Sei sulla pagina 1di 6

ESERCIZI DI ANALISI COMPLESSA

GIUSEPPE DE MARCO, CARLO MARICONDA

Gli esercizi che seguono sono estratti e riformulati da ”Esercizi di calcolo in più variabili” di G. De Marco e
C. Mariconda, ed. Zanichelli/Decibel e come tali sono protetti da copyright e ne è vietata ogni forma di vendita.

1. Poli del primo ordine e residui


Esercizio 1. Trovare le singolarità della funzione
eiαz
fα (z) = , (α > 0)
z4 + z2 + 1
calcolando il residuo su quelle con parte immaginaria positiva.
√ √
Soluzione. (i) Troviamo gli zeri del denominatore: t2 + t + 1 = 0 per t = (−1 ± 1 − 4)/2 = (−1 ± i 3)/2 =
e±i2π/3
√; quindi gli−iπ/3
zeri del denominatore,
√ tutti semplici, sono eiπ/3 , −eiπ/3 , e−iπ/3 , −e−iπ/3 . Di questi eiπ/3 =
(1 + i 3)/2 e −e = (−1 + i 3)/2 hanno coefficiente dell’immaginario positivo. Residui
√ √
eiα(1+i 3)/2 e−α 3/2 eiα/2
Res(fα , e iπ/3
)= √ = √ ;

4e + 1 + i 3 −3 + i 3
√ √
−iπ/3 eiα(−1+i 3)/2 e−α 3/2 e−iα/2
Res(fα , −e )= √ = √ .
4e−iπ − 1 + i 3 3+i 3
Esercizio 2. Si consideri la funzione di variabile complessa
eiαz − eiβz
fαβ (z) = (α, β ∈ R, α ̸= β).
z 2 (1 + z 2 )
Trovarne e classificarne le singolarità, calcolando i residui su quelle con parte immaginaria ≥ 0.
Soluzione. z = 0 è polo di ordine 1 (è zero di molteplicità 2 per il denominatore, ma di molteplicità 1 per il
numeratore, essendo α ̸= β), con residuo;
eiαz − eiβz eiαz − eiβz
lim z = lim = (Hôpital) = iα − iβ.
z→0 z 2 (1 + z 2 ) z→0 z
Invece z = ±i sono poli di ordine 1, essendo zeri semplici per il denominatore, senza annullare il numeratore. Il
residuo in z = i è (e−α − e−β )/(−2i).
Esercizio 3. Data la funzione di variabile complessa
zez
f (z) =
e4z − 1
classificarne le singolarità. calcolare il residuo di f in iπ/2.
Soluzione. Gli zeri del denominatore sono per 4z = 2kπi e cioè z = kπi/2, tutti di molteplicità 1; se k = 0 si ha
z = 0 dove anche il numeratore è nullo, e la singolarità z = 0 è eliminabile; gli altri sono poli del primo ordine.
(iπ/2)eiπ/2 π
Si ha poi Res(f, iπ/2) = =− .
4e2πi 8
Esercizio 4. Decomporre in frazioni semplici la funzione razionale
1
.
z 2 + iz + 2

Soluzione. Gli zeri di z 2 + iz + 2 sono (−i ± i2 − 8)/2; le radici quadrate di i2 − 8 = −1 − 8 = −9 sono ±3i,
per cui gli zeri di z 2 + iz + 2 sono i e −2i; si ha
1 k1 k2
= + ,
z2 + iz + 2 z − i z + 2i

Date: January 22, 2012.


1
2 GIUSEPPE DE MARCO, CARLO MARICONDA

dove k1 = Res(1/(z 2 + iz + 2), i) = 1/(2z + i)z=i = 1/3i = −i/3 e k2 = Res(1/(z 2 + iz + 2), −2i) = 1/(2z +
i)z=−2i = −1/3i = i/3, da cui
1 −i/3 i/3
= +
z 2 + iz + 2 z − i z + 2i
è la richiesta decomposizione in fratti semplici.
Esercizio 5. È data la funzione
z 2 (1 − e2πiz )
f (z) = a > 0, a costante.
(z 2− 1)(z 2 + a2 )
Se ne trovino le singolarità, classificandole. Trovare il residuo nelle singolarità con parte immaginaria positiva
o nulla.
Soluzione. Il denominatore si annulla per z = ±1 e z = ±ia, dove ha zeri semplici. Per z = ±1 anche il fattore
1 − e2πiz al numeratore si annulla; quindi ±1 sono singolarità eliminabili. Invece ±ia sono poli semplici, dato
che in essi il numeratore non si annulla (vale −a2 (1 − e∓2πa ), e per ipotesi a non è zero); si ha
(ia)2 (1 − e2πiia ) −a2 (1 − e−2πa ) a 1 − e−2πa
Res(f, ia) = = =
((ia) − 1)2ia
2 (−a − 1)2ia
2 2i 1 + a2
(chiaramente il residuo in ±1 è nullo, essendo queste singolarità eliminabili).
Esercizio 6. Descrivere singolarità e residui della funzione
1 − e2πiz
f (z) = . (1.1)
z4 − 1
Soluzione. Gli zeri del denominatore sono le radici quarte di 1, ovvero 1, i, −1, −i e sono semplici, dato che la
derivata del denominatore, 4z 3 , è nulla solo in z = 0. Il numeratore si annulla per e2πiz = 1, il che equivale a
z ∈ Z; ne segue che ±1 sono singolarità eliminabili (in esse la f vale −2πi/4(±1)3 = ∓iπ/2, come si vede con
la regola di de l’Hôpital), mentre si ha
1 − e2πii i
Res(f, i) = 3
= (1 − e−2π );
4i 4
1 − e2πi(−i) −i
Res(f, −i) = = (1 − e2π ).
4(−i)3 4
1
Esercizio 7. Determinare lo sviluppo di Laurent della funzione f (z) = attorno a z0 = 2,
(z − 2)(5 − z)
determinare poi il residuo di f in 2.
1 1 1
Soluzione. È = . Scrivendo 5 − z = 3 − (z − 2) si ha
(z − 2)(5 − z) z−25−z
1 1 1 1
= = ( z−2 )
5−z 3 − (z − 2) 31− 3
Ricordando che


1
= wn , |w| < 1
1 − w n=0
si ha
∑∞ ( )n
1 z−2 z − 2
( z−2 ) = ,
1− 3 3 3 <1
n=0
ed è quindi


1 1
= (z − 2)n , |z − 2| < 3
5 − z n=0 3n+1
da cui, per 0 < |z − 2| < 3,

∑ ∞

1 1 1 1
= (z − 2) n−1
= + (z − 2)n
(z − 2)(5 − z) n=0 3n+1 3(z − 2) n=0 3n+2

e pertanto Res(f, 2) = 13 .
3

2. Poli di ordine > 1 e residui


Esercizio 8. (Importante) Sia f funzione di variabile complessa con polo di ordine m in a. Provare che
h(z) = (z − a)m f (z) ha in a una singolarità eliminabile e che se
∑ ∞
h(k) (a)
h(z) = dk (z − a)k , dk =
k!
k=0
è lo sviluppo di Taylor di h intorno ad a allora


f (z) = dk (z − a)k−m
k=0

h(m−1) (a)
è lo sviluppo di Laurent di f in a; in particolare Res(f, a) = dm−1 = .
(m − 1)!
Soluzione. Se a è polo di ordine m allora f (z) è asintotica a c/(z − a)m per qualche c ̸= 0 e pertanto (z −
a)m f (z) → c per z → a; ne segue che h(z) = (z − a)m f (z) è limitata attorno ad a che è quindi singolarità
eliminabile per h che possiamo pertanto considerare olomorfa attorno ad a. Il resto è facile.
Esercizio 9. Data la funzione complessa (α ∈ C costante complessa)
eαz
fα (z) = ,
(1 + e2z )2
se ne classifichino le singolarità, e si calcoli il residuo sulla singolarità c con 0 < Im c < π.
Soluzione. Il numeratore non è mai nullo; la funzione 1 + e2z ha zeri semplici nei punti z per cui e2z = −1 ⇐⇒
2z = (2k + 1)iπ e cioè sugli zk = iπ/2 + kiπ, k ∈ Z. Questi sono tutti poli del secondo ordine per fα . Il polo c
richiesto è c = iπ/2; inoltre
( )
d (z − iπ/2)2 eαz
Res(fα , iπ/2) =
dz (e2z + 1)2 z=iπ/2
( ( )2 )
2(z − iπ/2)(e2z + 1) − (z − iπ/2)2 4e2z αz αz z − iπ/2
= lim e + αe .
z→iπ/2 (e2z + 1)3 e2z + 1
Il limite limz→iπ/2 (e2z + 1)/(z − iπ/2) coincide con la derivata di e2z in z = iπ/2 e cioè con −2; in altre
parole e2z + 1 ∼ −2(z − iπ/2) per z → iπ/2; il secondo termine tende quindi ad αeiπα/2 /4; nel primo si scrive
−8(z − iπ/2)3 al denominatore in luogo di (e2z + 1)3 e si ha (si semplifica un termine z − iπ/2):
2(z − iπ/2)(e2z + 1) − (z − iπ/2)2 4e2z 2(z − iπ/2)(e2z + 1) − 4(z − iπ/2)2 e2z
lim = lim −
z→iπ/2 (e2z + 1)3 z→iπ/2 8(z − iπ/2)3
2(e + 1) − 4(z − iπ/2)e2z
2z
= lim −
z→iπ/2 8(z − iπ/2)2
−8(z − iπ/2)e2z
=(L’Hopital) lim −
z→iπ/2 16(z − iπ/2)
8eiπ 1
= =− .
16 2
In definitiva Res(fα , iπ/2) = eiπα/2 (α − 2)/4.
Esercizio 10. Sia α ∈ R fissato. Classificare le singolarità della funzione
eiαz
f (z) = .
sinh2 z
Calcolarne il residuo in 0.
Soluzione. Il denominatore si annulla per z = ikπ, k ∈ Z; si tratta di zeri del primo ordine per sinh, dato che
in essi la derivata cosh vale (−1)k ̸= 0; sono zeri del secondo ordine per sinh2 ; il numeratore non è mai nullo;
quindi la funzione ha poli del secondo ordine in tutti i punti ikπ. Calcoliamo Res(f, 0). Trattandosi di un polo
del secondo ordine si ha ( )
z2
Res(f, 0) = D eiαz ;
sinh2 z z=0
la derivata è:
z2 2z sinh2 z − 2z 2 sinh z cosh z
iαeiαz 2 + eiαz ;
sinh z sinh4 z
4 GIUSEPPE DE MARCO, CARLO MARICONDA

facendo il limite per z → 0, il primo addendo tende a iα; il secondo, a parte il fattore eiαz che tende ad 1, si
può scrivere agli effetti del limite
z sinh z z + o(z 2 ) − z(1 + o(z)) o(z 2 )
22 2
∼2 2
z z z
e tende a zero per z → 0. Si ha quindi Res(f, 0) = iα.

3. Decomposizione in frazioni semplici


Esercizio 11. Decomporre in frazioni semplici la funzione razionale
z3 + 4
f (z) =
z 2 (z − 1)4
Soluzione. Cerchiamo la parte singolare attorno al polo del quarto ordine z = 1 sviluppando h(z) = (z −
1)4 f (z) = (z 3 + 4)/z 2 = z + 4/z 2 in serie di taylor attorno ad 1. Si ha
( )
′ 8
h(1) = 5, (h (z))z=1 = 1 − 3 = −7
z z=1
( ) ( )
24 96
(h′′ (z))z=1 = = 24, (h(3)
(z)) z=1 = − = −96
z 4 z=1 z 5 z=1
e la parte singolare in z = 1 è quindi
5 7 24/2! 96/3! 5 7 12 16
− + − = − + − .
(z − 1)4 (z − 1) 3 (z − 1) 2 z−1 (z − 1)4 (z − 1) 3 (z − 1)2 z−1
Per la parte singolare attorno a z = 0, polo del secondo ordine, si prende h(z) = z 2 f (z) = (z 3 + 4)/(z − 1)4 ; si
ha h(0) = 4, e
3z 2 z3 + 4
h′ (z) = −4 h′ (0) = −16.
(z − 1) 4 (z − 1)5
La parte singolare in z = 0 è quindi 4/z 2 − 16/z; si ottiene quindi, essendo f razionale propria,
4 16 5 7 12 16
f (z) = 2 − + − + − .
z z (z − 1)4 (z − 1) 3 (z − 1)2 z−1
Esercizio 12. Decomporre in frazioni semplici la funzione
1
f (z) = 5 .
z (z + 1)3
Soluzione. Procedendo come nell’esercizio recedente si trova
1 3 6 10 15 1 5 15
f (z) = 5 − 4 + 3 − 2 + − − − .
z z z z z (z + 1)3 (z + 1)2 z+1

4. Calcolo di integrali con il metodo dei residui


Esercizio 13. Calcolare, usando il teorema dei residui:
ˆ
1
2
dz
γ z + 8z + 1

dove γ(t) = eit , t ∈ [0, 2π] è il circolo unitario).


√ √ √
Soluzione.
√ Il denominatore si annulla per z = −4 ± 15 ed è | − 4 − 15| > 1, mentre | − 4 + 15| < 1. Quindi
−4 + 15 è singolarità entro il circuito, chiaramente polo del primo ordine con residuo
( ) ( )
1 √ 1 1
Res 2 , −4 + 15 = = √ .
z + 8z + 1 2z + 8 z=−4+√15 2 15
Ne segue ˆ
1 πi
dz = √ .
γ z2 + 8z + 1 15
Esercizio 14. Sia γ il cammino ottenuto giustapponendo il semicerchio di raggio 10 sul piano Im z > 0 percorso
in senso antiorario con il segmento [−10, 10]. Sia
z2 z2
f (z) = − .
z 2 + 25 z 2 + 9
´
Calcolare γ
f (z) dz con il metodo dei residui.
5

Soluzione. Le singolarità di f sono ±5i e ±3i; esse sono poli del primo ordine come è immediato constatare,
essendo non nulle le derivate del denominatore in tali punti. Dato che solo 3i e 5i sono contenuti all’interno del
circuito γ per il teorema dei residui si ha
ˆ
f (z) dz = 2πi(Res(f, 3i) + Res(f, 5i))
γ

Per il calcolo del residuo si ottiene


( )
z2 (5i)2 5i
Res(f, 5i) = = = ;
2z z=5i 10i 2
( )
z2 (3i)2 3i
Res(f, 3i) = − =− =− .
2z z=3i 6i 2
Quindi ( )
ˆ
3i 5i
f (z) dz = 2πi − + = −2π
γ 2 2
Esercizio 15. Si consideri la funzione
z(z 2 + 4π 2 )
f (z) = .
1 − cosh z
(i) Determinare le singolarità, classificandole.
(ii) Calcolare ˆ
f (z) dz.
|z−2i|=8

Soluzione. (i) Il denominatore ha zeri per cosh z = 1, e cioè per cos(iz) = 1, ovvero iz = 2kπ, che equivale
a z == −2kπi = 2mπi, m ∈ Z. Cerchiamo la molteplicità di tali zeri: si ha D(1 − cosh z) = − sinh z, e
sinh(2mπi) = (e2mπi − e−2mπi )/2 = (1 − 1)/2 = 0; ma D2 (1 − cosh z) = − cosh z vale −1 per z = 2mπi. Quindi:
i punti 2mπi, m ∈ Z, sono zeri di molteplicità 2 per il denominatore. Il numeratore si scrive z(z + 2πi)(z − 2πi)
ed ha quindi 0, −2πi, 2πi come zeri semplici. Ne segue: 0, −2πi, 2πi sono per f poli semplici (di ordine 1); 2mπi,
m ∈ Z r {−1, 0, 1} sono per f poli del secondo ordine.
(ii) Il circolo di centro 2i e raggio 8 interseca l’asse immaginario nei punti di affissa −6i e 10i; poiché 6 < 2π <
10 < 4π, entro il circolo cadono le singolarità 0, 2πi; per il teorema dei residui si ha:
ˆ
f (z) dz = 2πi (Res(f, 0) + Res(f, 2πi)) .
|z−2i|=8

Trattandosi di poli semplici si ha


z2
Res(f, 0) = lim zf (z) = 4π 2 lim = −8π 2 ;
z→0 z→0 1 − cosh z
(z − 2πi)2
Res(f, 2πi) = lim (z − 2πi)f (z) = 2πi(2πi + 2πi) lim
z→2πi z→2πi 1 − cosh z
2(z − 2πi)
= −8π 2 lim = 16π 2 .
z→2πi − sinh z
In definitiva ˆ
f (z) dz = 16π 3 i.
|z−2i|=8

Esercizio 16. Sia γ il circuito ottenuto giustapponendo il semicerchio di raggio 2 sul semipiano Im z > 0
positivamente orientato con il segmento [−2, 2]. Calcolare, utilizzando il metodo dei residui, l’integrale
ˆ
1
4
dz.
γ 1+z

Soluzione. La funzione f (z) = 1/(1 + z 4 ) ha quattro poli di ordine 1; quelli contenuti nel semipiano Im z ≥ 0
sono z1 = eiπ/4 e z2 = e3iπ/4 , entrambi interni al circuito γ. Si ha
( )
1 1
Res(f, eiπ/4 ) = = e−3iπ/4 ,
4z 3 z=eiπ/4 4
( )
1 1
Res(f, e3iπ/4 ) = = e−iπ/4 .
4z 3 z=e3iπ/4 4
Per il teorema dei residui si ha
6 GIUSEPPE DE MARCO, CARLO MARICONDA

ˆ
( )
f (z) dz = 2πi Res(f, eiπ/4 ) + Res(f, e3iπ/4 )
γ
π ( −iπ/4 ) π √ π
=i e + e−3iπ/4 = i (−i 2) = √ .
2 2 2
Esercizio 17 (Integrali di funzioni razionali di cos t, sin t). Numerosi integrali si possono calcolare usando il
teorema dei residui. Ad esempio se R(x, y) è un quoziente di polinomi in x, y allora si riconosce che l’integrale
ˆ 2π
I= R(cos t, sin t) dt (∗)
0
è l’integrale di una funzione razionale sul circolo unitario γ(t) = eit , t ∈ [0, 2π]. Ricordiamo infatti che
eit + e−it eit + 1/eit eit − e−it eit − 1/eit
cos t = = , sin t = =
2 2 2i 2i
da cui ˆ (( ) ( ) )
1 1 1
I= R z+ /2, z − /(2i) dz.
γ z z iz
dz
(suggerimento per ricordarsi: è come se in (∗) si ponesse eit = z, da cui dt = ieit = iz e ”quindi” dz = iz dt).
Calcoliamo ad esempio con questo metodo l’integrale
ˆ 2π
1
I= dt.
0 2 + cos t
eit + e−it z + 1/z
Soluzione. E’ cos t = = con z = eit . ”Posto” z = eit nell’integrale si ha quindi
2 2
ˆ
1 1
I= z+1/z iz
dz, γ(t) = eit
γ 2+ 2
da cui ˆ
2 1
I= 2 + 4z + 1
dz.
γ z i
√ √
Gli zeri di z 2 + 4z + 1 sono z = −2 ± 3, solo z = −2 + 3 appartiene al disco unitario. Per il teorema dei
residui si ha
ˆ ( )
1 1 √ 1 πi
2
dz = 2πi Res 2
, −2 + 3 = 2πi √
=√
γ z + 4z + 1 z + 4z + 1 (2z + 4)z=−2+ 3 3
2 πi 2π
da cui I = √ = √ .
i 3 3
5. Varie
1/z
Esercizio 18. Sia f (z) = z exp(1/z) ( = ze ). Descrivere le singolarità di f , e calcolarvi lo sviluppo di
Laurent: specificare la parte regolare ed il residuo.
Soluzione. L’unica singolarità e ovviamente z = 0, che è singolarità essenziale come ora vediamo. Ricordando
che si ha exp w = 1 + w + w2 /2! + · · · + wn /n! + · · · per ogni w ∈ C si ha exp(1/z) = 1 + 1/z + 1/(z 2 2!) + · · · +
1/(z n n!) + · · · per ogni z ∈ C r {0}, e quindi
∑∞
1 1 1/(n + 1)!
z exp(1/z) = z + 1 + + · · · + n−1 + · · · = (1 + z) + ;
z2! z n! n=1
zn
la parte regolare è 1 + z, il residuo è 1/2.

Dipartimento di Matematica - Università degli Studi di Padova - Via Trieste 63 - 35121 Padova, Italy
E-mail address: maricond@math.unipd.it