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Vivere l’anno della Misericordia con

Maria
Card. Gerhard Ludwig Müller*1

Lectio magistralis per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2016/2017


dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. 3 ottobre 2016

Cari amici,

come sapete, il 13 marzo dello scorso anno 2015, durante una ce-
lebrazione penitenziale svoltasi la vigilia della quarta domenica di
Quaresima, papa Francesco ha annunciato che la Chiesa avrebbe vis-
suto, dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016, un «anno della Mi-
sericordia». Il papa spiegava in quella occasione che la Chiesa, «che
ha tanto bisogno di ricevere misericordia, perché noi siamo peccatori,
potrebbe trovare in questo giubileo la gioia di riscoprire e di rendere
feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti noi siamo chiamati a
portare conforto a ogni uomo e a ogni donna del nostro tempo». Il
Sommo Pontefice concludeva la sua omelia con queste parole: «Affi-
diamo fin da ora questo anno alla Madre della Misericordia – sono
io che sottolineo –, affinché essa volga verso di noi il suo sguardo e
vegli sul nostro cammino: il nostro cammino penitenziale, il nostro
cammino con il cuore aperto, nel corso di un anno, per ricevere
l’indulgenza di Dio, per ricevere la misericordia di Dio».

_____________
*
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Alpha Omega, XIX, n. 3, 2016 - pp. 291-302


292 Card. Gerhard Ludwig Müller

D’altra parte, un mese dopo, l’11 aprile 2015, la Bolla Misericor-


diae Vultus precisava l’intenzione del Santo Padre con queste parole:
«Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a
tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi se-
gno efficace dell’agire del Padre. È per questo – proseguiva il Papa –
che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia come
tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la
testimonianza dei credenti» (§3). Tale documento è del più grande in-
teresse per il nostro tema. Infatti, Misericordiae Vultus indica a più ri-
prese il ruolo svolto dalla Vergine Maria nella storia della salvezza,
dal punto di vista della misericordia. Così, sempre al paragrafo 3, per
spiegare che l’anno della misericordia si apre il giorno dell’Im-
macolata Concezione, il Papa scrive: «Maria è stata pensata e voluta
santa e immacolata nell’amore (cfr. Ef 1,4), perché diventasse la Ma-
dre del Redentore dell’uomo». Questo pensiero ritorna alla fine del te-
sto e conferma il ruolo centrale di Maria nell’anno della misericordia:
«Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio
fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della
misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel
santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente
al mistero del suo amore (...). Ha custodito nel suo cuore la divina mi-
sericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di
lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia
che si estende di “generazione in generazione” (Lc 1,50)».
Così, come potete vedere, il Papa ha posto più volte questo giubi-
leo sotto la protezione della nostra Madre celeste. Desidero mettermi
al suo seguito per proporvi alcune riflessioni che, spero, vi aiuteranno
a continuare a «vivere l’anno della Misericordia con Maria» nel mi-
glior modo possibile, anche in questa sua fase ormai quasi conclusiva.
Trattandosi di un «anno», attribuirò grande importanza allo svol-
gimento cronologico della comparsa del tema della misericordia nella
vita di Maria. La Bolla succitata esorta espressamente a fare questo
lavoro di ricerca. In altri termini, vivere l’anno della misericordia con
Maria significa vedere, tra l’altro, come la misericordia divina entri
nella vita della Vergine e la formi progressivamente fino al punto di
trasformare l’umile fanciulla di Nazareth in una vera e propria «madre
di misericordia». Conto di trarre ispirazione dai grandi testi che hanno
già aperto la strada in questo campo partendo dalla Costituzione Lu-
men Gentium promulgata dai Padri del Concilio ecumenico Vaticano
Vivere l’anno della Misericordia con Maria 293

II. Una prima risposta, d’altronde, è possibile trovarla proprio qui: esi-
ste un modo eccellente di vivere l’anno della Misericordia con Maria
che è quello di leggere e rileggere lentamente il brano della Costitu-
zione dogmatica Lumen Gentium che, all’ultimo capitolo, dal paragra-
fo 52 al paragrafo 69, tratta della «Vergine Maria nel mistero della
Chiesa».

1. Un modo eccellente, dico, poiché questo capitolo è stato


espressamente voluto dai Padri quale parte integrante dell’insieme del
documento dedicato al mistero della Chiesa. Senza essere un trattato
dottrinale completo di mariologia, esso vuole tuttavia – cito – «illu-
strare attentamente da una parte, la funzione della beata Vergine nel
mistero del Verbo incarnato e del corpo mistico, dall'altra i doveri de-
gli uomini, e i doveri dei credenti in primo luogo» (n. 54). È quindi
significativo e confortante constatare che la misericordia di Maria sia
sottolineata sin dai primi paragrafi: «Nella vita pubblica di Gesù la
madre sua appare distintamente fin da principio, quando alle nozze in
Cana di Galilea, mossa a compassione, indusse con la sua intercessio-
ne Gesù Messia a dar inizio ai miracoli (cfr. Gv 2, 1-11)». L’espres-
sione «mossa a compassione» traduce il «permota misericordia»
dell’originale in latino. Infatti, i Padri conciliari hanno voluto afferma-
re che, se Maria ha chiesto a suo Figlio di intervenire a Cana, è perché
essa era stata «profondamente messa in movimento» (per-mota) dalla
misericordia, ovvero dalla compassione del suo cuore (miseri-cordia)
di fronte allo sconforto dei giovani sposi e di tutti gli invitati. Il primo
segno della vita pubblica di Gesù si compie quindi in risposta alla sete
di misericordia di sua Madre.

2. Come continuare a vivere l’anno della misericordia con Maria?


Abbiamo appena fatto emergere una possibile seconda risposta: vivere
questo anno è cercare di percepire meglio intellettualmente – prima di
cercare di tradurre questa percezione negli atti – che Nostro Signore
ha realizzato il primo dei suoi miracoli, il primo dei «segni» della sua
azione divina, rispondendo a una volontà di misericordia da parte di
sua Madre. Il Redentore opera la salvezza degli uomini su richiesta di
una creatura unica, di una donna unica, la Donna per eccellenza. Dob-
biamo volgerci spesso a lei con il pensiero e la preghiera per entrare
nel movimento della salvezza.
294 Card. Gerhard Ludwig Müller

Vi propongo quindi di seguire le diverse tappe nel corso delle


quali la misericordia divina irrompe manifestamente in Maria e grazie
a Maria. Per fare questo dobbiamo risalire a ben oltre la nascita della
Vergine. Dobbiamo risalire al momento stesso della sua Concezione,
al «momento», per così dire – e con tutta l’inevitabile improprietà di
tale termine, poiché non vi è né tempo né «momento» in Dio – in cui
Maria è stata concepita in Dio mediante un concepimento perfetta-
mente immune da ogni male, da ogni peccato. Dobbiamo risalire – col
pensiero – alla sua Immacolata Concezione. Non è un caso, dicevo
all’inizio della presente conferenza, se il Papa ha voluto che questo
anno della Misericordia si aprisse il giorno della solennità
dell’Immacolata Concezione.

3. Come sapete, fu papa Pio IX a proclamare, nel 1854, il dogma


dell’Immacolata Concezione, che le diciotto apparizioni di Lourdes,
quattro anni più tardi, dall’11 febbraio al 16 luglio 1850, dovevano
confermare in modo straordinario. Sant’Ireneo di Lione aveva già par-
lato del «capovolgimento operatosi da Maria a Eva1». Egli introduce-
va così in teologia il tema della «Novella Eva» che i secoli successivi
avrebbero felicemente sviluppato al punto da poter concludere che la
Vergine, così come Eva, era stata concepita senza peccato originale e
che la misericordia divina l’aveva preservata dal male. È quanto un
celebre autore francese, Georges Bernanos, ha ben evocato nel suo
Diario di un parroco di campagna, facendo dire al parroco di Torcy
nell’atto di rivolgersi a un suo confratello più giovane: «La Vergine
era l’Innocenza. Ti rendi conto che cosa siamo noi per lei: noi, la raz-
za umana? Oh, naturalmente, aborre il peccato, ma in fin dei conti
gliene manca ogni esperienza, quell’esperienza che non è mancata ai
santi più grandi, allo stesso santo di Assisi, per quanto serafico fosse.
Lo sguardo della Vergine è il solo veramente infantile, il solo vero
sguardo di bambino che mai si sia posato sulla nostra vergogna e la
nostra miseria. Sì, figliolo, per pregarla bene è necessario sentirsi
addosso questo sguardo che non è affatto di indulgenza - perché non
c’è indulgenza senza una qualche esperienza amara - ma è sguardo di
compassione affettuosa, di stupore doloroso, non so di quale altro in-
concepibile, indicibile sentimento che la rende più giovane del pecca-
_____________
1 S. IRENEO DI LIONE, Adversus haereses, III, 22, 4 (SC 211, p. 440, l. 71).
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to, più giovane della razza dalla quale discende e benché Madre in
virtù della grazia, Madre delle grazie, figlia cadetta del genere uma-
no»2.
Questa innocenza, questa giovinezza eccezionale, questo puro ef-
fetto della Misericordia divina, è quello che la Chiesa celebra l’8 di-
cembre. Come dice la liturgia di questa solennità: «Tu hai preservato
la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena
di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio» (prefazio della mes-
sa). Riflettere sull’Immacolata Concezione significa, quindi, ricevere
la chiave dell’intero «anno» della misericordia: Maria, senza meriti da
parte sua, è stata, per pura grazia, riscattata da suo Figlio sin
dall’eternità. Questo privilegio unico si spiega alla luce del celebre
brano di San Paolo nella Lettera agli Efesini: «In lui ci ha scelti prima
della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui
nella carità» (Ef 1, 4). Questa scelta ci riguarda tutti, poiché Dio, nella
sua eternità, ha chiamato noi tutti all’esistenza, ma solo in Maria
l’effetto di tale scelta è stato totale: la misericordia divina ha creato
Maria così come aveva creato Adamo ed Eva, in perfetta armonia con
Lui, senza l’ombra di un rifiuto o di una distanza. La libertà di Maria
si è subito incontrata con quella di Dio, come lo ha successivamente
dimostrato il suo fiat il giorno dell’Annunciazione. Certamente, tutto
questo sfugge alla nostra percezione sensibile e alle nostre possibilità,
ma è, per così dire, lo sfondo sul quale si gioca la storia degli uomini.
La misericordia di Dio è abbastanza forte da rispettare infinitamente
una libertà e crearla in perfetta armonia con Lui. Maria, nella sua Im-
macolata Concezione e nell’Annunciazione, ci indica il modo di vive-
re l’«anno» della misericordia: prima ancora di qualsiasi azione mise-
ricordiosa, ci viene chiesto di pensare a questa potenza infinita di Dio
creatore che fa della sua creatura un essere capace di risponderGli,
persino di risponderGli perfettamente, infinitamente. Questo non av-
viene tutti i giorni; l’esperienza quotidiana ci ricorda l’esistenza del
peccato, del rifiuto di Dio, con tutti i gradi di violenza che esistono.
Tuttavia, dobbiamo cercare con tutte le nostre forze se non altro di
immaginare questa armonia assoluta tra Creatore e creatura nella crea-
zione di Maria al di fuori di ogni peccato, in una concezione perfetta-

_____________
2 G. BERNANOS, Diario di un parroco di campagna, Oscar Mondadori, p. 171.
296 Card. Gerhard Ludwig Müller

mente immacolata, prova della misericordia da lei cantata nel Magni-


ficat.

4. Vivere e continuare a vivere l’anno della misericordia con Ma-


ria è effettivamente riprendere il suo canto d’azione di grazie e tentare
di scoprirne tutta la densità. Il Magnificat ci è stato donato duemila
anni fa affinché potessimo ripeterlo ogni giorno e ben sapete che è
proprio ciò che avviene: ogni giorno nell’ufficio dei vespri, al calar
della sera, quando la notte sembra prevalere sulla luce, la Chiesa ci fa
ripetere il canto della Vergine alla presenza della cugina Elisabetta.
Maria comprende meglio, vedendo che la cugina sterile aspetta ora un
bambino, fino a che punto sia stata anch’essa oggetto del fervore di
Dio: Lei che, nel silenzio della sua stanza a Nazareth, si era ricono-
sciuta «serva del Signore», dichiara alla cugina e, attraverso questa, al
mondo intero, che l’Onnipotente ha fatto in lei grandi cose, poiché si è
ricordato della sua misericordia: «recordatus misericordiae suae».
Consideriamo attentamente questa espressione, poiché il suo contenu-
to è di capitale importanza: i termini recordari e misericordia conten-
gono entrambi la parola COR. Il cuore di Dio ha voluto fare miseri-
cordia a Maria e Dio si è ricordato di questa misericordia durante tutta
la vita di Maria: la misericordia divina, afferma Maria nel Magnificat,
è ciò di cui Dio si ricorda. Dio, che ha fatto misericordia a Maria nella
sua Immacolata Concezione, si ricorda di questa misericordia chie-
dendoLe di essere la Madre di suo Figlio al momento dell’An-
nunciazione e mettendo Elisabetta sul suo cammino al momento della
Visitazione. Tutto questo, per Dio, avviene al di fuori del tempo: non
vi sono interstizi tra il suo volere e il suo agire. Per Maria invece, pie-
namente donna, pienamente creata, non vi è altro mezzo per dirlo che
mediante la magnifica espressione del ricordare, recordatus, che si
traduce letteralmente con: «Ha rimesso nel suo cuore la sua misericor-
dia». L’intelligenza di Maria si esprime così nel tempo, anche se,
nell’eternità del disegno di Dio, essa è stata da sempre e per sempre la
Madre del Figlio di Dio.
Per noi, vivere l’anno della misericordia con Maria è cercare di
coincidere, come lei, con quell’istante in cui Dio ci ha creati e chiama-
ti a Lui per sempre. Noi dobbiamo fare e rifare ogni giorno questo la-
voro di «recordatio», ovvero rimettere nel nostro cuore ciò che è nel
cuore di Dio. Se Gesù si è preso la briga di dirci: «Chi è mia madre,
chi sono i miei fratelli? Colui, colei che ascolta la parola di Dio» e la
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custodisce, è esattamente per mostrare che Egli vuol vedere la nostra


anima accedere a quello stato sublime di cui parlano i Padri: generare
nuovamente il Verbo attraverso l’udito. Et misericordia eius a proge-
nie in progenies: Dio non ha cominciato a essere misericordioso un
dato giorno; lo è da sempre e per sempre, di generazione in generazio-
ne, così come lo comprende Maria nel giorno della Visitazione. Vive-
re fino al suo compimento, e ancora oltre, l’anno della misericordia
con Maria, significa, cari amici, cercare di scoprire, come lei, che la
misericordia di Dio per noi si estende di generazione in generazione,
di giorno in giorno, che non vi è generazione, non vi è giorno della
nostra vita che non siano stati oggetto della misericordia divina. Nel
Magnificat la misericordia divina è evocata dalla Vergine in due di-
versi momenti: essa dice «di generazione in generazione la sua miseri-
cordia si stende» e «ricordandosi della sua misericordia, come aveva
promesso ai nostri padri». La misericordia di Dio iscrive quindi la
creatura all’interno di una storia. Dio – così come Maria ne ha la rive-
lazione nello Spirito Santo – pone Maria al seguito di Abramo. Egli ci
pone tutti in questa storia santa mediante il battesimo. L’anno della
misericordia vuole ricordarci appunto tale inserzione.

5. Dopo la meditazione dell’Immacolata Concezione, del mistero


dell’Annunciazione e di quello della Visitazione, possiamo, come se
stessimo sgranando un rosario, continuare a percorrere le diverse tap-
pe della vita della Vergine Maria per vedere come, in ciascuna di que-
ste, Dio ha manifestato la sua misericordia. Per questo, vi invito a ri-
leggere un testo molto bello, forse un po’ dimenticato al giorno
d’oggi, ma che si colloca pienamente sulla linea della nostra riflessio-
ne: la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del santo Papa
Giovanni Paolo II. Pubblicata il 16 ottobre del 2002, essa non ha perso
nulla della sua attualità. Presentandola nel corso dell’udienza generale
di quello stesso giorno, il Papa ricordava che «… nella storia dei
Grandi Giubilei vigeva la buona usanza che, dopo l’Anno Giubilare
dedicato a Cristo e all’opera della Redenzione, ne venisse indetto uno
in onore di Maria, quasi implorando da Lei l’aiuto per far fruttificare
le grazie ricevute». Così l’Anno santo del 1950 fu seguito nel 1954 da
un Anno mariano, mentre invece l’Anno del giubileo della Redenzio-
ne nel 1983 fu seguito nel 1987 da un altro Anno mariano e l’Anno
del grande giubileo del 2000 dall’Anno del rosario nel 2002-2003.
Questa volta, il giubileo della Misericordia potrebbe essere sì ancora
298 Card. Gerhard Ludwig Müller

seguito da un anno mariano, ma già il presente anno della misericordia


è, in quanto tale, profondamente mariano, poiché Maria è Madre della
Misericordia in atto. Vivere l’anno della misericordia significa, al con-
tempo, vivere un anno mariano!

6. Infatti, se continuiamo a svolgere il filo dell’anno liturgico, ve-


diamo che la misericordia attraversa tutti i momenti della vita di Gesù
e di Maria. Anche a Natale, è la Misericordia di Dio in atto che si ren-
de visibile nella mangiatoia di Betlemme. È là che Maria può essere
chiamata in verità «madre della misericordia». Quando Gesù è presen-
tato al Tempio da Giuseppe e Maria, gli occhi di Simeone vedono la
salvezza misericordiosamente donata da Dio. Quando Gesù, nel mede-
simo Tempio, risponde ai Dottori e li interroga, altrettanto misericor-
diosamente li apre a significati della Scrittura che da loro stessi non
avrebbero mai immaginato, mentre Maria e Giuseppe, preoccupati di
non vederlo con loro, pure sono animati dalla misericordia, ma in un
altro senso, quello che san Tommaso definirà più tardi3, con san Gio-
vanni Damasceno e la tradizione classica, come «una specie di tristez-
za» che fa «compatire la miseria altrui».

7. Nei misteri luminosi, offerti alla Chiesa nel 20024, la miseri-


cordia è altresì ben presente, anche se non sempre è direttamente men-
zionata. Al momento del battesimo al Giordano, quando Gesù scende
nelle acque del fiume come l’innocente che si fa «peccato» per noi
(cfr. 2 Cor 5, 21), la voce del Padre proclama che egli è il Figlio suo
prediletto (cfr. Mt 3, 17 e par), che accetta già misericordiosamente
che tutta l’umanità sia purificata in Lui e attraverso di Lui. A Cana,
grazie all’intervento di Maria, la prima dei credenti, il Cristo apre mi-
sericordiosamente alla fede il cuore dei suoi discepoli. Nell’annuncio
del Regno di Dio, Gesù invita misericordiosamente alla conversione e
proclama esplicitamente: «Beati i misericordiosi, perché troveranno
misericordia» (Mt 5, 7). Papa Giovanni Paolo II usa tale termine par-
lando dell’annuncio del Regno di Dio: «… ministero di misericordia –
scrive – che Egli continuerà a esercitare fino alla fine del mondo5». La
_____________
3 Cfr. S.T. IIa-IIae, Q. 30, a.1, sed contra.
4 Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Rosarium Virginis Mariae, n. 21.
5 Ibid.
Vivere l’anno della Misericordia con Maria 299

Trasfigurazione è misericordiosamente data agli apostoli che ne sono


testimoni per «rimuovere dal loro cuore lo scandalo della Croce» e
«dare al contempo un fondamento alla speranza della Chiesa»6. La se-
ra del Giovedì Santo, l’Eucaristia è istituita perché resti in eterno il
segno della Misericordia di Dio in mezzo agli uomini.

8. In maniera ancor più immediata, potremo esprimere il significa-


to dell’anno della Misericordia con Maria contemplando i misteri dolo-
rosi della vita di Cristo. È forse qui che si rivela in modo più eloquente
la profondità della misericordia di Maria che si associa alle sofferenze
del Figlio suo per divenire profondamente la Mater misericordiae che
noi invochiamo alla fine di ogni giorno, quando recitiamo o cantiamo la
Salve Regina. La Costituzione Lumen Gentium utilizza in proposito una
espressione molto bella che getta una luce nuova sulla nostra riflessio-
ne; essa parla di «peregrinazione della fede», dicendo: «La Beata Ver-
gine avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua
unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se
ne stette (cfr. Gv 19, 25), soffrendo profondamente col suo Unigenito e
associandosi con animo materno al suo sacrificio, amorosamente con-
senziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente
dallo stesso Gesù morente in Croce fu data quale madre al discepolo
con queste parole: Donna, ecco tuo figlio» (cfr. Gv 19, 26-27). Per vive-
re in pienezza l’intero giubileo della misericordia, dobbiamo entrare
ogni giorno in questa peregrinazione della fede, in altre parole dobbia-
mo incessantemente cercare e ritrovare il senso profondo della nostra
vita, che consiste nel conoscere, amare e servire il nostro Dio, offrirGli
la nostra vita per ricevere la Sua, ricevere tutto da Lui per poterGli do-
nare tutto. È esattamente ciò che ha fatto «la serva del Signore», colei
che ha creduto che nulla fosse impossibile a Dio e che Gli ha donato
tutto, al punto da ricevere da Lui ciò che nessuna donna al mondo
avrebbe mai più potuto ricevere: divenire la Madre di Suo Figlio.
Ed eccoci giunti al cuore di ciò che intendevo dirvi: se riprendia-
mo, in quest’anno specialmente, ma per poterlo poi fare in modo co-
stante una volta esso terminato, le parole di Gesù ai discepoli, com-
prenderemo il posto che occupa e che vuole occupare Maria nella no-
stra vita. «Chi è mia Madre?» (Mt 12, 48), chiede Gesù un giorno,
_____________
6 Cfr. LEONE MAGNO, Sermone sulla Trasfigurazione (38, 3) – SC 74bis, p. 26-27.
300 Card. Gerhard Ludwig Müller

prima di dare lui stesso la risposta a questa domanda alquanto sor-


prendente: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, que-
sti è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12, 50). Ciascuno di noi è
chiamato a diventare misticamente fratello, sorella e madre del Cristo.
Se è vero che il «giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà
avuto misericordia», è pur vero che siamo chiamati a vivere sempre in
pienezza la quinta beatitudine: «Beati i misericordiosi, perché trove-
ranno misericordia (Mt 5, 7)». Come viverla, se non guardando Maria,
vedendo come ciascuno dei momenti della sua vita risulta attraversato
da questa misericordia che lei ha ricevuto da Dio e che trasmette a tut-
ti gli uomini? Come diceva il curato d’Ars: «Nel cuore della Vergine
santissima non vi è che la misericordia!» 7.
Dall’inizio alla fine della nostra vita, siamo accompagnati da que-
sta misericordia e, come sottolineava il celebre scrittore francese
Charles Péguy: «In tutta la liturgia, c’è una sola preghiera che il pec-
catore può recitare in piena verità: è l’Ave Maria! Questa, infatti, ci fa
dire: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e
nell’ora della nostra morte. Amen». È naturale rivolgersi alla Nostra
Signora per chiederle il suo aiuto misericordioso, poiché lei stessa è
stata la prima a beneficiare della misericordia divina. Portare a com-
pimento questo anno con lei è, in fondo, la cosa più naturale e utile
che si possa fare!
Il grande san Tommaso d’Aquino ha scritto una preghiera a Ma-
ria che termina con una evocazione della misericordia di Maria: «Infi-
ne, ti prego perché al termine della mia vita, tu che sei madre impa-
reggiabile, porta del cielo e avvocata dei peccatori, non permetta che
io, indegno tuo servo, possa deviare dalla fede cattolica; ma soccorri-
mi con la tua grande bontà e misericordia, difendimi dagli spiriti
del male e infondimi speranza nella gloriosa Passione del tuo Figlio
benedetto; ottienimi anche con la tua intercessione il perdono dei miei
peccati e, concedendomi di spirare nel tuo e nel suo amore, dirigimi
sulla via della salvezza e della gloria eterna. Amen».
Concludiamo: per vivere la verità rivelata della misericordia con
Maria, dobbiamo contemplarla guardando come la misericordia divina
abbia agito nella sua vita, di pari passo con i misteri che lei ha vissuto.
Bisogna cominciare col guardare ciò che lei ne dice, cercando di assi-
_____________
7 IL CURATO D’ARS, Pensieri, Ed. B. Nodet, coll. Fede viva n. 23, p. 245.
Vivere l’anno della Misericordia con Maria 301

milarlo non solo con l’intelletto, ma con la vita. Così come esistono i
«misteri della vita di Gesù», esistono i «misteri della vita di Maria»,
che noi possiamo fare nostri. Tutti i misteri della vita di Gesù implica-
no sua Madre, in un modo o nell’altro. Tutti i misteri della vita della
Vergine riconducono a Cristo, secondo la bella e celebre espressione
di san Bernardo: «Tutto viene da Cristo, anche Maria; tutto passa per
Maria, anche Cristo».
Dobbiamo passare incessantemente dal testo biblico al testo non
scritto della nostra vita ponendoci queste due domande: come si mani-
festa la misericordia divina nella vita della Vergine? Corollario: come
si manifesta nella nostra? La meditazione dei misteri del Rosario ci
aiuterà moltissimo.
Non mi resta, infine, che attirare la Vostra attenzione sull’aspetto
più pratico della nostra riflessione, nonché più vitale per la Chiesa di
oggi e per tutti noi in particolare: lasciarsi guidare da Maria per tra-
smettere gli effetti della misericordia di cui siamo quotidianamente
oggetto. Nella sua enciclica Dives in misericordia, Giovanni Paolo II
ha lungamente insistito su questo punto; bisognerebbe rileggere
l’intero testo, ma mi limito a citarne solo un passo rimandandovi alla
lettura di questa enciclica che ritrova oggi tutta la sua attualità.
«Gesù Cristo ha insegnato che l'uomo non soltanto riceve e spe-
rimenta la misericordia di Dio, ma che è pure chiamato a “usar miseri-
cordia” verso gli altri: “Beati i misericordiosi, perché troveranno mise-
ricordia”. La Chiesa vede in queste parole un appello all'azione e si
sforza di praticare la misericordia. Se tutte le beatitudini del Discorso
della montagna indicano la via della conversione e del cambiamento
della vita, quella che riguarda i misericordiosi è a tale proposito parti-
colarmente eloquente. L’uomo giunge all'amore misericordioso di
Dio, alla sua misericordia, in quanto egli stesso interiormente si tra-
sforma nello spirito di tale amore verso il prossimo»8.
Il nostro tema è di una sorprendente attualità, poiché, come il Pa-
pa ha dichiarato ancora una volta, ad esempio il 13 gennaio 2016, in
occasione dell’udienza generale del mercoledì, alla presenza di mi-
gliaia di pellegrini: «Il Signore è “misericordioso”: questa parola evo-
ca un atteggiamento di tenerezza come quello di una madre nei con-
fronti del figlio. Infatti, il termine ebraico usato dalla Bibbia fa pensa-
_____________
8 GIOVANNI PAOLO II, Dives in misericordia, n. 14.
302 Card. Gerhard Ludwig Müller

re alle viscere o anche al grembo materno. Perciò, l’immagine che


suggerisce è quella di un Dio che si commuove e si intenerisce per noi
come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa
solo di amare, proteggere, aiutare, pronta a donare tutto, anche sé stes-
sa. Questa è l’immagine che suggerisce questo termine. Un amore,
dunque, che si può definire in senso buono “viscerale”».
Tenerezza di Dio, tenerezza di Maria: guardando Maria, oggetto
della misericordia divina, comprendiamo che siamo anche noi chiamati
a vivere la misericordia in modo molto profondo. Come ho avuto occa-
sione di scrivere: «Poiché Maria è il modello dell’uomo nella grazia e
il tipo della Chiesa, la mariologia può essere concepita come la realiz-
zazione concreta, in termini di teologia della grazia, dell’antro-pologia
per quanto riguarda la dimensione individuale, la dimensione sociale
dell’esistenza cristiana»9. Siamo invitati ad agire come lei. Studiare la
sua vita e meditare sulla sua azione ci porta a comprendere meglio chi
siamo. Potremmo fare nostro questo breve poema acrostico:

Maria, madre di misericordia,


A noi tuoi figli che ti preghiamo,
Rendi la gioia di credere e di amare,
Iscritta in noi dal momento del battesimo e
Accompagnaci sempre verso tuo Figlio. Amen..

Summary: The Bull of Proclamation of the Extraordinary Holy Year of Mercy, Misericordi-
ae vultus, adverts at various points to the role played by the Virgin Mary in the history of sal-
vation, from the perspective of mercy. In order to live the truth revealed about mercy with
Mary, we need to contemplate her, looking both at how divine mercy was operative in her
life, together with the mysteries, which she lived and experienced. After meditating upon the
Immaculate Conception, the mystery of the Annunciation and that of the Visitation, we can
continue to follow the different stages of the life of the Virgin Mary, to see how, in each of
these mysteries, God has manifested his mercy. Finally, we shall dwell upon the more practi-
cal aspect of our reflection, that of allowing ourselves to be guided by Mary, in order to be
able to transmit the effects of that mercy, which, on a daily basis, is directed to us.

Key words: Mary, mercy, Mother of mercy, Misericordiae vultus, Extraordinary Holy Year
of Mercy, Immaculate Conception, Annunciation, Visitation, mysteries of the Rosary.

Parole chiave: Maria, misericordia, Madre di misericordia, Misericordiae Vultus, Giubileo


Straordinario della Misericordia, Immacolata, Annunciazione, Visitazione, misteri del Rosario.

_____________
9 G.L. MÜLLER, Dogmatica cattolica, p. 582.