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CANTICO DELL’ANZIANO

di Giovanni XXIII
Beati quelli che mi guardano con simpatia.
Beati quelli che comprendono il mio camminare stanco.
Beati quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
Beati quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
Beati quelli che si interessano della mia lontana giovinezza.
Beati quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti.
Beati quelli che comprendono il mio bisogno d'affetto.
Beati quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
Beati quelli che si ricordano della mia solitudine.
Beati quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.
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Signore, Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,


alla fine di questo anno voglio ringraziarti tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro
per tutto quello che ho ricevuto da te, e, all’inizio di un nuovo anno,
grazie per la vita e l’amore, io fermo la mia vita davanti al calendario
per i fiori, l’aria e il sole, ancora da inaugurare
per l’allegria e il dolore, e ti offro quei giorni che solo tu sai
per quello che è stato possibile se arriverò a vivere.
e per quello che non ha potuto esserlo.
Oggi ti chiedo per me e per i miei
Ti regalo quanto ho fatto quest’anno: la pace e l’allegria,
il lavoro che ho potuto compiere, la forza e la prudenza,
le cose che sono passate per le mie mani la carità e la saggezza.
e quello che con queste ho potuto costruire.
Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,
Ti offro le persone che ho sempre amato, chiudi le mie orecchie a ogni falsità,
le nuove amicizie, quelli a me più vicini, le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste
quelli che sono più lontani, o in grado di ferire,
quelli che se ne sono andati, apri invece il mio essere
quelli che mi hanno chiesto una mano a tutto quello che è buono,
e quelli che ho potuto aiutare, così che il mio spirito
quelli con cui ho condiviso la vita, si riempia solo di benedizioni
il lavoro, il dolore e l’allegria. e le sparga a ogni mio passo.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono Riempimi di bontà e allegria


per il tempo sprecato, per i soldi spesi male, perché quelli che convivono con me
per le parole inutili e per l’amore disprezzato, trovino nella mia vita un po’ di Te.
perdono per le opere vuote, Signore, dammi un anno felice
per il lavoro mal fatto, e insegnami a diffondere felicità.
per il vivere senza entusiasmo
e per la preghiera sempre rimandata, Nel nome di Gesù, amen.
per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,
semplicemente… ti chiedo perdono. (Arley Tuberqui)