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GENESIS - TIME TABLE

A carved oak table

tells a tale

of time when king and queens

sipped wine from globets gold

and the brave would lead their leadies

from out the room to arbours cool

A time of valour and legends born

a time when honour meant much more

to a man than life

and the days knew only strife

to tell right from wrong

trough lance and sword


Why, why can we never be sure till we die

or have killed for an answer

why, why do we suffer each race to believe

that no race has been grander

It seems because trough time and space

though names may change each face

retains the mask it wore

A dusty table, musty smells

tarnished silver lies

discarde upon the floor

only feeble light descends trough a film

that scars the panes

gone the carving

and those who left their mark


gone the kings and queens now only

the rats hold sway

and the weak must die according to neture's law

as old as they

Why, why can we never be sure till we die

or have killed for an answer

why, why do we suffer each race to believe

that no race has been grander

It seems because trough time and space

though names may change each face

retains the mask it wore


traduzione
"Time Table, nuovamente introdotta dal solo Banks, stavolta al pianoforte, è una canzone dalla

struttura più tradizionale, il cui testo riflette amaramente sull'inesorabile decadenza cui tutte le

vicende umane sono soggette, e sulla legge della natura che tutto domina oggi come ieri."

Versione italiana di Garfield '93^Roberto Oliva

IL TAVOLO DEL TEMPO

Un tavolo intagliato di quercia


ci racconta una storia
dei tempi in cui i re e le regine
sorseggiavano il vino dai calici d’oro,
mentre il prode conduceva le dame
fuori dalla sala tra freschi pergolati.

Era un’epoca di valorosi, e nascevano le leggende,


un’epoca in cui per un uomo l’onore significava
più della vita stessa,
Ed i giorni conoscevano solo duelli
per decidere il torto dalla ragione
per mezzo di lance e spade.

Perché, perché
non possiamo mai essere sicuri finchè non veniamo uccisi
o non dobbiamo uccidere per una risposta?
Perché, perché
dobbiamo far patire una razza per renderci conto
che non esiste una razza più nobile della altre?
Forse perché nel tempo e nello spazio,
anche se i nomi cambiano,
ogni viso conserva la maschera che ha portato.

Un tavolo pieno di polvere


Che sa di vecchio
Argento annerito che giace dimenticato per terra,
un solo fioco raggio di luce che filtra
attraverso quella pellicola di grigio
che offusca i vetri.
Sono spariti gli intagli,
insieme a tutti coloro i quali vi lasciarono il loro segno,
sono scomparsi quei re e quelle regine,
ormai sono rimasti solo i topi a comandare
e i deboli devono morire, secondo una legge della natura
antica quanto tutti loro.

Ma perché, perché
non possiamo essere sicuri fino a che non moriamo
o uccidiamo per una risposta?
Perché, perché
dobbiamo far soffrire una razza per capire
che non esiste una razza più nobile delle altre?
Forse perché nel tempo e nello spazio,
sebbene i nomi cambino,
ogni viso conserva la maschera che ha indossato.

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