si passava in mezzo alle renne, ecc… che conduceva a delle scale e infine ad un letto con delle lenzuola nere. le renne venivano nutrite due volte al giorno con l’amanite muscaria in quantità non letali, e le renne producevano urina, l’urina era sterile e tentava di riprodurre una sostanza alla Soma. La loro urina aveva quindi la componente dell’amanite che poi veniva sterilizzata. gli spettatori potevano decidere se essere passivi o

attivi: potevano scegliere di osservare e basta (passivi) oppure si poteva scegliere di rimanere lì

a dormire nel letto che girava su se stesso e poi la mattina bere l’urina delle renne (attivi)

venendo monitorati da medici. sembra che in questo modo l’amanite produceva delle modifiche della catena del DNA.

i

canarini invece erano 12 ed erano su una voliera e 12 in un altra. entrambe erano sulla bilancia

e

il peso cambiava a seconda del volo dei canarini. il peso quindi cambiava a seconda del volo

dei canarini. metafora -> il nostro comportamento cambia il peso che abbiamo nella società.

i topolini sono dentro a delle “città” (che vanno a ricreare delle città utopiche) e li dentro c’erano anche due mosche (una delle due era bianca).

18 maggio 2017

Thomas Saraceno

Thomas Saraceno ha una formazione da architetto e parte da un concetto legato all’idea di

ricostruire delle città volanti ed è arrivato a pensare che il globo sarebbe stato talmente sfruttato dall’umanità e inizia a progettare un tipo di concetto di città altra, diversa sospesa tra le nubi.

ai

suoi progetti si sta già collaborando con la nasa per vedere quali possono essere le modalità

di

costruzione di strutture abitative.

Thomas Saraceno - Side Specific

in Side Specific ha creato un istallazione andando a studiare le tele del ragno perché sempre

alla ricerca di strutture esili ma in grado di sostenere pesi molto superiori ed impattanti quindi ha preso dei ragni e li ha messi in una scatola poi ha visto come costruivano strutture geometriche all’interno dello spazio, guardava come non solo il materiale che rimettono per costruire le tele (saliva) ma anche le strutture geometriche che danno al ragno le possibilità di sostenersi -> micro-cosmo

nel frattempo han scoperto che le galassie del cosmo si espandono con strutture simili alle modalità geometriche delle tele del ragno, c’è un parallelo tra i poligoni costruiti nei ragni nelle loro tele e le modalità con cui le galassie si espandono nell’universo. lui aveva interamente invaso lo spazio della biennale di Venezia, era concepita per lo spazio della biennale e

lui aveva interamente invaso lo spazio della biennale di Venezia, era concepita per lo spazio della

aveva concepito questa istallazione dove tu per poter entrare e proseguire il percorso dovevi diventare una sorta di vittima della tela del ragno, dovevi attraversarla per forza -> è un istallazione fisica impattante, lo spettatore diventava tutt’uno con l’opera dell’autore.

il lavoro più impattante fu quando aveva costruito delle strutture sospese dove si poteva camminare andando a creare dei micro climi dove si potevano coltivare piante e ortaggi con l’obiettivo di auto mantenersi (per questo interessa parecchio anche alla nasa questo progetto)

questo interessa parecchio anche alla nasa questo progetto) Thomas Saraceno - istallazione con struttura sospesa in

Thomas Saraceno - istallazione con struttura sospesa

in assoluto uno dei lavori più impattanti di Saraceno è stato quello di circa 4 anni fa che c’era Hangar Bicocca a Milano, è uno spazio industriale e riadattato ad esposizioni di arte contemporanea. in una torre lui aveva creato una struttura, anzi tre membrane, che si reggevano con l’aria. il materiale con cui le membrane erano sostenute a diversi metri dal suolo era aria, quindi in verticale era 40 metri a tre livelli (alta, intermedia e bassa). c’erano dei portelloni tipo quelli degli aeroporti perché doveva essere a chiusura ermetica, per entrare bisognava firmare una liberatoria. nella membrana più alta c’erano dei trampolini di lancio quindi la sensazione era di lanciarsi nel vuoto fino a che però ad un certo punto c’era l’aria che ti bloccava. in base a come ti muovevi, ti muovevi a masse d’aria quindi se tu volevi andare in certe zone non era possibile per le masse d’aria. nell’istallazione erano presenti delle guide alpine perché se non riuscivi a rientrare ti venivano a prendere. nel secondo livelli ci si cala con delle scale di corda, sia nel secondo che nel primo.

con delle scale di corda, sia nel secondo che nel primo. Olafor Eliasson - The weather

Olafor Eliasson - The weather project

è un lavoro che ha avuto un grande impatto mediatico ed è piaciuto sia agli esperti che ai fruitori comuni. lui ha uno studio “studio Eliasson” e si serve stabilmente di circa una ventina di persone che lavorano presso il suo studio (architetti, ingegneri…), lui stesso ha una laurea in architettura. con questo lavoro lui nei suoi scritti dice che è attratto dalla meteorologia e lavora sul tempo meteorologico perché è una forma di predizione del futuro, cioè è un tentativo di controllare ciò che accadrà in futuro. quando noi andiamo a consultare i siti meteo visitiamo il luogo e il giorno e vogliamo sapere cosa farà il

tempo ma è solo un tentativo per capire cosa accadrà nel futuro. i meteorologi fanno un calcolo

di probabilità e date delle costanti, l’umidità, i venti, un certo tipo di alta o bassa pressione,

vanno a vedere indietro nel tempo che cosa hanno comportato quei fattori e vedono che con quelle condizioni il tot % delle volte si ha una determinata condizione meteorologica -> calcolo delle probabilità

il primo aspetto è che lui è interessato ai tentativi che fa l’umanità per capire cosa può accadere nel futuro, il secondo aspetto è il questionario. il questionario è stato distribuito un anno o due prima di partire col lavoro e sono stati poi raccolti: questi chiedevano quanto era impattante per le persone il fatto che ci fosse una condizione meteorologica piuttosto che un’altra, se erano meteoropatici quindi, quanto poteva modificare a livello percettivo e psicologico la propria giornata. il terzo aspetto è che il meteo è una sorta di luogo comune e lui dice che quando due persone si incontrano e non hanno molta confidenza l’una con l’altra si parla quindi del tempo perché è quindi un luogo comune, è un modo per rompere il ghiaccio. il quarto aspetto su cui ruota tutto il suo lavoro e non solo questo è il fatto che la natura non esiste, lui è islandese e danese quindi appartiene al nord Europa e dice che sono anni che fa trekking e più pratica questo sport e più si rende conto che la natura non esiste. questo perché tutte le volte che il suo sguardo e la sua mente si rivolgono alla natura la trasforma in PAESAGGIO. questo significa che noi guardiamo la natura attraverso quelle che sono le nostre conoscenze quindi noi vediamo nella natura ciò che noi sappiamo, la percepiamo attraverso il nostro sguardo che è uno sguardo culturale, acculturato.

lui fa alcuni esempi: gli eschimesi hanno 24 termini per definire il bianco nella loro lingua

perché nella loro percezione della natura poiché vivono in mezzo alla neve, al bianco, la loro cultura si è sviluppata in relazione a questo -> quello che noi siamo in quanto essere umani farà si che noi osserviamo sempre quello che sta fuori, la natura, in base alla nostra cultura e la trasformiamo. si divide quindi in due parti: il PAESAGGIO può essere NATURALE e ARTIFICIALE.

quello artificiale è quello delle città, costruito dall’uomo; quello naturale è invece quello fruito dallo sguardo e dalla mente dell’uomo che è però un essere culturale.

se noi pensiamo che quello che è natura, non è natura ma è paesaggio, a quel punto un

fenomeno naturale lo posso ricostruire ovunque come ad esempio un tramonto del sole che io

penso possa essere qualcosa di naturale, se io lo penso come un paesaggio culturale io a quel punto posso prendere il tramonto e ricostruirlo dentro un edificio.

se sono consapevole che tutto ciò che io vedo è modificato dalla mia cultura, io posso prendere qualsiasi fenomeno naturale (nebbia, pioggia, sole al tramonto…) e ricostruirlo ovunque. sempre lui ha riprodotto un arcobaleno “BEAUTY” dentro ad un acquedotto di Istanbul molto prima del tramonto della Tate; a Vienna in mezzo ad una piazza ha fatto comparire la nebbia durante la sera.

come Duchamp ha preso lo scolabottiglie e l’ha collocato dentro ad un museo, lui ha fatto la stessa cosa col sole.

la quinta caratteristica del suo lavoro, vuole che lo spettatore sia consapevole di come lui

realizza queste opere; non vuole passare per il mago che nasconde il trucco, tutto deve essere visibile, vuole che capisca come è stato realizzato. si camminava su queste passerelle instabili (lavora sulla percezione). qui aveva realizzato il sole con delle lampadine, e sul soffitto c’era lo specchio che duplicava la sfera circolare.

quindi metà era creata dalle lampadine e quindi realizzata veramente, mentre l’altra metà del sole era uno specchio infatti le persone che andavano li con gli sdrai se guardavano su si vedevano e si specchiavano. questo serviva anche per raddoppiare l’altezza della Tate, che non è così alta come in fotografia, ma viene raddoppiata dallo specchio. gli espedienti con cui realizza questi effetti sono banali, c’è una ricerca legata alle modalità di lavoro che devono essere visibili e non eccessivamente cercate. lui è seguito sempre da fotografi che su sua indicazione realizzano fotografie che vanno su suoi cataloghi.

Rrose Sélavy - Gli uomini allo specchio

questa è un opera firmata Rrose Sélavy

è un readymade letterario, è una donna l’autrice ed era un amica di Marrail (artista che si è

servito della fotografia, colui che ha creato la foto di Rrose) che le invia una lettera a Rrose, la preleva (decontestualizzazione), ci mette la sua firma e la fa diventare la prima opera di NARRATIVE ART.

è una sezione dell’arte che si serve del linguaggio, delle strutture narrative; se ne serve come dice Nauman e come ancora prima ha fatto Duchamp -> prendono le strutture narrative e fanno in modo che smettano di funzionare, fanno in modo che smettano di narrare.

di funzionare, fanno in modo che smettano di narrare. Liac Gillic - Erasmus is late partendo

Liac Gillic - Erasmus is late

partendo dal concetto di narrative art -> macchina celibe perché tu prendi il linguaggio che è una macchina e lo rendo celibe, non funzionante come faccio con lo scolabottiglie, non lo faccio funzionare. è un libro che si può ordinare, è un edizione - > il libro è l’opera all’interno ci sono una serie di stratagemmi, di strumenti con cui lui manda all’aria le

convenzionali regole comunicative e narrative. quando leggiamo un libro mi aspetto di capirci il senso, che ci sia una trama o una storia, ma questo libro non è così e tutto quello che contiene è anti narrativo.lui fa un presagio alla crisi economica, scrive questa cosa quando ancora non c’era. i personaggi:

- Erasmus Darwin-> è il fratello minore di Charles Darwin (scienziato che era il padre della teoria evoluzionista che regola l’umanità nella sua evoluzione)lui realmente aveva un fratello minoresiamo nella Londra di fine 800 durante il periodo della Regina Vittoria, il periodo Vittoriano dove si situa la vicenda di Darwin. Erasmus era un oppiomane abitualelui prende Erasmus e lo fa diventare protagonista della sua opera considerando che nella Londra vittoriana si stava costruendo la situazione industriale, c’era la rivoluzione industriale, e nel 1860 era andato alle stampe “Il capitale di Carl Marx” che analizza la situazione economia basandosi sugli studi di un economista e vedono indagando

la struttura economica come si sta sviluppando, come lo sfruttamento del capitale umano diventa uno sfruttamento su base economica.lui chiama a raccolta nella propria casa, quelli che possono essere delle personalità che appartengono ai diversi angoli del sapere che possono risolvere la crisi economica mondiale. una delle caratteristiche di Erasmus sono i costanti spostamenti temporali -> si sposta nel tempo dalla Londra vittoriana di fine 1800 ma i passaggi temporali sono in continuo slittamento avanti e indietro, come ad esempio il fatto che alcuni personaggi che invita a questa cena sono personaggi del 1940, 1960 e la crisi che vuole risolvere è una crisi che parte nel 1800 ma arriva fino al 2000 -> lui può presagire il futurolui dovrebbe essere una persona matura con un acuta voce e una vasta estensione vocale, deve portare un cilindro nero e apparire impolverato e sporco con pantaloni neri e nessuna biancheria. invita a cena dei personaggi:

- Harriet Martineau -> è una donna dei primi del 1900 ed è stata una delle prime donne che hanno lottato per i diritti delle donne, appartiene all’ambito del sociale -> fu una suffragette

- Robert Mc Narnara -> durante il periodo della presidenza di Kennedy era il ministro che si occupava dell’economia e della parte legata alle truppe militari era un eminenza grigia dietro alle decisioni di Kennedy siamo nel 1960

- Masary Ibuka -> è uno progettisti e fondatori della SONY -> ambito della tecnologia siamo circa nel 1970/80 ed ha inventato il walkman

- Elsie McLuhan -> è la moglie di Marshal McLuhan che è un culturologo che ha scritto “Galassia Guttemberg” che è un testo che ipotizza che alle basi della società moderna ci sia l’invenzione della macchina da stampa caratteri mobili (Guttemberg l’ha inventata) e ipotizza che alla base della cultura moderna ci sia questa macchina da stampa perché ha dato la possibilità alla cultura di diffondersi dato che si potevano creare varie copie di libri ecc…secondo lui è collegata la parte della prospettiva verticali e orizzontali -> ambito della cultura

- Murry Wilson -> padre di Brian Wilson, uno dei componenti del gruppo dei Beach Boys -> ambito musicale e popolare lui mette insieme l’ambito scientifico, sociale, economico/militare, culturale e popolare/musicale -> sono tutti rappresentati gli ambiti del sapere e vengono invitati a questa cena a casa sua nella Londra vittoriana del 1800 anche se appartengono ad altre epoche. Erasmus però è in ritardo e parlano delle soluzioni per risolvere il problema mondiale e si chiedono perché Erasmus non è ancora arrivato. lui è a passeggio per Londra e li sente parlare e capisce che si deve affrettare ma “Erasmus is late” -> continui spostamenti spaziali e temporaliErasmus non può arrivare perché sennò si risolvono le strutture narrative, e invece è un opera. è un musical interpretato dai diversi personaggi di Erasmus is late

25 maggio 2017

tutti i personaggi sono invitati da Erasmus a questa cena che avrebbe dovuto risolvere i problemi economici, sociali, globali mondiali. lui però “is late” e sentirà durante la sua passeggiata per Londra i commenti e non potrà a sua volta commentare quindi continua a passeggiare per una Londra a tratti contemporanea a noi e

a tratti vittoriana -> lui non arriverà mai (se fosse arrivato sarebbe stato un elemento letterario con una struttura narrativa classica) -> il protagonista è colui che è assente da Erasmus lui tira fuori delle costole: lui a sua volta produce lavori

Liac Gillic - Ibuka (musical)

ad ogni segnaposto posto sul tavolo corrispondono le caratteristiche del personaggio posto in un book sul tavolo.

chiunque si sieda in quel posto deve interpretare quel personaggio e le caratteristiche di esso sono scritte sul foglio posto davanti al segnaposto.

il book è un musical e sempre nello stesso spazio c’erano delle cassa che mandavano la

partitura musicale del musical ma comunque è un musical che non c’è mai stato anche se abbiamo tutte le caratteristiche e l’impianto ma quello che tu ti aspetteresti che ci fosse, non esiste in realtà. uno degli spettatori che entra nel suo spazio, leggendo le caratteristiche dei diversi personaggi, può pensare di interpretare uno dei personaggi. lui decide di sviluppare a maggior modo due personaggi: Ibuka che fu uno dei fondatori della storia (Sony) e Mc Narnara che lo fa diventare come un cartone animato -> unione degli opposti (Duchamp)

Liac Gillic

tutte le opere degli artisti sono a Caster, città della Germania industriale nella quale fanno una mostra di arte contemporanea ogni 4 anni “Documenta”. c’era un orologio digitale con un ora sballata, non era un ora temporale giusta e l’orario era sballato perchè ti segnava l’ora di Erasmus, ovvero quella della Londra dell’epoca vittoriana, quasi un secolo prima considerando il meridiano di Greenwich e calcolando anche la rotazione terrestre. era quindi un orario totalmente sballato rispetto all’orario effettivo quindi era come se stessi a Castel ma con l’orario della Londra vittoriana e questo non segnava l’ora giusta perchè “Erasmus

is late”.

Liac Gillic - I racconti del gatto

all’ingresso della biennale davano un libretto (l’artista cura tutto l’insieme) con il titolo “i racconti del gatto” scritto in inglese. dentro c’erano tutti questi moduli con percorso obbligato, stile Ikea. se dentro c’eri solamente te sentivi il gatto che parlava, ovviamente il gatto era imbalsamato e raccontava quello che lui aveva in bocca e tu nelle mani.

ci

doveva essere silenzio assoluto sennò non lo sentivi.

il

gatto iniziava il racconto dicendo che lui era un gatto parlante e non capiva perché questa

cosa aveva stupito gli esseri umani. questa cosa ha suscitato una grande curiosità e quindi ha fatto un sacco di interviste, trasmissioni televisive e tutti volevano il suo parere nelle cose più disparate, perché era una novità assoluta.

inizialmente si era spaventato ma poi si era abituato e gli è piaciuta questa cosa, poi ad un tratto

la

gente mentre prima era un caso eccezionale, si è abituata e mano a mano la gente smetteva

di

venire quindi sparivano servizi al telegiornale, trasmissioni televisive, le persone non lo

ascoltavano più fino a che un giorno è rimasto solo perché non era più una curiosità.

un giorno casualmente sono arrivati due bambini e ha iniziato a parlare con loro divertendosi tanto. il gatto parlante era l’artista perché nell’arte contemporanea sta succedendo che è diventata un fenomeno mediatico e molto spesso ci sono artisti che sono più star che artisti ed è un circuito vizioso per cui la figura dell’artista è associata ad una sorta di manager di se stesso (Jeff Koons ha una formazione di economista, lavorava in borsa a NY per cui si forma negli anni 80 dove il sistema economico era al massimo e ha applicato le regole del sistema economico all’arte). l’idea della modularità dell’Ikea è legata alla quotidianità e siamo tutti disposti ad essere attratti dal fenomeno, da ciò che ci stupisce ma allo stesso tempo ci attrae, ciò che esula dal quotidiano -> l’Ikea è la quotidianità di tutti i giorni mentre il gatto che parla rappresenta l’eccezionalità dopo un pò però l’eccezionalità diventa quotidianità, Duchamp diceva che ci si abitua a tutto, tu la proponi un pò di volte e diventa “gusto”.

Marcel Duchamp - Obbligazioni Monte Carlo

Siamo sempre con Marcel Duchamp, sistema economico e controllo del caso (categorie del lavoro pag. 230) Marcel Duchamp ha fondato una società di cui è amministratore e le azioni sono in vendita al prezzo di 500 franchi. lui si dedica come professionista al gioco degli scacchi che per lui è come realizzare un opera perché implica il controllo del caso. per giocarci bisogna conoscere le regole del gioco un pò come nell’arte contemporanea. il valore della firma era una sorta per creare un anestesia completa (prima pensava di trovarla con un disegno meccanico) invece in questo caso la trova nella monotonia deliziosa. all’inizio c’era il baratto, uno scambio di merci, ma il baratto era scomodo per via dei trasporti, ecc… ha quindi individuato dei materiali che hanno convenuto ad essere preziosi perché rari e quindi avevano un valore notevole identificandoli come preziosi (oro, diamanti…) dopo di che sono arrivati gli imperatori romani e il valore è diventato simbolico -> le monete all’interno non avevano più l’oro ma avevano il piombo quindi era un valore simbolico, non più simbolico perché il piombo vale meno dell’oro. la borsa è il massimo del concettuale dove vengono capitalizzate delle aziende e un giorno questa può valere un milione di euro -> per questo la firma di Duchamp può valere già di per se 500 franchi, perché è un valore simbolico, immateriale. la crisi economica del 1636 è legata alla tulipomania, ai tulipani e i bulbi provenivano dall’Oriente e ne arrivavano pochi, quando arrivavano avevano un grande valore e quindi questa rarità aveva fatto esplodere il prezzo di questi bulbi. molti avevano investito nei bulbi e improvvisamente la domanda è crollata quindi quelli che avevano investito grandi capitali in questi, si sono trovati dei bulbi che sfiorivano e non valevano per il prezzo che avevano pagato quindi han perso tutto. questa crisi economica è partita dai prestiti. pag. 231 cafe de paris

Christian Boltanski

(video) lui lavora sulla vita, la morte, il caso e la memoria e sottointendendo la memoria lavora anche il tempo.

Christian Boltanski - Volti su impalcature alla biennale di venezia nel padiglione francese c’erano tre

Christian Boltanski - Volti su impalcature

alla biennale di venezia nel padiglione francese c’erano tre spazi: in uno spazio c’erano queste impalcature su cui scorrevano questi volti velocemente, a sinistra e a destra. molti di questi volti sono vecchie fotografie che rappresentano diverse persone uomini, donne, bambini e anziani e quasi tutti sono morti -> idea della memoria. su in alto, sia in un ambiente che nell’altro c’erano degli orologi digitali grandi con dei numeri rossi che continuavano a scorrere. questi orologi erano collegati uno con gli obitori, e l’altro con i reparti di ginecologia degli ospedali del mondo: uno segnava le morti e l’altro le nascite. c’era in sottofondo una “musica” che riproduceva i rumori delle fabbriche e delle città industriali. mentre tu eri in quello spazio e in quel momento, dentro al padiglione francese della biennale, muovendoti nella parte sinistra vedevi le nascite e nell’altro le morti che avvenivano nello stesso momento in cui eri li -> vita e morte la vita è dipesa dal caso nella parte centrale c’era uno schermo dove c’erano diverse parti del volto che andavano in continuazione, c’era un pulsante rosso e spingendolo il volto si fermava e se le tre parti del volto coincidevano si vinceva l’opera. ——> controllo del tempo, controllo del caso, calcolo delle probabilità e regole del gioco il protagonista dell’opera è lo spettatore. lui era ottimista perché aveva visto che in alcuni momenti erano più le nascite che le morti e il livello era più o meno sullo stesso piano.

Christian Boltanski - scommessa

una delle sue ultime opere è legato al fatto che c’è un miliardario detto anche “diavolo” perché gran parte del suo capitale l’ha realizzato col gioco e ha fatto anche il collezionista. ha fatto una scommessa con B. -> il suo studio di Parigi è ripreso per 24 ore al giorno che spiano la sua vita, i suoi lavori… e anche lui diventerà parte dell’opera che ha in mano questo collezionista. hanno fatto una scommessa: se B. muore entro 8 anni da questa scommessa tutto rimane in mano al collezionista, se invece non muore entro 8 anni il collezionista verserà a B. una cifra colossale (sono già passati 5 anni) -> lavoro sul controllo del caso se vince il collezionista B. ha deciso comunque come sarà esposto il lavoro.

Christian Boltanski - istallazione con mucchio di abiti

All’Hangar Bicocca a Milano era esposta un opera in cui lui da molti anni alle sue mostre si può regalargli il battito del tuo cuore: ci sono apparecchiature che registrano il proprio battito cardiaco che entrerà a far parte di una banca dati che sta costruendo in un isola del Giappone. il battito cardiaco diventa parte di una banca dati mondiale e viene conservato in un luogo distante (ad es. l’ultima sua opera era una mappa di costellazioni realizzata in un deserto del Sud

America sperduto e tu vedevi solo la registrazione video) nel frattempo le persone che l’hanno

America sperduto e tu vedevi solo la registrazione video) nel frattempo le persone che l’hanno donato alcune sono morte e quindi è un battito collettivo, una memoria cardiaca collettiva, c’è l’idea della vita e della morte perché ci sono i battiti delle persone sia in vita che già morte che gli avevano donato il loro battito cardiaco. in questo corridoio si sentono i diversi ritmi cardiaci e arrivati in fondo ad esso c’era un cumulo di abiti e vestiti appartenenti a delle persone -> presenza di una identità, collegata alla memoria di una persona simbolicamente c’è il braccio di questa gru meccanica che preleva a caso degli abiti, li solleva e li lascia cadere che rappresenta simbolicamente il braccio della morte, di un esistenza che viene spezzata in base a delle regole decise dal braccio meccanico.

-> Le cattedrali di Anselm Kiefer all’Hangar Bicocca di Milano.