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Idee per

1 2 3 il tuo futuro

Claudio Romeni
Fisica e realtà
Campo magnetico, Induzione
e onde elettromagnetiche
Relatività e quanti
con Physics in English

SCIENZE
INTERNATIONAL SYSTEM OF UNITS

SI BASE UNITS PREFIXES


Base quantity Name Symbol Name Symbol Factor Name Symbol Factor
18
length metre m exa E 10 deci d 10⫺1
mass kilogram kg peta P 1015 centi c 10⫺2
time second s tera T 1012 milli m 10⫺3
9
electric current ampere A giga G 10 micro µ 10⫺6
thermodynamic tem- kelvin K mega M 106 nano n 10⫺9
perature kilo k 103 pico p 10⫺12
amount of substance mole mol hecto h 102 femto f 10⫺15
luminous intensity candela cd deka da 101
atto a 10⫺18

SI DERIVED UNITS
Derived quantity Name Symbol Definition
area square metre m2
volume cubic metre m3
speed, velocity metre per second m/s
acceleration metre per second squared m/s2
frequency hertz Hz s⫺1
plane angle radian rad
solid angle steradian sr
force newton N m · kg · s⫺2
pressure pascal Pa N/m2
energy, work, quantity of heat joule J N·m
power watt W J/s
electric charge coulomb C s·A
electric potential difference volt V W/A
capacitance farad F C/V
electric resistance ohm 1 V/A
magnetic flux weber Wb V·s
magnetic flux density tesla T Wb/m2
Claudio Romeni
Fisica e realtà
Campo magnetico, Induzione
e onde elettromagnetiche
Relatività e quanti
con Physics in English

SCIENZE
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– Revisione dei contenuti: Antonia Ricciardi
– Realizzazione editoriale: Stilgraf (Bologna), Danilo Cinti, Publi&Stampa
– Segreteria di redazione: Deborah Lorenzini
– Progetto grafico: Studio Emme Grafica+ Bologna
– Disegni: Graffito, Cusano Milanino (MI)
– Indice analitico: Giorgio Cervellati Prima edizione: marzo 2012
Contributi:
– Rilettura critica: Elisa Lauretani
– Collaborazione alla stesura dei capitoli I circuiti elettrici in corrente continua,
La corrente elettrica nella materia, La relatività: Giuseppe Olivieri L’impegno a mantenere invariato il contenuto di questo volume
– Collaborazione alla stesura degli esercizi: Markus Cirone, Andrea Martinelli, per un quinquennio (art. 5 legge n. 169/2008) è comunicato
Nicola Manca, Giuseppe Olivieri, Grazia Strano nel catalogo Zanichelli, disponibile anche online sul sito
– Stesura delle Formule di fine capitolo: Elisa Lauretani www.zanichelli.it, ai sensi del DM 41 dell’8 aprile 2009, All. 1/B.
– Rilettura e risoluzione degli esercizi: Markus Cirone, Serena Gradari,
Carlo Incarbone, Sergio Lo Meo, Giuseppe Olivieri
– Problemi finali: Paolo Cavallo File per diversamente abili
– Stesura di Physics in English: Eleonora Anzola, Silvia Borracci, L’editore mette a disposizione degli studenti non vedenti,
Roger Loughney (revisione linguistica), Stefania Varano (redazione) ipovedenti, disabili motori o con disturbi specifici
– Idee per il tuo futuro: Laura Mancuso (testi), Barbara Di Gennaro, di apprendimento i file pdf in cui sono memorizzate
Laura Russo (redazione), Sara Colaone (disegni), Miguel Sal & C., Bologna le pagine di questo libro. Il formato del file permette
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Fisica e realtà

Apro l’ingresso agl’ingegni speculativi di diffondersi in immenso


GALILEO GALILEI

Fisica e realtà La dinamica dell’apprendimento scientifico si sviluppa nella continua


interazione tra osservazione del mondo fisico ed elaborazione di modelli interpretativi di esso.
Con l’obiettivo di affiancare l’insegnante nell’opera di mediazione fra questi due ambiti, nel
corso del libro la realtà viene sistematicamente indagata come sorgente di problematiche
conoscitive e come riferimento costante per valutare l’adeguatezza dei modelli teorici svi-
luppati.

Un approccio quantitativo La stima quantitativa è uno dei momenti essenziali


attraverso i quali si acquisisce una visione scientifica del mondo. Quando coinvolge gran-
dezze fisiche, anche la relazione più astratta genera numeri da confrontarsi con le misure
sperimentali.
Il ricorso sistematico a valutazioni quantitative aiuta lo studente a considerare le formule
come strumenti mediante i quali indagare il mondo fisico e non come foreste di segni in cui
smarrirsi.
Collocati di seguito a leggi e formule, i Quanto? propongono stime numeriche derivate in
modo diretto dalle relazioni in esame. I risultati finali dei calcoli sono sempre espressi con
una sola cifra significativa: questa scelta vuole privilegiare l’immediatezza del numero
come strumento di comparazione con situazioni note rispetto alle pur necessarie valutazio-
ni di precisione che sono demandate all’attività di risoluzione di problemi.

La palestra della mente In relazione al contesto didattico in cui opera di volta in


volta, l’insegnante può decidere se affrontare o meno approfondimenti «locali» dei temi
trattati. Questi approfondimenti sono proposti nei Mindbuilding che, in diretta continuità
con la trattazione in cui sono inseriti, propongono brevi itinerari concettuali nei quali i
metodi di analisi sono altrettanto significativi degli argomenti sviluppati.

Attività di risoluzione dei problemi La fondamentale valenza didattica di


una sistematica attività di risoluzione di problemi ha suggerito di strutturare gli apparati
didattici in tre sezioni:
Esercizi: problemi relativi ai singoli paragrafi della teoria fra i quali sono inseriti, oltre alle
semplici valutazioni numeriche proposte nei Quanto?, problemi svolti con chiara indica-
zione della procedura utilizzata.
Problemi finali: proposte di attività mutuate da ben precise situazioni reali con lo scopo
di mostrare l’efficacia dei risultati teorici sia nella interpretazione dei fenomeni fisici quoti-
diani sia nella messa a punto di dispositivi tecnologici sempre più raffinati.
Arte della stima: stime numeriche relative a situazioni o fenomeni caratterizzati da dati
incerti o volutamente non ben definiti, allo scopo di impegnare lo studente non solo nell’ela-
borazione della procedura risolutiva ma anche nella ricerca e nella valutazione dei dati da
utilizzare.
Claudio Romeni

III
Indice

ELETTROMAGNETISMO

22 Il campo magnetico
1 Calamite e fenomeni magnetici 984
2 L’intensità del campo magnetico 989
3 La forza di Lorentz 990
4 Forze e momenti agenti su conduttori percorsi da corrente 994
IN LABORATORIO 5 Campi magnetici generati da correnti elettriche 1001
Particella carica in un campo elettrico
Campi magnetici generati da correnti 6 Circuitazione e flusso del campo magnetico 1008
elettriche
7 Le proprietà magnetiche della materia 1013
SIMULAZIONE
LE FORMULE 1019 • ESERCIZI 1020
Il campo magnetico di un magnete

23 L’induzione elettromagnetica
1 I fenomeni dell’induzione elettromagnetica 1034
2 La legge dell’induzione di Faraday-Neumann 1038
3 La legge di Lenz 1043
4 L’autoinduzione 1046
IN LABORATORIO
L’induzione elettromagnetica 5 Energia immagazzinata in un induttore 1052
Le correnti di Foucault
6 L’alternatore 1054
Il trasformatore
7 I circuiti in corrente alternata 1056
SIMULAZIONE
L’induzione elettromagnetica 8 Trasferimenti di potenza nei circuiti in corrente alternata 1064
9 Il trasformatore 1066
LE FORMULE 1068 • ESERCIZI 1069

IV
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
Indice

24 Le equazioni di Maxwell
e le onde elettromagnetiche
1 Campi elettrici indotti 1088
2 La legge di Ampère-Maxwell 1092
3 Le equazioni di Maxwell 1095
IN LABORATORIO
4 Le onde elettromagnetiche 1099
La polarizzazione e la legge di Malus
5 La polarizzazione 1106
SIMULAZIONE
6 Lo spettro elettromagnetico 1113 Onde radio e campi elettromagnetici
LE FORMULE 1119 • ESERCIZI 1120

Relatività e quanti

25 La relatività ristretta
1 I sistemi di riferimento 1130
2 La relatività di Einstein 1133
3 Conseguenze dei postulati di Einstein: il ritardo degli orologi
in movimento 1135
4 Conseguenze dei postulati di Einstein: le trasformazioni di Lorentz 1139
5 La contrazione delle lunghezze 1143
6 La composizione delle velocità 1148
7 L’effetto Doppler relativistico 1150
8 Quantità di moto relativistica 1152
9 Energia relativistica 1155
LE FORMULE 1160 • ESERCIZI 1161

V
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
Indice

26 Oltre la fisica classica


1 Gli spettri atomici 1176
2 La radiazione termica e il quanto di Planck 1180
3 L’effetto fotoelettrico e il fotone di Einstein 1187
4 L’effetto Compton e la quantità di moto del fotone 1193
IN LABORATORIO 5 Il modello atomico di Rutherford 1197
Gli spettri atomici
6 L’atomo di Bohr 1200
SIMULAZIONE
LE FORMULE 1207 • ESERCIZI 1208
La radiazione di corpo nero
Effetto fotoelettrico
L’esperimento di Rutherford

27 Meccanica quantistica
1 Il dualismo ondulatorio-corpuscolare della luce 1216
2 Il dualismo ondulatorio-corpuscolare della materia 1219
3 Il principio di indeterminazione di Heisenberg 1223
4 I concetti fondamentali della meccanica quantistica 1227
IN LABORATORIO 5 L’atomo quantistico 1230
Fenomeni ottici nei materiali
6 Emissione di luce da parte dell’atomo 1234
SIMULAZIONE
Interferenza quantistica
7 Processi ottici nei materiali 1238
Modelli dell’atomo di idrogeno • I laser LE FORMULE 1244 • ESERCIZI 1245
Luce dagli atomi

28 Fisica nucleare
1 Il nucleo atomico 1254
2 La stabilità dei nuclei 1256
3 Le caratteristiche della radioattività 1260
4 Decadimenti a, b e c 1264
SIMULAZIONE 5 La fusione nucleare 1271
Decadimenti alfa e beta
Fissione nucleare 6 Elementi di fisica stellare 1274
7 La fissione nucleare 1279
LE FORMULE 1284 • ESERCIZI 1285

VI
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
Indice

29 Per una cittadinanza responsabile


Il cittadino e il problema energetico
1 Il problema energetico 1296
2 Le centrali elettriche a carbone 1299
3 Le centrali elettriche nucleari 1303
4 I reattori LWR 1305
5 Il problema delle scorie nucleari 1309
Il cittadino e la ricerca scientifica
1 La ricerca fondamentale 1312
2 Il Modello Standard delle particelle fondamentali 1312
3 Una grande impresa scientifica internazionale: LHC 1315
4 Big Bang: il modello standard dell’evoluzione cosmica 1317
5 Il lato oscuro dell’Universo 1320

Problemi finali A1

Physics in English
Physics talk A10
Reading comprehension A12

Indice analitico A19

Tavole A24

VII
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
Idee per
il tuo futuro
www.ideeperiltuofuturo.it
CHE COSA FARÒ DA GRANDE
Sei alla fine del tuo percorso scolastico. Che cosa fare adesso? Iscriversi a un
corso universitario? Fare uno stage o un corso professionalizzante? Cercare di
entrare subito nel mondo del lavoro? Studiare e al contempo lavorare?
Per aiutarti nella scelta ti proponiamo alcuni dati relativi al 2009-2011. È im-
possibile dire come saranno le cose tra qualche anno, i tempi recenti ci hanno
abituati a cambiamenti anche repentini.

La laurea “paga”. Una recente ricerca Isfol 1 ha mostrato che chi è laureato ha più pos-
sibilità di trovare un’occupazione e in media riceve uno stipendio più alto rispetto a chi
possiede soltanto un diploma.
Dal momento che i diplomati entrano nel mondo del lavoro prima dei laureati, ini-
zialmente il tasso di occupazione per i primi è superiore rispetto a quello dei secondi,
ma già prima del compimento dei 30 anni chi possiede una laurea ha più possibilità
Lo stipendio cambia
se si è laureati? di trovare lavoro, per arrivare nella fascia 34-44 anni, dove il tasso di occupazione dei
laureati supera del 7% quello dei diplomati.
www.ideeperiltuofuturo.it In media tra 25 e 64 anni è occupato il 73,1% dei diplomati e il 79,2% dei laureati.
Secondo uno studio OCSE del 2011 i giovani laureati subiscono di più gli effetti della
recente crisi economica rispetto ai loro coetanei con istruzione secondaria inferiore2.

Quali lauree valgono un lavoro? Le lauree “brevi” servono? Le lauree triennali si rive-
lano molto utili ai fini dell’occupazione: a un anno dal termine degli studi il 42,1% dei
laureati triennali lavora, con picchi dell’81,7% per le professioni sanitarie. Tirocini e
stages sono determinanti per formare e inserire questi laureati nel mondo del lavoro.
I tassi di occupazione più alti si hanno tra i medici, seguiti dai laureati in chimica far-
1 Tutti i dati sono tratti maceutica e ingegneria. In generale sono le discipline di tipo scientifico – sia a livello
da una ricerca Isfol di diploma sia a livello di laurea – le più spendibili nel mondo del lavoro, mentre le
con dati relativi al discipline umanistiche condannano a una difficile collocazione sul mercato, anche a
2010, (l’Isfol, Istituto
per lo Sviluppo fronte di un eccesso di offerta di laureati in questi ambiti.
della Formazione
Professionale dei A Nord c’è più lavoro, ma… A livello nazionale il tasso di disoccupazione è 7,8%, che
Lavoratori è un ente sale a 27,4% se si considerano solo i giovani (15-24 anni): più alto al Sud (39,2%), meno
pubblico di ricerca), e al Centro (25,3%), più basso al Nord (19,0%). La situazione per le ragazze è più critica:
ISTAT del II Trimestre
2011. il tasso della disoccupazione femminile, nella fascia 15-24 anni, supera di circa 8 punti
percentuali quello maschile (32,3% per le donne, 23,9% per gli uomini), forbice che si
2 Rapporto OCSE mantiene simile nelle diverse zone geografiche: al Nord il tasso è 22,7% per le donne e
Education at a Glance 16,4% per gli uomini; al Centro è 34,8% per le donne e 18,7% per gli uomini e a Sud è di
2011. 44,0% per le donne e 36,0% per gli uomini.
Tuttavia i dati della disoccupazione giovanile non devono scoraggiare chi cerca la-
3 Dati ISTAT del II voro: se la disoccupazione giovanile è del 27,4%, vuol dire che una parte non piccola
Trimestre 2011. dei giovani che hanno cercato lavoro (il 72,6%) lo ha trovato3. Inoltre i dati variano mol-
to da luogo a luogo e anche all’interno di una stessa regione può esservi una grande va-
4 Dati Confartigianato rietà di situazioni. L’Emilia-Romagna è tra le regioni in cui la disoccupazione giovanile
Imprese Emilia- incide meno, ma con grandi differenze tra le province: se Bologna nel 2010 raggiunge
Romagna, 2010. un tasso di disoccupazione di 29,2%, a Piacenza il valore è più che dimezzato (13,6%)4.

VIII
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
COME FUNZIONA L’UNIVERSITÀ

L’Università italiana offre corsi di studio organizzati in tre cicli:

laurea, di durata triennale (180 crediti formativi in un massimo di 20 esami), al ter- POSSO ISCRIVERMI
mine della quale si consegue il titolo di Dottore; ad esempio laurea in Tecniche di ALL’UNIVERSITÀ?
radiologia medica o in Scienze del comportamento e delle relazioni sociali. Per iscriversi
Laurea magistrale, di durata biennale (120 crediti in un massimo di 12 esami), al all’Università è
necessario il diploma di
termine della quale si consegue il titolo di Dottore magistrale; ad esempio laurea in
maturità quinquennale
Biotecnologie mediche o in Psicologia clinica. oppure quello
Dottorato di ricerca e Scuola di specializzazione. quadriennale con un
anno integrativo o, in
Esistono anche corsi di laurea magistrali a ciclo unico, della durata di 5 (300 crediti alternativa, un obbligo
formativo aggiuntivo
in un massimo di 30 esami) o 6 anni (360 crediti in un massimo di 36 esami); ad esem- da assolvere durante il
pio Medicina e Chirurgia. primo anno di corso.
Per approfondire gli studi si può accedere a master di 1° e di 2° livello e ai corsi di
alta formazione.

I crediti formativi universitari (CFU) misurano il carico di lavoro dello studente


(1 CFU = 25 ore di impegno; 60 CFU = 1 anno di impegno universitario), compresi lo
studio individuale ed eventuali esperienze di apprendistato5. Sono stati introdotti per
facilitare il confronto tra i sistemi e i programmi di differenti corsi e Atenei italiani ed
europei, e quindi il passaggio da un corso di studio a un altro, oppure da un’Università
a un’altra, anche straniera: i CFU sono trasferibili in ECTS (European Credit Transfer
and Accumulation System) e quindi riconosciuti nelle Università di tutta Europa.
Tramite i CFU è possibile valutare ai fini della laurea anche esperienze quali stages e
tirocini. Infine i CFU permettono di semplificare la determinazione dei piani di studio
individuali (PSI) che ciascuno studente può modulare su se stesso. In alcuni casi è
possibile personalizzare il proprio percorso di studi, inserendo nel piano degli esami
da sostenere alcuni corsi non previsti dal piano di studi istituzionale.
Quando si presenta il PSI bisogna rispettare il minimo di crediti obbligatori per
ciascun ambito disciplinare previsti dal proprio corso di laurea.

Quanto costa l’Università. I costi variano a seconda dell’Ateneo, della zona geografica
(il Nord è mediamente più caro del 28,3% rispetto al Sud) e della fascia di reddito dello 5 Regolamento recante
studente. Ad esempio, se si ha un basso reddito (fino a 10 000 euro annui) le tasse oscil- norme concernenti
lano tra i 290 euro di Bari e i 1005 di Parma. l’autonomia didattica degli
Per una fascia di reddito fino a 30 000 euro le spese universitarie variano tra gli 847 atenei, Decreto Ministeriale
3 novembre 1999, n.509
euro della Sapienza di Roma e i 1548 del Politecnico di Torino. Esiste la possibilità di
6 Dati Federconsumatori
accedere a borse di studio ed esoneri parziali o totali per reddito o per merito, che in
II Rapporto sui costi degli
alcuni Atenei tengono conto anche del voto di maturità (esonero per chi si è diplomato atenei italiani – 2011
con il massimo dei voti e la lode)6. aggiornato il 4/10/2011.

IX
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
TEST DI AMMISSIONE

L’accesso ad alcuni corsi di laurea è filtrato da una prova di ammissione, per iscriversi
alla quale occorre versare un contributo: sono Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e
Protesi Dentaria, Medicina Veterinaria, le lauree a ciclo unico finalizzate alla formazio-
ne in altre Professioni Sanitarie e in Architettura.
Le prove di ammissione comprendono 80 quesiti: una parte di cultura generale e
ragionamento logico, una parte sulle materie caratterizzanti i diversi indirizzi univer-
sitari.
Ad esempio, per essere ammessi a Medicina bisogna rispondere a 40 quesiti di cul-
Qui trovi tante tura generale e ragionamento logico, 18 di biologia, 11 di chimica e 11 di fisica e mate-
informazioni in più e matica.
le prove assegnate
negli ultimi anni
Il tempo a disposizione è di 2 ore (15 minuti in più per Architettura); ogni risposta
corretta fa guadagnare 1 punto, le risposte sbagliate fanno perdere 0,25 punti, mentre
http:// le risposte non date valgono 0.
accessoprogrammato.
miur.it
Altre facoltà come Ingegneria, Economia e Scienze Matematiche, Fisiche e Natura-
li hanno una prova d’ingresso che può essere orientativa («sono pronto ad affrontare
questa facoltà?») o richiedere il superamento di un punteggio minimo; in alcuni casi, lo
Qui trovi tante studente che non la superi può avere dei debiti formativi da recuperare entro il primo
informazioni in più e
degli esempi di test anno dall’immatricolazione.
Se in una sede universitaria il numero di posti disponibili è minore del numero degli
www.cisiaonline.it iscritti, il test può diventare selettivo.
Nel caso del test d’ingresso a Ingegneria, meno di un quarto dei quesiti a risposta
Per saperne di più chiusa è di fisica. Gli argomenti trattati sono: meccanica, ottica, termodinamica, elet-
tromagnetismo, struttura della materia.
www.progetto Esistono poi delle prove anticipate di verifica delle conoscenze per gli studenti degli
laureescientifiche.eu ultimi anni delle superiori, che hanno così l’opportunità di avere dei crediti nel mo-
www.testingresso mento di accesso all’università nelle materie scientifiche.
scienze.org
Puoi metterti alla prova risolvendo i quesiti proposti.

Architettura 02 Un recipiente rigido contiene un gas ideale


ad una data pressione. Un aumento di tem-
peratura del gas provoca:
01 Un astronauta orbita attorno alla Terra in
a un aumento di pressione.
una capsula spaziale la cui distanza dalla
superficie terrestre è uguale al raggio della b nessun effetto.
Terra. Qual è la relazione fra la massa dell’a- c una diminuzione di densità.
stronauta nella capsula e quella dell’astro- d effetti diversi in diverse ore del giorno.
nauta sulla Terra? e la liquefazione del gas.
a Sulla Terra la massa è un quarto di quella
nella capsula. (Prova di ammissione 2008)
b Sulla Terra la massa è quattro volte quella
nella capsula.
03 Il suono è un’onda che si propaga:
c a nel vuoto con velocità di 340 m/s.
Sono uguali.
d b nel vuoto con frequenza uguale a 20 Hz.
Sulla Terra la massa è doppia di quella nella
capsula. c in un mezzo elastico con velocità che dipen-
e Sulla Terra la massa è la metà di quella sulla de dal mezzo.
capsula. d nel vuoto con velocità di 3 ⫻ 108 m/s.
e in un mezzo elastico con velocità uguale a
(Prova di ammissione 2002)
3 ⫻ 108 m/s.
(Prova di ammissione 2000)

X
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
TEST DI AMMISSIONE

Ingegneria 08 Una carica elettrica positiva, ferma tra i poli


di un magnete:
04 Quale di questi fenomeni relativi alla propa- a è attratta dal polo Sud del magnete.
gazione ondulatoria non può essere messo
b è attratta dal polo Nord del magnete.
in luce utilizzando onde sonore?
c subisce una forza perpendicolare al campo
a Rifrazione d Riflessione
magnetico.
b Interferenza e Diffrazione
d subisce una forza parallela al campo magnetico.
c Polarizzazione
e non subisce alcuna forza da parte del magnete.
(Prova di ammissione 2005)
(Prova di ammissione 2000)

05 Le linee di forza del campo elettrostatico 09 Un fotone è caratterizzabile con la frequen-


a non possono essere linee chiuse. za n o con la lunghezza d’onda Ѥ. Detta h la
b sono sempre linee chiuse.
costante di Planck:
c sono sempre linee rette. a hv è l’energia del fotone.

d si intersecano nei punti a potenziale massimo. b Ѥ è direttamente proporzionale a v.


e possono avere una forma qualsiasi. c h dipende dalla frequenza.
d la velocità di propagazione nel vuoto è fun-
(Prova di ammissione 2002) zione di Ѥ.
e se Ѥ supera il centimetro abbiamo a che fare
06 Una quantità di carica Q viene depositata su
con raggi gamma.
un conduttore isolato costituito da una sfe-
ra piena dotata di una cavità sferica al suo (Prova di ammissione 2003)
interno. In condizioni statiche la carica si di-
stribuirà: Medicina Veterinaria
a sulle due superfici interna ed esterna, pro-
porzionalmente alla loro superficie. 10 Il lavoro necessario per comprimere una mole
b di gas perfetto ben isolato termicamente:
la carica non rimane sul conduttore ma vie-
ne immediatamente dispersa nell’atmosfera a non è mai nullo.
per effetto “corona”. b è nullo perché non c’è scambio di calore con
c uniformemente sulla superficie interna della l’esterno.
cavità. c viene fornito dallo stesso gas.
d uniformemente nel volume del metallo. d non può essere espresso in Joule ma in Pascal.
e uniformemente sulla superficie esterna del- e non dipende dal valore del volume finale a
la sfera. cui si giunge.
(Prova di ammissione 2005)
(Prova di ammissione 2008)
Medicina e Chirurgia
11 Se avvicino rapidamente una potente cala-
07 Un corpo di 200 grammi viene legato a un mita ad una spira formata da un filo di rame
estremo di un filo sottile inestensibile, molto chiuso a cerchio, si può notare che:
leggero e lungo un metro. Il corpo viene fatto a nella spira viene indotta una circolazione di
oscillare con un’ampiezza di pochi centimetri.
Il tempo impiegato a percorrere un ciclo com- corrente elettrica.
pleto (periodo) dipende essenzialmente b la spira si illumina.
c la spira si deforma trasformandosi in un’el-
a dalla lunghezza del filo.
lisse molto stretta e lunga.
b dall’ampiezza delle oscillazioni.
d il rame dapprima neutro acquista una forte
c dal tipo di supporto a cui è agganciato il filo.
carica elettrica indotta.
d dalla natura del filo. e la spira inizia a ruotare con velocità costante
e dal materiale che forma il corpo appeso.
intorno ad un suo diametro.
(Prova di ammissione 2008) (Prova di ammissione 2006)

XI
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
DOVE SI STUDIA LA FISICA

La fisica non si studia solo nel corso di laurea in Fisica, ma la puoi trovare anche a:

Ingegneria Chimica Industriale


Scienze Statistiche Architettura
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Farmacia
(ad esempio nei corsi di Astronomia, Agraria
Informatica, Matematica,
Scienze Biologiche, Scienze Geologiche)

Puoi metterti alla prova risolvendo gli esercizi proposti.

01 Una mole di gas perfetto monoatomico 03 Il motore di un modellino d’aereo di 2 kg


a pressione p0 = 1 atm e temperatura esercita sull’aereo una forza di 10 N. Se l’ae-
T0 = 300 K è riscaldata isobaricamente fino reo accelera a 3 m/s2, qual è il modulo della
al volume V1 = 2V0 e successivamente riscal- forza della resistenza dell’aria che agisce
data isocoricamente fino alla pressione sull’aereo?
p2 = 2 p0. Supponendo le due trasformazioni a F=4N
reversibili, si rappresentino le trasformazioni
b F=6N
in un piano (V, p) e si calcoli:
c F=8N
la quantità di calore assorbita dal gas.
d F = 12 N
la variazione di energia interna del gas.
e F = 16 N
il lavoro compiuto dal gas.
(Esame di Fisica, Corso di laurea in Scienze Biologiche, Università di (Esame di Fisica, Corso di laurea in CTF, Università La Sapienza di Roma,
2003/2004)
Genova, 2009/2010)

02 Un protone urta in modo completamente 04 Due sferette sono cariche positivamente


anelastico un secondo protone inizialmente e quindi si respingono. Se la forza repulsiva
fermo. Dopo l’urto si osserva che il sistema agente su ciascuna di esse ha modulo
dei due protoni si muove su una traiettoria 6 ⫻ 10-2 N quando la distanza tra di esse è
circolare di raggio r = 42,0 cm, in una regio- 20 cm, quanto vale la forza quando la loro
ne in cui è presente un campo magnetico distanza è 10 cm?
uniforme, perpendicolare al piano della (Esame di Fisica, Corso di laurea in Tossicologia, Università La Sapienza di
traiettoria, di valore 0,05 T. Si ricorda che la Roma, 2002/2003)
carica del protone è e = 1,6 ⫻ 10-19 C e la sua
massa è mp = 1,67 ⫻ 10-27 kg.
Determinare: 05 Onde radio ricevute da un apparecchio han-
no E = 10-1 V/m. Assumendo che l’onda sia
il modulo della velocità dei due protoni piana, calcolare l’ampiezza del campo ma-
dopo l’urto. gnetico.
il modulo della forza di Lorentz.
(Esame di Fisica, Corso di laurea in Biotecnologie, Università degli Studi di
il modulo della velocità del protone in Torino, 2004/2005)
moto prima dell’urto.
(Esame di Fisica, Corso di laurea in Farmacia, Università La Sapienza di
Roma, 2009/2010)

XII
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
STUDY ABROAD

Vorrei studiare in Europa. I cittadini dell’Unione europea (UE) possono studiare, dalla La rete ENIC (European
scuola primaria al dottorato di ricerca, in uno dei paesi UE. Network of Information
Per facilitare questi scambi è stato creato Ploteus, il portale delle opportunità di Centres) è nata
proprio per fornire
apprendimento (www.europa.eu/ploteus): programmi di scambio, borse di studio, notizie e consigli sul
descrizioni dei sistemi di istruzione e apprendimento dei vari paesi europei, nonché riconoscimento di
indicazioni dei siti web degli istituti di istruzione superiore, i database dei corsi di for- diplomi, titoli e altre
qualifiche universitarie o
mazione, le scuole... Attraverso Ploteus è possibile anche avere notizie pratiche, ad
professionali straniere.
esempio su come raggiungere la località e dove alloggiare, sul costo della vita, le tasse,
i servizi cui si può accedere.

Per sapere se il diploma conseguito in Italia sia o meno riconosciuto nei diversi sistemi
di istruzione esteri è utile visitare il sito www.enic-naric.net che contiene una grande
mole di informazioni sulle Università dei 55 paesi che aderiscono al network, oltre che La rete NARIC (National
Academic Recognition
i link ai siti per richiedere direttamente il riconoscimento del proprio titolo di studio Information Centres)
e i dettagli sulle modalità, i tempi, i requisiti per fare domanda di iscrizione. Sul sito mira a informare
si trovano anche notizie sui diversi sistemi d’istruzione europei e sulle opportunità di sulle opportunità
e le procedure di
studio all’estero, su prestiti e borse di studio, nonché su questioni pratiche collegate
riconoscimento dei titoli
alla mobilità e all’equipollenza. di studio all’estero.

Vorrei studiare negli Stati Uniti. Se la meta sono gli USA è bene conoscere la differenza
tra colleges e universities: i primi offrono solo undergraduate degrees (equivalenti alla
laurea triennale), corsi di studi della durata di 4 anni, mentre le universities anche gra-
duate degrees (corsi di formazione dopo la laurea: master e PhD, o dottorato). Vuoi studiare
Gli undergraduate degrees non sono dedicati a una materia: a seconda della sede matematica a
Oxford?
presso cui si studia, questo diploma avrà più o meno prestigio. In base ai programmi di
studio, al prestigio, ai costi si sceglie l’Università che fa al caso nostro. www.ideeperiltuofuturo.it
Una volta scelta l’Università che si desidera frequentare bisogna fare domanda, es-
sere ammessi, e poi dichiarare la materia del major, l’ambito disciplinare principale
che lo studente sceglie. In ogni caso qualsiasi undergraduate degree prevede corsi ob-
bligatori in più materie (sia letterarie sia scientifiche). Questa è una differenza signifi- Ti interessano
cativa rispetto all’Università italiana. i programmi
di scambio
universitari?
Per gli Stati Uniti l’iscrizione per gli studenti stranieri può essere fatta presentando
domanda ai vari colleges all’inizio dell’ultimo anno di scuola superiore. Occorre pre- www.ideeperiltuofuturo.it
sentare: le pagelle degli anni precedenti tradotte ufficialmente (ufficial translations of
transcripts), i materiali e gli esami richiesti anche agli studenti americani (come i test
SAT), i risultati del TOEFL (Test of English as a Foreign Language) o del IELTS (Inter-
national English Language Test), e un’intervista, che spesso può essere condotta nel
paese di provenienza da rappresentanti dell’Università a cui si fa domanda.

L’esame SAT di primo livello è un test nel quale il candidato deve rispondere a tre se-
zioni di domande (Mathematics, Critical Reading, Writing), ciascuna con un punteggio
totale di 800, per un totale di 2400 punti dall’intero esame. Punteggi di circa 700 in
ciascuna parte dell’esame sono ritenuti ottimi e attorno al 600 molto buoni.

XIII
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
VERSO IL LAVORO
Vorresti trovare lavoro? Sul sito www.ideeperiltuofuturo.it trovi tante informa-
zioni utili per aiutarti nella tua ricerca: dai centri per l’impiego ai siti e ai giornali
di riferimento, dai contratti a come si sostiene un colloquio di lavoro.
Quando si è alla ricerca di un lavoro, prima o poi arriva il momento di inviare
(per posta ordinaria o per e-mail) il proprio Curriculum Vitae (CV) e una lettera
di accompagnamento alle aziende per le quali si desidera lavorare, sperando di
essere chiamati per un colloquio.

Scarica il CV Il Curriculum Vitae è la carta di identità professionale del candidato e deve indicare
Europass l’iter formativo, le conoscenze e le competenze di chi si propone per ottenere un im-
www.europassitalia.it
piego.
Si comincia sempre dai dati anagrafici, per un’inquadratura iniziale, e dai contatti
(indirizzo, numero di telefono, cellulare, e-mail...), per poi passare in rassegna le prece-
denti esperienze lavorative e le varie tappe della propria istruzione/formazione, dalla
più recente alla più lontana nel tempo.
Altre informazioni indispensabili riguardano la padronanza di una o più lingue stra-
niere e le competenze tecniche; conviene anche mettere in rilievo le capacità relazio-
nali e organizzative, se si posseggono.
Per quanto riguarda altre informazioni personali, è meglio inserire
solo quelle che possono essere apprezzate dalla specifica azienda cui
è indirizzato il CV.
Infine, non bisogna mai dimenticare di autorizzare il trattamento
dei dati personali, facendo riferimento al d. lg. 196/2003.
Un CV efficace sarà completo, chiaro e soprattutto breve (due pa-
gine di solito sono sufficienti): bisogna tenere conto che chi lo
legge è abituato a valutarne decine tutti i giorni e apprezzerà
il fatto di trovare subito le informazioni che gli interessano.
Meglio selezionare solo le aziende che più si avvicina-
no al proprio profilo professionale e scrivere per ciascuna
una lettera di accompagnamento mirata.
I portali che si occupano di selezione del personale
solitamente danno la possibilità di compilare CV
online, secondo modelli prestabiliti; oppure si
può preparare da soli il CV e poi caricarlo sul sito
su cui ci si vuole proporre.

La lettera di accompagnamento (o cover letter )


va preparata con molta attenzione perché serve
a convincere il selezionatore a prendere in consi-
derazione l’offerta di lavoro e quindi a esaminare
il CV.
La forma deve essere curata e corretta, per dimo-
strare un buon livello di istruzione.
La lettera di accompagnamento è una
e-mail (o una lettera) dalla quale devono emerge-
re in maniera sintetica (dieci righe al massimo) le
motivazioni del candidato, le competenze, i tito-
li, le esperienze che rendono la persona adatta
per quel posto di lavoro.

XIV
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
VERSO IL LAVORO

Sintetici sì, ma non vaghi o generici: l’impegno nello scrivere la lettera sta proprio
nel risultare sinceri, con le idee chiare ma anche aperti a varie possibilità.
La lettera deve far capire che si conosce, anche se dal di fuori, l’azienda e che se ne
comprendono le necessità. Per avere queste informazioni è necessario visitarne il sito
internet ma anche, ad esempio, cercare e, se si può, sperimentare i prodotti di quell’a-
zienda. In questo modo sarà più facile mettersi dal punto di vista dell’azienda stessa,
capire quali competenze potrebbero essere utili e puntare su quelle.
Le possibilità di essere valutati crescono se la busta che contiene lettera e CV, o l’e-
mail, è indirizzata al direttore del settore nel quale vorremmo lavorare e non generica-
Vuoi cercare
mente all’impresa o, ad esempio, all’ufficio delle risorse umane. In questo caso bisogna lavoro in Italia o
fare accurati controlli per essere certi di scrivere correttamente il nome, il titolo di stu- all’estero?
dio, la posizione che ricopre la persona a cui indirizziamo la lettera ed essere sicuri che
www.ideeperiltuofuturo.it
effettivamente lavori ancora lì.

Una lettera di accompagnamento. Carla è diplomata in Servizi per l’agricoltura e


lo sviluppo rurale. Ha sfruttato un periodo di lavoro part-time in un call center per
avere il tempo di cercare un corso di formazione che faccia al caso suo. Dopo ha
frequentato un corso della Regione di 180 ore in
Sicurezza alimentare.
Nel frattempo visita i siti di varie
aziende della zona in cui abita e ne indi-
vidua alcune cui decide di inviare il CV. biancolatte@lamozzarella.it
La ditta dove vorrebbe lavorare è “La a
Mozzarella”, che produce latte e deriva-
Offerta di collaborazione
ti. Nel sito si insiste sulla qualità dei pro-
dotti unita al rispetto dell’ambiente. Egr. dott. Biancolatte,

A chi vuole lavorare per “La Moz- ho frequentato l’Istituto professionale per i Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
zarella” è richiesta personalità, grinta a di A… diplomandomi con 96/100. Di recente ho seguito un corso di specializzazione
della Regione B… in Sicurezza alimentare, che verteva sulle moderne tecniche di analisi
e condivisione dei valori dell’azienda. degli alimenti.
Con una telefonata Carla verifica che il
Il vostro nome, che conosco sin da piccola, per me è sinonimo di serietà e af¿dabilità
responsabile della sicurezza alimentare e condivido l’obiettivo di puntare sulla qualità e la sostenibilità della produzione e
è il dott. Biancolatte. sul rispetto per l’ambiente; mi è sempre piaciuta l’idea di lavorare nell’area della
produzione e del controllo alimentare, e in particolare nella produzione dei latticini
Ecco la lettera di accompagnamento che apprezzo molto, pertanto vi chiedo gentilmente di informarmi riguardo alla vostra
scritta da Carla. disponibilità.

Le porgo i miei più cordiali saluti,

Carla Bianchi

XV
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Vol.3 © Zanichelli 2012 con Physics in English
CAPITOLO

22 Il campo magnetico

Galushko Sergey / Shutterstock


1 Calamite e fenomeni magnetici
Le prime osservazioni sui fenomeni magnetici
Attorno al VI secolo a.C. i Greci evidenziarono che una sostanza è in grado di attirare
piccoli pezzetti di ferro: si tratta della magnetite, un ossido di ferro che veniva estratto nei
dintorni della città di Magnesia a Sipylum (oggi Manisa, in Turchia) da cui prese il nome.
Benché la maggior parte delle sostanze non manifesti reazioni sensibili all’esposizione alla
magnetite, esistono materiali, detti ferromagnetici, che, posti a contatto con la magnetite,
si magnetizzano, cioè ne acquistano le proprietà: il ferro, il cobalto, il nichel e le loro leghe
sono fra i materiali ferromagnetici più diffusi. Con queste sostanze si possono costruire
oggetti noti come magneti o calamite, grazie ai quali scopriamo fin da piccoli l’esistenza
dei fenomeni magnetici.
Elena Schweitzer / Shutterstock

SIMULAZIONE

Il campo magnetico
di un magnete Per analizzare i fenomeni magnetici si utilizza una calamita a forma di ago o di barretta
lunga e sottile, in grado di ruotare attorno al suo centro, come per esempio quella di una
bussola.
Un ago magnetico isolato tende ad allinearsi in direzione Nord-Sud: l’estremità che punta
(PhET, University of Colorado) verso Nord è detta polo nord e l’altra polo sud.

984
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

Le forze con cui due aghi magnetici interagiscono fra loro sono più intense in prossimità
dei poli.
Si osservano i fatti seguenti.

1 Poli omologhi (nord-nord o sud- 2 Poli diversi (nord-sud) si attrag- 3 Le forze con cui i poli interagisco-
sud) si respingono. gono. no decrescono con la distanza fra essi.

N N N S N N

S S S N
S S

Queste proprietà dei poli sono comuni a tutti i magneti, indipendentemente dalla loro forma
e dalla loro dimensione.

S N S N

S N

I poli non si possono separare: spezzando l’ago in due, si ottengono due calamite, ciascuna
con un polo nord e un polo sud. Non è pertanto possibile disporre di un polo nord isolato
dal corrispondente polo sud. Benché recenti teorie fisiche ne ipotizzino l’esistenza, non sono
mai stati osservati monopòli magnetici.

Il campo magnetico
L’interazione fra magneti avviene mediante forze a distanza che si esercitano anche senza
contatto fra di essi. In modo analogo ai fenomeni elettrici e gravitazionali, si può interpre-
tare questa interazione mediante un campo vettoriale noto come campo magnetico B v o
vettore induzione magnetica:
앫 ogni magnete crea un campo magnetico nello spazio circostante;
앫 un magnete interagisce col campo magnetico generato da un altro magnete e risente di
una interazione magnetica.
v in un punto dello spazio è defini-
Nell’interazione elettrostatica il vettore campo elettrico E
v
to misurando la forza F che si esercita su una carica di prova positiva Q0 in quel punto e
calcolando il rapporto Ev =F v Q . Nel caso magnetico è necessaria una procedura più com-
0
plicata per determinare l’intensità del campo B v , perché non esiste un monopòlo magnetico
e non si può quindi misurare una forza per «unità di polo magnetico».
v utilizzando un piccolo ago
Si può però scegliere di definire la direzione e il verso di B

985
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

magnetico di prova che con il suo campo non perturbi in modo apprezzabile il campo da
misurare. Quando il centro dell’ago è posto in un punto P dello spazio in cui è presente un
campo magnetico B v , l’ago ruota fino a raggiungere l’equilibrio:

앫 la direzione del campo B v nel punto P è la retta lungo cui si dispone l’ago magnetico;
v è quello dal polo sud al polo nord dell’ago magnetico.
앫 il verso del campo B

N S N
S

S N

N S

Notiamo che la direzione del campo B v non è definita a partire da quella della forza magne-
tica e, in particolare, non coincide con essa.
Un ago magnetico tende ad allinearsi alla direzione del campo magnetico locale per effetto
delle forze di origine magnetica che agiscono su di esso facendolo ruotare: le forze non
v.
hanno la stessa direzione del campo B

direzione di B

S F

F N

L’andamento del campo magnetico viene visualizzato mediante le linee di forza magneti-
che, che sono curve con la seguente proprietà:

la tangente alla linea di forza in ogni suo punto P ha la stessa direzione del campo ma-
gnetico in P.

In modo analogo a quelle elettriche, le linee di forza di un campo magnetico si tracciano in


modo approssimato mediante la seguente procedura.

앫 Si pone un ago di prova nel punto P1. P2


앫 Lungo la direzione dell’ago verso il polo P1 N
nord si individua un punto P2 che dista S
DL da P1. ΔL
앫 Si traccia il segmento P1 P2.

986
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

앫 Si pone un ago di prova nel punto P2.


앫 Lungo la direzione dell’ago verso il polo P2 N P3
S
nord si individua un punto P3 che dista P1
DL da P2. ΔL
앫 Si traccia il segmento P2 P3.

Ripetendo la procedura per i punti P3, P4, ..., Pn si traccia una spezzata P1 P2 P3 ... Pn+1 con
lati lunghi 'L: la spezzata approssima la linea di forza tanto più accuratamente quanto
piccolo è DL.
Le linee di forza magnetiche hanno le seguenti caratteristiche:
앫 per ogni punto dello spazio passa una sola linea di forza che è orientata come il campo
magnetico in quel punto;
앫 poiché non esistono monopòli magnetici, le linee di forza magnetiche non hanno né inizio
né fine, ma sono curve chiuse: entrano nel magnete dal polo sud, continuano all’interno
del magnete e ne escono dal polo nord;
앫 disegnando solo alcune linee di forza si nota che queste sono più dense dove il campo è
più intenso.

Massimo Romeni

L’andamento delle linee di campo magnetico può essere visualizzato mediante la limatura
di ferro: i piccoli frammenti si magnetizzano e si comportano come minuscoli aghi magne-
tici, orientandosi nel campo magnetico esterno. Massimo Romeni
Massimo Romeni

987
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

Per visualizzare l’andamento delle linee di campo magnetico perpendicolari al piano del
disegno si usano le convenzioni seguenti.

1 Campo uscente dal piano del disegno.

2 Campo entrante nel piano del disegno.

Il campo magnetico terrestre


Il fatto che sulla superficie terrestre l’ago magnetico di una bussola si orienti in direzione
nord-sud suggerisce che la Terra si comporti come un magnete. In effetti la Terra presenta
un campo magnetico di cui non è ancora ben compresa l’origine, ma che può essere imma-
ginato come il campo di un immenso magnete disposto a un angolo di circa 10° dall’asse
di rotazione terrestre.
Il polo nord dell’ago della bussola si orienta verso il polo sud del campo terrestre: quindi in
realtà vicino al polo nord geografico è situato il polo sud magnetico, luogo in cui confluisco-
no tutte le linee del campo. Per ragioni storiche, si indica ancora come polo nord magnetico
il luogo verso cui si orienta il polo nord di un ago magnetico.

asse di il polo Nord geografico


rotazione è il polo sud magnetico

linee del campo


magnetico

988
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

2 L’intensità del campo magnetico


Sperimentalmente si osserva che il campo magnetico esercita una forza su una carica in
moto.

1 Lo schermo fluorescente evidenzia la traiettoria di 2 Il campo magnetico della calamita deflette le traiet-
elettroni in moto da sinistra verso destra all’interno del torie degli elettroni in moto perché esercita una forza su
tubo a vuoto. di essi.

Massimo Romeni

Massimo Romeni
v mediante una procedura operati-
Questo fatto consente di definire l’intensità del campo B
va che prevede la misura della forza magnetica su una carica in moto in un punto P.
Quando una carica Q positiva passa con velocità v in un punto P di un campo magnetico,
si osservano i fatti seguenti:

linea di campo magnetico

v
v⊥

v è sempre perpendicolare sia alla velocità vv della carica sia alla direzione della
앫 la forza F
linea del campo magnetico passante per P; in altri termini, la forza è perpendicolare al
piano su cui giacciono la linea del campo magnetico passante per P e il vettore velocità
della particella;
앫 la forza è nulla se la velocità della carica ha la stessa direzione della linea del campo;
앫 l’intensità F della forza è proporzionale sia a Q sia alla componente v= della velocità
nella direzione perpendicolare alla linea di campo passante per P :

F ? Q v= (1)

Indicando con B la costante di proporzionalità si ha

F = B Q v= (2)

989
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

La costante B dipende solo dalle sorgenti del campo magnetico; se queste rimangono inva-
riate, anche il rapporto
F
B=
Q v=
non cambia nel tempo. B è l’intensità del campo magnetico nel punto P.
In definitiva:
v in un punto P è un vettore che ha:
il campo magnetico B
앫 direzione parallela alla retta lungo cui si dispone un ago magnetico con centro in P;
앫 verso che va dal polo sud al polo nord dell’ago magnetico;
앫 modulo uguale a
F
B= (3)
Q v=
dove F è la forza che si esercita su una carica Q che ha in P una componente v= di velo-
v.
cità perpendicolare alla direzione di B

DENTRO LA FORMULA

앫 L’unità di misura del campo magnetico è


N N N
= =
C ^m s h ^C s h m A$m
앫 In onore del fisico di origine serba Nikola Tesla (1856-1943), questa unità di misura è
detta tesla (T):
1N
1T=
1 A$1 m
앫 Ancora molto diffusa come unità di misura dell’intensità di campo magnetico è il gauss:
1 gauss = 10-4 T

앫 Il campo magnetico è parallelo alla direzione lungo la quale una carica in moto non
risente di alcuna forza magnetica.

Esempio

L’intensità media del campo magnetico terrestre vicino alla superficie del nostro pianeta
è 0,5 gauss = 5 ·10–5 T, mentre quella di un comune magnete è circa 10–2 T ossia circa
(10–2 T)/(5 ·10–5 T) = 200 volte più grande.
Per questo motivo la vicinanza di magneti o corpi magnetizzati impedisce a una bussola
magnetica di indicare correttamente la direzione del nord.

3 La forza di Lorentz
v si basa sul fatto che una carica in moto in un campo
La definizione operativa del vettore B
magnetico risente di una forza detta forza di Lorentz, dal nome del fisico olandese Hendrik
Antoon Lorentz (1853-1928).
Mediante la notazione vettoriale è possibile condensare in un’unica formula tutte le carat-
teristiche di questa forza.

990
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

v su una carica Q in moto con velocità vv agisce


In presenza di un campo magnetico B IN LABORATORIO
una forza Particella carica
in un campo magnetico
v = Q vv # B
F v (4) s Video (1 minuto)
s Test (3 domande)

DENTRO LA LEGGE

앫 La forza di Lorentz su una carica in quiete è nulla: il campo magnetico non esercita
alcuna azione su una carica ferma.
앫 Su una carica Q con velocità vv fissata, la forza di Lorentz:
v sono paralleli;
– è nulla quando vv e B
v;
– vale F = Q vB sen i, dove i è l’angolo fra vv e B
– è massima e vale F = Q vB quando vv e B v sono perpendicolari (i = 90°).

앫 La direzione della forza di Lorentz è perpendicolare al piano su cui giacciono il campo


magnetico e la velocità della carica.
앫 Il verso si può determinare con la regola della mano destra: se si dispongono il pollice
della mano destra aperta nel verso della velocità vv della particella e le altre dita nel
verso del campo B v , la direzione della forza F
v è perpendicolare al palmo mentre il suo
verso è

1 uscente dal palmo se la carica è posi- 2 entrante nel palmo se la carica è nega-
tiva; tiva.

B B
v v

F F
+ –

QUANTO? I protoni del vento solare

Il Sole emette un flusso di protoni che giungono sulla Terra con una velocità media di circa
400 km/s. Entrando in direzione perpendicolare al campo magnetico nell’alta atmosfera
(10–5 T) un protone (1,7 ·10–27 kg) risente di una forza di modulo

F = ^ 1,6 $ 10-19 Ch ^ 4,00 $ 10 5 m / sh ^ 10-5 Th = 6 $ 10-19 N

che, pur essendo molto piccola, provoca un’accelerazione enorme:


6 $ 10-19 N
a= = 4 $ 10 8 m s 2
1,7 $ 10-27 kg

991
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

Il moto di una particella carica in un campo magnetico


uniforme
La forza di Lorentz su una carica in moto è sempre perpendicolare alla sua velocità istan-
tanea.
Se consideriamo un intervallo di tempo Dt molto picco-
lo, lo spostamento Ds è parallelo alla velocità e quindi F
perpendicolare alla forza di Lorentz, per cui
Δs v
v $ Tvs = F Ts cos 90° = 0 Q
L=F

La forza di Lorentz non compie lavoro su una carica in moto e di conseguenza non modifica
il modulo v della velocità né l’energia cinetica della carica. La forza di Lorentz agisce però
come forza centripeta sulla carica, essendo in ogni istante perpendicolare a vv.
Se la carica si muove in un campo magnetico uniforme e perpendicolare alla sua velocità,
questa forza centripeta rimane costante in modulo: la carica si muove con moto circolare
uniforme.

B FL

Consideriamo una carica positiva Q che si muove con velocità vv perpendicolare a un cam-
po magnetico uniforme Bv ; la forza di Lorentz su di essa ha modulo

FL = Q vB

Essendo perpendicolare alla velocità, essa agisce come una forza centripeta, che è legata
alla massa m e all’accelerazione centripeta v 2/r della carica dalla seconda legge della dina-
mica:
v2
Fc = m
r

Uguagliando le due forze si ha:


v2
FL = Fc & Q vB = m
r

La carica compie una traiettoria circolare di raggio

mv
r= (5)
QB

992
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

Nel caso in cui la velocità della carica non sia perpendicolare al campo magnetico ma abbia
una componente parallela a B v , il moto della carica è la sovrapposizione di un moto circola-
re uniforme e di un moto rettilineo uniforme in direzione perpendicolare al primo.

1 La forza di Lorentz F = Q v=B, che non dipende da v , la


2 Mentre si muove di moto circolare attorno a B
v<, mantiene la carica in un’orbita circolare perpendico- v con veloci-
carica trasla lungo la direzione del campo B
v.
lare a B tà v<.

B B

vll v v
vll

v⊥ v⊥

La composizione dei due moti dà luogo a una traiettoria detta elica cilindrica.
Le particelle cariche che formano i raggi cosmici provenienti dallo Spazio, in gran parte
protoni ed elettroni, rimangono intrappolate nel campo magnetico terrestre, dove si muovo-
no con moti elicoidali lungo le linee del campo in regioni dette fasce di van Allen.

particelle cariche
entrano nel campo
magnetico terrestre
i protoni sono intrappolati
nelle fasce più interne
polo Nord

polo Sud
gli elettroni sono intrappolati
nelle fasce più esterne

Le interazioni di queste particelle cariche con gli atomi di gas presenti nell’alta atmosfera
danno luogo al fenomeno delle aurore boreali, luminosità debolissime ma molto estese nel
cielo notturno che sono visibili in particolari condizioni presso i poli. La foto alla pagina
seguente mostra il fenomeno fotografato dalla Stazione Internazionale a un’altezza di circa
400 km.

993
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22 䡲 Il campo magnetico

Mediante la notazione vettoriale le caratteristiche di questa forza di origine magnetica si


sintetizzano in una formula:

su un filo rettilineo di lunghezza L che è attraversato da una corrente I ed è immerso in


un campo magnetico B v uniforme agisce una forza

v = ILv # B
F v (6)

DENTRO LA FORMULA

앫 Lv è un vettore che ha il modulo L uguale alla lunghezza del filo, la stessa direzione del
filo e lo stesso verso della corrente I.
앫 La forza

v e B
1 è nulla quando L v sono pa- 2 vale F = ILB sen i , dove i è 3 è massima e vale F = ILB
ralleli, cioè quando la corrente scor- l’angolo fra Lv e B
v , cioè fra il filo e il v
quando il filo è perpendicolare a B
v;
re nella direzione di B campo magnetico; (i = 90°).

I
I
F
F=0 F

B B

I θ
B⊥ = 0 90°

앫 La direzione della forza è perpendicolare al piano su cui giacciono il filo e il campo ma-
gnetico.
앫 Il verso si può determinare con la regola della mano destra: se si dispongono il pollice
v , la
della mano destra aperta nel verso della corrente e le altre dita nel verso del campo B
v
forza F è uscente perpendicolarmente dal palmo.

B
I

Esempio
Le calamite più comuni generano attorno ai poli campi magnetici di circa un centesimo di
tesla. Su un filo di 5 cm attraversato da una corrente di 4 A la forza è solo

995
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Elettromagnetismo

F = ^5 $ 10-2 m h ^4 Ah ^10-2 Th = 2 $ 10-3 N = 2 mN

Quindi probabilmente è minore del peso di una farfalla.

Per dimostrare la (6) consideriamo un filo percorso da una corrente I formata da elettroni
che si muovono con una velocità di deriva vd. In presenza di un campo magnetico, su cia-
scun elettrone si esercita una forza

F = e v d B sen i

dove i è l’angolo fra la corrente e il campo magnetico.


Il numero N di elettroni contenuto in un tratto di filo L con sezione A è

N = nAL

dove n è il numero di elettroni per unità di volume. La forza totale sugli elettroni è quindi

Ft = N e v d B sen i = n A L e v d B sen i (7)

Si può esprimere questo risultato in termini della corrente nel filo utilizzando la relazione

I = e n A vd

e ottenere il modulo della forza totale che agisce sul filo:

Ftot = ILB sen i

La direzione e il verso di questa forza coincidono con quelle dei singoli elettroni, per cui si
conclude che la forza totale sul filo è data dalla (6).

Momento torcente su una spira


Una spira, ossia un filo conduttore al quale è stata data una forma, percorsa da corrente,
può essere soggetta a un momento torcente di origine magnetica. Per comprendere questo
effetto, consideriamo una spira di forma rettangolare di dimensioni a e b percorsa da una
corrente I e immersa in un campo magnetico uniforme B v.

v , che ha
1 Si introduce il vettore area A
modulo uguale all’area A = ab della spira I
I
e direzione e verso dati dalla regola del- a
la mano destra: avvolgendo le dita della
mano destra nel senso della corrente I nella I b
v è diretto lungo il pollice.
spira, il vettore A
A

B I B

996
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22 䡲 Il campo magnetico

2 Su ciascuna coppia di fili opposti si


Fb
esercita una forza totale nulla: la forza su
uno di essi è infatti uguale e opposta a
b
quella che si esercita sull’altro in quanto Fa –Fa
cambia solo il verso della corrente. Quindi: a

–Fb

v si esercita sempre una forza magnetica totale


su una spira immersa in un campo B
nulla.

3 Nella situazione raffigurata, sui lati


Fa
di lunghezza b le forze agiscono sul piano
della spira, una in verso uscente e l’altra
in verso entrante nel disegno, per cui non
danno luogo ad alcun momento torcente. b
Al contrario, la coppia di forze magnetiche A
sui lati di lunghezza a genera un momento θ
torcente sulla spira di modulo –Fa
B
M = b Fa = baIB sen i (8)

In generale:

v si può esercitare un momento torcente non nullo.


su una spira immersa in un campo B

In generale vale il seguente risultato:


v uniforme
su un spira percorsa da un corrente I e immersa in un campo magnetico B
agisce un momento torcente

M v #B
v = IA v (9)

v è il vettore area della spira.


dove A

DENTRO LA FORMULA

앫 Le unità di misura sono newton · metro, infatti

^ 1 Ah ^ 1 m 2h ^ 1 Th =

= ^ 1 Ah ^ 1 m 2h
1N
= 1 N$m
^ 1 Ah ^ 1 mh
앫 La relazione vale per ogni spira, indipendentemente dalla sua forma, giacente su un
piano.
앫 Il momento torcente che agisce sulla spira:

997
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Elettromagnetismo

1 è nullo quando la spira è perpen- 2 vale 3 è massimo e vale


v ; in questi casi, infatti, il
dicolare a B
v della spira è paralle- M = AIB seni M = IAB
vettore area A
v quando l’angolo tra la normale alla quando la spira è parallela a Bv ; in-
lo a B per cui
v è i;
spira e B v
fatti il vettore A è perpendicolare a
Av #Bv =0
Bv per cui A v #Bv = AB.

A
B A
A θ
B
B

I
앫 In genere la spira non è chiusa su se stessa ma è connessa a un generatore esterno
mediante due tratti rettilinei di filo: poiché questi sono molto vicini fra loro, l’eventuale
momento torcente che esercitano sulla spira è del tutto trascurabile rispetto a quello
proprio della spira.
B

F
Dimostriamo la (9) nel caso di una spira rettangolare di dimensioni a e b. Il momento tor-
–F cente che agisce sulla spira è dato dalla (8)
M≈0
M = b Fa = baIB sen i

L’area della spira è A = ab, per cui la relazione precedente diviene

M = IAB seni

L’angolo i è quello fra la normale al piano della spira e il campo B v , per cui la relazione
precedente fornisce il modulo M del momento torcente sulla spira con vettore area A v che
v
forma l’angolo i con il campo B. In forma vettoriale la relazione precedente diviene la (9)

M v #B
v = IA v

Momento magnetico di spire e bobine


A parità di campo magnetico, il momento torcente su una spira dipende dal prodotto IA v:
v
due spire risentono dello stesso momento torcente quando hanno uguale il prodotto IA.
Il comportamento della spira dipende pertanto dalla grandezza caratteristiche detta mo-
mento magnetico mv definito come

m v
v = IA (10)

L’unità di misura del momento magnetico è ampere · metro2 (A·m2).

998
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22 䡲 Il campo magnetico

In termini di momento magnetico, il momento torcente di una spira è


v =m
M v
v #B (11)

QUANTO? Piccola spira, piccolo momento

Una spira di 1 cm2, percorsa da una corrente di 1 A, ha un momento magnetico di modulo

m = ^1 $ 10-4 m 2h ^1 Ah = 1 $ 10-4 A $ m 2

Quando è immersa nel campo magnetico di 0,1 T di una calamita risente di un momento
torcente di intensità massima piccolissima:

M = ^1 $ 10-4 A $ m 2h ^1 $ 10-1 Th = 1 $ 10-5 N $ m

Per ottenere momenti torcenti tali da assicurare spostamenti rilevabili, si usano le bobine.
Con il termine bobina si intende un filo avvolto a formare più spire consecutive, molto im-
pacchettate fra loro e tutte disposte in pratica su piani paralleli, in modo che i loro vettori
area Av siano uguali fra loro.

Il momento magnetico di una bobina con N spire attraversate da una corrente I è N volte
quello della singola spira:
nv = NIAv

Dalla relazione (9) deriva che

v uniforme
su un bobina percorsa da un corrente I e immersa in un campo magnetico B
agisce un momento torcente

M v #B
v = NI A v (12)

v è il vettore area di ciascuna di esse.


dove N è il numero delle spire e A

In termini del momento magnetico della bobina, il momento torcente che agisce su di essa
v uniforme è
in presenza di un campo magnetico B

v = nv # B
M v (13)

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22 䡲 Il campo magnetico

corrente che scorre nella bobina e permettere di conseguenza il mantenimento della rota-
zione.

1 La bobina ruota per effetto del momen-


to torcente dovuto alle forze F v e -Fv sui
t t
v
lati che non sono paralleli al campo B. Ft

N S
–Ft

I I


+

2 Quando non c’è contatto fra collettori e


spazzole, il momento torcente sulla bobina
si annulla, ma questa continua a ruotare
per inerzia.
B

N S


+

3 Quando si ristabilisce il contatto fra


collettori e spazzole, la bobina risente di un
momento torcente che la mantiene in rota-
zione nello stesso verso.
B

N S

I
I

+

5 Campi magnetici generati da correnti


elettriche
I campi magnetici producono effetti sulle correnti elettriche a causa della forza di Lorentz
che agisce sulle cariche in moto: l’elettricità e il magnetismo sono quindi connessi fra loro.
Una connessione ancora più profonda di questi due ambiti fu scoperta nel 1820 dal fisico
danese Hans Christian Oersted (1777-1851), il quale osservò che attorno a un filo percorso
da corrente esiste un campo magnetico.

1001
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Elettromagnetismo

IN LABORATORIO

Campi magnetici generati


da correnti elettriche
s Video (1 minuto)
s Test (3 domande)

Massimo Romeni

Massimo Romeni
La corrente che scorre lungo il filo genera dunque un campo magnetico nello spazio circo-
stante.
Come rilevò prontamente Ampère, i fenomeni elettrici e quelli magnetici non possono esse-
re studiati separatamente ma devono al contrario essere inquadrati in una teoria comune:
l’elettromagnetismo.
La scoperta di Oersted diede un enorme impulso alle applicazioni pratiche dell’elettroma-
gnetismo: mediante le correnti elettriche è possibile generare campi magnetici di intensità
voluta, in punti precisi dello spazio e negli intervalli di tempo richiesti, tutti risultati impos-
sibili da conseguire impiegando magneti e calamite.

Campo magnetico generato da un filo percorso


da corrente
Pochi mesi dopo l’osservazione di Oersted, i due fisici francesi Jean Baptiste Biot (1774-
1862) e Félix Savart (1791-1841) dimostrarono sperimentalmente che il campo generato da
un lungo filo rettilineo percorso da una corrente I ha le caratteristiche seguenti.

1 l’intensità B del campo magneti- 2 le linee del campo magnetico 3 le linee del campo magnetico
co a distanza r dal filo è sono circonferenze concentriche al hanno il verso delle dita raccolte del-
앫 direttamente proporzionale a I: filo poste in piani perpendicolari a la mano destra se il pollice punta nel
esso. verso della corrente.
B?I
앫 inversamente proporzionale a r:
1
B?
r

I
I I

1002
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22 䡲 Il campo magnetico

Vale dunque la seguente legge, nota come legge di Biot-Savart:

un filo rettilineo indefinitamente esteso genera nel vuoto un campo magnetico di inten-
sità
n0 I
B= (14)
2r r
dove la costante n0 è detta permeabilità magnetica del vuoto e vale

n0 = 4r ·10–7 T·m/A

DENTRO LA LEGGE

앫 Il valore della permeabilità magnetica del vuoto è stato stabilito mediante una conven-
zione e quindi è esatto e non affetto da errori.
앫 La costante di proporzionalità vale n0/(2r) = 2 ·10–7 T·m/A.
앫 La presenza dell’aria non altera in modo apprezzabile il fenomeno.
앫 Il campo magnetico generato dal filo ha simmetria cilindrica.

Esempio

A 1 m di distanza, un filo rettilineo percorso da una corrente di 1 A genera un campo ma-


gnetico di intensità molto bassa:
^ 2 $ 10-7 T $ m Ah ^ 1 Ah
B= = 2 $ 10-7 T = 0,2 T
1m

circa (0,2 μT)/(5 ·10–4 T) = 4 decimillesimi del campo magnetico terrestre. Questo spiega
perché nella vita quotidiana non è facile evidenziare fenomeni magnetici generati da cor-
renti continue.

Forze magnetiche tra fili percorsi da correnti


Un filo percorso da corrente genera un campo magnetico, ma è anche soggetto a forze
prodotte da campi magnetici di altre sorgenti. Per queste ragioni è prevedibile che due fili
percorsi da corrente esercitino ciascuno una forza sull’altro.
Come dimostrò sperimentalmente Ampère

su ciascun tratto di lunghezza L, due fili rettilinei paralleli, posti a distanza d e percorsi
da correnti rispettivamente I1 e I2 esercitano l’uno sull’altro una forza F v che ha

앫 modulo
n0 I 1 I 2
F= L (15)
2r d
앫 direzione perpendicolare al piano individuato dai due fili;
앫 verso attrattivo se le correnti hanno lo stesso verso, repulsivo in caso contrario.

DENTRO LA LEGGE

앫 La (15) vale quando la distanza tra i fili è molto minore della loro lunghezza L.
앫 La costante della formula vale n0/(2r) = 2 ·10–7 T·m/A.

1003
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Elettromagnetismo

Esempio
Durante la fase di carica, nei due fili interni al cavo che collega il caricabatterie al telefono
cellulare scorre in versi opposti una corrente di circa 400 mA. Supponendo che i due fili
siano a distanza di 1 mm e siano lunghi 50 cm, ciascuno di essi respinge l’altro con una
forza pari a
^ 2 $ 10-7 T $ m Ah ^ 4 $ 10-1 Ah2 ^ 5 $ 10-1 mh
F= = 2 $ 10-5 N
^ 1 $ 10-3 mh
troppo piccola per poter essere rilevata senza strumenti opportuni.

Per dimostrare la (15) calcoliamo la forza F1 che il tratto L del filo 1 risente quando è
immerso nel campo magnetico generato dal filo 2. A distanza d, il filo 2 genera un campo
magnetico che per la legge di Biot-Savart (14) ha modulo
n0 I 2
B=
2r d

ed è diretto perpendicolarmente al filo. Per la (6) il filo 1 percorso da corrente I1 risente di


una forza
F = I 1 LB

Sostituendo l’espressione di B si ottiene la (15):


n0 I 1 I 2
F= L
2r d
Per il terzo principio della dinamica, il filo 2 risente di una forza uguale e opposta al filo 1.
Per completare la dimostrazione, la direzione e il verso della forza sul filo 1 sono rappresen-
tati nella figura seguente.

filo 1 filo 2 filo 1 filo 2

I2 B I2
I1 I1
F –F
F –F
B

Definizioni operative di ampere e coulomb


La definizione di un’unità di misura deve essere fornita in modo operativo mediante una
procedura sperimentale che consenta di stabilirne il valore a partire da unità note. La rela-
zione (15) permette di ricondurre la misura dell’intensità di corrente, e quindi la definizione
di ampere, a misure di forze e di distanze che si possono effettuare con grande precisione:

una corrente ha l’intensità di 1 ampere quando, scorrendo attraverso due fili rettilinei
molto lunghi e paralleli, posti alla distanza di 1 m, provoca una forza di 2 ·10–7 N su ogni
tratto di filo lungo 1 m.

Il valore convenzionale di 2 ·10–7 N è stato scelto in modo da ottenere valori né troppo picco-
li né troppo grandi per le correnti utilizzate nella pratica. Da questa scelta deriva il valore

1004
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22 䡲 Il campo magnetico

della permeabilità magnetica del vuoto: esplicitando la (15) in termini di n0 e ponendo

I1 = I2 = 1 A d=L=1m F = 2 ·10–7 N

si ha infatti
2 r ^1 mh
^2 $ 10-7 Nh = 4 r $ 10-7 N A2
2rd
n0 = F=
I1 I2 L ^ 1 Ah ^ 1 Ah ^1 mh

L’unità di misura N/A2 equivale all’unità T·m/A utilizzata in precedenza per n0. Ricordan-
do la definizione di tesla, 1 T = 1 N/(A·m), si ha

T$m N m N
= = 2
A A$m A A

La definizione operativa di coulomb segue da quella di ampere:

1 coulomb è la quantità di carica che attraversa in 1 s la sezione di un filo in cui scorre


una corrente elettrica di 1 ampere.

Campi magnetici generati da spire e bobine percorse


da corrente
Una spira circolare percorsa da corrente genera un campo magnetico. Le linee del campo
sono simmetriche rispetto all’asse passante per il centro della spira e perpendicolare al
piano su cui essa giace. Si nota inoltre che
앫 all’interno della spira le linee del campo sono più dense e quindi il campo magnetico è
più intenso;
앫 lungo l’asse della spira si trova una linea di campo rettilinea: in tutti i punti dell’asse il
campo magnetico è perpendicolare al piano della spira;
앫 il verso delle linee del campo è quello del pollice della mano destra quando le altre dita
si avvolgono nel senso della corrente nella spira.

I
R
P B
I

Nel centro di una spira circolare di raggio R in cui scorre una corrente I il campo magnetico
ha intensità
n0 I
B= (16)
2 R

Il campo magnetico al centro di una bobina formata da N spire è la somma dei campi
generati da ogni singola spira: quando in una bobina di raggio R scorre una corrente I

1005
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Elettromagnetismo

l’intensità del campo al centro di essa è


n0 I
B=N
2 R

Una spira o una bobina attraversate da corrente generano un campo magnetico del tutto
simile a quello di un magnete a barra.

N S

Una spira o una bobina si comportano quindi in modo simile a un magnete a barra: due
spire percorse da corrente

1 si attraggono se le correnti scorrono


nello stesso verso;
I I

F ––F
F

2 si respingono se scorrono in versi op-


posti.
I I

–F F

Campo magnetico generato da un solenoide percorso


da corrente
Un solenoide è un avvolgimento di filo elicoidale molto compatto che ha una certa esten-
sione spaziale; in genere la lunghezza del solenoide è molto maggiore del diametro delle sue
spire. In ogni punto dello spazio il campo magnetico è la somma vettoriale dei campi pro-
dotti dalle singole spire. Per comprendere le caratteristiche del campo magnetico generato
da un solenoide percorso da corrente supponiamo di costruirlo a partire da un avvolgimen-
to molto rado e poi «addensare» le spire una vicina all’altra.

1006
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22 䡲 Il campo magnetico

1 Quando le spire consecutive sono piuttosto lontane


fra loro il campo magnetico vicino a ciascuna di esse è
molto simile a quello di un filo percorso da corrente:
앫 nei punti all’interno del solenoide i campi hanno prati-
camente stessa direzione e stesso verso, per cui si ad-
dizionano in modo costruttivo;
앫 nei punti all’esterno del solenoide i campi generati dal-
le parti più vicine delle spire sono praticamente uguali
e opposti a quelli generati dalle parti più lontane, per
cui tendono ad annullarsi.

2 Compattando le spire, il campo magnetico

앫 all’interno del solenoide diventa quasi uniforme e pa-


rallelo all’asse del solenoide;
앫 all’esterno del solenoide diventa molto piccolo da esse-
re in pratica trascurabile.

Nel caso ideale, un solenoide di lunghezza infinita percorso da corrente genera al suo inter-
no un campo magnetico uniforme parallelo al suo asse, mentre all’esterno non genera alcun
campo magnetico.
Come si dimostra nel paragrafo successivo (teorema di Ampère)

il modulo del campo magnetico all’interno di un solenoide ideale con n spire per unità di
lunghezza e attraversato da una corrente I è

B = n0 n I (17)

DENTRO LA LEGGE

앫 La direzione del campo Bv è parallela all’asse del solenoide.


v è quello del pollice della mano destra quando le altre dita si avvol-
앫 Il verso del campo B
gono nel senso della corrente.
앫 Il campo magnetico non dipende dal diametro del solenoide.
앫 In pratica un solenoide con una lunghezza molto maggiore del diametro approssima
bene il caso ideale.
앫 Per un solenoide reale lungo L e formato da N spire n = N/L, quindi un solenoide reale
genera al suo interno un campo magnetico di modulo

NI
B = n0 (18)
L

1007
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Elettromagnetismo

Esempio
Un solenoide attraversato da una corrente di 1 A produce al suo interno un campo magneti-
co comparabile a quello presente sulla superficie terrestre (5 ·10–5 T) quando ha un numero
di spire per unità di lunghezza uguale a

B 5 $ 10-5 T
n= = = 40 spire m
n0 I ^ 4 r $ 10-7 T $ m Ah ^ 1 Ah

MINDBUILDING Il campo magnetico all’estremità di un solenoide

Il campo magnetico alle estremità di un solenoide reale può essere stimato mediante il
seguente ragionamento. Consideriamo un solenoide con n spire per unità di lunghezza at-
traversato da una corrente I.

1 Il campo nel punto P al centro del sole- 2 Supponiamo di dividere il solenoide in


noide ha modulo due e di separare le metà di una distanza
molto piccola. Ciascuna di esse genera nel
B = n0 n I punto P un campo magnetico di intensità
B', per cui il campo totale in P ha intensità
2 B'.

B P B B’ P B’

I I I I I I

Il campo magnetico totale in P rimane praticamente invariato a seguito della divisione,


quindi

2 B l = n0 n I

ossia
1
Bl = n0 n I
2

Concludiamo che l’intensità del campo magnetico all’estremità di un solenoide è circa la


metà di quella nel suo interno.

6 Circuitazione e flusso del campo


magnetico
Analogamente a quanto avviene per il campo elettrico, l’introduzione di grandezze mate-
matiche complesse come la circuitazione e il flusso permette di evidenziare in modo chiaro
e sintetico proprietà fondamentali del campo magnetico.

1008
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

La circuitazione del campo magnetico


Consideriamo all’interno di un campo magnetico B v una curva chiusa c e fissiamo un verso
di percorrenza su di essa. In modo del tutto analogo al calcolo della circuitazione di un
campo elettrico (capitolo «Il potenziale elettrico», paragrafo 3), si suddivide la curva c in
porzioni così piccole che
앫 ogni porzione può essere considerata rettilinea e identificata col vettore spostamento
Tvs i fra i suoi estremi;
앫 il campo magnetico B v è praticamente uniforme lungo ciascuno degli spostamenti Tvs .
i i

B
B
B

B B2
θ2
B
Δs2 B1
θ1

B
γ Δs1

In ciascuna delle porzioni in cui è stata suddivisa c si calcola il prodotto scalare

v : Tvs
B i i

La somma di tutti questi contributi è detta circuitazione Cc ^B


v h del campo B
v lungo la
curva chiusa orientata c:

Cc ^ B
vh = B
n
v : Tvs + B
v : Tvs + f + B
v : Tvs = / v : Tvs
B (19)
1 1 2 2 n n i i
i=1

Il teorema di Ampère
v viene calcolata lungo una curva chiusa c. Una corrente si dice conca-
La circuitazione di B
tenata a c se attraversa la superficie che ha come bordo c.
Il campo magnetico gode di una fondamentale proprietà che è nota come teorema di
Ampère:

v lungo una curva chiusa c è


la circuitazione del campo elettrico B

C c ^B
vh = n
n
0 / Ik (20)
k=1

dove la sommatoria è estesa alle correnti concatenate a c.

1009
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Elettromagnetismo

DENTRO LA LEGGE

앫 La corrente concatenata ha segno positivo se genera su c un campo magnetico che ha


lo stesso verso con cui viene percorsa la curva, mentre ha segno negativo se il verso è
opposto.

Nel caso mostrato in figura:


I2
I3 I1 non è concatenata a c;
I2 < 0 perché genera su c un campo B v con verso opposto
I1 a quello di percorrenza della curva;
I > 0 perché genera su c un campo B v con lo stesso verso
3

γ di percorrenza della curva.


Quindi

Cc ^ B
v h = n ^I - I h
0 3 2

앫 Il teorema di Ampère vale solo nel caso di correnti stazionarie, cioè che non cambiano
nel tempo. La generalizzazione del teorema di Ampère al caso di situazioni non stazio-
narie è analizzata nel capitolo seguente.

Ci limitiamo a mostrare che il teorema di Ampère deriva dalla legge di Biot-Savart nel caso
particolare di un filo rettilineo indefinitamente esteso e percorso da una corrente I.
Il campo magnetico generato dal filo ha modulo uniforme su qualunque circonferenza per-
pendicolare al filo e centrata su di esso. Scegliamo come curva c una circonferenza di rag-
gio r che coincide con una linea del campo magnetico generato dal filo e dividiamola in n
tratti elementari Tvs 1 , Tvs 2 , ..., Tvs n .

B3
Δs3

Δs2
Δs1 B2

B1

In ciascun tratto elementare il campo magnetico è sempre parallelo allo spostamento, per cui
v : Tvs = B Ts
B k k k k

La circuitazione (19) diviene


C c ^B
vh =
n
/ B k Ts k (21)
k=1

Il modulo del campo magnetico sulla circonferenza è uniforme e vale per la legge di Biot-
Savart
n0 I
B=
2r r

1010
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22 䡲 Il campo magnetico

Tutti i fattori Bk nella (21) sono pertanto uguali:

C c ^B
vh =
n n
n0 I n0 I
/ 2r r
Ts k =
2r r
/ Ts k (22)
k=1 k=1

La somma di tutti i cammini approssima la lunghezza 2rr della circonferenza tanto meglio
quanto più piccoli sono i cammini Dsi ; quando Dsi tende a zero la (22) diviene

C c ^B
v h = n0 I
n
n0 I
2r r
/ Ts k =
2r r
2rr = n0 I
k=1

che è l’espressione del teorema di Ampère nel caso di una sola corrente I concatenata a c.

Il campo magnetico di un solenoide come applicazione


del teorema di Ampère
In modo analogo al teorema di Gauss per il campo elettrico, il teorema di Ampère consente
di determinare il campo magnetico generato da correnti dotate di particolari simmetrie.
Consideriamo per esempio un solenoide ideale, con n spire per unità di lunghezza e per-
corso da una corrente I. Dall’analisi condotta nel paragrafo precedente, il campo è nullo
all’esterno mentre all’interno è uniforme e parallelo all’asse del solenoide.
Per determinare il campo magnetico all’interno del solenoide calcoliamo la circuitazione di
v lungo una curva c che mantenga la simmetria della sorgente di campo, cioè la corrente
B
che attraversa il solenoide.

L
D C
I

A B
B

Calcoliamo la circuitazione come somma di quattro contributi:


v è uniforme e parallelo all’asse del solenoide
앫 tratto AB interno al solenoide; il campo B
per motivi di simmetria e ha lo stesso verso del cammino AB;
v è nullo;
앫 tratto CD esterno al solenoide; il campo B
앫 tratti BC e DA; il campo o è nullo o è perpendicolare al cammino.
I tratti BC, CD e DA danno quindi un contributo nullo alla circuitazione, che pertanto si
riduce a

C c ^B
v h = C ^B
AB
vh = LB (23)

Le correnti concatenate a c sono quelle che scorrono nelle N = nL spire del solenoide che
intersecano il rettangolo ABCD: il loro segno è positivo perché generano un campo magne-
tico nel verso di percorrenza di c. Per il teorema di Ampère

C c ^B
vh = n nLI
0

1011
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Elettromagnetismo

Sostituendo l’espressione per la circuitazione (23), si ottiene il modulo del campo magnetico
di un solenoide ideale attraversato da una corrente I:

L B = n0 n L I

ossia
B = n0 n I
in accordo con il risultato (17).

Il flusso del campo magnetico


Il flusso del campo magnetico attraverso una superficie si calcola in modo del tutto analogo
al caso elettrico:
Bk 앫 si suddivide la superficie S in n superfici DS1, DS2, ..., DSn così piccole che ciascuna di
esse può essere considerata

ΔAk – una superficie piana;


– immersa in un campo uniforme B v : in ogni suo punto il campo ha lo stesso valore;
θ
v attraverso ciascuna superficie DS , DS , ..., DS ; per
앫 si calcola il flusso del campo B
^ h
1 2 n
v
esempio, il flusso U k B attraverso la superficie k-esima che ha vettore area TA v ed è
k
ΔSk v è
immersa nel campo costante B k

U k ^B
vh = B
k
v = B TA cos j
v : TA
k k k k

앫 si calcola il flusso totale U S ^B


v h attraverso la superficie S come somma dei flussi attra-
verso le superfici DS1, DS2, ..., DSn:

U S ^B
vh = B
n
v +B
v : TA v +f+B
v : TA v =
v : TA / v
v : TA
B (24)
1 1 2 2 n n k k
k=1

Il teorema di Gauss per il campo magnetico


Mediante il concetto di flusso di può formulare una delle proprietà fondamentali del campo
magnetico, nota come teorema di Gauss:

il flusso del campo magnetico attraverso una qualsiasi superficie chiusa è nullo

U S ^B
vh = 0 (25)

Il teorema di Gauss è una conseguenza del fatto che non esistono i monopòli magnetici.
Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa S è diverso da zero solo se
S racchiude una carica elettrica netta. Poiché una superficie non può racchiudere un polo
magnetico separato dal suo opposto, al suo interno il numero di poli nord deve uguagliare
quello dei poli sud.
v equivale al fatto che le linee del
In termini di linee di campo, questa caratteristica di B
campo magnetico non hanno origine o fine in un punto, magari un polo, ma sono chiuse
o si estendono all’infinito. Non è quindi possibile che su una qualsiasi superficie chiusa il
numero di linee di campo entranti sia diverso da quello delle linee uscenti.

1012
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22 䡲 Il campo magnetico

Le proprietà fin qui enunciate nel caso di dipoli magnetici valgono invariate anche per
i campi magnetici generati da correnti perché, dal punto di vista degli effetti magnetici,
un insieme opportuno di spire può essere reso del tutto equivalente a un qualsiasi dipolo
magnetico.

7 Le proprietà magnetiche della materia


Il primo tentativo di spiegare il magnetismo come effetto macroscopico di correnti micro-
scopiche che scorrono all’interno della materia è dovuto ad Ampère, in un’epoca in cui non
si conoscevano né gli atomi né gli elettroni.
Oggi sappiamo che il magnetismo è dovuto alle proprietà e ai moti dell’elettrone all’interno
di atomi e molecole e che una sua completa spiegazione è possibile solo nell’ambito di una
teoria fisica estremamente complessa, la meccanica quantistica.
Ci limitiamo quindi a fornire una descrizione degli effetti che esibiscono i materiali quando
sono immersi in un campo magnetico esterno.

Diamagnetismo, paramagnetismo, ferromagnetismo


Le proprietà magnetiche dei materiali possono essere evidenziate ponendo piccoli campio-
ni in un campo magnetico molto intenso e non uniforme. Si osservano tre comportamenti
distinti, che confrontiamo di volta in volta con effetti analoghi su spire di corrente o dipoli
magnetici.

Sostanze diamagnetiche

1 Sul campione agisce una debolissima forza repulsi- 2 Si avrebbe lo stesso effetto nel caso di una spira con
va, che tende a spostarlo verso la zona in cui il campo momento magnetico m v in verso opposto a quello del
magnetico è meno intenso. Presentano questa caratteri- v
campo B o di un dipolo magnetico con i poli invertiti ri-
stica le sostanze diamagnetiche. v.
spetto a quelli del campo B

F
m

Le sostanze con il comportamento diamagnetico più marcato sono il bismuto, l’acqua,


l’argento e il rame. In realtà il diamagnetismo si presenta in tutte le sostanze comuni, ma
per molte di esse il diamagnetismo viene mascherato da altri fenomeni che provocano
effetti ben maggiori.

1013
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Elettromagnetismo

Sostanze paramagnetiche

1 Sul campione agisce una debolissima forza attratti- 2 Si presenta lo stesso effetto nel caso di una spira con
va, che tende a spostarlo verso la zona in cui il campo momento magnetico m v avente lo stesso verso del campo
magnetico è più intenso. Le sostanze che hanno questa v o di un dipolo magnetico con i poli disposti nello stes-
B
caratteristica sono dette paramagnetiche. so modo del campo B v.

m
F

Sono sostanze paramagnetiche l’alluminio, il magnesio, il tungsteno e l’ossigeno.

Sostanze ferromagnetiche

1 Sul campione agisce una forza attrattiva molto gran- 2 Si presenta lo stesso effetto nel caso di una spira con
de, che tende a spostarlo verso la zona in cui il campo un grande momento magnetico m v nello stesso verso del
magnetico è più intenso. Hanno questa caratteristica le campo B v o di un dipolo magnetico con i poli disposti
sostanze ferromagnetiche, come ferro, cobalto, nichel e nello stesso modo del campo B v.
loro leghe.

I
F

La permeabilità magnetica relativa


Consideriamo un campione di materia immerso in un campo magnetico B v . La forza che
0
v v
esso risente è dovuta all’interazione fra B 0 e il campo magnetico B m che si crea al suo
v .
interno per effetto di B 0

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22 䡲 Il campo magnetico

Il campo magnetico totale Bv , cioè il campo che è rilevato da correnti o particelle poste nelle
vicinanze, è la loro somma vettoriale:
v =B
B v +Bv (26)
0 m

Tenendo presente quanto discusso precedentemente, vediamo i casi delle sostanze non
ferromagnetiche.

Sostanze diamagnetiche Sostanze paramagnetiche

Il campo Bv Il campo Bv
m m
v ;
앫 si origina solo quando è presente il campo B v ;
앫 si origina solo quando è presente il campo B
0 0
v
앫 ha verso opposto a B 0 ; v
앫 ha il verso di B 0 ;
v .
앫 ha intensità piccola e proporzionale a B v .
앫 ha intensità piccola e proporzionale a B
0 0

B0 B0 Bm

B Bm B

Si può quindi scrivere


v =n B
B v
r 0

La costante μr è detta permeabilità magnetica relativa della sostanza ed è un numero


privo di dimensioni. Le sostanze diamagnetiche hanno una permeabilità relativa minore di
1, quelle paramagnetiche maggiore di 1. In entrambi i casi, la permeabilità relativa è molto
vicina a 1: per questa ragione gli effetti dovuti a diamagnetismo e paramagnetismo non
sono facilmente osservabili.

Permeabilità magnetica relativa nr di alcune sostanze (a 20 °C)

Sostanza nr Sostanza nr

Bismuto 0,99983 Ossigeno 1,00000209

Acqua 0,999910 Sodio 1,000008

Mercurio 0,999968 Magnesio 1,000012

Argento 0,999981 Alluminio 1,000021

Vetro 0,999987 Tungsteno 1,000068

Rame 0,999990 Platino 1,00021

Idrogeno 0,9999999979 Cromo 1,00033

Aria 1,00000036 Palladio 1,00078

L’isteresi magnetica
La permeabilità magnetica delle sostanze ferromagnetiche è molto elevata ma non ha un
valore costante perché il campo Bv non è proporzionale al campo esterno B v e dipende
m 0
dalle magnetizzazioni avvenute in precedenza.
Per studiare questi effetti si utilizza un solenoide all’interno del quale è posto un cilindro di
materiale ferromagnetico che non è stato magnetizzato dopo la fusione. Variando la corren-
te nel solenoide si modifica il campo B v e si registra il campo totale Bv.
0

1015
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Elettromagnetismo

1 Inizialmente il cilindro non è magnetizzato: all’au- 2 Diminuendo l’intensità di corrente nel solenoide,
mentare della corrente nel solenoide, il campo Bv cresce il campo B v diminuisce. Quando il campo del solenoide
fino a raggiungere in P il valore di saturazione. Un ulte- v non
si annulla, il campo totale mantiene un valore B res
v non provoca un aumento del campo
riore aumento di B nullo: il cilindro ha mantenuto una magnetizzazione re-
0
magnetico Bv che ha origine nel materiale. sidua ed è diventato un magnete permanente. Questo fe-
m
nomeno è detto isteresi.

B B
Bm P Bm P

Bres

O B0 B O B0 B

Per annullare la magnetizzazione del cilindro si deve invertire il senso della corrente nel
solenoide in modo da creare un campo in verso opposto al precedente (punto Q).
Aumentando l’intensità di corrente, l’intensità di Bv cresce fino a raggiungere il valore di
v allo stesso valore
saturazione in R. Se si varia la corrente in modo da riportare il campo B 0
che aveva in P, si ottiene la curva detta curva di isteresi, che non passa più per lo stato in
v =B
cui B v = 0.
0

B
Bm P

Bres

–B0 Q
O B0 B

–Bres

R –Bm

Dopo la prima magnetizzazione, un materiale ferromagnetico mantiene una magnetizzazio-


ne residua anche in assenza di campi magnetici esterni.
Per smagnetizzare completamente un materiale ferromagnetico bisogna scaldarlo supe-
rando una ben determinata temperatura, detta temperatura di Curie, dal nome del fisico

1016
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22 䡲 Il campo magnetico

francese Pierre Curie (1859-1906). Questa temperatura dipende dal materiale: per esempio
è 770 °C per il ferro e 290°C per il mumetal.
Oltre la temperatura di Curie il materiale diventa paramagnetico e non mantiene un campo
residuo in assenza di campi esterni.

L’elettromagnete
Il valore massimo della permeabilità relativa dei materiali ferromagnetici può essere molto
elevato: per esempio, μr = 7·103 per il ferro dolce e μr = 105 per la lega mumetal (Ni 77%, Fe
16%, Cu 5%, Cr 2%).
Questo permette di costruire calamite molto potenti dette elettromagneti, formati da un so-
lenoide avvolto attorno a un nucleo di materiale ferromagnetico, che amplifica di centinaia
di volte l’intensità del campo prodotto dalla sola corrente. Gli elettromagneti sono impiega-
ti in molteplici situazioni anche grazie al fatto che, agendo opportunamente sulla corrente,
si può modularne l’intensità del campo fino ad annullarlo secondo le necessità.

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Elettromagnetismo

MINDBUILDING L’eterna lotta tra ordine e caos

Gli atomi dei materiali paramagnetici e ferromagnetici possiedono un momento magnetico


permanente: per semplicità possiamo immaginare che si comportino come microscopiche
spire percorse da corrente.
In presenza di un campo magnetico esterno B v 0 , questi momenti magnetici tendono ad alli-
v
nearsi lungo B 0 e quindi a rinforzare la sua intensità, ma lo stabilirsi di una configurazione
ordinata è impedito dall’agitazione termica. Infatti l’energia di agitazione termica (6 ·10–21 J)
di ciascuno di essi è circa 200 volte maggiore dell’energia con cui interagisce con un campo
esterno di 1 T (3 ·10–21 J).
Il debole campo B v m che si forma nel materiale paramagnetico è quindi un effetto statistico
di una miriade di momentanei allineamenti parziali dei momenti magnetici atomici lungo
il campo esterno, allineamenti subito distrutti dagli scambi energetici dovuti all’agitazione
termica. Quando l’elemento ordinatore, cioè il campo esterno, viene meno, l’agitazione ter-
mica ha il sopravvento e il materiale perde la sua magnetizzazione.
Nel caso delle sostanze ferromagnetiche, i momenti magnetici atomici sono più intensi
e danno luogo ad allineamenti fra atomi adiacenti che formano regioni microscopiche,
dette domìni di Weiss, in cui il campo magnetico locale è piuttosto forte. Questi do-
mìni sono però orientati in modo casuale e formano un campo magnetico totale poco
intenso.

R. Celotta / National Istitute of Standards and Technology

v 0 , questi domìni tendono a orientarsi lungo la direzione


In presenza di un campo esterno B
v
di B 0 e generano un campo magnetico totale molto più intenso di Bv 0.

Quando il campo esterno viene meno, nel materiale rimane una magnetizzazione residua
dovuta al parziale allineamento dei domìni al suo interno, che mantengono il loro legame
anche in presenza dell’agitazione termica.
Ma l’innalzamento della temperatura provoca un aumento dell’energia di questi moti ca-
suali, che riescono a distruggere l’ordine dei domìni quando viene superata la temperatura
di Curie del materiale. A questo punto la magnetizzazione residua si annulla: raffreddando-
si, il materiale non mantiene alcuna magnetizzazione. L’ordine è perduto e il caos ha preso
il sopravvento.

1018
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LE FORMULE
IL CAMPO MAGNETICO E I FENOMENI MAGNETICI

Intensità del campo magnetico Forza magnetica su un filo percorso


da corrente
F
Unità: T B= v = ILv # B
v
Q v= F

Legge di Biot-Savart
Forza di Lorentz Permeabilità magnetica del vuoto: n0 = 4r·10–7 T·m/A

v = Q vv # B
F v n0 I
B=
2r r
Traiettoria circolare di una carica Forze magnetiche tra fili percorsi
in un campo magnetico uniforme da correnti
mv n0 I 1 I 2
r= F= L
QB 2r d

Momento torcente Campo magnetico


al centro di una spira
Su una spira: M v #B
v = IA v
n0 I
B=
Unità: N·m 2 R

Su una bobina: M v #B
v = NI A v Campo magnetico
al centro di una bobina
Momento magnetico n0 I
B=N
2 R
Di una spira: v
v = IA
m
Campo magnetico in un solenoide
Unità: A·m2
NI
Di una bobina: v B = n0 n I = n0
nv = NIA L

Circuitazione del campo magnetico Flusso del campo magnetico

Cc ^ B
vh = US ^ B
vh =
n n
/ v : Tvs
B / B v
v : TA
i i k k
i=1 k=1

Teorema di Ampère Teorema di Gauss


per il campo magnetico
C c ^B
vh = n
n
/ Ik
U S ^B
vh = 0
0
k=1

v
Circuitazione di B Correnti Flusso attraverso una superficie chiusa
lungo una curva chiusa concatenate a c

1019
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20 test (30 minuti)

ESERCIZI TEST INTERATTIVI

2 L’intensità del campo magnetico 䊳 Quanto deve valere il campo magnetico in questa
ESERCIZI

fase di accelerazione per mantenerli sull’orbita?


[0,5 gauss]
1 QUANTO?
쐌쐌쐌
Un magnete permanente di neodimio-cobalto può
generare in prossimità della sua superficie un cam- 8 Un protone si muove con una velocità di 4,0 ·106 m/s,
쐌쐌쐌
po magnetico di 2 T. nel verso positivo dell’asse x, in un campo magneti-
䊳 Quanto vale tale campo in gauss? [2 ·104 gauss] co di 2,0 T, orientato nel verso positivo dell’asse z.
䊳 Determina la forza che agisce sul protone.

2 QUANTO? [1,3 pN nella direzione –y]


쐌쐌쐌
Considera il magnete dell’esercizio precedente.
䊳 Quanto è più intenso del campo magnetico terre- 9 Una carica di –2,0 nC si muove con una velocità di
쐌쐌쐌
stre? [4 ·105] 3,0 ·106 m/s nel verso negativo dell’asse x. Calcola
la forza che agisce sulla carica in presenza di un
3 Su una carica Q = 1,5 μC in moto con una velocità campo magnetico
쐌쐌쐌 䊳 con intensità di 0,6 T nel verso positivo dell’as-
di 5,2 ·102 m/s si osserva una forza magnetica di
36 μN. se y;
䊳 Qual è l’intensità del campo magnetico nella dire- 䊳 di 0,4 T nel verso positivo dell’asse z;

zione perpendicolare alla velocità? [46 mT] 䊳 di 1,3 T nel verso positivo dell’asse x.
[3,6 mN lungo z; 2,4 mN lungo – y; 0 N lungo x]

4 Una particella di carica 3,4 μC si muove con una


쐌쐌쐌
velocità di 4,4 ·103 m/s in un campo magnetico di 10 Una particella di carica 3,0 nC si muove nel verso
쐌쐌쐌
1,5 ·103 gauss. positivo dell’asse x con velocità di 4,0 ·106 m/s. È
䊳 Calcola la forza se la particella si muove in dire- soggetta a una forza di 2,4 ·10–2 N nel verso positi-
zione parallela al campo, in direzione perpendico- vo dell’asse z.
lare al campo e in una direzione che forma un 䊳 Quali informazioni puoi ottenere sulle tre compo-

angolo di 30° con il campo. [0 N; 2,2 mN; 1,1 mN] nenti del campo magnetico?
[By = 2,0 T, Bz = 0 T, Bx = sconosciuta]

5 Un elettrone all’interno di un tubo catodico si muo-


쐌쐌쐌
ve con un’energia di 3 keV. 11 Una particella di carica 2,5 nC si muove all’interno
䊳 A quale forza è sottoposto a causa del campo
쐌쐌쐌
di un campo magnetico uniforme di modulo 1,5 T e
magnetico terrestre, se è posto lungo la direzione orientato nel verso positivo dell’asse z. Calcola la
est-ovest oppure nord-sud. [8,2 ·10–18 N; 0 N] forza che agisce sulla particella nei casi in cui la
sua velocità sia:
䊳 4,0 ·102 km/s nel verso positivo dell’asse y;
3 La forza di Lorentz 䊳 8,0 ·102 km/s nel verso positivo dell’asse z;
䊳 2,0 ·102 km/s nel verso positivo dell’asse z;
6 QUANTO? 䊳 4,0 ·102 km/s nel piano yz, verso l’alto, lungo una
쐌쐌쐌
Considera un elettrone in moto a una velocità pari retta che forma un angolo di 30° con l’asse z.
a 1/10 della velocità della luce (c = 3 ·108 m/s) in [1,5 nN lungo x; 0 N; 0 N; 0,75 nN lungo x]
direzione perpendicolare a un campo magnetico di
9 T. 12 Un elettrone si muove con velocità di 5,0 ·106 m/s
䊳 Quale forza esercita il campo magnetico sull’elet- 쐌쐌쐌
nel piano xy formando un angolo di 30° con l’asse x
trone? [4 ·10–11 N] e di 60° con l’asse y. Lungo il verso positivo dell’as-
se y agisce un campo magnetico di 1,5 T.
7 QUANTO? 䊳 Quanto vale la forza agente sull’elettrone?
쐌쐌쐌
Durante un collaudo, i protoni e gli antiprotoni [1,0 pN nella direzione –z]
percorrono i primi giri dell’anello dell’acceleratore
di particelle LHC (Large Hadron Collider), che ha
un diametro di circa 9 km, a una velocità pari a
1/4 della velocità della luce.

1020
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
22 䡲 Il campo magnetico

ESEMPIO

ESERCIZI
13 쐌쐌쐌

Un selettore di velocità ha il campo magnetico di modulo 0,20 T perpendicolare a un campo elettrico di


modulo 0,40 MV/m.
䊳 Quale deve essere la velocità della particella per non essere deflessa?
䊳 Quanta energia devono avere protoni ed elettroni per attraversarlo senza deflessione?

䡵 RISOLUZIONE

䊳 La particella è sottoposta alla forza E


qE = qvB & v =
magnetica perpendicolare alla direzione B
del campo e alla forza elettrostatica lungo
la direzione del campo. Uguagliamo
l’espressione della forza magnetica e della
forza elettrostatica al fine di ottenere il
valore di quella velocità per cui la
particelle non è deviata dai campi:

䡵 Risultato numerico
B = 0,20 T 0,40 $ 10 6 V m
v= = 2,0 $ 10 6 m s
E = 0,40 MV m 0,20 T

䊳 Calcoliamo l’energia cinetica 1


Ep = mp v 2
rispettivamente per protoni ed elettroni: 2
1
Ee = me v 2
2

䡵 Risultato numerico

^1,7 $ 10-27 kg h ^2,0 $ 10 6 m sh2 = 3,4 $ 10-15 J


m p = 1,7 $ 10-27 kg 1
Ep =
m e = 9,1 $ 10-31 kg 2

^9,1 $ 10-31 kg h ^2,0 $ 10 6 m sh2 = 1,8 $ 10-18 J


v = 2,0 $ 10 6 m s 1
Ee =
2

14 Un fascio di protoni si muove nel verso positivo 䊳 Determina il periodo di questo moto.
쐌쐌쐌
dell’asse x con una velocità di 10 km/s attraverso 䊳 Qual è la velocità del protone?
una regione di campi elettrico e magnetico incrocia- 䊳 E la sua energia cinetica? [0,13 μs; 3,8 ·107 m/s; 1,2 pJ]
ti. Nel verso positivo dell’asse y c’è un campo
magnetico di modulo 0,80 T. 17 Un elettrone che ha l’energia cinetica di 25 keV
쐌쐌쐌
䊳 Calcola il modulo e la direzione orientata del cam- (1 eV = 1,6 ·10–19 J) si muove su un’orbita circolare
po elettrico per cui il fascio non viene deflesso. in un campo magnetico di 0,2 T.
[–8,0 kV/m lungo z] 䊳 Che raggio ha l’orbita?
䊳 Quanto vale il periodo del moto? [2,7 mm; 0,18 ns]
15 Ipotizza le stesse condizioni dell’esercizio preceden-
쐌쐌쐌
te, ma in presenza di elettroni al posto dei protoni. 18 Una particella alfa di carica +2 e e massa pari a
䊳 Stabilisci se questo fascio viene deflesso e, in 쐌쐌쐌
6,68 ·10–27 kg percorre un’orbita circolare di raggio
caso affermativo, in quale direzione. [No] 0,500 m in un campo magnetico di 1,40 T.
䊳 Quanto valgono periodo e modulo della velocità
16 Un protone si muove su un’orbita circolare di rag- della particella alfa?
쐌 쐌쐌
gio 80 cm, perpendicolare a un campo magnetico 䊳 E la sua energia cinetica?
uniforme di 0,5 T. [93,6 ns, 3,35 ·107 m/s; 3,76 pJ]

1021
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Elettromagnetismo

19 Una sferetta di carica 4,9 nC e di massa pari a 4 Forze e momenti agenti


ESERCIZI

쐌쐌쐌
3,1 ·10–14 kg che si muove con una velocità di su conduttori percorsi da corrente
2,3 ·104 m/s entra in un campo magnetico di 0,8 T
perpendicolare alla sua velocità. La sferetta inizia a 21 QUANTO?
percorrere delle circonferenze di raggio r. 쐌쐌쐌
I cavi superconduttori sono in grado di trasportare
䊳 Determina il raggio delle circonferenze percorse quantità impressionanti di corrente. Uno di questi
dalla sferetta. cavi è percorso da una corrente di 2 kA ed è immer-
䊳 Che forza agisce su di essa? [18 cm; 90 μN] so in un campo magnetico a esso perpendicolare, di
intensità 5 T.
20 Considera i dati dell’esercizio precedente, suppo- 䊳 Quanto vale la forza, per unità di lunghezza, che
쐌쐌쐌
nendo però che la sferetta non si muova in direzio- agisce sul cavo? [10 kN]
ne perpendicolare al campo magnetico, ma che per-
corra un’elica di raggio 12 cm. La regione di campo 22 QUANTO?
magnetico ha una lunghezza, nella direzione di 쐌쐌쐌
Due conduttori paralleli affiancati, lunghi 15 m e
avanzamento dell’elica, di 1,2 m. distanti 0,7 m, trasportano 30 kA di corrente tra gli
䊳 Dopo quanto tempo la sferetta esce dalla regione alternatori e i trasformatori in una centrale elettrica.
di campo magnetico? [69 μs] 䊳 Quanto vale la forza con cui si attraggono? [4 kN]

23 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Un segmento di filo rettilineo lungo 2,0 m, percorso da una corrente di 2,5 A, forma un angolo a = 60° con
un campo magnetico uniforme di 4,0 kgauss.
䊳 Calcola il modulo della forza che agisce sul filo.

䡵 RISOLUZIONE

Applichiamo l’equazione (6) per calcolare la v = ILv # B


F v & F = ILB sen a
forza agente sul filo:

䡵 Risultato numerico

L = 2,0 m
F = ^ 2,5 Ah ^ 2,0 mh ^ 0,40 Th
3
= 1,7 N
I = 2,5 A 2
B = 4,0 kgauss = 0,40 T
a = 60°

24 Un filo rettilineo lungo 20 cm, percorso da una cor- 䊳 Determina la forza, per unità di lunghezza, che
쐌쐌쐌
rente di 3,0 A, è immerso in un campo magnetico agisce sul filo. [11 N/m]
uniforme di 0,8 T. Il filo forma un angolo di 37° con
la direzione di B. 26 Un piccolo magnete, lungo 4,0 cm, è posto in un
䊳 Calcola il modulo della forza che agisce sul filo. 쐌쐌쐌
campo magnetico di 0,15 T. Il massimo mo-
[0,29 N]
mento di forza a cui è soggetto il magnete è di
0,20 N · m.
25 Un lungo filo parallelo all’asse x è percorso da una 䊳 Quanto vale il momento magnetico del magnete?
쐌쐌쐌 [1,3 A· m2]
corrente di 14 A nella direzione x positiva. Nella
direzione y positiva c’è un campo magnetico unifor-
me che ha il modulo di 8,0 kgauss.

1022
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22 䡲 Il campo magnetico

27 ESEMPIO 쐌쐌쐌

ESERCIZI
Una piccola bobina circolare di 20 spire è posta in un campo magnetico uniforme di 0,50 T, in modo che la
normale al piano della bobina formi un angolo di 60° con la direzione di B. Il raggio della bobina, percorsa
da una corrente di 3,0 A, è di 4,0 cm.
䊳 Determina il modulo del momento magnetico della bobina.
䊳 Calcola il momento torcente esercitato sulla bobina.

䡵 RISOLUZIONE
䊳 Il momento magnetico, dato dall’equazione v = NI r r 2
nv = NIA
(10) nel caso di N spire, è

䡵 Risultato numerico
N = 20 n = 20 ^3,0 Ah 3,14 ^4,0 $ 10-2 m h = 0,30 A $ m 2
2

I = 3,0 A
r = 4,0 $ 10-2 m
䊳 Per il calcolo del momento torcente M v #B
v = NIA v = n B sen a
utilizziamo l’equazione (12):

䡵 Risultato numerico
B = 0,50 T
M = ^ 0,30 A $ m 2h ^ 0,50 Th
3
= 0,13 N $ m
a = 60° 2
n = 0,30 A $ m 2

28 Una bobina rettangolare formata da 50 spire ha i 29 Una bobina circolare di 500 spire di raggio 0,50 cm
쐌쐌쐌 쐌쐌쐌
lati di 6,0 cm e 8,0 cm ed è percorsa da una corrente è percorsa da una corrente di 2,0 mA ed è posta in
di 2,0 A. Essa è orientata come in figura ed è imper- un campo magnetico uniforme di 0,30 T.
niata sull’asse z. Il lato sul piano xy forma un ango- 䊳 Calcola il massimo momento torcente che agisce
lo i di 45° con l’asse y. È inoltre presente un campo sulla bobina. [2,4 ·10–5 N·m]
magnetico uniforme di 15 kgauss orientato nella
direzione x positiva. 30 Un piccolo magnete lungo 5,0 cm è posto in modo
䊳 Calcola il modulo del momento magnetico della 쐌쐌쐌
da formare un angolo di 45° con la direzione di un
bobina e indica la sua direzione orientata tramite campo magnetico uniforme di 400 gauss. In questa
un disegno. situazione osservi sul magnete un momento di
䊳 Che angolo forma il momento magnetico della
0,12 N · m.
bobina con l’asse x? 䊳 Determina il momento magnetico del magnete.
䊳 Quanto vale il momento torcente esercitato dalla [4,2 A·m2]
bobina? [0,48 A·m2; 45°; 0,51 N·m]

z 31 Una bobina formata da 60 spire circolari di diame-


쐌쐌쐌
tro 3,0 cm è immersa in un campo magnetico di
I = 2,0 A 2,0 T ed è percorsa da una corrente di intensità i. Il
piano delle spire è parallelo alle linee di forza del
campo magnetico e il momento torcente a cui è sog-
8,0 cm
50 spire getta la bobina è di 0,30 N · m.
θ 䊳 Quanto vale i ? [3,5 A]
y

32 Considera la bobina dell’esercizio precedente. Il


x 6,0 cm 쐌쐌쐌
piano delle spire forma ora un angolo di 60° con le

1023
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Elettromagnetismo

linee di forza del campo magnetico. 35 Il campo magnetico a 1,0 m di distanza da un filo
ESERCIZI

쐌쐌쐌
䊳 Trova il momento torcente. [0,15 N·m] percorso da corrente è di 30 μT.
䊳 Calcola il valore della corrente. [0,15 kA]
33 Una spira quadrata di lato 5,0 cm, percorsa da una
쐌쐌쐌 36 Considera una spira circolare di raggio 15 cm per-
corrente di 6,0 A, è immersa per metà in un campo 쐌쐌쐌
magnetico uniforme di intensità 3,6 T. La normale corsa da una corrente di 6,0 A.
al piano della spira è parallela alla direzione del 䊳 Che valore ha il campo magnetico nel centro del-
campo magnetico. la spira? [2,5 ·10–5 T]
䊳 Calcola la forza e il momento torcente necessari
37 All’interno di un solenoide di N spire, lungo 20 cm,
per mantenerla in equilibrio in questa configura- 쐌쐌쐌
si misura un campo magnetico di 9,0 gauss quando
zione. [1,1 N; 0 N·m]
è percorso da una corrente di 4,0 A.
䊳 Trova il numero di spire. [36]

5 Campi magnetici generati 38 Un solenoide, di lunghezza 25 cm e composto da


da correnti elettriche 쐌쐌쐌
400 spire, è percorso da una corrente di 3,0 A.
䊳 Quanto vale il campo magnetico nel suo centro?
34 QUANTO? [6,0 mT]
쐌쐌쐌
Un filo rettilineo è percorso da una corrente di
39 Un solenoide con 3000 spire per unità di lunghezza
3,0 A. 쐌쐌쐌
䊳 Quanto vale il campo magnetico su una circonfe-
è percorso da una corrente di 2,5 A.
䊳 Determina il campo magnetico nel suo centro.
renza di raggio 15 cm concentrica al filo? [4 μT]
[9,4 mT]

40 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Due fili A e B paralleli, lunghi 1,6 m e posti a 50 mm di distanza, sono attraversati entrambi dalla stessa
corrente di intensità I, ma in verso opposto. Il modulo della forza agente su ciascun filo è di 6,4 ·10–5 N.
䊳 Calcola l’intensità della corrente I.

䡵 RISOLUZIONE

La forza che si esercita tra i fili è n0 I A I B n0 I 2 2 r dF


repulsiva, dato che le correnti hanno F= L= L & I=
2r d 2r d n0 L
verso opposto. Isoliamo l’incognita I
dall’equazione (15):

䡵 Risultato numerico

L = 1,6 m ^ 50 $ 10-3 mh ^ 6,4 $ 10-5 Nh


d = 50 $ 10-3 m I= ^ 0,5 $ 10 7 A2 Nh = 3,2 A
1,6 m
F = 6,4 $ 10-5 N
2r
= 0,5 $ 10 7 A2 N
n0

41 Due fili A e B rettilinei, percorsi da corrente, dista- 42 Due fili conduttori, paralleli e lunghi L, sono per-
쐌쐌쐌 쐌쐌쐌
no 25 cm l’uno dall’altro. Il filo A, nel quale circola corsi da corrente: 5,8 A e 8,7 A. I fili distano 10 cm
una corrente di 2,6 A, è soggetto a una forza per e si attraggono con una forza di 7,6 ·10–5 N.
unità di lunghezza di 1,3 ·10–5 N/m esercitata dal 䊳 Determina la lunghezza dei fili. [75 cm]
filo B.
䊳 Quanto vale l’intensità della corrente che fluisce 43 Un lungo filo rettilineo è percorso da una corrente
쐌쐌쐌
nel filo B? [6,3 A] di 60 A.

1024
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22 䡲 Il campo magnetico

䊳 Calcola il modulo del campo magnetico a una nella pagina. Il valore di ciascuna corrente è di 15 A.

ESERCIZI
distanza dal filo pari a 10 cm, 50 cm, 2,0 m. 䊳 Quanto vale la forza per unità di lunghezza che
[0,12 mT; 24 μT; 6,0 μT] agisce sul filo superiore?
䊳 Che intensità ha il campo magnetico B in corri-
44 Due fili paralleli sono percorsi entrambi da una
쐌쐌쐌 spondenza del filo superiore, dovuto ai due fili infe-
corrente di 12 A e distano 50 cm. La corrente flui-
riori? [0,78 mN/m verso l’alto; 9,5 nT verso destra]
sce nello stesso verso.
䊳 Calcola il modulo del campo Bv in un punto equi-
47 Due spire circolari concentriche, rispettivamente di
distante dai fili. 쐌쐌쐌
raggio 15 cm e 50 cm, sono percorse da una corren-
Il verso di una corrente viene invertito rispetto te di stessa intensità i e nella stessa direzione. Il
all’altro. campo magnetico nel loro centro è di 3,0 ·10–4 T.
䊳 Calcola il modulo del campo Bv in un punto equi-
䊳 Calcola il valore di i. [55 A]
distante dai fili. [0 T; 19 μT]
48 Osserva la figura.
45 Un filo rettilineo è percorso da una corrente i. Una 쐌쐌쐌
쐌쐌쐌 䊳 Quanto vale il campo magnetico nel punto P ?
particella di carica 3,7 μC si muove a una distanza di [2,4 ·10–5 T]
7,0 mm con una velocità di 9,0 ·104 m/s parallelamen-
te al filo in verso opposto a quello della corrente. La
particella è soggetta a una forza di intensità 0,36 mN.
䊳 Qual è il valore di i ? [38 A]

46 Tre lunghi fili, rettilinei e paralleli, passano attraver- cm


쐌쐌쐌
15 A 20
so i vertici di un triangolo equilatero di 10 cm di lato,
come mostrato in figura, dove il puntino indica la cor- P
rente uscente della pagina e la croce quella entrante
49 Una singola spira circolare, di raggio 10 cm e per-
쐌쐌쐌
corsa da corrente, deve produrre nel suo centro un
campo magnetico che annulli esattamente quello
terrestre all’Equatore, che è di 0,70 gauss in dire-
cm

10

zione Nord.
cm
10

䊳 Che valore deve avere la corrente che percorre la

spira.
䊳 Fai un disegno che mostri l’orientazione della
10 cm
spira e della corrente. [11 A]

50 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Un solenoide, costituito da 300 spire di raggio 2,7 cm, è attraversato da una corrente di 4,0 A e occupa un
volume di 7,8 ·10–4 m3. Una particella, che si muove all’interno con una velocità 9,7 ·102 m/s e che forma un
angolo i = 9° rispetto all’asse del solenoide, è sottoposta a una forza 70 μN.
䊳 Calcola la carica della particella.

䡵 RISOLUZIONE

Sulla particella agisce una forza N


*
B = n0 I N
magnetica a causa del campo L & B = n0 rr2 I
2 V
magnetico B all’interno del solenoide V = rr L
dato dall’equazione (18). Per calcolare
la lunghezza L del solenoide
utilizziamo l’informazione sul suo 䊳
volume:

1025
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ESERCIZI Elettromagnetismo

La forza che agisce sulla particella è la v = Qvv # B


F v = QvB sen i
forza di Lorentz data dall’equazione (4) :
N
F = Qv n 0 r r 2 I sen i
V

Per calcolare la carica della particella FV


Q=
isoliamo Q dall’ultima equazione: v n0 N r r 2 I sen i

䡵 Risultato numerico

I = 4,0 A ^ 70 $ 10-6 Nh ^ 7,8 $ 10-4 m 3h


Q= $
V = 7,8 $ 10-4 m 3 ^ 9,7 $ 10 2 m sh ^ 4 $ 3,14 $ 10-7 T · m Ah ^ 300h ^ 3,14h
N = 300
r = 2,7 $ 10-2 m 1
$ = 1,0 $ 10-4 C
i = 9° ^ 2,7 $ 10
-2
mh ^ 4,0 Ah ^ sen 9¡ h
2

v = 9,7 $ 10 2 m s
n0 = 4 r $ 10-7 T : m A
F = 70 n N = 70 $ 10-6 N

51 All’interno di un solenoide lungo 25 cm, costituito 54 Due spire quadrate identiche di lato 15 cm sono
쐌쐌쐌 쐌쐌쐌
da 350 spire e percorso da una corrente di 4,8 A, disposte una di fronte all’altra a una distanza di
una particella, con una carica di 90 nC, si muove 5,0 mm. Le spire sono attraversate da una corren-
perpendicolarmente alle linee del campo magneti- te di 9,0 A entrambe nello stesso verso. Considera
co. In queste condizioni la particella è sottoposta a i fili come infiniti e fai le opportune approssima-
una forza di 40 μN. zioni.
䊳 Con quale velocità si muove la particella? 䊳 Determina il modulo della forza attrattiva.
[5,3 ·104 m/s] [1,9 mN]

52 Considera i dati dell’esercizio precedente.


쐌쐌쐌 55 In figura sono mostrate due semicirconferenze con-
䊳 Quale direzione deve avere la velocità della parti- 쐌쐌쐌
cella affinché agisca su di essa una forza nulla? centriche in P.
䊳 E affinché agisca una forza tripla rispetto alla
䊳 Calcola il campo magnetico nel punto P.
>B = nH
n0 I 1
d
precedente? [Lungo l’asse del solenoide; mai] 1
-
4 R1 R2

53 Tre fili conduttori rettilinei A, B e C, di uguale lun-


쐌쐌쐌 I
ghezza, posti parallelamente tra di loro e su uno
stesso piano, sono percorsi dalle seguenti correnti,
tutte nello stesso verso: iA = 5,0 A, iB = 7,0 A e
iC = 9,0 A. Il filo A e il filo C distano 10 cm.
䊳 Calcola a quale distanza bisogna porre il filo B,

affinché su di esso agisca una forza nulla.


P
䊳 La soluzione cambia se si inverte la corrente nel

filo B? Motiva la risposta. R1 R2


䊳 E se si inverte la corrente nel filo A? Motiva la

risposta.
䊳 Determina le nuove soluzioni.
[Tra A e C a 3,6 cm da A; tra A e C a 3,6 cm da A; a 13 cm
da A sul prolungamento del segmento AC]

1026
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22 䡲 Il campo magnetico

6 Circuitazione e flusso del campo la circuitazione del campo B lungo una linea per-

ESERCIZI
magnetico corsa in senso antiorario che racchiude i tre fili nei
seguenti casi:
䊳 le correnti sono tutte uscenti;
56 QUANTO?
쐌쐌 쐌 䊳 le correnti sono tutte entranti;
Considera una spira di raggio 3 mm percorsa da
䊳 i1 e i2 sono entranti mentre i3 è uscente.
una corrente di 0,2 A.
[15 μT· m; –15 μT· m; 0 μT· m]
䊳 Quanto vale il flusso del campo magnetico attra-

verso una superficie sferica di raggio 1 cm posta


intorno alla spira? [0 T· m2] 61 Quattro fili sono percorsi da correnti di uguale
쐌쐌쐌
intensità i, ma con direzioni differenti. La circuita-
zione del campo B lungo una linea chiusa che li
57 QUANTO?
쐌쐌 쐌 racchiude tutti è nulla.
Considera un filo percorso da una corrente di 10 A.
䊳 Trova la direzione della corrente nei quattro fili.
䊳 Quanto vale la circuitazione del campo magneti-
[La configurazione esatta non si può stabilire, ma devono
co lungo una semicirconferenza aperta posta essere due in un verso e due in quello opposto]
intorno al filo? [6 μT· m]

62 Quattro fili sono percorsi rispettivamente dalle cor-


58 Un cilindro di raggio 3,0 cm è posto in un campo 쐌쐌쐌
쐌쐌 쐌 renti i1 = 2 i4, i2 = i4 e i3 = 2 i4, tutte nello stesso ver-
magnetico uniforme di 3,0 T. so. La circuitazione del campo B lungo una curva
䊳 Determina il flusso uscente dalla superficie to-
chiusa concatenata con i quattro fili è di 24 μT· m.
tale. [0 T· m2] 䊳 Determina il valore di i4. [3,2 A]

59 Un filo, a forma di U, è percorso da una corrente di


쐌쐌쐌 63 Un campo magnetico ha intensità uniforme, pari a
intensità di 5,7 A. 쐌쐌쐌
103 gauss, all’interno di un cerchio di raggio 20 cm
䊳 Quanto vale la circuitazione del campo B lungo
e forma, con la normale al piano del cerchio, un
le circonferenze indicate in figura?
angolo di 30°.
[7,2 μT· m; 0 μT· m; 0 μT· m]
䊳 Calcola il flusso magnetico attraverso la superfi-

cie circolare. [0,011 T· m2]

5,7 A 64 Riprendi l’esercizio precedente e al posto del cer-


γ1
쐌쐌쐌
chio considera una semisfera che insiste sulla stes-
sa circonferenza con la concavità rivolta nel verso
γ2
del campo.
䊳 Quanto vale il flusso?
䊳 Ripeti il calcolo nel caso in cui la concavità sia

rivolta nel verso opposto.


γ3 [0,011 T· m2; –0,011 T· m2]

60 Tre fili sono percorsi rispettivamente dalle seguen-


쐌쐌쐌
ti correnti i1= 2,0 A, i2 = 4,0 A e i3 = 6,0 A. Calcola

65 ESEMPIO 쐌 쐌쐌

Un campo magnetico di 1,2 T è perpendicolare a una bobina quadrata di 14 spire; la lunghezza L del lato
del quadrato è 5,0 cm.
䊳 Calcola il flusso magnetico attraverso la bobina.

Lo stesso campo ora forma un angolo di 60° con la normale al piano della bobina.

䊳 Calcola il flusso magnetico attraverso la bobina.

1027
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Elettromagnetismo

RISOLUZIONE
ESERCIZI

䊳 Calcoliamo il flusso del campo v : Sv = BS cos a


US = B
magnetico attraverso
l’area S di una sola spira della bobina
dall’equazione (24):

Il campo magnetico è a = 0°
perpendicolare alla sezione della US = BS
bobina, quindi la normale alla
superficie è parallela al campo
magnetico:

Il flusso totale attraverso le n spire U S tot = nBS


è dato da:

䡵 Risultato numerico
n = 14 U S tot = 14 ^1,2 Th ^5,0 $ 10-2 m h = 42 mT $ m 2
2

B = 1,2 T
L = 5,0 $ 10-2 m

䊳 Con il nuovo angolo, abbiamo: U Sl tot = nBS cos b

䡵 Risultato numerico

USl tot = 14 ^ 1,2 Th ^ 5,0 $ 10-2 mh2


n = 14 1
= 21 mT $ m 2
B = 1,2 T 2
L = 5,0 $ 10-2 m
b = 60°

66 Una spira è immersa in un campo magnetico uni- nere un flusso pari a un quarto del valore massi-
쐌쐌쐌
forme di 1,2 T con il piano della superficie perpen- mo? [76°]
dicolare alla direzione del campo e il flusso attra-
verso essa è 0,32 Wb (il weber è l’unità di misura 69 Una bobina quadrata di lato 5,0 cm è immersa in
쐌쐌쐌
del flusso nel SI: 1 Wb = 1 T· m2). un campo magnetico uniforme di 0,78 T e il suo
䊳 Determina l’area della bobina. [0,27 m2] piano forma un angolo di 65° con la direzione del
campo. La bobina ruota di 90°.
䊳 Di quanto è variato il flusso del campo magneti-
67 Una bobina circolare con raggio di 3,0 cm e 6 spire
쐌쐌쐌 co attraverso la bobina? [2,6 mT· m2]
è immersa in un campo magnetico B = 5,0 kgauss
perpendicolare alla bobina.
70 Una bobina formata da 75 spire circolari con rag-
䊳 Calcola il flusso magnetico attraverso la bobina. 쐌쐌쐌
gio di 3,0 cm ha il suo piano perpendicolare a un
Lo stesso campo ora forma un angolo di 20° con la
campo magnetico di 400 gauss.
normale al piano della bobina. 䊳 Calcola il valore del flusso magnetico.
䊳 Calcola il flusso magnetico attraverso la bobina.
Si vuole ottenere, dalla stessa bobina, un flusso
[8,5 mT· m2; 8,0 mT· m2]
magnetico di 0,015 Wb.
䊳 Quante spire deve avere la bobina?
68 Una superficie quadrata è immersa in un campo
쐌쐌쐌 [8,5 mT· m2; 133]
magnetico uniforme in modo perpendicolare rispet-
to alle linee del campo. 71 Una spira di area A ruota con velocità angolare ~
䊳 Di quanto bisogna ruotare la superficie per otte- 쐌쐌쐌
costante in un campo magnetico uniforme B.

1028
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22 䡲 Il campo magnetico

䊳 Scrivi la legge che esprime il flusso in funzione raggiungono i protoni è pari a 0,999999991 c.

ESERCIZI
del tempo per ciascuna delle condizioni iniziali 䊳 Quale dove essere l’intensità del campo magneti-
rappresentate in figura. co per mantenerli dentro l’anello? [7 ·10–4 T]
[U(t) = BA cos(~t); U(t) = BA sen(~t)]
75 Campi da guinness (1)
쐌쐌쐌
B B Nell’agosto 2011 è stato raggiunto il valore record
di 97,4 T in un magnete pulsato non distruttivo. Nei
sistemi pulsati l’elettromagnete (un solenoide lungo
n
65,0 cm) è alimentato da un banco di condensatori
n in parallelo che viene caricato lentamente. Il banco
di condensatori viene poi fatto scaricare di colpo
collegandolo al solenoide, e si genera quindi un
impulso di corrente di 150 kA della durata di qual-
che millisecondo che attraversa il solenoide.
䊳 Quanto vale la forza per unità di lunghezza che

agisce tra i cavi che portano la corrente al sole-


noide, se questi distano 20,0 cm?
䊳 Quante spire ha il solenoide?
PROBLEMI FINALI [22,5 kN/m; 336]

72 Costruire un atomo 76 Campi da guinness (2)


쐌쐌 쐌 쐌쐌쐌
Viene lanciato un elettrone in un campo magnetico Per raggiungere campi magnetici ancora più alti si
uniforme a una velocità abbastanza bassa, circa utilizzano magneti che durante l’impulso si autodi-
1 cm/s, e in direzione perpendicolare al campo. Suc- struggono a causa delle enormi forze in gioco; in
cessivamente l’intensità del campo viene aumentata questi casi la durata dell’impulso è ancora più bre-
a un valore tale che il raggio dell’orbita dell’elettro- ve, dell’ordine del microsecondo. Per esempio, pres-
ne diventa pari a quello di un atomo di idrogeno so la facility per esperimenti ad alti campi magnetici
(. 10–10 m). di Tolosa, tramite sistemi con bobina a singola spi-
䊳 Qual è il valore del campo? [6 ·10–4 T] ra si possono ottenere campi fino 260 T con spire di
8,0 mm di diametro.
73 Annulla il campo 䊳 Calcola la corrente che scorre nella spira.
쐌쐌 쐌 [1,7 MA]
Il campo magnetico terrestre avvolge il nostro piane-
ta. Volendo creare una zona neutra, cioè senza alcun 77 Navigare con Lorentz
campo, si potrebbe utilizzare un solenoide. Conside- 쐌쐌쐌
Sono allo studio sistemi di propulsione navale
ra un solenoide di 1 m (in modo che possa conside- (ipotizzati anche nel noto film Caccia a ottobre ros-
rarsi «molto lungo» anche con il diametro di una so) basati sulla forza di Lorentz. Si basano su un
decina di centimetri) con 1000 spire, in una regione grande solenoide (realizzato con bobine supercon-
in cui il campo magnetico terrestre vale 0,4 gauss. duttrici in modo da non avere dispersioni per effet-
䊳 Quanta corrente deve attraversare il solenoide
to Joule) che producono un forte campo magnetico.
per avere un campo magnetico totale nullo?
䊳 In quale verso?
[32 mA; guardando verso Nord, in senso antiorario]

74 Campo di contenimento
쐌쐌쐌
Il CERN è un enorme laboratorio, situato a Ginevra,
per lo studio delle particelle elementari. Tramite
speciali acceleratori vengono fatti scontrare tra loro
Mugu-shisai / Wikimedia Commons

dei protoni ad altissima energia per analizzare il


risultato di queste microscopiche collisioni. Prima
di una collisione i protoni ruotano all’interno di un
anello lungo 27 km e riescono a raggiungere una
velocità prossima a quella della luce. La velocità che

1029
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Campo Magnetico © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

All’interno del solenoide, che si trova immerso in erano sensibili ai campi elettrici e magnetici e che si
ESERCIZI

acqua, vengono poste due placche metalliche alle comportavano come particelle cariche negativa-
quali è collegato un generatore di corrente, in modo mente. Thomson progettò un esperimento per
da produrre una corrente nell’acqua perpendicolare determinare le caratteristiche di queste particelle.
al campo magnetico. Nel caso del catamarano pro- In un tubo a raggi catodici le particelle negative
totipo Yamato 1, realizzato in Giappone negli anni (raggi catodici) sono emesse dal catodo e sparate a
’90 e ora esposto al museo navale di Kobe, si utiliz- velocità elevata nel vuoto attraverso una zona l
zò un magnete in grado di produrre 2,0 T e un gene- dove possono agire i campi elettrico e magnetico
ratore in grado di produrre 1,9 kA tra due placche incrociati, perpendicolari rispetto alla velocità.
poste all’interno del solenoide e distanti 65 cm. Con i campi spenti il fascio non è deviato e colpisce
䊳 Determina la spinta (forza) fornita al catama- la parte centrale dello schermo. Con un campo elet-
rano. [2,5 kN] trico E (diretto verticalmente) generato da due
placche lunghe l, il fascio è deviato verticalmente
78 Effetto Hall verso l’alto o verso il basso. Si misura la deflessio-
쐌쐌쐌
Un importante esperimento per chiarire la natura ne verticale y, all’uscita della zona in cui è presente
dei portatori di carica elettrica nei conduttori fu il campo elettrico. Si regola l’intensità del campo
effettuato nel 1879 dal fisico John Hall. Egli misurò magnetico B finché la deflessione del fascio non
la differenza di potenziale che si sviluppa trasver- viene annullata. Da queste quantità è possibile
salmente a un conduttore, in cui scorre una corren- ricavare il rapporto tra la carica e la massa dell’elet-
te, quando è immerso in un campo magnetico per- trone. Il valore ottenuto sperimentalmente da
pendicolare alla corrente stessa. Considera una Thomson fu q/m = 1,76 ·1011 C/kg. Per il valore del-
sbarretta di dimensioni l # p # d in cui scorre una la carica bisognerà attendere l’esperimento di Mil-
corrente I (ricorda che I = nqvS, dove n è il numero likan del 1909.
di elettroni, q la carica dell’elettrone, v la velocità di 䊳 Mostra come dai valori di E, B, d e y è possibile
deriva e S la sezione del conduttore) immersa in un calcolare q/m. 8 q m = 2 yE ^Bl h2B
campo B. A causa della forza di Lorentz che agisce
sulle cariche in moto queste vengono deflesse e si
ha un accumulo di cariche da un lato della sbarra. 80 Separiamo le masse
쐌쐌쐌
L’accumularsi di cariche produce però un campo Lo spettrometro di massa è uno strumento che serve
elettrico che tenderà a opporsi a un ulteriore accu- a misurare la massa degli ioni. Esso separa gli ioni
mulo. All’equilibrio la forza magnetica sarà egua- aventi la stessa carica e massa diversa o, più in
gliata da quella elettrica. generale, aventi rapporto massa/carica diverso,
䊳 Quale valore della differenza di potenziale si come sono, per esempio, gli isotopi. Gli ioni prodot-
misura? ti da una sorgente passano attraverso una coppia
䊳 Il segno di questa differenza di potenziale dipen- di fenditure strette che ne definiscono la traiettoria
de dal segno dei portatori? 6 V H = IB ^nqph ; sì@ e tra le quali è applicata una differenza di poten-
ziale che produce un campo elettrico uniforme. Si
VH ottiene così un fascio di ioni che entra in una regio-
ne in cui agisce soltanto un campo magnetico B
uniforme perpendicolare alla loro velocità. Gli ioni
p si muovono lungo traiettorie circolari e, a seconda
I
della loro massa, incidono in punti diversi del rive-
latore (nei primi modelli una lastra fotografica).
d Considera uno ione di 24Mg+ (m = 3,99 ·10–26 kg),
un potenziale di 2,00 kV e un campo magnetico di
l 500 gauss.
䊳 Determina il raggio di curvatura della traiettoria

di questo ione.
79 La nascita dell’elettrone 䊳 Che differenza c’è tra il raggio di curvatura dei
쐌쐌쐌
La data di nascita dell’elettrone è il 1897, anno in cui due isotopi 24Mg e 26Mg del magnesio?
Joseph John Thomson osservò che i raggi catodici [63 cm; 3 cm]

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22 䡲 Il campo magnetico

81 ESEMPIO 쐌쐌쐌

ESERCIZI
Il primo acceleratore di particelle
Il ciclotrone è una delle prime macchine utiliz- campo campo magnetico
zata per accelerare fasci di particelle cariche elettrico uniforme
mediante un campo elettrico ad alta frequenza,
in associazione con un campo magnetico per-
pendicolare. Il principio sfruttato è la risonanza
ciclotronica. All’interno della camera a vuoto
circolare sono presenti due elettrodi semicirco-
lari cavi a forma di D. La camera è posta tra le
espansioni polari di un potente magnete. Quan-
do una particella viene introdotta tangenzial-
mente alla camera, ortogonalmente al campo
magnetico, essa viene deviata e mantenuta su
un’orbita circolare per effetto della forza di
Lorentz. Per accelerare le particelle viene appli-
cata una opportuna differenza di potenziale
alternata tra i due elettrodi, con frequenza
uguale a quella del moto circolare delle parti-
celle: durante il passaggio tra i due elettrodi, la
traiettoria della sorgente
polarità del campo elettrico è tale da accelerare particella accelerata
le particelle. Il diametro dell’orbita aumenta
con l’aumentare della velocità delle particelle
fino a quando il fascio non fuoriesce tangen-
zialmente dal bordo del dispositivo. Un dato ciclotrone, che accelera protoni (m = 1,7 ·10–27 kg, q = e), ha un
campo magnetico di 1,5 T e il raggio massimo di 0,50 m.
䊳 Calcola la frequenza di ciclotrone.
䊳 Quanto vale l’energia massima dei protoni quando essi escono dal ciclotrone?

䡵 RISOLUZIONE

䊳 L’orbita di raggio r è percorsa alla velocità 2r r


vT = 2 r r & T =
v nel periodo T dato da: v

Il raggio dell’orbita percorsa da una mv


r=
particella in un campo B perpendicolare qB
alla velocità è dato dalla equazione (5):

Sostituendo nella precedente, otteniamo 2rr 2rm


T= =
un’espressione che lega T e B: v qB

L’inverso del periodo T è la frequenza 1 qB


fc = =
di ciclotrone fc, che è indipendente dalla T 2rm
velocità della particella:

䡵 Risultato numerico

m = 1,7 $ 10-27 kg ^1,6 $ 10-19 C h ^1,5 Th


fc = = 22 MHz
q = 1,6 $ 10-19 C 2 ^3,14h ^1,7 $ 10-27 kg h
B = 1,5 T 䊳

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ESERCIZI Elettromagnetismo

䊳 I protoni hanno l’energia cinetica massima m v max q B rmax


rmax = & v max =
quando percorrono l’orbita di raggio qB m
massimo:
^q B rmax h2
1 2 1
E max = mv max =
2 2m
䡵 Risultato numerico

m = 1,7 $ 10-27 kg ^^1,6 $ 10-19 Ch ^1,5 Th ^0,50 mhh2


E= = 4,2 $ 10-12 J
q = 1,6 $ 10-19 C 2 ^ 1,7 $ 10-27 kg h
B = 1,5 T
rmax = 0,50 m

82 Deutone: chi era costui? calcolare la massa degli atomi o delle molecole.
쐌쐌쐌 Rimuovendo un elettrone da una molecola e misu-
Un deutone, costituito da un protone e da un neutro-
ne, ha una carica pari a +e e una massa pari circa al randone la traiettoria in un campo magnetico, si è in
doppio di quella del protone. Una particella alfa grado di calcolarne la massa. La molecola di un gas
(due neutroni e due protoni) ha carica +2e e la mas- ha una carica pari a quella di un elettrone, una velo-
sa che è circa quattro volte quella del protone. cità di 40 m/s e percorre un’orbita di raggio 29 cm. Il
䊳 Dimostra che la frequenza di ciclotrone è la stes- campo vale 5 ·10–5 T.
sa per i deutoni e per le particelle alfa e che que- 䊳 Di quale molecola si tratta? [Cl]
sta frequenza è la metà di quella di un protone
nello stesso campo magnetico. 86 Permanente o indotto?
쐌쐌쐌
I magneti permanenti presenti negli auricolari di
83 Un magnete gigante
쐌쐌쐌 migliore qualità sono in una lega di neodimio-ferro-
In un esperimento di Fisica è necessario generare
boro. Il campo magnetico sulla superficie di un
un campo magnetico da 5,0 T: il campione è colloca-
dischetto spesso appena 1 mm raggiunge 1,5 T. Se
to all’interno del magnete in un ambiente dove è
si volesse ottenere un simile campo con un solenoi-
realizzato il vuoto.
de dello stesso spessore, in cui scorre 1 A, ci vorreb-
䊳 Sapendo che il magnete è formato da un solenoi-
be un numero enorme di spire.
de alto 1,0 m e che assorbe 30,6 A, qual è il nume-
䊳 Stima tale numero. [1200 spire]
ro di spire che compone il solenoide?
䊳 Come si può cambiare la direzione del campo

magnetico applicato? 87 La rivincita dell’elettromagnete


쐌쐌쐌
[130 000; cambiando verso alla corrente] Considera l’esercizio precedente. Questa volta il
solenoide è pieno di ferro dolce, ma la corrente è
84 La spira più piccola… o quasi ridotta a 1/100.
쐌쐌쐌
In un modello molto semplificato dell’atomo di idro- 䊳 Stima quante spire ci vorrebbero.
geno l’elettrone ruota su un’orbita circolare di rag- [20, ma il magnete permanente ha ancora il vantaggio
gio 53 pm intorno al nucleo. Puoi pensarlo come una di non consumare corrente!]
piccola spira percorsa da corrente.
䊳 Quanto valgono il campo magnetico che agisce 88 Mappe magnetiche del cervello
sul protone e il momento magnetico dell’atomo di 쐌쐌쐌
Sensori SQUID (Superconducting Quantum Interfe-
idrogeno? [12 T; 9,3 ·10–24 A· m2] rence Devices) basati su materiali superconduttori
sono in grado di rilevare anche campi magnetici di
bassissima intensità. Sono per esempio in grado di
L’ARTE DELLA STIMA misurare i campi magnetici prodotti dalle debolissi-
me correnti che scorrono nei neuroni celebrali e rea-
85 Il detective Lorentz lizzare delle mappe del cervello chiamate magneto-
쐌쐌쐌
La forza di Lorentz è uno dei metodi utilizzati per encefalografie.

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22 䡲 Il campo magnetico

䊳 Schematizza un neurone come un filo percorso 89 Un fachiro magnetico

ESERCIZI
쐌쐌쐌
da una corrente di 5 ·10–8 A e stima il campo A un filo di rame di diametro 0,2 mm viene data
generato a 10 cm di distanza. [100 fT] forma circolare (raggio 5 cm). Questa spira è poi
immersa in un campo di 3 T e viene fatta circolare
in essa una corrente tale per cui la sua forza peso è
completamente bilanciata.
䊳 Stima il valore della corrente. [0,3 mA]

90 I dettagli della spira


쐌쐌쐌
Considera la spira dell’esercizio precedente.
䊳 Stima la potenza dissipata per effetto Joule.
䊳 Quanto vale il campo magnetico generato nel

centro dalla spira?


䊳 Se il diametro della spira (non del filo) cresce, la

corrente aumenta, diminuisce o rimane costante?

treccani.it
[15 nW; 4 nT; costante]

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CAPITOLO

23 L’induzione
elettromagnetica

Evikka / Shutterstock
1 I fenomeni dell’induzione
elettromagnetica
Una corrente continua genera un campo magnetico: è lecito quindi chiedersi se un campo
magnetico può generare una corrente elettrica. Come è facile verificare, in condizioni stazio-
narie un campo magnetico non genera una corrente elettrica: se così fosse, per alimentare
un circuito basterebbe metterlo vicino a un magnete.
Ma in particolari condizioni non stazionarie, come dimostrò per primo Michael Faraday
nel 1831, ha luogo un fenomeno, detto induzione elettromagnetica, nel quale un campo
magnetico produce una corrente in un circuito elettrico.
Per studiare sperimentalmente il fenomeno dell’induzione elettromagnetica si utilizzano:

IN LABORATORIO 앫 una sorgente di campo magnetico, che può essere un magnete o un circuito, detto indut-
tore, alimentato da un generatore;
L’induzione
elettromagnetica 앫 un circuito, detto indotto, non alimentato e formato da alcune spire chiuse su un gal-
• Video (1 minuto) vanometro, cioè un amperometro in grado di rilevare correnti deboli e di stabilirne il
• Test (3 domande) verso nel circuito. Il circuito indotto è posto nel campo magnetico creato dalla sorgente
esterna.
Prendiamo in esame alcune situazioni sperimentali in cui avviene il fenomeno dell’induzio-
ne elettromagnetica.

Variazioni nel tempo del campo magnetico


La variazione del campo magnetico può essere ottenuta in vari modi: l’effetto è sempre la
SIMULAZIONE circolazione di una corrente nell’indotto.

L’induzione
Si può variare la corrente nell’induttore, in modo da variarne il campo magnetico.
elettromagnetica
Quando si accende il generatore (foto a sinistra nella pagina seguente), nel circuito indut-
tore la corrente cresce da 0 a i: di conseguenza il campo magnetico cresce da 0 al valore
massimo. Nello stesso intervallo di tempo il galvanometro segnala il passaggio di corrente
nell’indotto. Quando la corrente nell’induttore diventa stazionaria, cessa il passaggio di
(PhET, University of Colorado) corrente nell’indotto.

1034
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Massimo Romeni

Massimo Romeni
Quando si spegne il generatore (foto a destra), la corrente nel circuito induttore passa da i a
0 e il campo magnetico decresce fino ad annullarsi. Corrispondentemente, il galvanometro
segnala il passaggio di una corrente con verso opposto a prima. La corrente nell’indotto
diventa nulla quando cessa la corrente nell’induttore.
Gli stessi effetti si possono ottenere variando la tensione di alimentazione del circuito in-
duttore e quindi la corrente in esso.
Un modo equivalente per ottenere una corrente nell’indotto è quello di spostare una sbarra
di ferro all’interno del solenoide dell’induttore: per effetto della grande permeabilità magne-
tica relativa del ferro, il campo del solenoide varia notevolmente in intensità.

1 Mentre si inserisce il nucleo di ferro, il campo ma- 2 Mentre si estrae il nucleo di ferro, il campo magneti-
gnetico del circuito induttore aumenta. Il galvanometro co del circuito induttore diminuisce. Il galvanometro se-
segnala il passaggio di corrente nell’indotto. gnala una corrente nell’indotto in verso opposto a prima.

Massimo Romeni
Massimo Romeni

Moto relativo fra circuito indotto e circuito induttore


Pur rimanendo costante l’intensità del campo magnetico dell’induttore, si origina una cor-
rente nell’indotto quando i due circuiti sono in moto relativo.
Analizziamo il caso in cui l’indotto è fermo e l’induttore si muove con velocità costante su
un carrellino.

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Elettromagnetismo

1 Quando i circuiti sono lontani, il galvanometro è nel- 2 Quando i due circuiti passano uno vicino all’altro, il
la posizione di zero: nell’indotto non circola corrente. galvanometro segnala un passaggio di corrente nell’in-
dotto.

Massimo Romeni

Massimo Romeni
Effetti analoghi si hanno quando l’induttore è fermo e si sposta l’indotto, che nel caso raffi-
gurato è un magnete permanente.

1 Inserendo il magnete nell’indotto, il galvanometro 2 Estraendo il magnete, il galvanometro segnala un


indica un passaggio di corrente. passaggio di corrente nel verso opposto.
Massimo Romeni

Massimo Romeni

Variazioni di orientazione o di area


del circuito indotto
Mantenendo costante l’intensità del campo magnetico dell’induttore, si origina una cor-
rente nell’indotto quando cambia l’area totale dei suoi avvolgimenti o quando muta la loro
orientazione nel campo magnetico esterno.

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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

1 Quando «si stringono» gli avvolgimenti dell’indotto, 2 Quando «si allargano» gli avvolgimenti dell’indotto,
il galvanometro indica un passaggio di corrente. il galvanometro segnala il passaggio di corrente nel ver-
so opposto.

Massimo Romeni

Massimo Romeni
Effetti analoghi si realizzano cambiando l’orientazione degli avvolgimenti dell’indotto nel
campo magnetico costante dell’induttore.

Induzione elettromagnetica senza corrente indotta


La corrente che scorre in un circuito è sempre l’effetto della presenza di una forza elettro-
motrice. Nei circuiti analizzati nel capitolo «Circuiti in corrente continua», la fem è garan-
tita da un generatore di tensione che fornisce alle cariche elettriche l’energia per muoversi
nel circuito.
Nei circuiti indotti presi in esame, non vi è alcun generatore, per cui si deve concludere che
la forza elettromotrice è indotta dalle azioni magnetiche che si esercitano sul circuito: si
tratta quindi di forza elettromotrice indotta.
La sorgente di questa fem non è localizzata in un punto determinato del circuito, come avvie-
ne quando un generatore di tensione è inserito in un circuito. Si può immaginare che questa
forza elettromotrice sia «distribuita» lungo il circuito, come se lungo il filo esistessero tanti
generatori elementari collegati in serie, con l’effetto totale di assicurare la fem indotta.
Per rilevare sperimentalmente la fem indotta, basta sostituire il galvanometro nel circui-
to indotto con un voltmetro. A causa della grandissima resistenza interna del voltmetro,
il circuito indotto è praticamente aperto: il voltmetro misura quindi la tensione indotta
dall’azione magnetica ai due capi del filo.
L’induzione elettromagnetica dà sempre luogo a una fem indotta: solo quando il circuito è
chiuso, questa fem provoca a sua volta una corrente, che denotiamo come corrente indotta.

Caratteristiche sperimentali della fem indotta


Pur nella diversità delle situazioni sperimentali analizzate, la fem indotta in un circuito dal
campo magnetico esterno manifesta alcune caratteristiche costanti.
L’intensità della fem indotta dipende:
앫 dalla velocità con cui si realizza la variazione a cui si deve l’effetto di induzione: più la
variazione è rapida, maggiore è la fem indotta;
앫 dall’intensità del campo magnetico che la genera: a parità di tutte le altre condizioni, la
fem indotta è proporzionale a B;

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Elettromagnetismo

앫 dall’area del circuito indotto e dalla sua orientazione rispetto al campo magnetico ester-
no: in un circuito con N spire parallele si origina una fem indotta N volte più intensa di
un circuito con una sola spira; per questa ragione nelle esperienze sopra discusse si sono
utilizzati circuiti con un numero elevato di spire.
Il verso della fem indotta dipende dal verso in cui si realizza la variazione: se una data
variazione genera una fem indotta, la variazione opposta genera una fem invertita rispetto
alla precedente.

2 La legge dell’induzione
di Faraday-Neumann
Faraday suggerì una spiegazione qualitativa dell’induzione elettromagnetica che si basa
sulle linee del campo magnetico:

la fem indotta si origina in un circuito in conseguenza di una variazione del numero di


linee di campo magnetico che attraversano la superficie delimitata dal circuito.

Queste linee di forza si dicono concatenate al circuito.


Consideriamo per semplicità un circuito indotto formato da una spira circolare. Prendendo
come esempi alcune delle situazioni analizzate nel paragrafo precedente, il numero di linee
di forza del campo magnetico concatenate al circuito indotto varia quando:

1 aumenta il campo B.

B B

2 si avvicina il magnete.

B B
N N

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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

3 si deforma la spira.

In condizioni stazionarie, il numero di linee di forza concatenate al circuito non cambia:


indipendentemente dal loro numero, non si ha alcuna fem indotta.

Il flusso del campo magnetico


Il fenomeno dell’induzione elettromagnetica può essere descritto in termini quantitativi
mediante la nozione di flusso U S ^B
v h del campo magnetico B
v attraverso una superficie S.

La legge dell’induzione elettromagnetica, formulata attorno al 1840 dal fisico tedesco Ernst
Neumann (1798-1895), è nota come legge di Faraday-Neumann:

la fem media indotta in un circuito nell’intervallo di tempo Dt è

TU S ^B
vh
fem = - (1)
Tt

dove TU S ^B
v h è la variazione del flusso magnetico nell’intervallo di tempo Dt attraverso
una qualunque superficie S avente come bordo il circuito.

DENTRO LA LEGGE

앫 La fem è espressa in volt: infatti il flusso si misura in T· m2, ma 1 T = 1 N/(A· m), per cui
il membro a destra ha dimensioni

T $ m2 N m2 N$m J
= = = =V
s A$m s C C

앫 Il flusso magnetico si misura anche in weber (Wb):

1 Wb = 1 T · 1 m2

Vale quindi la seguente equivalenza:


Wb
1V=1
s

앫 Il significato del segno «–» è dovuto alla legge di Lenz, analizzata nel paragrafo succes-
sivo.

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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

앫 il flusso U ^B
vh = B v è positivo quando è uscente dalla superficie nel verso di A
v :A v.

Avendo stabilito il segno del flusso si può determinare il segno della variazione del flusso
e di conseguenza il segno della fem indotta:

TU S ^ B
vh TU S ^ B
vh
1 2
20 10
Tt Tt

quando ha lo stesso verso del flusso: il ver- quando ha il verso opposto rispetto a quel-
so della fem indotta e della corrente indot- lo del flusso: la fem indotta e la corrente in-
ta nel circuito sono opposti a quello scelto dotta nel circuito hanno lo stesso verso di
come positivo su c; quello scelto come positivo su c.

A A

γ γ

>0
dt S S

<0
dt

fem < 0 fem > 0

La fem cinetica
La fem cinetica è la forza elettromotrice che si origina in un conduttore per effetto del
suo movimento in un campo magnetico. Consideriamo una sbarra di lunghezza L che si
sposta con velocità costante vv in direzione perpendicolare a un campo magnetico unifor-
me Bv.

1 Le cariche all’interno della sbarra, muovendosi tutte


v . Gli
con velocità v, risentono della forza di Lorentz FL
elettroni liberi si spostano lungo la sbarra per effetto
della forza –

v = - evv # B
F v
L
B
Accumulandosi verso l’alto, producono una distribuzio- FL
ne di carica negativa nell’estremo superiore della sbarra v

e una distribuzione di carica positiva nell’estremo infe-
riore.

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Elettromagnetismo

v , diretto lungo
2 Si origina così un campo elettrico E
la sbarra, che contrasta il moto degli elettroni con una
forza
–––
v = - eE
F v
E

Quando le due forze si equilibrano B E


FL
v =F
F v & E = vB
E L v

cessa l’accumulo di elettroni e ai capi della sbarra si sta-
bilizza una differenza di potenziale FE

TV = EL = vBL (3)
+++

Questa differenza di potenziale è proprio la forza elettromotrice cinetica dovuta al movi-


mento del conduttore nel campo magnetico. Notiamo che l’origine di questa fem non è la
variazione di flusso magnetico, perché la sbarra si muove in un campo uniforme, ma è
l’azione della forza di Lorentz sugli elettroni liberi.
Per fare in modo che gli elettroni diano luogo a una corrente continua, si può muovere la
sbarra facendola strisciare su un conduttore a U con il quale formi un circuito.

iind

In questo caso la fem cinetica può essere calcolata con la legge di Faraday-Neumann.
Nell’intervallo di tempo Dt la sbarra si sposta di un tratto vDt, l’area del circuito aumenta
di vDt L e il flusso attraverso l’area racchiusa dal circuito subisce una variazione

TU S ^ B
v h = vTt LB

Sostituendo nella (1) si ottiene un’espressione identica alla (3):


TU S ^B
vh
fem = - = vBL
Tt

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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Notiamo un fatto importante: la causa della fem cinetica è la forza di Lorentz, ma questa
forza magnetica non compie alcun lavoro sulle cariche, in totale sintonia con quanto affer-
mato nel capitolo «Il campo magnetico». Infatti l’energia per mantenere la fem cinetica è
fornita dalla forza esterna che muove la sbarra nel campo magnetico: quando l’azione della
forza esterna viene meno, la sbarra si ferma e la fem cinetica si annulla.

QUANTO? La fem cinetica... di una porta finestra

Una porta finestra a scorrimento ha il montante di alluminio alto 2 m ed è esposta a sud.


Aprendola con una velocità di 1 m/s agli estremi del montante si genera una fem cinetica
di valore

fem = ^1 m sh ^5 $ 10-4 Th ^2 m h = 1 mV

Una fem così piccola provoca effetti non rilevabili.

3 La legge di Lenz
Il segno «–» che compare nella legge di Faraday-Neumann ha un legame profondo con il
principio di conservazione dell’energia. Per comprenderlo, ricordiamo che il flusso del cam-
po magnetico totale che attraversa un circuito indotto è formato da due contributi:
앫 il flusso del campo magnetico esterno B v che genera l’induzione;

앫 il flusso del campo magnetico B v creato dalla corrente indotta che scorre nel circuito.
ind

Il verso della corrente indotta determina il verso di B v e quindi il segno della sua varia-
ind
v
zione TB ind . In linea di principio questa variazione può essere concorde o discorde rispetto
alla variazione TB v del campo esterno: nella realtà solo le variazioni discordi sono compati-
bili con la conservazione dell’energia, come suggerisce l’esempio seguente.
Il polo nord di una calamita viene avvicinato a una spira: analizziamo gli effetti relativi a
ciascuno dei due versi teoricamente possibili della corrente indotta.

v che,
1 La corrente indotta crea un campo indotto B v che,
2 La corrente indotta crea un campo indotto B
ind ind
v
all’avvicinarsi della calamita, ha una variazione TB v
all’avvicinarsi della calamita, ha una variazione TB
ind ind
v
discorde rispetto a quella del campo esterno TB. concorde con quella del campo esterno TB.v

N N

ΔBind Bind i i

i i ΔBind
Bind
ΔB ΔB

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Elettromagnetismo

Nel secondo caso, l’effetto della corrente indotta sarebbe quello di amplificare la variazione
TBv del campo esterno: ciò comporterebbe un incremento del flusso totale che l’ha generata.
Ma ciò a sua volta aumenterebbe la corrente indotta e così via, in un processo autoalimen-
tato e senza fine che, a partire dal semplice avvicinamento di una calamita a una spira,
fornirebbe un’energia praticamente infinita.
La conservazione dell’energia impone quindi un ben preciso verso alla corrente indotta,
stabilito dalla legge di Lenz, che prende il nome dal fisico russo Heinrich Friedrich Emil
Lenz (1804-1865), che la formulò attorno al 1835:

il verso della corrente indotta in un circuito è tale da generare un campo magnetico che
si oppone alla variazione di flusso magnetico che origina la stessa corrente indotta.

Per la legge di Lenz, la fem indotta ha quindi verso opposto alla variazione del flusso che
l’ha generata: ciò spiega il segno meno nella legge dell’induzione elettromagnetica, che
viene anche detta legge di Faraday-Neumann-Lenz.
Quando esiste un moto relativo tra una sorgente di campo magnetico e un circuito indotto,
come una spira o un solenoide, la corrente indotta è tale da creare un momento magnetico
che si oppone al moto relativo: mentre varia il flusso che lo attraversa, il circuito indotto
si comporta come una calamita che contrasta il moto relativo attraverso la sua interazione
con la sorgente esterna.

i i
m m
S N N S S N S N

v v

i i
m m
S N N S S N S N

v v

Notiamo che il segno «–» nella legge di Faraday-Neumann non implica che il campo indot-
to Bv sia sempre opposto al campo esterno B v . Negli ultimi due esempi, infatti, il campo
ind
v
B ind indotto nella spira è concorde al campo esterno Bv : ciò accade perché la corrente indot-
ta reagisce alla diminuzione del flusso magnetico che la attraversa, aumentando il campo
magnetico totale.

IN LABORATORIO Le correnti di Foucault


Le correnti di Foucault All’interno di un blocco di materiale conduttore sottoposto a un flusso di campo magnetico
• Video (1 minuto)
• Test (3 domande)
variabile nel tempo si originano correnti elettriche, dette correnti di Foucault, dal nome del
fisico francese Jean-Bernard-Léon Foucault (1819-1868).
Si può verificare che queste correnti sono l’effetto dell’induzione elettromagnetica partendo
da un fatto sperimentale: per estrarre da un campo magnetico una lamina di un conduttore
non ferromagnetico, come l’alluminio o il rame, bisogna esercitare una forza che è tanto
maggiore quanto più velocemente avviene l’estrazione.

1044
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Possiamo immaginare che la lastra conduttrice sia formata da tanti circuiti: consideriamo
un circuito c rettangolare, solo parzialmente immerso nel campo magnetico.

iind
F Fest
B

Mentre si estrae la lastra, per effetto della variazione di flusso magnetico, una corrente
indotta i scorre lungo c in senso antiorario. Il lato di c lungo L e immerso nel campo B v
v v v
risente di una forza magnetica F = iL # B, diretta verso l’interno, che si oppone all’estra-
zione della lastra.
Il modulo della forza aumenta quando si estrae la lastra con grande velocità: in questo caso,
infatti, la rapida variazione del flusso attraverso la lastra genera una grande fem indotta;
di conseguenza l’intensità della corrente indotta aumenta e con essa il modulo F della forza
di richiamo.
Le correnti di Foucault sono un effetto inevitabile dell’induzione elettromagnetica. All’in-
terno di un conduttore esposto a variazioni di flusso magnetico, le correnti di Foucault
scorrono in anelli chiusi e hanno come conseguenza la dissipazione di energia per effetto
Joule: per questa ragione si dicono anche correnti parassite.
Alcuni dispositivi si basano su questo effetto per produrre calore, come i fornelli a induzio-
ne, o per dissipare energia meccanica, come nel caso dei freni elettromagnetici.

1 Sotto il piano del fornello è presente un 2 Variando la distanza fra i magneti fissi
circuito elettrico che crea un campo magne- e il disco di alluminio solidale con i pedali,
tico variabile nel tempo, il quale provoca si regola la forza che si oppone alla pedala-
correnti parassite nel metallo della padella, ta, in modo da simulare andature a diversa
che si scalda e cuoce i cibi. pendenza nella bicicletta da camera.
madeinkitchen.tv

Massimo Romeni

Per limitare gli effetti delle correnti parassite, i conduttori sottoposti a intense variazioni
di flusso magnetico sono in genere formati da tante lamelle sottili disposte parallelamente
alla direzione del campo magnetico. I vortici delle correnti parassite non si possono esten-
dere a tutto il corpo del conduttore, ma rimangono confinati all’interno delle lamelle, dove

1045
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

incontrano una grande resistenza elettrica. In questo modo diminuisce considerevolmente


l’intensità iind della corrente indotta e la potenza P = R i 2ind dissipata per effetto Joule all’in-
terno del conduttore.

iind

B B

4 L’autoinduzione
In un circuito si origina una fem indotta quando varia nel tempo il flusso del campo magne-
tico totale attraverso di esso. Il campo magnetico totale è la somma dell’eventuale campo
magnetico dovuto a una sorgente esterna e di quello creato dalla corrente che scorre nel
circuito stesso. Quando varia la corrente che scorre nel circuito, per esempio aumenta da i
a i + Di,

1 variano il campo magnetico che essa 2 per la legge di Faraday-Neumann nel


genera e il flusso magnetico totale attra- circuito si crea una fem indotta.
verso il circuito;

i
fem
Δi autoindotta
B ΔB

Φ(B) ΔΦ(B)

+ – + –

Poiché l’origine di questa fem, che modifica la corrente del circuito, è la variazione della
stessa corrente del circuito, questo fenomeno è detto autoinduzione.
Per la legge di Lenz, la fem autoindotta è tale da opporsi alla variazione che l’ha originata:
앫 quando la corrente nel circuito aumenta, la fem autoindotta ha verso opposto a quel-
lo del generatore di tensione e quindi tende a diminuire la corrente che scorre nel
circuito;
앫 quando la corrente nel circuito diminuisce, la fem autoindotta ha lo stesso verso del
generatore di tensione e quindi contribuisce ad aumentare la corrente che scorre nel
circuito.
Questi effetti si presentano ogni volta che un circuito con resistenza R viene chiuso su un
generatore di tensione V o viene aperto: la corrente non raggiunge immediatamente il valo-
re stazionario, rispettivamente V/R e 0, ma tende a esso in modo asintotico.

1046
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
Elettromagnetismo

Poiché
U sol ^B
vh
L=
i

si conclude che

l’induttanza di un solenoide con N spire, sezione S e una lunghezza l molto maggiore del
diametro delle spire è

N2
L = n0 S (6)
l

Il circuito RL alimentato con tensione continua


Consideriamo un circuito contenente un resistore e un induttore, detto circuito RL, con un
commutatore che consente di connettere o meno un generatore di tensione al circuito.

1 R
c
i
+ 2

fa

Per semplicità, supponiamo che R rappresenti tutti gli effetti resistivi presenti nel circuito,
come la resistenza interna del generatore e la resistenza dell’induttore.
Quando il contatto c è messo nel punto 1, il generatore fornisce la tensione E al circuito nel
quale comincia a scorrere una corrente. Mentre la corrente aumenta, si genera nell’indut-
tore una fem autoindotta (fema) che ne contrasta la crescita. L’aumento della corrente non
è quindi istantaneo: per determinare la dipendenza di i dal tempo, e quindi l’espressione
analitica della funzione i( t ), scriviamo la seconda legge di Kirchhoff per la maglia di cir-
cuito indicata:

E - R i^ t h - fem a = 0 (7)

Ma per la (5) la forza elettromotrice autoindotta è


d i^ t h
fem a = - L
dt

per cui la (7) diviene


d i^ t h
L + R i^ t h = E (8)
dt

che può essere posta nella forma


d i^ t h R
E R - i^ t h
= dt (9)
L

1048
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

La (9) è un’equazione differenziale lineare a variabili separabili del tutto analoga a quella
che descrive il processo di carica di un condensatore (capitolo «La corrente elettrica nella
materia»). Per risolverla si effettua il cambio di variabile

z^ t h = - i^ t h
E
R

Durante la carica z( t ) è una funzione positiva; inoltre il rapporto E/R è costante, per cui
d z = –d i; l’equazione diviene quindi
d z^ t h R
z^ t h
=- dt
L

Per ottenere la forma analitica di z( t ) si integra l’equazione


d z^ t h R
y z^ t h
=- y L
dt

da cui segue

ln z ^ t h = -
R
t+a
L

e quindi

z ^ t h = e- L & z ^ t h = e a e- L
R R
t+a t

In termini di i( t ) la soluzione diviene

i^ t h =
E R
- e a e- L t
R

La costante ea si determina con la condizione iniziale i( 0 ) = 0:

E R E
0= - e a e- L 0
& ea =
R R

In definitiva

E _
i^ t h = 1 - e- L t i
R
(10)
R

DENTRO LA LEGGE

앫 Il rapporto R/L ha le dimensioni dell’inverso di un tempo:

X V A
= = s-1
H A V$s

앫 La costante L/R è detta costante di tempo x del circuito.


앫 Quando la variazione dell’intensità di corrente nel tempo diventa molto piccola, il con-
tributo della fem autoindotta diventa trascurabile: l’induttore si comporta come una
semplice resistenza.
앫 Il valore di regime dell’intensità di corrente viene raggiunto in modo asintotico quando
t"3 e vale imax = E/R.

1049
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Elettromagnetismo

0,9

0,8

0,7

0,6

i(t) / imax
0,5

0,4

0,3

0,2

0,1

0
0 1 2 3 4 5 6
t/τ

Il grafico di figura mostra l’andamento di i( t ) / imax in funzione del rapporto t / x:


앫 dopo una costante di tempo (t / x = 1) si ha
i^1h
. 1 - 0,37 = 0,63
i max
quindi nel circuito scorre una corrente che è circa il 63% di quella massima E/R;
앫 dopo 5 costanti di tempo (t / x = 5) si ha
i^5h
. 1 - 0,007 = 0,993
i max
quindi nel circuito scorre una corrente che è circa il 99% di imax.

Consideriamo che cosa avviene quando nel circuito RL, in cui scorre la corrente imax = E/R,
si stacca in modo improvviso l’alimentazione del generatore, spostando il commutatore nel
punto 2. La corrente non cessa in modo istantaneo, perché la sua variazione provoca una
fem autoindotta nell’induttore.
1 R

c i
+ 2

fa

Scrivendo l’equazione della maglia indicata si ha


d i^ t h
L + R i^ t h = 0
dt

che può essere messa in una forma analoga a quella della scarica del condensatore:
d i^ t h R
i^ t h
=- dt (11)
L

1050
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Per ottenere la forma analitica di i( t ) si integra l’equazione:


d i^ t h R
y i^ t h
=- y L
dt

da cui segue

ln i ^ t h = -
R
t+a
L
e quindi

i ^ t h = e- L & i ^ t h = e a e- L
R R
t+a t

La costante ea si determina con la condizione iniziale i( 0 ) = E/R:

E R E
= - e a e- L 0
& ea =
R R
In definitiva

i^ t h =
E -R t
e L (12)
R

DENTRO LA LEGGE

앫 Anche in questo caso la costante di tempo del circuito è L/R.


앫 Quando la variazione dell’intensità di corrente nel tempo diventa molto piccola, il con-
tributo della fem autoindotta diventa trascurabile: nel circuito viene meno ogni forza
elettromotrice e la corrente tende a zero quando t"3.

0,9

0,8

0,7

0,6
i(t) / imax

0,5

0,4

0,3

0,2

0,1

0
0 1 2 3 4 5 6
t/τ

Il grafico di figura mostra l’andamento della funzione i( t ) / imax in funzione del rapporto
t / x:
앫 dopo una costante di tempo (t / x = 1)
i^1h
. 0,37
i max
cioè nel circuito scorre una corrente che è circa il 37% della corrente iniziale imax;

1051
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Elettromagnetismo

앫 dopo 5 costanti di tempo (t / x = 5) si ha

i^5h
. 0,007
i max
cioè nel circuito scorre una corrente che è circa lo 0,7% della corrente iniziale imax.

5 Energia immagazzinata in un induttore


Il bilancio energetico di un circuito RL
Per il principio di conservazione dell’energia, la potenza che un generatore eroga a un circui-
to deve uguagliare la somma delle potenze utilizzate da ogni elemento di circuito. Nel caso
di un circuito RL, il bilancio energetico può essere analizzato a partire dall’equazione (8)

di
E = Ri+L
dt

La potenza P erogata da un generatore ideale dipende dalla sua fem E e dalla corrente i che
scorre nel circuito:

P = Ei

Moltiplicando entrambi i membri della (8) per l’intensità di corrente i si ottiene la relazione
che esprime il bilancio energetico del circuito RL:
di
Ei = Ri2 + L i (13)
dt

Il primo membro è proprio la potenza erogata dal generatore, mentre nel secondo membro
i due termini corrispondono alla potenza utilizzata rispettivamente dal resistore e dall’in-
duttore.
Nel resistore viene dissipata per effetto Joule la potenza elettrica P = Ri 2: le cariche che
transitano nel resistore perdono energia potenziale elettrica, che si trasforma in energia di
agitazione termica e che non è più disponibile all’interno del circuito.
Anche nell’induttore si realizza una trasformazione dell’energia elettrica in un’altra forma
di energia, ma in esso non avviene alcuna dissipazione.
Consideriamo infatti le variazione dell’energia potenziale elettrica delle cariche che l’attra-
versano:
앫 quando la corrente sta crescendo (d i / d t > 0) il termine L i (d i / d t) è positivo: le cariche
perdono energia potenziale elettrica perché la fem autoindotta tende a opporsi al loro
flusso;
앫 quando la corrente sta decrescendo (d i / d t < 0) il termine L i (d i / d t) è negativo: le cari-
che acquistano energia potenziale elettrica perché la fem autoindotta tende a sostenere
il loro flusso.
Il fatto che le cariche perdano o acquistino energia potenziale elettrica attraversando l’in-
duttore suggerisce che esiste un qualche meccanismo fisico che consente a esso di accumu-
lare energia U e rilasciarla senza alcuna dissipazione.

1052
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

La potenza è il tasso di variazione dell’energia nell’unità di tempo:


dU
P=
dt

Nell’induttore
di
P = Li
dt

per cui la variazione di energia in un intervallo di tempo infinitesimo è

dU = L i di (14)

L’energia totale immagazzinata nell’induttore è la somma di tutti i contributi (14) quando


la corrente che lo attraversa passa da 0 al valore I.
Dal punto di vista matematico questo problema è analogo a quello di determinare l’energia
immagazzinata in un condensatore (capitolo «Il potenziale elettrico») e si può risolvere
mediante una corrispondenza fra le grandezze in gioco nei due casi.
In alternativa l’energia totale si calcola mediante l’integrale definito
I
1
U= y L i di = 2
LI 2
0

Si conclude quindi che

l’energia U immagazzinata in un induttore con induttanza L percorso da una corrente


di intensità I è
1
U= LI 2 (15)
2

QUANTO? Una (piccola) riserva di energia

Un piccolo solenoide con una induttanza di 1 mH e percorso da una corrente di 2 A imma-


gazzina un’energia di

^1 $ 10-3 Hh ^2 Ah2 = 2 $ 10-3 J


1
U=
2
Se il solenoide ha una massa di circa 100 g, l’energia immagazzinata è pari all’energia po-
tenziale gravitazionale che acquista quando è sollevato di 2 mm.

Densità di energia del campo magnetico


L’energia immagazzinata e rilasciata da un induttore ha natura magnetica. Un condensa-
tore immagazzina energia nel campo elettrico fra le armature: in modo analogo possiamo
ritenere che un induttore immagazzini energia nel campo magnetico creato dalla corrente
che lo attraversa.
Un solenoide ideale lungo l, con N avvolgimenti di sezione S, ha un’induttanza data dal-
la (6):
N2
L = n0 S
l

1053
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Elettromagnetismo

Quando è attraversato da una corrente I, immagazzina l’energia

1 1 N2
U= LI 2 = n 0 SI 2 (16)
2 2 l

Il campo magnetico è confinato al suo interno e ha modulo costante:

NI
B = n0
l

Esplicitiamo la corrente:

Bl
I=
n0 N

Sostituendo il risultato nella (16) si ottiene

Sd n =
1 N2 Bl 2 1 B2
U= n0 Sl (17)
2 l n0 N 2 n0

Il campo magnetico è confinato nel volume interno V = S l: la densità di energia u = U /V


è quindi data dalla relazione

1 B2
u= (18)
2 n0

DENTRO LA LEGGE

앫 L’unità di misura di u è J/m3.


앫 La densità di energia del campo magnetico è proporzionale al quadrato di B v , proprio
2
come la densità di energia del campo elettrico u = (1/2) fE è proporzionale al quadrato
v.
di E
앫 La relazione vale per il campo magnetico generato da qualunque sorgente: in ogni re-
gione dello spazio in cui esiste un campo magnetico è immagazzinata una densità di
energia.

L’induttore accumula quindi energia di tipo magnetico: all’aumentare della corrente del
circuito, parte dell’energia del generatore viene immagazzinata sotto forma di campo ma-
gnetico e viene poi rilasciata quando la corrente diminuisce.

6 L’alternatore
Secondo l’International Energy Agency, nel 2010 la produzione mondiale di energia elet-
trica è stata circa 20 000 TWh = 2 ·1016 Wh. La quasi totalità di questa energia è stata
prodotta, sotto forma di corrente alternata, da generatori elettrici, detti alternatori, che nel
complesso assicurano una potenza media di 4,5 TW.
L’alternatore è un dispositivo che converte l’energia meccanica in energia elettrica median-
te il fenomeno dell’induzione elettromagnetica.
In linea di principio un alternatore è costituito da una spira di materiale conduttore che
viene fatta ruotare a velocità angolare costante in un campo magnetico.

1054
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

L’angolo a, che la normale A v alla spira forma con il campo magnetico, varia nel tempo
v eB
per effetto della velocità angolare ~: a partire dalla condizione iniziale in cui A v sono
paralleli si ha

a = ~t

A α

v attraverso la spira varia nel


Per effetto della rotazione, il flusso del campo magnetico B
tempo:

U^ B
vh = B v = BA cos a = BA cos ^~ th
v :A

Per la legge di Faraday-Neuman la fem indotta nella spira è

d U^ B
vh d ^ AB cos ^~ thh
E^ t h = - =- = AB ~ sen ^~ th
dt dt

Indicando con E0 = BA~ la fem massima che si ha quando il flusso è massimo (per a = 0,
ossia all’istante iniziale t = 0), la fem indotta diviene

E ^ t h = E 0 sen ^~ th (19)

DENTRO LA FORMULA

앫 ~ è detta pulsazione generatrice e corrisponde alla velocità angolare con cui ruota la
spira.
앫 L’argomento ~t della funzione seno è detta fase.

1055
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Elettromagnetismo

앫 La tensione ai capi della spira varia in modo sinusoidale fra i valori +E0 e –E0 con fre-
quenza e periodo rispettivamente

~ 2r
f= T= (20)
2r ~

E0

0
T 2T t

–E0

앫 La tensione dell’alternatore è direttamente proporzionale al flusso massimo BA nella


spira: sostituendola con una bobina formata da N spire, il flusso e la tensione massima
aumentano di un fattore N.
앫 La velocità angolare ~ della spira determina la frequenza della tensione: in Italia si ha
f = 50 Hz.

Un alternatore è un generatore di tensione alternata che trasforma in energia elettrica


l’energia meccanica necessaria a mantenere la spira in rotazione nel campo magnetico. Nei
circuiti elettrici è indicato dal simbolo rappresentato in figura.

QUANTO? Sempre al lavoro!

Se tutte le centrali elettriche mondiali funzionassero con alternatori di grandi dimensioni,


in grado di erogare una potenza elettrica di circa 300 MW, per assicurare la potenza mon-
diale installata di 5,4 TW ne occorrerebbero
5,4 TW 5,4 $ 10 12 W
= = 20 000
300 MW 3 $ 10 8 W

Per fornire 20 000 TWh di energia ogni anno devono funzionare alla massima potenza

20 000 TWh
= 3,7 $ 10 3 h
5,4 TW

ossia in media (3,7 ·103 h)/(365 g) = 10 ore al giorno.

7 I circuiti in corrente alternata


Quando è connesso a un circuito, l’alternatore genera una corrente il cui verso cambia nel
tempo con la stessa frequenza f = ~/(2r) con la quale si inverte la polarità della fem: per

1056
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

questa ragione si parla di corrente alternata e l’alternatore viene anche detto generatore
di corrente alternata.
La relazione tra le fasi della fem alternata e della corrente alternata dipende dal tipo di
circuito: analizziamo i casi dei circuiti R, C e L.

Il circuito ohmico
Quando un generatore di corrente alternata alimenta un circuito in cui sono presenti solo
resistori con resistenza equivalente R, la corrente è sempre proporzionale alla tensione E:

i^ t h = sen ^~ th = i 0 sen ^2 r fth


E
(21)
R

dove i0 = E/R è l’intensità di corrente massima.


La fem e la corrente sono in fase, cioè sono funzioni sinusoidali con lo stesso argomento
~t: si annullano negli stessi istanti e raggiungono contemporaneamente i rispettivi valori
massimi.

fem

corrente
t
0
1 T 1 T 3 T T
4 2 4

Il circuito capacitivo
Consideriamo un circuito contenente un condensatore di capacità C e avente resistenza
trascurabile.

L’effetto di un generatore di tensione alternata è quello di attivare in sequenza cicli di cari-


ca e scarica delle armature, invertendone la polarità con frequenza ~ / (2r).
La legge delle maglie, nel caso di una fem E( t ) = E0 sen(~t ), è

E 0 sen ^~ th -
Q
=0
C

1057
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Elettromagnetismo

e quindi la carica presente all’instante t sulle armature è

Q ^ t h = C E 0 sen ^~ th

La corrente istantanea nel circuito è i( t ) = dQ ( t ) /d t per cui

i^ t h = 6 C E 0 sen ^~ th@ = C E 0 sen ^~ th = C E 0 ~ cos ^~ th


d d
dt dt

Per confrontare le fasi di tensione e corrente, notiamo che cos (~ t ) = sen (~t + r / 2) e che
i( t ) varia nel tempo secondo la legge

i^ t h = C E 0 ~ sen b~ t + l
r
(22)
2

La corrente è sfasata in anticipo di r/2 (= 90°), cioè di un quarto di periodo rispetto alla fem,
e dipende dalla pulsazione ~.

fem

t
0
1 T 1 T 3 T T
4 2 4

corrente

Il legame fra le ampiezze di tensione e di corrente è dato dalla relazione


E0
1 ^~ Ch
i0 = ~ CE0 =

Se si introduce la reattanza capacitiva XC

1
XC = (23)
~C
si ha
E0
i0 = (24)
XC

per cui la corrente è inversamente proporzionale alla reattanza capacitiva. La relazione


precedente è l’analogo della legge di Ohm per i circuiti in corrente continua, per cui la reat-
tanza capacitiva ha le dimensioni della resistenza e si misura in ohm (X).

Il circuito induttivo
Nel caso di un circuito contenente un induttore con induttanza L, avente resistenza trascu-
rabile e alimentato da una fem E( t ) = E0 sen (~ t ), la legge delle maglie è
d i^ t h
E^ t h - L =0
dt

1058
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

da cui
d i^ t h
sen ^~ th
E0
= (25)
dt L

La corrente i ( t ) che scorre nel circuito è la soluzione dell’equazione differenziale lineare (25)
con la condizione iniziale i( 0 ) = 0:

i^ t h = - cos ^~ th
E0
~L

Per verificarlo basta sostituire la relazione precedente nell’equazione (25) e constatare che
si ottiene un’identità.
Per confrontare le fasi di tensione e corrente, notiamo che –cos (~t ) = sen (~ t – r / 2) e che
i ( t ) varia nel tempo secondo la legge

i^ t h = sen b~ t - l
E0 r
(26)
~L 2

La corrente è sfasata in ritardo di r / 2 (= 90°), cioè di un quarto di periodo rispetto alla fem,
e dipende dalla pulsazione ~.

fem

1 T
4 t
0
1 T 3 T T
2 4

corrente

Il legame fra le ampiezze di tensione e corrente è dato dalla relazione


E0
i0 =
~L

Se si introduce la reattanza induttiva XL

XL = ~L (27)

si ha
E0
i0 =
XL

1059
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Elettromagnetismo

La corrente è inversamente proporzionale alla reattanza induttiva che, come nel caso capa-
citivo, ha le dimensioni della resistenza e si misura in ohm (X).

Il circuito RLC in serie


Nel caso di un circuito composto da un resistore, un induttore e un capacitore connessi in
serie e alimentati con una fem di pulsazione ~, si può dimostrare che fra le ampiezze E0
della fem e i0 della corrente sussiste la relazione
E0
i0 = (28)
Z

dove l’impedenza Z del circuito è

Z= R 2 + ^ X L - X C h2 (29)

In termini delle reattanze induttiva e capacitiva, l’impedenza del circuito è

R 2 + c~ L - m
1 2
Z= (30)
~C

Se la fem è E( t ) = E0 sen (~ t ), la corrente varia nel tempo secondo la legge

i ^ t h = i 0 sen ^~ t - {h

dove l’angolo di sfasamento { è dato in modo implicito dalla relazione

1
~L -
~C
tg { = (31)
R

L’impedenza di un circuito RLC dipende da un termine costante, cioè dalla resistenza totale
R del circuito, e dalle due impedenze che variano al variare della pulsazione ~ della fem.
Per una data resistenza R, l’impedenza è minima per un ben preciso valore della pulsazione,
detto pulsazione di risonanza ~ris:

1 1
~L - = 0 & ~ ris = (32)
~C LC

Il circuito si trova in condizioni di risonanza quando la fem ha pulsazione ~ris. Dalla (32)
deriva che lo sfasamento fem-corrente in condizioni di risonanza è nullo: le due grandezze
variano nel tempo ma rimangono in fase tra loro.

MINDBUILDING Oscillazioni elettromagnetiche in un circuito

Un circuito LC può diventare sede di oscillazioni elettromagnetiche durante le quali l’ener-


gia iniziale si trasforma da energia elettrica in energia magnetica e viceversa. La situazione
presenta stretta analogia con le oscillazioni di una massa sottoposta a una forza di richia-
mo elastica.

1060
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
23 䡲 L’induzione elettromagnetica

1 Il condensatore inizialmente è carico: posizione


il suo campo elettrico immagazzina una in cui la molla
data energia elettrica. Quando è connesso è a riposo
energia
a un induttore, il condensatore si scarica e potenziale
dà luogo a una corrente, che crea un cam- v = 0 m/s
po magnetico nell’induttore.


E
+ –
+ –
+ –
+ –

EC EL

2 Quando il condensatore è scarico, la posizione


corrente nel circuito è massima: l’energia in cui la molla
iniziale è immagazzinata nell’induttore è a riposo
energia
sotto forma di energia magnetica. cinetica vmax


Imax B

EC EL

3 La corrente scorre per effetto dell’in-


posizione
duttore che ne ostacola la diminuzione, in cui la molla
utilizzando l’energia immagazzinata: la è a riposo
carica si trasferisce quindi sulle armature energia
del condensatore, che acquisiscono polari- potenziale
v = 0 m/s
tà invertita rispetto a quella iniziale.


E
– +
– +
– +
– +

EC EL

1061
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Elettromagnetismo

4 Il condensatore si scarica attraverso il posizione


solenoide, dando luogo a una corrente in in cui la molla
verso opposto a quella precedente, la qua- è a riposo
energia
le crea un campo magnetico nell’induttore.
cinetica vmax


B Imax

EC EL

Se trascuriamo le dissipazioni dovute alla resistenza, il ciclo si ripete indefinitamente: il


circuito è sede di oscillazioni elettromagnetiche.
L’equazione delle maglie del circuito RL è

di Q
L + =0
dt C

Ricordando che i ( t ) = dQ ( t ) / d t, l’equazione precedente diviene

d 2 Q^ t h
Q^ t h = 0
1
2
+ (34)
dt LC

Questa equazione è del tutto analoga all’equazione dell’oscillatore armonico di massa m


sottoposto a una forza di richiamo F = –kx

a^ t h + x^ t h = 0
k
m

quando si osservi che l’accelerazione a ( t ) è la derivata seconda della posizione x(t) rispetto
al tempo

d 2 x^ t h
x^ t h = 0
k
+ (35)
dt 2 m

Come spiegato nel capitolo «Oscillazioni e onde meccaniche», la soluzione dell’equazione


differenziale (35) del moto armonico, quando x ( 0 ) = A, è

x = A cos d
k n
t
m

dove la pulsazione del moto è

k
~= (36)
m

1062
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Le equazioni (34) e (35) hanno la stessa struttura formale: le grandezze coinvolte si corri-
spondono secondo lo schema seguente.

Sistema meccanico Sistema elettromagnetico


(oscillatore armonico) (circuito LC)
Massa m Induttanza L
Costante elastica k Inverso della 1/C
capacità
Posizione x Carica Q
Velocità dx Intensità di dQ
vx = i=
dt corrente dt

Energia meccanica 1 1 Energia 1 Q2 1


E= kx 2 + mv 2 E= + Li 2
2 2 elettromagnetica 2 C 2

Quindi l’equivalente elettromagnetico della pulsazione ~ è la pulsazione di risonanza

1
~ ris = (37)
LC

a cui corrisponde la frequenza di risonanza

1 1
fris =
2r LC

Il circuito si trova in condizioni di


risonanza: in assenza di dissipazioni E(t) E = EC + EL
per effetto Joule, l’oscillazione con-
tinua indefinitamente. La somma EL

dell’energia elettrica e di quella ma-


gnetica rimane costante, mentre que-
ste cambiano nel tempo, come mo-
stra la figura a fianco. EC
t
Se la resistenza non è trascurabile, il T/2 T
circuito diventa un circuito RLC in
serie: per effetto della dissipazione di energia in calore la carica massima che in ogni ciclo
si accumula sulle armature del condensatore decresce nel tempo.

Q0

1063
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Elettromagnetismo

8 Trasferimenti di potenza nei circuiti


in corrente alternata
Potenza assorbita da un circuito ohmico. Valori efficaci
La potenza istantanea assorbita da un circuito ohmico e dissipata nel resistore per effetto
Joule è
P ^ t h = R 6 i ^ t h@ 2 = R i 02 sen 2 ^~ th

2
Ri 0

1 2
Ri
2 0

0
t

Il grafico mostra che la potenza istantanea ha un andamento periodico nel tempo con pe-
riodo pari alla metà di quello della fem. Si può dimostrare che il valor medio della potenza
è uguale alla metà del valore massimo R i02 :

1
P= R i 02 (38)
2

Il valore efficace ieff di una corrente alternata è quel valore di intensità di corrente con-
tinua che fornisce la stessa potenza.

Il valore efficace è legato al valore massimo i0 della corrente dalla relazione


i0
i eff = (39)
2
Infatti la potenza continua che questa fornisce è uguale alla potenza media della corrente
alternata
i0 2
=Rf p =
2 1
P = R i eff R i 02
2 2
In modo analogo, si definisce il valore efficace della forza elettromotrice
E0
E eff = (40)
2
Gli strumenti di misura sono tarati in modo da fornire il valore efficace di una grandezza
in corrente alternata.

QUANTO? La tensione dell’impianto domestico

Se si misura con un voltmetro la tensione della rete elettrica in Italia, lo strumento indica
220 V di valore efficace: ciò significa che il valore massimo della tensione è

2 220 V = 310 V

1064
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Potenza assorbita da un circuito RLC in serie


Nel caso di un circuito RLC con impedenza Z, la relazione fondamentale (29) tra corrente e
tensione può essere scritta in termini di valori efficaci:
E eff
i eff = (41)
Z

La potenza media assorbita dal circuito è


2
P = R i eff

che, utilizzando la relazione (41), può essere scritta nella forma


E eff R
P = i eff i eff R = i eff R = E eff i eff
Z Z

e quindi

R
P = E eff i eff (42)
Z

DENTRO LA FORMULA

앫 Il circuito RLC assorbe potenza media dal generatore solo per effetto della presenza del
resistore.
앫 In un circuito in cui R sia trascurabile, non vi è alcun assorbimento medio di potenza:
l’energia fluisce dal generatore al circuito e viceversa, senza alcuna perdita.
앫 Il termine R/Z è legato all’angolo di sfasamento { tra tensione e corrente: a partire dalla
formula (31) e utilizzando l’identità trigonometrica

1
{=
1 + tg 2 {

si verifica che

R
cos { =
Z

앫 La (42) si può scrivere nella forma

P = E eff i eff cos {

dove il termine cos { è detto fattore di potenza.

Per fare in modo che il generatore trasferisca la massima potenza al carico resistivo, il
fattore di potenza deve essere il più possibile vicino a 1. Ciò si ottiene aggiungendo conden-
satori in serie, in modo da diminuire la capacità equivalente e aumentare la reattanza capa-
citiva XC = 1/(~C) fino a renderla approssimativamente uguale alla reattanza induttiva: se
XC . XL l’impedenza del circuito diviene

Z= R 2 + ^ X L - X C h2 . R

1065
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Elettromagnetismo

IN LABORATORIO Quindi risulta


R
Il trasformatore = cos { . 1
• Video (1 minuto) Z
• Test (3 domande)

9 Il trasformatore
La potenza elettrica media trasferita da un generatore di tensione alternata a un circuito
puramente resistivo è data dalla (42) in cui Z = R e il fattore di potenza è uguale a 1:

P = E eff i eff

Un generatore può erogare la stessa potenza a bassa tensione e corrente elevata oppure
a tensione elevata e corrente debole: la scelta dipende dalle caratteristiche dei dispositivi
coinvolti. Nella produzione di energia elettrica in una centrale e nell’utilizzo domestico si
evita di operare con tensioni troppo elevate perché potenzialmente pericolose. Al contrario
nel trasporto di energia elettrica su grandi distanze si usa una tensione elevata per limitare
l’intensità della corrente: ciò riduce le perdite per effetto Joule, che dipendono proprio dal
quadrato dell’intensità di corrente:
2
P = R i eff

QUANTO? Una perdita ineliminabile

Nel 2008 le perdite nella rete italiana di distribuzione dell’energia elettrica sono state circa il
6% dell’energia prodotta, che in totale corrisponde a 180 milioni di t.e.p. (1 t.e.p. = energia
rilasciata dalla combustione di 1 tonnellata di petrolio = 42 GJ). L’ammontare delle perdite
è stato circa

0,06 ^180 $ 10 6 t.e.p.h = 1,1 $ 10 7 t.e.p.

cioè 11 milioni di tonnellate di petrolio: uno spreco enorme, ma al momento inevitabile.

Il trasformatore ideale
Il trasformatore è un dispositivo statico che aumenta o diminuisce la tensione in un circuito
in corrente alternata. In linea di principio un trasformatore è formato da un nucleo di ferro
attorno al quale sono avvolte due bobine: il circuito primario, formato da Np avvolgimenti
e con resistenza Rp, e il circuito secondario, con Ns avvolgimenti e resistenza Rs.
Il circuito primario è alimentato da una fem Vp ( t ) = Vp0 sen (~ t ) e la corrente alternata
del primario genera attraverso ogni spira un flusso magnetico U che varia nel tempo con
pulsazione ~. Il nucleo di ferro assicura che il flusso magnetico generato dal primario at-
traversi il secondario. La fem indotta nel primario è

dU
E p ind = - Np
dt
mentre la fem indotta nel secondario è
dU
E s ind = - Ns
dt

1066
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

Le equazioni delle maglie per i due circuiti sono

dU dU
Vp = Rp ip - Np Vs = Rs is - Ns
dt dt

Supponiamo che la resistenza Rp del primario sia molto piccola, in modo che Rp ip risulti
trascurabile, e che il secondario sia aperto, per cui is = 0; le due equazioni precedenti di-
vengono

dU dU
Vp = - Np Vs = - Ns
dt dt

Facendo il rapporto membro a membro si ottiene la relazione


Vs Ns
= (43)
Vp Np

DENTRO LA FORMULA

앫 Il termine Ns/Np è detto rapporto di trasformazione:


– se Ns < Np, la tensione ai capi del secondario è minore di quella con cui è alimentato il
primario;
– se Ns > Np, la tensione ai capi del secondario è maggiore di quella del primario.

Quando il secondario è chiuso su un carico resistivo, l’analisi delle correnti nei due circuiti
diventa piuttosto complessa. Se però si trascurano le perdite resistive nel trasformatore,
che in genere sono minori dell’1%, si possono uguagliare la potenza media erogata dal
generatore al primario e la potenza media assorbita dal secondario:

V p eff i p eff = V s eff i s eff

Tenendo presente la relazione (43) si ottiene la relazione fra le correnti nel primario e nel
secondario:
i p eff Ns
= (44)
i s eff Np

QUANTO? Alta tensione

L’alternatore di una centrale elettrica genera una tensione alternata a 20 kV; per trasferire
la corrente elettrica a grande distanza mediante un elettrodotto, un trasformatore la eleva
a 380 kV; il rapporto di trasformazione è

380 kV
= 19
20 kV

quindi gli avvolgimenti del secondario sono 19 volte più numerosi di quelli del primario.

1067
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LE FORMULE
L’INDUZIONE ELETTROMAGNETICA

La legge dell’induzione Induttanza


Induttanza o coefficiente
di Faraday-Neumann
U ^B
vh = L i
di autoinduzione unità: H

Variazione di flusso magnetico


attraverso la suerficie S
unità: Wb
Fem autoindotta istantanea
di
fem = - L
dt
TU S ^B
vh
fem = - Induttanza di un solenoide
Tt Numero di spire

N2
L = n0 S
Fem media indotta in un circuito l
unità: V
Lunghezza del solenoide Sezione della spira

Il circuito RL alimentato Energia immagazzinata


con tensione continua in un induttore

E _
i^ t h = 1 - e- L ti
R 1
U= LI 2
R 2

Corrente di chiusura
Densità di energia

i^ t h =
E -R
e L t 1 B2
R u=
2 n0

Corrente di apertura Unità: J/m3

L
Costante di tempo
R

Impedenza del circuito RLC in serie Il trasformatore

R 2 + c~ L - m
Impedenza 1 2
unità: X Z=
~C
Numero di avvolgimenti del circuito secondario

Angolo di sfasamento Pulsazione della fem


Vs Ns
~ L - 1/~ C =
tg { = Vp Np
R

Potenza assorbita da un circuito Numero di avvolgimenti del circuito primario


RLC in serie
Valore R Valore Ns
P = E eff i eff Rapporto di trasformazione
efficace Z efficace Np
Eeff = E0 2 ieff = i0 2

1068
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20 test (30 minuti)

ESERCIZI TEST INTERATTIVI

2 La legge dell’induzione di Faraday-Neumann

ESERCIZI
1 QUANTO?
쐌쐌 쐌
Un campo magnetico uniforme di 0,1 T passa a 45° attraverso una bobina formata da 50 avvolgimenti circolari
di filo con raggio 15 cm.
䊳 Quanto vale il flusso del campo? [0,25 Wb]

2 QUANTO?
쐌쐌 쐌
Un anello di metallo di raggio 25 cm è perpendicolare a un campo magnetico B = 0,12 T.
䊳 Se il campo B viene ridotto a zero in 20 ms a tasso costante, quanto vale la fem indotta nell’anello? [1,2 V]

3 Un telaio metallico quadrato è incernierato in modo che si possa deformare. Ogni bacchetta è lunga 40 cm e ha
쐌 쐌쐌
una resistenza di 0,10 X. Il telaio, inserito in un campo magnetico B = 0,16 T, viene deformato riducendo l’ango-
lo tra i lati da r/2 a zero con velocità angolare ~ = 0,5 rad/s.
䊳 Qual è l’intensità di corrente che passa attraverso il telaio nel momento in cui i lati si toccano?
[i = ~Bl 2cos(~t )/R; per ~t = 0 si ha i = 3,2 mA]

ωt

4 Un avvolgimento è formato da 30 spire circolari di raggio 14 cm ed è immerso in un campo magnetico controlla-


쐌 쐌쐌
to da un elettromagnete. Il campo magnetico può arrivare al valore massimo di 1,2 T. Aumentando il campo B
prodotto con l’elettromagnete, si ottiene una fem indotta costante per un certo intervallo di tempo 6t.
䊳 Qual è il valore massimo di 6t per avere una fem di 2,0 V. [1,1 s]

5 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Un avvolgimento è formato da N = 100 spire quadrate di lato l = 15 cm di filo molto sottile ed è chiuso su se
stesso. Questo avvolgimento è fatto passare radente a un magnete largo L = 50 cm che genera un campo
B = 0,12 T. L’avvolgimento ha una resistenza complessiva di R = 5,0 X ed è spinto con velocità costante
v = 0,25 m/s.
䊳 Determina l’intensità di corrente che attraversa l’avvolgimento.

䡵 RISOLUZIONE

Per semplificare la soluzione B


dobbiamo effettuare alcune
semplificazioni: trascuriamo gli v
effetti di bordo e consideriamo B
uniforme sopra il magnete e nullo
altrove. Inoltre consideriamo
trascurabile il campo magnetico
magnete (N)
generato dalla corrente indotta

nell’avvolgimento.

1069
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ESERCIZI Elettromagnetismo

L’intensità di corrente che attraversa L’intensità di corrente è data dalla legge di Ohm:
l’avvolgimento è causata dalla fem
indotta e quindi dalla variazione di fem
i=
flusso attraverso l’avvolgimento. Questa R
variazione si ha quando l’avvolgimento
entra nella zona in cui c’è B e poi
quando ne esce.

Introduciamo un asse x parallelo alla v L


direzione del moto con l’origine x = 0 l
nel punto in cui inizia il campo e
indichiamo con A l’estremo
x=0
dell’avvolgimento. B

Fino a quando A non raggiunge x = 0 Il tempo che l’avvolgimento impiega a entrare


il flusso di B attraverso l’avvolgimento completamente nel campo è 6t1 = l/v. In questo intervallo
è costante (è uguale a zero) e la fem è di tempo il flusso passa linearmente dal valore zero
nulla. Mentre A passa da x = 0 a x = l al valore
il flusso aumenta linearmente. U max = NBl 2
Scegliamo l’istante t = 0 quando A
essendo l 2 l’area dell’avvolgimento. La fem indotta
è in x = 0.
è perciò, nell’intervallo temporale 6t1 che va da t = 0
a t = l/v:
TU U max - 0
fem = - =- = - NBvl
Tt 1 l v

Mentre l’avvolgimento attraversa Il tratto in cui l’avvolgimento è interamente sopra il


il magnete, il flusso U = Bl 2 rimane magnete è lungo L – l e l’avvolgimento lo percorre in un
costante e la fem è nulla. Quando tempo 6t2 = ( L – l )/v. Perciò si ha fem = 0 da t = l/v a
l’avvolgimento esce dalla zona in cui t = L/v.
c’è B il flusso diminuisce e compare
nuovamente una fem.

Quando l’avvolgimento esce dal campo Il tempo di uscita è 6t3 = 6t1 = l/v. La fem indotta è perciò,
si ha la situazione opposta a quella nell’intervallo temporale che va da t = L/v a t = ( L + l )/v:
dell’entrata, con F che passa da Umax a 0 - U max
TU
zero. fem = - =- = NBvl
Tt 1 l v

䡵 Risultati numerici

N = 100 fem = ^100h ^0,12 Th ^0,25 m h ^0,15 m h = 0,45 V


l = 15 cm 0,15 m
l
L = 50 cm = = 0,60 s
v 0,25 m s
B = 0,12 T
L 0,50 m
R = 5,0 X = = 2,0 s
v 0,25 m s
v = 0,25 m s

1070
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
23 䡲 L’induzione elettromagnetica

ESERCIZI
Pertanto

fem = * 0
- 0,45 V 0 < t < 0,60 s 1
i (mA)
0,60 s < t < 2,00 s 0,5
0,45 V 2,00 s < t < 2,60 s 0
L’intensità di corrente con una fem = 0,45 V è –1 –0,5 0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5
0,45 V –0,5 t (s)
i= = 0,090 A.
5,0 X –1
Questa corrente in una spira circolare di raggio
r = 10 cm produrrebbe un campo B0 = (1/2) n0 (i/r) . 6 ·10–7 T. Con N = 100 spire l’ordine di grandezza del
campo prodotto dalla corrente è perciò 6 ·10–5 T % 0,12 T, per cui l’ipotesi di trascurare il campo prodotto
dalla corrente è un’ipotesi corretta.

6 Nell’esercizio svolto l’avvolgimento di spire qua- 䊳 Quanto vale l’intensità di corrente che circola
쐌 쐌쐌
drate entrava nel campo magnetico con il lato nell’avvolgimento se questo aumento avviene in
parallelo al magnete. modo lineare?
䊳 Come cambia l’intensità di corrente se l’avvolgi- 䊳 E se invece il campo B aumenta secondo la legge
mento entra secondo una diagonale? oraria B ( t ) = 0,3 + 0,4·t 2 ?
䊳 In entrambi i casi che valore ha la carica Q che è
transitata attraverso l’avvolgimento durante la
variazione di B? [50 mA (costante); i(t) = (66,7 mA/s)t;
Q = 75 mC in entrambi i casi]
v
9 Una bacchetta metallica di lunghezza R sta ruotan-
쐌쐌쐌
do perpendicolarmente a un campo magnetico B
uniforme con velocità angolare ~.
B 䊳 Qual è la differenza di potenziale tra gli estremi

della bacchetta?
Risposta
䊳 Se invece di una bacchetta ruotasse un intero
150 disco metallico di raggio R, quale sarebbe la dif-
i (mA)

100 ferenza di potenziale tra il bordo e il centro?


50 (Suggerimento: la velocità dei vari tratti della bac-
0
0,5 1 1,5 2 2,5 3 chetta non è costante, ma se consideri un elemento
t (s)
–50
infinitesimo dx di bacchetta a distanza x dal punto
–100
di rotazione, allora puoi ritenere costante la velocità
–150
v = ~x dei suoi estremi e calcolare la differenze di
potenziale infinitesima dV = vB dx = ~Bx dx. La
7 Un sottile avvolgimento di 50 spire circolari di rag- differenza di potenziale per l’intera bacchetta si ha
쐌쐌쐌
gio 12 cm è attraversato da un campo magnetico integrando dV da x = 0 a x = R.)
oscillante prodotto da una corrente alternata. Il cam- [6V = ~BR 2/2; la stessa che c’è tra gli estremi della bacchetta]
po oscilla a 50 Hz e ha un valore di picco di 60 mT.
䊳 Qual è il valore massimo della fem indotta

nell’avvolgimento? [43 V]

8 Un avvolgimento di 100 spire di area 50 cm2 è ω ω


쐌쐌쐌 R R
immerso in un campo B ( t ) variabile controllato da
un elettromagnete. L’avvolgimento ha resistenza
R = 6,0 X. Inizialmente il campo B vale 0,3 T e poi
aumenta fino al valore di 1,2 T in 1,5 s.

1071
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Elettromagnetismo

3 La legge di Lenz
ESERCIZI

10 ESEMPIO 쐌쐌쐌

L’anello di Thomson è un sistema


costituito da un avvolgimento di filo
di rame attorno a una barra di mate-
riale magnetizzabile. Su questo anello di alluminio
avvolgimento è appoggiato un anel-
lo di metallo, non magnetico, per
esempio di alluminio. L’avvolgimen-
to è collegato a un generatore di ten-
sione. Quando si abbassa l’interrut-
tore, l’anello di metallo salta via.
䊳 Spiega perché.

avvolgimento di filo

䡵 RISOLUZIONE

Alla chiusura del circuito inizia a passare La corrente dà origine a un campo magnetico
corrente nell’avvolgimento. all’interno dell’avvolgimento.

Il campo magnetico è convogliato nella barra L’anello è ora interessato da un flusso di campo
di materiale magnetico. magnetico che prima non c’era.

Per la legge dell’induzione si forma una Per la legge di Lenz la corrente indotta produce un
corrente indotta nell’anello che è campo che si oppone alla variazione del flusso.
proporzionale alla variazione del flusso del
campo magnetico.

Se, per esempio, la corrente nelle spire In ogni caso il verso di rotazione della corrente
dell’avvolgimento si muove in modo da dare nelle spire è opposto al verso di rotazione della
un campo B diretto verso l’alto, allora la corrente nell’anello.
corrente indotta nell’anello cercherà di dare
un campo B diretto verso il basso
(o viceversa).

Le correnti di verso opposto si respingono. L’anello, che è solo appoggiato, viene lanciato
verso l’alto.

11 Se l’apparato dell’anello di Thomson è alimentato [La corrente si inverte ogni 20 ms e l’anello continua a essere
쐌 쐌쐌 soggetto a correnti indotte che si oppongono alla
con una tensione alternata a 50 Hz, non eccessiva-
variazione del campo che è prodotto dall’avvolgimento
mente elevata, l’anello rimane sospeso vibrando e
e perciò producono una repulsione.
si scalda. L’anello non scivola di lato perché è infilato nella barra
䊳 Perché? di metallo. Il riscaldamento è prodotto dall’effetto
Joule delle correnti indotte]

1072
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

12 Un sottile cilindro di alluminio (per esempio una 15 QUANTO?

ESERCIZI
쐌 쐌쐌 쐌쐌쐌
lattina) è inserito in un grosso avvolgimento di filo Un circuito RL ha una resistenza da 500 X e una
di rame (figura). induttanza da 6,0 mH.
䊳 Che cosa accade quando l’interruttore chiude il 䊳 Qual è la sua costante di tempo? [12 μs]
circuito?
[Il cilindro viene schiacciato per effetto delle correnti indotte] 16 L’induttanza di un solenoide vale 6,0 mH.
쐌쐌쐌 䊳 Calcola il flusso complessivo del campo magneti-
co attraverso il solenoide quando è percorso da
un’intensità i = 2,8 A. [17 mWb]

17 Una corrente, che è forzata a passare attraverso


쐌쐌쐌
un’induttanza da 12 mH, aumenta linearmente da
zero a 3 A in 10 ms.
䊳 Qual è la tensione ai capi dell’induttanza durante
questo tempo? [3,6 V]

18 Un’induttanza di 250 μH ha una resistenza intrinse-


쐌쐌쐌
ca di 10 X. Un generatore, la cui resistenza interna
è trascurabile, fornisce una fem costante di 4,5 V
4 L’autoinduzione ed è collegato all’induttanza tramite una resistenza
di 20 X.
13 QUANTO? 䊳 Qual è l’intensità di corrente che si ha alla fine
쐌쐌 쐌 nel circuito?
Un solenoide di sezione 2,8 cm2 è formato da uno
strato di 200 spire circolari di filo di rame di diame- 䊳 Quanto tempo occorre approssimativamente per

tro 0,50 mm, strettamente avvolte. raggiungere questo valore di intensità?


䊳 Quanto vale la sua autoinduttanza? [0,14 mH] 䊳 Calcola la potenza dissipata dalla resistenza

dell’induttanza quando si raggiunge l’intensità


14 QUANTO? finale di corrente. [75 mA; 21 ns; 56 mW]
쐌쐌 쐌
Un’induttanza da 2 mH è percorsa da una corrente
costante di 0,5 A.
䊳 Qual è la tensione indotta? [0 V]

19 ESEMPIO 쐌 쐌쐌

Il circuito in figura è formato da un generatore di tensione costante E = 6,0 V, due resistenze R1 = 30 X,


R2 = 20 X e un’induttanza L = 50 mH la cui resistenza interna è trascurabile.
䊳 Quanto vale l’intensità di corrente che esce dal generatore non appena si chiude l’interruttore?
䊳 E dopo 15 ms?

L
E
R1

R2

1073
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ESERCIZI Elettromagnetismo

䡵 RISOLUZIONE

䊳 Quando l’interruttore è alzato non passa


corrente nel circuito. Non appena 6V A B
l’interruttore viene chiuso, i punti A e B si
trovano al potenziale 6 V. In questo modo R1 L
i=0
è immediatamente attraversata E
C R1 i1
dall’intensità di corrente

E 6V R2
i1 = = = 0,20 A
R1 30 X
0V
L’induttanza L, invece, si oppone
istantaneamente al passaggio di corrente e
produce una fem indotta di – 6 V per cui il
punto C si trova inizialmente a 0 V e non
passa corrente attraverso R2. Pertanto
l’intensità di corrente che esce dal generatore
alla chiusura dell’interruttore è solo i1, cioè
0,20 A.

䊳 La maglia con L e R2 si comporta come un


circuito RL, con costante di tempo 6V

L 50 mH L
x= = = 2,5 ms
R 20 X E
6V i2 R1 i1
Dopo circa 5x = 12,5 ms l’induttanza lascia
passare liberamente la corrente, la quale è R2
solo limitata da R2:
0V
E 6V
i2 = = = 0,30 A
R2 20 X

Pertanto dopo 15 ms > 12,5 ms l’intensità di


corrente che esce dal generatore è

I = i 1 + i 2 = 0,20 A + 0,30 A = 0,50 A

20 Considera nuovamente il circuito dell’esempio pre- dall’alimentatore alla chiusura dell’interruttore?


쐌 쐌쐌
cedente. 䊳 E quella dopo una decina di millisecondi?
䊳 Che cosa accade quando viene nuovamente aper- [i0 = 0,40 A; i' = 1,20 A]
to l’interruttore mentre sta passando corrente?
[Immediatamente dopo il distacco dell’alimentatore, R1 R2
l’induttanza cerca di mantenere la sua intensità di
corrente i2 = 0,30 A: lo può fare solo facendola 10 Ω 20 Ω
passare attraverso la serie R1-R2. Questa corrente
iniziale di 0,30 A si affievolisce con una costante E 12 V
di tempo x = L/(R1+R2) = 1 ms] L 10 mH

21 Considera il circuito di figura.


쐌 쐌쐌 䊳 Quanto vale l’intensità di corrente che esce

1074
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

22 Un circuito RL è composto da un generatore di fem 5 Energia immagazzinata

ESERCIZI
쐌쐌쐌
E = 12 V, una resistenza R = 10 X e una induttan- in un induttore
za L = 8 mH.
䊳 Imposta un foglio di calcolo per simulare l’anda- 23 QUANTO?
쐌쐌쐌
mento della corrente durante l’intervallo di tem- Supponi che un’induttanza da 25 mH sia attraversa-
po 5x. ta da una corrente di 0,2 A.
(Suggerimento: dei dati del problema si ha x = 0,8 ms; 䊳 Quanta energia viene immagazzinata? [0,5 mJ]
puoi usare un 6t = 0,08 ms per 50 passi.)
24 QUANTO?
Risposta 쐌쐌쐌
Il campo magnetico terrestre varia spostandosi sul-
¸ A B C D E la superficie della Terra.
1 Circuito RL
䊳 Quanto vale la sua densità di energia nelle regio-
2 E= =12 V
3 R= =10 ƻ ni in cui il suo valore è circa 0,5 mT? [0,1 J/m3]
4 L= =0,008 H
5 L/R= =B4/B3 s
6 ¨t= =B5/10 s 25 Un solenoide, formato da 500 spire e lungo 20 cm,
7 쐌쐌쐌
8 t (s) i (A) ¨VR (V) ¨VL (V) ¨i (A)
ha una sezione di pochi centimetri quadrati ed è
9 0 0 =B9+$B$3 =C9-$B$2 =-D9/$B$4*$B$6 percorso da una corrente di 0,30 A.
10 =A9+$B$6 =B9+E9 =B10+$B$3 =C10-$B$2 =-D10/$B$4*$B$6
11 =A10+$B$6 =B10+E10 =B11+$B$3 =C11-$B$2 =-D11/$B$4*$B$6
䊳 Calcola la densità di energia del campo magneti-
12 =A11+$B$6 =B11+E11 =B12+$B$3 =C12-$B$2 =-D12/$B$4*$B$6
co nel solenoide. [0, 35 μJ/cm3]

26 ESEMPIO 쐌 쐌쐌

Un solenoide è realizzato avvolgendo dieci strati di sottile filo di rame verniciato su un supporto di plasti-
ca di diametro dsolenoide = 2,50 cm. La sezione del filo di rame è Sfilo = 0,100 mm2. Ogni avvolgimento è
formato da N0 = 550 spire affiancate, per cui il solenoide è lungo 19,6 cm. Il solenoide è collegato con un
generatore di tensione E = 12,0 V.
䊳 Calcola l’energia accumulata nel solenoide.
䊳 Quanto vale la potenza dissipata dalla resistenza del filo di rame?
䊳 In quanto tempo la resistenza dissipa una quantità di energia pari a quella accumulata nel solenoide?

䡵 RISOLUZIONE

䊳 Il diametro del filo è 0,100 mm 2


S filo d filo = 2 = 0,357 mm
r
d filo = 2
r

Ogni strato di filo aumenta il diametro del 2 d filo = 2 ^0,36 mm h = 0,714 mm = 0,0714 cm
supporto di 2 dfilo:

Il primo avvolgimento ha spire di diametro d 10 = 2,50 cm + 9 ^0,0714 cm h = 3,14 cm


d1 = 2,50 cm, il decimo avvolgimento
d10 = (2,50 + 9·2·dfilo) cm:
2,50 cm + 3,14 cm
Il diametro medio di una spira è d spira = = 2,82 cm
2

Ci sono 10 N0 spire di diametro crescente. l filo = 10 $ 550 ^2,82 cm h 3,14 = 487 m


Poiché la relazione tra diametro e
lunghezza di una spira è lineare, si può
calcolare la lunghezza del filo usando il
diametro medio delle spire:

l filo = 10 N 0 d spira r

1075
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Elettromagnetismo

R = ^0,0171 X $ mm 2 m h
ESERCIZI

La resistenza del filo è data dalla seconda 487 m


= 83,3 X
legge di Ohm: 0,100 mm 2
l filo
R =t
S filo

Per il rame t = 0,0171 X·mm2/m, quindi:

La lunghezza del solenoide è data dagli N0 l solenoide = 550 ^0,357 mm h = 19,6 cm = 0,196 m
diametri dei fili di uno strato affiancati:
l solenoide = N 0 d filo

^ 2,50 2 cm 2 + 3,14 2 cm 2h = 6,32 cm 2 =


Per determinare l’induttanza del solenoide r
S solenoide =
utilizziamo la sezione media degli 4
avvolgimenti: = 6,32 $ 10-4 m 2

L = ^ 4 r $ 10-7 H mh ^ 5500h2
L’induttanza L del solenoide è 6,32 $ 10-4 m 2
= 0,123 H
S solenoide 0,196 m
L = n0 N 2
l solenoide

L’intensità di corrente che attraversa il 12,0 V


i= = 0,144 A
solenoide in regime stazionario è data dalla 83,3 X
legge di Ohm i = E/R:

^0,123 Hh ^0,144 Ah2 = 1,28 mJ


L’energia accumulata nel solenoide è 1
U=
1 2
U = L i2
2
䊳 La potenza dissipata dalla resistenza è P = 83,3 X ^0,144 Ah2 = 1,73 W
P = Ri2

䊳 L’intervallo di tempo durante il quale la 1 0,123 H


Tt = = 0,74 ms
resistenza dissipa la stessa quantità di 2 83,3 X
energia contenuta nel solenoide è
U L i2 2 1 L 1
Tt = = = = x
P Ri 2 2 R 2

27 Un circuito RL è formato da una resistenza 400 cm2 ruota con una frequenza di 50 Hz in un
쐌 쐌쐌
R = 25 X e da una induttanza L = 0,200 H. Il cir- campo magnetico uniforme di 5 mT.
cuito è alimentato da una tensione E = 18 V. Ini- 䊳 Qual è la tensione prodotta ai capi di tale avvol-

zialmente nel circuito non passa corrente. A t = 0 gimento? [È una tensione alternata di valore
si alimenta il circuito con una tensione continua di efficace 10 V e frequenza 50 Hz]
18 V.
䊳 Quanto vale l’energia immagazzinata nel campo 29 QUANTO?
쐌쐌쐌
magnetico del solenoide dopo 5 ms? Un alternatore, con un avvolgimento di 330 spire di
䊳 E dopo 50 ms? [11 mJ; 52 mJ] area 100 cm2 ciascuna, ruota con una frequenza di
50 Hz.
䊳 Quanto deve essere intenso il campo magnetico
6 L’alternatore per produrre una tensione efficace di 220 V?
[0,3 T]
28 QUANTO?
쐌쐌 쐌
Un avvolgimento composto da 230 spire e di area

1076
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

30 ESEMPIO 쐌 쐌쐌

ESERCIZI
Un alternatore è costituito da un avvolgimento rettangolare di N = 200 spire di filo di rame. Il rettangolo ha
dimensione L = 25 cm nella direzione dell’asse di rotazione e h = 12 cm nella direzione perpendicolare (figu-
ra). L’avvolgimento ruota in un campo uniforme B = 0,10 T. Trascuriamo gli attriti, per cui se non passa
corrente nel filo non occorre alcun momento di forza x per far ruotare l’avvolgimento.
䊳 Qual è il momento di forza x che occorre per far ruotare con velocità angolare ~ = 300 rad/s l’avvolgimen-

to se lo chiudiamo su una resistenza R = 15 X?

h
N

S
τ
L

i
R

䡵 RISOLUZIONE

Il momento x serve a contrastare la forza La forza su un tratto di filo di lunghezza L, quando


magnetica che si esercita sull’avvolgimento se la spira forma un angolo i con B, è
è percorso da corrente. Questa forza si ha sui
lati di lunghezza L e produce una coppia di F = iBL sen i
braccio h.
Questa forza si esercita in un verso su un lato della
spira e con un verso opposto sull’altro, che dista h.
Ciò produce una coppia pari a

coppia = Fh = iBLh sen i

Ci sono N spire e l’angolo è i = ~t, allora il


momento totale è

x = NiBLh sen ^~ th = NiA B sen ^~ th

dove A = Lh è l’area di una spira.

L’intensità di corrente i è prodotta dalla fem E^ t h


E ( t ) indotta: i=
R
La fem indotta è prodotta dalla rotazione E ^ t h = NAB ~ sen ^~ th
i ^ t h = NAB sen ^~ th
dell’avvolgimento (equazione (19) per N spire): ~
R

x = 6 NAB sen ^~ th@ 2 = 6 i^ t h@ 2


Sostituiamo questa intensità nell’espressione ~ R 䊳
per il momento x: R ~

1077
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ESERCIZI Elettromagnetismo

Il momento x dipende da t e varia da zero al Il valore medio di sen2(~t) è 1/2, per cui
x medio = ^NABh2
valore massimo xmax = (NAB)2 (~/R). Poiché è 1 ~
sempre positivo, significa che occorre sempre 2 R
fornire energia dall’esterno per far ruotare Sostituendo i valori dei dati:
l’avvolgimento.
^ 200 $ 3,00 $ 10-2 m 2h2 ^ 0,10 Th
1 300 rad s
xmedio = =
2 15 X
= 3,6 N

Notiamo che la potenza meccanica necessaria a mantenere la rotazione, cioè P ( t ) = x~ è uguale alla
potenza dissipata dal resistore P ( t ) = i ( t )2 R.

31 Al posto del resistore dell’esercizio precedente si 7 I circuiti in corrente alternata


쐌쐌쐌
mette un enorme condensatore avente una capacità
C = 50 mF. 33 QUANTO?
쐌쐌쐌
䊳 Stabilisici come cambia il momento x. Un condensatore da 22 nF è sottoposto a una tensio-
䊳 Calcola il valore medio di x in un giro. ne alternata di frequenza f = 1 kHz.
䊳 Quanto vale la sua reattanza capacitiva? [7 X]
[La corrente diventa: i ( t ) = NAB~C cos(~t) e
1
x = (NAB)2 · ~C sen(2~t).
2 34 QUANTO?
Per mezzo giro è necessario fornire energia 쐌쐌쐌
Considera una induttanza da 1 mH.
dall’esterno per ruotare l’avvolgimento, nel successivo
䊳 A quale frequenza la sua reattanza vale 100 X?
mezzo giro il valore si inverte ed è l’energia del
[16 kHz]
condensatore che ritorna l’energia al sistema
che fa ruotare l’avvolgimento. xmedio = 0]
35 Le reattanze di un condensatore e di un induttore
쐌쐌쐌
valgono rispettivamente XC = 1/(~C ) e XL = ~L.
32 Un alternatore è costituito da un avvolgimento di
쐌쐌쐌 䊳 Verifica che sono entrambe espresse in ohm.
N = 300 spire di area 480 cm2 che ruota in un cam-
po magnetico uniforme B = 0,36 T. La resistenza 36 Considera un circuito capacitivo alimentato con
dell’avvolgimento è trascurabile. Questo alternato- 쐌쐌쐌
una fem E ( t ) = E0 sen ( ~t ).
re è collegato a un resistore di valore R = 75 X. 䊳 Determina l’andamento della corrente in funzio-
䊳 A quale frequenza deve ruotare l’alternatore per ne del tempo.
fornire una potenza di 60 W? [.53 giri/s] 䊳 Calcola lo sfasamento tra tensione e corrente.
[i ( t ) = –~CE0 sen(~t); la corrente è sempre in anticipo
di un quarto di periodo rispetto alla tensione]

37 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Considera un resistore R attraversato da un’intensità di corrente alternata i ( t ) = imax sen ( ~t ).


䊳 Dimostra che la potenza media dissipata è Pmedia = (1/2) R i 2max.

䡵 RISOLUZIONE

La potenza istantanea è
P ^ t h = R 6 i ^ t h@ 2 = R i max
2
sen 2 ^~ th 25 P (W)
20
In figura è rappresentato un grafico della
15
potenza istantanea con imax = 0,4 A e R = 125 X,
10
quindi il valore massimo della potenza
5
istantanea è t (s)
0
= ^0,4 Ah2 ^125 Xh = 20 W
2 0 2 4 6
Pmax = Ri max

1078
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

ESERCIZI
La potenza media è l’energia dissipata su una
lunga durata di tempo, diviso per questo 25 P (W)
tempo. Graficamente l’energia dissipata è 20
rappresentata dall’area tra il grafico e l’asse 15
dei tempi in quanto per una potenza variabile 10
si ha: 5
energia . / P ^ t h Tt
t (s)
0
0 2 4 6
L’area in verde è pari all’energia dissipata.

Per una lunga durata di tempo si vede che


l’area in verde è metà dell’area della striscia 0
0 2 4 6
tra il valore massimo della potenza istantanea t (s)
5
(nel nostro esempio 20 W) e zero. Visivamente
10
il fatto è immediato: se capovolgiamo il
15
grafico si vede che, a parte una traslazione di
20
mezzo periodo, la parte gialla ha preso il posto
25 P (W)
di quella verde. Pertanto:
1 1 2
Pmedia = Pmax = R i max = 10 W
2 2

È possibile ottenere il risultato in modo più formale, senza far uso degli integrali. Consideriamo come ipo-
tesi che il valore medio di una funzione di tipo seno o coseno sia zero su tempi lunghi (di fatto è zero su un
periodo). Usiamo la relazione trigonometrica
sen 2 x = - cos ^2 xh
1 1
2 2
e scriviamo
P ^ t h = R 6 i^ t h@ 2 = R i max sen 2 ^~ th = R i max ; - cos ^ 2 ~ thE =
2 2 1 1
2 2
cos ^ 2 ~ th
1 2 1 2
= R i max - R i max
2 2
Facendo la media su un tempo lungo (o su un periodo) il secondo termine al secondo membro dà
un contributo nullo, per cui rimane
1 2
Pmedia = R i max
2

38 L’impedenza Z di un circuito in serie RL si può 䊳 Determina lo sfasamento per frequenze piccole


쐌 쐌쐌
determinare a partire da quella della serie RLC (for- (~ . 0) e per frequenze grandi (~ . 3).
mula (30)) considerando una capacità infinita. [{ = arctg(~L/R); { . 0 per basse frequenze per le quali
䊳 Determina l’espressione che lega Z a R, L e ~. l’induttanza è poco importante e { . 90° per le alte
frequenze in cui l’induttanza prevale sulla resistenza]
䊳 Calcola il valore dell’impedenza per un circuito in
serie con R = 100 X e L = 2,00 mH, alimentato da
40 Si vuole alimentare con la tensione di rete a 220 V
un generatore la cui frequenza è 12,5 kHz. 쐌쐌쐌
una lampadina da 60 W che funziona a 110 V. Non
9Z = R 2 + ^~L h2 ; 186 XC disponendo di un trasformatore si può utilizzare
un’induttanza di resistenza trascurabile da mettere
39 Considera un circuito in serie RL. in serie alla lampadina. La frequenza di rete è 50 Hz.
쐌쐌쐌 䊳 Usa la formula (31) per trovare l’angolo di sfasa- 䊳 Calcola il valore che deve avere l’induttanza.
mento { fra tensione e corrente. [1,1 H]

1079
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Elettromagnetismo

8 Trasferimenti di potenza nei circuiti 44 QUANTO?


ESERCIZI

쐌쐌쐌
in corrente alternata Si vuole collegare un condensatore a una induttanza
da 2,0 nH per ottenere un circuito oscillante alla fre-
41 QUANTO? quenza di 1,0 MHz.
쐌쐌 쐌 䊳 Qual è il valore della capacità necessaria? [13 nF]
Una tensione alternata ha un valore di picco di 40 V.
䊳 Quanto vale il suo valore efficace? [28 V]
45 Una tensione alternata ha un valore efficace di 25 V.
쐌쐌쐌
42 QUANTO? 䊳 Calcola la differenza di potenziale tra il massimo
쐌쐌 쐌 e il minimo di questa tensione.
Un resistore da 12 X è attraversato da una corrente [71 V]
alternata il cui valore di picco è 10 A.
䊳 Quanto vale la potenza dissipata? [600 W] 46 Una tensione alternata ha valore massimo di 10 V
쐌쐌쐌
ed è messa ai capi di una resistenza da 5 X.
43 QUANTO? 䊳 Quanto vale il valore efficace della tensione?
쐌쐌 쐌 䊳 Determina la potenza emessa dalla resistenza.
Un circuito è composto da un condensatore C = 22 nF
e un induttore L = 1,8 mH. [7,1 V; 10 W]
䊳 Quanto vale la sua frequenza di risonanza?
[0,80 kHz]

47 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Un generatore di tensione alternata produce una fem


oscillante E ( t ) = (5 V) sen (100 t ). Questo generatore è
i(t)
collegato con un condensatore di capacità C = 400 nF.
䊳 Determina la corrente che passa nei fili di collega-
E(t)
mento.
䊳 Calcola la potenza trasferita tra il generatore e il con-

densatore.

䡵 RISOLUZIONE

䊳 La corrente in questo caso è sfasata di un


quarto di periodo in anticipo, quindi se la E (V)
6
tensione è una funzione seno allora la 4
corrente è una funzione coseno: 2
t (s)
0
E^ t h = E 0 sen ^~ th
0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12
–2

i^ t h = ~ C E 0 sen b~ t + l = ~ C E 0 cos ^~ th
r –4
–6
2

Con i valori dati si ottengono i due grafici


mostrati a fianco. 0,3
i (A)
La corrente carica e scarica alternativamente 0,2
il condensatore. L’energia viene trasferita dal 0,1
t (s)
generatore al condensatore quando questo si 0
0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12
carica, ma quando il condensatore si scarica –0,1
ritorna al generatore. Se non ci sono effetti –0,2
–0,3
dissipativi, l’energia trasferita è in media
nulla.

1080
Claudio Romeni FISICA E REALTÀ - Induzione e Onde elettromagnetiche © Zanichelli 2012 con Physics in English
23 䡲 L’induzione elettromagnetica

P ^ t h = E^ t h i^ t h =

ESERCIZI
䊳 La potenza istantanea è il prodotto, istante
per istante, della tensione e della corrente.
Usando la formula trigonometrica = ~ C E 02 sen ^~ th cos ^~ th =

2 sen x cos x = sen ^2 xh =


1
~ C E 02 sen ^ 2 ~ th
2
si ottiene:

Con i valori dati si ottiene il grafico di figura.


La potenza oscilla con frequenza doppia P (W)
0,6
rispetto alla tensione e alla corrente ed è 0,4
alternativamente positiva e negativa: questo 0,2
t (s)
indica che l’energia va al condensatore e poi 0
0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12
ritorna indietro per ogni oscillazione della –0,2
–0,4
tensione o della corrente.
–0,6

L’energia è l’integrale della potenza. Le aree


positive sono identiche a quelle negative 0,6 P (W)
e la media dell’energia è zero. 0,4
0,2 + + + t (s)
0
0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12
–0,2 – – –
–0,4
–0,6

48 Considera la stessa situazione dell’esempio prece- 50 Imposta un foglio di calcolo per ottenere il grafico
쐌쐌 쐌 쐌쐌쐌
dente. dell’intensità di corrente in un circuito in serie RLC
䊳 Ripeti il ragionamento per dimostrare che, anche al variare della frequenza del generatore. Puoi usa-
nel caso in cui il generatore sia collegato con re questi dati: C = 1 mF; L = 0,5 mH. Con questi
un’induttanza (senza resistenza), l’energia trasfe- valori la frequenza di risonanza è circa 7 kHz. La
rita in media è nulla. variabile indipendente f può andare da 1 kHz (il
primo valore non può essere zero!) fino a 25 kHz,
49 Nei casi in cui un generatore di tensione alternata con intervalli di 1 kHz. Per l’alimentazione prendi
쐌쐌쐌
sia collegato a un condensatore o a una induttanza, un qualsiasi valore, per esempio Eeff = 5 V.
lo sfasamento tra tensione e corrente è un quarto di 䊳 Determina come l’intensità di corrente cambia al
periodo (in più o in meno). variare della resistenza, disegnando tre grafici, il
䊳 Usa il foglio elettronico per mostrare che, se lo primo con R = 5 X, il secondo con R = 10 X e il
sfasamento non è un quarto di periodo, allora la terzo con R = 20 X.
potenza istantanea non è più simmetrica e l’ener- Risposta
gia viene dissipata. Costruisci una tabella con tre 1
colonne che contengano rispettivamente i tempi,
una funzione proporzionale alla tensione sen (~t) 0,8

e una funzione proporzionale alla corrente 0,6
ieff (A)

10 Ω
sen (~t + {) 0,4

dove { è un parametro (espresso in radianti). 0,2


20 Ω
Moltiplica tra loro i valori corrispondenti delle
0
due ultime colonne per ottenere la colonna della 0 10 20 30
f (kHz)
potenza istantanea.

1081
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Elettromagnetismo

9 Il trasformatore 52 QUANTO?
ESERCIZI

쐌쐌쐌
Un trasformatore cambia la tensione di rete da
51 QUANTO? 220 V a 12 V.
쐌쐌 쐌 䊳 Se la massima corrente sul circuito primario è
Un trasformatore a sezione costante trasforma una
tensione a 220 V in una tensione a 15 V. Il circuito 3,0 A, quanto vale la massima corrente sul secon-
primario ha 1000 avvolgimenti. dario? [55 A]
䊳 Quanti avvolgimenti deve avere il secondario? [68]

53 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Una lampadina alogena a basso voltaggio (12 V) da 30 W è alimentata da un trasformatore connesso con la
rete a 220 V. Il trasformatore è formato da due avvolgimenti di uguale sezione collegati da un circuito
magnetico privo di dispersione; il circuito primario ha Np = 880 avvolgimenti.
䊳 Determina quante sono le spire Ns del secondario.
䊳 Calcola l’intensità di corrente che circola nel primario.

䡵 RISOLUZIONE
䊳 Nel caso in cui il flusso non abbia Vs Ns Vs
= & Ns = Np
dispersioni, il rapporto tra le tensioni del Vp Np Vp
primario e del secondario è uguale a quello
del numero di avvolgimenti:

䡵 Risultato numerico

V s = 12 V 12 V
N s = 880 = 48
V p = 220 V 220 V
N p = 880

䊳 Se non ci sono dispersioni, la potenza del Vs


is Vs = ip Vp & ip = is
circuito secondario deve essere quella del Vp
circuito primario:
Poiché la lampadina consuma una potenza Vs P
ip = is =
P = isVs, la corrente sul primario diventa: Vp Vp

䡵 Risultato numerico

P = 30 W 30 W
ip = = 0,14 A
V p = 220 V 220 V

54 Nei vecchi modelli di televisore a tubo catodico PROBLEMI FINALI


쐌 쐌쐌
occorrevano alte tensioni per accelerare gli elettro-
ni. A partire dalla tensione di rete a 220 V si ottene- 55 Un solenoide fatto in casa
vano 20 kV con un circuito primario con 300 avvol- 쐌쐌쐌
Un solenoide è realizzato avvolgendo strettamente 3
gimenti.
strati, ciascuno di 300 spire di filo di rame con diame-
䊳 Quanti avvolgimenti aveva il secondario?
tro 0,60 mm, attorno a un cilindro di carta di raggio
䊳 Se la corrente nel primario era 0,4 A, quale cor-
2,00 cm. La resistività del rame è t = 0,017 X·mm2/m.
rente si aveva nel secondario? [.27000; 4,4 mA]
Il solenoide è collegato con un alimentatore che forni-
sce una fem costante di 5 V. Determina:

1082
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

䊳 il numero totale di spire; so comportamento elettrico alla stessa frequenza,

ESERCIZI
䊳 il diametro medio di una spira; ma utilizzando un resistore e una induttanza.
䊳 la lunghezza del filo di rame utilizzato; 䊳 Come devono essere collegati?
䊳 la sezione del filo di rame; 䊳 Il resistore deve avere resistenza maggiore o
䊳 la resistenza del filo che forma il solenoide; minore di 20 X?
䊳 la corrente stazionaria che passa nel filo che for- 䊳 Con il condensatore la resistenza era maggiore o

ma il solenoide; minore di 20 X? [In serie; minore; maggiore]


䊳 la potenza dissipata in calore dalla corrente che
attraversa il filo; 59 Un’antenna quadrata
쐌쐌쐌
䊳 la lunghezza del solenoide; Il campo magnetico di un’onda di frequenza
䊳 la sezione media del solenoide; 2,00 kHz attraversa un’antenna a telaio quadrata di
䊳 il campo magnetico stazionario all’interno del lato 60 cm, formata da 20 avvolgimenti di filo di
solenoide; rame la cui resistenza è 0,010 X/m. La corrente
䊳 il coefficiente di autoinduttanza L del solenoide; indotta nell’avvolgimento ha un valore efficace di
䊳 l’energia magnetica contenuta nel solenoide; 5,0 μA.
䊳 il tempo che ha impiegato la corrente a stabilizzar- 䊳 Qual è il valore di picco del campo magnetico

si. [N = 900; dspira = 4,18 cm; lfilo = 118 m; Sfilo = 0,28 mm2; dell’onda? [0,24 nT]
R = 7,1 X; i3 = 704 mA; P = 3,5 W; lsolenoide = 18,0 cm;
Ssolenoide = 13,7 cm2; B3 = 4,4 mT; L = 8 mH;
energia = 1,9 mJ; 5x = 5,5 ms]

56 Automatic Train Stop


쐌쐌 쐌
Il sistema di sicurezza induttivo (INDUSI), montato
su tutte le locomotive tedesche a partire dagli anni
Trenta del secolo scorso, consentiva, fra l’altro, di
far arrestare automaticamente (Automatic Train
Stop) il convoglio qualora la velocità rilevata fosse
stata superiore al consentito. L’apparato si può
schematizzare con un magnete posto fra le rotaie e
una spira (100 avvolgimenti e area pari a 300 cm2)
collocata sulla locomotiva: se si genera una tensione 60 Caduta libera?
ai capi del circuito superiore a 24,0 V scatta la frena- 쐌쐌쐌
Una sbarretta di alluminio (che non è magnetizzabi-
tura automatica. le) di massa m è incernierata tra due aste verticali,
䊳 Si vuole far arrestare il convoglio qualora venga-
anch’esse di alluminio. La distanza tra le aste è d.
no superati i 90 km/h: quale deve essere il campo Tra la sbarretta e le aste c’è sempre contatto. Una
magnetico prodotto dal magnete tra le rotaie? resistenza R, molto più grande della resistenza delle
䊳 Si può utilizzare un magnete permanente (inten-
aste e della sbarra, chiude il circuito. L’attrito tra la
sità di campo normalmente inferiori a 0,4 T)? sbarretta e le aste è trascurabile, per cui, se è lascia-
[0,3 T; sì]
ta andare, la sbarretta cade con moto accelerato, con
57 Dipendenza funzionale un’accelerazione pari a g.
쐌쐌 쐌 R
Spesso in fisica è importante ricavare non tanto
l’espressione esatta di una certa grandezza, ma piut-
tosto come essa dipende dalle altre, tralasciando le
costanti numeriche. Una spira riceve un impulso di
campo magnetico che decade come 1/t 2.
䊳 Come decade la corrente? [1/t 3]

58 Diversi ma uguali
쐌 쐌쐌 B
Un circuito è composto da un condensatore e un
resistore in parallelo e a 200 Hz ha un’impedenza di
d
20 X. Si vuole costruire un circuito che abbia lo stes-

1083
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Elettromagnetismo

䊳 Qual è il moto della sbarretta se cade invece attra- 䊳 Sapendo che lo storico locomotore 29, in uso
ESERCIZI

versando un campo magnetico traversale B? presso la ferrovia Genova-Casella, assorbe com-


[La corrente indotta provoca una forza frenante proporzionale plessivamente 126,00 A a 22,50 km/h e che a tale
alla velocità Ffren = [(Bd )2/R] v, per cui si ha un moto come
velocità i 4 motori sono collegati in serie, quanta
quello di caduta in un fluido viscoso. La costante di tempo
è x = mR/(Bd )2 e la velocità finale v' =gx]
corrente assorbirà ciascun motore a 50 km/h,
velocità alla quale i motori sono collegati for-
61 Anello di calore!
mando 2 rami paralleli ognuno composto da 2
쐌 쐌쐌
Un anello di metallo di raggio 20 cm ha una resisten- motori in serie? (Il diametro delle ruote del mezzo
za di 5,0 X. L’anello è attraversato da un campo è 1050 mm.)
magnetico oscillante di valore massimo B0 = 1,0 mT
䊳 Qual è l’assorbimento complessivo della macchi-
e di frequenza 10,0 kHz. na a questa velocità? [56,95 A; 113,90 A]

䊳 Qual è la potenza termica emessa dall’anello?


[6,2 W]

62 Un satellite appeso a un filo


쐌 쐌쐌
Durante la missione STS-46, conclusasi nell’agosto
1992, si sono svolti alcuni esperimenti di elettroma-
gnetismo. Dallo Space Shuttle Atlantis è stato im-
messo nello spazio un piccolo satellite (TSS-1) legato
alla navetta da un cavo conduttore lungo 200 m. Lo
Space Shuttle aveva velocità v = 7,03 km/s su una
orbita equatoriale di raggio 8059 km. Supponi che

Giorgio Stagni
la Terra (raggio 6378 km) generi un campo magne-
tico di dipolo, orientato come l’asse di rotazione
terrestre, che all’equatore abbia un’intensità di
0,5 gauss. 64 Gruppo moto-convertitore
䊳 Determina la differenza di potenziale che si è mi-
쐌쐌쐌
All’inizio del secolo scorso, prima dell’avvento dei
surata tra il satellite e lo Space Shuttle. [34,9 V] dispositivi elettronici, si era soliti convertire la cor-
rente continua in corrente alternata facendo uso di
gruppi «moto-convertitori», formati da un motore
elettrico in corrente continua accoppiato con un
alternatore. Supponiamo che l’alternatore assor-
ba 7,0 kW e che a esso venga trasferita l’80%
della potenza assorbita dal motore (alimentato a
2,6 kV).
䊳 Calcola l’intensità di corrente circolante in

quest’ultimo.
In uscita viene prodotta una corrente con tensione
pari a 220,0 V e il generatore ruota a 750 giri/min.
La spira è formata da 100 avvolgimenti e il campo
applicato è di 0,5 T.
䊳 Determina il diametro della spira. [3,4 A; 16 cm]
NASA

65 Fermare un treno
63 Guidare una locomotiva elettrica
쐌쐌쐌
Un treno è composto da locomotiva (m = 120 t) e
쐌 쐌쐌
Fino all’avvento dell’elettronica di potenza, i loco- 5 carrozze (m = 40 t ciascuna) e si muove a 120 km/h.
motori elettrici acceleravano variando il modo 䊳 In quanto spazio si arresta, sapendo che il coeffi-
(serie/parallelo) con cui erano collegati i motori elet- ciente d’attrito è 0,18?
trici presenti a bordo: infatti la velocità angolare di 䊳 Durante la frenatura il motore agisce come una
un motore elettrico è inversamente proporzionale dinamo: se tutta la potenza sviluppata durante la
alla corrente da esso assorbita. frenata viene convertita in elettricità e reimmes-

1084
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23 䡲 L’induzione elettromagnetica

sa in linea (alla tensione di linea di 3000 V), quan- 䊳 Calcola la corrente che scorre nel circuito prima-

ESERCIZI
ta corrente viene immessa? rio nei primi 20 min. [4·10–3 A]
䊳 Se invece viene dissipata su una resistenza, qua-
le valore deve avere tale resistenza per mantene-
re la corrente circolante pari a 100A?
[315 m; 2,2 ·104 A; 6,67 kX]

66 Rete ad alta velocità


쐌쐌쐌
Il treno ad alta velocità ETR 500 è costituito da due
motrici, ciascuna delle quali assorbe una potenza di

et
e.n
4400 kW. La rete italiana ad Alta Velocità è alimen-

lar
llu
ce
tata in corrente alternata monofase con una tensio-
ne efficace di 25 kV e una frequenza di 50 Hz, men-
68 Confronto di densità
tre quella di tipo tradizionale è alimentata in corren- 쐌쐌쐌
Come hai visto nel capitolo sui condensatori, la den-
te continua a 3 kV.
sità di energia del campo elettrostatico vale fE 2/2.
䊳 A parità di potenza assorbita dal treno, calcola la
Considera un condensatore piano di area 1 cm2, con
percentuale di potenza dissipata per effetto Joule
facce distanti 0,1 mm e campo elettrico tra i piani di
dalla rete quando il convoglio viaggia sulla rete
104 V/m. Questo condensatore ha una certa quantità
ad Alta Velocità rispetto a quando viaggia sulla
di energia immagazzinata nel suo volume. Conside-
linea tradizionale. Si tenga presente che la sezio-
ra un solenoide di 20 spire lungo 1 cm, in cui scorre
ne (area) della linea di contatto (il cavo che tra-
una corrente di 0,1 A e con una sezione di 10 mm2.
sporta la corrente) sulla linea ad Alta Velocità
䊳 Calcola il rapporto tra l’energia contenuta rispet-
risulta essere 10 volte più piccola rispetto al caso
tivamente nel solenoide e nel condensatore. [.100]
della rete ordinaria, mentre si assumono costanti
gli altri parametri.
69 Onda a dente di sega
䊳 Perché la rete ordinaria, che passa all’interno dei 쐌쐌쐌
Considera una corrente alternata di forma triango-
centri abitati, è alimentata in corrente continua?
[14%; perché, essendo un circuito oscillante a
lare, anziché sinusoidale, come rappresentato in
50 Hz, interferirebbe con le linee domestiche] figura.
䊳 Qual è il valore della sua potenza media?

1,5
i (A)
1,0
0,5
t (ms)
0
0 10 20 30 40 50
–0,5
Mikhail Scherbakov / Wikimedia Commons

–1,0
–1,5

[Pmedia = (1/3) Pmax = (1/3) R (imax)2. La potenza istantanea è il


quadrato di espressioni di primo grado, per cui il suo
grafico consiste in una serie di archi di parabola.
Nel grafico con R = 20 X la parte in giallo è l’energia in
mezzo periodo della corrente e vale 1/3 dell’energia
67 Sete di corrente che si avrebbe se la corrente fosse costante al
쐌쐌쐌 suo valore massimo]
Un cellulare di solito funziona con una tensione di
3,6 V. Le batterie hanno capacità variabile a secon- P (W)
da dei modelli, ma un valore tipico è circa 1,5 Ah. La 25 l‘area verde è 2/3 dell’area del rettangolo

ricarica di una batteria ha un’andamento esponen- 20


15
ziale nel tempo, ma all’inizio si può supporre che sia
10
lineare: per portare la batteria a 1/3 della carica ser-
5
vono circa 20 min. Il trasformatore che porta la ten- t (s)
0
sione da 230 V a 3,6 V ha 15 spire sul primario. 0 10 20 30 40 50

1085
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Elettromagnetismo

70 Che strano oscillatore! L’ARTE DELLA STIMA


ESERCIZI

쐌쐌쐌
Nel circuito in figura, dopo la chiusura dell’interrut-
tore si ha un transitorio, durante il quale il conden- 72 Risuonare alla giusta stazione
satore si carica; a transitorio esaurito la corrente 쐌쐌쐌
I sintonizzatori radio sono circuiti risonanti la cui
passa solo nel solenoide e nella resistenza. I valori
frequenza viene «aggiustata» per adattarsi a quella
delle grandezze sono: E = 1,2 V; R = 2 X; L = 20 mH;
della stazione che si intende ricevere. Il tuo circuito
C = 200 μF.
ha una capacità da 1 nF e vuoi ascoltare una radio
䊳 Calcola la corrente iniziale che passa attraverso
FM.
L e R e la carica iniziale sul condensatore. 䊳 Stima il valore dell’induttanza. [3 nH]
䊳 Che cosa accade aprendo l’interruttore e isolando

così la porzione di circuito a sinistra?

L
E
C

Sudheer Sakthan / Shutterstock


R

[i0 = 0,6 A; Q0 = 240 nC; l’induttanza cerca di mantenere


la corrente iniziale, ma la resistenza dissipa l’energia;
poiché R è piccola, si ha un circuito RLC in serie
con oscillazioni smorzate] 73 L’energia interiore
쐌쐌쐌
Il corpo di una persona di 70 kg ha un volume di
71 Meno male che c’è il foglio elettronico! circa 70 L. Il corpo umano ha una permeabilità
쐌쐌쐌 magnetica relativa media prossima a 1 (solo il fega-
Utilizza il foglio elettronico per simulare il circuito
dell’esercizio precedente. Usa come intervallo di to si discosta leggermente) e quindi il campo magne-
tempo 0,1 ms per circa 200 passi. Come valori inizia- tico terrestre lo attraversa senza grosse modifiche.
li usa l’intensità di corrente nel ramo RL e la carica 䊳 Stima l’energia magnetica immagazzinata dalla

sul condensatore. persona. [3 ·10–3 J]


䊳 Ricava la d.d.p. sul condensatore da 6VC = Q/C e

quella sul resistore dalla legge di Ohm. 74 La fem cinetica di un Boeing


쐌쐌쐌
䊳 Applica la legge delle maglie al circuito e deter- Un Boeing 314 in fase di decollo sta tagliando le
mina la d.d.p. sull’induttanza. Osserva che que- linee del campo magnetico terrestre, di intensità
sta d.d.p. deve essere uguale in modulo alla fem 0,5 mT, con un angolo di 30°. L’apertura alare è
indotta, ma di segno opposto. 46 m e la velocità è 250 km/h.
䊳 Con la d.d.p. sull’induttanza calcola come varia 䊳 Stima la differenza di potenziale tra le estremità

l’intensità di corrente 6i = (– fem/L)6t e usa que- delle ali. [0,8 V]


sto valore per modificare la corrente nel circuito.
䊳 Infine usa il valore dell’intensità per trovare come

cambia la carica sul condensatore: 6Q = i 6t.


Risposta
¸ A B C D E F G H

1 Circuito RLC
2 L= =0,02 H
3 R= =2 ƻ
4 C= =0,0002 F
5 E= =1,2 V
6 ¨t= =0,0001 s
7

8
p-i-f.livejournal.com

9 t (s) Q (C) iR = iL (A) ¨VC (V) ¨VR (V) ¨VL = -fem ¨i (A) ¨Q (C)
10 0 =$B$4*$B$5 =$B$5/$B$3 =B10/$B$4 =C10*$B$3 =-D10-E10 =F10/$B$2*$B$6 =C11*$B$6
11 =A10+$B$6 =B10+H10 =C10+G10 =B11/$B$4 =C11*$B$3 =-D11-E11 =F11/$B$2*$B$6 =C12*$B$6
12 =A11+$B$6 =B11+H11 =C11+G11 =B12/$B$4 =C12*$B$3 =-D12-E12 =F12/$B$2*$B$6 =C13*$B$6
13 =A12+$B$6 =B12+H12 =C12+G12 =B13/$B$4 =C13*$B$3 =-D13-E13 =F13/$B$2*$B$6 =C14*$B$6

1086
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CAPITOLO Le equazioni

24 di Maxwell e le onde
elettromagnetiche

ejwhite / Shutterstock
1 Campi elettrici indotti
Per la legge di Faraday-Neumann la variazione del flusso magnetico attraverso la superfi-
cie di un circuito genera una corrente indotta in esso: ciò implica che le cariche risentono di
una forza che le sposta lungo il circuito.
In presenza di un campo elettrico E v e di un campo magnetico B v una carica q risente di una
forza totale

v = qE
F v + qvv # B
v

Prima che si origini la corrente indotta, gli elettroni liberi all’interno del circuito si muovo-
no seguendo direzioni casuali.

1 La presenza di un campo magnetico 2 Concludiamo quindi che la forza sulle


v
B non può generare una corrente, cioè un cariche è di origine elettrica: la corrente in-
moto coordinato di cariche (elettroni) lungo dotta è dovuta all’azione di un campo elet-
una direzione ben definita, perché la forza trico Ev che, contrariamente al campo B v,
di Lorentz agisce su ogni carica in direzio- è in grado di indurre un moto coordinato
ne perpendicolare alla sua velocità e le ve- delle cariche lungo la sua direzione.
locità delle cariche sono distribuite in tutte
le direzioni.

E
v FL
– v
– v

FL – v
v v –

FL –
FL v
– – v
v v –
v
– v

1088
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Questo campo elettrico non è però generato da una distribuzione di cariche, come nel caso
dei campi elettrostatici. Per comprendere la sua origine consideriamo una spira circolare di
rame posta all’interno di un solenoide, in cui è presente un campo magnetico uniforme B v
a simmetria cilindrica.
Quando il campo magnetico B v cresce in modo costante, anche il flusso di B
v attraverso la
superficie della spira cresce in modo costante. Per la legge di Faraday-Neumann, si origina
una fem indotta

TU ^B
vh
fem =-
Tt B aumenta

che dà luogo a una corrente indotta che cir-


cola nella spira.
Vista la simmetria del sistema, la corrente
deve essere l’effetto di un campo elettrico in-
v che ha
dotto E
i
앫 modulo costante E su tutta la spira;
앫 direzione tangente alla spira;
앫 verso dato dalla legge di Lenz.
Questo campo elettrico indotto è creato dalla variazione del campo magnetico e non da una
distribuzione di cariche, ma i suoi effetti sulle cariche sono identici a quelli di un campo
elettrostatico.
Notiamo che il campo elettrico indotto si
origina anche senza una spira che ne evi-
denzi la presenza mediante il moto delle sue
cariche libere. La figura seguente illustra B aumenta
l’andamento di questo campo elettrico in- E
dotto lungo la circonferenza c che occupa la E

posizione della spira. γ


A
Nel punto A una carica elettrica q libera si
muove con un’accelerazione di modulo E
E
q
a= m E

diretta verso l’alto.

La legge di Faraday-Neumann in termini di circuitazione


del campo indotto
Nel caso di un generatore di tensione, la forza elettromotrice è il lavoro per unità di ca-
rica che esso compie per spostare le cariche al suo interno (capitolo «Circuiti in corrente
continua»).
Questo lavoro è compiuto da forze di tipo non elettrostatico; poiché anche il campo elettrico
indotto ha natura non elettrostatica, si stabilisce per analogia che

la fem indotta è il lavoro per unità di carica compiuto dal campo elettrico indotto su una
carica che percorre un cammino chiuso.

1089
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Elettromagnetismo

Consideriamo la situazione precedente, in cui un campo magnetico variabile in modo uni-


forme genera un campo elettrico indotto E v costante nel tempo. Lungo un percorso chiuso
v = qE
c, la forza elettrica F v compie un lavoro su ogni carica q. Per calcolarlo fissiamo su c
un verso di percorrenza e poi suddividiamo c in porzioni così piccole che
앫 ogni porzione può essere considerata rettilinea e identificata col vettore spostamento
Tvs k fra i suoi estremi;
앫 la forza qE v è praticamente uniforme lungo ciascuno degli spostamenti Tvs .
k k

In ciascuna delle porzioni in cui è stata suddivisa c si calcola il prodotto scalare


v : Tvs = qE
d Lk = F v : Tvs
k k k k

v lungo il percorso
La somma di tutti questi contributi è il lavoro totale L fatto dal campo E
chiuso c:
n
L=q / v : Tvs
E k k
k=1

La fem indotta è uguale al lavoro per unità di carica L/q:


n
fem = / v : Tvs
E k k
k=1

La somma al secondo membro è la circuitazione C c ^E v h del campo elettrico E


v lungo la
curva chiusa orientata c (capitolo «Il potenzaile elettrico», formula (23)):

fem = C c ^E
vh (1)

In termini della circuitazione del campo elettrico indotto, la legge di Faraday-Neumann


diviene
^vh
C c ^E
v h =- d U S B (2)
dt

DENTRO LA LEGGE

앫 La variazione del flusso magnetico deve essere calcolata attraverso una qualunque su-
perficie S che abbia come bordo la curva c lungo la quale si calcola la circuitazione del
campo elettrico.
앫 Perché valga la legge di Lenz, il ver-
so di percorrenza di c e l’orientazio-
B variabile
ne della superficie S devono essere
legati dalla regola della mano de-
stra: avvolgendo le dita della mano linea di forza
destra nel verso di c, il pollice indi- del campo
elettrico
ca il verso positivo di S. indotto

앫 La (2) implica che le linee di forza


del campo elettrico indotto sono Eind
chiuse attorno alle linee di for-
za del campo magnetico variabile
che ha prodotto la variazione di
flusso.

1090
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

앫 Nella forma (2) la legge di Faraday-Neumann stabilisce un legame profondo fra i campi
elettrico e magnetico, che sussiste anche in assenza di conduttori.

Confronto fra campo elettrostatico e campo elettrico


indotto
v generato da una distribuzione di cariche e il campo elettrico indot-
Il campo elettrostatico E
v
to E ind da una variazione di flusso magnetico hanno lo stesso effetto su una carica elettrica:
esercitano una forza proporzionale alla loro intensità.
v =E
In presenza di un campo elettrico totale E v +Ev una carica q risente pertanto di una
tot ind
forza totale
v = q _E
v = qE
F v i
v +E
tot tot ind

I due campi elettrici presentano una diversità sostanziale: mentre il campo elettrostatico è
un campo conservativo e quindi ammette un potenziale scalare V, il campo elettrico indotto
non è conservativo, perché per la (2) la sua circuitazione lungo una curva chiusa dipende
dalla variazione del flusso magnetico che la attraversa.
Le caratteristiche dei due campi sono riassunte nella tabella seguente.

Campo Origine Linee di forza Conservatività Potenziale


Elettrostatico Distribuzione Aperte Sì Sì

C c ^E
vh = 0
di cariche n

elettriche V B - V A =- / E
v : Tvs
k k
k=1

Elettrico Variazioni Concatenate al campo No No


^vh
indotto di flusso v variabile
B
magnetico C c ^E
v h =- d U S B
dt

1091
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Elettromagnetismo

2 La legge di Ampère-Maxwell
v e
Nel caso di campi statici, cioè non variabili nel tempo, le due leggi sulla circuitazione di E
v
di B hanno una struttura simile, in quanto in ciascuna di esse compare un solo campo:
앫 conservatività del campo elettrostatico

C c ^E
vh = 0

앫 teorema di Ampère
C c ^B
vh = n I
0

(I è la somma delle correnti concatenate a c).


Questa simmetria di struttura nelle equazioni dei campi elettrici e magnetici viene meno in
presenza di campi variabili nel tempo. Infatti, per la legge di Faraday-Neumann, la varia-
zione del campo magnetico genera un campo elettrico, mentre, per il teorema di Ampère, la
variazione di un campo elettrico non genera un campo magnetico:
d U S ^B
vh
C c ^E
v h =- C c ^B
v h = n I + termine mancante?
0
dt

Basandosi su queste considerazioni, James Clerk Maxwell (1831-1879) propose nel 1861 di
completare il teorema di Ampère con l’aggiunta di un termine che ristabilisse la simmetria
v eB
fra E v nel caso di campi variabili. Egli formulò quindi la seguente generalizzazione del
teorema di Ampère, nota come legge di Ampère-Maxwell:
v lungo una curva chiusa c è
la circuitazione del campo elettrico B

^vh
C c ^B
v h = n f I + f TU S E p
0 0 (3)
Tt

dove I è la somma delle correnti concatenate a c e TU S ^B v h è la variazione del flusso


elettrico nell’intervallo di tempo 6t attraverso una qualunque superficie S avente come
bordo c.

DENTRO LA LEGGE
앫 Maxwell chiamò corrente di spostamento il termine
TU S ^ E
vh
I s = f0
Tt
앫 L’unità di misura di Is è l’ampere; infatti
C 2 ^N Ch m
2
C
= =A
N $ m2 s s

앫 Calcolando il limite della variazione del flusso per 6t tendente a zero si ottiene la deriva-
ta temporale del flusso:
TU S ^Evh d U S ^E
vh
lim f- p =-
Tt " 0 Tt dt
e la (3) diviene
d U S ^E
vh
C c ^B
v h = n fI + f
0 0 p (4)
dt

1092
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

La corrente di spostamento
L’origine concettuale della proposta di Maxwell è da ricercarsi in una difficoltà che egli
rilevò nel teorema di Ampère. Consideriamo infatti un condensatore connesso a un circuito:
durante le fasi di carica e scarica delle armature, nei fili scorre una corrente I che genera un
campo magnetico B v : per il teorema di Ampère, la circuitazione di B v lungo una curva chiu-
sa c è uguale alla corrente che attraversa una qualsiasi superficie avente come bordo c.

E
γ

S1

S2

Si evidenzia però una difficoltà quando si scelgono le due superfici S1 e S2 rappresentate


nella figura. Entrambe hanno come bordo la curva c, ma S1 è attraversata dalla corrente I
mentre S2 non è attraversata da alcuna corrente perché fra le armature del condensatore il
circuito è aperto: le cariche che danno luogo alla corrente I si accumulano sulle armature.
Si deve quindi concludere che la circuitazione di Bv è n I se calcolata utilizzando S mentre
0 1
è nulla se calcolata mediante S2.
Se I è l’unica corrente che attraversa il circuito, e quindi è l’unica corrente concatenata a c,
viene meno la validità del teorema di Ampère.
Maxwell notò che, per il principio di conservazione della carica elettrica, la variazione nel
tempo delle cariche Q sulle armature è legata alla corrente istantanea I dalla relazione

dQ
I= (5)
dt

Fra le armature del condensatore si crea un campo elettrico E v . Il flusso di E


v attraverso la
superficie chiusa formata da S1 e S2 e contenente la carica Q è

U ^E
vh = Q
f0

da cui segue

Q = f 0 U ^E
vh

Se supponiamo che il condensatore sia ideale, il suo campo elettrico E v è uniforme e presen-
v è diverso da zero solo attraverso la superficie
te solo fra le armature: pertanto il flusso di E
S2 e si può scrivere

Q = f 0 U S2^E
vh

Sostituendo nella (5) e ricordando che f0 è una costante, si ha


d U S2^E
vh
I = f0
dt

1093
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Elettromagnetismo

La relazione precedente stabilisce che il termine


d U S2^E
vh
f0
dt

per la superficie S2 è equivalente, dal punto di vista matematico, alla corrente I che attra-
versa la superficie S1.

ε 0 dΦ (E )
dt

S1

S2

A questo termine Maxwell diede il nome di corrente di spostamento:


d U S2^E
vh
I s = f0
dt
Se si considera la corrente di spostamento come una corrente di conduzione, cioè forma-
ta da un flusso di cariche elettriche, vale la seguente proprietà: la corrente generalizzata
I + Is concatenata a una curva chiusa c ha sempre lo stesso valore, indipendentemente
dalla superficie con bordo su c che si è scelta. Ne consegue che la corrente generalizzata è
sempre chiusa: la corrente generalizzata che entra in una superficie chiusa è sempre uguale
a quella che ne esce.
Come la corrente di conduzione, anche la corrente di spostamento genera un campo ma-
gnetico concatenato il cui verso si stabilisce con la regola della mano destra: se la corrente
ha il verso del pollice, le linee del campo magnetico si avvolgono come le dita della mano.
Bisogna solo considerare che il verso della corrente di spostamento è determinato non dal
campo E v ma dalla variazione del flusso di E v nel tempo.

1 Quando il campo elettrico cresce, la 2 Quando il campo elettrico decresce, la


corrente di spostamento è diretta dall’ar- corrente di spostamento è diretta dall’ar-
matura positiva verso quella negativa. matura negativa verso quella positiva.

E E

+ – + –

B B

dΦ (E) dΦ (E)
0 0
dt dt

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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

3 Le equazioni di Maxwell
Con la scoperta della corrente di spostamento, Maxwell porta a compimento oltre due secoli
di ricerche sui fenomeni elettrici e magnetici. Nel suo Treatise on electricity and magnetism
del 1873, un’opera che rappresenta uno dei vertici della fisica classica, Maxwell dimostra
che tutti questi fenomeni possono essere interpretati a partire da un insieme di sole quattro
equazioni, le equazioni di Maxwell. Benché ciascuna di esse fosse nota in precedenza,
spetta a Maxwell il merito di aver delineato un quadro di riferimento unitario a cui poter
riferire la complessa fenomenologia dei fenomeni elettromagnetici.
Le equazioni di Maxwell sono le seguenti:
앫 teorema di Gauss per il campo elettrico

U ^E
vh = Q
f0 (6)

앫 teorema di Gauss per il campo magnetico

U S ^B
vh = 0 (7)

앫 legge di Faraday-Neumann
d U S ^B
vh
C c ^E
v h =- (8)
dt

앫 legge di Ampère-Maxwell
d U S ^E
vh
C c ^B
v h = n fI + f
0 0 p (9)
dt

Le equazioni di Maxwell consentono di calcolare i campi elettrico e magnetico a partire


dalla conoscenza delle sorgenti, cioè le cariche e le correnti. Gli effetti, cioè le forze, che
i campi generano sulle cariche elettriche in quiete o in moto con velocità vv sono stabiliti
dalla seguente legge, che di fatto completa lo schema di Maxwell:
앫 forza agente su una carica elettrica Q

v =QE
F v + Q vv # B
v (10)

Le ultime due equazioni di Maxwell stabiliscono che in situazioni non stazionarie, la varia-
zione nel tempo del campo magnetico genera una variazione del campo elettrico e viceversa.
I campi Ev eBv non sono pertanto due entità indipendenti, come appare nel caso statico, ma
sono manifestazioni diverse di una stessa grandezza fisica: il campo elettromagnetico.

Le onde elettromagnetiche
In linea di principio, le equazioni di Maxwell consentono di calcolare i campi elettrico e
magnetico in ogni punto dello spazio a partire dalla conoscenza delle condizioni iniziali
relative alle sorgenti dei campi. In pratica le difficoltà matematiche che si incontrano sono
enormi, perché E v e Bv sono funzioni che dipendono dalle tre coordinate spaziali x, y, z e
dal tempo. Per risolvere tali equazioni sono richiesti strumenti matematici molto raffinati.
Ci limitiamo a sottolineare che esistono soluzioni delle equazioni di Maxwell costituite da

1095
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Elettromagnetismo

campi che si propagano nello spazio sotto forma di onde, dette onde elettromagnetiche.
La previsione dell’esistenza delle onde elettromagnetiche, prima che queste fossero messe
in evidenza sperimentalmente, rappresenta il maggior successo della teoria di Maxwell.
Le proprietà fondamentali delle onde elettromagnetiche sono le seguenti:
앫 sono perturbazioni dei campi elettrico e magnetico che si propagano nello spazio alla
velocità della luce;
앫 non necessitano di un mezzo materiale per propagarsi, ma si propagano anche nello
spazio vuoto;
v eB
앫 sono onde trasversali in cui i vettori E v sono sempre perpendicolari fra loro.

Per comprendere le modalità con cui si genera un’onda elettromagnetica, consideriamo un


v che decresce nel tempo lungo la direzione
punto 0 dello spazio in cui è presente un campo E
dell’asse verticale y.

v crea un campo B
1 La variazione di E v per la legge di
y
v
Ampère-Maxwell (9). Mentre E decresce, si ha una cor-
rente di spostamento E

d U ^E
vh
v
f0
dt
v che genera un campo B
v lungo il 0 x
con verso opposto a E
circuito indicato.

v dà luogo a una variazio-


2 La variazione del campo B
y
ne del flusso magnetico attraverso la superficie indicata: E1
per la legge di Faraday-Neumann (8) si genera un cam-
v che contribuisce ad annullare il E
po elettrico indotto E 1
campo nel punto 0 e che nel punto 1 ha il verso indicato. v
Il campo elettrico si è esteso a punti in cui inizialmente
0 1 x
non era presente.

v decresce, si origina per la (9)


3 Quando il campo E 1
v lungo il circuito chiuso indicato: mentre y
un campo B 1 E1
contribuisce ad annullare il campo B v , questo campo si
E
manifesta anche in avanti. Il campo magnetico si è este-
so a punti in cui inizialmente non era presente. v

0 1 x

B B1

1096
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

4 Il processo si ripete e ha come risultato la propaga-


zione dei campi Ev eB v nello spazio: si è originata un’on- y
E1 E2
v eB
da elettromagnetica, in cui i vettori E v rimangono in
fase e perpendicolari fra loro. E

0 1 2 x

B B1

Da questo semplice modello si comprende che:


v e B
앫 le onde elettromagnetiche sono trasversali, perché i campi E v variano in direzioni
perpendicolari a quella di propagazione;
v eB
앫 i campi E v sono perpendicolari fra loro. E

Si verifica inoltre che direzione e verso di propagazione dell’onda sono quelli del prodotto
vettoriale Ev#B v.
v
Le onde elettromagnetiche si propagano perché a ogni variazione nel tempo di un campo
elettrico si origina un campo magnetico (legge di Ampère-Maxwell) e a ogni variazione nel
tempo di un campo magnetico si origina un campo elettrico (legge di Faraday-Neumann).
Senza questa simmetria nei campi E v e Bv , assicurata dalla corrente di spostamento, non B
esisterebbero le onde elettromagnetiche.

La natura elettromagnetica della luce


A partire dalle equazioni dell’elettromagnetismo, Maxwell dimostrò che le onde elettroma-
gnetiche si propagano nello spazio vuoto alla velocità

1
v=
f0 n0
Con i dati in suo possesso, egli calcolò con grande sorpresa un valore assai prossimo a
quello della velocità della luce c. Con i valori attuali

1
c= =
_ 8,854 $ 10 -12
C ^ N $ m hi ^ 4 r $ 10
2 2 -7
N Ah 2

1 1
= = =
2 2
16 m $A m2 $ C2
8,988 $ 10 2
8,988 $ 10 16 2 2
C C $s
8
= 2,998 $ 10 m s
Maxwell interpretò questo fatto non come una fortuita coincidenza ma come una conseguen-
za della natura elettromagnetica della luce: dopo secoli di infruttuose ricerche, Maxwell con-
cluse che i fenomeni luminosi sono manifestazioni dell’interazione elettromagnetica.
La previsione teorica di Maxwell fu confermata dal tedesco Heinrich Rudolf Hertz, che
dimostrò sperimentalmente l’esistenza delle onde elettromagnetiche in una serie di brillanti
esperimenti condotti dal 1885 al 1889.

1097
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Elettromagnetismo

L’origine dell’indice di rifrazione


Dalle equazioni di Maxwell deriva che la velocità delle onde elettromagnetiche in un mezzo
trasparente è

1
v=
fn
in cui f e n sono rispettivamente la costante dielettrica e la permeabilità magnetica del
mezzo.
Poiché

1
f = fr f0 n = nr n0 c=
f0 n0
la relazione precedente diviene

1 1 1 c
v= = =
f0 fr n0 nr fr nr f0 n0 fr nr

L’indice di rifrazione di un materiale n = c/v è il rapporto fra le velocità della luce nel vuoto
e nel mezzo per cui

c
v= n

Confrontando fra loro le due relazioni precedenti se ne deduce che

n = fr nr (11)

Per la maggior parte dei materiali trasparenti la permeabilità magnetica relativa è molto
prossima all’unità (nr . 1), quindi concludiamo che

n. fr

La velocità c/n con cui le onde elettromagnetiche si propagano in un mezzo dipende quin-
di dalle modalità con cui il campo elettrico della perturbazione ondulatoria interagisce con
le cariche presenti nel mezzo. La più importante proprietà ottica di una sostanza dipende
dalle sue caratteristiche elettriche: l’ottica diventa quindi una branca dell’elettromagne-
tismo.

QUANTO? Ma la costante dielettrica dell’acqua non è 80?

L’indice di rifrazione dell’acqua è n = 1,33: quindi la costante dielettrica è

f r = ^1,33h2 = 1,77

Questo dato non è in contraddizione con il valore, circa 80, fornito nel capitolo «Cariche
elettriche e campi elettrici» per fr: infatti la costante dielettrica varia con la frequenza f dei
campi elettrici che attraversano la sostanza. Nel caso di campi statici ( f"0 ) l’acqua ha una
costante dielettrica enorme, che dipende dalle particolarità della sua molecola.

1098
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

4 Le onde elettromagnetiche SIMULAZIONE

Onde radio e campi


La generazione di onde elettromagnetiche elettromagnetici

Le onde meccaniche vengono generate da una sorgente che trasmette energia al mezzo
elastico, per esempio una mano che muove in modo ritmico una corda tesa. In modo del
tutto analogo, le onde elettromagnetiche possono essere create ponendo in oscillazione ca-
(PhET, University of Colorado)
riche elettriche all’interno di un circuito mediante un generatore di forza elettromotrice
alternata.
Come discusso nel paragrafo 7 del capitolo precedente, un circuito RLC alimentato da una
fem alternata con pulsazione di risonanza

1
~ ris =
LC
diventa sede di oscillazioni elettromagnetiche che, nel caso in cui la resistenza sia trascu-
rabile, permangono nel tempo; in questa situazione la corrente oscilla con pulsazione ~ris e
quindi le cariche compiono oscillazioni periodiche con frequenza

~ ris
fris =
2r

Un circuito RLC non è però una buona sorgente di onde elettromagnetiche, perché le oscil-
v eB
lazioni più consistenti dei campi E v sono localizzate rispettivamente nel condensatore
e nell’induttore, mentre in un’onda elettromagnetica i campi E v eB v oscillano in fase negli
stessi punti dello spazio.
Per ottenere l’irraggiamento di onde elettromagnetiche si utilizzano dispositivi detti anten-
ne, in grado di generare campi elettrici e magnetici che variano in fase sia nel circuito sia
nello spazio intorno a esso.
L’antenna più semplice è detta dipolo elettrico ed è costituita da due conduttori sottili col-
legati a un generatore di corrente alternata. Per semplicità, i diagrammi seguenti illustrano
come si propaga la sola perturbazione elettrica lungo una direzione.

1 All’istante t = 0 s, nel punto P è 2 Dopo un quarto di periodo 3 Dopo un semiperiodo (t = T/2)


presente un campo elettrico dovuto (t = T/4), la perturbazione ha rag- il dipolo ha invertito la polarità: il
alle cariche sul dipolo. giunto i punti a distanza cT/4: in P campo elettrico in P è massimo e la
il campo elettrico è nullo perché il perturbazione ha raggiunto i punti a
dipolo è scarico. distanza cT/2.

– +
– +
– +
– +
– +
– +
E P
P P E E
+ –
+ –
+ –
+ –
+ –
+ – t = T/2
t=0 t = T/4

1099
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Elettromagnetismo

Onde piane
Si deve immaginare che in ogni punto in cui oscilla il campo E v sia presente anche un
campo magnetico. In prossimità dell’antenna la perturbazione elettromagnetica è piuttosto
complicata da descrivere, a causa della curvatura dei fronti d’onda.

1 In ogni punto P raggiunto 2 Dopo un intervallo di tempo pari v


3 Le linee di forza del campo E
dall’onda, il campo elettrico è sem- a un periodo T, il campo si è propa- sono chiuse: i fronti d’onda hanno
pre perpendicolare alla direzione di gato di un tratto PPl = cT e in P il forme geometriche complesse.
propagazione dell’onda. verso del campo si inverte.

P P P' P P'

Al contrario, nei punti molto distanti


dall’antenna si può assumere che la per-
turbazione diventi un’onda piana e che
quindi le superfici a fase costante siano
piani paralleli.

Consideriamo il caso di onde elettromagnetiche generate da un dipolo alimentato dalla


corrente alternata con pulsazione ~ e frequenza f = ~/2r.
Indicando con x la direzione di propagazione, il campo elettrico oscilla lungo la direzione y
e il campo magnetico lungo la direzione z. Potendo visualizzare i campi elettrici e magnetici
in un istante di tempo fissato, si avrebbe il profilo spaziale dell’onda elettromagnetica con
lunghezza d’onda m = c/f rappresentato in figura.

y
verso di propagazione dell’onda
E

B
z

1100
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Analizzando invece l’andamento nel tempo dei campi E v eBv in un punto fissato dello spa-
zio, noteremmo che i moduli dei due vettori hanno un andamento sinusoidale nel tempo con
periodo T = 1/f = 2r/~.
I campi E v e B
v di un’onda elettromagnetica sono intimamente connessi fra loro: oltre a
oscillare in fase, si dimostra che i loro moduli sono legati dalla relazione

E = cB (12)

Emissione e ricezione delle onde elettromagnetiche


Oltre alla radio e alla televisione, anche i telefoni e le reti wireless funzionano attraverso lo
scambio di onde elettromagnetiche. Molti di questi dispositivi sono in grado di emettere e
di ricevere segnali elettromagnetici: pur nella diversità delle realizzazioni pratiche, si basa-
no tutti su alcune caratteristiche fondamentali. Lo schema seguente illustra il principio di
funzionamento di un dispositivo che emette onde elettromagnetiche.

trasformatore propagazione dell’onda


C
P
generatore L
punto
distante
R

oscillatore RLC antenna


a dipolo

L’elemento fondamentale è il circuito RLC: quando viene alimentato da una fem con pulsazione
1
~ ris =
LC
nel circuito si instaurano correnti oscillanti con pulsazione ~ris. Il circuito RLC è accoppiato
mediante un trasformatore al circuito dell’antenna, in cui le correnti indotte generano onde
elettromagnetiche con pulsazione ~ris. Durante questo processo, il generatore fornisce sia
l’energia dissipata nei circuiti sia l’energia irraggiata nello spazio dall’antenna.
Il dispositivo per ricevere le onde elettromagnetiche si basa sullo stesso principio.

verso antenna a filo


di propagazione
dell’onda R
E

amplificatore
L
audio-video

1101
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Elettromagnetismo

Quando l’onda elettromagnetica arriva sull’antenna, genera in essa correnti oscillanti che
si trasmettono al circuito RLC di cui fa parte. Variando in modo opportuno la capacità
del condensatore, è possibile far coincidere la pulsazione dell’onda con la pulsazione di
risonanza del circuito oscillante. In questo caso l’onda agisce da generatore del circuito
trasmettendo a esso l’energia trasportata. Il circuito RLC è accoppiato mediante un trasfor-
matore ai dispositivi che amplificano il segnale ricevuto.

Energia trasportata da un’onda elettromagnetica


Le onde elettromagnetiche trasportano l’energia fornita dalla sorgente: la luminosità e il
calore che hanno origine sul Sole giungono a noi attraverso lo spazio vuoto sotto forma di
onde elettromagnetiche.
Come per ogni tipo di onda, l’intensità I di un’onda elettromagnetica, detta anche irradia-
mento, è l’energia trasportata nell’unità di tempo attraverso una sezione unitaria del mezzo
in cui avviene la propagazione e si misura in watt al metro quadrato (W/m2).
Consideriamo una porzione di area A del fronte di un’onda elettromagnetica piana che si
propaghi verso destra nel vuoto.
Nell’intervallo di tempo 6t:
앫 il fronte d’onda di area A si sposta verso destra del tratto c6t;
앫 l’onda occupa la regione di volume V = Ac6t.
Se la densità media di energia dell’onda è ur , nel volume V è contenuta
l’energia

U = uV r Tt
r = uAc
A A

L=c Δt
Questa energia ha attraversato l’area iniziale A nell’intervallo di tempo
6t, quindi l’intensità dell’onda è

U r Tt
uAc
I= =
ATt ATt
Semplificando otteniamo che

l’intensità di un’onda elettromagnetica è

I = uc
r (13)

dove ur è la densità media di energia dell’onda e c è la velocità di propagazione nel


vuoto.

DENTRO LA FORMULA

앫 L’unità di misura dell’intensità I è W/m2, infatti

J m J W
1 3 s = 1 s $ m2 = 1 m2
m

앫 La densità media ur di energia è la somma delle densità medie di energia elettrica ur E e


di magnetica ur B :

ur = ur E + ur B (14)

1102
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Esempio

L’insieme delle onde elettromagnetiche provenienti dal Sole che incidono nell’alta atmosfe-
ra hanno un’intensità di 1,4 kW/m2, corrispondente a una densità media di energia pari a
1,4 $ 10 3 W m 2
ur = = 5 $ 10-6 J m 3
3 $ 10 8 m s

Nel caso di onde generate da una corrente sinusoidale si ha


2
1 2 1 B eff
ur E = f 0 E eff ur B =
2 2 n0

dove
E0 B0
E eff = B eff =
2 2
v eB
sono i valori efficaci dei campi E v e corrispondono al valore del campo stazionario che
ha la stessa densità di energia di quello oscillante.
Poiché E = cB e quindi Eeff = cBeff, ricordando che c2 = 1/(f0n0) si può esprimere la densità
media di energia
2
1 2 1 B eff
ur = f0 E eff +
2 2 n0

in termini di solo campo elettrico


2
1 2 1 E eff 1 2 1 2 2
ur = f0 E eff + = f0 E eff + f0 E eff = f0 E eff (15)
2 2 1 2 2
n
f0 n0 0

o di solo campo magnetico


2 2 2
1 1 2 1 B eff 1 B eff 1 B eff B 2eff
ur = f 0 f n B eff + = + = (16)
2 0 0 2 n0 2 n0 2 n0 n0

Nel derivare le ultime due relazioni si è verificato che sussiste un fatto fondamentale:

in un’onda elettromagnetica le densità medie dell’energia elettrica e dell’energia magne-


tica sono uguali.

In termini delle ampiezze E0 e B0 del campo elettrico e magnetico, la densità media di ener-
gia e l’intensità divengono
1
ur = f 0 E 02 (17)
2
1
I= c f 0 E 02 (18)
2
2
1 B0
ur = (19)
2 n0
2
1 B0
I= c n (20)
2 0

1103
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Elettromagnetismo

QUANTO? I campi elettrici di un puntatore laser

Un puntatore laser da 1 mW a 10 m di distanza forma un cerchietto luminoso di circa 1 cm2,


quindi l’intensità dell’onda elettromagnetica è

1 mW
I= = 10 W m 2
1 $ 10-4 m 2
Per la (18) si ha che

1
I= f0 E 02 c
2

e quindi l’ampiezza del campo elettrico dell’onda è

2I 2 ^10 W m 2h
^9 $ 10-12 F m h ^3 $ 10 8 m sh
E0 = f0 c = = 90 V m

Distribuzione angolare delle onde emesse da un dipolo


Un dipolo elettrico irraggia onde elettromagnetiche nello spazio in modo simmetrico rispet-
to al suo asse e con un’intensità I(i) che dipende dall’angolo i fra la direzione di emissione
e l’asse del dipolo.
Si può dimostrare che

I ^ih ? sen 2 i

L’emissione è quindi massima nel piano perpendicolare all’asse del dipolo (i = 90°) e nulla
in direzione dell’asse del dipolo (i = 0°).
Nel grafico a sinistra, l’intensità relativa I(i)/Imax dell’emissione all’angolo i è proporziona-
le alla distanza dall’origine del punto della curva che si trova sulla retta che forma l’angolo
i con l’asse x.

I(θ )/Imax
0,4

P intensità
0,2 nulla

θ
–1 –0,8 –0,6 –0,4 –0,2 0 0,2 0,4 0,6 0,8 1

–0,2 Q
intensità
massima
–0,4

Un’onda elettromagnetica pone in oscillazione le cariche di un atomo su cui incide (figura


a destra). Queste cariche si comportano come dipoli elementari: ciascuna di esse irraggia
a sua volta onde elettromagnetiche come farebbe un’antenna disposta lungo la direzione
della sua accelerazione.

1104
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

L’intensità delle onde emesse dalla carica accelerata


앫 è massima nel piano perpendicolare alla direzione dell’accelerazione;
앫 è nulla in direzione parallela a quella dell’accelerazione.
Questo processo elementare è alla base di molti fenomeni che riguardano l’interazione delle
onde elettromagnetiche con la materia.

MINDBUILDING La pressione di radiazione

Un’onda elettromagnetica esercita una pressione sulla superficie da cui viene assorbita o
riflessa. Per comprendere l’origine di questo fenomeno, consideriamo un’onda piana che si
propaga lungo l’asse z e viene assorbita da una lastra conduttrice. Supponiamo che i campi
Ev eB v siano orientati come indicato in figura.

Ex

q
z
By

y
lastra assorbente

Sotto l’effetto del campo elettrico, una carica q inizialmente in quiete acquista una velo-
cità vx. Il campo magnetico dell’onda esercita sulla carica in moto una forza di Lorentz di
modulo qvxBy diretta lungo la direzione positiva dell’asse z. Una forza simile si esercita
su tutte le cariche su cui incide l’onda: l’effetto del campo magnetico è quindi quello di
esercitare una forza sulla carica nella stessa direzione e nello stesso verso dell’avanza-
mento dell’onda.
Questa forza è molto debole e quindi anche la pressione che la radiazione esercita sulla
lastra ha una intensità piccolissima.
Si dimostra che

la pressione esercitata da un’onda elettromagnetica di intensità I quando viene total-


mente assorbita da una superficie è

I
P= c (21)

dove c è la velocità della luce nel vuoto.

QUANTO? La pressione solare

Se fossero interamente assorbite nell’alta atmosfera, le onde elettromagnetiche emesse dal


Sole (I = 1,4 kW/m2) eserciterebbero una pressione piccolissima:

1105
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Elettromagnetismo

1,4 $ 10 3 W m 2
P= = 5 $ 10-6 J m 3 = 5 $ 10-6 N $ m m 3 = 5 $ 10-6 Pa
3 $ 10 8 m s

corrispondente a circa 5 centomiliardesimi (5 $ 10-11) della pressione atmosferica.

La pressione di radiazione ha effetti spettacolari nella coda di polveri delle comete, come
la cometa McNaught fotografata il 1 gennaio 2007. I granelli di polvere del diametro di
qualche decimillesimo di millimetro sono rilasciati dal nucleo della cometa a seguito della
sublimazione del ghiaccio superficiale provocata dalla radiazione solare. Liberi nello spa-
zio, i granelli risentono della pressione della radiazione solare: la forza che questa esercita
sui granelli è maggiore dell’attrazione gravitazionale, per cui si forma una coda di polveri
che si allunga dalla parte opposta al Sole rispetto alla cometa.

iphonenows.com
5 La polarizzazione
I campi Ev e Bv di un’onda elettromagnetica oscillano in un piano perpendicolare alla di-
rezione di propagazione dell’onda. Quando viene emessa da un dipolo elettrico, l’onda è
formata da campi che oscillano in un piano. Per semplicità consideriamo solo il vettore
campo elettrico.

v dell’onda elettro-
1 In un punto A fissato, il vettore E
magnetica oscilla nel tempo lungo una retta perpendico-
direzione di
lare alla direzione di propagazione dell’onda. polarizzazione

direzione di A
propagazione
dell’onda

1106
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

v dell’onda elettromagnetica giaccio-


2 Tutti i vettori E
no nel piano che contiene il dipolo elettrico e la direzione
di propagazione dell’onda.

Il dipolo elettrico emette onde elettromagnetiche polarizzate linearmente. In generale

un’onda elettromagnetica è polarizzata linearmente quando i suoi campi elettrici sono


contenuti in uno stesso piano contenente la direzione di propagazione.

Perché venga emessa un’onda elettromagnetica polarizzata linearmente, i moti delle cariche
elettriche generatrici devono essere fortemente correlati, come nel caso di un’antenna. Ciò
non accade per sorgenti molto estese o formate da molte parti che emettono in modo indipen-
dente onde elettromagnetiche. Per esempio, la luce di una lampadina non è polarizzata perché
i singoli atomi emettono onde elettromagnetiche senza alcuna correlazione fra di essi.
La polarizzazione è un fenomeno particolarmente interessante nel caso delle onde lumi-
nose. La luce che proviene dalle sorgenti più comuni, come il Sole, non è polarizzata, ma
esistono però una serie di fenomeni attraverso i quali si trasforma in luce polarizzata: fra
questi analizziamo la polarizzazione per assorbimento, per riflessione e per diffusione.

Polarizzazione per assorbimento


Un semplice modello spiega perché l’assorbimento può dar luogo a luce polarizzata.
Consideriamo un’onda polarizzata linearmente lungo la direzione r che incide su un insie-
me di conduttori paralleli alla direzione s.
v del campo elettrico dell’onda nella direzione s provoca cor-
Il componente E ass
renti lungo i fili che dissipano energia per effetto Joule. Questa energia è sottrat-
ta all’onda che si propaga oltre i fili con la componente di E v lungo s fortemente s r
attenuata.
Al contrario, il componente E v in direzione perpendicolare ai fili non provoca
tras
Eass
alcuna corrente e quindi non avviene alcuna dissipazione di energia. L’onda
v
si propaga oltre i fili mantenendo praticamente invariata la componente di E E
perpendicolare a s.
L’onda elettromagnetica che emerge dai fili è quindi polarizzata linearmente
nella direzione perpendicolare ai fili.
Etras
Per ottenere luce polarizzata a partire da un fascio di luce non polarizzata si
utilizza una lamina polarizzatrice o polarizzatore, chiamata Polaroid, dal suo
inventore Edwin H. Land (1909-1991). Un Polaroid è una lamina trasparente

1107
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

앫 Se i = 90°, cioè se gli assi s e r sono perpendicolari, il polarizzatore blocca tutta la luce
incidente, mentre la trasmette interamente se gli assi sono paralleli e i = 0°.

Massimo Romeni

Massimo Romeni
앫 Se la luce incidente non è polarizzata, il termine cos2i viene sostituito dal suo valor
medio 1/2 e la legge diviene

1
I= I0 (23)
2

In questo caso, indipendentemente dalla orientazione del polarizzatore, viene sempre


trasmessa la metà dell’intensità incidente.

Per dimostrare la legge di Malus, si osserva che il polarizzatore trasmette solo il componen-
te Etras del campo dell’onda incidente lungo l’asse di trasmissione:

E tras = E cos i

E
Etras θ

polarizzatore r
asse di
trasmissione

Sostituendo questa relazione nella legge (18), si ha che l’intensità trasmessa I dipende da
quella incidente I0 secondo la legge di Malus:

1 2 1
I= c f 0 E tras = c f 0 E 2 cos 2 i = I 0 cos 2 i
2 2

Gli schermi a cristalli liquidi, come il display del telefono cellulare o i televisori LCD, for-
mano le immagini mediante la polarizzazione per assorbimento. I cristalli liquidi ruotano il
loro piano di polarizzazione a seconda della tensione a cui sono sottoposti: sovrapponendo

1109
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Elettromagnetismo

due strati di cristalli liquidi, si può variare l’angolo fra i loro assi di trasmissione e quindi
si può cambiare l’intensità della luce trasmessa.

Massimo Romeni
Polarizzazione per riflessione
Un fascio di luce non polarizzata che incide sulla superficie di separazione di due mezzi dà
luogo a un fascio riflesso parzialmente o totalmente polarizzato. Questo fenomeno fu stu-
diato sperimentalmente dall’inglese David Brewster (1781-1868), che formulò la seguente
legge:

la luce riflessa dalla superficie di separazione di due mezzi è polarizzata linearmente


quando la luce incidente forma con la normale alla superficie un angolo iB tale che
n2
tg i B = n (24)
1

dove n1 e n2 sono rispettivamente l’indice di rifrazione del mezzo da cui proviene la luce
e del mezzo in cui viene rifratta.

luce luce polarizzata


non polarizzata linearmente

θB θB
n1

n2

θr

raggio rifratto

DENTRO LA LEGGE

앫 L’angolo iB è detto angolo di Brewster.


앫 Il campo elettrico della luce riflessa oscilla in direzione perpendicolare al piano di inci-
denza.

1110
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

La legge di Malus è una conseguenza della distribuzione angolare delle onde emesse da un
dipolo e delle leggi della riflessione e della rifrazione. Consideriamo un’onda incidente non
polarizzata che incide con l’angolo di Brewster iB su una lastra di vetro.

raggio raggio
incidente riflesso
EII
E⊥

E⊥ θB θB
n1

n2

θr
EII
E⊥
raggio rifratto

v dell’onda può essere scomposto in due componenti: un componente E


Il vettore E v perpen-
=
dicolare al piano di incidenza e un componente E v parallelo al piano di incidenza.
<
v.
Per l’angolo di incidenza i , il raggio riflesso ha la stessa direzione del componente E
B <
Le antenne elementari del vetro non emettono onde in quella direzione perché è parallela
alla direzione lungo la quale sono accelerate da Ev . Il raggio riflesso è quindi polarizzato
<
linearmente con l’asse perpendicolare al piano di incidenza.
Dalla figura si ha che ciò avviene quando

i B + i r = 90°

Per la legge della riflessione

n 1 sen i B = n 2 sen i r

Ma ir = 90° - iB e quindi

n 1 sen i B = n 2 sen ^90° - i Bh & n 1 sen i B = n 2 cos i B

da cui si ottiene la (24):


n2
tg i B = n
1

La luce riflessa da superfici orizzontali come gli specchi d’acqua è parzialmente polarizzata
con l’asse di polarizzazione parallelo alla superficie. Gli occhiali da sole con lenti Polaroid

1111
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Elettromagnetismo

sono molto efficaci nel ridurre la componente polarizzata della luce riflessa perché hanno
l’asse di trasmissione verticale.

QUANTO? Riflessi marini all’angolo di Brewster

I riflessi del Sole sul mare sono polarizzati linearmente quando la luce incide sull’acqua
(n2 = 1,33) con l’angolo
n2
i B = tg -1 n = tg -1 1,33 = 53°
1

Polarizzazione per diffusione


La diffusione è il fenomeno per cui la luce che attraversa un mezzo trasparente viene irrag-
giata in direzioni diverse da quella di incidenza, come accade per esempio quando un fascio
di luce è diffuso da fumo o polvere nell’aria.
La luce del Sole non è polarizzata, però la radia-
zione diffusa dall’atmosfera è polarizzata. Questa
è una conseguenza della distribuzione angolare
della radiazione di dipolo, secondo la quale una
carica di un atomo di gas irraggia principalmente
in direzione perpendicolare alla sua accelerazione
ma non irraggia in direzione parallela.
Come mostra la figura seguente, un osservatore
che guardi in direzione della radiazione incidente
(id = 0°) vede luce non polarizzata, perché riceve
con uguale intensità media le radiazioni dovute
Massimo Romeni

alle accelerazioni che le cariche subiscono per ef-


fetto dei campi Ev eE v.
= <

raggio EII
non polarizzato

E⊥
θd

EII
EII

raggio
polarizzato E⊥ raggio
parzialmente
polarizzato

Al contrario, se guarda in direzione perpendicolare a quella della radiazione incidente


(id = 90°), vede solo la radiazione prodotta dall’oscillazione verticale orizzontale e quindi
riceve luce polarizzata linearmente.
In conseguenza di ciò, osservando il cielo con un polarizzatore si può osservare un arco
scuro posizionato a 90° rispetto alla direzione del Sole.

1112
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

6 Lo spettro elettromagnetico
La lunghezza d’onda m, la frequenza f e la velocità di propagazione c di un’onda elettroma-
gnetica sono legate dalla relazione
c =m f (25)

La frequenza dell’onda è determinata dalle caratteristiche fisiche della sorgente e dal pro-
cesso fisico di emissione: in linea di principio la frequenza può assumere un qualunque
valore da zero a infinito.

Lo spettro elettromagnetico è la serie ordinata di frequenze delle onde elettromagne-


tiche.

λ = 7,5 ⋅ 10–7 m rosso luce visibile violetto λ = 3,8 ⋅ 10–7 m

f = 4,0 ⋅ 1014 Hz f = 7,9 ⋅ 1014 Hz

lunghezza d’onda λ (m)


105 104 103 102 10 1 10–1 10–2 10–3 10–4 10–5 10 –6 10–7 10–8 10–9 10–10 10–11 10–12 10–13 10–14 10–15 10–16
0–6

104 105 106 107 108 109 1010 1011 1012 1013 1014 1015 1016 1017 1018 1019 1020 1021 1022 1023 1024
frequenza f (Hz)

radio in modulazione di frequenza


radio in usi marittimi, usi marittimi, aeronautici,
usi marittimi modulazione aeronautici trasmissioni radioamatoriali
e aeronautici di ampiezza e radiomobili televisive e radiomobili

104 105 106 107 108 109 1010 1011


frequenza f (Hz)

Per ragioni storiche alcune regioni dello spettro sono denotate da nomi come raggi X o
onde radio. Questa divisione dello spettro è puramente indicativa: non esistono confini ben
delimitati tra le frequenze, per cui le regioni si sovrappongono parzialmente.
Analizziamo lo spettro della radiazione elettromagnetica a partire dalle frequenze più bas-
se verso le più elevate.

Onde radio
Le onde radio hanno frequenze minori di circa 300 MHz (3 $ 108 Hz), cioè lunghezze d’onda
maggiori di circa 1 m, e vengono generate da circuiti oscillanti. Devono il nome al fatto

1113
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Elettromagnetismo

di essere state utilizzate nelle prime trasmissioni radio, ma sono comunemente impiegate
anche per la trasmissione del segnale televisivo.
Per effetto della diffrazione un’onda elettromagnetica può aggirare ostacoli che hanno di-
mensioni comparabili con la sua lunghezza d’onda. Questo spiega perché si riceve il segna-
le radiofonico anche se tra antenna emettitice e antenna ricevente vi sono palazzi o piccole
colline.
Le onde radio sono riflesse dalla ionosfera terrestre alla quota di circa 300 km quando hanno
frequenze comprese fra 5 MHz e 30 Mhz, ossia lunghezze d’onda da 10 m a 60 m. La riflessio-
ne sulla ionosfera permette di inviare segnali radio superando la curvatura terrestre.

QUANTO? La radio a onde medie

La foto mostra l’antenna Rai di Budrio (Bologna) per le trasmissioni radio in onde medie a
567 kHz; la lunghezza d’onda è
3,0 $ 10 8 m s
m= = 530 m
5,67 $ 10 5 Hz

mediasuk.org

Microonde
Le microonde hanno frequenze comprese fra 300 MHz e 300 GHz (3 $ 1011 Hz) e lunghezze
d’onda comprese fra 1 m e 1 mm.
Nel forno a microonde, una sorgente genera onde elettromagnetiche con frequenza pari a
2,45 GHz (m = 12 cm). Le molecole d’acqua sono poste in rotazione dai campi elettrici oscil-
lanti con quella frequenza: in questo modo trasformano parte dell’energia dell’onda in moto
di agitazione termica che si traduce nell’aumento della temperatura dei cibi.
Le reti wireless utilizzano microonde con frequenze comprese fra 2,40 GHz e 2,48 GHz per
trasferire dati fra i vari dispositivi, mentre nella telefonia mobile si utilizza una frequenza
di circa 900 MHz (m = 30 cm).

Radiazioni infrarosse
La radiazione infrarossa, caratterizzata da lunghezze d’onda comprese fra 1 mm e 750 nm,
è la regione con minore frequenza dello spettro elettromagnetico che il nostro corpo può ri-
levare direttamente. La sensazione di calore sulla pelle è dovuta infatti all’assorbimento di
radiazione infrarossa, in genere emessa per effetto di rotazioni e vibrazioni delle molecole

1114
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Elettromagnetismo

MINDBUILDING Perché l’acqua è trasparente?

Un materiale è trasparente se viene attraversato dalla luce, mentre è opaco se le sue mole-
cole assorbono la luce incidente. Il parametro che descrive l’opacità di un materiale è il suo
coefficiente di assorbimento a, che si misura in m-1. Dopo aver attraversato uno spessore
x di materiale, l’intensità della luce è diminuita di un fattore e–ax: maggiore è a, maggiore è
l’assorbimento e quindi minore la trasparenza del materiale (figura a sinistra).

105
400 nm - 700 nm
104
1

coefficiente di assorbimento (cm–1)


103

0,8 102

10
0,6
I (x) / I0

0,4 10–1

10–2
0,2
10–3

0 10–4
1 2 3 x 108 109 1010 1011 1012 1013 1014 1015 1016
α α α frequenza (Hz)

Il grafico a destra mostra il coefficiente di assorbimento dell’acqua in funzione della fre-


quenza della radiazione elettromagnetica.
Il coefficiente di assorbimento della radiazione elettromagnetica compresa fra 400 nm e
700 nm è di vari ordini di grandezza inferiore a quello relativo alle altre parti dello spettro
elettromagnetico.
Quindi l’acqua «è» trasparente perché l’occhio «vede» proprio attraverso quella ristretta
porzione dello spettro elettromagnetico. Questo fatto ha posto un vincolo fortissimo all’evo-
luzione degli organismi che si sono sviluppati negli ambienti terrestri ricchi d’acqua: per
poter «vedere» la luce attraverso l’acqua si sono evoluti dispositivi biologici (occhi) in gra-
do di rilevare onde elettromagnetiche proprio in quella strettissima parte dello spettro elet-
tromagnetico in cui l’acqua è «trasparente», cioè non assorbe tali radiazioni.

Radiazioni ultraviolette
La regione ultravioletta dello spettro elettromagnetico si estende fra i 400 nm e i 10 nm di
lunghezza d’onda. Si distinguono tre bande di radiazioni ultraviolette: UV-A (m = 400 nm
' 315 nm), che filtrano attraverso l’atmosfera terrestre, UV-B (m = 315 nm ' 280 nm) e
UV-C (m = 280 nm ' 10 nm). Come per il visibile, il Sole è la sorgente più intensa di ra-
diazione ultravioletta a cui siamo esposti: il nostro corpo utilizza le radiazioni ultraviolette
per sintetizzare alcune sostanze come la vitamina D, ma si protegge dal flusso eccessivo
di ultravioletti attraverso l’epidermide. L’esposizione alla luce solare induce la formazione
di melanina, un pigmento che assorbe però solo parzialmente gli ultravioletti: per questa
ragione è necessario proteggere la pelle con creme solari contenenti sostanze in grado di
assorbirli in modo efficace.

1116
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Nell’alta atmosfera uno strato di ozono (O3) assorbe gli ultravioletti e ne limita il flusso
verso la superficie terrestre. La scoperta nel 1979 che alcune sostanze, i clorofluorocarburi
(CFC), distruggono l’ozono, ha portato nel 1989 a mettere al bando il loro uso: dopo un par-
ziale miglioramento, negli ultimi anni stiamo assistendo al riformarsi del buco dell’ozono
sopra l’Antartico. Le immagini seguenti mostrano l’evoluzione dello spessore dello strato
di ozono (1 dobson = spessore di 10 μm di ozono se portato a 1,01 $ 105 Pa e 0 °C): appare
evidente che sopra l’Antartico lo strato di ozono è ben più sottile dei 220 dobson conside-
rati il valore minimo in grado di assicurare una schermatura adeguata agli ultravioletti
solari.

earthobservatory.nasa.gov

Raggi X
I raggi X sono radiazioni elettromagnetiche con lunghezze d’onda comprese fra 10 nm e
1 pm (10-12 m) che vengono emesse dagli elettroni durante le violentissime decelerazioni
che subiscono attraversando i metalli pesanti. Grazie alla loro caratteristica di attraversare
i tessuti molli ma di essere assorbiti dalle ossa, sono comunemente impiegati nella diagno-
stica medica.

1117
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Elettromagnetismo

Raggi gamma
Le radiazioni elettromagnetiche con lunghezze d’onda minori di 1 pm, dette raggi gamma,
sono emesse durante i decadimenti nucleari. I raggi gamma sono prodotti anche mediante
acceleratori di particelle per usi medici, in particolare per terapie di contrasto della prolife-
razione dei tumori, facendo incidere fasci di particelle cariche contro bersagli fissi.

Informazioni dallo spettro elettromagnetico


Le radiazioni elettromagnetiche emesse da un corpo testimoniano dei processi fisici che
hanno luogo in esso: la loro lunghezza d’onda dipende infatti dalle energie coinvolte nei
processi elementari che le hanno generate.
La sequenza di immagini del Sole registrate a diverse lunghezze d’onda in un intervallo di
tempo molto breve mostra che, a seconda degli «occhi» con cui osserviamo i corpi comples-
si, rileviamo l’esistenza di fenomeni differenti che hanno luogo nello stesso istante.

Infrarosso (1083 nm) Visibile

windows2universe.org

Ultravioletto (17 nm) Raggi X

In particolare le macchie solari, le regioni scure nel visibile, sono circondate da zone a
temperatura inferiore di quella del resto della superficie solare, come evidenziano le regioni
scure nell’infrarosso. In quelle regioni, però, è localizzata una intensa emissione di radia-
zione elettromagnetica con frequenze molto elevate, che corrisponde alle zone più brillanti
nelle immagini relative agli ultravioletti e ai raggi X.

1118
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LE FORMULE
LE EQUAZIONI DI MAXWELL E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE

Le equazioni di Maxwell Energia e densità media di energia


per un’onda elettromagnetica
Teorema di Gauss per il campo elettrico:

U ^E
vh = Q
I = uc
r ur = ur E + ur B
f0
E0 B0
Teorema di Gauss per il campo magnetico: E eff = B eff =
2 2
U S ^B
vh = 0

1 2
Legge di Faraday-Neumann: ur E = 2
f0 E eff 1 B eff
2 ur B =
2 n0
d U S ^B
vh
C c ^E
v h =-
dt
2
B 2eff
ur = f0 E eff ur =
Legge di Ampère-Maxwell: n0

^vh
C c ^B
v h = n fI + f d US E p
0 0 ur =
1
f0 E 02 I=
1
c f 0 E 02
dt 2 2

2 2
1 B0 1 B0
ur = I= c n
La natura elettromagnetica della luce 2 n0 2 0

1
c=
f0 n0 Onde elettromagnetiche piane

E = cB
Indice di rifrazione

1 c c =m f
v= =
fn n

n = fr nr
Polarizzazione

Per assorbimento (legge di Malus):

Pressione esercitata da un’onda


I = I 0 cos 2 i
elettromagnetica totalmente
assorbita da una superficie
Per riflessione:
Intensità dell’onda
n2
tg i B = n
I 1
P= c

Angolo di Brewster

1119
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20 test (30 minuti)

ESERCIZI TEST INTERATTIVI

1 Campi elettrici indotti 䊳 Calcola la circuitazione del campo elettrico lungo


ESERCIZI

il percorso della spira in questo intervallo di tem-


po. [0,17 V]
1 QUANTO?
쐌쐌 쐌
Il flusso di campo magnetico attraverso una certa
superficie varia da 0 T· m2 a 9 T· m2 in 3 ms. 4 Una superficie piana C con contorno c è immersa
쐌쐌쐌
䊳 Quanto vale la circuitazione del campo elettrico in un campo magnetico. A seguito di una variazio-
lungo il contorno della superficie? [3 kV]
ne lineare nel tempo del flusso del campo magneti-
co da 700 mT· m2 a 450 mT· m2 si ha che la circuita-
zione del campo elettrico lungo il contorno c è di
2 QUANTO?
쐌쐌 쐌 2,20 V.
Durante esperimenti con campi magnetici pulsati si
䊳 In quale intervallo di tempo è avvenuta la varia-
producono campi fino a 300 T con una durata di
zione? [0,11 s]
1 ns all’interno di spire di circa 8 cm di diametro.
䊳 Quanto vale il campo elettrico indotto? [6 MV/m]

3 Una bobina circolare di raggio 10 cm è immersa in


쐌쐌 쐌
un campo magnetico di 0,92 T. In un intervallo di
tempo di 0,18 s il campo è portato linearmente a 0 T.

5 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Una carica q percorre una traiettoria circolare all’interno di un campo magnetico. Attraverso la superficie
piana delimitata dalla traiettoria, il flusso magnetico varia nel tempo secondo la legge
t
U( t ) = U0 con U0 = 2,9 T· m2 e x = 1,2 s
x
Il campo elettrico compie un lavoro di 20 mJ.
䊳 Calcola il valore della carica.

䡵 RISOLUZIONE

La forza elettromotrice indotta e la fem = C c ^E


vh
circuitazione del campo elettrico sono L
legate dall’equazione (1). La forza L = q fem & q =
fem
elettromotrice indotta è inoltre legata al
lavoro compiuto dal campo elettrico.

Dal confronto delle due equazioni, L

* Cc ^ E
vh
q=
isoliamo q e utilizziamo la legge di

v h = d U ^ Bh
Faraday-Neumann: &
Cc ^ E
v
dt

d U^ B
vh -1

& q=Lf p =Lc 0m


-1
U
dt x

䡵 Risultato numerico
-1
q = ^20 mJ h f p = 8,3 mC
U0 = 2,9 T $ m 2 2,9 T $ m 2
x = 1,2 s 1,2 s
L = 20 mJ

1120
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

6 Attraverso una superficie di forma rettangolare il 10 A causa di un campo elettrostatico di 3,0 kV/m e di

ESERCIZI
쐌 쐌쐌 쐌쐌쐌
flusso del campo magnetico varia secondo la legge un campo elettrico indotto, una carica di 30 nC è
soggetta a una forza di 0,20 N .
U( t ) = U0 sen( ~t ) 䊳 Determina il valore del campo elettrico indotto.

con U0 = 4,9 T· m2 e ~ = 2,4 s–1. Una carica q per- [3,7 kV/m]

corre il perimetro completo del rettangolo all’istan-


te t = 2 s in un tempo trascurabile rispetto al tempo 11 Una spira quadrata di lato 5,5 cm è posta in un
쐌쐌쐌
di variazione del flusso e il campo elettrico compie campo magnetico di intensità 0,70 T. Il campo
un lavoro di 56 nJ. diminuisce linearmente nel tempo di 2,0 mT ogni
䊳 Determina il valore di q. [64 nC] secondo fino ad annullarsi. Il piano della spira è
perpendicolare alle linee di campo magnetico.
䊳 Calcola la circuitazione del campo elettrico lungo
7 Un campo magnetico varia uniformemente da
쐌 쐌쐌
200 gauss a 500 gauss e le linee di forza attraversa- la spira stessa in funzione del tempo.
[6,1 nV per t < 350 s, 0 V per t > 350 s]
no una superficie quadrata di lato 4,0 cm. La circui-
v lungo il perimetro del quadrato è di
tazione di E
12 Una spira circolare di raggio r è immersa in un
5,0 V. 쐌쐌쐌 v perpendicolare al piano della
䊳 In quanto tempo il campo magnetico è variato?
campo magnetico B
[9,6 ns] spira. Il modulo del campo magnetico decresce
secondo la legge esponenziale
8 Una carica q = 54 nC percorre una traiettoria circo- B ( t ) = B0 e–t/x
쐌 쐌쐌
lare. Il flusso del campo magnetico attraverso il
䊳 Determina la circuitazione di E v in funzione di t
cerchio racchiuso dalla traiettoria varia secondo la
legge lungo la spira. 9 C ^E
v h = rr 2 ^B xh e- xt C
0

t
U( t ) = U0
x 13 Un solenoide di raggio 20 cm realizzato con 25 ·103
쐌쐌쐌
con U0 = 3,2 T· m2 e x = 2,0 s (figura). spire per unità di lunghezza è alimentato con una
䊳 Quanto vale il lavoro compiuto dal campo elettri- corrente
co lungo un’orbita completa? [86 nJ] I( t ) = I0 cos( ~t ) con I0 =16 A e ~ = 310 s–1
䊳 Come varia l’intensità del campo elettrico nel
tempo in un punto in prossimità delle spire del
solenoide? [E = (1,6 V) sen(~t)]
q
B
14 In un solenoide cilindrico di raggio R, con n spi-
쐌쐌쐌
re per unità di lunghezza e raggio R, la corrente
viene aumentata in modo lineare secondo la legge

I = I ( t ) = I0 t

Trascura il campo magnetico all’esterno dle sole-


9 In una regione di spazio C è presente un campo noide.
쐌 쐌쐌 䊳 Qual è l’andamento del campo elettrico in funzio-
magnetico uniforme ma variabile nel tempo. La
variazione del modulo di B v è descritta dal grafico ne della distanza r dal centro del solenoide?
[E = (1/2) rn f0 I0, se r # R; E = (R2/2r) n f0 I0, se r > R]
in figura.
v lungo il
䊳 Traccia il grafico della circuitazione di E
contorno di C in funzione del tempo.
2 La legge di Ampère-Maxwell
B 3 Le equazioni di Maxwell

15 QUANTO?
t 쐌쐌쐌
Il flusso del campo elettrico attraverso una superfi-
cie cambia di 3 ·103 V· m in un tempo di 9 ms.

1121
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Elettromagnetismo

䊳 v lungo il contor-
Quanto vale la circuitazione di B 䊳 Quanto vale la corrente di spostamento tra le
ESERCIZI

no della superficie? [4 ·10–12 T· m] due punte dell’accendino prima della scarica?


[4 ·10–11 A]
16 QUANTO?
쐌쐌 쐌
Nel tempo che impieghi per schiacciare il pulsante 17 L’indice di rifrazione di un materiale è di 2,7, men-
쐌쐌쐌
di un accendino piezoelettrico (. 0,2 s), il campo tre la costante di permeabilità magnetica relativa
cresce da zero a circa 3 kV/cm (supponilo uniforme nr vale 1,9.
䊳 Calcola il valore della costante dielettrica relati-
in una zona cilindrica di circa 2 mm di diametro)
prima che parta la scarica. va fr. [3,8]

18 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Un’onda luminosa incide su una lastra di un materiale trasparente. La costante dielettrica relativa fr vale
1,9 mentre quella magnetica nr è di 1,0.
䊳 Determina la velocità dell’onda attraverso il mezzo.

䡵 RISOLUZIONE
Applichiamo la relazione che lega la velocità c
v=
dell’onda alla costante dielettrica e alla fr nr
permeabilità magnetica del mezzo:

䡵 Risultato numerico

n r = 1,0 3,0 $ 10 8 m s
v= = 2,2 $ 10 8 m s
f r = 1,9 1,9 $ 1,0
c = 3,0 $ 10 8 m s

19 Un’onda luminosa attraversa un mezzo trasparente 21 Un condensatore a facce parallele piane di capacità
쐌쐌 쐌 쐌쐌쐌
8
con una velocità di 1,8 ·10 m/s. 35 pF è inserito in un circuito dove circola una cor-
䊳 Che valore ha l’indice di rifrazione del mezzo? rente
䊳 E la costante dielettrica relativa fr? [1,7; 2,8] i ( t ) = (3,8 A) cos [(4 ·108 s–1) t]
䊳 Calcola l’intensità della corrente di spostamento
20 L’esplosione della Supernova 1987A è risultata all’interno del condensatore.
쐌쐌 쐌
visibile dalla Terra il 23 febbraio 1987. L’esplosio- [is ( t ) = (3,8 A) cos [(4 ·108 s–1) t]]
ne è avvenuta a una distanza dalla Terra di circa
5,14 ·104 parsec (1 parsec = 3,086 ·1016 m). 22 Un condensatore ad armature piane circolari di rag-
쐌쐌쐌
䊳 Quanti anni fa è esplosa questa supernova? gio 2,2 cm ha come dielettrico il vuoto. La densità di
[1,68 ·105 anni] carica dell’armatura negativa passa da 3,2 ·10–4 C/m2
a 2,3 ·10–4 C/m2 in un intervallo di 10 ns.
䊳 Qual è il valore della corrente di spostamento tra

le armature?

30 cm
NASA

1122
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

䊳 Determina il modulo del campo magnetico B v a dotta dal Big Bang. Essa permea l’Universo e ha

ESERCIZI
una distanza di 30 cm dal filo che porta la corren- una lunghezza d’onda di circa 5 cm.
te all’armatura superiore del condensatore. 䊳 Quanto vale la sua frequenza? [6 ·109 Hz]
䊳 Il valore del campo magnetico cambia spostan-
dosi lungo la retta r indicata in figura? 26 QUANTO?
쐌쐌쐌
[14 mA; 9,1 ·10–9 T; no] Le antenne della televisione hanno dimensione di
circa un metro.
23 In una regione di spazio è presente un campo elet- 䊳 Approssimativamente, quanto è la frequenza del
쐌쐌쐌
trico variabile nel tempo secondo la legge E = E0 t segnale televisivo? [3 ·108 Hz]
con E0 = 4,3 kV/s.
䊳 Calcola la densità di corrente di spostamento 27 La lunghezza d’onda di un’onda elettromagnetica
쐌쐌쐌
di questo campo elettrico, cioè il rapporto fra la nella regione delle microonde è di 3,0 cm.
corrente di spostamento e la superficie che attra- 䊳 Quanto vale la sua frequenza? [1010 Hz]
versa. [38 nA/m2]
28 Un’onda elettromagnetica nella regione dello
24 Un condensatore piano ha armature circolari con 쐌쐌쐌
spettro dei raggi X ha una lunghezza d’onda di
쐌쐌쐌
raggio R = 0,12 m. In un dato istante, il tasso di 0,1 nm.
variazione del campo elettrico al suo interno vale 䊳 Calcola la sua frequenza. [3 ·1018 s–1]
6E/6t = 5,5 ·1010 V/(m ·s).
䊳 Che valore ha l’intensità del campo magnetico in 29 Il valore del periodo di un’onda elettromagnetica è
쐌쐌쐌
un punto a una distanza r = 7,5 cm dall’asse del 1,7 ·10–15 s.
condensatore? [2,3 ·10–8 T] 䊳 Quanto vale la sua lunghezza d’onda?
[5,1 ·10–7 m]

30 Un’onda radio AM ha una frequenza di 1000 kHz,


B R 쐌쐌쐌
mentre un’onda FM ha una frequenza di 1000 MHz.
䊳 Calcola le rispettive lunghezze d’onda.
[300 m, 0,300 m]
r
31 Un’onda elettromagnetica ha un’intensità pari a
쐌쐌쐌
100 W/m2.
䊳 Quanto vale la densità media di energia?
䊳 Determina il valore di Eeff e Beff.
[3,3 ·10–7 J/m3; 1,9 ·102 V/m, 6,5 ·10–7 T]
4 Le onde elettromagnetiche
32 Il valore efficace del campo elettrico in un’onda
25 QUANTO? 쐌쐌쐌
쐌쐌 쐌 elettromagnetica è Eeff = 400 V/m. Calcola:
La radiazione cosmica di fondo, scoperta nel 1964
䊳 il valore di Beff.
dagli astronomi americani Arno Penzias e Robert
䊳 la densità media di energia.
Woodrow Wilson, che valse loro il Premio Nobel nel
䊳 il valore dell’intensità dell’onda.
1978, è la radiazione elettromagnetica residua pro-
[1,33 nT; 1,41 nJ/m3; 423 W/m2]

33 Le unità di E = cB sono coerenti, ovvero se B è


쐌쐌쐌
espresso in tesla e c in m/s, l’unità di E è V/m o
N/C.
䊳 Dimostralo.

34 Il valore efficace del campo magnetico in un’onda


쐌쐌쐌
elettromagnetica è Beff = 0,25 nT. Calcola:
䊳 il valore di Eeff.
astroguyz.com

䊳 la densità media di energia.


䊳 l’intensità dell’onda. [75 V/m; 50 nJ/m3; 15 W/m3]

1123
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Elettromagnetismo

35 ESEMPIO 쐌쐌쐌
ESERCIZI

L’intensità della luce solare che incide sull’alta atmosfera terrestre è 1,4 kW/m2.
䊳 Calcola Eeff e Beff.

䡵 RISOLUZIONE
Per calcolare Eeff e Beff utilizziamo 2
B eff
2
rispettivamente le equazioni (15) e (16): ur = f 0 E eff ur = n
0

Il valore della densità media di energia I


I = uc
r & ur = c
in funzione dell’intensità della luce solare
lo ricaviamo dalla relazione (13): I I n0
E eff = cf0 B eff = c
䡵 Risultato numerico

I = 1,4 kW m 2 = 1,4 $ 10 3 W m 2 1,4 $ 10 3 W m 2


^ 3 $ 10 8 m sh _ 8,84 $ 10-12 C 2 ^ N $ m 2hi
E eff = =
n0 = 4 r $ 10-7 T $ m A
f0 = 8,85 $ 10-12 C 2 ^ N $ m 2h = 7,3 $ 10 2 V m
c = 3 $ 10 8 m s
^ 1,4 $ 10 3 W m 2h ^ 4 $ 3,14 $ 10-7 T $ m Ah
B eff = =
3 $ 10 8 m s
= 2,4 nT

36 Una lampadina da 500 W, schematizzata come una polarizzata che arriva dal primo polarizzatore, con-
쐌 쐌쐌
sorgente puntiforme, emette metà di questa poten- sentendole di passare attraverso il secondo polariz-
za sotto forma di energia luminosa. zatore. In presenza di campo elettrico, le molecole
䊳 Che intensità ha la luce emessa a una distanza di del liquido, che sono molto lunghe, si allineano
6 m? parallelamente al campo elettrico, lasciando passa-
䊳 Quanto valgono Eeff e Beff alla stessa distanza? re solo la luce polarizzata, che viene bloccata, total-
[0,55 W/m2; 14 V/m, 48 nT] mente o parzialmente, dal secondo polarizzatore; in
corrispondenza il pixel appare scuro.
37 In una cantina una lampadina appesa al soffitto irra-
䊳 A quale angolo rispetto alla direzione delle mole-
쐌 쐌쐌
dia uniformemente in tutte le direzioni. La potenza
cole devi disporre il secondo polarizzatore per
media irraggiata dalla lampadina è di 40 W.
avere il massimo contrasto? [90°]
䊳 Trova il valore del campo elettrico efficace della

luce a una distanza di 2,0 m dalla lampadina.


[18 V/m] luce cristallo liquido
incidente pixel
chiaro
38 L’ampiezza massima ammessa del campo elettrico
쐌 쐌쐌
per un segnale della rete UMTS è di 61 V/m. Sche-
matizza l’onda come piana.
䊳 Quanto vale il massimo campo magnetico dell’onda?
䊳 E la densità media di energia? [0,20 nT; 16 nJ/m3] 1° polarizzatore

2° polarizzatore
5 La polarizzazione pixel
scuro
39 QUANTO?
쐌쐌 쐌
I display a cristalli liquidi (LCD) funzionano grazie
alla polarizzazione della luce. In assenza di campo
elettrico la luce passa attraverso la struttura, che
risulta trasparente, perché i cristalli ruotano la luce

1124
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

40 Mediante due polarizzatori con gli assi inclinati di un angolo a si vuole dimezzare l’intensità di un fascio di luce

ESERCIZI
쐌쐌 쐌
non polarizzato.
䊳 Determina il valore di a. [35°]

41 ESEMPIO 쐌쐌쐌

Una luce non polarizzata di intensità I0 = 7,4 W/m2 incide su una lamina polarizzatrice il cui asse di tra-
smissione forma un angolo di 25° con l’asse di trasmissione di una successiva lamina polarizzatrice.
䊳 Calcola l’intensità della luce trasmessa da ciascuna lamina.

䡵 RISOLUZIONE
Il fascio incidente è non polarizzato: 1
I1 = I0
utilizziamo l’equazione (23) per ottenere il 2
valore dell’intensità I1 della luce trasmessa
dalla prima lamina:
La luce uscente dalla prima lamina, I 2 = I 1 cos 2 i
polarizzata, incide sul secondo polarizzatore il
cui asse di trasmissione è ruotato di un angolo
di i = 25° rispetto al primo. Utilizziamo
l’equazione (22) per determinare l’intensità I2:

䡵 Risultato numerico
^ 7,4 W m 2h = 3,7 W m 2
I 0 = 7,4 W m 2 1
I1 =
2
I 2 = ^ 3,7 W m 2h cos 2 ^ 25° h = 3,0 W m 2
i = 25°

42 Due lamine polarizzatici hanno le loro direzioni di tra- 45 L’angolo limite per la riflessione totale di una
쐌 쐌쐌 쐌쐌쐌
smissione incrociate, in modo da non far passare luce. sostanza è 45°.
Tra le due si inserisce una terza lamina in modo che 䊳 Quanto vale il suo angolo di polarizzazione per

la sua direzione di trasmissione formi un angolo i con riflessione? [55°]


quello della prima lamina. Una luce non polarizzata di
46 L’indice di rifrazione dell’acqua e del vetro sono
intensità I0 incide sulla prima lamina. 쐌쐌쐌
rispettivamente 1,33 e 1,50.
䊳 Che valore ha l’intensità della luce trasmessa dal-
䊳 Quanto valgono i rispettivi angoli di polarizza-
le tre lamine con i = 45°?
zione in aria?
䊳 E con i = 30°? [I0/8; (3/32) I0]
䊳 E l’angolo di polarizzazione dell’interfaccia ac-

43 Due lamine polarizzatici sono incrociate come nel- qua/vetro? [53°, 56°; 48°]
쐌 쐌쐌
l’esercizio precedente. Tra di esse si inseriscono altre 47 Tre polarizzatori consecutivi hanno l’asse di tra-
due lamine in modo tale che la direzione di trasmis- 쐌쐌쐌
smissione ruotato in senso orario di un angolo a
sione di ciascuna lamina formi un angolo di 30° con ciascuno rispetto al polarizzatore precedente.
quella della lamina successiva. Si fa incidere una Un’onda luminosa, non polarizzata, che incide sui
luce non polarizzata di intensità I0 sulla prima. tre polarizzatori, è trasmessa con un’intensità fina-
䊳 Calcola l’intensità della luce trasmessa dalle le ridotta di un fattore 30.
quattro lamine. [0,21 I0] 䊳 Calcola l’angolo a. [59°]

44 L’angolo di polarizzazione per riflessione di una 48 n lamine polarizzatrici sono impacchettate in modo
쐌 쐌쐌 쐌쐌쐌
certa sostanza in aria è di 60°. Un fascio di luce che l’asse di ciascuna sia ruotato di un angolo a in
incide con un angolo di 60°. senso orario rispetto alla precedente.
䊳 Determina l’angolo del fascio rifratto. 䊳 Dimostra che fra l’intensità incidente I0 e l’in-

䊳 Calcola l’indice di rifrazione di questa sostanza. tensità trasmessa It sussiste la relazione


[30°; 1,7] It = (1/2) (cos a)2(n –1) I0.

1125
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Elettromagnetismo

PROBLEMI FINALI za di 2,45 GHz. Questa frequenza mette in oscillazio-


ESERCIZI

ne le molecole polari (cioè che presentano una diver-


sa posizione per ioni positivi e negativi e quindi un
49 La prima trasmissione radio momento di dipolo elettrico) come l’acqua, i grassi o
쐌쐌 쐌
transoceanica gli zuccheri degli alimenti che per agitazione termi-
Il 12 dicembre 1901 Guglielmo Marconi effettuò la ca aumentano la loro temperatura.
prima trasmissione radio attraverso l’Oceano Atlan- 䊳 Calcola la lunghezza d’onda della radiazione.
tico da Poldhu in Cornovaglia a St. John’s nell’isola 䊳 Spiega perché la radiazione non fuoriesce dal
Terranova, località distanti circa 3000 km. vetro del forno ricoperto dalla griglia metallica.
䊳 Quanto tempo impiegò il segnale radio a percor- [12,2 cm]
rere questa distanza? [10 ms]

52 Elettrosmog: cosa mi deve preoccupare


쐌쐌쐌
di più?
Le antenne radio emettono onde elettromagnetiche
come un dipolo e l’intensità può essere espressa
come
k
I = W 2 sen 2 i
r

dove W rappresenta la potenza emessa, k è una


costante e i l’angolo formato con l’asse del dipolo.
webalice.it

Un telefono cellulare trasmette con una potenza di


2,0 W, mentre le antenne della cella (quelle fisse) con
una potenza di circa 100 W. Considera i campi elet-
50 Controlli a ultrasuoni
쐌쐌 쐌 trici prodotti nel cervello da un cellulare durante
I metalli sottoposti a grandi sforzi meccanici vengono
una conversazione (a 3 cm e in direzione perpendi-
verificati mediate controlli a ultrasuoni in grado di
colare) e quelli prodotti da una antenna di cella
rilevare crepe, cricche e difetti reticolari. Si vuole ana-
posta sul tetto della casa di fronte a un’altezza rela-
lizzare un materiale in cui le onde sonore si propaga-
tiva di 14 m e una distanza di 16 m.
no a 5 km/s e dove la distanza media fra gli atomi del 䊳 Valuta il rapporto tra le densità di energia dei
reticolo vale 0,1 nm. Si supponga che gli ultrasuoni
campi prodotti dalle due antenne nel cervello.
vengano prodotti applicando un campo elettrico [.2 ·104]
oscillante a un materiale piezoelettrico (quarzo).
䊳 A quale frequenza deve oscillare il campo elettri-

co del circuito? [< 1011 Hz]

51 Cuocere con le onde


쐌 쐌쐌
Un forno a microonde cuoce o riscalda gli alimenti
mediante onde elettromagnetiche con una frequen-

+ +
Jon Gough / Shutterstock

– –

– + + – + +
53 Rocce al microsopio
쐌쐌쐌
Nei microscopi metallografici si utilizzano due fil-
+ + – + + – tri polarizzatori, detti polarizzatore e analizzatore.

1126
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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

Il polarizzatore è fisso mentre l’analizzatore può Kerst nel 1940 a Urbana (Illionois). In questa mac-

ESERCIZI
essere ruotato dall’operatore. Dato che la polariz- china acceleratrice si sfrutta l’induzione elettroma-
zazione della luce dipende dall’angolo di riflessio- gnetica per accelerare le cariche: il betatrone consta
ne, grani metallici con orientazioni diverse daran- di due espansioni polari circolari che generano un
no polarizzazioni diverse, permettendo all’opera- campo magnetico (variabile nel tempo) a simmetria
tore di distinguere i vari microcristalli che com- radiale. All’interno è posta una cavità toroidale
pongono la sostanza. Ipotizza che la lampada del (ovvero a forma di ciambella) nella quale vengono
microscopio abbia un’intensità I0 e che l’operatore immessi gli elettroni. Essendo il campo magnetico
ruoti di 30° l’analizzatore rispetto al polarizza- radiale variabile nel tempo si ha un campo elettrico
tore. indotto non conservativo, che compie lavoro sugli
䊳 Quanto vale l’intensità della luce che raggiunge elettroni e li accelera. Il campo magnetico perpendi-
l’operatore se non incontra nessun cristallo? colare alla cavità mantiene inoltre gli elettroni in
䊳 E se incontra un cristallo che la ruota di 30° nel orbita grazie alla forza di Lorentz. Un betatrone può
verso opposto all’analizzatore? [0,38 I0; 0,13 I0] accelerare gli elettroni fino a circa 150 MeV. Oggi
questi acceleratori sono utilizzati per scopi medici
in quanto altri tipi di acceleratori sono in grado di
produrre energie molto più elevate.
䊳 Calcola il valore della variazione del flusso in

modo che a ciascuna orbita l’elettrone acquisti


un’energia di 150 eV (1 eV = 1,6 ·10–19 J)
[150 T· m2/s]

estremità
polare di ferro
B
flickr.com

54 Esperimento di assorbimento
쐌 쐌쐌 estremità
Due polarizzatori sono disposti in modo tale da tra- polare di ferro
smettere la massima quantità di luce. Calcola la per-
centuale di riduzione rispetto al valore massimo
della luce trasmessa se uno di essi è ruotato di ciambella di ceramica
䊳 30°.
䊳 45°.
57 Esperimento di Foucault
䊳 60°. [75%, 50%, 25%] 쐌쐌쐌
I primi esperimenti per determinare la velocità della
luce senza usare metodi astronomici furono effet-
55 Foto al lago tuati da Fizeau nel 1849 utilizzando un sistema di
쐌 쐌쐌
Silvia vuole fotografare la costa provando il suo ruote dentate, migliorato l’anno seguente con uno
nuovo polarizzatore, ma è indecisa sull’orario. specchio rotante. Un raggio di luce viene riflesso su
䊳 Trova l’angolo di elevazione del Sole rispetto uno specchio posto in rotazione a velocità angolare
all’orizzonte affinché la luce riflessa dal lago sia ~ e quindi fatto riflettere su un secondo specchio
tutta polarizzata linearmente. fisso che lo rinvia allo specchio rotante. Quando il
䊳 Come orienterà il polarizzatore Silvia? E perché? fascio incide nuovamente sullo specchio rotante,
v è orizzontale]
[37°; verticalmente poiché E questo ha cambiato leggermente angolazione riflet-
tendo il fascio non più nella sorgente, ma a una
56 Il betatrone distanza d da essa. Una versione più moderna
쐌 쐌쐌
Il betatrone è un acceleratore circolare per elettroni, dell’esperimento è riportata nella figura della pagi-
che fu fatto funzionare per la prima volta da D.W. na seguente. Ovviamente nell’Ottocento le cose non

1127
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Elettromagnetismo

59 La coda della cometa


specchio fisso
ESERCIZI

쐌쐌쐌
Come visto nella teoria, la pressione di radiazione
ω (insieme al vento solare che qui trascuriamo) è
l2
responsabile della formazione della spettacolare
coda delle comete. Considera i granelli espulsi dalla
l1 cometa, a una distanza dal Sole pari a quella Terra,
specchio laser come sferici, con raggio r, e composti di ghiaccio. I
rotante granelli saranno sottoposti a due forze, l’attrazione
d
gravitazionale del Sole e la pressione di radiazione
(supponi che assorbano totalmente la radiazione
incidente) in direzioni opposte. Questi andranno a
formare la «coda» quando la forza dovuta alla radia-
zione sarà maggiore della gravità.
䊳 Calcola la dimensione massima dei granelli della
coda.
[0,64 nm]
fisicamente.net

erano così semplici, come mostra la turbina a vapo-


re che poneva in rotazione lo specchio di Foucault.
䊳 Determina la velocità della luce in funzione delle

quantità misurabili l1, l2, d e ~.

notiziedalcosmo.it
[c = 4~l2/arcsen(d/l1)]

58 Occhio alla retina!


쐌 쐌쐌
Il laser Hercules presso l’Università del Michigan
è uno dei più potenti al mondo. Esso è in grado 60 Smascheriamo gli pseudoscienziati
쐌쐌쐌
di produrre impulsi con una potenza di 500 TW La legge di Ampère-Maxwell è stata storicamente
della durata di 30 fs (10–15 s) con una intensità di l’ultima che ha completato le equazioni di Maxwell
1,3 ·1023 W/cm2. e la sua formulazione è stata ottenuta più da dedu-
䊳 Calcola l’energia di ciascun impulso e l’area del zioni logiche che da evidenze sperimentali. È infatti
fascio. più difficile evidenziare il campo magnetico prodot-
䊳 Determina i valori di Eeff e Beff. to dalla corrente di spostamento che da una corren-
[15 J, 0,38 nm2; 7,0 ·1014 V/m; 23 TT] te «reale», in quanto la corrente di spostamento è
localizzata in una regione di spazio molto più gran-
de. È facile trovare nel web video di persone che
ancora tentano di confutare la validità della legge di
Ampère-Maxwell misurando il campo magnetico
con sonde autocostruite. In alcuni di questi video
sono visibili esperimenti realizzati con condensatori
a facce piane parallele circolari di raggio R (circa
30 cm), alimentati con una corrente I( t ) alternata in
cui lo «sperimentatore» inserisce un sensore di cam-
po magnetico realizzato con un solenoide e un LED
(la corrente indotta dal campo magnetico variabile
sparkingtech.com

all’interno del solenoide accende il LED) che si


accende in stretta prossimità dei fili che portano la

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24 䡲 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche

corrente (reale) alle armature, ma rimane spento magnetico inviato da Terra per raggiungere la

ESERCIZI
all’interno di queste, dove «dovrebbe» essere pre- sonda. [.16 h]
sente la corrente di spostamento.
䊳 Come varia il valore del campo magnetico indot-

to all’interno del condensatore utilizzando oppor-


tune superfici attraverso cui calcolare i flussi?
(Suggerimento: considera come superficie un cer-
chio di raggio r all’interno del condensatore e
applica a esso la legge di Ampère-Maxwell, cal-
colando tutte le quantità necessarie a partire da
I ( t )).
䊳 In che rapporto stanno il campo magnetico pre-

sente a 0,5 cm dal filo e quello presente all’inter-


no del condensatore alla stessa distanza dal suo

NASA
centro?
䊳 Spiega perché non vedi accendersi il LED.
64 Radiazione umana
[B (r) = n0 r I ( t )/(2rR2); 3600] 쐌쐌쐌
Il corpo umano ha una temperatura di circa 310 K e
per questa ragione emette radiazione elettromagneti-
ca. La lunghezza d’onda mmax per la quale un corpo a
L’ARTE DELLA STIMA temperatura T ha la massima emissione di radiazio-
ne è data dalla legge di Wien:
61 Fiotti di luce mmax T = 2,9 ·10–3 K · m
쐌쐌 쐌
Ogni processo elementare di emissione di luce da 䊳 Stima la lunghezza d’onda per la quale il corpo
parte di un atomo dura circa 1·10–8 s. umano ha la massima emissione.
䊳 Quanto è lungo un singolo «fiotto» di luce?
䊳 Stabilisci in quale regione spettrale si colloca.
[3 m] [10 nm; IR]

62 Luce al rallentatore 65 Diodo Gunn


쐌쐌 쐌 쐌쐌쐌
In un recente esperimento ad Harvard si è ottenuto I diodi Gunn sono generatori di radiazione elettro-
un enorme rallentamento della luce fino a una velo- magnetica a stato solido: in una regione del materia-
cità di circa un ventimilionesimo della velocità nel le (detta dominio) il campo elettrico risulta maggio-
vuoto. re rispetto alle altre zone a causa di fluttuazioni
䊳 Determina quanto vale l’indice di rifrazione di
locali e pertanto la mobilità dei portatori carichi in
questo mezzo? [2 ·107] questa regione è più bassa che nel resto del materia-
le. Sul bordo del dominio si ha quindi un progressi-
63 Ai confini del Sistema Solare vo aumento di cariche e, conseguentemente, un
쐌쐌 쐌
Lanciate nel 1977, le sonde Voyager 1 e 2 stanno incremento del campo elettrico. Un volta generatosi,
continuando il loro viaggio verso i confini del Siste- il dominio migra all’interno del semiconduttore con
ma Solare. Per molti anni rimarranno gli oggetti velocità Vs finché, raggiunta un’estremità, scom-
costruiti dall’uomo più distanti dalla Terra. Nel pare per riapparire dall’altra. Valori tipici sono:
dicembre 2011 hanno raggiunto i margini dell’elio- Vs = 1 ·107 cm/s, larghezza del diodo = 0,1 mm.
pausa, la zona dove il vento solare (un flusso di par- 䊳 Determina con quale frequenza oscilla il campo
ticelle cariche emesso dal Sole) si scontra con il ven- elettrico generato, equivalente alla frequenza di
to interstellare. Voyager 1 nel dicembre 2011 dista- migrazione del dipolo.
va circa 18 miliardi di kilometri dal Sole. 䊳 In quale regione spettrale emette il diodo?
䊳 Stima il tempo impiegato da un segnale elettro- [0,5 GHz; microonde]

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CAPITOLO

25 La relatività
ristretta

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1 I sistemi di riferimento
I sistemi inerziali e le leggi di Newton
Nella dinamica il moto di un corpo è descritto mediante una funzione che stabilisce come la sua
posizione, riferita a un sistema di coordinate, varia nel tempo. In particolare, si immagina che un
osservatore nel suo sistema di riferimento sia in grado di effettuare misure di posizione, riferite
per esempio a un sistema rigido di tre assi ortogonali, e misure di tempo mediante un orologio.
Le basi della dinamica furono fissate da Newton sotto forma di tre principi che racchiudo-
no le innumerevoli evidenze sperimentali osservate nello studio dei moti. In particolare il
primo principio o principio d’inerzia definisce una particolare categoria di osservatori, cioè
gli osservatori che utilizzano sistemi di riferimento inerziali, come analizzato nel capitolo
«I principi della dinamica».
Il problema è che la definizione di sistema di riferimento inerziale può essere solo sperimen-
tale: stabiliamo che un sistema di riferimento è inerziale solo se osserviamo che in esso vale
il principio d’inerzia.

Sistemi inerziali e proprietà dello spazio e del tempo


In un sistema di riferimento inerziale le forze hanno sempre origine dall’interazione fra i corpi.

1 Una stanza con un orologio appeso al muro può non 2 Però possiamo dire che la stanza è un sistema di ri-
sembrare un sistema di riferimento inerziale: un oggetto ferimento inerziale, ma che sull’oggetto agisce la forza
lanciato in aria non si muove in linea retta a velocità co- peso P = m $ g che lo accelera verso il basso.
stante, ma segue una traiettoria parabolica accelerando Il corpo che provoca la forza sull’oggetto è la Terra.
verso il basso.

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25 䡲 La relatività ristretta

Al contrario, in un sistema di riferimento non inerziale agiscono forze che sono effetto delle
accelerazioni del sistema e che non possono essere ricondotte a interazioni fra corpi.

1 Un sistema di riferimento appoggiato a una piatta- 2 Non riusciamo a trovare nessuna causa fisica che
forma rotante non è un sistema inerziale. Una pallina produca la forza necessaria a curvare la traiettoria, per
fatta rotolare sul pavimento non si muove in linea retta cui la piattaforma rotante non è un sistema di riferimen-
nel sistema di riferimento, ma percorre un arco di circon- to inerziale.
ferenza.

Dal punto di vista sperimentale, ne consegue che, se SI è un sistema di riferimento inerziale,


allora un altro sistema di riferimento SR è inerziale se e solo se:
1. è un sistema spostato di una quantità fissa rispetto a SI, cioè le origini dei due sistemi di
riferimento sono diverse;
2. è un sistema ruotato di un angolo fisso rispetto a SI e dunque gli assi di SR hanno dire-
zioni diverse rispetto a SI;
3. il verso di un asse in SR, per esempio x, è invertito rispetto al corrispondente asse di SI
(in questo caso si dice che un sistema è destrorso e l’altro sinistrorso);
4. il tempo misurato dall’orologio di SR è misurato da un istante iniziale diverso rispetto al
tempo dell’orologio di SI;
5. SR si sta muovendo in linea retta a velocità costante rispetto a SI;
6. SR differisce dal primo sistema per una combinazione della prima e della quinta condi-
zione.
Il sistema SR non è inerziale se trasla con moto accelerato o ruota rispetto al sistema inerziale
SI. In altre parole un’accelerazione lineare o centripeta fa perdere l’inerzialità al sistema.
Le sei condizioni appena espresse fissano le caratteristiche sperimentali dei sistemi inerzia-
li nella dinamica newtoniana: in modo equivalente, ognuna di queste caratteristiche si può
esprimere come proprietà dello spazio o del tempo.
Se consideriamo infatti porzioni dello spazio in cui non ci siano pianeti o stelle nelle vici-
nanze, possiamo affermare che:
앫 lo spazio è omogeneo, cioè non ci sono posizioni privilegiate e tutti i punti si equival-
gono;
앫 lo spazio è isotropo, cioè non ci sono direzioni privilegiate;
앫 se un insieme di corpi si muove in un certo modo, il loro moto osservato allo specchio è
ancora un modo possibile di muoversi;
앫 il tempo è universale, scorre allo stesso modo per tutti gli osservatori e gli istanti sono
tutti equivalenti;
앫 non è possibile stabilire sperimentalmente la velocità assoluta del proprio sistema di
riferimento nello spazio e tutto ciò che si può rilevare è la propria velocità relativa a un
altro sistema.

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Relatività e quanti

Però è possibile stabilire se il proprio sistema di riferimento sta accelerando, per esempio
osservando forze fittizie, ossia forze che, come analizzato nel capitolo «I principi della di-
namica», sono proporzionali alle masse dei corpi su cui agiscono. In altre parole l’accelera-
zione nello spazio è assoluta.

L’etere e l’esperimento di Michelson-Morley


Nella teoria di Maxwell, le onde elettromagnetiche si propagano nel vuoto con velocità
1 ^f0 $ n0h + 3,00 $ 10 8 m s. Poiché nel vuoto la costante dielettrica f0 e la permeabilità ma-
gnetica μ0 mantengono gli stessi valori in tutti i sistemi di riferimento inerziali, la velocità
della luce è la stessa in tutti i sistemi inerziali, indipendentemente dal loro stato di moto.
In analogia con le onde meccaniche, alla fine dell’Ottocento i fisici ritenevano che le onde
elettromagnetiche dovessero propagarsi all’interno di un ipotetico mezzo elastico, detto ete-
re, che permeava tutto lo spazio. Fra le proprietà dell’etere, la più singolare era certamente
quella di fornire un sistema di riferimento inerziale assoluto, simile alle stelle fisse ipotizza-
te da Newton. Se l’etere esiste, si può stabilire la velocità assoluta di un qualsiasi sistema di
riferimento mediante misure sulla velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche,
contraddicendo così la quinta proprietà dei sistemi inerziali.
Furono approntati vari esperimenti per determinare la velocità della Terra rispetto all’ete-
re, il più accurato dei quali fu quello di Michelson-Morley, basato su un interferometro di
sensibilità così elevata da poter rilevare l’effetto della velocità della Terra ^ 3 $ 10 4 m sh
rispetto a quello della luce ^ 3 $ 10 8 m sh.
specchio specchio
regolabile regolabile
sorgente
di luce specchio
sorgente specchio
di luce

divisore divisore
di fascio lamina di fascio lamina
schermo compensatrice
compensatrice
figura
qui si vede la figura d’interferenza
d’interferenza

Il dispositivo crea una figura di interferenza tra due fasci di luce che si ottengono dividendo
uno stesso fascio di luce monocromatica con uno specchio semi-argentato (detto divisore
di fascio). Mediante uno specchio mobile si rendono uguali le lunghezze dei due cammini,
mentre una lamina compensatrice inserita sul percorso del raggio che attraversa lo specchio
semiargentato assicura che i due fasci percorrano lo stesso cammino all’interno del vetro.
Il dispositivo è molto sensibile a qualsiasi variazione intervenga lungo il percorso della
luce: per esempio, uno spostamento dello specchio mobile di un decimo di millimetro pro-
voca uno spostamento di centinaia di frange della figura d’interferenza.
Fra il 1881 e il 1887 Albert Michelson, con l’aiuto di Edward Morley, utilizzò questo interfe-
rometro per misurare la velocità assoluta della Terra rispetto all’etere. L’idea era quella di
cambiare l’orientamento dell’interferometro nello spazio, in modo da far sì che la velocità
della Terra cambiasse le velocità con cui la luce si sposta all’interno del dispositivo, provo-
cando così lo spostamento delle frange di interferenza.
Supponiamo che l’interferometro si sposti rispetto all’etere con velocità v in direzione del
braccio indicato nel disegno. Indichiamo con d la distanza fra lo specchio semiargentato
e ognuno degli altri due specchi e calcoliamo il tempo che la luce impiega per coprire la

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25 䡲 La relatività ristretta

distanza 2d in ciascuno dei due cammini facendo l’ipotesi che la velocità della luce rispetto
all’etere è c.

1 Cammino parallelo a v 2 Cammino perpendicolare a v


La velocità della luce nel dispositivo all’andata è c - v, La velocità della luce nel dispositivo è la stessa all’anda-
al ritorno è c + v: ta e al ritorno:
d d dc dc
]c - v g ]c + v g
D t1 = D t2 = 2 $
^ c - v 2h
+ = 2$ 2
^ c - v 2h
2

qui la luce va
a velocità c+v v c
d v
qui la luce va
a velocità c–v

c2 – v2
d

La differenza fra i tempi di percorrenza dovrebbe produrre un effetto misurabile sullo spo-
stamento delle frange attraverso il quale misurare v.
Contrariamente alle attese, Michelson e Morley non rilevarono alcuno spostamento delle
frange. L’esito di queste misure contrasta con l’ipotesi dell’esistenza di un etere in quiete
in cui si propagano le onde elettromagnetiche e si accorda col principio secondo il quale è
impossibile stabilire un moto assoluto nello spazio a velocità costante.

2 La relatività di Einstein
Nel 1905 Einstein pubblicò un articolo dal titolo Sull’elettrodinamica dei corpi in movi-
mento, destinato a influenzare profondamente la fisica successiva, in cui espose in modo
compiuto la teoria della relatività ristretta.
Nella sua teoria, che con denominazione più appropriata si potrebbe definire una teoria
dei sistemi di riferimento inerziali, Einstein propone il modello matematico che descrive
lo spazio e il tempo in regioni in cui non sono presenti grandi concentrazioni di materia o
energia.
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L’analisi di Einstein non prese le mosse dal fallimento degli esperimenti volti a misurare
la velocità della Terra nell’etere, quanto piuttosto da considerazioni di tipo concettuale.
Einstein considerò un’onda elettromagnetica piana, formata da un campo elettrico e da un

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Relatività e quanti

campo magnetico oscillanti che si propagano nel vuoto con velocità 3,00 $ 10 8 m s. Se un os-
servatore fosse in grado di muoversi alla stessa velocità dell’onda «vedrebbe» l’onda come
un insieme di campi elettrici e magnetici statici con un andamento sinusoidale nella direzio-
ne del moto. Le equazioni di Maxwell non contemplano però una situazione di questo tipo:
si deve concludere che la luce non può apparire ferma a un osservatore e che quindi non è
possibile per un osservatore muoversi alla stessa velocità di un’onda elettromagnetica.
Einstein intuì che, se la luce nel vuoto non può essere raggiunta, non può nemmeno essere
rallentata o accelerata: un osservatore in moto rispetto a un’onda elettromagnetica misure-
rà sempre la stessa velocità di 3,00 $ 10 8 m s.
Estendendo la sua analisi anche ad altri fenomeni, Einstein concluse che «i fenomeni elet-
trodinamici, come quelli meccanici, non possiedono proprietà corrispondenti al concetto di
quiete assoluta». Questa ipotesi ripristina la validità del punto 5 del paragrafo precedente:
non è possibile stabilire la velocità assoluta del proprio sistema di riferimento nemmeno
effettuando misure sulla velocità della luce.

I postulati di Einstein
Nell’articolo del 1905 Einstein pose a fondamento della sua analisi i due postulati seguenti:
앫 «Le leggi dell’elettrodinamica e dell’ottica sono valide per tutti i sistemi di coordinate nei
quali valgono i principi della dinamica.»
앫 «Nello spazio vuoto la luce si propaga sempre con una velocità v ben determinata, indi-
pendente dallo stato di moto del corpo che la emette.»
In termini moderni, le basi della teoria della relatività sono i due principi seguenti:

앫 Principio di relatività: le leggi della fisica hanno la stessa forma in tutti i sistemi di
riferimento inerziali.
앫 Principio di costanza della velocità della luce: la velocità della luce c è la stessa in
tutti i sistemi inerziali, indipendentemente dal moto della sorgente che la emette.

Il principio di relatività galileiano, secondo il quale le leggi del moto sono le stesse in tutti
i sistemi di riferimento inerziali, venne esteso da Einstein a tutte le leggi della fisica. Egli
osservò che in particolare l’elettromagnetismo è una teoria che di fatto soddisfa il principio
di relatività, perché fornisce descrizioni equivalenti di uno stesso fenomeno osservato in
sistemi di riferimento inerziali differenti.
Seguendo Einstein, consideriamo le interazioni fra una spira circolare e un magnete che si
spostano con moto relativo lungo i loro assi.

1 Se si muove il magnete, la variazione del flusso ma- 2 Se si muove la spira, la forza di Lorentz spinge gli
gnetico attraverso la spira genera una corrente indotta elettroni liberi a muoversi nella spira dando luogo a una
che circola in essa. corrente elettrica in essa.
v v

i i

N S
N S

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25 䡲 La relatività ristretta

Le leggi dell’elettromagnetismo applicate in un sistema di riferimento inerziale solidale con


la spira e in un sistema solidale con il magnete prevedono la stessa intensità di corrente
nella spira.
Il principio di relatività di Einstein stabilisce la completa equivalenza dei sistemi di rife-
rimento inerziali, per cui non può esistere un sistema in quiete assoluta mediante il quale
stabilire la velocità assoluta di ogni altro sistema inerziale. Ciò comporta la necessità di
introdurre il principio di costanza della velocità della luce in pieno accordo con i risultati
negativi dell’esperimento di Michelson e Morley: la velocità della luce non dipende dal si-
stema di riferimento inerziale in cui viene misurata, né dallo stato di moto della sorgente.
L’introduzione di questo principio obbliga a modificare la proprietà 4 dei sistemi inerziali:
il tempo non è più universale, ma scorre in modo diverso nei vari sistemi di riferimento
inerziali.

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Da ciò derivano alcune delle conseguenze più sorprendenti della relatività, come la dila-
tazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze. Ma in fisica l’unica giustificazione per
introdurre un nuovo postulato è valutare il successo della teoria in cui viene inserito: pro-
prio l’enorme successo interpretativo e sperimentale della teoria della relatività indica che
questo principio è conforme alla realtà e consente di scoprire fenomeni prima ignorati a
causa del fatto che le velocità comuni sono molto piccole rispetto a quella della luce.

3 Conseguenze dei postulati di Einstein:


il ritardo degli orologi in movimento
Una conseguenza dei due principi di Einstein è la relatività degli intervalli di tempo. Ciò
significa che se due osservatori sono in moto relativo l’uno rispetto all’altro, ciascuno vede
l’orologio dell’altro segnare intervalli di tempo più lunghi di quelli segnati dal proprio oro-
logio. Questo è un fatto sperimentalmente comprovato: non esiste un tempo assoluto unico
per tutti gli osservatori.

La dilatazione dei tempi


Un orologio è un sistema che cambia il suo stato interno e il tempo è la sequenza di questi
cambiamenti. I comuni orologi da polso contengono un cristallo di quarzo che produce
oscillazioni di potenziale. Un sistema elettronico conta queste oscillazioni e le converte nelle
unità che utilizziamo per misurare il tempo. Il risultato di questo conteggio è visualizzato
dai numeri sul display dell’orologio.
Per analizzare il processo di misura, utilizziamo un orologio concettualmente molto sem-
plice: l’orologio a specchi.

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Relatività e quanti

1 Un orologio a specchi è formato da due piccoli specchi 2 Chiamiamo h la distanza tra i due specchi e Dt l’in-
paralleli. Lo specchio inferiore è semiriflettente ed è appog- tervallo di tempo scandito da un impulso.
giato su un sistema elettronico che conta quanti impulsi Gli impulsi si muovono a velocità c, per cui
luminosi lo colpiscono. Ogni volta che viene attivato, il si- h
Dt = 2 $
stema elettronico fa partire un nuovo impulso di luce verso c
lo specchio superiore. Gli impulsi luminosi che si muovono Per esempio se la distanza tra i due specchi è di h = 15 cm,
tra i due specchi scandiscono gli intervalli di tempo. il display del contatore è tarato in nanosecondi.

specchio impulsi di luce


impulsi di luce a velocità c
che oscillano h
tra i due specchi

specchio

contatore di impulsi

Consideriamo due osservatori A e B, ciascuno in un sistema di riferimento dotato di un


orologio a specchi. I due sistemi di riferimento A e B sono in moto relativo l’uno rispetto
all’altro: A vede B allontanarsi a velocità costante v, B vede A allontanarsi a velocità co-
stante -v. Ciascun osservatore ha il proprio orologio fermo nel suo sistema di riferimento
e vede l’altro orologio muoversi. Sia A sia B osservano che l’orologio in moto rallenta come
mostrato nel disegno sotto, e cioè scandisce intervalli di tempo più lunghi rispetto a quelli
del proprio orologio.

A B

Per comprendere l’origine di questo fenomeno, consideriamo un moto relativo con velocità
v, in una direzione parallela agli specchi degli orologi.
Valutiamo la durata dell’intervallo di tempo fra i due eventi seguenti:
앫 un impulso di luce parte dallo specchio inferiore dell’orologio di B;
앫 l’impulso di luce di luce arriva nello specchio inferiore dell’orologio di B.
Misurato nel sistema B, l’intervallo di tempo è
D tB = 2 $ h c
perché la luce ha percorso una distanza totale 2h con velocità c.
Un osservatore in A rileva che nell’intervallo DtA fra i due eventi l’orologio si sposta di un
tratto v D t A, per cui la luce percorre una traiettoria lunga

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25 䡲 La relatività ristretta

c v D tA m + h2
2
1
z=2
2

come si verifica applicando il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo di cateti h e vt A .


Anche per A la luce si muove con velocità c, per cui l’intervallo di tempo misurato da A è

c v D tA m + h2
2
z 2 1
D tA = =
c c 2

Eleviamo al quadrato entrambi i membri

^D t Ah2 = ^D t Ah2 + 2
v2 4h2
2
c c

ossia

^D t Ah2 =
4h2 1
c2 v2
1-
c2

Notiamo che D t B = 2 $ h c è l’intervallo di tempo tra 1 e 2 misurato da B. Sostituendo nella


relazione precedente ed estraendo la radice quadrata si ha in definitiva

1
D tA = D tB (1)
v2
1- 2
c
dove

앫 DtA è l’intervallo di tempo, misurato nel sistema A, fra due eventi che accadono nel
sistema B in moto con velocità v rispetto ad A;

앫 DtB è l’intervallo di tempo, misurato nel sistema B, fra gli stessi due eventi che acca-
dono nel sistema B.

DENTRO LA LEGGE

앫 Il fattore moltiplicativo c = 1 ^ 1 - v 2 c 2h è adimensionale ed è sempre maggiore di


uno, anche se per tutte le velocità con cui comunemente abbiamo a che fare è pratica-
mente uguale a uno.
γ
11
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
0 20% 40% 60% 80% 100%
v/c

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Relatività e quanti

앫 Fino a una velocità v di circa 1,2 $ 10 8 m s, cioè fino al 40% della velocità della luce,
l’approssimazione

1 v2 (2)
c + 1+
2 c2

è ottima e si può usare per valutare gli effetti di ritardo degli orologi in moto.
앫 Poiché c 2 1, la minima durata dell’intervallo fra due eventi che accadono nello stesso
punto è quella misurata da un orologio fisso in quel punto ed è detta intervallo di tempo
proprio Dt0 o semplicemente tempo proprio.

Per il principio di relatività, nei sistemi inerziali A e B valgono le stesse leggi: il ritardo
dell’orologio di B visto da A è identico al ritardo dell’orologio di A visto da B.
Consideriamo infatti l’osservatore B che vede allontanarsi A con velocità -v e valutiamo la
durata dell’intervallo di tempo fra i due eventi seguenti:
앫 un impulso di luce parte dallo specchio inferiore dell’orologio di A;
앫 l’impulso di luce arriva nello specchio inferiore dell’orologio di A.
L’osservatore A rileva l’intervallo di tempo proprio D t A = 2 $ h c, mentre l’osservatore in B
misura un intervallo di tempo DtB dato dalla (1) con velocità relativa -v:

1 1
D tB = D tA " D tB = D tA
]- v g2 v2
1- 1- 2
c2 c

L’osservatore A vede ritardare l’orologio di un osservatore B che si muove con velocità v


rispetto a lui: B attribuisce all’orologio di A lo stesso ritardo.

QUANTO? Più sei veloce, più ritardi

Un orologio posto su un aereo che viaggia alla velocità del suono ^ v = 340 m sh ritarda
rispetto a un orologio posto a terra. Il fattore c è
2
$ 2 = 1 + 0,5 $ f p
1 v2 340 m s
c + 1+ = 1 + 6 $ 10-13
2 c 3,00 $ 10 8 m s
Ciò significa che ogni volta che l’orologio sull’aereo scandisce un secondo, a terra passano
1 + 7 $ 10-13 secondi. Ciò equivale a un secondo di differenza ogni quarantottomila anni:
non è molto!

Una nuova concezione di tempo


Nella relatività, la domanda «quanto tempo è passato fra due eventi? » non ha più senso,
perché ora occorre specificare per quale osservatore. Il modello di Einstein assegna un
tempo a ciascun osservatore inerziale e la relazione tra il tempo di un osservatore e quello
di un altro è data dalla (1).
Questa «strana» conseguenza dei principi della relatività fu verificata sperimentalmente
per la prima volta nel 1971 da Joseph Hafele e Richard Keating in un esperimento volto a
misurare il ritardo degli orologi in moto relativo. I due ricercatori confrontarono con un oro-

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25 䡲 La relatività ristretta

logio a terra il tempo misurato da orologi atomici montati su aerei di linea che effettuavano
due volte il giro della Terra, una volta verso ovest e l’altra verso est.

ovest est ovest est

Per spiegare l’esperimento consideriamo per semplicità un volo attorno all’equatore. Il si-
stema di riferimento inerziale è al centro della Terra. La Terra ha un raggio di 6,4 $ 10 6 m ed
effettua una rotazione in 24 h = 8,64 $ 10 4 s. Un orologio al suolo si muove verso est con la
velocità di v = ^2 $ r $ 6,4 $ 10 6 mh ^ 8,64 $ 10 4 sh + 5 $ 10 2 m s. Un aereo in volo a 3 $ 10 2 m s
r