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EIENCODEUEMUSICHE

PUBBUCATE

Viadellapavertà-t
Conzonedel Moggia- 40
Grlo /vlartella ritorna dallo battogtjodj paitiers- 2
Lo bombain testo - 4
Ceardie- 3
Al bollanoscheroto- 42
Sognonumerodue- 13
Ln ballotodell'eroe- s
Canzonedelpadre- 44
L' bollaa del lúichè - ó
In conzane dell'omorepeduto-7 yeronnaa chiedenidel nos?a
omare-46
Lr conzone di lúorinea - 8 Nello nio oro di libedà - t7
Lt citto vecchia- 9
le Pdssonù- 4s
La guerra di Piero- p
Morire per delle idee- 4s
Lnconzone di Borbaro- n )ceono- 50
Preghierc in Gennaio -D
Canzaneper l'estote- g
Baccodi roso B-
Dolceluno - 52
Lo cottivostiodo - 53
6trot ndo- E
Ani@ frogile - 5q
La balloîndegl inpjccatj - É
Ciugno'73 - 5s
Rìr|'ini- só
di Natole - p
Leggendo
6nnco dei dragoti- E
Cododi lupo -58

Ln buonanavello-z
Temodi Rirr,ini- 60
1lrittrno di Ciuswe -22
SaIy - ót
l1sagnadi Morio - 23
Zhichiltoggja- ó2
Parlondodel noufrogo ,lello ,,LondonVolour" - 63
ìAoria nello bottegsdi un fotegname- E -&
Fóloghe
Tre nodri - 27 Quelloche nonho - é,5
Gnto del servopostore- óó
l1 testtxmentodi Tita - 2A
FiumeSondCreek- at
Laudotehominem- 29
Hotel Suprcrr'onte- 68

Seti ugliosseraa pezzetri- 70


Un giudice- 32
Un blasfena- B
Creuzade mai-n
Un molotadi cuare- 31
Sidun- 74
-A
SinònCapudànPascià
A pittima - 7ó
Janes-38
tt suanatore
Dó me rivo-n

E2!8"ríi:,el'f,
lf/î!!:::ie;tflìà?:5itl
CnrloMortello
;l

ntorna dolloBatwglio
di Poitrers
F.DEANDRE

Ballata (Moderato)

Sol
r ÈlJ LilJ
Do n2
I.IL III t IV. BIîofrlYELL0
Car - Io tor-na-radal-la gucrraj lo accoeli€ld 5ua ter-ra crn-gcndo-to

+
Í- rF al
sJr s0t?

s o l d e l - l a c a l - d a p r r - n ì a - ! c - . a l d r n l e g 8 r a l r a r - mtau-- r à d e ì S i - ! e ! r ! r - c i- r o f . O.ch.

-
Do
Do Sot ?
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s a n - g ì . ed r l P ' ì ! c i - f e e d r l

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B r - r o s - s a -ù o i l c i - r i e - . o d i i d e o - t i - c o chedelcorpo L fe -

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C h i p o i i ù 1 - p o nael - l a s p o - s a .s o - É - v e di ca-stità l a c i D - t u - r a , a àj m è , e g r a l e j t n b a t -
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- t a - g l ' a p ù ò€ o r r e- r e i l clrra rl.
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a - g ì d a e r a n c i a l t r o - n e j c o ob a l u o d & l e - o - ! e i n s e l - l &6 i l a n - c i ó
C a r -l o t o r n & v a d d l - l a g u e . r a , I ' a c c o s l i el r s u u t e r r a c i n - e i e o ì o - l od ' a l - I o r .

Do Do

- s t a n d or l c a v a l l oc o m e u nc i u ' : o l r a i g l i c i n i e i l s a m b u c o
B c l d e l - l a ca l d a Pr i ma - v e . r & l a Í ! e g 6 i a | d r m a - l ù - r a

Do l]o Do s ol ?
7 S ol ?

RIT. OBAL.

;>-

Re Carlo tornava drlJa guerra, St,rprcso da un diie n deciso,


ìu rcroelie lr sua teira ci.sendolo d alor. s e n r e n d o sdi e r i s o ,R c C . r l o s a ù e s r ò .
Al $l deUa calda piim,vera N{a oiii dcìlo.or porè il dìsrùno,
Iabprgsia ì armaturd del Sire vinc,ror frtncnte, lelmo bruno, il Sìte si levò.
II sanguedel Principe e del Moro (ìodesta era I'arma sua segreta,
aÍ6sa.o il ciúiero dj identico color da Carlo spessousar, in sr.n difiicoità,
ma piir che del corpo le ferile a l l a . l o n n a a p p a r v eu n g r a n n a s o n e ,
,la Carlo son sentire le blimosie d'amor un volto da caprone, ma era Sua Maestà.
Sc ansia di gloria, sere ed onore Se voi non foste il mio Sovtano,
"-
spesne la gùe.ra .l vìncìto.e, Carlo si dila rl pesantespadone-
un rom_nlo per f/r. ÌlTore ron c.l.rc; rl desio di flssin; lonrano
Cli poì inpone alla sposa soale Mi poiché siere il mìo Signote,
d i c a s r ì r àl . c i n f u . a , a h i m è , è s r a l e , Crflo si toslie I inre.o sabbione
i. bàrt,elia può corere il rischio di p€rder debh,) .ÒúceCermispo.sliaad ogni pudore
"
I la chtave
C a v a l i e r el u i e f a a s s , i v a l e r t e
C o s ì s i l a m e n r ai l R e Ù i s r i a D o , cd ar r- rr cu.t frang{nr-donJre í coprì
s inchina rnrorno iì grano,glì son coronaj fior. e giùnto aìla fin della rrnzone,
Lo spr.chio di chiara fontanella i n c e r i o s u l Ìa r c i o n er e n t ò d ì r i s a Ì i r .
rifìctre fìero in srllr' dei Mori ìl rl!citoi Veloce lo drpio.d la pul,ella
Q , , r r d ' e c c cn e l Ì a c q u as r . . r m P o n e , r e È e n Ì eu, n r p a r c e ì l ap, r e s e n t aa l s u o S i g n o t
úirubile visio.e, il \inbolo d.mor, . D e h l P r o p . i o p e r c h év o i s j e r e ì l S ì r e
rel folto di lunehr tc.ce bionde Ian c;Dquemila lir., è un p.ezzo di favot '
,l seno si confonde rsrúdo rn pie.o sol- possibile, oh porco di un cane,
" È mai
. Nfai non f! visra cosapiù beÌla, che le awenture in codesto reame
ùaj io non colsi siffattr pulzelìa" debban r;solversi rurr€ con srandi putîane
drse il Re Carlo scendendo velo.e di sela Aache sul prezzo cè poi da údiie,
non vi accostate, ben mi ficordo che pria di panìre,
" D e h l C a l a l i e r e quel v'eran rariffc inferiori allc trcmila lire '.
rLà d alîri è saudio chc ce.care,
!d altra piìr facile fonte la setc calm.re ,
Ciò detto .8ì da sran cialtrone,
con balzo da leone in sella si lanciò
frusrando il cavallo come un ciùco
rra i slicini . il sambuco ii Re si dilcg!ò
Rc Carlo tornava dalls gùeúa,
1lccogiic le sua tcr.r cinse'dolo dalior
AÌ sol dclle crlda primlvèr.
hDpetti. l'armiturr dcl Sír€ vincitor

,---
Viadellopovertn
4

( D E S O L A T T ORNO W)

Testoitolronodi Testooriginolee Musicodi


- F,DEGREGOR/
DEANDRE BobDYLAN

II Sa
Moderato

I
Re

- l o - n e di bel- lez - za in fon-doal vi' co - lo èaf-fol - la - tis- si- mo- di ma- l'i -

pto-va a chie-de- re u-no cheo-re -


ri ri-spon-de

Rc

- rà"non I'ho sa-pu - to mai.,,- Le car-to - li - ne del-l'im-pic-ca - gio-ne so-no ln

Re

ven-di-ta a cen-to li-re il com-mis - sa-rio die- tro la sta -

- z r o -n e per un leg-ge sfor - tu-na

forze del-l'or-di - ne lr- cer-ea-no qual-eo-sa chenon va men-tre

Sol Re

io e lamia si-gno-ra ci af - fac - cia-mo sta s e - r a vi - a del-la Po-ver -

Edizioni Musicali RADIO RECORD, R.R.R., s.nl., Vir 86cbct, 2 - 20121 MILANO.
Editori per l'Italia. copyrighr€) 1965 by M. WITMARK & SONS,N. y.
Tutti i diritti sono riservati. MLR 2 Pubblicatoia Italia nel 1925.
I
5

I t.z,.g.+.a.0.?.8.

di Einstein travestitoda ubriacone


ha nascosto i suoi appunti in un baule
è passato di qui un'ora fa
diretto verso l'ultima Thule,
sembrava così timido e impaurito
q u a n d o h a c h i e s t od i f e r m a r s iu n p o ' q u i
ma poi ha cominciato a fumare
e a recitare I'A B C
ed a vederlo tu non lo diresti mai
ma efa famoso qualche tempo fa
ll Salone di bellezza in fondo al vicolo
per suonare il violino elettronico
è affollatissimodi marinai in via della Povertà.
prova a chiedere a uno che ore sono
e t i r i s p o n d e r à. n o n l ' h o s a p u t o m a i " .
Ci si prepara per la grande festa
L e c a r t o l i n ed e l l ' i m p i c c a g i o n e c'è qualcuno che comincia ad aver sete
sono in vendita a cento lire I'una i l f a n t a s m ad e l l ' o p e r a
il commissariocieco dietro la stazione si è vestito in abiti da prete,
p e r u n i n d i z i ot i l e g g e l a s f o r t u n a sta ingozzandoa viva forza Casanova
e le forze dell'ordine irrequiete p e r p u n i r l od e l l a s u a s e n s u a l i t à
ceroano qualcosa che non va l o u c c i d e r à p a r l a n d o g l id ' a m o r e
mentre io e la mia signora ci affacciamostasera dopo averlo avvelenatodi pietà
e mentre il fantasma grida
su via della Povertà.
lÍe ragazzesi son spogliate già
Casanovasta per essere violentato
Cenerentolasembra così facile in via della Povertà.
ogni volta che sorride ti cattura
ricorda proprio Bette Davis E bravo Nettuno mattacchione
ìon le mani appoggiate alla cintura. il Titanic sta affondando nell'aurora
Arriva Romeo trafelato nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
e le grida " il mio amore sei tu " e i l c a p i t a n oQ r i d a " c e n e s t a n n o a n c o r a ; ,
m a q u a l c u n og l i d i c e d i a n d a r v i a e Ezra Pound e Thomas Eliot
e di non riprovarcipiù fanno a pugni nella torre di comando
e l'unico suono che rimane i suonatori di calipso ridono di loro
quando I'ambulanzase ne va mentre il cielo si sta allontanando
è Cenerentolache spazza la strada e affacciati alle loro finestre nel mare
in via della Povertà. tutti pescano mimose e lillà
e nessuno deve più preoccuparsi
di via della Povertà.
Mentre I'alba sta uccidendo la luna
e le stelle si son quasi nascoste A mezzanottein punto i poliziotti
la signora che legge la fortuna fanno il loro solito lavoro
se n'è andata in compagnia delt'oste. metton le manette intorno ai polsi
Ad eccezione di Abele e di Caino a quelliche ne sanno più di loro,
tutti quanti sono andati a far l'amore i prigionierivengon trascinati
aspettando che venga la pioggia su un calvario improwisato li vicino
ad annacquarela gioia ed il dolore e il caporale Adolfo li ha awisati
e il Buon Samaritano che passerannotutti dal camino
sta affilando la sua pieta e il vento ride forte
se ne andra al Carnevalestasera e nessuno riuscirà
in via della Poverta. a ingannareil suo destino
in via della Poverta.
| 3 Re Magi sono disperati
Gesù Bambino è diventato vecchio La tua lettera l'ho avuta proprio ieri
mi racconti tutto quel che fai
e Mister Hyde piange sconcertato
ma non essere ridicola
vedendo Jeckyll che ride nello specchio.
non chiedermi " come stai D.
Ofelia è dietro la finestra
questa gente di cui mi vai parlando
mai nessuno le ha detto che è bella
è gente come tutti noi
a soli 22 anni
non mi sembra che siano mostri
è gia una vecchia zitella non mi sembra che siano eroi
la sua morte sarà molto romantica e non mandarmi ancora tua notizie
trasformandosiin oro se ne andrà nessuno ti risponderà
per adesso cammina avanti e indietro se insisti a spedirmi le tue lettere
in via della Poverta. da via della Povertà.
>. 6eondie
E DEANDRE

Brid-Ae

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Peî!lnir'e:
-aì lo iropic-chc- riú - no con òuí tri-Ìt - l.

SolD

L'ofio.
ilel

50lnr

1.
Uoao: Mentre atcaversavo london Btidgc
un giorDo senzr solc
vidi ùna donnà piangcr d'amore,
piansevaper il suo Geordie.
Dorza: Impiccheranno Geordiecon una cordad'oro,
è un privilesio iaro.
Rubò sti cerví nel parco del re
vendendoliper denaro.
2.
Uorzo Sellareil suo cavqllo dalla bianca criniera
sellarele il suo pony
cavalcheràfino a Londra stasera
ad imp)orareper Geordie.
Donn4. Canéie non rubò mzi neppureper me

Rubò sei cervi n€I parco deÌ re


v€ndendoli pe. denaro.
).
lntieae Salvarele sue labbm, salvaleil suo sorriso.
-nqn ha vent'anni snco.a
cadrà I rnvernoanchesopra il suo viso.
Ilomo: ponete inpiccarlo allora.
Nè il cloré desli inglesi nè Io sccttm del re
Geordie potran srlvare,
anche se Piangerannocori tc
la legse non prò cambiare.
Pet li"iîe:
Idena Cosi lo impicchcranno con una cotdr d'óro,
è un pdvilegio raro.
Rubò sci cervi nel parco dd rc
Uozo, vcodcndoli pct dcnaro.
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r. ot tNoBÈ

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nons€!veanrentera"rooir,in - re.-l,iJ
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ci Orch.

t.r.Ìiù.{rron.,uzto
. to-!i del]e "bat - to - ne,r

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. p i e - A o d a r a g i o - n i e -r € sbÌ?
l e r c h è p r o - v e h t i n e l - l o - . om e - s t i e - . € . e o r t a n o
e
t.,
dotta la po-po-la-

Do Lat si?
fi-ne di so-!!ala rendi-tÈ di t}n. put

- tÈ.
7''
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s reùdi-ta dt u-nÀ P u !- r a .
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. 200€0ztB Do S, ctAcoMo fMtì
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-sciareòBiqncÈ-mÈ. ri-s) c h e s e n e f r e - g a { t e l t sd e - c € n . r a , ! n a t - t e - s t s - t o r t r o c n c n t -

?.
S o l?
-!en- 2a cheaÌme!ri .
t., Do L.7
con tanti au-gu-ri perchiq)èca.du-to di conse.-

si? Í1
Mim Dor
- v a r s i f È l i - c e e c o r - n u - i o , c o ni a n t i s , u - g ì r - rpi € . c h i c ' è c a - d u - i o r l i c o n s e r - v a r s i f e l i - c e e c o r '

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Q,:.do h ùÒiie ni chianerà So.ella Mone. i,s.iam, il rchpo S€ dalla clrie mia. !,à (orosa,
:.-e. qualcùno por€$€rà, di rer.nnlrc ,l dove rl mió .uore ha bdruro il Ìenpo,
:3;ú ,ver leùo nel rerancnlo lascramiil renpo dj saluìare.
;j.l cne sli lasclò i! ercdirà dj .iveri.e, di rn8razjare, l r d ó a l l a d o n n ac h e m , o f f t r j \ u o p j ú r
\.r maÌednemi non serve a nienre ÌuÌrì s| aftclici del si.oro.dÒ r e r o S n rp ó r p l o d € t \ u o L u o r e
'r..ó all'inierno ci sàrò inrornó ,l letÌo dr ùn lnorb.ndo le rc.do un. p€ralo rùso d 2mor.,
8ià.
: ?::.tn.llo Ì RitonèllÒ. per ognr parprr.
.1: p.or.rrorj delle r batron€, S'g.or Becchinomi .s.olri un pùo le rerdo ùn pelalo ro$o d anor€
&1o rn ,mpresoda r,8lóniere rl suo laloro a tuÌìr non pia.e, A re che fosú la prù contesa
r.:chè prove(i .d loro m$iÈie non 10 .onrdùan lanÌo Dn bel gido b coÍr8iana che no. 5i dà 2 turrì
f,irlrtro edo(3 la pÒFn,zio.e co.rnr di tera chi riposa i. pa.e ed oú all'ansolo dì queUa chi6a
.C q:: !:ne di seiiùana ed è peÌ qùesro che io mi .noro offri k iDhrsìni ai bclll ed ,i btu(i
,or.r .z .endiù di u.a i purara ,, nel consegnarleÌa va.s! J.ro ias.ro le note dì
,t| o8:r ijne d, serimana ed è per querÒ che io b, oro.o edo rl dolo( delh tùa illùsio;e,
.pri :2 rcidrr, di u,a ( pùù,na , rel consesnarlela varya d orc r r. .he scr, per Lrare ,qnri.
!'q,D :{kÈ a Blanùnria, P:. qúrlù ùndida, u;.hi, Cu",",," i o r r e . r a a l e . d e r e C r i s t oe i s s r i
.À. < i. ar.sa dclÌa dsenz.. .irr ron ii oùove più dal mr. terro
è1 rr:6:r:0 di beneneretua pef €snrparmi li.sana promesa Qundo la mone mì chimerà
.L .l .2hmonro le splanr lr !Ja, di rs€rvarlè r rn,Éi runeri at to(o, ! rccorS€ra
6:.:r.JB'Jri .tr chi cè c.dulo .ó! vedol.ra dl aod.r fh idaindì nono senza pa.tare.
a <w:!,5i í.iic e cornuró. per rlferirsl,rLi rurr sbagliaii, s€nzasrpère l{ veriià.
.r i:r :Jslri p.r chi cè .,duto.on v.do lorr di and,. frr drn.aù Che un uÒm. è moùo se.:a pksùe.
a @^:6i r.lr.. c .ornlro p e r d l e r n s l i c L (r u ( r s b a s l i ! Ì l tqgendo il pso della pieià

Qrando h hode mi ch,edùi Cùi h{elli ddlalúa sposda


di rcsri(uirle la 1,be(à erir sull, rerra,
lorsc una lacdm!, foEè uia ela I idenrica donna,
suur Dú ronb. si.spende!à pari,îmo rn mille per h resa sxeria,
que*o ri.ordó noi vi consolì,
Jrl úio ricordo g".moslierà. auando si mùorc, ri muore soli
Quesro riùrJo .on vi consoll,
qùÀndo r m!.r< r muo.e soli

''./l:
/ Loballaudell'eroe
F,DEANDRE

Lento e triste
(Armo'ricr)

p€r fa-re la gu€rra, p € r d 8 - r ei l s ù o a - ì u . l o

t; (
S o lt b-,
s t e l- l e

î î7 Do
Sol?

e i l c o . , - s i- r ' l i o d i E q u d n - d og l i

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ar tPrn-ser O -ls. cheà

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noo i$uoroELE Edtrrdi zLBDo s. G acoMo (Mrl
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l. Pa-trió Ei Clo-.is dtun Àl -tro a - ro- a

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Solt
lr t
17
lfl

I l. ll 2. (Armolc.)

Era partito
per rare la guetta,
per dare ìì suo aiuto

Gli avevanodato
le mostrinee le stelle
e it consiglìodi vendere
cara la pelle.
E quandogli dissero
dr andate avanri
troppo lontano
sr sprnsea cercare
la verirà.
Ora che è morro
l. Prrria si sloria

Ma lei che lo amava


aspeftavajl rirorno
d'un soldarovivo,
o un erce motto
che ne farà?
Se accanto,nel letto,
le è rimastala -qloria
d'r:na medaglia
., I-oballowdelMrche'
F.DEANDRE

Valzer

Si n? Ì
Lt ùdint t.r?
I e II STRO|A
guandoàannoa--P€r-!o l& e -.s già tarli per-ch;-

.f tf-._, í\. t
Ràm
Ls? L!?

cor-da Eul col-lo - fted-do pen-de-v& M i - c h è .-

Fr Mi7
Dot
Tut-l€ le vol-techeLn gal-lo- ser-to cdn - tart p€lr-se-

L.7
iùpri-grooe- q u a r d oM i - c l è s ' i m p i c . c ò -. Ste"

Mt7
R]TOR.I{ELLO
-no!-!eMi - chè impic. c a . l o a d ù n c h i o d oP € . - c h è

{i".* Í; Í;^,
- s l n - r e v e n - t ' s r . - n t : np r r - g r o - n el o n _ l ! - n o d.
O r ch .
RirÍ
7,
Mint Lr,
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FINALE:
n o - h ee I E d a - t a s u t!r !raite _ r;,

Sin I
RS sol

Qundo h,nno ,ptrto r klr Venaannr sli avevÉ.ó daro


con una cord, sul cotlo p€rchè ùn gìo.no
iieddo, pend€vs Mìchè. ch' voleve rùbd8li M*ì.
Tùrc le volre che ur'ealo Lo avevan P.roò condannato
senro ca.r,r, pe.serò renr'anni i. prisione a narcir
z q u e l l an ó r r e i n o r i e j o n e p€rò ad€$o che lui tè impiccaro
quaodó Michè s ì;DÈ!ì la porra Ali devono aprìr.

t è impjc.,to ad un .hiodo p€r.hè non r h: rr lo lpies.ndo per.he


< n e a ó d a r od : m o n d Ò

s€ .'é andaro sapendochc a re nelia ( fose comuhe, c.drà


non poreva nar dr.e rnra n prere e la M4s
perchè di un sùìcid, non banno Died
Domani aÌÌe ùe
nell. ÉÍa baSnat, satà
ba vóruÌo norre pÙchè c qùalcuro una .!Ge

E qu.laio una cid.


*
cnnzone
..1-o dell'omore
perdutn
Etabarcztane Mrsi.atedj
E DEANDRE

Lentamente

LrÌ! R€h sol? s ol ? Sol?


T e r z i n . arPega.

EITOE|YETLO
co.- di- sbo.ciavan_ Ìe


So I ? w!" L r I
So l ?
the pa-ro-1.: - cl Ia- scè-re-mo riÈi, ú.i _ m.l:'
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R o| n t S o l t

ilir-tt,

rd ap . P.s-sir lè

solz Lsrt I
R6n2 Solt

re chcst..ptri- ca- Del - ltà noDrc-str cù€ qùrlche - svo-


\i- Cî1

Sol? Solt

q c"eyshi
€s byi:îlii,*iÈ'fÍi:,S9[é!,""i.,i';];;9'éit".;:"iÍ,"',
.?;Sgi,id"
d" .-- ! !9liiqr!-l4,Jr-î!r.L
sruuroE[E Édi:ioni
" "^"oMo,,,,
ì MGicaI s ]Do s. c acoMo {MD
l',

-glia, . i! cs-I€'. ta - eun Do' di tè- m- rez O!cù€strr


|.vl

Sol?
o
,/-î--

Retr Solt Sol? Do Solt

CODA
Dut X
at9^

Rum Solt Lrn R!n Sol?


îipelcre sfuùando

l" Ritoúe o. E quandori troverai in mano


tucordi sbocciavanle viole ó,,ci ti^. ahh4<(iÌi

con le nosúe parole: al sole d'un aprile


. non ci lasceremomai, ormaj lontano li rin]pianger.ì
Ma saràÌa pfima
Vorr€i dìrti, ora, le stessecose che incorrri per strada,
n come lan presto, amore, che tu copriraì d'oro
d .ppassir le rose per un bacio mai dato,
pcr un amorenuovo.
lrmorc che strappa i capellì
lnduto ormai,
Ríp/esa:

che incontri per stada,


che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo,
I-ocanzone
di Morinella
F.DEANDRE
M a - r t - n e l l aè l a s t ! - . i a
A c j e r a i l s o - l e e . - v e - v rg l r o c c hi

?=
i_.J L-.'] 3e8ue

c h e s c i - v o - l nò e Ì f r u - m €a P r i - s a mailven-to che ld v' - de cù - sì


l u l t i b a c i ò l e l d b - b r d € di ca cre- !a ld iu-!dea-ve-ri gtioc.chi

ea t,
Sol -i- I

,a 1
t
Mit
S o - l a s e , r z ar l r i - c o r - !e - vr sr r zd rl so-gro
Fu-.o-ùo ha.ci e fu - iu - ro-no sol- ldnto i

nP*
\Ii,
R e s e n - z ac o - b ù s - s o l , r v c l t e r ì , rA i o r n o a l l at ù a
v r - d e . . o e o Dg l i o c e l i n
' el Ie I r € - n e r ed l t r r o e a i b a c i l a t u a

r_ ,
s u oc a p - p e l - lo,
- /,,f
ì

t7 t Sol?
M1'
co-mell-Eo-.€ !o!so iI !ìroFan - tel l o s e g u i s l rs € n z a ù r sr & . I t o -
6€l fiume,chis8àco-me' sct-vo - là vi I u i c h eD o oU v o l - l . c r e d e f ú o r -

sir? uil a Dot

. 200€0
zrBroos, crAcoMo(MI
i9

un rÀ-gaz-ro s€sueuna-qur
óoore
alla tua
bus.sò cenJaHi ao-co-.a ;;. ra------ttr.

Frmg I
Do
,\F.- r4r
Mi?
Aùe-s can-zo-ner lla - rl cie servo-lÀ-ld in

Do Li. L\'

v i - ! e - s t i s o - l o u n A ' o r n oc o - ( e Ì e

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It \i, ,"u,
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e i - v e - i t i s o l o u ùE ' or , , oc o m e l e
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I I
*"', rY"q..1 $i?

Q l e s r a d , N { a r i n e l l aè l a s r o r i av e L r Fù.ono baci e furono sorrìsi


che srivolò nel fiuhe a Primrvetu poi furono sohanro i fior.lalisi "
"
hlì il ven'o che h !,de.osi bella che videro con gli ({chi iell€ srelle
dal iiume la poíò soprr una stella i r e m e r ea l v e n r o e a j b a . i l a r u a p . l i e
Sola scnza il ncordo di un dolore Drconopoi che nenr.e rnorna\i
f i v e v i s e n , a i l s o g n od i u n a ù o r e n e l f i u m e , c h i s s àc o m e . s c ì v o l i ! i
ma un Re senza e lui che non ri volle Íeder mona
busò re volte un giorno alla tua porra bussò cent annr ancora alla tur pona
Bianco cone la ìuna il suo cappello. Q u e s t aè l a t u a c a i , o n e } l a f i n e l l a
c o m e l ' a m o r er o s o i l s u o m a n r e l l o , cle sei volara ir cielo su una srella
ru lo seguisti senzauna ragione e come rutte le piir belle cose
come ùD raga,,o sesue un aquilone vivefi solo un glorno come le rose
E c'era il sol€ e avevi gll trcchi beÌll
lui tì baciò le tabbra ed i capeìli, E come tutte le più beile cose
cera la luna e avevi sìi occhi stanchi vivesli solo un giorno cone le rose
lui pose le sue mani suj rùoi fianchi.
20
I-acittàvsrhîo
F.DEANDRF

Mazurca

ù -1.- ? tt.
tt Soìn Lt7
1.e III. FITARì.ELL1
N e r q ù a . t i e - r t d o v ei l s o - l e d e l b u o oD i o ' . o no a ' s ù o r . a g - hd giàt.oppi impegni

perscatdar ld gen-le d'dl-!.r pa - ra,j U - D a b r n , b ac a r l a l a c a a z o n ea n h c E

|oo'a
del- la d o ù -u a c - . i ! , quclel:cdr:co".cIisai luloirpa.e.ar jGlu qLr lrd le riE braccrd.

-r--! rt'
tt.
Ldt

rd com- pe-reu- 2a

Drt S,'lN
conÌ'e- s!e - rien. za. D ( j - v €s o r o d r d a l i r t e m p i d r

ni E!t
uit
vo,rv c p?r f"r(.lne-trir< ónrh-LI p. CrvLcd-2'Òne?

_t:

Fr.
L^,
II.e IY. RITqB I|LL2
U - n a A a n b a g u d , u - n a C i i m b ÉI a , gorli d i e i - n o g u a t k o p e o s i o n e t ih e z z o s w e l e o a

Ilrt? )1,'

uizid núbl \ r . t . c a s c h aL u i s à . 2 m 0z , 8 r D os . c r a c o M ol M )
prop,ieià
ps,,urii pa*'de'ho"" i Hlffi?'i[*"lli:3:,í !] '9"é;:"i{"ff*..iJ&.,91Bijo
, o,o"o,o,,u
2l

Li trove-rsr là col teFPo che ld e-sla-l€ r in-veJi oo'

lr7 Lel
\7 Dú7
Solt
a s t . 6 t r a c a n n a r € , a s ! r a h d l € d i . t e d o n n ei l t e r p o e d L l g o l e r n o . Loroc€rcanlà la feÌi-citù

Do? r F;^" s ib m

d y n r r ou n b . ! - c 1 . , . - r - p e r d i n4 r 't r - c a - r e d ' e ss e r s t a l i p r e s i p e r

C r s a r à a l l e B rdr d n c t e r n r g o n i ' d p o . t r f a ns u l v , s o I ' o m b r a d ' u o s o r r t s o

M ib ?
-
lt- ìf .)
f r a l e b r a c c r ad e l - l a m o r _ t € Ci que-slo non - do.

Lè,

Nc, qud.ieri dov. il sole d€l buo. Dio Vecchio profesót .osa vai .ercandÒ

ha 8ià ùoppì impesni p€r scaldarIa senre l.rr, quella che sola ri può drrc

Ula bimba caú, la canzonean(i.a Qu.lla chc d, siÒr.o chiami coi dnprczzo

quel che ancor noo s,i ru lo impare.ai auclla che di iort rabilis.. il prezzo
solo qui fi. 1€ mre bmccia
E se alh sua erà lc dtdieià Tu la cer.h€rri, rú la i.!Ò.h.rai

p.€sro aflineià lc clpacnà n .lz€Éi dÈhró riBa.dando tùtro

Dole smo and,ri i rempl duna lolta; Quindo incNseùi dehpideki

quando .i vol€ra p€r lar il merleré diecimiia lire per senri.ù dire:
a.ch€ ùn pò di vocaon.) nkio bello e badbdoone.

Una sanba qu., una ganba là, S. t'inoltr*ai lungo l. calaî.

quaÌtto pe.r.narj mezzoiwelenan in iru€llìrìa sp€$z cúic, di s.lc,

Li mvdei là .ól rempo che fa Lì ci trcveÈi i lzdri, gli as.s5in'

a $!ù.cmnate, a sem,l.dir qlcllo-che ha v.ndùîo P.! ù.milc ln.


le do.nc, il tebpo ed il sovclno. .ua madre a un nano
Loro c.rcan là la í.licità Se ù pcns.laì € giudichcni
denrrc ú un bicchicG
per dincntic.re dt$er stati p'csi li conddnn.Bi a cinqú.mi]! .nti

Ci sarà dle8lia Àncbe in asonia Ma sc c.pirai, s. ìi ccrchcr.i


lLio ,n fondo
poft€hn sul vso ]ombn d'ùn eiiiso rc non $ro Srgli s Pur Émpr! h8n
Ío lc b..ccir d.lla mon.. vìrtiú. di qú.sto moado.

I
22

x l-oguerrodi Pierc
re a'M s oo:
F.DEANDRE

Andante

t0
I >rt
- l. ia
È.ití v.";r
r o - s a , n o n e i lt u - l i -

,: tti
n2 Lit
q!
ros+i. - " Lurgote

r, tr' ) r rf l ìr+ ' Itt


1., sotm La? n'"'' v
n, !" -
'tr ":,'1.
s p o n - a e a . l n ' o r o r - * n . t " i ' à r o " r , . s c ; , d d n o r l L c r r a r a - n - L a - ! r , n o n p i u r c a - sd óa ,--v e - r i d

Ltt
t
. !.?
t , . ; - " i oa n r - r n " " . - , " ' i . r à : ' Co-sì di

(
Lat

co-fte gli al-tli,!€rs

l7 Soln

i n f d c - c i nl a n€ - v€.Orch.

RàD ,.t

1r.2. [ 3. Cadestia (€r-.a senzduo Iamen-to e tiacco.-


IL Ferma.li ! e r - r a s € E a u o l a m e o - ! oe t i a c c o r .

;!r t '=!7t-
,e

' 0 0 3 0z | B I D o' c I A r o v o . \ { ]
Edni.d M6iÉìi s r.
i sruDro€LLE carrna Lurse- zooso
z BrDos. c acoMo (MD
ta
- 6e-lri ro un so- Io oo -
f t è . _t o c h e i t ! e 6 - D o
. ge-sl| rn ùn so-lu sta- to e. càre- d.! p€! _
m o _6 c ! - r o c ù e l À i , l s
fi . !i- sa quot 610r-ooero! ci *-

So l t ! Ls?

tE.-_-
L.t
l.
- d o - o op € . o - g n i p € c _ c è- t o .
Ca-destia. -.eb-be stato ri - tor-!o. ., Riprcsa:
"lli-trelta
X"r+
ri, ?oi Coda
ll
Laì Rsm
FI.I{ALE.,
D o r h i s e - p o l t o ' n u o c a D p od i
a r a - n on o a è r a ro-sa,oooèjt iù.ti -

R.,!.1 trt
- pî - lcslia dal l omhràd€i ros-srma so-no &ille
"" "tì*,' lapave{i .os-si.

, r;au. I rr
Soln Lst

l
)!rm, sepohorn un cbpo di III
lrano Spamgli Piero, spdaeli om
,o. è | r!t,oan;
: n ? r r n ! e s r i rd a . m b r ai e r i o _ \ , e d.po ùn colpo \p,a.!lt ancora
fapai efl ro\! to !c!iir e,dnrue.
-!rao.k \porde del mo rotenre , copnre Li ,.. ,i,nne
,rd,ro.he:.en.lanù In rimre o n.l .!!r;
-ó. pru \o unro fenp. i.tu plr mrr r.
r.:da eri der sot!:!
2or:aù rn bB(jó dalla c.reib,, n; rchpo a he rL reÌ: per ..Llere.
Li:: drcer ed Ùa dineerno veoeÈ prr ù!hr ci un uomo!hr
mu;r,
.:.ùÈ sr alùj, vùso I,jnleho L mtnÍ. 31 u, Iuesu pRnura
qùdro s votk, ri vcde, ha
.one chi deve. Daùra
:.ti.:b ! spùra in facciah nevc e'l iDbrac.iaB i,.ristieria
non ri rcrhbÉ la .odelir
F.eL. P,erc, ierhdi ade$ó

i ,di:.*
cad.f, a ,eiia .",," ." i.,,;","
i:'".1ìl"'i:iljl""?i'_T ., I rccoreerr in un solo ooncnro
cneLir.t.hpo non ri s,r€bbe b6ùro
<n :.ede la via ebhe . ,,-a,- ^: -_^-
v, , nunro,a. . i ,"ii_-""1.1.,'*. a .n,ed.r p.rdono pci oB., pec.aro
c : rr,CrónL
, ps,o ,lr ora" n./., u. iahenrÒ
e l.ic.orgerr Lr
- un 1r Eom" d primaveG iinjvaqLel 8'orno
r ft:'È m,r.i,\t .on tan,ma,n\o:te e Don cr erebbe skro rirorno
,nfondoaav?Ie-
c r!.1, rl {uo reso denrco unrore "\inerk nú oepare dj ha8gjo
- : sqsa di un alrro cotorc 'roppo corÀAEio
! h q ù b € t / a ,d r l o a ] Ji n f e h o ,
avrer prerento andar.i jn jnverno,,
L henú€ 'r groo ti frv! a s€nrúe
d e n r r oI t e m , n i s ù i n 8 e ! r , l l ù . r t e .
oenrro i
r/oppo 8.hk _ta btra 5rijnSevr p,role
per rio8tie6 at sote

Dormr scpoko jn un c,mpo d !r,no


non e la rcf, non c rt rul!;o
.he Ù ts ve8ti. ddl ombÉ d;r rofr
lrprveri rossi.
24

Loconzone
di Barbaro
EDEANDRE

Andatrte

ît|,í ,
ùitl

rr
lr' sor?
!a. &É6

ar----_l-
-.a.-_ Lei -... E i,
scÀ€r-zar-doco! glioc_cÀied
il

,"f,_*,i.rr .,,.^^",
,qfr'frif;:lii*lirrés"sjxff
""..,.,,,.,,,,,
25

di chi lor-se lao - die

se-ra laù-vi-ta- a s f o - g L i a ' r e l a s ú an À . g b e ' r i - t a - per o-g!i.-Eo-.€ che se !e

I
l

al-tro p e- t a - l o f i o

-
f

dítn. e rqll,. ?oco a poco.

Cùi cerca una bocca infedele E intanto lei gioca all'amore


aL sappia di fragola e miele scherzando con gÌi occhi ed il cuore
h l€i la lroverà di chi lorce 1a odierà
Barbara
lei Ìa bacerà ma poi la perdonerà
Barbara.

sa che ogni leito di sposa E il vento di sera la invita


Étlo di ortìca e mimosa a sfogìiare ìa sua marsherita
qu6to ad un'aÌira età per ognr amore cne se ne va

ùn altro petaÌo fiorirà


26

, Pregh
ierain gennoio
E DEANDRE
L€úto

qu.!{oa te h suà e al Bo!-do la suÀ

qo sior - !o

.t'!i--:aíy

9úe!no .t tn-re. - se - rà lúl-ti - novec-chio po!-te- .i sli,ci - di di,

cfr
(duine)
a a re,i?o

copyrigÀro ic63
$,iF4 r9?r'olDrTon ^ssolrAl|,.r,',\ ID-chr, 2
b a - c i a D - d ù l i a l - l af r o b - t e - ve_oi_tei!P6-.4 - di - so li do re ta-doa!'

l--e.s,i.
-
Di o.-

) t , t f JÎ! tY

D i o d i r ó i - s e- r i - c o r - d i a

1-r f
l

-
Las.ia ch€ sia 6odto Signori benpensantì
Signore, iÌ suo senti€ro spero non vi dìsPiaccia
quando a ie la sua anima se in cielo, in mezzo ai Sanii,
e al mondo Ìa sua Pelle Dio, fra le sue braccia
dovrà dconsegnarc. soffocherà il singhiozzo
quando v€rrà aÌ tuo cielo di quelle labbra smorie
là dove in pieno giorno che all'odio e alt'ignoranza
dsplendono le stelle. pref€rirono la morte.

Quando sitraverse.à Dio di misericordia


ì ultimo vecchio pont€ ìl iuo bel Paradiso
ai suicidi dirà lo hai fatto sopraitutto
baciandoli atla fronte p€r chi non ha sorrjso
veniie in Paradiso per qu€Ìli che han vissuto
là dove vado anch'io con 1a coscìenza pura;
perchè non c'è l'infemo f inferno esiste solo
nel mondo del buon Dio. per chi ne ha Paura

Fate che giunga a Voi M€glìo di Lui nessuno


con Ìe sue ossa stanche mai ti pot.àL indicarc
s€guito da migliaia glì €rrori di noi tutti
di queÌ1e facce bianche, che puoi e vuoi salvare.
fate ch€ a Voi ritorni Ascolla la sua voce
fra i morti per oltraggio che ormai canta nel v€nto
che aÌ cielo ed aÌla terra Dio di misericordia
mostrarono il coraggio. vedrai, sarai contento.
2A
'. Boccodi roso
Iestoe ^4rs'codJ
E DEANDRE

:ì(
Taratltella La .h ia - ma-vÀ-no boc<a di ro-sa mct.t€-v. là - ùo_rc,mcftc _và là-no-.€ lÀcbia_

B
- d à ' v à - . o b o c - c ad i ro-sa mette-!À la-úo-re scp.. o_g co_sa' Ap !0-na sce-saaua sta-zio-ne d.l p.- e-

-si -!o diSan-tl-la-.iotut-ti s t a c _ c o rs e - . o c o . u - t r o sgúanlo chenonsi tret-ta-vÀ diunúis-sio - na-rìo. C'è chi 1à_

- ú o - È l o f a ! e . n o - i À c h , s c l o s c e _ s l i e p e r P r o { € s - s i ob{oec ' c À d i r o s a n ì t ' u - o r è


s
l'alrrolei lofa _ c€-va Per

ItP<i.,.h"h llS At la sta-

D.rXd+
?oi Coda

si;; rg1 b EDiTORI ASSocraTlr.r., vi, 3.n q., 2 - 20 2r MIL4\o


E con la Ver-8i-ne in pri - na fi - là e boc-ca qr ro - sa . p o - c o l o n - t a - r o s j P a r ! a a

(
coDAl oo.r 7 I

La chiamavano bocca di rosa E quelÌe andarono daÌ commissario


ìneti€va Ì'amore, m€tt€va Ì'amor€, e d i s s e r os e n z ap a r a f r a s a r e :
Ìa chiamavano bocca di rosa ( Quella schiiosa ha gìà troppi clienti
m€tteva I'amor€ sopra ogni cosa. piir di un consoPio alimentare).
Appena scesa alla stazione E arrivarono quattro gendarmj
del paesino di Sant'IÌarìo con i pennacchi, con i pennaccht
tutti si accorse.o con uno sguardo ed arrivarono quattro genda.mi

l che non si traitava di un missionario

C'è chi l'amore lo fa p€r noia


.hi <è ìn s.eolip naì
bocca di rosa né I'uno né l'altro
n,^+éqci.np
con i pennacchi e con le armi.

Spesso gli sbirri e j carabinieri


at proprio dovere v€ngono meno
ma non quando sono in alia unilorme
lei lo faceva per passion€ e I accompagnarono aÌ p.imo 1r€no.
I Ma la passione sp€sso conduce Alla stazione c'erano tutti
a soddisfare 1e proprie voglie dal commìssario al sagr€stano
senza indagare s€ iÌ concupito alla stazione c erano tutti
ha iÌ cuore libero oppure ha moglie. con glì occhi rossi e il cappello in rnano.
E fu così che da un eiomo all'altro A saìula.€ chi per un poco
bocca di rcsa si iirò addosso
Ì ira funesta delle cagneiie a salutare chi p€r un poco
a cui aveva soitratto Ì osso. portò l arno.€ nel paese

C era un carteìlo eiallo


non brillano c€rto in iniziativa con una scritta nera
l€ contromisure fino a quel punto diceva: ( Addìo bocca di rosa
si limitavano aiÌ inveitiva. con ie se ne parte la primavera r.

Si sa che la C€nte dà buoni consigli l.'Ia una notjzia un po original€


sentendosi come Gesù nel tempio non ha bisogno di alcun giornale
si sa che la genie dà buoni consigli come una ireccia dalÌ'arco scocca
se non può piir dare caitivo esempio. vola velo:e di bocca in bocca.
Così Lrna vecchia mai stata mogli€ E alìa stazione successiva
sen,a mai 6gli, s€nza pììi voglie,
si pres€ la briga e di cerio iì gusto chi manda un bacio. chi g€tta ùn fiore
di dare a tutte iÌ consigho giusto.

x rivolgendosi alle conuie Persìno ìl parroco ch€ non alhprezza


le apostrofò con parole acut€: {ra un miserer€e un€slr€ma un2ion€
(i1 fuÌto d'amore sarà punito - il bene efiimero della bellezza
dìsse - dall ordine cosiiiuiio ). la vuole accantoin processione
E con la Vergine in pfima fila
e bocca di rcsa poco lontano
s r p o r t a a s p a s s ol e r r l F a e s e
ìamore sacrc e lamof pfof!.i
Corole
E DEANDRE

Moderatametrtele[to

t4 )
Y r( I

coDyri4]lr @ 19€a by TELSIAR Ed;ioii Musicali


$ti4!d 19?1 b rDrTORi ASSOCTÀTÌr,r,l., VA B.EÀd, 2 - 2
3t

Uomini seMa IalÌo, semidei Coro: Un cd.stello


che vivete in castelli inargentaii to d.onò
chè di gloria toccaste g1ì apogei e cento e centa dnlcí tfovò
noi che invochiam pietà siamo i drogati. folùo poí
Dell'inumano varcando il confine gli. portò
conoscemmo anzit€mpo la carogna míUe oÍLoîí
.à€ ad oeni ambjto sogno mette fine: na ntn tîotò
ché Ìa pietà non vi sia di vergogna. la îelícítòt.

Rec.: Uomini cui pietà non convien sempre


mal accettando il destino comune.
castelli andaie, nelle sere dì novemb.e,
a spiar delle stelÌe aÌ fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai
pet hi lcamposanti,
muover le tombe e metterle vicine
coúe fossero tessere giganti
u1 amarc nè lelicità. di Ìrn dòmìno che non avrà mai ffne.

rlierì, pizzicagnoÌi, notai Uomini, poichè all ullimo minut-


Yentri obesi e le mani sudate non vi assalga il rimorso ormai tafdivo
.uori a forma di salvadanai per non aver pietà giammai avuro
ch€ invochiam pietà fummo tmviate. e non diventi ranlolo il respiro:
gammo su fragili vasc€ili sappraieche la morte vi sorveglra.
úrontar del mondo la buùasca gioir nei prati o fra i muri di cal€e,
gli occhi troppo belÌi: come Gescere ìl gran guarda il vilÌano
pietà non vi rimanga in tasca. finchè Don sia maturo per la falce.

€l€tii, uomini di regge Coro: Non cercúe Ia lelicità


dauiam nei vostri sogni aneora in tutti quelli o cti tt
I'umano desoÌato.gregge hai donato
mori con il nodo alÌa gola. per duere un compensÒ
iDnocenti all'orrenda agonia na solo iî te
decidendone ìa sorte nel tro crorc
giusta p€nsate che sia se tu aúÌEr donaîo
che decreta morte?, solo peî pietà
pef pietà
pef preta...
a2
\ Giroando
E DEANDRE

t5
sul ú a - r e e s u l' l a ter- m, ![ar'co! -

Ci s a l- v e - r à i I s o l _

ci s a l - v e - r à i ls o l - d a - t o c b e l a t ú e t - t à r i - l ù - t e

-ta, chi ci 3 - iú
-
s u e r . r . ès a s c o p - p i a - t aU, ! r - . o o d i la Su€r-raù dà scoP- Pia

Ci a i u - t e - r ì ri l b u o ! D i o , U a r - c o D- d i ci À - iu -re - rà il buo! Di - o, lui ci

5.f,r,,vÀ B!(hd, 2. 20121 yILA\_O


i à s c a r - p a ' r o ,d o - ! e n o ú b n o DD i - o se !èan'da-to, cbisaìL

É
'-l
E tt.2. a;r^;a;arg.
quaGdori-ror-le - rÀ.
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ne t. - r€ - Eo u-!À do -sira, Xar-co! - di


gio-che - re - Eo. lar suqjtg, uaf-co! - di

l-
E=

l ri?etere a.d lib.

lu€rra, Marcondiro'ndera Ci sono troppe buche, Marcondiro'ndeLa


3r€rra, Marcondiro'ndà ci sono troppe buche, chi le riempùà?
terra, Marcondiro'nden Non potremo piìr giocar€ al Ma.condiro'ndera
È terra chi ci salverà? non potrcmo più eiocar€ al Marcondiro'ndà.

-ldato che non la vorrà E voi a divertií/i andate un po' piil in 1a


-ldato che la guerra riffuterà. andate a divertrrvi dove la guerrd non cr sarà.

s.oppiaia, Marcondiro'ndera La guena è dappertulto, Maîcondiro'ndera


scoppiah, chì ci aiuierà. la terra è tutta un luito, chi la consolerà?
Dio, Marcondiro'ndera Ci pensemn gÌi uomìni, le bestie e i fiori
Dio, Ìui ci satveîà. i boschi e le stagioni con ì mille coÌo.i.

Bppatot dove non si sa D i g e n ! € .b e s l i e e f i o r i n o . n o n c e n ; p . u


.Ddato, chissà quando ritornerà. viventi siam masti noi e nulla piir.

&ftondiro'ndera La telra è tutta nostra, Marcondiro'ndefa


Iùtondìro'ndà. ne faîemo una gran giostra, Marcondirc'ndà.
Iarcondiro'ndera Abbiam tutta la terra Marcondiro ndera
.hi ci saÌverà? giocheremo a Jar la guerra. Marcondiro'ndà.

ò€ non lo farà La terra è tutta nostra, Marcondiro'nd€ra


aùe la bomba non getterà. ne faremo una gran giostra, Marcondiro ndà.

la pr€nderà?
Iarcordido'ndera
ldar$ndiro'ndà-

i li dist.uggerà
li f 'ìmm€rà
a4
- Ballatndegliimpiccoti
fesio di
- G,BENT/VOGLIO
F DEANDRE E DEANDR

( libe/a) ti mo-rlm -moa -to in_go


Le'rlametfe

ori Ti
16

-ian - do tuì - ti _ rna raÈ - do oal - cial


---a-,

-dem-mo sfìr-ma,r la Nur-lo tm-vol-6eil E o- l € I'a - ria di -ven - ne

A Len\po (Bolero)
cri - stBI-li lìrl-ti-ma be-stem_mia dei- ta.

ri-cor-damlrlo r" chi vi - ve aÀ _ co _ Ìa cheiìprez-zo fù Ìa


Pri - ma cheto6-6e fÍ .---

;i""; ieir-;iDiroRr \ssocrarr ' '.,. \ 's Bn h- 2


l r ,s . 8 .j t . 6 ,
P€f il ma- 1e fat -to ìr u no-ra.

r-
-]

l
-

r-
l

mlimlno a stento Chi derise la nostra sconfftta


e l'€sirema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impa.i a conoscere il nodo

il sole Chi la terra ci sparse sullossa


e dprese tmnquillo il cairmino
giunga anch'egli stravoÌto alìa fossa
con la nebbia del primo matrino.

h6se finita La donna che c€lò in un sorriso


e chi vive ancora il disagio di darci m€moria
fu la vita ritrovi ogni notte sul vjso
lrtto in un'ora. un insulto del tempo e una scoria

nel gelo Coltivjamo per tutti un rancore


che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chlamammo dolore
è soÌtanto un discorso sospeso.
lnverno
36

EDEANDRE

Lerto Sa- le

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neì cam- Do - san_ti enenon Sem. Dm

Ee-gro il c o ! - f i : À 6 ft& b, ler - reoil oio"lo. Ma

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Túiiidi.illi-^"fisrvati.
37

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-l-do
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diu.d&l - tlae - F-ta-te, An-che la
a.
-EeD-ti

f
=

Sale la n€bbia sui prati bianchi


come un cÌpresson€i camposanti
un campanile che Don sembra vero
segna il confine IÉ la terÌa e il cieÌo.

Ma tu che vai, ma tu rìmani


:l vedlai la neve se ne andrà doúani
dfrodranno le gioie passate
col vento caldo di un'aìtú estate.

Anche la luce sembra morire


dell'ombra inceda di un diveni.e
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembÌano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tú îimani


anche la nev€ morira domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La telra stanca sotto la nev€


dome il sil€nzio di un sonno greve
I'inverno raccogli€ la sua fatica
di mille s€coli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perchè riúani?


un alim inverDo tornerà domani
cad.à altm neve a consolar€ i campi
caclrà altm neve sui camposanti.
di Notsle
*.Leggenda
Iesto e Muslcodl
E DEANDRE

Andantino mosso

Par- lr-vial-la

a-ve-vi lb - tÀ

oel bo -scoio -cro - tl - to- di

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39

r.8.8.

-
-ta - le.

3
DD
!l=
4

l
lt-

î
Parlavi alla luna giocavi coi fiori
avevi I'età che non Porta dolori
e il.vento era un mago, la rugiada una dea,
nel bosco incantato di ogni tua idea
l- nel bosco incantato di ogni tua .idea'

E venne l'inverno che uccide il colore


e un babbo Natale che parlava d'amore

t e d'oro e d'argento splendevano i doni


ma gli occhi eran freddi e non erano buoni

ma gli occhi eran freddi e non erano buoni'

Coprì
- le tue spalle d'argento e di lana -
di perle e smeraldi intreccio una collana
e nientre incantata lo stavi a guardare
1-
dai piedi ai capelli ti volle baciare

dai piedi ai capelli ti volle baciare.

t E adesso che gli altri ti chiamano dea


I'incanto è svaìito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia di un fiore appassito a Natale

la storia di un fiore appassito a Natale'


40
\conticodeidrogati
t ó1i'o',
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Testodi
- MANNER/N/
E DEANDRE
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^ , Lentamente
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Ho li<en-zirto Di-o-
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nel-l'a-ni-mae

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si tra*for-oa-oo i suo-ni -

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io stri+cioverso uo firoco - cbeil-lu-mi+ai lar+a-smi- oscerogiuoco'-


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Dgo . Sol _ -l, lx-F siu ll,'r - s"l .||
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îutti i diritti sno riscrvati. MLR 2
1l

Ir.s.8.
îr che m'a-scol-ti iD - se - gna-mi -

uD al-fa-be to cbe si - a- dif- fe -reo - te da quel - lo -

del-la mia vi rî

Dio Perchè non hanno fatto


un amore delle grandi pattumiere
il vuoto per i giorni già usati
nel cuore. per queste ed altre sere

dico e chi, chi sarà mai


forma né accento il buttafuori del sole
I SUOnI chi Ii spinge ogni giorno
to sulla scena alle prime ore

altri nudi e sopratutto chi


un fuoco e perchè mi ha messo al mondo
i fantasmi dove vivo la mia morte
giuoco. con anticipo tremendo?

dire a mia madre che ho paura? Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà I'affitto


di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona n-ota

mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello

Più cercando di lanciarlo


oltre il confine stabilito
ùavanti che quaìcuno ha tracciato
dietro. ai bordi dell'infinito.

Come potrò dire a mia madre che ho paura? Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami


un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.
42

><ll pescatore
Testoe Muslccdl
E DEANDRE

20

Al - lbm-bra so- Io s'e-raas-so- pi - to un

TI
l

-to - re e a-ve-va,un sol-co lun-goil vi - so co-meu-na spe-cie di 60r - ri - so.-

Ven-neal-la spiag-giaunas-sas - si -no oc-ehi gran-di dabam - bi-no due oo-ohie-

7
I

-nor - mi di - u-t& gli spec-ehidiu-n'av-"""q

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rr3

r
E chie.soal ls. Venae-roin CODA - r l - s o e a-ve{au! sol-co lun-goil
î

Xat#
loi Coda

to co - me u-ne spo - eie di sor - ri - so.

?l
I

dell'ultimo sole E fu il calore di un momento


un pescatore poi via di nuovo verso il vento
un solco lungo il viso davanti agli occhi ancora il sole
specie di sorriso. dietro alle spalle un pescatore.
spiaggia un assassino Dietro alle spalle un pescatore
grandi da bambino e la memoria è già dolore
enormi di paura è già il rimpianto di un aprile
qlecchi di un'awentura. giocato all'ombra di un cortile.

d vecchio darnmi il pane Vennero in sella due gendarmi


e troppa fame vennero in sella con le armi
vecchio dammi il vino chiesero al vecchio se lì vicino
un assasstno. fosse passato un assassino.
il vecchio al giorno Ma all'ombra dell'ultimo sole
neppure intorno s'era assopito il pescatore
vino e spezzò il pane e aveva un solco lungo il viso
ho sete e ho fame. come una specie di solriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.
r=lÉa*,:i -e{

Lo buononovello Testoe Musicodt


E DEANDRE

Lauda-te Do - mi -num.Lauda-te Do

di Mario
L'infanzio
xter for-seal -la no-na, cu- ci-to qualche

2'
for-sd fuperbi - so-gno- o peg-gio,Pe1!g9-
sul ve-sti-ti-no al-la buo-nar

Pre-seroituoitre an*i - e liporta-ro -no al

lr.
tem-pio. -"-"r,*Jl W'".- #tú:"í ** ne;ryat so- rca!-tuH

Re? Soln Fa? sib Solm Dom Fa?


./sot.

gione ri-tor-ryoaoa Ma nonper te,lta'rn - bi - na,chenel'tempiarestd


il oerrto e la sta

Re4 Re - Sol m Be
sib solm Dom Fa?

gcrchct' 2 - A)121 MrL'l\NO'


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46

cbi -na. ila nanper te,òam ùi - na, chenel,teryiore - sti chi-m'. E quaadoieacer-

X at#
(con Rit.)
loi segve

Coro: hesto
Sciogl,ii caAelli e guardn gíàaengono! Guardala, gwardal,a,saiog{tieícapel-l,i,so-no
píù lnaqhídetwshimanteLl,í,gaorda la

pel - le te-ne-ra, líe - oe, ri - al, so - l,e co-me lu ne - oe.Guar-da.le , gunr-da*kí1, a? - so.sern4raoe-
I

-r - ta dal Partdi - so,gaardale lfor-me,la


l r .- ll s.
- rw ta per Tettasío - ne.Gaarda La -pel'- l,i del Por*di - so.Gtatda la

I - ú, gaar-da:le il col,- lo, sem-ùraoe - nu ta dal, su,osor-ri - so, g'u,ar-da-l,e glí oc- chi,gaar-da La ne - oe,gtnr-da l,a
t

I. Tbmpo Coro:
E fo-sti tu,Giu- CODA aocalizzato

bon Rit.)
loi Coda
:>>

Parlato:
Secondo l,'ordine ricetato, porfò la banúha all,a propría crca
e flIbito 8e ,u Po'td ?er dei laoori che l,o attend,eaa,np
fami del,ta Giud,ea. Eírnase l,ontano QNtf,îo anní,

lrb tf& Solm Mib

... e Gioacchimo di.sse.- ... allora gli araldi. andarono


- Ecco che ha coinpiuto i per tutta. Ia Gi.udea
tre anni! P ortiamola- perciò e risaonò la trornba
aL Tempio del Signore e il popolo accorse...
p9lchè dobbtanno adernpiere
alla promessa... (1) Coro:
-. Sciogli i e guardn,
Forse fu all'ora terza. gra. uengono!.capelli
_
forse alla nona.
cucito quatrehe giglio :-q"q\*lo'
sono pxu lunghi 9!a!qeb,. scioslie i capeuí,
sul vestitino alla buona. der. nostri mantellí,-
g1uffda
fo.rse fu per bisogno -la, pelle tenera, lieue,
o peggior per buon esempio, rysplende aL sole corne'Ia neóe.
Guarda Le mani, gunrilale lt ótso,
presero i tuoi tre anni
sembra .oenltta dal p aradiso
e li portarono al tempio. guarda le for-rne, Ia proporàtone,
Presero i tuoi tre anni '
sernbra -uerwta per Tentàzione.
e. li portarono al tempio. LirlctrdaL&, gunrdala, scioglie i capelli.
Non fu più il seno di-Anna, sono più Lunghi dei nnslri maníelti.'
fra le mura discrete.
a consolare il pianto, SlnTde Le mani, gunrdale il uiso,
sernbrct uenuta dal paradiso.
a calmarti la sete: Guar4ale gli occhi, guarda i capeltí.
dicono fosse un angelo guarda Ie manr,, gualdale iL co|Lo,
a raccontarti le ore. guLrcrn Ia. caf'fle, gu,arda iL suo uiso.
a misurarti il tempo gunrda i capellí del paradtso.
fra cibo e Signore. Guarda la carne, guardale it collo,
A misurarti il tempo sernbra uenuta dal suo sorriso.
fra cibo e Signore.- guardale gli occhi, guarda la nepe.
guarda La carne del paradiso.
... cosà Maria bambina ui,sse
nel Tempio del Slgnore e, la
,..e Zaccaru, iI gran
mano dt, un angelo le offriua sacerdote, disse o Giuseppe:
il cibo... - In sorte ti ha afiiditò la
oergine del Stgnore, abbine
Coro: cTtra e custodiscila...
Scioglie la neue aL sole,
rítorna L'acqua al mare, E fosti tu, Giuseppe,
iL uento e La stagione un reduce del passato,
ritorndno a gíocare. falegname per iorza
Ma non per te, bambina, padre per professione,
che nel tempio resti china. a vederti assegnata;
Ma non per te, bambi,na, da un destino sgarbato,
che nel tempio resti china. una figlia di piir
senza alcuna ragione,
... e quando raggiunse I'etù
una bimba siu cui
dei dodíci, anni x sacerdoti si non avevi intenzione.
ríunirono in consiglio e
E mentre te ne vai.
dissero.' - Coso faremo.ora
'di stanco d'essere stanco.
lei perchè non contamini la bambina per mano,
iI Tempio del Signore?...
la.tristezza di fianco.
pensi - quei sacerdoti
E quando i sacerdoti la diedero in sposa
ti rifiutarono alloggio, a dita troppo secche
avevi dodici anni per chiudersi su una rosa.
e nessuna colpa addosso; a un cuore troppo.vecchio
ma per i saeerdoti ehe ormai si riposa. .:
fu eolpa il tuo maggio,
la tua verginità
Parlnto:
che si tingeva di rosso.
Secon(Io l' ordi.ne riceuuto, Gzusevpe
La tua verginità portò ln bambina nella propria cd,sa
che si tingeva di rosso. e subzto se ne partì per d,eí lauori
E si vuol dar marito
che lo attendeuano fuori delln Giudea.
a chi non lo voleva.
Rimnse .Iontano quattro anni.
si batte la campagna,
si fruga la via.-
- Popolo senza moglie,
uomini d'ogni leva,
del corpo di una vergine
si fa lotteria. -
Del corpo.di una vergine
si fa lotteria.

(I\ le ilid'ascalie 'i'n coraíM so'n citozioni det prtuung?h


ití @taaoma.iteeunte il.a un wlume eilito nel lg67 con tra.duzioni
iti L. Bcarabelli.
ll ritarnodi Giusepe
47

Testoe Muslcodr
E DEANDRE

22
Stel - le, già dal tra - mon-to, si con-ten-do-no il cie-lo a frot - te,
t--1

nel-l'ia - se - la not-te. Un a-si-no dai com-pa-gno 0S!_!go4- tor-no,

scandi - soe la di-stan-za lun-goil mo-ri -re del Aior-no. oocal,izzato

-
fl. At r""tll ,.

o-

li (ie-nr-sa-lem-me, la tua nano acat-îezza.il di - se-gno d'u.nabambo-la m&-gra, in-ta-6lia-ta aet


r--1

s.L. ViE &rchct, 2 - 20121 MILANO.

copyrisbt
@rsrl ùr
ry ]|
4a
lc - gno. La vc-sti-rair ila- ri - a, ri-tor-ne-ra- i a quei éÈo-chi la-scia-ti quando i tuoi

Più lento (q*si libero)


E lei voJò fra le tue brac+ia

7
e le sue di-ta co-me la-cri-me, dal tuo cigliqal-Ia go-la, sug:ge-ri-vanoal vi-so, u-na vol4a igno-ra-to, -
'..r t--1

Ir. ll2.
la te-nerezt atun sor- ri:so, un af-fet-to quasi implo - ra-to, - ventre. - Ea te checer-ca-vi il mo - ti -vo - ld'un ia-
@

-gan-noi-ne-sprcs-sodal vol{or- lei ri-cor-do fiai re-eti dun so-gno rac-col-to.-

srelle, già dal tramonto, E lei volò fra le tue braccia


si contendono il cielo a frotte' come una rondine,
luci meticolose e le sue dita come lacrime,
nell'insegnarti la notte. dal tuo ciglio alla gola,
Un asino dai passi uguali, suggerivano aI viso,
compagno del tuo ritorno, una volta ignoreto,
scandisce la distanza la tenerezza dun somiso,
lungo iI morire del giorno. un affetto quasi implorato.

Ai tuoi occhi, iI deserto, E lo stupore nei tuoi occhi


una distesa di segatura, sali dalle tue mani
minuscoli frammenti che vuote intorno alle sue spalle,
della fatica della natura. si colmarono ai fianchi
GIi uomini della sabbia dalla forma precisa
hanno profili da assassini, d'una vita recinte,
rinchiusi nei silenzi di quel segreto che si svela
d'una prigione senza confini. quando lievita il ventre.

Odore di Gerusalemme, E a te, che cercavi il motivo


la tua mano accarelzza il disegno d'un inganno inespresso dal volto,
d'una bambola magra, lei propo,se I'inquieto ricordo
intagliata nel legno. fra i resti d'un sogno racrcolto.
- La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi. -
4S
a
il sognodi Morio
Iesto e Musicodi
E DEANDRE

u-mi-dor sou-ro del tem-pio, lbmbrae-ra fred-da, gon-fia din - cen -so; l'an -ge - lo
t-r

aac-se, corneogbi s€ - ra, ad in-se -gnar-mi..u-tlanuo-va


pre -ghie-ra: poid'improv - vi-sq mi sciol+e le
r-.-------i r-}---l ---l

r-d e le mie brac-oia di-ven-ne-ro a - li, quan-do mi chie-se: co-no-sci lte - sta-te io,perun gior-no, perun mo -
t--1

lr.P.8. il4. Liberamente


ave - de-re il co-lo-re del ven-to, Vo-lammodarr- ven - tre.- E la pa-rolaormaisfi -
r--;--1
A

v
si sciol-sein pian-tor- ma la pa-u -ra dal-le lab-bra si rao-col-se ne -

Yn lcrch:t, 2 - 20721 MILANO.


MLR 2 Copyright @ 1971 by EDÍTO|'I All@l ll
-gli oc-chi se-mi-chiu+i ael - ren - te- c,he si con-su'ma [el - l'al -

+ , ----/l L

d'u-no sguardo in-clul - gen - te.- -no, po- sa-sti le tli - ta al-

-lbr-lo del-la sua fron-te: uan-doac-ca - îez-za-îo-


v e c - c h i o.r---t mo- ie
î-1

- Nel grembo umido, scuro del tempio, Le ombre lunghe dei sacerdoti
I'ombra era fredda, gonfia dlincenso; costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
I'angelo scese, come ogni sera, Con le ali di prima pensai di scappare
ad insegnarmi una nuova preghiera: ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi, d'improvviso, mi sciolse Ie mani poi vidi I'angelo mutarsi in cometa
e le mie braccia divennero ali, e i volti severi divennero pietra,
ouando mi chiese - conosci l'estate - le loro braccia proffli di rami,
iò, per un giorno, per un momento, nei gesti immobili d'un altra vita,
cors{ a vedere il colore del vento. foglie le mani, spine le dita.
Volammo dawero sopra le case,
oltr'e i cancelli, gli orti, le strade, Voci di strada, rumori di gente,
poi scivolammo tra valli fiorite
mi rubarono al sogtto per ridarmi al presente'
àove all'ulivo si abbraccia la vite. Sbiadì I'immagine, stinse il colore,
Scendemmo là, dove il giorno si perde ma I'eco lontana di brevi parole
a cercarsi da solo nascosto tra il verde, ripeteva d'un angelo la strana preghiera
e lui parlò come quando si prega, dove forse era sogno rna sonno non era
ed alla fine d'ogni preghi€ra - lo chiameranno figlio di Dio -;
contava una vertebra della mia schiena. parole confuse nella mia mente,
ivanite in un sogro, ma impresse nel ventre. -
... e I'angelo disse: - Non
terleîe, Mario, intotti tnt E la parola ormai sfinita
trooato grana presso il si sciolse in pianto,
Signore e per opero Sun ma la paura dalle labbra
concepirai un f iglio... si raccolse negli oc'chi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che.si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posasti le dita


all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando aecatezzano
hanno il timore di fa'r troppo forte.
AveMaria 6l

Iesto e Musicodr
E DEANDRE

a. fra l'al-tra che si raa -

- co - glie- in - tor - ao al- tuo pas - sa qguar - di-chenon


sie-pe di faa - no

La
g r-- J-r

nel-la da - gio 7 ne- di ee-ee - re ma - dro. Sai ohe fra u-


r-;---l î

-lo r&- for se- Prrn-gB - ra i poi la tua


-ri a,- a - des so-- ohe sei dot na' a-veal-le

tro- na-eoon - do rà un aor - ri - so: gio-iae do


ne- 0[) - m6_ úè, Ma-ri - a, fem-mi-[€úr
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copFisùt O lctr b EDrtt(rr AEAti


62

hal- toil oeo - fi - lo ia - ocr rcl-l,r É1 .

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oheil-lu - mi - na i1 A-ve Ma- per útr so - vo a-
l-----|

-mo - te PO-ve-flo o u - mi-loo Uea-si trbm'ni-neun

ma - dri Per E€m nel - la sta -

E te ne vai, Maria, fra I'altra gente


che si raccoglie intorno aI tuo passare,
siepe di sgrrardi che non fanno male
nella stagione di esere madre.

Sai che fra un'ora forse piangerai


poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illutnina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,


ave alle donne come te, Maria,
fernmine un giornò per un nuovo arnore
poveno o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.
orionellobottego
d'unfolegnomè
1
-l
Testoe Musrcadi
E DEANDRE

x
in 2 (Mohtolento) gna-me col mar-tel - lo per-chè

1-

1
=

pial-la su quel le-gnopenchètai fren fr*?- i -sci le stamlel-le per chi in guerra an-dò?- dal-la
I

Il lnl,egname:
Nu-bia sul-le ma-ni a ca-sa ri -tor - nòl pial -la
Miomar- tel-lo noncol-pi-sce,

nia non ta - glia per fog - gia-re ga,mbenuovea ehi le of-frì in bat - ta - glia, ma tre cro- ci, dueper chi di-ser-tb

La gmte :
ru -ba - re, la più gran de perchiguer*a in-se gnò a di-ser ta- re.- AI - le

.o- -a
=:-=
s.r.l., Via Berchct,2 20121 MILANO.
- denati. Copyright @ 1971 by EDITOI'I Agrcffn
, ì , I
_ , . í .

v'
tempieaddormeúa,.todi que- sta cit - tà _ t
pot-ùi I euo-rod'unmartel-lo,quan-do smet-te- rà,?_ Fla-le -

quel .lognqquanti col-pior-m6,i,-quanto an-co-raconla pial-la Io as-so - ti-glie - rai ?_

Maria:

DatXat#
poi Cada

= =
?
I
{} >
I >
> \7

Marta.
- Falegname col martello - An'e piaghe, alle ferite
perchè fai den den? che sul legno'fai,
con la pialla su quel legno falegname su quei tagli
perchè îai fren fren? manca il sangue, ormai,
costruisci le stampelle perchè spieghino da soli,
per chi in guerra an'dò? con le loro voci.
dalla Nubia sulle mani quali volti sbiancheranno
a casa ritornò? - sopra le ttle croci. -

Il Falegnnme: ll Falegname:
- Mio rna,rtello non colpisce, - Questi ceppi che han portato
pial.la mia non taglia perchè iI mio sudore
per foggiare gambe nuove li trasformi nell'immagine
a chi le offrì in battaglia, di tre dolori,
ma tre croci, due per chi vedran lacrime di Dimaco (2)
disertò per rubare, e di Tito (2) aI ciglio
la più grande per chi guerra il più grande che tu guardi
insegnò a dis:ertare. - abbraccerà tuo figlio. -

La gente:
.-- Alle tempie addormentate - Dalla strada alla montagna
di questa città sale il tuo den den
pulsa il cuore d'un martello, og:ti valle di Giordania
quando smetterà? impara il tuo fren fren;
Falegname, su quel legno, qualche gruppo di dolore
quanti co\>i ormai, muove il passo inquieto,
quanto ancora con la pialla altri aspettan di far bere
1o assottiglierai? - a quelle seti aceto. -

(,\ i nomi d,ei lailroni uariano da oangelo a wngelo 1Di,maco, &ito, Diuna, Geata). Tito è il ladrone àuqo ,ra aangel,o arabo ilell'infanzia.
-

oo

=
Viodellocroce
--{
-l
o/
/estoe /vlusrcd
E DEANDRE
=
I
smem- bra - re coi den- tie
-f
?

26 ? ?I
Do

-pe - rei be - vu - ti dai ea - ni, di mo-ri-rein oro - oe puol


tuoi oc-chi r----T---l
l--'g - ----r---1. r---F---r =--T-

no-me Pi - la- to. Ben piir del - la mor-te che


es-se - re gra-to aunbra-v'uo-mo di
--lq--r ---î- r---g-----1 t--------"1

og-gt ti vuo - le, t'uc ci-deil ve - le-no di - ste


que--F---r Pa - ro - le: ------
le
rs-- f-. t-
r-------;----- ----î"-'--t, 3.

F
D.
F
Re

quei no - o - na - ti, da E - ro -do' Per te, tru-ci - da - ti. Nel


dei pa-dri di
'tt,ra
fT"'\

arJ., Vb Berchct, 2 20121 MII,ANO,


copy.isÀt @ 1g'1 ùr r|trlal lfrEl
MLR 2
lu - gu - brp scher- no do - g l i a - b i - t i nuo-vi mi - sù-ra-noagoc-ceil do-
l--T'--r r------------. î__T-_-__1
f---1 r--l-

fe-ga-to in ma-no, i ran-to- ti d'unciar-la


f---J- r e-----l r--T-1 r---3l---]

I D.

- Poterti srnembrare coi denti e le mani, Han volti distesi, già inclini al per'dono,
sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, ormai che han veduto il tuo sangue di uomo
di morire in croce puoi essere grato fregiarti le membra di rivoli viola,
a un brav'uomo di nome Pilato. - incapace di nuocere ancora.
Ben più della morte che oggi ti vuole, Il potere vestito d'umana sembianza,
t'uocide iI veleno 'di queste parole: ormai.ti considera morto abbastanza
le voci dei padri di quei neonati, e già volge lo sguardo a spiar Ie intenzioni
da Erode, per te, trucidati, degli umili, degli straccioni.
Nel lugubrè scherno degli abiti nuovi Ma gli occhi dei poveri piangono altrove,
misurano a gocce il dolore che provi; non sono venuti a esibire un dolore
trent'anni hanno atteso col fegato in mano, che alla via della croce ha proibito I'ingresso
i rantoli d'un ciarlatano. a chi ti ama come se stesso,

Si muovono curve le vedove in testa, Son pallidi al volto, scavati al torace,


per loro non è un pomeriggio di festa; non hanno la faccia di chi si compiace
éi serran le vesti sugli occhi e sul cuore dei gesti che ormai ti propone il'dolore,
ma filtra dai veli il dolore: eppure hanno un posto d'onore,
fedeli urniliate da un credo inurnano Non ha'nno negli occhi scintille di pena.
che le volle schiave già prima di Abramo, non sono stupiti a vederti la schiena
con riconoscenza ora soffron la pena piegata dal legno che a stento tramini,
di chi pendonò a Maddalena, eppure ti stanno vicini.
di chi con un gesto soltanto fraterno Perdonali se non ti lasciano solo,
una nuova indulgenza insegnò al padreterno, se sanno morir sulla croce anche loro,
e guar'dano in alto, trafitti dal sole, a piangerli sotto non han che le madri,
gli spasimi d'un redentore. in'fondo. son solo due ladri.

Confusi alla folla ti seguono muti,


sgomenti al pensiero che tu li saluti:
- A redimere iI mondo - gli serve pensaJe,
il tuo sangue può certo bastare.
La semineranno p€r mare e Per terra
tra boschi e città la tua buona novella,
ma questo domani, con fede migliore,
stasera è piti lorte il ter'rore.
Nessuno di loro ti grida un addio
per esser scoperto cugino di Dio:
Èli apostoli han chiuso le gole alla voce,
fratello che sanguini in croce.

4
Tremadri 67

Testoe Musicodi
E DEANDRE

Madreddfilo,X
Moderato mosso Ti - to, non sei

27
Mad,re d.i,Dima,co:
ma Cè chi muo nel dir-ti ad - di

-gho - ri Le dila mad,ri:


fu t\- o pa - dre, rna più di te muo- re tua ma - dre. Controp-pe

so-lo llm-ma-gi -ne sai che al-la

nel ter-zo gior - no, il fi-glio tu - o fa-rà ri -tor - no: la-scia noi

un pot più for - te, ri - sor-ge-rà piìr dal-la mor - te.

Yir Eercbct, 2 - 2}f2l MILANO.


Copyright O 19?1 br EI)ITOII ASfAll
Mad,red,i Gesù:
Pian-go di.

tin Mim?

ciò chemiè tol - to, le brac-cia ma Efet la fron-te,il vol - to,

Mim MimT

che vi-vean-co - ra,

Mim ì[in? X aI#


Cod,a

771
-tJ-f 7 -LÍ
CODA , l-,
1if
,3, €t3'-=
tf
LamG

Madre di Tito: Madre di. Gesit.:


- Tito, non sei figlio di Dio, - Piango di lui ciò cher mi è tolto,
ma c'è chi muore nel dirti addio. - le bnaccia magre, la fronte, il voito,
ogni sua vita che vive ancora,
Madre di Dimaco: che vedo E)egnersi ora p€r ora.
- Dimaco, ignori chi fu tuo padre, Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
ma più di te muore tua madre. - e chi ti chiarna - nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
Le due madrí: cerca un ritaglio 'd.i Paradiso.
- Con troppe lacrime piangi, Maria, Per me sei figlio, vita morente,
solo I'immagine di un'agonia: ti portò cieco questo mio ventre,
sai che alla vita, nel terzo giorno, come nel grembo, e adesso in croce,
il figlio tuo farà ritorno: ti chiam,a amore ouesta mia voce.
lascia noi piangere, un po' più forte, Non fossi stato figlio di Dio
chi no,n risorgerà più dalla morte. - t'avrei ancora per figlio mio. -
il testsmento
di Tf:o 59

Testoe Muslcodl
E DEANDRE

Liberamente
l V o na - o r a - i a l , - k o D i - o al,-lîn -/w - ri di me, spes- so mi ha fat - to pen - sa - re:
r.----3--l
r___5_1

28 I
di-ver-se ve- nu-te dal-l'est di - ce-vancheinfon-cro yt"!::;I:,-T"o::-o,",-"o
"-o,,-su.-r".o'K? da te e
r. --"-r

non mihan-no fat-to del ma - le. Cre- dc-va-noaunal-tro di - ver-so da t e e non mi han-no fat- to del ma - le.
r -r--l r---"--1 --F--1

lllon no-ni-na-re í1, no-rne dd Dù- o, non no-mi-nat4o I n - o a - n o . Con un col-tel-lo pian-ta-to nel fian+ogri-
q ' r-s- r---?-----] i-T-- Tq-- -_T-_

-dei la mia pe-nae il suo no -me; for-se e-ra stan-co, for-se troplo oc-cu-pa-to, e non a- sc,ol-tò il mio do - lo - re. Ma
f---F-r f-----9------l
----1

__-
stsn- co. for-se
Ir.s.s.4.5.6.2.lte.
lon-ta-no, dav - ve - ro lo no-mi-na - i in-va-no. O- vi-ta. Maa-

s...1., Vir Bcrchct.2 zUIZI MILANO,


rircúati coPyrisht €) 197r by EDrTolI Amr.n
Liberamerúe
-des-so che vie-ae la s€ -re ed il bu-io mi to-glie il do - lo-re da-gli oc-chi e sci -vo -lail so-le al di

a tempo
là del-le du-ne a vio-len-ta - rc al-tre aot - ti: io. nel ve-de-re - sduo-mo'che muo-re,

m*itre, io pro-vo do - lo - re. Nel-la pie-tà chc non ce-deal ran-S.r$r na-drer ùo í*pa-ra- to Lb-nu-rc.
i-;-ì i--Ì i--j .o , t--l---l
rl

Tito N-op,cornrnettere atti che non stano puri


Non aarai, altro Dio all'infuori ili rne, cioè non disperdere il seme.
spesso mi ha fatto perìsare: Feconda una donna ogni volta che I'ami
genti diverse venute dall'est così sarai uomo di fede:
dicevan che in fond.o era uguale. poi la voglia svanisce e il figlio rirnane
Credevano a un altro diverso da te e tanti ne uccide 'la fame.
e non mi hanno fatto del male. Io, forse, ho confuso il piacère e I'amore:
Credevano a un altro díverso da te ma non ho creato dolore.
e non mi hanno fatto del male.
Il settimo dice non arnrnazzare
Non nominare il nsrtue d.i Dio, se del cielo vuoi essere degno.
non nornínnrlo ínoano. Guardatela oggi, questa legge di Dio,
Con un coltello pianta,to nel fianco tre volte inchiodata àel legno:
gridai la mia pena e il suo nome: guardate la fine di quel nazareno.
ma forse era stancq forse troppo occupato, e un ladro non muor-e di meno.
e non ascoltò il mio dolore. Guardate la fine di quel nazareno,
Ma forse era stanco, forse troppo lontano, e un ladro.non muore di meno.
davvero 1o nominai invano
Non dire falsa testimonianza
Onora ll WCIre, onora la rnod,re e aiutali a uccidere url uomo.
e onora anche il loro bastone, Lo sanno a memoria il diritto divino.
bacia la mano che ruppe il tuo naso e scordano sempre il perdono:
perchè le chiedevi un boceone: ho spergiurato su Dio e sul mio onore
quando a mio padre si fermò il cuore e no, non ne provo dolore.
non ho provato dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
Quando a mio padre si fermò il cuore e no, non ne provo dolore.
non ho provato dolore.

Rborila ihi santificore le feste. Non èIesiilerare La roba degli altri


Facile per noi ladroni non ilesideyarne la sposa.
entrare nei templi che rigurgitan salmi Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
di schiavi e dei.loro padroni che hanno una donna e qualcosa:
senza fnire legati agli altari nei letti degli altri già caldi d'amore
sgozzati cpme animali. non ho-provato dolore,
Senza fnire tregati agli altari L'invidia di ieri non è già finita:
sgozzati come animau. stasera vi invidio la vita.

Il quinto dice aor ileoí rubarc Ma adesso che viene la sera ed iI buio
e forse io I'ho rispettato mi toglie il dolore dagli occhi
vuotando, in silenziro, le tasche già gonfie e scivola il sole al di Ià delle dune
di.quelli che avevan nrbato: a violentare altre notti:
ma io, senza legge, nrbsi in nome mio, io, nel vedere questJuomo che muore,
quegli altri nel nome di Dio. madre, io provo dolore.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio, Nella pietà che non cede al rancote,
quegli altri nel nome di Dio. madre, ho imparato I'arrlore. -

t
6l

Laudate
hominem
Testoe Musicodl
E DEANDRE

Molto moderato
Il po-

DomajT Si?

rY d
T
I

-te - re che oer-oa - va stro u - mo re meu-treuooi - de va nel no-me d'un di -

- narn lli m?

o, nel no - ne dun di o uc-oi-do-yarmuo rno: nel no-me di di - o siaa-sol ee, Poi

fim l{im?

poi ohia-mò di - o poi chia-mò di- o poi chia-mà dio quel-l'uo - mo e nel suoúo -

l[in Ui n7

- m€trrro-vo no-mo al-tri uo- ni - ni, al-tri uo-mi-ai uo-ol 8S.

ltin l[im?

Non vo-glio ponrsar fi- io di Di o na fi-glio del-l'lo - m.or fra-úel-loan<he mi-

ASSOCIATI, s.r,l., Vir Bcrchct, 2 20121 MILANO.


prcprict!ri.
i diritti rcno rberuati. copyri3ht o 1971 br BDIîotI A&t/tl!
-
An- co-rau-navol - ta ab-braooiarmo La le - de ohe ir,segnaadavo road a-ve-reil di'rit'

Mlr si O/4

per - do - no per - do ' no sul me - [e oom'meE EO BEI

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Mim7

I
I

I
che il ma-le non vol non vol - le

Non poe.so pen-sar Di - o ma fi -glio del-l'uo - tllo, fra.tol-lo an-oheni -

pual-ou- no

,J,9,8,€
Re7 Sim

lu ecu-sa - to an-ob€ ld-

I
t-

.f o^' L,r,

Do.maj ? Si La Do,majT Si7 La

j
l fra-tel-1o an-chemi -

mai? Si 7

lio del-l'uo mo, fra-tel-1o an-chemi o. trau-da- te

I-aud.a.te dominum Non posso pensarti figlio di Dio


Laudate dominum ma figlio dell'uomo, fratello anche mio.

GLi umilí, gli straccioni: Qualcuno


- Il potere che cercava qualcuno
il nostro umore tentò di imitarlo
mentre uccideva se non ci riuscì
nel nome d'un dio, fu scusato
nel nome d'un dio anche lui
uccideva un uomo: perdonato
nel nome di quel dio perchè non si imita
si assolse. imita un dio,
Poi chiamò dio un dio va temuto e lodato
poi chiamò dio quell'uomo iodato...
e nel suo nome
ì nuovo nome No, non devo pensarti figlio di Dio
-.4
1 altri uomini, ma figlio deli'uomo, fratello anche mio.
I

I altri uomini
uccise. Laudate hominem
-
--i
lYon vogiio pensarti figlio di Dio
ma figlio dell'uomo, fratello anche mio.
Laudate dominum
Laudnte dominum

Ancora una volta


abbracciarruno
la fede
che insegna ad avere
td avgre il diritto
el pendono
nr-l male corunesso
nome d'un dio
volle, ii mate non volle.
84

Testod,
Locollino
iplttt5ii:l Ci
E DEANDRE G BENTIVOGLIO E DEANDRE- N PIOVAN

!'alzer
t.2 Do-ve sc nè an,da-to

(
30 I
fcb-b re do-vt Hrr-man bru -cia-to in mi - nie - ra. Do-ve so-no Bert e Tom. il

prr-nlo uc.cl-so ln u - na rt3 _ sa e lhl-trocheuscìgià mor- to di ga E co-sa ne sa-rà di

Char - lry che c a d - J em e n - t r e ra - r'a r dal pon - tr


-:
_f _-T--
î--

Sol

dor - mo-no na dor - mo-no, dcr - mo-no

r.2. llB. Lento Do-vt Jones jl suo-na- to - re chefusor-pre_so dai suoi no van

vl - ta a-vreb-bean - co - ra Lui che oÈfrì la fac-cia el ven to, la go -la a.l

teJ

Fa

E D I T O R I A S S O C I A T I , s . r . l. V i a B c r r h c r , 2 - 2 0 l 2 l j\fIL.\\O
Editori propriettri.
Tuttj i diritri sono rircrvarì.
MLR 2 C o p r r ì g h r ' . c -1 1 1 7 .b. 1y Í j D I T O R I .\SSOCIAT!
85

sì, sem-bra di sen - tir - lo cran-cla-re


an-co _ ra dcl_le p<.rr man-gra-tc in stra-da ncllc

s e m - b r ad i s e n - t i r - t oa n - c o _ r a d i - r e a l
mer- can _te chc lo vcn-di,co-sati

Dove se n'è andato Elmer


Dove sono i generali
che di febbre si lasciò morire
che si fregiaróno nelle battaslie
dov'è Herman bruciato in miniera.
con cimiteri di croci sul pettoi.
Dove sono Bert e Tom.
dove i figli deììa guerra
rl primo ucciso in una rlssa
partiti per un ideale
e Ialtro che uscì già morto di galera
per una. truffa. per un amot.e
L cosa ne sarà di Charlev finito male:
nanno rrmandato a casa
che cadde mentre lavoraia
le loro spoghe nejle bandiere
e dal ponte volo e volo sulla strada.
Iegate strette perchè sembrasser.o
intere.
Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono. sulla coìlina
dormono. dormono. sulla coÌlina.
dormono, dormono su.lla collina-
Dove sono ElÌa e Kate
Dov'è Jones il suonatore
morte. eltrambe per errore.
una d aborto. l'altra d'amore. che fu sorpreso dai suoi novantlanni
E Ìlfaggie uccisa in un bordello e con la vita aw.ebbe ancora glocato.
Lui che offrì la faccia al .,r"né,
daìle carezze di un animale
la gola al vino e mai un pensiero
e Edith consumata da uno strano male.
E Lizzie che inseguì la vita lo1 denaro, non all'amoi.e nè aì cielo.
lonîano. e dall'Inghilterra Lui "lsì. sembra di sentirlo
fu rrportata in questo paìmo di terra. clanciare ancora delle porcate
mangiate in strada nel[e ore sbagliate.
sembra di sentirlo ancora
Dormono, dormono. sulla collina
dire al mercante di lrquore
do:mono. dormono suila collina
< t u c h e ì o v e n d i , c o s a t i c o m p r . id t m r q ì r n : e .
l
Un motto
c'èun villoggio)
(dievoogniscemo
Iestodr Musrcd
at
r. DL At'tu t - /v. //OYAN
r ^- ^^,nnÈ À, n

T DEANDRE_G BENNVOGL/O

Allegro moderato

3I
Tu pro -vaada ún mon-do nel cuo-re rie-sci ad e

s pr r - m e r - l o cotr le pa lu - ce del gior si di - vi - de la piaz zz tra un vil-

t't
Srlr

- lag - gio che ri - de e te, lo sce - mo,che enep-pu-rela ti la - scia da

I\
[r---__lfs
so -8'nao se stes 6ie tu di lo - ro, mat-to.

sen- za 8a p e - r e a c h i d o - v e s- s i la in un ma-ni - co-mio io I ' h or e - s t i - t u i - t a : qul

EDITORI .\SSOCl.\Ti, '.r'l '


Editori proPrieteri. ( ì r , p r r r g I t . c 1 1 r ; - . l:) ! L D I T ( ) R l .\SSOCìIATI
MLR 2
Tutti i diritrì sono ritervatr'
87

sul - ls ool li - na dor-mo mal-vo-len tie -ri pu-re dà lu-oeor-mai nei mieipen - sie-ri, qul

=
=
I nel- ls pe - nom-brao - ra in-ven-to pa ro -le ma nm-Pran-go u-na la lu - ce del
I
J

=
-l
=
I
--l
=-l D al Xato.
poi Coda

ill-

E i-r-----_ll-.-----__-l
r-l Vocalizzato
I
--l
=
arr^l
=
=
/1 Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e n o n r i e s c i a d e s p ri m e r l o c o n l e p a r o l e .
; p ìe lrree dpl oi"rnn <i .ìivirìp la niazza

= tla un viilaggio che nde e te. lo scemo. che passa


e n e p p u r e ì a n o t t e t i ì a s c i a d a s o ì o:
oìi *e "l 't r i c^dhan cn cîncci e lrr cnoni rli lnln
b'^

E si. anche tu andlesti a 3ercare


le palole sicufe per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storra,
7 io cercai di imparare la Tle:csni a memoria,
e dopo maiale, Majakou'sky e malfatto.
c o n t i n u a r o n o g l i a ì t r i f i n u a l e g g e ,m i m a t t o .

E senza sapere a chi dovessi la vita


in un manicomio io l'ho restituita :
qui sulìa collìna dormo malvolentieli
onnrìr'é no l r i a é , \ r .' m
. ^2 r. . ^ * ,n e r m l e r p e n s l e l ' 1 .
qui nelìa penombra ola invento paroìe
ma rimpiango una Ìuce. la luce del sole.
F
-l Le mie ossa regalano ancora alla vrta :
I l e r - e g a l a n oa n c o r a e l b a f i o r i t a .
---{ Ma la vita e rimasta nelle vo3r in sordina
-t di chi ha perso Ìo scemo e ìo piange in colìina:
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
1.. -r,-^^^ ^lì^ ----;,,
urrd rrrur L( Pl<LU>d ru >(l dPPU dttd PdLLtd.
I 68

Iesto di
- G, BENTIVOGLIO
F DEANDRE
Un giudice
Mustcodt
- N P/OYAN/
E DEANDRE

re un me-tro e

tà- diu-na ra

lo - per un suo dub - bio im - per - ti

=
-
1l r l | lP--=-
I lsott
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69

vuo - le Bco - prir se e ro_-*- celn - tor - troal

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I l a 2 . ' 3 .e 4 . o o l t a

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ì -1
=)
Cosa vuol dire avere Fu nelle notti insonnr
un metro e mezzo di statura. vegÌiate al lume del rancore
ve lo rivelan gli occhi che preparai gli esamr,
e le battute deila gente, diventai procuratore
o la curiosità per imboccar la strada
di una ragazza irriverente che dalle panche d'una cattedraÌe
che vi avvicina solo porta alla sacrestia
per un suo dubbio impertinente: quindi alla cattedra d'un tribunale.
-l
I vuole scoprir se è vero giudice finalmente.
quanto si dice intorno ai nani, arbitro in terra del bene e del male.
che siano piir forniti
della virtir meno apparente, E allora la mia statura
fra tutte le virtr) non dispensò piu buonumore
la piu indecente. a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
P a s s a n og l i a n n i , i m e s i , e di affidarli al boia
e se li conti anche i minuti, fu un piacere dei tutto mio,
è triste trovarsi aduÌti prima di genuflettermi
senza essere cresciuti: nell'ora delì'addio
la maldicenza insiste, non conoscendo affatto
batte la lingua sul tamburo la statura di Dio.
fino a dire che un nano
e una carogna di sicuro
perchè ha il cuore troppc.
:roppo vicino al buco del culo.
70

Un blasferno
c'è un giordinoinconwu)
(dietroogniblosfemo
IestoC' l\Austcadt
BENI/VOGLIO
T ^r i^r^nr - i.r,
Àl a
//OVANI
DEANDRE-G r uL t\t\rnr

Moderatamente mosso

33

mi chi e nem re,-

re-

- men

E D I T O R I . \ S S O C I A T I , s . r . i , \ ' i a B c r c h c r ,2 - 2 0 1 2 1 l l l L A \ O
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7l

r . 2 .8 . 4 . 6 .
-reb- bear sl -to ban-do-

|6

-stnn-gea gna - re un g'riìr no ln

N{ai piu mi chinai e nemnteno su un fior.e.


plu non arrossii nel lubare l'amore
dal momento che Inverno mi convrnse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.

Mi arrestarono un gtorno pel le donne ed il vino,


non avevano ìeggi per punire un blasfemo.
non mi uccise la morte. ma due guardie bigotte.
mr cercarono I'anima a îorza di botte.

Perchè dissi che Dio imbrogìio il prrmo uomo.


lo costrinse a viaggiare una vtta da scemt.,.
nel grardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e iì bene e c'e il male.

Quando vide che ì uomo allungava le dita


a rubargli il mistero d'una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermo con la morte. inventò le stagioni.

... mi cercarono l'anima a f.orzadi botte...

E se furon due guardie a fermarmi la vita,


e proprio qui suila terra ìa mela proibìta,
e non Dio, ma quaicuno che per noi I'ha inventato,
cr costringe a sognare in un giardino incantato,

ci costringe a sognare in un giardino incantato.


72

Un malatodi cuore
Iesto di
Mustcodt
- G, BENTIVOGLIO
E DEANDRE - N. PIOVANI
E DEANDRE
Moderato
Co-min - ciai a so-6na-rean<tiio in _ sie-me a
Pol tà - 4 -ma dìm-prov- vi - so pre-sc il

34 Lento(ouasilibero)
-'--'-'
Do Fa

ba - lor - do del tuo cuo - rc

Do r
scl-reepro-va-îe che co - sa ti man - ca per cor - re-ne al pra-to, ti tie - ni la vo-6liaeri-
î

-ma-ntapen-sa-re_ co-me dia-vo-lo fan - no a rl


rt.
pren-de - re ,"_;--dH

Liberamenle
-pu-reun sorri-so io I'ho re-gala-to
e an _ co-ra ri-tor_na in o-gnisuaestate quando io la gui{ai
í/î o fui for*e gui-da-to a con
îA A

rl
-tar . lc i con le ma - ni su - da;;
^

(
I
E D I T O R I A S S O C I A T I , s . r . t, V i a B c r c h c t ,2 - 2 0 1 2 1 l l f I L A - \ O
urtorl proprlctarl.
Tutti i diritti sono rirervati.
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73

a temlo
cuo-reim-paz-/ì eo-ra no, non ri-cor - do, - te
da 9ua-le o-riz-zon sfu - maslse la lu - ce._Yocalîzzutl

Per seguire
mache la ba-ciai,perDio,sì lo ri-cor-do,-

Xat
senza Rit
poi segue

Lento Quasi libero)


eilmi-o cus-re le re-stò sul -le lh-ni-ma d'im-prov-vi -so pre-se il

sen-to di so-gna - re con lo - ro _ no non mi rie-sce di so-Ana -rc con lo - ro.


,--.-rî

- Cominciai a sognare anch'io insieme a ìoro


E fra lo spettacolodolce dell'erba
poi I'anima d'improvviso prese il volo. - fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue coscecolor madreperla
Da ragazzospiare i ragazzi giocare rimasero forse un fiore non colto.
al ritmo balordo del tuo cuore malato Ma che la baciai questo si lo ricordo
e ii viene la voglia di uscire e provare col cuore ormai sulle labbra,
che cosa ti manca per correre al prato, ma che Ia baciai, per Dio, si lo ricordo,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare e il mio cuore le resto sulle labbra.
come diavolo fanno a riprendere fiato.
Da uomo avvertire il tempo sprecato - E I'anima d'improvviso prese il volo
a farti narrare la vita dagli òcchi
ma non mi sento di sognare con loro
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
no non mi riesce di sognare con loro.
ma a piccoli sorsi interrotti.
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.

Eppure un sorriso io I'ho regalato


e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.
Non credo che ahiesi promesseaì suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o là voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
s€ fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, nòn ricordo.
da quale orizzonte sfumassela luce.
74

Un medico
iesio dr
E DEANDRE G BENTIVOGLIO lVustcadt
E DEANDRE N PIOVAN

Moderato

35

t
t--
:E]__ a Da bam-bi - tro vo -

-le -vogua-ri-rei
ci quando rossi
--?-- di frut - ti .li cre-de-vo fe _
-- - -t --- ----- _t----'t r----;-ì la sa-lu-te per me
l--F--r

-scla-tl coi
fio -,ri di n e - v e c h e a _ v e - v a np e r - d u - t i .
r----;-- U n s o - g n o , fuun Eo-grtoma non
---F-- ---r du_rò po -co per que - Eto gi u _
---- -l-.r .-- r---r :--._l r---F---ì -{ -l -J-

-rar chea-vrei
fat_to il dot to-re
- ---r r--l;-.,
eao!per un D i o m a n e m - m e - t r oD e r gro-corper-chèi
T_-.r*-- r r-----r ----,f- --ìf- ci lie-gi tor-nas-se-roin
r-----;--- f-,-Ji--r r J --r

I'
fro-re, per- chò i ci

EDITORL\sSL)UI \Tl, ..1


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&rtorr ltr,rprieterr. If IL.f-\O
l u t l r r d i r l t r l s o D , ,r ; r e r \ a t i
MLR 2
Copl'righr :c- l1ìi:.: ty IIDITORI
r\SSOCIATI
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Liberamente
-lo - ra ca-pi-i fui co-etrefto a ca- pi-re che fa-re il dot-to-re e s o l - t a r F t o u n m e s t l e r ec h e l a e c r e n z a o o np u o l r e - g a
r------;-------1 ---]- r--,?- ---l---r r- -., -

-larlaal-la g'en-te aenonvuoi am-ma-lar-ti d e l - l ' i - d e n - t i- c o m a l e , e en o n v u o i c h e i l s i - s t e - m tai pr -gli per


r--,- ---l- --- ---
, --J -

a tenpo E i l g i - s t e- m a si

DatXit, +l
Rem
poi coda
I

Da bambino volevo guarire i ciliegi E allora capii fui costretto a capire


quando rossi di frutti li credevo feriti che fare il dottore è soltanto un mestiere
ìa saìute per me li aveva lasciati c h e l a s c i e n z a n o n p r . r o ir e g a l a r l a a l l a g e n t e
coi fiori di neve che avevan perduti. se non vuoi ammalarti dell'identico male.
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame
Un sogno fu un sogno ma non durò poco
cer questo giurai che avrei fatto il dottore E il sistema sicuro è pigliarti per fame
e non per un Dio ma nemmeno per gioco : neÌ tuoi figÌi in tua moflie ché ormai ti displezza
oerche i ciìiegi tornassero in fiore, percio chiusi in bottiglia coi fiori di ne','e.
cerche i ciliegi tornassero in fiore. I'etichetta diceva: elisir di giovrnezza

E quando dottore lo fui finalmente E un giudice. un giudice con la faccia da uomo


::rn volli tradire iì bambino per l'uomo mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
e vennero in tanti e si chiamavano gente inutile al mondo ed alle mie dita
crlregimalati in ognr stagione. bollato per sempre truffatore imbroglione
dott. prof. truff. imbroglrone.
E r colleghi d'accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d'amare
nr spedirono il meglio dei loro ciienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale
ammalato di fame incapace a pagare.
78

Unchimico
Iesto dr Mustcodi
E DEANDRE- G. BENTIVOGLIO E DEANDRE- N, P/OYAN/

Mosso (iz 2)

36

tan - tia dar chi che

fa - tui che non la scla-no ce - ne - rc. non

.$r
to ln col na. _

I
E D I T O R I A S S O C I A T I , s . r . i , V i a B c r c h e t ,2 - 2 0 1 2 1 N { I L A \ O
Editori p.oprictari.
Tutti i diritti sono rilcrvati. Copl'right Oì 1972 by EDITORI ASSOCIATI
ma lo stes ri- so lo- re do-ve

no sul vil so Ci chi aha- vu to I'a - m0- re. f)o-ve so no sul vi-so di chihaa-

to lta mo - re. (l'ui)

Dat X tutt
nza.Rit.poi
,tal X al #
poi Codo

Solo la morte m'ha portato in collina Che strano andarsene senza soffrire.
E c-orpofra i tanti a dar fosforo alì'aria senza un volto di donna da dover ricordare,
;:r brvacchi di fuochi che dicono fatuii Ma è forse diverso il vostro morire
non lasciano cenere,non sciolgon Ia brina. v o i c h e u s c i t e a l ì ' a m o r e c h e c e d e t ea ì l ' a p r i l e
Cosa c'è di diverso neì vostro morire.

chimico un giorno avevo il potere Primavera non bìrssalei entra sicura


tposar gli elementi e di farli reagire, come il fumo lei penetra in ogni fessura
gli uomini mai mi riuscì di capire ha le labbra di carne i capelli di grano
sr combinassero attraverso I'amore che paura, che voglia che ti prenda per mano
ad un gioco la gioia e il dolore. Che paura, che voglia che ti porti lontano.

te il sorriso guardate il colore Ma guardate I'idrogeno tacere nel mare


giocan sul viso di chi cerca I'amore: guardate I'ossigenoal suo fianco dormire :
b stessosorriso lo stesso colore ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
pno sul viso di chi ha avuto I'amore. Soltanto una legge che io riesco a capire.
sono sul viso di chi ha avuto l'amore.
Fui chimico e, no, non mi volli sposare
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
son morto in un esperimentosbagliato
proprio come gli idioti che muoion d amore
E q u a l c u n od i r à c h e c ' è u n m o d o m r g l r o r e
78

Un ottico l

iesto d, Mls'ct dr
hr Dt AN/JRL- G, BENTIVOCLIO
^- ^À,^n- - ^
h Db AN/JRL_ N P/OYA\
r ^- nÀ i^h- À r a

I. Parte

Valzer eampagnolo

37
men-di - can sta il mer - can - te

-sîroo-cu

che aon

gna - re fug - gi - re dal e non vo - ler

?I l-
Do

.J

E D I T O R I ' \ S S O C I . \ T I , s . r . l , \ ' , a B c r c h c r ,2 - 2 0 1 2 1 \ f I L . \ \ O
!:litori propricteri.
TuIr i diriili sono rirerrati. MLR 2
7g

Daltonici, presbiti. mendicantr di vista


iì mercante di ìuce, il vostro ocuìista.
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali
Non piir ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perchè le oupilÌe abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire daìì'orbita e non voler ritornare.

II. Parte
Moderato

do che sal - g o a ru -ba-re il


chà non ca - d a i o re - ti di tra

e chi a-vra freddo

Doa
Llm
1'
--4 ìr^
80

luu-goil mio sguardo

Ve - do i fiu - mi den-tro le mie ve - úe,

cer- oa - tro. cer - o& - |lo, cer - oa-rtoil lo - ro


î-,?- ---t-

rom - po-no gliar -gi - nt, tro- -tro


r-----"--l ----?---r

da fo-to-gra San - gue che ecor - re een-za fan-ta - si


- ---tl

Per seguirc

2)5

Lam
EI

Più mosso
Ve -doglia-mi-oian - co-ra sul-la
stra_da, lo - ro aonhauo fret ru - baao anro-ra al son-nolhl-le-gri _ e

al - lbl-ba un po, di not


f e poi la lu lu -ce che tra-sfor-ma
J

-
J

Valzer campa,gnolo
- c&t - to-lo.
Fa - re - mo gli oc-chra - li co Fa - re - mo gli oc_

chente)Vedo che salgoa rubare il


soìe (3' chente) Vede gendarmi
per non aver piu notti, pascolare donne
chine sulla rugiada,
perchè non cada rn reti di tramonti,
rosse le lingue al polline
I'ho chiuso nei miei occhi, dei fiori
ma dov.è I'ape regina?
e chi avrà freddo
Forse è volata ai nidi deìì.aurora.
lungo il mio sguardo si dovrà
scaldare forse è volata, forse piu non
vola.
cliente)Vedo i fiumi dentro le mie
vene. (4' clientel Vedo gli amici
cercano iì loro mare, ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rompono gli argini,
rubano ancora al sonno I,alìegrra
trovano cieli da fotografare.
all'alba un po' di notte:
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia. e poi la luce. luce che trasforma
il mondo in un giocattolo

Faremo gli o c c h i a l i c o s ì l
Faremo gli o c c h i a l i c o s ì i
82

ll suonatarejones
Iestodi Mustcodr
E DEANDRE- G. BENTIVOGLIO f- ^r
r, lrinnÈ
uL ^r\u r - r\.
Àr r
P/OYAN/

Lentamente

38
Moderatamentemosso

gli al- tri

cor- da-va la gon - na di Jen - ny in un

(ffi
il f l
(#
EDITORI ASSOCIATI, s.r.l., Via Bcrchet, 2 - 20721 MIL.I\\O
Editori propricttri.
Tutti i diritti sono rirervati. C o p l ' r i g h t O 1 1 ) 7 2b y € D I T O R I
83

chè eol

I
Ir . 2 .8 .
- g l i o - r e .- M.oderato Gn 4t

tî-
r

Lento A

í! L t ? ff I
r=
I l

ln un voltice di polvere Libertà l'ho vtsta dormire E poi se la gente sa,


jl altrr vedevan siccità. nei campi coltivati e ìa gente io sa che sai suonare,
me ricordava a cielo e Cenalo. suonare tl tocca
gonna di Jenny e cielo ed amore. per tutta la vita
un ballo di tanti annr r^ protetta da un filo spinato. e ti piace lasciarti ascoìtar-e.

trvo la mia terra Libertà ì'ho vista svegliarsi Finì con i campi aile ortÍche
re di suoni. ogni voìta che ho suonato finì con un flauto spezzato
u mlo cuor. per un fruscio di ragazze e un ridere rauco
dlora perchè coltivarla ancora. a un ballo, e ricordi tantr
pensarla migliore. per un compagno ubriaco. e nemmeno un ftmptanto
Iesto dr
lntroduzione
- G.BENTIVOGLIO
E DEANDRE Musrcodt
F DEANDRE- N, PIOVANI

Molto moderato
Fi s c liato
-F fî===j-f-
_Ù.----__-t|
39 EFSZ_
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It nfrsib^t

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Copyrìght @ 1923 by EDITORL\SSOCI.\Tr
Lento (liùeramente) 85
- ta-va+ro co-sì co-me si sto-ca _ i cuc<io-li dclmagqioeranormalc loro avc-va-noil tem-po a n c h cp c r l a g a -
ffi

Solm , Don:

-lr-ra-ada- li fuo-ri ri-ma rabàia la stes-saprima- vc-ra..._

attacca subt'to

Lottavanocosì come si eioca


i cucciolidel maggioerinormale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
l a s t e s s ar a b b i a l a s t e s s ap r i m a v e r a . . .

Conzone
del moggio
Iesto di
Musrcodr
F D EANDRE- G BENI/VOGLIO
E DEANDRE- N PIOVANI
Mosso
Armonic:r
A n - c h es e i l n o - s t r o mag-giohafat-to a

40
me -no dcl vo-stro co-rirg-gio
guar- rla-rc chi-na - re il nÌen-to

{:}
f u o - c oh a r i - s p a r - m i a - t o m i l - l c - c c n - t o a n - c h es c v o l - - vi cre-dc-tc as_sol sre-te lo

v-\

L\SSOCI.\TI, s . r . t . ,\ - i a B e r c h e t ,2 - 2 0 1 2 1 I f i L A \ O .
ieprretarr.

MLR 2 Copvrrglr ! tli;3 Ì.. EDITORT \SSOCI \TI


A.rmonica

|b.
-rc-moan-co-rapiù for te Per quan- to vi cre-dia-teas-sol ti sie-te per scm-pre

c-=---
Fa4 Fu

vi cre-dia-teas-sol co-rn

Anche se il nostro maggio E se r-reivostri quartierl


ha fatto a meno del vostro coraggio tutto ò'rimasto come ieri,
se la paura di guardare senza le barricate
vi ha fatto chinare il mento senza feriti, senza granate,
se il fuoco ha risparmiato se avete preso per buone
le vostre millecento le o verità u della televisione
anche se voi vi credete assolti anche se allora vi siete assolti
s i e t e l o s t e s s oc o i n v o l t i . s i e t e l o s t e s s oc o i n v o l t i .

E se vi siete detti E se credete ora


n o n s t a s u c c e d e n d on i c n t e , che tutto sia come Prima
le fabbriche riapriranno, perche avete votato ancora
arresteranno qualche studente l a s i c u r e z z a ,l a d i s c i p l i n a ,
convinti che fosseun git-rco convinti di allontanare
a cui avremmo giocato Poco la paura di cambiare
provate pure a creden'i assolti verremo ancora alle vostre porte
s i c t e l o s t e s s oc o i n v o l t i . e grideremo ancora piir forte
p e r q u a n t o v o i v i c r e d i a t ea s s o l t i
Anche se avete chiuso s i e t e p e r s e m p r ec o i n v o l t i ,
le vostrc porte suì nostro muso per qLranto voi vi crediate assolti
l a n o t t e c h e ì e ( pantefe )) sicte per semprecoinvolti.
c i m o r d e v a n o il sedere
l a s c i a n d o c i i n buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
r,oi quella notte vc-ri c'eravate.
87

Lobomboin testr
Iesto di Mustcodt
- G.BENI/VOGLIO
DEANDRE - N P/OYAN/
E DEANDRE

4t )

io con-ta-vo i den-ti ai fran-co- bol-li - vo "gra-zica di - o,,"buonna - ta - lc,, mi scn-ti- vo nor -

- ma - le - ep-pu-re i miei trcn-t'an-ni e - ra-no po -chi piìr dei manonim-por-ta a - Jes-so

Mlm Lam

(r/
.Xi
/l)
tor-no al la vo -ro. Can - tar - va-no il di-sor-di-ne dei so-gni g l i i n - g r a - t i d e l b c - n c s - s e - r fei a n -

-cc-se e nonda-van l'i - de - a- di de-nun c laÌ re u o- m i - n i a I b a l - c o - n e - Ji un so-lo


r---;-------1 -

Solm Sib

mag-gir.r,di un u - ni - co pa e -sc, to la fac-ciau-sa-ta dal buon - scn-so

\ S S O C I . \ T I , s . r . l Via Berchct, 2 - 20121 \{ILA\O


a6tr
9no rrservatl. MLR 2 Copyright -a 1f;3 r. EDITL)RI .\SSOCI.\TI
E8

"non vo-glia-mo - ci dcl ma - 1c,, enonmiscn-tonor -ma-le- c mi sor-

- pren - do an-co- ra a mi - su rar-mi su di e .r-des-soè a - des-so

Mim Lam

RemT Solm

- schia-r'&-no la stra-da e per un uo-mo vuo - le pu-re un sen-soa sop-por - ta -re

titmo dei bassi

-na - re- e il sen-so de-vces-se-re ri - schia-re- ma for-se vo - ler più sop-por-

- ta-re. co-sa si provaè li -bc - ra-re la fi - du - cia ncl-le proprie tcnta - zio-ni,
89

dal-lenostreemo-zio-ni,-al-lon-ta- nar-si intempoeprima di trovarti so-lo conlapa-u-ra di non tor-

Mlm Lam

DaI*at$

?oN segae

a -ver pie- tì

vl ' t' F b
Mlm Lam

...e io contavo i denti ai francobolli Rischiare libertà strada per strada,


dicevo < grazie a dio o " buon ìlatale > scordarsi ie rotaie verso casa,
mi sentivo normale io ne 1'algola pena,
eppure i miei trent'annr per arrivare ad incontrar la gente
erano pochi piu dei loro senzadovermi fingere innocente.
ma non importa adesso torno al ìaYoro.
NIi sforzo di ripetermi con lor<.i
Cantavano il disordine dei sogni e piùi i'idea va di là del vetro
gli ingrati del benesserefrancese piu mi lascianoindietro,
e non davan I'idea per il coraggio insieme
di denunciare uomini al balcone n o n s o l e r e g o l ed e l g i o c o
d i u n s o l o m a g g i o ,d i u n u n i c o p a e s e , senza la mia paura mi fido poco.

e io la faccia usata dal buonsenso Orn-raisono in ritardo per gli amici


ripeto u non vogliamoci del male " per l'odio potrei farcela da solo
e non mi sento normale illuminando al tritolo
e mi sorprendo ancora chi ha la faccia e mostra solo il viso
a misurarmi su di loro senlpre gradevole, sempre piu impreciso.
c a d e s s oè t a r d i , a d e s s ot o r n o a l l a r , o r o .
E l'esplosivo spacca, taglia, fruga
Rischiavano la strada e per urì uomo tra gli ospiti di un ballo mascherato,
ci vuole pure un senso a sopportare io mi sono invitato
di poter sanguinare a rilevar l'impronta
c ìl senso non der"essererischiare dietro ogni maschera che salta
nra forse non r,oler piu sopportare. e a non aver pietà per la mia prima volta.

C h i s s àc o s a s i p r o v a a l i b e r a r e
la fiducia neìie proprie tentazioni,
3 l l u n l a n a r cg l i i n t r u s i
dalìe nostle enrozioni,
a l l t - r n t a n a r ìi n
i tempo
c prima di trovarti soìo
con la paura di non tornare al lavoro.
Al ballomoscheratn
,Testodr Mustcodt
h Dt ANDRb- N. P/OVAN/
^ ,^nÈ Àr r
E DEANDRE- G BENTIVOGLIO

Mediumtempo

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Cri - sto dro- gtr

7j

di No-bcl cltt gli e -spo-nc la ora-ti-ci-tri- d i u r te - v e n - t u - a- l r

+
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pre-mro ta da un e - di-pt-ror-niai scal

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SID S ì'r

mi-ma u-na sua- no-stal-gi .r di rt;t'ti-vi-tà,- io con la mia bom-ba Por-tt-t

srb Lao

E D I T O R I . { S S O C I . \ T I , s . r . l . \ ' r a l ì c r L l r r t '] - 2 0 1 2 1 \ l l L A \ O
Edito.i proprretarr. Coplright O 1973 b-vEDITORT .\SSOCI
T u t t i i d i ' i t l ì - c o I ì or r s c r v a t ' . MLR 2
9r

la bom-bache de - but-ta in so-cie-ti,_ a l b a l - l o m a - s c h e -r a - t o d e l - l a c c - l c - b r i - t à . _

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StD L",

mfn-

Mio pa-drc pre-ten dea - spi - ri -naed af-fet

- ciam-pir nel-la suaauto-ri -tà, _ af- fi -d.r u -na vc - sta-glia il suo ul - ti:m6 1s,, lu ma lui c -splo-Jt

=
+
srb Soìm lfrb srb Lab

u <9

do-po pri-ma il suo de- co llia ma-dre si ap-pro va in fran- tu-mi di spec- chio, do _


7I
-.1
:ID Dom
rfib Fa

r rcb-be ac<et-ta - re la bom ba con sc-re-ni -tà_ i l m a r _ t i _ r i o ò i l s u o m e _ s r t e _ r lca, s u a v a - n i - t à , -

Mtb Re?
ma o-ra accct-ta sol-tan-toame-tà,__ la suapar-tcan-co-ra vi-va le fa tanJa p i e - t à ,-
-

al bal - lo ma-"che - ra -to


.trt_--
ce- le -bri - ta. --

Solm6 r"z srb


Dom tr.tlb sib

Cristo drogato da troppe sconfitte Neìson strappato al suo carnevale


cedealla complicità rincorre la sua identità
di Nobel che gli espone la praticità e c e r c a l a s u a m a s c h e r a ,l ' o r g o g l i o , l o s t i l e ,
d i u n e v e n t u a l ep r e m i o d e l l a b o n t à . i m p e g n a t i s e m p r e a v i n c e r ee m a i a m o r i r e .
Maria ignorata da un Edipo ormai scaltro Poi dalla feluca ormai a brandelli
m i m a u n a s u a n o s t a l g i ad i n a t i v i t à , tenta di estrarre il coniglio della zua
io con la mia bomba porto [a novità, I Trafalgar
la bomba che debutta in società, c nella sua agonia,sparsa di qua, di ìà,
a l b a l l o m a s c h e r a t od e l l a c e l e b r i t à . i m p l o r a u n a S a n t ' E l e n aa n c h ei n c o m p r o p r i e t à ,
a l b a l l o m a s c h e r a t od e l l a c e l e b r i t à .
Dante alla porta di Paoloe Francesca
spia chi fa meglio di lui: Mio padre pretendeaspirina ed effetto
l r d i e t r o s i r a c c o n t au n a m o r e n o r m a l e e inciampa nella sua autorità,
ma lui sapra poi renderlo tanto geniale a f f i d a a u n a v e s t a g l i ai l s u o u l t i m o r u o l o
E il viaggio all'inferno ora fallo da solo ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.
c o n l ' u ì t i m a i n v i d i a l a s c i a t al à s o t t o u n Mia madre si approva in frantumi di specchio,
I lenzuolo, dovrebbe accettare la bomba con serenità,
sorpresa sulla porta d'una felicità i l m a r t i r i o è i i s u o m e s t i e r e ,l a s u a v a n i t à ,
la bornba ha risparmiato la normalità, ma ora accetta di morire soltanto a metà
a l b a l l o m a s c h e r a t od e l l a c e l e b r i t à . la sua parte ancora viva le fa tanta pietà,
a l b a l l o m a s c h e r a t od e l l a c e l e b r i t à .
La bornba non ha una natura gentile
ma spinta da imparzialità Q u a l c u n o h a l a s c i a t ol a l u n a n e l b a g n o
s c o n v o l g eI ' i m p r o b a b i l e i n t i m i t à accesasoltano a metà
d i u n ' a p p a r e n t es t a t u a d e l l a P i e t à . quel poco che mi basta per contare i caduti,
G r i m i l d e d i M a n h a t t a n ,s t a t u a d e l l a l i b e r t à , stupirmi della loro fragilità,
adessonon ha piu rivali la tua vanità e adesso puoi togliermi i piedi dal collo
e il gioco dello specchio non si ripeterà amico che mi hai insegnato < come si fa ,
< sono piu bella io o la statua della Pietà se no ti porto indietro di qualche minuto
dopo il ballo mascl-reratc-r della celebrità. ti metto a conversare,ti ci metto seduto
tra Nelson e la statua della Pietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Sogno
numerodue 93

Iesto
:. DEANDREdr-
R DANE Mustcodr
E DEANDRE- N, PIOVANI
Parlalo:
Mosso Imputato ascr.rlta, nol ti a b b ia m o
battere del cut-lre fino
al ritmi piìr brevi

43
ascoltato. Tu non sapevi
di avere uDa coscienza
dell'ultima emozione al fosforo plantata
q u an d o u c c i d e v i , tra I'aorta
favorendo iI potere i soci vitalizi

e I' intenzione,
nol abbiamo
del re
POte ammucchiati 0sscrvatt.> dal
fesa del la loro c e l eb r , z i o n e .

tu la credevi vendetta fosforo guardia segnalava

la tua u r S e nz a di Pofere m e Dt r e emozionavi nel ruolo piìr eccitante del


Ia

legge quello che lon prote&gej


la parte del boia.
i

tl.\SSOqLITI, s.r.t.,\.ia Berthcr ,r


:: prr"tari. 20121 \ÍILA.\O.
*', tl sono riscrvati
MLR 2
C o p y r i g h r . g .l U ì 3 L r E D I T O R I
-\SSOCI.\TI
S.,l L.r I ftt ls"l l.rr

I m p ut a t o

I'indice,

c P P ur e a nc h e trr hai giudicato. Hai assolto e hai


cbi aveva dettato la

condannato al di sopra di ma al di sopra di D€, per q u e ll o che hai fatto,


legge: pri m a cambiarono giudice e subitcr dupo la legge. Oggi, un giudice

P e r c o m e l o h a i r i n n o v a t o ,i l p o t e r e t i e g r a t o . A s c o l t a u n a v o Ì t a u n g i u d i c e c o m e m e g i u d i c o
c o m e m e , l o c h i e d e a l p o t e r es e p u ò g i u d i c a r e . T sue i i l p o t e r e , V u o i e s s e r e g i u d i c a t o?
95

Vuoi essere assolto o condannato?

!
-/ --/ -_--l

I
)

fl-21--_lt-&

Imputato ascolta, Inrputato,


noi ti abbiamo ascoltato. il dito piu luhgo della tua mancr
Tu non sapevi di avere una coscienzaal è ii medi<r
I fosfort-, quello della mia
piantatatra l'aortae I'intenzione
, c l'indice,
noi ti abbiamo osseivato eppure anchc tu hai giudicato.
dal primo battito del cuore H a i a s s o l t oe h a i c o n d a n n a t c r
fino ai ritmi piir brevr al di sopra di me,
dell'ultima emozione rna al di sopra di me,
quando uccidevi, per quello che hai farto,
favorendo il ootere per come lo hai rinnovato,
i soci vitalizi'delpotere i l p o t e r et i ù ' g r a t o .
ammucchiatiin discesa
a difesa Ascolta
della loro celebrazione. una voìta un giudice
e i u d i c o c h i g l i a r . ' e v ad e t t a t o l a I e g g e :
E s e t u I a c r e d e v iv e n d e t t a prima cambiaronoil giudice
il fosforo di suardia e subito dopo
segnalavala iua urgènza di potcre la legge.
m e n t r e t i e m o z i o n a v in e l r u o l o p i u e c c i t a n t e
Oggi, un giudice come mc,
I della legge ìo chiede al potere se puo qiudicart
quello che non protegge
la parte deì boia. Tu sei il potere.
Vuoi esserc giudicato?
Vuoi essereassolto o condannatol
Iestodr
delpodre
Canzone
Mustcodt
E DEANDRE- G.BENTIVOGLIO E DEANDRE- N, PIOVANI

Moderato

44 I )
\

po-sto lo ha la-sciir-to tuo pa-dre. _Non do - vrai che re-sta_rc sul

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rl
|

EDITORI .{SSOCI.{TI, s.r.t


Edito.i proprietari.
Tutti i diritti sono riservati.
Copyright (o 1973 bv EDITORT ,\SSOCL\TI
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dir - re le al-trc na - vi pas sa - rc - lc piir pic-co-lc di - ri - gi

t- -!-J
i-- aj,>;--e--
r lt 7.
I SL,r I n"

-----'-t

gran-di sanno già Jo-ve arr s o n d i - v c n - t u- t o m i o p a - d r c

il tri-bu - na -le mi ha da Ju-cra a:-.,,-lu-zionc e dt' _ t . l o s t c s _ s o* n _ r . n - t " . &schlato

--

I
rt,petere sJuttLando

- V r - r o id a r r e r o l a s c i a l c a i t u t _ r io c c h i H o i r r l e s t i t o i l d c r r a r t _cr e l i a f f e t t i
sulo i sogni cht, non [annt-rsrceliarc,. - l r a r r e ac t a m i g l i a d a n n o l i ' n d i t c . s i L u r c ,
- S r . \ ' o s t l o O n o r e , m a l i v o e l i o n i u : r - r ' í ì r r d- i . con mia moglie si discutc l'amore
- C'e' lì un y'ds1o, lo ha lascì4tr'r.,cr$f,1r". r i s o n o d i s t a n z e, r r o n c i s o n o p a u r c ,
\ o r t d o v r a i t h t . r ' c ,: il ll t c t u l o ó n ' t e r t t . ro g n i n o t t c I u i m i s i a r r c n d c ' p i u t a r c l i
,
c . r u a r ' Í a jú l r ' 3 l t | r n a \ |
îo
\rngono uomini, ce n'è uno piu magro,
, L p r u p l L c u l c d l r l s t l t . . g. pl laf L)Ft'c
lmc,,. ìra una raligia c dnc passaporti,
l e p i u , e r a n d i s a n n o g i l i d o y e -a h d a r e . - lci ha gli occhi di una donna che piiro.
C u s r ,> b n d i r r r r r e t o m i o p a c l 6 c C o m m i s s a r i o i r . rt i p a g o p e r q u e s t o ,
L t r u r s p. l l ì u r l \ o g l t o p , ' " . : . { 6 l { f " lci ha gli occhi di una donna che è r.nia,
i l t l i L r r r r r r a l r. n i h a d a r o f i d r ì c r a l ' u o m t - rm a g r o h a l c m a n i o c c u p a t ( ' ,
a s s o l u z i c . r n ce d b ' l i t t o l o s t t . s s o m , , , l " n t " . r - r n al a l i g i a d i c i o n d o l i , u n f o g l i o d i v i a .
E ora Berto, figìio dclla Lavandaia, \on ha piu la faccia del suo primo hascish
c o n l p a g n o d i s c u c i l a ,p r - c f c r i s c c i m p a l a r c c ì i l r r . r i <u. rl t i m o f i g l i o , i l m e n o v o l u t o ,
a contarc sulle antenne dei et'illi ha poehi stracci dovc inciamparc
r ì o l l L r s a n r a i b c r l l r .d r s ; t p t - r r r tl :) c r g i u r a r ( ' ; n o n g l i i m p o r t a d i a l z a r s i ,n e p p u r c q u a n d o e
s c p p e l l i r a s u a m a d r c i n u n c i m i c r o d i l a v a t r . r ie c i m i e i a l i b i p r c n d o r . r of u o c o Icaduto:
a v l o l l a i n u n l c n z u c . r ìqou a s i c o m c s l i c r o i : il Guttuso ancora da autenticare
. i t r ' r ' n t uu ì ì a t t i n l u p c . t '\ L l e ! L . r i r ca - d i t _ r iìdesso lc fiamme mi avvolsono il ìetto
Jr torrtinuar.'.rfarsi ifatti sur_ri qur'sti i sosni ehc non tanÀo srcgliarc.
c s c a p p o r i a eu n l a p a u r a d i a l r t r s l i n i r - t . \ / o s t r o O n o r e , s ei u n f i g l i o d i t r o i a ,
il.giornalc di ieri lo da morrt, arrugeinito, mi svcglio arlcora e mi sveglio sudato,
i. becchini ne raccolgono spesso ora aspettami fuori dal sogno
l'ra la gente che si làscia pìor.ere addosscr. ci vcdremo davvero,
i t - rr i c o m i n c i o d a c a p o .
ll bomborolo
98

iesto Cr Mustcadt
E DEANDRE- N. P/OYAN/
.,^^È r, F

F DEANDRE_G BENTIVOGLIO

Mosso
Olch.

45

d i - c e n - d oi n

t - r d i o i lm i o l a v0-rrj non sa con quanto a mi d e - d i - c oa l t r i - t o - l o q u a s ii n - d i - p e n -

\
(

- .d e n- t e an - co - ra P0-ctle o - re - da - rò la vo-ce- il de-to-na

Il nio Pi-noccbio p a - r e n - t ea r - t i - g i a - n a - l e di or - di-gni co-stru

I
I

t r D i T O R I . \ S S ( ) C I . \ T I , : . r . 1 . .\ ' : a l l " : , i l L
Ildito'rIrroprrctari.
T u r r r i d i r r t l i s o r r or i s , ' r r a l i . MtR 2 C o p v l g h t c 1 1 l i 3 l , : - 't D l T O R l -\SSOCi.\TI

l,
99

sca l a du s t r r a - le me non fa-rà mal un ca - va


-, re del la vo - ri)

ro son d'u -lra taz - za b o n r- b a

\
(

CODA
Orch.

/'t,/t tt t. jJklnttttt/O

Chi r a clicencloin qirt.,


I n t eI l et t L r a l id ' o g r : i ( . t ' , l t r 1 , ,r i i J . ,, 1 . 1 . . ,
. 1 r . .o d i , r i l n r i o l a r o r t . r ..
i c l i t . r t ci l i c l e n t a n r c i : t ra n l i a l p a r - l a n t c n
lton sa c()n quanto arÌl()ì.c t,,
l i c l a t c t l i i i ec r - tc l l o a s l t e lt a n d o ì r , : 1 t l o : i o n t ,
rri dedico al tritolo,
. l t r ' l r . r . l . r. r l l ( n l i \ . r l r l ì n i \ llL i)l',\.t\\( ., ,
e'quasi indipendcnrt, il stlo [.111I
iìncora poche or.e l ì ì r , l t t i r t r , r l l ol r t r , , h . r t i r'. tlìt lrr 1j,1..
lli.rrrLt,r.
ciella rivolr,rzione UÌl t0t'J'cnle dr r Or.ulì
1 . r o iu ì i d a r o Ì a r o c c ()!gi lat'()du rrre ,
il clctonatorc. \ rdcndo cspiocìct.c
s c r - r z :l re z i o n e . l l t ì \ l ) 1 r , . .r , t J i _ t , r t . n . r l i .

I I n t i o P i n o c c h i o t r - ag r l t , I i s r ' o t e r . i . ir n e n t ì c i
p l ì t - c n t ea r t i g i a n a l c \ l u c r o c h c l < _f.er r r
lìr'l \ui tort. jj.1.,,,,1 't_rr.gog
c 1 io r d i g n i c o s t r . u i t i , , 'r t ( ) l ) o a t c r . l i p rofondamcn te
l rc r
srr scula inclustriale
uccisi
s l r r - of r . : ri i a t i t a r r t i l u t l m m a g i n e d_i nlee. il l
cli me non fara mai r l l r l i r r . i r r ' l i t r . . r . t .iuo \ l ì ( \ r S p u l g e r ad a c , ! r r il , , l l i , ,
u r r ea v a l i c r c . d e I l a r r . , r . o . I l a ì t t t a . ti .ì ì s O r . r oI r . r r _ c t , tonlanî dal ritlitolo
r t - l\ ( ) n d ' u r r ' a l t r a r a z z a , i n c u i l o l a s c i os o ì o ,
l l ( ) s c r , l l o u n ' a l t t - as L . L l ( ) l . l
son bc-rm bar-olo. \ ( ) n l ) ( ) n lt) a t r ( ) l ( ) . nta p r i n t a _p a s r n u
,in
! ' ,I lr( )tn ba t.(]l().

\ . 1 . . . 1 1 i 1 ' 1 rl ,r . s . . l l t ' P(-r.te


t'c lr-o1-r1-rc
r ()ìtc
L t n l et t o p t L i a t t c n z i ( ) n e, ( l r ' l L ' r - i r l {.,t . l : t l t I
L, I.tì:1tr,
s : tl c b b c i n t p c r c l o r . r a bl ei \,glìllclato t r-estitui1r.it
I
l i u s t i z i a r - n ' r . is u l p r , r r - l o l r c (ìaÌ lLt(rtlìr.r.()platìi,
l)l()l)ll(r.ttt'l ui0titU trt .ili r) \L'nlr,,, tt.slilltit
lj
r a o e ct s r o n c c r n i : r Lul. po clcl tut.r lct.t.or.c
:rrila ionclannlt lt nl()t.tr, clel Irro clisor-cline
o I'antnislia. (lII iLl(J t.Lll.u(]tt.

P r ' r -s t r a c Ì a t a n t c f a t . t . e L ( ) \ l l ) r . n \ a t \a f C _ i t . l C
r r o n h a n n o r r n b ei c o l o r . e L l l t i t ' ! . t ìt e n . n e c l i s l - r r , r . a t ( )
,
q L r i c h i r - r o nt c r . r . o r - i z z u sL'lì()u clel tutt() g.iust()
sr arnmaìa di tcr-i.or.c, qLrasìnienlt, sbaglìaro,
r r ' r l ì t í ì s p r ' l l i ìl l r p i , , l u i l r e r ' r - c a n c l Oi l l L r L . r g ri )d o n t , O
p f r n o n , , p l l ì n g c r c c l r ìs ( ) l ( ) , l ì L l i ì l t ( )a l s r r o t t . t 1 ( ) l o .
i ( ) s ( ) n d u Ì ì a Ì 1 t - oi ì \ \ t s ( ) , irrsontnra poslo rlc::no
rrrrr irt-rrnbar.clio. _il
tl ittt t'r9111[11-1111y
delnostroomo
a chiederti
Verronno
Testodr M L i s r cd
cr
T DI AN/)Rt _N, P/OYAN
r r^òr À I a

E DEANDRE_G BENTIVOGLIO

Lento

v-=7 ---.- --__-;/ - -----/'

46
')l
t)1 |,

d r l n o - s t r oa quel - la

u - n'a-mo co- sl

I un-go - tu non dar-Alie-loin fret-ta - non spa-lan c a - r e l c l a b - b r a a d u n i n g < , r g do i p a -

lc tuclab-bra co-sì fre-na-te ncl-lc fan-ta-si- c del-l'a - mo-re-

7.
I
)lr ?

7t
lt/

E D I T O R 1 . \ S S O C I . \ T I , s . r . l . .\ ' i a l J c r t h t, , I " f U l i l \tlLA\O


l-ditrìri l)roprretarr,
T u î r i Ì d i r i l l i s o r r r ri r s c r ! a t r . MLR 2 C o p r r i g h t ! ' 1 { J 7 3l ; v I I D I T O R I .\SSOCI.\T
tol

fu -giar

r'
F.rm SiD

non son riusc it<-ia canr-biar-ti n c i n m i h a r c a m b r . r t ol u

Solm Vl!,

rtpetere sJutnando
Sotrr

Quando in anticipo sul tuo stuporc D i g l i c ì r c i t u o i o c c l . r in r c l i h a n r . i d a t i s c n r p r . c


\rIr'anrìo a chiedcrti del nostro amot.e comc fiori regalati a rraggicr c restituiti in novcn.rbrc
a q L t el l a g c ì ì t e c o n s u m a t a n e l f a r s i d a r . r c t t a i tuoi occhi.come luoti a rcnclcre per chi ti ha datt_r
Lin anlore così lungo
i L r r ' ì o r ìd a r g l i c ì o i n f r c t t a ituoi occhi assunti cla tr-c anni [lavoro
r o r . ìs p a l a n c a r c l c l a b b r a a d u n i n g o r u o d i i tuoi occhi pcr lor<.,,
o l n r a i b r , r o n i p c r s e t a c c i a r . cs p i a g g e c o n ì a s c u s a c l e ì
l c r r . r cl a b b r . a c o s ì f r - c n a t cn c ì l e t o n , u l L o t t ' " lcora llcr
[dcll'alllorc c - rp e r ' [ t u t t a r s i i n u r r c i n c n r a c o n u n a p i u t r a a l c o l l < t
ciolto ì'anrorc così sicurc
r ' . 1 t ' o l ) p os l a . n e h i p e l t ì o n r e r . g o e n a r : i
a rifusiarsi nei . scr-rrprc, c l r r t _ r n l e s s l l l or t t ' i m i c r
: i . ì ì i p o u r i s i ad e i r r r a i .
: ì ù l l s o r l l i r - r s c r t oa c a n r b i a r - t i P | o 1 ' r r i si c l c r r t i t ia i t u o i
. o r r u r i u s . i l r a e a r t t b i a r -i e
r , r n r . n i h a i c a n . r b i a t ol o s e i .
ci son liusciti lo sai.

[ : r i i c t r - r -ar i n t i c r o [ c . r n il t o r t c r - l n n o u t r t _ r
\ l a s e n z ac h c g l i a i t r i n o n n c s a p p i a n o n i c n t c
dirlnri serlza Lln programma dimmi come ci si sr-nte
; , . ' r l a r . r i p i i r b c l ì a c p e, s a r . n r i * , à ,
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al
: i : ; e g a ì a g l i u n t r - t r c c l rc_hl c c o r - r ' n r cr".tr:of ;r:-jrl t i o
f a r a i I ' a n - r o r cp c r a m o r c
Idit..r
. ìolo si stupirairno lporliì\'l
\ , ì i l U n ( ) n l l ì i b a s l l r ri , o per averccio garantito,
. r ' , l i i c l ì c i l p o t c r - c i o l ' h o s c a _ e l i a t od a l l c lndrai a vivere con Alice chc si fa il q,,hiskr
I n r a ni I d i s t i l l a n d of i o l i
t i u r e I . ì n l o r c t ì o l t t : l - aa r d u l t o c t i l a s c i a v o i o c o n L l nC a s a n o v ac h e -t i p r o m e t t e d i p r c s e n t a r t ia i
: r c ; r ' i t r - ; ' r . r a r c- cl o p t - rl ' a n r o r c I g r a [ f i s u i s e l l i l g c ni t o r t
o rcstcrai piu semplicernente
.rl,r r íìtr'lzc dell'amor-. d o v e u n a t t i l n o r , a l eu n a l t r o
c:e facile omai senza chiederti come mai,
:ìu;ì srr riuscita a cantbiar-nti continuerai a farti scegliere
: , ' : r i h o c a n r b i a t al o s a i . o finalmr'ntc sccglicrai.
toz
Nellomiaorodi libertn
ieslc dr ""ii;:rr.l r'
.,^^;
E DEANDRE_G.BENTIVOCLIO E DEANDRE N P/OYANI

Moderato
re - spi - ra- re l a s t e s- s a a ria di un se - con - di-no non

47 stgut ur?"99,

p e r - c i lb o d e di ri Dun-cla al - la mia

I -IT
-r-- Fc

di Ii - ber-ta - qual - co-sa tra ull Prl-glo-

++

-nie-roeil suo pian-to cii quel le

L.L ill t raltt

r t 2 . 3 . 45 . 6 .
- tan-t0 che sia pri-git-r o€, chcnon :ia I'a-ria di quel cor ro-glio sol - tan-to che sia prigio -

7T \ - - l

I
Sol F ' Do R,.n

tr voi vi c r e - d i a- t e a s co-in-vol-

tDI fORI .\SSOCL\TI, ; . r . 1 . . \ ' r a B , r L l r , . r ,I - 2lllll \llLA\O


l.dit"., Irroprictari.
Tuli r dirlti rorro rìscrva1i. MLR 2 C , r p rr r i l l r t c 1 1 , 7 3l , r ' t D I T O R I .\SSOCI.\Tl
ro3

c r e- d i a sle- te

D i r c s p i r a r e ì a s t e s s aa r r a Cetlo bisc.rqna
lurnc di str-adn
d i u n s c t o n d i n on o n m i r a cla una ginnastìea cl'obbedienzl
PCI'cith - ro d e . i s o d i l i n u n c i a l c t i n u l c l L l n U L ' \ l ( r\ r , t t ( , p t t t r t t t r . r l . , ,
aìla mia ora di liberrà t h c t i c l i a i l n t o t i o d eì l a r r o l en z l
\t' ( c qualcosa cla \partile p e r - ob i s o u n u l l l r r r , a l t r - c l t a n t e
r r a i l p r i r i t - r n i L ' r oe i l s u o p i a r r t o r r . . p c r d i r c r - r t a l c( t l \ t r o g l j o n i
che non sia ì'aria di qucl cortile . l a t t u n t i t t . r i t e p r l . 1\ . l l l i l (
r u g l i o : t - ' l t a n t oc h t ' s i a p r i g i o n e c h e n o n c i s c l n o 1 t o l r ' r ib u o n i
c h e n o n s i a l ' a r i a d i q u eI c ó r t i l c . l a r t t - , trti t r r . i r t ' l i u . r ( . r l ì i lr .
r o g l i c rs o l l n n t o . l r t ' r i a p r i g i o n . ' . c h c n o i t . ' i s o n o 1 ' r o l ti, tl t t i r . r n i .

E t ' u r t r i r ri.. r t : r t r n o r a p l i t n a . ' \ d e s s t ,i r r r l - r : r r 'L<l.nr \ l e a o d Ì r ' U : r


Llro ì rJ dupo .'r'reiu finrta i n r - n c z z ao g l i a l t t ' i \ f \ i l { i u c r r a l r
c ho visto gcntc le nire sola t | i l t ì t ì r q' t r r l ' t ' i l r r i r r : t i l \ ! l u \ 1 , ,
e p o i i n s i em c v et ' s o l ' u s c i t a l ì ( l l l ( , t lp í ì : i . 1 1 .J . r , r ' i r r t r t , . r l i
n o n n t i t ì s p et t a v o u n v o s t t - o e t ' t - o ì . c C i h a r r n t -irn s eg n a t o i a r n . ' r ' a i s ì j . r
uornirric donne di rribunale \ r ' t s tr i : t , j t ' t ì t r t' l t . , r t t l r . r. i i r . , , , .
sc fossi stato al vostro posto... o | u s a p p i a n l o c h r ' e r - r nd c l i t t 0
t t t e a l r ( ) s t t ' op u \ t u r r u n r ' i s o \ l i . uL ' i l r t o n r - u b a r - e. : l u a n d o s i h a l u r r . '
sc lossi stat(r al \'ostro posto... ot'a sappriar]]O che e'un dclittr-r
i t t . t. r l t o . l I o p o \ l ( , r t o n . i r u \ l i . r t ' ( ' . i l n o n l u b a r e c i u a n d os i l r a f a r r . ' .

Fuoli dall'aulasulla slraCa l)i tc:Pit'alt' lJ \l('\\a uriir


nra in nrezzo al fuor-i anche fuor-i cli la c l c i s c c o r r d i n in o n c i r a
h o c h i c s t o a l n ' r e g l i od c l l a n r i a f a c c i a :rbbiam dcciso di imprigionar'ìi
una polcmica cìi-dignira durante I'ora di libeltà
t a n l c l r ' l r i n l t ' . l t ' r l r r - l n c .i r r r r r s r , t t n i l t a d c s s t -al l l a p l i e i u r r . .
r a r l i . r s p i e u a l e t I t t ' r ' p l i r r r u i el e ad ascoltare .sullaport;i
c p o i l o s a n n o l r l a rp r c f c r i s c c l n o la nostra ultlma canzonc
r c d e r l a t o g i i o c a c ' . h iv a i n g a ì c r . a eh c r i r i p c t c u n ' a l t r a v o ì t a
r' prri lo :ann() lnA l'ltr.lt.ti:ilono l ) e l q u r ì n t oI o i r i c r c d i a t e a s s o i t r
r e d c l J r t r > c l i c r c: r c h i r a i n g n ì c r - r . sietc lo stcssocc.rinvolti.
Per quanto voi vi crediatc assolti
-f.r : r t ' t c l o s t e s s t -c>o i n l o l t i .
t t t e l r ' e l i r r t t ' , ì . , : l r i t r , e ,i r r r r r i ,
pochc Ic faccc. [r'a loro lci,
s i s t : t r ì r i . ' d er r d r ,l u t l r r i 1 11 1 1- 11 1 , 1 1 1 ,
s i s t l - r t' ' t i s r ' e c i l i t t r . ' tc i
qucl chc ciiladi ntc llla,'ente
qut'l tltt tlitlr r. lo tlito i,r
d a r - r n p o ' d i t e r r t r - r oc r a L Ì n p o ' c a n t b i a t c r
n ì A n o n n e l d i r r r r iJ n ì u r ' ( . r n i o
d a u n 1 : r o 'd i t c n r p o t : r a L l n p o ' c a m b i a t c r
r l ì : ì n L r n l t t . l r l i | n r i . t n ì o r ' ( .I n i ( r .
ro4

[e possonti
Testottoltonodt Musca dt
E DEANDRE G BM55EN5
(do uno paestodt AntatnePoul)

Moderato

48

Lam

de-di-co que - sta can t0 ne ad o -gni don-na pen - sa - ta c0 -me a


- ,----- j---------1
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ln un ber ta
r-----;--7-l

r I i t-
nì< lI'7

SCIU

t e m- p o va-le - va la per - der - ci un se - oo - loin


-----, ------
-----f-, ---'--.--

r.2.8.4.6.8.

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-/

E D I T O R I A S S O C I A T I , s . r . t . , V i a B c r c i r c t ,2 - 2 0 1 2 1 \ l I L \ \ O
Editori per I'Italia.
Qs,prriglrt ic_,197 I bv IìDITIONS llfustC.\t,E,S jZ, pariei.
Tutti i diriili sonoriservati. MLR 2 P L r b b l i c a r oi n I r a l i a r ) e l 1 9 7 5
r05

/ 2't.

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{>

Lam

l o d e d i c o q u e s t ac a n z o n e
a d o g n i d o n n a p e n s a t ac o m e a m o r e
i n u n a t t r m od i l i b e r t à
a q u e l l a c o n o s c i u t aa p p e n a
non c'era tempo e valevala pena
d i p e r d e r c iu n s e c o l o i n p i u .

A q u e l r aq u a s id a i m m a g i n a r e
t a n t o d i f r e t t aI h a i v i s t ap a s s a r e
d a l b a l c o n ea u n s e g r e t o p i u i n l à
e t i p i a c e r i c o r d a r n ei l s o r r i s o
che non ti ha failo e che tu le hai deciso
I n u n v u o t od i f e l i c i t à .

A l l a c o m p a g n ad i v r a g g r o
i s u o ro c c h i i l p i u b e l p a e s a g g i o
f a n s e m b r a r ep i u c o r t o i l c a m m i n o
e m a g a r is e i l u n i c o a c a p i r l a
e l a f a t s c e n d e r es e n z a s e g u i r l a
s e n z a a v e r l e s f i o r a t ol a m a n o .

A q u e l l ec h e s o n o g i à p r e s e
e c h e v i v e n d od e l l e o r e d e l u s e
con un uomo ormai troppo cambiato
l i h a n n ol a s c i a t oi.n u t r l ep a z z i a
vedereil fondo della malinconia
0 l u n a v v e n i r ed i s p e r a t o .

l m m a g i n ic a r e p e r q u a l c h e i s l a n t e
s a r e t ep r e s t o u n a f o l l a d i s t a n t e
s c a v a l c a t ed a u n r i c o r d o p i ù v i c i n o
p e r p o c o c h e l a f e l i c i t àr i t o r n i
è molto raro che ci si ricordi
d e g l i e p i s o d id e l c a m m i n o .

Ma se la vita smettedi aiutarti


è p i u d i f f i c i l ed i m e n t i c a r t i
d i q u e l l e f e l i c i t ài n t r a v i s t e
dei baci che non si è osatodare
d e l l e o c c a s i o n il a s c i a t ea d a s p e t t a r e
degli occhi mai più rivisti.

A l l o r a n e i m o m e n t id i s o l i t u d i n e
g u a n d o i l r i m p i a n t od i v e n t aa b i t u d i n e ,
u n a m a n i e r ad i v i v e r s ii n s i e m e ,
s i p i a n g o n ol e l a b b r a a s s e n t i
di tutte le belle passantl
c h e n o n s i a m o r i u s c i t ia t r a t t e n e r e .
MorireFerdelleidee
to6

Iesto ito/ronodr, Iesto origrnciee MLrs'coc


E DEANDRE G BRASSENS

Moderattr Ilo - r'i - re pet'del - le i-de


-. i
C h i t .z /

49
èaf-fa-sci-nan - te per' p(-) ('0 _ m0- Ll

,
F,i
He m

sen-zaa Ver'-la mai a-vu ta,- ce i'a


I
I

La7
Rem
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Sol i

u -na foì la ot'i dan - do vir mot - te,,


,--î-- I

I
Rcm

pfo-prio ad-dos s0- mle ca- du - ta. Mia ve-va-no con-vin-to

e l a m i a m u - s ai n - s o - l e n - t e i suoi er - ro - ri,
a-biu-ran-do a-de-rìal-la lo -ro fe-de
î r-------;-l '-31

E D I T O R I . \ S S ( ) C I . \ T I , s . r . l . ,\ ' r a I J c r c l r c t2. . 2 0 1 2 1 \ f l L . \ . \ O
Iditori pcr I'Italia. Col,rright .i 1 1 1 7 {b y l l D l T I O N S \ I U S I C A L E S 5 7 , I ' a r i g i .
T u t t i i d i r i r t i s o n or i s c r r a t i . MLR 2 Pubblicatoin Italia nel 1975,
to7

m0 pel' nliì. ol rnor- te len ta,

ma di mor- te len ,u. I t.2.8.4.

,E \,

Morireper delle idee,l ldea e affascinante


p e r p o c o i o m o r r v os e n z a a v e r l a m a i a v u l a ,
p e r c h è c h i c e l a v e v a ,u n a f o l l a d i g e n t e ,
gridando " viva la morîe proprio addosso mi e caouta.
"
l r 4 ia v e v a n oc o n v i n t oe l a m i a m u s a i n s o l e n t e
a L ì r u r a n di os u o i e r r o r i .a d e r ì a l l a l o r o f e d e
d i c e n d o m ip e r a l t r oi n s e p a r a t as e d e
m o r r a m op e r d e l l e i d e e , v a b è , m a d i m o r t e l e n t a , v a b è .
m a d r m o r t el e n t a .

A p p r o f i t t a n ddoi n o n e s s e r ef r a g i l j s s i mdir c u o r e
a n d i a m oa l l ' a l t r om o n d o b i g h e l l o n a n duon p o c o
p e r c h e f o r z a n d oi l p a s s os u c c e d ec h e s i m u o r e
p e r d e l l e i d e e c h e n o n h a n p i u c o r s o i l g i o r n od o p o .
O r a s e c ' è u n a c o s a a m a r a ,d e s o l a n t e
è q u e l l ad i c a p i r ea l l ' u l t i m om o m e n t o
c h e l ' i d e ag i u s t ae r a u n ' a l l r a u, n a l t r o m o v i m e n t o
m o r i a m op e r d e l l e i d e e ,v a b è , m a d i m o r t e l e n t a
m a d i m o r t el e n t a .

G i i a p o s t o ldi i t u r n oc h e a p p r e z z a n iol m a r t i r i o
l o p r e d i c a n os p e s s o p e r n o v a n t ' a n n ai l m e n o .
M o r i r ep e r d e l l e i d e e s a r à i l c a s o d i d i r l o
è i l l o r o s c o p o d i v i v e r e ,n o n s a n n o f a r n e a m e n o .
E s o t t o o g n i b a n d i e r al i v e d i a m o s u p e r a r e
i l b u o n m a l u s a l e m m ne e l l a l o n g e v i t à
p e r c o n t o m i o s i d i c o n oi n t u t t a j n t i m i t à
m o r i a m op e r d e l l e ì d e e ,v a b è , m a d i m o r t e l e n t a ,
va bè, ma di morte lenta.

A c h i v a p o i c e r c a n d ov e r i t à m e n o l i t t i z i e
o g n i t i p o d i s e t t a o f f r e m o v e n t io r i g ì n a l i
e l a s c e l t aè i m b a r a z z a n l e p e r l e v r t t i m en o v i z i e
m o r i r ep e r d e l l e i d e e e m o l t o b e l l o m a p e r o u a l j
E i l v e c c h i oc h e s i p o r t ag i à i f i o r i s u l l at o m b a
v e d e n d o l ev e n i r e d i e t r o i l g r a n d e s t e n d a r d o
p e n s a . s p e r i a m ob e n e c h e a r r i v i n oi n r i t a r d o
"
m o r i a m op e r d e l l e ì d e e ,v a b è , m a d i m o r t e l e n t a .
va bè, ma di mortelenta.

E v o i g l i s p u t a f u o c oe, v o i i n u o v i s a n t i
c r e p a t ep u r e p e r p r i m i n o i v r c e d t a m oi l p a s s o
p e r Òp e r g e n t i l e z z al a s c i a t ev i v e r e g l i a l t r i
l a v j t a è g r o s s om o d o i l l o r o u n i c o l u s s o
l a n t o p i u c h e l a c a r o g n ae g i à a b b a s t a n z aa t t e n t a
n o n c ' è n e s s u nb i s o g n od i r e g g e r l eI a f a l c e
basta con le garrotein nome della pace
m o r i a m op e r d e l l e i d e e , v a b è , m a d i m o r t e l e n t a .
ma di morte lenta.
!o8

Oceono
_I--:ii C iriti_r,l:; Ji

T DEANDRE E DE GREGOR/

Moderato

50
V o c a l i zz .

segue
Sr DoÍm
E7
La

Quan-ti

tu chesfio-riil cie - lo col tuodi-to più cor-to - la not-te-non ha bi-so-gno- la

b e - n i s -s i - m oa m e - n o I

ti of-fen-de- re - sti se qual- cu -no - ti chia-mas-seun- ten-ta-ti - vo.

-i^

Strum.

, - 20121 ÀIILANO
F j : _ : ^ . : r r . . - : - ^ ', . I t D l ' f O R l . ' \ S S O C I A T I ,s . r . l . ,V i a B c r c h e t 2
I R C A , S . p 4 . , V i a S . . l l c s s a n d r o ?, - 0 0 1 3 1 R ( ) \ l \
Editori proprictari. ASSoCiIATT
Tutti i diritti sono riservali. C o 1 , 1 ' r i gQ
b r 1 9 7 5 b y E d j z i o n iM u s i c a l ' i B f ; " * '
MLR 2 I
r09

E d a r ' - r i - v òu n b a m - b i - n o c o n l e m a sta _ edun o-cea-nover- de die-tltr le

=t

dis- se-.,Vor-rei sa-De-t'e.- quan-to è glarude il ver - de co-meè bel-lo il ma -

re,quan-todu-rau-na s t a n - z a .- e trop-potem-po cheguar-doil sr-r

Pl'o-va a le cam - pa-ne al cer'-chio di lcin

e nonfic-ca - re il na - so ne-gliaf-fa - ri miei _ e nonve-nlr-ml a ol - Ie _

,, Ple - fe - ri-sco un Do-e ta,pre-fe-ri-scoun po-c ta"ad un po-e - ta scon

Mi

Ma se ci tie - ni tan puoi ba clar-ml vol- ta ehevuoi.-

-- -
flo
Q u a n t i c a v a l l ih a i t u s e d u t o a l l a p o r t a P r o v a a l a s c i a r el e c a m o a n ea l l o r o c e r c h i o d i r o n d i n i
tu che sfioriil cielo col tuo dito più corto e n o n f i c c a r ei l n a s o n e g l i a f f a r im i e i
la nottenon ha bisogno e n o n v e n i r m i a d i r e . P r e f e r i s c ou n o o e t a .
l a n o t t ef a b e n i s s i m oa m e n o d e l t u o c o n c e r t o p r e f e r i s c ou n p o e t a a d u n p o e t a s c o n f i t t o" .
t i o l f e n d e r e s t si e q u a l c u n o t i c h i a m a s s eu n t e n t a t i v o M a s e c i t i e n i t a n t o p u o i b a c i a r m io g n i v o l t a c h e v u o í .

E d a r r i v o u n b a m b i n oc o n l e m a n i i n t a s c a
e d u n o c e a n ov e r d e d i e t r o l e s p a l l e
d i s s e . V o r r e i s a p e r e ,q u a n t o è g r a n d e i l v e r d e
c o m e è b e l l o i l m a r e ,q u a n t o d u r a u n a s t a n z a
è t r o p p o t e m p o c h e g u a r d o i l s o l e , m i h a f a t t o m a l e"

PerI'estate
Conzone -: ti

L
f nf ^^./naf
UL/ lt\rt\L
- E LAJ Lt r \'JD
I .
tr"DI
I\L\J\.,/I \/

Mo d e ra ta me n te l n o S S O
Chir.

5I R,--i
t.--; .
--,
' + Jt'.4 ttt'

l-1
Ld t

mo-glie che la - va - va piat-ti in cu-ci -nar' va_

che pro-va- va s u o v e - s t l - t o n u o -v o - e sor-rl -

Rel'

la ra - dio che ron - za - va-.

GL,' - Q .

Fr,m
)
a

p e r i l m o n- d o co-se eil re - spi- ro del tuo ca-ne che dor - mi- v;..-

La:
lrom

Coi tuoi san - ti sem-pre pron-tia be-ne-di-re i tuoi sfor - zi

+
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- ne- tuo bam bion-doa - cui do


Pa

- la per Na

1,4,,

s . r . i . , \ ' i r B t ' r < l r c t , - , 1- 2 0 1 1 1 \ f i l a n , ,


L . t . z . or. . \ 1 u .' 'i 't'.' . ..,! P l ' l . l ( .) .Rr .I . . \\ \. s, { ) c l \ T l
( R(.\, \ i . , S A , , ; r r , c l r o 7, - 0 0 1 3 1 I l o r r r a .
tdiror i proprietari.
c . p v r ì r l r r c . 1 1 ì 7 ól , l E d i z i o ' i \ f r r s i c a t \sso'i] \
i u l t r i d i r ì t t i s o n or i s r . r v e t i - I RBft-)*t
MLR 2
lll

con il let-to in cui tua non ti ha mai sa - pu - to e glioc -

Dom

che traun po' do-vrai cam - Co- m e cht'non r plu a vo-

lìt''

l- a:

-me cne noll rl-e-scl plu a co - m e cne non rl-e-scr Dlu- a vo-

l u rb 7 l g

Con le

-+
at.

l : ^ t u a m o g l i e c h e l a v a v ai p i a t t i i n c u c i n a e n o n c a p i v a Con ò che non rresci prtr a volare


- - - i i l a f r o l i a c h c n r o v e v a l l S U o V e S t t î On u O V Oe S O r r i d e v a
\ u u r r v i i q eom c nhp nnn rioserniU a vOlare
::^ la radio che ronzava com è che non rescr pru a volare
pe, I mondo cose strane com e chp nnn riescr nitl a volare
? r p s n , r od e l t r r o c a n e c h e d o r m i v a .
î - ' ' r i q a n t rq p m n r" p n r o n t t a b e n e d r r er t u o i s f o r z rn e r r l
P ' " " ' ' C o n i t u o i e n t u s i a s m li e n Ì t p r e c , s a t oi a r | c o ' d i s t a g r o n a t
Ipane e u n a b e l l a a d d o r m e n t a t ac h e s i s v e g l a a t u t t o q u e l c h e
c: - . l t u o b a m b i n ob i o n d o a c uj h a i d o n a l o u n a p i s t o l a Ie regalr
Iper Natale con il tuo collezionismo
:^e s e m b r av e r a , .ii nîr^ló.^mnli.àló
caî , l l e t t oi n c u i t u a m o g l i e
l a t u a u l t i m ac a n z o n ep e r l e s t a t e .
rrc- t i h a m a i s a p u t od a r e C o n l e t u e m a n ì d i c a r t a p e r a v v o l g e r ea l t r e m a n i n o r m a l i
a i o c c h i a l ic h e t r a u n p o d o v r a ic a m b r a r e c o n I j d i o î a i n g i a r d i n oa d i s o l a r el e t u e r o s e m ì g l i o r i
c o l t u o f r e d d od i m o n t a g n a
C:^'e c h e n o n r i e s c ip i u a volare e i l d i v i e t od i s u d a r e
cr- e che non riesci piu a volare e p i u n i e n t ep e r p o t e r t rv e r g o g n a r e .
@- è che non riesci ptu a volare
C€- e che non riesci piu a volare. (ìom e chp nnn r i p q ei n i u a v O l a r e
eom p .hp non rips.i niu a volare
{ c : ^ e t u e f i n e s t r ea p e r t e s u l l a s t r a d a e g l i o c c h i c h i u s i c o m ' è c h e n o n r ì e s c ip i u a v o l a r e
I s u l l ag e n t e c o m è c h e n o n r i e s c ip i u a v o l a r e .
^ a t u a t r a n q u i l l i t àl u, c i d i t à s, o d d i s f a z i o npee r m a n e n t e
: , a c o d ad i r i c a m b i o
: - e n u v o l ei n a f f i t t o
: , e r o n d i n id i g u a r d i as o p r ai l t e t t o .
t u o f r a n c e s c a n e s i mao p u n t a t ee l a t u a d o l c e
I c o ns i s t e nz a
: . o o s s i g e n op u r g a t o e l e t u e o n d e r e g o l a t e i n u n a
Isîanza
p e r m e s s od i t r a s m e t t e r e
I d vieto di parlare
ogîr giorno un altro giorno da contare
Dolceluno
T e s t oe M l s r c c d r
T DEANDRE T DE GREGOR/

Moderato
C a m - m i - n a c o - m e u n v e c - c h t o m ar i - n a - i o - n c , n h a p i i r u np o - s t o do -vean-da

Do

pie - di non lo a-sPet -ta - slra - no

Do lli m

mo-glie ha un al - tro u o - m oe u - n ' a l - t r a d o n - n a , e -


-
Pro-Prlo un uo mo but - ta e nel-le

t,,

ta-sche gli è ri - ma - sta so-loun ma- re

so-pral

I)o

- ne ln -ver - na la-re o-reed o -re- del - la sua

quar-ta guer-ra mon-dia-le con- ser-va la sua ce-na - den-tro un fo - glio

L,r Rem
Mim

fa al-l'a - mo - re nien - te ma - le e non puo


s u a r a - g a z - ' t í \ ,,e - sca dal-le lun-ghegam-be" -

mo -nla-re mo - nra-re Puo

\ L l ) l l ( ) R L \ S s ( ) C I . \ ' l I , s . r . l . ,\ ' i a B c r c h e t ,2 ' 2 0 1 l l l\flLA\O'


L d r z r ù r r r' \ r u s r ( J I
I l { c . \ , S . p . \ . , \ ' i a s . . \ l , s s a r r d r o?, - 0 0 1 3 1 R ( ) \ 1 . \ . '\sso(rl{
Editoriproprictari, c o p ' r i g h t ! ì 1 9 7 i b i E d i z i o n iÀ f u s i c a lI'R B f ; o ^ t
Tutti i drrilti so|0 rrscr\Jlr. MLR 2
fi3

t u m i v i e - n ia v o - g l i o u nf i - g l i o - su cui po-

-ter con due o c - c h i q u a- l u n q u ee i l l e r - z o oc-chio _

s P e - cra che non t'im por-ta nien-te - se non rlu -sct-ra a nuo-fa l'im-por -

Mim La

-tan - te è c h e a b - b i a s u l - l a g u a n - c i ad e - s t r a - mt avo glia ma-re

Rem
6

d i - c i a n - c o - r a c h e i l mio no me_ lie - lo de - vo pro - prio da re ma non SO

C a m m i n ac o m e u n v e c c h i o m a r i n a i o D a l b u i o d e l l e n o t t i . B a l t aL i n d a"
non ha piu un poslo dove andare a l l a p a r a l i s id i u n p o r t o ,
la terra sotto i piedi non lo aspetta l a l u c e d e l l e s t e l l ec h i a r e
stranomodo di ballare c o m e u n r i f u g i oc a p o v o l t o ,
s u a m o g l i eh a u n a l t r ou o m oe u n ' a l t r ad o n n a ,è p r o p r i ou n l a s u a b a l e n a " D o l c e L u n a" c h e l o a s p e t t ai n a l t o m a r e ,
[uomo da buttare gli ha detto molte volte Dimmi amore, con chi mi vuoi
"
e n e l l e t a s c h eg l i è r i m a s t as o l o u n p o ' d i p o l v e r ed i m a r e
[dimenticare
"
e non puo testimoniare. e non puo testimoniare
e non puo testimonlare.

S i m u o v es o o r a i s a s s i
come un leone invernale E t u i m i v i e n i a d i r e v o g l i ou n f i g l i o
l r p u ò p a r l a r eo r e e d o r e s u c u i p o t e r m ir e g o l a r e
d e l l a s u a q u a r t a g u e r r am o n d i a l e c o n d u e o c c h i q u a l u n q u ee i l t e r z o o c c h i o i n c o n f o n d i b i l e
c o n s e r v al a s u a c e n a d e n t r oa u n f o g l i o d i g i o r n a l e
[e speciale
l a s u a r a g a z z a, , e s c a d a l l e l u n g h e g a m b e f a a l l ' a m o r e c h e n o n t i ì m p o r t an i e n t e
"
I n i e n t em a l e s e n o n r i u s c i r àa n u o t a r e
e non puo testimoniare. I i m p o r t a n t eè c h e a b b i a s u l l a g u a n c i ad e s t r a

L u i v i d e i l m a r i n a i oi n d i a n o quellamia vogliadi mare


alzarsi n oiedie barcollare e m i d i c i a n c o r ac h e i l m i o n o m e
c o n u n c o l t e l l on e ' l a s c h i e n a glielo devo propriodare
t r a l a s c h i u m ae l a s t e l l a p o l a r e
e i l t i m o n i e r ed i S c i a n g a it o r n ò t r a n q u i l l oa p i l o t a r e
ma non so testimoniare
e , u i l o v i d e c o n l ' a n e l l oa l d i t o e u n a l t r o a n e l l od a r u b a r e
'ra non può testimoniare. ro non so lestimoniare.
lt4
\ Lo cottivostrodo
,,Tt:il ': ,"Vr,si:l i'
T DE ANDRE T DE GREGOR/

Al - la pa ra. - la mi-li
Moderato not - te sen - za

53 ?t \'a'g 1/L' Do
Do
s p u - t ò n e - g l i o c c h i a u ni n - n o cen- Ie e quan-dcr chie - se "per - chè" lui gli ri
''e
truc-cò le stel-le ad un pi lo-ta quan-do l'a ro -pla-no cad - de lui dis-se

n r e n- t e va - da" e I'in-no-
-spo-se q u e- s t o e e a - d e s - s oè o-ra che io
muo - re m e- g l i o c h e io va - da" ed il pi-
coi - pa di chi g

se - guì sen-za le ar -mi lo


se - guì sen-za le stci - le 1o

Do
va s t r a - da
va slra - d a

a
Dtr -? ?-j>-i
Sol
I'in - cas-soa u-na re - -na e quan-do
Sui via-li die - tro la sta - zlo-ne ru-bo é{l
A u n d i - c i o t - t e n - n e a 1- c o - l i z - z a - t o ver-sò da be - re an - co - ra un Po
- co e men-tre

lei gli dis - se Co-me l u i l e r i - s p o- s e for - se è me-glio è c o - m e pri -ma for-se è


quel - 1o lo guar da-va l u i d i s - s e ' A - m i- c o cl scom - met - Îo stal per dir-mi a-des-soè

ra che to va - da' e la re- g -na 1o se col suo do


ra che lo va - da" I ' a l - c o - l i z - za - t o lo ca non dis - se

Fa

sul- la sua -va stra , da


-lo - re io
sul- la sua -va stra - da
nien-te e lo

,. i El)l roRL\SS()CI.\TI. s.r.l.,\'ia Bcrchct, 2 - 2Llll1 \filano


l,dr/rorr .\ril\r.rr,
I R t , . t , s f . ^ . , \ . i 3 S . . { ì r . : a r L d r o ,7 - ( t 0 1 3 1 l ì o n r a .
'\SSOCI \I:
C o p r - r i g l r r. ! . 1 1 ' ? ó b y E d i z i o n i \ I u r i c a l ' { RBf"*t
MLR 2
ltí

-1 -t,-"n1'-

---<_ /Do
--
Sol

-ciò le boc - che dei giu

m a - l e a - d e s - s r .èr me-glio,

b o c - c aa -

stra - da,

E quan-do

<__-_3,,
poi spa - rì del tut - tr.r

quan-ti han-no un a

----J__-i, ----{__n
sul-la cat - ti - va

O: a
t\--'l
fl6

la cattiva strada
-
f. de andrè f. de gregori

Alla parata militare


sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese " Perchè"
lui gli rispose " questo è niente
e adesso è ora che io vada "
e l ' i n n o c e n t el o s e g u ì ,
senza le armi lo segui
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione


r u b ò I ' i n c a s s oa u n a r e g i n a
e quando lei gli ctisse( come '
lui le rispose " forse è meglio è come prima
forse è ora che io vacla"
e l a r e g i n al o s e g u i
col suo dolore lo segui
sulla sua cattiva stracla.

E in una notie senza luna


truccò le stelle ad un Pilota
q u a n d o I ' a e r o p l a n oc a d d e
lui disse " è coloa di chi muore
c o m u n q u eè m e g l i oc h e i o v a d a "
ed il pilota lo segui
senza le stelle lo segui
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un Poco
e mentre quello lo guardava
tui disse " Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada "
I'alcolizzatolo capi
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processoPer amore
bacio le bocchedei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose " Adesso è Più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto' è giusto
che io vada "
e d i g i u r a t il o s e g u i r o n o
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto


a chi diceva " è stato un male "
a chi diceva " è stato un bene "
raccomandò" non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un Po' Per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada ".
Amicofragile ll7

, T 1 5 i . ]q . , / y 1 , 1 1;,51

E DEANDRE

Mosso

54

lhm

dat-îen

trop po, ,.Se vuoi be - nn


cor - rt

- . ia rll
.]
Jlrnr
-'
va - le-va la oa di - ver -vi
Pe ra - te e_sll _ ve con un sem-pli _

17 J
-+
J

J -

per os - ser - var - r,i

'-a d-
}'li nr
'--z
-ta- reun d'er - ba ai con - ta pen - sto - D€_

don ne re - g'a pre, ne ma- nl ce-a-ur ed


____,,1
___.1
*---*----l
+

fi-noa

VaBe'lrc"
2- 2 0 1 2 1\ 1 r r . A \ - ' o
lliji'ij;*ì'r?iiìlij;: MLR 2 C o p r r ì g h t! 10;; i\ I_DITORL{SS()CI.\TI
fl8

vo- strl na - scon s('n-za rlm plan-ge re-

per-chè

e-ro Plu
dal - la

Re7

Pru cu

-----_-/

]1i m

E ancora ucc so dalla vostra corlesla


E v a p o r a t oI n u n a n u v o l a r o s s a
n e l lo r a i n c u i u n m l o s o g n o
i n u n a d e l l e m o l t e f e r ì t o i ed e l l a n o t t e
ba ler na d seconda frla,
c o n u n b i s o g n o d a t t e n z l o n ee d a m o r e
' a g r t a v ap e r c h : s s à Q u a l e a v v e n i r e
troppo, . Se mi vuoi bene Piangi
I s - o p ' e s e n t ed r s e n r e n o ' m i
per essere corrlspostÌ
e il suo cesareo fresco,
valeva la pena diverÎirvi le serate estive
pensavoe bello che dove finisconole mie dita
c o n u n s e m P l ì c r s s i m o" M i r i c o r d o " :
d e b b a l n q u a l c h e m o d o i n c o m r n c i a r eu n a c h i t a r r a .
per osservarvi affittare un chilo d erba
ai contadiniin pensìonee alle loro donne E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
e r e g a l a r e a p l e n e m a n I o c e a ni mi sentlvo meno stanco di voi
ed altre ad allre onde ai marinai in servizio, ero molto meno stanco di voi.
frno a scopriread uno ad uno i vostri nascondlglr
s e n z a r i m p t a n g e r el a m i a c r e d u l i t à : P o t e ' / o s t u z z r c a r ei p a n t a l o n i d e l l a s c o n o s c i u t a
perche già dalla Prtmatrlncea f r n o a v e d e r l e s p a l a n c a r s tl a b o c c a .
ero piu curìoso di vol, P c t e v o c h i e d e r e a d u n o q u a l u n q u ed e ì m i e i f i g l i
ero rnorlopiu curioso di vor' di parlareancora male e ad alîa voce di me.
P o t e v o b a r a t t a r el a m i a c h i t a r r a e i l s u o e l m o
E por sospeso tra i vostri " Come sta " con una scatola di legno che dicesse perderemo.
m e r a v r g Ì i a t od a l u o g h i m e n o c o m u n i e p i u f e r o c i ' P o t e v o c h i e d e r v ic o m e s ì c h i a m a i l v o s t r o c a n e
lipo ,,Corne tì senti amico, amico fragile, i l m i o e u n p o d i t e r r ì p oc h e s i c h i a m a L i b e r o .
-
se vuoi potro occuparmì un'ora al mese di le Poîevo assumereun cannibaleal giorno
. Lo sa che io ho Perdulodue figli" p e r f a r m i i n s e g n a r e l a m i a d í s t a n z ad a l l e s t e l l e .
,, Signora lei è una donna piutlosto distratta " Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiunggre un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto In menîe,


di essere piu ubriaco di voi
di essere molto piu ubriaco di voi.

[,
rlg
Giugno'73
. t t ; ' / , ' . . ' I

F DEANDRE

Moderato Tba ma-dt'e ce I'hamol - to per'-chè

55
Itomt

s o - n o s p o - s a - teoi n p i u c a n - t o- pe r ò c a n - t o b e - n ee n o n s t r s e t u a m a - d r . e s i a a l - t l e t -

RemT

-tan-to c a - p a - e ea v e l ' - g o gnaf-sr

mot'-ta,tuasr.r-t'el-la
ne ha pianto.- quel giot.no non a-\'e-\'.r-no f io -r'i,pec-ca-to,
quel gior'-noven-de-va-no

uomt Rem7

par
grr7.-ze E spe - r'a-r'oche ar lel-r-bein-se - gna-to a tua ma-dle a

som-manon pro-pnoa can - ta -r.e _ q u r l - l o c i s r . r - n og i i r l - o c0-me

uom/ n
lfr'm/
- . v

5trum.

Sol

tut-tie-du

L D I T O R I A S S O C I - \ T I , s . , . ì . ,\ r i r B c r t l r c t ,f - 2 0 1 2 1 \ f I L . \ \ O .
L < i r t r. i p r o p r i c t a r i .
f-::r i diritti sono riserlati. MtR 2
.'So-n<-r
-
ve-sto-noin modounpo' stru"-no m i c c , n - s -i c l i d i m a n - d a t ' - l id a u n saÉo e mi chie-di

lrom/
R em 7

- g l i o - r i c h ea b - b i a - m o . " - I.l a-des-st-r ri - di e ti ver-sl un cuc '


Io-rosta-se-ra i mi

miei a- mi-ci tihanno da-to la


o i u n p c ' l - s i - n os l a c - e i a - t u '
-chia-io di mi-mo-sanel-l'ìm-bu-td

un pri piir lon t a - n o .- E tua-


l i a c - c o m - p a - g n o .i l l o - r ' ov i a g - g i o p o r - t a

Re7 S o l7
R em 7

- spet-ta u n a - m o - l e P i u f i - d a - t c r il tuo ac-cendi-nos a t i o I ' h t - rg i a l e - g ' a - l a - t o - el0

da-tiaun pas - san-te. - Strunr


stes-soquetduepe-li d'e-le- fan-te- mi 1et'- mu-r'a-noil sitn-gueli ho

JOt /

Mih sibT
Sol

Poi il re - sto vie-ne sem-Pre da


/----\

--'
tol ) D om 7

- io mi d i - c o è sta-tome-glio Ia -
t u o i . , A - i u - t o " s a - l ' a n n o a r r c o - l ' as a l v a - t i -

KPMI
D om 7
RemT

- s c i a t ' -c i che- non es - ser - ci mai ln - con tra - ti.----rî

---/

sot7all.
T u a m a d r ec e l ' h a m o l t o c o n m e " S o n o l o r o s t a s e r ai m i g l i o r i c h e a b b i a m o, , lzt
p e r c h é s o n o s p o s a t oe i n p i u c a n t o E a d e s s o r i d i e t i v e r s i u n c u c c h i a i od i m i m o s a
pero canto bene e non so se tua madre n e l l ' i m b u t od i u n p o l s i n o s l a c c i a t o .
s i a a l t r e t t a n t oc a p a c e a v e r g o g n a r s id i m e . I miei amici ti hanno dato la mano,
l i a c c o m p a g n o ,i l l o r o v i a g g i o p o r t a u n p o ' p i f i l o n t a n o .
la gazza che ti ho regalato
è m o r t a ,t u a s o r e l l a n e h a p i a n t o , E t u a s p e t t au n a m o r e p i ù f i d a t o
q u e l g i o r n o n o n a v e v a m of i o r i , p e c c a t o , i l t u o a c c e n d i n os a i i o l ' h o g i a r e g a l a t o
q u e l g i o r n o v e n d e v a n og a z z e p a r l a n t i . e l o s t e s s oq u e i d u e p e l i d ' e l e f a n t e
E speravo che avrebb.einsegnato a tua madre m i f e r m a v a n oi l s a n g u e
a dirmi " Ciao come stai-, li ho dati a un passante.
i n s o m m an o n p r o p r i o a c a n t a r e
per quelloci sono gia io come sai. Poi il resto viene sempre da sé
i l u o i " A i u t o" s a r a n n o a n c o r a s a l v a t i
I m i e i a m i c i s o n o t u t t i e d u c a t ic o n t e io mi dico è stato meglio lasciarci
però veslonoin modo un po' strano che non esserci mai incontrati.
m i c o n s i g l i d i m a n d a r l id a u n s a r t o e m i c h i e d i

Rimini
Testce /'\lr.,sra.r
dr
^,^^;
I Dt ANDRE_M. BUBOA
Poco mosso

56
ha gli oc - chi.

fi - glia

par - Ia

I a b- b r a -di-cau-n'a-

Ri-mi - ni
l
J

bru- cia-to in p i a z - z t t- san-ta in-qui - si

I
,rtÌìb_l.,iisl
L r,zionir\fugrcarr I JI-8.\r-
{ ,".ilfl.l.î ì I I L ) rl ( ) R I \ \ S O r l I \ I I
llJrtori proprictari.
T!!ti i diritti soilo riscrvati.
MLR 2
toa Cu-ba- zlo - ne_

nel - la cac-cia stre - ghe -

Lil m

op-pu-reln nes-sun po- sto ma nes - su-no-

ll 3.
Rc

-'
D'r :, I J

T e r e s ah a g l i o c c h i s e c c h i E C o l o m b ol a c h i a m a O r a T e r e s ae a l l ' H a r r sy B a r
g u a r d av e r s oi l m a r e d a l l as u a p o r t a n t i n a g u a r d av e r s oi l m a r e
p e r l e i f i g l i ad i P l r a t i l e i g l i t o g l i el e m a n e t t ea i p o l s i p e r l e i f i g l i ad i d r o g h i e r i
p e n s oc h e s ì a n o r m a l e g l i r i m b o c c al e l e n z u o l a p e n s oc h e s i a n o r m a l e
T e r e s ap a r l a P o c o , , p e ru n t r i s t er e c a t t o l i c o- l e d i c e - p o r l au n a l a m e t t aa l c o l l o
h a l a b b r as c r e p o l a t e ho inventato un regno è v e c c h i ad i c e n t ' a n n i
m i i n d i c au n a m o r eP e r s o e lui lo ha macellato d i l e i h o s a p u t op o c o
a R i m i n id ' e s t a t e . s u d i u n a c r o c ed i l e g n o . m a s e m b r an o n i n g a n n r .

L e i d i c e b r u c i a t oi n P i a z z a E d u e e r r o r ih o c o m m e s s o . E u n e r r o r eh o c o m m e s s o- dice
d a l l as a n t ai n q u i s i z i o n e d u e e r r o r id i s a g g e z z a u n e r r o r eo t s a g g e z z a
f o r s ep e r d u t oa C u b a a b o r t i r eI ' A m e r i c a a b o r t i r ei l f i g l i od e l b a g n i n o
n e l l ar i v o l u z i o n e e p o i g u a r d a r l ac o n d o l c e z z a e p o i g u a r d a r l oc o n d o t c e z z a
o n e l p o r t od i N e w Y o r k m a v o i c h e s i e t eu o m i n r m a v o i c h e s i e t ea R i m i n i
n e l l ac a c c i aa l l e s t r e g h e s o t t oi l v e n t oe l e v e l e t r a i g e l a t ie l e b a n d i e r e
o p p u r ei n n e s s u np o s t o n o n r e g a l a t et e r r e p r o m e s s e n o n f a t ep i u s c o m m e s s e
m a n e s s u n ol e c r e d e . a c h i n o n l e m a n t i e n e" s u l l af i g l i ad e l d r o g h ì e r e " .
C o r o . R l M l N l .R l M l N l C o r o :R l M I N l ,R l M l N l C o r o :R l M l N l ,R l M l N l
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Volwlo cartn
iÉstt ' /r'ir''s'':-ì
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tr f\T lÀtr-\a)T AA r
r. L)L ^t\Lrnt rvt,)lJ$Q11

57 senza armonle

?.----.- .
- i,-f= = - - l l ' - 1 ,?.: ?,
i MiAJ F1

I t, l-.']-l segue La m
La m

u e u-na don- na che se - mi-na il Era - n o v o l - t a la

SoI Fil M! soL r-r9-..1

o a r - t a s t ve-de il vil la-no l a - n o c h ez a p 4 a l a ter - ra vol-ta la car - ta vie-ne

F1 DUJ Sull D1 SoLj D,! Fa-.1 Do--1

guer - ra per la guer-ra non c'è piu sol da-ti a p i e - d i s c a l - z i s o nt u t - t i s c a p - p a - t i An-gro -

FU

( JUBAL, s.r.l., Via Bcrchct. 2 - 20121 MILANO.


1 JUB\L
Edizioni Musrcalr I L,DITORI ASSOCIATI, s.r.t., Via Berchet.2 - 20.121 NftLAN() Oopvright @ l97E t,r [ . . l . z r o nVr u r c a l r ' E D t f O R L q s S O C I A f l
I IADO s.r.l., \'ia Bcccarra,5 - MfL.{}-O. I I ] D I T I o ; \ . . S : , ] 3I Î A L I E
Ldttorr pfoprtelar',
Tutti idiritti sono riservati. MLR 2
- Ii - na carn-mi-nacam - mi sul-Ie sue scar-pet- te ca-ta -bi - nie - re I'ha in-na-mo-

| | | segue

ta rol-ta la c a r - t a e l u i n o nc t è Piu C a - r a - b i - n i e - r e I ' h a i n - n a - m o- r a - t a v o l - t a

Iui non c'è

t'; unSo*-ll4

C ' è u n a d o n n ac h e s e m i n ai l g r a n o M i a m a d r eh a u n m u l i n oe u n f i g l i oi n f e d e l e
v o l t al a c a r l as i v e d e i l v i l l a n o gli inzucchera i l n a s od i t o r t ad i m e l e
t
I i l v i l l a n oc h e z a P P al a t e r r a M i a m a d r ee i l m u l i n os o n n a t i r i d e n d o
v o l t al a c a r t av i e n el a g u e r r a v o l t al a c a r t ac ' è u n p i l o t ab i o n d o
p e r l a g u e r r an o n c ' è P i u s o l d a t i P i l o t ab i o n d oc a m i c i ed i s e t a
a p i e d i s c a l z is o n t u t t i s c a P P a t i c a p p e l l od i v o l p es o r r i s od a a t l e t a
A n g i o l i n ac a m m i n ac a m m i n as u l l es u e s c a r p e t t eb l u A n g i o l i n as e d u t ai n c u c i n ac h e p i a n g e ,c h e m a n g i a
carabiniere I ' h a i n n a m o r a t va o l t a l a c a r t ae l u ì n o n c ' e I i n s a l a t ad i m o r e ,
IPtu'
M a d a m a d o rh è a p e r s os e i f i g l i e
carabiniere I ' h a i n n a m o r a t va o l t a l a c a r t ae l u i n o n c ' è
f oiùr. t r a i b a r d e l p o r t oe l e s u e m e r a v i g l i e
M a d a m a d o r ès a p u z z ad i g a t t o
C ' è u n b a m b ì n oc h e s a l e u n c a n c e l l o v o l t a l a c a r t ae p a g a i l r i s c a t t o ,
r u b a c i l i e g ee p i u m ed ' u c c e l l o p a g a i l r i s c a t t oc o n l e b o r s e d e g l i o c c h i
t i r a s a s s a t en o n h a d o l o r i p i e n ed i f o t o d i s o g n i i n t e r r o t t i
v o l t al a c a r t ac ' è i l f a n t ed i c u o r i . A n g i o l i n ar ì t a g l i ag i o r î a l is i v e s t ed a s p o s ac a n t a
l l f a n t ed i c u o r ic h e è u n f u o c o d i p a g l i a Ivittoria
v o l t al a c a r t ar l g a l l ot i s v e g l i a c h i a m ai r i c o r d ic o l l o r o n o m e v o l t a l a c a r t a e f i n i s c ei n
A n g i o l i n aa l l e s e i d i m a t t i n as ' i n t r e c c i ai c a p e l l i c o n Igloria,
I f o g l i ed ' o r t i c a
c h i a m ai r i c o r d ic o l l o r o n o m ev o l t al a c a r t ae f i n i s c ei n
h a u n a c o l l a n ad i o s s i d i p e s c al a g i r a t r e v o l t ei n m e z z o Igloria.
Ialledita,
h a u n a c o l l a n ad i o s s id i o e s c al a c o n t at r e v o l t ei n t o r n o
I alledita. R a g a z z os t r a n i e r oh a u n d i s c o d ' o r c h e s t r ac h e g i r a
I v e l o c ec h e p a r l ad ' a m o r e .
Ragazzo s t r a n i e r oh a u n d i s c o d ' o r c h e s t r ac h e g i r a c h e
I g i r a c h e p a r l ad ' a m o r e
r25

Cododi lupo
Iesto e Ml;src, dl
r. uL At\uf\r - /vr.òUBOA
T ^r i^,^nr
A^ |

Moderato Quan-dte- ro

58 ft l! ! r ! Ll f-l ! t-l ! Ll u s,-'sue


Drr Sol

m in - na-mo -ra-vo di tut - to cor-re - vo die-tro ai

da mar-zo a feb-bra - io mionon-no le-glia-va-- s u Ì- l a

-ren-te di ca - vaÌ buo-i

mle- l sui fat - ti tuoi- e al Dio gle - si- non cre-de-re

|{.2.3.4.6.6.
mai.

, I IUB,\L, s.r.l.V , i a B c r c h e t , 2- 2 0 1 2 1 l \ { l L A \ ( ) . ( r o r , ) r i e@
h r1 e ? sr , vt , r r z r o \' r ' , . .
L d r z r o n rN u s r ( a r r É o t r o n t A S s o ( l l A T I , s . r . l . ,V i a B c r c h t r ,2 2 { r l - 2 1 \ { I L A N O I ll?ìi^r \sr,,i r \rr
1
Editori proprictail.
Tuni i diritti sonoriservatr. MLR 2
I
. r28

17.
mai rípete sfumando

O u a n d oe r o p i c c o l om ' i n n a m o r a vdoi t u t t o c o r r e v od i e t r oa i c a n i
e d a m a r z oa f e b b r a i om i o n o n n ov e g l i a v a
s u l l a c o r r e n t ed i c a v a l l ie d i b u o i
s u i f a t t im i e i s u i f a t t i t u o i
e a l d i o d e g l ii n g l e s n i o n c r e d e r em a i

E q u a n d oa v e v od u e c e n t ol u n e e f o r s e q u a l c u n aè d i t r o p p o
r u b a ii l p r i m oc a v a l l oe m i f e c e r ou o m o
c a m b i a li l m i o n o m ei n " C o d ad i l u p o "
c a m b i a i l m i o p o n e yc o n u n c a v a l l om u t o
e a l l o r o d i o p e r d e n t en o n c r e d e r em a l

E f u n e l l an o t t ed e l l al u n g as t e l l ac o n l a c o d a
c h e t r o v a m m om i o n o n n oc r o c i f ì s s o s u l l ac h i e s a
c r o c i f i s s oc o n f o r c h e t t ec h e s i u s a n oa c e n a
e r a s p o r c oe p u l i t od r s a n g u ee d i c r e m a
e a l l o r o d i o g o l o s on o n c r e d e r em a i .

E f o r s e a v e v o1 8 a n n i e n o n p u z z a v op i ù d i s e r p e n t e
possedevu o n a s p r a n g au n c a p p e l l oe u n a f i o n d a
e u n a n o t t ed i g a l a c o n u n s a s s oa p u n l a
u c c i s iu n o s m o c k i n ge g l i e l or u b a i
e a l d i o d e l l aS c a l an o n c r e d e r em a i .

P o i t o r n a m m oi n B r i a n z ap e r l ' a p e r t u r a d e l l ac a c c i aa l b i s o n t e
c i f e c e r oI ' e s a m ed e l l ' a b i t oe d e l l e u r i n e
c i s p i e g o i l m e c c a n i s m ou n p o e t a a n d a l u s o
- -
" p e r l a c a c c i aa l b i s o n t e d i s s e i l n u m e r oè c h i u s o "
e a u n d i o a l i e t of i n e n o n c r e d e r em a i .

E d e r o g i à v e c c h i oq u a n d ov i c i n oa R o m aa L i t t l e - B i g - H o r n
c a p e l l ic o r t i g e n e r a l ec i p a r l oa l l ' u n i v e r s i t à
d e i f r a t e l l it u t e b l u c h e s e p e l l i r o n loe a s c e
m a n o n f u m a m m oc o n l u i e r a v e n u t oi n p a c e
e a u n d i o f a t t ii l c u l o n o n c r e d e r em a i .

E a d e s s oc h e h o b r u c i a t ov e n t i f i g l i s u l m i o l e t t o d i s p o s o
c h e h o s c a r i c a t ol a m i a r a b b r ai n u n t e a t r od i p o s a
c h e h o i m p a r a t oa p e s c a r ec o n l e b o m b ea m a n o
c h e m i h a n n os c o l p i t oi n l a c r i m es u l l ' a r c od i T r a i a n o
c o n u n c u c c h i a i od i v e t r o s c a v on e l l a m i a s t o r i a
m a c o l p i s c ou n p o ' a c a s a c c i op e r c h én o n h o p i ù m e m o r i a
e a u n d i o s e n z af i a t o n o n c r e d e r em a i .
127

Andreo
iestc : iVrrsiaj di
!. uL ^t\Lrnr - tvt.
tr f\T /1ÀJf\nr
^A I
tslJBCA

Moderato

59

per-s0_

ne-

( Jt BAL, s.r.t.,Via Berchcr,2 - 20121 \ilLA\O.


Ldizionr \fusr.alr LDITORI A S S O C I A T I , s . r r . , V i a B c r < h e r ,2 - 2 0 l 2 l \fILA\C) c o p r . g h r € ) t e T r i r , \ r r r t i z r o '\rr u s L c a Ij i { B ? + b - r A S S o c r A T r
i
( I ADO !.r.t., \'ia Bcccaria, 5 - MILA\O,
Ldrtorr DroDrlelarr. I I , D I I . I o N S2 3 I I A L I E
Tutti i;liriiti sono riscnati.
MLR 2
128

iiis - se
"Mi ba ba - sta che

lui d.is- se "Mi ba - sta


più pro -fon - do di me "--

o r o - f o n - d o d i m e .-

A n d r e as ' è p e r s os ' è p e r s oe n o n s a t o r n a r e
A n d r e as ' è p e r s os ' è p e r s oe n o n s a t o r n a r e
A n d r e aa v e v au n a m o r e r i c c i o l in e r i
A n d r e aa v e v au n d o l o r e r i c c i o l i n e r i .

C ' e r a s c r i t t os u l f o g l i o c h ' e r a m o r t o s u l l a b a n d i e r a
C ' e r a s c r i t t oe l a f i r m a e r a d ' o r o e r a f i r m a d i r e
U c c i s os u i m o n t i d i T r e n t o d a l l a m i t r a g l i a '
U c c i s o s u i m o n t i d i T r e n t od a l l a m i t r a g l i a .

O c c h i d i b o s c o c o n t a d i n od e l r e g n o p r o f i l of r a n c e s e
O c c h i d i b o s c o s o l d a t od e l r e g n o p r o f i l of r a n c e s e
E A n d r e aI ' h a p e r s o h a p e r s o I ' a m o r el a p e r l a p i ù r a r a
E A n d r e ah a i n b o c c au n d o l o r el a p e r l ap i u s c u r a .

A n d r e a r a c c o g l i e v av i o l e t t ea i b o r d i d e l p o z z o
A n d r e ag e t t a v ar i c c i o l in e r i n e l c e r c h i od e l p o z z o
l l s e c c h i og l i d i s s e " S i g n o r ei l p o z z oè p r o f o n d o
piir fondo del fondo degli occhi della Nottedel Pianto"
l u i d i s s e" M i b a s t am ì b a s t ac h e s i a p i u p r o f o n d od i m e " '
l u i d i s s e" M i b a s t am i b a s t ac h e s i a p i ù p r o f o n d od i m e "

h
r29
Temodi Rinrini
Mt.tstcc dt

h lJt AN/JRE- M,
r ^r ^rtnnÈ
^^ r
tsUBOA

Moderato
Vno Solo

60
senza acc. rltmlco

Musicari { llrtijb,Îfl'l.3,- r?g';1..Y.',1 ( ì o p y r i s r rct l e 7 8 r r v r , r , z r o n\rl , , , ,


:1llioni
Editori proprictari,-
}ì"ru, r, \Íil_.\\( )
I i;?+b_r A\,qocrA.r
Tutti i diritti sono riscrvati-
"8?îb.ì' MLR 2
-
r30

!,
r3r
Solly
I c : i l . t , \ . , 1 , , 1 , i - rc
h Dt AN/JN,L- M, BUBOA
r A- i À r^n- ^ A n

6I segue
Re

Re

I\1ia ma-dre dis-se- non de - vi gio ca-re_

Rs

non de - vi Eio - ca -îe -

lÌ ven - ne

Do Re

t a m - b u - r e l - 1 o- ma il bo-scoe-ra scu- ro _

Mim
Sol

Iter - ba te a mia ma - dre che non tor - ne

I ' \ " a B " r 'h c t . - l 20121 \1il.A\(). I ll BAI


E J r z , o r . rM u s' ,' -t r r r I l Y 9 : ) ! . ' : ' I I r r ' r . r "\ r r r r ir ' r
l tt)IT()RI AsSrlcI q rt, ..' I V i a B e r r : l r c t2, - 2 t . ) 1 2 1\ 1 1 1 .\ \ ( . ) ù-1'vrr-l,t c l1l;|i l,'
LulroRt A\soclA t ,
E c ì i t o rpi r o p r i c l a r i . '
'futti
i diritti sonoriscrvati.
MLR 2
r32

z i n - g a- r i Iter - ba

ver - de Iì ven - ne

M i a m a d r em i d i s s e- n o n d e v i g i o c a r e V i c i n oa l l a c i t t àt r o v a iP i l a rd e l m a r e
con gli zingarn i elbosco c o n d u e g o c c i e d ' e r o i n as ' a d d o r m e n t a vial c u o r e .
M i a m a d r em i d i s s en o n d e v i g i o c a r e V i c i n oa l l e r o u l o t t e st r o v a iP i l a rd e i m e l i
con gli zingarn i elbosco b o c c a s p o r c ad i m i r t i l l iu n c o l t e l l oi n m e z z oa i s e n i .
M a i l b o s c oe r a s c u r oI ' e r b ag i à v e r d e M i s v e g l i a is u l l a q u e r c i aI ' a s s a s s i n e
ora fuggito
l ì v e n n eS a l l yc o n u n t a m b u r e l l o d i t e a l p e s c i o l i n oc h e n o n t o r n e r ò .
m a i l b o s c oe r a s c u r oI ' e r b ag i à a l t a M i g u a r d a in e l l os t a g n oI ' a s s a s s i n so' e r ag i à l a v a t o
d i t e a r n i a m a d r ec h e n o n t o r n e r ò. d i t e a m i a m a d r ec h e n o n t o r n e r ò .

A n d a i v e r s o i l m a r e s e n z ab a r c h e p e r t r a v e r s a r e S e d u t os o t t o u n p o n t es i a n n u s a v ai l r e d e i t o p i
s p e s i c e n t o l i r e p e r u n p e s c i o l i n od ' o r o s u l l a s t r a d a l e s u e b a m b o l eb r u c i a v a n oc o p e r t o n i .
A n d a i v e r s o i l m a r e s e n z ab a r c h ep e r t r a v e r s a r e S d r a i a t os o t t o i l p o n t es i a d o r a v ai l r e d e i t o p i
s p e s ic e n t ol i r e p e r u n p e s c i o l i n oc i e c o . s u l l a s t r a d al e s u e b a m b o l ea d e s c a v a n oi s i g n o r i .
G l i m o n t a is u l l ag r o p p as p a r i ii n u n b a l e n o M i p a r l os u l l a b o c c am i d o n ò u n b r a c c i a l e t t o
a n d a t ea d i r e a S a l l yc h e n o n t o r n e r o . d i t e a l l a q u e r c i ac h e n o n t o r n e r o .
G l i m o n t a is u l l ag r o p p as p a r i ii n u n m o m e n t o M i b a c i o s u l l a b o c c a m i p r o p o s ei l s u o l e t t o
d i t e a m i a m a d r ec h e n o n t o r n e r o . d i l e a m i a m a d r ec h e n o n t o r n e r Ò .

M i a m a d r em i d i s s en o n d e v i g i o c a r e
c o n g l i z i n g a r in e l b o s c o
m a i l b o s c oe r a s c u r o I ' e r b ag i à v e r d e
l ì v e n n eS a l l y c o n u n t a m b u r e l l o .
r3Íl

Zrichilwggia
M u s i c ed i
h DE ANIJRL- M. tsUBOA
- Ar lÀ l^n- F

Allegro vivace
Strum.

62
segue

chis - su che bab - bu

med - du

su-a ru tra-u man

f J U B A L , s . r . l . ,V i a B e r c h e t ,2 - 2 0 1 2 1 M I I - A N O .
c o p y r i g h t G - ì1 9 7 8 b v t - d i z i o n r M u s r c a t i l r , t Î + b * ,
\ E D I T O R I A S S O C T A T I , s . r . l . ,V i a B c r c h c t ,2 - 2 0 1 2 . 1 M I L A \ O . 1 ASSocr.\tI
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Tutîr i diritti sonoriscrvati.
MLR 2
134

ripeti uolte
m'hai lac ti múc-cju e zi - r1

l/ 1t/11 ,
R1 Re Sol ReJ

I , , 'V rl r
H1 Rts R1 Sol

traduztone
D i c h i s s uc h e b a b b uc i h a l a c à t ul a m e d d up a l t it i D ì q u e l l oc h e p a p àc i h a l a s c i a t ol a p a r t em i g l i o r et i s e i
L S e rp r e s a , Lpresa
l u m u n t i g g i ur ú i u c u l u s ú a r ul i à c c h i s u l c í n il u - t r a u l a c o l l i n ar o s s ac o n i l s u g h e r ol e v a c c h es o r c i n e , ei l t o r o
e m ' h a il a c c a t um o n t im ú c c i ue z i r i c h è l t i tmannu e m ' h a Ìl a s c i a t op i e t r e ,c i s t oe l u c e r t o l e . Igrande

M a t u t r s e rt e n t ul u n u e l a c a s ae t u t t uc h i s s uc h e v ' e r a M a t u t i s e i t e n u t oi l r u s c e l l oe l a c a s ae t u t t oo u e l l oc h e
L'ndrentu Ic'era dentro
l i p i r r b u t ì r r oe l ' o l t uc u l t i a t oe d a p ó id i s e i m e s i c h e m i l e p e r e b u t i r r ee l ' o r t o c o l t i v a t oe d o p o s e i m e s i c h e m e
'ndatu
p a r i au n c a m p u s a n t bu u m b a l d a t u In'era s e m b r a v au n c i m i t e r ob o m b a r d a t o I n'eroandato

T i n i s e i a n d a t ua c a m p àc u n l i s i g n u r if è n d i t ic o m a n d à T e n e s e i a n d a t oa v i v e r ec o i _ s i g n o r fi ,a c e n d o t i
[da to muddèri L c o m a n d a rd ea t u a m o g l i e
e l i s o l d i d i b a b b uI ' h a is p e s it u t t i i n . o r ' b o n l : T i l i : , : l e i s o l d id i p a p à l i h a i s p e s it u t t ii n d o l c i u m im , e _ d i c i nee
c h e t o f i d d o l ua c a t t r ' a n naÍ j a j à I ' u c c h j a l i L s q r u r r d r l chetuo f i g l i o l o 4
a a n n ia v e v a g i à g l i o c c h i a l i .L g i o r n a l i

M a m e m u d d è r cr a m p ad a s i g n o r aa m e f i d d o l uc u n n o s c i M a m i a m o g l i ev i v e d a s i g n o r ae m i o f i g l i oc o n o s c ep i u
I p i i . rd i m i l l i p a r é u l i L d i 1 0 0 0P a r o l e
l a t o j a è m u g n e ddi i l a m a n z à n aa l a s e r a l a t u a m u n g ed a m a t t i n aa s e r a e l e t u e f i g i i e s o n o
e l i t o i f i d d o l is o b r u t t id i t a r r ae d i l o z z u I s p o r c h ed i t e r r a
i q u a l c h es e r v o
e d i l e t a m ee a n d r a n n oa s p o s a r s a
e a n d a r à nai c u i u à s sai c a l c h ez i r à c c u
I pastore

C a n d ut u s e i p a l t u t us u l d a t up i a g n i ci o m e u n u s t è d d u E t u q u a n d os e i p a r t i t os o l d a t op i a n g e v ic o m e u n
e d a l i b a b b i d i l i t o i a m a n t it ' h a s a l v a t ut u f r a t è d d l Lbambinetto
e s i l u c u r à g g i uc h e t ' è f i l m a t uè s e m p r ec h ì d d u e d a i o a d r i d e l l e t u e a m a n t rt ' h a s a l v a t ot u o f r a t e l l o
c h i l l ' è m ua v i d i i n p i a z z ac a I ' h a p i ù t o s t ul u m u r r o e s e i l c o r a g g i oc h e t i è r i m a s t oè s e m p r eq u e l l o c e l a
lvedremo in piazza
e p a l u s t a n t up o n r m il a f a c c i a i n c u l u .
c h i h a l a t e s t a d u r a e n e l f r a t t e m p om e t t i m il a f a c c i a i n
I culo.
r35
Parlandodelnoufragio
della
"LondonVolour" Iesto e Mirsiccd
^,^^È
I DL ANDRE_M. BLJBOA

Moderato

63
î7 l'7r
-
Do Sol

t--l
€' +'

7 )
Sol Sol

rt-- P(rylato:
I marinai digeri scono

+TîT 1}-v l
? ó ,?.
7lr
Sol Do Sol Do Sol Do Sor Do Chit. arpeggia

1 l c a p i t a n oh a u n a m o r e a l c o l l o v e n u t o a p p o s t a d a l l ' I n g h i l t e r r a i l di via Roma

r'
Do

sta scenilendole scale ogni dozzina di gradini trova una mano d,apestare ha una frusta
Eiocattolo

l.|'Il'r-|-.,j ra.,,i 't , E t r r i+i


r.rl
v lL) l.J_ r+.] I'L-Lj I' l--tl
SoL Do Re Sol Do

t d i z r o n r \ I u s r c r l r 1 J U B A L , _ s . r . 1 . ,V r a B e r c h e r , 2 - 2 0 1 2 1 I I I L A \ ( )
J \1IL,\\(). t 't,''r8l,r c l!ill br l.,trl,,n,\r.,(, .,. , JUB\L
idltorl proprlctarr. """,.', i DI,IT( ìRI \\SOI ,I\ J I
Tutti i diritli sono riscr!ati.
MLR 2

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t.2.3.4.


7
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Sol
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Do SoI
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Do Sol Do

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Do
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Sol

r;?ete sfumando

lî/ 7I ]îY )
I

Do Sol Do Sol

I m a r i n a if o g l i e d i c o c a d i g e r i s c o n oi n c o p e r t a
l l c a p i t a n oh a u n a m o r e a l c o l l o v e n u t oa p p o s t ad a l l ' l n g h i l t e r r a
l l p a s t i c c i e r ed i v i a R o m a s t a s c e n d e n d ol e s c a l e
o g n i d o z z i n ad i g r a d i n i t r o v a u n a m a n o d a p e s t a r e
h a u n a f r u s t ag i o c a t t o l os o t t o I ' a b i t od a t e .

E l a r a d i o d i b o r d o è u n a s f e r ad i c r i s t a l l o
d i c e c h e i l v e n t os i f a r à l u p o i l m a r e s i f a r à s c i a c a l l o
l l p a r a l i t i c ot i e n e i n t a s c a u n u c c e l l i n ob l u c o b a l t o
r i d e c o n g l i o c c h i a l c i r c o T o g n i q u a n d o I ' a c r o b a t as b a g l i ai l s a l t o .

E l e a n c o r eh a n n op e r d u t ol a s c o r h m e s s a e gli artigli
i m a r i n a iu o v ad i g a b b i a n op i o v o n os u g l is c o g l i
l l p o e t a m e t o d i s t ah a s p i n e d i r o s a n e l l ez a m p e
p e r f a r e p a c e c o n g l i a p p l a u s ip e r s e n t i r s ip i u d i s t a n t e
l a s u a s t e l l as i è o s c u r a t ad a q u a n d oh a v i n t o l a g a r a d i s o l l e v a m e n t p
oe s i

E c o n u n o s c h i o c c od i l i n g u ap a r t ei l c a v od a l l ar i v a
r u b a l ' a m o r ed e l c a p i t a n oa t t o r c i g l i a n d o l lea v i t a
l l m a c e l l a i om a n i d i s e t a s i è d a t o u n n o m e d a b a t t a g l i a
t i e n ef a s c i a t ed e n t r oi l f r i g o n o v e m a s c e l l ea n t i g u e r r i g l i a
h a u n g r e m b i u l ea n t i p r o i e t t i lt er a i l G i o r n a l ee i l g i l è .

E i l p a s t i c c i e r ee i l p o e l a e i l p a r a l i t i c oe l a s u a c o p e r t a
s i r i t r o v a r o n os u l m o l o c o n s o r r i s id a c r u c i v e r b a
a s o r s e g g i a r siil c a p i t a n oc h e s i s p a r a v an e g l i o c c h i
e i l p o m e r i g g i oa d i m e n t i c a r l coo n l e s u e p i p e e i s u o i s c a c c h !
e s i f i u t a r o n oc o m p a t t in e i s o t t i n t e sei n e l l e a z i o n i
c o n l r o o g n i s o r t a d i n a u f r a g ie d i a l t r e r i v o l u z i o n i
e i l m a c e l l a i om a n id i s e t ad i s t r i b ulìe m u n i z i o n i .
137

Fòlaghe
Mi;sr:c cl'
T ^r ^^rnnr ^A î
r. u. t\t\L-,f\t:- tvt. òUBOU

Molto moderato

64 segue Do
Sol

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Sol Do
Sol
Ú
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El-I-l r i' îl-L-)f
Sol Do Sol

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s . r . l . ,V i a B c r c h c t . 2 2 0 1 2 1 r l f r L A N a ) .
L o ' z r o n r ' u u s r c a r rI J U B A L , r:"t,\rishr@ lOîlt l,' f,li?,on, \{ .,,, I Jt BAL
t Eotront A S S o c f A T I , : . r . 1 . ,V i a B c r c h c t2, - 2 0 1 2 1 \ f I L A \ O I DIt(,Fil \ S ) , , , . l . AI I
Editori proprictari.
Tutti i diritti sonoriscrvati.
MLR 2

à
7
r38

Rc JDo

sul
f/
r39

I
Quellochenonho It:i: : r ' , / l r s ' 4a
. ;r

F DEANDRTM BUBCA

Po co mo sso

65 l-:r-: i--t---..l i--3i-.1


S o l o C h i t .b a s . a

- 1 oc h e n o n h o - è u-na ca-mi -cia bian-


Quel

-:-r-: .^--5-j

q u e l - 1 oc h e n o n h o - è u n s e - g r e - t oi n b a n

le tue

p e r c o n- q u i - s t a r - m i l per gua - da-gnar-mi il

- 1o che non ho - e di far - la fran


Quel

l. ai, T 7 -). 7 r-:-t-3


--5-i-.1 l-J.--.=
MI
Sr

quel - 1o che non h<l - è quel cheron mi man

I f lT'Tt'Ít't . -7. t
-3--.l---! '-5---5 r .,,1
Sr La

so-no -
quel - 1o che non ho - le tue Pa ro

- - -
?.-?.-t.-?.- T' -. 7 a
7aT7 ,r,t
i-:--;-3 i--=-i.-l r-:-;-= r-:-.t-= li l', i :
Dolm Si La

per gua-dagnar-mi il cie p e r c o n - q u i - s t a r - mi l so le

f Erlizioni \fusìcali JUR.\L s.r.l.,via B.r'hct' ? - 20121 \flL\\()


- Nfll..\\O
i r-,qOO s.r.l., \'ia Ilcccaria, 5
F.ditort proprletarl. (ìop1.,qhr \fusi,.,, JrLSlJ,l;lil
O loB2bv r.<lizroni
futti i dirilli sono riscrvati. MLR 2 I

.4--
140

-
Quel 1o che non ho - euno ro-1o-gioa-van

l'r7-!l Ít !
Si

per cor - re - re piìr in fret e a-ver- vi piir di

quel - lo cbe non ho - è u n t r e - n oa r - r u g - g i - n i

C. -_C, -
=
t,
_?, _ a, T. -?.- ?'-
.TTrTta
TT?
r-3-i-3 L-J-L! r-5_1g r L.-g-]-3
Dodm Sr

ohemi ri-por-tiin-die da do-ve sonpar-ti -lo chenon ho -


Quel

i.5J r < - T T' T-r' 7r'a -l.,lr


é,-t
lfi
i-3-r-.3 ;--5'g Mt

Q u c l l o c h c n o n h o ò u n a c a n t i c i ab i a n c a
q u e l l oc h e n o n h o r ' u n s c a r r t \ ri n b a n c a
q u c l l o c h e n o n h o s o n ol c t u e p i s t o l e
p e r c o n q u i s t a r mi il c i c l o p c r g L r a d a g n a r m
i l is o l e .

Qucllo chc non ho ò di farla franca


q u c l l oc h c n o n h o è q u c l c h e n o n m i m a n c a
quello che non ho sonolc tue parole
p e r g u a d a g n a r mi il c i c l o p c r c o n q u i s r a r mi il s o l c .

Q u e l l o c h e n o n h o ò u n o r o l o g i oa v a n t i
p e r c o r r c r ep i u i n f r c t t a c a \ r r \ i p i i r d i s r a r r t i
q u c l l oc h e n o n l r o e u n t r c n ol r r r u g g i n i t o
c l r c n r i r i p o r t i i r r d i c t r o. l a d o i c 5 o n p e r t i t o .

Q u c l l o c l l c n o n h o s o n oi t u o i d c n t i d ' o r o
q u c l l o c h e n o n h o è u n p r a n z od i l a r o r o
q u el l u c h c n o n h o ù q r r c r r ap r r r c r i a
^ i ; , f ^ , . , .d c l l r r n a l i n c o n i a .

O u c l i o eh c ' n o n h o s o r r . lrc m a n i i n p n s t a
q u c l l o c h c n o n h o è u n i n d i r i z z oi n r a s c a
qucllo che non ho sei tu dalla nria parte
qucllo chc non ho è di frcgarria carte.

Q u e l l o c h c n o n h o è u n a c a m i c i ab i a n c a
qucllo che non ho è di farla franca
qucllo che non ho sonole tue pistole
p e r c o n q u i s t a r mi il c i c l o p c r g u a d a g n a r mi il s o l c .

Quellochc non ho...


Contadelservopastare
14r

I c s t l c M i r : i c cd
F DEANDRE_M BUBOIA.

66 ,
Srr' sib

sih

c'è un fi - lo di Pa

Fa ^ l Mrb
stp
stb Sri'

qua- l'è - la di - re - zio-ne - me lo im-pa

fa

q u a- l ' è i l - an-co-ra oon

Dom I ú -u
Solm
Solm

Quan-do 1a lu per-de la la e il pas-se- ro - la

quan-doo-gni è al-la

Fa
Srb

ed o-gni ca - neab-ba pren- di stez-zain ma

sib :s +l t Solm

e sof- fia - la nel fiu ve - eti di

f Edizioni Musicali JUB.\L s.r.l,, via Rcrchct, 2 - 201 2 I IIIL.{NO


ì FADO s.r.l.. Via Bcccaria. 5 - l\f IL.ANO.
Editori prop.ietari.
copyright O I9B2 bv rdizioni l\{usicali ,.îB*r:.:il
Tutti i diritti sono riservati.
MLR 2 {
I' r42
:
e co-pri -lo di piu- me. -lo po coa Po

I J'
Solm i+ +'
Re n r itenuto Re

D o l ' e f i o r i s c ei l l o s n r a r i n oc ' ù u n a f o n t a n a s c u r a
d o v e c a n r m i n ai l m i o d e s t i n oc ' ù u n f ì l o d i p a u r a
q u a l ' è l a d i r c z i o n en c s s u l l on t c l o i n t p a r . ò
q u a l ' è i l m i o ' " c r o n o r r r ca n c o r an o n l o s o .

Q u a n d ol a l L r n ap c l d e l a l a n a c i l p a s s c r ol a s t r a d a
q u a n d oo g n i a n g c l où a l l a c a t e n ac d o g n i c a n c a b b a i a
p r e n d i l a t u a t r i s t c z z ai n m a n o e s o f l ì a l an c l f i u m e
v e s t id i i o g l i e i l t u o d o l o r cc c o p r i l od i p i u m c .

S o p r ao g n i c i s t od a q u i a l n t a r cc ' c u n p o ' c l c i n r i c i c a p c l l i
s o p r ao g n i s u g h c r ai l d i s c g n od i r u t t i i n ì i c i c o l t r l l i
I ' a r n o r cd c l l c c a s cl ' a m o r cb i a n c ov c s l i t o
i o n o n I ' h o m a i s a p u t oc n o n I ' h o m a i t r . a c l i t o .

N l i o p a d r c u n f a l c o m i a n r a d r eu n p a g l i a i o
s t a n n os u l l ac o l l i n ai l c t r o o c c h i s c n z nl o n d o S c - e u o nl ao m i a l u n a
nottc nottc nottc sola solaconlc il nrio fuocr_t
p i c g al a t c s t as u l m i o c u o r c L -s p e s n i l op o c o a p o c o .

FiumeSondCreek
,,-e:t:': ,',1,: . .. :
E DEANDRE M BI.JBCLA

67 1,. ó.lr\( )
- - ;
l

I n o - s t r o c u o - r e s o t - t ou - n a c o - p e r - t a s c u - r a s o t - t ou - n a l u - n a m o r - t a

p i c - c o { a d o r - m i - v a - m os e n - z ap a - u - r a f u u n g e - n e - r a - l e d i v e n - t ' a n - n i o c - o h it u r -

a s^ol

- c h i - n i e g i a c - c au - g u a - l e
fu un ge-ne -ra - le di ven -t'an-ni fi -glio di untem-po -

Sol Fa

ièun d o l - l a - r o d a r - gen-to sul fon-do del Sand Creek.

I Ildì?ion; l{rrsìcal, JUII-\1. s.r.ì., I rrlttt \ilt.\\o.


I f ' { l ) ( ) r . r . l . .\ r a U e , . . , , i . , , 5-
I:,rlitori proprictari.
I'ulti i diritti sono riscrvari. ( ì o p ' r ì r r r r! r e B r b v L < i i z i o nti\ r L r s ì < e r i
MLR 2 { i.ii32j.,l;li]
tr$t

t r o p - p ol o n - t a - n t s u l - l a pi-sta del bi - son-te


I n o - s t r ig u e r- r i e - r i

e+
Fa

di - stan-te di-ven-tò sem-PrePiìr for-te


quel - la mu-si-ca

-
chiu - si gli oc-chi Per tre v o l - t e m i r i - t r o - v a i a n - c o r a

c h i e - s i a m i o n o n - n oè s o - 1 o u n so-[lno mlo non -no

ta

vol-te i Pe-sci can-ta-no sul fon-do del Sand Creek

il l a m - p ol n u n o -
-gnai tal-men-te for-te che mi u-scì il san-guedal na-so

la - cri - me piu
nel - l'al-tro il

1 ' a 1- b e - r o d e l - 1 a
pic-co- le la - cri - me Piìr gros- se quan-do

l) t,

s t e l- l e ros-se o - ra i bim-bi dor-mo-no nel

let-to del Sand Creek


7
144

M
-Î:J' Y"j O
_Ú-- Pot CorÌ't

S i s o n p r c s i i l n o s t r o c u o r e s o t t o u n a c o p c r t as c u r a
s o t t o u n a i u n a m o r t a p i c c o l a d o r m i v a m o s e n z ap a u r a
f u u n g e n e r a l ed i v e n t ' a n n i
o c c h i t u r c h i n i c g i a c c au g u a l e
fr ,u, ,u, r. r . c . n r a l n ,li r n111'3111i
F,Lrrrrq
figlio d'un tcmporalc

c ' ò u n d o l l a r o d ' a l g c n t os u l f o n d o d e l S a n d C r e e k .

I nostri gucrricri troppo lontani sulla pista dcl bisonte


e q u e l l a m u s i c a d i s t a n t cd i v c n t ò s e m p r ep i ù f o r t e
chiusigli occhi per tre volte
m i r i t r o v a i a n c o r al ì
c h i e s ia m i o n o n n o ò s o l o u n s o g n o
m i o n o n n o d i s s es ì

a l ' o l t e i p c s c i c a n t a n os u l f o n d o d c l S a n d C r c e k .

S o g n a it a l m e n t ef o r t e c h e m i u s c ì i l s a n g u ed a l n a s o
i l l a m p o i n u n o r c c c h i on c l l ' a l t r o i l p a r a d i s o
le lacrimc più piccole
le lacrime più grosse
q u a n d o 1 ' a l b e r od e l l a n e v e
fiorì di stellcrosse

ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek.

Q u a n d o i l s o l e a l z ò l a t e s t a t r a l e s p a l l ed e l l a n o t t e
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
t i r a i u n a f r e c c i ai n c i e l o
per farlo respirare
tirai una frecciaal vento
per farlo sanguinare

l a t c r z a f r e c c i a c e r c a l as u l f o n d o d e l S a n c lC r e e k .

S i s o n p r c s i i n o s t r i c u o r i s o t t o u n a c o p c r t as c u r a
s o t t o u n a l u n a m o r t a p i c c o l a d o r m i v a m o s c n z ap a u r a
f u u n g e n e r a l cd i v e n t ' a n n i
o c c h i t u r c h i n i e g i a c c au g u a l e
f , , ,u,, -, ^ ^ - ^ - ^ l - J : . . ^ n t ' u n n i
ru È\LilL,

figlio d'un temporale

ora i bambini dormonosul fondo del Sand Creek.


145

HotelSupromonte
Testo e r^i'1Lr'r,.
it C
E DEANDRE_M BUBOA

Molto moderato

68
vai- al-l'Ho-tel- su-Dra-mon-te- cie-lo-

fiam-me -

let-te-ra -

gior - no -

scu-8e_

e o - ra viag-gi - e sei per-du-ta-

f I-rjrzìoni lvfusicali JUR-\L s.r.l., via Rerchct, 2 - 20121 \fIl-,\\O


ì f .\DO s.r.l., Via Ileccaria, 5 - lr1ILA\-().
F:,:.,ri proprietari,
f.:lr r drritti sono riscrvati. C o p l r i g r rOr l e B 2 b v l d i . : r c n \rf u s , r . , i r
MLR 2 | Ìlrllj,:,:i]
t48

ma do -ve - v'è il - tuo a

ma do -ve - to il tuo a

rofs.-

E s e v a i a l l ' H o t e l S u p r a m o n t ec g u a r d i i l c i e l o
t u l ' c d r a i u n a d o n n a i n f ì a m m ee u n u o m o s o l o
e una letteravera di notte falsa di siorno
e p o i s c u s c a c c u s ee s c u s c s e n z a r i ù r n o
e o r a v i a g g iv i v i r i d i o s e i p e r d u t a
c o l t u o o r d i n e d i s c r e t od e n t r o i l c u o r e
ma dove dov'è il tuo amore,ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una boccaper bere e non è facile


g r a z i e a t e h o u n a b a r c a d a s c r i v e r eh o u n t r e n o d a p e r d e r e
e u n i n l i t o a l l ' H o t e l S u p r a m o n t ed o v e h o v i s t o l a n e v e
s u l t u o c o r p o c o s ì d o i c e d i f a m c c o s ì c i o l c ed i s e t e
p a s s e r àa n c h e q L l e s t as t a z i o n es e n z af a r m a l e
p a s s e r àq u e s t ap i o g g i a s o t t i l e c o m e p a s s ai l d o l o r e
ma dol'e dov'è il tuo amore,ma dovc è finito il tuo amore.

E o r a s i e d o s u l l e t t o d e l b o s c oc h c o r m a i h a i l t u o n o m e
o r a i l t e m p o è u n s i g n o r ed i s t r a t t o è u n b a m b i n o c h e d o r m e
m a s e t i s v e g l ie h a i a n c o r ap a u r a r i d a m m i l a m a n o
cosaimporta se sono caduto se sono lontano
p e r c h é d o m a n i s a r à u n g i o r n o l u n g o e s e n z ap a r o l e
p e r c h éd o m a n i s a r à u n g i o r n o i n c e r t o d i n u v o l e e s o l e
m a d o v e d o v ' è i l t u o c u o r e ,m a d o v e è f i n i t o i l t u o c u o r e ,
t47

Franzisko
Iesto e MLr-srrc
d
E DEANDRE M BUBOA

Allegro moderato

69 -,
1 -- ,-/
I-J--J--J \egue | -----------' Srb
Fa Srb' Fa7
,Ì,

Han-no det-to che Fran stan - oa di Pre

n o t- t e a l - l a

q u a n - t oè p i o - c o - 1 oi l suo gran - de mon - la-gna

quan-to ta-glia il suo do piir di un col-tel di Spa

ban-di - to

que-sta not-te dor - mì-rai - col suo ro-sa-rlo - to in-tor-no al tuo fu-ci

Tu ban-di - to sen - za na - setr - za stel-le e sen za for-tu

I t : :,ori l\f usìcali JUB-\L s.r.l., via Berchet, ? - 20121 l\lIL_{\O


, t {l)() s.r.ì., Via Beccaria, 5 - llf ILAliO.
f:.:_:. proprietari.
;-:r. r dirltti sono riservati. coprriqlr I e B 2b v I d , , . r r \ f ,
MLR 2 I i,i;l,',
l4a

al tuo

H a n n o d e t t o c h e F r a n z i s k aè s t a n c ad i p r e g a r c
t u t t a n o t t c a l l a f i n c s t r aa s p c t t ai l t r - r os c g n a l e
q u a n t o e ' p i e e o l oi l s u o c u o r c ò g r a n d el a m o n t a g n a
q u i n t ù t L r g liil s L i ud u l o r c p i u d i u n c o l t c l l o ,c o l t c l l od i S p a g n a .

T u b a n d i t o s c n z al u n a s e n z as t e l l ec s e n z af o r t u n a
q u c s t an o t t e d o r m i r a i c o l s u o r o s a r i os t r c t t oi n t o r n o a l tuo fucile.
T u b a n d i t o s e n z al u n a s c n z as t e l l ee s c n z af o r t u n a
o u c s t an o t t e d o r m i r a i c o l s u o r o s a r i os t r e t t oi n t o r n o a l tuo fucile.

H a n n o d c t t o c h c F r a n z i s k aè s t a n c ad i b a l l a r e
con un uotnochc non ridc e non la può baciarc
t u t t a n o t t e s u l l a q u e r c i al ' h a i s e g u i t ai n m e z z oa i r a m i
d i c t r o i l p a l c o s u l l ' o r c h c s t r ai t u o i o c c h i c o m e d t l e c a n i

N l a r i n a i od i f o r c s t as c n z as o n n o c s e n z ac a n z o n i
s e n z au n a c o n c h i g l i ad a p o r t a r c o una rete d'illusioni.
I t { a r i n a i od i f o r e s t as c n z as o n n o e s c n z ac a n z o n i
s e n z au n a c o n c h i g l i ad a p o r t a r ec una reted'illusioni.

H a n n o d e t t o c h e F r a n z i s k aè s t a n c ad i p o s a r e
p e r u n u o m o c h e d i p i n g ee n o n l a p u ò g u a r d a r e
f i l o f ì l o d c l m i o c t r o r ec h e d a g l ' o c c h ip o r t i a l m a r e
c ' è u n a l a c r i m an a s c o t ac h c n e s s t t n o mi sa discgnare.

T u b a n d i t o s c n z al u n a s c n z as t c l l c c s c n z af o r t u n a
q u c s t an o t t c d o r m i r a i c o l s u o r o s a r i os t r e t t oi n t o r n o a l t u o f u c i l e .
T u b a n d i t os e n z al u n a s c n z as t e l l cc s e n z af o r t u n a
q u c s t an o t t c d o r n r i r a ic o l s u o r i t r a t t o p r o p l i c -sr o t t o a l t u o f u c i l e .

H a n n o d c t t o c h e F r a n z i s k an o n r i c s c ep i u a c a n t a r e
a n c h c I ' u l t i m a s o r e l l at r a u n p o ' v e d r à s p o s a r e
l ' a l t r o g i o r n o t " f a l t t o u o n t o l e h a s o r r i s op e r l a s t r a d a
e r a c c r t o u n f o r c s t i c r oc h e n o n s a p c v aq u c l c h c c o s t a v a .

I V l a r i n a i od i f o r e s t as c n z as o n n oe s c n z ac a n z o n i
s e n z au n a c o n c h i g l i ad a p o t t a r e o una rcte d'illusioni.
N ' l a r i n a i od i f o r e s t as e n z as o n n o e s c n z ac a n z o n i
s c n z au n a c o n c h i g l i ad a p o r t a r c o una retc d'illusioni.
o pezzecU
t2l9

Seti tngliossero

Moderato

70
-glias-se - ro a- gez - zet rao-co-glie

cu - ci - reb-be

s
ri

l u n- g o i l fo -glia

pa-ro-le I re, pa-ro-le d'a-mo h o a s- s a g

I i..:.zroni \fusicali JUBAI- s.r.l., vie Berchcr, I - 201?t \IIt..\NO


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MLR 2
r50

CODA
DalX al0
poi Cod,o

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e l a l u n a t e s s e r e b b ei c a p e l l i e i l v i s o
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume


che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiatole tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame


mai ballato così a lungo
lungo il filo della notre sulle pietre del giorno
i o s u o n a t o r ed i c h i t a r r a i o s u o n a t o r ed i m a n d o l i n o
alla fine siamo caduti sopra il fìeno.

Persa per molto persa per poco


presa sul serio presaper gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
l a f o r t u n a s o r r i d e v ac o m e u n o s t a g n o a p r i m a v e r a
s p e t t i n a t ad a t u t t i i v e n t i d e l l a s e r a .

E adessoaspetteròdomani
per avere nostalgia
s i g n o r a l i b e r t à s i g n o r i n af a n t a s i a
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T ' h o i n c r o c i a t aa l l a s t a z i o n e
c h e i n s e g u i v ii l t u o p r o f u m o
p r e s ai n t r a p p o l ad a u n t a i l l e u r g r i g i o f u m o
i giornali in una mano e nell'altrail tuo destino
c a m m i n a v if i a n c o a f i a n c o a l t u o a s s a s s i n o .

Ma se ti tagliasseroa pezzefti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbei capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.
t5l

Verdipascoli
,taSLaa,,,/,Jr,SiLId
E DEANDRE- M BUBOA

Moderato

7I
mr

a n - g e - l o è u n b a m - b i- n o spor ri - chi - no las - sìr, las - sir nei ver - di pa - sco -

pre - sto

in fon - do al ra sor

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f [ , d i z i o n i M u s i c a l i J U B A L s . r . l . , v i a B e r c h e t ,2 - 2 0 l 2 I l v l I L A N O .
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MLR 2 i
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fon - do al

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La

rtlete

Gli aranci sono grossi Non c'è d'andarea scuola


i limoni sono rossi ti bastauna parola
l a s s ù , l a s s i rn e i v e r d i p a s c o l i . l a s s ù ,l a s s u n e i v e r d i p a s c o l i
Ogni angeloè un bambino c'è carne da mangiare
sporco e biricchino erba da sognare
lassù,lassù nei verdi pascoli. l a s s ù ,l a s s ù n e i v e r d i p a s c o l i .
E o r a n o n p i a n g e r ep e r c h é E o r a n o n p i a n g e r cp e r c h ó
presto la notte finirà presto la notte finirà
con le sue perle stelle e strisce con le sue perle stelle e strisce
in fondo al cielo in fondo al cielo
e ora sorridimi perché e ora sorridimi perché
presto la notte sc ne andrà presto la notte finirà
c o n ì e s u c s t e l l ca r r u g g i n i t c con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare. in fondo al mare.
La radio suona scmpre
canzoni da ballare
l a s s ù ,l a s s un e i v e r d i p a s c o l i Gli aranci sono grossi
niente da scommettere i limoni sono rossi
tutto da giocare l a s s ì r ,l a s s ù n e i v e r d i p a s c o l i
l a s s ù ,l a s s u n e i v c r d i p a s c o l i . papà non c'ha da fare
E o r a n o n p i a n g e r ep e r c h é papà ti fa' giocare
presto la notte se ne andrà l a s s ù ,I a s s ùn e i v e r d i p a s c o l i .
con le sue perle stelle e strisce E o r a n o n p i a n g c r ep e r c h é
in fondo al cielo presto il concerto finirà
e ora sorridimi perché
con le sue perle stelle e strisce
presto la notte finirà
in [ondo al cielo
c o n l e s u c s t e l l e a r'n" b
r pòs" i"n' "i r e e ora sorridimi perché
i n f c , n d oa l m a r e . p r e s t o i l c o n c e r t os e n e a n d r à
c o n l c s u e s r c l l ca r r u g g i n i t e
in fondo al mare.

I
rift

Creuzade mij
ra(Iaì ', rt .. '.'

E DEANDREe M PAGANI

Moderato
liberamente

72
a tempo

-=---//

Um- bre de mu de mai - né dun - de du v(.

Diu Lrlau

scru-g'a e osse dau Dri-a- aa fun- tan-a

f Edizioni Muicali JUBAL s.r.l.,via Btrchet,2 - 20121 NÍILANO


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r
164

cà de pria. an - da- e- an - da- e-

an - daay e-

Sol
Re Re La
Re
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aÀ du uy

La Sol
R" R"

E 'nt'a cà de pri - a chi ghe sa - ià in - tb cà du Dri - a cheu nu

Lú - gan fac - ce man- dil - là

Sol
Re

quei che du luas - su pre - fe - ri - sci - an fig - ge de fa-m( - gia

de bun peu am- mià - le seo - zau g'utr - dun.- E-

atr - da- e- an-da da ay

Sol
Re

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ll 2.
Dat X
ad. libt'tunt

/ " 4 U L AI r i E a / ^"1.ra;
'REUZADEMA (t) li

Umbre de muri muri de moiné O m b r e d f a c c et c c : ' . , : ' . ' " ' ( '
dundene vegnìduve l'è ch'oné da dove v€nrl€ dor a a"e .:''(:a'..:
'
do'n sciw duveo l'ún-o o se mustronúo d c u n P o s t o/ 6 Y 2 i 6 ' - ' t t ; s ' - c s : ' I ' -

e o neutte o n'ò puntou u cutellu ò guo e i c n o t t e c ! h o D L ) . , i a ' .rai c o l a , l . . . ' ,


e a no''o" : 'a .'
e o munîa l'òsegh'é restouDiu '." - '-'
t tD n v o i A e i n a r e i o a a >
u Diòu l'é in Eèe u s'e gh'e foetu u nìu ' : . :..
ne sciurîimmu do u mo pe sciugÒe osse uS.EtTA,jat r,Ata !C, 1l:: -.J.':
i,. '. - ,".
do u Drio
'nto o i J af a . t a n ó d e c o i o ' ' n 5 '. e ' 1 . j a l s - :
o o funun-o di cumbi cò de Prrc
E'nt'o co de Priochi ghe sotò
int'òcò du Drìo che u nu l'è moinò
gente de Lúgonfocce da mondillo neliccosodeilA:'aret:a'! ' -ì- r -ra' '.j c
qui che du luassuPreferiscionl'ò ge.te ci Luganclacc da i.ttFl,aÒorsc
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figge de fomiggio udu de bun Qrei/r6h6dellosptpolcprcler,saono
che i peu ommùle senzou gundun tagczze dt famqlro odoredt buono
Eo
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Donseveue cose che doiò che DuatguarCorlesenzapteser'/attvo
cosedo beive,cosedo mongto [ - : , o , : oD C . e . ù A ' e A s Ag O O ' A
cosadc bere.cosedo rrìongtare
frittuo de pigneugioncu de Purufin
fr,tturc rJ:fescoirnt bnnco d, Portoftno
Eervellede boe'nt'u meximu vin
losognedo ftddiò oi quottu tucchi ceryellear,,gne//one//oStessovrno
(2) iosagnedo toglnre at Qldttro srgni
Ncittgu in oegrudusede lévrede cuppi
postt.cDrn ogrodolcedt tepredt tegole
E'nt'o borco du vin ghenoveghiemu
nsc'ischeuggt F nellobarcodel vtnoct nougheremo
'nt'i sug,scogi'
emigronttdu rìe cu'i ctoi euggi
finchéu mottn cresciòdo puéilurechéugge emtgrcnttdellansotocan t cn)ootnegtt
ACCni
frè di goneufferue dè figge
bocond'o cordo morso d'oeguoe de so [tnchet! mattna crescercda poterlo
cheo ne ligo e a ne poru'nte'no creuzo rcccaSttere
de mò. fratellodet gorofonte dellerogazze
pao o.p oeta cordorîorcto d a(e -o e
( I ) Creuzo:qut tmpropriomentetrodotto 5Cl€
mulottiero. ln reoltà lo Creuzo è nel ahe cr /e8o e ct porto tn uno fi]t)iatltera a
genovesotouno sttodo suburbonoche
storre fro due muri che solitomente
determinonoi confinidi proprieÎo.
(2) Lévrede CUPPrgatto.

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Jo^in-o
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T DEANDREe M PAGAN/

Moderato

73

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Ul Lai
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cu'a buc - ca spa- lan-cà- morsciu de car - ne dúa_

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stel-la neigra ch'a lu me veug'-giu 'nte


l'u-mi - du du- ge

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de lb-m6 dú teu

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me Per- cu - trle se n u r l u - s c 1 o a e s s ep o r - c u cum-me r feu

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f Edizioni Muìcali JUB,\L s.r.l., via Berchet, 2 - 2012 I N{IL-{NO,


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stac - che - Ja-min-a

fat-t'am-mi - à Ja-min-a

du - ve gh'è pei gh'b amìr

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sùl-tan-a dee ba-ga-scic daqghe cia-nìn Ja - min - a nu na-ve-g'a spun-da

e-J

prim-ma chb que ch'a mun - ta e a chin 'nte


tru me se de-sfe

dau grup-pu
Dat X
ad, libitum

JAMTN-A IAMiNA
Lenguo'nfeugo Jomin-o l,nguo,nfJocota lcrnrna
luo de pelle scúo irlp0ú1pe/ie5CL/r,,
cu'o bucco spoloncò er,o la haere <hninnrnrn
morsciude corne dúo morsod/ carnesoda
stello neigro ch'o lúxe ste/lcnerc cne Ònlla
me veuggiudemuò rrt ,/ogttodrventre
'nte
l'úmidu duge teil umrlo dolce
de I'omè dú teu orueò dr.irnreiedel tuo alveore
mo seulamin-o sorellarr,,olomtno
îr me perdunié n] Detlonerot
se nu riúsciòo ésseporcu se non rusc/ro, essereporco
cumme i teu pensè comet tuol!ens/er/
destoccheteJomin-o stoccott Jamtno
lerfe de úgo spin-o lADDraQtrva SDtna
fott'ommìoJomin-o fottt guorda,ejÒrr,,no
roggiu de rnussoprn-o get[o d/ fica sazn
e u m u r u ' n t us ú Ù s la locctane/ sudore
súgude so de cheusce ,,Jgodt saledr coscre
duve gh'è pet gh'èomu sulton-ode e dovec e pelocè omore
bogoscie s-itonodeiletroie
dogghecionìnJomin-o Doccipnnolamtno
nu novegode spundo .on no'/tgaredt spanda
primmo ch'o cud: ch'ò munu e o chin-o Drtmocne lo vagltachc sc/ee sccnde
nu me se desfe'nteI'undo non m/ sr dtslinellonda
e l'(trttmurespiuJomin-o e tulrmo res?tra Jorntna
regrn-omuoé de e sombe regrnamadre de/iesornbe
me u tegnu pe sciurtl vivu ^ìc io tengoper usctrelvo
do u gruppu de e teu gombe i)i .aca oeilelre gdrîDe
r59

Sidun
I e s t c e / t 4 r l - ! r ' i ''r
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F,DI ANDHTe M PAGAN/

Moderato
liberamente

74 Solo Chit

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162
I
I
I

SIDUN 5rDOllE
U me ninin(l) u me it mio bombjna tl mta
uma rlmrO
/erfe grosseou su iaDDra grosseai sole
d'omé d'omè ót mtele dt mtele
tùmu duge benignu tumare oolce Dentgna
de teu muoe dt tuo modre
spremmúu'ntomoccoio spemlto nellofo umdo
de ste de sta d e i /e s t c r e d e / / e s r o t e
.^ 1'...\e
e oua grúmmu de songueouége rÈur v, qL,

e denu de loete e dentrdr iotte


e i euggi di surdow chen orroggè e p l t O (( | do \AdAt. cqn, n| ObD,Olt
cu'o scciúmmoo o buccococciuéide bà con lo schtumoollo bocco
o scurrto gentecumme selvoggin-o aoccntarrd ognelll
finch'u songuesoNoegunu gh'òsmurtnu. a ^Sepu,r€/c gente come sel,ogg,no
C^-^^ .l -^^^,,^ -^1,,^è,-^
o que irl ,Lr rq 1' )ur /xuq )gryuLrLU
e doppu u feru in guo t feri d'ò prixún non glt ho spentolo vogln
'nte
e ferie o semensovelenusod'ó e dODo,'fsrr6n gg,o,ferr,dettoDngtone
depurtozìún e nelle fct tte ,r Spr.p . c/Fnn\O de/iO
perchède nosttu do o cionúo o u meù depo40z,one
nu peuo ciú cresceoerbuni spiconi flggeu De,Ched' nostro doln Denuroal mOdo
cioo me'nin l'eredita nna ^t, t ..Ò<aèrÒ
I'rn(cn P 'u \'!J\L' 1lFlèt a 'np
' . <hton
' , ' 7 " , , i np

/'è oscuso rò "


'nte
sto qitta coo bombno mto I'eredrta
ch'o brùxo ch'o brúxc e ndscosto
inta setoche chin-o tn questacttto
e tn stu gron cioeu de feugr, che bruaa che bructo
pe o teu morte prcctn-o. nelloseroche scende
p- n OùeStO pr6n6lp tlrp a, [',OCO
J"-"_-

che sto per bombino


(l) Vezzeggìouvo ìFr ln f t rn htaanln m^fip

[.
rcf

SinonCa\udònPosciò
/..si' -'Vlri,. i

E DE ANDREC M PAGAN/

Moderato

segue

sciab-bre se zeu- ga'l l'è re - stir du - v'a

me- oa-lua

zu du mà gh'è'o sciu tun che quan-duu ved-deè brút - te

quan-duu ved-ded bel ve - gnea gal

--'---/

pig-giaéé gam-beee

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t64

lou e'è gaa-giou tra - vag - giu dùu-- vu- ga

pre- xu -îé-. spun-oia spua-ciau rem-mu au pé- vu - ga t'è da vu-gà

l,f
fl
nr
La Si Mi

ti- a ti-au rem- mu fin -

nr
Mi

I
quo- sta a l'è a me stò - ia veuggiu cun- tà 'n pò prim- ma
ch'à ve-già- ià ame

Mi

pe- ste 'ntu mur- tà que- sta a l'è a

'nsci lib - bri de


stó - ia S i - n à n C a - p u - d à np a - s c i à . sut-tuu ti-mun cu 8'ran

Mr

ca- ru c'u mu-ru'ntehbrod-,r fd- ru 'ú.a neut-úe


ch'u freidu u

Mi La Mi La

gra-scta u te spúa e u te re- mor-de

La Mi

set-tòuu petr - Meo - ca ved-de éU-ri 'trsce 'na


3ec-ol ti-mon a le - bec-ciu sar- vàn-du-ghea vit-taeu 3clr-

-bec - cu mù me bel-I'a- mii a sfur - ti - na a l'èh gri - fun ch'u

nr î
La si

frt
rl
La Si
a^dlib.

5INANCAPUDAN PA5C'A e t'ó veuggiucunu do ollora la conzone I'ha conrctc


I/) 'n
'nsciò
festeflosciè goléa fi primma ch'à a vegiòio ',:'-a
-. -
'ntu
e saobbre sezeugono lun-o o rne peste murtii e I iovora e dtventoto fattcc

o me o l'e restoduv'ol'éo e questoo l'è o memóia voga devt vogore Drlgtontera


a memóio du Q,igo e sD/ng/
Denu remenoluii furtin-o vogodc/, ragore trn,buto
mo'nsci libbri de stóio
(2) intumezudu mó
'n SinÒnCopudòn Posciò e tro (ío ii remo ftnoal cúora
gh'è pesciutundu
E digghea chi me ciommo rénegiu e qlesro è 10rr,E star,o
chequonduu veddeè brúne
che o tîtne é ricchesseo |orgenw e l'óu e te ia vogltorocca.iata
u vo'nsciu fundu
Sinongh'o losciòude luxî ou sù ùn po Drtrîtoche:a uea(aco
tnw mezudu mò
giostemmonduMumii ou posw du Segnù mr pest/nei r'a'-.aa
gh'e'npesciu pollo
inu mezu du mò e questae /c rrero' ;
chequonduu veddeè belle
gh'è'n pesciuundu lo memoro del C catc
u vegneo golla
che quondu u vedde é brútte mo sulltDnot stat,a
E ou posu d'i onnich'eondexenueve
u vo'nsciùfundu Snòn CapudcnPascò
sesunpiggioèé gombee e ma brosse
intu mezu du mo e sottorl ttnone del gron corro
nueve
gh'è n' pesciupollo can e loc( a ' sr 6, 9q66, t6' , -
d'olluoo consúnl'ò cantou tnmbttu nÒÌt p -f.p
che quandu u veddeé belle t tnn !' 'u , frprlrln
lvvv
t t not
! i i Ce
e u /ous'ègongiouin trovoggiudùu lt .rtn\ît.n
" t'

c tt ttmotóe
u vegneo gollo tt S|'t nln
vugot'è do vugàprexuné
e r/8ey sedutopensoolla Meccc
e spunciospunciou remmufin ou pé ll ) Ne/lo secondomew del XY secoloin e vede/e Urì su uno secco
vugot'è da vug6turnieu (3) uno sconto olle isole Gerbe tro le flotte gh gro I ttmone o libeccto
e tJotJou remmuftn o u cheu dello repubblicodi Genovo e guello solvondogltlo vtto e lo scnbecco
e questoo ,'è o rnestoio turco insiemead olvi prigionierivenne omore mio bell'omore
e t'ò veuggiucuntÀ cotturoto doi Mori un morinoio di nome la sfortuno è un owoltoto
'n pò primmo
ch'ò vegiòiò Cicolo che divennein íegurto Gron Visir
'ntlJmuttii chegtrc tntornoollo testodeil'ralbec,iie
o me peste e Serroschieredel Suluno ossumendoil omore mp bell'omore
e guestoo l'è o memitio nome di SinànCopudòn Poscià. ln cfnrtt tnn è t ta anTz^
o memóiodu Cigi) (2) Riarnello popolore di olcune locolito rhp vnln nf.rnn nl <PdPrP DL
Jrvvi I
I ".C,-c
mo'nscilibbride stbio rivieroscheur reniche. è nt tè<tn p ln mtn <tortn
SinànCopudànPosciò (3) Turwieu: letterolmente " imbuto'.'
e te lo vogltoraccontore
E suttuu timundu groncòru Termine usoto per indicoreun individuo un po' pnmo che lo vecchnrc
c'u muru'nte'nbroddude foru che mongio smodotomente.
'no neutîe rni pestrnelmortoio
ch'u freiduu te morde p nt ttr<tn à ln mcmnrn
u te giòsciou te spúoe u te remorde SiNANCAPUDANPASCiA
lo memono dt Crcolo
e u Beyossettòuu pensoo Mecco Ieste fosciútesullogoleo
'nsce'no secco mo sui iibrt di storio
e u Yeddeè Uri le scnbolest gtoconoIo luno \'nnn I at,, ,ànn Pn<r n
ghegiu u timùno lebecciu lo mio è nmostodov'ero
E dtglio ch mi chtomarnneFci.
saruàndughe o vitîo e u sciobeccu per non sLuzzcorelo fortuno
che a tutte le rrcchezze altc,?e'': '. , ,
omúme bell'omù tn rnezzaol more c'è un Descetondo
Snon ho concesso d, 1'11i' ' '.- .
o sfurti,n-oa l'è'n grifun che quondovede/e bruttc v6 5utfondo
besternmnndo Moorre:.:: . , :'- '.
ch'ugio'ngiuò testodu belinun n mezzo ol more che n pescepollo
n mezzool more c e -' :a: -- "
amùme bell'omi) che quondorede ie beiiev,2n23 96116 rhaa,,nnÀn.èdè -'' ".

o sfurtin-oo l'è'n belin e oi postodeghonntcheeronodrcnnnove


n mezzoal rnare(t -' t,|: ': I .
ch'ù xeuo'ngiuou cú ciúvixín sr sonopresrle gombe e le mrc broccto t 'a . -'
!r h a \ n,,nnàr,
vuu
,.a, .a.
e ouestoo l'è o me suiio NUOVC
r66

A prttimo
I e s t ce . M r s i c cc r
F DEANDRECM, PAGAN/

Moderato
76

su ghe pos - su nu gh'ò ò bras - ee po fà u nai - nd

'1"
o
I
Soll Sol Soll
Re Re T-
re in-fua-do a e brae - nu gh'ò m&s-8a-oan

6 l-r o
Sol Soll Sol
Re R. R"

gh'ò 'a pi - guu dùu oh'u pe h

cr o cî
Sol4 Sol Sol4
l(e E; T;

gh'ò 'qa oa - scet - ta lar-ga h dí giù-stu peE-

S ol 4
-R; Sol

de- a'o fi - u.

o
Sol 4 Sol
T, F'

f Edizioni Muicali JUB.A,L s.r.l., via Berchet, 2 - 201 2 I MIL-A,NO,


I FADO s.r.l., Via Bcccaria, 5 - MILANO.
Editori proprictari.
Tutti i diritti rcno riservati. copyrightO 1e84bv EdizioniMusicali fYt"ti;lil
MLH 2 I
tct

E vad - du in'
DatXat9
poi seguc

mi sun'a ti - ma ri- spet-tà a cun

Sol4 Soì 1
-K 6 R,

che quan-du a ma l'è'o stras - sé ghe dó du m a e .

Sol4
Re

- -1_l-=

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Re La Ro

'A
PITTIMA(I) LA P'lr r,'1É
Coso ghepossughe possufó C o s o c i p o s s oi b . e
se nu gh'ò e brossepe fo u motno Se ,rOn hO le D,OCCiO per [Are ;l r:1,'1-,r ._
se infundoo e brossenu gh'òè mòn 52 fondo oilc broccto,on ho te n,i.:'
, n
du mossocón Cel rnt,rc: ,' :,
e mi gh'ò'n púgnudúu ch'upò'n niu e f c ,,î DùgÒaoùra cne semDra Ltî ., a.,
'n -.'
gh'ò'no coscettolorgo diu ha tn lornre
ò ' - àtto
lnroet t n

grústupe oscúndtmec'u vestíu Der.cs(andermtcon r/yestrf


g/Lrsto o
deréo'n fiu d,c" - : .'
e voddu in giu o gerco i diné e vodo n guo a (hedere t soldl
o chi se i tegne e ghe l'òn preste d chi se /r t/ene e glrclrhcnno prestctr
e ghe i dumondu úmidomente e gleh damanda ttmóamente
mo in mezu o gente î O n - e 1 / O C t '. ? e " :
e o chi nu veu dAseroxún e o cnt non vuole oorsi rogtone
che pò de stónúò cuntru u Uun c h e s e m D r e d t s t o r n u t ì r ec o n t r a t l l u o . a
ghemondu o dî che vrvel'è còu q l t m o n o o a 1 t r e c n e v t v e r ee c a r a
. mo o bu-n mercou mc a Duan nîercoic
mi sun'no pifumo rispeno D S O n Au n A p / f t / m d r i s p e t t o t d
e nu onó'ngíuo cunlo e n o n o n Ó a r e1 î g t r a o r c c c o n t a r a
'n
che quondu o vítttmo l'e sùossé C h e q ù A n d Al O v i t i t r n j e u n a S t r a c a t o . a
ghe dó du ma glt da 'ci - '

(l) Allo pit:Úmo, oncorooggi snonimo


di personoinsistente,noiosoe owicctcoso,
si offidovo il compiu do porte di cinodini
privou dell'onùco Genovodl esigerei
crediudei debitoriinsolvent.

-
r68

A dumenego
Testoe Mr.tsrcct
d,
hT l)t
^r i^ r^^-
ANDREe M, PAGAN/

Moderato

77 ltl

(n")

Mosso
- me- ne-g'a fan cap-pel - lio oeu- vu rreu- vu u cu 'a ma-

-da-maa te - sta o
ma'D be - lin che fe - sta o be - lin che fe - sta a tùt-ti a -

- preu -vu à pruc ces - gtun Te


d'a re - sin-a du Te tia

Re
L" Rc

-cià de cheu.scee de tet tiu ghe fan u - scià-tu an-che i prc cta ma-ma

f ! q i : i 9 n i M u i c l l i J U B A L s . r . l . , v i a B e r c h e t ,Z - 2 O l 2 l M I L . { N O .
I . | A P O s . r . l . , V i a B c c c a r i a ,5 - M I L A N O .
Èqrrorr proprretart.
Tutti i dirirri rcno riservati.
MtR 2 C o p y r i g h@
r r e 8 4b y E d i z i o n M
i usicati
I i!.r$;l,l
r69

ma- ma dam-me é lan-che veug-giu a-sà, a ca sín veug-giu a-r,à.a ca - srn ciù s'ad -

cit - tae eug-g'l e

quel-lu che ou_ eab-bu e a C i a m - b e r-

-goànmús-se de ter - sa man e in Pun-te - I'he mu-stran a Ciam-ber -

sis - ea be - lín Fu-re cheu-sce de sciac - ca

-gnàn mus-se de ter - sa e in Pua-te - rel - lu ghe mu-straol'o' - xel -lu.


170

\---------'l ---------./
ad lib.

A DUMENEGA(t)
Quondu dumenegofon u g,u
o | .)a)..:a
coppellnneuvuneuvuu vesÙu
'n
cu'o modomo o modomo tesîa
obelin che festoo beltnche festo
o tutlJopreuvuo pruccessrun
d'o Teresin-odu Teresún
túttt o mú e figge du diou
che belrnde lou che belinde lou
e o stu luciò de cheuscee de tettin
ghefon u sctòtuonchet ctú piccín
momo momo dommeè polonche
veuggtuonó o cosinveuggtuonó o cosin
e ctú s'oddentrontnto citî*,
ou euggte vun ghedon dere .t-'a -:.titl. it.t
ghe dixonquelluchenu peúondî a , a i a ' ì - o . l a - ' lar l
de zeuggtosobbue de lúnedì ) .' | ')at' lrf5:C.r .l'i
(2) o Ciomberhn sússobe/ln
o Fuxe cheuscede sciocconuxe ,p
n Coignònmussede tersomon ra' : :ìil
e in Puntexellughemuston l'òxellu
e u dretLu du porlu c'u gheveddeI'ou
'nte
gue//escciowe o reposudo u lou
pe nu fo veddech'u /'è cuntentu
ch'u meu-neuvuu gh'o u finonsnmentu
u se cunfunde'ntoconfústun
cun I'euggtuptnde ndtgnostun
e u ghecrío u ghecrto dere
bogoscesère ghe reste
e u che u ghe sbroggropreuvu
moncu ciu u nosugh'oveide neuvu
brunu golúscrude'n purtòu de Cristu
nu t'è l'úntcuch'u se n'è owstu
che n mezu o quellecreotùe
che se guognonu pon do núe : ' | ' ' - ' . . . - . 7, ) i , ì : r i r a l l f í l l i i : r ' r
o gh'èo gh'è o gh'èa gh'è .,-. i
; r r r . r - . l a , . p I a ] rr6i / t r ì n C . : | :
'.t,.;11;

o gh'èoncheteu muggè aa i a -a i a
o Ciomberlinsússobe/in a ! i l r ì a ' r / .r - - ' . r , o q i r a
ó Fuxe cheuscede sciocconuxe : t D a l t ' t l r ' : lt , a , . , : ( ( l : i t ) a ' l Z : ,
in Coignònrnussede ters'omon , .. | ,i. aJjac aal \a|.l.laaal1 ra
e n Puntexellughemuston l'òxellu " - , r , i t , / r ì a a Iì a r - iIf t j t : t - . 7 a . l t l i ) a ' :
!Lr'll . ilira È
(l ) Ero costumedello vecchtoGenovo
c/reie prostrtutefosserotelegoletn un
qrcrtJeredello crnò.Tro t dtntttod esse
rtconosciuttvìero quellodello posseggtotn
domenicole.ll Comuneera solitodore n
oppolto/e cosedr tolleronzacon t cu!
ncovtPorezuscisseo coprre quostPer
ntero gltonnuoltlovortportuoli.
(2t Denom'nozonedt prczze,vteo
loca!ttor\ Cenovo.

F
\_-
t?t

Do me riva
ii':li-,:' " , .:l

T DEANDRECM PAGAN/

Lento moderato

va- su-lu u teu man-dil claeu -- da m^e

'nta
mae

'nta
tta - u teu fat-tu-ri mae

I per-du-nié

ma te pen - su cu

f E d i z i o n i M u i c a l i J U B A L s . r . l . , v i a B e r c h e t , 2 - 2 0 12 I N { 1 1 . . { N O
t r F A D O s . r . l . , V i a B e c c a r i a ,5 - M I L A N O .
Editori proprietari. a, ii,t{ h, El
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172

eu so ben t'am-mìi u mà

c i ù a ul a r - g u

-
,z- Na na na_ na-- tra tra
'l

f*

na_ na oa na_ na_

=-----' l--------/-

DA ME RIVA )Ai:L r,tit Q ';'


PERCHI VUOLE PROVAREA LEGGERE
--,1
D'o me rtvo )cti,: , i1i
t) LEVOCALT
'
s u l uu t e um o n d i l l uc r c è u iria lJa ,azza a:.'-a aÈtcta e sùetto (come felna, fede, fermo ecc.)
d'o ma rtvo act:a .-,, . /11 è lorgo (come bello,cernio)
'nto ú (come in froncesesolug rue)
me vtLto
n e g h o l u c o g I e v o c o l ts t P r o n u n c r c ncoo m e
u teu fottunsuomòu lir'r Saìf'!', i,.'-ìft
'nto .É:,:' 'r. a' 'ira n ftnlnno.
me vrtto
': 2) tE CONSONANTi
t) me perdunrcu rnogún t'.etala.atat I :-ilqo.ì1:
9 ftome lo S osproserpente, senzo,sughero)
fr)die pensucunvu 5u '-.4
I l)|.5a aar,irLr 5,rl
z (come lo S impuro ltolrono,esome,esoso,
e u so ben t'ommi!u mo ,r Sl l,re.a \li.r' l.rai.ail'rrlil -'t)ta
e5,tol
'n
pò ciú ou lorgu du dulu . : ' . .'. x (come lo lfroncese de p, 1eu,./ustement)
e sunchi offoccìòu --. 1'-
-4
SCC (come in rtnliono- scentoto)
o'su bòuledo moinó i_l ,_-;e5ia,r ilr.ìi,t: :l:l
-r l '-il
i n - (si pronuncionosole senzomettere /o
e sunchi o mio a sa. al; a J,a,, 1a't: linguo sul poloto
véi comixe de vellúu i,a a:t.- a a 1t ..: tt':a.)
3) tD|TTONCH|
duì cuverteu mondurlín ,lt)a at)l,a:t|t .. .rì.-..dCi,.a e (come lo è con l'occentogrove, lorgo,
'n ,iì .:llil,.ìaj tr r: ._,r:.1.)
opertt)
e comò de legnudúu . ::rt a)
'nte 'no eu (come in Froncesefeutl,bleu,
e beretto neigro i- fì
i,-ì!ì i.i,arl._.'ìl.Ial
omoureux)
o teu fotu do fonttnn-a ' l : . . . ' : l : , ' l t , t a t : .: : Z t :
4) ALTRE P ARTTCO|IÎI À DEL|/ Lt NGU A
pe puèi boxó oncúnZeno ' ' : a'i.,' l)tla,a')'t: ':- ( i.'r, ) (.a'a .' CENOYESE
'nscro . ) - , 1 t .')- ) . ) t a a a : a . t ) t l : t i t :
teu buccoin noftnlin-o l'occentocrrconflesso si uno per t verbl
oil'nfintto e pet pronuncrcrelo u
Lo dreresrollungo il suonodelle vocoltsu cut
e posto (od es.mo - more, e pronuncrc
moa) L'occentolonlco vtenendrcoto solo
quondo lo porolo non è piono cioè quondo
non code sulla penulumo sillobo (od es.
volonto,fosono ecc.)