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Introduzione

Tra i principali problemi dell’astrofisica c’è quello dell’origine e


dell’accelerazione dei raggi cosmici ad alta energia.
I raggi cosmici sono costituiti circa da:
-86% protoni;
-11% particelle α;
-2% elettroni;
-1% nuclei più pesanti fino all’uranio.
Essi offrono utili opzioni di osservazione dell’universo ma allo stesso tempo,
essendo messaggeri elettromagnetici, visto che sono composti da particelle
cariche, presentano notevoli limiti causati dalle interazioni con campi
magnetici nell’universo, i quali,deflettendo i raggi cosmici, ne inquinano le
informazioni riguardo la loro direzione.
In merito a questo problema risulta molto utile l’osservazione dei neutrini, i
quali proprio grazie alla loro neutralità, conservano l’informazione sulla loro
direzione, grazie alla loro trasparenza a interazioni elettromagnetiche e in
buona probabilità anche a interazioni con la materia.
Per l’osservazione di questi ultimi sulla terra sono presenti grossi rilevatori
sotto il livello del mare. IceCube è un grosso rilevatore Cherenkov che si
trova al polo sud, situato alla profondità tra i 1450 e 2450 metri sotto il livello
del mare, costituito da 5160 moduli ottici digitali (DOM)

posti in stringhe verticali distanti tra loro 125 metri, ogni stringa è composta
da 60 DOM distanti tra loro 17 metri, per la grandezza totale di 1km^3

Principio di rilevazione
I neutrini non vengono rilevati direttamente, ma essi quando interagiscono con i
nuclei, mediante le seguenti reazioni:

Detta a corrente carica(CC),In cui viene prodotto 1 leptone carico

Detta a corrente neutra(NC), in cui viene prodotto 1 neutrino.


Entrambi le reazioni producono una cascata adronica, indicata con X.
I leptoni prodotti emettono luce Cerenkov,come risultato del fatto che viaggiano a
velocità più alta di quella della luce nel ghiaccio.
Interazioni CC
Le interazioni a correre carica producono leptoni e,μ,τ a seconda della natura del
neutrino incidente.
Nel caso incida un neutrino elettronico, l’elettrone prodotto a causa della sua
massa piccola perde energia molto velocemente con l'irraggiamento
(Bremsstrahlung)e quello che vengono prodotte cascate adroniche ed
elettromagnetiche. L’evento visto dai rilevatori ha questo aspetto:

Ciò che viene osservato quindi è che l’energia depositata è circa uguale a quella del
neutrino incidente, ma la risoluzione angolare ha un’errore di circa 10°-15°
In maniera simile, nel caso ad incidere sia un neutrino di tipo τ, viene prodotto un
tauone, dal momento che la vita media del leptone tau e pari a circa t τ=2.9 x 10-13 s
percorre circa 50 metri prima di decadere (se la sua energia è dell’ordine del Pev).
Questi due eventi quindi sono osservabili solo se avvengono nei pressi del
rilevatore e, mentre conservano in maniera efficiente le informazioni sull’energia del
neutrino incidente, non sono molto affidabili per recuperare informazioni sulla
direzione incidente.
Nel caso del neutrino μ invece, il muone prodotto perde energia molto lentamente,
lascia quindi una “traccia” con cui si può ricostruire la sua direzione, che non
differisce neanche molto dalla direzione del neutrino incidente, l’evento osservato
dal rilevatore ha questo aspetto:
In entrambi le immagini i colori indicano il tempo trascorso dall’inizio dell’evento nel
seguente modo:

Il background
Ovviamente non tutti i fenomeni che possono essere osservati sono prodotti da
neutrini astrofisici, che sono quelli a cui siamo interessati, infatti possiamo avere le
stesse reazioni causate da neutrini e muoni atmosferici, ovvero particelle prodotte
dall'interazione dei raggi cosmici con i nuclei dell'atmosfera, come in figura.

I Kaoni e i Pioni prodotti decadono formando muoni e neutrini muonici che sono
facilmente confondibili con quello che vogliamo misurare. Un modo per ovviare
questo problema è quello di selezionare alcuni tipi di eventi che riducono la
probabilità che ciò che viene rilevato non sia di origine atmosferica.

HESE
Ovvero gli High Energy Starting Events, eventi che hanno inizio all'interno del
rilevatore ad alta energia, come si vede dalla precedente foto i muoni e i neutrini
muonici vengono prodotti a coppie dai kaoni e dai pioni, e la direzione di
propagazione di queste particelle è simile, i muoni che attraversano il rilevatore,
essendo essi, come già visto, particelle cariche che perdono energia molto
lentamente lasciano tracce di lunghezza di ordine del km, quindi essendo eventi
iniziati fuori dal rilevatore possiamo escluderli e per verificare che si tratti di un
evento di questo tipo viene utilizzato l'esterno del rilevatore come regione di veto.
Se invece l'evento inizia all'interno del rilevatore, sappiamo che si tratta di un
neutrino, che però può essere anch'esso di origine atmosferica, ma in questo caso,
sarebbe accompagnato da una traccia sulla stessa traiettoria generata dal
passaggio del corrispettivo muone, infatti se il neutrino fosse di tipo astrofisico,
prodotto a distanze quindi molto maggiori di quella dello spessore atmosferico, non
sarebbe accompagnato dal leptone carico, perché deviato da campi
elettromagnetici nell’universo o assorbito dalla materia.
I primi candidati come segnali astrofisici, quindi, sono gli eventi che hanno origine
all’interno del rilevatore che non sono accompagnati da una traccia sulla regione di
veto.
Ma anche questi eventi possono essere di origine atmosferica, infatti se i neutrini
sono stati prodotti al polo nord, i muoni prodotti in coppia con questi verrebbero
assorbiti dalla terra prima di arrivare al rilevatore.
In questo caso lo studio che faremo per ovviare questo problema viene fatto uno
studio sul flusso.
Ci aspettiamo infatti che il flusso dei neutrini atmosferici abbia un comportamento
diverso di quelli astrofisici, infatti in entrambi i casi avremo un flusso del tipo:

dove con α indichiamo l'indice spettrale. Nel caso però siano neutrini di origine
atmosferica avremo α=3.7 mentre per i neutrini astrofisici avremo α=2-27.
Quindi cio che ci si aspetta è che nella zona di eventi a bassa energia prevalga il
flusso di neutrini atmosferici mentre ad alta energia prevalgano quelli astrofisici,
ecco perchè gli eventi che andiamo a scegliere sono quelli ad alta energia.
Inoltre se vogliamo osservare la distribuzione angolare avremo che per i neutrini
astrofisici non avremo una direzione preferenziale di arrivo e quindi ci si aspetta una
distribuzione isotropa con f(cosθ) = costante.

Risultati dell’esperimento
Con i dati raccolti in 2078 giorni (quasi 6 anni), le energie e le direzioni di arrivo dei
neutrini risultano compatibili con una distribuzione isotropa dei neutrini cosmici ad
alta energia, il fit fatto con i dati raccolti è:

Distribuzione dell’energia depositata dagli eventi osservati confrontata


con le predizioni teoriche. Le energie rappresentate sono quelle visibili nel
rivelatore e costituiscono un limite inferiore all’energia del neutrino. Il numero
di neutrini atmosferici aspettati `e stato ricavato dalle osservazioni sui neutrini
muonici nell’emisfero settendrionale. La distribuzione stimata del background
muonico `e rappresentata in rosso ed `e stata ottenuta con simulazioni
Montecarlo.
Incertezze statistiche e sistematiche sul background totale sono indicate
con l’area tratteggiata. La linea continua grigia rappresenta Il best-fit

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