Sei sulla pagina 1di 28

BOO

ONALE-
DUCATI

www.
nai
l
conf
erenc
eit
ali
a.
it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW

www.nailconferenceitalia.it

Prefazione

Chi ama questo lavoro è mosso dalla curiosità di scoprire nuove tecniche e dal
desiderio di apprendere sempre più nozioni per lavorare meglio.
Anche se non c’è una legge che regoli questo lavoro, chi lo esercita fa parte di una
Categoria “professionale” di tutto rispetto che , come tutte le altre, ha bisogno di
formarsi ed aggiornarsi.
A oggi le strade per farlo sono 2: affidarsi ad aziende che erogano corsi
sponsorizzando le informazioni su misura dei loro prodotti o navigare su
internet alla ricerca delle (rare) informazioni veritiere e attendibili
possibilmente senza scopi di marketing.

E’ da questa presa di consapevolezza che nasce questo progetto! Siamo


fermamente convinte che qualcosa dovrà necessariamente cambiare.
Se non sono le istituzioni a sentire questa esigenza siamo noi dirette interessate
a doverlo manifestare….con i fatti,non con le parole.
Per essere considerate Professioniste bisogna comiciare a ragionare e ad agire
come tali, mettendo in atto una serie di comportamenti volti a farsi considerare
seriamente da chi ci sta intorno.

Questo ebook è il nostro secondo contributo alla causa: con questa raccolta dei
primi articoli finora pubblicati abbiamo fatto, e continueremo a fare, qualcosa
totalmente fuori dagli schemi perché speriamo che tante altre persone prendano
consapevolezza di DOVER INVESTIRE SU DI SE E SULLA PROPRIA FORMAZIONE.

Investire non significa solo spendere soldi in corsi pratici ed esercitarsi ma


anche, e soprattutto, DEDICARE IL PROPRIO TEMPO PER
STUDIARE,CONOSCERE,APPROFONDIRE la teoria.
Pensa alla Coca Cola: un prodotto che è il frutto di una ricetta non replicabile
perché contiene un ingrediente segreto. ….ecco, non approfondire la teoria
equivale a non mettere l’ ingrediente SEGRETO FONDAMENTALE o non metterlo
nella giusta quantità nel tuo lavoro.
Ma è proprio questo l’ingrediente che ti fa fare la differenza!

Adesso ti starai chiedendo quale è stato il nostro primo contributo….beh far


conoscere mr. Doug Schoon in Italia è stato per noi un grande traguardo! Alcune
persone lo conoscevano già ma non hanno mai condiviso il suo prezioso sapere
con gli altri.
Potevamo farlo anche noi…ma abbiamo preferito dare a tutti la possibilità di
scoprire l’ingrediente segreto per essere una Professionista a 360°!

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche
parziale dei contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW

www.nailconferenceitalia.it

Quello che ci auguriamo è che questi primi articoli siano per te delle basi, degli
approfondimenti, degli spunti di riflessione per andare oltre.
Non fermarti al “io questo lo sapevo già” perché dietro ad una cosa che sai ce ne
sono 100 che attendono di essere scoperte.

E’ come una scatola cinese che però, in questo caso ,non avrà mai fine…perché
alla conoscenza non c’è mai fine.

Comincia ad aprirla accettando affermazioni che contrastano con il tuo sapere ,


mettiti in discussione e confrontati con noi, con le tue colleghe, le tue insegnanti,
con le aziende a cui fai riferimento.

Stimola il tuo senso critico, sii curiosa, ma soprattutto mira


all’eccellenza! Noi lo stiamo facendo e i primi risultati non hanno
tardato ad arrivare!

Buona Lettura

Isotta& Roberta

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche
parziale dei contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW

www.nailconferenceitalia.it

Gravidanza e ricostruzione unghie


Quando una cliente scopre di essere incinta la prima domanda che vi farà sarà:
“ Posso continuare a ricostruirmi le unghie?”
La risposta è SI !
La ricostruzione può essere portata tranquillamente dalle donne in gravidanza. Non c’è ragione di credere
che sia pericoloso o dannoso! Tutte le resine polimerizzano in circa 3 minuti e non c’è pericolo che il
prodotto possa penetrare negli strati sottostanti il letto dell’unghia.
Inoltre tutti gli ingredienti utilizzati per i gel sono largamente utilizzati in tutto il mondo per diversi tipi di servizi
e applicazioni. Gli ingredienti non sono considerati pericolosi durante la gravidanza. I dottori fanno presente
che il fumo o l’alcool sono dannosi per il feto cosa che non può essere detta per i gel ed i prodotti per le
unghie.
Per quanto riguarda le onicotecniche in dolce attesa, queste possono tranquillamente continuare a svolgere
il loro lavoro a patto che vengano rispettate delle regole che , adire il vero, dovrebbero essere applicate a
prescindere dallo stato interessante.

1. usare i prodotti in maniera corretta seguendo sempre le indicazioni del produttore;


2. gettare i rifiuti negliappositi contenitori e svuotarli quotidianamente
3. evitare il contatto diretto con la pelle di prodotti come gel, monomero, colle e primer
4. indossate SEMPRE guanti di nitrile. E’ il modo migliore per rispettare il punto 3;
5. lavate spesso le mani e comunque tra una cliente ed un’altra;
6. richiudete sempre bene i prodotti ed accertatevi che il contenitore del monomero sisempre ben chiuso per
minimizzare la fuoriuscita di vapori;
7. Indossate SEMPRE una mascherina appropriata specialmente se utilizzate un micromotore ( per
intenderci quella dei dottori non è adeguata perché non filtra la polvere!) ; in commercio c’è un olio da
utilizzare durante la fase della limatura con la fresa che riduce sensibilmente la quantità di polvere.
8. Utilizzate sempre un sistema di ventilazione e assicuratevi che i filtri siano sempre puliti e funzionanti.
9. consultate il vostro medico se riscontrate sintomi come debolezza, difficoltà a respirare e leggeri mal di
testa durante il vostro lavoro.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW

www.nailconferenceitalia.it

E’ facile lavorare in sicurezza e farlo è responsabilità di ogni professionista !

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

I 7 segreti delle resine fotoindurenti


Quando si lavora utilizzando le resine fotoindurenti (GEL) si deve essere certi di polimerizzare in maniera
corretta i prodotti utilizzati.
E’ questo un passaggio fondamentale che determina una buona riuscita del lavoro.
Infatti c’è una grande differenza tra “polimerizzare” e “polimerizzare correttamente” ; polimerizzando i prodotti
troppo tempo, troppo poco tempo o in maniera sbagliata si creano i presupposti affinchè il lavoro svolto non
duri il tempo stabilito o, peggio ancora, si sviluppino reazioni allergiche .
Chi svolge questa pratica probabilmente già saprà che sono 25 anni che vengono utilizzate lampade che
emettono la luce ultravioletta (UV) per la polimerizzazione dei gel . In realtà le lampade utilizzate dovrebbero
essere chiamate Lampade UVA perché sono progettate per emettere luce UVA, la banda più sicura di luce
UV.
Ma in quanti sanno come e perché questo tipo di luce lavora sulle sostanze dei gel? E perché l’ossigeno
naturalmente presente nell’aria interferisce durante questo processo?
In questo articolo vi svelerò sette segreti sulla polimerizzazione delle reseine fotoindurenti.

1. La luce che polimerizza le resine fotoindurenti è invisibile all’occhio umano.

Le radiazioni UVA emesse dai bulbi delle lampade utilizzate derivano da una porzione di spettro luminoso
non visibile dall’ uomo mentre lo è da alcuni tipi di animali. E’ proprio questo spettro di luce non visibile
all’occhio umano a consentire l’indurimento delle resine fotoindurenti e non il bagliore blu.
Queste lampade sono usate da molto tempo e sono sicure per gli occhi e per la pelle dal momento che un
comune bulbo utilizzato emette un’intensità di raggi UVA inferiore a quella emessa dalla luce del sole (le
clienti non devono preoccuparsi di possibili effetti dannosi dal momento che le loro mani sono esposte a
questi raggi UVA per brevi periodi).

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

2. La banda UVA è fortemente attratta dalle resine foto indurenti.

La banda di raggi UVA è assorbita dalle resine fotoindurenti cosi tanto che gli strati più superficiali ne
assorbono la maggior quantità prima che possa penetrare a fondo.
Lo strato superficiale dei gel lavora come un ombrello che protegge gli strati sottostanti; è, quindi, difficile
polimerizzare strati di gel troppo spessi.
Questo spiega perché le resine fotoindurenti devono essere stese in strati sottili affinchè vengano
polimerizzate in maniera adeguata e perché i gel molto pigmentati sono difficili da polimerizzare.

3. L’ossigeno interferisce nel processo di fotoindurimento con raggi UVA.

L’ossigeno naturalmente presente nell’aria ostacola la reazione chimica che consente alle molecole di
legarsi tra loro formando una catena di polimeri. Ecco perché la parte più superficiale dei gel rimane densa
ed appiccicosa.
Sotto questo gommoso “strato d’inibizione” caratterizzato da una piccola presenza di ossigeno, i raggi UVA
polimerizzano il gel rendendolo stabile e duraturo purchè non venga steso in strati troppo spessi.

4. La qualità di una lampada non dipende dalla potenza dei suoi watt.

L’intensità di raggi UVA emessa dai bulbi delle lampade è molto importante perché determina la quantità di
raggi disponibile per polimerizzare i gel. Un’intensità insufficiente non consente la corretta polimerizzazione.
E’ la formulazione dei gel a determinare l’intensità di raggi UVA necessari e il corretto tempo di esposizione
all’interno della lampada.
E’ molto importante comprendere che quando si parla d’ intensità dei raggi UVA non ci si riferisce in alcun
modo al wattaggio dei bulbi.
Il wattaggio misura quanta elettricità viene utilizzata da un bulbo. Più alto è il numero dei watt e maggiore è il
consumo di elettricità.
La corretta polimerizzazione quindi non dipende dal wattaggio perciò quando scegliete una lampada non
fatevi ingannare dal numero dei watt dei bulbi: per esempio alcune lampade da 27 watt hanno un’intensità di
raggi UVA maggiori rispetto ad alcune lampade da 36 watt.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

5. I bulbi delle lampade vanno cambiati abitualmente.

Ricordate sempre : il wattaggio dei bulbi resta sempre lo stesso, ciò che cambia è l’intensità della luce UVA
che lentamente diminuisce ogni volta che i bulbi vengono attivati. Dopo qualche mese di utilizzo i bulbi
possono non polimerizzare in maniera appropriata i gel.
Con quale frequenza bisogna sostituirli? Generalmente vanno cambiati dopo circa 2-4 mesi di utilizzo
costante o anche prima nel caso in cui le unghie di una cliente mostrano segnali riconducibili ad
un’incompleta polimerizzazione.

6. Se le resine fotoindurenti sono polimerizzati un tempo insufficiente.

Tutte le resine fotoindurenti si solidificano dopo essere state polimerizzate il 50-55% del tempo necessario.
Ma solo perché si sono solidificate non significa che siano polimerizzate correttamente. Il gel polimerizzato
per un tempo insufficiente tenderà a macchiarsi, cambiare colore, sollevarsi, rompersi e aumenterà il rischio
per le clienti di sviluppare delle allergie ai prodotti.
Ad esempio sono segnali di una potenziale allergia quando una cliente riferisce una sensazione di calore
anche ore dopo il servizio erogato, quando avverte un formicolio o, ancora, quando nota i segni di un
distacco della lamina dell’unghia da letto ungueale.
Le polveri di prodotti poco polimerizzati sono le maggiori responsabili di reazioni allergiche; come sempre
bisogna evitare un contatto diretto. Altri segnali di un’insufficiente polimerizzazione sono piccole bolle d’aria
sotto la ricostruzione, perdita di lucentezza, un’eccessiva viscosità dello strato superficiale, un aspetto opaco
o quando, durante la fase di sgrassamento o limatura, il prodotto viene via troppo facilmente.

7. Se le resine foto indurenti sono polimerizzate eccessivamente.

Non sempre “di più” è meglio! Un’eccessiva intensità di luce UVA può polimerizzare eccessivamente i gel
formulati per essere induriti con una lampada che emette un’intensità di luce UVA inferiore.
Un’intensità maggiore polimerizza il gel troppo velocemente e accentua la sensazione di calore tipica del
processo esotermico.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

E’ importante utilizzare le lampade create per le linee di gel che scegliete per lavorare. Questo vale per tutti i
gel!Non è una strategia di marketing ma è un’indicazione basata su fatti scientifici.

Questi 7 segreti vi fanno capire perché la corretta polimerizzazione è cosi importante. Sbagliare questo
passaggio significa creare i presupposti affinchè il gel si sollevi, si rompa o crei reazioni allergiche. Applicate
le informazioni contenute in questo articolo e le vostre clienti avranno un servizio migliore!

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

I 10 miti legati alla ricostruzione delle


unghie

Dopo un sondaggio partito sulla sua pagina Facebook in cui si chiedeva ai followers quali fossero le
convinzioni più radicate tra le operatrici del settore, Mr. Schoon ha raccolto in questo articolo i 10
convincimenti più ricorrenti.
Scopriamo insieme cosa è vero e cosa no!

1. Le unghie hanno bisogno di respirare?


Falso. Non c’è ragione di credere che le unghie debbano respirare. Le unghie non sono vive, non hanno
polmoni e non hanno la capacità di assorbire l’aria.
Questo mito è sbagliato da più punti di vista. In breve, le unghie non hanno bisogno di aria dall’esterno e non
respirano. Il 100% dell’ossigeno di cui ha bisogno la matrice dell’unghia per creare una nuova lamina
ungueale proviene dal flusso sanguigno e lo 0% proviene dal mondo esterno!
Tutto ciò di cui l’unghia naturale ha bisogno per crescere in maniera corretta e funzionale è rilasciato ( o
rimosso) dal flusso sanguigno nell’area della matrice e del letto ungueale.
La matrice è il punto in cui si genera l’unghia naturale a partire da sostanze nutritive che possono essere
rilasciate SOLO dal flusso sanguigno. Dall’esterno né “aria” né “nutrienti” possono essere assorbiti o
possono nutrire le unghie.
L’umidità e gli oli naturalmente presenti non rimangono intrappolati ma lasciano il letto dell’unghia e passano
attraverso la lamina ungueale lentamente. La percentuale dell’umidità può aumentare del 10% / 15% mentre
quella degli olii solo leggermente: entrambi contribuiscono ad aumentare la flessibilità dell’unghia.
I prodotti di scarto , invece, sono trasportati via dalla zona della matrice e dai tessuti circostanti sempre dal
sangue e non vengono rilasciati nelle unghie naturali.
Unghie sane e normali continueranno a crescere fino a quando viene mantenuto un flusso sanguigno
ottimale…..anche in un ambiente privo di aria !

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

2. Le unghie devono “riposarsi” dopo i trattamenti ?


Falso. Non c’è alcun beneficio nel togliere gli abbellimenti ( smalto o ricostruzione) per poche settimane o
pochi mesi.
Dal momento che le unghie non respirano, non c’è alcun beneficio nell’aspettare di riapplicare i prodotti per
abbellirle o farle respirare una volta ogni tanto.
Come regola generale se l’unghia naturale o i tessuti circostanti mostrano segni di danneggiamento ( da
lieve a moderato), ferite, infezioni o segni di reazione allergica non dovrebbe essere effettuato nessun
servizio. Perché? In molti paesi, incluso gli USA, le onicotecniche sono autorizzate ad effettuare
esclusivamente servizi di abbellimento su unghie e tessuti sani. Una condizione diversa è considerata
“medica” il che significa che deve essere trattata appunto da un medico ( o podologo, se riguarda i piedi)che
potrà effettuare una corretta diagnosi ed una prescrizione per una cura, se necessaria. Le onicotecniche non
hanno l’abilitazione per effettuare diagnosi mediche. In caso di reazioni allergiche devono astenersi
dall’effettuare qualunque tipo di servizio fino a quando non viene consultato un medico.

3. Il gel è meglio dell’acrilico?


Assolutamente falso! Tutti i tipi di gel uv e tutti i prodotti che convenzionalmente chiamiamo acrilici
(monomero+polveri) sono composti da ingredienti con un comune denominatore indipendentemente da
come sono commercializzati. Oltre alle strategie di marketing e alle tecniche di lavorazione, i due sistemi
differiscono nel modo in cui induriscono( n.d.r. polimerizzazione)
I gel uv hanno al loro interno un agente iniziatore che ha bisogno dell’esposizione ai raggi UVA per far
iniziare la reazione chimica (leggi l’ articolo “i 7 segreti per la corretta polimerizzazione”); il sistema acrilico
ha bisogno dell’esposizione all’aria e al calore per l’indurimento perché l’agente iniziatore è sensibile al
calore e all’umidità naturalmente presente nell’aria.
La dimostrazione che i due sistemi sono molto simili , e quindi che uno non è migliore o più sicuro rispetto
all’altro, è che, teoricamente , è possibile invertire gli agenti iniziatori nei prodotti dei due sistemi e adeguare
la metodologia di indurimento. Gel e Acrilico sono entrambi sicuri e non danneggiano le unghie naturali a
patto che vengano utilizzati seguendo le istruzioni e i protocolli della casa produttrice per l’applicazione, la
lavorazione e la rimozione. Tutti i prodotti legati all’abbellimento delle unghie artificiali sono di uso

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

professionale e pertanto devono essere utilizzati da personale specializzato e addestrato a lavorare in modo
da proteggere l’unghia naturale da danni e ad applicare i vari prodotti in maniera appropriata.

4. I prodotti utilizzati per rivestire le unghie sono dannosi per le unghie stesse.
Questa affermazione non è corretta.
Generalmente i prodotti (siano essi smalti, gel o acrilico) non danneggiano le unghie naturali. Ciò che
danneggia l’unghia è una scorretta applicazione/rimozione del prodotto.
-Se l’unghia ricoperta dal prodotto è più sottile di quellache sta ricrescendo allora significa che è stata fatta
una limatura troppo aggressiva ( manualmente o con l’ausilio delle frese).
Un’eccessiva limatura è la causa della maggior parte dei danni che si riscontra sulle unghie naturali: la
colpa, purtroppo, è di onicotecniche poco preparate.
-Se dopo la rimozione del prodotto l’unghia non è assottigliata ma si avverte una sensazione di eccessiva
flessibilità dell’unghia questo non significa che l’unghia è più debole; è un effetto temporaneo derivante
dall’aumento di umidità della lamina ungueale ( che può aumentare del 10%/15% e perdurare per 12/24
ore). Dopo l’evaporazione dell’eccessiva umidità solitamente l’unghia torna ad un normale livello di “rigidità”.
- Quando la superficie dell’unghia è secca e presenta macchie bianche significa solitamente che il prodotto è
stato rimosso in maniera inappropriata; per esempio è stato grattato o spellato in modo troppo aggressivo
dall’unghia naturale. Immergere l’unghia in acqua o acetone anche per pochi minutiammorbidisce la
superficie delle unghie e le rende più suscettibili a danni causati da utensili quali bastoncini di legno o di
metallo utilizzati per spingere o rimuovere i residui di prodotto dalle unghie.
Una buona regola è “ le unghie immerse per 60 secondi in un liquido hanno bisogno di 60 minuti di riposo
prima di essere trattate”.
-Le infezioni sono rare ;per evitarle bisogna osservare le più comuni norme di igiene e disinfezione.
-Infine anche le clienti, quando utilizzano le unghie come utensili o quando provano a rimuovere i prodotti
autonomamente, possono danneggiare le proprie unghie
In conclusione i prodotti non danneggiano le unghie a patto che vengano applicati, lavorati e rimossi in
maniera corretta da personale qualificato e competente.

5. I farmaci sono causa di sollevamenti e cattiva adesione.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

In generale , assumere medicinali per un paio di mesi non incide sull’adesione dei prodotti sulle unghie
naturali. Quando invece un individuo assume medicinali per un lungo periodo è perché il suo corpo non sta
funzionando in maniera ottimale. E’ proprio per questo che spesso si dice che le unghie sono lo specchio
della salute di una persona. E’ dunque probabile che sia la malattia, o lo stato psicofisico conseguente ad
una malattia, a condizionare le unghie e non i farmaci.
- le cure chemioterapiche sono cure di lungo periodo e i farmaci assunti possono influenzare le unghie
naturali e contribuire ad una possibile perdita di adesione dei prodotti. Invece farmaci presi per breve periodi
(ad es. cura antibiotica) difficilmente rischiano di provocare la perdita di adesione.
In caso di sollevamenti, prima di pensare a come possibile causa l’assunzione di qualche medicinale, la
professionista deve escludere altre cause più probabili (es. inaproppriata preparazione delle unghie,
cambiamento di abitudini della cliente). Raramente i farmaci sono la causa !

6. Vitamine e sostanze nutrienti vengono assorbiti dalle unghie e le rendono più forti e più sane.
Vitamine e nutrienti non possono nutrire la lamina ungueale dall’esterno ed in molti paesi è illegale fare tali
affermazioni. Il beneficio per le unghieè dato solo da vitamine e nutrienti che vengono assunti attraverso
l’alimentazione e arrivano alle unghie per via sistemica. Negli USA è vietato dalla legge reclamizzare un
prodotto cosmetico come benefico dal punto di vista nutrizionale. Solo gli alimenti possono fornire nutrimento
per il corpo e non i cosmetici.
Per citare un esempio: alcuni olii per le unghie sono arricchiti di vitamina E ma la loro funzione non è quella
di rinforzare o nutrire. La vitamina E riportata nelle etichette corrisponde al nome di tocoferolo
(TOCOPHEROL). Il Tocoferolo,o i suoi derivati (tocopherol acetate), è utilizzato come antiossidante che
aiuta a proteggere la cheratina che compone la lamina ungueale dai danni causati da agenti esterni .
Fintanto che non sono reclamizzati effetti nutrizionali , questo tipo di dicitura (antiossidante) è corretta dal
momento che ci sono numerosi studi che riconoscono queste proprietà alla vitamina E.

7. Applicare l’olio per le unghie direttamente sulla ricostruzione ne causa il distaccamento.


Falso….quando i prodotti sono applicati correttamente! Se vengono fatti i passaggi corretti, i prodotti della
ricostruzione “incapsulano” l’unghia naturale e nessun olio può penetrare e causare sollevamenti.
Il beneficio di questi olii è che potendo penetrare sulla superficie dei rivestimenti artificiali ne migliorano la
flessibilità e la durata e dunque andrebbero applicati quotidianamente non perché nutrono l’unghia ( i gel

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

soprattutto hanno una bassa permeabilità) ma perché , contribuendo alla plasticizzazione, aiutano a
mantenere il risultato del lavoro e al contempo idratano il tessuto vivo circostante(eponichio e valli ungueali) .
Se invece i passaggi non sono effettuati correttamente rimangono delle piccole aree di separazione tra il
rivestimento e l’unghia naturale. Quando ciò avviene l’olio che utilizziamo ai fini estetici potrebbe penetrare
sotto al rivestimento e causare il sollevamento del prodotto.
In ogni caso ci sono chiari e significativi benefici riconducibili all’utilizzo di olii cosmetici sulle unghie naturali
e su quelle artificiali: nel caso in cui si eseguano le giuste tecniche migliorano la flessibilità ;in caso contrario
invece continuate ad usarli…. I sollevamenti sono segnali che vi indicano la necessità di rivedere
attentamente la vostra tecnica di preparazione dell’unghia naturale, applicazione e polimerizzazione del
prodotto.

8. La sostanza conosciuta come MMA (metilmetacrilato) è pericolosa e non dovrebbe essere usata
per ricostruire le unghie.

N.B: le informazioni che seguono sono valide solo per il monomero a base di Metilmetacrilato o metacrilato
di metile (composto prodotto dalla reazione tra l’acido metacrilico e il metanolo).
Le polveri che contengono l’MMA in realtà si chiamano PMMA ovvero polimetilmetacrilato. Derivano
dall’MMA ma hanno struttura chimica e proprietà completamenti differenti e sono considerate sicure nella
ricostruzione unghie.
Il PMMA è noto per il suo utilizzo nella produzione di lastre conosciute commercialmente con il nome di
Plexiglas ® e Lucite ®

Falso ! L’ MMA è usato in tutto il mondo per le protesi dentarie, lenti a contatto e anche come sostanza di
cementazione per le ossa…dunque i suoi effetti sul corpo umano sono ben noti. L’MMA non è considerato
come agente cancerogeno e neanche dannoso per i feti. Questi sono convincimenti errati!
Sono altri i motivi per cui è sconsigliato l’utilizzo di un monomero a base di MMA!
Solitamente i prodotti non a base di MMA aderiscono all’unghia naturale senza bisogno di limarla
eccessivamente durante la fase di preparazione; invece per ottenere un’adesione ottimale del monomero a
base di MMA l’unghia naturale deve essere preparata utilizzando una lima ancora piu abrasiva (basso
GRIT).

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Limando troppo non solo si rischia di assottigliare o indebolire l’unghia naturale, esponendola maggiormente
ad infezioni batteriche nel caso di urti o incidenti che causano il distaccamento del prodotto, ma si rende più
difficile la rimozione della ricostruzione.
Inoltre l’MMA crea legami particolarmente duri ,rigidi e difficli da rompere e questo spiega perché i liquidi per
la rimozione non riescono a scioglierlo.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

9. E’ consigliabile indossare una mascherina durante lo svolgimento del lavoro.

Falso…se si lavora utilizzando un sistema di ventilazione certificato capace di mantenere pulita l’area di
lavoro e l’ambiente circostante. Infatti il sistema di ventilazione certificato è in grado di catturare non solo le
polveri sottili ma anche i vapori. In questo caso l’uso della mascherina non serve
Invece il solo utilizzo delle mascherine dotate di filtro non è sufficiente perché protegge dall’inalazione di
polveri sottili ma non dai vapori.
Utilizzato correttamente, mantenuto in maniera efficiente e cambiando i filtri con regolarità , il sistema di
ventilazione certificato è un valido strumento che non solo garantisce la sicurezza nell’ambiente di lavoro e
aiuta a respirare in maniera normale perché previene la saturazione dell’ambiente.
In commercio si trovano diversi aspiratori per le polveri sottili che sono molto validi e solitamente li
raccomando. Ma a mio avviso non bastano perché ad essi bisognerebbe comunque affiancarne uno in
grado di abbassare l’esposizione ai vapori.

10. Le onicotecniche non hanno bisogno di capire e di imparare le informazioni di carattere


scientifico che sono alla base delle unghie e dei prodotti utilizzati per curarle.

Questo è ridicolo! Forse il convincimento più sbagliato!


I migliori artisti conoscono i colori e le tele, gli scultori conoscono scalpelli e pietre e i falegnami conoscono
tutti i segreti dell’intarsio del legno.
Allo stesso modo le onicotecniche devono conoscere non solo l’anatomia ma anche la struttura delle unghie
naturali e la chimica dei prodotti utilizzati. Riuscite ad immaginare quanti benefici potreste avere grazie ad
una conoscenza veramente approfondita della materia?

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

La complessità della polimerizzazione !


Ho notato che molte professioniste tendono a sottovalutare l’importanza del processo di polimerizzazione
delle resine foto indurenti.
Ne consegue che si stanno divulgando informazioni sbagliate e si commettono volontariamente errori
controproducenti.
Sono convinto che il processo di polimerizzazione delle resine foto indurenti sia un aspetto tecnicamente
sofisticato e complesso di questo settore ma ancora in troppi non hanno chiari alcuni aspetti fondamentali.
Vengono ignorati quanti e quali siano i fattori veramente importanti che determinano la corretta
polimerizzazione e troppo spesso tutto viene ridotto al wattaggio della lampada, aspetto questo tutt’altro che
rilevante.
Nel processo di polimerizzazione si possono raggiungere 3 risultati:
insufficiente, eccessivo e corretto.
Di seguito troverete una serie di informazioni che vi potranno essere utili per raggiungere un risultato corretto
ed evitare l’insorgenza delle problematiche derivanti da una scarsa o eccessiva polimerizzazione delle
resine foto indurenti.
Cosa determina una corretta polimerizzazione?
La polimerizzazione non dipende dal wattaggio . Diffidate da chi sostiene che una lampada va bene per tutte
le resine : le lampade non sono universali! Il wattaggio determina la quantità di energia elettrica consumata
per far funzionare la lampada e non l’emissione di luce UV.
Un altro errore è quello di focalizzarsi sulla lunghezza d’onda emessa dai bulbi. Questo è si un aspetto
importante ma è strettamente legato ad altri fattori.
Dal mio punto di vista il miglior modo per ottenere un risultato corretto è quello di applicare uno strato di
prodotto sottile ma del giusto spessore e polimerizzarlo per il giusto tempo usando una lampada che emetta
la corretta banda luminosa ,indispensabile per attivare i foto iniziatori dei gel. Inoltre bisogna esser certi che
la corretta lunghezza d’onda emetta la giusta intensità di raggi UV: un’intensità troppo alta o troppo bassa
contribuisce ad una scarsa o eccessiva polimerizzazione del prodotto.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Partendo da questi presupposti si evince che la corretta polimerizzazione non è cosi semplice e che sono
tanti gli aspetti da considerare per raggiungere un risultato cosi importante.
Lunghezza d’onda ed intensità sono legate alla progettazione della lampada .
E’ questo l’aspetto davvero fondamentale! Sono il design e la componente elettronica a fare la differenza.
Ad esempio la distanza tra i bulbi e il letto dell’unghia determina un’importante differenza nella
polimerizzazione cosi come il loro posizionamento ed il materiale della superficie riflettente . Anche piccole
differenze possono incidere significativamente sul risultato finale..
La componente elettronica invece consente ai bulbi di emettere la luce UV e ne influenza l’intensità.
E lampade differenti hanno componenti elettroniche differenti.
Prendiamo un set di bulbi e montiamoli su due lampade di due marche diverse tra loro. L’attacco può essere
anche lo stesso ma i bulbi emetteranno lunghezza di luce UV ed intensità diverse.
Ancora in pochi si rendono conto della centralità della lampada nel processo di polimerizzazione.
Ecco perché è sbagliato focalizzarsi sul wattaggio quando è forse il fattore meno importante da considerare.
Un altro fattore sottovalutato è poi il tempo di polimerizzazione.
Tanti pensano che l’indurimento equivalga alla polimerizzazione corretta. Purtroppo nella maggior parte dei
casi non è cosi!
L’indurimento si ottiene quando le resine sono esposte alla luce UV il 50% del tempo indicato. Ma per
ottenere un risultato ottimale ed evitare tutte le problematiche legate alla scarsa o eccessiva
polimerizzazione le resine dovrebbero essere esposte alla giusta luce UV ( e alla giusta intensità) per il 90%
del tempo indicato.
Questo spiega perché troppe clienti sfoggiano bellissime unghie ricostruite a rischio rottura o che
inconsapevolmente sviluppano reazioni allergiche proprio a causa di una professionista che sbaglia questo
passaggio importante della polimerizzazione.
Perché sono certo delle mie affermazioni?
Ho dedicato molti anni a sviluppare prodotti poi divenuti famosi in tutto il mondo e sono uno dei maggiori
esperti dei dispostivi UV. E questi sono i fatti cosi come li conosco. E’ importante che le professioniste
comprendano che molti dei loro problemi sono probabilmente legati alla scorretta polimerizzazione. E’
questa che contribuisce alla rottura, alla formazione di crepe, al sollevamento, alla discolorazione, alle
“bollicine” fino ad arrivare a problematiche più serie come onicolisi, ipersensibilità, arrossamento dei tessuti
circostanti, prurito etc.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Quelli elencati sono risultati più che evitabili se i prodotti vengono utilizzati e lavorati in maniera corretta.

Il mio consiglio dunque è di non utilizzare dispositivi UV ( siano essi lampade fluorescenti che led) che non
siano specificatamente progettati per il tipo di prodotto lavorato e di utilizzarli seguendo alla lettera le
istruzioni della casa produttrice.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Lampade led e corretta polimerizzazione !


C’è molta confusione sulle lampade LED: E’ vero che possono essere utilizzate qualsiasi tipo di prodotto? La
risposta è NO!
Le lampade LED emettono luce UV che polimerizza correttamente le resine foto indurenti; questa
affermazione è attendibile quando si parla di lampade LED appositamente progettate per uno specifico tipo
di prodotto. In tutti gli altri casi non vi potete aspettare una corretta polimerizzazione.
Le lampade UV ( sia quelle tradizionali che quelle LED) polimerizzano le resine fotoindurenti grazie
all’emissione di bassi livelli di raggi UV. Non deve sorprendere però che ciascuna lampada è calibrata per
emettere una specifica porzione di banda luminosa ed una determinata intensità di raggi UV.
Ecco perché ad esempio due lampade LED di diverse aziende non possono polimerizzare
CORRETTAMENTE lo stesso prodotto. Esse differiscono sia per le lunghezze d’onda che per l’intensità di
raggi emessi.
Lo stesso discorso vale per le lampade tradizionali: diverse lampade polimerizzeranno i prodotti in
maniera differente.
Ma perché è cosi importante il discorso della giusta lampada per il tipo di prodotto?
Una resina foto indurente, correttamente ed accuratamente formulata, ha bisogno di 3 fattori per una corretta
polimerizzazione: esatta lunghezza d’onda, esatta intensità dei raggi e giusto tempo di esposizione alla
fonte luminosa.
Nessun prodotto è esente da questo discorso: sia che si tratti di gel tradizionali, di prodotti ibridi o gel Soak
Off.
Da questo discorso si deduce che è possibile polimerizzare in diversi modi: poco, troppo o in maniera
appropriata ( vedi articolo 7 segreti).
Una esposizione insufficiente ( troppo o troppo poco) può portare ad un sollevamento o rottura del prodotto e
aumentare il rischio di sviluppare reazioni allergiche dei tessuti circostanti .
Una professionista che volontariamente non segue le istruzioni emanate dall’azienda produttrice della
lampada e dei prodotti utilizzati, di fatto “ polimerizza ad occhio”.
Anche la luce naturale è in grado di polimerizzare le resine foto indurenti ma questa ovviamente non è una
cosa sensata da fare!

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

I prodotti per l’abbellimento delle unghie sono prodotti sofisticati e devono essere utilizzati e lavorati con
estrema cura ma soprattutto correttamente!!
Voglio farvi un esempio semplice ma che renderà l’idea di ciò che ho appena detto:
Immaginate di dover preparare dei biscotti. Per farli in modo corretto non solo dovete seguire una ricetta ma
dovete cuocerli in un forno ad una temperatura ben precisa ed in un tempo stabilito. Se li lasciate cuocere
più tempo di quanto riportato nella ricetta saranno secchi se non bruciati; se li fate cuocere meno tempo o ad
una temperatura inferiore il risultato è che saranno crudi. Non ha senso lasciarli nel forno fino a quando
non sembrano cotti cosiccome se invece del forno tradizionale decidete di cuocerli nel forno a microonde per
la metà del tempo non è detto che vengano cotti in maniera giusta. Insomma per essere sicuri che siano
perfetti dovete seguire la ricetta alla lettera! Immaginate poi di dover vendere questi biscotti: chi li acquista si
aspetta che siano preparati perfettamente.
Ora applicate questo ragionamento alle resine foto indurenti: le istruzioni dell’azienda produttrice sono come
una ricetta di cucina che va seguita alla lettera. Ecco perché è importante utilizzare la giusta lampada, Led o
tradizionale, per il giusto tempo.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Le lampade UV sono sicure ?


Nota dell’autore: la trattazione del seguente tema riguarda studi scientifici condotti sia sulle
tradizionali lampade fluorescenti sia sulle lampade LED. Per brevità mi riferirò a questi dispositivi
chiamandoli genericamente “ lampade UV”.

La maggior parte delle informazioni che circolano sulle lampade UV utilizzate durante i servizi per
l’abbellimento delle unghie sono incomplete se non addirittura errate.
Sono stati fatti numerosi studi per determinare il loro grado di sicurezza per la salute della pelle ma solo uno
è stato fatto in maniera corretta e soprattutto seguendo quelli che sono gli standard internazionali di ricerca
Questo studio è stato condotto dai dottori Dowdy e Sayre, esperti a livello mondiale che vantano molti anni di
ricerca nel campo delle fonti luminose. La loro ricerca, basata su fatti scientifici e documentabili, è stata
condotta utilizzando uno strumento di misurazione di fonti luminose del valore di 60.000 dollari e
seguendo gli standard e i parametri validi a livello internazionale per ricerche di questo tipo.
Sfortunatamente gli organi di informazione hanno focalizzato l’attenzione sui risultati degli studi sbagliati
condotti da dermatologi che non solo non hanno seguito le direttive per la corretta esecuzione del test
ma che per la loro esecuzione si sono avvalsi di strumenti paragonabili a“ giocattoli” reperibili su internet al
costo di circa 170 dollari.
Con la divulgazione di risultati non attendibili, basati più su delle opinioni personali che su fatti verificabili,
questi dottori hanno contribuito a generare una serie di convincimenti sbagliati.
Quelli di seguito elencati sono fatti a cui si può far riferimento:
• É risaputo che le lampade UV emettono raggi UVA, una porzione di spettro luminoso non visibile dall’ uomo
mentre lo è da alcuni tipi di animali. In realtà più del 40% di questi raggi sono stati eliminati. Questo fa si
che vengano utilizzati sono la banda di raggi più sicuri e meno dannosi . La porzione eliminata è quella che
destava maggiori preoccupazioni.
• La rimanenza dei raggi UV emessi dalle lampade hanno un’intensità cosi bassa che una cliente dovrebbe
lasciare le sue mani all’interno di queste lampade per diverse ore prima di notare un leggero rossore.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

• I dottori prescrivono a pazienti affetti da psoriasi “bagni di sole”. Questi trattamenti sono definite sicuri e i
pazienti sono esposti ad una quantità di raggi UV che una cliente assorbirebbe se effettuasse ricoperture in
gel ogni settimana per 250 anni!
• L'intensità della radiazione solare dipende dall'angolo d'incidenza ed è massima quando incide
perpendicolarmente su una superficie. L'angolo d'incidenza varia durante il giorno e durante le stagioni.
Le lampade UV sono estremamente sicure . Perciò se paragonata alla luce solare , le lampade UV hanno
un valore di sicurezza compreso tra 11 e 46 volte rispetto alla luce del sole nel suo picco massimo e tra le 3
e 12 volte rispetto alla luce emessa dal sole con un angolazione di 30° / 45°.
• E’ da ricordare che I dottori sono concordi nell’affermare che la luce angolata del sole è
sicura perché emette una quantità ridotta di raggi UV.
La più potente lampada UV attualmente in commercio è 3 volte più sicura della luce angolata del sole!
I clienti non dovrebbero preoccuparsi dell’esposizione ai raggi UV emessi dalle lampade a meno che non
abbiano già una sensibilità ai raggi UV o stiano assumendo medicinali che possono renderle più sensibili
alla luce UV. In questo caso dovrebbero consultare un medico prima di sottoporsi a trattamenti di bellezza
che prevedono l’utilizzo di questi dispositivi.
Questi sono solo una parte dei risultati emersi dalle ricerche del dott. Dowdy and Sayre che si sono detti
“piacevolmente sorpresi sulla sicurezza delle lampade uv”. Questi stimati ricercatori hanno dichiarato di aver
condotto i loro studi su una vasta selezione di lampade UV e che i loro risultati consentono di “ guardare le
cose dalla giusta prospettiva dal momento che forniscono ampie rassicurazioni sul fatto che è difficile che le
lampade UV sottoposte ai test di ricerca possano essere responsabili di reazioni della pelle”.
Il dott. Sayre inoltre ha più volte ripetuto che “ I dottori hanno decisamente ingigantito la problematica
dell’esposizione ai raggi delle lampade UV”. Sono pienamente d’accordo con tale affermazione, soprattutto
se si considera che stiamo parlando di 8 minuti ( a volte anche meno) due volte al mese!
Questo studio ha contribuito a sancire la sicurezza delle lampade UV utilizzate nei nail center. Se comunque
una cliente preferisce coprire il dorso delle mani o applicare una crema con filtro solare non ci sono problemi
a patto che quest’ultima non entri in contatto con gli strumenti di lavoro. La contaminazione potrebbe essere
responsabile della non perfetta adesione del prodotto alla superficie dell’unghia.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Liquidi e rimozione

Se dopo la rimozione dei prodotti appaiono sulle unghie delle macchie piccole e bianche significa che la
rimozione non è stata fatta in modo corretto.
Fortunatamente questo tipo di danno è facilmente evitabile.
Come?
Prendendosi il giusto tempo durante questa delicata fase del servizio e facendo con attenzione tutti i
passaggi indicati dall’ azienda responsabile della formazione del prodotto che utilizzate.
Questo è la regola principale per tutti i tipi di prodotti che utilizzate per le unghie delle vostre clienti.
Ma perché succede?
Quando si immergono le unghie , anche per pochi minuti, in un liquido ( acqua o acetone) queste si
ammorbidiscono e divengono più sensibili ai danni provocati dagli strumenti utilizzati per spingere, fare leva
o togliere eventuali residui di prodotti.
Ecco perché è importante usare la massima cautela per 60 minuti dopo che un’unghia è stata immersa in un
liquido per più di 60 secondi.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Di seguito sono riportate 4 immagini ingrandite (realizzate con l’ausilio di un microscopio elettronico a
scansione) che mostrano il risultato di un danno all’unghia naturale causato da un’errata rimozione.

Immagine 1:
ingrandimento di 3000 volte che mostra i danni causati da un eccessivo “effetto leva” per rimuovere residui
di prodotti dall’unghia.
Il risultato è un aspetto dell’unghia caratterizzato da grappoli bianchi o biancastri, macchie o chiazze.
Immagine 2 e 3:
Queste immagini dimostrano che anche i bastoncini di legno possono danneggiare un’unghia ammorbidita!
Guardando da vicino noterete il punto esatto in cui il bastoncino di legno è stato utilizzando esercitando
troppa pressione creando dei solchi che sono profondi fino al doppio dello spessore di un capello e che
creano una “voragine”nell’area danneggiata. Immaginate ora i danni che si possono fare se una mano
pesante utilizza uno strumento di ferro.
Le macchie sono piccole ma sono raggruppate e creano l’effetto di una unica grande macchia bianca.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Fortunatamente questi danni sono evitabili, basta utilizzare le tecniche giuste di rimozione ma soprattutto
applicare il giusto prodotto in base al tipo di unghia. Ci sono diversi criteri da considerare perché non ci sono
prodotti universali. Sarà la professionista adeguatamente preparata a scegliere che tipo di trattamento è
indicato per la cliente con unghie eccessivamente sottili o indebolite.
Immagine 4:
Ingrandimento di quasi 200 volte che mostra un’unghia cosparsa di macchie di colore/prodotto non
propriamente rimosso.
Questo è il punto di partenza da cui si generano i danni alle unghie!!
Ovviamente abradere in modo aggressivo per togliere il residuo di prodotto con qualsiasi strumento aumenta
sensibilmente il rischio di danno alle unghie perché l’utilizzo delle lime rischia di assottigliare troppo le
unghie.
Seguite sempre le istruzioni dell’azienda, prendetevi il tempo necessario per eseguire questo passaggio del
servizio in maniera corretta, non abbiate fretta! Rimuovete il prodotto con cautela e siate delicati!

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Smalti ed igiene
Due ricerche indipendenti confermano: negli smalti non proliferano i microbi !
E’ forte la convinzione secondo cui smalti e gel possono essere contaminati da microrganismi. Molte
persone non sanno che i prodotti professionali per la cura delle unghie sono privi di acqua per cui non vi può
essere una proliferazione batterica.
A supporto di questa dichiarazione voglio sottoporre alla vostra attenzione due studi( condotti nel 2008 ) che
hanno dimostrato che l’utilizzo ripetuto di un pennello da smalto su persone diverse non mette a rischio
infezione le clienti perchè la formulazione dei prodotti uccide i microbi che inavvertitamente possono essere
raccolti con il pennello.
I fatti:
I cosmetici a base di acqua generalmente contengono dei conservanti che prevengono la contaminazione
microbica.
I prodotti professionaliper la cura delle unghie ( smalti, lacche, gel etc.) sono essenzialmente privi di acqua
ma sono a base di solventi organici ,mischiati ad additivi e coloranti, che impediscono la contaminazione in
quanto creano
un’ ambiente ostile…anche se il prodotto / pennello viene usato più volte su soggetti diversi.
Diversi studi scientifici indipendenti condotti dal NailManifacturesCouncil dimostrano che i prodotti formulati
con questi solventi organici sono sicuri perché uccidono i microbi che possono essere raccolti dai pennelli da
smalto.

Studio 1: il test della sfida.


Gli smalti utilizzati per i clienti di un istituto( due marche molto note, 1 colore per marca scelti secondo le
tendenze del momento in modo da poterli usare ripetutamente da tre operatrici , una con una formulazione
priva di toulene, l’altra con toulene) sono stati raccolti e analizzati in un laboratorio indipendente per
l’effettuazione di questo test.

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it
DOUG SCHOON’S EDUCATIONAL SHOW
www.nailconferenceitalia.it

Nel laboratorio di ricerca sonostati volontariamente aggiunte alte concentrazioni di diversi microrganismi
responsabili delle infezioni della pelle per vedere se questi microbi potevano sopravvivere o riprodursi.
Tutti i prodotti testati contenevano i solventi organicimaggiormente utilizzati
( e che componono le formule per il 60% - /70%) , sono stati contaminati nello stesso modo e testati
periodicamente nelle ore e nei giorni successivi.
Il risultato dei test dimostra che i microrganismi inoculati nei prodotti sono stati rapidamente distrutti e
pertanto non c’è stata alcuna proliferazione degli stessi. Anche dopo 14 giorni.

Studio 2: riacquisto dei prodotti da salone.


Per svolgere i test sono state acquistate da 10 istituti 20 boccette di smalti utilizzate parzialmente ( circa per
25 servizi ognuna) , e che rappresentano le 8 marche più utilizzate dai professionisti,.
Tutte le bottiglie di smalto sono state portate in un laboratorio indipendente per essere analizzate.
Il risultato indica che in nessuna delle 20 bottiglie utilizzate su molte persone per periodi più o meno lunghi (
settimane / mesi) è stato trovato alcun microrganismo .

In conclusione:
Dal momento che i prodotti professionali non contengono acqua ma sono composti in maggioranza da
solventi organici che distruggono rapidamente microbi, questo è sufficiente per spiegare perché questi
prodotti non necessitano di ulteriori conservanti. Inoltre si è dimostratoche i microrganismi non possono
sopravvivere in questi tipi di prodotto e che anche quelli accidentalmente introdotti vengono rapidamente
distrutti e dunque possono essere utilizzati in maniera sicura su più persone .

SCRITTO DA MR. DOUG SCHOON


Tutti i diritti riservati - Traduzione a cura di Isotta Ognibene – E’ vietata la riproduzione anche parziale dei
contenuti.
www.nailconferenceitalia.it