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Anno XXVI - N_ 4 - Aprile 1 98 1 - lire 1 _000

RIVISTA MENSILE EDITA DALLA SCUOLA RADIO ELET TRA


IN COLLABORAZIONE CON POPULAR ELECTRONICS
\...-....",,_----. SUONO DIRETTO

ECHI (PRIME RiflESSIONI)

RIVERBERAZIONE
(RIFLESSIONI SUCCESSIVE)

«
N
N
W
ii:
:;;
«

La maggior parte delle registraz ioni non to, esami nando per ciascuno di essi i l princi­
ri esce a dare all'ascoltatore la sensazione d i pio d i funzionamento e le prestazioni.
stare veramente ascoltando musica "dal v i ­
vo" ; la cosa è dovuta a diverse ragioni , una
delle qual i , forse la più importante, è che le I SUONI DIRETTI E I SUONI RIFLESSI
caratter istiche acustiche degli ambienti di I l primo suono che raggiunge un ascolta­
ascolto che si possono trovare nelle normal i tore situato in un punto q ualsiasi della sala
abitazion i sono totalmente di verse d a quelle d'ascolto è quello di retto; la nostra capacità
d i una sala da concerto o di un n ight-ciub. di localizzare con esattezza la sorgente sono­
In altre parole, in un appartamento i l suono ra è strettamente l egata a questo segnale, il
indi retto, cioè quello che è determ inato dai quale è poi subito seguito da una ser ie di altri
fenomeni di riflessione e d i assorbi mento, è segnali, ri flessi dalle superfici. della stanza e,
ben d iverso da quel lo che si ha i n un audito­ quindi, caratterizzati da un più l ungo percor­
rium. Di conseguenza, l 'ascoltatore riceve so tra sorgente e ascoltatore. I n generale, i
sensazion i decisamente falsate dalle dimen­ suoni che arrivano per ultimi hanno un con­
sioni de lla stanza, dal materiale delle pareti, tenuto di alte frequenze ridotto rispetto a
ecc. quelli che giungono per primi, e ciò a causa
Tra gli appassionati di ri produzione audio dell 'assorbimento da parte del l 'a rredamento
sta crescendo l'i nteresse per una nuova cate· della stanza e degli ascoltatori. Questa misce­
goria di apparecchi, nati per creare un'appa­ la di suoni di retti e riflessi induce nell'ascol­
rente espansione dell 'ambi ente di ascolto dal tatore le sensazioni relative alle di mensioni
punto di vista acustico. Tutti q uesti apparec­ ed a l le proprietà acustiche del l a stanza, non­
chi i ntroducono un ritardo nel segnale musi­ ché quelle i nerenti l a sua posizione rispetto
cale per simulare d iversi gradi d i riverberazio­ a l la sorgente sonora. U na registraz ione i n
ne d'ambi ente, rendendo cosi più realistica cui mancassero questi suoni riflessi, o indi­
la musica riprodotta. I n q uesto articolo sa­ retti, apparirebbe sorda e priva di vita; ma
ranno descritti i mode lli reperibi li sul merca- quasi tutte le registraz ion i contengono al me-
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r

ESPANSORI
DELL 'AMBIENTE
DI ASCOLTO
• In che modo una linea di ritardo
può migliorare la riproduzione del suono
• Descrizione di otto diversi modelli
• Confronto tra le prestazioni

di Julian Hirsch
no una parte dei suoni riflessi, generatisi pate per risolvere questo problema consiste
nel l'ambi ente dove è avvenuta l'esecuzione. nel suono quad rifon ico, che si d i mostra an­
Que!>ti suoni indiretti sono captati o da m i­ cora la sol uz ione migl iore. In teoria è possi­
crofoni opportunamente piazzati oppure tra­ bile i nseri re i suoni d'ambi ente in una regi­
m ite altri accorgimenti. Se l 'operazione è strazione quadrifon ica e r iprodu rli con pieno
fatta nel modo giusto, i l risultato che si ot­ successo in una stanza d'ascolto d i fferente
tiene è certamente piu piacevole e naturale da quella in cui è avvenuta l 'esecuz ione. I ne­
d i q uello che si avrebbe se non fossero pre­ cessari ritard i temporali sono "incorporati"
senti i suoni d'ambiente. nella registrazione e consentono ai quattro
Sfortunatamente, il programma musicale altoparlanti di ricreare l'acustica della sa la
v iene poi di norma riascoltato i n una stanza originaria. Alcune delle prime registraz ioni
che di fferisce drasticamente da quella in cui q uadrifoniche si d imostrarono in grado di
è avvenuta l'esecuzione; il locale d'ascolto dare questo risultato, m a le compagn ie d isco­
ha i nfatti caratteristiche sue proprie di rifles­ grafiche com i nciarono presto a ricercare ef­
sione e di ritardo ( in genere 'q uest'ultimo è fetti strani e sensaziona l i che, pur se capaci
assai piu breve di quello del locale origi nale). di suscitare meraviglia, erano completamente
Le caratt è ristiche acustiche del l 'ambiente privi di realismo. I noltre, per la ri produzione
d 'ascolto tendono cosi a scontrarsi con quel­ q uad rifon ica era necessario affrontare la
le del locale i n cui è avvenuta la registrazione spesa per un secondo ampli ficatore e per una
e l'asçoltatore si rende conto di stare ascol­ altra coppia d i altoparlanti: come risultato si
tando un suono' artificia le. In conclusione, è avuto i l rifi uto della q uadrifon ia da parte
per quanto il suono d 'ambiente della sa la di di molti potenziali utenti .
esecuz ione sia stato ben i nserito nella regi ­ Nello stesso periodo in cui la quadrifon ia
strazione, q uesta non risu lterà naturale s e r i ­ com inciava a registrare una flessione sul mer­
prodotta i n un locale c h e abbia d i mension i e cato de ll'alta fedeltà, alcune ditte annuncia­
proporzion i d iverse. rono lo svil uppo di si ntetizzatori d'ambiente,
Una delle tecniche piu promettenti svi lup- basati su d ispositivi di ritardo. I principi su
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cui si fondava i l funzionamento di q uesti ap­
parecchi erano noti da molti anni, ma la loro
/I "Mod. IO Acoustic Dimension Synthesi­
rea l i zzazione pratica è risultata possibile sol­ zer" della A DS (A nalog & Digitai Systems) è
tanto dopo la comparsa sul mercato d i adatti definito dalla casa costruttrice "un apparscchio
circuiti i ntegrati. Lo scopo di tal i apparecchi de/la terza generazione". Esso incorpora un am­
è quello di ritardare elettronicamente i nor­ plificatore di potenza, che può erogare 100 W
per canale su carichi di 4 n, ed è accompagnato
mali segnal i musical i stereofon ici ( normal­ da due compatti altoparlan ti, le cui caratteri­
mente con ritardi più numerosi e d i fferenti stiche sono state ottimizzate per questa appli­
fra loro per simulare diversi cammini del suo­ cazione.
no) e di far rici rcolare i segnali ritardati i n Si tratta di un apparecch io con funziona­
mento di tipo numerico, basato su' una parti­
modo da ricreare approssimativamente l'ef­ colare forma di modulazione delta; la memoria
fetto delle riflessioni multiple nella sala_ di ritardo è costituita da registri a scorrimen to.
Quando q uesti suoni ritardati sono riprodot­ L 'apparecchio consente la scelta, median te un
apposito commu ta tore (S TA GE D IS TANCE,
ti da u na seconda coppia di altoparlanti, si­
cioè "distanza dal palcoscenico "), tra qua ttro
stemati sui lati o sul fondo della stanza, la diversi ritardi esterni; se abbassa to, questo com·
"spaziosità" d i una grande sala da concerto muta tore fa diminuire il ritardo, se alzato lo fa
può essere trasferita con ottim i risultati an­ aumen tare; quando viene rilasciato, spinto da
che i n un locale molto più piccolo. una molla, ritorna nella sua posizione centrale.
/I ritardo selezionato è indicato da una fila di
G l i espansori d 'ambi ente della prima ge­ LED posti sul pannello fron tale ed è espresso in
nerazione erano pi uttosto costosi e, appena piedi: I O, 24, 33 e 45 (equivalenti rispettiva­
l'entusiasmo iniziale da essi suscitato si fu mente a 3,3 m, 7,9 m, 10,8 m e 14,8 m); poi­
esaurito, comi nciarono ad apparire evidenti ché la velocità del suono nell'aria è di circa
34 cm/ms, questi numeri possono facilmente
le loro li mitazion i . Oggigiorno gli audiofi li essere tradotti in unità temporali. Un secondo
possono acquistare si ntetizzatori d'ambiente ritardo, selezionato in modo analogo median te
della seconda, od anche de l la terza genera­ un commuta tore con trassegnato dalla scritta
zione da almeno otto case costruttrici d iver­ HA L L SIZE (cioè, dimensioni della stanza),
può assumere diversi valori iden tificati da/le
se; questi nuovi apparecchi cercano d i supe­ diciture: CL UB, SM. HA L L (piccola sala), L G.
rare, spesso con buon successo, quasi tutte HA L L (grande sala) e CA THEDRAL (ca tte·
le limitazion i proprie delle prime unità, ben­ drale). Ogni azione su questo commuta tore fa
ché nessuno di essi sia tota lmente privo di variare con temporaneamente due tempi di ri­
tardo, il cui rapporto reciproco è scelto in
qua lche probl ema. Gli apparecchi i n questio­ modo da dare i migliori risultati.
ne hanno tuttora un prezzo pi uttosto elevato /I livello istan taneo del segnale musicale è
e, data la loro complessità, sono probabil­ indicato da quattro L ED, con trassegnati con
mente destinati a restare un costoso accesso­ le scritte: PEA K (picco), - I O dB, -20 dB e
- 40 dB. Un sele ttore di ingresso ed un co­
rio per un i mpi anto ad alta fedeltà. Forse si mando di livello permettono all 'apparecchio
potrà verificare una certa riduz ione dei costi Mod. IO di accettare segnali in un ampio campo
se i ci rcuiti di ritardo verranno i ncorporati dinamico; il miglior funzionamen to del sistema
si ha quando qualche diodo lampeggia 'saltuaria­
nei norma li ampli ficatori. men te, ma quello PEAK resta sempre spento.
Per control lare i progressi della tecnica Altri comandi permettono di regolare il livello
nel campo dei si ntetizzatori d'ambiente, ba­ d'uscita del segnale ritardato, il grado di riverbe­
sati su d ispositivi d i rita rdo, si è effettuato razione e /'iniezione sui canali anteriori di una
parte del segnale ritarda to; quest'ultima fun ­
un confronto tra i princi pal i modelli di appa­ zione è con trassegnata dalla scritta S TA GE
recchi ature non professi ona l i , reperibi li sul DEPTH (cioè, \ "profondità del palcoscenico ").
mercato, ben cosci enti che s i m i l e operazione In terru ttori a levetta servono per selezionare
avrebbe comportato parecchie d ifficoltà, a la frequenza di taglio superiore dei canali ritar'
causa della natura essenz ial mente soggettiva da ti (tra 5.000 Hz, 8. 000 Hz e 13.000 Hz) e
per inviare verso gli altoparlan ti posteriori i se­
d i tutto il processo. Su questi apparecchi gnali ritarda ti o quelli diretti.
non solo è d iffici le portare a termi ne le m isu­ Una cara tteristica esclusiva dell'apparecch io
re classiche, ma q ueste non sono probabi 1- ADS Mod. I O è il commutatore con trassegnato
mente in grado di r ivelare granché ci rca i con la scritta SOURCE A MBIENCE; con que·
sto commuta tore nella posizione MONO, i cir­
pregi ed i d i fetti dei s i ngol i apparecchi, se cuiti di ritardo si comportano nel modo usuale
non ad un esperto nel progetto di tali appa­ nei confronti sia dei segnali monofonici sia di
recchiature. I dati numerici con cui vengono quelli stereofonici. Un problema associato ai
norma lme nte caratter i zzati i preamplificatori sistemi che cercano di sintetizzare l'acustica
dell'ambiente è il cosidde tto "effetto dell'an·
e gli amp l ificatori di potenza non possono
forn i re precisazioni esaurienti in merito al
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ADS MOD. 10
nunciatore nella caverna": quando si regola il coppia di uscite fOELA Y 2), sulle quali si trova
sistema con la quan tità di riverberazione piu un segnale con lo stesso ritardo delle uscite
adatta alla maggior parte della m usica, la voce prinCipali (ma con diverso genere di riverbera
del/'annunciatore, che spesso interviene nella zione), che simula le riflessioni dal soffitto e
ricezione di una stazione in MF, arriva come se dalla parete posteriore della sala da concerto.
questi stesse parlando molto distan te dal/'ascol­ Queste uscite possono essere collegate ad un
ta tore, al fondo di una profonda caverna. Que­ altro amplificatore di potenza, che alimenti
sto effetto appare molto poco naturale, perciò altoparlanti posti sul soffitto e sulla parete
elquanto sconcertante ed in grado di annullare posteriore dell 'ambiente d'ascol to; si ottiene
l'a tmosfera di realismo ottenuta grazie al siste­ cosi un ulteriore perfeZionamento del/'effetto
ma di ritardo. globale.
La AOS ha quasi completamente supera to Una presa per cuffia, di tipo jack e mon tata
questo problema dotando il suo apparecchio di sul pannello fron tale, permette di inviare verso
un modo di funzionamento che viene selezio­ una cuffia stereofonica una miscela dei diversi
nato portando in posizione STEREO il commu­ segnali: quello dire tto e quelli ritarda ti in di­
ta tore SOURCE AMBIENCE. In queste condi­ verso modo. L 'inserzione di una cuffia in questa
zioni ai circuiti di ritardo viene inviato solo il presa esclude gli altoparlan ti posteriori. L 'in ter­
segnale differenza tra i due canali stereo (se­ ruttore di alimentazione del Mod. 10 ha una ca­
gnale S-O); questo accorgimen to non soltanto ratteristica di intervento ritarda ta, ed impiega
fornisce un suono molto gradevole per la mag­ diversi secondi a portare l'apparecchio in condi­
gior parte dei segnali stereofonici trasmessi dalle zioni di funzionamen to, evitando in questo mo­
stazioni a modulazione di frequenza, ma, poi­ do ogni rumore transitorio.
ché gli annunciatori sono normalmente piazzati Gli altoparlan ti AOS L 10, forniti con l'ap­
al cen tro"non ritarda per nulla la loro voce. Essi parecchio, sono compatti e del tipo a due vie;
perciò vengono uditi come se fossero in posi­ essi fanno uso di un woofer da 18 cm e di un
zione cen trale, e la loro voce non risulta sposta­ tweeter da 25 mm a calotta morbida. Ciascuno
ta dagli effetti del ritardo e della riverberazione_ di essi è alto 38 cm, largo 25 cm, profondo
/I sistema non è certo perfetto, ma è tale da mi­ 16,5 cm e pesa 5,1 kg.
gliorare sensibilmente uno dei pochi "pun ti de­ L 'apparecchio A OS Mod. 10 ha un mobilet­
boli" insiti nel processo di espansione apparen te to completamente rifinito in nero, largo 40 cm.
del/'ambiente di ascolto, o ttenuto median te di­ profondo 30 cm (Id alto -9 çm_ Con / 'installa­
spositivi di ritardo. zione di un paio di staffe aggiun tive, può diveno
Sul pannello posteriore dell 'apparecchio so­ tare largo 48,3 cm ed essere montato in un te­
no accessibili separa tamente sia le uscite dall'u­ laio di dimensioni standard. /I peso dell 'appa·
nità di ritardo, sia gli ingressi per l'amplificatore recchio è di 1 0,1 kg; non risulta che esso sia im
di p o tenza; è inoltre disponibile una seconda porta to in Italia.

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suono emesso da questi apparecchi. Nono­ sferita, attraverso un MOSF ET, al condensa­
stante queste di fficoltà, si è cercato di com­ tore successivo del registro a scorrimento,
piere qualche sondaggìo ulter. iore, anziché lasciando il primo condensatore l i bero di
ascoltare semplicemente i di versi mode l l i per essere caricato con il successivo . campione
val utare i l oro meriti ed i loro difetti . del segna le di ingresso . AI termine della
seq uenza di condensatori, le tensioni analo­
DISPOSITIVI ANALOGICI E NUMERICI giche che costituiscono i campioni del se­
gnale sono prelevate (ritardate del tempo che
Prima di passare a l la descrizione dei sin­ è occorso loro per percorrere una serie di
goli apparecchi, esam iniamo alcuni concetti centinaia, o addirittura di migliaia, di ele­
su cui si basa i l loro progetto. La prima clas­ menti di memoria temporanea) e fi ltrate in
si ficazione che si può fare per i circuiti d i modo da ricostruire la forma d'onda origi­
ritardo è la loro disti nzione tra circuiti ana­ nale. I l ritardo tota l e è determ i nato dal
logici e circu iti numerici, ognuno dei quali numero d i elementi d i immagazz inamento
presenta ovviamente vantaggi ed i nconve­ contenuti nel registro a scorrimento e dalla
nienti. Dapprima sarà esaminato il principio freq uenza di clock.
d i funz ionamento dei dispositivi ana logici, I dispositivi a trasferimento di carica della
quind i si passerà a l l 'esame di que l l i numerici. seconda generaz ione sono invece indicati con
Linee di ritardo analogiche costituite da la sigla CCD (iniziali dei termini inglesi
elementi meccan ici, cioè da mol l e, sono state "Charge - Coupled Dev ices", cioè "dispositivi
usate per molti anni nei dispositivi di riverbe­ ad accoppiamento di carica" ) ; sotto molti
razione; uno degli apparecchi provati ( i l Mo­ aspetti questi sono simi l i ai dispositivi "bu­
dello 6000 Series Two de lla Phase Li near) cket brigade", ma in essi si ha il trasferimen­
faceva ancora uso di molle per ottenere ri­ to, anziché di cariche elettriche da un con­
tardi particolarmente l ungh i . I più moderni densatore al l'altro, d i l ivelli di pol arizzazione
circu iti di ritardo analogici ricorrono invece da un MOS F ET al l'a ltro. Ciascun campione
a circuiti elettronici, che eliminano alcune del segna l e d'ingresso polarizza u n F ET in
pecche di funz ionamento normalmente asso­ un determ inato punto de l l a sua caratteristica
ciate alle mo l le. di funz ionamento e questo l i vello di po lariz­
Ta l i circu iti analogici di ritardo usano at­ zazione viene trasferito da un F ET a l succes­
tualme nte, come componenti fondamenta li, sivo, si no al term ine del registro a scorri men­
circuiti integrati del tipo conosciuto come to. Il fl usso dei l i ve l l i d i polarizzazione i n
" D ispositivi a Trasferimento di Carica" (o uscita, conti nuamente variabi l i , v iene usato
CTD, dal termine i nglese "Charge-Transfer per costruire una versione ritardata del se­
Devices"). Questi circuiti, che per la preci­ gnale di ingresso. Sotto l 'aspetto delle presta­
sione sono registri a scorrimento di tipo ana­ zion i, i CCD permettono di ottenere un ritar­
logico comandati da un orologio temporiz­ do maggiore ed un più e levato rapporto se­
zatore (clock ) , possono a loro volta essere gnale/rumore rispetto ai dispositivi del tipo
sudd ivisi in due categorie. La prima ad essere "bucket brigade". Come nel caso preceden­
sv iluppata è stata quella comunemente nota te, i l tempo di ritardo totale d i pende dal nu­
con il nome di "bucket brigade" (term ine mero deg l i elementi di memoria (MOS F E T
che può essere tradotto "brigata del sec­ invece d i condensatori) e dalla frequenza del­
chio" ) ; q uesta denom i naz ione deriva dal­ l 'oscil latore d i tempori zzaz ione.
l'ana logia con l 'accorgi mento che spesso si I dispositivi d i ritardo di tipo numerico
adotta per spegnere gli i ncend i : quello d i fanno uso o del la modulazione PCM ( "Pulse
organizzare una catena d i uom ini che si pas­ Code Modu lation", cioè "modulazione a co­
sano secchi d'acq ua, in modo da trasferirli dice di impulsi") o di quella DM ( " De lta Mo·
anche a considerevole distanza. dulation" cioè "modulaz ione delta" ) . I n en­
In q uesto tipo d i registro a scorrimento trambi i casi il segnale analogico è i nnanzi­
analogico un campione del l'ampiezza istanta­ tutto convertito in un segnale numerico me­
nea del segnale d'ingresso v iene raccolto nel­ d iante un convertitore A/N (a nalogico - nu­
l'istante in cui arriva un i mpu lso d i clock e merico). alla cui uscita si trova un gruppo di
viene usato per caricare un piccolo conden­ segna li bi nari che i ndicano l'ampi ezza del
satore d'ingresso, incorporato nel circuito segnale nell'istante in cui esso è stato cam­
i ntegrato. Quando arriva il successivo impul­ pionato. Nella modulazione delta i l risultato
so di clock, la carica cos i raccolta v iene tra- fina le dell'operazione di cod i fica è i nvece un
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SOUND SPACE CONTROL
M O D. 500 DELLA ADVENT
/I Mod. 500 è un appareCChio numerico del (oltre i 6.000 Hz) non ritardato,' la risposta del­
tipo PCr.( che fa uso di una memoria RAM. la linea di ritardo cade infatti rapidamente al
Il tempo di ritardo, selezionabile tra 1 ms e di sopra dei 6.000 Hz. Un commuta tore a tre
100 ms a passi di 1 ms, è indica to da un ampio posizioni permette di escludere dall 'uscita il
visualizzatore a due cifre, realizzato con dispo­ segnale ritardato o di sostituirlo con quello non
sitivi a sette segmen ti. La cifra che compare ritarda to/ un altro commuta tore consente di
sull'indicatore, compresa tra O e 99, è sempre mandare a zero il segnale (non ritardato), in­
1 ms inferiore al ritardo reale. Per selezionare viato verso gli altoparlanti an teriori. Un altro
il ritardo desidera to, si deve agire sul commu­ commu tatore ancora, posto sul pannello po­
tatore con trassegnato con la scritta SIZE (cioè steriore e con trassegnato con la scritta DELA Y
"dimensione "), spostandolo in alto per far au­ (cioè "ritardo"), o ffre la possibilità di usare il
men tare il ritardo ed in basso per farlo dimi­ Mod. 500 come una semplice linea di ritardo
nuire,' il commutatore è richiamato da una mol­ (cioè senza mescolazione e riverberazione), i
la nella sua posizione cen trale. La variazione cui due canali possono essere posti in cascata,
del tempo di ritardo avviene a passi di 1 ms ed cosi da ritardare un segnale monofonico sino a
alla cadenza di circa 10 ms al secondo. Due in­ 100 ms. Sull 'apparecchio non esiste in terru ttore
dica tori a sbarretta fluorescente con luce verde di alimentazione, poiché esso è previsto per es­
indicano se il livello del segnale è all'interno del sere collega to ad una delle prese di rete, poste
campo di corretto funzionamento/ in caso di sul pannello posteriore dell 'amplificatore a cui
sovraccarico lampeggiano invece due indicatori l'apparecchio viene accoppia to e collegate a
rossi. Un commu tatore a tre posizioni serve a valle dell 'in terruttore di alimen tazione.
selezionare, in base all 'ampiezza del segnale in L'apparecchio "Sound Space Control" Mo­
arrivo, una fra tre possibili sensibilità d'ingresso. dello 500 della A dvent è rifinito completamen­
Un altro comando importante di questo ap­ te in nero, con scri tte e tacche di riferimento in
pareCChio è una manopola che regola con conti­ bianco. Gli spigoli del mobiletto e del pannello
nuità l'en tità della riverberazione. Manopole sono arrotondati, in modo da farlo sembrare
piu piccole comandano il volume, i toni bassi e piu piccolo di quanto non lo sia in realtà," mi­
quelli alti. /I comando dei toni alti, quando sura 40 cm di larghezza, 27 cm di profondità
viene sposta to dal minimo, inietta sull'uscita e 8 cm di altezza/ il suo peso è di 4J kg ed il
una certa quan tità di segnale ad alta frequenza prezzo di vendita supera il milione di lire.

segnale che i ndica la variazione in ampiezza caso dei sistemi ana logici, i I ritardo totale è
rispetto al campione precedente. Questa in­ funzione del numero di celle del registro e
formazione viene' usata, dopo essere stata della frequenza di clock_ In alcuni dispositivi
debitamente ritardata, per ricostruire la for­ numerici il ritardo è ottenuto immagazzinan­
ma d'onda d'ingresso. do per qualche tempo l'informazione blnaria
Dopo che un segnale è stato cod if icato in in una memoria ad accesso casuale ( RAM),
forma numerica, l'informazione bi naria v iene prelevandola poi per la successiva elabora­
trasferita lungo un registro a scorrimento, zione.
composto da una successione di flip-flop col­ Trascorso un tempo corrispondente al ri­
legati tra loro. I l trasferimento avviene su co­ tardo desiderato, il segnale codificato sotto
mando di un oscill atore di clock e, come nel forma numerica e memorizzato nel registro
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a scorrimento o nella R AM viene portato ad
un convertitore numerico-analogico ( N /A)_
I n un sistema PCM i l convertitore N/A rico­
struisce direttamente il segnale d'ingresso i n
forma analogica, mentre i n un sistema a mo­
dulazione delta l'uscita dal convertitore N/A
non è una replica del segnale d'ingresso, ma
piuttosto un segnale che i nd ica quanto è va­
riato il segna le stesso_ Il segna le in uscita dal
convertitore comanda un generatore di ram­
pe, la cui tensione d'uscita (dopo' essere pas­
sata in un filtro passa- basso) costituisce i l
segnale d i i ngresso' ricostruito. I n pratica,
tutti gli apparecchi di ritardo esistenti sul
mercato i ncorporano qualche di spositivo
speciale, avente lo scopo di evitare una de­
gradazione del rapporto segnale/rumore e di
permettere ad un circuito, con una gamma
di namica di funzionamento relativamente ri­
stretta, di accettare segnali con livelli d isper­
si in una fascia molto ampia_ A questo sco­
po, tutti gli apparecchi di questo genere
adottano una forma di preenfasi e di deenfa­
si e, in molti casi, un i nsieme compressore ­
espansore (compander) ,

L'AGGIUNTA DEL SUONO D'AMBIENTE


Come già detto in precedenza, un sintetiz­
zatore d 'ambiente deve fornire numerosi e
diversi ritardi per poter offrire un effetto ve­
ramente realistico. La maggior parte dei mo­
delli in commercio di spone perciò almeno d i
d u e diversi ritardi e d i dispositivi per far ri­
ci rcolare i l· segnale in modo da ottenere un
effetto di riverberazione. Questo risultato si
consegue portando una parte del segnale di
uscita di un canale all'ingresso dell'altro ca­
nale; in tal modo si ha un effetto di riverbe­
razione che richiede circa un secondo o piu
per estinguersi completamente, proprio co­
me succede in un auditorium. Nella fig_ 1
sono mostrati tre riliev i osci l loscopici del
segna le in uscita, ottenuti con apparecchia­
ture di ritardo aventi rispettivamente un
solo ritardo, ritardi multipli ed un solo ri­
tardo con ricircolazione. La quantità di
riverberazione che si deve aggiungere al se­
gnale dipende sia dal segna le stesso, sia dai
Fig. 1 - Forme d'onda tipiche in uscita:
gusti persona li. Una registrazione molto
A) con un singolo ritardo (scala orizzontale "dry", cioè priva di suon i riflessi , avrà in ge­
di 5 ms!cm): B) con ntardi multipli (scala nere bisogno di una considerevole quantità
di IO ms!cm): C) con ritardo singolo unito di riverberazione, mentre una registrazione
a riclfcolazione per simulare una riverberaz/One
con estinzione progressiva (scala di 5 ms!cmi.
caratterizzata già da un suorici "I ive", c ioè
con una certa quantità di suoni riflessi , ri­
schia di diventare troppo confusa se si esage-
10
ra con la riverberazione.
Una delle differenze fondamentali tra l e
diverse apparecchiature provate consisteva
nella coerenza o meno dei segnali presenti
sul l e due uscite ritardate. Quando un segnale
monofonico viene inviato ad entrambi gli i n­
gressi di un dispositivo di ritardo e le due
uscite ritardate appaiono in fase, si dice che
esse sono coeren ti. Alcun i progettisti riten­
gono che questa sia una caratteristica deside­
rabile, . mentre altri sostengono che non vi
deve essere una relazione d i fase fissa tra le
d ue uscite ritardate ; questa affermazione è
basata sul l'ipotesi che le riflessioni multiple,
presenti in realtà in una sala da concerto, non
hanno tra loro una relazione d i fase definita.
Per questo motivo alcune apparecchiature di
ritardo contengono circuiti che provocano
una dispersione casuale delle fasi de i segnali
in uscita. Nella fig. 2 sono mostrati altri tre
rilievi oscilloscopici, effettuati all 'uscita di
apparecchiature rispettivamente con uscite
coerenti, parzialmente coerenti e, non coe·
renti.
Col l egare un espansore d 'ambiente ad un
sistema stereofonico è un'operazione molto
semplice e che non cambia per tutti gli appa­
recchi di questo genere. I l punto migliore per
inserire un espansore è quello tra l'uscita del
preamplificatore e l'ingresso dell'amplificato­
re di potenza; in questo modo il comando di
volume del preamplificatore può agire sul
livello de l l'intero segnale musicale. Questo
punto è accessibile in quasi tutti gli amplifi­
catori, anche in quelli che incorporano un
preamplificatore. L'apparecchio di ritardo è
munito di uscite sia per i canali posteriori sia
per quelli anteriori; questi ultimi vanno nuo­
vamente portati all'amplificatore di potenza;
in alcuni modelli, tra l'ingresso e l 'uscita per
questi canali si ha un semplice collegamento
diretto, mentre in altri apparecchi vi è uno
stadio attivo, grazie al quale nei canali ante­
riori può venire iniettata una certa q uantità
di segnale ritardato.
I canali posteriori (que l li a cui viene in­
viato il segnale ritardato) richiedono un se­
condo amplificatore stereofonico di potenza;
non è necessario però un model lo con co­ Fig. 2 - In q ualche apparecchio le componenti
mandi e laborati. La potenza d 'uscita di que­ del segnale "tardato sono coerenti, cioe
sto secondo amplificatore deve essere, come In fase (A) come nel Mod. 902 della Bozak.
In Bltri caSI, come nel Mod. 500 della Advent,
regola generale, pari alla metà di quella del­ si ha solo una coerenza parziale (B).
l'amplificatore che alimenta i canali anterio­ Alm apparecchi ancora, come il Mod. Dne
ri. I n a lcuni apparecchi di ritardo provati era della A udlO/Pulse, presentano uscite
incorporato l 'amplificatore per i canali po­ incoerenti (C).

steriori; è chiaro che la scelta di un model lo


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di questo genere o di uno senza amp l ificato­ tutti i generi di musica; è perciò necessario
re d i pende soprattutto se si ha o no un se­ un ritocco dei comandi ogni volta che si
condo ampli ficatore sotto mano. I canali per cambia genere.
i l segnale ritardato rich i edono anche una Dopo aver esami nato i pri ncipi di funzio­
coppia di altoparlanti addiziona l i , il cui posi­ namento delle unità d i ritardo, sia analogi­
zionamento ottimo e le caratteristiche delle che sia numeriche, i l lettore potrà farsi una
quali dovrebbero essere dotati sono oggetto conoscenza dettagl iata deg l i otto apparecchi
di lunghe discussioni tra coloro che usano che sono stati sottoposti a prove nei labora­
normalmente apparecchiature di ritardo. tori, leggendo le notizie fornite in proposito
I n genere si sente affermare che gli alto­ negli otto inserti che accompagn'ano questo
parlanti posteriori dovrebbero essere siste­ articolo.
mati sui muri laterali della stanza, preferibil­
mente davanti all'ascoltatore. Qualunque sia
PROCEDURA DELLE PROVE
il posto i n cui essi vengono piazzat i , è soprat­
tutto importante che gli stessi non vengano I dati forniti dai vari costruttori, sia sotto
uditi come sorgenti sonore distinte (talvolta forma di caratteristiche nom i na l i , sia come
si ottengono i migl iori risultati col locandol i risultati di misure, erano o molto scarsi (co­
nella zona di unione tra muro e soffitto, o me que l l i de lla SAE ) od estremamente detta­
sul pavimento, rivolti verso l 'alto ) . Per essere gl iati (come que lli de'I la ADS ) . Anz iché con­
ulteriormente sicuri che gl i altoparlanti po­ trollare con misure i dati segnalati da i co­
steriori non siano loca l i zzabili all'ascolto, è struttori, si è preferito considerarli veritieri
bene che essi abbiano una forte dispersione (anche perché si trattava d i dati pi uttosto
spaz iale_ Non è i nvece necessaria un'estesa diffici l i da i nterpretare, a meno di non posse­
risposta in frequenza, poiché la maggior par­ dere una notevole esperienza nel campo spe­
te delle apparecchiature di ritardo ha una cifico ) .
banda relativamente stretta verso le alte fre­ Ci si è limitati a l le misure d e l l a risposta in
quenze, in accordo con il fatto che i segna l i frequenza nel le diverse cond izioni di ritardo
d e l l a riverberazione effettiva hanno scarso e di fun zionamento; in quasi tutti i casi si è
contenuto di alte frequenze. Uno dei piu anche misurato i l rumore e la distorsione in
interessanti effetti soggettivi della si ntesi uscita. I nviando su un ingresso treni d'onda
d'ambiente, effettuata mediante di sposit ivi si nusoidali con frequenza di 1 .000 Hz e con
di ritardo, è un'apparente esa ltazione de lla cadenza di ripeti zione pari a 4 Hz, si sono
ri sposta ai bassi del sistema aud io; con que­ osservate su un osci l loscopio le uscite ritar­
sto sistema si ha inoltre l'impressione che i l date e con riverberazione, per vedere come
volume globa le d e l suono sia piu alto: tutto fossero di st ribuiti gli i mpulsi ritardati e di
ciò senza che gli altoparlanti aggiunti diano riverberazione e se la forma d'onda fosse
davvero un sostanz iale contributo alla poten­ fortemente a lterata. Una de l l e prove piu in­
za sonora alle basse frequenze ed in generale. teressanti è consistita nel l'ali mentare entram-­
Alcune di tte che i ncorporano amplifica­ bi gli i ngressi con un generatore di rumore
tori di potenza nelle loro apparecchi ature rosa, col legando le due uscite ritardate ai ca­
di ritardo forniscono a richiesta anche gli al­ nali X e Y di un osci lloscopio. Questa pro� a
toparlant i . Benché alcuni di questi apparec­ ha mostrato i nfatti quando le uscite ritardate
chi di ritardo siano equi paggiati con una erano coerenti, parzialmente coerenti , o con
ricca serie d i comand i , i l funz ionamento fasi com pletamente casual i .
dell' impianto di ri prod uzione viene in genere L a prova p i u signi ficativa che s i può fare
comandato (a parte un alli neamento iniziale) su un sinteti zzatore d'ambiente è forse quel­
soltanto mediante i comandi del preamplifi­ la d 'ascolto, in quanto permette di sentire
catore principale. Una volta che i comandi che cosa cambia nel suono e provare se è piu
del di spositivo di ritardo sono stati posi zio­ facile o meno regolare l'apparecchio i n modo
nati i n modo da ottenere l'effetto voluto, da ottenere i migliori risultati. Certo una
essi vanno ritoccati solamente per riadattarli prova del genere è completamente soggetti-­
ad un segnale musicale di genere diverso. Uno va, ma è sempre possibi le fare un confronto
degli svantaggi i nsiti nella si ntesi d'ambiente diretto tra i diversi apparecchi. Per il Mod_ 1 0
mediante di spositivi di ritardo consi ste pro­ della ADS, che comprende l'ampl ificatore e
prio nel fatto che le quantità ottime di ritar­ gli altoparlanti e che è stato sistemato in una
do e di riverberaz ione non sono uguali per stanza a parte, non si sono potuti fare con-
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AUDIO/
PULSE
M ODEL
ONE
La AudiolPulse è stata la prima casa costrut· livello in uscita. Una regolazione completamen·
trice di apparecchiature audio ad immettere sul te errata di questo comando può dar luogo sia
mercato del largo consumo un dispositivo di ri­ a rumore sia a distorsione udibile sugli altopar­
tardo numerico; questo apparecchio, il Model lanti posteriori; l 'esa tto posizionamento si ot·
One, è tuttora in produzione, pur se affiancato tiene però molto facilmen te grazie agli indica·
dal meno costoso Model Two, che incorpora tori a LED.
anche un amplificatore di potenza (ma non L 'apparecchio Audio/Pulse Model One è ca·
comprende gli altoparlanti). ratterizzato da quattro tempi di ritardo iniziale,
L 'apparecchio Model One fa uso della mo· che vengono selezionati tra un gruppo di sei me­
dulazione delta e usa registri a scorrimento diante un pulsante, le cui due posizioni sono
come elementi di memoria. I comandi presenti con trassegnate con le scritte SHO R T (corto) e
sull'apparecchio possono sembrare insoliti, ma L ONG (lungo). I ritardi disponibili variano da
sono stati appositamente proge ttati per evitare 8 ms a 94 ms. I segnali ritarda ti vengono fa tti
la presenza di un eccessivo numero di mano· ricircolare per un periodo di tempo, che dipen·
pole e di commuta tori pur senza sacrificare mi· de dalla posizione dei cinque pulsanti con i qua­
nimamente la flessibilità di funzionamento del· li si seleziona il tempo di estinzione (OECA Y
l'apparecchiatura. Sul pannello fron tale sono si­ TlME); questi pulsanti possono essere azionati
stemati solamente una fila di L EO, che fungono singolarmente od in gruppo e permettono di
da indicatori di livello, e due po tenziometri li· avere tempi di estinzione della riverberazione
neari che regolano il livello d'uscita sui due ca· che vanno da 0,2 s a 1,2 s. Questo apparecchio
nali ritardati. I rimanenti comandi sono costi· è anche dotato di uscite supplementari, che per·
tuiti da pulsanti, sistemati su un pannellino leg· mettono di inviare segnali piu o meno ritardati
germente rien tra to posto al di sopra del pan· ad altoparlan ti addizionali, sistemati nella zona
nello fron tale. Per adattare il livello di ingresso an teriore o posteriore dell'ambiente d'ascolto,
al campo dinamico di funzionamento dei con­ in modo da formare un impianto di riproduzio·
vertitori A /N dell 'apparecchio, si deve agire su ne a sei, od anche ad otto canali.
uno dei sei pulsanti adibiti a tale scopo; ciò L 'apparecchio Model One della Audio/Pulse
provoca con temporaneamente un 'a ttenuazione è mon ta to in un mobiletto rifinito in nero, con
del segnale d'ingresso ed un incremento di guao pannelli laterali in legno di noce; è largo 37 cm,
dagno degli stadi che elaborano il segnale analo­ profondo 25,5 cm, alto I l ,4 cm ed il suo peso
gico ricostruito, cosi da man tenere costante il è di 4,6 kg. '

fronti diretti con altre unità. I l Mod . 902 spositivi di ritardo, ali mentandoli con lo steso
della Bozak si è ottenuto in visione solo per so preamplificatore_ Le uscite dei segnali ri­
poche ore, per cui le prove sono state piutto­ tardati sono state poi col legate agl i ingressi
sto limitate; si sono però trascurati i suoi ad alto livel lo dell'amplificatore che ali men­
amplificatori e non si è fatto uso degli alto­ tava gli altoparlanti posteriori ( una coppia
parlanti, in modo da poter val utare i suoi di casse A R-7, montate nella zona di unione
circu iti di ritardo piu o meno nelle stesse tra muro e soffitto, proprio per la conduzio­
condizioni adottate per gli altri modelli. ne delle prove). Come altoparlanti frontali
Per le prove comparative d'ascolto si sono si sono quasi sempre uti lizzate casse AR- LST,
collegati in paral lelo gli ingressi di tutti i di- compiendo però qualche prova anche con
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casse di altro tipo. Si è cercato di regolare i Le distorsioni armoniche tota l i , misurate
vari apparecchi di ritardo in modo da otte· sui cana li ritardati con tensione d'uscita di
nere più o meno le stesse cond izioni di fun­ 1 V, erano disperse su un 'ampia fascia: da
zionamento, anche se ciò è stato possibile molto meno del l ' 1 %, sino a circa i l 2 % ; que­
solo approssimativamente, poiché i vari ap­ sta distorsione non ha però molta i mportano
parecchi usano combinazioni diverse di se­ za pratica, poiché, quando l'impianto è alli­
gnali ritardati e poiché alcuni di essi non neato i n modo corretto, i l suono emesso da­
hanno una scala di taratura. Perciò nelle gli altoparlanti posteriori non è mai avvertito
prove di confronto si è sempre fatto in modo come proveniente da una sorgente separata.
che il volume dei canal i posteriori fosse lo I noltre la distorsione è composta . interamen­
stesso per i di versi apparecchi ; questa dispo­ te da componenti di ordi ne basso e non è
sizione è stata controllata escludendo gli al­ perciò fastidiosa neppure se si ascoltano solo
toparlanti anteriori e commutando i canali i canali ritardati.
posteriori dall'una all'a ltra ·unità. Si è anche Le unità provate di fferivano però sensibil·
registrato su una cassetta il segnale presente mente sotto due punti di vista: il l i m ite supe­
sul le uscite del segnale ritardato di ciascun riore della banda passante per i canali ritar·
apparecch io; questa registrazione è stata fato dati variava da pochi chi lohertz a 1 3 .000 Hz.
ta usando sempre lo stesso brano musicale Nelle l i nee di ritardo analogiche le alte fre­
e con diverse regolazioni degli apparecchi ; quenze si abbassavano sensibilmente se si au·
con questi accorgimenti è stato possib i le mentava il ritardo; questo effetto poteva
ascoltare il suono ritardato di tutti gli appa· però essere compensato con ci rcu iti oppor­
recchi in condizioni perfettamente control­ tuni, come nell 'apparecchio Sound Concepts
late. SD 550. I sistemi numerici avevano i nvece
La maggior parte delle prove però è consi· una banda costante, indipendente dal ritardo
stita sempl icemente nell'ascolto di dischi e scelto; ciò però non significa che essi avesse­
di trasm issioni in M F , passando da un appa­ ro una banda larga, ma semplicemente che
recch io all 'altro per vedere quanto ciascuno tale banda era costante. L'apparecchio' Mo·
di essi poteva migliorare il suono (o peggio­ dello 500 della Advent, ad esempio, aveva
rarlo, se regolato in modo non corretto ) . una banda passante fissa di 6.000 Hz, e i l
Queste prove hanno richiesto parecchie setti· Mod. Audio/Pulse Model O n e u n a banda
mane di lavoro e hanno permesso di trarre fissa di 7.000 Hz. La banda de l l'apparecchio
a lcune conclusioni, lasc iando però anche Mod. 10 della A DS, i nvece, poteva arrivare al
qua lche dubbio irrisolto. sorprendente valore di 1 3 .000 Hz; la ADS
stessa suggerisce però di usare la massima
RISULTATI DELLE PROVE larghezza di banda consentita dal suo appa­
recchio solamente con registrazioni di qua­
dati ricavati dalle prove (elencati nella li tà ecceziona l i ; in pratica, tenuto conto del
tabel la di pag·. 20) mostrano che, al meno nel­ contenuto spettrale del suono riverberante
la maggior parte dei cas i , le larghezze di ban­ che si cerca di imitare, non sembra vi sia ra­
da dei ci rcuiti di ritardo coi ncidono con i gione di andare oltre gli 8.000 Hz.
valori dichi arati da l le case costruttrici. I va­ La coerenza tra i due canali ritardati è ap­
lori misurati per il rapporto segnale/rumore parsa totale nel caso degl i apparecchi della
non sono i nvece sempre confrontabili con i Sound Concepts, del la SAE e della Boza k ;
valori nominali, poiché questi ultimi preve· parz iale nel caso dell 'apparecchio della
dono quasi sempre una pesatura del rumore Advent e totalmente assente negli apparecchi
secondo la curva norm alizzata A; questa pe­ della AD S, della Aud i o/Pulse e del l a Phase
satura porta i l rumore al di sotto del limite Linear. Tutte queste case costruttrici sosten­
m i nimo di m isura ( - 80 dB rispetto a 1 V ) ; gono che il proprio modo di procedere è
inoltre i l rumore d i alcuni apparecchi varia quello corretto, pe.r cui è piuttosto di fficile
leggermente a seconda della dispos izione dei capire come stanno realmente le cose. A ri­
vari comand i . Ciò che è i m portante sapere, gor di logica sembrerebbe ragionevole ritene­
per quanto riguarda il rumore, è che esso ri­ re che i suon i dovuti a riflessioni multiple
sultava impossibile da ud i re all 'uscita di tutti non siano mai i n fase su i due lati della stan­
gli apparecchi provati, almeno quando si so­ za; ciò farebbe pensare che un di spositivo
no fatti funz ionare in base alle i ndicazioni con uscite coerenti non possa essere i n grado
del costruttore. di simulare i suoni d'ambi ente che si hanno
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AUDIO/PULSE M O DEL TWO
L 'apparecchio Model Two, un dispositivo Dopo che tali comandi sono stati regola ti
di ritardo della seconda generazione, impiega in modo da adattarsi alle necessità degli alto­
parzialmente gli stessi circuiti utilizzati nel pre­ parlanti e dell 'ambien te di ascolto, essi non
ceden te Model One, in particolare il sistema di hanno piu bisogno di essere tocca ti.
"modulazione delta con memoria ", che serve a Il funzionamento dell 'intero apparecch io è
con vertire il segnale d'ingresso analogico in for­ comandato da un commutatore con trassegnato­
ma numerica. L 'immagazzinamento del segnale con la scritta FUNC TION, il quale è dotato di
numerico è però effettuato in una RAM anziché quattro posizioni: SHO R T DEL A Y, DEFEA T,
in un registro a scorrimen to, come nel Model L ONG DELA Y e DIRECT. Con il commuta­
One. Inoltre nel Model Two sono incorporati tore sulla posizione SHOR T DELA Y, il segnale
due amplificatori, con potenza nominale di subisce ritardi iniziali di 19 ms, 33 ms e 5 1 ms;
25 W per canale su carich i da 8 n nella banda nella posizione L ONG DEL A Y i ritardi sono
da 40 Hz a 8.000 Hz e con dis torsione armonica invece di 39 ms, 66 ms e 103 ms; la posizione
to tale non superiore allo 0.50 % . La banda pas­ DEFEA T serve a silenziare le uscite del segnale
sante a piena po tenza di questi amplificatori è ritarda to, e la posizione DIRECT a portare a
certo piu ris tre tta che quella di un qualsiasi mo­ tali uscite il segnale non ritardato. Come il pre­
derno amplificatore, anche di modeste pretese; cedente Model One, anche l 'apparecchio Model
si deve però tener presen te che la frequenza di Two ha uscite incoeren ti. cioè con relazioni re­
taglio superiore dei canali ritarda ti è di soli ciproche di fase del tutto casuaF
8.000 Hz, per cui la limitazione di banda del­ Un ultimo po tenziometro (A MBIENCE) di
l 'amplifica tore non comprome tte le prestazioni tipo lineare, montato orizzon talmen te, regola
dell 'insieme. la composizione del segnale che viene fa tto ri­
Come aspetto esterno il Model Two è simile circolare nell 'apparecchio. Nella posizione MIN
ad altri apparecchi della seconda generazione ed si ha ricircolazione (e quindi esaltazione) so­
è molto diverso dal Model One; ha circa le stes­ prattutto dei segnali con ritardo piu corto, meno
se dimensioni di quest'ultimo ed è inserito in tre in posizione MAX sono i segnali con ritardo
un mobiletto rifinito in nero con spigoli arro· maggiore ad essere esaltati. dando luogo quindi
tondati. La sua estetica è abbastanza simile a al massimo effe tto di riverberazione. Sul pan­
quella dell 'apparecchio Mod. 500 della A dvent. nello posteriore dell 'apparecch io sono montati
AI posto dei pulsan ti. il Model Two usa mano­ due interruttori automatici, che pro teggono gli
pole per quasi tutte le funzioni di comando. altoparlan ti dei canali posteriori, una presa jack
Un potenziometro, con trassegnato con la scritta {/NPU TJ che serve a portare all 'apparecchio il
INPUT L E VEL, deve essere regolato in base al segnale proveniente da un preamplificatore, due
livello de/"segnale d'ingresso, aiutandosi con una prese jack a cui giunge direttamente il segnale
fila di L ED che fungono da indicatori di livello. d'ingresso per essere portato all 'amplificatore
Questo comando non è accoppiato con un si­ principale, una presa a norme DIN per pilotare,
stema regolatore del livello d'uscita (come in · qualora la struttura dell 'impianto lo renda piu
vece succede per l 'analogo comando a pulsanti con venien te, l 'apparecchio con il segnale degli
del Model One) ed è perciò necessario ritoccare altoparlan ti fron tali, e infine uscite per il se­
il potenziometro che agisce sul livello di uscita gnale ritarda to, che servono a pilo tare un am­
(OUTPUT L E VELJ ogni volta che si muove il plifica tore esterno nel caso in cui la po tenza di
potenziometro d'ingresso. I comandi di tono, quello incorporato non fosse sufficien te.
uno per i bassi (BASS) e l 'altro per gli acuti L 'apparecch io Audio/Pulse Two è largo
(TREBLE), agiscono solamente sui canali ri­ 38 cm, profondo 27 cm, alto 9 cm ed il suo
tarda ti. peso è di 6,4 kg.

15
in realtà. D'altra parte si deve tenere presen­ rumore sono i n genere i navvertibili (ed è
te che i segnali sui due canali di un program­ davvero cos i per tutti gli apparecchi provati
ma di registrazione stereofonica non sono e per quanta attenzione sia stata posta nel le
mai in fase tra loro (se cos i fosse la registra­ prove d 'ascoltol, la scelta va esclusivamente
zione stessa sarebbe monofon ica ) ; per questa fatta in base ai ritardi ed al la riverberazione
ragione anche da un apparecchio con uscite ottenibi l i e, entro certi li miti ed in m i nor
coerenti usciranno in realtà segnali con rela­ misura, in base alla banda passante d isponi­
zione di fase reciproca del tutto casuale. Pro­ bile sui canali ritardati .
babil mente la differenza tra i due srstemi di­ I n base all'esperienza, si ritiene che un
verrebbe avvertibile solo se essi fossero usati i nsieme di diversi tempi di ritardo possa dare
per riprodurre registrazioni monofoniche; le una simulazione più realistica dèl suono pre·
prove di ascolto sembravano appunto confero sente in una sa la da concerto di quanto non
mare questa i potesi . possa farlo un sol o tempo di ritardo, anche
Un'altra particolarità ri levata è stata l 'ele· con l'aggiunta di riverberazione. Ciò proba­
vata potenza richiesta agl i ampli ficatori per bi lmente è vero, anche se, per sostenere que·
i canali posteriori. L'ampli ficatore i ncorpo­ sta affermazione, non si ha altro argomento
rato nel l'apparecchio del la Bozak era soltan­ che l'esperienza personale. Per essere precisi,
to da 35 W per canale (su carichi da 8 n ) , ciascun apparecchio provato è stato in grado
m a quello dell'apparecchio Bozak poteva di dare un forte incremento nella qualità
erogare ben 1 00 W per canale su altoparlanti del suono. Per migl iorare il rea l ismo della
da 4 n . Potenze del genere possono sembra­ musica ri prodotta i n casa, un buon sistema
re eccessive se si pensa che gli altoparlanti di ritardo è capace in effetti di fare qualcosa
posteriori non devono mai essere avvertiti di più che ogni altro provved i mento che ri­
come sorgenti separate. I n realtà, gli altopar­ chieda più o meno lo stesso stanziamento
lanti posteriori vengono sempre fatti funzio· (sul mi lione di l i re), sempre supponendo che
nare con una potenza appena più bassa di l'impianto cui sono col legati i cana li anterio­
quella che si i nvia agl i altoparlanti anteriori ri sia già di buona qualità.
(all'incirca da - 3 d B a -6 d B ) ; essi non sono D'a ltra parte bi sogna tenere presente che
però avvertiti come sorgenti di suono, a cau­ ciascun apparecchio provato poteva dar l uo­
sa dell 'effetto Haas, che porta a locali zzare go, se non a l l i neato a dovere, ad un suono
il suono in base ai primi segnali che giungono decisamente i nnaturale ed artificioso ; alcuni
all'orecchio. Grazie a questo effetto l 'ascol· avevano una maggiore tendenza di altri a
tatore non ha alcun dubbio sulla di rezione dare questo effetto. Ad esempio, l'apparec·
da cui sta arrivando il suono (quella deter­ chio Mod. 6000 del la Phase Li near ha potuto
m inata dagl i altoparlanti anteriori) ; i I suono essere regolato in modo da dare una riverbe·
che gli giunge qualche m i l lisecondo più tardi razione davvero molto lunga, che riusciva
dagli altoparlanti dei canali ritardati viene intol lerabile con la maggior parte dei generi
percepito soltanto come rumore di ambiente di musica; con alcuni pezzi corali l 'effetto
e non come un segnale musicale a sé (se però era però straordinariamente real istico. I nvece
agli altoparlanti posteriori si invia il segnale il Mod. 10 della AOS, tra tutti gli apparec·
non ritardato, le cose cambiano in modo chi esami nati, è stato quel lo che agiva meno
drastico, pur se il livel lo dei canali posteriori pesantemente sul suono.
è mantenuto costante) . Per la verità, se è vero che i di versi appa­
recchi hanno fornito un suono più o meno
simi le, non è altrettanto vero che abbiano
CONSI D E RAZ I O N I C O N C L USIVE
dato un suono uguale; si possono quind i fare
Vengono ora riassunti i risultati dell'inda­ a lcune distinzion i. Ad esempio un apparec·
gine condotta sugli apparecchi espansori del­ chio che non può essere confuso con nessun
l'ambiente d'ascolto, la cui scelta è cosa del a ltro è quel l o della Phase Linear; la sua dra­
tutto soggettiva. L'esperienza fatta con que­ stica attenuazione delle alte frequenze, ac­
sti apparecchi ha di mostrato che le prove e compagnata da una generale esaltazione
le specifiche tradizionali sono di ben scarsa delle frequenze medio·basse, rendeva il suo·
utilità per l 'appassionato di alta fedeltà, no dei canali posteriori, se ascoltati da sol i,
q uando deve effettuare una scelta tra vari estremamente pastoso e pesante; quando pe·
tipi di questi prodotti. Se i nfatti gli effetti, rò i l dispositivo veniva correttamente usato
di solito fastid iosi, della distorsione e del come espanso re d'ambiente, il suo suono
16
BOZA K
M OD. 902
L 'apparecchio Mod. 902 della Bozak, che le è sistemato un indicatore di livello di tipo
incorpora un amplificatore con potenza di nuovo, che copre una gamma dinamica di circa
35 W per canale, è il secondo apparecchio del 40 dB, in due campi da 20 dB ciascuno. Questo
genere prodotto da questa casa costrut trice. dispositivo fa uso di file di L ED e commuta au­
Esso impiega come unità di ritardo il piu re­ tomaticamen te il campo di misura al variare del
cente tipo di registro a scorrimento analogico: segnale in arrivo. Il livello di ciascuno dei due
un dispositivo a trasferimento di carica, in gra­ canali è in ogni istan te chiaramente indicato
do di offrire maggior ritardo e piu alto rap­ dall'al tezza della striscia luminosa rossa, di
porto segnale/rumore rispetto ai primi disposi­ fianco alla quale è riportata la scala di tara tura.
tivi "bucket brigade " ad accoppiamento di ca­ L 'ampiezza massima consen tita per il segnale
rica (CCO). 1/ tempo di ritardo può essere rego­ d'ingresso è quella che corrisponde al punto
lato con con tinuità da 20 ms a 1 20 ms median ­ con trassegnato come O dB; se questo pun to vie­
te la grossa manopola posta sul pannello fron­ ne supera to, si illumina la scritta CL IP (taglio).
tale; un 'altra grossa manopola serve a regolare L 'apparecchio Mod. 902 incorpora un am­
il livello d'uscita. I rimanenti comandi, sebbene plifica tore con po tenza nominale di 35 W per
di tipo non tradizionale, sono molto pratici. canale ·s u carich i di 8 51, e viene fornito con
Una piccola manopola, con trassegna ta con due altoparlanti Mod. OS 1800 della stessa Bo­
la scritta SIGNAL BL ENO, se ruota ta comple­ zak; si tratta di due casse acustiche piuttosto
tamente in senso orario, fa arrivare agli alto­ piccole, destina te ad essere piazzate sul pavi­
parlanti il solo segnale ritarda to; quando invece men to e con caratteristica di irradiazione di­
è ruota ta tu tta in senso antiorario, invia il solo retta verso l 'alto. Sul pannello dell 'apparecchio
segnale non ritarda to (dire tto); con la mano­ sono anch e sistemate alcune prese jack da cui
pola in una posizione intermedia, il suono che può essere prelevato, a basso livello, il segnale
giunge agli altoparlanti posteriori è una miscela ritarda to; tali prese sono previste per l 'uso con
(variabile a piacere) di suono ritardato e diretto. un amplifica tore di potenza esterno. La Bozak
La riverberazione è comandata da una manop­ vende pure una versione di questo apparecch io,
pola con trassegnata con la scritta OELA Y RE­ denominata Mod. 90 1 , che comprende i soli
MIX, che consen te una transizione graduale da circuiti di ritardo ed è quindi priva dell'amplifi­
un suono completamente "sordo " ad uno deci­ catore di potenza e degli altoparlanti.
samente "vivo ". 1/ comando con trassegnato 1/ Model 902 è contenuto in un mobiletto
con la scritta TREBLE CONTOUR serve invece interamen te rifinito in nero; sul pannflllo supe­
ad attenuare o ad esaltare, a seconda dei gusti riore sono serigrafate le curve cara tteristiche
dell 'u ten te, le componenti ad alta frequenza del ed uno schema a blocchi dell 'apparecchio. Que­
segnale ritarda to. Quando il ritardo è di 25 ms, st'uhimo misura 45 cm di larghezza, 30 cm di
la risposta in frequenza del canale di ritardo è profondità, 6,5 cm d'altezza ed il suo peso è di
uniforme sino a circa 6. 000 Hz; questo limite 6,5 kg. 1/ prezzo del sistema comple to, com­
scende a circa 2. 000 Hz quando il ritardo è di presi gli altoparlanti, è inferiore al milione e
120 ms. Nella zona destra del pannello fronta- mezzo di lire.

non era particolarmente criticabile_ cercato di riassumere le concl usioni su que­


La vera di fferenza tra i diversi apparecchi sto punto; è ch iaro però che si tratta di con­
sta però nel loro rapporto verso gli utenti, clusioni puramente soggettive_
cioè nella faci lità o meno con cui è possibile I l di spositivo di ritardo piu facile da rego­
regolarli i n modo da ottenere esattamente lare è risultato i l Mod_ 500 Sound Space
l'effetto voluto. Nella parte che segue si è Control del la Advent; il comando di di men-
17
9t....L
--.� ..
--

PHASE LI N EA R 6000 SERIES TWO


Questo apparecchio impiega un 'unità di ri· I comandi raggruppati sotto la scritta RE·
tardo analogica del tipo "bucket brigade ", non· VER8ERA TlON agiscono sui segnali che ven­
ché una linea di ritardo meccanica (a molle) gono fatti passare sulla linea di ritardo mecca'
per ottenere tempi di riverberazione sino a 4 s. nica. I pulsanti con traddistin ti con il termine
La maggior parte delle funzioni di comando è SOURCE servono a prelevare il segnale d'in·
ottenu ta con diciotto commutatori a pulsante, gresso per la sezione di riverberazione da uno
raggruppati sul pannello. Quattro grosse mano· dei due registri principali: da quello con ritardo
pale servono, rispettivamente, per regolare il maggiore (LONG) o da quello con ritardo mi·
volume degli altoparlanti an teriori e posteriori nore (SHORT); il pulsante che porta la scritta
(separatamen te), per inviare agli altoparlanti MASTER CLOCK si utilizza invece per camo
posteriori il segnale diffltto (cioè non ritardato) biare la frequenza di temporizzazione di circa
o quello ritardato e per selezionare una delle il 20% . Questa variazione agisce su tutte le fun­
quattro diverse possibili risposte in frequenza zioni di ritardo del Mod. 6000 e rappresen ta
per i canali posteriori. Le quattro risposte sono: perciò una possibile regolazione fine del ritardo
quella nominalmen te uniforme, quella con ta· stesso. I pulsan ti TlME servono a selezionare
glia alle basse frequenze (L O CUT), quella con le diverse pfflse di segnale sulla linea meccanica
taglio alle alte frequenze (Hl CUT) e quella di ritardo, che danno tempi di riverberazione
con en trambi i tagli. di l s, 2 s o di 4 s. L 'apparecchio Mod. 60oo
Questo apparecchio della Phase L inear ha non è dotato di indicatore di sovraccarico, nè
due costanti di tempo primarie: una di 15 ms di alcun altro dispositivo per /'indicazione del
o di 20 ms ed un'altra di 60 ms o di 90 ms; la livello del segnale; la sua gamma dinamica di
scelta tra i due valori dipende dalla frequenza funzionamen to è però sufficientemente ampia
di temporizzazione (clock) useti/. Per ciascuna per accettare il normale segnale d'uscita da un
costante di tempo possono essere selezionati preamplificatore.
tre livelli di segnale (+3 d8, O d8 e - 3 (8). L 'aspetto estetico di questo apparecchio del·
Sono inoltre presen ti due gruppi di segnali ricir· la Phase L inear è simile a quello degli altri ap.
colan ti, iden t;;icati con i termini SHORT e parecchi della linea Series Two della stessa Casa,
L ONG (le due diciture s(anno a significare che con il pannello frontale leggermente dorato e le
i sf!gnal f SO/IO stati fatti ricircolare rispettiva· manopole intonate ad esso.
men te lungo " registro da 15 ms, o da 20 ms o L 'apparecchio è largo 49,5 cm, profondo
lungo il legis "o da 60 ms o da 90 msl. I livelli 25,5 cm ed alto 14 cm; il suo peso è di circa
del 'f!!lnd'" f fI:ircolati possono anch 'essi essere 9 kg ed il prezzo di vendita supera il milione
selezionati tra +3 d8, O d8 e - 3 (/8. di lire.

sione ( S I Z E ) costituito da una sola levetta e quale ha una sovrabbondanza di comandi ,


la piccola manopola che regola la riverbera· parecchi dei qual i hanno sul suono un effet­
zione sono i nfatti i soli comandi su cui, do­ to cos i leggero da essere spesso i navvertibile.
po l'a l l i neamento fatto all'atto dell'installa­ Tutti questi comandi rendono i l pannel l o
zione, si è dovuto agire per regolare l'appa­ frontale eccessivamente affollato, nonostan­
recchio. Il dispositivo è cos i poco critico sot­ te per molti di essi siano usati i nterruttori a
to l'aspetto del l ivello d'i ngresso che non oc­ levetta miniaturizzati, per cui è risultato dif­
corre piu toccarlo dopo la regolazione i nizia­ ficile muovere un comando senza risch iare
le. Nonostante la sempl icità dei comandi, di toccarne accidentalmente un altro. G l i
l 'apparecchi o ha però anche tutta la flessibi­ svantaggi di questa complessità sono però
l ità che serve e offre un suono stupendo. in gran parte r ipagati dalla qualità del suono
L'apparecch io piu accessoriato e perfezio· che si ottiene con tale modello. Questo ap­
nato di tutto i l gruppo (per quanto riguarda parecchi o ha i mpressionato soprattutto nella
le prestazioni e non necessariamente i ciro riprodUZione dei dischi monofonici, ai quali
cu iti i nterni ) è stato il Mod. 1 0 del la ADS, il conferiva u n senso di ambiente superiore a
18
SA E
M OD. 4 1 00
Quando si sono fa tte le valu tazioni di que­ fono molto vicino alJ 'esecu tore.
sto apparecch io, non eran o ancora disponibili Un potenziometro con la scritta INPUT
né una lista completa di caratteristiche nomi­ L E VEL serve ad adattare la sensibilità delJ 'ap­
nali, né un defin itivo manuale di istruzioni_ Nel parecchio all 'ampiezza del segnale che arriva
manuale provvisorio vi erano soltanto una de­ all 'ingresso; a questo scopo è di aiu to il L ED
scrizione dei comandi fondamen tali e l 'indica­ segnalatore dei picchi di segnale (PEA K). Una
zione che il Mod. 4 1 00 ha tre tempi di ritardo volta che questo comando viene sistemato in
separati, denominati SHO R T (breve), MEDIUM modo tale che il L ED non lampeggi nemmeno
(medio) e L ONG (lungo), corrisponden ti alJ'in­ nei picchi piu elevati del segnale musicale, non
circa a ritardi di 10 ms, 30 ms e 50 ms. sono piu necessarie ulteriori regolazioni. Cia­
I comandi delJ 'apparecchio sono costituiti scuno dei tre circuiti di ritardo ha il suo pro­
da tre commuta tori a pulsante e da diversi po­ prio comando di livello (i tre comandi sono de­
tenziometri a spostamen to lineare, montati nominati SHORT, MEDIUM e L ONG) ed i tre
orizzon talmen te_ Un pulsante, con trassegnato segnali sono sommati tra loro. Il potenziometro
con la scritta DIRECT, quando è premuto, in­ con trassegnato con la scritta REGENERA TlON
via il segnale d'ingresso non ritarda to alle uscite regola l 'en tità del segnale ritarda to che viene
posteriori; quando invece questo pulsante è al­ fa tto ricircolare attraverso i circuiti di ritardo
zato, sulle uscite posteriori si ha un segnale ri­ per produrre l 'effetto di riverberazione. L 'ul­
tarda to. Il Mod. 4 1 00 è progettato in modo da timo po tenziometro è quello con la scritta
essere compa tibile con sistemi quadrifonici ed O U TPUT L E VEL, che serve a regolare il livello
ha alcune prese jack per l 'ingresso dei segnali d'uscita. Poiché i tre segnali ritarda ti vengono
posteriori deriva ti da una sorgen te esterna_ sommati, ogni cambiamen to sostanziale in uno
Premendo il pulsante con trassegnato con la dei tre comandi di livello dei circuiti di ritardo
scritta DISCRE TE, i segnali dei canali poste­ può richiedere un aggiustamento del comando
riori, che arrivano dalJ'unità esterna, sono por­ per il livello d'uscita, che agisce soltanto sui ca­
ta ti direttamen te alle prese d'uscita; ciò permet­ nali ritardati.
te il normale funzionamen to a quattro canali L 'apparecchio SAE Mod. 4 100 ha l 'aspetto
quando l 'apparecch io è collegato ad un impian ­ estetico tipico dei prodo tti della SA E, con il
to quadrifonico. Premendo infine il pulsante mobiletto rifinito in nero e le fiancate in legno
denominato BL END, si inietta una parte dei di noce.
segnali ritardati verso le uscite per i canali an­ Le sue dimensioni sono: larghezza 40 cm,
teriori; questo accorgimen to serve a migliorare profondità 2 1 ,5 cm, altezza 7,5 cm; il suo peso
il suono d'ambien te nel/'ascolto di alcuni pro­ è di 3,2 kg ed il prezzo è leggermente inferiore
grammi musicali, registra ti ponendo il micro- al milione di lire.

quello ottenibile con mol ti dischi stereofo­ azionavano i commutatori del tempo di
nici. I noltre, gli al toparlanti che accompa­ estinzione e del I ivello si udiva qualche ru­
gnano il Mod. 10 sono poco ingombranti e more all 'uscita.
danno u n suono eccel lente. Per quanto riguarda la qualità del suono
I l Mod. 902 della Bozak ha potuto essere e gli effetti di ri tardo, l'apparecch i o Model
speri mentato per poco tempo; com unque Two del l a Aud io/Pulse è sembrato del tutto
si è potuto constatare che è un apparecch io simile al Model One ed a diversi altri appa­
molto semplice da usare. recch i : esso cioè è ri uscito a dare un effetto
Le prestazioni del l'apparecchio Model d 'am biente molto soddisfacente, ma nel lo
One del la Audio/Pu lse come disposi tivo di stesso tempo ha potuto anche essere rego­
rita rdo sono risultate eccellenti, ma la ne­ lato in modo tal e da f0rnire un 'eco esagerata
cessità di ri toccare i commutatori del l ivello e assai poco naturale, natural mente con la
d'i ngresso ogn i volta che si manifestava
' un possibi l ità di ottenere tutte le condizioni
sostanziale cambiam ento di l ivello all'ingres­ i ntermedie.
so è stata sconcertante_ Inol tre quando si Dal punto di vista dell 'utente, la princi-
19
CARATTER ISTICHE MISURATE
Punto di taglio
S/R non pesato Distorsione armonica
alle alte frequenze
M ode llo -3 dB rispetto riferito a l V tOlile con uscita di Campo di tensione Uscite ritardate
in uscita l V a l kHz utile all'ingresso coerenti Note
. 1 kHz
(kHz)
(dB) (7.)

AOS 1 2,2 66 0,14 Non m isurato No Amplilicatore incorporato


( 1 00 W/canale su 4 l1)
Advent 6 (il suono non ri· 72 0,3 0,0 1 5 · 3,0 Parzialmente
tardato può essere
esaltato di 1 1 dB
sui canali poste·
riori)

Audio/Pulse 7 (il comando 54·63 Non misurato Non misurato No


Model One Contour può esal·
tare di lO dB i
suoni nella banda .

40 � 60 Hz)

Audio/Pulse Non m isurato Non misurato Non misurato Non misurato Non misurato
Model Two

Bozak 7,7 60 (più di 80 0,5 con uscita O,03 · 1} 5 Si Amplificatore incorporato


con pesatura A) di 0,25 V (35 W/canale su 8 il)
(1 V all'ingresso)

Phase Linear 4,5 Short Più di 80 2 con uscita di 1 V 3 max No


0,45 con uscita
di 0,3 V

SAE 5 57 ·60 0,2 con uscita di 0,08 o più alta Si Una forte rigenerazione fa
1,8 V molto più alta comparire all'uscita ele·
alle basse frequenze vate componenti a 400 Hz
Sound Concepts 8 70 0,8 Non misurato Si

CARATTE R IST ICHE NOMINALI I N DICATE DAL COSTRUTTORE

Numero Campo dei Ritardo Tempo di Campo di Banda passante dei


ritardi iniziali più lungo riverberazione sensibilità
S/R circuiti di rillrdo
Modello di ritardi
(dB)
iniziali (ms) (ms) (5) all'ingresso (V) ( kHz)

AOS 3 1 0 ·40 1 00 0 · 1 ,6 0,7 5 · 3 80 13

Advent 2 1 · 100 1 00 N o n indicato 0,3 · 3 80 6

Audio/Pulse 4 8 · 94 94 0,2 · 1 ,2 0,14·2 65 8


Model One

Aud io/Pulse 3 1 9 · 1 �3 1 03 0 , 1 · 0,6 0,05·3,3 V (low) 72 8


Model Two 1 ,2 ·60 V (high)

Bozak 1 20 · 1 20 1 20 Sino a diversi Non indicato Non indicato 7,7


secondi

Phase L inear 2 15·90 90 0,2 · 4 2,5 max 94 6 (short)


2,5 (long)

SAE 3 1 0 ·50 50 Non indicato Non ind icato Non indicato Non indicato

Sound Concepts 1 5 · 50 50 N o n indicato N o n indicato 85 8


100 (in 100 (in
mano) mano)

20
M O D. 50550 D ELLA 50U N D C O N CEPT5
Uno dei primi dispositivi di ritardo, previsti scritta REAR L E VEL, comanda il livello d u·
per l 'impiego negli impian ti domestici per alta scita globale dei canali di ritardo.
fedeltà, è stato un apparecchio della Sound 1/ commutatore con trasSllgnato con la scrit·
Concepts. 1/ Mod. S0550 è già un epparecchio ta OELA Y RANGE pone in parallelo gli ingressi
della seconda generazione; si trarra di un si· per i due canali e mette in casca ta i circuiti di
stema che impiega circuiti di ritardo del tipo ritardo, allo scopo di ottenere un 'uscita mono·
"bucket brigade " e che è previsto per essere fonica ritardata sino a 1 00 ms. 1/ commuta tore
accoppiato a sistemi o stereofonici od a quat· REAR OUTPUT SlIrve ad inviare verso le uscite
tro canali. 1/ funzionamento dell 'apparecchio posteriori il segnale ritardato, oppure i canali
è comandato da cinque potenziometri lineari posteriori di un sistema quadrifonico. 1/ com·
e da quattro commutatori a bilanciere. Un mu tatore OELA Y MIX consente di iniettare i
po tenziometro (OELA Y TlMEJ serve a far va· segnali ritardati sui canali an teriori; l 'ampiezza
riare il ritardo in un campo da 5 ms a 50 ms; del SlIgnale iniettato dipende dal potenziome tro
un altro potenziometro (REVERBERA TlON) FRON T MIX, preceden temen te citato. 1/ com·
con una scala tarata in unità arbitrarie da O a 1 0 muta tore con trassegnato con la scritta INPUT
dosa la quan tità di segnale che, prelevato al· permette infine di applicare il processo di ri·
l 'uscite di un canale ritardato, viene inie ttato tardo ai normali segnali monofonici o stereofo·
all 'ingresso dell'altro canale. nici, oppure ai canali an teriori di un sistema
La risposta alle alte frequenze di un qual· quadrifonico. La Sound Concepts sostiene che
siasi dispositivo del tipo "bucket brigade " cade quest'ultimo tipo di impiego offre spesso risul·
rapidamen te al crescere del ritardo; fortunata· ta ti piu naturali di quelli che si avrebbero usano
mente, questo e ffetto è in accordo con il natu· do un semplice decodificatore per quadrifonia.
rale assorbimento alle alte frequenze che si L 'apparecchio Mod. S0550 della Sound
verifica in una sala da concerto sui segnali piu Concepts è eccezionalmen te poco critico per
ritardati; non si ha perciò alcun effetto acustico quanto riguarda il livello del segnale da ritar­
innaturale e grottesco. Qualcuno però sostiene dare. Incorporato nell'apparecchio vi è un com­
che sia desiderabile, o addirittura necessaria, plesso compressore-espansore con rapporto di
une buona larghezza di banda anche per i ca· compressione 2 : 1, che riduce il rumore interno
nali ritardati; la Sound Concepts soddisfa anche a livelli trascurabili. Non esiste praticamen te il
costoro median te un opportuno sistema di re· rischio di sovraccaricare l 'apparecchio con il
golazione. 1/ potenziometro a cursore, con tras· segnale in uscita da un n ormale preamplifica­
segnato con la scritta Hl FREQ ROLL OFF, è tore; in e ffetti, esso non ha neppure sul pan­
in fatti provvisto di due scale di tegolazione: nello fron tale una manopola per la regolazione
l 'una, in . decibel che va da +6 dB a - 3 dB e del livello, come quasi tutti gli altri apparecchi
l 'al tra, in millisecondi, che si estende da 5 ms simili. Sul pannello posteriore esistono tuttavia
a 50 ms; quando questo p o tenziometro è posi· due comandi, regolabili con un cacciavite, e al­
zionato in modo da indicare un valore pari al cuni L ED che SlIgnalano la condizione di sovrac­
ritardo che si sta usando, le alte frequenze sono carico; questi due comandi sono però tarati in
esaltate di quel tan to che basta a man tenere sede di costruzione ed è meglio non muover/i.
quasi uniforme la risposta in frequenza sino a L 'apparecchio Model S0550 è rifinito in
8.000 Hz, frequenza in corrispondenza della nero; misura 39, 5 cm di larghezza, 23 cm di
quale si ha il punto di taglio nominale a - 3 dB. profondità, 9 cm di altezza ed il suo peso è di
Un potenziometro con la scritta FRONT MIX 3,2 kg; è anche disponibile con un pannello
L E VEL regola la quantità di SlIgnale ritarda to frontale adatto al mon taggio su un telaio di
che viene inviato verso le uscite per gli altopar· dimensioni n ormalizzate ( 19 pollici). Non ri­
lanti fron tali; un altro potenziometro, con la sulta che sia importato in I talia.

21
pale differenza tra il Model One ed i l Model primo relativo al modo in cu i vengono som ­
Two è l'insieme dei comand i , che sul secon­ mati i tre segnal i ritardati, che influ isce sul
do è notevol mente semplificato; il Model vol ume globale del suono ritardato quando
Two, in fatti, ha un sistema di comandi si­ si fanno variare i ritard i ; il secondo relativo
mile a quello del l 'apparecch i o del l a Advent, al comando di rigenerazione che, quando è
ed è al trettanto facile da usare ; l 'unica ec­ tenuto troppo in alto, produce un suono fal ­
cezione sta nel fatto che il modello del l a s o ; se i l suo campo di azione fosse limitato a l ­
Audi o/Pulse richiede, stando alle i ndicazioni la metà, non ci sarebbero inconven ienti . S i è
de l d ispositivo a L E D incorporato, un più anche constatato che, pur essendo un appa­
frequente aggi ustamento del comando d i l i ­ recchio dotato di dispos itivi del tipo "bucket
vel lo a l vari are del segnale. Poiché, quando br igade" , i ritardi sono fissi ed il sistema
si fa questa operazione, si deve anche rego­ sembra equalizzato in modo da dare una ri­
l are nuovamente il l ivel l o d'uscita, l 'opera­ sposta in frequenza uniforme. I l l i m ite supe­
zi one risulta certamente assai più compl essa riore del la banda passante resta cioè fisso a
di quel la richiesta dal model lo del la Advent, circa 5.000 Hz, qualunque sia la posizione
con il suo commutatore a tre posi zioni che dei comandi di l ivel lo.
esige minori atten zion i . Si è però constatato L'apparecch io Mod. 6000 del la Phase
che la regol azione del l a sensibi l i tà d'ingresso, Li near ha i nvece sorpreso per la complessità
nel M odel Two, è assai meno critica che nel dei comandi : su un pannel lo sono infatti di­
Model One e che in pratica, fino a quando sposti ben diciotto pulsanti . I n real tà si è poi
qualcuno dei LED verd i l ampeggia, i l rumore constatato che, con u n po' di pratica, esso
a l l 'uscita è sotto il l i mite di udibil ità. non è COSI difficile da usare come pu ò sem ­
Considerando il prezzo decisamente più brare a prima vista, restando pur sempre il
basso del Model Two rispetto al Model One, meno sempl ice da manovrare tra gl i apparec­
il funzionamento più sem plice e l 'amplifica­ ch i esam inati . Si ri tiene inoltre che la scar­
tore i ncorporato, questo apparecch io è dav­ sità di alte frequenze sia talvolta avverti bile
vero interessante. I l suono emesso dal Model e criticabi le; l'apparecch io ha una mano­
Two non è COS I naturale quanto quel l o degli pola che serve ad attenuare le al te frequ en­
apparecchi del la Advent e del la A DS, ma l e ze, ma non si è riusc iti a comprendere a che
differenze sono davvero m i nime. cosa essa possa serv i re, poiché l'apparecchio
L'apparecch io Mod. SD 550 del l a Sound avrebbe soprattutto la necessità di una note­
Concepts è stato usato per parecch io tempo vole esaltazione del le alte frequenze. Un al­
e si è constatato che è uno dei dispositivi più tro inconveniente di questo apparecch io è l a
faci l i da mettere a punto; esso non solo era facil ità con cu i p u ò essere regolato in modo
privo di rumore, ma non si è mai riusciti a da dare effetti non natu ral i .
veder lampeggi are le spie di sovraccarico po­ Per concludere, qualu nque s i a l 'apparec­
ste sul panne l l o posteriore. Nonostante la ch io di rita rdo usato, la cosa più importante
rel ativa sempl icità del l o schema d i produ ­ da tenere presente è la seguente : se si sente
zione e di elaborazi one dei ritardi che esso il suono provenire dagli altoparlanti poste­
è capace di offrire, ta le apparecch i o ha for­ riori, il l oro volume è eccessivo! I l vol ume
nito un suono del tutto natu rale, almeno dei cana l i ritardati deve essere al zato sino a
fino a quando non si è inserita la massima che essi risultino udibil i e quindi va riporta­
riverberazione; in quest'u ltima cond izione to ind ietro sino a quando i cana l i non siano
si è avuto talvolta un suono rimbombante. più avvertibil i come sorgenti sonore sepa­
Il Mod. 4 1 00 del l a SAE è particolarmente rate. Per control lare l'efficacia del sistema, si
i nteressante, poiché ha tutta la versati l i tà che prov i ad escludere gli altoparlanti posteriori
si può desiderare ed è in grado di fornire un (molte u nità di ritardo hanno un com muta­
suono che, nel la maggior parte del le prove tore che permette di fare ta le operazi one, l a
d'ascolto condotte, si è dimostrato a l l 'altezza quale però s i può com piere anche sull 'ampl i ­
di quel l o otten ibile con gli a ltri apparecch i . ficato"re) . S e i l l ivel l o è corretto, escludendo
Per quanto riguarda l a facil ità d'uso, u n gli altoparlanti 'posteriori il suono si contrar­
preciso manuale d'istruzioni avrebbe potuto rà nella zona frontale, divenendo più sordo
ch i arire i vari problem i che si sono presen­ e privo di vita. R i mettendo in funzione i l
tati. Nel l e prove si sono i nfatti dovuti siste­ sistema per l a sintesi del suono d'ambiente,
mare i diversi comandi procedendo per ten­ si resterà merav igl iati dal fatto di averne po­
tativi, e si sono i ncontrati due problem i : i l tuto fare a meno sino a quel momento. *
22
TESTIN A FONOR ILEVAT RICE
EMPI RE EDR. 9
« EXTENDED
DYNAMIC
RESPONSE»
I l modello E D R . 9 " Extended Dynamic nel l ino per la pul izia, una fiala d i l i qu ido de­
Response" (risposta di nam ica estesa) è una tergente per la puntina, un piccolo cacciavite
testina a ril uttanza variabile e ferro m obile, e gl i accessori per il montaggio; il tutto è
simile ad altre già prodotte dalla Empire ; contenuto in un ci l i ndro di plastica traspa­
essa però è munita di un nuovo sistema iner­ rente, a sua volta i nserito in un i nvol ucro di
ziale di smorzamento per la puntina ed è sta­ pel le nera.
ta progettata per essere relativamente insen­
sibile ai carich i capacitivi. Inoltre, è dotata di Descrizione generale Come altre testine
-

una bobina a bassa induttanza, di un sistema della Empire, i l Mod. Eb R . 9 racchiude nel
"a puntina accordata" e di una puntina del suo i nvolucro i n plastica quattro bobine ma­
tipo " Large Area of Contact" (grande area d i gneticamente schermate. Tre magneti fissi
contatto ) ; quest'ultima è l a versione Empire incanalano il flusso tra le espansioni polari
della punti na Sh i bata, progettata origi naria­ del le bobine; la parte posteriore del tubicino
mente per la riproduzione dei disch i C D-4 ed in alluminio che porta la puntina è fissata ad
attualmente usata dalla maggior parte del l e un tubetto in materiale ferroso, che si inseri­
case costruttrici n e i loro model l i di testi ne sce tra le quattro espansioni polari ; mentre la
piu perfezionati. Questo genere di puntina puntina segue le modu lazioni del solco, l 'ar­
offre i vantaggi di una grande capacità di let­ matura ferrosa modula il flusso tra le espan­
tura alle alte frequenze e di un ridotto con­ sioni polari, inducendo una tensione nelle re­
sumo dei disch i stereofonici. lative bobine, col legate in serie a due a due
La testin a in oggetto è munita d i u n bloc­ in modo da formare le uscite elettriche dei
chetto porta puntina sostitu ibile, sul quale è due canali stereofon ici.
imperniata una staffa che può essere abbas­ U na caratteristica che distingue la testina
sata per proteggere la puntina, e viene forni­ E D R . 9 è l a bassa i nduttanza del le sue bobi­
ta in una confezione comprendente un pen- ne (ci rca 250 m H l , la quale rende la risposta
24
LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TESl

in frequenza della testina stessa relativamen­ tina è fissata una piccol issima sbarretta di
te indipendente dalla capacità del carico_ La ferro ; essa è fissata al tubicino di alluminio
maggior parte del le testine magnetiche han­ mediante un accoppiamento elastico, che le
no un'induttanza compresa tra 500 m H e permette di risonare ad una frequenza tale
750 m H , che inevitabil mente risuona con l a da ridurre l'ampiezza del la risonanza princi­
capacità dei cavi che le collegano all 'amplifi­ pale della sbarretta di sostegno, senza però
catore stesso, cos i da alterare la risposta i n introdurre uno smorzamento eccessivo. La
frequenza nel la zona piu alta del la banda au­ caratteristica di smorzamento dell a sbarretta
dio_ I progettisti di testine normal mente usa­ è stata scelta in modo da dare l'uniform ità
no questa risonanza elettrica per equal izzare desiderata nell a risposta globale, senza che si
la risonanza meccanica del sistema che regge abbia una dipendenza critica dal l,a risonanza
la puntina, al fine di ottenere una risposta in elettrica del circuito ( l a risonanza elettrica
frequenza globale ragionevolmente unifor­ dovrebbe manifestarsi ben al di là della ban­
me_ Come conseguenza si ha però una dipen­ da audio, grazie alla bassa induttanza della
denza piu o meno critica da un determ inato testina).
val ore di capacità, che non sempre è sotto i l L'estremità della puntina è sagomata i n
controllo del l ' utente ; perciò non è possibile modo da avere un 'ampia area di contatto
avere sempre una risposta in frequenza ugua­ con i fianchi del solco, mantenendo nello
le a quella nominale del la testina_ stesso tempo un raggio di curvatura molto
Un 'al tra particolarità di questa testina è piccolo lungo la direzione di modulazi one
il sistema di sostegno del la puntina, denomi­ del solco stesso, per cui la puntina ha un 'ele·
nato "tuned stylus" (cioè a "puntina accor­ vata capacità di seguire segnali anche ad alta
data " ) _ La risonanza meccanica del la puntina frequenza. Su l la sbarretta cava di alluminio
è inevitabile, poiché deriva dal l 'i nterazione è montata l a nuda puntina d i diamante, per
tra l'elasticità del materiale vinilico del disco cui risulta minimizzata la massa efficace del ­
e la massa efficace della puntina, riferita alla la puntina.
sua punta estrema_ Questa risonanza, se non
viene combattuta in qualche modo, intro­ Misure di laboratorio - La testina E D R . 9
duce un picco nella risposta alle alte frequen­ è stata provata su un braccio con massa di
ze ; normalmente, essa è smorzata da un ela­ 20 g; l 'insieme ha fornito una risonanza alle
stomero simile a gomma, che sostiene l 'asta basse ' frequenze nel la zona tra 7 Hz e 8 Hz,
della puntina e che spesso serve come ele­ con un'ampiezza di ci rca 5 d B . Come cari­
mento per i l suo incernieramento; tuttavia, co per l a testi na è stata usata una resistenza
se lo smorzamento introdotto è tanto forte da 47 kQ in paral lelo con una capacità da
da spianare la risonanza, il comportamento 1 00 p F . Si è anche misu rata la risposta in
della testina ai transitori può risu l tare peg­ frequenza che si ha con una capacità globale
giorato_ Un al tro problema consi ste nel fatto di 335 p F , cioè quel la tipica nel normale
che le caratteristiche dei material i usati per funzi onamento di molti giradischi. Il sol o ef­
lo smorzamento possono cambiare con i l fetto del l'elev ata capacità è stato un aumen­
tempo e c o n le variazioni di temperatura_ to di ci rca 2 dB nell 'ampiezza del segnale,
La Empire ha progettato uno smorzatore d'uscita alle frequenze superiori a 1 0 k H z.
inerziale in m iniatura che è stato incorpo­ La risposta misurata con il disco di prova
rato nel sistema di sostegno per la · puntina CBS ST R 1 00 ha confermato i dati forniti
E D R . 9; questo sistema è ana logo a quello dalla Empi re : si è rilevato un picco piuttosto
usato da m ol ti costruttori di giradischi per largo, centrato su 1 0 kHz, di moderata entità
lo smoriamento dei bracci e consiste nel for­ (precisamente di 2,5 dB). La risposta in fre­
mare una "trappola" risonante mediante la quenza del l a testina, riferita al l ivello m isu­
massa del contrappeso e l 'el asticità del sup­ rato a 1 k Hz, è risultata compresa entro
porto. Questa "trappola" riduce notevol­ ± 2 dB da 20 Hz a 20 kHz. La separazione
mente l 'ampiezza del la risonanza a bassa fre­ tra i can ali è apparsa molto buona: il valore
quenza del sistema braccio-testina che nasce misurato e ra compreso tra 25 dB e 30 d B
dal l'interazione tra l a massa totale del siste­ nella zona del le frequenze centrali, tra 20 d B
ma, riferita alla puntina, e l'elasticità del e 27 d B a 1 0 kHz e risultava di 1 5 d B a
sistema di sostegno della stessa puntina. 20 kHz. R isposte in frequenza molto si m i l i
Nella testina in esame, all'estremità po­ sono state ottenute con i dischi di prova
steriore della sbarretta che sostiene la pun- B & K 2009 e JVC 1 007. Poiché la E D R . 9
25
LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST

F R E QU ENZA (Hz)
Risposta globale e diafonia per , canali destro e sinistro.

ha una risposta nominale che arriva sino ai 27 cm/s. I l d isco TTR 1 03 è servito invece
35 kHz, si è fatta una misura anche con un per control lare la fedeltà nel seguire il solco
disco di prova JVC 1 005, che porta frequen­ con treni d 'onda a 1 0,8 k Hz, aventi invilup­
ze variabi l i da l k Hz a 50 kHz; la tensione po sagomato in modo particolare; la distor­
d 'uscita è risu l tata compresa entro una fascia si one è risultata del lo 0,7 % , cioè molto bassa,
di ± 2 dB sino a circa 40 k Hz, dove la separa­ a 1 5 cm/s ed aumentava li nearmente sino a
zi one è risultata di ci rca 1 2 dB. raggiungere il 2,5 % a 30 cm/s. Benché sia dif­
Quando si è usata la testina con una forza ficile correlare queste di storsi oni misurate
di appoggio pari a 1 ,25 g, cioè la massima con g l i effetti udi b i l i , un graduale au mento
nominale, essa si è di mostrata in grado di leg­ della distorsione, come quel lo riscontrato, è
gere i l l ivello degli 80 micron sul disco del preferibile ad una si tuazi one in cui essa rima­
German H i F i I nstitute , nonché i toni da ne bassa sino a raggiungere una certa velocità
30 cm/s a l k Hz. Toni a bassa frequenza con cr itica, per poi aumentare rapidamente quan­
livello molto alto sono risu ltati riproducibili do la puntina non riesce più a seguire il solco.
anche con una forza d 'appogg io di 0,75 g, La risposta osservata con le onde q uadre
cioè quel l a m inima nominale. L'angol o verti­ a l k Hz del d isco di prova CBS STR 1 1 2 è
cale del l a puntina, misurato con il disco CBS coerente con la risposta in frequenza m isu­
STR 1 60, è r isultato rellltivamente grande, rata sulla testina. Ad eccezione di una sola
cioè di 30° . La tensione all 'uscita della te­ sovraosc i l l azione alla frequenza di 1 0 k Hz,
sti na, m isurata usando le bande di l ivello cioè relativamente bassa, ! ' onda quadra è
standard da 3,54 cm/s del disco d i prova apparsa perfetta. La l ieve "osc i l lazione" ad
STR 1 00 , è risultata di 3,75 mV su ciascun alta frequenza, che è comparsa sull'intera
canale, con una di fferenza tra i due ca nali onda quadra, è caratteristica di questo d isco
inferi ore a 0,8 dB. di prova e può essere ri levata sol tanto con
La distorsione di lettura è stata m isurata una testina la cui risposta si estenda sino a
con i dischi Shu re TT R 1 02 e TT R 1 03. I l 40 k H z.
disco d i prova TTR l 0 2 è stato creato per
eseguire prove di intermodulazione con fre­ Impressioni d'uso Dall'esame del la r i ­
-

quenze di 400 Hz e di 4 k Hz. La distorsione sposta in frequenza misurata su l l a testina


di intermodu l azione è risultata del 2,2% a E D R . 9 si può dedurre che il sistema "a pun­
6,7 cm/s, cioè pi uttosto bassa e prossima al tina accordata" ottiene l'effetto di sostituire
l ivello del la distorsione intrinseca del di­ la normale si ngola risonanza alle alte fre­
sco. Tal e d istorsione aumentava l i nearmente quenze del la sbarretta di sostegno con due
con la velocità, sino a raggiungere 1 ' 1 1 % a risonanze di intensità ridotta, situ ate l 'una
26
LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST LABORATORIO TEST

CARATT E R IST I C H E T EC N I C H E

Caratteristica Valore nominale Valore misurato

R isposta in frequenza 20-35 . 000 Hz ± 1 ,75 dB 20-35.000 Hz ± 2 dB


Separaz ione 20 dB a 20-500 H z -

\
30 dB a 500- 1 5 .000 Hz Confermato!
20 dB a 1 5-20.000 Hz Confermato (ved. grafico)
E l asticità 28 x 1 0-6 cm/dyne -

Capacità di lettu ra 38 cm/s a 1 .000 Hz Non rilevato


e 0,9 g
Bi lanciamento tra i canal i 0,75 dB a 1 .000 Hz 0,8 dB
Angolo d i lettura 20° 30° (ST R 1 60)
I m pedenza di carico 47 .000 S1 -

Capacità di carico da 1 00 a 1 50 p F Confermato


Uscita 0,9 J.N /cm/s 1 ,06 pV /cm/s
I nduttanla 250 m H -

a l di sotto e l'altra a l di sopra della risonanza de lle misure fatte sulla distorsione d i lettura .
or iginale . L'induttanza della testina e la ca­ Questa testina ha la capacità di seguire
pacità di carico spianano il picco superiore, fede lmente i l solco senza una diminuz ione
mentre quello i n feriore non viene del tutto improvvisa, con conseguente i mmediato for ­
eliminato ed è visibile come un innalzamento te aumento della d istorsione, quando si su­
de l la curva di risposta intorno a 10 k Hz. pera un certo l ivel l o di registrazione; la sua
A causa dell 'ampiezza relativamente pic­ distorsione aumenta invece gradualmente ed
cola di questo innalzamento (ci rca 2,5 d B ) , impercetti bi lmente, sino a quando non di­
esso non i ntroduce alcuna colorazi one inde­ venta avvertibile all'ascolto sotto forma di
siderata nel suono. Si è provato a r i produ rre suono sforzato, ma non aspro. Poiché ben
il rumore rosa registrato sul disco di prova pochi d isch i rich iedon o alte velocità del la
CBS STR 1 40 prima con questa testina e poi puntina, come quelle massime dei disch i
con una di altro tipo, la cui risposta era pra­ d i prova, s i può affermare che la testina
ticamente uniforme sino a 20 k Hz, senza av­ E D R . 9, nel riprodurre un qualsi asi disco
vertire alcuna differenza nel bi lanciamento in commercio che contenga normali brani
tonale e nell 'esaltazione delle alte frequenze. musical i , non sarà mai portata a l avorare
Il suono della testina E D R . 9 è dolce e privo vicino ai suoi l i m i ti .
di sforzo, i l che rivela una ri sposta molto Se d i per sé i l suono d i questa testina non
uniforme ed una grande capacità di segu i re può essere un fattore determinante e prefe­
il solco. renziale, la ED R. 9 offre però alcuni vantaggi
Quando si sono riprodotti i disch i della rispetto ad al tre testi ne a ferro mobile : a tut­
serie "Audio Obstacle Course" prodotta dal ­ ti i fini pratici essa non è infl uenzata da cam­
Ia Sh ure, l a testina E D R . 9 non h a avuto dif­ bi amenti nella capacità d i carico ; non occor­
ficoltà a ri produ rre il l i vel lo 4 d i ci ascuna se­ re perciò con troll are se i l gi rad ischi su cui
zi one de i dischi E R A I I I ed E R A I V . AI l i ­ viene montata è equ ipaggiato o meno con ca­
vel l o 5 , cioè il massimo, d i quasi tutte le ban­ vetti di col legamento a bassa capacità (come
de di ciascun disco si è comi nci ato ad udire lo è la m aggior parte dei moderni gi radisch i ) ,
un principio di suono sforzato, segno che la né è necessaria l 'aggiunta di u n a capacità su l ­
capacità di segui re il solco cominciava a di­ l'ingresso fono del l 'ampl ificatore per spiana­
m i n u i re ; i l suono dei tamburi bassi su l disco re la risposta della testina. In al tre parole, la
E R A I I I e gli "a solo" di flauto e di arpa su l testi na E D R . 9 offrirà in qualunque impian­
disco E RA I V sono però stati ri prodotti al to le stesse prestazioni che si sono ottenute
livello 5 senza alcuna difficol tà. Questo com­ in laboratorio, particolari tà questa non certo
portamento è in buon accordo con i risultati da sottovaluta re. *
27
Come

PRO G·ElTARE
E
COSTRUIRE
ALIMENTATORI

Quando si progettano o si costruiscono vrebbero essere i n grado di progettare ali­


apparati elettron ici, special mente quelli di mentatori a bassa tensione ed alta corrente
ti po a larga scala nei quali vengono usati adatti per qualsiasi progetto .
molti transistori e/o ci rcu iti i ntegrati, l'im­
pegno maggiore è rivolto a l la creazione del Trasformatori - I l trasformatore è general­
ci rcuito fi na.le e del ci rcuito stampato. I l mente un convertitore di tensione, che ridu­
progetto del l'alimentatore i nvece viene spes­ ce la normale tensione alternata di 220 V
so trascurato, il che non è giusti ficato, in della rete in tensioni più basse, richieste dal­
quanto un progetto, anche se ben ideato e l'elettronica a stato solido. La maggior parte
montato, può funzionare i n modo appena dei circuiti costituiti da elementi separati
accettabile se l 'alimentatore non forn isce la funziona con tensioni comprese tra 1 ,5 V e
gi usta tensione alla corrente richiesta. Que­ 28 V ; i sistemi I C l i neari funz ionano nella
sto problema si aggrava quando l 'a l i menta­ gamma compresa tra ± 4, 5 V e ± 18 V ; i cir­
tore deve fornire forti i ntensità di corrente, cuiti CMOS richiedono tra 4 V e 18 V e i
come nei ci rcuiti numer"ici con molti ci rcu iti c i rcuiti TT L l'uso di una l i nea d'ali mentaz io­
integrati, special mente nei m i crocomputer. ne a 5 V strettamente stab i l i zzata .
L'a l i mentatore merita q u i nd i una speciale Poi ché un trasformatore ha un rend i men­
attenzione, perché spesso rappresenta l'ele­ to molto elevato, dim inuendo la tensione di
mento essenz iale per il successo di un pro­ rete ne ll'avvolgimento secondario si aumenta
getto elettron ico. la corrente di sponibile per qualsiasi l i vello di
Nel presente articolo, sudd iviso i n due tensi one . I VA (tensione moltipl icato cor­
parti, si parlerà deg l i elementi basi lari degli rente) primari sono quasi uguali ai V A secon­
a l i mentatori, di alcuni concetti di progetto, dar i , cioè : Epri x Ipri= Esec x l sec , equazio­
ecc., per cui al term i ne di esso i lettori do- ne nella quale E pri è i l potenziale dell 'avvol-
28
parte prima

Elementi basilari sui trasformatori ,


raddrizzatori , filtri ,
stabilizzatori di tensione
e circuiti di protezione .

gi mento primario, I pri è la corrente prima­ ra T-C; quella i n alto è la forma dell'onda si­
ria, E sec è la tensione del secondario e I sec è nusoidale a lternata applicata all 'entrata,
la corrente secondaria. mentre quella in basso mostra l'uscita con­
tinua pulsante radd rizzata ai capi di R L . Si
Raddrizzatore - Il raddrizzatore converte noti che l 'uscita continua pulsante esiste sol­
la tensione alternata proveniente dal secon­ tanto quando la forma d'onda in entrata è
dario del trasformatore in corrente continua nella sua alternanza positiva. Poiché metà
pulsante (c.c . ) . Il raddrizzatore piu semplice della forma d 'onda d'entrata non vien!? usa­
è il circuito a mezz'onda rappresentato nella ta, il raddr izzatore a mezz'onda sciupa molta
fig. T. energia elettrica. I noltre questo tipo di rad­
Tutti i raddrizzatori, sia a valvole sia a sta­ dri zzamento crea difficoltà nel filtraggio del­
to so l ido, funzionano sullo stesso principio: l'uscita i n corrente continua pura senza com­
conducono corrente i n una sola direzione. ponenti di ronzio.
Come si \lede nella fig. T -A , quando un'onda Il raddri zzatore a mezz'onda ha un poten­
sinusoidale alternata viene applicata all'en­ ziale medio d 'uscita pari a circa 0,45 volte i l
trata di questo ci rcuito, la corrente passa at­ potenziale efficace applicato e i l suo ronzio
traverso il raddrizzatore soltanto quando il ammonta al 1 20 % . A complicare i problemi
suo anodo è piu positivo del suo catodo. Du· di progetto concorre pure il fatto che i l tra­
rante l 'altra metà del ciclo alternato, il rad­ sformatore usato deve avere un valore di V A
drizzatore è polarizzato inversamente ( figu­ primari maggiore del 40% rispetto a quello
ra T-B) ed impedisce cos i il fl usso di corren­ che sarebbe necessario se fosse usato i l rad­
te attraverso il carico esterno, R L . drizzamento ad onda i ntera.
Le forme d 'onda relative a l raddrizzatore Nella fig. 2-A è i l lustrato un cl assico rad­
a mezz'onda sono rappresentate nella figu- drizzatore ad onda intera con trasformatore
29
A N O D O. CATO D O provvisto di presa centrale. I n qualsiasi picco
alternato, un'estremità del secondario del
trasformatore è positiva, mentre l 'altra estre­
m ità è negativa. La presa centrale è a un po­
tenziale pari alla metà di que l lo del l'intero
+
secondario ; perciò, se la presa centrale v iene
usata come riferimento comune, alle due
CORR ENTE estremità del secondario si troveranno poten­
ziali ugual i ed opposti rispetto alla presa cen­
trale.
Si consideri ora il caso i n cui i'l terminale
superiore del secondario sia piu positivo del
terminale inferiore: in tale eventualità la cor­
rente scorre, dalla presa centrale comune, at­
A traverso R L e il raddri zzatore Dl polari zzato
in senso di retto (con l 'anodo piu positivo del
catodo) e ritorna al trasformatore. Durante
ANODO CATO D O questo periodo, D2 è polarizzato in senso
i nverso a causa del potenziale negativo pre­
sente sul suo anodo, quindi nessuna corrente
può scorrere attraverso esso,
Nel l 'altro mezzo ciclo, D l diventa pola­
rizzato i n senso inverso mentre D2 conduce :
la corrente al lora scorre dal la presa centrale
N E SS U N A C O R R E N T E
attraverso R L e il diodo D2 po larizzato i n
+ senso diretto e ritorna al secondario d e l tra­
sformatore. Si noti che, in entrambi i casi, la
corrente scorre attraverso i I carico nel la stes­
sa direzione e ciò produce attraverso R L la
forma d'onda raddrizzata, di segnata nel la
traccia in basso del la fig. 2-8 ; i n sostanza, la
B parte negativa del l 'onda si nusoidale appl icata
è stata "ripiegata verso l 'a lto" per produrre
la forma d'onda di freq uenza doppia rappre­
sentata in tale figura.
I l circuito a ponte i l lustrato nel la fig. 3 è
un altro tipo di raddri zzatore ad onda i ntera;
in esso, per il raddrizzamento, v iene impie­
gato un "ponte" di diodi (da D l a D4). Il se­
condario del trasformatore non ha presa cen­
trale e il ponte di d iodi fornisce i l punto di
rifer imento negativo (ta lvolta massa ) . I due
"ango l i " del ponte contrassegnati con ' i l " + "
e con il "-" vanno ai terminali positivo e ne­
gativo del condensatore di filtro.
I l circuito raddrizzatore a ponte, dal mo­
mento che impiega tutto il potenziale secon­
dario, produce un potenziale d 'uscita (c.c.
c pulsante) doppio rispetto a quello di un ord i­
nario radd ri zzatore ad onda i ntera che i mpie­
Fig. 1 - /I diodo polarizzato in senso
diretto (A) conduce, men tre il diodo ghi lo stesso trasformatore. Presenta però
polarizzato in senso inverso l'inconveniente di forn ire per determinati
non conduce (8). Nel particolare C) V A primari, soltanto la metà del l a corrente
la traccia superiore è la c.a. in en trata erogata dal radd rizzatore ad onda i ntera. I n
e la traccia inferiore la c. c. pulsante
ai capi del carico.
certe occasioni è possibile superare questa
corrente e assorbire dal secondario del tra-
30
A

Fig. 2 · In A) è rappresentato
un raddrizzatore ad onda intera; in B) la
traccia superiore è la tensione alternata
primaria di TI, mentre la traccia inferiore
è la tensione continua pulsante.

sformatore quasi tutta la corrente caratteri­ frequenza di rete.


stica senza causare danni, ma ciò non è sem­
pre affidabi le. F i ltri
- I l fi ltro spiana l'uscita continua
Il potenziale d'uscita medio continuo di pulsante per creare la corrente continua qua­
un ali mentatore ad onda i ntera non filtrato si pura richiesta dal carico dei ci rcu iti elet­
è circa 0,9 volte il potenziale efficace appli­ tron ici.
cato, ovvero circa due volte la tensione otte­ I l radd rizzatore a mezz'onda produce un
nuta da un raddr izzatore a mezz'onda. En­ impu lso c.c. per ogni ciclo c.a. ( fig. T-C),
trambi i tipi di raddrizzatori ad onda i ntera mentre l'ali mentatore ad onda i ntera produ­
hanno una componente di ronzio d 'uscita di' ce due impulsi c.c. per ogn i ciclo ( fig. 2-8 ) .
ci rca il 48 %, · perciò necessitano di filtraggio Queste forme d'onda mostrano l a di fferenza
per produrre la corrente conti nua richiesta tra le frequenze di ronzio: 50 Hz per i rad­
dai ci rcuiti elettron ici. I noltre, la frequenza drizzatori a mezz' onda e 1 00 Hz per que l l i
di ronzio in un circuito raddrizzatore ad a d onda i ntera, e rivelano che l a frequenza
onda intera è di 1 00 Hz, il doppio della più alta del l'uscita del raddrizzatore ad onda
31
Fig. 3 . Un raddrizzatore a ponte ad onda intera. Le fasce interrotte mostrano '
il flusso della corrente duran te ciascuna metà del ciclo alternato in entrata.

Fig. 4 · Semplice alimentatore


con condensatore di filtro (A).
RI Le forme d'onda disegna te nel
panicolare 8) mostrano come
il condensatore riempie i vuoti
tra le semionde per spianare
il ronzio.

B
32
A

Fig. 5 · In questi disegni è mostrato come


i condensatori spianano la forma d'onda:
la traccia piu bassa è a O V. In A ) è
rappresentata la corrente con tinua pulsante
ad onda intera: nei rimanenti particolari
i risultati che si o ttengono collegando
in parallelo al carico un condensa tore
rispettivamente da 150 IJF (8), da
2. 000 IJF (C), da 5. 000 IJF (D) e da
18. 000 IJF (E).

i ntera è pi ù facile da fi ltrare. Nella fig. 4-A è affermano che occorrono come minimo
raffigurato il sol ito condensatore di alto va­ 2.000 Il F per ampere. I n ogni caso, è meglio
lore presente negli al imentatori ; in questo usare valori non inferiori a 1 .000 IlF i n pro­
circui to i l raddrizzatore a ponte è rappresen­ getti che assorbono una corrente di 1 A o
tato come un blocco, perché molto spesso si meno. U n ti pico ali mentatore c.c. da 5 V .

ricorre ad un complesso raddri zzatore a pon­ 4 A per un piccolo computer numerico ri­
te anziché ad un gruppo di quattro diod i rad­ chiederebbe, per un buon filtraggio, non me­
drizzatori distinti. no di 8.000 Il F.
" condensatore di fi ltro C l è collegato La forma d 'onda rappresentata nella figu­
di rettamente in paral l elo al raddri zzatore ed ra 4-8 i l l ustra come il condensatore di filtro
i l suo valore è critico per le prestazioni del­ riduce il l ivel lo delle pulsaz ion i nella forma
l'alimentatore. Tale valore non dovrebbe es· d 'onda d'uscita rettificata. I l condensatore
sere i nferiore a 1 .000 IlF per ampere di cor­ C l si carica fino a che sale la c.c. pulsante ·
rente d'uscita, ma m olti esperti in materia ad esso applicata. Quando v iene raggi unto i l
33
3

RETE MO'I
I

A 2

ENTRATA
3

Fig. 6 - 1/ circuito A) è un tipico alimentatore


B positivo stabilizzato a bassa corrente.
Nello stabilizzatore negativo 8) si no tino
le differenze tra i numeri dei piedini.

potenziale di picco e la forma d'onda rad­ tato nel la fig. 5-D, quando si è i nserito un
dri zzata com i ncia a scendere verso zero, i l condensatore da 5 .000 J..! F ; i l ronzio è dimi­
condensatore restituisce l a sua ca rica per nuito fino a sparire quasi del tutto e i I poten­
riempire gli spazi (aree tratteggiate nella ziale c.c. è salito di 0,7 V soltanto, raggiun­
fig. 4-8 ) tra gli impulsi. Ovviamente, quanto gendo i 1 8,7 V. La forma d'onda de l la figu­
maggiore è la carica restituita, tanto piu pia­ ra 5-E i l l ustra il caso in cui in paral lelo al

na sarà la parte superiore della forma d'onda carico vi è un condensatore da 1 8.000 J..! F,
in uscita dal fi ltro. che produce minore ronzio ma nessun au·
Le ci nque forme d 'onda rappresentate mento del potenziale c.c. d'uscita. Si tenga
nella fig. 5 sono state · ottenute da un al imen­ presente che ciò vale per un· ali mentatore da
tatore a bassa tensione da 5 A, uti l i zzando 4 A, nel quale la capacità data dalla formula
di fferenti valori di capacità di fi ltro. I l ci rcu i­ dovrebbe essere di 8.000 J..! F .
to impiegato era quello della fig. 4, con un
trasformatore da 1 3 V - l O A. Stabili zzatori d i tensione - I circuiti che
La forma d'onda de lla fig. 5-A mostra mantengono costante il loro potenzia l e d i
l' uscita non fi ltrata ai capi del resistore di ca­ uscita s u una vasta gamma di variazioni d e l
rico ( l a li nea di base rappresenta il livello di carico vengono denomi nati "stabi li zzatori di
O V, mentre il picco del la forma d'onda c.c. tensione". La maggior parte dei computer e
pulsante è di poco inferiore a 19 V ) . Nella tutti i ci rcu iti TT L funz ionano meglio con
fig. 5-8 si vede i l risultato che si otti ene col­ ta li tipi di al imentatori stabi l i zzati.
l egando un condensatore da 1 50 J..! F i n para l­ G l i stabi l i zzatori d i tensione per bassi l i­
lelo al carico; si noti che i l ronzio è stato ri­ velli di corrente sono ragionevolmente sem­
dotto ed ha preso la forma del l'uscita filtrata plici; fino a 5 A si possono usare IC stabi l i z­
della fig. 4-8. Un voltmetro c.c. col legato ai zatori a tre terminali convenziona li e di bas­
capi del carico i ndicava ci rca 1 3 V in assenza so costo. Il ci rcuito di un ali mentatore in cui
di filtraggio, mentre con il condensatore da viene usato uno stabili zzatore a tre term i nali
1 50 J..! F instal lato i ndicava 1 6,8 V . è rappresentato nella fig. 6-A .
I l col l egamento di un condensatore d a Esistono famiglie diverse ma essenzia l­
2.000 J..! F in parallelo a l carico produceva l a mente simi lari di I C stabili zzatori a tre ter­
forma d 'onda d e l l a fig. 5-C; i l ronzio è stato mina l i . La ser ie piu comune è la LM309, che
ridotto sostanzialmente e i l potenziale c.c. comprende il tipo LM309 H, un d ispositivo
medio è sa lito a ci rca 18 V . La situazione è da 1 00 mA in i nvolucro TO- 5, e il tipo
risultata ancora migliore nel caso rappresen- LM309 K, un dispositivo da 1 A, racch iuso
34
Fig. 7 - La forma d'onda in basso mostra come Fig. 8 - La forma d'onda in alto è quella che
uno stabilizzatore limita i picchi della corrente si ottiene prima della stabilizzazione; q uella in
con tinua pulsante rettificata. basso mostra come è stato eliminato il ronzio.

in i nvolucro TO-3. 0,33 IJ.F e 2 IJ.F. Questi fi ltri del rumore de­
Esiste anche la serie LM340, nella quale la vono essere col l egati vicini il più possibile ai
tensione d'uscita v iene i ndicata da un suffis­ terminali dello stabili zzatore; se si adottano
so numerico aggiunto al numero di serie. Ad i valori più bassi, i condensatori devono esse­
esempio, i l tipo LM 340-5 è uno stabi li zza­ re di tipo ceramico a disco ; se i nvece si im­
tore da 5 V, mentre i I modello LM 340- 1 2 è piegano i valori più alti, si devono usare con­
un di spositivo da 1 2 V . Questi elementi sono densatori al tantal io.
dispon ibili con uscite fino a 24 V e vengono Il condensatore C4 è facoltativo, ma ri­
forniti con due tipi di i nvolucro: l'involucro sulta utile specia lmente quando le rich ieste
K per una capacità di 1 A e l'involucro T per di corrente sono molto d.i nam iche. La sua ca­
una capacità di 7 50 mA. pacità in genere è del l'ordine di 1 00 IJ.F per
I dispositivi LM 320 sono essenzia lmente ampere o ci rca un decimo del valore del con­
uguali ai d ispositivi LM 340, ad eccezione del densatore di filtro principale'. Questo con­
fatto che sono stati progettati per tensioni densatore aggi untivo non viene usato in mo­
d'uscita negative. Si noti che i numeri dei do specifico per il filtraggio, ma per fornire
piedini dello stabi li zzatore negatil(o rappre­ una "copertura" contro le cadute di tensione
sentato nella fig. 6-8 sono differenti da quel­ d 'uscita in condi zioni di carico transitorie.
li dello stabi lizzatore positivo; di ciò si deve E' necessario usare un condensatore di fil­
tenere conto, altrimenti può derivarne un tro prima di uno stabili zzatore per i motivi
danno irreparabi le quando l'ali mentatore messi i n evidenza nella fig. 7; la traccia supe­
viene acceso. riore è la c.c. pulsante ottenuta dal raddriz­
Un'altra ben nota famiglia di stabi li zza­ zatore, mentre la traccia in basso rappresenta
tori è la serie 7800 ( positivo) e 7900 ( nega­ l'uscita dello stabi l izzatore quando il con­
tivo ) , in èui i l potenziale d 'uscita è i nd icato densatore di fi ltro C1 v iene staccato dal cir­
dalle due ultime cifre de l la sigla (ad esempio cuito. La forma d'onda d 'uscita non filtrata
+ 5 V per il 7805 e + 1 2 V per i I 78 1 2 ) . ma stabi l izzata sale ad ogn i ciclo, finché rag­
Come s i vede nella fig. 6-A , tutti gli stabi­ gi unge il punto di taglio dello stabili zzatore,
l i zzatori a tre terminali devono avere con­ punto in cui v iene tosata.
densatori di fuga del rumore (C2 e C3) col le­ Esam i niamo ora le forme d'onda della
gati tra i loro termina l i d'entrata e d 'uscita e fig. 8: anche se esse appaiono simili a quelle
la massa. Per questi condensatori di fuga i della fig. 5, i n realtà sono di fferenti . I nf.atti
vari fabbricanti specificano valori di fferenti, nella fig. 5 la traccia in basso veniva usata
ma quelli più comuni sono compresi tra per i ndica re la l inea di base di O V, mentre
35
+ Fl A N O OO
FUSIBILE 02
OALL'ALIME NTATORE SCR

MASSA

O--l'"

Fig, 9 - /I circuito di protezione contro le sovratensioni, denominato


"sbarra di ferro ", conduce quando la linea a 5 V supera la tensione
di rottura del diodo zener,

nella fig_ 8 le tracce i l lustrano l'entrata ( i n R2, la quale viene poi applicata, attraverso
alto) e l'uscita ( i n basso) di uno stabili zzato­ R l , alla porta del SC R che passa in condu­
re a tre term inali. Queste tracce sono state zione. Quando ciò avviene, il cortoci rcuito
accoppiate al l'osci l loscopio in modo da che ne risulta fa fondere il fusibile F l e in­
sopprimere la componente c.c. e mostrare terrompe l'alimentazione. Anche se q uesto
su u na scala piu grande la componente di circuito può sembrare un po' prim itivo, è
ronzio. La forma d 'onda prima della stabiliz­ estremamente efficace e può prevenire danni
zazione del la traccia superiore è stata rileva­ ad un costoso sistema col legato all 'alimen­
ta usando nel cana le verticale del l'oscil losco­ tatore.
pio una sensibi lità di 0,2 V/cm, mentre per Volendo adottare il circu ito di protezione
la traccia in basso è stata usata una sensib i l i­ della fig. 9, si scelga un SCR che possa sop­
tà di 0,01 V/cm. Anche con una sensibi lità portare. il doppio circa della corrente normal­
20 volte superiore, sul l'osci lloscopio non mente fornita dall'ali mentatore. I noltre, per
appare nella forma d 'onda d'uscita un ronzio F 1 si impieghi un fusibile normale ad i nter­
v isibile. ruzione rapida.
Alcuni circuiti di cui si parlerà nella se­
Protezione contro le sovratensioni - Sfor­ conda parte dell 'articolo impiegano disposi­
tunatamente, vi sono casi in cui nello stabi­ tivi di protezione contro le sovratensioni si­
l izzatore si verifica qu alche evento che per­ mili al tipo "OV - l " i nserito nel circu ito del­
mette alla teruione d'uscita di salire sopra i l la fig. 6-A.
livello richiesto. T a l e d annosa situazione può
essere evitata con un circuito di protezione Li mitazione della corrente Questa carat­
-

contro le sovratensioni del tipo di quello ri­ teristica si trova generalmente in ali mentato­
portato nella fig. 9 . Questo circuito viene ri che i mpiegano circuiti stabi l i zzatori piu
denomi nato "sbarra di ferro" perché funzio­ sofisticati di quelli precedentemente descrit­
na cortoci rcuitando l'uscita a massa, proprio ti. Essenz ialmente, un resistore di basso valo­
come farebbe una sbarra di metallo condut­ re viene col legato in serie al terminale d 'usci­
tore se fosse collegata all 'uscita del l 'alimen­ ta dello stabi li zzatore e la corrente assorbita
tatore. dal carico genera una piccola caduta di ten­
Normal mente, il potenziale d'alimentazio­ sione ai capi di tale resistore. Questa tensio­
ne (in questo caso + 5 V) è troppo basso per ne v iene applicata ad un comparatore-ampli­
consentire la conduzione del diodo zener ficatore, che i nterrompe l'alimentazione se i I
D l ; d i conseguenza, i l raddri zzatore SC R carico assorbe una corrente eccessiva.
presenta un'alta impedenza, che lo rende Nella seconda parte di questo articolo sa­
"invisibile" alla l i nea c.c. Quando il poten­ ranno presentati altri criteri di progetto e di
ziale sulla linea d'ali mentazione supera 5,6 V, alcuni sarà descritto i l sistema costruttivo.
Dl conduce e genera una tensione ai capi di (segue )

36
U N T E C N I C O I N E L E TT R O N I CA
I N D U ST R IA L E È U N U O M O D IV E R S O
Pensi a l l ' i mportam;a del lavoro n e l l a permetteranno d i compiere i nteres­
vita di un uomo. Pensi a sé stesso e santissime esperienze e di rea l i zzare
a l l e ore che passa occupato in un'at- un allarme elettronico, un ali menta­
tività che forse non La i nteressa. tore stabilizzato protetto, un trapano
Pensi i nvece quale valore e s i g nifi- elettrico i l c u i motore è adatta b i l e ai
cato acq u i sterebbe i l fatto di potersi più svariati strumenti ed uten s i l i i ndu­
dedicare ad un lavoro non solo i nte- stri a l i , un comando automatico di ten­
ressante - o addirittura entusiasman- sione per l 'a l i mentazione del trapano,
te - ma anche molto ben retribuito. e molti montaggi sperimenta l i .
U n l avoro che La porrebbe i n g rado Lei avrà inoltre l a poss i b i l ità d i se­
di affrontare la vita in un modo di- g u i re un periodo di perfezionamento
verso, p i ù s i cu ro ed entusiasta. gratuito di una settimana presso i la­
Questo è quanto può offri rLe una boratori d e l l a Scuol a , in cui potrà
special izzazione in ELETTRONICA IN· acqu i s i re una esperienza pratica che
DUSTRIALE . Con il Corso d i Elettro- non potrebbe ottenere forse neppure
nica I ndustr i a l e Le i riceverà a casa dopo anni di attività lavorativa.
Sua l e lezion i : potrà q u i ndi stu d iar� R i c h ieda, senza a l cun i mpegno da parte
quando ' Le farà p i ù comodo senza Sua. dettagl iate i nformazioni s u l Cor­
dover abbandonare le Sue attu a l i at- so di El ettronica I nd ustria l e per cor-
tività . I n s i eme a l l e l ezioni riceverà rispondenza. Presa d'atto Ministero della
anche i material i che Le consentiran- Pubblica Istruzione N. 1391
no di esercitarsi s u g l i stessi prob l e m i
che costitu i ranno la Sua professione d i
doma n i .
�•
""
� '-'
Questi materia l i , che sono p i ù di 1 .000. Scuola Radio ElaUra
sono compresi nel costo del Corso e 10126 Torino - Vaa SteIone 51 633
.
resteranno di Sua propri età : essi Le TeI.(011) 6iIW32
LE LEZIONI ED I MATERIALI SONO I NVIATI PER CORRISPONDENZA
dolo al Club della propria zona, oppure al
LE NOSTRE consulente della Scuola con cui si è eventual­
RUBRICHE mente in contatto, o naturalmente facendolo
pervenire direttamente alla segreteria della
Scuola a Torino.
Presentando l'iscrizione di un amico, ed

l'angolo avendo cura di segnare sul relativo modulo


il proprio nome, cognome, indirizzo ed even­
tuale numero di matricola come presentato­

dei re, si avrà diritto ad un premio di collabora­


zione. Per coloro che viceversa sono interes­
A cura di FRANCO RA VERA sati ad una collaborazione piu coordinata ed
aspirano quindi a divenire veri e' propri infor­
FLASH DAI CLUB matori, segnaliamo che la cosa risulta talvol­
ta possibile per determinate città o regioni,
MESSINA a seconda delle esigenze locali.
Per divenire consulenti informatori della
Il Club APE (Amici Peloritani dell'Elet­ Scuola in form a continuativa, esistono evi­
tronica) di Messina ricorda agli Allievi ed dentemente procedure e norme ben precise :
Amici di ogni età che la sede è aperta ogni citiamo comunque che, come elementi basi­
sabato dalle 1 7 ,3 O alle 20,00 in via Monsi­ lari, occorre avere raggiunto la maggiore età,
gnor Bruno, isolato 3 2 6 , n. 3 . Come sempre, disporre di un mezzo per potersi spostare
gli animatori ed Allievi piu esperti sono a nella zona prevista per divulgare le varie in­
disposizione di chi desidera confrontare le formazioni, e possedere doti di comunicativa
proprie esperienze ed arricchirle con la col­ per stabilire con facilità quel rapporto di
laborazione di altri app assionati. amicizia e di collaborazione che deve sempre
Il Club dispone di alcune delle principali essere presente nelle visite informative.
attrezzature che gli Allievi della Scuola Ra­ Le persone interessate a questo tipo di at­
dio Elettra ricevono in dotazione per mon­ tività possono scrivere alla Scuola, mdiriz­
tarle personalmente seguendo i vari corsi per zando specific atamente al Servizio Seven -
corrispondenz a. Scuola R adio Elettra - via Stellone 5 - 1 0 1 26
Naturalmente, al Club di Messina sono i To"rino. In risp osta, riceveranno un questio­
benvenuti anche gli Amici delle province vi­ nario informativo da compilare e ritornare
cine e di Reggio Calabria! alla Scuola per fornire maggiori ragguagli
sulla propria candidatura.
TUTTI POSSONO COLLABORARE CON Osserviamo con piacere che quasi tutti i
LA SCUOLA RADIO ELETIRA consulenti informatori della Scuola Radio
Elettra provengono dagli Allievi ed ex-Allievi
Spesso Allievi ed Amici ci fanno perveni­ e ciò costituisce indubbiamente un ricono­
re espressioni di entusiasmo e di apprezza­ scimento ed una indubbia garanzia di serietà
mento per i corsi che stanno seguendo e si e di preparazione.
dimostrano orgogliosi di manifestare la pro­
pria simpatia facend o conoscere la Scuola ad AL CLUB MEGLIO ANDARE CON
altri giovani residenti nelle varie città. LE PROPRIE LEZIONI
Nel ringraziare per questa spontanea ed
importantissima dimostrazione di stima e di Può accadere che parecchi Allievi abbiano
amicizia, ricordiamo che tutti possono colla­ bisogno contemporaneamente, al Club, di
borare con la Scuola Radio Elettra segnalan­ consultare la stessa lezione. PUÒ anche veri­
do ed illustrando i vari corsi ai propri cono­ ficarsi, inoltre, che Allievi dello stesso corso
scenti. di Radio o di Televisione abbiano bisogno
B' p ossibile richiedere opuscoli relativi del medesimo gruppo di lezioni, che può
ai diversi programmi di studio direttamente tuttavia risultare diverso specialmente nella
alla Scuola per parlarne con i propri amici, parte pratica, a causa degli aggiornamenti
oppure prelevare gli opuscoli stessi presso il che frequentemente vengono apportati alle
piu vicino Club. lezioni.
In caso di iscrizione di un amico, la pra­ Di conseguenza, è preferibile che ciascun
tica può essere perfezionata direttamente Allievo, recandosi al Club, abbia cura di por­
compilando l'apposito modulo e consegnan- tare con sé le proprie lezioni.

38
U N A PROFESSIONE N UOVISSIMA PER I GIOVANI CHE HANNO
FRETTA DI AFFERMARSI E DI G UADAGNARE. MOLTO.

I
Davvero non c'è tempo da hanno assunto i l ruolo di cen­ e conti n u i esempi. La Scuola
perdere. Entro i prossimi 5 tri vitali, motori propulsori Radio Elettra dispone infatti
a n n i saranno necessari a l m e ­ d e l l ' i ntero andamento azien­ d i u n modernissimo e com­
no 100.000 tecnici q u a l ificati dale. Per questo non possono p.leto Centro Elettronico dove
nella Programmazione ed Ela­ rima nere i n attivi. E per que­ potrete fare un turno di prati ­
borazione dei Dati, altri menti sto le Aziende commerciali o ca sulla Programmazione, che
migliaia d i calcolatori elettro­ industri a l i , pubbliche o pri­ vi consentirà un immediato
nici, già installati, risch ieran­ vate, si contendono (con sti­ inserimento i n una qualsiasi
no d i rimanere bloccati e inu­ pendi sempre più a lti) i giova­ Azienda.
til izzati. ni che sono in grado d i "par­ I M PORTANTE: al termine del
Del resto, già oggi per l e lare" a i calcolatori e d i sfrut­ corso la Scuola Radio Elettra
Aziende diventa difficile tro­ tarne in pieno le capacità. ri lascia u n attestato da cui ri­
vare dei giovani preparati in LA SC UOLA RADIO ELETTRA sulta l a Vostra preparazione.
questo campo (basta g u a rda­ VI FA DIVENT A R E PROGRAM­ Nel Vostro interesse, richie­
re gli a n n u nci sui g i ornali), MATORI I N POCHI MESI. deteci subito maggiori infor­
Per venire incontro a l l e con­ Attenzione : a questo corso mazioni.
tinue richieste e per offrire ai possono iscriversi tutti ; non Mandateci i l vostro nome, co ­
giovani l a possibilità d i u n im­ si richiede una preparazione gnome e indirizzo: vi fornire­
piego i m mediato, d i uno sti­ precedente, ma solo attitudi­ mo, gratis e senza a lcun i m ­
pendio superiore a l l a media ne a l l a logica. pegno, una splendida e d e t -
e d i una carriera rapidissima,
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- �
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umana i c a l col atori e lettronici 1 0 1 26 Torino -8

Seguendo, a casa Vostra , i l no·


stro corso di Programmaz i o ne

su E laborator.i Iet.t.ro n ici i m :
,
p' are rete tutti I plU moaernl
'segret i " s u l " l i nguaggio" dei
calcolato r i . E l i i m pare rete
non co n d iffici l i e astratte no·
zio n i , ma co n lezioni pratiche

LE L EZ I O N I E D I MAT E R I A LI SO NO I NV I AT I PE R COR R I SPON D E N ZA


40
ALLARME
PER
LA PORTA
DEL FRIGORIFERO

I frigoriferi sono g l i e l ettrodomestici che I l circuito - Come s i p u ò r i levare d a l l a


consumano una maggiore q u a ntità d i energia fig. 1 , q u ando l a l u c e colpisce l a superficie
elettrica. Ogni volta che si apre l a porta fuo­ sens i b i l e d i 0 1 , q uesto passa in cond uzione
riesce a r i a fredda e l'aria ca lda che ne prende e provoca l a satu razione d i 02. C i ò porta i l
i l posto d eve essere raffreddata. Per rispar­ p i ed i no 1 d i I C 1 vicino a l pote n z i a l e d i mas­
m ia re energia, occorre q u i n d i l i m i tare a l m i ­ sa e consente al temporizzatore di comi nc ia­
n i mo i n d ispensab i l e i l tempo i n cui l a porta re a funzionare ( fig_ 2). Poiché la tensione ai
rimane aperta . Per consegu i re tale scopo, si capi di C1 è i n i zi a l m e nte zero, I C 1 v iene
può ricorrere al s i stema d ' a l l a rme che de­ portato i mmediatamente in funzionamento
scriv iamo, denomi nato appu nto " F r idge ed il tempo v i ene cont rol l ato d a R8, R 1 e C 1 .
Alarm"; s i tratta di u n d i spositivo fotoelet­ D urante la sequenza di temporizzaz ione,
trico, che viene attivato non appena l a porta l ' uscita d i I C 1 s u l pied i no 3 r i mane alta
del frigorifero viene aperta e l a l uce i nterna (quasi a l valore d i V c.c.) e mantiene a l l ' i n ­
si accende e che emette u n i nsistente segna­ terd i zione I C 2 e I C3, perché i l pied i no 1 d i
l e bitonale se l a porta non v i ene chi usa entro q uest i c i rcuiti i ntegrati è co l legato a tale
u n d etermi nato numero d i seco n d i . l i nea.

emette un suono
dopo un tempo predeterminato
se la porta dell'elettrodomestico
è lasciata aperta
41
DI +
IN4148 BI _
R2
9V -
IOK

R4
47K 8 4
7 7

R6 rC3
24K 555
6

&

1è1
1 0,01 ""
R7
180K

Fig. 1 . L 'azione di temporizzazione del circuito


viene inizia ta dalla luce che colpisce 0 1.

La maggi o r parte dei condensatori elet·


tro l i tici e di q ue l l i a l l ' a l l u m i n i o possono
avere r i levanti correnti di perd i t a ; q u i nd i
non devono essere usati i n c i rcuiti tempo·
rizzato r i , Per evitare q uesto problema, s i
è uti l i zzato u n condensatore a l tant a l i o per
C l , Usando le costanti di tempo speci fi·
cate, R8 può essere predi sposto per perio·
d i di tempo da 4 s a 1 7 s. Ouesta gamma è
stata scelta perché i l tempo medio necessa·
rio per accedere ad un frigorifero è di ci rca
8 s. Po iché Cl s i sca rica attraverso D l e la
resistenza i nterna di 1 5 kD d i I C 1 , il pied i no
7 di q uest' u l ti mo viene lasciato l i bero, cioè
non viene co l l egato,
Se l a l u ce che colpisce O 1 viene i nterrot·
ta d u rante il ciclo di tempo r i zzazione, 01 e
02 vanno a l l ' i n terd i z ione e i I condensatore
di tempo Cl si scarica rapid ame nte attra·
verso Dl e I C 1 , r i portando il tempo rizzato·
re a l l o stato prim i tivo, N e l l 'oscurità 01 ha
un'altissima resistenza co l l ettore·emettitore.
Con 02 a l l ' i nterd i z ione, l a corrente di ri poso
42
Fig. 2 · Schema a blocchi
dei principali circuiti interni
agli le 555. Per questa
applicazione, un 555 viene
usato come temporizzatore
e gli altri due come
multivibratori astabili.

è estremamente bassa. d i q uesto nuovo va lore pe r attivare i compa­


Se l a l uce che co lpisce 0 1 è costante, i l ratori dentro I C3 , v i ene generata una nota di
ciclo d i temporizzazione conti nua e l ' uscita ci rca 330 Hz. Le due note si a lternano ad
sul pied i no 3 di I C 1 va bassa; ciò pone a una freq uenza d i 4 H z f i nché il ci rcu ito è
massa effettivamente i pied i n i 1 d i I C2 e d i attivato.
I C3 , attivando q uesti I C .
I circuiti i ntegrati I C2 e I C3 sono co l lega­ Cost ruzione - Tutti i compon enti , ad ec­
ti pe r funzi o n a re come m u l t i v ibratori astabi­ cezione di B 1 , del suo eventuale supporto
l i . La frequenza di osc i l lazione d i I C2 è d i e del piccolo a ltopa r l ante, si possono mon­
ci rca 4 H z ; q uesto segnale a 4 H z " mod u l a " tare su u n ci rcuito stampato, del tipo di
I C3 , mentre l ' uscita d i I C3 aziona d i retta­ q u e l l o rappresentato in grandezza natura­
mente un piccolo a l toparla(1te. l e n e l l a fig. 3; i n tale figura sono pure ri­
I l suono bitonale v iene creato co l l egando portati il piano di foratura e l a d i sposizione
l 'estrem ità di R 4 co n n essa a I C2 a lternativa­ d e i com ponenti .
mente tra V c.c. e massa ad una freq uenza Se si usa un fototransistore non contras­
di 4 Hz. segnato, i term i na l i di 01 s i possono identi­
O u a n d o i l pied i no 3 d i I C2 è a l t o , l a ficare con l ' a i uto d i u n ohmmetro e d i una
com b i nazione d e l para l l e l o d i R4 e R 5 pro­ sorgente l u m i nosa.
d uce una nota di ci rca 500 H z ; q u ando i nve­ Il progetto può essere montato entro una
ce il pied i no 3 è basso, R 4 v iene effettiva­ scatoletta trasparente, purché abbastanza
mente co l l egato a massa e ciò r iduce la ten­ grande da contenere i I ci rcu ito, che permet­
sione sul pied i no 7 di I C3 . Poiché C6 deve ta il passagg i o d i una q u antità d i l uce suffi­
ora carica rsi a l l '80% e poi scaricarsi a l 4 0 % ci ente per portare 01 in cond uzione.
43
Fig. 3 - Illustrazione del circuito stampato
adatto al mon taggio del pro totipo
e disposizione dei componenti.

E ' meglio fissare l ' a l topa rl ante s u l fondo certo n umero di secondi dovrebbe suonare.
del conte n i tore, i ncol landolo con co l l ante Si cont i n o i secondi che i ntercorrono tra
al s i l icone dopo aver praticato n umerosi il tempo d i acce nsione d e l l a l uce e il suono
fori per l ' uscita d e l suono. L'altoparl ante d e l l ' a l l a rme e, se necessario, si rego l i R8 per
e il ci rcuito stampato si devono col legare il desiderato ritardo tra i due eventi .
tra l oro con f i l o da 0,8 mm e i n modo che Si ponga i l " F r idge Alarm" d e ntro i l fri­
il ci rcu ito stampato si trovi in una posiz io­ gorifero, i n un punto in c u i possa ricevere
n e tale da co nsenti re l a massima esposizio­ u n 'ottima i l l u m i nazione d a parte d e l l a lam­
ne a l l a l a mpada che i l l u m i n a a l . pad i na del frigorifero stesso; si evitino le
A montagg i o u l ti m ato, l 'a l l arme si può zone in cui può cadere del l iq u i do, e dove v i
provare sistemandolo i n u n posto oscuro s i a l a possibi l ità d i i nterrompere l a l uce d e l ­
e pu ntandogl i contro una luce : dopo un l a l ampada. *
44
Un gran n u mero di uti l i ed i nteressanti
applicazioni d eg l i e l aboratori per uso amato­
riale rich iede d i sposi t i v i per la memoria d i
m assa c o n funzion a mento contr o l l ato me­
d i a nte programma. Anche se è possibi le usa­
re una semp l i ce i nterfaccia per cassette
audio, esistono a l t r i s i stemi maggiorme nte
automati zzati e d i uso più pratico per rea­
l i zzare l a memoria di massa.

Applicazioni per le memorie di ma ssa -

La contab i l ità domestica è una d i q u e l l e ap­


pl icaz i o n i degli e l aboratori per c u i è neces­
sario serv i rsi di memorie di massa. In questo
caso ci si aspetterebbe che il metodo adot­
tato consenta di effettuare conta b i l ità i n
partita doppia, con tutte l e e ntrate e tutte
le uscite r i partite in un certo n u mero di con·
ti a seconda del t i po di voce. U na volta a l la
sett i mana, oppure tutte le volte che se ne
presenta l a necessità, nuovi mov imenti do­
vrebbero poter v e n i re i ntrodotti n e i conti
re lativ i . L'ideale sarebbe che veni sse memo·
r i zzata l a descr i z ione d i ciascun movime nto,
i nsieme con l a registraz ione d e l mov i me nto
stesso, del suo ammontare e d e l l a data in cui
esso è avvenuto.
Tutti i mesi , oppure tutte le volte che lo
si desidera, i l sistema dov rebbe ricevere una
istruzione con l a richiesta d a parte d e l l 'uten­
te di calco l a re e di stampare l o stato fi nan·
ziario aggiornato.
I no l tre, se i conti fossero tenuti n e l l a
forma opportuna, dovrebbe essere poss i b i l e
rich i edere l a com p i laz ione d e l l a denuncia
d e i redd i t i .
L a q u antità d i memoria d i massa necessa­
ria per eseg u i re queste funzion i può raggiun·
gere, tuttavia, d i me nsioni ragguardevo l i . Sup­
ponendo che il sistema di contab i l ità presen­
ti un grado med i o di dettag l i o , con un
numero di co nti pari a tr.enta e con ventici n­
que mov i menti i n med i a a l l 'anno per ciascun
conto, il s i stema dovrebbe memori zzare
2250 mov imenti pe r conservare i dati relativi
a tre a n n i .
Supponendo c h e ciascuna descrizione oc­
cupi trenta byte di memoria, che la data ne
rich ieda q u attro e che ne occorrano altri
q u attro pe r memo r i zzare l ' i m porto, sarebbe
necessa rio per q uesta app l icazione un tota le
d i 85 k byte.
I g i ochi che si autoistr u i scono costitui­
scono u n ' a ltra i nteressa ntissima appl icazione
per una memoria d i massa.
R i su lta spesso p i ù fac i l e ottenere risultati
45
m ig l i o r i di q ue l l i che si possono consegu ire I n tutti i sistemi di memo r i a di massa i
r icorrendo ad u n approccio d i retto, se si cer­ dati sono orga n i zzati secondo d e i b l occh i ,
ca di implementare un g i oco complesso sc ri­ i nd i cati anche i n italiano con i l term i ne i n ­
vendo il prog ram m a relativo ad esso in base glese d i record. D u rante i l trasfe r i m e nto d i
ad un approccio orientato a l l 'autoappre nd i ­ d a t i f r a i l sistema d i memo r i zzazione e l 'e l a­
mento. U n tale g i oco, come a d esempio q uel­ boratore, è necessario spostare un i ntero
l o d e l l a dama, si può svolgere scrivendo u n record. Alcu n i sistemi fanno uso di d i me n­
programma c h e conosca so l ame nte le regole. sioni fisse pe r i record, i l che signi f ica che
A mano a mano che n uove g i ocate condotte tutti i record possiedono l a medesima l u n­
con avversari u m an i vengono effettuate dal ghezza. La magg i o r parte dei . sistemi a na­
prog ramma, tutti g l i erro r i grav i compiuti d a stro, tuttav ia, prevede l ' i mp iego di record
esso e tutte l e tattiche messe i n 'opera d a l l'av­ con l u nghezza variabi le, il che s i g n i f ica che
versario e che conducono a l l a v itto r i a vengo­ un record può avere una l u nghezz a o di u n
no memori zzati in opportu n i reg i st r i . Il pro­ so l o byte oppure d e l valore desi derato. Si
gramma teoricamente è in grado di g i u ngere osservi che l ' i m p i ego d i record di breve
ad u n l iv e l l o di bravura appena più basso di l u nghezza può comportare una d i m i n u z i o­
q u e l l o del m i g l i o r avversa r i o e non r i sente di ne notevole d e l l a capacità di memor izzaz io­
erro r i "stupid i " . E ' anche poss i b i l e mante­ ne, a causa d e l l a p resenza d eg l i i nterval l i
nere memorizzati dati i ntermed i , re lativi a c h e sussistono f r a record ad iacent i .
vari l i vel l i d i bravura. Ta l i i nsiemi di dati La veloc i tà d i trasfer imento ( i n i ng l ese
possono crescere fino ad occupare gran parte "transfer rate") di un sistema costituisce
d e l l a memoria; essi sono anche soggetti a una m i sura d e l l a velocità con la q u a l e i
cambi �menti freq uenti a m ano a mano che dati possono ven i re l etti oppure scritti
il programma apprende. R isulta uti l e poter n e l l a memoria di massa. Spesso questa ca­
d i sporre di un accesso veloce a i dati i ncorpo­ pacità viene speci f icata u l ter iorme nte me­
rati n e l l a memoria, in man iera d a poter g i o­ d i a nte l ' ind icazione di una ve locità d i tra­
care con un certo ritmo. sfe r i me nto d i gruppi d i dati ( "bu rst" transfer
Altre applicaz i o n i che rich iedono l ' i mp i e­ rate ) e di una velocità di trasfer i me nto me­
go d i memorie di massa comprendono l 'e­ dia ( "average" transfer rate ) . La velocità
l aboraz ione di testi per la stesura di lettere, per gruppi di dati rappresenta il valore ef­
di relazioni e di altri documenti . I l proced i ­ fettivo d e l l a veloc ità con l a q u a l e i dati ven­
m e n t o d i red azione p u ò i m p l icare n u merose gono lett i oppure scritt i ; la ve locità media
mod ifiche, come i nserimenti ed e l i m i na z i o n i v iene m i surata r ispetto ad u n trasfe r i me nto
d i g ruppi d i parole d e l testo. P u ò a n c h e r i s u l ­ di dati molto l u ngo, che può i nteressare d i ­
t a r e u t i l e poter trasfe r i re u n blocco d i paro l e verse m i g l i a ia d i byte. E ssa è generalmente
d a u n a parte a d un'altra del documento. La p i ù picco l a d e l l a veloc i tà di trasfer imento
q u antità d i memoria richiesta in tal caso d i­ per gruppi di dati a causa d e l l a presenza
pende dal genere d i documento; una tesi, ad d eg l i i nterva l l i che sussistono fra i b l occh i
esempio, può aver bisogno di 300 k byte, u n di dati, oppure a causa d e l tempo i m p iegato
a rtico l o d i 3 0 k byte e d u n a lettera d i per cercare il b l occo di dati successivo.
3 k byte. I n un s i stema di memo ri zzazione ad
L'i nser i me nto di l u n g h i paragrafi in un accesso seque n z i a l e tutti i dati vengono
documento può causare qualche problema memo r i zzati come una l u nga successione
n e l caso di alcuni tipi di memoria d i 'massa . d i record. Il meccanismo che consente
l 'accesso (generalme nte costitu ito d a u n a
Termi nologia delle memorie di massa - testi na magnetica) p u ò trovarsi i n co rri spon­
N e l corso degl i a n n i sono stati coniati nu­ denza di u n punto' q u a l unque l u ng o l a
merosi term i n i pe r descrivere i sistemi per l e successione. N e i s i stemi p i u semp l i ci sono
memorie d i massa; i l p i u i mportante è forse consentiti solamente due tipi di operaz i o­
q u e l l o che i n d i c a la capacità di memo r i zza­ n i : il r i avvo l g i mento ( posiz ionamento d e l l a
zione d i spon ibi l e in l i nea, posseduta d a un testina i n corri spondenza d e l l ' i n i z i o d e l l a
s i stema. Tale capacità rappresenta la quanti­ successione) e l a l ettura i n av a nt i , a part i r e
tà d i dati che possono essere richi amati d i ret­ d a l l a posIzione occupata correntemente
tamente d a l programma senza che s i a d a l l a test i na . La scrittura di nuovi dati v iene
necessario l ' i ntervento d i u n operatore per sempre effettuata alla f i ne della successione.
cambi a re i nast r i , ecc. I sistem i ad accesso seq ue n z i a l e di t i po p i u
46
sofisticato possono consent i re l 'operazione zione d e l record non è conosciuta, l a cosa
di l ettura a l l ' i nd ietro e l ' operazione di ri­ m ig l iore da fare è q u e l l a di riavvolgere i I na­
cerca vel oce, effettuata i n entrambe l e d i ­ stro e d i effettuare l a sua lettura f i no a che i l
rez i o n i . I n a l cu n i sistemi s i possono anche record desiderato non viene i nd i v id u ato e
aggi ornare record situati i n mezzo a l l a suc­ trasferito i n memoria. Questo processo, na­
cessione. tu ralme nte, può richiedere d i versi m i nuti an­
I record di dati in u n s istema d i memoriz­ che con u n s i stema basato su cassette
zazione ad accesso casu a l e sono organi zzati nume r i che ad e l evate presta z i on i .
secondo sch iere rettango lari , formate da co­ U n s i stema pe r aumentare l a v e loc ità
lonne e da righe. Un certo record v i ene l etto, può essere q ue l lo di creare e di mantenere
oppure scritto, sem p l i cemente fornendo i u n record " i nd ice", posto a l l ' i n i zio del na­
numeri d ' o rd i n e d e l l a colonna e d e l l a riga stro, contenente i n formazion i s u l l e pos i z io­
i n cui si trova i nserito. Il d i spos itivo d i me­ n i d i tutti gli a l t r i record che s i trovano sul
morizzazione si d i r i ge d i rettamente verso la nastro. In tal caso il programma legge l ' indi­
posizione r ich i esta, normal mente senza i n­ ce e I Q mantiene in memoria per tutto i l
traprendere a lcuna ricerca. E' possibi l e r i ­ tempo che u n certo nastro s i trova n e l let­
scrivere a vol ontà s u record s i ngo l i . I s i stemi tore d i nastro_ Q u i nd i , in u n s i stema sem­
per l a memo r i zzazione ad accesso casua le p l i ce, è necessa rio decidere se far scorrere
sono sempre basati sul l ' i mp iego d i record il nastro in avanti e leggerlo, oppure se riav­
con l u nghezza fissa. volgere tutto il nastro e com i nciare l a let­
tura da l l ' i n i z io_ In u n s i stema con possibi l i ­
Sistemi di memoria d i massa a na stro - I l tà d i l ettura d u rante i I r i avvol gime nto, i I
nastro, spec i a l mente q u e l l o montato i n cas­ tempo i mp iegato med i am ente per la r i ­
sette, rappresenta un mezzo economico e cerca d e l record deside rato p u ò essere a n ­
m o l to d i ffuso per la rea l i zzazio n e di memo­ c o r a abbreviato l eggendo a l l ' i nd i etro, a n z i ­
·
rie d i massa_ La capacità. d i ·m emorizzazione ché riavvo lgendo i l nastro, i n tutti quei casi
i n l i nea, presentata da una cassetta C-60, ad i n cu( ciò può risultare ut i l e.
esempio, è compresa fra 50 k byte ( q uando U n sistema caratterizzato d a una ricerca
viene uti l i zzato il formato audio d ef i n ito molto ve loce consente d i contare i record
in base al "sistema a nastro per utente di presenti n e l nastro ad una velocità che può
elaboratore", denomi nato in i ng l ese CUTS e essere da due a d i eci volte più e l evata d i
conosciuto anche con i l nome di formato q u e l l a d i trasci namento normale del nastro
Kansas C ity) e 600 k byte (quando v i ene in una q u a lsiasi d e l l e sue d i rezion i . Quando
usato i I formato n u mer ico "registrazione il n u mero d i record richiesto è stato sorpas­
a cod i f icazione di gruppo", messo a punto sato, la normale velocità di lettura v iene r i ­
d a l l a D igitai G rou p ) . Le veloc ità d i trasfe­ pristi nata ed i l record i nteressato v iene letto.
r i mento sono comprese fra ci rca 2 5 byte al G razie a l l 'elevata velocità d i ricerca, il tempo
secondo per registraz i o n i audio norm a l i med i o i mp iegato per effettuare una ricerca
e d o l tre 1 000 byte a l secondo per registra­ casuale su nastri da 600 k byte può essere
z i o n i numeriche di a lta q u a l i tà . La maggior portato ad un va lore i nferiore a trenta secon­
parte dei s i stemi a nastro adoperati neg l i d i , nel caso d i u n sistema a cassetta attu a l ­
elaborato r i p e r appl icaz ion i amato r i a l i co n ­ mente repe r i b i l e s u l mercato.
sente d i uti l i zzare record caratterizzati da Le applicazioni descritte precedentemen­
valori della l u nghezza variabi l i , con u n l i ­ te rich i edono un frequente aggio rnamento
m ite mass imo consentito per quest ' u l t i m a . d e i record d i dati ( l ettura, modi fica e scrittu­
I l nastro magnetico è essen zialmente un ra). Nel caso d i un s i stema a nastro di semp l i ­
mezzo d i memorizzazione ad accesso se­ ci prestaz i on i , l ' u n ico sistema per effettuare
quenziale_ I record d i dati vengono i nc i si su l 'agg iorname nto è q u e l l o d i copiare il "vec­
esso nel verso d e l l a sua l u nghezza,- Iasc i a ndo chio nastro", trasferendone i I contenuto su
spaz i non i nc i s i fra record success i v i , in mo­ u no nuovo, dopo aver apportato le mod i f i ­
do d a consentire l ' avv io e l 'a rresto d e l mo­ c h e desiderate a i record c h e si i ntendono
vime nto. Il reper imento d i u n certo record agg i o rn a re_ O ltre a rich i edere l ' i mp i ego di
depositato sul nastro e l a lettura dei dati due u n ità a nastro, q uesto proced imento
i n esso contenut i , cioè il travaso di questi può risultare a l q u anto l e nto q u ando si vo­
nella memoria d e l l 'e l aboratore, cost itu isco­ gl iono apportare mod ifiche a s i ngoli record
no un 'operaz ione fondame ntale_ Se l a posi- d i sposti casua l mente, come n e l caso dei
47
g i och i . I n a l c u n i s i stemi d a l l e prestazioni c u i si è accennato precedentemente. Ogni
sofisti cate è poss i b i l e aggiornare il conte­ settore contiene u n record d i dati che ha
nuto di record d i sposti a metà del nastro, d i me nsion i f i sse. Per accedere ad u n settore
purché la l u nghezza del nuovo record sia particolare, la test i n a magnetica v iene dap­
uguale a quella d e l record originale. Nel prima spostata ( i n modo d a trovarsi d i spo­
caso in c u i l a l u nghezza d e i record è de­ sta in corrispondenza d e l l a traccia g i usta)
sti nata ad aume ntare, come n e l l e appl i ­ con un movimento r ad i a l e verso l ' i nterno o
caz i o n i connesse con l a contabi l i tà, è verso l 'esterno e q uesta fase è c h iamata r i ­
conve n i e nte i n i z ia re con un record d i no­ cerca. Successivamente i l s i stema r i m a ne i n
tevole l u nghezza riempito d i zeri, q u i nd i attesa c h e i l settore specifico, graz i e a l l a ro­
sost i tu i re grad u a l mente g l i z e r i con i nuovi tazione del d i sco, venga a trovarsi a l di sot­
dati a mano a mano che si procede con to d e l l a test i n a e q u i n d i ne effettua la let­
l 'aggi ornamento_ L ' i nser i me nto e l 'e l i m i ­ tura. " tempo r ichiesto per eseg u i r e q ueste
nazione d i grandi q u antità d i dati posso­ operaz i o n i varia, m a non d i pende d a l l a po­
no essere p i ù conve n i e ntemente effettuati sizione occupata d a i dati s u l l a s u perficie
servendosi d e l l a tecn ica basata su l l 'aggior­ del d i sco. Tutti i s i stemi a d i sco consento­
namento e s u l l a successiva copiatura nel no di aggiornare il contenuto di s i ng o l i
caso in cui venga imp iegato un sistema d i setto r i .
memoria d i massa a nastro. U n d i sco d i tipo flessi b i l e p u ò possedere,
ad esempio, 77 tracce ognuna d e l l e q u a l i
Sistemi d i memoria d i massa a disco - è sudd ivisa i n 32 setto r i , p e r u n tot a l e d i
Un s i stema d i memo r i a d i massa basato su l ­ 2464 possibi l i record d i dati . C i ascun re­
l ' i m p i ego d i d i schi possiede numerose carat­ cord può contenere un n umero u t i l e d i
terist i che estremamente i nteressa nti . La ca­ byte pari a 1 28. L o spostamento d e l l a
pacità di memorizzazione in l i nea è com­ test i na d a u n a traccia a l l 'a ltra r ic h i ede ap­
presa appross i mativame nte fra 300 k byte, pross i mativamente 1 0 m s per c i a scuna
nel caso di s i stemi che i mp i egano d i schi d i traccia ; ad u n a veloc i tà d i rotazione d i
t i po f l ess i b i l e ( i n i ng l ese "floppy d i s k " ) . 360 g i r i a l m i nuto, sono necessa r i 1 66 m s
e d o l tre 2 0 0 M byte nel caso d i alcu n i s i ­ affi nché i l d i sco comp i a u n a rotaz ione
stem i commerc i a l i ad e l evate prestaz i on i . completa. In tal modo, l ' i nterval l o d i tem­
I l campo d e l l e ve l ocità d i trasferi mento è po più l u ngo, necessa rio per trovare e per
considerevolmente p l U ristretto, essendo leggere un record, è appena i nferiore ad
compreso fra 32 k byte a l secondo per i un secondo. La d u rata d e l l ' i nterval l o medio
s iste m i che i mpiegano i d i schi flessibi l i , è i nferiore a l la metà d i tale valore_ Poi ché
e 1 , 5 M byte a l secondo per i grossi s i ste­ una ricerca effettuata s u l l ' i ntera s u perficie
mi con d i schi rigid i . d e l d i sco richiederebbe un tempo consi­
Sebbene l a maggior parte d e i s i stemi d i derevol mente p i u l u ngo, una forma d i i nd i ce
memoria d i massa basati s u l l ' i mp iego d i d i ­ v iene sempre conservata i n modo che siano
schi s i a mo lto costosa, q u e l l i n e i q u a l i sono conosciute l e pos i z i o n i esatte della tracc i a
uti l i zzati d i schi flessibi l i sono di costo ra­ e d e l settore.
g i onevole e sta nno d i ventando sempre p i ù Un sistema di memoria d i massa basato
n umerosi f r a g l i utenti d i s i stemi amator ia­ s u l l ' i mp iego di d i schi di t i po flessibi l e
l i . " d i sco vero e prop rio è contenuto in una rappresenta q u asi l ' ideale per g l i esem p i d i
busta fless i b i l e di mater i a l e pl astico con l ato appl icazione fatti. " sistema per l a conta b i ­
d i 20,30 cm e spessore d i 1 , 6 mm; ogni d i sco lità, a d esempio, p u ò essere orga n i z z ato i n
è i n grado di memo r i zzare p i ù di 300 k byte m o d o che ogni mov i mento venga registrato
e può essere i nserito od estratto d a l l 'un ità su u n settore. Con q uesto sistema u n arch i ­
d i sco in un paio di second i . v i o f i nanziario che copra u n per iodo d i tre
A d i fferenza d e i nastri, i d i schi per l e me­ a n n i può essere sistemato su u n d i sco di t i po
morie di massa sono d i spos itivi ad accesso f l ess i b i l e . N e l caso del programma per i l g i o­
casuale. La l oro superficie c i rco l a re è sud­ co, è possibi l e effettuare n u me rose volte l ' ac­
d i v isa i n un certo n u mero di tracce concen­ cesso casu a l e e l 'aggiorname nto dei dati d u ­
tr iche; c i a sc u na traccia a sua volta è poi rante l ' i nterval l o c h e l 'e l aboratore i mpiega
sudd i v i sa in u n certo numero d i settori, ed pe r stu d i a re l a propr i a mossa. Anche l ' i nseri­
il tutto equivale a l l a matr ice rettangolare mento e l ' e l i m i naz ione d e l l e grosse q uantità
secondo cui sono orga n i zzati i record ed a d i dati, richi esti n e l caso i n c u i si applichi l a
48
memoria di massa all'elaborazione di testi, disastrose, è necessario applicare metodi op­
possono essere facilmente eseguiti . Grazie portuni, che consentano di rilevare la presen­
all'elevata velocità con cui è possibile ese· za di tali errori e di correggerne le conse­
guire l 'accesso casuale ai record, il testo in­ guenze.
serito può venire memorizzato i n qualunque Gli errori possono ven ire scoperti serven­
posizione libera del disco. dosi di parecchi metodi ; quello più comune
I record cancellati vengono semplicemen· è basato sull'impiego di un byte di controllo
te marcati come non uti lizzati e possono es­ somma posto alla fine del record. Tale byte
sere riuti l izzati qualora se ne presenti la ne­ di controllo è semplicemente dato dalla som­
cessità. La scelta ord inata dei record non ma di tutti i byte di dati che si trovano nel
solamente è possibile servendosi di un 'unica record, presi senza considerare la presenza
unità a disco, ma è anche relativamente fa· di eventuali superi della capacità del record
cile da esegui re. Nel caso invece di un siste· medesimo. Se la somma dei dati risultanti
ma basato sull 'impiego di nastri, sono neces­ dalla lettura è uguale al numero contenuto
sarie al meno tre unità a nastro e numerose nel byte di controllo somma relativo al
operazioni di aggiornamento e copiatura. record registrato, il dato viene considerato'
letto senza errori. .
Gli errori - E' noto che i mezzi che su p­ Per evitare che un dato venga scritto
portano le registrazioni magnetiche possono sopra un tratto del supporto m agnetico
presentare sfortunatamente difetti e possono che presenta qualche difetto, tale dato v iene
venire · danneggiati se maneggiati con poca generalmente riletto e confrontato dopo
cura. Il risultato che si ottiene a causa del la che è stato registrato; se in questo processo
presenza di un difetto è che il dato che viene si rileva qualche errore, il record viene can­
registrato sopra esso è soggetto a manifestare cellato e riscritto nuovamente nello stesso
un errore. Dal momento che l'alterazione an­ posto, oppure su un altro settore.
che di un solo bit può portare a conseguenze

LE NOSTRE mondiali, con ampio consenso di E ditori ed


Autori. Le Tavole sono integrate da grafici
RUBRICHE dello stesso Autore.
L'opera si propone di facilitare il compito
pratico a chi vuole calcolare e costruire un
dispositiva radio o un apparato di misura,
senza avere le necessarie cognizioni matema­
tiche. La scelta dei temi è stata dettata dal­
l'esperienza di laboratorio dell'Autore, spe­
rilpentatore da antica data. La traduzione
Novità Librarie dalle priIicipali lingue ed i disegni sono pure
opera dell'Au tore che ha impiegato nella ste­
sura del testo oltre 2 anni.
IL M AN U ALE DEL RADlOAMATORE E La stampa del testo è chiara, la pI�sentazio­
DEL TECNICO ELETIRONICO ne e l'impaginazione sono generalmente buo­
ne. A tale proposito, l'unico appunto che si
di Guido Silva (i2 EO) può muovere è - come ci ha fatto rilevare
pagg. 367, L. 1 8 .000 lo stesso Autore dell'opera - che alcuni gra­
Faenza Editrice, Faenza. fici risulterebbero piu leggibili se fossero me­
no ridotti e che per qualche Tavola sarebbe
piu opportuna la stampa fuori testo.
L'Autore si propone di portare a conoscenza Il prezzo del libro, compatibilmente con la
del tecnico, sia esso radioamatore o profes­ mole dei grafici, è molto contenuto. Il volu­
sionista, un'ampia raccolta (oltre 1 00 grafici me, che per la parte induttanze comporta
a tutta pagina) di diagrammi di attualità tec­ ben 3 0 diagrammi, a giudizio dei tecnici che
nica, con opportuno commento e relativi l'hanno esaminato colma una lacuna molto
esempi pratici di impiego. Il tutto è ripreso sentita nel campo dell'elettronica pratica­
da articoli e grafici delle priIicipali riviste sperimentale.
49
OSC I LLOSCO PI O
SPE R I M E NTALE
A STATO SO LI DO
I n u n articolo d e l l o scorso mese d i F eb­ p l i ficatore operaz ionale 74 1 .
braio è stato descritto- un compl esso a L E D Tre sez i o n i d i una porta quadrupla N A N O
d a 1 60 e le m enti ; come g i à antici pato i n q u e l ­ 7400 aggiu ngono u n a caratteristica d i eccita­
l a sede, proponiamo o r a i l progetto d i u n z i one se mpl ice m a molto u t i l e . Quando il
osc i l l oscopio sper i menta l e a stato s o l i d o , c h e pied i no 14 d e l 74 1 93 v iene messo a massa, -
i m piega appunto ta l e complesso come scher­ portando il commutatore d i modo ne l la po­
mo d i sp l a y . sizione " F u nz i onamento l i bero", i l c i rcuito
C o m e s i pu ò r i levare d a l l a fig. 1 ( i n cui è d i defl essione sca nd i sce conti nuamente le
rappresentato l o schema d e l l ' osci l l oscop i o ) , colonne d i L E D . U n ' accurata rego l a z i o ne del
i n fu nz i onamento u n segnale app l i cato a l ­ potenziometro della base d e i tempi fermerà
l 'entrata non invertitr ice d e l l 'ampl i f icatore l a forma d'o nda che v iene mostrata. Qual­
operaz i o n a l e 7 4 1 v i ene' ampl i f icato e trasfe­ siasi deriva, anche se molto p iccol a , della
r ito ad un convertitore A/D, com posto da forma d 'onda i n entrata r ich iederà u n r i toc­
comparatori quadrupli LM339 e d a un cod i ­ co del l a base dei temp i ; a l t r i menti la forma
f icatore d i p r i or ità 7 4 1 4 7 . d'o nda che appare si sposterà attraverso lo
L'uscita d ig ita l e d e l 74 1 47 è u n comples­ schermo da s i n istra a destra o da destra a si­
so d i 4 bit, i l q u a l e , dopo essere stato deco­ n i stra , come si verif icava prima che i l poten­
d i f icato da un decodificatore 1 di 1 0 tipo z i ometro fosse regolato. Qu a nd o il commu­
7 4 1 45 , attiva u n a d e l l e d ieci f i l e o r izzonta l i tatore d i m od o viene portato nella posi z i one
di LED. "Tr iggerata ", il p ied i n o 1 4 del 7 4 1 9 3 viene
U na del l e sedici colonne vertica l i d i L E D r i messo a 0000, q u a nd o non è presente u n
viene attivata contemporaneamente d a u n segnale d'entrata.
c i rcu ito orizzontale d i sca nsione, com posto U n seg n a l e d 'entrata d i suffici ente am­
da un temporizzatore 555, da un contatore piezza per attivare il comparatore d i bassissi­
a 4 bit 7 4 1 9 3 e da un decod i f icatore 1 d i m o ord i n e L M339 farà andare il pied i no 6
1 6 del tipo 74 1 54 . I l 555 serve come base d e l 7400 da alto a basso e ciò co nsent i rà a l
dei tem p i , la cui frequenza di sca nsione v iene 7 4 1 93 d i compiere una scansione completa
contro l l ata da u n potenziometro da 1 M D . d e l l e co lonne del d i splay.
I l 74 1 93 e i l 74 1 54 formano u n generatore Se il segn a l e d 'entrata è ancora presente
di sequenza d a O a 1 5, che scand isce u na per q uando la scansione è f i n ita, i n i z i a i m media­
volta l e sed i c i col o n n e di L E D . tamente u n ' a ltra sca nsione; se i nvece tale se­
Poiché vengono attivate sol am en te una gnale non è p i u presente, l 'osci l l oscopio
fila e u na colonna di LED per volta , u n L E D aspetta che il seg n a l e ritorni p r i ma di i n i z i a re
so l o d e l compl esso s i accende i n ogni i sta nte . una n uova scansione. Di conseguenza, n e l
Qu ando la frequ enza d i sca nsione è p i u ve­ m o d o tr iggerato l 'osc i l l oscopio si b locca a u ­
loce di 20 o 30 scansioni compl ete a l secon­ tomaticamente s u l l a fo rma d 'onda ricorrente
do, i singo l i L E D s i accendono in una l i nea e fa appa r i re l a sua parte in sa l i ta , la quale ha
spezzata , che dà una rappresenta z i o ne f igu ­ origine n e l l a prima co lonna di L E D . U n L E D
rativa approssi mata d e l l a metà positiva d e l l a co l l egato a l l a rete d i porta trigger i n d ica
forma d 'onda c h e appare a l l ' u scita d e l l 'am- q uando si ha eccitazione, i I che non si po-
50
trebbe sapere se il guadagno venisse posto I l prototi po del circuito pi lota è stato
tanto i n alto da i mpedire l 'osservazione della montato sullo stesso tipo di basetta usata per
forma d 'onda. i l d isplay, adottando la tecnica di col lega·
Quando l'oscil loscopio è predisposto nel mento da punto a punto con fili avvolti. Nel­
modo triggerato, la forma d'onda che viene l a fig. 2 si può vedere come i componenti
mostrata può essere espansa o compressa principali sono stati sistemati nella parte su­
cambiando la frequenza di deflessione oriz· periore della basetta; si noti che il jack fono
zontale. Parimenti, l 'altezza della forma m iniatura, il quale serve come entrata verti­
d'onda può essere aumentata o diminuita cale del l'osci l loscopio, deve essere i nstallato
regolando il potenziometro di guadagno vero dal lato frontale della basetta.
ticale. U n' L E D di supero, collegato al l'uscita Dopo aver collegato tra loro tutti i com·
del comparatore LM339 di ordine piu alto, ponenti instal lati sulla basetta, si devono ese·
i ndica quando il guadagno è troppo alto e guire i collegamenti a l la basetta del display,
quindi la parte superiore della forma d 'onda al potenziometro per la base dei tempi, al
è fuori dallo schermo. potenziometro del guadagno verticale e al­
Anche se è considerevolmente piu facile l'ali mentatore, saldando pezzetti d i filo ai
montare il circuito pilota che non il comples­ relativi terminali di rame del connettore pre­
so display a L E D, si deve procedere con mol· sente sul bordo della basetta.
ta attenzione a l la sua costruzione, perché Le posizioni delle l i nee usate per il resto
può risultare alquanto diffici le trovare e cor­ del circuito oscilloscopico sono precisate nel­
reggere eventual i errori di. collegamento. l a tabe l la che segue.
51
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(AcceS.1lij /LI! DAU.A Fig. 2 · Disposizione delle PII rti
principali dell'oleillolcoplo
PARrE PUTElfOllI! sparimen tllie su una balllnll
lJeU4 BAsETTA} dorarli di un conne ttore con
2 )( 22 terminali.

r
4 c.",.

Fig. 3 · Disposizione delle parti


costituenti il pannello di con trollo
dell'oscilloscopio a L ED.
L
C i r cu ito osci l loscoplco Zoccolo l e basette c i r cu i ta l I . SI può u sa r e una l i metta
per separare le d ue strisce, formandone quat­
-5 V 1
tro disti nte.
Massa 2
Dopo aver completato i I c i rcuito d e l ­
Catodo del L E D d i supero 3
l 'osci l loscop io, si asporti la parte supe r i o re d i
Contro l l o d i guadagno verticale M
u n a seconda basetta circuitale e si i n sta l l i no
Controllo d i guadagno verticale N
su essa l ' i nterruttore generale triplo, i l com ­
Contro l l o di defless. ori zzontal e S
mutatore trigger a u n a via e d u e pos i z i o n i ,
Contro l l o di defless. ori zzontale T
nonché i potenz iomet r i d i guadagno vert icale
Commutatore di modo:
e d i def lessione ori zzontale. La fig. 3 i l l ustra
pied i no 6 del 7400 U
l a d i sposi z ione d i queste parti sul la relativa
massa V
basetta, l a quale fungerà da pannel l o di
pied i no 14 del 74 1 93 W control l o del l'osc i l l oscopio. I suoi compo­
Catodo d e l L E D trigger X nenti devono essere col legati ai ter m i n a l i d i
-9 V Y rame, secondo le pos i zioni i nd i cate n e l l a ta­
+9 V Z b e l l a o persona l mente stabi l ite.
Natural mente queste d i spos i z io n i d e l l e Per sostenere le basette che costituiscono
l i nee s i possono var ia re, purché n o n i nterfe­ l 'osc i l loscopio si può ricorrere ad un suppor­
r i scano con l e l i nee del d isplay. Una buona to u n ico, oppure si possono uti l i zzare tre
s o l u zione è q u e l l a d i riservare le .posi z i o n i l , zoccol i a 44 term i nal i , su cui si avvolgeranno
2, Y, Z per l ' a l i mentatore, perché q uéste i f i l i , montand o l i d i stanz iati d i 2 5 mm tra
posi z i o n i sono q u e l l e pi ù v i c i ne a l l e due stri­ loro.
sce d i rame che attraversano il per i metro del- Il prototipo d e l l 'osci l loscopio è stato a l i -
52
mentato con due batterie da 9 V e con una piezza di pochi volt e una frequenza di po­
batteria d a 6 V, composta da q uattro pi le che cent i na ia di hertz; si effettu i no le prime
a lcaline i nserite in un supporto d i plastica. prove in u n locale scarsa m ente i l l u m i nato,
Le batter i e sono state co l l egate a l l 'osci l l osco­ perché il com p l esso dei L E D non è COS I b r i l ­
pio med i a nte tre appositi attacchi connet­ l a nte come un n o r m a l e tubo a raggi catod i c i .
tori. Se l 'osc i l l oscopio non f u n z i o n a , ci si ac­
Prima d i d a re tensione a l c i rcu ito si ricon­ certi che la tensione d 'a l i mentazione sia ap­
tro l l i no con cura tutti i co l l egamenti , per pl icata a i punti dovu t i . Si prov i poi a cambia­
accertarsi di non aver com me sso erro r i , o tra­ re l e pos i z i o n i d e i contro l l i di guadagno e
lasciato q u alche col l egamento. d e l l a base d e i tempi ed anche q u e l l a tr igger
Si costruisca una sonda per l 'osc i l l osco­ del commutatore di modo. Se l 'osci l l oscopio
pio, usando un pezzo di cavetto schermato non fu n z iona anco ra, si dovrà rivedere tutto
f l essibi le, uno spi notto fono m i n i atura, un il ci rcuito, proced endo per grad i . Ad esem­
attacco d i prova e una pi nzetta a bocca di pio, si riveda il ci rcuito di deflessione o r i z­
coccod r i l l o . Per l e prove i n i z i a l i si ut i l i z z i zontale contro l lando prima sEl i l tempo r i zza­
un'onda a r a m p a o a triangolo c o n u n 'a m - tore 555 pulsa, poi si verifichi se il 7 4 1 93 sta
contando e cos I v i a .
Ottenuto i l regolare funzioname nto d e l ­


l 'osc i l l oscopio, con u n p o ' d i pratica s i po­
tranno osservare molte forme d 'onda; q u e l l e

• • •
a pu nta, a triangolo e a rampa s o n o l e for­
m e che vengono meglio ri prodotte. Le onde

• • s i n u so i d a l i i nvece vengono leggermente d i ­


storte d a l l a scarsa riso luz ione d e l l o schermo,

• • mentre i bord i in sa lita e in d i scesa d e l l e on­


d e q uadre hanno general mente una l u m i no­

•• s ità molto scarsa. Spesso, come si vede n e l l a


fig. 4, pa recchi L E D d i una co lonna vertica le
•• • a ppariranno accesi, ma genera l me nte è possi­
b i l e r i solvere la forma d 'onda che viene mo­

• strata.

A
Questo osci l l oscopio spe r i me ntale, anche
se l a sua risoluzione è scarsa e se il progetto
d e l l a sua pa rte verticale lascia molto a desi­
derare, d i mostra che si può costruire u n s i m i ­
l e strumento compatto con schermo piatto.
@ • • • • • � Dopo aver rea l i zzato l 'osc i l loscopio, vo­
lendo si possono cali brare le parti verticale
� � e or izzontale con l 'a i uto d i u n voltmetro e

f//J!J I �
d i u n generatore di seg n a l i o d i u n osc i l l o­

f//!f) �
SCA R5ISJ/ MA .;
NOlITA��
scopio convenzionale. E' anche poss i b i l e
'--- L Imi m ig l i orare i l progetto; a d esempio, i l conver­
t i tore A/D d e l l a parte verticale può essere
a lq u anto sempl i fi cato usa ndo un s i ngolo cir­
® � cu ito i ntegrato convertitore A/ D . La sensibi­

• •
l i tà d e l l a ser i e di comparatori verticali può
• essere vari ata sosti tuendo il resistore da
1 MQ in c i m a al partitore di tensione con
B un resistore fisso di valore d i fferente o, me­
g l i o ancora, con un poten z iometro da 1 MQ .
Parimenti, si può ottenere una vasta gamma
Fig. 4 - Parti di due forme d'onda
mostrate da un display a LED di di frequenze di deflessione o r izzontale sosti­
16 elementi: (A) tipica rampa tuendo l ' u n ico condensatore di tempo con
mostrata su uno schermo a LED un gruppo di condensatori fissi di valore d i ­
di 1 60 elementi; (8) tipica onda verso, com m utab i l i con un commutatore
quadra.
rotante. *
53
LE NOSTRE RUBRICHE

L' ftngolo
dello Sperimenl�lore

C I R C U ITO A N A LO G I C O
A CA M P I O N A M E N TO
E T E N U TA
G l i appass ionati di m icroprocessori sono z ione CAMP I O N A M E NTO, tale condensa­
costa ntemente in cerca di un metodo sem­ tore si carica ad una tensione pari a q u e l l a
p l ice per i nterfacciare picco l i e laboratori o d ' i ngresso, e l a sua car ica è "sent ita" da
c i rcuiti d i contro l l o con i l mondo esterno I C 1 , u n a m p l i f icatore operaz iona l e con
dei seg n a l i analogici. Un c i rcuito ana logico i mpede nza d ' i ngresso m o lto e l evata, che
ben noto e molto usato n e l l e operazioni di potrebbe essere u n N E 536 o u n d i sposi­
i nterfaccia è il c i rcuito a camp ionamento t i vo s i m i le, con un F E T sul c i rcu ito d i
e tenuta ad amp l i f icatore oper azionale ( noto ing resso.
anche con il term i n e i ng l ese "sample a nd Al lorché il commutatore S 1 v iene r i por­
ho Id ci rcu i t " ) . tato nella pos i z ione cent rale d i T E N UTA ( i n
U n ci rcu ito a campioname nto e tenuta pratica, lasciato aperto ) , i l condensatore C 1
i mmagazzina i n u n condensatore la tensione viene staccato d a l l ' i ngresso d e l c i rcuito. Po i ­
istantanea presente a l suo i ngresso; l a tensio­ ché l ' i mpede nza d ' i ngresso d e l l 'a m p l i ficatore
ne i m magazzi nata, che può rappresentare operazionale è molto alta, l a carica i m m agaz­
q ualsiasi grandezza fisica, d a l l ' i ntensità d e l l a z i nata nel condensatore resta i m p rigi onata
l u c e che col pisce una fotoce l l u l a a d u n se­ in esso e l a tensione a i capi d i C1 r imane pra­
gnale audio, può essere po i tradotta i n forma t i camente costante per u n considerevole
n u merica mediante u n convertitore analogi­ periodo di tempo .
co n u m erico ed essere e l aborata da u n m i ­ L'amp l i f icatore operaz ionale è col legato
croprocessore. in modo d a funzionare come " i nseguitore
Un c i rc u i to a campionamento e tenuta di tens ione" con guadagno u n ita r i o ; q uesta
offre però moltissime al tre applicazioni i n d i spos i z ione c i rcuitale permette di m i surare
campo a n a l ogico. l a carica del condensatore med i a nte un nor­
m ale m u lti metro, senza a lterare in modo
Semp lice circuito a campionamento e te­ sensi b i le l a carica e l ettrica i mm agazz i nata
nuta - La fig. 1 mostra l o schema e l ettrico nel condensatore. Se i nvece si col l egasse ai
d i u n c i rcuito a campioname nto e tenuta capi del condensatore un normale voltmetro
m o lto semp l ice, m a a lq u anto funziona le. I l con i mpedenza di i ngresso relat ivame nte
componente c h i ave d i q uesto c i rcu ito è i l bassa, i I condensatore si sca richerebbe ra­
condensatore C 1 ; q u ando i l commutatore pidamente. Dopo aver m i surato l 'amp iezza
S1 è momentaneame nte portato i n pos i- d e l campione d i tensione, il commutatore
54
IN�ESSo � T�NIITA

AlZEIlIfl4�NTO
��------�--�

Fig. t - Schema di un circuito a campionamento e tenuta sperimentale.

può essere portato n e l l a pos I z ione AZ Z E ­ d a l l ento spostarsi verso il basso della l an­
R AM E NTO, p e r a n nu l l are l a carica d e l cetta d e l l o strumento.
condensatore e preparare i l ci rcu ito a riceve­ Per aumentare il tempo uti l e di tenuta
re u n nuovo campione. del c i rcuito, si può usare un condensatore
Per mettere in funzione il ci rcuito d e l l a più grande di q u e l l o i nd i cato n e l la fig_ 1 ;
fig_ l , s i usi u n a batteria da 1 , 5 V come i n tal caso sarà però necessario u n p i ù l ungo
tensione d ' ingresso e, con i l commutatore i nterv a l l o di campionamento per permettere
sulla pos iz ione CAM P I O N A M E NTO, s i re­ al condensatore di caricarsi s i n o a raggi u n­
gol i i l potenz iometro di taratura R l s i no a gere la tensione d ' i ngresso; c i ò , in partico­
che lo str u mento non indichi 0, 1 5 mA, cor­ l a re, se la sorgente da cui proviene i l cam­
rispondenti ad una tensione di 1 , 5 V. pione di tensione ha u n 'elevata i mpedenza
Vol endo, è anche poss i b i l e fare a meno i nterna.
del poten z iometro e del m i l l i amperometro e Si noti che, se non s i d i spone d i u n
inse r i re un voltmetro d i rettamente s u l l 'uscita N E 536 o d i u n ampl i ficatore operazionale
dell 'amp l i f icatore operaz ionale. Poiché tale analogo con F ET d ' i ngresso, si può rea l i z­
amp l i f icatore è col legato i n modo d a forma­ zare q uesto ci rcu ito d i mostrativo con un
re u n ci rcu ito i n segu itore di tensione con normale 74 1 ; in q uesto caso però si dovrà
guadagno u n itario, la tensione a l l a sua usci­ portare la capacità d i C l al valore d i 1 J.l F o
ta sarà uguale a quella presente al suo i ngres­ m aggiore, poiché la tensione i mm agazzi nata
so ; ciò però non significa che l 'amp l i ficatore tenderà a scendere molto più rapidamente
operazionale sia superfluo: esso consente d i che in un c i rcu ito rea l i zz ato con u n a m p l i ­
ottenere q u e l l ' i m pedenza d ' i ngresso estre­ f i catore operazionale avente u n F ET a l l ' i n­
mamente elevata, che consente di ri levare gresso, essendo l ' i mpedenza d ' i ngresso del
la tensione presente su Cl ·senza scaricarlo 7 4 1 molto più bassa.
i n breve tempo.
·
Dopo aver campionato l a tensione d ' i n­ L'aggiunta d i un comando numerico Il
-

gresso, si riporti i l commutatore in posizio­ c i rcu ito descritto s i presta mo lto bene per
ne T E N UT A e si osserv i l ' i nd icaz ione dello studiare il principio di funz ionamento di un
strumento d i misura; se C l è un condensato­ c i rcuito a camp ionamento e tenuta; per l ' uso
re al po l i st i rolo o M y l a r di alta qualità, cioè pratico è i nvece p i ù conveniente i l ci rcu ito
con bassissime perd ite, la tensione d'usc ita i l l ustrato n e l l a fig. 2, in cui il processo di
resterà costante per parecch io tempo; campionamento e tenuta è comandato at­
condensatori di qualità i nferiore, com­ traverso l ive l l i log i c i , anz iché tramite u n
presi certi t i p i ceram ici a d i sco, perde­ commutatore meccanico. Come è possibi l e
ranno i nvece la l oro carica molto più ve­ r i l evare confrontando i d ue c i rcuiti, i l com­
locemente, il che sarà messo in evidenza mutatore a più pos i z i o n i che serv iva per le
55
VC�
·· ! · s
BC •• ".

I •
+6 V a.
CR� / J O
(VI.\TO D04 fOPRII J

"TENSioNe
YIN�ESSO

I18JLITAZ.
AL cAIfPI()1IAN�"'"

A B/LllìfZ. s rfjt ·lI Hf)TA f Il()N .s,,1'eIUfIl� l :t 7,S V

ALL' AZZERAHEH TO CD 'IO


"

Vss
-6V

Fig. 2 - Circuito a campionamtmto a tenutll con comando numerico e circuiti


intflgrati del tipo CMOS. Per praltlvare un cempiontl si dtlve portllre al livello
logico superiora / 'ingrasso "A BIL I TAZIONE A L CAMPIONAMENTO ";
PlIr azzerare occorra portllre al livello logico superiore /'ingrasso
"A BIL I TAZIONE A L L 'AZZERAMENTO".

A B / LI TA Z .
9
J
I
I
J vw---(--: MOLTO ALTA)
�/STe /lll.A AD INreu vrro RE A PER'n)

INtitt!VSC . ------d
-
.... cr( � ".F= lise -/,Nf!ill.
RESISTI!Nl." AD IN TEllIlv TTO RE CHIVS O
. ( BI\.uA)

Fig. 3 C,rcu,ro flQulvlIl#lnre di un S#lmplica inr#lrrurrore analogico_

operaz ioni d i CAM P I O N A M E NTO, TE N U­ raziona l e N E536 si è usato un CA3 1 30, un


T A e AZZ E R A M E NTO è stato sostituito amplificatore operaz ionale con i ngresso a
in q uesto nuovo c i rcu ito da due deg l i i n­ M OS F ET, ma i l c i rcu ito funzionerebbe
terruttori analogici che si trovano nel c i r­ altrettanto bene anche con un N E 536, che
cuito i ntegrato C D4066 ( u n i nterruttore non richiede i l condensatore C2 ed i c u i
analogico q uadrup l o ) . pied i n i hanno l e stesse connessioni .
I n oltre, a l pòsto del l'ampl i ficatore ope- L'i nterruttore anal ogico è u n c i rcu ito
56
di c u i non si è ancora parlato i n q uesta verso una via a bassa i mpedenza).
rubrica; come la porta a tre stati descritta Come s i può constatare, i poss i b i l i stati in
nel n u me ro d.i D i cembre 1 979, a pago 30, cui può trovarsi il ci rcu ito sono parecch i ;
l ' i nterruttore a n a l og i co ha u n. i ngresso d i ciascuno d i essi può essere selezionato me­
A B I L ITAZ I O N E e d ue term i na l i che ser­ d iante u n seg n a l e logico a 2 b i t . Le osserva­
vono come punti di i ngresso e di u scita z i o n i s u l l a taratura d e l l o strume nto m i s u ra­
del segnale. L'i nterruttore analogico però tore e sul valore d i C l , fatte per i I ci rcu ito
può trasmettere o bl occare, o ltre a i l i ve l l i precedente, valgono anche in questo caso.
logic i , anche tensioni a n a l ogiche ( varia­
·
b i l i ) ; come un normale i nterruttore mec­ Applicazioni - La più i mmedi ata u t i l i zza­
can ico, esso può l asciar passare un segnale z i one del ci rcu ito a campioname nto e tenu­
i n entrambe le d i rezion i ; il ci rcuito eq uiva­ ta, i l lustrato n e l l a fig. 2, è u n d i spositivo
l ente d i q uesto d i spositivo è r i portato n e l l a analogico d i memoria capace di immagazzi­
fig. 3 . nare, con l'a iuto di u n trasduttore, i n forma­
Sempre a proposito d e l C D4066, si fa zioni quali il val ore di una temperatura, l ' i n­
presente che esso appart i e ne a l la fami g l i a tensità di una sorgente d i luce, i l grado d i
degl i i nterruttor i a n a l ogici d i t i po CMOS, u n a pressione o i l valore d i u n a q u a lsiasi
tutti con mo l te i nteressanti possibi l i tà di altra grandezza analogica, che potrà poi
appl icazione. G l i i nterruttor i d i tale d i spo­ essere uti l i zzato per u n a successiva e labo­
sitivo sono "aperti" quando s u l l ' i ngresso razione.
d i A B I L lT AZ I O N E si tro.v a i l l i ve l l o logico I l ci rcu ito può anche essere u sato come
i n feriore e "chi u s i " quando s u l l ' i ngresso tempori zzatore ; a questo scopo basterà so­
d i A B I L l TAZ I O N E s i ha i nvece i l l i ve l lo s t i tu i re lo strumento di m i s u ra M 1 e la re­
logico super iore. La resistenza ad i nterrutto­ l ativa resistenza R l con u n L E D , avente i n
1l serie u n resistore da 330 D. I l L E D reste­
re aperto è d i circa 1 0 D , mentre q u e l l a
a d i nterruttore c h iuso è m ediamente d i rà acceso s i no a quando la tensione ai capi
80 D . di Cl non scenderà al di sotto d e l l a sogl ia
Per prelevare u n campione d i tensione d i em issione del LED stesso. Aumentando
med iante il ci rcu ito rappresentato n e l l a l a capacità C l , aumenterà la d u rata del r i ­
fig. 2 , l ' i ngresso AB I L I TAZ I O N E A L CAM­ tard o ; l o stesso effetto si potrà ottenere
P I O N A M E NTO, che normalme nte è tenuto a u mentando l a tensione d i i ngresso, s i no ad
nello stato logico i nferiore, deve essere u n massimo pari a VCC.
portato per breve tempo a l l o stato supe­ Con q uesto ci rcuito è poss i b i le anche
riore. I l campione di tensione prelevato generare i nsol i ti effetti sono r i ; a l l o scopo
viene i mm agazzinato in Cl e vi resta s i no basta col legare l ' uscita del ci rcu ito ad u n
a qu ando l ' i ngresso AB I L I TAZ ION E A L­ osci l l atore comandato i n tensione, q u a l e
L'AZ Z E R AM E NTO, anch'esso normalmen­ i l generatore d i funzioni 566 od u n osc i l­
te tenuto allo stato logico i nferiore, non è latore a ri lassamento con transistore ad
portato a l l o stato superiore; questa mano· u n ig i u n zione. Per ottenere un effetto d i
vra permette al condensatore Cl di sca ri­ si rena si deve col legare u n a resistenza d i
carsi a massa attraverso ICl B. e l evato valore ( ad esempio d a 1 M D ) tra i l
Se l ' i ngresso AB I L I TAZ ION E A L L ' AZ­ pied i no 4 d i I C l B e C l ; q uando l ' i ngresso
Z E R AM E NTO v iene r i portato a l l o stato AB I L I TAZ I O N E A L L' AZZ E R A M E NTO v ie­
l og i co i nferiore, Cl può nuovamente imo ne portato a l l o stato logico superiore, la
magazzinare l a tensione presente s u l l ' i n ­ tensione d i uscita d i m i nu i sce l entamente;
gresso , sempre c h e l 'i ngresso A B I L l T A Z IO­ di conseguenza, l 'osc i l latore comandato i n
NE AL C A M P I O N A M E N TO s i a ancora al tensione genera u n suono s i m i l e appunto a
l ivel l o supe r i ore. Ovvi amente, se quest' u l ­ q u e l lo d i una s i rena. Per ottenere i n vece i l
t i m o i ngresso è al l ivel l o l ogico i n feriore, suono d i una s i rena, crescente i n frequenza,
Cl non può ricevere il nuovo campione s i no basterà col legare u n 'a l tra resistenza d i alto
a quando t a l e i ngresso non s i a portato al valore tra il pied i n o 1 di I C 1 A e l ' i ngresso
l i ve l l o superiore ( normalmente i due i ngres­ del segnale ( ter m i n a l e T E N S I O N E D ' I N ­
s i d i A B I LI TAZ I O N E non dovrebbero essere G R ESSO ) .
portati contemporaneamente a l l i v e l l o lo­ P e r entram b i i c i rcuiti sono poss i b i l i n u ­
gico superiore, poiché in tal caso l a sorgente merose a l t re appl i cazion i c h e i l ettori po­
I

del segnale verrebbe col l egata a massa attra- tranno tentare d i speri mentare. *
57
U N I N D UTTANZI M ETRO-

CAPACI M ETRO
DI PRECISION E

R ealizzato med ia nte u n frequenzimetro


digita le ed un circuito oscillatore l i bero

La valutazione del coefficiente di autoin­ Nella fig. 2 è i l lustrato i l telaietto dal Ia­
duzione di una bobina, a partire da alcuni to dei componenti, nella fig. 3 la pista
n H ( 1 (f9 H ) fino a qualche centi naio di stampata, e nella fig. 4 uno dei morsetti
� H (1 (f6 Hl. non è cosa agevole, i n parti­ espressamente realizzati; la fig. 5 e la fig. 6
colare se si desidera una considerevole pre­ riportano invece la fotografia del l'apparato,
cisione di lettura. visto rispettivament� da sopra e da sotto.
Molti schemi di simi li strumenti sono stati I tre morsetti, del tipo rappresentato
proposti in tutti questi anni: uno dei piu va­ nella fig. 4, sono molto compatti e quo­
lidi è riportato nella fig. 1, che ne i l l ustra i l tati in dimensioni naturali ; essi devono es­
funzionamento; si tratta di u n a variante al sere torn iti ed a rgentati oppure cromati .
noto osci llatore quarzato di B utler, servito AI tondi no da 5 mm lungo 7 mm, si dovrà
dai transistori T1 e T2, in cui gli elementi lasciare u n peduncolo l u ngo 3 mm, di
del C.O, (circuito osci l lantel. i nvece del f}j 2 mm circa. Sarà opportuno forare lo stes­
quarzo, sono un condensatore calibrato es so sino a metà, con una punta da 1 , 5 mm,
di ci rca 80 pF e l'i nduttanza Lx i n esame, tra in modo da poterlo ribattere poi delicata­
loro in serie. mente sulla basetta e qu indi saldarlo alla
Segue uno stadio separatore, pure a tran­ pista. Questa procedura è valida per tutti
sistore (T3). i tre terminali. I l foro d iametrale passan­
Restando costante il valore capacitivo di te, per l 'ancoraggio dei term i nali della
Cs (a mica metallizzata o meglio NPOI. la bobina i n esame, andrà fatto con una punta
frequenza generata dal l'oscillatore dipende da 1 ,5 mm. All'interno del foro verticale
in massima parte dal valore di Lx: l'induttan­ occorre una filettatura da 3 M ed una vite di
za i ncognita. La frequenza generata è molto pari passo l unga 0,5 cm, a testa piana.
stabi le. Le d imensioni della basetta sono d i
Con la solita formula, noti f ( Ietta sul fre­ 6 8 m m x 4 4 mm, esattamente quelle della
quenzimetro) e Cs, si ricava facilmente, me­ fig. 2 e della fig_ 3. E' opportuno realizzarla in
diante un sempl ice calcolatore, i l valore di fibra d i vetro. I ·transistori sono d i tipo
Lx. BSX 26 della ATES-SGS. I l testo originale
58
suggeriva i l tipo B F 1 99 della Telefunken. quenzimetro connesso all'uscita un v alore
I l circuito della parte "induttanzimetro" di
è stato tratto dal numero di Ottobre 1 979
di "cq D L" ( l a R ivista dei Radioamatori te­
deschi ) , a firma di DC 6NN, Horatschek. Si
f = J1 0�5;��
,9
= J 3,055488 �

tratta di un dispositivo molto raz ionale e di = 1 ,747995 M Hz.


sicuro affidamento; realizzato in più esem·
plari, si è dimostrato validissimo nella misura Il circuito di alimentazione è classico ed è
di i nduttanze d i valori compresi tra 5 n H riportato nella fig. 9. La tensione di lavoro è
e 800 7 1 .000 � H . Tutti · i resistori impiegati di 1 2 V. Lo stabilizzatore può essere un i nte·
sono da 1 /4 W ed i condensatori di tipo ce· grato F UA78 1 2UC della Fairchi ld o un tipo
ramico ultracompatto. Si ritiene che la solu· analogo. I l t rasformatore di alimentazione
zione ideale per poter impiegare d i rettamen· deve fornire almeno 1 2,6 V c.a. (meglio se
te i grafici della fig. 7 e della fig. 8 sia quella 1 5 V) al secondario. Il raddr izzatore è a pon·
di ricorrere ad un paral lelo di condensatori: te e l'elettrolitico di fi ltraggio è da 1 .000 � F
uno da 68 p F fisso, NPO per Cs; l'altro un . 35 V l avoro.
compensatore, pure NPO, d i circa 20 pF, si· L'apparato, a realizzazione avvenuta, ne·
stemato sotto i l te laio e solidamente anco· cessita di un'elementare taratura; per prima
rato ad esso. cosa, accertata l'esattezza del suo montaggio,
La capacità esatta prevista di 82,9 pF sarà lo si col leghi all'alimentatore. La corrente
da ritenersi praticamente raggiunta (ammessa totale deve essere dell'ordi ne dei 1 4 mA.
una l i mitatissima tol leranza) quando, con Appurato ciò, ci si procuri un'induttanza
l'induttanza campione da 1 00 �H (di cui si campione di valore compreso tra 1 00 �H e
parlerà in seguito) i nserita sui morsetti B e C 600 �H massimi. Tale i nduttanza è assolu·
(con le due sezioni della piastrina C provviso: tamente necessaria per poter operare con ele­
riamente i n cortocircuito) , si leggerà sul fre· menti d i fatto precisi; nel caso non si potesse

�----'-----�--�--O +
uv
STAB.

AL
FREOUENZIMETRO

Fig. l · Schema elettrico dell'induttanzimetro ·cspacimetro.

59
Fig. 2 - Circuito stampato,
in grandezza naturale, visto
dal lato dei componen ti.

c B

. . . . . . .

Fig. 3 - Circuito stampato,


in grandezza naturale,
visto dal lato inferiore.

A B c
reperirla già col laudata, potrà essere realiz­
zata avvolgendo a spire serrate, su un suppor­
to di buon isolante del 9J di 1 9 mm esatti,
cento spire e mezza di filo smaltato da 0,25.
Gli estremi andranno ancorati a due rivetti
con capicorda. Il supporto sarà poco più
lungo di 3 cm. La capacità distribuita della
bobina, misurata con un Qmetro Boonton,
è risultata di 0,368 p F ; pertanto, agli effet­
ti pratici, può anche essere ignorata.
La precisione dell'induttanza cos i realiz­
zata è del l'ordine del ± 1 %. E' comunque
necessario, appena possibile, farla cali brare
con una toll eranza del ±O,5 %, presso un la­
.., E boratorio all'uopo attrezzato. U n'eventuale
E deficienza di i nduttanza può essere compen­
t sata "a priori" con l 'avvolgimento di 2 7 3
spire i n più.
L'eccesso di i nduttanza sarà compensato
al lontanando tra loro le prime e le ultime
spire ; esse andranno poi fissate con "trolitul
fluido" ( Q-dope ) . Si ricordi comunque che
Fig. 4 - Costruzione di uno dei morsetti. una taratura esatta e defi nitiva della bobina
potrà essere condotta a termine solo dopo
60
Fig. 5 - Fotografia dell'apparato
visto da sopra.

Fig. 6 - Fotografia dell'apparato


visto da sotto.

3 7 4 mesi di assestamento. i n cui la frequenza f v iene misurata in M H z,


Si è constatato sperimentalmente, ad la capacità in pF e l'i nduttanza L in J..L H .
opera dello scrivente, d urante i I collaudo, Connesso il frequenzimetro all'uscita dello
che l'i nduttanzimetro proposto da DC 6NN, strumento ed i nserita la corrente, dopo una
con la bobina campione da 1 00 J..L H i nserita ventina d i minuti d i funzionamento e di
tra i term i nali B e C, può benissimo m isurare stabi l izzazione, si legga i l valore di f sul
anche capacità si no a 500 pF, con una pre­ contatore. Durante la taratura con la bo­
cisione dello 0,5 7 1 % (questi valori, di bina da 1 00 J..L H (±O,5 %) si è riscontrata una
qualche picofarad, sono proprio quelli piu f pari a 1 ,748 M Hz, al che corrisponde un
critici da valutare ) . Oltre i 500 pF la preci­ valore di
sione della lettura si riduce al 5 7 1 0 % ed 25330
anche meno. Cs 82,9 pF.
=
3,0555 x 1 00 -
Per la taratura d i es Secondo l 'articolo
-

originale, i nserita la bobi na campione tra i Si è cercato subito dopo di ridurre al mi­
due terminali B e C, occorre val utare la nimo la "induttanza residua" Ls propria del­
capacità totale ed effettiva del condensatore l 'apparato ( ridottissima in v ista dei morset­
Cs i nserito nel suo circuito. La formula ti), per poter apprezzare direttamente i valo­
impiegata è sempre la solita, ben nota ai Ra­ ri i nduttivi piu piccoli. Si è però trovato che
dioamatori: non è lecito ( i n accordo con la teoria) scen­
2�330
dere sotto un certo l ivello, che si è accertato
Cs sperimentalmente i nferiore a 0,26 J..L H , come
=
f . L ' si preciserà ancora in seguito. Sotto questo
valore i nfatti il frequenzi metro non fornisce
61
0.5 f-4�
, #t++H-+--i--+-+-f-++-+ + I---II--"
, t+i+t1r+t+-+++- ""
",
-I--H
J ' ! '\.
i i ! i li l
Q21-tttt+1-tt-++HH---+--+-+--+-t!+t-+-tH-
jt+
1tt+t+t-t-tt---t- - I0� Fig. 7 · Grafico

0,1
0.6
l0.8 i l 4
I I il8
5 6 IO
I
20
.I
30
.l.
40
di tara tur(l
de/l'induttanzimetro.

MHz
dati attend ibili, in quanto l 'osci llatore div ie· per la ricerca esatta del valore i ncognito
ne aperiodico e non presenta una sua fisio· di Lx è la seguente:
[ 2 5.330.000
nom ia ben definita agli effetti della frequen·
za generata. Lx
\ f2 . Cs J7 -Ls
=

I nserita stabi lmente nel circuito una Ls


concentrata, come nella fig. 1 e nel la foto­
grafia della fig. 6, si è riscontrata la piena in cui Cs è espresso i n p F , Ls e Lx in n H ,
funzional ità dell'apparato. Con i morsetti B f i n M H z. Per L x i n � H , ovviamente l a foro

(
e C in cortoci rcuito, si è ri levata una mula diviene:
25330 �L f. Ls j
f = 34,278273 M H z, Lx =

f2 . Cs .) \ 1 000 r
da cui si ottiene:
25.330.000 Qualora si volesse risa l i re con i l calcolo
_ 25.330.000
Ls alla frequenza di osci l lazione in M Hz, esseno
- 34,2782 x 82,9 97405,9484 do noti i valori di Lx, Ls e Cs rispettivamente
260,045 n H. in nH e p F , si troverebbe:
J
=

25.330.000 .
Di questo valore si dovrà sempre tener f-
( Lx + Ls) . Cs
conto nel caso i n cui si debbano misurare
i nduttanze molto piccole. I nfatti la formula
62
1000
�..
700 I-
I-
...
... ..� '-�
"" ...
..
=C--=j.-.::=-
--,-t---
t
-t----i--
- '
-t-
....-
+---
500I--r - ,. --
�-�
1--'1-'
300 t---f- t � - .+---

t
�r ...

200r-----
f- - - -+ ,
..-
;- - � �
r--+---
-
�-��
.- � -l--
I !
l
l


100 i

4" -JI -
-.--
70'------+- -
�--r
-
so J I
-+-1I
+ �
Ì\:=f
- +- - I
30-r' t- i
20'- .+----- -
,
I
.

l l! j

�I-
- i
ex
10
pF ,
i I I j I
-- :\t
, I
5

3
; I
!
l l -�
I I
2 I ,
I
l
! I I
r-

1
>---f---
- -+-.--f---1---
!
I --,
:----
Fig_ 8 - Grafico o.7
di tBratura
del capacimetro_ o.5 ,I .1
0.45 0.5 0,6 0.7 0,8 0.9 l,l \2 1,3 1.4 1,5 1,6 \1
MHz
Naturalmente il calcolo è valido anche se viando a sin istra, sul l'ordi nata, si leggerà
si vuole conoscere a quale frequenza si ac­ il valore di Lx. Per una lettura molto pre­
corderà una data Lx con Cs_ cisa, come si è detto, si dovrà sempre sot­
Su queste premesse è stato tracciato i l trarre l'induttanza residua Ls 260 n H. =

diagramma della fig. 7, i l quale permette, I n tal modo se connettendo i n B e C


letto il valore di f sul contatore, di risalire una data Lx si l egge sul frequenzimetro
al valore di Lx, per Cs noto e costante = una f 2 M H z il valore di Lx sarà:
=

& 82,9 p F . I l grafico in parola copre la gllm­


ma da 0,6 M H z a 45 M Hz, corrispondente a Lx = 4
25330 76,3872 J.LH.
x 82,9
=

valori d i Lx da 0, 1 5 J.LH a 800 J.LH.


E' ovvio che, per valori di Cs d iversi dalla Agl i stessi andranno sottratti i 260 n H i n
campionatura, i l lettore si dovrà ritracciare ci rcuito, ottenendo:
il grafico, non come ordi nata,ma come ascis­
sa. Lx = 76387 n H - 260 n H = 76 1 27 n H
Il criterio di lettura è il sol ito: connessa
l'induttanza i ncogn ita tra i morsetti B e C, i l ( i n pratica, 7 6 J.LH, come nell'esempio
frequenzimetro i ndicherà i l v alore d i f , che riportato nella fig. 7).
andrà letto sull'ascissa del grafico della Nella fig. 8 è tracciato un grafico per l 'i­
fig. 7; tracciando la perpendicolare al punto dentificazione dei valori capacitivi i ncogniti,
identificato sull'ascissa, si i ncontrerà la tra­ connessi tra i terminali A e B (cioè in parai;
sversale in una data posizione da cui, de- lelo a Csl . con l'ind uttanza campione da
63
le U
220 Ve.a.
-+
E
FUA78l2ue + l.<:J 2 V
I-........
..

• Cl1000l'F lo!

I
-35 V

Fig. 9 · Schema classico dell'alimen ta tore.

1 00 �H connessa tra B e e. Naturalmente del condensatore ex risulterà, dal calcolo e


questo grafico è valido per es 82,9 pF e
= dal grafico, pari a ci rca 1 p F . I n effetti :
per Lx 1 00 �H; in caso diverso esso va ri­
=

tracciato. Si è anche trovato sperimental­ 2 5330


mente che l'i nserzione di ex in parallelo a ex. = - 82,9 =

1 ,7352 X 1 00,26
es favorisce la precisione della lettura, natu­
ralmente entro la gamma di valori citata. 25330 - 82,9 83,93 - 82,9 �
E' ovvio che, se si vuole calcolare ex, dal va­ 30 1 ,805
lore misurato va sempre sottratta la capacità
di 82,9 p F . � 1 pF,
I l grafico della fig_ 8 consente la lettura di
ex per valori (in ordi nata) compresi tra esattamente come riportato sul grafico della
0,5 pF e 1 .000 pF ( nominali). La gamma di fig. 8.
frequenza va da 0,45 MHz a 1 ,74 M H z, ri­ U na raccomandazione prima di fi nire: du­
portati in ascissa. rante le misure si tenga il telaietto lontano
Si precisa però che i valori letti sul grafico da superfici metalliche.
sono quelli effettivi di ex , in quanto risulta Tarato l 'apparato agli effetti del valore
già sottratto a tutti gli effetti il valore di "in circuito" di es, si tolga i l cortoci rcuito
82,9 pF. La formu l a di calcolo di ex, in que­ dalle due sezioni della piastrina e del dise­
sto caso, risulta la seguente: gno della fig. 3 e si inserisca al suo posto
la bobi netta di "compensazione" del va­
ex 25330 - es, lore già calcolato di circa 260 n H ; essa com­
f2 . ( Lx + Ls)
=

prende sette spire di filo di rame smaltato


da 0,6 mm, avvolto molto teso su una pun­
ta da trapano el icoidale del H di 2,8 mm; la
i n cui ex e es sono espressi in pF, f i n M H z, sua lunghezza è di 6,5 mm. Va notato che,
Lx = 1 00 �H, Ls 0,260 �H. L'esempio
=
disponendo la m icrobobina nel suo senso
riportato nella fig. 8 riguarda la frequenza d i
naturale, cioè perpendicolare all'a ltra Lx
1 M H z cui corrisponde, d a l calcolo, una ca­
da misurare, l 'errore dovuto alla mutua
pacità di circa 1 70 pF. I nfatti
i nduzione tra l'i nduttanza i ncognita ' e quel­
25330 la in serie è ridotto al minimo.
ex = - 82,9 � 2 52,64
Termi na cos i la trattazione del l ' l nduttan­
-

1 x 1 00,26
- 82,9 1 69,74 pF.
=
zimetro-eapacimetro: uno strumento tanto
valido e preci"so quanto semplice di conce­
zione, di costruzione e di impiego.
Guido Si/va
Da un confronto con varie capacità cam­
pione è risultato che il grafico in parola è
( Estratto con varianti da " I I Manuale del
particolarmente valido e preciso. Un secondo Radioamatore e del tecnico elettronico"
esempio: si legga sul frequenzimetro una fre­ di G. Silva - i2 E D , testé pubbl icato per
quenza di 1 ,735 M H z; la capacità effettiva i tipi del l a Faenza editrice).
64
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