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Giorgio Galli: magia, esoterismo e potere.

La storia segreta
Scritto il 18/4/18 • nella Categoria: idee Condividi

Il mago in politica? Conta, sì. Ma non ha l’ultima parola. Certo, esiste: anche se i giornali non ne
parlano mai. E spesso, proprio con il mondo esoterico sono in contatto i servizi segreti. Lo rivela il
professor Giorgio Galli, autorevole politologo, per lunghi anni docente all’università di Milano. Un
monumento della cultura italiana contemporanea. Classe 1928, ha all’attivo quasi cento titoli: dal
volume d’esordio sulla storia del Pci, risalente al ‘53, fino all’ultimo lavoro, “Il golpe invisibile”
(Kaos, 2015), che spiega “come la borghesia finanziario-speculativa e i ceti burocratico-parassitari
hanno saccheggiato l’Italia repubblicana fino a vanificare lo Stato di diritto”. Intervistato da Fabio
Frabetti e Paolo Franceschetti a “Border Nights” sul ruolo dell’occultismo nella politica, il
professore chiarisce: la deriva “magica” dell’esoterismo ha certamente condizionato importanti
leader del passato, Hitler in primis. Ma poi il fenomeno si è attenuato. Perché parlarne, allora?
Perché non ne parla mai nessuno, a livello di ufficialità, se non per liquidare l’argomento in modo
sprezzante, come se il fenomeno non esistesse. Altrettanto sbagliato, secondo Galli, l’atteggiamento
iper-complottista di chi considera onnipotenti le società iniziatiche, massoneria compresa: hanno il
loro peso, senz’altro, ma non possono decidere tutto.
La missione dello studioso: svelare retroscena occulti e, al tempo stesso, demifisticare – con
l’occhio razionale dello storico – le tante mitologie connesse al presunto potere di grandi “maghi”,
al fianco dei potenti della Terra. Nel mirino innnanzitutto il leader del nazismo. Un fenomeno al
quale – tra Himmler e la società Thule – il professor Galli ha dedicato ben tre saggi. Il primo,
“Hitler e il nazismo magico” (Rizzoli) risale al 2005. A seguire, “La svastica e le streghe”, una
“intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell’Occidente”, pubblicata da Hobby &
Work nel 2009, quattro anni prima di “Hitler e la cultura occulta”, libro uscito nel 2013, pubblicato
ancora da Bur-Rizzoli. Impossibile non notare il potere ipnotico che la retorica del dittatore
esercitava su masse immense, durante le celebri adunate oceaniche del nazismo. Disponeva di
tecniche occultistiche? «Intanto era nato a Braunau sull’Inn, paese che ha dato i natali a un numero
di medium superiore alla norma: c’è chi ritiene che, in determinate zone della Terra, vi siano cariche
magnetiche che conferiscano doti particolari, come quelle che caratterizzano i medium e i
veggenti». Inoltre, aggiunge Galli, è noto che Hitler prese lezioni da Erik Jan Hanussen, famoso
ipnotista austriaco che, «nei teatri, ipnotizzava gli spettatori, facendo creder loro che fossero reali
fenomeni che erano solo immaginari».
Lo stesso Hanussen, mago e illusionista, fu poi ucciso dai nazisti il 30 giugno del 1934 nella strage
passata alla storia come la “notte dei lunghi coltelli”. Una buona occasione «per far sparire le tracce
della formazione ipnotistica che Hitler aveva ricevuto». Ma una cosa è ammettere che Hitler
credesse nell’occulto e si avvalesse di maghi come Hanussen, un’altra è pensare che il nazismo sia
“esploso” in virtù della magia: «Mai, il nazismo, si sarebbe potuto affermare senza la sconfitta della
Germania nel primo conflitto mondiale, senza la crisi del dopoguerra e senza la grande crisi del ‘29,
tutti fenomeni che hanno determinato il destino del paese sino all’avvento del Terzo Reich». Quindi
attenzione: «Io non sostengo che l’esoterismo sia la chiave interpretativa della storia», precisa Galli.
«Dico che ne è una delle componenti (e non delle più importanti), che però è stata completamente
trascurata». E’ chiaro che a partorire il nazismo è stata la crisi politica, sociale ed economica patita
dalla Germania a partire dal 1914. «Le cause che gli storici hanno studiato permettono di capire la
vicenda tedesca anche senza bisogno di studiare l’esoterismo. Però, appunto, c’è anche
l’esoterismo: e ha avuto un ruolo importante nella formazione culturale di una parte dell’élite
nazionalsocialista».
La storia politica ed economica spiega tante cose, ribadisce Galli, ma «talvolta, in determinate
circostanze, non spiega tutto». Secondo il gollista Maurice Schumann, gruppi esoterici presenti
anche in Vaticano hanno influenzato la nascita della stessa Unione Europea: «E’ una componente
sin qui trascurata, meno importante di altre, ma che va tenuta presente». Giorgio Galli ha scritto
anche un’introduzione al recente saggio “Mussolini e gli Illuminati”, nel quale Enrico Montermini
mette in luce il rapporto (rimasto in ombra) tra il fascismo e l’esoterismo, dal ruolo di Giuseppe
Cambareri – il mago di tanti ufficiali dell’esercito mussoliniano – all’intervento della massoneria
anglosassone agli esordi delle camicie nere, fino al drammatico epilogo di piazzale Loreto,
«macabro sacrificio rituale per celebrare simbolicamente la caduta dell’ultimo Cesare». Magia e
dittature, ma non solo: «Lo stesso Churchill, che era massone – racconta Galli – si consultò
moltissimo con l’ambiente esoterico, prima di decidere l’atteggiamento da assumere con Hitler».
Furono alcuni esoteristi a confermargli che occorreva opporsi strenuamente al Terzo Reich:
impossibile conviverci, perché avrebbe trasformato l’Europa nel peggiore degli incubi.
Esoterismo? «E’ una cultura che ha solide radici nella storia dell’Occidente», spiega Giorgio Galli
al pubblico di “Border Nights”. «Bisogna risalire agli astrologi caldei, ai profeti ebraici, fino a
personaggi molto recenti come René Guénon e Julius Evola». Si intitola “Occidente misterioso” un
saggio del 1987, edito da Rizzoli, in cui Galli indaga tra “baccanti, gnostici, streghe”, ovvero “i
vinti della storia e la loro eredità”. «E’ una corrente di pensiero che ha solide radici e si ripresenta
anche in periodi di grande avanzamento scientifico». Per dire: erano esoteristi Cartesio e Newton.
«Si tratta di una cultura che ha profonde radici nello sforzo umano verso la conoscenza: radici così
solide che, dal ‘500 in poi, ha potuto resistere al grande avvento della rivolzione scientifica». Quella
dell’esoterismo «è un tipo di conoscenza che prevede approcci diversi da quelli scientifico-
razionali». Metodo analogico, pensiero simbolico. Com’è che i politici entrano in contatto col
mondo esoterico? «Esistono gruppi e associazioni che mantengono viva questa tendenza». Secondo
la cultura esoterica, aggiunge il professore, «sulla Terra sono esistite civiltà molto remote, in genere
scomparse per catastrofi naturali: l’esempio più noto sono i riferimenti che Platone fa ad Atlantide».
Giorgio Galli segnala un libro come “L’altra Europa”, nel quale l’autore – Paolo Rumor (figlio di
Mariano, pluri-minustro Dc) – documenta «la convinzione che siano esistite civiltà terrestri delle
quali sono rimaste tracce, e in cui affonderebbe le sue radici la politica che poi ha portato
all’Unione Europea». Intorno all’anno Mille, dice Galli, in alcuni ambienti «era maturata quella
convinzione», riguardo all’ancestrale discenza da civiltà estinte. E quindi «ci sarebbe un rapporto
tra antichi assetti sociali e il progetto dell’Ue, che in realtà è nato molto prima di quanto si ritenga».
Se qualcuno ha in mente solo Jean Monnet, la Cee e l’Unione Europea si sbaglia: «Documenti di
Mariano Rumor – afferma il professore – dimostrano che questo progetto sarebbe maturato molto
più in là nel tempo, in ambienti legati alla cultura esoterica e alla convinzione dell’esistenza di
antiche civiltà scomparse, che avrebbero lasciato tracce nella nostra cultura». Sicché,
periodicamente, «emergono piccoli cenacoli, che credono di essere gli eredi di un antico sapere».
Gli approcci sono diversi, aggiunge Galli: «Alcune società esoteriche sono orientate verso la
conoscenza: per loro, l’esoterismo è uno strumento del sapere. In altri gruppi, invece, si ritiene che
possa anche essere uno strumento per il potere».
Non ha molti segreti, per Giorgio Galli, la contaminazione esoterica della politica: ne parlava già
nel 1995 in “Cromwell e Afrodite” (Kaos), o in libri come “La politica e i maghi, da Richelieu a
Clinton”, pubblicato da Rizzoli nello stesso anno. Galli ha firmato studi sulla massoneria, su
Fatima, sulla new age, sulle Torri Gemelle. Titoli accattivanti: “La venerabile trama”, del 2007
(Lindau), racconta “la vera storia di Licio Gelli e della P2”. In “Stelle rosse” (Alacran, 2007), mette
a nudo “astrologia neo-illuminista a uso della sinistra”. Titoli espliciti: “Politica ed esoterismo alle
soglie del 2000”, scritto con Rudy Stauder e pubblicato da Rizzoli nel 1992, e “Esoterismo e
politica” (Rubbettino, 2010). E’ del 2004 il saggio “La magia e il potere”, ovvero “l’esoterismo
nella politica occidentale”, edito da Lindau. Ma cos’è la magia? Solo superstizione? «E’ un
approccio culturale che si è manifestato in una fase della storia umana», spiega il professore a
“Border Nights”, rispondendo alle domande di “Maestro di Dietrologia”. «Non credo che esista una
magia con un reale potere», aggiunge. «Credo però che sia una convinzione diffusa». L’esoterismo,
dice, è anche questo: «La convinzione che, facendo determinate operazioni, o con certe liturgie, si
possano ottenere determinati risultati. La cultura esoterica è legata a questa convinzione, che però
non è la mia».
I maghi, aggiunge Giorgio Galli, sono i rappresentanti di questo tipo di cultura: talvolta entrano in
contatto col potere e talvolta no. «La rivoluzione scientifica ha reso meno sistematici quei rapporti:
quelli che vengono chiamati Magi, astrologi e veggenti facevano parte normalmente del personale
vicino al potere – a Roma e in Grecia, poi nelle corti medievali. Fino al ‘500-600 questi rapporti
erano organici e continui, in seguito sono diventati più rari o soltanto occasionali». E i famosi
maghi consultati da capi di Stato? «In alcuni casi – risponde Galli – ci sono società segrete che
trasmettono questo tipo di cultura. Alcune – tedesche, francesi, inglesi – sono elencate in “Hitler e il
nazismo magico”. Probabilmente ne esistono ancora, anche se adesso la loro influenza mi pare
molto minore di quanto non fosse all’inizio del secolo scorso». Magia e potere, ma soprattutto
stelle, oroscopi, tarocchi. «Quello che so – aggiunge Galli – è che molti politici, anche di rilievo,
consultano abituamente astrologi e cartomanti: sono un aspetto popolare e diffuso di culture che
hanno origini esoteriche, ma è anche un campo che si presta moltissimo alle truffe e alle
manipolazioni».
Da Roma, ha contattato il professore un gruppo di tradizione esoterica che si definisce “Evoliani a 5
Stelle”, dal nome di Evola. «Sono degli esoteristi di cultura evoliana, che si esprimono
positivamente attorno al Movimento 5 Stelle», precisa Galli. Non che l’esoterismo sia del tutto
estraneo, ad alcuni aspetti del mondo grillino: «Lo stesso cortometraggio di Gianroberto
Casaleggio, “Gaia”, esprime una cultura che qualche rapporto con quella esoterica potrebbe averlo:
è collegata con la cultura delle grandi catastrofi, che poi alla fine danno un risultato positivo». Ma
quello dei 5 Stelle è un populismo destinato a trasformarsi nella vera avanguardia tecnocratica del
neoliberismo globalista? Giorgio Galli lo esclude in modo categorico. «I 5 Stelle secondo me sono
ancora in una fase magmatica, in cui convivono componenti dell’anticapitalismo di sinistra e
componenti dell’anticapitalismo di destra. Penso che siano in una fase di trasformazione – conclude
il politologo – ma non credo affatto che possano diventare i nuovi strumenti del grande capitale:
rimarranno sempre un movimento indirizzato a cambiamenti che, nella loro cultura, ritengono
positivi. Che poi riescano nel loro intento è un altro problema, ma non credo che si mettano al
servizio del potere capitalistico».

Il mago in politica? Conta, sì. Ma non ha l’ultima parola. Certo, esiste: anche se i giornali non ne
parlano mai. E spesso, proprio con il mondo esoterico sono in contatto i servizi segreti. Lo rivela il
professor Giorgio Galli, autorevole politologo, per lunghi anni docente all’università di Milano. Un
monumento della cultura italiana contemporanea. Classe 1928, ha all’attivo quasi cento titoli: dal
volume d’esordio sulla storia del Pci, risalente al ‘53, fino all’ultimo lavoro, “Il golpe invisibile”
(Kaos, 2015), che spiega “come la borghesia finanziario-speculativa e i ceti burocratico-parassitari
hanno saccheggiato l’Italia repubblicana fino a vanificare lo Stato di diritto”. Intervistato da Fabio
Frabetti e Paolo Franceschetti a “Border Nights” sul ruolo dell’occultismo nella politica, il
professore chiarisce: la deriva “magica” dell’esoterismo ha certamente condizionato importanti
leader del passato, Hitler in primis. Ma poi il fenomeno si è attenuato. Perché parlarne, allora?
Perché non ne parla mai nessuno, a livello di ufficialità, se non per liquidare l’argomento in modo
sprezzante, come se il fenomeno non esistesse. Altrettanto sbagliato, secondo Galli, l’atteggiamento
iper-complottista di chi considera onnipotenti le società iniziatiche, massoneria compresa: hanno il
loro peso, senz’altro, ma non possono decidere tutto.

La missione dello studioso: svelare retroscena occulti e, al tempo stesso, demifisticare – con
l’occhio razionale dello storico – le tante mitologie connesse al presunto potere di grandi “maghi”,
al fianco dei potenti della Terra. Nel mirino innanzitutto il
leader del nazismo. Un fenomeno al quale – tra Himmler e la società Thule – il professor Galli ha
dedicato ben tre saggi. Il primo, “Hitler e il nazismo magico” (Rizzoli) risale al 2005. A seguire,
“La svastica e le streghe”, una “intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse
dell’Occidente”, pubblicata da Hobby & Work nel 2009, quattro anni prima di “Hitler e la cultura
occulta”, libro uscito nel 2013, pubblicato ancora da Bur-Rizzoli. Impossibile non notare il potere
ipnotico che la retorica del dittatore esercitava su masse immense, durante le celebri adunate
oceaniche del nazismo. Disponeva di tecniche occultistiche? «Intanto era nato a Braunau sull’Inn,
paese che ha dato i natali a un numero di medium superiore alla norma: c’è chi ritiene che, in
determinate zone della Terra, vi siano cariche magnetiche che conferiscano doti particolari, come
quelle che caratterizzano i medium e i veggenti». Inoltre, aggiunge Galli, è noto che Hitler prese
lezioni da Erik Jan Hanussen, famoso ipnotista austriaco che, «nei teatri, ipnotizzava gli spettatori,
facendo creder loro che fossero reali fenomeni che erano solo immaginari».

Lo stesso Hanussen, mago e illusionista, fu poi ucciso dai nazisti il 30 giugno del 1934 nella strage
passata alla storia come la “notte dei lunghi coltelli”. Una buona occasione «per far sparire le tracce
della formazione ipnotistica che Hitler aveva ricevuto». Ma una cosa è ammettere che Hitler
credesse nell’occulto e si avvalesse di maghi come Hanussen, un’altra è pensare che il nazismo sia
“esploso” in virtù della magia: «Mai, il nazismo, si sarebbe potuto affermare senza la sconfitta della
Germania nel primo conflitto mondiale, senza la crisi del dopoguerra e senza la grande crisi del ‘29,
tutti fenomeni che hanno determinato il destino del paese sino all’avvento del Terzo Reich». Quindi
attenzione: «Io non sostengo che l’esoterismo sia la chiave interpretativa della storia», precisa Galli.
«Dico che ne è una delle componenti (e non delle più importanti), che però è stata completamente
trascurata». E’ chiaro che a partorire il nazismo è stata la crisi politica, sociale ed economica patita

dalla Germania a partire dal 1914. «Le cause


che gli storici hanno studiato permettono di capire la vicenda tedesca anche senza bisogno di
studiare l’esoterismo. Però, appunto, c’è anche l’esoterismo: e ha avuto un ruolo importante nella
formazione culturale di una parte dell’élite nazionalsocialista».

La storia politica ed economica spiega tante cose, ribadisce Galli, ma «talvolta, in determinate
circostanze, non spiega tutto». Secondo il gollista Maurice Schumann, gruppi esoterici presenti
anche in Vaticano hanno influenzato la nascita della stessa Unione Europea: «E’ una componente
sin qui trascurata, meno importante di altre, ma che va tenuta presente». Giorgio Galli ha scritto
anche un’introduzione al recente saggio “Mussolini e gli Illuminati”, nel quale Enrico Montermini
mette in luce il rapporto (rimasto in ombra) tra il fascismo e l’esoterismo, dal ruolo di Giuseppe
Cambareri – il mago di tanti ufficiali dell’esercito mussoliniano – all’intervento della massoneria
anglosassone agli esordi delle camicie nere, fino al drammatico epilogo di piazzale Loreto,
«macabro sacrificio rituale per celebrare simbolicamente la caduta dell’ultimo Cesare». Magia e
dittature, ma non solo: «Lo stesso Churchill, che era massone – racconta Galli – si consultò
moltissimo con l’ambiente esoterico, prima di decidere l’atteggiamento da assumere con Hitler».
Furono alcuni esoteristi a confermargli che occorreva opporsi strenuamente al Terzo Reich:
impossibile conviverci, perché avrebbe trasformato l’Europa nel peggiore degli incubi.

Esoterismo? «E’ una cultura che ha solide radici nella storia dell’Occidente», spiega Giorgio Galli
al pubblico di “Border Nights”. «Bisogna risalire agli astrologi caldei, ai profeti ebraici, fino a
personaggi molto recenti come René Guénon e Julius Evola». Si intitola “Occidente misterioso” un
saggio del 1987, edito da Rizzoli, in cui Galli indaga tra “baccanti, gnostici, streghe”, ovvero “i
vinti della storia e la loro eredità”. «E’ una corrente di pensiero che ha solide radici e si ripresenta
anche in periodi di grande avanzamento scientifico». Per dire: erano esoteristi Cartesio e Newton.
«Si tratta di una cultura che ha profonde radici nello sforzo umano verso la conoscenza: radici così
solide che, dal ‘500 in poi, ha potuto resistere al grande avvento della rivoluzione scientifica».
Quella dell’esoterismo «è un tipo di conoscenza che prevede approcci diversi da quelli scientifico-
razionali». Metodo analogico, pensiero simbolico. Com’è che i politici entrano in contatto col

mondo esoterico? «Esistono gruppi e associazioni che


mantengono viva questa tendenza». Secondo la cultura esoterica, aggiunge il professore, «sulla
Terra sono esistite civiltà molto remote, in genere scomparse per catastrofi naturali: l’esempio più
noto sono i riferimenti che Platone fa ad Atlantide».

Giorgio Galli segnala un libro come “L’altra Europa”, nel quale l’autore – Paolo Rumor (figlio di
Giacomo e cugino di Mariano, pluri-minustro Dc) – documenta «la convinzione che siano esistite
civiltà terrestri delle quali sono rimaste tracce, e in cui affonderebbe le sue radici la politica che poi
ha portato all’Unione Europea». Intorno all’anno Mille, dice Galli, in alcuni ambienti «era maturata
quella convinzione», riguardo all’ancestrale discendenza da civiltà estinte. E quindi «ci sarebbe un
rapporto tra antichi assetti sociali e il progetto dell’Ue, che in realtà è nato molto prima di quanto si
ritenga». Se qualcuno ha in mente solo Jean Monnet, la Cee e l’Unione Europea si sbaglia:
«Documenti di Mariano Rumor – afferma il professore – dimostrano che questo progetto sarebbe
maturato molto più in là nel tempo, in ambienti legati alla cultura esoterica e alla convinzione
dell’esistenza di antiche civiltà scomparse, che avrebbero lasciato tracce nella nostra cultura».
Sicché, periodicamente, «emergono piccoli cenacoli, che credono di essere gli eredi di un antico
sapere». Gli approcci sono diversi, aggiunge Galli: «Alcune società esoteriche sono orientate verso
la conoscenza: per loro, l’esoterismo è uno strumento del sapere. In altri gruppi, invece, si ritiene
che possa anche essere uno strumento per il potere».
Non ha molti segreti, per Giorgio Galli, la contaminazione esoterica della politica: ne parlava già
nel 1995 in “Cromwell e Afrodite” (Kaos), o in libri come “La politica e i maghi, da Richelieu a
Clinton”, pubblicato da Rizzoli nello stesso anno. Galli ha firmato studi sulla massoneria, su
Fatima, sulla new age, sulle Torri Gemelle. Titoli accattivanti: “La venerabile trama”, del 2007
(Lindau), racconta “la vera storia di Licio Gelli e della P2”. In “Stelle rosse” (Alacran, 2007), mette
a nudo “astrologia neo-illuminista a uso della sinistra”. Titoli espliciti: “Politica ed esoterismo alle
soglie del 2000”, scritto con Rudy Stauder e pubblicato da Rizzoli nel 1992, e “Esoterismo e
politica” (Rubbettino, 2010). E’ del 2004 il saggio “La magia e il potere”, ovvero “l’esoterismo
nella politica occidentale”, edito da Lindau. Ma cos’è la magia? Solo superstizione? «E’ un
approccio culturale che si è manifestato in una fase della storia umana», spiega il professore a

“Border Nights”, rispondendo alle domande di “Maestro di


Dietrologia”. «Non credo che esista una magia con un reale potere», aggiunge. «Credo però che sia
una convinzione diffusa». L’esoterismo, dice, è anche questo: «La convinzione che, facendo
determinate operazioni, o con certe liturgie, si possano ottenere determinati risultati. La cultura
esoterica è legata a questa convinzione, che però non è la mia».

I maghi, aggiunge Giorgio Galli, sono i rappresentanti di questo tipo di cultura: talvolta entrano in
contatto col potere e talvolta no. «La rivoluzione scientifica ha reso meno sistematici quei rapporti:
quelli che vengono chiamati Magi, astrologi e veggenti facevano parte normalmente del personale
vicino al potere – a Roma e in Grecia, poi nelle corti medievali. Fino al ‘500-600 questi rapporti
erano organici e continui, in seguito sono diventati più rari o soltanto occasionali». E i famosi
maghi consultati da capi di Stato? «In alcuni casi – risponde Galli – ci sono società segrete che
trasmettono questo tipo di cultura. Alcune – tedesche, francesi, inglesi – sono elencate in “Hitler e il
nazismo magico”. Probabilmente ne esistono ancora, anche se adesso la loro influenza mi pare

molto minore di quanto non fosse all’inizio del secolo scorso». Magia e potere,
ma soprattutto divinazione: stelle, oroscopi, tarocchi. «Quello che so – aggiunge Galli – è che molti
politici, anche di rilievo, consultano abitualmente astrologi e cartomanti: sono un aspetto popolare e
diffuso di culture che hanno origini esoteriche, ma è anche un campo che si presta moltissimo alle
truffe e alle manipolazioni».

Da Roma, ha contattato il professore un gruppo di tradizione esoterica che si definisce “Evoliani a 5


Stelle”, dal nome di Evola. «Sono degli esoteristi di cultura evoliana, che si esprimono
positivamente attorno al Movimento 5 Stelle», precisa Galli. Non che l’esoterismo sia del tutto
estraneo, ad alcuni aspetti del mondo grillino: «Lo stesso cortometraggio di Gianroberto
Casaleggio, “Gaia”, esprime una cultura che qualche rapporto con quella esoterica potrebbe averlo:
è collegata con la cultura delle grandi catastrofi, che poi alla fine danno un risultato positivo». Ma
quello dei 5 Stelle è un populismo destinato a trasformarsi nella vera avanguardia tecnocratica del
neoliberismo globalista? Giorgio Galli lo esclude in modo categorico. «I 5 Stelle secondo me sono
ancora in una fase magmatica, in cui convivono componenti dell’anticapitalismo di sinistra e
componenti dell’anticapitalismo di destra. Penso che siano in una fase di trasformazione – conclude
il politologo – ma non credo affatto che possano diventare i nuovi strumenti del grande capitale:
rimarranno sempre un movimento indirizzato a cambiamenti che, nella loro cultura, ritengono
positivi. Che poi riescano nel loro intento è un altro problema, ma non credo che si mettano al
servizio del potere capitalistico».