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NEWS:  “a Vigevano Jazz”: lo Swing della Jazz Company Big Band Diretta da Gabriele Comeglio Venerdì 4 Maggio alla Cavallerizza del Castello

INDICE LEZIONI
Lezione 2: Tecniche Be-bop
di Alberto Tebaldi
www.albertotebaldi.com

Con questo nuovo incontro avrà inizio un interessante viaggio ricco di esempi pratici nell'universo del fraseggio Be-bop. Prima di iniziare, date
un'occhiata al VIDEO; l'esempio riguarda l'utilizzo creativo delle tecniche evidenziate in questa lezione e di altre tecniche associate di cui parlerò nei
prossimi incontri. Questa improvvisazione è stata realizzata su un accompagnamento swing in Cmaj7(#11).

Video - Improvvisazione su Cmaj7(#11)

Gli esempi che verranno discussi in questa lezione riguarderanno dunque l'accordo maj7(#11), generato dai modi ionico e lidio, rispettivamente I grado
e IV grado della Tonalità maggiore.

Iniziamo col vedere alcuni esempi pratici di "approccio" alla tonica (1) di un ipotetico Cmaj7(#11); il grado "target", ossia il bersaglio dei vari approcci, è
evidenziato dal cerchietto in grigio; sotto ad ogni nota troverete il grado relativo, ossia il "ruolo" che la nota ricopre all'interno della propria scala modale
e dell'accordo stesso. Infine, per convenzione ho chiamato 9 - 11 - 13 le tre estensioni dell'accordo (2 - 4 - 6).

Sulla base di questi semplici esempi ciò che vi propongo ora è un vero e proprio Sistema di approcci Be-bop (Approach notes) da applicare ad ogni
singolo grado del modo lidio, procedendo in senso ascendente e discendente.

Questo Sistema implica l'utilizzo di tutti e 12 i suoni della Scala cromatica. Chi di voi non ha mai affrontato lo studio delle logiche matematiche che si
celano dietro il fraseggio Be-bop, ricaverà un enorme aiuto dallo studio di questo Sistema; oltre a rendere il fraseggio molto più fluido rispetto ad una
improvvisazione ad arpeggi o semplicemente scalare, questo Sistema "impone" di far partire le nostre frasi rigorosamente "in levare" per poi risolvere
sulla nota "target" in battere, il tutto con l'utilizzo di gradi "out" estranei all'accordo.

Procedete in senso ascendente, così come nell'esempio, e provate successivamente a risalire dal fondo in cima invertendo per così dire l'esempio,
mantenendo però intatta la sequenza di ogni singolo approccio procedendo a ritroso.
Ascolta l'esempio

Procedete ora in senso discendente, così come in questo secondo esempio, e provate successivamente a risalire dal fondo in cima invertendo ancora
una volta l'esercizio.
Ascolta l'esempio

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Provate ad utilizzare questi Sistemi all'interno di una vostra improvvisazione su un pedale maj7(#11) cercando di far uscire ogni tanto queste tecniche
senza abusarne, ma inserendole nel fraseggio nel modo più naturale possibile.

Nella prossima lezione vedremo come le Approach notes potranno essere miscelate con altre tecniche Be-bop e di altra natura. Per i più "curiosi" nel
video faccio spesso uso della Scala esatonale di G per conferire tensione al fraseggio in virtù del concetto di tensione e distensione relativo alla
Cadenza V-I maggiore, in questo caso V G7#5 - I Cmaj7(#11).

Mi auguro che questa lezione risulti utile a tutti, ma in particolar modo a coloro che, stando ancora agli inizi del proprio percorso musicale, hanno
difficoltà nel tirar fuori dal proprio fraseggio le tipiche sonorità jazz!

Vi ricordo che potete visitare il mio Blog dove potrete trovare ulteriori approfondimenti su questo e su altri argomenti inerenti l'armonia e
l'improvvisazione nonché, per chi fosse interessato, la seconda parte della Lezione 1: il Circolo delle Cadenze ("I Love You" di Cole Porter) pubblicata
qui su Jazzitalia.

Un saluto a tutti, alla prossima lezione!